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Progetto Repubblica Ceca EVENTI UDÁLOSTI

11 settembre: a Praga vince lo sport L’11 settembre è una data infausta che evoca ormai in tutto il mondo un senso di precarietà e di terrore. A riabilitare in parte questo giorno ci ha pensato l’organizzazione della Prague International Marathon (PIM) che appunto lo scorso 11 settembre ha riproposto l’ormai tradizionale Mattoni Grand Prix, la gara competitiva corsa su una distanza di 10 km.

di Roberto Franzoni

per gli uomini e di 5 km. per le donne. La stupenda Piazza Vecchia di Praga ha quindi reagito alla triste ricorrenza dell’attentato alle Twin Towers riempendosi di colori, di gente, di amicizia e di sport. Ospiti d’eccezione: Stefano Baldini, campione olimpionico in carica, in qualità di corridore, e Jiří Paroubek, primo ministro, in veste di starter.

Non finisce mai di stupirci Carlo Capalbo, presidente di PIM, presentando allo start della gara femminile una nutrita rappresentanza di Miss della Repubblica Ceca, capeggiate da Lucie Králová, detentrice del titolo. La gara maschile ha visto un predominio keniano con tre atleti ai primi tre posti; Baldini quarto.

Intervista a Stefano Baldini campione olimpionico nella maratona di Atene 2004 L’oro olimpico è la massima aspirazione per un atleta, il coronamento di una carriera. Ti senti appagato o la sete di vittorie è sempre viva? Ciò che mi spinge ancora a correre è da un lato la voglia di confermarmi a Pechino 2008 partendo da campione in carica, dall‘altro il contatto con i giovani e con le loro aspirazioni: a Reggio Emilia, mia città natale, dopo l’oro olimpico i ragazzi hanno ricominciato a correre. Nel ranking IAAF fino allo scorso maggio figuravano 11 keniani ai primi 15 posti, nessun europeo, e tu lassù in vetta. Molti europei possono disporre di passione, cuore e tecnologia, senza però vincere. Qual è quindi il tuo segreto? Gli africani sono molto forti quando il fattore tempo risulta di primaria importanza, il che è connesso anche ad aspetti economici; gli europei possono vincere quando predomina la tattica e il cuore, quando cioè in palio c’è la medaglia d’oro, quando conta vestire la maglia della propria nazione.

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Dal 1995, a parte New York e Londra, non hai mai disputato per due volte la stessa maratona. Semplice coincidenza? Per arrivare in forma a Pechino 2008 devo gareggiare due sole maratone all’anno, allenandomi per 280 km. alla settimana. New York e Londra sono le più prestigiose, quelle che grazie allo loro forza economica richiamano i 5 migliori atleti al mondo. La Maratona di Praga in una recente pubblicazione è stata inserita tra le 10 più belle al mondo. L’organizzazione, un connubio tra tenacia ceca e creatività e professionalità italiana, grazie al suo presidente-fondatore Carlo Capalbo, l’ha portata ad essere la maratona più internazionale al mondo con i 2/3 dei concorrenti che provengono da 55 diversi paesi. Praga può contare di vederti al nastro di partenza il prossimo maggio 2006? Per quanto riguarda la maratona di Praga, è incredibile come Carlo e il suo team siano riusciti in pochi anni a creare da zero un evento noto e visto in tutto il mondo, con connotati non solo sportivi ma anche sociali e di comunicazione. Quando sento parlare di Praga, forse perché faccio parte di questo mondo, la sento sempre associata alla sua maratona. L’impegno preso a Londra in aprile non mi permetterà di correre qui. A cosa si deve la crisi generale dell’atletica italiana evidenziata nei recenti Mondiali di Helsinki?

La causa è da individuare nella mancanza di un ricambio generazionale, sia a livello di atleti che di organi dirigenziali e tecnici. Ho però fiducia che un nuovo ciclo stia per iniziare Le tue impressioni sul tuo ritorno ai 10 mila metri nella Mattoni Grand Prix, in questa splendida cornice del centro storico di Praga Il percorso è molto bello, nonostante qualche sampietrino di troppo, l’organizzazione è tra le migliori al mondo; sono certo che questa gara avrà un buon futuro. Ciò che più mi ha colpito è stata la partecipazione della gente e della città. Per quanto riguarda la mia prestazione, essendo ormai un maratoneta, le distanze minori mi penalizzano, in particolare qui dove l‘umidità elevatissima ha favorito gli atleti africani.

Progetto Repubblica Ceca (Ottobre 2005)  

Periodico di informazione su politica, economia e cultura

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