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Cremona

Tamoil, pronto il piano di bonifica

Pronto il piano di bonifica dell'area Tamoil, presentato nei giorni scorsi dall'azienda stessa al Comune di Cremona. Il progetto operativo riguarda gli interventi di ripristino ambientale delle aree esterne alla raffineria di Cremona. Le attività di recupero ambientale individuate prevedono una serie di azioni ad alto contenuto tecnologico nell’area residenziale

esterna alla raffineria e nelle aree canottieri Bissolati e Cral Tamoil, azioni appositamente studiate per garantire la continuità dell’utilizzo delle aree. Le soluzioni tecnico-operative adottate si basano su un impianto di «Multiple Phase Extraction» ed un sistema di «Soil Vapour Extraction» per garantire l’estrazione dei vapori interstiziali e del prodotto in fase libera e ac-

qua, oltre che su un sistema di «Pump & Treat» per il recupero del prodotto surnatante. Il programma d’interventi, definito con il supporto di una società leader nel settore del recupero ambientale, consentirà il ripristino del terreno insaturo e delle acque di falda. Dunque sembra che le aree contaminate potranno essere finalmente ripulite, e tornare al loro antico splendore.

Costi della politica, il dibattito divide ancora la maggioranza Strappo in Consiglio sullo statuto di Aem Service: l’Udc vota con l’opposizione

Pdl e Lega respingono le richieste dei centristi per ridurre i costi della nuova società

T

di Federico Centenari

iene banco anche nella maggioranza locale il tema della riduzione dei costi della politica. Anche qui, tuttavia, si replica lo schema nazionale, con Pdl e Lega che alle dichiarazioni d’intenti non fanno seguire fatti concreti. Se ne è avuta prova in occasione dell’ultima seduta del Consiglio comunale, in coda alla quale si è registrata una notevole bagarre culminata con la spaccatura del centrodestra, diviso tra Pdl e Lega da una parte e Udc dall’altra. All’ordine del giorno c’era l’approvazione dello statuto di Aem Service, società interamente controllata da Aem e alla quale verrà affidata la gestione di servizi strumentali ora in capo all’ex municipalizzata. Tra questi, a titolo d’esempio, la semaforizzazione, la gestione dei varchi e gli interventi di manutenzione dei sottoservizi. In corso di seduta, il consigliere dell’Udc, Angelo Zanibelli, ha presentato una serie di emendamenti allo statuto volti a far sì che la nuova società agisse su indirizzo del Consiglio comunale, e che, soprattutto, si dotasse di amministratore unico, contrariamente all’orientamento del Pdl, che ha previsto un Consiglio di amministrazione a tre membri. Tra gli emendamenti proposti dall’Udc, anche quello per far sì che l'amministratore unico di Aem Service fosse un componente del CdA di Aem o di altra

Angelo Zanibelli

società partecipata dal Comune di Cremona, per il quale non fosse previsto un compenso ma solo un gettone di presenza. «Tali emendamenti» ha commentato a fine seduta il consigliere Zanibelli, «accolti peraltro dall'assessore alla partita, sono stati bocciati per l'astensione della maggioranza, la stessa maggioranza che si è opposta alla discussione di una mozione presentata sempre dall'Udc che impegnava il Sindaco ad introdurre negli statuti delle aziende partecipate il divieto di cumulare compensi per gli amministratori e la trasparenza, attraverso pubblicazione sul sito del Comune delle competenze realmente percepite ad ogni fine anno». L’atto citato da Zanibelli era infatti all’ordine del giorno dell’ultima seduta del Consiglio, ma Pdl e Lega ne hanno ottenuto il rinvio a dopo l’estate. Vistosi bocciare gli emendamenti e alla luce del rinvio della mozione sui costi della politica, Zanibelli si è dissociato dalla maggioranza e

ha votato, insieme all’opposizione, contro la delibera di costituzione di Aem Service. Di qui la spaccatura in maggioranza con conseguente coda polemica. Polemica che non preoccupa Zanibelli, che anzi rilancia la battaglia dei centristi per la riduzione dei costi della politica. «Di fronte a tale incomprensibile atteggiamento dei principali partiti della maggioranza» ha commentato, «non si può far altro che constatare che a parole sono sempre tutti pronti a parlare di riduzione dei costi della politica, di semplificazione delle società,

Daniele Burgazzi

di trasparenza, ma nei fatti, quando si tratta di assumere una decisione che va in questa direzione, si preferisce non decidere e rinviare le scelte senza alcuna motivazione plausibile. Se fosse vero che tutti concordano sui principi enunciati nella mozione dell'Udc, era sufficiente metterla in votazione e approvarla». «Questo atteggiamento» conclude il consigliere «è purtroppo

una brutta copia di quanto avviene in sede nazionale, ogni qual volta si tratta di incidere sui costi della politica: vedi eliminazione delle Province. Ogni scusa è buona per non decidere e rinviare». Sullo stesso argomento è intervenuto, sempre a seguito della bagarre in Consiglio, il segretario cittadino del Pd, Daniele Burgazzi. «La maggioranza in Consiglio comunale ha deciso di non ridurre i costi della politica» ha dichiarato l’esponente dell’opposizione. «All'ordine del giorno c'era l'approvazione della delibera sullo statuto di Aem Service srl, società controllata da Aem Spa, che si occuperà di semafori, varchi, sottosuolo etc. Il Pd e l'Udc hanno presentato emendamenti migliorativi, ma la maggioranza in evidente imbarazzo ha tirato dritto bocciando delle proposte di buon senso. Noi chiedevamo che la nuova società seguisse gli indirizzi espressi dal consiglio comunale e che la nuova governance prevedesse l'amministratore unico con una chiara indicazione sul divieto di cumulo di compensi. La maggioranza, con il voto contrario dell'Udc, ha fatto solo una scelta: aumentarsi le poltrone». Conclude provocatorio il segretario del Pd: «Hanno perso un'occasione importante; hanno forse qualche "responsabile" da sistemare? Tra l'altro che fine ha fatto la vicenda del Presidente di Lgh che si era aumentato lo stipendio con una consulenza? Non se ne parla più da nessuna parte».

Trespidi: «Il primo da prendere in considerazione è il modello “in house”»

Acqua, l’Udc cremonese esorta a prendere delle decisioni

Giuseppe Trespidi

Si torna a parlare di acqua pubblica. E' l'Udc di Cremona a voler tornare sull'argomento, dopo il risultato del referendum: è ora di prendere delle decisioni. «Occorre un cambio di passo, una proposta adeguata e condivisa e sostenuta dai sindaci del territorio e dalla Provincia altrimenti la scelta del modello di gestione del Servizio idrico integrato rischia di diventare l’enne-

simo tormentone» afferma Giuseppe Trespidi, coordinatore provinciale dell’Udc di Cremona. L'esortazione è quella di “darsi una mossa”, ma soprattutto di collaborare tutti insieme. «Occorre uscire dagli slogan tipo: il referendum ha indicato che l’acqua deve essere pubblica, che la gestione deve essere pubblica, che la società mista che propone il presidente Salini è cosa nota e vecchia, e via dicendo» attacca Trespidi. «Da questo coro non si sottrae nemmeno il Partito democratico il quale fa solo dei richiami e anziché proporre un suo modello si limita a dire che i sindaci vanno coinvolti e preven-

tivamente informati. Cosa che il presidente dell’Ufficio d’ambito Gianpietro Denti e il presidente Salini vogliono senz’altro fare e faranno senza bisogno di sentirselo chiedere». Trespidi chiede quindi «un metodo di lavoro condiviso», che porti a scegliere un modello altrettanto condiviso. «Tre sono le modalità di gestione: in house con affidamento diretto ad una società interamente pubblica; società mista con capitale a maggioranza pubblica e socio privato scelta con gara ad evidenza pubblica; gara pubblica tout court» spiega. «Ora volendo escludere la gara pub-

blica non restano che due modalità. Allora esploriamo entrambe e poi scegliamo quella che si ritiene più adeguata a fornire un servizio pubblico che dia garanzie di efficienza e di minor costo per i Cittadini». La posizione dell'Udc è quella di sostenere in particolar modo il modello “in house” con una società formata dai soli Comuni e dalla Provincia di Cremona. E«La società mista, sempre composta dai 115 Comuni e dalla Provincia, più da un socio privato scelto con gara pubblica, dovrebbe diventare la soluzione di ripiego e non la prima» conclude Trespidi.

Venerdì 22 Luglio 2011

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LA REPLICA DELL’AMMINISTRAZIONE AL CASO SOLLEVATO DAL CONSIGLIERE

Ex Soldi: compensi confermati, ma Quinzani non molla

Il Cda dell’Azienda Speciale Cremona Solidale percepisce regolari compensi; il Cda dell’Azienda Speciale CrForma no. Due casi in antitesi, entrambi in territorio cremonese. Sotto l’ala del Comune è infatti Cremona Solidale (l’ex Soldi), sotto l’ala della Provincia è invece CrForma. Identica forma giuridica – azienda speciale – ma diverso trattamento. A segnalare l’anomalia è stato il consigliere di Cremona per la Libertà, Ferdinando Quinzani, durante l’ultima seduta del Consiglio. All’ordine del giorno vi era infatti l’interrogazione sui compensi al Cda di Cremona Solidale depositata da Quinzani. Interrogazione che nelle scorse settimane ha creato non poca fibrillazione in maggioranza. Il caso sollevato dal consigliere è noto: nel luglio 2010 è stato convertito in legge un decreto che stabilisce, tra le altre cose, che ai Cda delle Aziende Speciali non spetta alcun compenso, ma solo gettoni di presenza di importo non superiore ai 30 euro. Allo stato attuale, tuttavia, al presidente dell'ex Soldi vanno 1.281 euro lordi mensili, mentre ai quattro consiglieri vanno 900 euro lordi al mese.

Luigi Amore

Di qui il chiarimento chiesto da Quinzani alla luce di un recente parere rilasciato dalla Corte dei Conti – sezione Lombardia – al Comune di Abbiategrasso, la cui Azienda Speciale è del tutto simile a quella di Cremona. Secondo la Corte la normativa del 2010 non trova eccezioni e va applicata. Allo stesso modo e per la stessa ragione, ha fatto notare Quinzani in Consiglio, al Cda dell’Azienda Speciale CrForma, in Provincia, è stato sospeso il compenso. In risposta all'interrogazione di Quinzani è intervenuto l'assessore Luigi Amore, spiegando che alla luce della

Ferdinando Quinzani

Spunta un altro “precedente”: al Cda di CrForma vanno solo gettoni di presenza normativa del 2010 il direttore generale di Cremona Solidale ha chiesto un parere al Comune. Il parere, affidato al direttore del settore Affari economico Finanziari, Paolo Viani, e al direttore generale Massimo Placchi, è arrivato il 10 marzo. «La norma citata» hanno argomentato «prevede che la stessa non si applichi alle amministrazioni pubbliche, fra le quali possiamo annoverare l'azienda speciale comunale». I compensi al Cda di Cremona Solidale sono dunque legittimi, come ha ribadito, a fondo aula, anche il vicepresidente dell’ex Soldi, Giuseppe Foderaro (Udc): «Ci siamo sospesi i compensi e abbiamo chiesto un parere al Comune prima che uscisse quello della Corte dei Conti. Dopo quest’ultimo, abbiamo chiesto un secondo parere al Comune. Questo per dire che il Cda dell'azienda ha agito in piena scienza e coscienza e in piena trasparenza». Ma Quinzani si è detto del tutto insoddisfatto delle risposte e ha promesso battaglia puntando sui due “precedenti”: il parere della Corte dei Conti al Comune di Abbiategrasso e il caso di CrForma. Il parere del Comune, ha avvertito il consigliere, «è stato smentito dalla Corte dei Conti e dall'amministrazione provinciale. A questo punto chiedo che il Comune faccia quello che è stato fatto ad Abbiategrasso: si chieda un parere alla Corte dei Conti. Se non sarà l'amministrazione comunale a provvedere, ci muoveremo noi affinché le norme vengano rispettate».

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22 luglio 2011

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