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Cronaca

Sabato 5 Aprile 2014

Ecco le proposte per rilanciare il turismo

Candidati a sindaco: cosa fareste per...? Questa settimana parliamo del calo dei visitatori stranieri a Cremona

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dovrà essere fortemente condivisa e sostenuta senza tentennamenti».

di Laura Bosio

uesta settimana i candidati alla carica di sindaco di Cremona si esprimono sulla crisi del turismo. Come si leggeva in un articolo sullo scorso numero de "Il Piccolo", infatti, il dato sulla presenza di turisti stranieri a Cremona è fortemente in calo. Oreste Perri - «Il turismo a Cremona è strettamente legato alla promozione delle eccellenze culturali che la città esprime ed offre, a partire dal sistema liutario e della musica. Non a caso, la mia amministrazione ha puntato molto sullo sviluppo di quei due settori: si deve proseguire su questa strada. In questi cinque anni abbiamo realizzato il Museo del Violino, che considero il risultato di una virtuosa sinergia tra pubblico e privato; un intervento che ha permesso contestualmente il recupero di un contenitore di pregio del centro storico rimasto vuoto per decenni e preda del degrado. Abbiamo ottenuto il riconoscimento Unesco, ristrutturato palazzo Raimondi sede della Facoltà di Musicologia e dato una collocazione altrettanto prestigiosa, a palazzo Pallavicino, alla Scuola Internazionale di Liuteria. Non solo. Al Museo Civico hanno da poco aperto i battenti “Le stanze per la musica” dove ha trovato scrigno ideale la collezione di strumenti a pizzico Carutti. Abbiamo un patrimonio che occorre valorizzare e, passatemi il termine, “vendere”, venderlo bene, trasformandolo in un vero polo di attrazione che invogli a pernottare in città, attraverso pacchetti turistici, anche con finalità didattiche, che magari leghino e mettano in sinergia città vicine e con vocazioni similari. La promozione deve essere effettuata in collaborazione con tutti i soggetti pubblici e privati del territorio. Fare sistema è la parola d'ordine ora più che mai. In questo senso stiamo lavorando a Expo2015: l'eccellenza su cui puntare è la nostra filiera agroalimentare, legata alla valorizzazione del territorio in cui viviamo. Occorre individuare percorsi turistico-paesaggistici, che possano ad esempio riguardare le cascine e l'ambiente rurale. Non solo. Cremona è città d'arte a 360 gradi e quindi le nostre chiese e i nostri palazzi storici sono un patrimonio da promuovere attraverso una sapiente opera di creazione di itinerari ad hoc. Lo strumento fondamentale per agire su questi fronti è la sinergia con altre città accomunate da medesime affinità culturali, ad esempio le città del Po: dobbiamo sfruttare il turismo fluviale collegando Piacenza, Parma, Mantova e Pavia. A questo si aggiungono misure più strutturali: per attirare i giovani, e le fasce della popolazione interessate a proposte “low cost”: stiamo pensando a un progetto di albergo diffuso utilizzando case sfitte e alla riqualificazione e rilancio del campeggio. Infine, per intercettare i flussi internazionali, dobbiamo migliorare la comunicazione con i principali aeroporti della Lombardia, potendo contare su una struttura come Km Spa.».

na deve riscoprirsi come città europea e internazionale. La nostra città può intercettare soprattutto tre segmenti di turisti: un turismo internazionale legato alla liuteria e alla musica, attratto in città dalle nostre peculiarità uniche al mondo; un turismo italiano, di pochi giorni, interessato a pacchetti integrati di arte, ambiente, vivibilità, gastronomia; un turismo legato all’alta formazione e alla ricerca (agroalimentare e zootecnica, liutaria e musicale, veterinaria) su cui dobbiamo puntare. Per questo dobbiamo anche lavorare molto per valorizzare proposte turistiche sul Po (ciclabilità del Po) e integrarle alle altre proposte. In generale, occorre saper programmare, almeno con un anno di anticipo, eventi e proposte di animazione culturale, integrate tra loro, distribuire nell’anno e sul territorio. Le offerte di visita devono fare riferimento sia agli eventi straordinari che alla più ordinaria quotidianità della città. Amministrazione e privati devono produrre percorsi turistici differenziati, promossi e proposti in tutto il mondo grazie ad un’azione coordinata e rinnovata di presenza nelle principali fiere mondiali e grazie all’uso di nuove tecnologie. La creazione di pacchetti informatici destinati al turismo potrà coinvolgere start up di impresa e spazi di colavoro per giovani sia in ambito culturale che in ambito dell’Information Technology. Il turismo ha bisogno anche di una mobilità adeguata, sia per accedere alla città che per muoversi all’interno di essa, è necessaria una logica globale di intervento sul sistema urbano. Dobbiamo studiare con precisione i flussi turistici, valorizzare le porte di accesso alla città, favorire l'accesso al centro storico. Soprattutto emerge come fattore critico il collegamento via treno con Milano, che versa oggi in condizioni inaccettabili. Il potenziamento della linea ferroviaria Milano-Cremona-Mantova è un asse strategico per il futuro della città e non solo da un punto di vista turistico: un efficiente e rapido collegamento Cremona-Milano può già oggi migliorare il presente immediato e il futuro di migliaia di pendolari cremonesi, lavoratori e studenti, e getta le fondamenta per un ulteriore sviluppo economico e turistico del territorio.».

Gianluca Galimberti - «Lo sviluppo del turismo, collegato a quello del commercio, deve rappresentare un motore per la creazione di lavoro in città. Cremo-

Alessandro Zagni - «Fornire finalmente a Cremona una dimensione turistica importante è la sfida da cui passa il rilancio della città, la rinascita del commercio

e l’aumento dei posti di lavoro. E' fondamentale ottimizzare gli sforzi economici nel raggiungimento di un unico obiettivo, quello di emergere sullo scenario internazionale, mirando ad una collaborazione vera tra pubblico e privato. Innanzitutto, bisogna partire da una indagine di mercato per estrapolare l’identikit della città e costruirne il suo ‘city branding’, per poi valorizzare le eccellenze che Cremona offre. In tutto il mondo le città si stanno adeguando ad operare seguendo questa metodologia. La ricetta è quella di abbinare una visione di insieme a molti interventi concreti: rivisitare il sito web di Cremona e collegarsi al portale Expo 2015 inserendo materiali multimediali, implementare la rete di social network e sottoscrivere accordi con le compagnie low cost per puntare al turismo giovanile, creare pacchetti turistici studiati per trattenere i turisti oltre la giornata, attivare collegamenti (shuttle bus) con gli aeroporti più vicini (Bergamo e Verona), studiare un piano di comunicazione e marketing rivolto alla promozione dell’agroalimentare in occasione di Expo 2015, con l'obiettivo di attirare non solo turismo di massa ma anche viaggiatori business; infine promuovere la diffusione capillare dell’artigianato liutaio, del nostro patrimonio artistico-culturale e della gastronomia anche aumentando la sinergia tra la città e l'azienda fieristica. Cremona è baricentrica tra le mete turistiche della pianura padana, pertanto occorre far si che diventi il punto di riferimento negli itinerari turistici dell'area, ad esempio invogliando i visitatori con eventi di richiamo legati alle nostre eccellenze, almeno un week end ogni mese.». Lucia Lanfredi - «In primis sarà fondamentale prendere i contatti con i maggiori tour operator facendo in modo di inserire Cremona come città della musica, nell'ambito del tour del nord Italia. Tante sono le cose da vedere: il Museo del Violino, la pinacoteca, i laboratori dei liutai, per non parlare dei ristoranti, che presentano le nostre eccellenze enogastronomiche. Una delle idee del M5S e' di sfruttare le ex caserme per creare dei laboratori che siano a disposizione degli artisti di tutta Europa, che possano utilizzarle per fare i loro atelier, magari con anche degli alloggi a canoni calmierati. Questa potrebbe diventare una vera e propria attrattiva turistica, che connoterebbe ancora di

più Cremona come città della cultura e dell'arte. Si dovrà poi portare avanti le manifestazioni che già ci sono facendole diventare però più strutturate e durature nel tempo». Laura Carlino - «Sul turismo a Cremona non c'è più niente da dire: è venuto il momento di fare. Sono 20 anni che in questa città si spendono soldi per studi su come rilanciare questo settore, che è alla base dello sviluppo di Cremona. Bisogna declinare il turismo nelle sue diverse possibilità: quello più generico, da fine settimana, fatto di persone attratte da particolari manifestazioni; il turismo congressuale; il turismo culturale; il cicloturismo. Cremona ha tutto quello che serve per rispondere a queste esigenze. Una ricerca recentissima può dirci molto anche sulle politiche turistiche a Cremona. Ad esempio il fatto che le destinazioni turistiche che regalano le migliori esperienze sono semplici, ricche di cultura e libere "dell’incubo" delle auto. Le attrazioni che regalano le migliori esperienze ai turisti sono i ristoranti, le pasticcerie e le piazze. I turisti apprezzano molto lo stile di vita italiano, che ritrovano soprattutto nella ristorazione. Dobbiamo allora lavorare su un centro libero dalle auto: una soluzione a costi contenuti, positiva non solo per i turisti che cercano proprio questo in una piccola città d'arte, ma per i cittadini e per l'ambiente. Bisogna pensare a riorganizzare il sistema museale. Si devono far vivere le piazze: ne abbiamo diverse in centro, tutte belle. Bisogna migliorare l'accoglienza, incrementare le modalità di accesso gratuito al wi-fi e l'utilizzo delle tecnologie per il pagamento dei servizi. Serve un nuovo impulso ai trasporti, sfruttando l'occasione di Expo. E' necessario portare in capo all’amministrazione della città di Cremona la regia della propria politica turistica, di scegliere con chiarezza il “chi fa cosa”, avendo però ben chiaro un dato di partenza senza il quale si ricadrebbe ancora in annunci propagandistici. La decisione di puntare sul turismo quale fattore di sviluppo implica la consapevolezza che ciò avrà un riflesso diretto sulle scelte relative all’ambiente, all’urbanistica ed al recupero edilizio, al commercio, alla tutela del patrimonio artistico, alla valorizzazione dei settori museale, teatrale e musicale, alle infrastrutture, ai servizi. Quindi

Carmine Scotti - «Il territorio cremonese in questi anni ha fatto molti passi in avanti in termini di recettività. I dati del resto non vanno analizzati in modo asettico, ma calati in un contesto di crisi. Si dovrebbero valutare i dati di accesso alle strutture locali (alberghi, ristoranti, strutture sportive...) e gli uffici di informazione turistica. Del resto in questi anni, con molte difficoltà, gli enti pubblici si sono spesi per portare il territorio in manifestazioni internazionali, anche grazie alla sinergia con il privato e intercettando i tour operator. Ritengo che tutto sia perfettibile, ma guardarsi alle spalle non giova. Ora è importante coniugare tutti gli sforzi che già si fanno in una rete. La liuteria va sfruttata al meglio, attraverso una rete pubblico-privata che è l'unica via di uscita, prendendo anche spunto da quanto fanno negli altri territori. In vista di Expo non servono vetrina, ma una fortificazione di alcuni nostri aspetti come: cicloturismo, musica, gastronomia, commercio. Tutti uniti verso la stessa meta, sfruttando al meglio le poche risorse con una maggior presenza all'estero sia attraverso gli eventi, realizzabili presso le ambasciate, sia nelle fiere di settore e intercettando i tour operator». Pietro Signorini - «Fondamentale è innanzitutto la modalità con cui Cremona si presenta all'estero. Il linguaggio della musica è universale, e può essere la chiave per arrivare a tutti, facendoci conoscere. La promozione della città deve allora passare da questo elemento, che faccia da filo conduttore per il rilancio del settore. Credo che il turismo a Cremona non possa prescindere da questo patrimonio. Poi bisogna rivedere le politiche di accoglienza, organizzando meglio le nostre risorse, ottimizzando l'immagine recettiva della città. Accanto a questo ben venga l'iniziativa dei privati che hanno la volontà di far tornare Cremona ad essere una città che conta». Giuseppe Foderaro - «A Cremona è necessario puntare su un piano per il turismo sostenibile: la nostra città non è infatti adatta al turismo di massa, ma a chi nella nostra città trova il modo di vivere serenamente. Bisogna partire allora da ciò che abbiamo: arte, storia, monumenti e musei. Il Museo del violino può essere, a questo proposito, un ottimo trampolino di lancio per la realizzazione di un circuito internazionale che comprenda tutte le eccellenze e la storia di Cremona. Di qui passa anche la crescita dell'imprenditoria giovanile: si può infatti puntare sulla realizzazione di guide, di supporti per il marketing territoriale e via di seguito. Fondamentali sono anche le iniziative collaterali, che servono per stimolare maggiormente l'interesse nei confronti della città. Ad esempio Mantova si è inventata dal nulla un Festival della letteratura che ha avuto grande successo. Invece a Cremona siamo rimasti legati a vecchi schemi, che non abbiamo saputo rinnovare. Tutto però va messo a sistema, in modo che chi viene a vedere lo Stradivari sappia che in pinacoteca c'è un Caravaggio o che abbiamo tutto un percorso nella storia dei Campi».

Il Piccolo del Cremasco  

5 aprile 2014