Il Piccolo del Cremasco

Page 1

PICCOLO giornale del

CREMASCO Il

Direzione e redazione: Piazza Premoli, 7 - Crema • Tel. 0373 83.041 • Fax 0373 83.041 • E-mail: cremasco@cuticomunicazione.it • Pubblicità: Immagina srl Via S. Bernardo, 37 - Cremona • Tel. 0372 45.39.67 - 43.54.74 • Fax 0372 59.78.60 • Presso Poste Italiane S.p.a. Sped. in A.P.-45%-art. 2 comma 20/B legge 662/96-Cremona

VENERDI’ 8 OTTOBRE 2010 • Supplemento settimanale al n° 38 de "Il Piccolo Giornale"

€ 0,02 Copia Omaggio

DOPO ESSERE STATA COMMISSARIATA

BCC DI OFFANENGO, QUALE SARA’ IL SUO FUTURO? Nell’ultima assemblea di maggio, i soci avevano rifiutato la fusione con un altro istituto. Se la volontà espressa, quindi, era quella di rimanere da soli, la banca potrebbe essere venduta come uno spezzatino: uno sportello per ognuno dei possibili acquirenti.

C

a

UN ANNO SENZA DON INZOLI CERAVOLO: «GRANDE VUOTO»

Abito in via Mazzini e vado in bici: ci vorrà il pass?

Crema, a pag. 20

La manifestazione di bici in piazza Duomo

Modifiche al bilancio. Polemiche

Illuminazione di piazza Duomo

Spostati 200mila euro dai Sabbioni a Santo Stefano

L'intervento anche di «Italia Nostra»: «Servono verifiche»

Crema, a pag. 20

i scusiamo con i lettori se abbiamo sbagliato di cinque giorni l'arrivo del commissario alla Bcc di Offanengo. Avevamo scritto che avrebbe suonato il campanello dell'istituto di credito presieduto da Ennio Ghisetti a fine mese perché a Roma, a palazzo Koch, avrebbero già avuto visione della semestrale 2010 dell'istituto cremasco. Infatti il provvedimento del ministero delle Finanze è del 30 settembre. Come un orologio svizzero. Cinque giorni non cambiano, però, un destino. Già scritto e segnato. Se qualche cremasco non ne fosse ancora a conoscenza, è successo questo: martedì 5 ottobre, la Bcc di Offanengo è stata commissariata. Cinque ispettori inviati da Banca d'Italia, e accompagnati da agenti della Guardia di finanza, hanno bussato alla porta dell'istituto. Immediatamente il Consiglio di aministrazione, il Collegio sindacale e il direttore generale sono stati sciolti. Al loro posto, le decisioni future saranno prese da un commissario straordinario, Sergio Mauriello. Se a Roma hanno deciso di inviare a Offanengo un commissario, il minimo a cui viene da pensare è che la situazione non era di certo considerata «normale». Ci avevano accusato, a fine maggio, quando i soci della Bcc di Offanengo si rifiutarono di fondersi con la Banca Cremasca, di essere stati troppo duri nei loro confronti. Purtroppo avevamo ragione. Non è possibile scambiare la finanza come una partita di calcio o un'elezione comunale nelle quali ci si diverte a vorare qualcuno a seconda della simpatia, dell'ideologia o della goliardia. Ma pensiamo che la situazione e le conseguenze non sia no ancora ben chiare a Offanengo se il preidente Ennio Ghisetti, ha detto a «La Provincia»: «Non ce l'aspettavamo, è stato un provvedimento del tutto inatteso». E se una persona intelligente come il sindaco Gabriele Patrini, ha riferito allo stesso giornale: «Non credo che la situazione della Bcc sia cambiata di molto rispetto alle ultime ispezioni di Banca d'Italia». E, allora, perché le Finanze, su invito di Bankitalia, avrebbe dovuto inviare un commissario e perché l'ha fatto con un decreto di fine settembre? Lo capiranno fra poco. La soluzione ai soci della Offanengo l'avevano offerta su un piatto d'argento a maggio. L'hanno rifiutata. Penso che a nessun cremasco - tranne a chi abita in questo paese o ha un rapporto con la banca - interessi molto di quello che succederà alla Bcc di Offanengo. Anche perché i suoi debiti verranno coperti e chi ha un conto corrente non avrà nulla da temere. Le banche non possono fallire in Italia. Il problema è l'imbarazzo nel quale questi signori della Bcc di Offanengo hanno gettato l'intero territorio cremasco. Che ne sarà di questo istituto? Se il commissario dovesse rispettare la volontà dei soci, espressa a maggio e contraria alla fusione, non gli rimarrebbe che farne uno spezzativo: vendere gli sportelli, uno ad uno, ad altre Bcc.

Crema, a pag. 21

Ci è arrivata in redazione questa lettera. Che critica il divieto imposto dal sindaco Bruno Bruttomesso alla circolazione delle bici in via Mazzini. Una lettera ironica e non offensiva. Come la vorrebbe il nostro primo cittadino. Gliela proponiamo perché la missiva non arriva da qualche turbolento e agitato ideologo appartenente all'opposizione e neppure da parte di uno invasato di facebook che, sabato scorso, ha manifestato in piazza Duomo in sella sua bici. E' una cittadina. Che merita di essere ascoltata. Come il nostro sindaco ascolta le mamme con passeggino che tanto potere hanno nei confronti del primo cittadino, tando da fargli prendere decisioni che hanno scatenato la piazza. Ecco di che cosa si tratta, dunque. «Ho letto sul giornale dell’imminente delibera che vieterà il passaggio delle biciclette in via Mazzini. Io abito purtroppo in tale via e faccio un uso quotidiano della bici, per cui ci sapranno dire come ci dovremo comportare: occorrerà un pass? Vorrei anche conoscere la casistica dei casi di mortali incidenti provocati da ciclisti troppo veloci successi nella medesima via. Non sarebbe più semplice, in questo Paese dei divieti, far passare qualche vigile in più per controllare i velocisti? Mi vien da ridere, poi sapendo che il divieto sarebbe una conseguenza delle lamentele delle mamme con passeggini o bimbi più grandicelli; quelle stese mamme che quando per forza di cose torno a casa in macchina si guardano bene dallo spostarsi a lato o richiamare i figliolini che scorazzano davanti al muso della macchina. E’ proprio vero che al ridicolo non c’è mai fine! Maria Grazia Aschedamini

DELIBERA ANTI-ACCATTONI - Dopo la pronuncia del Tar, vale ancora la pena raccogliere le firme? Dibattito - A pag. 18