Page 1

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL RIVOLUZIONARIO PRIGIONIERO Il 19  giugno  è  un  giorno  che  ogni  anno  costituisce  un’occasione  per  ricordare  ed  esprimere  solidarietà  ai  compagni  rinchiusi  in  tutto  il  mondo:  la  Giornata  Internazionale  del  Rivoluzionario  Prigioniero.  L’origine di questa data si trova nel 19 giugno 1986, quando il governo  “socialista” di Alan Garcia (attualmente presidente del Perù) dispose  il  massacro  di  300  prigionieri  del  Partito  Comunista  Peruviano,  che  lottavano per migliori condizioni carcerarie e contro i propri trasferi‐ menti.  Questa  data  è  passata  alla  storia  anche  come  il  “giorno  dell’Eroismo”, per il coraggio e la fermezza di tutti i compagni massa‐ crati in Perù nell’86, che neanche nel momento della morte si piega‐ rono ai loro aguzzini.  Proprio in occasione della Giornata Internazionale del Rivoluzionario  Prigioniero,  è  stato  organizzato  un  presidio  davanti  al  tribunale  di   Milano il 17 giugno, in concomitanza con la quinta udienza del proces‐ so ai 17 compagni arrestati il 12 febbraio 2007, con l’accusa di associazione sovversiva con finalità di terrorismo  e di eversione dell’ordine democratico. Il presidio ha nuovamente rimarcato il peso e l’ampiezza della solida‐ rietà ai compagni arrestati, e ha visto la partecipazione di parenti, amici, compagni di lavoro e di studio e an‐ che di una delegazione internazionale di giovani del Revolutionärer Aufbau, provenienti da Zurigo.  La  solidarietà  a  tutti  i  prigionieri  rivoluzionari  non  si  è           1 Maggio 2008: Zurigo espressa a gran voce solo fuori, leggendo contributi dei com‐ pagni  in  carcere,  esponendo  una  mostra  sulla  solidarietà    internazionale o distribuendo materiali e volantini, ma anche  all’interno  dell’aula,  dove  sono  stati  lanciati  slogan  in           sostegno a tutti i compagni prigionieri, ripresi dai compagni  arrestati,  che  ancora  una  volta  hanno  dimostrato  la  propria  determinazione.  L’udienza si è aperta con una lettera di denuncia da parte del  compagno Claudio Latino, il quale ha spiegato che gli è stato imposto di scegliere tra il diritto alla salute e il  diritto alla difesa, poiché per dei   problemi alla spalla è stato ricoverato al Centro Clinico nel Carcere di Sollicia‐ no e allo stesso tempo è stato obbligato a firmare la rinuncia alla partecipazione all’udienza se avesse voluto  ricevere le cure mediche. La pm si è dimostrata (falsamente) sorpresa dal fatto, ed ha affermato che avrebbe  indagato sull’accaduto…  In seguito i difensori si sono espressi sfavorevolmente alla richiesta della pm di far deporre a volto coperto  parte dei suoi testimoni, richiesta assolutamente assurda, volta esclusivamente a gonfiare l’alone di paura e di  pericolosità costruito attorno ai compagni, per farli apparire come folli, quando invece la solidarietà manife‐ statasi all’udienza rende chiaro che essi non sono mostri, ma compagni che lottano al fianco dei deboli e degli  sfruttati. Quando esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i Rivoluzionari Prigionieri è di questi operai, di questi  giovani, di questi antimperialisti e sinceri antifascisti che parliamo, i quali non si trovano rinchiusi solo nelle car‐ ceri del nostro paese, ma in quelle di tutto il mondo: manifestiamo la nostra solidarietà ai prigionieri palestine‐ si, iracheni, afgani, libanesi, che hanno la “colpa” di battersi contro l’imperialismo occidentale per difendere le  proprie terre, nel “giorno dell’Eroismo” solidarizziamo con tutti i compagni che eroicamente continuano a re‐ sistere nelle carceri, rivendicando e difendendo il proprio percorso rivoluzionario.  PROSSIME UDIENZE DEL PROCESSO AI COMPAGNI ARRESTATI : LUGLIO :

mercoledì 16 venerdì 18 PER SUGGERIMENTI, CRITICHE, CONTRIBUTI: compagni e compagne del Gramigna Info@cpogramigna.org www.cpogramigna.org

(dal sito è scaricabile il pdf a colori del foglio)

Leggere riprodurre diffondere passare all’azione

Foglio di lotta del Gramigna

N° 2 LUGLIO 2008

CONTRO DEGRADO E SPECULAZIONI 10, 100, 1000 OCCUPAZIONI ! Lo  sgombero  del  19  maggio  del  c.p.o  Gramigna  allo  stabile 

dell’ex Coni all’Arcella dopo tre giorni di occupazione, eseguito  con tanto zelo da parte di polizia carabinieri e digos e che ha  portato  alla  denuncia  di    cinque  compagni,  rimanda  a  proble‐ matiche più contorte. L’ordinanza di sgombero è stata emessa  dal  proprietario  dello  stabile:  la  Banca  Nazionale  del  Lavoro.  Essa, come tutte le altre banche, ha di fatto messo un cappio  alla  gola  delle  famiglie  sotto  forma  di  mutui  leasing  e  prestiti  con interessi da strozzini, riducendo la nostra vita ad una cam‐ biale continua ed avvallando la rincorsa di un benessere illuso‐ rio, fondamenta di questa società di apparenza. Oltre a queste  attività <<ufficiali>>, la BNL si diletta nel traffico di armi, essen‐ do di fatto presente nei maggiori teatri bellici. Come se ciò non bastasse, si diletta nella speculazione edilizia grazie al  complice  silenzio  del  Comune.  Infatti    dopo  aver  rilevato  la  stabile  dallo  stato,  adesso  lo  vuole  rivendere  al  triplo  del  prezzo d’ acquisto. Il Comune, che sotto richiesta popolare avrebbe dovuto rilevare lo stabile per ridarlo a  servizio del  quartiere dopo un’astrusa proposta di farlo diventare un’altra torre del progetto Gregotti bocciata da un referendum,  al momento tace aspettando probabilmente le prossime elezioni per tirare fuori questo coniglio dal cilindro. Questo è  l’ennesimo intrigo che ha come unico scopo di far lievitare il prezzo di stabili vuoti. Poco importa, se questi ormai ab‐ bondano, poco importa se non esistono spazi indipendenti per giovani, studenti e proletari. La logica del profitto impo‐ ne questo e gli esempi sono molteplici: dallo stabile in questione, all’ex Gramigna o, per restare all’Arcella, l’ex Confi‐ gliacchi, finito in passato nell’occhio del ciclone per i maltrattamenti, o l’ex Cinema Arcella  di proprietà della Curia e tra‐ sformato in magazzino.  Ci dicono che i soldi non ci sono , ma verranno fatte opere futuristiche, come l’Arco di Giano, il cavalcavia di Via Dalma‐ zia e il Ponte Verde, oltre al completamento del metro bus, che fino ad ora ha prodotto più danni che benefici. Con tut‐ ta probabilità arriveranno da prestiti privati,( ad esclusione dell’ultimo per cui il Comune ha ricevuto finanziamento del‐ lo stato) plausibilmente della stessa Bnl, che poi si rivarranno sul Comune, privatizzando ulteriori spazi pubblici. Di fron‐ te a questo circolo  vizioso, ribadiamo il concetto che non si può pensare a concessioni dall’alto, in quanto hanno già  dimostrato che poco gli importa del nostro benessere, quindi dobbiamo essere noi a conquistare i nostri spazi, in un  mondo dove ormai sono tollerate le occupazioni dei fascisti, ma anche delle multinazionali, come la Benetton ed altre in  alcune isolette vicino Venezia. Sembra che solo per  i compagni non ci sia agibilità politica, testimonianza ne sono gli  ultimi due sgomberi a Lecco e Rimini( quest’ ultimo non più tardi dell’ anno scorso era risalito agli onori della cronaca  per aver rischiato di subire un assalto armato fascista).  Ciò  è  la  dimostrazione  di  quanto  possa  fare  paura  e  dare  fastidio  l’autorganizzazione dal basso e la creazione di posti realmente liberi ed indi‐ pendenti quali possono essere i centri sociali, dove poter coltivare dei pen‐ sieri non conformi alle logiche vigenti e pratiche  come l’antifascismo, la lot‐ ta contro la guerra imperialista e la lotta alla precarizzazione e la mercifica‐ zione  della  propria  vita.  E’  per  questo  che  riteniamo  ora  più  che  mai  d’attualità la necessità di uscire dal gregge in cui ci vorrebbero impantana‐ re,e di fatto prenderci da soli  gli spazi senza sperare in utopistiche  conces‐ sioni di persone che hanno dimostrato in tutti i modi di volere l’azzeramento  delle nostre idee e della nostra pratica.   

IL VERO REATO E’ LASCIARE GLI SPAZI VUOTI! OCCUPARE E’ GIUSTO E NECESSARIO! L'erba cattiva non muore mai!            “Da una scintilla, un fuoco divamperà!” (Lenin)


FUORI I FASCISTI DALL’UNIVERSITA’ FUORI I FASCISTI DALLA STORIA! Gli studenti di destra di Lotta Universitaria, hanno chiesto  all´Università di Padova di poter organizzare un congres‐ so  sulle  Foibe,  cercando  di  procurarsi  quello  che  all´Università  romana  "La  Sapienza"  non  sono  riusciti  ad  ottenere.                                                                                 In quell´occasione si è parlato di censura e faziosità ed è  stata  fatta  ricadere  la  colpa  sui  collettivi  di  sinistra,  rei  di    aver  fatto  pressioni  sul  rettore  affinché  i  fascisti  non  potessero organizzare nulla.  E così come a Roma, anche a Padova l´ospite d´onore di  cotanta iniziativa sarebbe l´eurodeputato di Forza Nuova  Roberto Fiore. Per chi non conoscesse tale soggetto, sfo‐ gliando la sua biografia passerebbero in rassegna una serie di citazioni a giudizio, latitanze e condan‐ ne che hanno davvero dell´incredibile. La volontà di questa presa di posizione rispecchia a fondo la  loro visione politica da stadio e da ultrà, che prevede violenza gratuita, repressione e intolleranza che  con abile arte provocatoria andrebbe a colpire il centro universitario patavino, medaglia d’oro alla Re‐ sistenza e frequentato da numerosi loro avversari come comunisti e antifascisti. Non a caso il titolo  della  loro  conferenza  è  "Foibe:  l´unica  verità  contro  il  negazionismo  dei  collettivi  antifascisti".  L´Università  concepita  come  luogo  di  scontro  e  non  di  incontro  per  un  avvenimento  storico, quello  delle foibe, tirato in ballo al solo fine di celare la loro criminosa politica. Il numero esiguo degli studen‐ ti di destra e la totale incompetenza di Roberto Fiore, laureato solo  all´Università  dell´ignoranza,  non  creano  alcuna  premessa  per  lo  svolgimento  dell´iniziativa,  i  cui  promotori  sono  da  ricondurre  alle  stesse persone che a Roma e Verona si sono rese protagoniste di a‐ zioni  infamanti  nei  confronti  di  un  unico  nemico:  il  diverso.  Tutto  quello che è successo ultimamente però non deve stupire. Le aggres‐ sioni fasciste in Italia sono state una costante  dagli anni ´70 fino ad  oggi ma non hanno fatto notizia. Bisogna però notare che l´estrema  destra odierna non è più quella di trent´anni fa. Non ci sono più for‐ mazioni come i NAR, Ordine Nuovo, La Rosa dei Venti o Terza Posi‐ zione  che  cercano  di  portare  avanti  una  rivoluzione  fascista  con  l´appoggio della CIA, della NATO o dei colonnelli greci per la costitu‐ zione di una dittatura nazionalista e autarchica. Ormai anche le frange più  oltranziste della Destra come Forza Nuova o Fiamma Tricolore hanno deci‐ so di seguire l´esempio dell´MSI: l´asservimento al capitale e la successiva  trasformazione in guardiani di quest´ultimo con l´unico scopo di aiutare la  borghesia socialdemocratica nella repressione anti‐comunista e nella con‐ tro‐rivoluzione preventiva.   Ora più che mai è necessaria un azione antifascista che stronchi sul nasce‐ re ogni loro mossa; a rendere le strade insicure sono proprio loro, violenti  ed  assassini  squadristi  e  non  gli  immigrati  o  gli  zingari,  come  vuole  farci  credere l´attuale governo, il quale si serve di questi aberranti soggetti per  mantenere nel paese un clima di intolleranza e xenofobia. 

FIDUCIA NELLO STATO NON NE ABBIAMO L’ANTIFASCISMO E’ ROSSO E NON LO DELEGHIAMO!

L’ITALIA SEMPRE PIU’ IN GUERRA!

Quest’estate, l’area ovest dell’aeroporto Dal Molin a Vicenza dovrebbe pas‐ sare ufficialmente sotto il comando statunitense, pronto ad aprire i cantieri  per  quella  che  diventerà  la  base  di  guerra  americana  più  grande  d’Europa.  Sempre in quei giorni la CMC e la CCC, le cooperative che si sono aggiudicate  la gara d’appalto per la costruzione della base, inizieranno a muovere le loro  ruspe per i lavori. Inoltre, le cooperative stanno cercando sul mercato circa  400  appartamenti  in  affitto  dove  ospitare  tecnici  e  dipendenti  per  l’inizio  della costruzione, a conferma della fretta di dare il via all’edificazione milita‐ re. CMC e CCC, ovvero le “coop rosse”, legate da un filo color verde dollaro  al  Partito  Democratico  attraverso  rapporti  clientelari  e  dal  fatto  che  gran  parte dei suoi dirigenti siedono nelle poltrone del Pd.  Cooperative, da anni già presenti negli ampliamenti delle basi Usa di Sigonel‐ la, Aviano e Livorno, nonché possessori dell’appalto dello scavo del tunnel di     Venaus per il Tav in Val di Susa.   Di fronte agli enormi profitti che suddetti appalti porteranno nelle tasche degli uomini di Veltroni, possiamo  forse sperare che il neo sindaco di Vicenza del Pd possa fare gli interessi dei cittadini che si oppongono alla  nuova  base  Usa?  Assolutamente  no,  anche  perché  la  base  di  Vicenza  è  una  piccola  pedina  nello  scacchiere  mondiale della guerra imperialista in cui quasi 10.000 soldati italiani sono posizionati a seconda degli interessi  della borghesia nostrana, sia del centro‐destra che del centro‐sinistra. La speranza di fermare la base di Vicen‐ za  con  la  via  istituzionale  è  svanita  da  tempo;  anche  se  il  Tar  del  Veneto  ha  accolto  il  ricorso  dei  vicentini  e     ordinato la sospensione dei lavori al Dal Molin, il governo ha dichiarato di non preoccuparsene e che farà di  tutto per rispettare le promesse fatte con gli americani. Il nostro paese è l’unico presente in tutti gli attuali  scenari bellici con soldati, carabinieri, alpini e guardia di finanza dislocati tra Afghanistan, Balcani, Libano, Iraq  (attraverso  gli  istruttori  della  Nato),  Sudan,  Darfur  ecc.  Missioni  di  guerra  votate  sempre  da  tutti  gli         schieramenti  parlamentari.    Attualmente  si  parla  di  “revisione  delle  regole  d’ingaggio”,  ossia  aumentare  il   protagonismo italiano alle operazioni militari a cui partecipa. L’Afghanistan sembra essere principale: si sente  parlare spesso di spostare un numero elevato di truppe italiane nel sud del paese, proprio dove la Resistenza  popolare  è ancora  forte  e  vittoriosa.  Altra  proposta  è  di  far  passare  a  6  ore,  dalle  attuali  72,  il  tempo  che  il     governo dispone per approvare o meno un eventuale intervento diretto dei soldati. Per non parlare delle altre  collaborazioni  col  padrone  Usa,  elaborate  dall’esecutivo  di  Prodi  e  ora,  col  nuovo  governo,  in  forte         accelerazione: la partecipazione allo scudo missilistico nell’Europa dell’Est, il pieno utilizzo dei militari italiani a  difesa  della  secessione  del  Kosovo,  altro  avamposto  Usa  nell’area,  il  rafforzamento  degli  affari  economici  e  militari con Israele, i preparativi per l’aggressione all’Iran come prossima tappa per la neo‐colonizzazione del         Medioriente e la sovranità dei giacimenti petroliferi. La crisi capitalistica che investe anche l’Italia impone alla         borghesia di continuare ad investire nella guerra di occupazione e nel saccheggio terrorista delle ricchezze dei  paesi occupati i cui costi ricadranno sempre sulle spalle delle masse popolari attraverso l’ennesima Finanziaria  di guerra. Nel vero senso della parola dal momento che, varato il nuovo pacchetto sicurezza, tremila soldati  verranno inviati in varie città per il controllo del territorio e per situazioni di emergenza e che costeranno più  di 31 milioni di euro all’anno. La Resistenza dei popoli aggrediti dall’imperialismo sta fermando altre guerre e il  suo coraggioso esempio deve portarci a costruire la nostra Resistenza alla guerra e ai suoi crimini, risvegliando  quel  movimento  che  fino  a  pochi  anni  fa  riempiva  le  strade  di  numerose  città,  dandoli  una  determinazione    antimperialista. 

SOLIDARIETA’ CON I POPOLI CHE FERMANO LA GUERRA! DOBBIAMO ESSERE SABBIA, NON OLIO, NEL MOTORE DELLA GUERRA!

Scintilla 3  

resistenza classe antagonismo

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you