Page 28

28

& CREMA

Cultura Spettacoli

Venerdì 22 Luglio 2011

Ha scritto il filosofo Henri Bergson che il meccanismo della nostra conoscenza abituale è [ormai] di natura cinematografica. Il senso di questa frase è che, a partire dal Novecento, l’immagine in movimento caratterizza la cultura, l’espressione artistica, e persino il nostro mondo di rapportarci alla realtà. Il medium è il messaggio, diceva Marshall McLuhan: la particolare struttura comunicativa di ogni mezzo non solo lo caratterizza, ma suscita negli spettatori determinati comportamenti e modi di pensare. L’epoca della preponderanza delle immagini in movimento porterà ad una struttura cognitiva e mentale modificata in

Immagini in movimento profondità. Gilles Deleuze, rifacendosi proprio a Bergson, scriveva già negli anni Ottanta del Novecento che i grandi autori del cinema possono essere paragonati non soltanto ad altri artisti, ma anche a dei pensatori, che pensano attraverso delle "immagini-movimento" e delle "immagini-tempo" al posto dei concetti. Pensiamo alla particolare torsione del tempo (e dello spazio) che può produrre la narrazione cinematografica: pensiamo ai fuori-campo, ai flash-back, al “ritorno al futuro”. Si dirà che anche la letteratura di avanguardia, lo stream of consciousness

riusciva a rappresentare, per esempio, il flusso disordinato e magmatico, ma dotato di una propria logica, del pensiero nel suo farsi e della memoria nel suo dipanarsi: ma è innegabile che la rappresentazione per immagini possieda una immediatezza ed una potenza tutte particolari. Abbiamo letto nei giorni scorsi che, da quest’anno, sono le immagini in movimento il contenuto più richiesto in rete: si prevede che tra tre anni il video rappresenterà il 90% del traffico Ip. Con questo si intende il volume di telegiornali, filmati amatoriali, serie

Tv, cinema, documentari a cui abbiamo accesso e che possiamo produrre. Gli strumenti? Le telecamere digitali, l’inserimento su Youtube, lo streaming video. Il processo porterà a conseguenze per adesso davvero incalcolabili e imprevedibili: ma il futuro è questo. Ne siamo consci. Sembrano davvero lontani i tempi della lanterna magica dei fratelli Lumière: ma la magia, quella è ancora presente. Agopoli* *Agopoli (pseudonimo) si oc-cupa di economia e finanza, ma coltiva una grande passione: la filosofia.

Il festival “Filosofi lungo l’Oglio” fa tappa a Castrezzato Ultimo appuntamento della ricca programmazione del festival “Filosofi lungo l’Oglio”: venerdì 22 luglio il finale con Adriano Fabris a Castrezzato (Bs) in piazzetta Pavoni alle ore 21.15 in “La felicità dell’invecchiare”. Adriano Fabris è professore ordinario di Filosofia Morale all’Università di Pisa dove insegna anche Filosofia delle Religioni ed Etica della comunicazione. E’ autore di numerosissime pubblicazioni di carattere strettamente filosofico, ma anche di interesse eti-

co e sociale ed è direttore della rivista Teoria. L’argomento è interessante e denso di spunti originali per una società che invece pare voler realizzare “l’eterna giovinezza”. “Vietato agli under 20!” è il sottotitolo che anticipa il carattere discorsivo, ma non banale, che si vorrà dare all’incontro. A conclusione della sesta edizione del festival, è doveroso sottolineare come tutti gli 11 incontri che hanno preceduto quest’ultimo, sono stati caratterizzati da una notevo-

le affluenza di pubblico, con spazi all’aperto anche di notevoli dimensioni che si sono ogni volta riempiti al massimo. A testimonianza che i cittadini si sono forse ormai stufati di banalità, di finte risse verbal e di spettacolini televisivi: e ora si ricerca qualche occasione di approfondimento, qualche circostanza che faccia aumentare consapevolezza e capacità critica. Buon segno, specie se si saprà corrispondervi. T.G.

Si chiude nel week end in piazza Aldo Moro il festival teatrale della spiritualità

“Serate di Nomadelfia” per l’epilogo G iunge a conclusione la rassegna “Sacre scene”, festival teatrale della spiritualità a cura del Centro culturale diocesano “Gabriele Lucchi”. Direzione artistica di Fausto Lazzari. Sabato 23 e domenica 24 luglio in replica, in piazza Aldo Moro alle ore 21.30 va in scena “Serate di Nomadelfia” - danze e figurazioni acrobatiche e un video con cui Nomadelfia si fa conoscere e lancia un messaggio di fraternità. Più di 1.000 repliche in Italia e all’estero, con oltre un milione di spettatori. Il progetto “Sacre scene”– che ha presentato le sue iniziative fra febbraio e marzo scorsi – “ha inteso propor-

I ragazzi di Nomadelfia in sala consiliare a Crema

re prodotti nell’ambito del teatro sacro, realizzati attraverso la messa in scena di spettacoli con tematiche di ampia sacralità, spettacoli aperti

al dialogo con tutti coloro che sono alla ricerca di valori spirituali sinceri e profondi: un teatro come scuola di vita. Più che uno spettacolo, un

incontro cordiale con la gente», così così definiscono l’iniziativa teatrale gli stessi organizzatori. Nomadelfia – che l’assessore alla Cultura, Paolo Mariani ha voluto fortemente a Crema – con il suo spettacolo presenta danze tratte dal folklore di tutto il mondo. Sulla scena 140 persone fra impiantisti e attori, fra cui 100 ballerini dai 6 ai 21 anni preparati da una maestra-coreografa professionista. Oltre 500 costumi originali confezionati. Non si tratta solo di uno sforzo organizzativo, ma di una testimonianza di fraternità e di unità che gli spettatori possono cogliere al di là di ciò che fa spettacolo. L’ingresso è libero. Tiziano Guerini

CremaArena porta in scena domenica “Il lago dei cigni”

Serata importante quella di domenica 24 luglio sul palcoscenico di CremArena in via Dante a Crema: il Teatro dell’Opera della Macedonia presenta, alle ore 21.15 “Il lago dei cigni”, un classico del balletto. La compagnia che si presenta a Crema è nota per la qualità tecnica ed espressiva, per i bei costumi e le coreografie, che ha portato in giro per l’Italia con notevole successo. Il balletto macedone trae le sue origini dagli sforzi di generazioni di ballerini, insegnanti, maestri ripetitori e coreografi che sviluppando la tradizione di quest’arte, l’hanno resa una parte del-

la cultura del loro Paese di grande originalità ed autonomia. Da quando fu rappresentato per la prima volta al teatro del Bolshoi di Mosca nel 1877, “Il lago dei cigni” si è imposto come il “balletto per eccellenza” che tutti un poco conoscono, ma che merita sempre grande attenzione perché ogni volta si rinnova: come accade in questa versione in cui Viktor Yaremenko riporta alla luce un’antica versione che inizia con un sogno per poi continuare nella tradizionale narrazione: proprio come una storia d’amore e di morte, sempre diversa e sempre uguale.

GianLuca Gennari sul palco con le sue “storie minime” GianLuca Gennari e le sue canzoni popolari, in dialetto per raccontare “storie minime”, sul palcoscenico di “Anche se piove” nei chiostri del centro S. Agostino in via Dante a Crema, mercoledì 27 luglio alle ore 21.30. Storie “che prendono le viscere ed il cuore, roba che abbiamo vissuto tutti e tutti sentiamo vicino”. Una serata importante perché tutta nostra.

Uno spettacolo coinvolgente venerdì sera a Madignano

A Madignano in piazzetta Portici, venerdì 22 luglio alle ore 21 la compagnia Teatrodaccapo di Gianpiero Pizzol presenta “Qui si fa l’Italia… e ci si diverte”. Lo spettacolo che ripercorre la vicenda dei Mille di Garibaldi, dalle coste liguri e quelle siciliane, è interpretato e diretto da Max Fenaroli e Marcello Nicoli. Nello spettacolo aneddoti, racconti e danze popolari imparate al momento, ci conducono in un grande “viaggio” nella storia di cui bambini e bambine sono protagonisti! In un clima di grande festa si “salpa” alla scoperta di tradizioni e diversità. Una festa non prevede spettatori, ma attivi partecipanti dell’atmosfera gioiosa e trascinante: da qui l’idea di uno spettacolo in cui il pubblico sia ininterrottamente coinvolto e chiamato a prender parte a quanto succede in scena, con mente, emozioni e… gambe! Scena e platea si trasformeranno in piazza di festeggiamenti, campo di battaglia, bivacco di soldati, tolda delle navi per fare spazio ai piccoli e grandi avvenimenti che in pochi mesi hanno cambiato il volto del Paese. L’avventura risorgimentale è salutata dal popolo attraverso la danza e commentata dalle scene che in un fitto alternarsi di situazioni comiche ed emozionanti, si susseguono a ritmi incalzanti. L’ingresso è libero.

Il Piccolo del Cremasco  

22 luglio 2011

Il Piccolo del Cremasco  

22 luglio 2011

Advertisement