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Cremona

Venerdì 22 Luglio 2011

Una generazione inossidabile

Sono ben 935 gli ultranovantenni cremonesi. Le più longeve sono le donne Storie di vita dei nostri anziani, dalla miseria in campagna al riscatto della città

G

di Laura Bosio

enerazione di fenomeni. Questo titolo di una vecchia canzone degli Stadio ben si attaglia alla generazione nata negli anni Venti dello scorso secolo. Uomini e donne che hanno visto due guerre mondiali, il fascismo e la Resistenza, la nascita della Repubblica e la Costituzione, il boom economico, la stagione del terrorismo, la fine della Prima Repubblica e la non perfetta salute della Seconda, e infine, la crisi odierna. Una generazione longeva, di fibra robusta, che gira a testa alta, perché gli anni non l’hanno piegata. I numeri parlano chiaro: a Cremona, gli ultranovantenni sono ben 935, di cui 202 uomini e 733 donne. La persona più anziana della città ha la bellezza di 109 anni (è del 1902) ed è una donna. Le loro storie sono di grande interesse. Ascoltiamo quella della signora Regina Fardani, residente presso Cremona Solidale, che compirà 99 anni il prossimo 2 settembre, ma che ne dimostra sicuramente meno. Un grande sorriso, una

testa dai capelli argentei, pettinati in maniera impeccabile, e un viso con poche rughe. «Sono nata a Pescarolo nel 1912, in piena campagna» racconta Regina, lo sguardo un po’ sognante, perso dietro i suoi ricordi di gioventù. «Mia madre aveva partorito sette figli, ma tre erano morti prematuramente, e dunque siamo rimasti in quattro. All’epoca la povertà era normale, e la nostra era una delle tante famiglie povere di contadini. Oggi le cose sono ben diverse, si vive meglio, ma allora dovevamo stringere la cinghia costantemente. Si lavorava nei campi sin dalla tenera età e si mandava avanti la casa. Così ho fatto anch’io: ho frequentato la scuola elementare fino alla quarta, quindi ho iniziato a lavorare, dapprima nei campi, quindi mi sono spostata in città, per lavorare in fabbrica, dove stiravo le calze». La vita non è stata semplice per Regina, che però non ha perso la sua serenità e la voglia di sorridere, perché un tempo si riusciva ad essere sereni anche nella povertà, e la gioia si trovava nelle piccole cose. «Mi piaceva divertirmi» continua la donna. «Ero una bella ragazza e andavo spesso a ballare, a Gabbioneta e Levata, dove si trovavano due balere molto in voga all’epoca». Regina ha vissuto il ventennio fascista, che ricorda con un po’ di nostalgia: «Il Duce era partito come un socialista, poi ha fatto degli errori. Però ha fatto tante cose buone, e non lo si può dimenticare. Ai poveri pensava sempre. Ricordo che da giovane andavo a Salsomaggiore a fare le cure senza dover pagare nulla. Era un vero socialista». Poi Regina trovò l’uomo della sua vita, suo marito Carlo. Era suo vicino di casa, e di lui si è innamorata. «E’ stato l’unico uomo della mia vita» spiega ancora Regina. «Mi sono sposata che avevo circa 20 anni e sono rimasta sempre con lui. Spesso mi portava a fare delle gite». Poi c’è stata la Seconda Guerra Mondiale, con tutto quello che comportava. «Mio marito è stato richiamato sotto le armi, e nel frattempo io lavoravo per mantenere la famiglia. Quando passavano gli aerei correvamo a nasconderci a ridosso del Morbasco. In casa avevamo sempre le borse pronte per eventuali fughe. Ricordo an-

«Da ragazza adoravo andare a ballare»

Anno di nascita

Maschi

Femmine

Totale

1902

0

1

1

1904

0

1

1

1905

0

1

1

1906

0

1

1

1907

1

0

1

1908

0

2

2

1909

0

1

1

1910

2

4

6

1911

3

13

16

1912

2

15

17

1913

2

20

22

1914

5

31

36

1915

15

40

55

1916

10

47

57

1917

8

41

49

1918

14

35

49

1919

21

77

98

1920

48

191

239

1921

71

212

283

202

733

935

TOTALE

E' notevole il successo del nostro Ricettario distribuito in questi giorni da «il Piccolo». Tantissime le persone che sono venute in redazione per ritirare una copia. A causa della forte richiesta abbiamo già provveduto ad una ristampa. Per questo invitiamo coloro che non sono riusciti a procurarsi questo magazine a presentarsi presso la redazione in via San Bernardo 37 - telefonando al numero 0372.453967 - per prenotarne una copia. Un ringraziamento va a tutti coloro baristi, negozianti, esercenti, ecc - che volontariamente hanno collaborato alla distribuzione del periodico in città. Dalla prossima settimana, peraltro, verranno attivati due nuovi punti di distribuzione, entrambi presso il Comune di Cremona. Il Primo a Spazio Comune (ingresso piazza Stradivari) e il secondo all'Urp (cortile Federico II). Molte richieste sono pervenute anche dal territorio Cremasco, tanto che verranno presto individuati alcuni punti di distribuzione anche in quella zona. Intanto la Redazione sta già studiando un nuovo magazine. Il contenuto,

Regina Fardani, quasi centenaria

che che fummo sfollati, e dovemmo rifugiarci in campagna, a casa dei miei suoceri, Fu un periodo difficile, e temevo per mio marito, ma superammo anche quello, così come tutte le vicissitudini che ci si sono presentate nel corso degli anni. Ho sempre voluto tenermi al meglio, e per questo andavo dalla parrucchiera tutte le settimane e amavo indossare le pellicce. Ho avuto tre figli, sei nipoti e quattro pronipoti che mi danno molte soddisfazioni, e oggi posso dirmi contenta. Dopo la morte di mio marito, 28 anni fa, ho sempre vissuto da sola, fino ai 95 anni. Avevo ricominciato ad andare a ballare, e spesso andavo in vacanza con i pensionati, con una mia cara amica, rimasta vedova come me. Andavamo in montagna e al mare, un mese in estate e uno in inverno». Poi, Regina ha scelto la residenza assistenziale, per stare più tranquilla. «Ho sempre amato la politica, e mi sono sempre informata su quanto accadeva nel mondo. Guardavo i telegiornali e mi interessavo a tutto, perché volevo capire come andavano le cose». Ora, arrivata a 99 anni, si guarda indietro con il sorriso, felice della grande famiglia che la circonda, anche se gli amici di un tempo e le persone che conosceva sono ormai morte tutte. Restano però figli e nipoti, che sono la sua grande gioia, e che ancora oggi si recano a trovarla. «E’ una grande soddisfazione vedere che sono riuscita a crescere tre generazioni, aiutandoli ogni volta che sono venuti a chiedermelo, e soprattutto insegnandogli a stare al mondo». Chiudiamo con la signora Elide Ronda, classe 1913, che lo scorso 9 luglio ha compiuto 98 anni. E pensate, Elide vive ancora da sola ed è perfettamente autosufficiente. Quasi ogni mattina si reca al supermarket a fare la spesa a si mette ai fornelli, preparando ottimi manicaretti (le crostate in modo particolare). Attualmente è in montagna a Molveno - rigorosamente da sola dove trascorre il mese di luglio, non disdegnando piccole passeggiate. Complimenti!

Eliade Ronda, 98 anni, vive ancora da sola

L'ex ospizio Soldi

di Roberto Poli • erre.poli@yahoo.it

Il crack psicologico Gli effetti psicologici sulla popolazione delle crisi economico-finanziarie sono evidenziabili su diversi piani. A partire dal linguaggio. Lo stesso termine con cui si è identificato il primo grande crack finanziario del Novecento, la Grande Depressione del ‘29, è volutamente e fortemente evocativo di implicazioni psicologiche. Sulla crisi del ’29 sono stati fatti numerosi studi che hanno evidenziato un aumento dei disturbi d’ansia e delle malattie cosiddette psicosomatiche, dalla cefalea alla sindrome del colon irritabile. Negli Stati Uniti alcuni centri di ricerca hanno monitorato i cambiamenti delle credenze della popolazione in riferimento alle fluttuazioni macroeconomiche. E’ emerso che le recessioni hanno un impatto significativo sulle opinioni degli individui, specialmente se hanno tra i 18 e 25 anni. Le persone che hanno vissuto durante una grave recessione tendono a credere che il caso conti più dell’impegno personale nello spiegare il successo nella vita. Per tale motivo, gli stessi individui si aspettano una maggiore redistribuzione delle ricchezze da parte dello Stato. La crisi macroeconomica di questi anni, dalla crisi Lehman 2008 in poi, sta investendo gran parte del mondo e non sembra da un lato che si possa avvertire un cambio di rotta e dall’altro vi è la percezione di una scarsa capacità del sistema di mettere in atto politiche efficaci di contrasto. Si è così aperto lo spettro di una crisi che da finanziaria è diventata economica e che pertanto non riguarda più solo speculatori, investitori o risparmiatori, ma che lacera il sistema produttivo e determina scenari di licenziamenti di vasta portata. Nel nostro Paese sino a qualche tempo si guardava con una certa distanza emotiva a quanto accaduto in Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna, gli altri Paesi insieme al nostro chiamati spregiativamente Pigs. Ora però da un lato la crisi della Borsa, dall’altro la manovra finanziaria del governo che determina tagli e aumento della pressione fiscale avvicinano la paura di cadere nel baratro, o, per dirla con Tremonti , di essere sul Titanic che affonda. La percezione del rischio appare in questi giorni molto elevata, complice anche una fase politica turbolenta. Di fronte allo spettro di un crack entrano in fibrillazione non solo le classi più povere che già sentono la crisi da anni, ma anche fasce sociali diverse: imprenditori, liberi professionisti, il popolo delle partite Iva. E quando scatta la paura di perdere il controllo della propria tranquillità economica entrano in gioco sentimenti di paura, ribellione e contestazione sociale, con il rischio di guerre tra poveri, all’insegna del mors tua, vita mea. La contestazione alla classe politica, come avvenuto in Grecia o in Spagna con il fenomeno degli indignados, sta montando anche nel nostro Paese, anche se ancora sotto traccia, in Rete e non nelle Piazze. Ma il passo può essere breve. Anche perché la nostra classe politica accusata, a torto o a ragione , di essere responsabile o di non saper adeguatamente fronteggiare la crisi economica, sta sollevando forte indignazione nei cittadini perché non rinuncia ai propri privilegi, pur di fronte al baratro.

Grande successo del nostro ricettario Alcuni dei lettori che hanno ritirato il Ricettario in redazione

Il Piccolo del Cremasco  
Il Piccolo del Cremasco  

22 luglio 2011

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