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Cronaca

Sabato 5 Aprile 2014

Stop agli allagamenti in città: opere idrauliche per 10 milioni I numerosi eventi alluvionali che hanno colpito la Provincia di Cremona nel corso degli ultimi anni, hanno messo in evidenza la fragilità del reticolo idrografico della pianura cremonese ponendo la necessità di avviare un percorso per ridurre il rischio idraulico. Attraverso gli studi effettuati sono stati individuate principalmente due direttrici d’azione: regole comportamentali volte alla mitigazione del rischio idraulico, inserite nel Pgt approvato dal Consiglio comunale; interventi per il miglioramento della gestione delle acque, attraverso la realizzazione di due scolmatori, uno ad Ovest ed uno a Nord della città. Scolmatore Ovest: deriva le acque del Morbasco a Cavatigozzi portandole nel Canale Navigabile in modo che, in caso di piena, le acque non giungano in città; parallelamente è stato realizzato un collegamento a Spinadesco tra Canale Navigabile e colatore Riglio in modo tale da poter scaricare, in caso di necessità, le acque dal Canale Navigabile al Riglio e quindi nel Po. L’opera è già stata realizzata ed entrerà in funzione a breve. A completamento dell’intervento, verranno realizzate vasche di laminazione (destinate a ridurre il flusso e la portata) sul Morbasco sotto forma di nuove aree umide. Scolmatore Nord: è l’opera più importante, deriva le acque del Naviglio presso Marzalengo e, ampliando la sezione della roggia Quistra, canale esistente ma di limitata sezione, porta le acque a Brazzuoli e, quindi attraverso il Dugale Grumone, la cui sezione è in fase di ampliamento, nel fiume Oglio. La realizzazione di tale intervento comporta il sottopasso di linee ferroviarie, della strada per Brescia e del Cavo Ciria con una botte sifone. I due scolmatori porteranno ad una notevole riduzione del rischio idraulico per l’abitato di Cremona, con una effettiva riduzione delle aree classificate a rischio idrogeologico, a suo tempo individuate dalla Regione Lombardia. Il costo complessivo di queste opere è di circa 10 milioni di euro, completamente finanziate dalla Regione, l'ente attuatore è il Comune di Cremona, che ha avuto in Aem il soggetto che ha condotto gli studi e i progetti. “Si tratta di lavori che, mi sia consentito il termine, definisco invisibili – dice l’assessore ai lavori pubblici Francesco Zanibelli - in quanto i cittadini non se ne accorgono perché non impattano sulla vita quotidiana”. Aggiunge l’assessore all’Urbanistica Federico Fasani: “La realizzazione ed il successivo collaudo di questa opera porterà l’immediato effetto di scongiurare i rischi di allagamento: le aree poste a nord-est dell’abitato di Cremona sono quelle che, direttamente o indirettamente, risentiranno della riduzione del rischio”.

Via Ghinaglia: come si potrebbe eliminare il passaggio a livello

Introdotta l’ipotesi di realizzare un sottopasso in corrispondenza della attuale sede Ocrim, in caso di dismissione

Federico Fasani: «Per ora è solo un’idea, ma avendola inserita nel Pgt potrà essere messa in opera dalla prossima Giunta

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di Laura Bosio

ino a poco tempo fa quella del passaggio a livello di via Ghinaglia sembrava una questione non risolvibile, in quanto collocato in una posizione dove sarebbe impossibile costruire un sottopasso o un sovrappasso, da un lato a causa della presenza del Cavo Baraccona proprio li accanto, dall'altro perché essendo un contesto molto urbanizzato risulterebbe difficile realizzare una infrastruttura di grandi dimensioni. uttavia la soluzione potrebbe esserci, ed emerge dal nuovo Pgt approvato di recente dalla Giunta comunale. «Abbiamo valutato la possibilità di una modifica della viabilità di via Milano e di una zona che rappresenta una vera e propria barriera per la città - spiega l'assessore Federico Fasani -. Per chi arriva da Porta Milano, l'unica alternativa è fermarsi al passaggio a livello, oppure fare tutto un lunghissimo giro, passando dalla tangenziale. Lo stesso vale per chi arriva da via Milano e vuole accedere alla città. Insomma, ci troviamo in presenza di un collo di bottiglia importante, una barriera che crea numerosi disagi». E' stata questa riflessione a indurre la Giunta a delineare un'ipotesi di modifica della viabilità nel Pgt che consenta un giorno di intervenire su quella situazione. «Si tratta per ora solo di un progetto, che sarà attuabile se si verificheranno determinate circostanze e che richiederà comunque l'impiego di risorse ingenti, anche se comunque inferiori a quelle spese per i sottopassi di via Brescia e Persico - spiega ancora Fasani -. L'ipotesi è quella

di creare un bypass che attraversi la ferrovia a sud di via Milano, dove ora sorge l'Ocrim». L'azienda, nel suo piano industriale, prevede infatti di arrivare, in un futuro, a dismettere la struttura di via Milano, consentendo così di liberare l'area che servirebbe a realizzare l'intervento. Si tratterebbe di realizzare una sorta di sottopasso dove la ferrovia risulta comunque in rilievo. «Essendoci già un dislivello ci sarebbe poco da scavare - evidenzia Fasani -. Il sottopasso sbucherebbe poi in prossimità del campetto da calcio di fronte al Seminario, in via Milano. Da lì la strada si collegherebbe direttamente alla bretella che va verso la tangenziale. E per chi arriva, sarebbe un passaggio

diretto per entrare in città. L'intervento, una volta che in quella zona non ci fossero più le strutture dell'Ocrim, produrrebbe un impatto limitato. Inoltre potrebbe essere finanziato dalla rigenerazione dell'area Ocrim, qualora qualcuno decidesse di riqualificarla, come opera di scomputo: anche questa è una novità prevista dal nostro Pgt, secondo cui invece di pagare gli oneri di urbanizzazione, chi costruisce si impegna a realizzare opere di valenza pubblica». ccanto a questo, inoltre, si è valutata l'opportunità di realizzare un sottopasso più piccolo riservato a bici e pedoni, come era stato fatto tempo fa in via Bergamo.

«Sarebbe un passaggio diretto per entrare in città»

L'assessore Federico Fasani

«Naturalmente tutto questo è subordinato alla scelta di Ocrim di trasferirsi altrove. Tuttavia resta un importante strumento che la prossima Giunta potrà utilizzare per portare avanti la ristrutturazione viabilistica della città» conclude Fasani.

Il Piccolo del Cremasco  

5 aprile 2014