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Anno IX • n° 13 • VENERDI’ 28 MARZO 2008

Settimanale • € 0,02 Copia Omaggio

Elezioni

I candidati: chi ce la farà, chi forse e chi no

Le prime dichiarazioni

Intervista al neo presidente della Libera, Antonio Piva ▲

a pagina 3

a pagina 7

CREMA: DRAMMA DELLA DISPERAZIONE Si nasce incendiari, si muore pompieri. di Aldemario Bentini

CREMONA: SANGUE IN EDICOLA

S PA R A A L L’ A M I C O . L’ A C C U S A : « O M I C I D I O V O L O N TA R I O »

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Caso Tamoil

Infrastrutture

Nas

Un referendum per spostare la raffineria

Qual’è il futuro della viabilità sul territorio

Topi e sporco, chiuse due pizzerie

Continua a pagina 5

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Non ho mai preteso di comprendere fino in fondo la politica, tanto meno i politici. Oggi più che mai che son diventato diffidente e sospettoso. Forse per questo motivo sono rimasto sorpreso e perplesso sentendo, recentemente, l’ex ministro Giulio Tremonti parlare di protezionismo, di dazi, di barriere doganali e disconoscere il processo di globalizzazione. Giulio… dalla “finanza creativa” (voleva vendere le spiagge italiane) mi diventa no–global? E il mercato? Il protezionismo in economia è l’antitesi del liberismo. Come si concilia o meglio come si coniuga con l’istinto privatista e liberale di Berlusconi? Resto diffidente e sospettoso di fronte ad un sì mutamento di pensiero. Voglio subito precisare che la capacità delle persone di cambiare idea è, a mio parere, un segno d’intelligenza. Diffido di chi ha solo certezze, stimo più coloro che ogni tanto hanno dubbi. In economia come in politica si può cambiare idea, trasmigrando anche da un estremo all’altro. Qualche famoso esempio? Giuliano Ferrara sessantottino della prima ora, poi capogruppo del PCI a Torino, in seguito con Craxi, il resto è storia recente fino alla sua lista pro–life. Gad Lerner giornalista e anchorman su La7 è stato un dirigente di Lotta Continua. Renato Mannheimer, proprio quello dei sondaggi, da giovane era un contestatore rivoluzionario. Militava in “Servire il Popolo” un gruppo maoista tra i più intransigenti di quel tempo. Paolo Liguori giornalista ex direttore di “Studio Aperto” e commentatore sportivo con Gianpiero Mughini, hanno militato entrambi in Lotta Continua, Mughini è stato un fondatore de Il Manifesto, oggi è collaboratore ed editorialista di Libero. Cambiare idea può essere distinzione di intelligenza e di saggezza, quando non si

P E N S I O N AT O R A P I N A LA BANCA E POI SI SUICIDA

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Coldiretti ai candidati: «Rafforzare le imprese agricole e difendere il made in Italy» - a pag. 11


Cronaca

Venerdì 28 Marzo 2008

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Quali sono i candidati cremonesi sicuri di venire eletti a Roma, gli incerti, e chi, forse, non ce la farà

In quanti “la spunteranno”? Popolo delle Libertà

LEGENDA

ELEZIONE A RISCHIO * CREMONESI E CREMASCHI PRESENTI NELLE LISTE

Camera Lombardia 3

Camera Lombardia 3

ELEZIONE SICURA ELEZIONE INCERTA

Lega Nord

I CANDIDATI 1234-

SILVIO BERLUSCONI GIANFRANCO FINI ABELLI GIAN CARLO MASSIMO ENRICO CORSARO

I CANDIDATI 1- BOSSI UMBERTO 2- GIBELLI ANDREA 3- FAVA GIOVANNI 4- TORAZZI ALBERTO*

15- CHIARA CAPELLETTI* 11- CHIZZOLI CRISTIAN*

Partito Democratico Camera Lombardia 3

I CANDIDATI 1234-

La Destra Camera Lombardia 3

SORO ANTONIO GIUSEPPE PIZZETTI LUCIANO* TURCO MAURIZIO ZUCCHI ANGELO

13- GRITTI VALENTINA MICOL*

I CANDIDATI 1- SANTANCHE’ DANIELA 2- LOSURDO STEFANO 3- ARRIGHI ALBERTO 6- ZUCCHI GIORGIO*

Senato Lombardia

I CANDIDATI 1234-

VERONESI UMBERTO CERUTI MAURO ICHINO PIETRO EMILIO ANTONIO BAIO EMANUELA

12- FONTANA CINZIA MARIA* 26- GIUBELLI FRANCESCO*

Senato Lombardia

I CANDIDATI 1- PAGLIARINI GIANCARLO 2- IANNUZZELLI LUCREZIA 3- GALBOTTI TULLIO 13- CORLAZZOLI GIOVANNA* 17- DOSSENA LUIGI* 39- RATTI DIEGO*

Corsa per i posti in Parlamento Non sono state per nulla generose con il nostro territorio le liste predisposte dai diversi partiti per le prossime elezioni politiche. Pd. Se si eccettua il Partito Democratico, con diverse persone in lista fra Cremona e Crema (Francesco Giubelli al Senato - 26° posto e Valentina Gritti - 14° posto), e soprattutto con due candidature sicure, una alla Camera (il cremonese Luciano Pizzetti) e una al Senato (la cremasca Cinzia Fontana), tutti gli altri partiti si sono limitati - e neppure tutti - ad inserire nominativi cremonesi e cremaschi in posizione del tutto escluse da una possibile elezione. Pdl. Clamoroso il caso del Popolo delle Libertà (che pure assomma Forza Italia e Alleanza Nazionale, per non citare altri) che nelle proprie liste in Lombardia per il Senato e in Lombardia 3 per la Camera, si limita all’inserimento in quest’ultima lista di un solo candidato cremonese - Chiara Cappelletti - e per di più all’ultimo posto. Lega. Più generosa la Lega Nord con il cremasco Alberto Torrazzi in posizione non del tutto perdente (più naturalmente il lodigiano Andrea Gibelli in posizione sicura). La Destra. Ancora meglio - ma qui le velleità di successo della lista sono veramente scarse - La Destra che presenta Giorgio Zuc-

chi alla Camera (un non disprezzabile sesto posto) e Giovanna Corlazzoli (13° posto) e Luigi Dossena (17° posto e Diego Ratti 39°) al Senato. Rosa Bianca. Anche la lista UdC e Rosa Bianca presenta dei cremonesi e dei cremaschi: alla Camera Giuseppe Trespidi (8° posto) Paola Biagi (9° posto) e Giuseppe Foderaro (14° posto); al Senato Alberto Colombini (12° posto), Patrizia Carini (39° posto) e Martino Boschiroli (41° posto): nessuna possibilità di elezione. Sinistra Arcobaleno. Abbiamo due presenze al senato con Andrea Ladina (34° posto) e Giuseppe Termenini ( 37° posto). Socialisti. Da ultimo bisogna ricordare per i socialisti la presenza nella lista della Camera del cremonese Federico Parea al 4° posto, e del cremasco Angelo Pasqualini nella lista del Senato. Con la infelice legge elettorale voluta dal Centrodestra, le segreterie dei partiti hanno deciso, e solo il Partito Democratico ha garantito una doppia rappresentanza parlamentare sicura al nostro territorio. Bisogna aggiungere, infatti, che non ci sono preferenze da esprimere, i candidati entreranno in Parlamento nell’ordine in cui sono espressi sulle liste in numero proporzionale al risultato elettorale. Per calcolare

chi entra e chi no, i partiti si basano su metodi abbastanza empirici, basati un po’ sul risultato delle precedenti elezioni, corretti sulla base dei sondaggi. Al Senato, il numero degli «incerti» è assai più alto che non alla Camera: il premio di maggioranza qui è distribuito su base regionale, e la differenza si sente. Chi vince, spedisce a Roma 26 senatori senatori, il 55% dei 47 presenti in lista. Come vengono fatti i calcoli. Prendiamo, per esempio, i due partiti maggiori. Il Pdl: alla Camera, per i seggi di Lombardia 3, la formazione di Berlusconi pensa di eleggerne otto sicuri, Ecco perché l’elezione di Chiara Capelletti è fortemente a rischio. Al Senato, ritiene raggiungibili, come dicevamo, 26 seggi in caso di vittoria e solo 17 in caso di sconfitta. Il Pd: sempre per Lombardia 3, i conti dicono che sono solo i primi quattro sicuri di diventare onorevoli, e in questo caso, Luciano Pizzetti può già preparare le valigie per la capitale. Per quanto riguarda il Senato, invece, come per il Pdl, i seggi assegnati saranno 26 in caso di vittoria e solo 17 in caso di sconfitta. Comunque, essendo Cinzia Fontana inserita al 12° posto, nell’uno e nell’altro caso, è stata posizionata in una posizione tale che diventerà senatrice.

Udc

Partito Socialista Camera Lombardia 3

I CANDIDATI 1- CRAXI VITTORIO 2- ZANONI EMANUELA 3- PORTOLAN ROBERTO 4- PAREA FEDERICO*

Camera Lombardia 3

I CANDIDATI 1234891314-

CASINI PIERFERDINANDO FORMISANO ANNA MARCAZZAN PIETRO AFFRONTI PAOLO TRESPIDI GIUSEPPE* BIAGGI PAOLA* BOMBELLI ANTONIO* FODERARO GIUSEPPE*

Senato Lombardia

I CANDIDATI 1- D’ONOFRIO FRANCESCO 2- COSI ORONZO 3- MANINETTI LUIGI 12- COLOMBINI ALBERTO* 39- CARINI PATRIZIA* 41- MARTINO BOSCHIROLI*

Senato Lombardia

I CANDIDATI 1- CAPUTO ROBERTO 2- ALIA PAOLO 3- ANCELOTTI AMUS 36- PASQUALINI ANGELO*

Sinistra Arcobaleno Senato Lombardia

I CANDIDATI 1- BORSELLINO RITA 2- CAPELLI GIOVANNA 3- MONGUZZI CARLO 34- LADINA ANDREA* 37- TERMENINI GIUSEPPE*


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Cronaca

Venerdì 28 Marzo 2008

I Verdi promuovono lo spostamento della Tamoil. Intanto l’Arpa prosegue i rilevamenti

Referendum sulla delocalizzazione S Pizzetti: «La chiusura della raffineria non è più un tabù»

postare la raffineria?Un’ipotesi che già aveva paventato il pubblico ministero Cinzia Piccioni, nel caso di un’eventuale bonifica. E che ora potrebbe diventare nientemeno che il tema di un referendum, da promuovere tra i cittadini di Cremona. L’idea nasce da un gruppo di cittadini, capofila i Verdi, che venerdì alle 16, proprio davanti alla Tamoil, si raduneranno per un sit in, con la presenza di Francesco Amendola, per promuovere l’avvio di uno studio per l’eventuale delocalizzazione del colosso. «Vogliamo che venga fatto uno studio serio» spiega Andrea Ladina «sulla possibilità di un’eventuale delocalizzazione della raffineria, e su come possa essere spostato un impianto così invasivo. Quella in cui si trova è un’ex golena del Po, che dovrebbe essere un’area dedicata alla fruizione ambientale, per tutta la cittadinanza». Invece, sotto quei terreni, scorre quella che lo stesso Ladina definisce «la falda nera»: un pesante inquinamento da idrocarburi, come è stato evidenziato nelle scorse settimane anche dall’Arpa, che proprio in questi giorni sta effettuando i rilevamenti. «Le dichiarazioni di esponenti del Pd ci hanno piacevolmente stupito» continua Ladina «perché finalmente hanno preso una posizione decisa. Ora chiediamo loro di fare un passo in più, e di sostenere la nostra proposta. L’area Tamoil dovrà essere trasformata, tornare alla zona naturale che era. O, meglio ancora, si

LA POLITICA

La raffineria Tamoil

potrebbe convertire l’impianto a centrale solare, che potrebbe fornire energia a tutta la città». Naturalmente la battaglia contro l’inquinamento prosegue anche per i soci delle canottieri, che in questi giorni si stanno mobilitando su diversi fronti. «I soci ora chiedono chiarezza, e una presa di posizione decisa da parte dei presidenti delle canottieri» dichiara Matteo Lodi, «in quanto non è ammissibile che essi assumano una posizione equidistante tra i soci stessi e la Tamoil. Vogliamo che si schierino con noi in modo deciso». Gli stessi soci stanno anche portando avanti la richiesta, fatta ai propri presidenti, di far effettuare dei controlli ambientali a qualche ditta esterna, che non

abbia legami con Cremona o con la Lombardia. Proseguono intanto a pieno ritmo i rilevamenti dell’aria, portati avanti dall’Arpa, partiti con una settimana di ritardo a causa del tempo. Ecco quali saranno i tempi previsti. «I rilevamenti proseguiranno fino alla settimana prossima» spiega il direttore Paolo Beati. «quindi i risultati verranno analizzati in laboratorio, e saranno pronti tra due o tre settimane. La settimana prossima, poi, metteremo una centralina mobile, per fare analisi dirette, e la terremo per circa un mese. Infine faremo anche, per maggior precauzione, dei rilevamenti di gas interstiziale, fino a un metro sottoterra». Laura Bosio

Per gli ex Ds e il Partito democratico parlare di eventuale chiusura della Tamoil non è più un tabù. Luciano Pizzetti, candidato del Pd alla Camera, ha affrontato il problema nel corso della conferenza stampa convocata, insieme con il segretario provinciale di via Ippocastani Mauro Fanti, per illustrare le iniziative elettorali. Ha spiegato che «al primo posto c'è la salute pubblica. Dopo di che nulla è un tabù», ha detto Pizzetti. Fanti e Pizzetti hanno parlato di molti argomenti, dagli incontri in programma alla corposa calata di big, dalla polemica su cattolici e Pd alle pensioni, ma il caso Tamoil ha preso il sopravvento sul resto. Per introdurlo Pizzetti è partito da lontano, da una visione della politica «che non è solo partecipazione, ma anche capacità di decidere. La gente è stanca di una politica che finge di ascoltare e alla fine non decide». Per Pizzetti il centrosinistra locale ha dato “esempi concreti” di politica capace di decidere. «Come sull'emergenza rifiuti; qui non c'era niente, oggi c'è un termovalorizzatore, oltre al resto, che ci permette di non essere al livello della Campania». Dal passato al presente, dall'inceneritore alla raffineria: «Qualunque scelta si farà, anche dolorosa, sarà perché le nostre Amministrazioni guardano al bene comune,

che è la salute». In quel “dolorosa” rientra anche la possibilità di delocalizzare la Tamoil? «Nulla è un tabù» ha risposto Pizzetti. «Detto questo, la strada della delocalizzazione non è percorribile». Ma la domanda su un eventuale chiusura viene rifatta. «Bisogna capire» spiega Pizzetti, «se gli interventi fatti e da fare sono tali da garantire la sicurezza dal punto di vista dell'ambiente e della salute. Se dovesse uscire che non è così, è del tutto evidente che ci dovremmo porre il problema di un'eventuale chiusura. La bonifica dei terreni e i controlli dell'aria, partiti lunedì, è un lavoro serio, che va fatto avendo come priorità la salute dei cittadini. Le decisioni finali dovranno rispondere a questo criterio, che è fondamentale». Pizzetti ha messo le mani avanti: «Questa scelta non dovrà ricadere, ovviamente, sui lavoratori e, nel caso in cui si dovesse arrivare alla chiusura, dovrebbero essere attuate tutte le procedure prevista a difesa dei dipendenti». Pizzetti ha dato un giudizio positivo sulll'atteggiamento serio e responsabile della Tamoil, «che sta collaborando. In questi casi solitamente c'è il mordi e fuggi. Tanto più che l'inquinamento non è una responsabilità della Tamoil, ma quasi sicuramente di chi c'era prima». sg


Cronaca

Venerdì 28 Marzo 2008

Pensionato rapina la banca, poi si spara

«

di Roberto Bettinelli

Ho sentito dei ragazzini che urlavano e dicevano che era armato. Sono uscita in strada e ho visto i carabinieri che si mettevano il giubbotto anti proiettile. Poi ho sentito lo sparo». E’ una donna a parlare. Abita davanti alla filiale del Credito Cooperativo di Postino e Dovera, a Nosadello. Dove ieri mattina verso mezzogiorno si è suicidato Basilio Arfani, pensionato di 63 anni, sposato e divorziato, con due figli maschi. Un proiettile alla testa, uscito dalla semiautomatica che il pensionato si era portato in banca. La sua banca di fiducia. Arfani si è sparato dopo aver tentato di rapinare la filiale, mentre fuori i carabinieri circondavano il piccolo edificio. A Nosadello lo conoscevano tutti. Come Franco. Mentre «Golo» era il soprannome per i colleghi della Welco di Spino d’Adda, dove Arfani aveva lavorato fino alla pensione. Una vita stroncata da un gesto disperato, dietro il quale c’era un disperato bisogno di soldi. Una tentata rapina che era iniziata con una semplice richiesta di denaro. Arfani era un cor-

rentista. E’ entrato e come mille altre volte ha chiesto del contante al cassiere. Peccato, però, che il conto di Basilio Arfani, ormai, era vuoto. Di soldi, il pensionato che abitava in via Gradella, con la madre di 80 anni, proprio a un centinaio di metri dalla filiale della banca, non ne aveva più. Dentro, al momento della rapina, insieme al pensio-

nato, c’erano i due dipendenti della filiale: Francesco Boliolo e Rinaldo Locatelli. Quando l’hanno visto entrare, sapevano cosa voleva. E sapevano che di denaro non ne aveva più. E così quando i due dipendenti gli hanno spiegato che non potevano dargli i contanti, Arfani, che era vestito con una tuta da lavoro blu e portava scarpe pe-

Buttava i soldi nel gioco «L’ho visto al bar stamattina. Sono io che gli faccio il caffè. Tutte le mattine. Ma oggi era strano. Forse aveva già deciso tutto. Era un periodo che non stava bene. Si sapeva che era tirato con i soldi. Giocava alle macchinette, giocava tanto. E ultimamente perdeva. Ma non avrei mai pensato che sarebbe arrivato a questo. Era una persona per bene». Gigi Bellosio è il titolare del bar «da Gigi», in via Indipendenza, a Nosadello. Il bar che Basilio Arfani frequentava ogni giorno: «Veniva qui, giocava a carte, chiacchierava, come tutti, E poi si attaccava alle macchinette, anche se nelle ultime settimane aveva smesso di giocare». Una situazione economica, quella di Basilio Arfani, che in molti conoscevano. Ma sulla faccia della gente che ieri mattina si è radunata davanti alla filiale, si leggeva lo stupore. Arfani aveva fama di essere un uomo tranquillo. Un tipo schivo. Ma che non creava problemi. Nessuno lo credeva capace di rapinare un banca. E tanto meno di uccidersi. «Era un mio parente... chi poteva immaginare una cosa del genere» ha detto un uomo all’esterno della filiale. Eppure ieri mattina Basilio Arfani è entrato in banca con una pistola. Non sappiamo cosa è passato nella sua mente: il gioco, la povertà, l’umiliazione, la vergogna. Ma sappiamo che piuttosto di affrontare tutto questo, ha preferito morire.

38 maestre miracolate, diranno addio alla precarietà, almeno fino a giugno. Scure invece sui 25 addetti del personale ausiliario. La Giunta Comunale ha deciso di integrare e modificare l’art. 23 del vigente Regolamento per la disciplina dei concorsi, dell’accesso agli impieghi e delle procedure selettive, allegato al Regolamento sull’Ordinamento Generale degli Uffici e dei Servizi, per quanto concerne le assunzioni a tempo determinato di personale docente delle scuole per l’infanzia e di personale educativo degli asili nido, con il seguente

santi da lavoro, ha estratto una piccola semiautomatica. L’unica arma che gli era rimasta della sua collezione. Era un cacciatore, ma nel 2006 aveva venduto, al titolare del bar che frequentava, il suo ultimo fucile. Un Benelli automatico. Sempre per motivi di denaro. Quando i cassieri hanno visto la pistola gli hanno consegnato tutto il contante che avevano a disposizione: 5mila euro. Ma qualcuno è riusci-

Basilio Arfani non aveva più soldi sul conto corrente

Prosegue dalla Prima pagina

tratta più semplicemente di opportunismo. Tanti anni fa, spero la memoria non m’inganni, siamo a Firenze, ad una manifestazione a favore della legge sul divorzio, 1974 o giù di lì. C’è anche l’On. Fabrizio Cicchitto l’attuale Vice coordinatore vicario di Forza Italia. In quegli anni Cicchitto è il segretario nazionale della FGSI (Federazione Giovanile Socialista), all’epoca sulle posizioni di Riccardo Lombardi, posizioni quasi più vicine all’estrema sinistra che al Partito di Nenni e De Martino. Lombardi rifiuta di partecipare ad una Tribuna Politica perché vi è partecipante anche Giorgio Almirante. A quei tempi l’antifascismo era “militante”. Chi si ricorda del conduttore? Ugo Zatterin, garbato e imperturbabile moderatore. L’On. Cicchitto, salito sul palco con un megafono, dà istruzioni a noi giovani studenti ed inesperti manifestanti su come coprirsi il volto con il fazzoletto, come usare la fetta di limone in caso di gas lacrimogeni, come evitare di farsi fotografare dalla polizia politica. A quel punto, irresoluto, sono indeciso se prendere il treno e tornarmene a casa. Il Nostro, sceso dal palco, si mette alla testa del corteo e insieme ai militanti dei gruppi definiti extraparlamentari intona: “El pueblo unido jamás será vencido”. Intransigente e radicale allora come intransigente e radicale adesso nel propugnare la Berlusconi dottrina. Sarà come sentii dire un giorno da mio nonno: “Si nasce incendiari, si muore pompieri”?

Il corpo di Arfani mentre viene portato via nella bara

to a dare l’allarme. In pochi minuti, davanti alla filiale, si sono precipitati i carabinieri del nucleo operativo e del nucleo radiomobile. Hanno visto Arfani uscire nella via e poi, spaventato, tornare subito dentro. Con lui c’erano i due dipendenti. Arfani è rimasto nell’atrio mentre

Boliolo e Locatelli erano nell’ufficio. Pochi, brevissimi istanti. Ma che nella mente dei protagonisti sono durati ore. I carabinieri, fuori, con le armi e i giubbotti anti proiettile. Dentro Arfani, che all’improvviso si è puntato la pistola alla tempia e ha pre-

Corada “sistema” le maestre Restano invece “a piedi” 25 addetti del personale ausiliario comma: «Al fine di garantire, attraverso la continuità didattica, il diritto costituzionale all’educazione, all’istruzione e allo studio, il Comune di Cremona pone particolare attenzione all’erogazione del servizio scolastico/educativo. In tale ambito scolastico ed educativo, il Comune garantisce, attraverso gli istituti della supplenza e della

sostituzione temporanea, le condizioni ottimali del servizio ed il corretto rapporto educatore/bambino. Per quanto concerne la durata dei contratti di lavoro a tempo determinato del personale docente/educativo, tenuto conto della propria autonomia organizzativa e delle peculiarità del proprio ordinamento, il Comune di Cremona adotta una

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disposizione speciale con la finalità di derogare dai limiti temporali di durata inferiore all’anno scolastico fino all’esaurimento dei termini di validità temporale della graduatoria di riferimento». Le maestre dunque non dovranno più essere cambiate ogni tre mesi, grazie ad un intervento dell’Anci che, a livello nazionale, ha lavorato con il supporto dei

muto il grilletto. Subito dopo il boato, che ha fatto accucciare i carabinieri dietro le auto e che è stato sentito in tutta la via. Il corpo del pensionato si è afflosciato sopra il pavimento dell’atrio. Senza vita. Vicino alla porta di passaggio tra l’atrio e l’ufficio dove erano i due dipendenti. Le gambe divaricate e la chiazza di sangue che si allargava lentamente sotto la testa. I carabinieri sono intervenuti subito dopo. Hanno chiamato il 118. In pochi minuti è arrivata in via Dei Noci l’auto medica, seguita dall’ambulanza. Ma ormai non c’era più niente da fare. Alle 13.30, dopo i rilievi della scientifica, il corpo è stato trasportato all’obitorio dagli operai dell’agenzia di pompe funebri.

confederali, affinché venisse cambiato quel testo normativo della Finanziaria che riguarda il personale precario. Con la circolare giunta dal ministero della Funzione Pubblica si cambia rotta, ed è stata assicurata dunque la continuità didattica per la categoria delle maestre, mentre invece il personale ausiliario dovrà ancora cambiare ogni tre mesi. Il sindaco Corada ha spiegato che «In settembre lo sforzo del Comune sarà quello di arrivare il più possibile a bandire concorsi per metter in ruolo sia maestre che personale ausiliario».


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Cronaca

Venerdì 28 Marzo 2008

Secondo il pm Messina il gesto dell’edicolante, che causò la morte di Borroni, non fu accidentale

Accusa di omicidio volontario Cremona dichiarata O città equosolidale di Sara Pizzorni

micidio volontario. E' questa l'ipotesi di accusa formulata dal pm Francesco Messina nei confronti di Fabio Montagna, 50 anni, titolare dell'edicola di via Ghinaglia, che lo scorso mese di febbraio ha ucciso accidentalmente con un colpo di pistola alla testa l'amico Napoleone Borroni, 70 anni, mentre gli mostrava l'arma che teneva in edicola. Montagna era stato arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio e di porto abusivo di arma da fuoco subito dopo il ferimento di Borroni, che era spirato quattro giorni dopo all'ospedale di Cremona. Nel frattempo il giudice aveva concesso a Montagna gli arresti domiciliari con l'accusa di lesioni gravissime, imputazione poi caduta con il decesso della vittima. Il pm Francesco Messina, che all'inizio sembrava essere più orientato verso l'omicidio colposo, ha invece formulato un capo di accusa più grave. «Guarda, adesso ti sparo», avrebbe detto Montagna a Borroni a mò di scherzo: un gioco pe-

I rilevamenti della scientifica

Venerdì pomeriggio si svolgerà l’interrogatorio

I soccorsi al ferito

ricolosissimo terminato in una vera e propria tragedia, uno scambio di battute che i due, sembra, erano soliti fare spesso. Ad aggravare la posizione dell’edicolante, il fatto che aveva la detenzione regolare

dell'arma circoscritta solo all'interno della propria abitazione, non avrebbe quindi potuto portarla in edicola o altrove. Il colpo di pistola era stato esploso la mattina di venerdì 15 febbraio.

Corsi per installare impianti fotovoltaici Al via il corso di specializzazione per l’installazione di impianti fotovoltaici promosso da Cna, riconosciuto dalla Regione Lombardia, e indirizzato ad un aggiornare le competenza di chi opera nel settore impiantistico e necessita di adeguare le proprie conoscenze al passo con la crescente domanda del mercato nazionale incentivata dalla normativa sul Conto energia, aggiornata con il Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007. L’iniziativa verrà presentata venerdi 28 marzo alle 18.30 presso il Centro Itard in via Dante 207 a Cremona e nasce dalla collaborazione tra Centro Itard, Cna e Legambiente con l’obiettivo di rafforzare sul territorio cremonese opportunità di lavoro qualificato e supportare uno sviluppo sostenibile delle attività produttive e delle aree ur-

bane. Anche l’Italia con i suoi 83 Mw di potenza installata grazie al Conto Energia entra nella lista dei Paesi Europei che con maggiore determinazione stanno avviando una programmazione orientata all’adozione di forme energetiche alternative. Il corso che si svolge in 60 ore di lezione distribuite in 16 incontri serali dalle 18.30 alle 21.30 e in 3 sabato mattina dalle 9 alle 13, affronterà la teoria e la pratica impiantistica dalla progettazione all’installazione e manutenzione degli impianti, la normativa vigente e gli incentivi con un’attenzione specifica sulla sicurezza. La sede dei corsi è presso il centro Itard in via Dante 207 a Cremona (tel. 037255777). Tutte le informazioni sono disponibili anche presso Cna e Legambiente.

Borroni, residente in via Ghinaglia 37, come tutte le mattine, dopo una sosta al bar, aveva raggiunto il suo amico edicolante per fare quattro chiacchiere. I due, uno di fronte all'altro, l'edicolante nel chiosco e il cliente all'esterno, avevano cominciato a scherzare con l’arma, fino a quando il 70enne era stato colpito alla testa. Qui Montagna aveva forse già tirato indietro il “cane”, cioè la parte che carica la pistola? E il grilletto era scattato con una pressione minore? Ancora molte sono le domande a cui dare una risposta. Soccorso per primo dallo stesso Montagna, Borroni, con il cervello spappolato, era stato condotto d'urgenza all'ospedale dove era rimasto in coma per quattro giorni. Molti i testimoni che avevano sentito lo sparo; nessuno, però, aveva visto la scena. Neppure le telecamere della banca, in fase di manutenzione e quindi non funzionanti, erano servite per poter ricostruire l'accaduto. Certo è che Montagna e Borroni, come riferito da molti, erano amici, si conoscevano da tempo. Non ci sarebbe stato perciò alcun motivo per Montagna di uccidere volontariamente Napoleone. Tutte questioni che dovranno essere chiarite in sede di interrogatorio. Le indagini sono state portate

Cremona città equosolidale. Una proclamazione ufficiale, pervenuta dalla segreteria della «Campagna città equo solidali», con sede presso Fairtrade Transfair Italia di Padova. La città del Torrazzo, dei Violini e del Torrone, diventa, quindi, anche una città di solidarietà. Alla proclamazione dell’Ente «Città equo solidale» segue un evento durante il quale avverrà il conferimento pubblico del titolo «Città equo solidale». Del resto numerose sono le iniziative intraprese dall'amministrazione comunale nell’ambito dei prodotti equo solidali. In particolare, appunto, l'adesione alla campagna per le città “equo solidali” per il riconoscimento come Comune equo solidale, l'adesione al progetto città equo solidali, le iniziative di educazione e presentazione dei principi del commercio equo solidale. Tra le iniziative portate avanti a livello amministrativo, si è cercato di favorire la diffusione del commercio equo e solidale attraverso l'inserimento nei propri consumi dei prodotti del commercio equo e solidale (ad esempio, utilizzo di caffè, the e altre be-

avanti dalla polizia che aveva trovato a terra il bossolo e aveva posto sotto sequestro il chiosco. L'edicolante è difeso dall'avvocato Luca Curatti che più volte ha rimarcato in queste settimane la disperazione del suo assistito per la morte dell'amico e la collaborazione resa agli inquirenti. «Fabio ricorda tutto di quanto accaduto dopo lo sparo», ha detto

vande calde e fredde equo solidali nei distributori automatici. O ancora zucchero e snack equo solidali oppure palloni o prodotti artigianali, ecc.). Altra misura è stata quella di introdurre prodotti equo solidali nelle mense scolastiche, del personale, nei servizi di catering e in altri luoghi della ristorazione collettiva gestiti dall'ente locale. Importante è stato realizzare iniziative formative nella realtà in cui i prodotti vengono inseriti, nonché sensibilizzare lo stesso personale interno, oltre che i cittadini, valorizzando le organizzazioni di commercio equo e solidale che operano sul territorio. «Il commercio equo e solidale è ritenuto un eccellente mezzo, complementare alle pratiche di cooperazione decentrata, non soltanto per informare e sensibilizzare i cittadini sul problema degli squilibri economici e ambientali, ma anche e soprattutto per permettere loro di agire concretamente» ha detto l’assessore comunale Celestina Villa. «I prodotti del commercio equo e solidale sono realizzati rispettando i criteri della sostenibilità ambientale».

Curatti, «da quando aveva cercato di soccorrere il povero Borroni». Angoscia anche da parte della moglie e della figlia di Montagna che in queste settimane si stanno dando il cambio nel lavoro in edicola. Nessuna delle due ne ha voglia di parlare. Aspettano l'interrogatorio di venerdì pomeriggio, quando il loro familiare verrà interrogato dal pm Messina.

Sotto il Torrazzo salame da record Nel 2007 la produzione, con 217mila chili, è aumentata del 19,3 per cento Grande balzo in avanti per il Salame Cremona Igp, la cui produzione ha chiuso il 2007 con un risultato ancora una volta straordinario, attestando ancora una volta la grande qualità del prezioso insaccato con il marchio della città del Torrazzo. Il salame ha infatti registrato, con circa 217mila Kg insaccati, un aumento della produzione rispetto all’anno precedente del 19,3%. «Un risultato che mi da grande soddisfazione» ha commentato il presidente del Consorzio Salame Cremona, Francesco Negroni. In questo modo sono stati premiati gli sforzi sostenuti da tutti i soggetti della filiera coinvolti. I motivi di questo aumento possono essere ricondot-

Il salame Cremona

ti al crescente apprezzamento che il Salame Cremona sta registrando sul mercato, nazionale ed estero, specie per quanto riguarda il prodotto da libero servizio, in particolar

modo preaffettato». Oltre il 65% della produzione viene infatti acquistata al banco frigo direttamente dal consumatore, di questa percentuale quasi l’8% del totale viene

commercializzato come prodotto già affettato. Il rimanente 35% viene destinato al banco taglio. Negroni tuttavia tiene a evidenziare le strategie future che impegneranno il Consorzio nei prossimi mesi, che tendono al rafforzamento. «Abbiamo approvato e reso operativa una prima disciplina consortile di valorizzazione della Igp» spiega. «Lo scopo è quello di scoraggiare talune pratiche, che possano determinare una svalorizzazione dell’immagine del prodotto, mentre è necessario consolidare la qualità di tutte le produzioni tutelate e la percezione che il consumatore ha di esse». Questo permetterà di creare, nel tempo, un valore aggiunto.


Cronaca

Venerdì 28 Marzo 2008

Piva è il presidente della Libera «Mi dimetto da Confcooperative»

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DALLA PARTE DEI CITTADINI di Damiano Talamazzini Responsabile Provinciale Patronato Epaca

di Silvia Galli

Medici: accordo tra Inail e sindacati

A

ntonio Piva, dallo scorso mercoledì è il nuovo presidente della Libera associazione agricoltori cremonesi. Una svolta storica, dopo 18 anni di governo ininterrotto del suo predecessore, Mario Maestroni. Piva è stato eletto all’unanimità dal consiglio generale dell’organizzazione. Mercoledì si è insediato anche il comitato di presidenza: e per la prima volta nella storia dell’associazione è stata eletta, come vicepresidente vicario, una donna: si tratta della cremasca Maria Ausilia Bianchessi. Gli altri due vicepresidenti sono Davide Balestreri e Pierluigi Gerevini. Il comitato di presidenza è composto anche da Giuseppe Lanzoni, responsabile zona di Cremona, Ettore Moretti, responsabile zona di Crema, Luigi Ardenghi, responsabile zona di Casalmaggiore e Lauro Valcarenghi, responsabile zona di Soresina. A poche ore dall’elezione abbiamo incontrato il neo presidente Piva. Un voto unanime. Tantissimi iscritti all’associazione sono venuti a votare. Tutto questo la dice lunga sul cambiamento che gli associati desideravano…. «Abbiamo presentato un programma chiaro e trasparente che rispetteremo scrupolosamente. In questa nostra campagna elettorale e

Questa rubrica rappresenta un luogo d’incontro a disposizione dei nostri lettori, nato per rispondere a dubbi e quesiti in materia di diritti previdenziali e assistenziali. Le lettere rivolte al Patronato Epaca possono essere indirizzate alla nostra redazione, per posta o via e-mail, oppure direttamente al Patronato (epaca.cr@coldiretti.it). Egregio Responsabile del Patronato Epaca, potrebbe darmi maggiori notizie in merito a quanto sentito da notiziari circa l’accordo stipulato tra Inail e Rappresentanze sindacali dei Medici ospedalieri, in materia di rilascio delle certificazioni mediche in caso di infortunio o di malattia professionale? Lettera firmata Antonio Piva, neopresidente della Libera

primario dell’economia nazionale a beneficio della collettività, dell’ambiente e del territorio. Io mi impegnerò a migliorare sempre di più il livello di efficienza». Obbiettivi, programma e strategie future… «L’obbiettivo è quello di fare un monitoraggio capillare sul territorio, con una mia presenza continua e costante. Darò la mia massima disponibilità nei giorni di mercato a Cremona e nelle altre zone della provincia per discutere di tutti quei problemi che sono legati al mondo dell’agricoltura. Altro obbiettivo è quello di traghettare le aziende, in questo periodo di grandi cambiamenti, verso un modello di agricoltura innovativo e che aiuti gli imprenditori agricoli ad essere competiti-

TUTTI I PRESIDENTI DELLA LIBERA Alfredo Camozzi Giannino Ferrari Francesco Achilli Angelo Duchi Mario Maestroni Antonio Piva

mobilitazione, prima delle elezioni, abbiamo incontrato e parlato con tanti associati dei problemi che ci sono nel settore agricolo, fornendo già delle risposte. Con tutti loro c’è stato un discorso sindacale di fondo. Senza retorica, nel mio discorso di investitura ho chiesto che su di me venga fatta una verifica quotidiana. Questo significa che il mio impegno sarà totale e voglio che la Libera sia sempre la casa di vetro per tutti gli associati e per l’intera collettività cremonese il loro punto di riferimento». In quale situazione ha trovato l’associazione dopo 18 anni ininterrotti di governo Maestroni? «La Libera ha una struttura organizzativa perfetta, sostiene l’impresa in agricoltura, è orientata all’innovazione tecnologica di processo e di prodotto e alla qualità. Lavora per lo sviluppo dell’agricoltura, settore

1945 - 1947 1947 - 1955 1956 - 1972 1972 - 1990 1990 - 2008 dal 2008

vi sui mercati internazionali che sempre più spesso sono lo scenario privilegiato dell’agricoltura moderna. Dò la mia disponibilità totale perché voglio che i soci si sentano orgogliosi di appartenere a questa associazione. Voglio ricreare la fidelizzazione e l’entusiasmo di

appartenenza alla Libera». Tra le scadenze più imminenti c’è sicuramente il rinnovo del prezzo del latte. Come vi state muovendo? «C’è stato un primo incontro di riflessione. Oggi (giovedì, ndr) ci sarà un altro incontro. Si cercherà di lavorare nell’interesse degli associati». Come gestirà il Parlamentino? «Ci sarà un’impostazione democratica, con l’esercizio della delega, uno degli strumenti che userò maggiormente. E le deleghe cadranno anche sui consiglieri in base alle loro più spiccate caratteristiche ed esperienze». Come gestirà invece i rapporti con le istituzioni e con il mondo politico? «Con le istituzioni, grazie alla piattaforma fieristica, ho già avviato un discorso di relazioni che, dunque, mi agevolerà anche come presidente della Libera. In politica ho sempre predicato la trasversalità. Devo dire, purtroppo, che parte della politica mi ha deluso perché sono stato ostacolato da qualcuno che si reputa persona, o riferimento politico, o rappresentante dei cremonesi. Mi sono trovato una parte della politica contro, e mai mi sarei aspettato che una persona facente parte di questo schieramento politico andasse a remare contro di me: questo lo ritengo un comportamento inaccettabile. Non doveva farlo perché reputo che la politica

doveva starsene fuori da questa partita. E’ stata un’ingerenza all’interno di una categoria economica». Ad oggi lei ricopre molti incarichi. Quali le priorità? «Ci sarà uno sfoltimento… lunedì mi dimetterò da presidente di Confcooperative, e lo faccio con dispiacere dopo 8 anni. Grazie anche al direttore Andrea Tolomini, abbiamo rilanciato Confcooperative. Ringrazio anche Anna Rita di Maio, abbiamo fatto squadra e abbiamo ottenuto grandi risultati». La Libera è anche proprietaria del giornale «La Provincia»: il presidente dell’associazione diventa anche presidente della S.E.C., società editoriale cremonese? «Lo diventerò, mi verranno affidate nei prossimi giorni le azioni del giornale». Chi vuole ringraziare per questa vittoria? «Tutta la base associativa che ha creduto nella nostra squadra e la squadra che ha creduto in me. Poi mia moglie e mio figlio che sono stati davvero pazienti in questi mesi e che mi hanno sopportato e supportato in questa lunga campagna elettorale. Il mio impegno in queste settimane è stato limitato sia a Confcooperative che a CremonaFiere. Quindi, mi sento pubblicamente di ringraziare il direttore di CremonaFiere Bianchedi e al direttore di Confcooperative Tolomini, che mi hanno permesso di raggiungere il traguardo».

Il Curriculum del neopresidente Curriculum Antonio Piva • 54 anni, imprenditore agricolo, è titolare di un’azienda ad indirizzo zootecnico e cerealicolo. • Presidente di CremonaFiere dal 2003, sotto la sua presidenza il quartiere fieristico di Cremona si è ampliato con 2 nuovi padiglioni fino a diventare il secondo polo della Lombardia. • Oltre a quella di CremonaFiere, ricopre anche la presidenza di Confcooperative Cremona dal 2000 e, nella medesima organizzazione, riveste anche il ruolo di

Presidente Regionale della Lombardia e Vice-Presidente Nazionale di Fedagri. • Sempre nell’ambito agroalimentare, Antonio Piva è stato membro della Consulta Tecnica di ICE, componente del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa di Cremona e, su incarico diretto del Presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni, è componente del Consiglio di Amministrazione di E.N.P.A.IA. e Vice-Presidente della società di internazionalizzazione di Confagricoltura.

L’Inail ha recentemente sottoscritto anche con le Associazioni dei Medici ospedalieri operanti in strutture sanitarie pubbliche un accordo per la compilazione e la trasmissione dei referti e dei primi certificati di infortunio o malattia professionale. Tale protocollo ricalca integralmente, salvo alcune modifiche marginali relative alle diverse specificità delle categorie interessate, quello stipulato con i medici di famiglia. Tali accordi regolano i rapporti tra l'Inail e i medici inerenti la compilazione e trasmissione dei certificati, che i medici stessi redigono a favore dei lavoratori infortunati, tecnopatici, nonché i compensi previsti per dette attività. In particolare: •viene confermato, per i medici operanti in strutture pubbliche, l’obbligo di trasmettere all’Inail la certificazione (con modalità informatiche o mezzo fax) entro il primo giorno di attività ambulatoriale successivo alla visita; •anche in caso di visita effettuata in struttura pubblica, il medico deve consegnare all’infortunato copia cartacea, ottenuta a mezzo di stampa, del certificato per l’infortunato stesso e per il datore di lavoro; inoltre, la struttura deve conservare, per un periodo di tre anni dalla data di compilazione, un’ulteriore copia cartacea sottoscritta dall’interessato; •l’accordo prevede lo sviluppo delle modalità di invio telematico delle certificazioni. Inoltre, «il medico, sempre nell’ottica di agevolare la tempestiva “presa in carico” dell’assicurato da parte dell’Inail, avvierà subito dopo l’assicurato stesso alle strutture Inail per gli ulteriori accertamenti medico-legali e per la relativa certificazione»; •viene confermato il limite massimo di tre certificazioni ammesse a compenso per ciascun caso. Benché non espressamente indicato, pare doversi ritenere che il limite dei tre certificati sia da intendersi come numero complessivo, comprendente sia le certificazioni rilasciate dalla struttura pubblica che quelle rilasciate per il medesimo caso dei medici di famiglia; gli eventuali successivi certificati continuativi dovranno essere rilasciati dalle strutture sanitarie Inail e «eventuali certificazioni rilasciate successivamente alla convocazione dell’assicurato da parte dell’Inail non daranno luogo alla corresponsione di alcun compenso»; •è confermata la gratuità delle prestazioni per il lavoratore infortunato. La precisazione che «è fatto divieto al medico di percepire direttamente dall’assicurato compensi, a qualsiasi titolo, per le certificazioni di cui al presente Accordo…» contenuta nel protocollo del 6 settembre, non è ripetuta nell’accordo in commento solo perché superflua, trattandosi, in questo caso, di prestazioni rese da una struttura pubblica. Questi Accordi, hanno una durata biennale con decorrenza dalla sottoscrizione e mantengono i loro effetti fino al rinnovo, che dovrà intervenire entro sei mesi dalla scadenza. Trascorsi sei mesi dalla scadenza, in caso di mancato rinnovo tra le parti ed in presenza di formale denuncia dello stesso, i medici aderenti alle relative Rappresentanze sindacali di categoria potranno erogare le prestazioni che costituiscono oggetto dell'Accordo stesso in regime di libera professione. Sempre disponibili per tutti i Cittadini interessati, per fornire un’adeguata informazione, consulenza e chiarimenti, i nostri uffici Epaca in Cremona e Provincia, si trovano: CREMONA Via D. Ruffini, 28 (adiacente Hotel IBIS) Tel. 0372/435620 CREMA Via Macello, 34 Tel. 0373/256501 CASALMAGGIORE Via Cairoli, 3 Tel. 0375/42132 SORESINA Via Matteotti, 12 Tel. 0374/342329 CREMONA Via Ala Ponzone, 8 Tel. 0372/499811


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Cronaca

Venerdì 28 Marzo 2008

L’assessore Lazzari: «Finalmente non saremo più tagliati fuori»

Qual’è la viabilità del futuro sul territorio cremonese?

Q

uale futuro può avere una città priva di collegamenti viari? Questo si erano chiesti i nostri amministratori locali quando, alcuni anni fa, avevano iniziato a ragionare di autostrade e innovazioni viabilistiche. Ed ora il territorio cremonese è un cantiere aperto, e sta progressivamente mutando la propria morfologia viabilistica. Quali sono questi interventi in corso? Lo spiega l’assessore alle infrastrutture e viabilità, Fiorella Lazzari Paullese. «In primis la Paullese, sul Cremasco, per la quale è bandita la gara per il primo lotto di lavori, tra Crema e Dovera, che partirà questa estate, a fine agosto. Il costo complessivo è di 86 milioni di euro. Verrà realizzata subito la circonvallazione di Pandino, e il traffico verrà dirottato sulla tangengiale di Pandino e sulla Melotta. C’è poi il secondo Lotto, da Dovera fino all’Adda, che verrà finanziato a partire dal 2010. Non appena avremo la disponibilità delle risorse, metteremo a gara anche quello». BreBeMi. «Sempre sul Cremasco stiamo realizzando la circonvallazione est di Crema. Per ora è stato por-

L’assessore Fiorella Lazzari

tato a termine il tratto tra Offanengo e Ricengo, ma il secondo pezzo rientra all’interno del progetto relativo alla BreBeMi. Quest’ultimo progetto verrà messo in gara a metà del prossimo anno, 2009, e secondo le stime dovrebbe essere completato entro la metà del 2012. Cremonese. «Nella zona di Cremona dovrebbe iniziare presto la circonvallazione di Robecco d’Oglio, che fungerà da collegamento dell’alto cremonese con l’A21. Verrà inoltre realizzato un nuovo casello a Corte de’

Frati. Poche settimana fa abbiamo inaugurato il peduncolo di Cremona, mentre il Terzo Ponte è entrato in conferenza di servizi la scorsa settimana, e ora attendiamo che il ministero dia il Via, per poi procedere al bando di gara. Per quanto riguarda la Cremona-Mantova, è stata affidata a Centro Padane, che entro il 4 aprile deve consegnare il progetto definitivo. La progettazione è già in stadio piuttosto avanzato, e dovrebbero partire con i lavori entro breve».

Si punta sull’intercultura Cremona si immerge negli scambi culturali internazionali, per formare i cittadini del mondo. Ospitare un giovane di un altro paese significa educare i propri figli e se stessi a convivere con stili di vita, mentalità e culture diverse. Intercultura è il progetto che ha statuto consultivo all’Unesco e al Consiglio d’Europa e collabora ad alcuni progetti dell’Unione Europea. L’obiettivo è di promuove e organizzare scambi e esperienze interculturali, inviando ogni anno quasi 1500 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e a studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente, trascorrendo un periodo di vita nelle famiglie che si offrono ad ospitarle e nelle scuole. Tutto questo per favorire l’incontro e il dialogo

tra le persone di tradizioni culturali diverse. Ogni ragazzo che desidera di fare una esperienza del genere viene sottoposto, nel suo paese di origine, a un testo idoneo, dove si punta di più su i suoi valori e capacità personali, sviluppo di rapporti interpersonali, conoscenza e sensibilità interculturali e la conoscenza della cultura del paese ospitante. Questi ragazzi hanno la possibilità di vincere anche una borsa di studio. Nel caso di Cremona hanno dato il loro contributo la Provincia e diverse banche. Anche per il prossimo anno accademico 2008-2009 si stanno cercando giovani tra 15 e 16 anni per partecipare a uno dei programmi di Intercultura in uno dei 36 paesi di tutto il mondo, e parallelamente si cercano famiglie per accogliere uno studente straniero fra 15 e 17 anni.

In Breve / 2 VIVICITTA’ E SPORT

ALIMENTI E SALUTE

Al via anche quest’anno Vivicittà 2008, manifestazione podistica internazionale che dà appuntamento ai cittadini domenica 6 aprile alle 10.30 in piazza Stradivari. La corsa vuole contribuire concretamente al sostegno dell’ambiente, dimostrando che è possibile progettare un evento sportivo «a basso impato ambientale». L’obiettivo principale è di affiancare alla cultura dello “sport per tutti” la cultura dello sviluppo sostenibile, sport e ambiente, e tema di rifuti. Vivicittà è una manifestazione podistica, agonistica e non competitiva. I fondi raccolti saranno devoluti a favore della Croce Verde di Cremona.

Il 19 aprile dalle ore 9.30 si terrà un seminario di studio e divulgazione sui temi dell’alimentazione presso la Camera di Commercio di Cremona. Ci sarà la sessione mattutina alle ore 9.30, sarà su «Alimentazione: tra scienza e conoscenza». La sessione pomeridiana, alle 14.30, sarà invece intitolata «Mangiando s’impara...». Contemporaneamente avrà luogo un’iniziativa dedicata ai bambini. Grazie alla collaborazione delle infermiere volontarie della Croce Rossa, sarà presente un punto salute dove tutti gli intervenuti avranno la possibilità di usufruire gratuitamente della misurazione di alcuni parametri della salute.

Casalasco. «Anche per la TiBre la progettazione dovrebbe essere terminata, e i lavori sono di imminente avvio. Così come imminente è l’apertura del primo tratto della circonvallazione nord di Casalmaggiore. Inoltre è già pronto a partire il secondo lotto, che arriva fino a Viadana. A Natale abbiamo terminato la circonvallazione di Piadena, che funziona a pieno ritmo, e a breve inizieremo quella di San Giovanni. Accanto a tutto questo, sia la TiBre che la Cr-Mn prevedono tutta una serie di opere viabilistiche collaterali». Tutto l’insieme di queste infrastrutture porterà a compimento la trasformazione del nostro territorio che si vedrà implementare una rete viabilistica degna di nota. «I vantaggi» conclude l’assessore provinciale, Fiorella Lazzari «saranno notevoli. Un territorio che ha sempre avuto la pecca di essere “tagliato fuori” dalla viabilità nazionale, avrà in questo modo un ampia rete di collegamenti. Le ripercussioni saranno da una parte un maggiore movimento nel nostro territorio, dall’altra che gli spostamenti avverranno via autostrade, con una conseguente riduzione del traffico pesante sulla viabilità ordinaria». lb

In Breve ANFFAS CELEBRA 50 ANNI L’Anffas celebra i suoi 50 anni di vita con la Manifestazione «Anffas in Piazza», che a Cremona dà appuntamento domenica 30 marzo alle 16.30 presso l’Auditorium della Camera di Commercio. Sarà la prima di una serie di manifestazioni che saranno realizzate in tutta Italia per festeggiare la ricorrenza. Vi saranno prima di tutto i saluti e ricordi di quanto tempo hanno operato e operano con Anffas. Seguirà quindi un momento di intrattenimento pianistico del maestre Beppe Cattaneo e con il cabarettista Jerri, e infine un rinfresco per tutti i partecipanti. Nell’occasione verrà distribuita la rosa blu, che è simbolo dell’associazione.

5 ANNI DI «STRADA DEL GUSTO CREMONESE» Il 28 marzo alle 10, presso il Real Convento di Persico Dosimo, si terrà il convegno «Strada del gusto cremonese, 5 anni di attività». Interverrà Giorgio Bonalume, che esporrà il nuovo piano di sviluppo rurale, e Giuliana Cornelio che parlerà della promozione delle strade dei vini e sapori della Lombardia.

IL KORFBALL A CREMONA Il krofball olandese approda a Cremona domenica 30 marzo. In tale data verrà organizzata dalle 10.30 alle 12.30, presso la palestra sita a Cavatigozzi, una partita amichevole fra Arquata S. e Padova. Scopo dell’evento è diffondere questo sport nel territorio. In Italia questo sport si diffonde a partire dal 2003 e per la sua dinamicità si avvicina molto anche alla pallamano. Chiunque fosse interessato a conoscere questo sport, al fine di far nascere una squadra a Cremona, domenica potrà soddisfare la propria curiosità. Sarà infatti possibile avere direttamanete consulenze dai tecnici e presidenti delle squadre. L’ingresso è gratuito.

100 ANNI DI VITA DI MARIA ROSA BONFANTI Maria Rosa Bonfanti il prossimo 29 marzo compirà 100 anni. Il nucleo Alzheimer del fondazione Sospiro organizzerà una festa presso la Geriatria 3, dove la signora è accolta. Tra amorevoli cure degli opratori, assieme ai famigliari, verranno festeggiati i 100 anni di Maria, descritta come grande mamma, suocera e nonna.


Cronaca

Venerdì 28 Marzo 2008

Uno dei due resta aperto lo stesso, e si prende una denuncia

Topi, escrementi e sporcizia: chiusi due ristoranti-pizzeria di Sara Pizzorni

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ue ristoranti-pizzeria chiusi per topi. Questo il bilancio della brillante operazione dei Nas di Cremona. Il primo è un noto ristorante pizzeria, situato in via Mantova, che è stato chiuso per gravi carenze igienico sanitarie. A mettere i sigilli al locale sono stati gli uomini del Nas di Cremona al comando del maresciallo Raffaele Marongiu, dopo aver riscontrato una pesante situazione di degrado che sarebbe dovuta ad una vera e propria invasione di topi. Nel locale si sono presentati i militari del Nucleo antisofisticazione e i funzionari dell'Azienda sanitaria locale che hanno appurato la presenza dei roditori soprattutto nelle cucine dove vengono conservati i cibi, ma dove si ammassava anche sporcizia e rifiuti.

Durante i controlli sono stati trovati anche molti escrementi, addirittura vicini agli alimenti che poi venivano propinati a tavola ai commensali. Tutta la zona cucina è stata posta sotto sequestro, così come i cibi conservati nei frigoriferi e nelle dispense. Tutto verrà distrutto. Il noto locale, invece, è stato chiuso a tempo indeterminato come disposto da un'ordinanza emessa dal sindaco di Cremona Gian Carlo Corada. Nelle prossime settimane verranno effettuati altri accertamenti igienico sanitari per verificare l'avvenuta disinfestazione e l'adeguamento ai parametri previsti dalla legge. Non solo: una segnalazione per i titolari è finita anche negli uffici della Procura della Repubblica di Cremona per la violazione dell'articolo 5 della legge 283/1962 sulla sicurezza alimentare che configura il reato di pericolo per la salute. Il controllo a sorpresa del Nas e dell'Asl ha

mandato a monte numerosi pranzi di nozze fissati per il fine settimana. Un'altra ispezione simile era stata effettuata qualche giorno prima in un altro famoso locale cittadino, meta di numerosi turisti, soprattutto per la sua posizione privilegiata, a due passi da piazza Il maresciallo Raffaele Marongiu Duomo. Anche in questo caso l'orchiudere non ne hanno dinanza, a firma del vice avuto l'intenzione. Per sindaco Luigi Baldani, ne aver tenuto aperto i bataveva disposto la chiusura tenti nonostante l'ordinanper diverse violazioni igieza, infatti, i responsabili del nico sanitarie, tra cui anristorante pizzeria sono che irregolarità nella constati denunciati dalla Proservazione dei cibi e in gecura per inottemperanza al nerale uno stato di sporciprovvedimento di chiusura zia localizzato soprattutto del locale, imposto fino a nella zona delle cucine. quando i proprietari non Per i titolari del locale è avessero adempiuto agli stato sicuramente un brutobblighi previsti dalla legto colpo, sia economico ge e avessero ristabilito i che di immagine, e forse è parametri igienico sanitari. per questo motivo che di

Tentata violenza in area di servizio La vittima è la moglie dell’allenatore del Foggia Ha denunciato ai carabinieri di essere stata aggredita da un uomo mentre si trovava in un bagno dell'area di sevizio autostradale di Ghedi in A21. «Voleva violentarmi, ma ho reagito e gli ho sferrato un calcio. Me lo sono trovato davanti. E' passato sotto la porta, che è alzata rispetto al pavimento di una ventina di centimetri, e mi ha afferrato la caviglia sinistra. Ho visto la sua faccia e mi ha detto qualcosa in una lingua dell'Est. L'ho colpito ed è scappato. Un uomo sui 35 anni, moro, che indossava una tuta». La vittima è Perla Galderisi, cremonese, moglie di Nanu Galderisi, campione di calcio (ha giocato anche nella Juve e in nazionale, e oggi è allenatore del Foggia). «Da Cremona sono partita per Brescia, ma poi a Ghedi avevo bisogno di fare benzina e allora mi sono fermata. Ho consegnato le chiavi del fuoristrada al benzinaio e sono andata alla toilette. Qui ho trovato tre delle quattro porte chiuse. Forse quell'uomo ha studiato il piano. Mi è comparso

davanti all'improvviso, ma io ho avuto la forza di gridare e di sferrargli un calcio. L'ho colpito per difendermi. So cosa voleva farmi. La sua intenzione era sen'altro quella di violentarmi». Le grida di aiuto della vittima hanno messo in fuga l'uomo e richiamato due benzinai e una donna che lavora all'area di servizio. «Siamo entrati nel bagno, ma lui non c'era più. Anche loro erano sconvolti come me, ma sono riusciti a rincuorarmi». Perla è ancora sotto shock, ma ha voluto raccontare ai giornalisti quanto le è accaduto «affinché altre donne sappiano il pericolo che si può correre se si è sole alle 9 e mezza di sera in un bagno pubblico». «Spero», ha continuato la donna, «che con le immagini delle telecamere a circuito chiuso riescano ad individuarlo. Voglio sapere chi è quell'uomo». I carabinieri, intanto, dopo aver effettuato un sopralluogo sul posto ed interrogato i presenti, hanno avviato le indagini per cercare di rintracciare l'aggressore.

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Si finge un addetto del gas e la deruba

Truffata 70enne in centro Truffa giovedì mattina in centro città. Vittima una donna di circa 70 anni, avvicinata in strada da un uomo che si è finto addetto alla manutenzione del gas, dicendole che avrebbe dovuto effettuare alcuni controlli all'impianto nella sua abitazione. Dopo qualche minuto i due sono stati raggiunti dal complice che si è presentato come un agente della polizia locale, forse con l'intento di dare un maggiore senso di sicurezza alla signora. Riuscendoci in pieno. Imprudentemente, la don-

na li ha fatti entrare in casa e i truffatori hanno avuto il via libera per mettere in atto il loro piano. Mentre uno dei due distraeva la padrona di casa, l'altro si intrufolava nelle stanze per cercare qualcosa di valore. Il bottino è abbastanza ingente: monili in oro e denaro. Solo più tardi la vittima si è accorta di essere stata derubata. Ha quindi chiamato gli uomini della Questura ai quali ha raccontato l'accaduto e descritto fisicamente i due malviventi. Rintracciarli non sarà un'impresa facile.

Nuovo colpo a Mediaworld I ladri hanno sfondato la porta con un’auto Ennesimo furto al centro commerciale Mediaworld di Gadesco Pieve Delmona. I ladri hanno agito nella notte tra mercoledì e giovedì e ancora una volta il colpo è andato a segno. I malviventi sono arrivati sul posto con un’auto che hanno usato come ariete per sfondare la porta laterale del negozio, dopodiché si sono appropriati di cellulari per un valore ingente, proprio come era successo nella notte tra sabato e domenica scorsi nel vicino centro commerciale

Cremona Due. Anche in quell'occasione il bottino era costituito da telefoni cellulari. I ladri, sicuramente dei professionisti, devono aver studiato il piano in ogni dettaglio: sono saliti sul tetto dove hanno forzato uno dei lucernari in plexiglass per potersi calare all'interno. Successivamente hanno razziato oltre cento cellulari per un valore di decine di migliaia di euro. Sui due furti indagano i carabinieri che hanno sequestrato i filmati delle telecamere di sorveglianza.

Il 24enne si è presentato al pronto soccorso sanguinante

Aggredito e colpito con un sasso Brutta avventura nei giorni scorsi a Cremona per un ragazzo di 24 anni residente a Spinadesco che, in pieno giorno, si è visto improvvisamente entrare nell'auto un uomo di colore che prima lo ha aggredito e poi lo ha colpito ripetutamente con un sasso nel tentativo di rubargli la macchina, una Mercedes, e il portafoglio. Il 24enne aveva appena finito di lavorare e si apprestava a tornare a casa. Ha raggiunto la sua macchina parcheggiata tra le vie Sacchi e Tibaldi, proprio dietro il teatro Ponchielli, ma quando ha aperto la portiera si è trovato alle spalle il bandito che lo ha costretto a salire in auto dalla parte

del conducente. Il malvivente, seduto dietro, ha cominciato a stringere al collo alla sua vittima, tanto da tenerla schiacciata contro il sedile. Attimi terribili per il 24enne, che faticava a respirare. E poi i colpi, ripetuti, sulla testa con un grosso sasso. Il giovane cremonese ha cercato di reagire, fino a quando ha gettato in strada le chiavi dell'auto, riuscendo a distrarre per un attimo l'extracomunitario che alla fine ha abbandonato i suoi propositi, fuggendo a mani vuote. Raggiunto il pronto soccorso con il volto tumefatto e sanguinante, il ragazzo è stato medicato. I medici gli hanno riscontrato un trau-

ma cranico e ferite varie al volto guaribili in una quindicina di giorni. Sul grave episodio indagano i carabinieri di Cremona a cui il 24enne ha raccontato i fatti e rilasciato una sommaria descrizione dell'aggressore che ha solo intravisto dallo specchietto retrovisore. Il bandito, durante la colluttazione con la vittima, si è ferito ad una mano. La Mercedes è stata posta sotto sequestro per cercare tracce che possano aiutare a ricondurre all'aggressore. Le ricerche si sono estese negli ambienti frequentati normalmente dagli extracomunitari, in particolare nella zona della stazione e sotto i portici di piazza Marconi.

IL CASO

Un volto al rapinatore del Banco di Brescia

La banca dove si è svolto l’accaduto

Ad identificarlo gli uomini della Mobile, analizzando le riprese delle telecamere

Ha un nome e un volto il bandito che il 10 dicembre scorso rapinò il Banco di Brescia di via Mantova: si tratta di P.R., 28 anni, siciliano, residente al Nord, una sfilza di precedenti alle spalle, anche specifici, attualmente detenuto in carcere per un'altra rapina commessa in Veneto. Ad identificarlo, grazie ai fotogrammi del sistema di sorveglianza, sono stati gli uomini della squadra Mobile di Cremo-

na guidati dal vice questore aggiunto Sergio Lo Presti. Quel giorno, in tarda mattinata, il 28enne entrò a volto scoperto fingendosi cliente. Raggiunse l'ufficio del direttore con la scusa di aprire un conto, poi mise in atto il suo piano: chiese di andare in bagno, il direttore si alzò per mostrargli dove si trovava la toilettes, e fu proprio in quell'istante, quando anche l'ultimo dei clienti era uscito, che il rapi-

natore estrasse un cutter che puntò contro il bancario. Il bandito, sempre sotto minaccia, raggiunse poi la cassa e sotto gli occhi attoniti dei dipendenti, arraffò il denaro, in tutto 6mila euro di bottino. Prima di fuggire rinchiuse il direttore e due dipendenti nei bagni. Sul posto arrivarono i carabinieri, ma, nonostante le ricerche serrate, del rapinatore non fu trovata traccia. Tre mesi dopo, la svolta.


Agricoltura

Venerdì 28 Marzo 2008

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In un documento la Federazione chiede il rafforzo delle imprese agricole e la difesa del made in Italy

La proposta di Coldiretti ai candidati

«

Realizzare almeno un farmers market (mercato esclusivo degli agricoltori) per ogni comune italiano, per combattere il caro prezzi dal campo alla tavola con la ven-

dita diretta e senza intermediazioni dei prodotti alimentari. E’ questo un modo per evitare la forbice dei prezzi tra produzione agricola e consumo, garantendo un’adeguata remunerazione agli agricoltori e assicurando alle famiglie ita-

liane acquisti convenienti, buoni, dall’origine garantita». E’ questa una delle proposte contenute nel documento per la prossima legislatura predisposto dalla Coldiretti. In vista del prossimo appuntamento elettorale, la Col-

MERCATI - SETTIMANA DAL 21/03/2007 AL 27/03/2007 UNITA’ DI MISURA

CREMONA

MILANO

MANTOVA

MODENA

Tonn.

244,00251,00

274,00278,00

268,00273,00

--

Tonn.

225,50226,50

234,00235,50

229,00231,00

237,00238,00

Tonn.

N.q.

474,00477,00

467,00470,00

--

Tonn.

N.q

N.q

Tonn.

161,00163,00

173,50175,00

182,00185,00

181,00182,00

Tonn.

N.q.

104,0-114,0 104,0-114,0

--

--

Tonn.

N.q.

50,00-66,00 25,00-30,00

15 kg.

3,00

2,980

3,010

3,010

SUINI lattonzoli locali

25 kg.

2,04

2,010

2,030

2,080

SUINI lattonzoli locali

30 kg.

1,80

1,770

1,810

1,860

SUINI lattonzoli locali

40 kg.

1,53

1,520

1,540

1,610

Suini da macello

156 kg.

1,240

N.q.

1,170

1,202

Suini da macello

176 kg.

1,240

N.q.

1,200

1,240

Suini da macello

Oltre 176

1,240

N.q.

1,100

1,195

vacche fris. 1°qualità (p.v)

Kg.

2,05-2,35

Montichiari peso vivo 1,00-1,10

0,970-1,020

--

Vacche fris. 2°qualità (p.v)

Kg.

1,80-1,90

0,85-0,90

0,770-0,820

--

Manze scottone 24 mesi

Kg.

2,05-2,35

1,05-1,12

1,080-1,250

--

Kg.

1,50-2,00

1,40-1,63

1,400-1,700

--

(50-60Kg) pie blue belga

Kg.

3,00-5,00

4,10-4,50

4,700-5,100

--

BURRO pastoriz.

Kg.

2,00-2,05

1,95

--

--

PROVOLONE VALPADANA

Kg.

5,05-5,20

5,05-5,15

--

--

Kg.

5,30-5,50

5,25-5,45

--

--

Kg.

5,95-6,15

6,00-6,30

6,240-6,350

--

Kg.

6,05-6,20

6,50-6,85

6,730-6,880

--

Kg.

--

--

--

--

PRODOTTO FRUMENTO tenero buono mercantile

GRANOTURCO ibrido naz. 14% um.

SEMI DI SOIA nazionale

ORZO NAZ. peso spec. 55-60 peso spec. 66-68

CRUSCA alla rinfusa

FIENO maggengo agostano

PAGLIA press. rotoballe

SUINI lattonzoli locali

Vitelli Baliotti (50-60 kg) fris.

Vitelli Baliotti

242,0-247,0 265,0-270,0N.q. 263,0-268,0

--

fino a tre mesi

PROVOLONE VALPADANA oltre tre mesi

GRANA Scelto 01 stag. 9 mesi

GRANA Scelto stag. 12-15 mesi

Latte naz. Crudo (16-30 giugno)

N.B. Le quotazioni del bestiame bovino e del foraggio sul mercato di Cremona avvengono il primo e terzo mercoledi del mese. Questo dato, conseguentemente,va letto ed interpretato con la dovuta attenzione rispetto agli altri dati pubblicati. Non è escluso che in futuro venga ripristinato il mercato settimanale. Le quotazioni del mercato di Milano avvengono in due giorni separati: il martedì per il comparto dei cereali e derivati, il venerdi quello zootecnico che fa riferimento a quello di Montichiari. Anche questo aspetto va tenuto in considerazione nel confronto dei dati suindicati. Il mercato di Mantova avviene in un solo giorno e cioè il giovedì, Modena il lunedì.

diretti ha elaborato una «proposta per il rilancio dell’Italia» che, in queste settimane, viene presentata a tutti i candidati premier. «A tutti i candidati stiamo presentando il nostro progetto» precisa Biloni, «che individua due filoni prioritari di intervento. Da una parte occorre rafforzare le imprese agricole nella loro capacità di produrre, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, dall’altra bisogna impegnarsi nella difesa a tutto campo del prodotto italiano, della sua identità e della sua sicurezza». Riportiamo, di seguito, un sunto del documento per la prossima legislatura elaborato dalla Coldiretti, articolato in quattro capitoli, che mettono al centro le principali aspettative della società nei confronti delle imprese agricole. La proposta di Coldiretti 1) Rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti. Alcune proposte: •Dimezzare i troppi passaggi dei prodotti agro-alimentari dal campo alla tavola, supportando forme di aggregazione, partecipazione e internazionalizzazione dell’impresa agricola nelle fasi di trasformazione e distribuzione dei prodotti alimentari. •Realizzare almeno un farmers market per ogni comune italiano (mercati degli agricoltori) per la vendita diretta dei

prodotti agricoli e sancire il diritto allo scaffale per i prodotti locali nei supermercati. •Un piano nazionale per le infrastrutture e in particolare quelle per la captazione delle acque e un piano di miglioramento delle reti di adduzione e incentivazione di impianti irrigui ad alta efficienza. •Sviluppo dei consorzi agrari per attivare economie di scala tese al contenimento dei costi dei mezzi tecnici per le imprese. •Riduzione del carico burocratico sulle imprese.

globali. •Forte azione comunitaria a difesa dei prodotti mediterranei e consolidamento del bilancio agricolo comunitario. •Potenziare i controlli interni e alle frontiere per fronteggiare le frequenti frodi, sofisticazioni e importazioni illegali di alimenti. 3) Un territorio più pulito e più bello è anche più competitivo. Alcune proposte: •Ridurre di un terzo i rifiuti da smaltire in discarica. •Un piano nazionale per stimolare lo sviluppo di impre-

In difesa dei prodotti locali

•Definitiva stabilizzazione delle proroghe fiscali, azzeramento delle accise carburanti/energia, introduzione tickets lavoratori agricoli. 2) Qualità, identità, sicurezza e salute: più cibo italiano in tavola. Alcune proposte: •Rendere obbligatorio nelle scuole lo studio della corretta alimentazione per fronteggiare l’obesità e altre malattie. •Applicare la legge 204 del 2004, per l’etichettatura di origine obbligatoria. •Tutela internazionale della distintività dei cibi e dei territori per vincere sui mercati

se agricole “multifunzionali”. 4) Per una rinnovata coesione sociale: più servizi sul territorio. Alcune proposte: •Privatizzazione di alcuni servizi sociali di prossimità sul territorio. •Riconoscimento delle imprese e delle famiglie che operano e vivono in campagna quale tessuto sociale garante di una legalità diffusa, di una nuova inclusione sociale e di prevenzione della criminalità. •Piano di investimento per la realizzazione di infrastrutture e sostegno alle reti telematiche.


12

Venerdì 28 Marzo 2008

Urge trovare una soluzione alla questione settentrionale Egregio direttore, la forza del Nord, il suo peso determinante, è nei numeri, quelli sotto gli occhi di tutti e per questo inconfutabili. Come il 47% del totale del Pil nazionale che viene prodotto da tre regioni, ovvero Piemonte, Lombardia e Veneto, tre regioni che da sole si sobbarcano circa il 70% del peso dell’ammontare complessivo della tassazione nazionale, con i soldi versati in tasse dai loro quasi 19 milioni di abitanti. Numeri, questi, che dimostrano quanto “pesino”, in tutti i sensi, queste tre regioni, vere e proprie locomotive dell’intero stivale e, più in generale, testimoniano come il Nord sia a tutti gli effetti la motrice che si trascina dietro tutti gli altri vagoni del Paese. Gli umori dei popoli del Nord confermano quanto sia urgente la necessità di trovare una risoluzione alla questione settentrionale. Una soluzione che passa attraverso il Federalismo, quel federalismo che lombardi, veneti e piemontesi hanno detto di volere all’ultimo referendum sulla riforma costituzionale, che avrebbe ottenuto l’approvazione se si fosse votato solo dal Po in su, come è accaduto, per esempio, per lo statuto catalano votato solo dai cittadini catalani e non da tutti gli spagnoli. Tutti questi segnali confermano come quella del Nord sia una realtà profondamente diversa da quella del resto del Paese, una realtà che ha esigenze e necessità diverse e che ha scelto la Lega come suo rappresentante a cui affidare le proprie istanze a cui aggrapparsi per poter avere una voce nei palazzi del potere. Perché il problema della questione settentrionale, è rimasto sempre lì, sul tavolo della politica in cer-

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Pubblicazione associata all’Uspi (Unione Stampa Periodica Italiana)

Progetto Grafico: Gianluca Galli

Numero chiuso in tipografia: Giovedì 27 Marzo ore 24,00

ca di una soluzione. E di questo problema, in tutti questi anni, si è fatta carico soltanto la Lega Nord, unico movimento che ha saputo interpretare quelli che sono i bisogni e la necessità dei popoli e dei territori del Nord, per poi portarli fino ai palazzi del potere di Roma e tradurli quindi in richieste concrete da mettere sul tavolo della politica. Per questo, adesso, chi vuole affrontare il tema della questione settentrionale non può fare a meno di confrontarsi con la Lega che, numeri alla mano, è il vero e unico partito del Nord. Come confermano i numeri, quelli della Lega, numeri che certificano quanto sia importante la Lega al Nord e per il Nord, grazie al suo radicamento, alla sua presenza capillare sul territorio, all’attività dei propri amministratori. E dietro a questi numeri, dietro a questa presenza sul territorio del Nord, corrisponde un peso elettorale determinante. Voti pesanti, quelli leghisti, che testimoniano quale sia la forza d’urto della Lega sopra il Po e di come la Lega sia, a tutti gli effetti il partito del Nord e per il Nord. Dario Arrigoni Segretario cittadino Lega Nord Cremona

Il federalismo è una necessità per la nostra regione Egregio Direttore non voglio dilungarmi oggi nel cercare di illustrare l’importanza del federalismo fiscale per noi lombardi. Sappiamo già quanto e da quanto tempo (troppo) il nostro popolo sia tartassato, spogliato, per non dire rapinato da questo stato centralista, borbonico e inefficiente. Siamo schiavi di Roma: lo dice purtroppo anche l’inno di Mameli, che certo non aveva intenzione di ironizzare. Non c’è però bisogno di ascoltare l’inno italiano per rendersene conto: basta guardare il bilancio della regione e quello dei nostri enti locali, per capire che le risorse da noi prodotte, una volta affrontate e superate le vette perigliose degli Appennini, difficilmente e in maniera assai sparuta, riescono, come i soldati di un esercito battuto e decimato, a far ritorno alle proprie abitazioni. Ma è destino e volontà degli schiavi non rimanere troppo a lungo in condizioni di servitù e tale è il nostro intento. Abbiamo inoltre e spesso ricordato che la nostra Regione, considerata la locomotiva del Paese, senza le adeguate infrastrutture, rischia non solo di rallentare, cosa che sta già avvenendo, ma di fermarsi bruscamente su un binario morto, che significa mancanza di competitività delle nostre imprese ed esponenziale aumento della disoccupazione. Se venisse approvato e pienamente attuato il federalismo fiscale, avremmo al contrario in un anno le risorse economiche per realizzare tutte le infrastrutture più importanti: Tem, Brebemi, Pedemontana, nuova Paullese, ponte di Montodine in un colpo solo. E’ indispensabile poi sottolineare che la Lombardia resta tuttora la Regione più penalizzata d’Italia in quanto a perequazione fiscale e ripartizione dei trasferimenti statali. Se solo la Lombardia fosse trattata, non dico come la media delle

regioni italiane, ma solo come la penultima in classifica, la nostra regione disporrebbe di 7 miliardi di euro in più l’anno. Una cifra spaventosa, che rende bene l’idea della discriminazione ai danni di noi lombardi. La soluzione, indicata da tutte (o quasi) le forze politiche presenti in Consiglio Regionale, è quella di una maggiore autonomia da realizzarsi attraverso l’attuazione degli articoli 116 e 119 della Costituzione, ovvero: maggiori competenze e federalismo fiscale. Abbiamo quindi iniziato un virtuoso percorso di riforma federalista, approvando una risoluzione per attribuire alla Regione Lombardia “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione. Abbiamo dato mandato al Presidente della Giunta di avviare un confronto con il Governo per ottenere piena competenza e capacità legislativa su ben dodici materie. Deve essere chiaro che, a nostro avviso, la richiesta di attuazione di maggiori competenze debba procedere in maniera parallela a quella, complementare, del federalismo fiscale. Il Governo di centrosinistra sta invece sostenendo, in maniera del tutto strumentale, che non si possono avere ulteriori competenze se prima non si attua quanto previsto dall’art. 119. Siccome a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, abbiamo il fondato sospetto che si tratti di un tentativo di farci “girare a vuoto” rimandandoci continuamente dall’art. 116 al 119 e viceversa. Come è possibile confrontarsi con il Governo, se questi continua a tenere coperte le proprie carte? Non riteniamo possibile che, di fronte alla questione federalista, qualcuno continui a nascondersi dietro un paravento. Il federalismo è un’esigenza concreta, non un argomento da usare a fini elettorali, per cercare maggiori consensi al Nord e poi gettare nel dimenticatoio della politica. La Lega Nord crede davvero nella possibilità di attuare quanto previsto dalla riforma approvata nel 2001, in quel sistema di maggior autonomia approvato allora da un centrosinistra in affanno, ansioso di recuperare il terreno perduto all’approssimarsi della scadenza delle elezioni politiche. Qualcuno ci ha rimproverato di non avere cercato già nella scorsa legislatura di attuare le opportunità offerte dalla riforma costituzionale del 2001. Abbiamo una importante giustificazione: stavamo attendendo una ben più importante e profonda riforma costituzionale, che poi è stata malauguratamente bocciata nella consultazione popolare in cui, peraltro, i lombardi si sono dimostrati ben consapevoli dell’opportunità che si presentava. Mi chiedo, invece, come mai nessuna di quelle Regioni saldamente in mano al centro-sinistra si sia mai attivata lasciando, ancora una volta, alla Lombardia la funzioni di apripista. Noi della Lega Nord abbiamo fatto una proposta seria e concreta, non pensiamo certo che siano le tavole dei comandamenti, siamo aperti a modifiche che non snaturino il testo; è una concreta sfida sul piano della serietà e della convinzione federalista: vediamo chi la accetterà. Mauro Gallina consigliere regionale Lega Nord

ROBIN HOOD di Maurizio Guerrini

Il vero voto utile per battere Berlusconi Al Senato Berlusconi può perdere, ma solo se la Sinistra va bene; e per Sinistra intendiamo la Sinistra l’Arcobaleno. I calcoli, basati sui sondaggi, dicono che per il partito di Berlusconi c’è la possibilità di ottenere un numero di senatori che va da un minimo di 155 ad un massimo di 161. L’esito dipende dall’Arcobaleno. Tutti i sondaggi dicono infatti che la coalizione di destra (Berlusconi) alla Camera vincerà sconfiggendo la coalizione di centro (Veltroni) con un vantaggio che va dal 6 al 10 per cento, e che in questo modo si assicurerà il premio di maggioranza. Vuol dire che la destra con il 43 o il 44 per cento dei voti si prenderà il 55 per cento dei seggi. La situazione è parecchio diversa al Senato. Qui i premi di maggioranza sono regionali e questo rende molto più difficile ad un partito o a una coalizione ottenere una maggioranza abbastanza solida. A conti fatti, sulla base dei risultati probabili, si suppone che Berlusconi potrebbe avere una maggioranza esilissima , forse di un solo seggio o, nel migliore dei casi, di cinque seggi contando però i senatori a vita che in ipotesi voterebbero per lui. Questo se il centro-destra vincerà al Senato nel Lazio; se invece dovesse perdere in quella regione, cosa non affatto improbabile, allora non avrà la maggioranza. Di

Oggi nella politica conta solo l’immagine Egregio direttore, non c’è dubbio che sia Veltroni che Berlusconi siano ossessionati dal voto utile. Intendendo con voto utile solo quello dato dagli elettori al Pd oppure al PdL. E’ talmente ossessionante questo problema che Berlusconi ed i suoi collaboratori non perdono occasione per dire che il voto dato all’Udc di Casini è un voto sprecato ed altrettanto Veltroni riguardo alla lista Arcobaleno di Bertinotti. Non avendo argomentazioni di sostanza si limitano a dire che solo i grandi partiti meritano attenzione e consenso se vogliamo dare al paese la governabilità di cui ha bisogno. Dimenticano entrambi, ma in particolare Berlusconi, che nel nostro paese non esistono solo due culture ma che ne esistono almeno cinque - estrema sinistra, sinistra, centro, destra, estrema destra - e che loro non ne rappresentano neppure due perché non essendo neppure forze politiche rappresentano di tutto e di più. Veltroni pensa di aver messo insieme la cultura cattolica e quella ex marxista dimenticando che poi vi ha aggiunto quella radicale e quella giustizialista o, meglio, garantista. Berlusconi annettendo nel PdL Alleanza Nazionale, e la cultura statalista di cui Fini ne è l’interprete principale, la sua linea libertaria ne esce senz’altro oscurata se non tramontata. Se a ciò aggiungiamo la cultura rappresentata dalla Lega nord e dalla Lega sud e per finire a quella della DC di Giuseppe Pizza, senza tralasciare quella della Mussolini e di Dini, ne esce un bel frullato. Dobbiamo perciò constatare che ciò che esce da entrambi gli schieramenti è che si è passati da un bipola-

più: in quel caso nessun schieramento avrà la maggioranza e o si torna a votare o si troverà una formula tipo grande coalizione e non è affatto improbabile che su questa soluzione ci sia già un accordo tra Berlusconi e Veltroni. Ciò significa una cosa sola: il risultato della destra, in termini di seggi conquistati, sarà negativo in modo direttamente proporzionale al successo della Sinistra Arcobaleno (e anche a quello della lista di Casini) Cioè in soldoni: tanti più voti (e seggi) conquisteranno queste due liste ,tanti meno voti (e seggi) avr�� Berlusconi. Esempio pratico: nel Lazio, ma questo vale anche per le altre regioni (similmente anche in Lombardia se la Sinistra l’Arcobaleno supererà la soglia dell’otto per cento) ci sono ventisette seggi da assegnare, 15 per chi vince e 12 agli altri partiti. Se il centro-destra non vince dovrà dividere i 12 seggi con le altre formazioni (Sinistra Arcobaleno, Storace e Casini). Questi tre soggetti politici aspirano ad avere nel Lazio dai 6 ai 9 seggi; al centro-destra ne rimarrebbero 6 o 5 o anche 4. a questo punto rimane una sola e unica certezza: non solo un voto dato alla Sinistra Arcobaleno è un voto realmente di sinistra, ma soprattutto è il vero voto u tile per battere Berlusconi. Ricordiamocene il 13 e 14 aprile.

rismo imperfetto ad un bipartitismo mascherato. Anch’esso imperfetto. Dove sono finiti i propositi di governo con coalizioni omogenee? Se questi sono essenzialmente i segnali della promessa di un rinnovamento della politica si fa finta di dimenticare che, in questo 2008, il rapporto di fiducia tra la società e la sua rappresentanza non è certo migliore di quello che c’era nel 1991. In altri termini si fa finta di dimenticare che la crisi della politica - cioè della guida di una società - è profonda quanto allora. Non possiamo continuare a vivere nell’imbarazzante condizione di essere sostenuti dalla speranza che le cose migliorino per accorgerci dopo un po’ che non è affatto così. E ce ne accorgiamo da piccoli e grandi fatti. I grandi li conosciamo bene, anche se spesso l’attenzione mediatica li abbandona rapidamente dopo averli segnalati, come, ad esempio, la crisi profonda segnata dalla vicenda della spazzatura in Campania o come il ristagno dell’economia. Il vero problema sono i piccoli fatti. Piccolo, in sè, è stato il tormentone sulle candidature parlamentari, sui nomi che spuntavano all’improvviso, sui colpi ad effetto di questo o quel partito allo scopo di raffigurare davanti all’opinione pubblica una spinta al rinnovamento. Il problema resta quello della visione della politica e del Parlamento che ormai le leadership, in questo caso del Pd e del Pdl, non riescono più a nascondere. La visione cioè di un luogo dove conta essenzialmente l’immagine e non pesano più esperienze, competenze, meriti. Non che non ci siano buoni nuovi candidati. Fortunatamente non mancano. Semplicemente non vengono esibiti, perché si pensa probabilmente che alla fine non servano. Che non serva scommettere

sulla serietà della politica, che non serva puntare sulla qualità del confronto. Infine credo che in questa campagna elettorale debba essere premiato chi come noi ritiene necessario iniziare a fare un’operazione verità partendo dal far conoscere agli elettori come si conciliano i valori della vita, della famiglia e della persona di cui noi cattolici ci sentiamo testimoni e portatori ed insieme a ciò quali sono i valori che ispirano la nostra proposta e la nostra azione politica. Solo così, penso, si potrà iniziare un percorso lineare di fuorisucita dalla profonda crisi in cui si trova oggi la politica. Giuseppe Trespidi segretario provinciale Udc

Bisogna fermare i giovani che si autodistruggono Egregio direttore, dopo la morte di un diciannovenne, il Rave-party fa molto discutere e fa riflettere: siamo arrivati al punto che questi giovani si autodistruggono, fermiamoli! Chi ha permesso, che da tempo si facciano questi riti che portano alla distruzione mentale e fisica e spesso alla morte di questi giovanissimi ragazzi? Questo mix di droga e musica per ore e ore? Si dice dice che gli acidi si vendono come le coca-cola. In una delle bancarelle improvvisate dove adesso ci sono solo fango e rifiuti, tra le magliette e i cd e le cianfrusaglie, c'era adirittura appeso un cartello. «Cinque grammi di ketamina venti euro». La ketamina è un analgesico sintetico usato dai veterinari, che in dosi elevate può ammazzare un cavallo. In dosi subanestetiche fa solo sballare. E aiuta a ballare al ritmo


Lettere & Rubriche IL VENERANDA A una gallina che si credeva un’aquila. A Cremona correva l’ultimo periodo di un sindaco partorito da un parente della balena bianca di anni e forse di altro.Attratto dal nome telegrafico il nostro si dà da fare: viene prodotto un opuscolo su Piazza Marconi. Faremo, abbelliremo, scaveremo. La gallina, intesa come sovrintendenza al patrimonio ecc., scodella il suo uovo personale. «Fermi, mi lancio in volo dal mio nido sul Torrazzo, devo vedere cosa vien fuori scavando …». Il volo è durato quasi vent’anni. “In no pocc” barbotta l’Adalgisa. Hanno scavato e hanno trovato: poi hanno ripreso a scavare col permesso della gallina-aquila. Fra mille anni o giù di lì, un’altra gallina tipo robot troverà qualche cacciavite,una pinza,due bulloni,forse una cosa tutta arrugginita, solo il volante in plastica perfettamente nero.Vicino una bottiglia di olio scuro che userà per ungere i dadi delle zampe. Lei non sarà mai un’aquila.

della techno, della house, della musica hardcore, centottanta battiti al minuto come minimo che pompano nelle arterie ed esplodono nel cervello per ore. Va avanti così da anni, dai trasgressivi Anni Ottanta quando in Germania e Gran Bretagna si organizzavano i primi rave party. Allora bastava un giro di telefonate. Oggi per richiamare migliaia di giovani come a Pasqua in un deposito abbandonato delle ferrovie a Segrate, capannoni che sembrano fatti apposta per la musica a palla, basta far partire un sms o collegarsi in Rete nei siti giusti e il gioco è fatto...! Andrea Delindati

Il circo è solo sfruttamento di animali Egregio direttore, ancora una volta arriverà in città un circo con animali. Che siano acquatici non cambia nulla: sono animali sfruttati, i clienti pagano per poter vedere degli esseri viventi senzienti privati della loro libertà e costretti a movimenti e azioni innaturali, sperando di ottenere qualcosa o di evitare le reazioni (talora violente) dei loro addestratori. Il circo con animali non diverte, non è etico e non rispetta gli altri animali. Mi auguro che presto il pubblico e le

BREVI DAL SECOLO BREVE di Giuseppe Azzoni

1924-26: PAGHE PIU’ BASSE E LIBERTÀ SOPPRESSE [...continua] L’Unità del 14 settembre ‘26 riporta la notizia dell’arresto e della traduzione al carcere di Bologna del cremonese avvocato Arnaldo Rosolino Ferragni. Il dirigente del PCdI Ferragni, scrive Parlato, era nato a Cremona il 4. 11. 1896. E’ bandito dalla città già nel periodo della marcia su Roma, quindi è a Milano dove lavora all’Unità e diventa dirigente di quella Federazione e del “Soccorso rosso” alle vittime politiche del fascismo. “Il 12 settembre del 1926 – prosegue la nota di Parlato – venne arrestato a Milano con Terracini e Aladino Bibolotti dagli agenti della squadra politica (...) per “cospirazione contro lo Stato”. Il 20 maggio 1927 venne colpito da mandato di cattura insieme ad altri cinquantatre comunisti, tra cui Gramsci, Scoccimarro, Terracini. Infine venne condannato nel “processone” ai membri del comitato centrale comunista con sentenza 4. 6. 1928 ad anni 16 e 4 mesi per reato di cospirazione, incitamento alla guerra civile, incitamento continuato alla insurrezione e al mutamento violento della forma di governo ecc. Con lui nello stesso processo vennero condannati Gramsci, Terracini, Scoccimarro, i corrieri del partito Gidoni e Stefanini ed

altri. Rimase detenuto dal 27 settembre 1926 al 26 settembre 1934, scontando tre anni di segregazione cellulare nel carcere di Lucca, poi fu recluso a Pallanza, Finalborgo e Pianosa”. Nel luglio del 1926 l’Unità riporta che gli iscritti comunisti in provincia sono ancora, nonostante tutto, un centinaio di cui più della metà a Cremona città. Uno degli ultimi numeri legali del giornale riporta consistenti elenchi di sottoscrittori (con pseudonimi ovviamente) per il giornale o per campagne come la solidarietà verso una durissima lotta dei minatori inglesi in atto in quel periodo. Corrispondenze operaie dal nostro territorio riportano ancora resoconti di malcontento ed agitazioni tra i lavoratori edili, salariati agricoli ed i ceramisti della fornace Ferrari. “Il 31 ottobre (1926), giorno dell’assassinio di Anteo Zamboni a Bologna è anche l’ultimo giorno che vede l’uscita legale de l’Unità in Italia – scrive concludendo la sua ricerca Armando Parlato - ...è ormai giunto il tempo della vera e propria clandestinità” che durerà dal 1927 al 25 aprile 1945 con un “filo rosso di continuità” costituito dalla stampa clandestina del giornale anche con una edizione cremonese.

amministrazioni non lascino più spazio a questo tipo di circo, ma come già accade altrove applaudano e sostengano chi esprime la propria bravura, mettendo a frutto soltanto le proprie doti. Giulia Lodigiani

Importante difendere l’acqua come bene pubblico Caro direttore, la conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, ha scelto il giorno 22 marzo come data per celebrare la Giornata Mondiale dell'Acqua. Da molti anni si va ripetendo che un miliardo e duecento milioni di persone, più o meno un quinto della popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura. Due miliardi e 400 milioni, circa il 40 per cento della popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati. Ogni giorno, circa 6mila bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati - come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno. Si stima che l’80 per cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo siano all’origine dell’acqua non potabile e impianti igienici inadeguati. Sono dati conosciuti, ripetuti fino all’ostentazione, ma non bastano a modificare la realtà. Stiamo parlando di un diritto universale inalienabile per la vita: l’acqua. L’abitudine ad avere l’acqua potabile non ci sottrae dalla responsabilità a salvaguardarla e ad impegnarsi affinché questo bene fondamentale alla vita sia accessibile a tutti nel mondo. Non si tratta di rifare l’elenco delle “buone pratiche” per un uso corretto di questo bene prezioso, occorre avere coscienza che i diritti vanno sempre rivendicati, altrimenti non esistono sicurezza e democrazia. Nel caso dell’acqua i diritti devono essere chiari ed espliciti: l’acqua è un bene comune inalienabile, l’accesso all’acqua potabile deve essere garantito in tutto il mondo, no alla privatizzazione degli impianti e dei servizi legati all’acqua, no all’inquinamento e allo spreco dell’acqua, si alla valorizzazione dell’acqua potabile del rubinetto: buona, comoda, controllata, poco costosa. In Lombardia in questi ultimi anni la questione dell’acqua ha assunto la dimensione di un problema a causa non soltanto delle conseguenze climatiche e dello sfruttamento per uso produttivo ma per le scelte politiche che accentuano il rischio di privatizzazione dei servizi idrici (acquedotti, fognature, depuratori). Infatti la legge regionale n. 18/2006 obbliga i Comuni (riuniti negli Ato provinciali) a mettere a gara obbligatoria una parte del servizio idrico, l’erogazione, di fatto privatizzandolo. Contro la legge regionale ben 132 comuni hanno proposto un Referendum abrogativo, dichiarato ammissibile dal Consiglio Regionale nella seduta del 5 febbraio scorso. Ora l’unico modo per superare la necessità del Referendum popolare (che si potrà tenere

solo nel 2009) è quello di modificare la legge regionale nella direzione auspicata dai comuni e dai movimenti: la garanzia cioè che i servizi idrici restino totalmente in mani pubbliche, affidate a soggetti diversi dalle Spa e sottratte a logiche finanziarie di bancabilità del servizio idrico. Infatti solo attraverso la gestione pubblica e partecipata potrà essere garantito a tutti i cittadini il diritto all’acqua. Gestione pubblica deve significare: un servizio efficiente, una tariffa che tenga conto della “fascia del diritto” (pari a 50 litri pro-capite al giorno), la garanzia della buona qualità dell’acqua potabile, la manutenzione delle reti e il contenimento delle perdite, la partecipazione diretta degli enti locali e dei cittadini al governo del bene acqua. Celebrare la Giornata dell’acqua in Lombardia significa quindi battersi affinché venga mantenuta la gestione totalmente pubblica degli acquedotti e sollecitare i consiglieri affinché nello Statuto della Regione Lombardia, in fase di approvazione da parte del Consiglio regionale, sia riconosciuto lo status dell’acqua come bene comune pubblico e l’accesso all’acqua come un diritto umano. Coordinamento Acqua Lombardia

Formazioni opposte che si rivelano l’una la prosecuzione dell’altra Egregio direttore, depositati i simboli di partito, la competizione elettorale sta entrando nel vivo, con i contendenti che si stanno sperticando in una fantasiosa ricerca di scopi da conseguire e traguardi numerici da raggiungere, allineati su posizioni programmatiche del tutto similari,quando non identiche, ma purtroppo irraggiungibili... stanti le premesse, a questo punto al l'elettore preme solo di capire chi - fra costoro - sia in grado di garantire L’adempimento di ingannevoli giaculatorie, dato che solo a Nostro Signore era possibile compiere opere miracolose, almeno per coloro che ancora riescono coraggiosamente a credere a questi assunti. Ma, per capire quanto ci riserva il futuro, occorre rammentare quanto accadde in passato, allorché entrambi i duellanti non rispettarono le formulazioni programmatiche espresse in campagna elettorale a modo loro, adesso ce la vogliono raccontare soave, ritenendoci corti di memoria, e talmente sprovveduti da non accorgerci che - pur essendo attestati su posizioni ideologiche specularmene antitetiche - nei fatti si sono sostanzialmente rivelati l’uno la prosecuzione dell’opera nefasta attuata dal predecessore, avendo - i medesimi - come unico problema la conservazione di un potere muto, cieco e sordo di fronte alle autentiche difficoltà quotidiane della popolazione (che dovrebbero rappresentare), la quale si attende nient’altro che un’opera improntata a criteri di “buongoverno”. Il che sta a significare riduzione drastica delle spese connesse all’uso indiscriminato delle famigerate autoblù, il cui

Giuseppe Scalisi

Bisogna mettere un tetto sulla testa di tutti Il problema degli alloggi è da sempre una questione sociale determinante per stabilire il grado di benessere di una società. Avere un tetto sopra la testa è la risposta ad uno dei bisogni fondamentali per le persone. L’edilizia residenziale pubblica dovrebbe rispondere alla funzione sociale di garantire il diritto alla casa alle persone e alle famiglie economicamente e socialmente più svantaggiate. E’ ancora così in regione Lombardia? La giunta guidata da Formigoni in questi anni ha destrutturato e privatizzato tutto ivi compreso l’edilizia residenziale pubblica , le cosiddette case popolari. Infatti da anni non si costruiscono più case popolari, le liste di attesa crescono, si innesca una sorta di guerra fra poveri. E non è solo fra italiani e stranieri. Una norma regionale prevede una distinzione anche fra italiani che risiedono da più o meno di 5 anni in Lombardia. A questi ultimi è negato l’accesso alle case popolari e anche quando raggiungono i 5 anni gli anni di residenza continuano a fare punteggio in modo determinante tant’è che dopo 10 anni le condizioni economiche dei soggetti contano meno degli anni di residenza. Anziché abolire questa norma discriminatoria Formigoni emana una legge regionale che aumenta, in modo considerevole, gli affitti e propone una vendita ai privati di case popolari. La situazione economica è tale per cui si è ridotto il peso del debito pubblico ma di questo le persone che hanno contribuito al risanamento non se ne sono accorte. Pagano affitti sempre più alti o rate di mutuo insopportabili. Anche e soprattutto per questo non riescono ad arrivare alla fine del mese. E parliamo di persone che una casa, non si sa per quanto ancora, ce l’ha. Ma immaginiamo una persona giovane o anziana, italiana o straniera, precaria e magari con qualche invalidità, in questa situazione, come potrebbe trovare casa? Ecco una emergenza che trovo ancora troppo a margine della campagna elettorale e che invece dovrebbe essere uno dei nodi fondamentali da sciogliere. Un invito ai candidati: mettetevi un tetto in testa per dare un tetto a tutti e per non lasciare che quel tetto frani sulla testa di ognuno di noi.

numero potrebbe essere sensibilmente ridotto a non più di quindici in tutto il Paese. Inoltre, definitivo ritiro delle truppe schierate in vari scenari di guerra, che assommano ad un contingente complessivo di ben diecimila uomini, accasermati e stipendiati a spese del contribuente, a dimostrazione di una “granduer” che un Paese povero non può permettersi. “Dulcis in fundo”, diminuzione delie aliquote Irpef sui redditi da lavoro dipendente, con il contestuale allineamento di quelle da rendita di posizione. E' tempo che le tasse le paghino Davvero tutti. Non solo quelli che le hanno sempre pagate, non per virtù propria, ma perché costretti da una occhiuta, puntuale e ferrea trattenuta alla fonte. Leandro Cavaglieri

Troppe diversità tra i programmi della Lega e quelli del partito di Berlusconi Egregio Direttore, Il partito di Berlusconi ha costruito un patto con altre due forze, la Lega Nord e il Movimento per le Autonomie, che non ha una effettiva base programmatica. Infatti esiste un programma del Pdl con le cosiddette “set-

te missioni per il futuro del paese”; di esso però, ad esempio, non c‚è traccia sul sito della Lega Nord, che si presenta ancora come sito della «Lega Nord per l’indipendenza della Padania» (sic!), e contiene un programma del tutto autonomo, approvato il 2 marzo dal cosiddetto Parlamento del Nord, che in più punti è in radicale contraddizione col primo. Per fare solo un esempio, sul tema cruciale del federalismo, il programma del Pdl appare addirittura minimalista. Viceversa il programma della Lega ripropone la vecchia soluzione di Miglio della sostanziale «disgregazione e dissoluzione dello Stato nazionale» che si tradurrebbe nella nascita di “tre Euroregioni”, ciascuna delle quali con "sovranità esclusiva - in termini di potere legislativo, amministrativo, giudiziario», detto in altri termini il progetto di tre staterelli debolmente confederati. Il leader della Lega Bossi ha detto nei giorni scorsi che gli è stato proposto di nuovo di fare il Ministro per le riforme. Ma, mi chiedo - ammesso che gli italiani siano talmente autolesionisti da affidare la maggioranza a questi “signori” - sulla base di quale dei due programmi divaricanti svolgerebbe la sua funzione di ministro? Adriano Ferrazza

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Salute

Venerdì 28 Marzo 2008

GLI ORARI

PRESIDIO OSPEDALIERO DI CREMONA CUP Centro Unificato di Prenotazione Dove: padiglione n. 12, a fianco del Centro Prelievi, prospiciente Largo Priori Orari di apertura al pubblico: lunedì - venerdì dalle 7.30 alle 18.00 in orario continuato, il sabato dalle ore 8.00 alle ore 12.00; Prenotazioni telefoniche: è possibile telefonare al numero verde 800 448 800, da lunedì a sabato dalle 08.00 alle 20.00. PRENOTAZIONI CHE NON SI EFFETTUANO AL CUP Attraverso il CUP si prenotano tutte le prestazioni ad eccezione delle seguenti, che devono essere prenotate direttamente presso le singole unità operative o servizi come indicato di seguito: ANATOMIA PATOLOGICA secreti e agoaspirati Dove: piano Rialzato, padiglione 5 Orario: da lunedì a venerdì, dalle 08.00 alle 16.00 Telefono: 0372 405477, dalle 9.30 alle 16.00. • ANATOMIA PATOLOGICA: consegna campioni istologici e citologici La consegna dei campioni citologici urinari è prevista, presso il padiglione 5, da lunedì a venerdì, dalle 08.00 alle 09.30; per gli altri esami da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 16.00 (accesso diretto). RADIOLOGIA TC, risonanza magnetica, ecografie urgenti e richiesta di prestazioni con bollino verde Le prenotazioni vanno effettuate di persona o via fax. Dove: piano 1, corpo H (ala destra), monoblocco ospedaliero. Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 13.00, sabato dalle 08.00 alle 12.00. Tel: 0372 405760. Fax: 0372 405742. • RADIOLOGIA: Angiografia Le prenotazioni vanno effettuate di persona. Dove: piano 1, corpo H (ala destra), monoblocco ospedaliero. Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 15.30. Telefono: 0372 405367. SENOLOGIA: screening mammografico preventivo biennale Asl Cremona (45-70 anni) Tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.30, il mercoledì dalle 14 alle 16. La prenotazione va effettuata al CUP dell’Asl 800 318 999. • SENOLOGIA: prestazioni con carattere di urgenza, risonanze alla mammella, agoaspirati, ecografie Dove: piano 1, corpo M, monoblocco ospedaliero (utilizzare la scala o ascensore a sinistra vicino l’Ufficio Informazioni nell’atrio di ingresso). Orario: da lunedì a venerdì dalle 11.00 alle 13.00. Telefono: 0372 405614. Per ulteriori informazioni è stata inoltre attivata una nuova linea telefonica dotata di risponditore automatico in funzione 24 ore su 24: 0372 405612.

Orario: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 13.30 (prima visita per inquadramento diagnostico-terapeutico e visita di controllo per monitoraggio metabolico e screening delle complicanze croniche) Telefono: 0372 405715. Per le prime visite è preferibile che la prenotazione avvenga di persona è comunque possibile prenotare telefonicamente da lunedì a venerdì, dalle 11.00 alle 13.30. SERVIZIO DIETETICO valutazioni e controlli nutrizionali La prima visita si prenota al CUP. Dove: piano 4, ala sinistra monoblocco ospedaliero. Orario: da lunedì a venerdì dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 16.00. Telefono: le prenotazioni per il controllo nutrizionale può essere effettuata telefonicamente da lunedì a venerdì dalle 09.30 alle 15.30 ai numeri 0372 405732, 0372 405634, 0372 405631. LABORATORIO ANALISI È previsto per il prelievo l’accesso diretto da parte dei cittadini, con la richiesta del Medico di famiglia o dello specialista. Dove: Centro Prelievi all’ingresso dell’ospedale. Orario: da lunedì a venerdì dalle ore 07.00 alle 09.00. Telefono: 0372 405663 - 0372 405452 CENTRO EMOSTASI E TROMBOSI Monitoraggio della terapia anticoagulante orale. È previsto accesso con prenotazione al numero 0372 405666 - 0372 405663. Dove: Centro Prelievi all’ingresso dell’ospedale. Orario: dalle ore 07.00 alle 14.00 da lunedì a venerdì (prelievi e visite specialistiche). CENTRO AZIENDALE DI ALLERGOLOGIA Dove: presso la Medicina del Lavoro, Padiglione 10 Accesso avviene mediante impegnativa del medico curante. Le prenotazioni vengono effettuate telefonando al 0372 408178 da lunedì a venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00; oppure personalmente presso la Medicina del Lavoro dalle 7.30 alle 13.00 da lunedì a sabato e il martedì pomeriggio dalle 14.00 alle 16.30. IMMUNOEMATOLOGIA E MEDICINA TRASFUSIONALE: emotrasfusioni, autotrasfusioni, salassi,terapia marziale endovenosa Dove: Piano terra, corpo D, monoblocco ospedaliero. Tel: 0372 435887 - 0372 405461 dalle 10.00 alle 17.00 da lunedì a venerdì Rivolgersi alla segreteria del servizio negli orari sopra indicati, muniti della relativa impegnativa al fine di stabilire un appuntamento, in base alle necessità del paziente. GENETICA Dove: piano 2 lato destro del monoblocco ospedaliero. Prenotazioni telefoniche: 0372 405783 da lunedì a venerdì dalle ore 13.00 alle ore 14.30.

FISIOTERAPIA Esclusa la visita specialistica che si prenota presso il CUP-Cassa, le prenotazioni vanno effettuate di persona. Dove: piano 1, corpo C (ala sinistra), monoblocco ospedaliero. Orario: lunedì dalle 08.00 alle 14.00; da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00. Tel: 0372 405346 per informazioni.

MEDICINA LEGALE Prenotazioni presso Direzione Medica di Presidio piano Rialzato monoblocco ospedaliero. Tel: 0372 405200.

RADIOTERAPIA E MEDICINA NUCLEARE Dove: piano Cantina, (utilizzare la scala o ascensore a sinistra vicino l’Ufficio Informazioni nell’atrio di ingresso) corpo M, monoblocco ospedaliero. Orario:da lunedì a venerdì dalle 07.30 alle 17.30. Telefono: 0372 405485.

PSICOLOGIA Dove: piano Rialzato, ala sinistra. Prenotazioni da lunedì a venerdì dalle ore 09.00 alle ore 10.00 presso il servizio di Psicologia, oppure anche telefonicamente agli stessi orari al numero 0372 405409.

MEDICINA DEL LAVORO Allergologia per sospetti professionali Dove: piano Terra, padiglione 10 Da lunedì a venerdì, da 9.30 alle 13.00. Negli stessi orari è possibile prenotare al numero 0372 408178.

MEDICINA GENERALE E ONCOLOGIA MEDICA Dove: piano 4 ala Destra Prenotazione in reparto da lunedì a venerdì dalle ore 8.00 alle ore 17.00. Tel: 0372 405248

• MEDICINA DEL LAVORO: visite specialistiche di medicina del lavoro Dove: piano Terra, padiglione 10 Da lunedì a venerdì, dalle 8.00 alle 17.00. Negli stessi orari è possibile prenotare al numero 0372 405777.

TERAPIA DEL DOLORE Dove: palazzina n. 9 La prenotazione può essere effettuata telefonicamente al numero 0372 405330 dalle 11.00 alle 15.00, da lunedì a venerdì. Negli altri orari è possibile chiamare l o stesso numero lasciando un messaggio in segreteria telefonica con il nome e numero di telefono: al più presto sarete richiamati.

CENTRO DIABETOLOGICO Dove: piano 6, corpo H (lato destro), monoblocco ospedaliero.

Sono le principali cause del tumore al cavo orale. Importante capire il paziente che s”opravvive”

Alcol e fumo: allarme rosso di Laura Bosio

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lcol, fumo, problemi epatici: sono queste le principali cause dell’insorgenza del tumore alla gola o al cavo orale. Un tumore operabile, ma che lascia comunque dietro di sè un segno indelebile. Dunque anche il paziente che “sopravvive” a questa tipologia di male ha bisogno di grande attenzione e cura. Proprio a questo proposito nasce il convegno dal titolo «Tracheostomia e malattie respiratorie», che si svolgerà presso l’Ospedale Maggiore il prossimo 5 aprile. A parlarne è il promotore, Maurizio Magnani, direttore dell’Unità Operativa di otorinolaringoiatria. «Quello del disagio dei pazienti sopravvissuti a questo tipo di tumore è un tema emergente» spiega. «Il bisogno maggiore è quello di superare l’impatto della modificazione del respiro, che per un paziente tracheotomizzato avviene tramite un buco in gola, il tracheostoma». A che tipo di problematiche porta tutto questo? «La presenza del tracheostoma porta inevitabilmente degli influssi all’alveo bronchiale. Si perde la funzione di climatizzazione e purificazione dell’aria che si respira. Del resto il paziente va incontro a modificazioni di tipo anatomico e fisiologico dell’albero respiratorio. Dunque più il paziente respira attraverso il buco, più va incontro a problematiche di tipo respiratorio». Qual’è lo scopo del corso? «In Italia non esiste una letteratura medica specifica su queste tematiche, così ho pensato di mettere in campo questo corso, rivolto ai medici oncologici, ma anche a tutti i medici di base, per i quali l’abbiamo reso obbligatorio, perché spesso per loro è complesso affrontare

il decorso di un paziente tracheotomizzato. Anche gli infermieri e il personale assistenziale potrà partecipare, perché è importante conoscere a fondo il problema del malato, per poterlo assistere al meglio. Il convegno vuole creare quindi uno spazio di analisi delle problematiche di salute , a medio e lungo termine, dei pazienti oncologici “sopravvissuti” portatori di tracheostoma, proponendo soluzioni terapeutiche e assistenziali. ForMaurizio Magnani, direttore temente importante dell’Unità Operativa di otorinolaringoiatria diventa quindi l’integrazione tra medici gestite da personale volontario. Ci di medicina generale, specialisti, inoccupiamo dell’assistenza ai malafermieri e le associazioni di volontati e alle famiglie, nel periodo preriatooncologico. Vogliamo increoperatorio, durante il ricovero, e mentare le conoscenze sulla genella fase postoperatoria. Si orgastione della tracheotomia e sulla cunizzano corsi di formazione del perra delle malattie dell’apparato resonale volontario, articolato su due spiratorio ad essa connesse. Ablivelli di complessità, uno base e biamo scelto Cremona come ospeuno avanzato. A questo proposito in dale-pilota, da cui far partire questo maggio, sempre qui a Cremona, si corso, che dovrà essere itinerante terrà un corso avanzato della durasu tutto il territorio italiano». ta di tre giorni, e sarà rivolto anche Da chi è nata l’idea? al personale infermieristico assi«E’ stata un’idea mia, come prestenziale». sidente dell’Ailar (Associazione itaFondamentale è poi la prevenliana laringectomizzati) e della Fialzione... po (Federazione italiana delle asso«Come associazione ci occupiaciazioni laringectomizzati e pazienmo anche di fare prevenzione nelle ti oncologici della testa e del collo). scuole superiori, contro alcol e fuQuest’ultima riunisce le tre princimo, che sono i principali responsapali associazioni di questo tipo prebili dell’insorgenza di questo tipo di senti sul territorio italiano, ed è natumori, insieme all’epatite C. Reta il 1 gennaio 2007». centemente ho firmato un protocolDi cosa vi occupate esattalo d’intesa con la Lega tumori, per mente? iniziare la prevenzione anche nelle «Abbiamo 10mila associati, e cirscuole medie ed elementari». ca ottocento scuole di riabilitazione,

APPUNTAMENTI

Per imparare come educare i figli Quest’anno il Circolo Genitori, l’ormai tradizionale appuntamento del Consultorio familiare integrato con i genitori degli adolescenti, si rinnova e si arricchisce. Si è infatti deciso di sperimentare un

ciclo di incontri insieme alla Cooperativa Iride e, in particolare, al Centro Ragazzi. Lo scopo è quello di rendere più produttive ed efficaci le iniziative in calendario, favorendo il radicamento nel terriitorio

e l’integrazione tra servizio pubblico e terzo settore. Il Circolo Genitori è uno spazio di informazione e dialogo, dove le famiglie possono condividere le normali difficoltà nell’educare i figli. L’iniziativa si ri-

volge ai genitori di preadolescenti e adolescenti da 11 ai 16 anni. Le attività prevedono una prima parte informativa, che offrirà spunti per la successiva discussione in gruppo.


Ambiente

A cura del Circolo culturale “Ambientescienze”

Il mercato, la tecnologia e i danni ambientali di Paoloroberto Imperiali

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i sente spesso dire che il mercato, se lasciato libero, è capace di risolvere i danni ambientali: personalmente ritengo che questo sia poco verosimile. Infatti il mercato (possiamo meglio dire le imprese) per definizione investe dove vede l'utile e non investe dove non lo vede, per cui è vero che la soluzione dei problemi ambientali rappresenta un'occasione di mercato e che il mercato può riparare i danni provocati all'ambiente, ma solo quando esso ne vede l'utilità, cioè quando se ne sente la necessità, il che avviene dopo che il danno è stato prodotto. Inoltre esso interviene solo dopo che sono state individuate le cause del danno e solo dopo che ne è stata approntata la soluzione. In altre parole quando l'intervento del mercato avviene, è sempre un intervento parziale e tardivo. Ed il fatto di essere

parziale e tardivo è il motivo per cui la situazione ambientale del pianeta peggiora ovunque ed in continuazione. Gli esempi di questo peggioramento sono infiniti, a partire dai più vistosi, come l'effetto serra, l'inquinamento dell'aria, dell'acqua, la scomparsa delle specie viventi, la perdita di vitalità dei suoli, ecc., oltre a quelli che si scoprono quotidianamente. Tutti danni che il mercato può recuperare solo in parte, lasciando dietro di sé la scia di quello che non recupera perché non ne avverte l’importanza o non può farlo tecnicamente o economicamente. Il differenziale tra il danno ecologico e la parziale possibilità di ripararlo è il costo ineliminabile della crescita quantitativa e della trasformazione dell'ambiente, e questo differenziale tende ad aumentare con l'aumentare della capacità tecnologica di modificarlo. Quindi la fiducia che il mercato possa rimettere le cose a posto, consenten-

doci così di continuare a trasformare l'ambiente, è mal riposta. Bisogna anche tener conto che una parte di questo danno ambientale non è conoscibile fino a che non se ne sperimentano gli effetti nel lungo periodo ed i tentativi di darne una previsione porteranno sempre ad una loro valutazione per difetto non potendo conoscere tutte le infinite correlazioni dei fattori naturali. Quindi, nel caso di un danno ambientale, bisogna distinguere tra opportunità di mercato con la conseguente euforia degli operatori del settore, e la reale possibilità di eliminare il danno, possibilità che non esiste, e quindi il danno si ripercuote su tutti. E bisogna rendersi conto che purtroppo ci sarà sempre spazio per il mercato di chi ripara il danno fintanto che noi continueremo a modificare l'ambiente pensando che qualcun altro (il mercato o la tecnologia) possa poi risanarlo. Per cui la soluzione non può venire dal mercato tout court, ma da quella parte del mercato

(cioè dalla gente) che decide di non provocare disastri utili alla parte di mercato che deve ripararli. Ora, preso atto che il "mercato riparatore" non è una soluzione, bisogna prendere anche onestamente atto che, come dicevamo prima, ogni modifica ambientale ha un costo ambientale e se per sviluppo si intende crescita quantitativa e tecnologica, cioè modifica ambientale, i costi di questo sviluppo continueranno a sommarsi nel tempo non avendo i mezzi per ripristinare la situazione precedente. Quindi, mentre da un lato bisogna ovviamente adottare scelte di vita a basso impatto ambientale sia individualmente che politicamente, dall'altra la scienza che, attraverso la tecnologia, ci ha consentito di modificare l'ambiente in maniera così macroscopica, invece di continuare a sviluppare sistemi sempre più invasivi, dovrebbe rivolgere le sue ricerche e ripristinare i processi naturali che esistevano prima di questo disastro.

Dalla Campania la mitizzazione dell’inceneritore La direttiva europea sui rifiuti esiste da 33 anni ma la Campania è ancora al neolitico … I Commissari hanno solo intascato laute prebende e spostato i rifiuti da un luogo all’altro … Fonte: PEACELINK http://www.peacelink.it «Siamo nel 2008 e in Campania non esiste ancora un´idea concreta su come organizzare il ciclo dei rifiuti. Sono molto preoccupata». Con queste parole Pia Bucella, responsabile della direzione Ambiente dell´esecutivo dell´Unione Europea, bolla il disastro ambientale campano, ammonendo: «La direttiva europea sui rifiuti esiste da 33 anni. E non è troppo ambizioso chiedere alla Campania di rispettarla» di Aldo Loris Rossi Fonte: La Repubblica Ma perché ciò è avvenuto? Cosa prescrive tale direttiva precisata ulteriormente, 16 anni dopo dalla 91/156

Cee? In sintesi esse definiscono l´intero ciclo integrato dalla tipologia del “rifiuto” alla “gestione, raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti compreso ... il controllo delle discariche dopo la chiusura”. Esse sono state confermate dalle leggi nazionali: il Dpr 915/82 che prescrive tecniche tendenti alla “riutilizzazione dei materiali recuperabili, ... a diminuire i quantitativi da inviare allo smaltimento”; e il D.L. 22/97 (Legge Ronchi) che ribadisce: «I comuni effettuano la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia, economicità;...». Ebbene tutte queste leggi sono state sistematicamente violate dalle amministrazioni locali dal '75 ad oggi, come denunciammo 14 anni fa. Mentre l´assessorato alla Nettezza urbana, un dovizioso bacino di voti, era terreno di conquista dei maggiori partiti di destra, sinistra e centro mediante

cedimenti demagogici e violazioni continue e progressive delle leggi europee e nazionali. Questa diffusa irresponsabilità spiega perché oggi a Napoli «non esiste nessuna cultura che punti alla riduzione dei rifiuti» (P. Bucella); ma al contrario, si è consolidata una prassi clientelare che ha fatto deragliare l´intero ciclo dei rifiuti, ormai controllato in tutte le sue fasi, da clan camorristici. In questo contesto si è innestata agevolmente «l´illusione di poter bruciare tutto» scrive Guido Viale «ma l´inceneritore è tossico soprattutto perché inquina il cervello di molti amministratori locali e governanti nazionali che aspettano da questa macchina e non dall’organizzazione del ciclo dei rifiuti attraverso la partecipazione e il coinvolgimento diretto dei cittadini - cioè di coloro che i rifiuti li producono - una miracolosa soluzione del problema».

PRESENTATO NEL PARCO DI VISSO UN IMPIANTO ENERGETICO A VORTICE Un prototipo a micro generazione eolica, può essere installato ovunque anche con poco vento (fonte: www.gevam.com) Presentato nel Parco di Visso un impianto energetico a vortice, un prototipo a micro generazione eolica, può essere installato ovunque anche con poco vento Fonte: Federparchi, Federazione Italiana Parchi e Riserve http://www.parks.it Si è svolta questa mattina, presso la sede del Parco di Visso, la conferenza stampa di presentazione del Tornado Like, l’impianto energetico a vortice, alimentato dal vento, basato su principi altamente innovativi rispetto ai tradizionali aerogeneratori eolici. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si affaccia, così, nel mondo delle energie rinnovabili ponendosi anche come territorio di sperimentazione. Il Presidente del Parco, Massimo Marcaccio, ha

aperto la conferenza stampa con una premessa: «In base alla legge quadro sulle aree protette e alle finalità statutarie del Parco, abbiamo voluto lanciare in anteprima, nel nostro territorio, questo innovativo progetto. Con questo piccolo gesto vogliamo che il parco e il mondo ambientalista si comincino a muovere in positivo, proponendo modelli di sviluppo innovativi, anche nel campo della produzione energetica, come quello che stiamo presentando oggi». Alla presenza del Presidente della Comunità del Parco, Domenico Ciaffaroni, e di Raffaele Baldoni, delegato del vicepresidente Alfredo Virgili – che hanno posto l’accento sul ruolo del Parco inteso come territorio di possibili sperimentazioni di questo tipo - il

progetto è stato illustrato da Giovanni Cimini, general manager della Western Co, la ditta che ha acquisito il brevetto del Tornado Like. «Il principio fondamentale del Tornado Like» ha spiegato Cimini «sta nella sua composizione interna a vortice: questo permette di sfruttare la forza del vento anche minima, dal momento che i getti a vortice riescono a loro volta a formare una nuova classe di correnti in maniera continua consentendo dunque il funzionamento anche in assenza di vento». Questo comporta una serie di vantaggi non trascurabili, a partire dalla collocazione dell’impianto che non dovrebbe più essere posto su posizione di crinale, come invece avviene per gli aerogeneratori tradizionali. Cimini ha illustrato le fasi che

hanno portato all’accordo con la Russian House for International Scientific & Te c h n o l o g i c a l Cooperation (la Casa Russa di Cooperazione tecnico-scientifica internazionale) dichiarando che «Siamo ancora nella fase embrionale del progetto e stiamo lavorando al prototipo che verrà installato entro l’anno, ma gli studi già dimostrano un’altissima efficienza di questo impianto di micro generazione eolica». La Western Co è la prima azienda in Italia che affronta questo tipo di sperimentazione e si avvale della collaborazione tecnica delle Università di Pisa e di Camerino. Il prototipo italiano del Tornado Like sarà pronto entro il 2008 e verrà installato, in via sperimentale, nel territorio del Parco Nazionale dei Sibillini.

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I cambiamenti faunistici come chiave interpretativa dei mutamenti climatici 2° Parte La risposta dei viventi alle variazioni climatiche è regionalmente differente, ad esempio i ricambi di specie più importanti sono innescati da cambiamenti climatici globali di grande portata che, variando durata ed intensità delle fasi glaciali/interglaciali, modificano sensibilmente il sistema climatico del pianeta. Nella nostra pianura è tutto sommato semplice imbattersi in resti fossili di mammiferi quaternari provenienti dai sedimenti del fiume Po. Resti di animali, in particolare grandi mammiferi, ascrivibili a tre grandi periodi climatici: il periodo interglaciale Riss-Wurm, il glaciale Wurm e l’interglaciale attuale. Le faune più antiche (circa 180.000 - 120.000 anni fa), sono caratteristiche di clima temperato caldo e paragonabili alle attuali faune a grandi mammiferi della savana africana. I principali taxa rinvenuti sono l’elefante, il rinoceronte e l’ ippopotamo . Con l’avvento della glaciazione Wurm (120.000 - 16.000 anni fa), il forte abbassamento delle temperature portò consistenti variazioni faunistiche delle quali troviamo riscontro per esempio nella maggiore frequenza di resti

di Davide Persico

fossili di cervo, Megacero o cervo gigante, alce e mammut. A questi si accompagnano Homo sapiens e Homo neanderthalensis. Al termine dell’ultima glaciazione, col ritiro dei ghiacci, molte specie si sono estinte, molte altre invece, si sono rifugiate in alta quota dove costituiscono oggi la fauna alpina, un relitto di quella glaciale (es. cervo elafo, lupo, marmotta e orso bruno). Le consistenti variazioni faunistiche precedentemente elencate testimoniano antiche e frequenti variazioni climatiche naturali, oggi molto ben conosciute e collocate in un più ampio contesto di mutazioni globali del nostro pianeta. L’evoluzione climatica è nel suo complesso indagata attraverso progetti scientifici polari come EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica) o ANDRILL (Antarctic drilling Project). Secondo questi ultimi studi antartici, oltre cinquanta tra cicli glaciali ed interglaciali hanno caratterizzato l’evoluzione del nostro pianeta influenzando, più o meno drasticamente, flora e fauna di ogni regione del nostro pianeta…

Il Codice di Buona Pratica Agricola

di Ezio Casali

L’agricoltura e l’ambiente nei decenni scorsi sembra abbiano camminato su strade diverse: a partire dalla pubblicazione nel 1962 del libro «Primavera silenziosa» di Rachel Carson, biologa marina statunitense considerata la pioniera dell’ambientalismo, nel quale l’autrice denunciava con grande anticipo sui tempi i pericoli dell’utilizzo della chimica in agricoltura, l’attività primaria è sempre stata una delle maggiori imputate dell’inquinamento ambientale. Indubbiamente il contributo delle attività agricole all’immissione in ambiente di sostanze chimiche di sintesi è stato considerevole, soprattutto quando l’obiettivo principale era la massimizzazione delle produzioni e l’uso quasi sconsiderato di diserbanti ed antiparassitari rappresentava la strada più breve per il raggiungimento di tali risultati: negli ultimi tempi però la tecnologia, con la scoperta di nuove molecole a minor impatto ambientale, ed un nuovo approccio alle tematiche legate alla difesa delle colture hanno portato ad un ridimensionamento delle dosi utilizzate e ad un uso più oculato delle stesse. Oggi, grazie alla consapevolezza del legislatore, che ha emanato in più riprese una se-

rie di norme mirate alla riduzione dell’uso della chimica in agricoltura, alla presa d’atto degli stessi agricoltori, che si sono resi conto di come l’impiego indiscriminato di fitosanitari rappresenti una voce di spesa importante nel bilancio aziendale, alla ricerca, che ha trovato nuovi principi attivi con tempi di degrado notevolmente inferiori al passato e nuove modalità di distribuzione più efficaci perché legate al ciclo biologico del parassita da combattere, le cose sono radicalmente cambiate. E’ vero che, come tutte le attività umane, l’agricoltura non ha “impatto zero”, ma è altrettanto vero che attualmente l’applicazione ad esempio del Codice di Buona Pratica Agricola (una sorta di testo unico che indirizza gli operatori agricoli ad un uso oculato del territorio agrario e che sintetizza tutte le più recenti acquisizioni scientifiche traducendole in operazioni di tecnica colturale sostenibile) ha nettamente migliorato l’utilizzo, razionalizzandolo, delle acque a scopo irriguo, dei concimi di sintesi e di quelli di origine zootecnica, degli antiparassitari stessi, permettendo di coniugare produttività e tutela del territorio, attività economiche e fruizione ludico-sportiva dello stesso.


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Satira

A cura del Gruppo cremonese de "Il Frantoio"

Venerdì 28 Marzo 2008

BATTUTE … DI CORSA • Una signora torna a casa sua. Appena entra nel portone si accorge che attorno alla ringhiera delle scale c´è attorcigliato del filo spinato e chiede al portiere: “Scusi, come mai c´è il filo spinato sulla ringhiera?” “I bambini continuavano a farci lo scivolo” “Quindi ora hanno smesso?” “No, però li rallenta…”.

• Per la strada un bimbo piange disperato. - Poverino, cos’hai fatto?- chiede una donna intenerita. - Iiii… il mio babbo s’è dato una martellata sulla gamba… iii… - Ma, se se l’è data lui, non c’hai mica ragione di piangere te! - Iiii…e difatti io m’ero messo a ridere…

• Un turista da mezz’ora guarda un pescatore che si sposta continuamente da uno scoglio all’altro, e alla fine gli chiede: - Mi scusi, signore, perché cambia sempre di posto? - Beh, per non farmi riconoscere dai pesci!

• Un terrorista dell´ETA si presenta davanti a San Pietro alle porte del Paradiso. San Pietro lo guarda e dice: “Sei pazzo?! ma con che coraggio mi chiedi di entrare qui dopo tutto quello che hai fatto??” Il terrorista: “Io non ho nessuna intenzione di entrare, siete voi che avete dieci minuti per uscire…”.

A CIASCUNO IL SUO

“RACCOLTE QUA E LÀ”

Su energia e ambiente, non è meglio ascoltare gli scienziati ? Su aborto e biologia, non è meglio ascoltare i medici ? Su questi temi si dà ascolto rispettivamente solo ai politici ed ai preti. Allora, chiediamo l’opinione degli scienziati per la politica e dei medici per la religione. Oscar

PASSIONE POLITICA E VANTAGGI DELLA FEDE

ITALIANI IN IRAQ Silvio ha zittito l’ex ministro Martino, che voleva abbandonare il Libano per tornare in Iraq. Avrà pensato:” hai visto mai che se vinco davvero, qualcuno mi chiede di fare come la Regina Elisabetta e mi toccherà mandare in guerra il principino Piersilvio ?” Catilina

SINCERITA’ IN PUNTO DI MORTE Peter sta morendo e dice al socio in affari, che sta in piedi vicino al suo letto: “Steve, non posso morire senza dirti che socio corrotto sono stato. Mi

sono appropriato di più di un milione di dollari della compagnia e ne ho avuto un altro milione vendendo segreti ai nostri avversari. Ho persino licenziato la segretaria, perché sapevo che era innamorata di te”. Steve: “Non preoccuparti… sono io che ti ho avvelenato”.

ANDATE E MOLTIPLICATEVI Ci informa Luca Mercalli che negli ultimi sette anni, la bulimia cementizia ha divorato territorio al ritmo crescente del 2% all’anno. Rotonde, capannoni, nuove abitazioni, autostrade, bretelle, peduncoli. Non sarà che siamo in troppi? Dio disse: “andate e moltiplicatevi”. Umilmente gli chiedo di precisare: ”si, ma con un po’ di misura”. Adamo

L’AMANTE DELLA MAMMA

ASSESSORI IN SICILIA L’assessore ai trasporti e "Vedi quell’autostrada lì in fondo?" Due grandi amici studiavano insieme all’università. Dopo aver terminato gli studi trovano entrambi lavoro come assessori ai trasporti, ma in due comuni diversi. Dopo qualche anno uno decide di invitare l’altro a casa sua. Quando l’invitato arriva vede una villa immensa, con un giardino bellissimo e con intorno animali esotici che passeggiano qua e là, poi vede che il suo amico ha cinque macchine sportive una più costosa dell’altra, e così via. Allora l’ospite stupito chiede al padrone di casa: "Ma come hai fatto a diventare così ricco in così poco tempo, mentre io sono un poveraccio?" Al che il suo amico riccone gli ribatte: "Come sai bene sono l’assessore ai trasporti in questo comune". E l’altro: "E allora? Anch’io sono un assessore ..." "Sì, ma vedi quella strada lì in fondo?" "Sì!"

Berlusconi, Veltroni e Casini sono in vacanza su una spiaggia della Arabia Saudita. Stesi sotto l’ombrellone sorseggiano una buona birra a doppio malto. Ne hanno portato una cassetta dall’Italia aggirando la dogana. All'improvviso arriva la polizia e li arresta. Com’è noto infatti il solo possedere alcool in Arabia Saudita è un crimine grave e ancora più grave ne è il consumo: la pena capitale. Dopo molti ricorsi in appello e con i buoni uffici dell’ambasciata italiana i tre ottengono la promessa della trasformazione della pena in carcere a vita. Per loro sfacciata fortuna il giorno in cui viene sottoposta al Re saudita l’atto di clemenza per la firma è festa nazionale ed il Re decide che vengano liberati, non prima però che resti sulle loro carni il ricordo di quella offesa al Corano. La condanna è tramutata quindi nella fustigazione: 20 frustate a testa. Mentre i tre sciagurati vengono preparati per la punizione, il Re dice: «Voglio essere ancora più generoso, che ognuno di voi esprima un desiderio. Veltroni, dopo averci pensato un po’, chiede che gli venga legato un cuscino sulla schiena. Purtroppo, dopo solo 10 frustate il cuscino è praticamente sfatto e le altre 10 gli lacerano la schiena, tanto che viene portato via svenuto. Berlusconi, vista la scena, chiede con furbizia che gliene vengano legati 2 di cuscini, non uno solo. Ma dopo 15 frustate, entrambi sono distrutti e le ultime 5 frustate lo riducono sanguinante e piagnucolante. Tocca a Casini. Il Re, saputo che è molto religioso e con più di una moglie, proprio come lui, ferma il torturatore: «Mi dicono che tu sei un uomo di fede come me e hai due mogli. Per questo a te concederò di esprimere due desideri, anziché uno. Parla pure.» «Grazie, Altezza! – gli risponde Casini – Io ho sbagliato ed è giusto che la mia condanna sia davvero esemplare come vuole il tuo Corano. Come primo desiderio, voglio che mi siano date non 20, ma 100 frustate». Il Re ammirato gli dice: «La tua prova ti riscatta pienamente ai miei occhi. Ora dimmi... qual è il tuo secondo desiderio?» «Legatemi Berlusconi sulla schiena!!!»

"Vedi, è bastato farla un po’ più stretta e usare materiali un po’ più scadenti ..." Allora il suo amico più povero risponde: "Ah, adesso ho capito tutto!!!". Dopo qualche anno, quest’ultimo decide di invitare il suo amico ricco a casa. Quando questo arriva a casa dell’amico una volta povero, vede un supercastello, con i giardini pensili, immensi boschi, centinaia di servitori, un enorme parco macchine, un jet privato ed un elicottero, allora stupefatto chiede al suo amico prima povero come abbia fatto a diventare così sfacciatamente ricco. Al che il suo amico gli risponde: "Come sai anch’io sono l’assessore ai trasporti". "E allora?", risponde il primo ancora sotto shock per quello visto. "E allora, vedi quell’autostrada lì in fondo?" "No!" "Appunto!!!"

Una donna spesso riceve il suo amante in casa durante la giornata quando il marito è a lavorare, senza sapere che il figlioletto di 9 anni si nasconde nell'armadio. Un giorno il marito rientra improvvisamente e la donna nasconde l'amante nell'armadio con il bimbetto. Il piccolo dice: "Com'è buio qua dentro!" E l´uomo, preso alla sprovvista: "Eh, sì..." Bimbetto: "Io ho una mazza da baseball!" L´uomo: "Bene, che bello..." Bimbetto: "Vorresti comprarla?" L´uomo: "No, grazie." Bimbetto: "Lì fuori c´è il mio papà..." L'uomo: "Ok, quanto vuoi per la tua mazza da baseball?" Bimbetto: "750 euro" Qualche giorno dopo il bimbetto si ritrova nuovamente nell´armadio con l´amante della madre. Di nuovo, dice: "Com´è buio qua dentro!" E l´uomo: "Eh, sì..." Bimbetto: "Io ho un guanto da baseball!" L´uomo, memore della volta prima, chiede subito: "Quanto vuoi per il guanto?" Bimbetto: "250 euro" L´uomo: "Va bene...!" Giorni dopo il padre dice al bimbetto: "Prendi il tuo guanto e la tua mazza che andiamo al parco a fare qualche lancio!" E il bimbetto: "Non li ho più, li ho venduti!" Il padre: "Come li hai venduti? E quanto ti sei fatto dare?!" Il Bimbetto, tutto fiero: "Mille euro!" Il padre: "Ah, quello che hai fatto non è bello! Non si vendono le proprie cose per un prezzo così alto agli amici. È molto più di quello che li ho pagati io quando te li ho regalati! Ora andremo insieme in chiesa e ti confesserai" Vanno in chiesa e il padre accompagna il bimbetto al confessionale, lo fa entrare e gli chiude la porticina. Subito il piccolo dice: "Com´è buio qua dentro!" E il prete: "Non ricominciamo, eh!..."


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Speciale FierAgrumello

Venerdì 28 Marzo 2008

FierAgrumello pronta ai nastri di partenza Di Andrea Pighi Pronta ai nastri di partenza la 33esima edizione dell’ormai storica manifestazione FierAgrumello 2008, con rassegna espositiva, che aprirà il 29 e 30 marzo, con un lungo tabellone di eventi collaterali per tutti i gusti e per tutte le età, che ha preso il via già dalla vigilia di Pasqua (saba-

ti collaterali culturali» ha esordito l’assessore provinciale alla cultura, Denis Spingardi. «Se c’è collaborazione e sinergia, anche nei piccoli paesi come Grumello si possono fare cose grandi, di prestigio e di spessore culturale». Grande soddisfazione è stata manifestata anche dal sindaco di Grumello, Roberta Molinari: «FierAgrumello è

La presentazione dell’iniziativa

to 22 marzo). «Non possiamo fare altro che ringraziare Grumello e la Fiera per aver quest’anno privilegiato la cultura e gli even-

una grande vetrina capace di attrarre non solo gli addetti ai lavori ma anche tantissimi altri osservatori interessati a scoprire le tradizioni della no-

stra terra con u occhio che guarda oltre il semplice fenomeno di costume» ha spiegato. «Proficue sinergie sono state istaurate con le varie realtà locali, anche grazie al supporto ed alla determinazione dell’amministrazione provinciale che attraverso la costituzione della Consulta delle fiere ha voluto valorizzare e mettere in rete l’intero sistema fieristico della provincia. Un plauso a FierAgrumello per avere inserito tra le conferenze un momento dedicato al alla gestione delle acque in agricoltura perché proprio dalla fiera possa partire un ripensamento generale del nostro sistema irriguo». Il presidente del Comitato FierAgrumello, Gianfranco Corbani, ha annunciato l’imminente apertura della rassegna espositiva (29 e 39 marzo) che avrà come testimonial e madrina Caterina Balivo, e del lunghissimo ta-

bellone di iniziative collaterali che ha preso il via già da sabato 22 marzo, per proseguire fino al 30 marzo. «Una Fiera che continua a rimanere saldamente ancorata alle sue radici agricole (il vasto spazio in Fiera per il settore, le numerose conferenze a tema, la serata enogastronomica, il Premio Agrumello, ne sono i principali esempi), pur nel rinnovamento e nella crescita costanti» ha precisato Corbani. «Viene poi ulteriormente rinsaldato dai tre concorsi dedicati a Ivalda Stanga, Piergiorgio Sangiovanni e Sandro Talamazzini, il forte legame tra agricoltura e cultura che da anni distingue FierAgrumello. Anche quest’anno sono molteplici gli spettacoli serali e pomeridiani che affiancano la Fiera, per tutti i gusti e per tutte le età». «La Fiera di Grumello è un importante appuntamento per il territorio e per il settore agricolo, agroalimentare ed agroindustriale che attraverso i convegni mette a disposizione del settore informazioni ed opportunità», ha sottolineato l’assessore provinciale all’agricoltura, Giorgio Toscani. FierAgrumello, prima rassegna dell’anno, è il termometro che misure il polso del mondo agricolo, del suo andamento e delle sue prospettive future: un osservatorio

L’ingresso della scorsa manifestazione

Apre la 33esima edizione, molto ricca di novità e iniziative privilegiato. «Veniamo da una serie di trimestri positivi nonostante l’andamento internazionale, speriamo che sia di buon auspicio», ha precisato l’assessore provinciale all’economia, Agostino Salvoldi. «La nostra Fiera in 33 anni ha fatto passi da gigante: speriamo di migliorare ancora» ha aggiunto Luigi Tantardini, vice sindaco di Grumello e coordinatore della Consulta del Sistema Fieristico Cremonese. «Lungimirante la Provincia ad istituire la Consulta delle Fiere provinciali che ha l’obiettivo di promuovere le realtà del territorio e le loro manifestazioni come risorsa, eccellenza e valore aggiunto della nostra provin-

cia». Alla presentazione dell’iniziativa era presente anche Lucia Zanotti del Comitato Studi Mara Soldi Maretti che assieme a comune e provincia ha promosso il primo Premio Giornalistico «Viaggio nell’attualità”, dedicato alla memoria di Piergiorgio Sangiovanni, con l’auspicio che possa proseguire anche in futuro. Durante la presentazione è stato distribuito il catalogo della 33esima edizione della Fiera regionale agricola di primavera di Grumello Cremonese: «l’Agrumello», periodico della Pro Loco, ogni anno vestito a festa in occasione della Fiera.


Speciale FierAgrumello VENERDI’ 28 MARZO Ore 21: •«Selezione provinciale MISS ITALIA 2008» (Palazzetto – Area Fiera) •Conferenza: «L’applicazione delle misure del PSR nella provincia di Cremona: le opportunità di finanziamento e di sviluppo per il sistema agroalimentare» - organizzata dalla Provincia di Cremona in collaborazione con la Fondazione Irmina Stanga e Banca Intesa San Paolo (Sala Conferenze – Via Roma)

Venerdì 28 Marzo 2008

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Tutta la manifestazione minuto per minuto ne Scuola Primaria) •Mostre d’arte varia – Espongono: Carlo Capurso, fotografo naturalista e Vittoriana Mascheroni, pittrice (Sale Comunali) - Ernesto

tualità (Salone Scuola Primaria) •Proiezione video 1° Concorso “Attimi di Perle” (Salone Scuola Primaria) Ore 10:

•Zelig Cabaret, con Giancarlo Kalabrugovic, Stefano Bellani, Teres A Mannino e Pablo Scarpelli - Interventi musicali con Cinzia e Massimo (Anime salve) (Palazzetto – Area Fiera). DOMENICA 30 MARZO

Una panoramica della Fiera

SABATO 29 MARZO Ore 9/20 Mercato ambulanti Forte dei Marmi. (Centro Storico) Ore 9/23 •Apertura Stand •Piazzetta degli animali •Agriturismo in fiera •Mostra: Giuseppe Verdi, agricoltore e filantropo (Salo-

Pantaleoni, pittore (Area Fiera) •Mostra rettili (Sala Comunale) •Mostra fotografica 3° Concorso «Il mondo rurale cremonese» (Salone Scuola Primaria) •Mostra articoli Premio Giornalistico «Pier Giorgio Sangiovanni» Viaggio nell’at-

•Conferenza: «L’acqua oggi» organizzata da Fieragrumello in collaborazione con il Consorzio Naviglio Vacchelli e Padania Acque (Sala Conferenze - Via Roma) Ore 16: •Baby Gimkana Trattoristica - Sponsor: Consorzio Agrario Cremona - (Area Fiera) Ore 21

Ore 9/20 •Mercato straordinario domenicale (Centro storico) •Apertura stand •Piazzetta degli animali •Agriturismo in fiera •Mostra: «Giuseppe Verdi, agricoltore e filantropo» (Salone Scuola Primaria) •Mostre d’arte varia – Espongono: Carlo Capurso, fotografo naturalista e Vittoriana Mascheroni, pittrice (Sale Comunali) – Ernesto Pantaloni, pittore (Area Fiera) •Mostra Rettili (Sala Comunale) •Mostra fotografica 3° Concorso “Il mondo rurale cremonese” (Salone Scuola Primaria) •Mostra articoli Premio Giornalistico «Pier Giorgio Sangiovanni» Viaggio nell’attualità (Salone Scuola Primaria) •Proiezione video 1° Concorso «Attimi di Perle» (Salone Scuola Primaria) Ore 10.30 •Ritrovo autorità (Ente Fiera - Via Roma) Ore 11

Numerosi visitatori affollano i banchetti

•Inaugurazione Fiera e assegnazione «Premio Agrumello 2008». •Ospite d’onore: Caterina Balivo - Accompagnamento musicale della Banda di Casalbuttano •Premiazione 3° Concorso Fotografico «Il mondo rurale cremonese» •Premiazione 1° Concorso Videoamatoriale «Attimi di Perle» Premiazione 1° Concorso Giornalistico «Pier Giorgio Sangiovanni» Viaggio nell’attualità Ore 11,30: •Inaugurazione della Fiera

e visita delle autorità area espositive Ore 15 •Dimostrazione di Karate (Palazzetto - Area fiera) Ore 17 •Spettacolo cinofilo Scuola «Madonna della Strada» (Campo Sportivo – Area Fiera) DOMENICA 20 APRILE Ore 16 •Fieragrumello chiude con: Rassegna concertistica «Canticum novum» - Concerto d’organo (Chiesa Parrocchiale).


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Speciale FierAgrumello

Venerdì 28 Marzo 2008

A raccontare la 33esima edizione di FierAgrumello, ci pensa il presidente del Comitato fiere e manifestazioni Gianfranco grumellesi, Corbani. «La rassegna espositiva aprirà al grande pubblico il prossimo fine settimana: sabato 29 e domenica 30 marzo» spiega. «Anche quest’anno viene preceduta ed accompagnata da un ricco tabellone di iniziative collaterali, all’insegna dello sport, proseguendo fino all’ultima giornata della rassegna espositiva di

«L’agricoltura resta la vera protagonista» ta quest’anno ulteriormente razionalizzata, con l’obiettivo di una maggiore fruizione. Oltre all’area scoperta nelle

Soddisfatto il presidente del Comitato Fiere Gianfranco Corbani

I partecipanti alla presentazione

domenica 30 marzo». Quali sono le novità di quest’anno? «La zona espositiva è sta-

apposite strutture, in Fiera ci sarà un grande palatenda al centro dell’area espositiva (il campo sportivo comunale)

per ospitare gli stand al coperto. In Fiera saranno rappresentati tutti i settori, agricoltura in primis, quest’anno con un occhio di riguardo per l’enogastronomia e l’agriturismo». L’agricoltura resta sempre comunque la grande protagonista della rassegna... «Il vero punto di riferimento per la nostra Fiera continua a rimanere il settore agricolo, assieme alla promozione della ruralità, ma anche il binomio agricoltura-cultura. Ne sono la conferma, tra gli appuntamenti collaterali, gli approfondimenti agricoli (cinque quest’anno, tra cui due sul tema dell’acqua e uno organizzato dalla Provincia di Cremona). Lo stesso vale per i tre concorsi sul tema della ruralità riservati a giovani e studenti e dedicati a Ivalda Stanga, Piergiorgio Sangiovanni e Sandro Talamazzini. E ancora la serata enogastronomica svoltasi mercoledì 26 marzo per la promozione dei prodotti dop e doc di origine cooperativa e lo stesso Premio Agrumello, di cui tra poco daremo lettura degli assegnatari 2008». E le altre iniziative? «Tra le manifestazioni di quest’anno spiccano diverse altre iniziative. La sera di

dei vincitori dei tre concorsi, l’inaugurazione ufficiale della Fiera con la colonna sonora della banda di Casalbuttano e la madrina Caterina Balivo. Nel pomeriggio dimostrazioni cinofile e di karate; per l’intera giornata in centro storico, il consueto Mercato Domenicale degli Ambulanti. Anche quest’anno nel fine settimana della

Mezzi agricoli in esposizione

venerdì 28 marzo torna al palazzetto la selezione provinciale di «Miss Italia», che quest’anno è un’esclusiva di FierAgrumello per l’intera provincia di Cremona. Sabato 29 marzo, invece, nella prima giornata di apertura della rassegna espositiva, nel centro storico di Grumello si svolgerà il Mercato di Forte dei Marmi. Nel pomeriggio la Baby Gimkana Trattoristica per i Bambini che replica anche domenica. Alla sera torna il grande cabaret di Zelig, con 4 assi della

Tra le iniziative anche la selezione provinciale di Miss Italia comicità. Domenica la seconda ed ultima giornata di Fiera, con tante iniziative: a partire dalla mattina con l’assegnazione dei Premio Agrumello e le premiazioni

Fiera saranno diverse le mostre d’arte, culturali e di curiosità. Insomma a Grumello è tutto pronto per questo grande appuntamento». ap


Speciale FierAgrumello di Giulia Sapelli Come ogni anno la Fiera Regionale Agricola di Primavera torna a riproporsi come occasione di incontro e di confronto per l’economia locale cremonese e per il mondo agricolo locale. Sono ben cinque quest’anno gli approfondimenti su tematiche d’attualità, di sicuro interesse per il mondo imprenditoriale cremonese e non solo. Incontri che si svolgono proprio in questi giorni, come sempre nel salone conferen-

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Ampio spazio ai convegni e al sistema agroalimentare del farmaco in allevamento». Un convegno organizzato dal Dipartimento prevenzione veterinaria dell’Asl di Cremona.

Molte le manifestazioni organizzate

ze di via Roma, a Grumello, alla presenza di relatori illustri ed esperti del settore con cui l’imprenditoria agricola (agricoltori e allevatori) potrà confrontarsi. Grande interesse hanno suscitato quelli già svoltisi nei giorni scorsi. Martedì 25 si è parlato di «Uso responsabile

Venerdì 28 marzo 2008

Mercoledì 26 marzo è stata la volta de «I nuovi criteri finanziari per lo sviluppo dell’impresa agricola», organizzata. sezione provinciale Coldiretti di Cremona, con l’intervento del presidente Coldiretti Cremona, Roberto Biloni e del direttore Assuero Zampini.

Giovedì 27 marzo toccava a «Stagione irrigua 2008: cosa ci aspetta? Gli agricoltori tra cambiamenti climatici, normativa e pluralità di uso delle acque», organizzato dalla sezione provinciale di Cremona dell’Anga. Passando agli appuntamenti prossimi, venerdì 28 tocca a «L’applicazione delle misure del Psr nella provincia di Cremona: le opportunità di finanziamento e di sviluppo per il sistema agroalimentare». Il convegno è organizzato dall’Amministrazione provinciale di Cremona in collaborazione con la Fondazione Irmina Stanga e la Banca Intesa San Paolo. Interverranno come relatori: il vice presidente della Provincia on. Agostino Alloni, Andrea Azzoni, dirigente settore agricoltura, caccia e pesca provincia di Cremona con «Il nuovo PSR in provincia di Cremona», Barbara Rancati, responsabile servizio strutture settore agricoltura, caccia e pesca provincia di Cremona su «Le opportunità di finanziamento per gli interventi sulle strutture e per i giovani», Massimo Delle Noci, responsabile servizio produzioni vegetali con «Le opportunità di finanziamento per gli interventi agroalimentari e forestali», Giuseppe Cuniolo, responsabile mercato di Cre-

mona, Intesa Sanpaolo «Intesa Sanpaolo partner dell’agricoltura cremonese»; Giuseppe Bignardi, specialistca di

conclusioni affidate a Giorgio Toscani, assessore provinciale agricoltura, caccia e pesca. Sabato 29 marzo alle 10

Tantardini: «Sono molto orgoglioso di questa Fiera»

Le auto in mostra

credito agrario, Intesa Sanpaolo «La gestione del business plan per l’accesso ai fondi del PSR». Moderatore e

sarà la volta di «L’Acqua Oggi» (organizzato da FierAgrumello in collaborazione con Amministrazione comunale,

Consorzio Naviglio Vacchelli e Padania Acque`Relatori saranno: Marco Ruffini, direttore Consorzio Naviglio Vacchelli, e Vincenzo Zucchi, presidente Padania Acque. «Sono orgoglioso di questa Fiera, che continua a guardare avanti e che speriamo di poter migliorare in un costante e proficuo miglioramento al passo coi tempi, come fatto in questi 33 anni». ha detto il vice sindaco di Grumello Cremonese e presidente della Consulta del sistema fieristico provinciale, Luigi Tantardini. «Anche questa edizione è il frutto di un grande lavoro svolto in quasi un anno da collaboratori e volontari per l’organizzazione generale della rassegna espositiva e del fitto programma di eventi collaterali. Una Fiera all’altezza di una città pur nascendo da una piccola realtà di 2mila abitanti. In veste di presidente della Consulta sono altrettanto orgoglioso di questo nuovo ed importante organismo. Una consulta nata con l’obiettivo di mettere in rete e coordinare in sinergia le manifestazioni del territorio provinciale per valorizzarle al meglio: una finalità a cui stiamo lavorando anche assieme alle varie ed importanti realtà del nostro territorio provinciale, con progetti ambiziosi per il futuro».


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Speciale FierAgrumello

Venerdì 28 marzo 2008

Di Andrea Pighi Il mondo delle immagini non smette di affascinare gente di tutte le età. E approda anche a FierAgrumello che, in collaborazione con amministrazione comunale e provinciale, promuove la terza edizione del Concorso fotografico «Il mondo rurale cremonese», titolato alla memoria di Ivalda Stanga, appassionata e studiosa del mondo rurale e delle tradizioni cremonesi, che tante pagine ha dedicato sull’argomento al periodico del-

Concorsi per tutti i gusti e speciali premiazioni tratti, particolari, espressioni) è il tema ispiratore degli ‘scatti’, a colori e in bianco e nero. L’amministrazione comu-

FierAgrumello è anche un momento in cui sfidare se stessi l’Ente Pro Loco grumellese ‘Agrumello’. Il concorso è aperto a tre categorie: fotografi professionisti, fotoamatori adulti (nati dal 1988 e

nale e la commissione politiche giovanili, con il patrocinio della provincia di Cremona, promuovono inoltre il «Primo concorso videoama-

nato su proposta del consigliere provinciale Andrea Ladina accolta da comune, provincia e comitato fiere e manifestazion grumellesi che già nell’edizione 2007 della Fiera aveva dedicato a Talamazzini la medaglia d’argento del presidente della Repubblica. Il concorso per videoamatori è riservato a due categorie: Giovani e adulti (nati dal 1994 e precedenti) e Ragazzi (nati tra il 1995 e il 1999 e alle scuole secondarie di prima grado e classi 4^ e 5^ della scuola primaria). I concorrenti devono produrre un breve documentario o un filmato d’animazione inedito su Dvd. «Usi, costumi, tradizioni, fol-

Ampio spazio espositivo

precedenti) e Fotoamatori giovani (nati tra il 1989 e il 1997). «Immagini dei protagonisti del mondo rurale» (ri-

toriale-Attimi di Perle», dedicato alla memoria di Sandro Talamazzini, scomparso nel settembre 2006. Il premio,

klore, feste popolari, artigianato locale del territorio cremonese» è il tema. Il video primo classificato

verrà proiettato nelle giornate della rassegna espositiva di sabato 29 e domenica 30 marzo presso il salone della scuola primaria di Grumello. Il Comitato studi Mara Soldi Maretti, in collaborazione con la Fiera e le amministrazioni locali, promuovo anche un altro concorso inedito: la prima edizione del Premio giornalistico «Viaggio nell’attualità», dedicato alla memoria di Piergiorgio Sangiovanni, giornalista cremonese e uomo di cultura scomparso nell’agosto 2005. Il premio è promosso nell’ambito del progetto che ha portato Grumello ad essere sede e Centro provinciale della poesia cremonese. Il concorso è riservato alle scuole primarie e secondarie di primo grado e agli istituti superiori, invitati a scrivere un articolo su un tema di attualità scelto assieme all’insegnante La mostra del Concorso fotografico Ivalda Stanga, gli articoli del Premio giornalistico Piergiorgio Sangiovanni e il video vincitore del Concorso videoamatoriale, saranno disponibili presso il salone della scuola primaria di Grumello Cremonese nelle due giornate della rassegna espositiva (29 e 30 marzo). Le premiazioni, domenica 30 marzo alle 11 al salo-

Concorsi per tutti i gusti

ne conferenze di via Roma, a Grumello. Ogni anno, nell’ambito della manifestazione, viene assegnato un premio a personalità e personaggi, enti, associazioni e mass media che nei singoli settori e attraverso la loro opera professionale valorizzino il territorio e il valore autentico della ruralità e delle sue tradizioni e consuetudini. Il Premio Agrumello è anche quest’anno un’opera bronzea del maestro bergamasco e noto vaticanista Mario Toffetti. La scultura rappresenta un Seminatore, figura-simbolo di una fase

del lavoro agricolo che ben si sposa con il significato di FierAgrumello. Questi gli assegnatari del Premio Agrumello 2008: Mina (artista di Cremona nel 50esimo di attività artistica e di carriera), Giovanni Rana (imprenditore, “Re dei ravioli”), Luigi Baldani (vice sindaco di Cremona, promotore del progetto prodotti De.Co), Solregina Crema-Lodi Tv (emittente televisiva, Soresina, direttore Roberto Fontana), Inprima Pagina (settimanale, Crema, direttore Rosa Massari Parati). Un premio Speciale a Valter Premoli, artigiano grumellese.


Speciale FierAgrumello Come avviene in ogni edizione, Coldiretti Cremona sarà tra i protagonisti della Fiera Regionale Agricola di Primavera. Secondo tradizione, il gazebo giallo di Campagna Amica prenderà posto fra gli stand, attendendo imprenditori agricoli e cittadini-consumatori, ai quali offrire in degustazione gli eccellenti prodotti made in Cremona. Gli incontri allo stand daranno modo di proseguire nel confronto in merito ai tanti campi d’azione in cui la Federazione si sta muovendo, dal percorso teso a garantire prezzi più remunerativi per tutte le produzioni agli interventi rivolti a promuovere una corretta gestione della risorsa acqua, dalle proposte che puntano ad offrire alle imprese concrete opportunità di sviluppo e di integrazione del reddito alla tutela del made in Italy. Non mancherà materiale informativo riguardante il progetto e le azioni dell’Organizzazione. Riproponendo un’iniziativa che già lo scorso anno aveva riscosso grande attenzione, Coldiretti Cremona porterà al proprio stand un distributore di latte fresco, puntualmente rifornito da un allevamento del territorio, presso il quale i visitatori, con una moneta da un euro, potranno “fare il pieno” di un ottimo latte fresco “made in Cremona”. La presenza del distributore offrirà a Coldiretti una nuova occasione per evidenziare il valore del legame tra il prodotto e il territorio e per proseguire nella promozione del “filo diretto” fra imprese agricole e cittadini-consumatori. Nell’ambito della Fiera, Coldiretti Cremona ha cura-

Venerdì 28 Marzo 2008

Coldiretti tra i protagonisti per promuovere l’agricoltura to anche la regia della “serata agricola”, con il convegno dal titolo «I nuovi criteri finanziari per lo sviluppo dell’impresa agricola». «L’impegno per garantire prezzi più remunerativi per tutte le nostre produzioni, gli interventi rivolti a promuovere una corretta gestione della risorsa acqua, le proposte tese a dare alle imprese concrete opportunità di sviluppo e di integrazione del reddito, la tutela del made in Italy: sono queste le strade che, con grande determinazione, Coldiretti Cremona sta percorrendo» dichiara il presidente Coldiretti Roberto Biloni. «L’avvio della Fiera Agricola di Primavera mi offre l’occasione per fare il punto sull’azione messa in campo dalla nostra Organizzazione, a tutela delle imprese agricole e del loro reddito. Il 2008 si è aperto nel segno della trattativa sul prezzo del latte. Coldiretti si è preparata a questo determinante passaggio con una serie di incontri sul territorio: dagli appuntamenti a Cremona, Soresina e Crema abbiamo raccolto le istanze e le proposte degli allevatori, al fine di creare una piattaforma condivisa a livello regionale da presentare al negoziato con Assolatte. E’ seguito il tavolo organizzato da Coldiretti Lombardia a Milano, con la presenza di tutte le Federa-

zioni e con i rappresentanti delle cooperative di trasformazioni lombarde, poi un ulteriore incontro con le altre organizzazioni professionali agricole. Tutti questi passaggi ci hanno permesso di definire la “piattaforma” delle richieste degli allevatori lombardi, presentata al tavolo del negoziato apertosi con gli industriali. Il nostro obiet-

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imprese possano valutare il Piano e verificare la possibilità di accedervi. L’ammontare degli investimenti pubblici per le varie misure arriva a 900 milioni di euro in sette anni, cifra che potrà essere integrata dalle novità che saranno introdotte dalla verifica dello stato di salute della

politiche. Alcuni comparti della nostra agricoltura stanno vivendo momenti di grande difficoltà. E’ il caso della suinicoltura. In questo comparto la nostra azione ha preso avvio dagli incontri con gli allevatori. Su indicazione degli allevatori è stata predisposta una bozza di contratto che punta a conferire maggiore forza all’impre-

Biloni: «Garantire prezzi più remunerativi per le nostre produzioni» Donzelli, Biloni e Zampini

tivo è quello di sempre: spuntare il prezzo più remunerativo per le nostre imprese. Stiamo lavorando in tutte le direzioni. L’intento di Coldiretti, a livello provinciale come regionale e nazionale, è dotare di un piano strategico ogni comparto, al fine di potenziare il reddito delle nostre imprese. Questo vale per il latte, la cerealicoltura, la carne bovina, la suinicoltura, l’ortofrutta, l’avicoltura, la floricoltura: per ogni settore abbiamo elaborato proposte e iniziative spaziando dall’economico alle gestioni

sa agricola rispetto alla parte industriale. Sono stati inoltre raccolti i mandati di rappresentanza degli allevatori, affinché l’Organizzazione possa definire e negoziare le condizioni economiche a favore delle imprese agricole. Per comprendere il valore di questo strumento, basti pensare agli effetti che ha prodotto nel comparto del latte, nella scorsa campagna. Anche nel comparto carne bovina, altro settore che sta vivendo una stagione di crisi, dopo l’incontro promosso a livello provinciale si è por-

tata la posizione degli allevatori in sede regionale: si è così giunti alla definizione di un documento di analisi e proposta di intervento a sostegno del settore che Coldiretti Lombardia ha sottoposto all’attenzione della Regione. Tengo a rimarcare il valore di questo modo di procedere, applicato per tutti i settori: il primo passo è sempre rappresentato dall’incontro e dal confronto con i Soci. Concludo con alcune considerazioni legate al Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013. Come Coldiretti stiamo operando affinché tutte le nostre

Pac. Le azioni di informazione nei confronti delle imprese sono prontamente iniziate, con una serie di incontri sul territorio e con la pubblicazione di materiale informativo, che viene aggiornato ed integrato con puntualità e precisione, così da offrire agli imprenditori agricoli le notizie più utili. A fianco dell’informazione e dell’elaborazione dei piani stiamo sviluppando e rendendo operativa la consulenza: la nostra Federazione ha costituito un team di tecnici pronti ad affiancare e consigliare le nostre imprese».


C ultura&S pettacoli

Al teatro Galilei appuntamento con Cecchi e Zappalaglio

«Il giardino delle arance e degli angeli che cadono»

S

i intitola «Il giardino delle arance e degli angeli che piangono», e andrà in scena sabato 29 marzo alle 21.15 al teatro Galilei di Romanengo. Uno spettacolo di Piccolo Parallelo, con Marco Zappalaglio e Enzo Cecchi. La storia è molto semplice. Un uomo, un viaggiatore di nome forse Carlo, arriva in un luogo con dei carteggi. Non si saprà mai se testamento, mappa o che altro. E in questo luogo decide di fermarsi e di creare un giardino. Vicino a questo luogo, abita un altro uomo, un muratore di cui non si conosce il nome, forse Matteo, forse Pietro. Lo spettacolo è scandito da tredici scene, una per mese, da marzo a marzo dell'anno successivo. Ad ogni mese un piccolo giardino si aggiungerà agli altri. Da una parte lo scandire dei mesi, delle stagioni, della formazione e della distruzione del giardino, dall'altra i

tentativi di rapporto o lontananza che si creano fra i due personaggi. Il primo uomo, Carlo, non ha memoria o ricordi del proprio passato se non qualche immagine sfuocata e così, senza riconoscibilità, ricordi o affetti, vuole rimanere. Parla però una lingua strana che è una mescolanza delle varie lingue dei posti che ha visitato. Forse è uno straniero, non si saprà se reale o per propria scelta. Il secondo, Matteo, è un muratore, “un paesano” che ha chiaro il proprio passato, ma ha sfuocato il proprio presente. Si fa chiamare con nomi diversi alla ricerca di una identità e di un affetto che gli dia la forza e la voglia di continuare. Delicato e ironico, anche lui parla una lingua strana, una sorta di dialetto che ha perso la connotazione originale. Ma i fantasmi e le paure ritornano e di nuovo, senza memoria, senza ricordo e con una nuova identità, il viaggiatore decide di ripartire.

«Il giardino delle arance e degli angeli che piangono» è stato segnalato nel 1993 al Premio Riccione Ater per il Teatro. La giuria composta da Franco Quadri, Odoardo Bertani, Ettore Capriolo, Marisa fabbri, Maria

venti determinata dal fluira dei mesi, che dà alla vicenda un fascino legato alla natura e al suo trascolorare, il dialogo povero tra il rancoroso straniero Carlo - perseverante nella volontà di escludersi dalla vita e da

Una scena dello spettacolo

Grazia Gregori, Mario Raimondo, Enzo Moscato, Luca Ronconi e Ugo Ronfani, fra 251 testi pervenuti ha segnalato l’opera per la particolarità del testo e della vicenda con queste motivazioni: «In una cadenza d’e-

ogni storia - e lo spontaneo Matteo, uomo di terricola aderenza, il dramma sviluppa in lenta progressione dolorosa e con saporoso contrasto linguistico il senso del rapporto impossibile a casa del negarsi altrui».

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TEATRO DEL VIALE

«Burbero benefico» saluta la stagione Ultimo appuntamento il 28 marzo Venerdì 28 marzo ultimo appuntamento con la prosa al teatro del Viale di Castelleone. In scena Nando Gazzolo, nel «Burbero Benefico» di Carlo Goldoni. La stagione del Teatro del Viale si chiude con un grande autore, Goldoni, del quale è ricordato in cartellone il 300° anniversario della nascita, e un grande interprete, Nando Gazzolo. Attore di teatro e cinema riesce a regalare al burbero goldoniano naturali comicità e contraddittorietà che nascono dalla doppia indole del personaggio. Un dialogo su due linee parallele basato su argomenti diversi che si incontrano e scontrano è l’origine del malinteso su cui si basa la commedia. Il “Burbero” sviluppa la grande tradizione della commedia goldoniana,

appartiene alla categoria dei “todari” che non parlano ma brontolano. Questa duplice personalità del vecchio Geronte e degli altri personaggi la si è voluta vedere come conseguenza di un forte cambiamento di pensiero che si andava attuando nel 700 in particolare in Francia dove Goldoni si era trasferito, ma, non più giovane e abituato ad una realtà italiana più statica, aveva difficoltà a liberarsi delle strutture sperimentate e a sposare per intero la visione illuminista. Questo stato di sospensione crea nella commedia un gioco che l’abilità consumata dell’autore sa tessere con maestria. I personaggi sono sempre diversi da come appaiono, così però escono definitivamente dalla commedia dell’arte.

TEATRO PONCHIELLI

«Acciarino magico» per riflettere un po’ «Ricerca d’ascolto» con il coro Discanto Doppio appuntamento per il 2 aprile

Appuntamento con il coro «Il discanto» per l’ultimo concerto della rassegna musicale «Ricerca d’ascolto», nata per iniziativa dell’assessorato alla cultura del Comune di Cremona e della Confartigianato, con l’intento di portare all’attenzione del pubblico cremonese, attraverso concerti domenicali, inediti musicali talmente significativi da offrire lo spunto non solo per la rivalutazione dei compositori che li hanno concepiti, ma ancor più per un ampio ripensamento della Storia della Musica che da tempo viene trasmessa in forma pressoché cristallizzata e che, essendo di matrice prettamente tedesca, penalizza spesso il ruolo fondamentale che la musica italiana ebbe nelle varie epoche storiche. Questa prima edizione propone un prezioso quadro musicale dell’Europa di fine Settecento, epoca in cui i bagliori dell’Illuminismo cedevano il passo all’incipiente epoca romantica. Il concerto in programma è un omaggio al celebre maestro cremonese

Francesco Bianchi. La cantata «Deifile e Corebo» è di notevole fattura e mostra in modo palese le sue rilevanti capacità compositive e melodiche. Le arie di bravura dei due solisti ben si intrecciano con le piacevoli linee melodiche dei cori e dei tutti. Le cronache del tempo riportano Francesco Bianchi come straordinario maestro alla Scala, all’Operà di Parigi, al King’s Theater di Londra. Le sue Opere, ben 80, furono tutte rappresentate in vita e alcune rimasero in cartellone per più stagioni consecutive: in un’epoca in cui la produzione musicale era sovrabbondante si concedevano repliche stagionali solo nei casi di conclamata maestria. Il Coro «Il Discanto» nacque nel 1998 dall’iniziativa di giovani, già attivi in svariati ambiti musicali del territorio, di unirsi e creare un proprio spazio nel panorama della musica corale sacra. Il nome scelto per il gruppo incarna lo spirito innovativo che spinse i primi anonimi compositori a dar vita, nel tardo medioe-

vo, alle prime forme di polifonia, tra cui appunto il discanto. L’attività del coro, costituita sia da concerti propri che dalla partecipazione a rassegne, inizialmente limitata alla zona cremonese, si è ben presto estesa al territorio nazionale, con qualche puntata oltre confine. E’ stato inoltre chiamato come coro d’appoggio al Corso per Direttori di Coro presso la Civica Scuola di Musica C. Monteverdi di Cremona. Il repertorio (pur non mancando di creare agganci anche con l’antico e il moderno), attinge prevalentemente dai grandi autori del rinascimento e del barocco, ambito in cui il coro si riconosce e può esprimere il suo carattere di ricerca, la dinamicità interna e l’ottimizzazione delle esperienze individuali di ogni singolo corista. In quest’ottica è nato recentemente il “Quintetto del Discanto” che permette di aprirsi alle esperienze del canto solistico, della formazione ristretta e del doppio coro.

Mercoledi 2 aprile alle 10 e alle 14.30 il Teatro Dell’orsa Europa Teatri presenterà al Ponchielli «L’acciarino Magico» con Bernardino Bonzani. E’ una fiaba che narra il rito di passaggio dall’età dell’inconsapevolezza all’età adulta. Questa fiaba ha inizio quando un giovane soldato incontra una vecchia strega seduta sotto un albero. La donna gli chiede di entrare nella cavità dell'albero per recuperare un vecchio acciarino a lei appartenuto un tempo, il giovane accetta. Il soldato scenderà all’interno dell’albero, giù nelle viscere della terra. E qui dovrà oltrepassare tre porte che si

apriranno su tre stanze, e in ogni stanza scoprirà una cassa piena di monete e a guardia di ogni cassa un enorme cane. Il soldatino supererà le tre prove e tornerà in superficie portando con se molte monete d’oro e l’acciarino da consegnare alla vecchia strega, ma improvvisamente spaventato dalla megera deciderà di ucciderla. Sarà quindi coinvolto in una serie di avventure che lo trasporteranno in un mondo fantastico. Ma nel finale quando tutto sembra perduto giunge la tanto ambita ricompensa: la salvezza del giovane e di chi lo circonda attraverso la forza dell’amore.


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Cultura

Venerdì 28 Marzo 2008

Seconda vita in rete: analisi di un fenomeno

SFOGLIANDO a cura di Edizione Nuovi Autori

«Uno schizzo dal vero all’aria fresca» «Uno schizzo dal vero all’aria fresca», di Davide Adler, è un breve e brillante scorcio di storia e natura che nasce, a livello di idea, in un rifugio alpino sull’Adamello. Davide Adler racconta le sorti del Rifugio Mandrone partendo da uno schizzo di uno dei maggiori esponenti della Scapigliatura milanese, Vespasiano Bignami. Il destino di questa baita è stato avventuroso: ha avuto un ruolo quasi da protagonista nella prima guerra mondiale, ed è stato persino adibito ad ospedale da campo. L’Autore, venuto in possesso degli scritti e dello schizzo del Bignami, ha ricostruito fedelmente una parte di storia e degli eventi connessi alla “guerra bianca” combattuta in Trentino e nel territorio di confine con la Lombardia, riservando un occhio di riguardo al giovane comandante del presidio di Cavento, l’Oberleutnant Felix Hecht.

n arrivo un nuovo appuntamento con gli «Aperitivinprovincia» (venerdì 28 alle 17,30), che stavolta vede l’incontro con Gianluca Nicoletti, giornalista, scrittore e critico televisivo tra i più noti ed autore del libro «Le vostre miserie il mio splendore. Cronache dal futuro: la mia vita in Second Life». Insieme a Novella Milanesi, redattrice di Cremonaonline Novella Milanesi, Gianluca Nicoletti propone una riflessione sul fenomeno «Second Life». Una sorta di viaggio di Gulliver tra reale e fantastico, con veri incontri e licenze romanzesche: un racconto apparentemente fantasy, ma che, invece, è la cronaca di un futuro che già stanno vivendo milioni di persone. Si tratta ormai di un fenomeno di massa, popolato da persone appartenenti alle più disparate categorie e fasce d’età, che vivono forse più in rete che nella vita reale. Al confine tra quello che è e quello che potrebbe essere.

I

Sul web si tracciano rotte, si disegnano scenari, si guardano nuovi orizzonti, si immaginano vite. In internet con un alter ego informatico non basta l'altrove riportato, essere spettatore: ognuno racconta un suo quotidiano da protagonista, senza rinunciare del tutto a decifrare il presente reale che fugge. Nicoletti è considerato un “guru” delle nuove tecnologie dell'informazione, ironico e disincantato. Con il suo avatar, bitser Scarfiotti, come un Virgilio del ventunesimo secolo, ci accompagna in un mondo dove per muoversi ci si teletrasporta, oppure si esce da una finestra e si vola, si va al supermercato per comprarsi pezzi anatomici. In questo mondo di sogno che non conosce la vecchiaia, la malattia, la morte da poco sono approdati gli italiani: arrivano con la valigia di cartone, sono i soli a non parlare la lingua ufficiale che è l'inglese e sono sperduti come Totò e Peppino a Milano. Second Life: un mondo in cui ognuno

vive ogni giorno realtà romanzesche, ma che nessun cantastorie ha ancora raccontato. Un giornalista deve scrivere un pezzo su un mondo virtuale e interattivo on-line, così decide di fabbricarsi un avatar che battezza bitser Scarfiotti e lo manda in giro a cercare storie da raccontare. Quello che il giornalista scriverà per la sua testata non si sa, quello che avete in mano, invece, è il libro scritto da bitser. E in queste pagine che schiumano rabbia e rancore, l’avatar sfoga tutto il suo livore verso chi sta dall’altra parte dello schermo del Pc, i cosiddetti “picchiatasti”: esseri immondi che hanno invaso il suo universo virtuale, immacolato e sereno prima della calata in massa dei barbari umani. Bitser e i simulacri suoi simili osservano con ribrezzo la transumanza di maschi e femmine nelle isole di Mundo, gente tristissima che affida i propri sensi insoddisfatti a figurine inerti di avatar e che investe le terre virtuali

con tutta la dirompente assurdità delle proprie ambizioni frustrate. Rinasce così ogni giorno sullo schermo un universo di corpi perfetti che non conoscono malattie, vecchiaia o morte, popolato da eterni adolescenti a caccia di sesso facile e ipnotizzati dall’elettrizzante regressione agli amori liceali, devastato dalle mastodontiche e megalomani costruzioni di individui oppressi, nella realtà, dalle miserie dei monolocali e del caro affitti. Il reportage di bitser finisce inevitabilmente per diventare un sarcastico museo degli orrori nel quale lo squallore del vivere quotidiano viene amplificato. Nicoletti riesce a delineare un ritratto inimitabile di quel micidiale cocktail di paure, ambizioni e speranze più o meno deliranti alle quali ricorriamo quotidianamente nel tentativo di colmare l’immane distanza che separa il triste continente della nostra vita reale dal magico mondo dei nostri sogni di gloria.

LO SPAZIO DELL’ARTE

E i dinosauri chiudono in gloria, con oltre 207mila visite

C

on 207.090 visitatori all’attivo, chiude la mostra dei dinosauri, che in tre mesi ha raggiunto un vero e proprio record di visite, provenienti da ogni parte d'Italia, essendo quella di Cremona l'unica tappa italiana. Per festeggiare il successo e chiudere in "bellezza", era pre-

sente una testimonial d’eccezione: Barbara Chiappini, affascinante showgirl e attrice piacentina, legata alla nostra città dall’aver studiato violino al Conservatorio cremonese, accompagnata dal presidente Giuseppe Torchio, alla sua prima uscita ufficiale dopo l'incidente dello scorso febbraio. L’icona della bellezza italica, che ha ottenuto il premio «Miss

Mondo fotogenia», dopo un giro tra i “vecchi” bestioni ricreati in un ambiente suggestivo nei padiglioni di Cà Dè Somenzi, ha brindato con gli organizzatori per salutare, con un sorriso, i giganti della preistoria che, dopo tre mesi, lasciano Cremona. «I Dinosauri hanno davvero conquistato grandi e piccini» spiega il presidente Torchio. «L’entusiasmo dei vi-

Auto a Soresina, molti visitatori Molti sono stati i visitatori, in particolare gli amanti delle quattro ruote, ad ammirare le opere del pittore della velocità Giorgio Alisi, la cui mostra di auto, moto e piloti, protagonisti di tante belle tele, è stata allestita al secondo piano della biblioteca. L’iniziativa si è svolta a Soresina, ed è stata del club «Nino Previ», che aveva pre-

disposto una scenografia molto particolare, con auto e moto d’epoca nel cortile della sala del podestà e all’ingresso dell’osservatorio astronomico. Di Alisi sono state ammirate le particolarità del disegno, ove le macchine d' antan vengono viste in filigrana, destando il vivo interesse dei visitatori. gz

sitatori è documentato nei disegni che hanno preso vita nella ludoteca e che hanno adornato le pareti del padiglione fieristico». Nella giornata di lunedì, poi, è stato segnato un altro record singolare: quello del gruppo più consistente. Infatti, per concludere il ritrovo durato un’intera giornata, l’associazione delle famiglie numerose ha scelto proprio la mostra di Cà de’ Somenzi. Il nutrito manipolo è stato accolto dall’assessore alla cultura Denis Spingardi. «Grazie a Franco Feroldi, a tutto lo staff dell’Apic» conclude il presidente Torchio «ma anche ad Antonio Piva, presidente di CremonaFiere, che ha creduto nell’evento. Dinosauri ha rappresentato una piacevole occasione per conoscere Cremona, oltre che per scoprire i segreti dei giganti preistorici. E’ ulteriore dimostra-

zione di quanto la cultura possa essere volano dello sviluppo territoriale. Questo risultato deve spingerci ad ancora maggiore impegno per la realizzazione del Distretto Culturale. É una sfide che la nostra provincia non può perdere». I giganti non si estingueranno come i loro predecessori in carne ed ossa, ma per incontrarli di nuovo bisognerà rincorrerli per il mondo, a partire dalla Germania dove la mostre è emigrata. A Cremona hanno promesso di tornare. E già la macchina organizzatrice dell'Apic pensa al prossimo appuntamento. A settembre infatti sarà organizzata un'altra mostra e questa volta la macchina del tempo porterà i visitatori indietro ancora per milioni di anni con mostra sui predatori, che proverranno dal Natural History Museum di Londra.

Mina in mostra a Milano Appuntamento per domenica 30 marzo alle 15, quando si terrà a Milano, in via grazioli 22, l’inaugurazione di una mostra permanente dedicata alla celebre cantante cremonese Mina Mazzini. Si tratta di una mostra privata ad ingresso libero, organizzata da fan accaniti della nota cantante. A qusto evento prenderanno parte il mastro Renzo Donzelli, la cantante cremonese Elena Ravelli, che con il suo gruppo sta portando avanti un progetto musicale dedicato proprio a Mina, Rita Madaro e altri personggi vicini alla cantante.


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Zibaldone

A cura del Circolo culturale "Arcangelo Ghisleri"

Venerdì 28 Marzo 2008

“LA SACRALITA’ DELLA VITA” tra CHE COSA E’ MAI LA POESIA? Riduzionismo scientifico e Religione Eugenio Montale di Paoloroberto Imperiali

I

Il dibattito tra scienza e religione è praticamente il dibattito tra due diversi atteggiamenti verso il mondo esterno: da una parte il bisogno di spiegare i fenomeni e dall’altra la loro accettazione emotiva. Infatti di fronte ad ogni “fatto” del mondo esterno noi possiamo reagire o cercando di capirne le cause per poter intervenire a nostro vantaggio, oppure possiamo accettare l’esistenza e l’emozione che tale “fatto” o “fenomeno” crea in noi, riconoscendogli una sua intangibilità. Nel primo caso è l’individuo che cerca di modificare il mondo in base ad una sua interpretazione razionale, nel secondo caso invece è l’individuo che accetta il mondo come valore etico che egli non può o non deve modificare. La scienza, per poter modificare i fenomeni, deve sentire il mondo come oggetto da utilizzare, mentre la religione lo sente come un’entità che porta “valori” all’uomo e che vanno rispettati per quello che sono, ed in particolare perché sono creati da Dio. A questo punto dobbiamo però fare una distinzione tra l’individuo che sente il mondo “religiosamente” e l’individuo che crede in una religione dove Dio è creatore del mondo. Poiché la religione si è sempre impossessata del valore e del concetto di “sacralità”, facendolo discendere da un dio creatore di cui essa è l’interprete, essa, così facendo, tende a sottrarlo all’individuo come soggetto fondante di tale valore. Mentre da una parte questo non significa necessariamente che i valori da essa espressi non siano validi, dall’altra però può non essere condivisa l’interpretazione della loro origine o la ritualità con cui vengono espressi. Se consideriamo l’eredità storica del concetto di religione che è sempre stato un elemento essenziale della “sacralità”, oggi chi non crede in Dio tende a pensare che tale sacralità verso il mondo non abbia ragione di essere poiché ritiene che quello che dice la religione è per definizione oscurantista e retrogrado

ed anzi è un freno allo sviluppo umano. Egli quindi, confondendo religione con sacralità, ritiene che l’uomo abbia il diritto di modificare il mondo a suo piacimento. In verità la “sacralità” non ha bisogno di un dio creatore per poter essere sentita. Essa è un modo di vivere i fenomeni della vita e tale modo di sentire ha la sua premessa nell’individuo in quanto tale. Infatti l’individuo ha in sé dei meccanismi di empatia, amore, rappresentazione dell’altro, per i quali egli sente emotivamente e intuitivamente l’importanza che il mondo esterno ha per lui senza dover pensare che esso sia stato “creato”. Ed è proprio perché l’uomo sente la forza di questa relazione con i fenomeni del

mondo che egli considera “sacro” tutto quello che è importante per la sua vita. “Sacro”, che così come non deve necessariamente passare attraverso l’idea di Dio, non deve nemmeno necessariamente passare attraverso il vaglio di una spiegazione scientifica o razionale che ne esclude l’impatto intuitivo. Infatti la spiegazione scientifica e razionale, eliminando la relazione emotiva e non tenendo conto della “sacralità” del rapporto, elimina il valore di quello che è sentito ma non dimostrato. Quindi il termine “La sacralità della Vita” che suona oggi così oscurantista e antiscientifico, in verità non lo è ed è l’unica definizione che consente di descrivere in modo completo il legame

nei confronti di quello che consente a noi e alla nostra specie di vivere. Quello che semmai è antiscientifico è non sentire l’importanza di questo legame e cercare di sostituire i processi emotivi con processi esclusivamente razionali. Quello che va sostituito è quindi la scienza tecnologica e riduttivistica con una scienza olistica ed umanistica che accetti questi valori e la loro etica, e non cerchi solo di capire come funzionano i fenomeni, rendendosi conto che è un impoverimento non usare più spesso il termine “sacralità della vita” nel nostro linguaggio e nelle nostre relazioni ed è un impoverimento lasciare che a proporre questo modo di sentire siano soltanto le religioni.

Le nuove modifiche al Codice dei Beni Culturali Buone notizie sul versante dei Beni Culturali. La Commissione ambiente della Camera ha dato il via libera, all’unanimità, alla “rivisitazione” del Codice sui beni culturali, riscritto dalla commissione presieduta da Settis, e già approvato al Senato. Giusto ieri sera, a “Ballaro”, sentivo le intenzioni bipartisan di recuperare il denaro necessario alle “riforme”, non solo tramite la lotta all’evasione fiscale e alla riduzione della spesa pubblica, ma anche intervenendo sul patrimonio culturale pubblico nella sua declinazione di risorsa. Ben vengano quindi le modifiche al codice Urbani che riguarda il paesaggio, non solo naturale ma anche urbano. Esse riguardano intanto un più efficace coordinamento con le disposizioni comunitarie (Convenzione europea) e poi mettono fine al braccio di ferro tra regioni e Stato, delegando a quest’ultimo la responsabilità finale di ogni decisione sul paesaggio, senza minare più che tanto l’autonomia delle Regioni, che collaboreranno obbligatoriamente con lo Stato nella pianificazione territoriale precedente ad ogni iniziativa. E’ così riconosciuto il valore “primario e assoluto” del paesaggio che deve essere tutelato prevalentemente dallo Stato. Per quanto riguarda poi la salvaguardia del patrimonio in caso di “dismissioni” o utilizzazione a scopo valorizzazione economica è previsto l’impianto normativo del DPR n.”3 del 2000 (Decreto Meandri) per scongiurare la dispersione degli immobili. Finalmente le Soprintendenze potranno emettere un parere vincolante preventivo, e non successivo, all’autorizzazione rilasciata dai comuni. Questo parere dovrà essere emesso entro 45 giorni e non più 60 come precedentemente. E, dulcis in fundo, verranno stanziati 15 milioni di Euro all’anno per la demolizione degli ecomostri.

Detto questo sono proprio curiosa di sapere cosa ha votato, giusto in questi giorni, il Consiglio comunale di Torino riguardo alla fattibilità del progetto di due Torri di circa 200 metri adiacenti al centro storico di Torino. Infatti è attualissima la protesta della cittadinanza torinese, attraverso i suoi comitati tra cui “Non grattiamo il cielo” di Novelli, Montanari ed Hutter e dei comitati vari nazionali tra cui quelli di Asor Rosa e di Vittorio Emiliani, oltre ad Italia Nostra. Cosa sono le due Torri? Una è quella progettata da Enzo Piano per conto di Intesa-S. Paolo (di cui ho già parlato in scritti precedenti) e l’altra è progettata da Massimiliano Fuksas per la Regione Piemonte. La contestazione ha fatto emergere che la Regione Piemonte non possiede un piano territoriale. Esistono varianti urbanistiche, di contro che più che tutelare appoggiano progetti in base all’importanza del soggetto proponente e al prestigio del progettista, senza valutazioni sull’impatto ambientale, sul contesto in cui si collocano e senza confronto democratico con gli abitanti, fruitori della città. In poche parole, l’esigenza di auto-rappresentazione di una Banca e l’esigenza comunale di far cassa con gli introiti delle concessioni non debbono più prevalere sulla tutela dell’equilibrio territoriale di una città. La tutela del paesaggio è principio fondamentale del nostro vivere civile ed è sancito dall’articolo 9 della costituzione. Inoltre deve essere urgentemente promossa l’educazione e il sentimento al godimento della bellezza dei panorami senza essere accusati di non essere moderni. Ben venga la nuova normativa del codice per porre freno alla irresponsabile gestione del nostro territorio meraviglioso, ultra lastricato di cemento, perché la bellezza del paesaggio “rappresenta l’elemento chiave del benessere individuale e sociale” . Ornella Bolzani

Il terzo appuntamento del nostro itinerario di lettura prevede l’incontro con i testi del più significativo poeta del nostro Novecento, e cioè Eugenio Montale (1896- 1981), l’ultimo dei “classici” con il quale chiunque voglia cimentarsi con la scrittura poetica deve fare i conti. Il poeta genovese, dagli esordi con Ossi di seppia (1925), attraverso Le occasioni (1939), La bufera e altro (1956), è giunto alla radicale svolta di Satura (1971) e dei libri degli ultimi anni, dominando con il suo magistero il panorama della poesia italiana e coronando la sua carriera con il riconoscimento del premio Nobel nel 1975. Di Montale, si propongono qui, non tanto il celebre testo Non chiederci la parola dagli Ossi, ma due brevi composizioni da Satura, dal titolo complessivo di La poesia: I L’angosciante questione se sia a freddo o a caldo l’ispirazione non appartiene alla scienza termica. Il raptus non produce, il vuoto non conduce, non c’è poesia al sorbetto o al girarrosto. Si tratterà piuttosto di parole molto importune che hanno fretta di uscire dal forno o dal surgelante. Il fatto non è importante. Appena fuori si guardano d’attorno e hanno l’aria di dirsi: che sto a farci? II Con orrore la poesia rifiuta le glosse degli scoliasti. Ma non è certo che la troppo muta basti a se stessa o al trovarobe che in lei è inciampato senza sapere di esserne l’autore. Nel primo testo, attraverso una metafora di tipo culinario-gastronomico, abbastanza frequente nell’ultimo Montale, si discute, con un evidente intento parodistico, dell’annosa questione dell’ispirazione secondo una serie di dilemmi oppositivi di sapore crociano (il “freddo” o il “caldo”, il “sorbetto” o il “girarrosto”) con un dato di fondo che traspare dalle battute finali: l’inutilità, o meglio, l’estraneità della poesia rispetto ai dati della vita reale. Il secondo testo si apre con un’affermazione: la poesia non è parafrasabile, non può essere ridotta alle “glosse degli scoliasti”, cioè alle interpretazioni dei critici ma, non per questo, è autosufficiente né basta al suo autore, ridotto al rango di un “pescatore di immagini”, del tutto sprovveduto nel suo agire, come indica il termine di derivazione teatrale “povera”, il “trovarobe”. Quindi, Montale ci presenta una visione, del tutto antilirica, dominata dal principio di casualità, dell’ispirazione poetica che contrasta violentemente con quella tradizionale; e lo stile del suo messaggio è consono al contenuto, con le sue frasi secche, categoriche, le opposizioni evidenti tra termini contrastanti, le rime spiazzanti (“surgelanteimportante”). In definitiva, egli ci suggerisce, attraverso la costante smitizzazione delle questioni attinenti la poesia, come il nostro tempo sia un tempo antipoetico per eccellenza ed il poeta un esiliato in terra. Vincenzo Montuori

ORGOGLIO DELLE RADICI

La grande scuola cremonese dei liutai. LA FAMIGLIA AMATI di Fausto Cacciatori (Fonte:www.entetriennale.it/ giornale/cremonaliutaria) Le celebrazioni dedicate ad Andrea Amati proseguiranno nell’ottobre del 2006 con l’esposizione degli strumenti realizzati dai suoi discendenti nel correre lento di più di un secolo. L’attività artigianale, infatti, si tramanda in seno alla famiglia per ben quattro generazioni: da Andrea ai figli Antonio e Gerolamo, attivo fino al 1630, e da questi a suo figlio Niccolò, per giungere al meno conosciuto Gerolamo II.

Gli Amati occuparono in solitudine il panorama liutario cremonese dalla metà del cinquecento fino agli ultimi decenni del sedicesimo secolo, anni che vedranno Antonio Stradivari, Andrea Guarneri, e la famiglia Ruggeri nuovi protagonisti dell’attività cittadina. Andrea fornì un contributo preciso alla determinazione di parametri costruttivi che segneranno la forma violino, Antonio e Gerolamo con continuità svilupperanno il lavoro paterno, come risulta dagli aspetti stilistici e costruttivi dei loro strumenti; lo faranno firmando insieme gli strumenti, e Gerolamo conti-

nuerà a farlo, almeno in parte, anche dopo la morte di Antonio avvenuta nel 1607. Niccolò proseguì l’attività nel 1630 diventando, fino alla comparsa sulla scena di Antonio Stradivari, il protagonista incontrastato della liuteria cremonese. La fiorente attività e le dimensioni raggiunte sono testimoniate dalle fonti d’archivio grazie alle quali si apprende della presenza di almeno 15 allievi nella sua bottega, alcuni dei quali provenienti da fuori Cremona. Alla morte di Niccolò nel 1684 il figlio Gerolamo II proseguirà sen-

za troppa fortuna l’attività paterna, dimostrando di non avere le capacità per mantenere il ruolo che era stato per lungo tempo della famiglia. La parabola dei liutai Amati, iniziata con Andrea, si concluse ben prima della morte di Gerolamo II avvenuta nel 1740, anche per la presenza di nuovi indiscussi protagonisti del calibro di Antonio Stradivari e Guarneri del “Gesù”. La mostra, in programma il prossimo mese di ottobre, offrirà l’opportunità di ripercorrere le vicende della famiglia Amati attraverso l’esposizione delle loro ope-

Nicolò Amati

re, anche grazie allo studio di strumenti come la viola tenore, il violoncello a cinque corde o la viola da gamba, utilizzati oggi per esecuzioni filologiche.


S port&S port Il campionato di “cacio”

di Giorgio Tomesani

N

el titolo non è stato fatto alcun errore, i giornalisti non sbagliano mai, come i magistrati, gli arbitri e i guardalinee. Per questi ultimi si tratta solo di sfortuna come ha spiegato Mancini con intelligente garbo a quel tale Mauro di Sky Sport, ex Juventus, Udinese e Ascoli (tutte squadre zebrate) che non è riuscito a capire, forse frastornato dalla voce di Ilaria D’amico o forse perchè il suo vero obiettivo era inguaiare l’interlocutore. Come se il Mancio di guai non ne avesse abbastanza. Sabato 22 marzo l’Inter ha perso con la Juve subendo un gol in doppio fuorigioco, colpendo una traversa e un palo e uno stop a un’azione regolare di Chivu. Dio non voglia che quei tre punti siano decisivi per lo scudetto. Ma, attenzione, Dio non paga il sabato, non si sa quando: ammucchia e poi presenta il conto tutto in una volta. L’Inter ha giocato con i rincalzi delle riserve e con gli evasi dall’infermeria. Onore ai gobbi e a Frangetta Napoleone Ranieri. Due cose meravigliose ho però vissuto: la conferma di Pavel Simulator Nedved come uno dei più grandi falsari di tutti tempi: ha talmente affinato la sua arte che non deve più aspettare di essere sfiorato per tuffarsi, ormai gli basta annusare l’odore. Per inciso, questa volta non ha spaccato un gamba a Figo, perchè non c’era, ma ha provato con altri due o tre, tanto lui ha l’immunità parlamentare. La seconda meraviglia è stata l’intervista al chierichetto Del Piero con il torsino nudo: - «Come mai non hai la maglia?» - «L’ho data a Stankovic che da anni mi rompeva le scatole... (risolino). Si vede che ne aveva bisogno (altro risolino)»

Una risposta così fine che l’hanno apprezzata anche a Buckingham Palace. Spettacoloso, in questo sabato vigilia di Pasqua, anche Spalletti. In genere parla come Aristofane, quello delle “Nuvole” ed è alloglotto toscano-pittoresco puro; talvolta si addentra nei Massimi Sistemi interpretando Aristotele: non si capisce niente però è furbo perchè in filosofia hanno sempre ragione tutti, e ti fa venire l’orchite. Con l’Empoli si è superato. Reduce dalla sconfitta nel derby, in sofferenza dopo il pareggio dell’indomito Giovinco, ha fatto proprio tenerezza: gli era rientrato il collo tutto dentro il paltoncino, tutto incassato fra le spallette (finalmente ho capito cosa significa la frase latina nomen omen). Il viso era quello di Lásló Löwenstein, meglio conosciuto come Peter Lorre, nel film «Il mistero del falco» di John Huston, dal romanzo noir «The maltese falcon» del grande Samuel Dashiell

va allungato molto, ma molto…» Negli anni ’80 collabora a Record, direttore editoriale Brera e responsabile Grignani. Ormai ricco e famoso si dedica al golf e in qualche verde campo dall’erba tipo moquette ambienta “Dalla parte del Killer“ (Ennepilibri, euro 15,50, pagg 270). Per la collana I luoghi del Delitto (Robbin ,pagg 280 Euro 9) scrive «La seconda volta del diavolo» con sopraluoghi minuziosi a Mougins presso l’hotel Vaste Horizon Costa Azzurra - reso famoso per un lungo soggiorno di Picasso che ne dipinse le pareti poi cancellate con bianca calce da un proprietario un po’ così. Oggi l’hotel Les Muscadins è meta di turisti speranzosi di rivivere l’epopea degli anni del grande Pablo (1935/37). I due libri saranno recensiti nei prossimi due numeri di questo settimanale nella rubrica «Cultura e Spettacoli»..

Gabriele Graziani ha appena ringraziato la curva e torna a centrocampo

Hammett: rivedere per credere. E la pelle lassa della testa gli formava larghe rughe sulla fronte, come il Bassett Hound quando si gratta, o scopa, e ti guarda con occhioni innamorati. Ripeto, spettacoloso. Ma ci sono anche quelli nor-

mali: per esempio Prandelli, serio, modesto, perbene. Simpatica Fiorentina. Auguri. È un campionato del cacio perchè, passata ‘a nuttata ha ripreso a comandare il Palazzo. Tu vai sul cacio, povero topolino, e scatta la trappola.

Alla ferrari il Gran Premio della Malesia

Kimi Raikkonnen taglia vittorioso il traguardo di Sepang.

Settimana scorsa ci eravamo sbagliati dubitando che le macchine di Maranello si sarebbero subito riprese dalla batosta di Melbourne. Invece ci sono riuscite e sarebbe stata una doppietta se un errore di Felipe Massa non avesse tolto di mezzo la sua rossa a pochi giri dalla fine. Il ragazzo è troppo irruente, secondo Stefano Domenicali, che ha ricevuto lo scranno di Jean Todt, e il fatto che il figlio dell’ex sia

procuratore di Massa non altera minimamente la realtà. Massa ha un contratto che scade tra due anni, ma noi non pensiamo che Luca Cordero e i suoi avvocati siano così ingenui da non prevedere clausole precise in caso di intemperanze dei piloti. La squadra più affiatata del mondo di Formula Uno non desidera rifare gli errori che sono costati alla Mc Laren il campionato del 2007: quindi nessun dualismo

il calcio

Eugenio Grignani

Foggia allo Zini dei 3 C’è di mezzo anche un 2

INTERMEZZO Chi è Giorgio Tomesani. Voci malignazze tirano a dire che é un’invenzione, una specie di fantasma: non è così. Ai tempi della Bocconi arrotonda scrivendo pezzi di verve straordinaria e di sport in coda ai gialli Mondadori, importante collana allora diretta da Alberto Tedeschi (dal ’55 al ‘79). Il vecchio Arnoldo quando legge i bilanci della collana scende a ringraziare tutti, autori e collaboratori compreso Giorgio. Appesa la laurea, il dott.Tomesani si specializza in marketing strategico (markétting umorizza di sé) e si occupa di distribuzione. Nato a Bologna “la grassa” sceglie la linea cibi e bevande, ma non trascura i primi amori tanto che nel 1969 vince l’Ambrogino d’Oro del Comune di Milano per un romanzo Opera Prima. Nella sua carriera di dirigente industriale approda alla bresciana Birra Wührer e poi alla Branca. «Il Fernet fa bene ma non si deve esagerare: d’estate quello alla menta

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alla Alonso/Hamilton. Tutta bella la pole e le due e le due Ferrari al comando, ma al nuovo capoclan non è piaciuto che subito in partenza fosse sfiorato l’aggancio tra i suoi due campioni proprio perché Massa ha stretto Raikkonnen fin quasi al contatto evitato dalla freddezza del neo campione del mondo. L’errore dell’insabbiamento dovuto alla disperata insistenza del brasiliano a tenere il passo di Kimi è stato evidente da subito e in formula viene perdonato. Ma ciò che ha fatto girare i cosiddetti ai responsabili delle scelte definitive è stata la dichiarazione di inaffidabilità della monoposto, con la quale aveva ottenuto il miglior tempo per la pole e camminato in testa fino al pit. Dichiara Domenicali: «Abbiamo perso punti importanti e anche se siamo solo all’inizio i punti sono sempre punti». Sembra oggi che la cordicella che lega il sudamericano alla Ferrari stia subendo qualche strappo al contrario di quando avviene per Alonso che vede irrobustire la sua fino a diventare una grossa fune. Cosa che piacerebbe a tutti i corridori di formula, Hamilton compreso. Oh yes.

U

na bellissima partita. E’ stata una bellissima partita giocata alla grande da tutte e due le squadre. Va bene amare i propri colori, io stesso mi ero seduto come un gagà al mio posto in tribuna: alla mia sinistra Michele Carelli di Teleradioerre e Diego Valente di Telefoggia, alla mia destra Vanni Carrara in veste di protofotografo. E’ la sua Leidenschaft dopo la prima, sulla quale sorvolo anche se consumate le poche sigarette a disposizione sembra un pesce in frega. Si parte agli ordini di Gallione da Alessandria. Annoto una Cremonese attiva contro le solite abitudini e mi convinco che ci siamo, le mie tre scommessine (da un Euro) son salve. Neanche un secondo: Ignoffo si intraversa tra le gambe di Temelin che si prepara sul dischetto. Non batte male, ma Agazzi intuisce e devia, qualcuno allontana verso il centro, Favalli in piedi alle mie spalle soffia un blando moccolo e sparisce, io tiro una riga sulla parola rete, ma una riga così feroce che strappa il foglio. Michele e Diego strillano nei loro microfoni che li potrebbero sentire a Foggia anche senza e vosano ancor più dopo tre minuti quando Di Roberto fa il suo mestiere davanti all’incolpevole Sirigu. I polsi tremano (i miei tre Euro…) spezzo le punte di due matite e mi distendo quando dalla gamba di Carotti, completa di piede, parte il tiro forte e preciso che Agazzi e la dea bendata respingono su Graziani. Io assegno mezzo gol a testa e non faccio dispetto a Ciccio. Siamo nei venti minuti più intensi della partita, ne son passati solo due quando ancora quel Roberto (senza Di per dispetto) esegue un cross perfetto per un destro altrettanto perfetto di Mounard. Salvatore incassa, l’arbitro fischia la palla al centro, Vanni straparla e a uno dei due di Foggia quasi gli scoppia la vena in fronte. Galderisi incita a braccia mulinanti, Mondonico accompagna i suoi con le dita della mano che par che giochi alla morra e passano i cinque o sei minuti più lunghi della mia speranza. Mario Tacchinardi, cross morbido in area, Graziani da un pezzo sogna e risogna, il suo profilo di falco non ha gran bisogno di ali, Agazzi non le ha e incassa il due a due. I quasi cinquemila presenti si sfogano, il Di Roberto ci prova un’altra volta, il nostro salvaporta esegue a puntino. Poi loro vanno per bevande tiepide o fresche a sorbirsi le prediche dei rispettivi allenatori, noi al bar dei “signori” per un caffè, un frizzantino, qualche fetta di colomba e i soliti inutili commenti. Secondo atto: mi è chiaro il perché su otto partite Nanu ottiene l’ottavo risultato utile. Questa volta è Del Core da breve distanza. Scopro che i bravi portieri oltre a manone e riflessi super hanno piedoni che si possono allungare oltre il cinquanta di numero scarpa. E Sirigu usa il suo destro. A fasi alterne si giunge in area Foggia, con Temelin che anguilla neanche fosse Zauli. Si scontrano in tre, e Graziani bello tranquillo segna il suo terzo. Tribune e curve resistono, per fortuna. Io vedo luccicare i miei tre Euro nuovi, ma faccio i conti senza l’unico errore di Gallione. La punizione, se c’era, era a due. Invece Coletti tira diritto, Sirigu non vede e scocca l’ora del pari. Così van le cose del calcio , non mi lamento e non deve farlo nemmeno Nanu.Fine del cinema.

UNDER 21 E AZZURRI Baku (Azerbaijan). L’Under 21 con al seguito anche il nostro Sirigu torna a casa in vantaggio di 2 a 0. Di solito le partite di Casiraghi da Monza portano buono alla nazionale maggiore. Questa volta nisba. L’amichevole giocata dagli Azzurri a Elche in Spagna termina 1 a 0 per quelli con la camiseta rossa, i nostri in bianco anche sul campo. Un gol veramente era stato realizzato e annullato a Toni per un fallo (?) commesso trenta metri dietro, nessuno ha capito perchè. L’arbitro austriaco ha seguito il gesto del guardialinee. Oltre il gol l’Italia incassa una valanga di complimenti da tutti, l’Italia sì, Donadoni no. Il CT è precario alla faccia delle dichiarazioni di Abate. Valgon più i dubbi di Rombo di tuono “Non mi meraviglierei se sentissi parlare di Lippi come successore, dopo l’ultima amichevole di Firenze il 30 maggio contro il Belgio, difficile sia Ancelotti”. Staremo a vedere


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Sport

Venerdì 28 Marzo 2008

Una partita da giocare serenamente La Vanoli sul parquet per la rincorsa al secondo posto

PALLANUOTO

di Cesare Castellani

E’ di scena il Chiavari, squadra che non ha mai vinto in campionato

L

a Vanoli, pur sconfitta non esce ridimensionata dalla partita di Ferrara contro la Carife. I ferraresi si stanno dimostrando la squadra più forte del campionato e marciano sicuri verso la promozione diretta. Alle altre non resta che battersi per i playoff, il risultato cui ambiva sin dall’inizio la squadra di patron Triboldi e che Cioppi si augura. Quinta in classifica al momento, la Vanoli punta ad un piazzamento migliore che potrebbe consentire il secondo posto. Per ottenerlo potrebbero non bastare le sei vittorie nelle ultime gare di campionato: ma il calendario sembra in discesa, le partite con le più forti sono ormai tutte alle spalle e giocare è d’obbligo. La squadra è in salute, è uscita dal ciclo terribile che il calendario le ha imposto nelle ultime settimane e ora gioca a memoria sicura della propria forza e dei propri mezzi. L’infermeria è vuota e Cioppi può disporre di tutti i suoi uomini: solo Corey Albano lamenta un leggero appannamento: al rientro dopo oltre sei mesi di stop ora accusa un po’ di stanchezza, ma nei programmi della società il suo recupero e il suo apporto devono sono rimandato proprio ai playoff. Domenica al Palasomenzi arriva l’Edimes Pavia, formazione che allinea alcuni giocatori di valore come Bagnoli, come McKie.

Cioppi, allenatore della Vanoli

Basket A/2 Basket Club Ferrara Banco Sardegna SS Trenkwalder Reggiana Pepsi Caserta Vanoli Soresina Carmatic Pistoia Fastweb Casale M. Fileni Jesi Coopsette Rimini Edimes Pavia Basket Livorno Veroli Basket Aget Imola Fabriano Basket Montecatini Terme Basket Novara

38 32 32 30 30 26 26 26 22 20 20 20 16 16 12 10

Formazione divisa dalla Vanoli da grande rivalità: basti ricordare che lo scorso anno fu proprio Pavia ad eliminare i nostri.

Nella partita d’andata la Vanoli, dopo un lungo inseguimento, vinse con un tiro-bomba di Reynolds da oltre metà campo quando mancava qualche centesimo di secondo al fischio finale, forse il momento più emozionante di tutto il campionato della Vanoli che annichilì il PalaRavizza che già stava inneggiando alla vittoria. Da allora, però, molto è cambiato: i pavesi hanno accusato calo di forma nelle ultime settimane e la loro classifica è nettamente al di sotto di quanto farebbe pensare il loro potenziale. La Vanoli per contro è migliorata, è divenuta più squadra, ha assimilato gli schemi di Cioppi, ha un Valenti e un Albano in più. Gioca in casa e la vittoria è possibile se si vuole arrivare a quell’agognato secondo posto in classifica. Quindi una partita da affrontare serenamente e con i nostri auguri.

Finalmente una giornata che si prospetta tranquilla ad attendere la Bissolati-WalCor di scena sabato alle 19,30 alla Piscina Comunale contro Chiavari, squadra derelitta del campionato, votata da settimane alla retrocessioni senza speranze (non ha mai vinto una partita) ma piena di giovani che anelano a fornire una sorpresa che prima o poi dovrebbe arrivare visto l’impegno e la determinazione dei liguri nonostante la scarsa classifica. Se a Chiavari ci si è ormai da tempo messo il cuore in pace, lo stesso non avviene a Cremona: atleti e dirigenti ci credono ancora e vogliono a tutti i costi la salvezza in modo da poter programmare con un a certa tranquillità la prossima stagione dopo aver salvato durante quest’annata la squadra e la società dal baratro in cui la precedente scriteriata dirigenza l’aveva gettata Chiavari non è proprio quello che si può definire un ostacolo insormontabile, ma la vittoria servirà certamente a ridare un po’ di morale ai giocatori di

BASKET B/2: di scena sabato al Palasomenzi

La Rossini’s vuole un posto di rilievo nella griglia dei playoff Grande entusiasmo alla ripresa degli allenamenti per la JuVi Rosini’s che si è immediatamente ritrovata dopo la breve pausa pasquale che ha certamente contribuito a ricaricare i giocatori pronti ora ad affrontare le ultime e decisive giornate di campionato. La vittoria di Como, in una partita che non poteva certamente esser data per scontata dopo le buone prove fornite ultimamente dai lariani ancora in corsa

per i playoff e le incertezze per contro palesate dagli uomini di coach Adami, ha portato crescente entusiasmo e rinnovato le energie anche di coloro che ultimamente non avevano reso quanto era nelle loro possibilità. Positivo anche l’ingaggio di “Eda” Degli Agosti negli schemi tracciati da Adami. La grande esperienza del giocatore cremasco ha contribuito ad accelerare il programma di inserimento

e il nuovo “lungo” della compagine del presidente Bonetti è ormai integrato completamente nella squadra e pronto ad offrire un contributo di classe e di esperienza che potrebbe rivelarsi decisivo nei playoff. Playoff che la vittoria di Como ha confermato matematicamente (sei punti di margine sul Como che sarebbe la prima delle escluse), ma per i quali si deve ancora aspramente combattere in vista degli

accoppiamenti finali. Quarta attualmente in classifica grazie al quoziente canestri su Verona, la JuVi può tranquillamente aspirare al terzo posto (più difficile agguantare il secondo attualmente occupato da Anzola che ha un calendario abbastanza facile): fondamentali saranno soprattutto le due partite casalinghe, quella di sabato con Castelnovo (che in classifica segue i grigiorossi a due sole lunghezze) e

la successiva contro Faenza. Nei confronti della prima, che scenderà sabato al Palasomenzi, la Rossinis accusa un –11 subito all’andata cui non sarà facile porre rimedio, mentre contro Faenza ha un +6 ottenuto in trasferta da difendere, ma anche contro i romagnoli non sarà facile visto che da allora i faentini sono molto cresciuti arrivando all’attuale terzo posto in classifica. CC

Classifica Serie A/1 Pro Recco Pompea Brescia Carisa Savona Tufano Posillipo Sori Nervi RN Florentia Sp Energia Catania Bogliasco Plebiscito Padova Bissolati WalCor SS Lazio Salerno Chiavari Nuoto

63 58 54 53 44 32 30 26 25 21 20 17 10 0

Maurizio Stagno in vista delle prossime partite che si presentano tutte assai ardue visto che si dovranno affrontare in rapida successione Sori, Brescia, Catania e sarà con molta probabilità proprio quest’ultima partita, da affrontare in trasferta, a decidere le sorti della Bissolati.

Classifica Serie B/2 Triveneta Net Padova Faenza Basket Bignami Anzola JuVi Rossini's Banca Popo Verona Coopsette Castelnovo ABC Utensili Varese Forti & Liberi Monza Ims Como Acmar Ravenna Blindo Office Valenza Marcora Castellanza Vertical V. Saronno MeCart Cavriago

32 28 28 26 26 24 22 22 20 20 18 16 14 12


Sport

Venerdì 28 Marzo 2008

CICLISMO: bene il CCC nel lungo weekend pasquale su due ruote

Per Costanzi e Guarneri una vittoria a testa di Cesare Castellani

vanti ad un ammirato Francesco Moser che la stessa gara aveva vinto, allo stesso modo, 38 anni fa. Ma veniamo ai successi dei nostri: la vittoria di Costanzi è arrivata il Lunedì di Pasquetta a Bagnolo di Nogarole Rocca: corsa per velocisti che il nostro ha dominato in uno sprint in cui finalmente lo hanno magistralmente guidato i compagni di squadra. Il CCC Arvedi sta soffrendo, in queste prime gare dell’anno, la mancanza di un corridore come Frisoni, abile ed esperto, che lo scorso anno guidava in modo impeccabile Costanzi nelle volate riuscendo a

masto scoperto e, a giochi ormai fatti, Bruno Leali non i è chiuso con è riuscito a trovare un sodue successi alstituto all’altezza di Frisoni. lo sprint il lungo I giovani compagni di Coweekend passtanzi si stanno dando da quale delle due fare, imparano il mestiere, ruote. Due sucma ogni tanto sbagliano cessi con quistati dagli ancora, ma la forma c’è, la sprinter Edo Costanzi e Jacondizione migliora e quincopo Guarnieri, confortati di si può star certi che, a anche dal meritatissimo poco a poco, Costanzi torsecondo posto guadagnanerà a vincere con contito da Michele Moschen, nuità con la stessa potenza portacolori del CCC Arvedi che ha dimostrato sul tranella gara più importante guardo veronese. disputata in questi giorni, il Mentre Costanzi vinceva a Palio del Recioto, corsa Nogarole, Jacopo Guarniedurissima che ha avuto cori si collaudava per una nome teatro il le colline retrovantina di chilometri al Gistanti la città di Verona e ro del Belvedere, ma lo che i sei Under 23 diretti da chiudeva anzitempo a causa del freddo, pronto comunque a rifarsi nella giornata di martedì al Gran Premio della Possenta di Ceresara ove si son dati appuntamento tutti i più forti sprinter del momento che, tagliati fuori dalla durezza del percorso del Recioto, hanno preferiEdo Costanzi arriva trionfante al traguardo di Nogarole (Foto Cailotto) to misurarsi sul piatto perBruno Leali hanno interprelanciarlo sempre alla perfecorso di Ceresara. tato in modo eccellente anzione negli ultimi duecento Qui c’è stata battaglia dalche se poi la vittoria è anmetri. Quest’anno Frisoni è l’inizio alla fine, ma le squadata al bravo rappresenvenuto a mancare all’ultidre dei velocisti, alla fine, tante della Zalf Gianluca mo istante avendo deciso hanno avuto la meglio e JaBrambilla che nel finale ha di abbandonare il ciclismo copo, come ormai succede avuto più birra in corpo di quando già aveva iniziato quasi sempre, ha messo tutti e se è andato a vincegli allenamenti invernali e il tutti nel sacco anche se re in perfetta solitudine dasuo posto in squadra è ristavolta, come ha confes-

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sato all’arrivo, il compito della sua squadra era quello di portare al successo Alex Buttazzoni, ma un improvviso cambiamento delle strategie di corsa, a duecento metri dall’arrivo, lo ha costretto a fare la volata al posto del compagno di squadra e a vincerla, precedendo, tra l’altro, un arrabbiatissimo Costanzi cui il quarto posto stava stretto alle spalle anche di Grendene e Andriy Kutalo, ma basta dare un’occhiata ai nomi di chi si è messo alle spalle (Montanari, Guardini, Merlo, Marzoli tra gli altri) per comprendere come il velocista dell’Arvedi stia tranquillamente nel Gotha degli sprinter italiani del momento. A Sesto Cremonese, nel frattempo, il ciclismo ha debuttato sulle nostre strade: volatona come previsto e mancato successo del vincitore dello scorso anno, Sonny Colbrelli che ha trovato sulla sua strada lo squadrone trentino della Liquigas che gli ha letteralmente tarpato le ali piazzando ai primi due posti Loris Paoli e Pier Paolo Penasa, entrambi al primo nella categoria. Bravo anche Cristian Rossi, lo scorso anno da allievo al CCC Arvedi (vincitore della 50ª Coppa Dondeo) e quarto al traguardo. Un buon viatico per il codognese che la sua ex squadra segue comunque da vicino. Prossimo weekend, intanto, a Collecchio di Parma e quindi la 42ª edizione della «Piccola Sanremo» due impegni importanti livello internazionale.

DUATHLON: Novecento iscritti al campionato italiano di staffetta

Domenica mattina il duathlon invade la città Trecento squadre per novecento atleti: ecco i primi numeri da record dei Campionati Italiani di duathlon a squadre in calendario domenica prossima, 30 marzo, a Cremona. Il Triathlon Cremona Stradivari, contrariamente a quanto sostenuto all’apertura delle iscrizioni (chiusura improrogabile a 250 team), ha deciso di affrontare un ulteriore sforzo organizzativo, appoggiato da Emilio Di Toro, presidente della Federazione Italiana Triathlon. «Siamo contenti ma non sorpresi da questi numeri – ha dichiarato proprio Emilio Di Toro -. È la prova di un movimento vivo, che non vede l’ora di tornare sui campi gara. Invito tutti i duatleti a venire a Cremona tranquillamente, pur essendo numerosi infatti non esisteranno difficoltà, data l’esperienza e il curriculum che vanta l’organizzazione del Triathlon Cremona Stradivari. Massimo Ghezzi e il suo staff, coadiuvati dalla Federazione, non avranno problemi a gestire questi numeri.»

Ludmjlla Di Bert (nella foto sopra), Monica Cibin e Irma Ventura difendono il titolo italiano conquistato nel 2007 per il Triathon Cremona Stradivari

Proprio con questi numeri il Campionato Italiano di duathlon a squadre 2008 entra nella storia della multidisciplina. Per la prima volta infatti in Ita-

lia si raggiunge quota 900, quota che ci avvicina alla realtà europea, quella +vivacizzata – in primis – dalle famose e ben frequentate tappe del circuito Powerman, tanto amate dai nostri duatleti e che superano i 1.000 partecipanti. La gara, che partirà alle 9.30 di domenica mattina da piazza Stradivari, si disputerà con la formula a staffetta e su un percorso completamente cittadino: ogni squadra ècomposta da tre atleti e ogni atleta deve correre un duathlon super sprint: 2,5 km di corsa, 10 km in bicicletta e 1,25 km ancora di corsa. I percorsi saranno completamente chiusi al traffico: questo comporterà la chiusura delle strade interessate dalla manifestazione dalle 9 alle 12.30 di domenica mattina. Il Triathlon Cremona sarà chiamato a difendere, col vantaggio di giocare in casa, il titolo itaiano conquistato lo scorso anno nella specialità con Monica Cibin, Ludmjilla Di Bert e Irma Ventura.

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KODOKAN: Campionato lombardo categoria “Esordienti”

Alessandro Conti è campione regionale

Gli “Esordienti” del Kodokan con Andrea Sozzi a Gorle: Silvano Lucini, Alessandro Conti, Benedetta Sforza e Marco Ungini

Ebbene sì: un’altra finale nazionale per il Kodokan. Dopo «Cadetti», «Juniores» e «Kata». Alessandro Conti, vincendo il Campionato regionale “Esordienti” per judoisti graduati fino a cintura verde, ha acquisito il diritto di partecipare alla successiva gara di qualificazione alla finale nazionale riservata ai judoisti graduati cintura blu/marrone e, con un ulteriore successo, ha conquistato il secondo oro in Lombardia e l’ammissione alla finale del Campionato Italiano “Esordienti” in programma a Roma il prossimo 5 aprile. Sei incontri disputati e sei

vittorie prima del limite: indubbiamente il migliore nella categoria al limite dei 45 kg.! Bene anche gli altri “Esordienti” del Kodokan. Silvano Lucini ha vinto nelle cinture verdi ma si è arenato al quinto posto nella prova successiva vittima della propria… esuberanza agonistica; bene Marco Ungini, anche se fermato da una svista arbitrale tanto in buona fede quanto clamorosa; brava Benedetta Sforza, bloccata dall’emozione ma dotata di buone potenzialità che non mancherà di esprimere in futuro.

PUGILATO: pesi superwelter e supermassimi

Si preannuncia un mese di grandi sfide Torna il pugilato, dopo la pausa pasquale, e si preannuncia un mese di aprile in grande stile che culminerà con il debutto al professionismo di Cristian Marchetti proprio il 30 del prossimo mese a Piacenza. Nel frattempo, dilettanti sul ring domenica pomeriggio a Cicognara (palestra Avosani): clou affidato al derby tutto cremonese tra Dernini (ABC) e Crotti (Rallyauto Crema) nei superwelter, mentre nei supermassimi Udrea in rivincita con il reggiano Troiano da cui fu sconfitto a Cingia de Botti nel luglio dello scorso anno. Il resto del programma è in via di definizione: mancherà

Dernini dell’ABC all’attacco

però Massimo Avosani il quale è in pieno allenamento per affrontare il torneo di selezione per i campionati europei di categoria in programma il 5 e 6 aprile, ma potrebbe rientrare Kevin Avosani, inattivo da oltre sei mesi a causa di un infortunio alla schiena.


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Bocce

Venerdì 28 Marzo 2008

CAMPIONATI DI SOCIETÀ’: La Bissolati elimina la Baldesio in un derby-thriller

La formazione cremonese ad un passo dalla finalissima Sabato 29 trasferta decisiva della Bissolati a Favaro Veneto di Massimo Malfatto vanti, ma a fatica e non con la solita marcia. La canottieri Bissolati supera anche il terzo turno del campionato italiano di società (2° categoria), ma impiega molto più fatica e tempo del previsto per eliminare la canottieri Baldesio, tutt’altra squadra rispetto a quella vista all’andata e nettamente sconfitta dagli “amici” rivieraschi per 2-0. Un derby emozionante, un cammino che doveva essere in discesa per Ronda e soci, ma che si è rivelato più ostico e complicato del previsto per un’evidente crisi di gioco di alcuni giocatori bissolatini. Era un compito difficile, quasi impossibile per la formazione di Mauro Capellini di rimediare alla debacle dell’andata, ma la bocciofila di via Al Porto ha sfiorato la grande impresa e si è arresa, con onore, solamente nel finale. Inizio di match favorevole alla Bissolati grazie alla formazione composta da RondaGenerali-Clementi che s’impone nettamente su Mosconi-Casalini-Codazzi per 8-2 e 8-5. Sull’altra corsia un irri-

A

La Canottieri bissolati (2^Categoria) si aggiudica il derby cittadino

Giovani bocciofili ok Ancora una splendida performance dei nostri giovani bocciofili impegnati a Vobarno nel 4° trofeo Manital, gara nazionale Junior. Ha vinto, alla grande, Antonio Minerva che in finale ha superato Marcello Barcellesi per 12-11. Terzo posto per il bustocco Francesco Raimondi ed ottimo quarto posto per Alessandro Clementi battuto da Barcellesi per 7-12 in un incontro che ancora “brucia” al bissolatino. Lo show cremonese ha avuto il suo epilogo nella categoria esordienti con il successo di Mattia Visconti che in finale ha avuto la meglio sul veneziano Micheal Micheletto.

conoscibile ed evanescente Antonio Minerva viene “strapazzato” da G.Carlo Zambelli con un perentorio 8-0 ed 8-3. La giornata negativa per la giovane band bissolatina prosegue anche nel secondo turno di match dove un Alessandro Clementi in evidente difficoltà e corpo estraneo della partita subisce un “cappotto” da Giuseppe Mosconi nel primo set, viene sostituito a metà del secondo da Bruno Milanesi, ma con risultati devastanti (0-8!). Per fortuna della Bissolati la coppia Ronda-Minerva vince il primo set (8-2) e viene scongiurato il rischio del “tiro ai pallini”. Bocciofila bissolatina ad un passo dalla finalissima di Brescia, ma per conquistarla dovrà superare l’ultimo ostacolo che si chiama bocciofila “Serenissima” di Venezia. L’incontro di andata è previsto per sabato 29 (ore 14.30) sulle corsie del bocciodromo di Favaro Veneto, mentre il ritorno è in programma il 5 aprile tra le mura amiche.

MEMORIAL BONVINI Il leit-motiv di questo fine settimana boccistico, oltre all’incontro del campionato di società che vedrà impegnata la canottieri Bissolati, sarà la finale della gara a terna in programma sulle corsie del bocciodromo ferroviario. Grande successo ha riscosso il 1° Memorial Andrea Bonvini che ha visto la partecipazione di 128 formazioni (ben 384 giocatori!) in rappresentanza dei comitati di Cremona, Crema, Lodi, Piacenza, Brescia e Mantova. Ancora un notevole sforzo organizzativo, terzo stagionale, per i solerti dirigenti ”ferrovieri” guidati da Fiorenzo Nicoli che in collaborazione con i familiari ed i tanti amici del “Bomber” lo hanno voluto ricordare ad un anno esatto dalla sua prematura scomparsa con questa manifestazione. Una gara a terne ha un fascino diverso, incontri molto più divertenti ed incerti ed in queste due settimane non sono man-

cate le sorprese. Tra gli altri hanno vinto il girone Trombini-Torresani-Amighini, Vitali C-Vitali P.-Coppetti, Miini-Gaimarri-Ghisolfi, Marzolini-MarzoliniGerevini, Campi-Corbani-Parmigiani e Ripari-Cremonesi-Ghidetti. Successi anche per i beniamini di casa Boccali-Belli-Parmagnani e Barbieri-Sacchini-Biazzi che il destino vuole che s’incontrino negli ottavi di finale. Le finali inizieranno sabato 29 alle ore 18 sotto la direzione di gara di Ennio Clementi, si giocherà sulle corsie del Comunale, Stradivari e Dopolavoro Ferroviario dove si concluderà la manifestazione. Si preannuncia una serata intensa, ricca di emozioni e di sorprese dove non mancherà la gradita presenza della vedova Adriana Bonvini, della figlia Sabrina e dei tanti amici che hanno avuto il piacere di conoscere ed apprezzare il mitico “Bomber”. MM

ITALIANI DI SOCIETA’

La Canottieri Flora supera Sinigo 2 a 0 ed ora l’attende l’incontro di ritorno Pasqua serena e felice per la canottieri Flora dopo il successo (2-0) sulla bocciofila Sinigo, nell’incontro di andata del campionato italiano di società di 1° categoria. Una vittoria meritata ed importante quella della formazione cremonese, che vale una buona fetta di qualificazione alla finalissima in programma a metà maggio sulle corsie bresciane. La politica dei piccoli passi e il suo gioco speculativo hanno consentito alla squadra rivierasca di mettere una grossa ipoteca sulla fase finale di questa importante manifestazione ed accarezzare il grande sogno, ma per fare che si realizzi la formazione guidata dal funambolico Primo Massarini dovrà giocare ad alti livelli anche il match di ritorno sulle corsie del bocciodromo comunale di Bolzano. Avvio da brividi per la formazione cremonese: infatti la terna composta da Zinetti-Campanini-Scandelli viene “strapazzata” nel primo set (1-8), ma recupera vincendo alla grande il secondo per 8-4. Sull’altra corsia un attento ed esperto Attilio Marzolini s’aggiudica il primo set per 8-5, ma deve cedere il secondo al friulano per 6-8. La seconda parte dell’incontro è tutta di marca «Flo-

ra». Il primo a dare la scossa è Massimo Campanini, in questo momento vero punto di riferimento della formazione rivierasca che, confermando il suo stato di grazia, s’impone con disinvoltura su Marcante per 8-5 ed 8-1 nell’incontro di specialità individuale. Ottima prestazione, soprattutto per continuità ed efficacia, anche della coppia

La formazione di Categoria A della Canottieri Flora

Zinetti-Marzolini che non lascia scampo agli avversari bolzanini infliggendogli un perentorio 8-3 ed 8-1. Ora una settimana di preparazione, ma già cresce la febbre per l’incontro di ritorno in programma sabato 5 aprile sulle corsie friulane, un appuntamento da non fallire per Campanini e soci e soprattutto per un rilancio del nostro boccismo cremonese. MM


Speciale Ecologia di Silvia Galli Un problema da non sottovalutare è quello della zanzara tigre, insetto che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede, rendendo necessarie tempestive contromisure, già da questa stagione, per prevenirne l’invasione nei mesi più caldi, con tutto ciò che ne consegue. Importata nel mondo occidentale dall’Asia probabilmente attraverso il commercio di copertoni usati, dove evidentemente ha trovato

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Minaccia zanzara tigre: via alle contromisure sia negli Stati Uniti che in Europa, arrivando a costituire un serio motivo di preoccupazione sanitaria e am-

Il comune di Cremona ha lanciato la campagna di sensibilizzazione

Le punture possono essere molto fastidiose

una nicchia adatta alla propria diffusione, la zanzara tigre (Aedes albopictus) si è diffusa abbondantemente

Venerdì 28 marzo 2008

bientale. L’aspetto caratteristico la rende ben riconoscibile: grazie al corpo nero a bande trasversali bianche

sulle zampe e sull’addome e con una striscia bianca che le solca il dorso e il capo, si distingue dalle altre zanzare per le abitudini e il ciclo di vita. Grazie alla sua versatilità, la zanzara tigre è riuscita a superare barriere ambientali notevoli. Aedes albopictus è vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra cui la Chikungunya, la dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti nelle zone tropicali e in numerose zone dell’Asia. Nelle nostre zone questi agenti patogeni sono assenti e quindi questo rischio è solo teorico. Anche la sola puntura della zanzara tigre rappresenta un problema. Si tratta infatti di un insetto molto aggressivo, che punge soprattutto nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto e al tramonto, e riposa di notte sulla vegetazione. Le sue punture procurano gonfiori e irritazioni persistenti, pruriginosi o emorragici, e spesso anche dolorosi. Nelle persone particolarmente sensibili, un elevato numero di punture può dare luogo a risposte allergiche che richiedono un’attenzione medica. Ecco perché dall’assessorato alle politiche ambientali di Cremona, è partita la campagna di pre-

venzione. E in Giunta l’assessore alle politiche ambientali Carlo Dal Conte ha illustrato le iniziative che saranno intraprese per il controllo e la prevenzione contro la diffusione della zanzara tigre. Poiché il monitoraggio effettuato negli anni passati ha stabilito che il territorio comunale è un’area nella quale la zanzara tigre si è ormai insediata ed abbondantemente diffusa, l’Amministrazione ritiene doveroso proseguire con i trattamenti larvicidi già intrapresi con successo nella primavera/estate 2007 nelle aree più infestate della città oltre che in altre zone su segnalazione dei cittadini. Tuttavia, le aree pubbliche sulle quali il Comune può intervenire costituiscono solo una parte minimale dei siti a rischio di infestazione: la maggior parte delle zone a rischio sono infatti di proprietà privata. Per contrastare efficacemente la diffusione della zanzara tigre, si

La terribile zanzara tigre

rende necessaria la collaborazione attiva dei cittadini, che sono chiamati a mettere in atto comportamenti e misure di prevenzione ed eventualmente trattamenti nelle aree di loro competenza. La Giunta Comunale ha pertanto deciso di attuare una campagna di comunicazione e sensibilizzazione rivolta alla popolazione con lo scopo di fornire ai cittadini informazioni utili ed invitarli a collaborare fattivamente adottando comportamenti idonei a contenere e preve-

nire la diffusione della zanzara tigre sulle aree private, oltre all’emissione di una apposita ordinanza sindacale nella quale verrà prescritto alla cittadinanza, alle ditte che detengono copertoni o che effettuano attività di rottamazione-demolizione auto interventi e azioni utili a contenere e prevenire la diffusione della zanzara tigre. Inoltre la Giunta ha stabilito che il trattamento larvicida venga esteso a tutti i tombini e pozzetti della città esistenti in area pubblica (27mila circa).


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Speciale Ecologia

Venerdì 28 marzo 2008

Di Enisa Gordani E’ certo che il verde pubblico e privato sia fattore determinante e irrinunciabile di qualità della vita. Occorre pertanto salvaguardare con tempestività e professionalità questo patrimonio, che a causa delle cattive condizioni di vita, attacchi di funghi, insetti vecchi e nuovi, oltre che dell’inquinamento è sottoposto a forte rischio. Per la difesa si possono utilizzare mezzi agronomici, meccanici, biologici e chimi-

Proteggersi dai parassiti è importanteperlasalute dottero polifago, e che si trova su molte piante. L’attacco inizia di solito su gelso e acero, che vengono

Alberi a rischio

ci. La scelta del tipo di intervento dipende essenzialmente dalle caratteristiche del parassita e della localizzazione dell’intervento. Per l’intervento si devono quindi prendere in considerazione gli aspetti tecnici e quelli normativi. Uno dei parassiti più comuni, che purtroppo ogni primavera infesta le nostre strade, è l’ifantria che è un lepi-

utilizzate come piante spia, ma poi si sposta su altre latifoglie. Le larve iniziano a vivere in modo gregario formando nidi sericei dove si riparano, questi involucri impediscono agli insetticidi tradizionali di colpirle. I danni maggiori sono dovuti alla seconda generazione perché l’attacco è massiccio e si può arrivare alla completa defo-

gliazione. Il ciclo inizia in aprile-maggio con lo sfarfallamento, a cui segue l’accoppiamento e la deposizione delle uova, di solito sulla pagina inferiore delle foglie ben esposte. Normalmente si hanno due generazioni annue sverna come crisalide in ricoveri vari. Si devono controllare le piante ospiti che ci segnalano l’inizio dell’attacco. Se possibile eliminare i primi focolai, asportando i nidi. La lotta chimica va impostata contro le giovani larve della prima generazione, quando le nascite sono più omogenee. C’è poi la Cameraria, che è un piccolo lepidottero lungo appena 3 mm e con apertura alare di 7 mm, di colore bruno con evidenti striature bianco-argente. Sverna come crisalide all’interno delle foglie. A primavera dalle uova deposte sulla pagina superiore della foglia, fuoriesce la larva che penetra tra le due epidermidi della foglia. Attacca quasi esclusivamente l’ippocastano a fiori bianchi. Forti attacchi della cameraria riducono lo sviluppo vegetativo della pianta e nei casi più gravi si arriva alla efogliazione anticipata. Si può rilevare l’attacco con l’uso di trappole a colla e col feromone. Si devono raccogliere e

distruggere le foglie cadute per eliminare le crisalidi svernanti. Altro noioso parassita delle nostre piante è la Tingide americana del platano. Questo rincote è oramai diffuso dappertutto e attacca soprattutto il platanus occidentalis e il racemosa, ma può attaccare anche il frassino e il tiglio. In primavera infesta la pagina inferiore delle foglie. Le punture provocano una caratteristica decolorazione localizzata prevalentemente nella parte centrale della foglia. Sverna come adulto sotto la corteccia. La lotta va effettuata precocemente contro le neanidi e ninfe della prima generazione. La metcalfa è invece un insetto polifago, che può vivere su ben 200 specie vegetali arbustive, ornamentali, frutticole ecc. e non avendo antagonisti naturale continua la sua espansione. Le nascite sono scalari, e gli stadi giovanili compaiono dalla seconda metà di maggio. L’attacco è facilmente visibile per l’abbondante strato di cera bianca che avvolge le larve. In assenza di piogge, la melata è preda di "fumaggini" che marcano tutti gli organi vegetali. In estate c’è una elevata produzione di melata, che spesso rende disagevole utilizzare aree ver-

Interventi e tecniche: tutto dipende da tipo di parassita e località

Un parassita delle piante

di, parchi, giardini, e marciapiedi. Nelle aree urbane l’infestazione interessa viali, giardini, aiuole. Inoltre l’adulto può creare fastidi entrando nelle case. Compie una ge-

nerazione all’anno. Sverna come uovo, riparato nelle screpolature della corteccia. Lo sviluppo si completa in due mesi; gli adulti compaiono da luglio in poi.


Il Piccolo Giornale