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NEWS LETTER N 13

E’ NATA UNA STELLA!! POLITICA

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È nata una stella! La Juve è campione d’Italia

La Siria e gli orrori di un conflitto di Andrea Viscardi

È nata una stella! La Juventus è campione d’Italia e porta a casa quello che è il trentesimo scudetto ufficiale della sua storia, il terzo consecutivo, cosa che non accadeva dagli anni Trenta. Sarebbero 32, lo sono per i milioni di tifosi bianconeri che rivendicano con orgoglio le vittorie sul campo, ma per la Lega sono 30 e a questo dato ci atteniamo. A chiudere i conti la sconfitta, il tonfo clamoroso della Roma a Catania che rende irraggiungibile la Juventus, autentica dominatrice di questo campionato 2013 – 2014. Un campionato strepitoso quello della “Vecchia Signora” che ha perso solo due volte (a Firenze e Napoli), che ha chiuso il conto con tre giornate di anticipo e che, salvo rilassamenti, potrebbe entrare nella storia battendo il record di punti dell’Inter di Mancini o addirittura tagliando l’incredibile soglia dei 100 punti. Onore alla Roma di Garcia per il magnifico campionato, ma la Juventus di Antonio Conte è stata splendida, spettacolare, solidissima, in una parola inarrivabile. Devastante il centrocampo con il dinamismo e i gol di Vidal e Pogba e le geometrie di Pirlo, letale la coppia d’attacco composta da Tevez e Llorente. Troppo forte insomma la Juve per questa Italia calcistica. Una Juve che, dopo la delusione europea, oggi e domani potrà godersi questa lunga e meritata festa per uno scudetto storico. Uno scudetto mai messo in discussione se non nella prima parte di campionato quando la Roma viaggiava a ritmi stratosferici ma, appena i giallorossi sono calati un attimo, la Juve ha operato il sorpasso, preso il largo e non ha mai concesso un barlume di speranza agli uomini di Garcia. Come detto prima, a chiudere i conti è stata la sconfitta quasi inaspettata della Roma in Sicilia contro un Catania affamato di punti.

L’ Occidente con lo sguardo rivolto altrove Affacciata sulle rive del Mediterraneo cresce e si arricchisce giorno per giorno di nuovi “atleti”, la “Palestra” di Jihadismo, che in Occidente si continua ad ignorare, anzi si finge di non occuparsene, ma presto la realtà si accorgerà di noi e vedremo sempre di più la stazione di Milano inondata di profughi siriani alla disperata ricerca di una fuga, o il Canale di Sicilia assediato da barconi che tentano di sbarcare sulla nostra bella Penisola. Sul finire della scorsa estate, gli Stati Uniti con i loro alleati sembravano sul punto di bombardare la Siria e mettere fine ad una guerra civile, incancrenita, che stava distruggendo il Paese. Si ricorse come al solito alla favola degli arsenali chimici, delle armi nucleari al cui confezionamento il regime di Assad, pare stesse lavorando, furono inviati gli Sceriffi dell’Onu, ma, passata l’estate tutto è tornato a tacere ed il dramma siriano volutamente ignorato è diventato sempre più tragico , con una situazione sul campo che assomiglia sempre più ad un inferno, che sta lasciando il Paese nelle mani di uno jihadismo forte e strisciante che alla lunga potrebbe contagiare l’intera area geografica mediorientale. Nell’indifferenza di un Occidente, con lo sguardo rivolto altrove, passano le notizie delle ultime settimane e giorni: scuole di bambini bombardate, Homs, una città completamente distrutta ed infine le milizie jihadiste che imperversano commettendo ogni genere di crimine, sino ad arrivare alle immagini divulgate dalla rete, delle crocefissioni dei cristiani, che hanno commosso il Papa.La Siria, quindi, un nuovo Afghanistan, con la differenza che non è confinata nell’estremo continente asiatico, in mezzo ad alte ed impervie montagne, ma a ridosso del Mediterraneo, con buona pace dell’Europa e delle potenze arabo-mussulmane, unite insieme dall’indifferenza al dramma che sta cancellando un popolo,quello siriano. E dell’Afghanistan sta assumendo tutti i connotati peggiori e preoccupanti. Come in quel Paese s’instaurò il regime dei Talebani, a causa dell’insipienza delle grandi potenze Russia e Stati Uniti, che tante tensioni riversò in tutto il mondo, anche quello occidentale, oggi la Siria rischia di diventare una sorta di “Palestra” di jihadismo, anarchico, non strutturato, ma ancora più pericoloso per l’area mediorientale e per l’Europa, se non si troverà presto una soluzione.


Decreto lavoro Il decreto lavoro, che non andava bene, viene peggiorato, dando il via libera ad una maggiore precarizzazione dei rapporti di lavoro. E’ questo il parere della numero uno della Cgil, Susanna Camusso, che torna ad attaccare il dl Poletti. Lo fa intervenendo dalle Giornate del lavoro. Per la Camusso il decreto aumenta le forme di precarieta’, invece che di assunzione. Contro la modifica si schiera anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che parla di una vicenda gravissima e lamenta il palese menefreghismo nei confronti dei lavoratori, sostenendo che le modifiche sono piu’ a favore delle aziende. La maggioranza difende il provvedimento sul quale domani inizieranno le votazioni in commissione Lavoro al Senato, dove il testo e’ atteso in Aula martedi’. Per il presidente della commissione Lavoro della Camera ed ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, i cambiamenti introdotti dal Senato, anche se presentano alcune criticita’, non stravolgono i miglioramenti voluti dal Pd ed in alcune parti migliorano il testo, come nel caso della formazione per gli apprendisti.

Lo Stato c’è “Lo Stato c’è, è forte e non fa trattative con le curve”. Così

il ministro dell’Interno, Angelino Alfano torna sugli scontri di sabato sera a Roma in occasione della finale di Coppa Italia. “A fine campionato ci riuniremo assieme alle società per prendere decisioni in vista del nuovo campionato”, ha detto Alfano, “abbiamo già fatto alcune cose, se non bastano siamo pronti a lavorare per estendere l’uso del daspo fino ad arrivare al daspo a vita”.

Berlusconi: sbagliate Sanzioni a Mosca

Per le Tue Indagini e la Tua Sicurezza info@dssglobalsecurity.eu

Quella delle sanzioni contro Mosca “è la direzione più sbagliata, si rischia, e si è già rischiato, di tornare ad situazione di guerra fredda, bisogna arrivare ad una negoziazione ragionata che non possa lasciare strascichi tra Russia e Ue, Nato e Usa”. Lo afferma Silvio Berlusconi al Tg2 soffermandosi sulla crisi in Ucraina.


Afghanistan: il Governo di Kabul parla di 2500 morti

Sembra destinato inesorabilmente ad aggravarsi il bilancio delle vittime della frana verificatasi, a causa del maltempo, nel Nord Est dell’Afghanistan. Ieri le agenzie parlavano di 350 vittime, ma il bilancio era solo molto provvisorio; oggi, secondo quanto si apprende dal l’Agenzia Pajhwok, il Governo parla di 2500 vittime, in maggioranza donne e bambini.

Spesa famiglia risale Nell’anno in corso la spesa delle famiglie, dopo tre anni di riduzione, segnerà un aumento dello 0,2%. E’ quanto stima l’Istat. Nel 2015 si prevede un ulteriore miglioramento con una crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5%.

Disperate le condizioni di Ciro Esposito. Arrestato un ultrà della Roma

“È stata una follia, un agguato”. Parla così il cugino di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ferito a colpi d’arma da fuoco ieri nella zona di Tor di Quinto mentre si recava ad assistere alla finale di Coppa Italia. Anche lui si trovava nel gruppetto aggredito e racconta: <<Avevamo appena parcheggiato quando siamo stati aggrediti da un gruppo di romanisti, prima con bombe carta e petardi, poi con quei maledetti colpi di pistola. Non abbiamo avuto il tempo di ripararci>>. Le condizioni di Ciro Esposito sono definite disperate, infatti il trentenne di Secondigliano ha perso molto sangue e il proiettile si è conficcato nella spina dorsale pertanto rischia di rimanere paralizzato e non si sa se riuscirà a sopravvivere. Decisive, secondo i medici di Villa San Pietro, saranno le prossime ventiquattro ore durante le quali è possibile un nuovo intervento chirurgico. Intanto è stato arrestato Daniele De Santis, ultrà romanista, già noto alle forze dell’ordine e protagonista del famigerato derby Roma – Lazio fermato proprio dai tifosi per la presunta morte di un bambino durante scontri con le forze dell’ordine. Anche se ancora rimane da chiarire l’esatta dinamica, cade l’ipotesi avanzata ieri sera secondo cui gli spari erano legati a fatti estranei rispetto agli scontri tra ultras. La colluttazione e gli spari sarebbero avvenuti nei pressi del vivaio dove il 48enne romano è custode. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato proprio De Santis a provocare alcuni tifosi del Napoli lanciando dei fumogeni, i tifosi partenopei avrebbero reagito e l’uomo avrebbe risposto esplodendo dei colpi d’arma da fuoco.


Lo “scugnizzo” Insigne regala la Coppa Italia al Napoli Il Napoli vince la Coppa Italia ma, paradossalmente, questa serata passerà alla storia per quanto successo al di là di ciò che è il calcio. Il nome del Napoli viene iscritto per la quinta volta nell’albo d’oro della Coppa Italia ma rimarrà scritta nella storia del calcio italiano la vergogna di quanto successo. Una partita iniziata con quarantacinque minuti di ritardo, l’inno nazionale fischiato, il silenzio dei tifosi del Napoli che dovevano contribuire ad essere la cornice di uno spettacolo che spettacolo non è stato. Troppo grave quanto successo a Tor di Quinto con un tifoso ferito gravemente all’addome da un colpo di pistola. Si tratta di Ciro Esposito, trentenne, che è stato colpito al petto ed è ricoverato a Villa San Pietro in fin di vita con la pallottola che gli si è conficcata nella spina dorsale. Si parlava di uno scontro tra tifosi ma a quanto pare lo scontro c’è stato ma gli spari sono arrivati dall’esterno, forse da un fioraio che li voleva allontanare. Come ricostruito finora, a quanto pare, alcuni romani hanno accerchiato l’automobile occupata da due tifosi napoletani. Da qui la rissa e gli spari che hanno ferito Ciro Esposito, ma anche altri due uomini. Il pomeriggio è stato caratterizzato da altri scontri che hanno portato a dieci il numero dei feriti. Nello stadio, invece, è montata la tensione e la rabbia dei tifosi del Napoli e, dopo un lungo confronto tra dirigenti e forze dell’ordine, è stato dato l’ok all’inizio della partita. Ma, come se non bastasse, quando Hamsik è andato a parlare con i tifosi è partito un fitto lancio di petardi e fumogeni che hanno ferito un Vigile del fuoco. Ed ancora l’inno nazionale è stato fischiato per le facce sconcertate di Renzi, Della Valle, De Laurentiis, Prandelli, Insigne che ha accompagnato l’inno con un applauso dall’inizio alla fine. E, infine, a completare il quadro, il riscaldamento postumo, cosa mai vista, dei ventidue in campo. Questo ci porta a parlare della partita ch vede un napoletano doc come Lorenzo Insigne regalare la coppa alla sua squadra e alla sua città. Montella che recupera tutti tranne Cuadrado squalificato e Gomez ma porta in panchina Rossi schierando tre “falsi” attaccanti come Joaquin, Ilicic e Borja Valero chiamati a gestire la fase offensiva della viola mentre Benitez preferisce Insigne a Mertens. La scelta si rivelerà decisiva perché lo “scugnizzo” vivrà una notte magica rivelandosi l’eroe della finale. Dopo aver fatto le prove generali al 5’ con un destro messo in angolo da Neto, Insigne sblocca il risultato all’undicesimo. Jorginho recupera palla al limite dell’area intercettando un passaggio di Ilicic. Hamsik corre veloce, si fa cinquanta metri e forse più palla al piede prima di servire Insigne che di prima intenzione, di destro, calcia a rientrare disegnando una traiettoria magica che bacia il palo e da il vantaggio al Napoli. Gran gol di Insigne ma grande anche Hamsik, spesso criticato ma stasera quanto mai prezioso. Il Napoli è devastante nelle ripartenze ed è incredibile la velocità con cui i ragazzi di Benitez ribaltano l’azione. Così, dopo tre minuti, allo stesso modo, un cross di Callejon quasi propizia il 2 a 0 con Gonzalo Rodriguez che rischia l’autogol per anticipare Higuain. Ma il 2 a 0 arriva subito dopo. Questa volta è Vargas che regala palla a Higuain che accelera e lascia secco sul posto Savic, palla in mezzo per l’arrivo a rimorchio di Insigne che scarica un sinistro deviato da Tomovic alle spalle di Neto. La Fiorentina è scossa, sembra non avere la forza di reagire ma al 28’ arriva un improvviso lampo viola che riapre la partita: verticalizzazione di Savic, tocco di Ilicic che trova Vargas solissimo al limite col peruviano che fredda Reina, si fa perdonare l’errore sul raddoppio di Insigne e invita ai suoi a ragionare ripetendo “Con la testa, con la testa”. La Fiorentina si carica, ci crede, e dopo un minuto va vicina al pari sull’asse Borja Valero – Joaquin con quest’ultimo che non arriva per poco alla deviazione vincente. Al 44’, dopo un’occasione per parte col tiro alto di Borja Valero e la botta centrale di Higuain, Aquilani troverebbe il pareggio ma il guardalinee segnala un fuorigioco molto dubbio. Il secondo tempo è tutto a tinte viola ma le emozioni latitano a lungo grazie all’ottima fase difensiva del Napoli. Montella aumenta il potenziale offensivo della sua squadra togliendo Pasqual per Mati Fernandez con Vargas abbassato terzino, mentre Benitez getta nella mischia Mertens e Pandev per Hamsik e Higuain. Il neo entrato Mati Fernandez dalla distanza chiama in causa Reina che alza in angolo. Quindi, a cinque mesi dall’infortunio, al 72’ torna in campo Giuseppe Rossi ma è Pandev a sfiorare il gol con Neto che salva in uscita respingendo col corpo. Al 78’ un’ingenuità di Inler, già ammonito, lascia il Napoli in dieci che si copre con Behrami per Insigne mentre Montella gioca la carta Matri che può essere subito decisivo servendo un assist delizioso per Ilicic che solo davanti a Reina lo grazia con un tocco di fino inutile che si spegne sul fondo. Due minuti e Matri calcia a lato non di molto. La Fiorentina si getta in avanti ma in contropiede arriva la firma finale di Mertens che regala al Napoli la quinta Coppa Italia della sua storia, la seconda della gestione De Laurentiis mentre Benitez si conferma uomo di coppa portando a casa il nono trofeo della sua carriera. I 30.000 tifosi del Napoli cantano “O’ surdat nnamuratu” mentre i tifosi della Fiorentina danno vita a una commovente sciarpata per ringraziare i propri beniamini per la stagione eroica tra mille infortuni. Sono le poche pagine liete che in parte redimono una notte poco invadibile per il calcio italiano ma che comunque è una notte di festa per il Napoli e Napoli sperando che Ciro Esposito possa riprendersi.


Festival internazionale degli scacchi Si è conclusa l’ottava edizione di uno tra i più innovativi appuntamenti scacchistici del meridione: il Festiva Internazionale di Scacchi “Riviera dei Cedri”. Il Festival si è svolto nell’Alto Tirreno Cosentino, con una logica itinerante volta a valorizzare il legame tra territorio, cultura e turismo sostenibile. Anche questa edizione della manifestazione è stata co-finanziato dalla Regione Calabria e promossa dall’ARCA, Associazione Albergatori Riviera dei Cedri. L’evento anche questo anno è stato promosso dal Ministero dell’Istruzione e dalla Federazione Scacchistica Italiana. I turni della fase eliminatoria si sono disputati al Santa Caterina Village di Scalea, mentre la finale si è tenuta la sera del 1 maggio nel suggestivo “carcere impresa” di Santa Maria del Cedro. Ha vinto questa seconda edizione l’IIS “FERMI” di Bagnara Calabra che ha battuto in finale il Liceo “PITAGORA” di Rende. Il torneo Lampo “Riviera dei cedri” è stato invece vinto da Carbone Edoardo che ha preceduto in classifica Gattafoni Alessio e Greco Simone. Il programma del Festival ha previsto anche la realizzazione di un’interessante mostra che ha ricostruito l’evoluzione nella pittura delle citazioni scacchistiche a partire dall’oscuro artista attivo nel 1200 a.C. che ci narra che la stessa Nefertari amasse trascorrere il tempo nella sua camera mortuaria, dilettandosi nel giocare a ciò che sembra proprio il gioco degli scacchi. Nella raccolta figurano anche autori del novecento che, come Moshe Rynecki, ci ricordano come all’epoca il gioco degli scacchi fosse entrato nella vita quotidiana di tante comunità. Insomma, una manifestazione in cui la valenza culturale è prioritaria rispetto a quella agonistica.

Francia: caccia aiuta volo di linea Un caccia Rafale dell’aviazione francese ha assistito un Boeing in volo tra Roma a Washington, che aveva una panne nelle comunicazioni radio, provocando con il suo passaggio supersonico un forte bang avvertito in tutta la regione di Bordeaux. Il Rafale ha raggiunto l’aereo di linea ed e’ stato ristabilito il contatto radio. Secondo la procedura, il caccia si posiziona sulla sinistra dell’aereo passeggeri e con un sistema internazionale di segni cerca di individuare il problema.


Libia: invalidata elezione nuovo premier TRIPOLI. Il primo vicepresidente del Parlamento libico Ezzeddine al-Awam ha dichiarato non valida l’elezione del nuovo premier, Ahmed Miitig, per un errore nel conteggio dei voti. Miitig avrebbe ottenuto 113 preferenze, a fronte delle 120 necessarie. al-Awam ha chiesto all’attuale premier Abdallah al-Thani di gestire gli affari correnti. Studio Legale Antonella Quarta Piazza Grandi 6 Milano www.studiolegalequarta.it Pazza Liga! Il giorno delle sorprese Pazza pazza Liga! Weekend incredibile in Spagna dove è successo tutto e il contrario di tutto. Ieri il Barcellona ha pareggiato incredibilmente in casa con il Getafe e tutti a pensare che l’Atletico oggi potesse chiudere il discorso scudetto rendendosi imprendibile per il Barca e per il Real Madrid visto lo scontro diretto favorevole. Ed invece il Levante, squadra salva e senza ambizioni di Europa, squadra che non ha più nulla da chiedere a questo campionato, fa l’impresa e batte l’Atletico Madrid per 2 a 0. Incredulo Simeone, tifosi in lacrime e tutti a pensare che la Liga è andata, il Real Madrid batterà il Siviglia e, vincendo mercoledì col Valladolid, aggancerebbe i cugini poi nell’ultima giornata impegnati nella durissima trasferta al Cam Nou. Ed invece anche a Madrid succede l’impensabile, anche il Valencia fa l’impresa e le carte si rimescolano di nuovo. Il Valencia ha anche assaporato la vittoria prima che al 90’ una magia di Ronaldo, di tacco, regalasse il pari ai blancos, addirittura vicini alla vittoria al 95’. Ed allora, alla fine di un weekend pazzesco, cambia poco: l’Atletico è artefice del proprio destino, le “basterà” fare quattro punti; il Barcellona deve sperare in un passo falso del Real per poi giocarsi tutto all’ultima partita; il Real le deve vincere tutte e sperare che il Barcellona “venda cara la pelle” (riprendendo una frase cara ai blaugrana che la usarono prima della semifinale di Champions 2010 con l’Inter). Mille intrecci, quindi. Mille possibili risvolti in una incredibile, avvincente ed emozionate è questa Liga infinita con tre squadre che a 180 minuti dalla fine sognano di portare a casa il campionato più bello degli ultimi anni. Lo meriterebbe l’Atletico, la meno nobile, ricca e talentuosa delle tre, ma Real e Barcellona sono lì in agguato e il calcio è strano, e in questi due giorni ne abbiamo avuto la conferma. Per cui mai dire mai e state pronti a godervi questa Liga che verosimilmente si deciderà all’ultimo istante.


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