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Venerdì 22 Luglio 2011

" interrogativo

so in altre zone d’Italia, vincerete la causa, con refusione delle spese.
 Elia Sciacca Cremona ***

Egregio direttore, vorrei esprimere la mia opinione in merito alle polemiche inerenti al presidio di Forza Nuova di sabato scorso e sul prossimo che si terrà, come annunciato da un comunicato di un gruppo antifascista uscito su un quotidiano locale lunedì scorso, sabato 23 luglio. Condivido pienamente le parole del prefetto sulla libertà di espressione e la sicurezza dei cittadini, caposaldi di un vera democrazia, ma mi chiedo: l’apologia di fascismo non è considerata reato dalla nostra Costituzione? Se andate a vedere i siti di Forza Nuova con una semplice ricerca su Google, scoprirete che questa formazione politica si ispira a tutti quei valori che propagandavano Mussolini, Farinacci, le squadre nere e i combattenti della Rsi di Salò nello scorso secolo. I valori sono sempre quelli e stridono con ogni concetto democratico: odio verso il diverso, odio verso gli omosessuali, razzismo, incitamento alla dominazione della razza bianca, antilaicismo, antisemitismo, antimulticulturalismo ecc... Se è vero che “la democrazia finisce quando inizia il fascismo”, i discorsi di libertà di espressione possono in questi casi essere ancora validi? Un’altra domanda che mi angoscia: ma le forze della sinistra che si dicono democratiche dove sono in questi momenti? Il Pd, Sinistra Ecologia Libertà,Rifondazione Comunista, Cgil, sindacati di base, Arci, Anpi dove sono? Qulacuno può rispondere ai dubbi alle domande che mi sono posto? Riccardo Stortini Cremona ***

" zanibelli

La libertà di espressione vale anche per Forza Nuova?

" alla comunale

La rissa in piscina è un fatto molto grave Egregio direttore, siamo alle solite, mentre nelle piscine comunali i prepotenti la fanno da padroni nell’indifferenza pressoché totale dei presenti, che per non avere rogne, lasciano fare e paralizzati dalla paura non sono nemmeno in grado di prendere la targa dei Suv dei quattro energumeni romeni che se ne sono andati indisturbati, l’arrabbiatura dei bagnini è sacrosanta. Il bagnino di salvataggio è un incaricato di pubblico servizio è vero, egli non è quindi un pubblico ufficiale, ma il bagnino vigila sull’incolumità dei bagnanti, risponde, infatti, in prima persona della loro sicurezza, sia sotto il punto di vista civile sia penale e deve fare rispettare il regolamento della piscina. I bagnini purtroppo sono abbandonati a se stessi, hanno scarse tutele e possiedono scarse nozioni giuridiche per il conseguimento del brevetto. In merito alla vicenda accaduta alla comunale oltre agli sputi, alle minacce e agli spintoni quello che sconcerta sono le dichiarazioni del direttore Tapparelli che con il suo faccione sorridente, ha dichiarato con nonchalance che queste cose sono già avvenute in passato, ma che egli non ha ritenuto doveroso sporgere denuncia. Io penso che il Comune dovrebbe sostituirlo immediatamente con una persona più sensibile e competente. E mentre assistiamo ancora una volta all’inefficienza e alla mancanza delle più elementari regole di prevenzione, da attuare nei luoghi pubblici, molti frequentati dall’utenza, i vigili urbani capeggiati dall’assessore Zagni riversano il loro impegno al contrasto del fenomeno della prostituzione con la stesura dei verbali di multa da 166 euro. Se qualche cliente si decidesse di fare ricorso, correrebbe certamente il rischio di sputtanarsi pubblicamente, ma sono sicuro che vincerebbe la causa poiché è risaputo anche dai bambini, che la prostituzione tra una maggiorenne ed un cliente è semplicemente un contratto pattuito per ottenere una prestazione sessuale e quindi se si consuma in luoghi riservati e non si crea scandalo o se non s’incorre nel reato d’istigazione, o sfruttamento alla prostituzione non può essere certamente tale comportamento multato in quanto non s’incorre in nessun tipo di reato contemplato dal codice penale. La delibera amministrativa non può avere forza superiore alle leggi vigenti.
Quindi invito i frequentatori di lucciole, ad uscire allo scoperto e fare ricorso e vedrete che, com’è già succes-

Tagli alla politica, ogni volta si decide di rinviare Caro direttore, chiedo uno spazio perché mi sembra doveroso puntualizzare i termini della questione che è stata all’origine della bagarre in Consiglio comunale sullo statuto di Aem Service. L’Udc ha presentato una serie di emendamenti allo statuto, che in estrema sintesi chiedevano che la nuova società, controllata al 100% da Aem, agisse su indirizzi del Consiglio comunale e che nel caso l’amministratore unico di Aem Service fosse un componente del cda di Aem o di altra società partecipata dal Comune di Cremona, non ricevesse compenso, ma solo il gettone di presenza. Tali emendamenti, accolti per altro dall’assessore alla partita, sono stati bocciati per l’astensione della maggioranza, la stessa maggioranza che si è opposta alla discussione di una mozione presentata sempre dall’Udc che impegnava il sindaco ad introdurre negli statuti delle aziende partecipate il divieto di cumulare compensi per gli amministratori e la trasparenza, attraverso pubblicazione sul sito del Comune delle competenze realmente percepite ad ogni fine anno. Non essendo state accolte le proprie istanze, l’Udc ha pertanto votato contro la delibera di costituzione di Aem Service. Di fronte a tale incomprensibile atteggiamento dei principali partiti della maggioranza, non si può far altro che constatare che a parole sono sempre tutti pronti a parlare di riduzione dei costi della politica, di semplificazione delle società, di trasparenza, ma nei fatti, quando si tratta di assumere una decisione che va in questa direzione, si preferisce non decidere e rinviare le scelte senza alcuna motivazione plausibile. Se fosse vero che tutti concordano sui principi enunciati nella mozione dell’Udc, era sufficiente metterla in votazione e approvarla. E’ purtroppo questo atteggiamento una brutta copia di quanto avviene in sede nazionale, ogni qual volta si tratta di incidere sui costi della politica: vedi eliminazione delle Province. Ogni scusa è buona per non decidere e rinviare. Angelo Zanibelli Capogruppo dell’Uc nel Comune Cremona ***

" questione discarica

Ci sono modi più sicuri per eliminare l’amianto Egregio direttore, piacevolmente stupita di questo exploit, ringrazio il nostro presidente per questo repentino cambio di linea che non fa altro che alimentare le nostre speranze per il fututo, per la nostra salute e per l’ecosistema delle meravigliose campagne del nostro territorio. Ovviamente il problema amianto non finisce qui, una soluzione va trovata. In primis trovare un sito idoneo non è così banale, ma non impossibile. Il sito però non dovrà esser cercato finalizzato a un’altra discarica, bensì per applicare finalmente una tecnica di lavorazione e riciclaccio dell’amianto attraverso la cristalizzazione dello stesso e non la vetrificazione che è un concetto sostanzialmente differente. Il progetto in essere è già stato presentato più volte sul nostro territorio, ma gli interessi inerenti al “sistema discarica” sembravano totalmente bloccanti per questo processo. Io farò pervenire il progetto, che è stato sempre più migliorato del prof. Alessandro Gualtieri, sulla scrivania del presidente Salini sperando che venga preso seriamente in considerazione per il bene della nostra amata provincia di Cremon. Dettagli tecnici base del progetto. La Zetadi srl di Ferno (Va) assieme al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha recentemente sviluppato un processo industriale innovativo per la soluzione definitiva del problema amianto. Il processo, unico al mondo per tipologia di trattamento termico e caratteristiche tecnologiche, è coperto dal brevetto italiano n. 0001368771 e si basa sulla conversione cristallochimica dei rifiuti contenenti amianto. Esso permette la trasformazio-

Lettere

lettere@ilpiccologiornale.it • cremasco@cuticomunicazione.it

ne termica diretta di lastre di cementoamianto, amianto friabile o lana di vetroroccia sigillati in confezioni di materiale plastico, derivanti da normali operazioni di bonifica e rimozione. Il processo di trasformazione termica diretta dell’intera confezione è possibile grazie ad un forno industriale continuo “a tunnel”. Il ciclo di cottura per ottenere la completa trasformazione delle fasi dell’amianto (sia di serpentino che di anfibolo) contenute nelle lastre di cemento-amianto in fasi inerti (silicati di calcio, alluminio, magnesio e ferro), prevede una permanenza ad una temperatura compresa tra 1200 e 1300°C per tempi molto lunghi (minimo 12 ore). Il processo è illustrato su riviste scientifiche internazionali di grande impatto e su riviste nazionali di carattere divulgativo. Le parti migliorative non sono state volutamente indicate, ma a breve sarà tutto esplicitato per filo e per segno. Lascio al presidente Salini l’onore di scoprire i contenuti che intendo sottoporgli. Monica Maggiore Coordinatrice Api Crema ***

"

punto di vista

I sindacati non possono fare la morale sui privilegi Caro direttore, nei giorni scorsi la Cisl ha tenuto una manifestazione a Milano davanti al Pirellone per protestare contro i privilegi dei consiglieri regionali. Anche una rappresentanza di Cremona era presente con il segretario provinciale generale Giuseppe Demaria. Che il sindacato sia sceso in campo contro gli sprechi e privilegi del mondo politico mi vede d’accordo, ma purtroppo non posso sottacere che lo stesso sindacato (o sindacati) sia poi da ritenersi così legittimato a farsi portatore di una etica che non riguarda solo la politica, ma che riguarda addirittura anche il sindacato medesimo. I sindacati possono contare su fatturati di milioni di euro, di bilanci non pubblici, possiedono un patrimonio immobiliare immenso e infine gestiscono enti con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. Nell 1990, Cgil, Cisl e Uil ottenero dal Parlamento una legge che concedeva a loro addirittura la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori. Dal punto di vista etico e morale quindi il sindacato non se la passa bene, anzi direi che in questi decenni attorno allo stesso si è formata una casta che per privilegi, per non trasparenza e per uso di denaro pubblico (senza contare la scarsa democrazia interna) nulla ha da invidiare ai partiti di cui tra l’altro i sindacati garantiscono un buon numero di votanti. La gente è stanca di questa iniqua situazione, la gente è stanca di dover pagare in prima persona la mala gestione del pubblico denaro. Il sindacato (sempre meno utile nel mondo del precariato lavorativo) invece di ritrovare le proprie radici fondanti, preferisce fare business. Perché non diventi agli occhi dei più un sindacato inutile, urge un profondo esame di coscienza da parte dei sindacati, soprattutto a fronte di quei lavoratori che non raggiungono i mille euro al mese e di molti pensionati che ne prendono la metà. Gabriele Cervi Castelverde ***

" visto dal centrosinistra Guidare questo Paese non è impossibile

Egregio direttore, gli ultimi in ordine di tempo sono Pronzato, Penati, Tedesco. Giustamente il Pd reagisce affidandosi al lavoro della magistratura e confidando che gli interessati ne escano puliti e non colpevoli. Ma la questione morale non è esclusivamente una questione giudiziaria. Si pone un problema di rapporto etico tra politica e potere. Si pone anche nel centrosinistra e nel Pd una questione legata alla sobrietà, alla consuetudine all’agiatezza nella vita di tutti i giorni, alla lontananza - di pancia prima, ancora che di testa - dai problemi quotidiani delle persone in carne ed ossa. Non è certo possibile, né auspicabile guardare solo all’indietro, a quando ancora - sia nel Pci che in una parte importante della Dc (Dossetti, Zaccagnini, ecc., ecc.) - vigevano costumi, dirittura morale, trend di vita, rapporto con potere e denaro del

tutto diversi da quelli di oggi. Tornare ad allora? Impossibile prima ancora che impensabile! Ma la questione si pone, dura come una pietra. Occorre correre ai ripari. E per farlo occorre aver chiaro il problema e sapere che solo un gruppo dirigente che saprà affrontare questo tema, difficile ma improcrastinabile, saprà conquistare sul campo il prestigio necessario per potersi candidare al vero compito che la storia sta per assegnare al centrosinistra: prendere tra le mani i destini di questo Paese tanto scalcagnato ma potenzialmente in grado di uscirne. Vedo ancora queste possibilità, anche se mi rendo conto che le difficoltà vanno aumentando. Ma, con Battiato, sto ben ancorato all’insegnamento di quanto sia difficile (ma non impossibile) “trovare l”alba dentro l’imbrunire”. Crediamoci e lavoriamo per questo. Deo Fogliazza Cremona ***

" proposta

I brevetti non devono più essere un’esclusiva Caro direttore, l’attuale legislazione brevettale oggi consente al detentore del brevetto il diritto esclusivo della sua utilizzazione e tramite la protezione legale di questa esclusiva la società premia e remunera l’invenzione ritenendo che questa sia utile al suo progresso. Tuttavia così facendo questo obiettivo viene raggiunto soltanto in parte, poiché la diffusione dell’invenzione è subordinata alle politiche commerciali del detentore che potrebbe anche non utilizzarlo e non farlo utilizzare. L’ipotesi che noi invece avanziamo è quella di consentire a tutti l’uso del brevetto a condizione che ogni utilizzatore paghi al detentore una royalty (come avviene per i brani musicali): in tal caso l’invenzione verrebbe comunque remunerata e forse anche in misura maggiore, dato il suo maggiore utilizzo e una sua più ampia diffusione, maggiore sarebbe il contributo al progresso della società. Oltre a ciò, poiché tutte le industrie che ne fossero interessate potrebbero usare il brevetto, si creerebbe una concorrenza tra di loro che abbasserebbe il prezzo del prodotto a beneficio dei consumatori. Aspetti che le società non dovrebbero sottovalutare. Paolo Roberto Imperiali AmbienteScienze ***

" dura analisi

I parlamentari italiani non conoscono la vergogna Egregio direttore, Ringo Starr disse: «Tutto ciò che il governo tocca si trasforma in merda!». Il batterista dei Beatles non conosce la casta italiana, la quale riesca a trasformare in cacca tutto ciò che riguarda i cittadini, ma (guarda caso) salvaguardando se stessa e, soprattutto, i suoi benefit. Non stiamo parlando della porcata che ha a che fare con la difesa ad oltranza degli ordini professionali e delle camarille di cui il deputato pidiellino Paniz va orgoglioso, ma dei denari che la “banda dei malfattori” che ha residenza tra Montecitorio e Palazzo Madama estorce quotidianamente ai milioni di sudditi che “orgogliosamente” essi chiamano italiani. La notizia, peraltro, l’ha svelata Franco Bechis su “Libero” e dopo averla letta fa subito montar la voglia di mettere mano al forcone: «Sono riusciti a mettere al sicuro il portafoglio della casta per legge. Deputati e senatori hanno blindato nella notte fra il 13 e 14 luglio scorso le loro indennità parlamentari messe a rischio da Giulio Tremonti grazie a un geniale emendamentino approvato in Commissione Bilancio del Senato verso le due del mattino e poi ripreso dal maxi-emendamento su cui anche la Camera ha votato la fiducia. Il blitz è servito a legare le proprie indennità, gli unici stipendi italiani che non vengono toccati dalla finanziaria, al Pil del Paese e alla media ponderata degli altri Pil europei. L’emendamento porta la firma di due senatori del Pdl. Il primo è un ingegnere palermitano, Mario Ferrara. Il secondo è il giornalista catanese, Salvo Fleres. Grazie alla loro trovata gli stipendi dei parlamentari italiani sono stati legati a doppia mandata con il Pil. Il risultato è una doppia beffa: in questo modo i parlamentari non faranno nessun sacrificio, ma se gli altri italiani si rimboccheranno le maniche

e lavoreranno sodo facendo crescere il Pil, i primi a beneficiarne saranno deputati e senatori che potranno starsene in panciolle ad aspettare le fatiche altrui, alla fine con il Pil cresceranno i loro stipendi. Nell’attesa l’identità parlamentare non rischierà alcuna sforbiciata». L’arroganza, la protervia, l’arbitrarietà, la presunzione di questa gente non ha limiti, hanno votato una legge finanziaria che grida vendetta! Ovviamente nessun leghista s’è opposto. Ogni mattina in Italia, il cittadino si sveglia, sa che deve correre più in fretta al lavoro o finirà in miseria. Ogni mattina in Italia, lo Stato si sveglia, sa che deve tassare sempre di più, o morirà di fame. Quando il sole sorge, non importa se vedi un politico o un esattore: è meglio che cominci a correre! Ora ditemi voi se non aveva ragione Bukowsky: «La differenza tra una democrazia e una dittatura è che in una democrazia prima voti e poi prendi ordini; in una dittatura non devi perdere tempo a votare». E il voto che conta, magari espresso in seduta notturna, è sempre il loro. Dario Arrigoni Lega Nord di Cremona ***

" artshot

Non abbiamo tempo e voglia di rispondere alle provocazioni Egregio direttore, Artshot è un progetto forte che nasce dalla volontà di cambiamento del modo di vivere la città. Attraverso la libera espressione di qualsiasi forma artistica cerchiamo di dare il nostro contributo a sostegno di una dimensione culturale che possa essere più umana. Da qui la voglia di “allargare” gli spazi di Artshot, coinvolgendo zone periferiche della città con il progetto “Una città diversa”. Portare eventi e spettacoli anche in realtà problematiche, trascurate della città ci ha messo veramente in contatto con chi abita a Crema. Tante sono le personalità artistiche emergenti presenti sul territorio che si stanno facendo conoscere attraverso il canale di Artshot, che però non è riservato solo ai giovani. Se da una parte cerchiamo di sopperire, anche se solo per una settimana, alla mancanza di spazi e di iniziative per i ragazzi, dall’altra puntiamo ad un coinvolgimento totale della città, alla creazione di un punto d’incontro e di scambio tra diverse generazioni. Durante questa edizione del festival abbiamo constatato con piacere che la molteplicità degli eventi proposti ha saputo attirare la curiosità e l’interesse di vari target di pubblico. Siamo contenti della risposta della gente. L’entusiasmo e la fiducia che ogni anno ci riservano sono una spinta per proseguire nel nostro progetto. Artshot è totalmente gratuito, questo grazie al lavoro volontario dello staff, agli sponsor, alla professionalità che gli artisti offrono gratuitamente e all'ospitalità della “Fondazione Teatro San Domenico”, che quest’anno ha concesso anche la sala teatrale, permettendo di arricchire notevolmente il programma. Abbiamo e sentiamo una responsabilità culturale, non abbiamo tempo né voglia di rispondere alle provocazioni giornalistiche o a quelle di palazzo: preferiamo usare le nostre energie per sognare una città diversa, che sappia ridere e riflettere. Artshot ***

" anniversario

Francesco Giubelli è vivo nel ricordo di tutti Egregio direttore, in questi giorni ricorre il primo anniversario della scomparsa di Francesco Giubelli. Era il 25 luglio 2010. In coloro che l’hanno conosciuto è vivo il ricordo della sua disponibilità. Francesco non si è mai tirato indietro, ha sempre dato il suo contributo. Per ogni cosa. Per la famiglia, per la scuola, per il lavoro, per la politica, per la società. In questo anno, insieme alla moglie, ai figli, a Giovanna Barra ed altri amici, abbiamo costituito l’associazione che porta il suo nome. Un’associazione che si occupa di agricoltura sociale e che vuole creare prospettive di inserimento lavorativo per i soggetti “diversamente abili” e svantaggiati. Crediamo sia il modo migliore per ricordare Francesco e il suo impegno. Matteo Piloni Coordinatore segreteria provinciale del Pd

Il Piccolo del Cremasco  

22 luglio 2011

Il Piccolo del Cremasco  

22 luglio 2011

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