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Lettere & Opinioni

Sabato 5 Aprile 2014

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testimonianza

Ancora disservizi per i pendolari nella stazione di Treviglio Egregio direttore, la sera dello scorso 1° aprile mi telefona un parente e mi chiede se posso andare a prelevarlo alla stazione di Treviglio. Imbarcato il naufrago, mi racconta l’ennesimo disservizio, stavolta non solo per difetti tecnici del materiale rotabile. Da sempre l’ultimo treno della giornata per Cremona (10487) lascia Treviglio alle 21.07, comunque dopo l’arrivo da Milano del 2113. Quest’ultimo è partito da Milano senza fari ed è perciò arrivato a Treviglio in ritardo dovendo ovviamente ridurre molto la velocità. Quello della coincidenza per Cremona ha atteso ed imbarcato solo un primo gruppetto di “velocisti”, lasciando deliberatamente a terra almeno una dozzina di persone “non invisibili”. Chi non aveva appoggi in zona, né soldi per il taxi ha dovuto passare la notte in stazione. Non è la prima volta, mi dicono. Vorrei proporre a macchinista, capotreno, capostazione e dirigente per altrettante medaglie. R.S. Crema ***

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punto di vista

“Provincellum”, solite scelte all’italiana Egregio direttore, il Ddl Delrio, meglio conosciuto come “svuota province”, è stato approvato in Senato con un voto di fiducia su un maxi emendamento. Dopo il “porcellum” arriverà il “provincellum”. Così è oggi chiamata la legge che non consentirà ai cittadini di votare per il rinnovo dei presidenti e dei consigli provinciali. Per migliorare il Ddl approvato alla Camera prima di Natale, ci sono voluti tre mesi ma non mi sembra che siano stati introdotti rilevanti miglioramenti anzi, al contrario, sulle Province si introduce molta demagogia e populismo quando, ad esempio, si afferma che presidente e Giunta sono prorogati fino al 31 dicembre 2014 senza percepire alcun compenso o indennità. Idem per il presidente e il Consiglio provinciale che sarà eletto nel 2015 dai consiglieri comunali e dai sindaci del territorio. Però indipendentemente dai giudizi che si possono avere sull’utilità o meno delle Province, non si può prescindere dalla richiesta di semplificazione dei cittadini nell’individuare finalmente “chi fa che cosa” e quindi sul superamento di processi burocratici sempre più ingarbugliati nei quali incappano nel momento in cui entrano in rapporto con la pubblica amministrazione. Di ciò è difficile trovare traccia nel “provincellum”. Del superamento delle Province si cominciò a parlare all’inizio degli anni ’70 quando furono istituite le Regioni. Sono passati più di quarant’anni ma nulla di serio e di coordinato si è proposto e realizzato. Adesso anziché fare proposte serie, organiche e di reale cambiamento istituzionale, si ha l’impressione che si fanno le cose all’italiana dove si vogliono rincorrere stati d’animo o promesse elettorali piuttosto che visioni strategiche. E ciò considerando che il superamento delle Province era nei programmi elettorali di tutti i partiti, gruppi e movimenti che si sono presentati all’elettorato. Per il Governo Renzi, non più delle larghe intese ma con una “doppia maggioranza”, sembrano attenuarsi le condizioni per una seria riforma costituzionale delle istituzioni, nessuna esclusa, pertanto era proprio necessario ricorrere ad un provvedimento “tampone” con l’augurio che il rimedio non sia peggiore del “male” che si vorrebbe curare? Se sul versante del superamento delle Province qualche perplessità può esserc,i così non è riguar-

Umidità e muffa nell’appartamento in affitto Buongiorno avvocato, sono in affitto in un appartamento che inizialmente era in perfette condizioni, ma ora a distanza di quasi sei mesi è affiorata umidità su quasi tutte le pareti di casa. Mi ritrovo i mobili in legno rovinati dalla muffa. Cosa posso fare per tutelarmi? Anna *** La presenza di umidità e muffa all’interno dell’appartamento locato, se dipende da difetti strutturali dell’immobile, rappresenta un vizio grave dell’immobile medesimo, che lo rende inidoneo all’uso abitativo pattuito. Per tale motivo, in forza dell’art. 1578 cod. civ., il conduttore (inquilino) è legittimato a domandare l’immediata risoluzione del contratto. Secondo la norma citata, infatti, “ se al momento della consegna la cosa locata è affetta da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del con-

A cura di Emilia Rosemarie Codignola*

tratto o una riduzione del corrispettivo, salvo che si tratti di vizi da lui conosciuti o facilmente riconoscibili”. Nel caso in questione, lei non conosceva affatto i vizi, né i vizi erano facilmente riconoscibili, essendo l’umidità affiorata solo in un momento successivo e a distanza di diversi mesi. Tra l’altro il locatore (pro-

do alle norme relative i piccoli Comuni, le unioni di Comuni e la fusione tra Comuni. Nel “provincellum”, insieme a tante buone norme a sostegno di unioni e fusioni di Comuni, si è confermato il ripristino di una dimensione sensata dei Consigli e delle Giunte dei piccoli Comuni cui si è aggiunta la possibilità del terzo mandato per i sindaci dei Comuni fino a 3.mila abitanti. Finalmente si inverte la tendenza dopo anni di tagli alla democrazia spacciati per diminuzione dei costi della politica. Nei Comuni fino a 3mila abitanti si torna da 6 a 10 consiglieri, con due assessori; tra i 3mila ed i 10mila abitanti si torna da 7 a 12 consiglieri e fino a 4 assessori. Il tutto senza aumento dei pur esigui costi della democrazia. Un riconoscimento al volontariato ed alla partecipazione civile e democratica dei consiglieri dei piccoli Comuni. Vedremo se questa operazione di buon senso riuscirà a realizzarsi perché l’indizione delle elezioni per il 25 maggio è già stata fatta con le norme che, ovviamente, sono adesso in vigore. Il termine per cambiarle è il 7 aprile data entro cui la Camera dovrà approvare il Ddl. I cittadini italiani si aspettano un miglioramento delle loro condizioni di vita, di rapporto con la pubblica amministrazione e gli enti locali e dei servizi che da questi sono erogati. Occorre invertire il modo di ragionare e nell’impostare i bilanci facciamo come nelle famiglie. Anziché partire dalle spese dell’anno prima consideriamo le risorse di cui disponiamo e definiamo le vere priorità: quali sono i servizi essenziali da mantenere e che qualità va garantita ai cittadini. Molto probabilmente ci accorgeremmo che per fare ciò non sempre è necessario ricorrere a degli aumenti delle tasse locali. Giuseppe Trespidi Segretario provinciale dell’Udc ***

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dura critica

Le tasse comunali aumentano ma non la qualità dei servizi Signor direttore, a livello nazionale si discute di riforme necessarie non più rinviabili. A livello

prietario), per legge, è tenuto a mantenere la cosa data in locazione in buono stato di manutenzione. Pertanto, in caso di muffa e umidità sulle pareti dell’appartamento, il proprietario deve essere considerato responsabile del problema e quindi chiamato a rispondere dei danni subìti dall’inquilino. Quest’ultimo potrà

comunale si insiste invece con la vecchia logica della tassazione e poca fantasia; queste le avvisaglie riguardo il bilancio previsionale 2014. Oltretutto il pesante carico fiscale non andrà a migliorare i servizi della collettività, ma servirà a pareggiare i costi di gestione del Comune e il cosi detto stato sociale o Welfare, mentre il degrado cittadino va verso livelli non più sopportabili. La crisi sociale nella quale viviamo da anni, provoca una costante crescita delle richieste d’aiuto al Comune da parte di individui e famiglie, che assorbono totalmente quei pochi mezzi sottraendoli a sicurezza, illuminazione pubblica, manutenzione strade e scuole. L’economia reale viene spremuta, ma si assottiglia a vista d’occhio senza che vengano presi provvedimenti di rilancio e incentivazione delle attività e del lavoro. Arriveremo al punto di morte della gallina e non ci saranno più uova per nessuno! Sul bilancio comunale 2013, noi gruppi di minoranza proponemmo il ritocco delle tariffe dei servizi individuali, che invece questa amministrazione ha voluto evitare preferendo tassare il patrimonio immobiliare, mentre quest’anno dovrà verosimilmente ritoccare alcune tariffe perché certe tasse locali sono già ai livelli massimi consentiti e ci dovremo così godere tariffe alte, tasse alte e servizi bassi. Io ho avanzato la proposta di una più oculata gestione del sottoutilizzato patrimonio cimiteriale che potrebbe dare un gettito importante senza pesare come fiscalità perché verrebbe compendiato da un prolungamento della memoria dei nostri cari. Fino ad ora non è stata raccolta, così come un’altra proposta sulla compatibilità della spesa sociale che voglio ora rilanciare pubblicamente. Se il presupposto di tante richieste di case popolari ad affitto simbolico (il Comune di Crema dei suoi 359 appartamenti incassa sulla carta 461.000 euro e ne spende 517.000 in manutenzione e amministrazione), piuttosto che il pagamento di bollette delle varie utenze, è la grave carenza di lavoro e quindi tempo disponibile, propongo che le istituzioni pubbliche ragionino in termini di “ti diamo un aiuto, tu però

chiedere dunque la risoluzione del contratto in quanto la muffa è riconducibile ai vizi della cosa locata e il problema impedisce o riduce notevolmente il godimento dell’immobile. Anche la giurisprudenza della Cassazione è dello stesso avviso (Cass. n. 20346/2010), quando afferma che “se l’immobile è affetto da umidità, il giudice può decretare il risarcimento dei danni (dovuti all’ammuffimento dei suppellettili) in favore dell’inquilino a carico del proprietario, anche quando l’inquilino risulta sfrattato per non aver pagato i canoni mensili”. *Avvocato Stabilito del Foro di Milano emiliacodignola@libero.it

in cambio...”. Il ministro del Lavoro Poletti ha detto che nessuno deve sentirsi inutile e stare a casa in ozio. La necessità di interventi facili a beneficio pubblico come la pulizia di una strada, di una piazza, di un parco, di un cimitero, il volontariato a favore di anziani, la miglior sorveglianza del traffico per cortei o in prossimità di scuole e asili ecc. sono evidenze poco contestabili, perché le esigenze tendono a crescere e il personale addetto a ridursi. Il cittadino virtuoso si trova a pagare sempre di più e percepisce sempre minori servizi. Poi le parrocchie o le associazioni di volontariato possono continuare ad aiutare senza chiedere nulla, ma un ente pubblico ha l’onere di un’etica e di un’equità verso tutti i suoi cittadini, soprattutto in contingenze come l’attuale. Sarebbe intanto un ottimo metodo selettivo per sfiduciare tanti falsi poveri che si accodano nelle richieste togliendo o riducendo mezzi estremamente necessari a chi è nella effettiva indigenza. Infatti colui che furbescamente pretende solo diritti per dedicarsi meglio alla ludopatia, all’alcool o semplicemente alla apatia parassitaria, si sottrarrà egli stesso dal chiedere contro l’incarico di un servizio civile, ben accetto invece da colui che mira a garantire un sostegno alla sua famiglia in temporanea difficoltà. Ne nascerebbero rapporti più utili per l’intera comunità e più dignitosi per gli stessi in difficoltà. Tino Arpini Solo cose buone per Crema ***

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verso il voto

Dietro a Gianluca Galimberti c’è il lavoro di Partecipolis Caro direttore, fin dal primo emergere della possibilità di candidatura di Gianluca Galimberti a sindaco di Cremona, si è quasi unanimemente diffusa in città l’idea che sì, la persona è degna, dotata di capacità, carattere, grande comunicativa, ma che poi “dipende da chi ci sta dietro” se gli sarebbe consentito di fare tutto

ciò che il bene comune esige da una amministrazione comunale. Sento il dovere di testimoniare che proprio questa candidatura si presta meno di ogni altra a questo tipo di obiezioni. Quattro anni fa, infatti, nacque “Partecipolis”, un’iniziativa non formalizzata che si prefiggeva di studiare e discutere pubblicamente i problemi della città, in vista di una democratica proposta di valutazioni e idee fondate in realtà in ordine alla gestione del bene comune. Solo gradualmente è emersa l’idea che da essa potessero anche uscire figure che facessero tesoro di tale esperienza direttamente nella pubblica amministrazione. Solo ultimamente l’idea ha finito col concretizzarsi proprio con la candidatura di Gianluca Galimberti, che ne è stato il principale animatore prima di passare la mano, in occasione della formalizzazione di Partecipolis stessa, ad un presidente ed un consiglio destinati a proseguirne comunque l’attività. Fare nuova Cremona, una nuova realtà, giovane e attiva, promossa e coordinata autonomamente dal candidato, ha calato nella realtà locale sotto forma di progetto le idee di Partecipolis. Il sito www.gianlucagalimberti.it riporta in quattro punti il frutto di questo lavoro. Accanto - non dietro alla candidatura ci sono queste realtà e questo lavoro destinato a concretizzarsi ulteriormente nel programma elettorale. Da queste premesse verrà anche la selezione della Giunta che, salve doverosamente le capacità e le competenze, che dovranno essere presenti in massimo grado, non potrà non tener conto anche della rappresentanza sul territorio delle singole figure di amministratori. Così, credo, si articola la democrazia reale, fra l’utopia della repubblica di Platone - sempre comunque necessaria come ideale di riferimento - ed il rischio autocratico della tecnocrazia diretta dall’alto. Giancarlo Casella Membro di Partecipolis ***

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denuncia

L’Italia è uno strano Paese: chi ha meno, paga di più Egregio direttore, puoi anche non pagare le tasse se sei un creativo, perché il tuo impegno a pensare, a creare, ti fa dimenticare le scadenze e poi non bisogna tralasciare l’importanza di immagine che Dolce e Gabbana esporta nel mondo. Ma come si fa ad assistere a queste ingiustizie. Non è creativo un lavoratore in cassa integrazione magari con la moglie disoccupata e un figlio che frequenta l’università? Questo lavoratore deve creare giorno per giorno come barcamenare il lunario, deve con scrupolosità mettere insieme i pochi euro per non essere cacciato ai margini della società, poi lui alla fine del mese è il primo a mettersi in fila per pagare le tasse, a rispettare le scadenze dei pagamenti della luce, del gas, dei libri per la scuola di suo figlio. Lo stesso discorso vale per i pensionati, per i precari, per quel 40% di giovani disoccupati in cerca di lavoro. No, questi non fanno opinione, viceversa sono quelli che con il versamento dei loro contributi fanno rimanere a galla il nostro Paese. Viviamo in una strana Italia: chi più ha, meno paga e chi meno ha, più paga. Certo chi paga migliaia di euro per un vestito di Dolce e Gabbana può anche permettersi il lusso di portare i propri capitali economici all’estero e usufruire in Italia dei servi sanitari, dell’accesso alla scuola e all’università magari ottenendo anche l’esenzione dei ticket, tanto quello che periodicamente viene spinto ai margini della società con sacrifici gli paga lui i servizi. Gerelli Sante Circolo di Sel di Gussola

Previsioni meteo a cura di Dominique Citrigno per SPAZIOMETEO.com e Meteowebcam.it

Sabato 5 aprile

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Lunedì 7 aprile

MArtedì 6 aprile

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Il Piccolo del Cremasco  
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5 aprile 2014

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