Page 1

P R O G L O

E D I Z I O N I


Collana «Sequenze» 1

Testi, disegni e lettering: Davide Berardi Supervisione editoriale: Andrea Spacca Supervisione testi: Gianluca Aicardi Progetto grafico e impaginazione: Andrea Gellato Copertina: Davide Berardi Colori: Andrea Gellato Per i contenuti: © Davide Berardi Per l’edizione in volume: © 2007 Prospettiva Globale Edizioni Prima edizione: ottobre 2007 Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo volume può essere riprodotta senza autorizzazione scritta, salvo per motivi di recensione o citazione critica. E che siano critiche buone, chiaro? Ogni riferimento a persone o cose realmente esistite è puramente casuale, tranne per quanto riguarda la vita dell’autore e dei suoi conoscenti. Con quelli se la vedrà lui.

Prospettiva Globale Edizioni Stradone di Sant’Agostino 29/7 16123 Genova (GE) www.progloedizioni.com info@progloedizioni.com Presidente: Luca Ventimiglia luca.ventimiglia@progloedizioni.com Ufficio stampa: Eleonora Buffagni ufficiostampa@progloedizioni.com Stampa: Arti Grafiche BCD Via San Felice 37d rosso 16138 Genova (GE) www.bicidi.it bicidi@bicidi.it


Indice La poetica del fanciullino assassino

5

I barbieri (o parrucchieri) sono il male

7

Fiocco azzurro a casa Dodio

11

Brullonulla (poichĂŠdetengoildottorato)

19

Dodio - La domanda

21

Il secreto del mio successo

31

Un uomo veramente poco interessante

67

3


La poetica del fanciullino assassino Si sa: i bambini sono innocenti. È per questo che strappano le zampe alle mantidi, che scherzano atrocemente i compagni handicappati, e che strillano orrendamente per guadagnarsi una mezz’ora di videogioco in più. Non è una provocazione: è proprio questa la prova della loro innocenza. Perché i bambini mica lo sanno che strappare zampe o umiliare un affetto da Trisomia 21 è male. Bene e Male sono concetti che vengono loro inculcati dalla famiglia (si spera), o – al limite – dai film di Steven Seagal. Ed è allora (dopo i film di Steven Seagal) che i bambini inizieranno a porsi domande e questioni, e in ultima analisi, a crescere. Il miracolo di Daw è aver dribblato questa fase morale della crescita. Pensiamo alla sua quasi casuale comparsa su Internet. A quanto è noto, la sua prima apparizione pubblica risale al 25 novembre 2004, sul mio blog. In quell’occasione pubblicai un fumettino di pochi riquadri che mi aveva mandato via mail, quale commento grafico al post precedente*. Il tema? Una mamma che spiega a un bambino cosa sono la decapitazione, l’omicidio, la coprofagia. E il fatto è che codesta mamma spiega – da brava pedagòga! – usando esempi pratici e immediati (decapitando, uccidendo, ecc.), con giustissima soddisfazione del bambino (e dei lettori, che in breve fecero di Daw il fenomeno che è diventato. Perché su Internet, se Dio vuole, non diventa famoso solo Beppe Grillo). In tale post risiede in nuce il candido (avete notato quanto bianco c’è nei suoi fumetti?) approccio di Daw. Daw non giudica né cerca di capire. Non si fa problemi, non tenta d’interpretare, non si fa Portavoce del Dolore Profondo e Interiore dell’Anima Tanto Sensibile e delle Maledette Ingiustizie**. O meglio, queste cose ci sono, ma semplicemente perché fanno parte dell’universo. Il buon Daw vede semplicemente le cose più o meno deplorevoli del mondo (la discoteca, la sfiga in amore, il massacro familiare, il dottorato, i barbieri) e le ridipinge quali protagonisti di un entusiastico parco giochi dove l’atrocità della vita è un gioco d’autoscontro. Perché le cose di cui sopra sono deplorevoli solo quando ci stai in mezzo, le ripensi, le macini e le giudichi tali. Ma prendere le cose, giudicarle e dare ad esse significati astratti è una mera malattia degli uomini, come diceva Alberto Caeiro aka Fernando Pessoa. Il fantastico mondo di Daw ovviamente non può fare a meno di alcuni Eroi. Ma in un mondo colmo di sangue candido come quello di Daw, Eroe non è certo chi cattura i banditi cattivi e protegge i bambini buoni, come Batman. Del resto, perché Batman o Superman, con tutti i poteri e i mezzi materiali di cui dispongono, anziché costruirsi un castello in Svezia ricolmo di puttane e ricattare il pianeta, perdono tempo salvando i deboli (che manco li pagano/ringraziano), per poi fare le persone qualunque di giorno? Queste domande una persona avvelenata dalla falsa Grandezza dell’Etica non se le fa più, ma il Fanciullino Daw vede il Re Nudo, e risponde: PERCHÉ SONO DEI POVERI SFIGATI, ECCO PERCHÉ! Da qui nasce la necessità di trovare degli Eroi Veri, il cui unico scopo sia – giustamente – quello di dominare il mondo per dipingergli sopra col sangue il proprio vittorioso ROTFLOL. Ed ecco quindi apparire le avventure di Brullonulla*** e di Sbranzo. Essi sono Eroi Veri: ma se il primo deve ancora la sua posizione a fattori esterni (i nefandi poteri del Dottorato) e ha tuttora un nemico (l’oscuro impero sammarinese, come un giorno forse si vedrà), il secondo è invece, finalmente, eroe perché sì: perché se mai qualcuno o qualcosa, sia esso la nascita sul pianeta Krypton, i ragni radioattivi o Fabrizio Corona, fossero responsabili del tuo successo, allora saresti solamente uno nato con la camicia. Ma quando sei Sbranzo, lo sei perché lo sei e basta. E solo allora sei veramente Eroe. Altro che superuomo nietzscheano. Abbandonate dunque, o voi ch’entrate, i vostri ritegni e i vostri sensi di colpa radical chic. Abbandonate i concetti di bene e di male: everything is fun! Fatevi sotto nel festevole parco giuochi di Daw. Così anche voi la prossima volta che verrete mollati dalla fidanzata potrete ridere come pazzi, dicendo: «Ahaha, sembra un fumetto di Daw!». E sereni sfogherete lo stress spezzando giocondi le zampine di un tenero conigliolo.

Brullonulla, settembre 2007 http://brullonulla.splinder.com

* In verità la cosa ha richiesto anche di spiegare a Daw che nonostante la presupposta Onnipotenza, non poteva pubblicare i suoi fumetti su Internet linkando la cartella C:\fumetti\fumetto.jpg del suo computer. **

Tranne la volta che ho rischiato di spezzare prematuramente la sua carriera, incastrandogli un dito in una tazza da tè. Ehm.

Ditelo, quante volte avete visto un fumetto presentato da uno dei suoi protagonisti? Avete mai visto Paperoga presentare un numero di Paperino Mese? Baciatevi i gomiti, lettori! ***

5


7


8


9


10

"A" come Ignoranza  

L'opera di Davide Berardi (in arte Daw), tanto a fumetti quanto in animazione, è già stata idolatrata e piratata in giro per il web di mezzo...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you