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Associazione politico - culturale “PROGETTO PER MACOMER” Via Beltrame di Bagnacavallo, 2 - M A C O M E R il nostro sito: www.progettopermacomer.org

la nostra e-mail: progettopermacomer@gmail.com

UNA GIUNTA COMUNALE CHE SAREBBE BENE MANDARE SUBITO A CASA

I SARDISTI E LA LOBBY NUORESE ALL'ASSALTO DELLA SANITÀ PUBBLICA TERRITORIALE

L'esperienza di questi tre anni ci induce a sostenere che quella attuale è una pessima amministrazione comunale, soprattutto se si prende a riferimento quanto avevano promesso in campagna elettorale. Dovevano garantire trasparenza ed imparzialità ed invece mezza giunta e maggioranza, Sindaco in testa, operano in conflitto di interessi, instaurando rapporti professionali con enti, come il Banco di Sardegna ed Equitalia, che hanno in appalto importanti servizi comunali. Oppure come nel caso dell'Assessore Barria, si guidano assessorati che hanno stretta attinenza con la propria attività libero professionale. O come l'assessore Masia che, nel duplice ruolo di amministratore comunale e di dirigente scolastico, si è occupato della scuola materna pubblica nella quale sono stati accorpati due plessi, nonostante centinaia di cittadini ed il personale scolastico avessero chiesto al Comune di contrastare questa scelta. È la conferma - caso mai ce ne fosse bisogno - di una evidente incompatibilità tra le due funzioni e la situazione diventa ancor più intollerabile ora che l'assessore Masia ha assunto anche la dirigenza delle scuola media. La Città è oggi sull'orlo della disperazione, non passa giorno che non chiuda un'attività produttiva o ci siano nuovi licenziamenti e i nostri ineffabili amministratori dicono che tutto va bene, che l'economia è in ripresa, che anche a Macomer – come diceva il loro alleato Berlusconi – bisogna far la fila per entrare nei ristoranti. Sono gli stessi amministratori che prima delle elezioni si erano impegnati a salvare il polo tessile e poi, quando è fallita la LEGLER, non hanno fatto neppure un documento di protesta contro la Regione loro amica. Purtroppo non c'è stato in Città un progresso solidale, ma non si può dire che sia mancato un certo progresso familiare, con mogli, cugini, fratelli, cognati di assessori ed esponenti della maggioranza sistemati in enti di sottogoverno tenuti in vita solo a tale scopo. La TOSSILOTECNOSERVICE è una società mista che non ha ragione di esistere, perché i soci privati non ne fanno più parte, però è stata tenuta artificiosamente in vita, affinché il Commissario liquidatore del Consorzio Industriale – cognata del consigliere comunale Muzzu - potesse nominare il vicesindaco Biccai come Presidente, il cugino dell'on.le Maninchedda come Amministratore delegato, il consigliere Castori come vice presidente. Questi incarichi comportano compensi annui per circa 130.000 euro che finiscono per essere pagati da cittadini attraverso la TARSU. Nella Tossilotecnoservice inoltre sono stati assunti la moglie dell'assessore Luciani ed un fratello del Consigliere Succu, commissario straordinario della ASL, ente nel quale più o meno nello stesso periodo è stata assunta la moglie del consigliere Castori. Anche il neo segretario del PSDAZ di Macomer, nonché compare dell'on.le Maninchedda, ha trovato collocazione nel Consorzio Industriale. È questo un quadro desolante che crea sconcerto ed indignazione in città soprattutto tra le centinaia di disoccupati. Dovranno esser gli elettori tra un anno e mezzo a spazzare via questi sistemi che fanno a pugni con la tradizione civile della nostra comunità? È possibile che nell'attuale consiglio comunale, non ci si siano oggi energie democratiche sufficienti per imporre da subito una svolta?

I servizi sanitari erogati dalla struttura di Macomer non godono certo oggi di buona salute - tra tempi d'attesa che si allungano, carenze di organico, attività che vengono depotenziate, investimenti che saltano. E le prospettive purtroppo appaiono ancora più oscure. Su questi temi continua ad aleggiare una cappa di reticenza che occorre rimuovere prima che sia troppo tardi, prima che i servizi sanitari del territorio vengano definitivamente strangolati dal patto scellerato tra la lobby nuorese che tenta di soffocare sul nascere la struttura di Macomer ed i Sardisti – i nuovi prinzipales di Macomer - che sempre più apertamente puntano sulla sanità privata. Iniziamo col porre alcune semplici domande: 1) – Che fine hanno fatto i 2,6 milioni di euro stanziati dalla Giunta Soru per la realizzazione a Macomer della residenza sanitaria assistita per 40 posti, per la quale la precedente amministrazione comunale aveva messo a disposizione l'area in prossimità dell'Ospedale? 2) – Per quali ragioni il Project Financing è stato attivato per il potenziamento dei servizi sanitari del San Francesco e dello Zonchello a Nuoro, mentre è stato bloccato nella parte che interessava la sanità territoriale, inclusa Macomer? Da noi erano previsti investimenti per 7 milioni di euro per potenziare la riabilitazione (con il completamento del 4° e 5° Piano della struttura sanitaria di Filigosa e l'attivazione di altri 23 posti letto) e per ristrutturare la dialisi e sviluppare l'Oncologia. 3) – Perché l'On.le Maninchedda è stato reticente nella prima fase del Project Financing e lo contrasta con veemenza proprio ora che da questo strumento possono venire risposte alla sanità territoriale? 4) – Perché i progetti che potevano dare un impulso decisivo per far decollare la struttura di Macomer, sono rimasti praticamente bloccati nei due anni in cui l'On.le Maninchedda ha avuto un potere assoluto nella ASL di Nuoro attraverso i suoi commissari Succu e Meloni? 5) – Perché il sindaco sardista di Macomer che è anche Presidente della conferenza dei Sindaci del Distretto, non ha osato aprire bocca su questi ritardi venendo meno al suo ruolo istituzionale? 6) – È solo per una pura casualità che, mentre vengono dirottati altrove gli investimenti destinati alla RSA pubblica, per iniziativa di qualche esponente notoriamente vicino alla maggioranza, nasce una struttura sanitaria privata per la quale l'accordo di programma per l'area di crisi di Tossilo prevede finanziamenti pubblici per 445.030 euro? In attesa di avere convincenti risposte, esprimiamo alcune nostre considerazioni: A) - La sanità privata non deve essere demonizzata ed ostacolata e le iniziative portate avanti da operatori che scelgono di investire nel nostro territorio, non solo non ci trovano pregiudizialmente contrari ma hanno tutto il nostro plauso. Quello che invece è per noi inaccettabile e che, contestualmente al taglio delle risorse della sanità pubblica, le iniziative private ottengano finanziamenti regionali a fondo perduto. B) - Il Project Financing è uno strumento che non ci entusiasma, ma esso è l'unico che al momento può dare una prospettiva certa di rilancio delle strutture sanitarie del territorio . C) - La ASL di Nuoro è al centro di un furibondo scontro di potere e di clientele, tutto interno alla coalizione di centro destra e sardista che governa la Regione: è intollerabile che a farne le spese siano i servizi sanitari pubblici del nostro territorio.

D) - Auspichiamo che le forze politiche e sociali di Macomer siano in grado di mobilitarsi perché Regione ed Asl assumano come obbiettivo prioritario il rispetto degli impegni per il potenziamento della struttura sanitaria pubblica, con la relativa dotazione finanziaria. Il ns. territorio non può permettersi che il settore dei servizi subisca lo stesso tragico destino del polo tessile e delle attività produttive, il cui tracollo è dovuto anche alla scarsa capacità delle istituzioni e della politica di difendere gli interessi della nostra comunità.

LA GIUNTA UDA ANNASPA IN PISCINA Il modo goffo e maldestro con cui i ns. amministratori comunali cercano di giustificare il loro operato sulla gestione della piscina comunale, dimostra che sono proprio con l'acqua alla gola. Siamo in presenza di una serie di abusi, omissioni, violazioni dei principi della corretta amministrazione, che appaiono di una gravità estrema. La piscina di Macomer è stata programmata, finanziata ed appaltata dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra. La giunta UDA, con forte ritardo, ha effettuato la gara d'appalto per la gestione, facendo coincidere l'inaugurazione dell'opera con le elezioni provinciali del 2010, nelle quali era candidato Federico Castori, presentato dal Sindaco come il futuro assessore provinciale di Macomer (ma si trattava solo di una pia illusione….). La legge prevede che il Comune non possa affidare in gestione una propria opera se non dopo la stipula di un regolare contratto con l'appaltatore, il cui schema fa parte integrante del bando di gara. La piscina è stata consegnata alla ditta aggiudicataria ed è aperta al pubblico da oltre un anno, ma ancora il contratto non è stato sottoscritto. Oltre a questa gravissima omissione, il Comune sta pagando le fatture di Abbanoa e dell'ENEL per i consumi d'acqua e di energia elettrica, che in base alla gara d'appalto dovevano essere a carico del gestore privato, con un esborso arbitrario di oltre 73.000 euro dalle casse comunali. Sono fatti di solito sufficienti per mandare a casa chi li compie. Come mai il contratto non è stato ancora stipulato? Dopo che il Consigliere Marco Aresu con un'interrogazione ha tolto il coperchio alla pentola, si è appreso da una relazione del Segretario comunale che la società che gestisce la piscina non aveva ancora presentato né le polizze fideiussorie a garanzia del Comune e degli utenti, né il DURC (documento unico di regolarità contributiva che attesta la regolarità delle posizioni con gli enti previdenziali). Ciò significa che l'attuale gestore non possedeva i requisiti previsti dal bando di gara e di conseguenza il Comune avrebbe dovuto revocare l'affidamento della gestione per assegnarla al secondo classificato. I nostri baldi amministratori comunali, invece di rendere conto di questa inconcepibile violazione della normativa sugli appalti, hanno dapprima tentato di impedire che l'argomento venisse portato all'attenzione del Consiglio Comunale, poi sulla stampa hanno scaricato tutto il loro veleno verso i consiglieri Aresu e Rubattu, con accuse penose e ridicole, con le quali i vari Uda, Castori e Succu hanno proprio toccato il fondo non della piscina, ma della loro credibilità politica e della loro fallimentare esperienza amministrativa. Viene da chiedersi: ma nella maggioranza sono tutti assuefatti a questo modo disinvolto di gestire della cosa pubblica?

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Associazione politico - culturale “PROGETTO PER MACOMER” COME TI SVENDO IL COTTOLENGO La Giunta UDA svende per 395.000 euro (circa un terzo del suo valore reale) un edificio in pieno centro urbano di 820 metri quadri più mille di cortile. Cerchiamo di spiegare ai cittadini le tante stranezze della vendita dell'immobile di proprietà comunale conosciuto come ex Cottolengo, da sempre utilizzato per scopi sociali. Negli anni novanta il Comune ottenne dalla Regione un finanziamento di 700 milioni di vecchie lire (oggi 360.000 euro circa), grazie al quale l'immobile venne ristrutturato e reso idoneo per ospitare il centro di accoglienza per minori in stato di difficoltà che – attraverso un bando pubblico – venne affidato in gestione ad una cooperativa sociale. Anche per questi motivi, esso non faceva parte dell'elenco degli edifici comunali da cedere ai privati, predisposto dalla Giunta UDA all'inizio del 2010. L'ex Cottolengo viene incluso nell'elenco dei beni da vendere solo il 14.10.2010, a seguito di un'esplicita richiesta di acquisto presentata in data 25.08.2010 della cooperativa che gestisce la struttura. In Consiglio comunale la maggioranza delibera la vendita dell'ex Cottolengo, col voto contrario dei consiglieri di minoranza che tuttavia ottengono che sul valore del bene venga acquisito il parere di congruità dell'Agenzia del Territorio di Nuoro (ex Ufficio Tecnico Erariale). Questo impegno non viene rispettato ed a tempo di record il 10 dicembre 2010 si fissa l'asta per la vendita dell'ex Cottolengo. L'unica offerta che perviene al Comune è quella della cooperativa che gestiva la struttura (la stessa che aveva chiesto di acquistarla), la quale se la aggiudica per un prezzo di 396.000 euro, cioè ad un valore pari a quanto il Comune aveva speso per ristrutturarla. La vendita a tale prezzo è stata resa possibile dalla perizia di stima redatta dal dirigente dell'Ufficio Tecnico comunale, piena di incongruenze e contraddizioni. Tale perizia inizia dicendo che lo stabile, in base alle quotazioni immobiliari dell'Agenzia del Territorio per edifici a destinazione terziaria posti nel centro di Macomer, varrebbe 1.350 euro al Mq., cioè oltre un milione di euro. È questo un valore adeguato, data la superficie coperta dell'immobile (mq. 820) e considerato che la sola ristrutturazione dell'edificio era costata al Comune circa 400.000 euro. Resta semmai da chiarire il valore dell'area di pertinenza di mille mq. Appaiono invece del tutto illogici i successivi passaggi attraverso i quali la perizia abbatte il valore del bene riducendolo a soli 396.000 euro. Infatti, pur essendo in presenza di una richiesta esplicita di acquisto da parte dell'attuale gestore, il Tecnico comunale considera l'ex Cottolengo difficilmente collocabile sul mercato e pertanto, per determinarne il valore, ne ipotizza la trasformazione della sua destinazione d'uso da servizi a residenza, stimando che questa modifica costi 724 euro a metro quadro, più che dimezzando in tal modo la stima dell'edificio. Ma non è finita qui: infatti l'edificio, trasformato in residenziale, nella stessa perizia viene subito dopo riportato alla sua destinazione a servizi, subendo un'altra riduzione di valore di 120.000 euro, pari ai lavori necessari per adeguarlo in modo ottimale alla sua funzione di centro di accoglienza di minori. Noi riteniamo che i discutibili criteri adottati per la stima del bene abbiano causato un rilevante danno al patrimonio comunale che sarà sicuramente oggetto di verifica da parte della Corte dei Conti.

TETTO DELLA CHIESA DI SANTA CROCE E SBANCAMENTI AL MONTE DI S. ANTONIO

QUANDO IL SINDACO TRASFORMA IL CONSIGLIO COMUNALE IN UN CABARET

Perché il Comune usa due pesi e due misure?

La città è allo sfascio in tutti i sensi ed i motivi per sorridere per i Macomeresi sono davvero pochi. Ma forse un rimedio alla tristezza dilagante c'è ed è anche originale e pure gratis: partecipare alle riunioni del Consiglio Comunale! Raccontano infatti le poche persone che normalmente frequentano l'austera sala, che spesso capita di sentirsi trasportati altrove, di avere l'impressione di essere di colpo proiettati sul palcoscenico di ZELIG, soprattutto quanto il Sindaco ingaggia furibonde battaglie col mondo intero e specialmente con la sintassi della lingua italiana, con quelle quattro regolette che ci hanno insegnato fin da banchi delle elementari, per metterci in condizioni di esprimere in maniera compiuta un pensiero e farci capire dagli altri. Leggiamo a titolo di esempio dal verbale della seduta del Consiglio comunale del 14.10.2010, alla pagina 35 - uno stralcio della risposta del Sindaco all'intervento del Consigliere Rubattu che gli contestava di non aver riunito il Consiglio per discutere della crisi della LEGLER e di aver cercato di impedire alla ns. Associazione di promuovere un dibattito sull'argomento.

Indignazione è la parola più adatta per esprimere lo stato d'animo dei Macomeresi per il comportamento dell'Amministrazione comunale nella vicenda della manutenzione straordinaria del tetto della Chiesetta di S. Croce. Il Comune per anni è rimasto inadempiente rispetto alle continue richieste del Parroco e della Confraternita di porre rimedio alle continue infiltrazioni d'acqua piovana dal tetto. Stanchi dell'inerzia degli Amministratori e della situazione sempre più grave, alla fine la Confraternita e Parroco, col sostegno dei residenti nel Centro storico, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di occuparsi direttamente della sistemazione del tetto con il loro lavoro volontario, chiedendo al Comune di fornire almeno una parte dei materiali, per i quali l'Ufficio Tecnico ha autorizzato i relativi buoni d'acquisto, senza sollevare problemi di alcun genere sull'esecuzione dei lavori. Quando i giornali hanno pubblicato la notizia dell'increscioso furto delle tegole da parte di ignoti, improvvisamente in Comune hanno scoperto che si stava effettuando la manutenzione in un edificio soggetto a tutela e invece di assumersi - funzionari ed amministratori comunali – la responsabilità di quanto accaduto, hanno scelto la strada semplice di mettere nei guai chi in assoluta buona fede si era adoperato per supplire alle inadempienze del Comune. Così il dirigente dell'Ufficio Tecnico si è sentito in dovere di emettere la sua brava ordinanza di sospensione dei lavori “per il ripristino della legalità violata”, trasmettendola alla Sovrintendenza per i Beni architettonici ed alla Procura della Repubblica, per cui il Parroco ed i componenti della Confraternita sono sotto inchiesta per un infamante reato: essersi adoperati per riparare il tetto della chiesa. Viene da chiedersi: Ma l'Amministrazione comunale è sempre così puntuale, pignola e zelante? A noi sembra di no. Vediamo per esempio cosa è successo l'anno scorso nel Monte di S.Antonio. Il Comune ha rilasciato ad un'Impresa l'autorizzazione a prelevare del pietrame accumulato in occasione di precedenti spietramenti nella misura di circa 600 metri cubi, con la prescrizione che non si doveva danneggiare la cotica erbosa . In realtà – come dimostrano le foto che pubblichiamo - è stato sconvolto l'assetto di un'area di più di dieci ettari, con scavi e sbancamenti per prelevare enormi macigni in quantità notevolmente superiore a quella prevista, tanto che - se pure in ritardo - il Corpo forestale ha bloccato i lavori e sanzionato gli abusi. In questo caso i nostri solerti dirigenti ed amministratori comunali non si sono accorti di niente? Non si sono chiesti qual è il valore economico delle migliaia di tonnellate di basalto che sono state asportate dal Monte di S. Antonio?

Parole testuali del Sindaco UDA: “Io sindaco che sono entrato ad amministrare questa città quando i libri di quella azienda erano già in Tribunale, era già nominato un commissario liquidatore, io sindaco che probabilmente sbagliando, io sindaco dico essendo totalmente presuntuoso dico a me però naturalmente facendo un lavoro di concerto con tanti altri soggetti, consiglieri comunali, assessori in primis, consiglieri regionali e quant'altro, io che ho portato un imprenditore, ho portato nel senso che questo ha manifestato interesse e a cui è stato detto Prodi bis per il solo stabilimento di Macomer non ci sarà, anche se poi ultimamente gli è stato offerto, ma sono anche quel sindaco, probabilmente sbagliando e non sbandierando ai quattro venti populisticamente portando qua i dipendenti Legler, sono anche quel sindaco, forse oggi vi è sfuggita una notizia che oggi non si sa cosa stia succedendo, però c'è una cordata di imprenditori, si arriverà a conclusione o non si arriverà, comunque sono andati a visitare tutti gli stabilimenti, venerdì e sabato, poi lunedì sono scesi in Sfirs, hanno parlato, stanno guardando la situazione, probabilmente non sono proprio degli imprenditori nel campo tessile della produzione, si interessano della commercializzazione, ma potrebbero essere interessati a ripartire con un certo tipo di filatura.” NO COMMENT!!!

e meno male che non si doveva danneggiare la cotica erbosa...

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Stampa Tipografia Ghilarzese - Dicembre 2011


Il volantino informativo dell'Associazione - 12/2011