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Latiano

arte | cultura | tradizioni | gastronomia


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Comune di Latiano

Azioni integrate per promuovere lo sviluppo turistico

“Azioni integrate per promuovere lo sviluppo turistico” “TUR.GRATE 2” – Codice: “0049”

“InteGRATEd actions to promote sustainable ToURist development” “TUR.GRATE 2” – Code:0049

Il presente progetto, denominato “Azioni integrate per promuovere lo sviluppo turistico - TUR.GRATE 2 “, in conformità con la comunicazione della Commissione europea (COM/134/06/CE) del 17 marzo 2006 concernente la nuova politica comunitaria per il turismo, mira a sistematizzare un insieme di interventi di tutela. Conservazione, valorizzazione, promozione e migliore fruizione delle risorse naturali, paesaggistiche e culturali delle aree di progetto e, conseguentemente, a rafforzare, in un ottica di sostenibilità, la competitività delle destinazioni turistiche adriatiche coinvolte, appartenenti a diverse aree dei territori Italiano, Albanese, Montenegrino e Greco. Al fine di realizzare i propri obiettivi, il progetto, prevede l’attuazione delle seguenti attività: • realizzazione di diversi incontri di animazione territoriale, sia a livello transfrontaliero che, a livello territoriale, finalizzati a coinvolgere tutti gli operatori della filiera turistica per la creazione di un sistema aggregato transfrontaliero pubblico e privato per la gestione del prodotto turistico; • allestimento e avvio di 7 centri di servizio, che saranno in grado di fornire diversi servizi turistici qualificati per migliorare il tenore di vita delle comunità coinvolte e avvio di nuovi centri nelle nuove aree del progetto; • pianificazione e conseguente collocazione di segnaletica turistica per individuare e promuovere risorse e servizi locali e transfrontalieri; • implementazione di strumenti comuni per migliorare i prodotti agro-alimentari e artigianali, con particolare attenzione alla filiera di produzione tipica nelle aree obiettivo. Questi strumenti saranno: un’analisi delle produzioni tipiche trans-frontaliere e lo scambio di informazioni tra i partner; ridefinizione del paniere di prodotti tipici che connotano i territori target; elaborazione di uno studio di “Life Cycle Assessment” (LCA) per ogni prodotto selezionato; completamento

The present project, named “InteGRATEd actions to promote sustainable ToURist development - TUR.GRATE 2”, in compliance with the Communication of European Commission (COM/134/06/CE) of 17 March 2006 on a renewed EU Tourism Policy, aims at improving protection, preservation, valorization, promotion and best fruition of natural, landscape, cultural, cross-border resources and, consequently, at reinforcing, in a sustainable way, the competitiveness of the involved Adriatic tourist destinations, belonging to the different areas of Italian, Albanian, Montenegrin and Greek Countries. In order to purchase its goals, the projects, schedules the implementation of the following activities: • realization of several animation meeting, both at cross-border and at territorial level, to involve all operators of tourist chain for the creation of a tourist product management cross-border integrated system both on public and private bases; • preparation and start up of 7 service centers , which will be able to provide different qualified tourist services to enhance the living standard of the communities involved and start up of new ones in the new project areas; • planning and consequent placement of tourist signs to individualize and promote local and cross-border resources and services; • implementation of common tools to improve agro-food and handmade products, with attention to the chain of typical production in target areas These tools will be: an analysis of cross-border typical productions and information-exchange among partners; redefinition of typical products pannier connoting target territories; elaboration of a “Life Cycle Assessment” (LCA) study for each selected product; completion of management procedure of crossborder collective trademark for selected products (agro-food and handmade typical products); 3


della procedura di gestione di marchi collettivi trans-frontalieri per i prodotti selezionati (prodotti tipici agro-alimentari e artigianali); • identificazione di strutture ricettive pilota, da accompagnare in un processo di registrazione/certificazione Ecolabel/Emas; • programmazione di un innovativo software al fine di razionalizzare e qualificare la rete dei servizi turistici pubblici; • azioni concrete per la protezione del patrimonio e delle risorse culturali (rurali, artistiche e archeologiche); • creazione e promozione di nuovi prodotti tematici alternativi; • realizzazione di un Programma di eventi culturali (gallerie d’arte con contestuali laboratori di restauro, rappresentazione di danza e musica, eventi di scambio culturale per promuovere le origini storiche e le tradizioni); • attuazione di misure di informazione, comunicazione e capitalizzazione destinate a suscitare l’interesse dell’opinione pubblica e delle parti interessate nei valori culturali e naturali e a renderli consapevoli dell’importanza di azioni di salvaguardia delle identità culturali.

• identification of pilot receptivity structures to be accompanied in an Ecolabel/Emas registration/ certification process; • programming an innovative software system in order to rationalize and qualify tourist public services network; • concrete actions for the protection of cultural (rural, artistic and archaeological) resources and heritage; • creation and promotion of new alternative thematic tourist products; • accomplishment of a cultural events Programme (art galleries with contextual restore laboratories, dance and music representations, cultural exchange events to promote historical origins and traditions); • implementation of information, communication and capitalization measures intended to arouse the interest of public opinion and stakeholders in cultural and natural values and to make them aware of the importance of actions to safeguard cultural identities.

The TUR.GRATE2 project is co-funded by the European Union, Instrument for Pre-Accession Assistance (IPA)

The TUR.GRATE2 project is co-funded by the European Union, Instrument for Pre-Accession Assistance (IPA)

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Latiano

Latiano è una città situata sull’antica via Appia che da Brindisi porta a Roma, (ss.n.7), in territorio pianeggiante e circondata da distese di ulivi secolari. Fondata intorno all’anno 1000, dal 1400 feudo delle famiglie D’Alamo, Francone, De Santis e Imperiali, sino al periodo napoleonico. Dal 1800 segue le vicende dei Borboni del Regno delle Due Sicilie, e infine dell’Italia unita. Dal 2006 ha il titolo di città. Latiano è nota per aver dato i natali al beato Bartolo Longo (1841- 1926), fondatore della città di Pompei, del santuario e delle opere annesse.

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Latiano is a town sited on the ancient Appia road, it has a flat land surrounded by age-old olive trees rows. Founded towards XIth century, since XVth century it was under control of D’Alamo family, Francone, De Santis and Imperiali until Napoleonic era. Since XIX th century it was involved in the course of Borboni events and into Italy unit. In 2006 Latiano gains the title of “city”; it is famous because here was born the beatified Bartolo Longo (1841-1926), founder of Pompei city and its Sanctuary.

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piazza umberto i - PALAZZO IMPERIALI La piazza principale della città è dominata da Palazzo Imperiali, ex castello, con semplice facciata ed elegante balconata in pietra. Sede delle famiglie feudatarie di Latiano, è stato più volte rimaneggiato e trasformato. La struttura attuale risale al 1724 e si deve alla famiglia Imperiali, ultimi feudatari.

Central square of Latiano is dominated by Imperiali Palace, ex castle, with its simple façade and an elegant stone balcony. Seat of the most important families of Latiano, it was so many times restored and changed. The modern structure dates back to 1724 during Imperiali period, last barons.

BIBLIOTECA CIVICA - PUBLIC LIBRARY Nella splendida cornice di Palazzo Imperiali, dopo il restauro, dal 2005 ha sede la Biblioteca civica “G.De Nitto “, la Mediateca comunale e la sala multimediale “G:Rubino”. La Biblioteca dispone di circa 70.000 volumi con fondi antichi e moderni, l’Archivio storico comunale ed una ricca fototeca di immagini della città. La biblioteca fa parte del Servizio Bibliotecario Nazionale e i cataloghi sono disponibili on line attraverso il sito di Internet Culturale o l’OPAc della Provincia di Brindisi. La sala multimediale “G. Rubino” ha numerose postazioni internet riservate agli utenti e viene utilizzate per corsi di formazione e lezioni in videoconferenza con l’Università di Lecce. La mediateca comunale , aperta al pubblico nel 1999 ha un notevole patrimonio audio-video di cd,dvd e vhs. Agesilao Flora “Pittore e idealista”. Nato a Latiano (1863- Lecce 1952), nel 1927 esegue gli affreschi nel salone di rappresentanza di Palazzo Imperiali all’epoca sede del municipio. I tre quadri rappresentano Roma, il Salento e l’Italia.

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In the fantastic setting of Imperiali Palace, after the restoration, since 2005 there is the Public Library “G.De Nitto”, mediateca and multimedia room “G.Rubino”.There are 70.000 ancient and modern books, the historical Archive and a rich foto gallery of images of the city. It is part of the National Library System; it is possible to consult books using reading-room, and to borrow books with a particular control system (the external or interlibrary loan taking ). Book lists are available online on the site Cultural Internet or OPAC of Brindisi province. Multimedia room is often used for videoconference with University of Lecce. Agesilao Flora “painter and idealist”. Born in Latiano (1863-Lecce 1952), in 1927 he realizes the frescos of the stateroom of Imperiali Palace in that period the seat of town-hall. Paintings represent Rome, Salento and Italy.

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CHIESA DELL’IMMACOLATA In piazza Umberto I, attigua a Palazzo Imperiali, si trova la Chiesa dell’Immacolata, cappella gentilizia della famiglia Imperiali e inaugurata nel 1765. L’interno a croce greca, è ricca di stucchi, fregi e marmi di fattura napoletana, contiene tele di pittori salentini. Da segnalare la tela di san Nicola, vescovo di Mira. In Umberto I square, next to Imperiali palace, lies the Church of Immacolata (Our Lady of Sorrows) noble chapel of Imperiali family built in 1765. The inside plant, Greek cross shaped, has notable plaster decorations and precious paintings of salentini painters. the painting of Saint Nicola, bishop of Mira that dates back to the XVI century and whose author is unknown. It is the most ancient painting we have in Latiano.

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TORRE DEL SOLISE Da sempre denominata Torre del Solise, fu costruita da Paolo Francone quale sua dimora privata, prima che divenisse feudatario di Latiano nel 1600, anno in cui acquistò il feudo dal nipote Andrea Francone. Nel 1611 fu costretto a vendere il suo feudo con i beni burgensatici a Marc’Antonio De Santis. Diverse famiglie nobili si sono succedute nel corso degli anni, e l’immobile compare nel registro del Catasto Onciario del 1753 proprietà della famiglia Coletta. Nel corso dell’800 risulta proprietà della famiglia De Nitto, poi della famiglia Nacci che l’ha venduta all’amministrazione comunale nel 2003. La proprietà dell’ente pubblico ha consentito la salvaguardia della Torre evitando la demolizione nel 1979 , tentata dai proprietari dell’epoca, per motivi di sicurezza in quanto pericolante, ma in realtà per farne area edificabile. L’abbattimento fu evitato per intervento della Soprintendenza ai monumenti con decreto di vincolo del 21.06.1979. La proprietà del comune di Latiano ha consentito che detta Torre fosse recuperata, restaurata e restitutita alla città nel 2009. La costruzione di questo edificio si fa risalire al 1528, data presente sulla cornice della finestra nella parte est del fabbricato. Ha pianta quadrangolare composta da piano terra, piano ammezzato, oggi inesistente, e piano nobile, con volte a botte e il pavimento in basolato calcareo. Le quattro facciate sono ornate da finestre con cornici e timpani finemente decorati. Sul piano alto si affacciano disposte simmetricamente ai lati della facciata finestre rettangolari riquadrate da cornice scanalata decorata da cinque rosette: quattro agli angoli ed una al centro. Due mensole aggettanti, sorrette da volute e decorate con motivi floreali reggono l’architrave. Tutte le finestre hanno inciso motti simili a quelli presenti a Palazzo Imperiali. La trabeazione, molto elegante, si presenta con piccoli fregi, mentre una cornice aggettante marcapiano chiude ai quattro lati la torre.

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Always called Torre del Solise, was built by Paolo Francone as a private house before he becoming the baron of Latiano in 1600. In 1611 he had to sell the feud and udal properties to Marc’Antonio De Santis. Different baron families lived in such as Coletta, De NItto, Nacci. The latest one sold it to municipality in 2003. In 1979, because of the instability of the construction, the owners decided to demolish it but the Superintendence of the Cultural Property (Beni Culturali) stopped its demolition with the decree of bond (21/6/1979).Some years later the Municipal Administration had interest about the tower and adopted some precautionary measures to shelter the establishment and tried to restore and to keep the rooms of the ground floor. The building dates back to 1528 but the inscription of this date, on the dripstone of a window, probably shows the year of the first restore. The tower has a quadrangular plan and it is divided into ground floor, mezzanine floor (destroyed) and first floor. The smooth and simple façade made with carparo and tuff, presents rectangular windows and the architrave. The windows are surmounted by the dripstones and by the gables that are ornated with some floral elements. The architrave is supported by two big jutting corbels, which, in the same way, are supported by the volutes. On the dripstones of the windows there are some inscriptions, which show the moral rules. The façade ends with a jutting dripstone. The rooms are simple and tasteful; they present different volutes and fireplaces decorated by some floral and anthropomorphous Renaissance elements.

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Su via santa Margherita, di fronte alla Torre del Solise, casa natale del beato Bartolo Longo, beatificato nel 1980, e fondatore della città di Pompei , del santuario e delle opere annesse. Al piano terra esempio di frantoio del 1700, con macina in pietra, sede del Museo della Ceramica. Poco distante l’elegante ex Convento dei Domenicani con annessa chiesa dedicata alla Madonna del Rosario. Opposite to Solise tower on Santa Margherita street, there’s Bartolo Longo palace, known as the native home of one of the most important people of Latiano: the beatified Bartolo Longo (Latiano 10 febbraio 1841-Valle di Pompei 5 ottobre 1926). Founder of the Pompeian Basilica, Pompei Valley and marian works; he has been beatified on 26th October 1980 by Giovanni Paolo II pope. . In the groundfloor you find an ancient oil-mill (XVIII century) and the museum of ceramics (pottery). Not so far there’s the elegant ex Dominican Monastery and the Church consacrated to Madonna of Rosary

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CONVENTO DEI DOMENICANI La venuta dei padri domenicani nel 1586 lascia alla città di Latiano un esempio di architettura in pietra locale in questo convento. L’ Università di Latiano costruisce per i frati predicatori il primo nucleo del convento ad opera di maestri neretini. Al nucleo principale fu aggiunta la parte moderna nel 1754, mentre era sindaco Carlo Ribezzi. Dell’antico chiostro sopravvive l’ala ‘500esca inglobata nella struttura del convento ed un solo lato del chiostro del 1700. Il primo piano è stato ricostruito nel 1970, nell’ala del 16° secolo, con volte piane. All’interno esempi di volte a botte e a crociera (di cui una a “ croce di Malta “). La facciata si presenta con due portoni di ingresso: quello originario ad arco a tutto sesto arricchito da rosette scultoree, sul quale si trova una finestra con un balconcino limitato da colonnine in tufo che poggiano su un ricco motivo decorativo a volute. La struttura architettonica ha avuto nel tempo diverse destinazioni d’uso (municipio, scuola elementare, sede dell’attività ginnica delle associazioni di regime nel periodo fascista; poi cinema e teatro negli anni ’30 sino agli anni ’60); infine sede di varie associazioni culturali. Dopo il restauro, grazie ai finanziamenti pubblici erogati dalla Regione Puglia, è sede del MUSEO DELLE ARTI E TRADIZIONI DI PUGLIA, con le sezioni del Museo del vino , delle Stoffe ed Abbigliamento e il Museo del Sottosuolo “Pietro Parenzan”. The presence of Black friars in 1586 is attested by this architectural model made in local stone. Monks built the first part of the convent thanks to “neretini” workmen. Modern structure was added in 1754.The first floor was renovated in 1970 adding flat vaults but inside we find barrel and cross vaults. Façade has two front doors: the originally with a semi-circular arch surmounted by a window with a jutting little balcony bordered by little balusters of tufa. The building has been intended for different purposes: the office of the Municipal- Police until the first years of 1900, a primary school, in the courtyard took place the gymnastics activity controlled by associations of the Fascist regime. It became theatre and then movie house cinema until 1960. Nowadays it is the location of Apulia Arts and Traditions Museum that includes a section about ethnography, local civilization, ceramics and wine and the Museum of Subsoil founded by Mr. Pietro Parenzan in 1977. 13


CHIESA DEL ROSARIO Chiesa annessa al convento dei domenicani, all’inizio fu dedicata a Santa Margherita , patrona della città di Latiano dal 1650, poiché inglobava un preesistente beneficio della famiglia Francone, feudatari della città. La chiesa ampliata nel 1678, assume l’aspetto attuale nel 1754 quando il convento da vicariato assunse il titolo di priorato elettivo con la presenza di 12 frati. Nella prima metà dell’ 1800 fu coperta con volte in muratura sostituendo il soffitto ligneo. All’interno si conserva una parte della originaria struttura del ‘500. Di notevole pregio artistico tele di pittori del 18° secolo.

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MUSEO DELLE ARTI E TRADIZIONI DI PUGLIA Next to the Domenicani Monastery, at first it was consecrated to Saint Margherita, patroness of Latiano since 1650 because it englobed an old build property of Francone family, barons of Latiano. The Church was enlarged in 1678 but in 1754 the monastery became an elective priorate with 12 monks. In the first part of XIX century the wood ceiling was substituted with a masonry vault. Inside you can admire valuable paintings from 19° century.

Inaugurato nel 1974 a cura dell’Associazione Pro Loco di Latiano sotto la direzione del prof. GiovanBattista Bronzini, uno dei maggiori studiosi di etnoantropologia del ‘900. Questo museo è nato dalla volontà di alcuni appassionati di cultura materiale che hanno cercato i più svariati oggetti del nostro recente passato coniugando gli stessi con gli ambienti a cui si riferiscono. Visitando questo museo affiora la genuinità e la povertà del mondo contadino ove si raffigura la vita di tutti i giorni, nei campi, nelle botteghe, nella famiglia. Il Museo rappresenta uno dei pochi momenti di collegamento tra la cultura popolare moderna e la civiltà contadina e artigianale che se pur vicina a noi, è quasi del tutto scomparsa. L’utilità didattica di questo museo è nella disponibilità a recepire un modello di vita che è stato nei paesi e nelle campagne di Puglia in un passato recente. La raccolta copiosa di manufatti e utensili, ormai in disuso, non è completa, perché sempre si aggiungono altri oggetti. Molto interessante in questo museo è la ricostruzione degli ambienti essenziali della casa tipo pugliese: ambiente casalingo, artigianale, agricolo. Ambiente Casalingo La ricostruzione è semplice ed emblematica. Si compone del vano cucina con il focolare, punto convergente della vita familiare: in sua funzione sono gli utensili, la panca, i tegami, i piatti. L’ortale ricostruito fedelmente con tutti gli attrezzi utilizzati dalle casalinghe per le faccende domestiche, come il pozzo, i grandi recipienti di argilla per la raccolta dell’acqua piovana, il tralcio della vite a pergola ed i vasi con le erbe aromatiche, la vasca in pietra per lavare i panni. Infine la camera da letto, composta dal letto, cassapanca, toiletta, lavabo e comodini. Ambiente artigianale L’artigianato femminile è rappresentato dall’arte del telaio. Il ciclo lavorativo parte dal cotone grezzo e attraverso le varie fasi di lavorazione arriva al tessuto. E’ stata ricostruita la fucina del fabbro-maniscalco con forgia in pietra e un antico soffione a mantice. Il mestiere del maniscalco consisteva nel costruire e riparare gli attrezzi agricoli e quanto necessario per cavalli e carretti.

The idea of an historic and cultural centre , that collected local facets, conceived in 1974 by Pro Loco of Latiano under the direction of Mr GiovanBattista Bronzini, one of the most important expert in ethno-anthropology of the XX century. It preserves hand-made objects and documents of the local civilization. The greater part of the objects in the museum were sought-after or given by people. The show aim is to propose the evolution of the rural and local reality. Very interesting is the reconstruction of rural environment divided into three sections : domestic, handicraft and rural Domestic section The reconstruction is simple but symbolic. There is a kitchen with a fireplace considered as the heart of the house, and some different objects of the domestic life. A kitchen-garden with every tools used by women during their domestic affairs such as argil containers for the catchment, pots with aromatic herbs. At last a bed-room with very ancient furnitures, a chest and a toilet. Handicraft section The feminine handicraft is represented with the art of the weaving by the loom. Cotton-wool become material through different operations. The blacksmith’s shop represents the typical job of the masculine handicraft, it includes tools and implements used and produced by the artisans, (he repaired agricultural utensils or shoed horses). Rural section It shows a big collection of agricultural tools: ploughs, hoes, rakes and everything was necessary to work fields. There is a perfect copy of an ancient millstone for vinification with wood wine-press, vats and tubs. Ceramic section This section dates back to 1986 conceived by Pro Loco Latiano. It lies in the groundfloor of Longo’s palace in Saint Margaret Street. Originally this place was an oil-mill in fact it preserves an ancient millstone, some stone presses and some cisterns for the decantation of oil. In this natural location there’s a rich collection of art’s ceramics from different periods until 1900. 15


Ambiente agricolo È’ rappresentato da una vasta raccolta di attrezzi agricoli: aratri, zappe, rastrelli e quanto è stato utile nel lavoro dei campi. Esiste la ricostruzione di un antico palmento per la vinificazione delle uve con torchi in legno montati su pilastri in muratura, tini e tinozze. Sono esposti vari oggetti in ceramica, vetro e ferro utilizzati nella vita quotidiana del mondo agricolo. Museo della Ceramica Attualmente situato in via santa Margherita, in un’ala del piano terra della casa natale del beato Bartolo Longo, edificio di fine ‘700 adibito a frantoio oleario. Il Museo della ceramica è stato fondato nel 1986 a cura dell’associazione Pro Loco di Latiano quale sezione del Museo delle Arti e tradizioni di Puglia. Il visitatore che si trova nel Museo della ceramica può ammirare un altro museo costituito dal vecchio frantoio con le volte a stella riportate alle rustiche fattezze, il pavimento in pietra, l’antica macina e i pozzi di conservazione dell’olio scavati nel terreno. In questo ambiente naturale ha trovato sistemazione una ricca collezione dell’arte ceramica di diverse epoche sino al 1900, con manufatti di ceramisti pugliesi dei centri vicini , Grottaglie, Cutrofiano. e di tutta la Puglia. Museo del vino Nato nell’ambito della Strada del Vino DOC n.7 APPIA DEI VINI raccoglie ed espone oggetti, materiali, fotografie video immagini e documenti orali relativi ai sistemi di coltivazione della vite che vanno dalla potatura alla raccolta e trasformazione dell’uva sino alla produzione dei vini locali ed ai sistemi di conservazione e commercializzazione. La sezione è dotata di una raccolta libraria e documentaria specialistica del settore. Museo delle stoffe e dell’abbigliamento Sezione nata all’interno del Museo delle Arti e tradizioni di Puglia ha lo scopo di conservare capi di abbigliamento del 19° secolo, ormai rare e frutto di donazioni di privati. In questa sezione si intende ricostruire l’arte della tessitura al telaio in tutte le sue produzioni tessili per l’arredo della famiglia, la dote di una figlia.. Obiettivo è ricostruire in forma didattica e sperimentale tutte le forme di artigianato attinente le stoffe e l’abbigliamento da quello personale a quello utile per l’arredo della casa. 16

Museum of wine Created in the context of the “streets of DOC wine n.7 APPIA WINE STREET”; it shows a lot of objects, photos, images, videos and oral documents about wine vinification systems: from pruning to local wines production. Clothing and textile museum A inner section of Apulia museum of arts and traditions, it collects unavailable clothes given by private people with the aim to valorize and preserve them. There’s an ancient knitter used to “create” napery and extraordinary trousseaus for daughters.

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MUSEO DEL SOTTOSUOLO “PIETRO PARENZAN” La visita al Museo del sottosuolo si svolge attraverso le quattro sezioni principali: Biologia del sottosuolo, Geologia (mineralogia, petrografia,carsismo), Palentologia generale e Palentologia umana, a cui si aggiungono nuove sezioni nuove sezioni tematiche (Risorse del sottosuolo, Architettura e Urbanistica sotterranee). BIOLOGIA DEL SOTTOSUOLO Tra i reperti di maggior pregio ed importanza scientifica si segnalano gli elementi di fauna troglobia provenienti da grotte di tutto il mondo come il noto anfibio urodelo Proteus anguinus o i pesci ciechi dei pozzi della Somalia, gli insetti e i crostacei cavernicoli della grotta Zinzulusa e della Cueva del Drach (Isola di Maiorca). GEOLOGIA La sezione raccoglie numerosi tipi mineralogici e campioni di rocce raccolti in stazioni locali che importati da giacimenti di tutto il pianeta. Una vetrina è dedicata al fenomeno del carsismo con le più tipiche concrezioni di grotta, stalattiti stalagmiti ,pisoliti ed elictiti. PALENTOLOGIA GENERALE La collezione di fossili è stata organizzata seguendo un criterio cronologico dall’era più antica (Paleozoico) sino ai più recenti (Neozoico o Quaternario). Sono esposti i tipi più rappresentati delle ere geologiche e segnaliamo i trilobiti, le ammoniti, le rudiste, ma anche protozoi, spugne, anellidi, molluschi e i grandi mammiferi del Plio-pleistocene: orsi delle caverne, pachidermi giganti ed elefanti nani, cervi, jiene ippopotami rinoceronti. PALEONTOLOGIA UMANA Dal Paleolitico al Neolitico, dall’Uomo di Neanderthal all’Homo sapiens moderno, questa sezione racconta la straordinaria evoluzione dell’uomo attraverso i rarissimi ed unici reperti fossili rinvenuti in grotte cultuali di Marina di Camerota (Salerno) nelle gravine pugliesi e nelle grotte preistoriche del Gargano delle Murge e del Salento.

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The museum has four sections: a Subsoil’s Biology section, a Geology section, a general Palaeontology and human Palaeontology section. The section dedicated to the Subsoil’s Biology examines all human beings which are in close relation with the underground ambient. They are divided into three categories, Troglobi, Troglofili and Troglosseni. The most representative exposed exemplars are the Proteus anguinus, an amphibian, the Parenzania sybillae, a (demaziaceo) mushroom discovered by Prof. Parenzan, the Typhlocaris salentina, a blind crustacean living in the Zinzulusa caves and Majorca island. Geology section shows a collection of minerals, rocks; there are exposed different forms of calcium concretions, such as stalactites, stalagmites etc. General Palaeontology section shows an exposition of fossils, that come from the Palaeozoic period, through the Mesozoic and the Cainozoic one, until the Quaternary period. You can admire sponges, molluscs, protozoans, giant pachyderms, big mammiferous and dwarf elephants. Human Palaeontology section. From Paleolitic to Neolitic period, from Neanderthal homo to modern Homo sapiens, this section describes the extraordinary evolution of human being through rares fossil finds discovered in Marina di Camerota caves, Apulia “gravine” and in prehistorical caves of Gargano and Salento.


Proseguendo su questa strada si arriva alla Stazione, oppure si può indugiare in una tranquilla passeggiata lungo la parallela via Garibaldi o Via Tenente Att. Spinelli ed arrivare, affiancando il Teatro Comunale Olmi, su piazzetta Capitano D’Ippolito, ove è possibile ammirare il Monumento ai Caduti, la Chiesa Matrice e la Casa-Museo RibezziPetrosillo.

CHIESA MADRE La chiesa più importante della città, da sempre dedicata a Santa Maria della Neve, fu ricostruita su un edificio preesistente nel 1591 ad opera di maestranze neretine ( NardòLecce). La chiesa a pianta basilicale ad asse longitudinale, all’interno è divisa in tre navate da colonne in stile ionico che sorreggono archi a tutto sesto; la navata centrale, più alta e più larga, termina in un’abside a pianta quadrata. La cupola semisferica è impostata su un tamburo ottagonale e termina con una lanterna sormontata da una calotta. La facciata, imponente, è interrotta orizzontalmente da due cornici scolpite a motivi geometrici e floreali ed è stata completata nel 1907 con il timpano semicircolare. Il prospetto è percorso in senso verticale da otto lesène binate e si conclude in alto con un timpano curvilineo spezzato al centro, per far posto alla croce acrotèria in ferro battuto. Le coppie di lesène decorano i lati della facciata e affiancano il portale. In alto si apre una finestra circolare con una cornice interna scolpita. Simmetricamente, rispetto al portale, si notano due nicchie racchiuse in cornici rettangolari e contenenti le statue dei santi Pietro e Paolo del 1608. I prospetti laterali sono privi di decorazioni. All’interno dell’edificio si nota una confusa sovrapposizione di stili dovuta a interventi di epoche diverse, in cui si può valorizzare l’impronta settecentesca (1778) presente nelle decorazioni a stucco. Da segnalare tele pregevoli di pittori salentini del 1700, quali Oronzo Tiso, Francesco Saverio Lillo e Vincenzo Filotico. Nel 1797 fu aggiunta la cappella del SS.Sacramento. All’inizio del ‘900 furono eseguiti importanti lavori di restauro a cui concorse Bartolo Longo, quali la ristrutturazione degli altari e la sostituzione dell’antico soffitto ligneo con una copertura a solaio affrescata nel 1927 da Agesilao Flora, pittore e decoratore latianese che ha lasciato una impronta artistica nell’intero Salento. L’affresco rappresentava, suddiviso in tre medaglioni, il Padre , Figlio e Spirito Santo. E’ stato distrutto nel 1967 per lavori di sostituzione del solaio. Consecrated to Santa Maria della Neve, it was rebuilt on an old building in 1591 by some builders from Nardò, known as Neretini. The church has a basilica layout with rolling axis; inside it is divided into three aisles by ionic order columns with round arches. At the end of the central nave, larger and higher, there is a square apse. The hemispherical cupola is built on an octagonal

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tambour ended with a lantern .The stately front is characterised horizontally by two drip-stones carved with geometrical and floral figures. Marked by four vertical pairs of pilaster trips was completed in 1907 with a curvilinear gable. Above the main entrance there is a circular window while by the sides there are two niches with Saint Peter and Saint Paul stone statues (XVII century). Inside there is a mixture of style caused by restorations in different periods; some valuable paintings from XVIII

century made by local artists as Oronzo Tiso, Francesco Saverio Lillo and Vincenzo Filotico. In 1797 was added the chapel of Holy Sacrament that was restored at the beginning of XX century. The old wood ceiling was substituted with a simple floor frescoed in 1927 by Agesilao Flora, latianese painter who gave an artistic mark in all Salento. Land the fresco, divided into three roundels, illustrate the Father, the Son and the Holy Ghost , was destroyed in 1967 during ceiling restoration. 21


Proseguendo per via del SS. Crocifisso si incontrano poi le due chiese del SS. Crocifisso e di S. Antonio. Walking along the street of SS. Crocifisso you’ll find two churches: SS. Crocifisso and S. Antonio.

Da Piazza Bartolo Longo, in direzione di Francavilla Fontana si raggiunge il santuario di Santa Maria di Cotrino o percorrendo Via Torre è possibile arrivare all’Area archeologica di Muro Tenente. From Bartolo Longo square, in the way Francavilla Fontana, you arrive at the Sanctuary of S. Maria of Cotrino. Instead if you follow Torre street you arrive at the archaeological site of Muro Tenente.

Santuario di Santa Maria di Cotrino Il santuario è sorto su un insediamento medievale. Le prime notizie della cappella risalgono al 1607 con la leggenda del ritrovamento dell’immagine della Madonna ad opera di una contadina proveniente dalla Basilicata. Tappa privilegiata di devozione per il culto mariano, il santuario è costituito da due nuclei distinti. Il complesso più antico fa capo alla chiesetta di gusto neoclassico, ma di origine seicentesca che custo-

disce l’immagine sacra della Madonna, di gusto bizantino. Nel 1922 il santuario fu affidato ai padri cistercensi che edificarono il monastero. Il nucleo recente rappresentato dalla chiesa moderna, si staglia monumentale nel grande spazio verde, è stata realizzata a partire dagli anni ‘70 su progetto degli ing. Sticchi di Maglie. All’interno opere in bronzo rappresentanti la Via Crucis , il tabernacolo e Resurrezione opere del maestro Carmelo Conte di Latiano.

Chiesa del Santissimo Crocifisso 22

Chiesa di Sant’Antonio 23


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Area archeologica di Muro Tenente Sito archeologico di Muro Tenente. Insediamento dei Messapi, popolazione autoctona, dal VII a.C. al I sec. a.C. Archaeological site of Muro Tenente (Tenente Wall). Messapian settlement, autochthon population, (VIIth- Ist century b.C.)


info Centro Informativo TurGrate-IAT Tel. 0831.728761 Palazzo Imperiali - Biblioteca civica Tel. 0831.729465 Associazione Turistica Pro Loco Tel. 0831.721096 Polizia Municipale Tel. 0831.725014

dove mangiare Trattoria La Taverna di Pascalone Via Roma, 82 Tel. 0831.726869 • Cell. 349.3334191 Ristorante pizzeria Al vicolo Vico Desiderato, 5 Tel. 0831.1793835 – Cell. 340.1533471 - 338.3131311 Ristorante pizzeria La Conca d’Oro Contrada Martina Tel. 0831.729772 Trattoria del Negroamaro Contrada Partemio Cell. 342.1674093 – 3200683930 Da Burghi Viale Cotrino, 17 Tel. 0831.726201

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