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| Autorizzato dal tribunale di Nocera Inferiore aut. n° 145/2012 | Numero 5 | Agosto - Settembre 2012 | www.progettosinergie.it |

ARTE HI-TECH ECOLOGIA

LAVORO SHOPPING

BUONI SCON TO AL L’ I N T ER NO DEL

70 %


Redazione Direttore Editoriale Vincenzo Calce

Direttore Responsabile Eugenio Verdini

Area Marketing Carlo Galise Giovanni Zequila Vincenzo Serrapica

La lettera del direttore

Vanessa Baselice Luigi Montoro Collaboratori di Redazione Tonia Galise

OGNI LAVORATORE HA DIRITTO PERSONALE ED INALIENABILE AD UN PERIODO DI FERIE AL QUALE NON PUÒ RINUNCIARE E DI CUI DEVE FRUIRE .

Gaetano Granato Mario Fiumefreddo Filomena I. Gaudioso

Contatti info@progettosinergie.it www.progettosinergie.it Infoline: 081 3426772 Lun-Ven 10.00-18.00 Sabato 10.00-12.30 Lavora con noi: Oggi c’è un’o pportunità seria, per la ricerca di varie figure professionali. Se sei interessato invia il tuo curriculum work@progettosinergie.it

L’arrivo del periodo estivo dovrebbe essere considerato da tutti coloro che hanno concentrato sforzi e sacrifici, durante l’anno lavorativo, come l’occasione per un efficiente recupero fisico ed una efficace rigenerazione mentale.Ognuno potrebbe scegliere il tipo di vacanza, il relax ed il luogo dove trascorrere lontano dalla consuetudine e da ogni stress causato dall’ impegno profuso nel corso dell’anno. Negli ultimi anni, prima delle partenze, non si riesce a fare a meno di udire frasi del tipo “manca poco a….”, “meno male che si parte”. Come non si è potuto, non notare sulle pagine dei social network e blog personali, frasi che inneggiavano ad una liberazione dalla quotidianità o ad una ricerca di esigenze di allontanarsi per un po’……, oppure dal desiderio di evadere? Pur non avendo le competenze specifiche e la professionalità a volte rifletto su alcuni fenomeni sociali, valutandone le dinamiche. Analizzando quanto sopraesposto, le ferie, più che un diritto e quindi anche l’ opportunità di trascorrere un meritato riposo, rappresenterebbero per molti un mero tentativo di fuga della realtà per un tempo stabilito. Dalle frasi si avverte una forte sensazione di insofferenza alla quotidianità, molto spesso accompagnata dall’apatia che cova specie nei giovani, e che ne condiziona la vita ed il modo di pensare nonchè le loro reali potenzialità . Le giornate di ruotine e la mancanza di motivazioni sono figlie della pigrizia che affligge nell’ultimo secolo l’umanità. L’apatia e la riproposizioni incondizionati degli schemi sono spesso causa di forme di disagio che degenera anche in forme patologiche. La fuga o l’evasione della realtà come panacea dei mali? Come risposta a quanto sopra richiesto, ritengo rispondere sinteticamente ed in modo tale da far comprendere quanto sia importante un periodo di riposo a differenza da ciò che potrebbe rappresentare più una fuga dalla realtà. La realtà va affrontata giorno dopo giorno e in maniera corretta, comprenderne le difficoltà, affrontandone le problematiche. Per cui ritengo che una “fuga da vacanza” non è la risoluzione ma una momentanea illusione. L’uscita del quinto numero di Sinergie Magazine mi vedrà per i tanti “in fuga”, relegato a scrivere anche l’editoriale del mese??. Nell’occasione “mi ergo” a portavoce di un progetto di soggetti motivati quotidianamente e soprattutto entusiasti di intraprendere una nuova avventura dettata dalla necessità in un momento di crisi economica. I soggetti partecipanti al progetto hanno sempre ritenuto di mettere in campo le giuste sinergie tra le imprese al fine di recuperare competitività. Quotidianamente tutti i componenti, hanno sacrificato le loro giornate per un obiettivo comune, che solo attraverso l’impegno delle figure professionali e la forte dedizione a strategie innovative si è potuto centrare. L’obiettivo comune è la crescita, quest’ultima non potrà mai avvenire senza i suoi ingredienti, quali: giuste motivazioni, spirito di sacrificio ed una buona dose di entusiasmo. Concludo con la convinzione che la realizzazione dei sogni attraverso il perseguimento degli obiettivi, probabilmente renderebbe il periodo estivo a “devozione” di una meritata vacanza anziché ad una evasione della realtà. L’occasione è gradita per augurare buone vacanze a tutti in nome di Sinergie Magazine, onorato ed orgoglioso di rappresentarlo in qualità (anche) di portavoce. Un augurio particolare va a tutti coloro che fin dall’inizio mi hanno accompagnato ed aiutato a promuovere nonché, in qualche maniera, condiviso un progetto innovativo imprenditoriale, ricordando che I PROGETTI E LE GRANDI IDEEE non vanno mai in ferie.

Vincenzo Calce


Giovani talenti Green Economy

Agosto Settembre Viaggi e Vacanze in Tempo di Crisi Ultimamente si prediligono weekend, magari anche vicino casa,

LEGGE 92 DEL 28/06/2012 E’ entrata in vigore la riforma del mercato del lavoro approvata dai due rami del Parlamento

La Società delle False Speranze La società sta cambiando! Prendiamo atto che questo è il ciclo naturale di tutte le cose

Opportunità per il consorzio d impresa agevolazione ex art. 42 del d.l. n. 78/2010

Al Via il Quinto Conto Energia Nuovi Incentivi per le rinnovabili dall`eolico al solare

NUOVE (O VECCHIE) STRATEGIE SHUULVROYHUHLOSUREOHPDUL×XWL Che sia la volta buona?

Moda Uomo 2013 Gli stilisti hanno una propria visione, un proprio concept della moda

Opportunità per il consorzio d’imprese Le “Reti di imprese”, introdotte dall’art. 4-ter del D.L. n. 5/2009

AUTOTRASPORTI ... e responsabilità L’analisi dell’ Avv. Davide Nitto

Impianto di selezione e valorizzazione della frazione multimateriale

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VIAGGI E VACANZE IN TEMPO DI CRISI Ultimamente si prediligono weekend, magari anche vicino casa, oppure si scelgono mete alla moda, ma lo fanno a rate.

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onostante la crisi, gli italiani se devono rinunciare a qualcosa di certo non rinunciano alle meritate ferie! Eh già, con tante cose di cui doversi preoccupare si pensa ad andare in vacanza, ma dopo un anno di lavoro il riposo è meritato! In questa estate 2012 le vacanze si prospettano più magre per gli italiani, dando sempre un occhio al portafogli. Ultimamente si prediligono weekend, magari anche vicino casa, oppure si scelgono mete alla moda, ma lo fanno a rate. Infatti il trend del momento è la ricerca dei prestiti per le vacanze. Basta partire! Per gli italiani è proprio un’esigenza staccare dalla routine. Secondo un’indagine condotta da PrestitiSupermarket.it, la fascia compresa tra i 40-50 anni sarebbero quelli che chiedono più facilmente prestiti sul web con il 41% di domande, ma anche i 30 costituirebbero una buona fetta con il 25% di richieste. Mentre solo il 18% degli over 50 sarebbero interessati a chiedere prestiti on-line per le vacanze. Tanti siti internet offrono la

possibilità di comparare le offerte più vantaggiose, last minute, con possibilità di risparmio sui voli e sugli hotel. Per i giovani, le mete più ambite restano come sempre in Italia, le spiagge bianche della Puglia, la riviera romagnola, all’estero i mari cristallini della Grecia, la Spagna. Le famiglie, come sempre, prediligono i villaggi vacanze che offrono comfort e divertimento. Insomma gli italiani non si smentiscono mai. Filomena I. Gaudioso

www.fragaal.it


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LEGGE 92 DEL 28/06/2012 RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO

E’ entrata in vigore la riforma del mercato del lavoro approvata dai due rami del Parlamento

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Lavoratori in piazza per manifestare il loro dissenso alla riforma del lavoro voluta dal ministro Elsa Maria Fornero foto Metro News

n altri tempi (ma anche solo pochi mesi fa) non ci sarebbe mai stata una maggioranza così alta.Le novità contenute nel testo definitivo della riforma riguardano in particolar modo il contenuto dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, gli ammortizzatori sociali ed i contratti di lavoro. La modifica dell’ art. 18 della legge 300/70 altresì denominata Statuto dei lavoratori, ha rappresentato uno dei punti più controversi e discussi dell’intera riforma in particolare per quanto concerne il reintegro del lavoratore in azienda. La precedente formulazione prevedeva il reintegro automatico, con parità di condizioni, sotto tutti i profili sia retributivi sia di posizione , in tutti i casi in cui un giudice valutava un licenziamento illegittimo ed era applicabile solo alle aziende con più di 15 dipendenti. La nuova norma dalla riforma non modifica il reintegro automatico per i licenziamenti causati da una discriminazione per motivi politici o sindacali o religiosi, ma cambia disposizioni nel caso dei licenziamenti per motivi economici: in questi casi, il giudice può disporre il reintegro solo nei casi di “manifesta insussistenza” delle motivazioni economiche, ma in tutti gli altri casi può assegnare solo un indennizzo compreso tra le 12 e le 24 mensilità. Inoltre, anche nella eventualità del licenziamento per motivi disciplinari non ci sarà più il reintegro non automatico, ma dovrà essere valutato sulla base dei contratti collettivi e dei codici disciplinari. Un’altra novità riguarda l’introduzione di un rito abbreviato per le cause che coinvolgono i licenziamenti, in modo da abbreviare i tempi dei processi ed evitare eccessivi disagi sia al lavoratore sia all’azienda. Il cambiamento maggiormente significativo riguarda gli Ammortizzatori Sociali ed in particolare l’indennità di mobilità e quella di disoccupazione che verranno gradualmente sostituite, a partire dal 2013 e fino a sostituzione completa nel 2017, da una nuova Assicurazione sociale per l’impiego denominata ASPI. Questa nuova assicurazione corrisponderà al 75 per cento circa dell’ultimo stipendio e avrà una durata di 12 mesi e 18 per chi ha più di 55 anni. Essa è finanziata con un contributo, a carico delle imprese, dell’1,4 per cento sui contratti a tempo determinato, rendendoli, pertanto, molto più onerosi per le aziende. Il lavoratore che usufruisce dell’ASPI non può rifiutare, causa esclusione dalla stessa, un lavoro che sia retribuito il 20 per cento in più dell’indennità mensile che percepisce. Per quanto concerne i contratti il corpo della riforma ribadisce che il contratto di lavoro “prevalente” è quello a tempo indeterminato. Con riferimento ai percorsi di entrata nel mondo del lavoro, la riforma punta molto sui nuovi meccanismi per rendere il contratto di apprendistato quello principale per i primi impieghi e per contrastare l’abuso e l’uso indiscriminato dei contratti a tempo determinato o delle collaborazioni fittizie. In realtà , eminenti giuslavoristi ritengono che le risultanze di tale percorso siano incerte e dipenderanno molto dall’approccio nei confronti delle nuove norme da parte dei lavoratori e delle aziende. Il meccanismo introdotto per evitare che il datore di lavoro si serva unicamente di contratti di apprendistato non rinnovati alla loro scadenza, prevede che l’assunzione di nuovi apprendisti sia subordinata al fatto che, nei tre anni precedenti, almeno il 50 per cento degli apprendisti sia stato assunto almeno con un contratto a tempo determinato. A proposito degli altri tipi di contratto a tempo determinato, la nuova norma prevede che i contratti a progetto dovranno

sempre contenere precise indicazioni in merito al proget-


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Elsa Maria Fornero - 74 anni Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali in carica dal 16 Novembre 2011

to per cui il lavoratore viene assunto. Tale Progetto non potrà più corrispondere all’oggetto sociale dell’azienda, e non potrà riguardare compiti ripetitivi che già rientrano in contratti collettivi nazionali. Altresì, con lo scopo di scongiurare il perpetuarsi di contratti a termine, al posto di assunzioni a tempo indeterminato, le nuove norme stabiliscono che tra i contratti a termine ci debba esse-

NOI STIAMO CERCANDO DI PROTEGGERE GLI INDIVIDUI NON I LORO POSTI DI LAVORO. L’ATTITUDINE DELLA GENTE DEVE CAMBIARE. IL LAVORO NON É UN DIRITTO, BISOGNA GUADAGNARSELO, ANCHE ATTRAVERSO IL SACRIFICIO (IL MINISTRO FORNERO AL WALL STREET JOURNAL)

re una distanza obbligatoria di almeno 60 giorni, che salgono a 90 per quelli che durano più di sei mesi (sono previste eccezioni per i lavori stagionali). Infine, un’altra significativa novità è rappresentata dal fatto che i lavo-

ratori assunti a tempo determinato, potranno essere assunti , solo per il primo contratto, senza specificare la causale e per una durata massima di 12 mesi. Soluzioni e Lavoro Srl


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LA SOCIETÀ DELLE FALSE SPERANZE

La società sta cambiando! Prendiamo atto che questo è il ciclo naturale di tutte le cose, e come tutte le cose ci sono i pro e i contro. La vita è fatta di corsi e ricorsi storici, come sosteneva Giambattista Vico, cioè si alternano fasi di decadenza a fasi di progresso.


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a in questa società del 2012, dove regna il progresso, mediata dalla tecnologia, ci sono ancora molti tasti dolenti. In primis non ci sono più i sani e giusti valori in cui credere, tutti sono omologati, ci sono tanti cloni, mentalità stereotipate e poche identità, e sopratutto non ci sono più le sicurezze per noi giovani. Non avendo basi solide non sappiamo cosa aspettarci per il futuro, perché il governo italiano non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Infatti circa il 66% dei laureati e laureandi crede che l’attuale manovra del governo non avrà effetti positivi sulle proprie prospettive di vita future. Secondo,si parla di Università Statale, pubblica, a cui possono accedere tutti, ma la realtà dei fatti è ben diversa se solo vogliamo tenere conto delle tas-

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UNITI SI PUÒ. VINCENZO CALCE se onerose da pagare, e del fatto che il servizio che ci viene offerto nei più dei casi non è dei migliori! Di conseguenza vengono “formati tanti giovani con molta teoria e poca pratica”. E terzo ci sono altrettanti giovani promettenti e volenterosi di farsi spazio nel mondo del lavoro, ma come indicato dai dati Istat, in Italia non c’è ancora la “meritocrazia”, e questo perché non ci fidiamo gli uni degli altri: dato che per premiare il merito di qualcuno dobbiamo decidere dov’è questo merito, se non ci si fida non si può scegliere! Nella maggior parte dei casi se un giovane viene premiato, si pensa subito ad una “rac-

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comandazione”, e questo perché nel nostro paese è stata coltivata questa mentalità dello scambio clientelare. Soprattutto nel mezzogiorno vige questa regola, e chi cerca di ottenere qualcosa con le proprie forze, non ha il supporto adeguato. Ma un barlume di speranza c’è ancora! Nella nostra piccola realtà Pagani (SA), abbiamo creato l’ associazione “Progetto Comune”, composta da giovani e non solo, imprenditori e persone con esperienza che offrono il loro contributo affinchè ci venga data una nuova opportunità, spazzando via l’attuale non vivibilità del nostro paese, offrendo un input a chi, come noi, crede che tutto possa cambiare. Filomena I. Gaudioso

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AL VIA IL QUINTO CONTO

ENERGIA Nuovi Incentivi per le rinnovabili dall`eolico al solare

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la data in cui il tetto di 6 miliardi di euro è stato raggiunto. Siccome l’Aeeg ha emanato la delibera il 12 luglio, il quinto Conto Energia dovrebbe essere pienamente operativo il 26 agosto, ma trattandosi di una domenica la data slitterà con ogni probabilità al giorno successivo. A sua volta, il quinto Conto Energia cesserà di applicarsi dopo 30 giorni solari dal raggiungimento di un costo indicativo cumulato staDopo aver ricevuto queste infor- bilito in 6,7 miliardi di euro l’anno, mazioni, l’Autorità per l’energia data che sarà comunicata dall’Aelettrica e il gas ha emanato una eeg al raggiungimento della soglia. delibera con cui, oltre a determinare il raggiungimento della soglia, ha Secondo la nuova normativa, il fissato per il 27 agosto prossimo la vecchio sistema di incentivazione decorrenza delle nuove modalità di continuerà ad applicarsi agli impianti che entreranno in esercizio prima contributi e incentivazione. dell’entrata in vigore del quinto Conto Energia, ai grandi impianti I TEMPI DEI NUOVI INCENTIVI La procedura e le tempistiche iscritti in posizione utile nei registri delle direttive contenute nel pros- e che producono la certificazione simo quinto Conto Energia, preve- di fine lavori entro i termini previsti dono l’applicazione del nuovo si- e agli impianti realizzati su edifici stema dopo 45 giorni dall’adozione pubblici e su aree delle amminidella delibera con cui l’Autorità per strazioni pubbliche che entrano in l’energia elettrica e il gas individua esercizio entro il 31 dicembre 2012 l Gse, Gestore dei servizi energetici, ha reso noto all’Aeeg, Autorità per l’energia elettrica e il gas, l’imminente aggiornamento dei dati su costi degli incentivi e impianti. A fronte del raggiungimento del tetto di 6 miliardi, Il Gse ha segnalato che sono in funzione più di 400.000 impianti fotovoltaici, pari a una potenza installata di 14.300 MW.

COME SI ACCEDE AGLI INCENTIVI Non hanno l’obbligo di iscriversi al registro: 1. gli impianti fotovoltaici di potenza fino a 50 kW realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto; 2. gli impianti fotovoltaici di potenza fino a 12 kW, inclusi gli impianti realizzati a seguito di rifacimento, nonché i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell’impianto non superiore a 12 kW; 3. i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell’impianto non superiore a 12 kW; 4. gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di euro; 5. gli impianti fotovoltaici a concentrazione fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di euro;

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Nuovi Incentivi da Fine Agosto Raggiunta la soglia dei 6 miliardi di euro erogati, entro settembre scatteranno le nuove regole per gli impianti fotovoltaici. 6. gli impianti fotovoltaici realizzati da Amministrazioni pubbliche mediante con procedure di pubblica evidenza, fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di euro; 7. gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 12 kW e non superiore a 20 kW, inclusi gli impianti realizzati a seguito di rifacimento, nonché i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell’impianto non superiore a 20 kW, che richiedono una tariffa ridotta del 20% rispetto a quella spettante ai pari impianti iscritti al registro. Gli altri impianti per usufruire degli incentivi devono invece iscriversi in appositi registri in modo da rientrare nei limiti massimi di costo indicativo cumulato annuo degli incentivi, fissati in 140 milioni di euro per il primo registro, 120 milioni di euro per il secondo e 80 milioni per quelli successivi


PAGINATION 1 SINERGIE MAGAZINE

6 november2012 2012 AGOSTO SETTEMBRE

GIOVANI TALENTI NELLA

GREEN ECONOMY C

laudia Sgandurra, fresco di laurea in Architettura, ha progettato un sistema di nuclei scolastici prefabbricati ed energeticamente autosufficienti, da utilizzare in pronta consegna in caso di terremoto. Loredana Tarran, classe 1986, è già al lavoro da mesi sui progetti di riconversione degli scarti di cellulosa in speciali plastiche biodegradabili. Angelo Sudano, 26 anni, è impegnato nella progettazione di piattaforme sottomarine biomimetiche per il monitoraggio ambientale e lo studio dell’etologia marina. Sono solo alcuni dei giovani che hanno partecipato al convegno „Greening camp” organizzato dal ministero dell’Ambiente per fare ciò che sarebbe logico fare ma che pochi fanno: mettere in comunicazione il mondo della ricerca (che, nonostante tutto, conta ancora un buon numero di cervelli malgrado anni di tagli progressivi di budget e di attrezzature) e il mondo della produzione e dell’industria. Da 40 delle università italiane sono stati segnalati120 giovani possibili nuovi talenti della green economy che si stanno impegnando in campi come: il recupero di pneumatici fuori uso attraverso getti d’acqua ad altissima pressione capaci di disgregare la gomma; tecniche avanzate di recupero della materia per ridurre progressivamente il volume dei rifiuti da mandare in discarica o all’inceneritore; produzione energetica da fonti rinnovabili attraverso tecniche di digestione anaerobica; sistemi avanzati di geotermia su piccola scala.„ „Questa è la prima di una serie di numerosa iniziative programmate che andranno nella stessa direzione: offrire opportunità ai giovani affinchè possano mettere in mostra le loro ricerche e i loro studi. L’Italia può mettere in campo idee innovative ed energie fresche in grado di rilanciare in tempi brevi l’economia creando nel brevissimo periodo, nuovi posti di lavoro in campo green”, assicura il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. „E’ un’occasione da non lasciare sfuggire: basta applicare bene normative già esistenti e facilitare l’accesso ai fondi già disponibili”. Invece, nel medio periodo, si aprirà una scommessa più ambiziosa. Un piano che durerà 15 anni, con un impegno economico di circa 40 miliardi di euro, per tentare finalmente la messa in sicurezza del territorio italiano evitando così di inseguire le continue e periodiche emergenze (dalle frane ai terremoti), evitando buona parte dei danni e dei lutti. Inoltre da qualche settimana è stato reso noto il risultato di un rapporto dell’Ilo, l’organizzazione internazionale del lavoro, che ha tentato di misurare gli effetti della transizione dell’economia tradizionale verso la green economy su scala globale. Ebbene, da questo studio emerge che entro il 2020 saranno creati almeno 60 milioni di nuovi posti di lavoro.


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NUOVE (O VECCHIE) STRATEGIE PER RISOLVERE IL PROBLEMA RIFIUTI

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l decreto Ronchi indica infatti che il problema dei rifiuti solidi deve essere affrontato con i seguenti principali interventi:

1) riduzione della produzione, 2) riuso, 3) riciclaggio, 4) altre forme di recupero di materia prima dai rifiuti. Questa legge, giustamente dà un posto del tutto marginale all’incenerimento. Infatti viene precisato che “il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materia prima devono essere considerati preferibili rispetto” all’incenerimento con recupero di energia. RIDURRE I RIFIUTI Ridurre la produzione dei rifiuti è la prima cosa da fare, sia a livello personale che politico. La normativa europea e nazionale lo indica come il primo degli obiettivi da raggiungere: malgrado ciò si è fatto pochissimo (come è dimostrato dall’aumento in peso e in volume dei rifiuti). Molte aziende (in gran parte straniere) hanno compreso che produrre meno rifiuti spesso significa risparmiare molti soldi, perché generare meno rifiuti significa sia che il processo produttivo è più efficiente, sia che i costi di smaltimen-

,&RPSRQHQWLGHLUL×XWLXUEDQL ‚UHVLGXLDOLPHQWDUL ‚FDUWDHFDUWRQH ‚SODVWLFD ‚YHWUR ‚VWUDFFL ‚SRWDWXUH ‚PHWDOOL ‚OHJQR ‚LQHUWL ‚VRWWRYDJOLR  ‚DOWUR SROYHULHPDWHULDOHVEULFLRODWRGLGLPHQVLRQLLQIHULRULDLFP

to dei rifiuti si riducono. Stato e Regioni possono legiferare vietando o tassando gli imballaggi eccessivi, i vuoti a perdere, i prodotti usa e getta, i prodotti più difficili da smaltire ecc. Si possono anche dare incentivi a quelle imprese che rivedono i loro cicli produttivi per ridurre i rifiuti o che utilizzano il sistema dei contenitori a rendere o incentivare quegli esercizi commerciali che utilizzano metodologie di vendita alla spina (per bevande, detersivi ecc.) o prodotti sfusi. FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA La raccolta differenziata è il presupposto non solo del riciclaggio, ma anche della possibilità di smaltire i rifiuti negli inceneritori o in discarica: la frazione umida (residui alimentari e della potatura), infatti, non è combustibile ed è pericoloso smaltirla in discarica per via degli odori sgradevoli, del percolato, della moltiplicazione di insetti e animali. Quindi non si può risolvere il problema rifiuti senza fare la raccolta differenziata. Non solo, ma più è completa e selettiva la raccolta differenziata e più i rifiuti, invece di essere un problema da risolvere con costi elevati e rischi per la salute e l’ambiente, diventano una risorsa che può fare guadagnare e, quindi, ridurre fin quasi allo zero la tassa sui rifiuti Per la raccolta differenziata si possono utilizzare: { P\[aR[Va\_V SNZVYVN_V \T[V SNZVTYVN UN V `b\V contenitori per carta, umido, plastica, indifferenziato) e i rifiuti sono raccolti con il sistema porta a porta; { P\[aR[Va\_V P\[Q\ZV[VNYV \T[V ]NYNgg\ UN V suoi contenitori per carta, umido, plastica, vetro e indifferenziato); { PNZ]N[R R NYa_V P\[aR[Va\_V V[ `a_NQN( { PR[a_V QV P\[SR_VZR[a\ YR P\`VQQRaaR yV`\YR ecologiche”), cioè posti nei quali si possono portare rifiuti pericolosi, oli, lampadine, apparecchi elettronici, mobili ecc., che vengono così stoccati per brevi periodi e quindi riciclati o opportu-

namente smaltiti. I primi due sistemi presentano il vantaggio di consentire il pagamento della “tassa dei rifiuti” in proporzione al quantitativo di rifiuto indifferenziato consegnato e in maniera inversamente proporzionale al quantitativo di monomateriale raccolto. Anche per le isole ecologiche si possono prevedere dei “benefit” per chi consegna i rifiuti. Le città che hanno adottato il sistema porta a porta e quello condominiale, integrato con le isole ecologiche, hanno raggiunto percentuali molto elevate di raccolta differenziata con buona selettività dei materiali.

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RICICLARE I RIFIUTI Ogni tonnellata di carta raccolta in maniera differenziata e riciclata consente un risparmio di 14 alberi di alto fusto, circa 350 tonnellate di acqua e 250 Kg di petrolio. Ogni tonnellata di alluminio riciclato consente un risparmio di 4 tonnellate di bauxite (minerale da cui è ricavato l’alluminio e che è sempre più raro) e 4,8 tonnellate di petrolio. Ogni tonnellata di vetro riciclato fa risparmiare 200 Kg di petrolio, 700 Kg di sabbia, 150 Kg di soda, 150 Kg di dolomite. Questi pochi dati fanno comprendere che il riciclaggio è la maniera più conveniente di utilizzare i rifiuti, sia dal punto di vista economico, che energetico ed ambientale. Tra i rifiuti che possono essere riciclati vi sono la carta e i cartoni, la plastica (PET, PVC, PE, ma non il polistirolo), l’alluminio (lattine, bombolette spray, fogli, vaschette per contenere alimenti), il ferro, il vetro, il cuoio, gli oli minerali e vegetali (che vengono purificati per poi essere riutilizzati come lubrificanti), il legno (mobili, cassette ecc. che sono sminuzzati per fare truciolato), i pneumatici, i toner (che possono essere ricaricati innumerevoli volte). Non possono essere riciclati invece la carta accoppiata con plastica o alluminio (buste di tetrapack, sacchetti per alimenti) e al-


SINERGIE MAGAZINE cuni tipi di plastica (polistirolo, PP), che pertanto dovrebbero essere eliminati dal commercio o fortemente tassati. Tra l’altro giĂ oggi esistono valide alternative a questi materiali, come il “polistirolo di patateâ€?, meno costoso di quello indistruttibile derivato dal petrolio (ed è anche un brevetto italiano). Anche le aziende dovrebbero riciclare di piĂš, per cui sarebbe opportuno indirizzarle in tal senso con indicazioni, normative, tasse e incentivi. La Xerox Corporation, ad esempio, ricicla il 95% delle proprie fotocopiatrici, risparmiando ogni anno circa 80 milioni di dollari. RICICLARE I RIFIUTI Il compostaggio è il processo che trasforma i rifiuti organici (cioè la frazione umida) in concime (detto “compostâ€?) in presenza di aria (eventualmente arricchita di ossigeno). Il compost si presenta come un terriccio ricco di sostanze organiche ed in agricoltura ha vari effetti positivi: rende il terreno meno sciolto e quindi meno soggetto alla dispersione e al dilavamento, trattiene acqua, consentendo cosĂŹ irrigazioni meno frequenti, arricchisce il terreno in microorganismi e in materia organica, che può essere cosĂŹ trasformata gradualmente nei composti azotati, fosfatici e in altre sostanze indispensabili alle piante per crescere e fruttificare. Quanto migliore è la qualitĂ  del rifiuto organico (ossia quanto maggiore è il suo grado di purezza) tanto migliore sarĂ  il compost. Per questo la raccolta differenziata dell’umido è essenziale per produrre un buon compost, che è molto richiesto in agricoltura, mentre quello di scarsa qualitĂ  è meno richiesto e può essere utilizzato solo nei giardini e in florovivaistica. Il compost di qualitĂ  piĂš scadente può essere utilizzato solo per la bonifica di cave e siti inquinati. Il compost può essere prodotto anche a casa, utilizzando dei grossi vasi o dei contenitori ad hoc, dove si mette terra alternata a sottili strati di rifiuti, mantenendo il tutto sempre umido. Il tempo occorrente in questo caso va dai 3 mesi in estate agli 8 mesi nelle altre stagioni. Il tempo occorrente per la produzione industriale del compost da rifiuti è di circa 2-4 mesi. BONIFICARE I SITI INQUINATI Lo smaltimento illegale di milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi e la cattiva gestione dei rifiuti solidi urbani ha determinato l’inquinamento di numerose aree della nostra Regione. Le sostanze inquinanti presenti in queste aree possono per vie lunghe e complesse arrivare fino nelle nostre case. Infatti esse possono essere assorbite dalle piante e concentrarsi a seconda della sostanza e della pianta nei frutti, nelle foglie, nelle radici e arrivare cosĂŹ, concentrati anche migliaia di volte, sulle nostre mense. Oppure le piante possono essere mangiate dagli animali e le sostanze inquinanti essere concentrate nella carne o nel latte degli animali e di nuovo arrivare sulle nostre mense. Oppure ancora tali sostanze possono arrivare ai corsi d’acqua o penetrare nelle falde idriche e di nuovo giungere a noi con l’acqua che usiamo per lavarci o bere. Per tali motivi è importante che i siti inquinati che presentano tali rischi siano individuati, posti sotto controllo (per impedire che vi si coltivino prodotti alimentari) ed eventualmente bonificati. La strategia che abbiamo illustrato è quella in linea con le direttive nazionali ed europee ed è effettivamente seguita in altri Paesi: in Austria il

AGOSTO SETTEMBRE 2012 64% dei rifiuti è riciclato, il 23% va in discarica e solo il 13% viene bruciato (si sta anche pensando di chiudere il famoso inceneritore di Vienna); in Germania il 71% è riciclato, il 14% va in discarica e il 16% è incenerito (fonte: European Topic Centre on Resource and Waste Management 2005). Anche alcune regioni del Nord e centro Italia si stanno incamminando su questa strada: in Veneto, per esempio, la raccolta differenziata è intorno al 50% e solo l´8% dei rifiuti è incenerito. Vi sono poi cittĂ che riciclano la grande maggioranza dei rifiuti, perfino nella nostra Regione: a Montecorvino (11.000 abitanti), per esempio, si ricicla quasi l’80% dei rifiuti. E’ necessario però che amministratori e cittadini si impegnno entrambi per raggiungere questo obiettivo. Purtroppo i nostri amministratori non hanno mai puntato sulla riduzione della produzione dei rifiuti, sulla raccolta differenziata e sul riciclaggio con la scusa che “Al Sud i cittadini non hanno senso civicoâ€?. E spesso i cittadini hanno avvalorato questo alibi pensando: “Che senso ha fare la raccolta differenziata in una situazione allo sfascio come la nostra?â€?. E’ necessario invece rompere questo circolo vizioso e che ciascuno venga messo di fronte alle sue responsabilitĂ . Per fortuna le associazioni ambientaliste, le associazioni degli agricoltori e numerosi altri soggetti sono riusciti a porre all’attenzione dell’opinione pubblica e della magistratura la gravissima situazione della Campania. Si è creato cosĂŹ un vasto movimento di protesta contro questo modo di gestire il problema rifiuti chiedendo il rispetto delle indicazioni della normativa sui rifiuti (ridurre, riusare, riciclare).

sarĂ effettivamente mangiata (cosĂŹ si risparmiano anche centinaia di euro ogni anno). 10. Utilizzare batterie ricaricabili. 11. Comprare prodotti di migliore qualitĂ  e che durino piĂš a lungo (il costo finisce per essere ripagato dalla maggiore durata). 12. Non farsi prendere dalla “malattia del comprareâ€?: prima di ogni acquisto chiedersi “Ne ho proprio bisogno? Ne posso fare a meno? Quante volte lo utilizzerò?â€? e ricordarsi che non sono le merci che ci rendono felici ma gli amici, il tempo libero, una passeggiata ecc.: tutte cose che non costano niente e che non producono rifiuti.

www.testacreativa.it

COSA PUĂ’ FARE OGNUNO DI NOI? 1. Diffondere queste informazioni e discuterne con amici, parenti, colleghi.Sostenere le organizzazioni ambientaliste che si battono per una gestione dei rifiuti basata su riduzione, riuso e riciclaggio. 2. Fare pressione su Comune, Provincia e Regione perchĂŠ incentivi la riduzione, il riuso e il riciclaggio dei rifiuti. 3. Fare pressione su supermercati e altri esercizi commerciali perchĂŠ riducano gli imballaggi e adottino sistemi di vendita “alla spinaâ€? (almeno per detersivi, saponi, shampo ecc.). 4. Fare pressione sul proprio datore di lavoro perchĂŠ siano riciclati i rifiuti e perchĂŠ nella mensa si utilizzino bevande alla spina, come avviene in molte aziende europee e del Nord Italia. 5. Fare scrupolosamente la raccolta differenziata 6. Non comprare o comprare il meno possibile prodotti usa e getta o confezionati in imballaggi e contenitori di difficile smaltimento (polistirolo, propilene, tetrapack in accoppiata carta/plastica, carta/alluminio,ecc.). 7. Preferire i contenitori con il vuoto a rendere e i prodotti sfusi. 8. Non bere acqua in bottiglia ma solo acqua di rubinetto, che è anche piĂš controllata dal punto di vista sanitario e molto piĂš economica. 9. Comprare e preparare solo la quantitĂ di cibo che

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,QFDVRGLWUDVORFKLULVWUXWWXUD]LRQLHWFSHUULĂ—XWLGLJUDQGLGLPHQVLRQLFRPH vecchi televisori, elettrodomestici di vario tipo, divani, ed altri mobili da arredamento ELVRJQDDVVROXWDPHQWHFRQWDWWDUHODVRFLHWeFKHVLRFFXSRGHOODUDFFROWDGHLULĂ—XWLH prenotare il ritiro che deve essere assolutamente GRATUITO


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MODA La moda è una moda! Gli stilisti hanno una propria visione, un proprio concept della moda e per questo cercano sempre qualcosa di innovativo o semplicemente rivisitano tendenze passate.

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è una sorta di ritorno alle origini in passerella, misto a tanto colore! Donatella Versace propone l’uomo gladiatore ricordando l’antica arena romana, ma allo stesso tempo pensando allo “Spartacus” dei tempi moderni; D&G puntano alla tradizione e portano in passerella l’uomo siculo, facendo sfilare gente comune, uomini dai tratti marcati, righe, pantaloni a vita alta e stampe con carri siciliani; per l’uomo Gucci tanti colori fluo e stampe floreali con pantaloni dal taglio classico alternati a bermuda ; Cavalli porta in scena colori metal che esplodono in stampe come fuochi d’artificio; Armani è sempre sinonimo di raffinatezza e propone una linea per giovani uomini che amano la modernità e ricercano i dettagli per il proprio look, fresco e perbene, ricordando gli anni ’50, con giacche abbinate a bermuda corti, fascianti, con piccoli risvolti, o a pantaloni con cavallo più basso e più corto alla caviglia con pieghe stirate sul davanti. Anche Missoni propone pantaloni con disegni a spina di pesce, cardigan e gilet bourdeax. Ricordando, infine, che nel guardaroba di un uomo non possono mai mancare i mocassini, anch’essi colorati, scamosciati, di pelle, un must di questa stagione e anche della prossima. Insomma i trend della prossima stagione 2013 sono tutti all’insegna del colore e come sempre del buon gusto.

Filomena I. Gaudioso

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OPPORTUNITÀ PER IL CONSORZIO D’IMPRESE Le “Reti di imprese”, introdotte dall’art. 4-ter del D.L. n. 5/2009, rappresentano una forma di coordinamento, di natura contrattuale, tra più imprese che vogliono aumentare la loro massa critica e avere maggiore forza sul mercato senza doversi fondere o unire sotto il controllo di un unico soggetto .

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In particolare, la norma stabilisce che con il contratto di rete due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato, nonché consentire agli associati di migliorare le proprie performances di mercato in termini di efficienza e competitività. Elemento essenziale del contratto di rete è il programma comune di rete. Si tratta, sostanzialmente, di un documento comune con cui gli imprenditori si obbligano agli adempimenti sopra descritti. Il contratto di rete può anche prevedere l’istituzione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. Sebbene l’istituzione del fondo patrimoniale comune e la nomina dell’organo comune non costituiscano elementi essenziali ai fini della validità di un contratto di rete, solo le imprese aderenti a contratti di rete che prevedano l’istituzione del fondo patrimoniale comune possono accedere alle agevolazioni fiscali previste per gli stessi. L’agevolazione fiscale per le imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete consiste in un particolare regime di favore sotto il profilo fiscale (sospensione di imposta), relativamente alla quota degli utili dell’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal programma comune di rete preventivamente asseverato. In dettaglio, il beneficio spetta a condizione che le somme accantonate siano destinate al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare per realizzare entro l’esercizio successivo gli investimenti previsti dal programma di rete. Tuttavia, il regime di sospensione di imposta cessa, e quindi gli utili accantonati concorrono alla formazione del reddito, nell’esercizio in

cui la riserva è utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio oppure in cui viene meno l’adesione al contratto di rete. L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di euro 1.000.000. Come chiarito dall’Amministrazione finanziaria (circolare n. 4/E del 2011), tale limite deve essere inteso come riferibile “per ciascuna impresa, nonché per ciascun periodo d’imposta in cui è consentito l’accesso all’agevolazione, fermo restando il limite stabilito dal comma 2-quinquies pari a 20 milioni di euro per l’anno 2011 e 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013” Sotto il profilo tecnico, l’agevolazione spetta esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi e non opera ai fini dell’IRAP. Il beneficio fiscale, inoltre, rileva esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare, mentre per il periodo d’imposta successivo, l’acconto delle imposte dirette è calcolato assumendo come imposta del periodo precedente quella che si sarebbe applicata in mancanza delle previsioni di cui al comma 2-quater. Per accedere all’agevolazione, le imprese interessate devono presentare annualmente un apposito modello (mod. RETI) approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 2011/31139 del 14 aprile 2011. L’Agenzia, sulla base dei dati forniti, provvederà a determinare la percentuale massima del risparmio d’imposta spettante sulla base del “rapporto fra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare del risparmio d’imposta complessivamente richiesto”. Le risorse accantonate nel Fondo comune dovranno essere utilizzate per realizzare investimenti previsti dal programma comune di rete asseverato. La realizzazione degli investimenti può avvenire dopo la fruizione dell’agevolazione, purché entro l’esercizio successivo a quello in cui è stata deliberata la destinazione dell’utile.

Sono ammissibili alle agevolazioni gli investimenti per l’acquisto di beni (strumentali e non) e servizi, nonché per l’utilizzo di personale. Possono altresì considerarsi ammissibili i costi relativi a beni, servizi e personale messi a disposizione da parte delle imprese aderenti al contratto di rete. In tal caso, rileva il costo figurativo relativo all’effettivo impiego di detti beni, servizi e personale per la realizzazione degli investimenti. In ogni caso, è a carico del contribuente dimostrare, anche con adeguata documentazione amministrativa e contabile, che i predetti costi siano stati sostenuti per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune. Le “Reti d’impresa” possono, tra l’altro, richiedere anche un loro personale codice fiscale, che in ogni caso non comporterà l’acquisizione di un’analoga soggettività tributaria in capo alle stesse. La richiesta di un codice fiscale può rispondere a specifiche esigenze operative da parte della Rete di imprese, ed è consentita in base alle indicazioni contenute nell’articolo 2 del DPR n. 605/73, che regolamenta l’iscrizione all’Anagrafe tributaria delle organizzazioni di persone o di beni prive di personalità giuridica, così come nel caso di specie. Per poter beneficiare dell’agevolazione, come espressamente previsto dal comma 2-quater dell’art. 42 del decreto legge n. 78, il programma comune di rete deve essere “previamente asseverato”. L’asseverazione comporta la previa verifica della sussistenza Tnel caso specifico degli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti di partecipazione in capo alle imprese che lo hanno sottoscritto. L’asseverazione è rilasciata da “organismi espressione dell’associazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, ovvero, in via sussidiaria, da organismi pubblici individuati con il medesimo decreto”. A individuare tali organismi è il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 25 febbraio 2011 che ha stabilito che sono abilitati a rilasciare l’asseverazione del Programma gli organismi espressi dalle Confederazioni di rappresentanza datoriale rappresentative a livello nazionale presenti nel Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ai sensi della legge 30 dicembre 1986, n. 836, espressioni di interessi generali di una pluralità di categorie e territori. La certificazione della sussistenza degli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti di partecipazione in capo alle imprese che lo hanno sottoscritto deve essere Attestata entro 30 giorni dalla richiesta di rilascio dell’organo comune per l’esecuzione del contratto di rete oppure del rappresentante della rete risultante dalla stipula dello stesso contratto.


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AUTOTRASPORTI E RESPONSABILITÀ Nei confronti del trasporto esiste da parte di molti operatori un diffuso pregiudizio ossia quello GLFRQVLGHUDUORFRPHXQDWUD×OD di adempimenti burocratici da delegare al compratore, nella errata convinzione che limitare le proprie obbligazioni di consegna sia l’aspetto di maggior rilievo.

. a invece sottolineato che il trasporto nazionale ed internazionale non consiste solo nel trasferimento fisico delle merci dal luogo in cui sono prodotte a quello del consumo, ma è, principalmente, l’attività attraverso la quale viene data esecuzione alle obbligazioni di consegna assunte nel contratto di compravendita. Diventa quindi evidente come al trasporto debba essere attribuita la necessaria rilevanza in considerazione anche del fatto che ad esso si ricollegano aspetti commerciali, legali, doganali, assicurativi e, per quanto riguarda il regolamento della fornitura, anche documentali. La trattativa commerciale deve allora essere condotta ponendo la massima attenzione al collegamento tra contratto di compravendita e quello di trasporto ed alla stretta interazione tra condizioni di consegna e condizioni di pagamento. Un quadro sintetico di questi intrecci non può che partire dalla individuazione di quelle che sono le responsabilità del vettore, del committente, del caricatrore e del proprietario della merce. Con la circolare prot. 300/A/12430/10/108/13/1 del Ministero del’Interno emessa il 15 settembre 2010, di concerto col Ministero delle Infrastrutture e Trasporti prot. 74491, si è fatta chiarezza sulla responsabilità concorsuale. In pratica, allo scopo di rendere maggiormente incisiva ed efficace l’attività di accertamento della responsabilità dei soggetti facenti parte della filiera del trasporto ed, in particolare, del committente e del vettore, il decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103 convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2010, n. 127, ha modificato alcune disposizioni del decreto legislativo n. 286/2005. In particolare, le modifiche apportate agli artt. 7, commi 4 e 5, 7-bis, commi 3, 5 e 6, e all’art. 8, commi 1, 2 e 3, D.Lgs. n. 286/2005 consentiranno di anticipare già in occasione dei controlli stradali l’attività di accertamento delle eventuali corresponsabilità da parte del committente nonché del vettore insieme con il conducente del veicolo, autore materiale delle violazioni. La nuova disciplina ha infatti stabilito che, qualora il contratto di trasporto non sia stato stipulato in forma scritta, anche mediante richiamo ad un accordo di diritto privato concluso ai sensi dell’art. 5 del citato D.Lgs. n. 286/2005, in caso di accertato superamento da parte

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del conducente del veicolo dei limiti di velocità (art. 142, C.d.S.) o di mancata osservanza dei tempi di guida e di riposo (art. 174 C.d.S.), gli organi di Polizia stradale «verificano la compatibilità delle istruzioni scritte fornite al vettore, in merito all’esecuzione della specifica prestazione di trasporto, con il rispetto della disposizione di cui è stata contestata la violazione» (art. 7, comma 4, D.Lgs. n. 286/2005). Rispetto alla previgente normativa, si è pertanto statuito che le istruzioni devono trovarsi a bordo del veicolo e possono essere contenute nella scheda di trasporto o nella documentazione equivalente, ovvero allegate alla documentazione equipollente di cui all’art. 7-bis D.Lgs. n. 286/2005. La mancanza delle istruzioni a bordo del veicolo comporta l’applicazione a carico del vettore e del committente delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per le violazioni contestate al conducente (distinti verbali). Le stesse sanzioni sono altresì applicate al vettore e al committente quando le istruzioni di trasporto sono incompatibili con il rispetto delle predette norme. La nuova formulazione dell’art. 7 del D. Lgs. n. 286/2005, in relazione alle esigenze di tutela della sicurezza sociale, stabilisce che il committente del trasporto, nell’esercizio dell’attività di impresa ovvero di pubbliche funzioni (o un suo delegato alla compilazione) deve: 1. riportare sulla scheda di trasporto o sulla documentazione equivalente di cui all’art. 7-bis, comma 1, del D.Lgs. n. 286/2005 il numero di iscrizione del vettore all’Albo nazionale degli autotrasportatori; 2. allegare alla documentazione ad essa equipollente una dichiarazione scritta di aver preso visione della carta di circolazione del veicolo o di altra documentazione da cui risulti il numero di iscrizione del vettore all’Albo nazionale degli autotraspor-

tatori (art. 7, comma 5, D.Lgs. n. 286/2005). In particolare, qualora tali indicazioni non siano riportate sulla scheda di trasporto o sui documenti equivalenti, ovvero la dichiarazione sopraindicata non sia allegata ai documenti equipollenti, al committente è applicata la sanzione prevista dal comma 4 dell’art. 7-bis del D.Lgs. n. 286/2005 (da € 600 a € 1.800). La medesima sanzione ricorre anche nei casi in cui il vettore, ad un successivo controllo, risulti regolarmente legittimato ad effettuare l’attività di autotrasporto. La disciplina del presente paragrafo non trova applicazione nell’autotrasporto internazionale svolto sia da imprese italiane che estere; per queste ultime, anche quando svolgono trasporti interni di cabotaggio. Per quanto riguarda le procedure per l’accertamento della responsabilità della filiera di trasporto, l’art. 1-bis, comma 2, lettera f), del decreto legge 6 luglio 2010, n. 103, convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2010, n. 127 ha modificato anche l’art. 8 del D. Lgs. n. 286/2005. Secondo la nuova formulazione della norma, l’accertamento delle responsabilità dei soggetti della filiera del trasporto, non solo del committente o del vettore, ma anche del caricatore e del proprietario delle merci, in occasione di alcune violazioni commesse dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di merci in conto di terzi può essere effettuato: - contestualmente alla contestazione della violazione commessa dall’autore materiale della medesima (e cioè dal conducente), mediante l’esame: 1- del contratto di trasporto se stipulato in forma scritta e di ogni altra documentazione di accompagnamento, prevista dalle vigenti disposizioni (art. 8, comma 1, D.Lgs. n. 286/2005); 2- della scheda di trasporto (il cui contenuto è stato approvato con il D.M. 30 giugno 2009 [n. 554/RD]), che ai sensi dell’art.


SINERGIE MAGAZINE 7-bis, comma 2, D.Lgs. n. 286/2005, costituisce documentazione idonea ai fini della procedura di accertamento delle responsabilità di cui al citato art. 8 di tutti i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto; 3- dei documenti considerati equivalenti o equipollenti alla scheda di trasporto ai sensi dell’art. 7-bis, D.Lgs. n. 286/2005; successivamente al controllo su strada, in caso di mancata esibizione del contratto di trasporto in forma scritta da parte del conducente all’atto della contestazione e qualora sia presente a bordo del veicolo una dichiarazione sottoscritta dal committente o dal vettore che ne attesti l’esistenza, si prevede che: 1- l’autorità competente, entro 15 giorni dalla contestazione della violazione, richiede ai soggetti che hanno stipulato il contratto di trasporto la presentazione, entro 30 giorni dalla notifica della richiesta, di copia del contratto stesso; 2- entro i 30 giorni successivi alla ricezione del contratto in forma scritta, l’autorità competente, qualora dall’esame dello stesso emergano responsabilità, applica nei loro confronti le sanzioni ivi previste; -fermo restando l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 180, comma 8 C.d.S., le stesse sanzioni sono irrogate in caso di mancata presentazione della documentazione richiesta entro il termine indicato. Sostanzialmente la normativa vigente contempla due tipologie di verifiche successive al controllo su strada, diverse per presupposti e modalità. Il comma 8-bis dell’art. 179 C.d.S., introdotto dall’art. 30 della legge n. 120/2010, prevede, in caso di incidente con danni a persone o cose provocato dal conducente di un veicolo dotato di tachigrafo, l’obbligo di segnalazione del fatto all’autorità competente, da parte del comando dal quale dipende l’agente accertatore, ai fini della verifica presso la sede del titolare della licenza o dell’autorizzazione al trasporto o dell’iscrizione all’albo degli autotrasportatori di cose, per l’esame dei dati sui tempi di guida e di riposo relativi all’anno in corso. L’autorità competente è la Direzione provinciale del lavoro ove ha sede l’impresa di autotrasporto: infatti i controlli presso i locali delle imprese operanti nel settore dell’autotrasporto per la verifica del rispetto dei tempi di guida e di riposo sono coordinati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali che si avvale delle proprie articolazioni periferiche, cioè le citate Direzioni provinciali. Il comma 7-bis dell’articolo 7 del D.Lgs. n. 286/2005, introdotto dall’articolo 51 della legge n. 120/2010, prevede che, quando da una violazione di una norma del Codice della strada derivi un incidente mortale o con lesioni personali gravi o gravissime e la violazione sia commessa da veicoli per i quali è richiesta la patente di guida C o C+E, è disposta la verifica presso vettore, committente, caricatore e proprietario della merce del rispetto delle norme sulla sicurezza della circolazione stradale previste dallo stesso art. 7 e dall’art. 83-bis della legge n. 133/2008

Avv. Davide Nitto

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PIÙ VOCE ALLA FORMAZIONE CON FONDI INTERPROFESSIONALI osa sono i fondi paritetici interprofes-

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sionali? I Fondi Paritetici Interprofessionali per la formazione continua sono organismi di natura associativa, promossi da associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali a cui le aziende liberamente possono iscriversi. Possono essere istituiti Fondi Interprofessionali per tutte le aziende operanti nei più svariati settori economici di attività (industria, Commercio e servizi, Artigianato, Cooperazione Sociale, Agricoltura, ecc.). L’iscrizione ad un Fondo interprofessionale consente alle aziende di richiedere contributi per finanziare la formazione dei propri dipendenti e dei propri dirigenti in modo continuo Ricordiamo che i Fondi Interprofessionali finanziano piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, che le imprese in forma singola o associata decideranno di realizzare per i propri dipendenti, anche piani formativi individuali. Inoltre l’azienda che aderisce ai Fondi Paritetici Interprofessionali in modo gratuito, non è vincolata al proprio settore e non vincolante nel tempo L’adesione è revocabile, ha validità annuale e si intende tacitamente prorogata, salvo disdetta. L’impresa può aderire solamente ad un unico Fondo ( fanno eccezione le adesioni dei dirigenti che possono essere fatte separatamente da quelle del personale di altro livello). Mediante l’adesione l’azienda avrà la possibilità di frequentare un ampia gamma di corsi a catalogo o studiati da persone esperte in base alle proprie esigenze. Grande attenzione viene data alle tematiche della sicurezza sul lavoro con l’erogazione di specifici corsi di: { 6[S\_ZNaVcN TR[R_VPN ]R_ V YNc\_Na\_V { .[aV[PR[QV\ { =_VZ\ `\PP\_`\ { =_VcNPf R TR`aV\[R QRV QNaV `R[`VOVYV { ?@== { ?9@ { 0\_`V di sicurezza per preposti e dirigenti Inoltre { 9V[TbV`aVPN { 6[S\_ZNaVPN { 4R`aV\[R R P\[aNOVYVa½ NgVR[QNYR { :N_XRaV[T R P\Zb[VPNgV\[R { 4R`aV\[R QRY ]R_`\[NYR { CR[QVaN R Pb`a\QR PN_R Non perdete l’occasione di poter finanziare gratuitamente la formazione dei vostri dipendenti con i Fondi Paritetici Interprofessionali

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IMPIANTO DI SELEZIONE E VALORIZZAZIONE

DELLA FRAZIONE MULTIMATERIALE

L’impianto di selezione e valorizzazione della frazione multi materiale, viene autorizzato con determina della Regione di pertinenza.

Q L’impianto opera la selezione e la valorizzazione degli imballaggi provenienti dalla raccolta GLIIHUHQ]LDWDGHLULÓXWL solidi urbani, e/o da clienti privati come per esempio industrie, attività commerciali, attività artigianali, ecc.

uesto significa che gli imballaggi in plastica, vetro, alluminio, acciao e tetrapak giunti all’impianto vengono selezionati e consegnati ai consorzi per il recupero e riciclo che operano nell’ambito del sistema Conai (Consorzio nazionale imballaggi). Nello specifico Corepla (Consorzio per il recupero della plastica), CoReVe (Consorzio per il recupero del vetro), Cial (Consorzio per il recupero dell’alluminio) Cna (Consorzio nazionale per il recupero dell’acciaio) e Comieco (Consorzio per il recupero della carta) per il tetrapak. Come funziona? Gli impianti di questo tipo utilizzano macchinari tecnologicamente avanzati. Ciò permette di migliorare la qualità del materiale in uscita e rispettare quindi gli elevati standard richiesti dai consorzi di filiera. Oltre ai macchinari vengono impiegate - in varie parti dell’impianto - cappe di aspirazione che trattengono le polveri che si liberano durante la lavorazione evitando che si diffondano nell’ambiente. Il ciclo di lavorazione dell’impianto di selezione si può riassumere attraverso le seguenti fasi. Ricevimento dei materiali in ingresso Gli automezzi in ingresso, dopo le operazioni di identificazione e pesatura, raggiungono la zona adibita al conferimento dei materiali. Gli addetti dell’impianto effettuano un primo

controllo visivo sui materiali scaricati e sulla loro conformità e quindi rinviano il mezzo ormai vuoto alla postazione di pesatura dove vengono sbrigate le pratiche amministrative. La prima vagliatura: le due linee di trattamento

Lungo il nastro si trova il primo punto di vagliatura dove cioè il materiale viene separato in base al suo volume e spinto in due diverse direzioni. I contenitori in plastica, vetro, ferro ed alluminio di piccole dimensioni vengono indirizzate nel cosiddetto sottovaglio. I sacchetti e sacchi più grandi o chiusi in plastica e contenitori di maggiori dimensioni vanno nel sopravaglio. Questi ultimi saranno avviati direttamente alla cabina di selezione per l’eliminazione della parte di rifiuti indesiderati (non in plastica) e la separazione di quelle plastiche, ad esempio le cassette in plastica rigida per le quali è prevista una diversa destinazione. Tutto il materiale indirizzato nel sopravaglio arriva direttamente in cabina di cernita dove gli operatori effettuano manualmente la selezione dei materiali. In questa fase avviene la separazione degli imballaggi per frazione merceologica che verranno inviati ai consorzi del sistema Conai. La frazione estranea viene scartata ed avviata allo smaltimento. Il sottovaglio Il materiale presente nel sottovaglio subisce ulteriori processi di cernita meccanica


SINERGIE MAGAZINE prima di arrivare in cabina di selezione manuale. Il primo passaggio è sul vibrovaglio, macchina simile ad un setaccio vibrante, che elimina le frazioni di vetro di piccole dimensioni, considerate frazioni estranee e non idonee per il recupero. Tutto ciò che non viene eliminato da questo setaccio prosegue il suo percorso di selezione ed incontra un deferizzatore, magnete che attrae le parti ferrose presenti, e un demetallizzatore che respinge gli imballaggi in alluminio convogliandoli in appositi punti di stoccaggio (questi materiali subiranno ulteriori controlli di qualità e poi verranno inviati al recupero). Il materiale restante subisce infine una separazione aeraulica, ovvero con l’utilizzo di correnti di aria si ottiene la separazione tra i materiali rimasti, di quelli leggeri da quelli pesanti (nello specifico le plastiche dal vetro dalle plastiche). Una volta suddivisi su due nastri differenti, giungono in cabina di selezione, dove gli operatori procedono al controllo di qualità del materiale selezionato. Il vetro finisce all’interno di un box e da lì può ripartire verso gli impianti dedicati al recupero vero e proprio; i materiali di natura plastica vengono invece inviati verso una pressa che comprime il materiale e poi vengono imballati, per essere poi trasferiti alle piattaforme di recupero.

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UTILIZZAZIONE DI FATTURE FALSE

N

on è configurabile il delitto di cui all’art. 2 Dlgs n. 74 del 2000 per l’utilizzazione di fatture solo soggettivamente esistenti nei confronti del legale rappresentante della società che sostiene effettivamente dei costi. La giurisprudenza recente ( Cass.pen. n.41444 del 20 settembre 2011) ha sostenuto che la fattispecie prevista dall’art. 2 del D.l.g.s. n.74/2000 rappresenta un reato di danno, strutturato nella condotta di colui che si avvale nelle dichiarazioni annuali, relative alle imposte sul reddito o all’Iva, di fatture o altri documenti afferenti ad operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito quanto già affermato in materia, nella sentenza n. 3203 depositata il 23 gennaio 2009: “ la definizione di un’operazione soggettivamente inesistente, ai fini dell’applicazione della disciplina penale, corrisponde ad un’operazione obiettivamente non intercorsa tra i soggetti indicati nella fattura o in altro documento equipollente”. Occorre, in buona sostanza, che i soggetti dell’operazione rilevante sotto il profilo fiscale, siano del tutto estranei a detta operazione, non avendo assunto nella realtà né la qualità di committente o cessionario della merce o del servizio né quella di percettore dell’importo della relativa prestazione. Può succedere che la società acquirente ignori che la società venditrice non abbia titolo per poter svolgere l’operazione di compravendita. Si ritiene che ai fini dell’Iva è irrilevante stabilire se le operazioni fatturate siano state compiute da chi emette la fattura, il fisco incassa l’Iva dal venditore e la restituisce all’acquirente. Se non vi è la prova di un concorso nel reato di emissione di fatture false, la società acquirente ha diritto alla deduzione dei costi sostenuti ed al recupero dell’iva perché non aveva la consapevolezza della falsità ideologica della fattura rilasciata a fronte dell’operazione, vale a dire della diversità tra il soggetto effettivamente cedente e quello indicato nella fattura. Il soggetto del tutto estraneo ed inconsapevole della falsità della fattura ha il diritto di procedere alla deduzione del costo relativo all’operazione, in base al principio dell’affidamento e della certezza del diritto. L’imprenditore, che abbia operato correttamente e, pertanto, sia non solo estraneo ma anche del tutto inconsapevole della fittizia intestazione delle fatture, deve infatti poter fare affidamento sulla liceità dell’operazione, non potendo il suo diritto alla deduzione dei costi essere condizionato all’accadimento di fatti estranei alla sua sfera di azione e conoscenza. La giurisprudenza comunitaria ha statuito che, in materia di detrazione dell’Iva, nel caso di operazioni soggettivamente inesistenti, il committente/cessionario conserva il diritto alla deduzione dell’imposta pagata qualora dalle circostanze del caso risulti che egli non sapeva e non poteva sapere di partecipare al proprio acquisto ad un’operazione che si iscriveva in una frode all’imposta ( Corte di Giustizia CE sent. C-439/04 e sent. C.354/03).

In conclusione, la società acquirente non può essere ritenuta responsabile penalmente se le modalità con le quali è avvenuta la compravendita non potevano far destare alcun sospetto in merito alla non liceità dell’operazione , come nel caso in cui la società acquirente aveva già acquistato in passato altra merce da ditte riconducibili allo stesso titolare; l’azienda aveva strutture idonee per lo svolgimento di attività; la società venditrice aveva regolare partita iva ed iscrizione nel registro d’impresa; esistevano conti correnti accesi presso banche dove sono stati incassati gli assegni emessi dalla società acquirente

Rosanna Zequila

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SINERGIE MAGAZINE

TERZO SETTORE, NO PROFIT A

fronte dei profondi cambiamenti culturali, economici e sociali in atto, secondo recenti stime il fatturato del terzo settore è in forte crescita. Si perché negli ultimi anni è cresciuto il numero di volontari, e dei cosiddetti “nuovi manager”, cioè dei dirigenti di associazioni, consorzi e cooperative socializ. Secondo L’Istat, l’intero settore conta oltre 253 mila organizzazioni no profit, pari al 5,4% di tutte le unità istituzionali; circa 488 mila lavoratori, di cui 4 milioni coinvolti in veste di volontari. Il fatturato del no profit è di circa 67 miliardi di euro, pari al 4,3% del Pil, in deciso aumento rispetto ai dati del 2001, in quanto dà lavoro a circa 650 mila persone. Dati ancor più significativi se si tiene conto della quantificazione del risparmio sociale derivato dal lavoro dei 4milioni

67

di volontari, e dal benessere materiale e immateriale di chi ha beneficiato del loro aiuto. Oggi come oggi, “lo star bene” si viene ad identificare con un concetto di benessere che non deriva solamente dal soddisfacimento materiale , ma anche dai bisogni relazionali. Quindi, nonostante la crisi, questo settore ha tenuto banco battendo di gran lunga quello della moda. Filomena I. Gaudioso

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PAGINATION 3 SINERGIE MAGAZINE

AGOSTO SETTEMBRE 2012



POLITICHE

DI WELFARE

C

on il termine Welfare ci si riferisce allo Stato Sociale, ovvero a quell’insieme di provvedimenti che uno stato adotta per promuovere l’uguaglianza sociale, fornendo alcuni servizi concepiti come diritti di ogni cittadino. Questi servizi sono l’assistenza sanitaria, istruzione, provvedimenti economici a sostegno di chi non ha una occupazione, di coloro che vivono una condizione di disagio sociale, di chi è diversamente abile, o di chi necessita di assistenza essendo in età avanzata. L’erogazione di questi servizi si basa sul principio del reddito, cioè si paga proporzione a quanto si guadagna. In Campania, il welfare promuove la prevenzione, la riduzione e la rimozione delle cause di rischio di emarginazione, del disagio e della discriminazione in tutte le sue forme, favorendo la partecipazione di tutti i membri della società. Gli strumenti legislativi che regolano il sistema del welfare campano sono la legge 328/2000 e la legge 11/2007, legge regionale sulla dignità e la cittadinanza sociale. Vista l’attuale situazione italiana è proprio la Campania a risentire di tali politiche di welfare. Infatti secondo quanto stimato dalla Cisl confederale e dalla Fnp nazionale, la nostra regione è quella che attualmente investe di meno in materia di welfare regionale rispetto all’erogazione di servizi alla persona e alla famiglia, con una spesa pro-capite di 55 euro lordi. Il governo ad oggi ha stanziato dei 4 milioni di euro iniziali, solamete 1 milione di euro per la regione Campania, vista l’uscita di scena anche della 328/2000, questo significa che lo stato stanzia per i sevizi sociali 20 centesimi di euro per ogni cittadino. IL WELFARE NON E’ UN LUSSO, secondo il comitato degli operatori sociali campani scesi in piazza per proteste! A ben vedere sembra proprio di si!

Filomena I. Gaudioso

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GOODBYE LONDON Usain St. Leo Bolt è nato Trelawny, Jamaica il 21 agosto 1986) lDOWRFPHSHVDNJ 6 ori olimpici, mai nessuno come lui

S

i è conclusa la trentesima edizione dei Giochi Olimpici di Londra 2012, la prima edizione nella storia per numero di atleti partecipanti. Uno dei modi migliori e più originali per raccontare questi eventi, in giorni di grandi retoriche letterarie, è restare sui numeri. Circolano moltissimi dati diversi, soprattutto sulle medaglie, e diversi sono imprecisi: le fonti di quelli che seguono sono i comitati olimpici nazionali e quello internazionale.

205 10973 104

le nazioni partecipanti, una in più rispetto Pechino 2008.

gli atleti partecipanti (6.113 uomini e 4.860 donne), 31 in più di Pechino 2008.

le medaglie vinte dagli Stati Uniti a Londra 2012, primi nel medagliere (46 d’oro, 29 d’argento, 29 di bronzo). Nel 2008 erano state 110, 36 d’oro.

88

le medaglie vinte dalla Cina a Londra 2012, seconda nel medagliere (38 d’oro, 27 d’argento, 23 d’oro). Nel 2008 erano state 100 totali, 51 d’oro.

65

le medaglie vinte dalla Gran Bretagna, a Pechino sono state 47.

28 6 2411 22

le medaglie vinte dalla Corea Botswana, Cipro, Gabon, Guatemala, Montenegro, Portogallo, Afghanistan, del Sud. Arabia Saudita, Bahrain, Hong Kong, Kuwale medaglie vinte dalla Corea del it, Marocco, Tagikistan. Nord. – le medaglie vinte dall’Italia a Londra (8 d’oro, 9 d’argento e le medaglie vinte dagli 11 di bronzo). Stati Uniti nella storia delle Olimpiadi, più di tutti. – le medaglie vinte dall’Italia nella storia dei Giochi in 25 partecipazioni (198 d’ole medaglie del nuotatore statunitense Michael Phelps, l’a- ro, 166 d’argento, 185 di bronzo), tleta ad aver vinto più medaglie nella storia dei Giochi (è anche l’atleta ad – i punti fatti dalla squadra aver vinto più medaglie a Londra: 6). statunitense maschile di basket durante la partita i nuovi record mondiali stabiliti contro la Nigeria: il record di punti in una partita delle Olimpiadi. a Londra.

44 117 8 6 134 18

i nuovi record olimpici stabiliti a Londra.

il posto dell’Italia nel medagliere, a Pechino 2008 era arrivata nona.

28 549 156 13 71 150

– gli anni di età del più giovane atleta alle Olimpiadi: Adzo Kpossi, nuotatrice del Togo.

– gli anni di età dell’atleta più anziano delle Olimpiadi: Hiroshi Hoketsu, giapponese che ha gale medaglie vinte dall’India, nel 2008 sono state 3 (perchè l’India va reggiato nel dressage. così male alle Olimpiadi?). .000.000 – i tweet sulle Olimpiadi puble nazioni che a Londra non blicati in 15 giorni. hanno vinto nemmeno una medaglia. le nazioni che hanno vinto una sola medaglia: Algeria, Bahamas, Grenada, Uganda, Venezuela, OFFICINA MECCANICA FRATELLI RAGOSA S.N.C. VIA MANNARA TRAVERSA STURZO CASTEL SAN GIORGIO (sa) TEL E FAX 081952395 CENTRO VENDITA-ASSISTENZA NOLEGGIO CARRELLI ELEVATORI

Fonte: ilpost.it


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IL BOTTINO AZZURRO A LONDRA 2012

L 7

’Italia ha chiuso le Olimpiadi di Londra conquistando 28 medaglie: 8 d’oro, 9 d’argento e 11 di bronzo. Con questi risultati l’Italia si piazza all’ottavo posto sia nella classifica per il numero totale di medaglie sia per il numero di medaglie d’oro. Davanti a noi, oltre a Cina e Stati Uniti, tutti i nostri grandi vicini europei: Francia, Germania e Gran Bretagna (la Spagna invece resta indietro) piÚ Russia e Corea del Sud.

3 7 Medaglie vengono dalla scherma RULDUJHQWLEURQ]L

1 Nel ricordo di Bovolenta l’italvolley maschile conquista il bronzo, la quinta medaglia olimpica consecutiva

SONO STATE 28, una in piĂš di Pechino

0HGDJOLH7LURDVHJQR 1 oro e 2 argenti

M

I risultati della nostra nazionale sono stati quasi identici a quelli di Pechino 2008: 8 medaglie d’oro, 9 d’argento e 10 di bronzo (una in meno di quest’anno). L’Italia, a Pechino, si piazzò nona nel medagliere finale. A Londra la delegazione italiana ha ottenuto il sesto risultato migliore della sua storia, per numero di medaglie. I migliori erano stati quelli di Los Angeles 1932 e Roma 1960: in entrambi i casi vincemmo 36 medaglie. Ad Atlanta 1996 le medaglie furono 35, a Sydney 2000 34, mentre furono 32 ad Atene 2004 e a Los Angeles 1984.

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IL RITRATTO:

DONNA SUMMER

S

iamo nel lontano 1948, a Boston, è la notte di S. Silvestro. Nasce una bambina, terza di sette figli, si chiama “LaDonna Andre Gaines” crescendo è sempre più insito in Lei il dono della show Girle e nella consapevolezza di avere già una grande voce, cresce donando la sua voce anche ad un coro gospel (musica religiosa che emerse nelle chiese afroamericane negli anni 30, composta e suonata da artisti, di qualunque etnia del sud degli States.) Donna non cantava soltanto, ma ballava anche ed è proprio così che nel 1968 Donna lascia casa per trasferirsi a Monaco di Baviera dove fu scritturata per la versione tedesca del celebre musical Hair – Aquarius. Il suo imponente successo ha significato un autentico terremoto nella cultura sessuale statunitense e ha contribuito a diffondere l’opposizione pacifista alla guerra del Vietnam e la loro lotta ruota intorno al tentativo di creare un equilibrio tra l’armonia della vita comunitaria e i nuovi valori promossi dalla rivoluzione sessuale) comunque, incontra … Helmut Sommer (estate anche in tedesco) con il quale si sposa e ha anche una figlia, che chiamarono Mimi … Nel mentre lo stesso cognome Sommer fù inglesizzato e diede origine alla fama del suo nome d’arte DONNA SUMMER. Nel 1974, grazie ad un ottimo produttore discografico (italiano) del calibro di Giovanni Giorgio Moroder, conosciuto proprio lì a Monaco, Donna incise l’inizio del suo successo da Regina della Disco Music. Moroder (l’autore della musica che con il supporto di sintetizzatori, ha avuto un enorme influenza sulla musica elettronica in genere. ) incide il suo primo successo europeo, The Hostage, incluso nell’LP. Lady of the Night. Protagonisti della sua carriera artistica … sono stati anche Pete Bellotte ( un cantautore e produttore britannico ) e in ultimo Quincy Jones, con il quale pubblica l’album ” Donna Summer” Nel 2004 entra per prima nella Dance Music Heel of Fame e così anche nel 2005 con i Famosi BeeGeese e Barry White. Nel maggio del 2008, dopo 17 anni pubblica un nuovo album che include 13 canzoni inedite tra cui The Queen Is Back (la regina è tornata). Tra i rimaneggiamenti più popolari figurano ad esempio

il campionamento di Beyoncè di „Naughty Girl”, dell’album Dangerously in Love, che riprende il motivetto iniziale di „Love to Love You Baby”; Madonna campionò „I Feel Love” nella canzone „Future Lovers” contenuta nell’album Confessions on a Dancefloor e cantò parte del pezzo durante l’esibizione di „Future Lovers” nel corso del Confessions Tour nel 2005. Anche le Pussycat Dolls rimaneggiarono il testo di „Hot Stuff”, ricavandone un singolo promozionale.Il suo repertorio non si esauriva unicamente nella disco music, ma includeva anche pezzi R&B, rock e gospel. Ecco alcuni suoi successi musicali che la dancefloor non dimenticherà mai. On The Radio: (1979) Quando pubblica “On the Radio” Donna Summer diventa la prima artista a piazzare tre album doppi consecutivi al primo posto e non sono ancora cominciati gli anni 80. Bad Girls: (1979)L’album che porta questo titolo è quello di maggior successo ed è il disco che gli consegna anche il Grammy come Best Rock Artist. L’apice della disco. Hot Stuff: (1979) È una delle canzoni di Donna Summer che tutti conoscono, utilizzata in ogni epoca cinematografica e pubblicitaria … un evergreen della musica da ballare è uno dei più popolari brani musicali disco scritto da Pete Bellotte. Inoltre Hot Stuff, l’altro riempipista ad alto tasso erotico, sarà recuperato 18 anni dopo, per la colonna sonora di Full Monty. Love To Love You Baby: (1975) Sensuale e soft, questa hit appartiene alla prima parte della carriera di Donna Summer, quando collaborava con Giorgio Moroder e lavorava per la Casablanca Records. La long version durava 17 minuti. She Works Hard For The Money: ( 1983)Trionfalistica e metropolitana. “She works hard for the money” è del 1983 e segna il ritorno di Donna Summer al top … con e grazie al passaggio alla Geffen (casa discografica) e alla grandiosa collaborazione di Quincy Jones. Last Dance: (1978) Grandioso successo ballato e ascoltato ancora oggi … This Time I Know It’s For Real: (1989). Qui c’erano le basi di quella che poi sarà la dance anni ‚90. Voce molto più graffiante e determinata, gli anni ‚80 stavano per terminare e Donna Summer era tra le 10 persone che rappresentavano più di tutti quell’intra-

montabile epoca. I Feel Love: (1977 ) Un solo e prolungato, ripetuto, sensualissimo verso pronunciato in stato di abbandono, di un piacere, nell’estasi che dura tutto il periodo del testo musicale … I Feel Love, di grande impulso anche per il synth, ad ogni modo ha rappresentato un altro successo molto sentito di Donna Summer, campionato anche da Madonna in Future Lovers nell’album «Confessions on a dance floor» caratterizzato da cenni di techno ed elettronica. Supernatural Love : (1984 ) È con pezzi così che Donna Summer ha contribuito anche a quella che nel tempo è diventata la house-pop. ( genere musicale molto attuale che tende a miscelare suoni differenti ed elettronici alle voci di un tempo e di oggi … riconsegnandocele rigenerate e con maggiore tono e anche più adatte alle esigenze delle vibrazioni del nostro corpo e del nostro tempo moderno, in gergo più comprensibile sono mixate con quel pop che riprende il battito del cuore, per intenderci.) La sua storia continua … È il 2008 quando The Queen Is Back ( la Regina è tornata ) ormai Donna Summer è una star del passato e nonostante ciò continua a produrre musica, cercando di rivoluzionare i tempi, ma molti affermano che la regina non è tornata perché non è mai andata via. Purtroppo però qualcosa non va più molto bene, testimonianze vicine all’artista raccontano che ha cercato a lungo di nascondere … ma la situazione prendeva sempre più possesso del suo corpo, Donna Summer stava combattendo con un male (un tumore) a seguito dell’attacco terroristico dell’11, settembre del 2011 (si trovava in un appartamento nelle vicinanze quando i militanti di Al-Qaeda si schiantarono con gli aerei sul World Trade Center e che la stessa diva aveva paura di essersi ammalata di cancro per aver respirato la nuvola di materiali tossici, come asbesto, piombo e mercurio, che investì buona parte di Manhattan. Sempre il Sun racconta di come Donna Summer avesse avuto un sogno premonitore della tragedia e della conseguenza diretta che avrebbe avuto su di lei, nonché la forte depressione che l’aveva colpita subito dopo quel giorno. Sempre nel 2008 proprio a loro aveva dichiarato: “non potevo uscire,


SINERGIE MAGAZINE non volevo parlare con nessuno, ho dovuto tenere le finestre chiuse … ma poi sono andata in chiesa e la luce è tornata nella mia anima … e così come per magia quella pesantezza non c’era più. In compenso però era insorto il tumore e da lì la battaglia ha avuto inizio, fino alla risoluzione più tragica. ) Chi l’ha incontrata, settimane prima che morisse, riferisce di non averla trovata così male. E aggiunge che piuttosto che sulla salute, sembrava concentrata sulla lavorazione di un nuovo album. A questo punto, è l’epilogo discografico postumo di un’artista che alla fine degli anni Settanta assurse allo status di „divinità” delle discoteche di tutto il mondo, in contemporanea con il contagio mondiale della Febbre del Sabato Sera. Intanto … la sua musica continua a deliziare il nostro buon gusto per la sua musica che si fonde con il soul … come due corpi che si fondono nel gusto, nell’olfatto e nel tatto. La sua voce infatti, ha sospirato tanta umanità … e più frasi si ripetono nei suoi testi: “senti cosa penso, vedi quello che vedo , vivi cosa vivo, vivo di emozioni che sentirai” ma questo non è tutto … perché nei suoi testi si affrontano anche tematiche di contesti sociali come: la Discoteca, raccontandola così come la considerava : e cioè … “guscio protettivo del malessere sociale, la via di fuga per un momento desideroso di staccare la spina, di essere qualcuno almeno in pista, inventando passi di danza con cui farsi ammirare e invidiare” e prosegue ancora considerandola, luogo dove si azzerano le gerarchie e ci si può riscattare delle miserie del quotidiano abbracciando il linguaggio del corpo, lasciando ai muscoli, piena libertà di assecondare , il battito primordiale, alimentando così il DeeJay nel richiamo del sesso che unisce anime e corpi in anni in cui politica e potere li dividono. O come la Disco Music: rifugio edonista dei giovani, dopo gli anni della contestazione e delle tensioni sociali, che abbracciano un canale di comunicazione comune, un linguaggio, universale e anticonformista, che accomuna i neri, che l’hanno inventata, e i bianchi, che la ballano in pista. PASSIONE, intesa non semplicemente come un sentimento di forte intensità, ma come LIBIDO che (secondo alcune scuole di pensiero) è una forma di energia psichica che costituisce per l’uomo una vera e proria spinta vitale, la quale non si limita solo all’ambito sessuale. E Lei, intatti, si presentava come il firmamento che come aggettivo è azzeccatissimo proprio perché l’etimologia della parola stessa sta

per “volta celeste” che la descrive proprio così com’era: lunghe gambe affusolate, sguardo felino, occhi incantatori e soprattutto tanta sensualità … così da attirare cotanta attenzione su sé stessa. Infatti grazie a tanta energia e qualità personali, riesce a valorizzare tutte le tonalità delle sue corde vocali e tutte le curve del suo fisico mozzafiato e dopo The Hostage, il suo primo hit, va superandosi nei 17 minuti di orgasmi simulati di Love To Love You Baby: con voce di velluto che sussurra piaceri inimmaginabili. In tutta la sua carriera si ritrova a non temere né il confronto con l’ugola di Barbra Streisand nel duetto di No More Tears … né la rottura con il suo produttore Moroder, all’inizio degli anni 80, che le rese poi il lento declino Inframezzato da qualche residuo hit e dai premi (5 Grammy) che continuano a ricordarla e soprattutto a far rendere conto che definirla Regina della Disco Music è limitativo. Perché Donna è stata una Regina e basta. Così il triste annuncio … proprio Lei, purtroppo è morta e nella villa di famiglia sul mare, immersa fra le palme di Venice (Una piccola e romantica ricostruzione della nostra bellissima Venezia, un distretto della parte Ovest del municipio di Los Angeles. ). La sua è stata una cerimonia mondiale, diventata privata (per volere della famiglia) la stessa che ha salutato Donna Summer e che si è tenuta a Nashville (capitale dello Stato del Tennessee ). Circa un migliaio di amici e parenti, tutti invitati, si sono riuniti nella Christ Presbyterian Church della città del Tennessee per dare l’ultimo saluto alla regina della disco dance, deceduta a 63 anni . La Chiesa è stata come blindata e nessun giornalista, fotografo o video-operatore è potuto entrare nella chiesa … quidi … pochissime notizie sono trapelate, se non che il cantante David Foster ha intonato „The Prayer” insieme alla cantante di musica sacra Natalie Grant e che Linda Gaines Lotman, Mary Ellen Bernard, Dara Bernard e Jenette Yancey hanno cantato „We’ve Come This Far By Faith” tutto questo ha trasformato un momento di tristezza in un momento emozionante, davanti alla bara, coperta di rose bianche. Il tributo dei tanti colleghi su Twitter. La Summer lascia il marito, Bruce Sudano, tre figlie, Brooklyn, Mimi e Amanda, e quattro nipotini. Noi suoi fans abbiamo reso saluto ascoltandola in una delle sue canzoni più belle … THE LAST DANCE

Mario Fiumefreddo

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API, VESPE E CALABRONI

L

e vespe sono gialle e nere.La più grande tra le diverse specie di vespe presenti in Itaia è il calabrone (Vespe cabro) che si riconosce , oltre che per le maggiori dimensioni, anche per la colorazione gialla con macchie bruno rossiccie, anziche’ nere. Sono insetti sociali che vivono in nidi. Come le api, pungono se disturbate ma a differenza di queste possono pungere più volte, il loro apparato pungente o pungiglione , dotato di dentelli fini particolarmente affilati e taglienti, può essere retratto facilmente dopo la puntura, nel caso delle api invece il pungiglione ha dentelli uncinanti arrotondati e pertanto resta agganciato alla fibrilla

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della pelle; nei tentativi di liberarsi si lacerano i visceri di cui ancorato e l’ape muore. Le vespe sono frequenti in campagna ed in città, nidificano spesso nei sottotetti, nei cassetti delle tapparelle, in cavità tronchi o nel terreno. Sono particolarmente aggressive quando ci si trova vicino ai nidi. Le punture causano dolore, poi ponfi piu’ o meno estesi dolenti e persistenti a secondo della sensibilità individuale. Se punti da più vespe o nel caso di persone particolarmente sensibilizzate è bene consultare il proprio medico .Le colonie di vespe vivono per un solo anno e si estinguono a fine autunno. Sopravvivono solo le regine, che in primavera fondano

SERVONO OCCHIALI?

nuove colonie. Ogni nido è abitato inizialmente dalla sola regina che alleva via via un numero crescente di vespe fino ad agosto-settembre. In questo periodo i nidi presentano il maggior numero di individui, per ciò occorre prestare la massima attenzione a non avvicinarsi troppo per non scatenare l’aggressività di decine o centinaie di vespe. A questo punto l’eliminazione del nido è un operazione complessa e non esente da rischi per operatori inesperti soprattutto nel caso di colonie formate da centinaia o migliaia di individui.

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