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Voglia di futuro. La mente e l’anima di un’impresa in viaggio verso un oceano dove competere solo con se stessa.


La genesi di un viaggio.

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Un’altra dimensione.

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I leader.

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La filosofia di ogni giorno.

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Il faro quando si fa buio.

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Il Knowledge fa più grandi.

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Il sole dentro.

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L’innovazione della mente e dell’anima.

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Verso un oceano blu.

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Alla fine un senso c’è.

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Lungo il sentiero della nostra vita, non ci siamo fatti condizionare dai vincoli del passato. Abbiamo scelto di esplorare il percorso delle nostre capacitĂ , dei nostri sbagli, della nostra energia vitale. Abbiamo sofferto, ma cosĂŹ abbiamo liberato la nostra mente e la nostra anima.

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La genesi di un viaggio.

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La genesi di un viaggio.

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Tra il 2003 e il 2005, due giovani sposi, Alessandro Paone e Francesca Zecca, decidono di rinunciare alle proprie carriere manageriali in realtà multinazionali, per dedicarsi completamente ad un progetto comune. In quegli anni, l’azienda della famiglia di Francesca, nota sul mercato locale di Parma e Piacenza come Edillegno 2, è una realtà artigiana che opera, sin dagli anni ’80, nel settore dei serramenti. I due giovani, guidati da entusiasmo e voglia di fare, accettano l’invito del padre di Francesca ad entrare a far parte dell’azienda, per portarla avanti insieme. Dal loro ingresso, anno dopo anno, però si fa sempre più strada il bisogno istintivo e la voglia irrefrenabile di fare un certo tipo d’impresa, forse ancora non codificato, ma sicuramente molto lontano da quello proprio della cultura padronale, comune alla maggior parte delle PMI di questo Paese. La cultura padronale del si fa così perchè si è sempre fatto così, fortemente tradizionalista e tanto inerte al cambiamento, è qualcosa che o subisci, scendendo a patti e accettando compromessi, o combatti. I due giovani si trovano così di fronte ad una scelta, drammatica ma inevitabile. In nome della propria libertà di pensiero e di azione, decidono di intraprendere un reale, perchè drastico e doloroso, passaggio generazionale: una prova durissima, di grande sofferenza, che li segna e li cambia per sempre. Il 21 dicembre 2009, Alessandro e Francesca acquistano Edillegno 2. Nel 2010 ha così inizio un forte e radicale processo di rinnovamento, anzitutto culturale: quella che vuole essere, di fatto, una nuova impresa sceglie istintivamente di proporsi sul mercato con un nome nuovo, raccogliendo e accogliendo gli spunti, le idee e le emozioni di un libero e democratico referendum tra le persone stesse dell’azienda. Dopo un lungo e intenso lavoro di analisi e di interpretazione, per abbracciare e tenere insieme le preferenze e i suggerimenti di tutti, il 12 aprile 2010 viene battezzato il nome PROGETTO ED. PROGETTO è una parola che evoca qualcosa che deve nascere e che può essere liberamente diverso. ED è una sigla apparentemente astratta, ma che intende invece conservare un ricordo di ciò che è successo, per non dimenticare. Racchiudendo, per chi ha vissuto quel delicato momento di svolta aziendale, un senso ed un significato del tutto particolari.

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La genesi di un viaggio.

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PROGETTO ED risulta così un nome inevitabilmente nuovo, unico. Il nome di un’impresa che ha un progetto. Il nome di un’impresa la cui storia potrà e dovrà essere scritta e raccontata da donne e uomini che ogni giorno si scelgono per scegliere di fare insieme un lungo viaggio verso il futuro. Per essere protagonisti assoluti del proprio destino, creatori di vero valore.

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La PGI è un giardino segreto. Arduo l’accesso, ma se solo fai capolino dal muro di cinta e ne scorgi i colori e i profumi… beh… allora scopri di non voler tornare indietro. E scopri che, solo amandoti e amando, puoi trovare il modo di accedere. Capisci, così, che la chiave è nella tua anima.

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Un’altra dimensione.

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Un’altra dimensione.

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Due pensieri di fondo guidano e guideranno l’esperienza di questa impresa, la sua avventura tesa a raggiungere traguardi importanti. Prima di essere grandi bisogna essere piccoli, per diventare grandi bisogna ragionare da grandi. L’identità aziendale di tantissime PMI si confonde spesso con la carta d’identità del titolare: una piccola impresa che vuole ragionare da grande dovrebbe innanzitutto costruirsi una propria anima, che prescinda da chi vi abbia investito il proprio capitale. Qualunque tipo di crescita presuppone inevitabilmente un cambiamento: tante volte per le imprese i primi, importanti cambiamenti, prendono vita da innovazioni di prodotto o di processo. Ma se un’azienda, ad un certo punto della propria storia, vuole proiettarsi verso un futuro di vera crescita, allora dovrebbe anzitutto dar vita ad un cambiamento culturale. Una piccola impresa che vuole essere grande, nella mente e nell’anima ancor prima che nei numeri, dovrebbe costruirsi quella che definiamo la cultura di una PGI, di una Piccola Grande Impresa. La PGI è una dimensione culturale che si fonda su un’identità aziendale ancor più che un’identità di marca, su persone, semplici ma forti, ancor più che su marchi affermati: vive nel rispetto della dignità dell’altro, si alimenta di dialogo e di ascolto, di coinvolgimento e di motivazione; sostituisce l’individualismo con un forte spirito di squadra, l’accentramento con la delega, l’appiattimento mentale con il senso di responsabilità. La PGI rifiuta l’improvvisazione, il lavorare sempre e solo in emergenza, l’operatività fine a se stessa, quella che non vuole o non sa mai lasciare spazio alla pianificazione, perchè sa farsi guidare dalle ispirazioni e dalle intuizioni del pensiero strategico, riconoscendone e comprendendone appieno l’incredibile potenza ed efficacia. La PGI si predispone curiosa e preparata al dialogo con la Ricerca e l’Università, ne sente il bisogno, perchè capisce l’importanza del Knowledge e cosa voglia dire un patrimonio di conoscenze diffuso e reso accessibile; accetta senza paure le importanti e difficili sfide del Management, non rinunciando per nessun motivo ad una costante tensione verso la professionalità spinta all’eccellenza;

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Un’altra dimensione.

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facendo della meritocrazia l’unico, giusto principio per riconoscere l’impegno profuso ed il valore creato da ciascuna persona. La PGI alimenta un approccio al mercato responsabile ed ispirato sempre e comunque a principi e valori etici: perchè una PGI si rivolge ai suoi clienti con sincera ed autentica passione e si lega ai propri fornitori con un reale e costruttivo spirito di partnership, perchè ha profondamente capito che solo così si crea vero valore per tutta la filiera e solo così si può aspirare ad una crescita reale e sostenibile. La PGI fa prevalere comunque e sempre la democrazia delle idee e delle intelligenze, perchè questo tipo di impresa è illuminata da un’istintiva innovazione, che nasce dalla costante volontà di migliorarsi e dalla serena capacità di mettersi sempre in discussione. E questa è una cultura che non s’improvvisa, non si apprende sui banchi, non si legge nei testi, ma va alimentata ogni giorno, sul campo, con coraggio e determinazione. E ci si riesce solo facendola vivere e respirare in ogni evento o momento aziendale, fino a quando per tutti, nessuno escluso, non inizi a sembrare naturale pensare ed operare secondo quei principi e quei valori, fino a quando ognuno cominci a comprendere che sia realmente possibile. La PGI è perciò quella realtà che non subisce il complesso psicologico della grande azienda, della multinazionale blasonata; pur mantenendo il necessario pragmatismo, non si lascia imprigionare e condizionare dai vincoli inevitabili del contesto più ridotto, ma è così forte, ambiziosa e coraggiosa da far nascere ed alimentare sogni e passioni in donne e uomini, affinchè questi scelgano poi di liberarsi tutti insieme in un unico, audace slancio verso un futuro più grande del presente. La PGI è alla fine un mondo, che vive e lavora ogni giorno con la forza delle proprie idee, con l’entusiasmo dei propri progetti, con la consapevolezza che il know-how tecnico e tecnologico non può prescindere da un know-how umano: noi siamo convinti che il vero successo di un’impresa parta anzitutto dall’innovazione della mente e dell’anima delle persone che abbiano scelto di farne parte. Persone che hanno capito che il lavoro, come la vita, è bello se fatto di motivazioni e di soddisfazioni; e queste emozioni si possono accendere e vivere tanto nei grattacieli metropolitani quanto in più piccoli uffici di provincia.

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Un’altra dimensione.

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Perchè chi sei non dipende da dove sei, ma da come sei. E allora, non importa più se l’impresa dove sei è piccola o grande, se il mercato al momento è locale, nazionale o internazionale, perchè tanto hai capito che ciò che conta più di ogni altra cosa sono le persone, il loro valore, l’intensità del loro vivere quotidiano e la loro tanta voglia di futuro: così, quasi per magia, il lavoro si trasforma in energia, ti fa sentire veramente vivo, ti fa star bene dentro e ti aiuta a correre molto più forte lungo il viaggio della tua stessa vita. E allora, se ti fermi un attimo a pensare, cominci forse a renderti conto che, scegliendo realmente di saltare sul tuo destino per viverlo da protagonista, sei entrato anche tu nella dimensione di una Piccola Grande Impresa…

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Se puoi e vuoi, allora puoi.

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I leader.

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I leader.

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Leader non si nasce; leader si diventa.

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I leader.

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I leader combattono le proprie paure ed insicurezze, accettando le sfide della sofferenza.

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I leader.

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I leader non usano mai la forza e l’aggressività ; anzi, le rifiutano. Dialogano e trasmettono attraverso impulsi ed emozioni della mente e dell’anima.

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I leader.

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I leader gioiscono, anche per piccoli traguardi. E dalla gioia traggono energia per continuare il loro viaggio, senza mai fermarsi.

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I leader.

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I leader sono se stessi.

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I leader.

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I leader pensano che la vita non sia mai guidata dal caso, ma sia fatta di scelte. E il risultato di queste scelte è ciò che si meritano.

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I leader.

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I leader festeggiano.

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I leader.

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I leader credono nelle persone e cercano costantemente di infondere loro la fiducia in se stesse. Perchè sanno che tutto questo può trasformarsi in magia.

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I leader.

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I leader amano se stessi e gli altri.

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I leader.

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I leader vivono intensamente la vita. E ci riescono perchè hanno un sogno.

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La filosofia di un’impresa è qualcosa che non si dovrebbe solo scrivere. È ciò che si dovrebbe soprattutto portare avanti. Ogni giorno. Con coerenza, con coraggio e con tanta, tanta tenacia.

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La filosofia di ogni giorno.

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La filosofia di ogni giorno.

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VOGLIAMO PROPORCI SUL MERCATO COME INTERPRETI E CONSULENTI ATTENTI ED AGGIORNATI. CREATORI DI VERO VALORE. GUARDANDO AL FUTURO CON LA COSTANTE VOLONTÀ DI MIGLIORARSI E LA SERENA CAPACITÀ DI METTERSI SEMPRE IN DISCUSSIONE, GIORNO DOPO GIORNO. PER ESSERE PROMOTORI DI UN APPROCCIO ETICO, DINAMICO ED INNOVATIVO. INVESTENDO INSTANCABILMENTE IN PERSONE DI VALORE E KNOWLEDGE. AFFINCHÈ IL FUTURO DI PROGETTO ED SI REALIZZI ATTRAVERSO L’INNOVAZIONE DELLA MENTE E DELL’ANIMA DI OGNI PERSONA CHE ABBIA SCELTO DI FARNE PARTE.

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Una vera impresa deve avere dei valori in cui credere. Perchè solo cosÏ può ritrovare sempre il suo faro, ogni volta che si fa buio, lungo il viaggio della sua vita.

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Il faro quando si fa buio.

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Il faro quando si fa buio.

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Le persone

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Le persone

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PROGETTO ED è anzitutto un’azienda che vive, fatta di donne e di uomini. Un’azienda di persone. Persone che hanno grinta, entusiasmo, umorismo. Persone che pensano, che ragionano, che vivono ogni giorno con il coraggio di mettersi in gioco, sentendosi libere di sbagliare; con la consapevolezza che libertà vuol dire anzitutto responsabilità. Perchè hanno capito che solo così è possibile crescere, solo così è possibile migliorarsi e finalmente superare le insicurezze che la vita sino ad oggi gli ha attaccato, quasi incollato, addosso. Persone dinamiche che, giorno dopo giorno, cominciano a credere sempre di più in se stesse ed in quello che fanno. Persone semplici, che si svegliano al mattino ed escono di casa per essere vive, per non vegetare. Pronte a mettersi sempre in discussione, perchè credono istintivamente nella potenza dell’innovazione, soprattutto quella della mente e dell’anima. Gente che ha fame; fame di quello che sino ad oggi dalla vita non ha ancora avuto. Gente che ha deciso di essere realmente protagonista del proprio destino. E non vuole aspettare chissà come e chissà quando per farlo, perchè si può cominciare da oggi, perchè la vita è adesso. Donne e uomini che vivono il presente guardando al futuro con fiducia, con ottimismo, con la libertà e la voglia di fare. Donne e uomini che hanno veramente voglia di un futuro migliore del presente. Perchè ogni donna e ogni uomo di quest’impresa è e sarà una storia nella storia di PROGETTO ED, un patrimonio prezioso da rispettare e da tutelare, un potenziale da valorizzare. Dinamite che prima o poi ha il diritto e il dovere di esplodere.

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Il faro quando si fa buio.

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La squadra

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La squadra

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Da soli difficilmente si riesce a fare qualcosa di importante; da soli non ce la si fa ad andare molto lontano. Tutti per uno e uno per tutti non è e non deve essere un semplice slogan: deve diventare un credo professionale, che entri nella nostra mente e nella nostra anima, che disciplini i comportamenti e le relazioni all’interno e all’esterno. Il problema di uno deve essere il problema di tutti, la gioia di uno sfociare nella gioia di tutti, una sconfitta o un successo aziendale corrispondere all’amarezza o alla soddisfazione di ciascuno. Tra noi bisogna parlare. E se non ci si capisce, allora bisogna continuare a parlare; finchè non ci si capisce, finchè non ci si chiarisce. Il dialogo e l’ascolto devono risultare gli unici modi per comunicare tra noi; le sole e vere armi per combattere e vincere eventuali incomprensioni interne, che non servono a nulla, che distruggono solo e non costruiscono, che ci fanno semmai tornare al passato anzichè proiettarci in quel futuro che vogliamo vivere. Ogni giorno ci sono clienti da conquistare e fidelizzare, fornitori da gestire, concorrenti da combattere. Per affrontare e vincere le sfide del mercato noi dobbiamo essere una sola cosa: uniti, punto e basta. Il pronome io deve essere definitivamente sostituito dal noi: dobbiamo imparare ad indossare con orgoglio tutti la stessa maglia, per scendere ogni giorno in campo stringendoci prima tutti in un abbraccio, come quando si intonano gli inni nazionali all’inizio delle partite che veramente contano. Noi dobbiamo diventare una vera squadra, forte perchè compatta. Una squadra che nasce con uno e un solo obiettivo: vincere. Perchè se l’interesse comune diventa anche l’interesse personale, se PROGETTO ED si fonde sinergicamente con i progetti di vita di ciascuno, allora non c’è motivo per non essere uniti, allinearsi l’uno con l’altro e proseguire verso la stessa meta. Tutti insieme. Tutti per mano.

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Il faro quando si fa buio.

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Il legame con il fornitore

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Il legame con il fornitore

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Nel posizionarsi lungo la filiera di settore, abbiamo fatto una scelta strategica forte e chiara: pur conservando gelosamente la nostra anima artigianale, abbiamo deciso di giocarci il nostro futuro a valle, a diretto contatto con l’utente finale. Tra il factory e il site, tra la fabbrica e il cantiere, abbiamo cioè scelto di essere più vicini al cantiere. Dobbiamo però essere consapevoli che il cantiere non può essere servito bene senza una buona fabbrica alle spalle: ecco perchè i nostri fornitori sono strategici se vogliamo veramente avere successo. Loro sono lontani dai cantieri, tante volte non ne comprendono le esigenze fino in fondo, però senza di loro non riusciremmo a soddisfare veramente i nostri clienti. Dobbiamo scegliere e gestire i nostri fornitori non pensando a loro come interlocutori economici da strozzare, da spremere, da sfruttare e basta; noi dobbiamo pensare a loro come a dei partner. Dobbiamo alimentare sempre un rapporto reciprocamente positivo: essere vigili, severi e intransigenti quando è necessario, però sempre nell’ottica di uno scambio rispettoso e costruttivo. Imparando sempre più a trattare loro come vorremmo essere trattati dai nostri clienti: tra noi e loro deve esserci empatia, deve prevalere sempre un forte spirito di collaborazione, che aiuti veramente tutti a lavorare meglio. Perchè alla fine noi e i nostri fornitori siamo legati dallo stesso destino: se noi ci svilupperemo, loro saranno i primi a beneficiarne per la loro stessa crescita. Perchè è con loro che possiamo arrivare in fondo nella gestione di ogni singolo foro muro di ciascuna casa. Perchè è con loro che alla fine possiamo e vogliamo conquistare il mercato.

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Il faro quando si fa buio.

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La passione per il cliente

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La passione per il cliente

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Noi lavoriamo ed esistiamo come impresa se esistono i nostri clienti. Questo non dobbiamo dimenticarlo mai. I clienti sono la nostra linfa: sono loro la benzina di cui dobbiamo ogni volta rifornirci per poter andare avanti, senza fermarci. Non dobbiamo mai smettere di cercare e trovare nuovi clienti e dobbiamo fare di tutto per non deludere quelli che abbiamo conquistato con tanto sudore: ce la faremo se ci impegneremo a fare la differenza, se vorremo realmente essere diversi. Ci riusciremo se saremo continuamente in grado di innovare e di innovarci, nella ricerca di prodotti e servizi da proporre così come di approcci e strumenti da adottare, per essere sempre efficaci ed efficienti. Noi dobbiamo fare innamorare i nostri clienti e ci dobbiamo innamorare di loro: tra noi e loro dobbiamo far nascere e vivere ogni volta una passione. Una passione che possiamo e vogliamo accendere con la volontà e la capacità di dimostrare, ad ognuno di loro, il valore e la forza della nostra organizzazione, per conquistarne poi la fiducia con una professionalità trasparente, una competenza affidabile e sempre aggiornata, un impegno serio ed instancabile. Una passione che possiamo e dobbiamo alimentare con l’amore stesso per il nostro lavoro e con la ferma intenzione di viverlo e svilupparlo ispirandoci sempre a principi e valori etici. Una passione che alla fine ci fa venire su quella voglia bellissima di diventare i più bravi, ci fa assalire da quell’insaziabile fame, da quella audace ed ardita ambizione di poter dire e dimostrare un giorno a tutti che sì, è vero, noi siamo i numeri uno. Appassionandoci sempre ai nostri clienti, per emozionarli emozionandoci.

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Se un’impresa ha voglia di crescere deve abbassare velocemente le barriere dell’esperienza. E pensare perciò che la formazione non sia un costo, ma un investimento. È così che nasce l’idea della Scuola ED. È così che poi sogni una PGI School…

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Il Knowledge fa pi첫 grandi.

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Il Knowledge fa pi첫 grandi.

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La nostra Mission dichiara la ferma volontà di proporci sul mercato come interpreti e consulenti attenti ed aggiornati, per imparare ad essere efficacemente a fianco di chi poi dovrà realmente e quotidianamente utilizzare e vivere i nostri prodotti. La nostra filosofia d’impresa si fonda così su due Intangible Asset, tra loro inevitabilmente e indissolubilmente legati: Persone di Valore e Knowledge. Per noi le Persone di Valore sono donne e uomini che tendono all’eccellenza perchè possono raggiungerla. Sono coloro che scelgono di diventare leader non perchè qualcuno ha detto loro di farlo o perchè è bello pensare di esserlo, ma perchè amano veramente se stessi, sono consapevoli del proprio valore e decidono di essere protagonisti del proprio destino. Le Persone di Valore si alimentano di Knowledge, e diventano più grandi grazie ad esso. Per noi il Knowledge è la sintesi sinergica di conoscenze tecniche, manageriali ed emotive. È una definizione non accademica ma empirica, perchè dedotta dall’osservazione, dall’analisi e dall’esperienza del nostro quotidiano fare business: è quella che abbiamo compreso essere la miscela di conoscenze che, attraverso esperienze finalizzate, può tradursi nell’efficace perchè poliedrica competenza di una persona di successo. Se un’impresa crede nel valore delle Persone e nella potenza del Knowledge, allora ecco che diventa fondamentale, unitamente al delicato processo di ricerca e selezione, l’attività di formazione. Per noi il tempo dedicato alla formazione non è un costo, ma un investimento. Perchè è normale non capire se non hai gli strumenti per capire; e se poi impari solo ed esclusivamente dall’esperienza, senza un’impostazione di base, sono necessari anni ed anni per conquistare sicurezza e competenza. Se un’impresa ha voglia di crescere deve abbassare le barriere dell’esperienza. Oltre al desiderio e all’entusiasmo di fare bene, ci vogliono anche gli strumenti, ci vuole formazione. La persona che entra in PROGETTO ED si ritrova così coinvolta in un iter formativo, fatto di lezioni e test scritti, per la sua adeguata, serena ed efficace introduzione nel settore, nel mercato, nell’azienda; fino ai prodotti e alle visite guidate presso i centri dislocati di produzione, perchè le cose che si toccano e che si vedono si apprendono molto più velocemente.

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Il Knowledge fa pi첫 grandi.

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E chi è già dentro è chiamato a cimentarsi nella formazione di chi entra, in calendari di lezioni programmate. È così che si è avviato un vero e proprio progetto di creazione, diffusione e gestione del Knowledge. È così che ha preso vita un continuo e concreto dialogo con la Ricerca e l’Università, fatto di borse di studio, progetti d’innovazione e tesi universitarie. È così che ha preso forma e senso, all’interno della sede, uno spazio fisico in cui ci si scambia conoscenza, esperienza e competenza, in cui si capisce meglio cosa fa l’altro e si lavora sulla graduale impostazione di un approccio sistemico ai problemi e alle situazioni, senza guardare solo il proprio specifico ambito: un’aula dedicata a momenti formativi su tematiche specifiche come su argomenti più ampi, in cui persone diverse comunicano tra loro, insegnando ed imparando. Stando a volte “alla lavagna” e a volte “tra i banchi” di quella che ci piace tanto chiamare “la Scuola ED”.

Se poi credi che si possa fare ancora impresa in Italia, e comprendi il valore della formazione, ti capita istintivamente di evadere dalle pareti stesse della Scuola ED, di astrarti dal tuo specifico business, e di pensare… da un lato, al sistema macro economico ed imprenditoriale italiano, costituito per il 95% da piccole e piccolissime imprese, e, dall’altro, ai giovani di questo Paese che, ultimati gli studi accademici, si affacciano finalmente al mondo del lavoro. In questi anni abbiamo incontrato tanti giovani, provenienti da diverse regioni; ognuno con la propria storia, il proprio bagaglio di conoscenze, la propria attitudine e la propria aspirazione, ma tutti accompagnati e accomunati da un istintivo sentimento di impreparazione e di smarrimento rispetto poi alle reali dinamiche del business, rispetto alla strada. Un sentimento che tante volte si può pericolosamente tradurre in sfiducia nella possibilità di intraprendere la propria, personale strada. E in tanti di loro prevale ancora il mito della multinazionale, probabilmente perchè nel contesto della grande organizzazione credono di poter trovare più facilmente strutture formative mirate ad ambiziosi percorsi di carriera.

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Il Knowledge fa pi첫 grandi.

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Eppure l’Italia non è un Paese di grandi imprese: noi siamo una terra di medie e soprattutto piccole imprese. E allora… allora una PGI, una Piccola Grande Impresa, non può ritenersi tale se poi non ragiona effettivamente da grande, soprattutto pensando alle Persone di Valore e al Knowledge, cioè gli Asset più importanti in cui crede e su cui vuole investire e puntare. E allora… allora ti viene da sognare la Scuola ED di oggi che diventa… la PGI School di domani. La PGI School. Un’istituzione per promuovere un processo etico di consapevole ed adeguata preparazione dei giovani al mondo del business, attraverso aggiornamenti e momenti formativi di Knowledge in aula uniti a vere, concrete e significative esperienze di Knowledge “on the road”. Senza però costringere le famiglie ad affrontare ulteriori, onerosi sforzi e sacrifici economici, come quelli richiesti per far accedere i propri ragazzi a non sempre efficaci Master post laurea. Un polo culturale per rinnovare e innovare il dialogo tra studenti, professori universitari e gente comune che sa fare business, per supportare e lanciare quei giovani che, in un tempo mai così depresso ed entropico come quello che stiamo vivendo, hanno veramente voglia di un futuro migliore del presente. E scelgono di vivere quel futuro in un’impresa che non sia necessariamente una multinazionale. E desiderano conquistare quel futuro in Italia e non all’estero. Una Scuola per insegnare alle nuove generazioni come si fa, in Italia, a ragionare da grandi pur essendo piccoli, e così rivelando loro l’esistenza di un nuovo paradigma economico e sociale: la Piccola Grande Impresa italiana. L’impresa in cui si possono vivere e condividere vere e sincere emozioni, alimentare autentiche aspirazioni, perchè è proprio vero che chi sei non dipende da dove sei ma da come sei, perchè sognare è possibile se decidi realmente di progettare. L’impresa in cui l’innovazione della tua mente e della tua anima ti fa diventare, anche attraverso il Knowledge, una Persona di Valore.

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Il sole dentro accende la curiosità. E la curiosità è il motore dell’innovazione.

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Il sole dentro.

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Il sole dentro.

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Ogni uomo ha l’impressione, ogni giorno, di camminare sulla terraferma, eppure la Terra su cui vive è invece in costante e naturale movimento, girando su se stessa ed intorno al Sole. Tolomeo prima e Copernico poi ci hanno fatto capire che è una questione di sistema di riferimento. Chi osserva dall’esterno PROGETTO ED può pensare che questa sia una realtà sostanzialmente stabile e naturalmente destinata a rimanere tale, come tante altre. Chi è parte di PROGETTO ED sa invece che quest’impresa, come la Terra, ogni giorno inesorabilmente si muove, spostandosi continuamente da dove è per dirigersi là dove vorrebbe essere. Chi vive quest’impresa è ormai diventata una persona in viaggio. Un viaggio lungo e difficile, che richiede sudore e fatica. Ma essere una persona di PROGETTO ED è una scelta. Accendi la televisione, ascolti la radio, leggi i giornali, navighi su internet e dal mondo fuori ti vengono solo segnali sconfortanti di un’eclissi totale che sembra non finire mai. Tutto ciò che è intorno ti farebbe desistere dall’intraprendere qualsiasi tipo di cammino: breve, medio o lungo. Tanti preferiscono non partire, non mettersi in gioco. Molti ci provano ma sono semmai costretti a fermarsi lungo il percorso, perchè non ce la fanno. Altri procedono a tentoni, vivendo alla giornata, senza una meta. Noi abbiamo scelto di muoverci; semplicemente perchè abbiamo capito che questo è il solo tempo che ci è dato per vivere. Per fare qualcosa, e lasciare un segno. E allora, se intorno a noi nessuno fa luce, per continuare il nostro cammino non ci resta altro che accendere forte la risorsa più preziosa che abbiamo, qualcosa che è solo nostro e che nessuno ci potrà mai togliere. L’energia della mente e dell’anima: il sole dentro. Così, se fuori continuerà ad esserci buio, noi potremo unire i bagliori dei nostri raggi e illuminare comunque la strada. Senza fermarci.

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Se hai un sogno, devi essere sveglio.

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L’innovazione della mente e dell’anima.

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L’innovazione della mente e dell’anima.

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PROGETTO ED nasce il 12 aprile 2010, nel mezzo di una crisi economica mondiale, chiamata anche la Grande Recessione. Una crisi economica originatasi formalmente da quella finanziaria seguita al fallimento di Lehman Brothers il 15 settembre 2008, e ritenuta da molti economisti una delle peggiori della storia, seconda solo alla Grande Depressione iniziata nel 1929. Questa crisi, che stiamo ancora vivendo, ti fa soffrire, facendoti correre tanto e molte volte in maniera caotica, frenetica, snervante. Ti costringe a sostenere ritmi incalzanti, a volte asfissianti, ed è spietata perchè ti impone di affrontare il mare del mercato così o altrimenti vieni inghiottito e vai sotto. La crisi, però, è anche una grande opportunità. Perchè per affrontarla e superarla, sei obbligato a metterti continuamente alla prova, a non abbassare mai la guardia, a tirare sempre fuori il meglio di te. La crisi ti fa fare ciò che non avevi mai fatto, stimolando la tua visione strategica, la tua creatività, il tuo ingegno, la tua innovazione. La crisi fa emergere il vero merito, perchè è nelle prove più difficili che vincono i più bravi. Ma per noi di PROGETTO ED c’è un’altra crisi che si è scatenata e che non ha niente a che vedere con l’economia dei mercati, con l’eccesso di offerta rispetto alla domanda, con le bolle speculative finanziarie. Questa crisi non ha confini geografici nè temporali, perchè è dentro, non fuori. E si chiama cambiamento: culturale, mentale, emotivo. Un cambiamento intimamente legato a ciò che abbiamo imparato a definire “l’innovazione della mente e dell’anima”. Noi siamo convinti che il vero successo di un’impresa parta anzitutto dall’innovazione della mente e dell’anima delle persone che abbiano scelto di farne parte: questo è il pensiero fondante di tutta la nostra identità aziendale. Ma quando qualcuno lo legge o lo sente, non sempre capisce veramente cosa voglia dire. L’innovazione della mente e dell’anima è un processo non facile. Anzi, è molto difficile. È qualcosa che quando comincia a circolare nell’aria, sai che prima o poi avvolge e permea anche te: ti si insinua dentro, proprio dentro, mettendosi di fronte a ciò che c’era e c’è ancora e lo affronta senza mezze parole, come a dirgli decidi, qui o ci stai tu o ci sto io.

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L’innovazione della mente e dell’anima.

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Perchè l’innovazione della mente e dell’anima prima ti denuda e ti fa vedere allo specchio come realmente sei; poi ti costringe a decidere se affrontare il cambiamento oppure no. E c’è chi lo vuole fare e chi no. E c’è chi alla fine ce la fa e chi no. Innovarsi nella mente e nell’anima significa esprimersi in completa libertà. Ed essere liberi è una condizione bellissima, ma anche tanto difficile, perchè libertà vuol dire responsabilità. Se un’impresa ti rende libero e tu puoi e vuoi essere libero, allora vivi l’impresa in cui sei sentendola veramente tua: cominci così a ragionare diversamente, a fare le cose che altrimenti non avresti mai fatto, perchè pian piano ti stai trasformando, stai cambiando pelle, stai diventando imprenditore di te stesso, imprenditore nell’impresa. Ecco che pensi, ragioni, crei, fai come non ti sarebbe mai successo in nessun’altra realtà, in nessun’altra parte del mondo. Così, naturalmente, sogni insieme all’impresa, viaggi con lei e lei stessa non sarebbe la stessa senza di te. Così, ti viene su quella contagiosa e incontenibile voglia di futuro, che ti alimenta e si alimenta insieme a te e grazie a te, istante dopo istante. Mentre fai tutto questo, stai sempre più imparando ad amare te stesso. E, allo stesso tempo, capisci anche che amare te stesso non ha senso se non impari ad amare chi ti è accanto, chi ha scelto di provarci insieme a te, di combattere al tuo fianco, di non mollare come te: il tuo compagno di viaggio. Perchè da soli, in un’impresa, non si va da nessuna parte: comprendi allora l’importanza e il valore di percorrere una strada tenendosi per mano con altre persone, confortandosi e traendo forza l’uno dall’altro, ciascuno sorgente e ricevente di luce naturale. Estendendo così volontariamente i confini del tuo io, per la tua e l’altrui crescita spirituale: amandoti e amando. Allora guardi l’orizzonte e ti viene talmente tanto fiato che ti va solo di correre, correre e ancora correre, con le gambe che ti reggono perchè le comandi tu, perchè hai capito che sei tu e solo tu che adesso detti i tempi e i ritmi, e tutto il resto ti viene dietro.

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L’innovazione della mente e dell’anima.

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E allora non ti fa più paura questa lunga e massacrante corsa, perchè nessuno è forte come te quando decidi di esserlo, e ti va solo di dimostrarlo accelerando sempre di più, senza risparmiarti: per arrivare lontano con il tuo talento, là dove sai che finalmente potrai fermarti, e con le braccia spalancate, le mani aperte e gli occhi lucidi rivolti al cielo, urlare con tutta l’energia che la vita ancora ti avrà lasciato dentro... Sììì, ce l’ho fattaaa!!!. Proprio in quell’istante, tutta la stanchezza svanirà, le tue residue e più insidiose insicurezze si sbricioleranno, e tu sarai pieno di quella gioia e di quell’eccitazione che può regalarti solo una consapevolezza, finalmente conquistata, di essere veramente forte. Proprio in quell’istante, rendendoti conto di quello che ti sta succedendo, capirai cosa vuol dire l’innovazione della mente e dell’anima. E non ci metterai poi tanto a intuire che quel futuro di cui tu avevi tanta voglia, in verità è già tuo. Perchè lo starai semplicemente, felicemente vivendo.

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Un oceano blu lambiva la scocca del veliero, fermo, a farsi cullare dalle onde. Noi eravamo increduli. Poi, spingemmo lo sguardo oltre. All’orizzonte una macchia d’acqua di un blu più intenso. Ci guardammo, sorridemmo e, dopo un grande sospiro, riprendemmo il viaggio.

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Verso un oceano blu.

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Verso un oceano blu.

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La nostra filiera è oggi caratterizzata principalmente da due tipologie di mercato. A monte c’è una realtà di scambi di dimensione praticamente internazionale, in cui prevalgono, dal lato dell’offerta, i fornitori di materie prime e macchinari e, dal lato della domanda, le industrie di produzione, che vendono prodotti finiti o componenti di prodotto agli operatori a valle della filiera. A valle ci sono tanti mercati di dimensione locale, dove agenti commerciali, rivendite o realtà artigiane propongono gamme complete di serramenti, con il relativo servizio di posa in opera, agli utenti finali, intesi come imprese di costruzione e soprattutto privati. Nel settore ci sono marchi più conosciuti di altri, soprattutto nell’ambito produttivo, un pò lontani però dalle reali dinamiche ed esigenze proprie dell’utente finale, ma non vi sono ancora operatori che prevalgano in senso assoluto. La natura intrinseca dei due segmenti estremi della filiera genera, di fatto, un’asimmetria molto forte: l’elevata qualità e tecnologia dei serramenti (sostanzialmente tutti omogenei tra loro per prestazioni e caratteristiche ma ancora tanto diversi per l’imprenditorialità di chi li produce) si traduce, man mano che si attraversa la filiera verso l’utente finale, in approcci di Marketing e di Management il più delle volte non sufficientemente evoluti, e in livelli di professionalità e competenza non ancora pienamente soddisfacenti. Quando abbiamo deciso di fare impresa in questo settore, ci siamo interrogati sul segmento della filiera nel quale volerci effettivamente posizionare, data la SWOT Analisys delle minacce e delle opportunità dell’ambiente esterno e dei punti di forza e di debolezza dell’azienda. C’erano apparentemente due opzioni strategiche: concentrarci a monte, puntando sulla piccola falegnameria interna per fare serramenti, oppure scegliere di distribuire, ponendoci a valle della filiera. Se avessimo seguito la prima opzione, eravamo consapevoli di non poter competere con le economie di scala industriali e d’altronde non avevamo i capitali liquidi sufficienti da investire in asset produttivi. Se invece avessimo scelto la seconda, dovevamo essere disposti ad andare a popolare il mercato delle rivendite, con uno showroom allestito con totem di marchi altrui e utilizzando all’occorrenza software, listini cartacei e schedari tecnici dei produttori, per elaborare preventivi e ordini.

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Verso un oceano blu.

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In entrambi i casi, sia che avessimo optato per la sola scelta produttiva che per quella meramente distributiva, sapevamo che ci saremmo ritrovati in un oceano rosso. Un oceano rosso è un mercato in cui l’approccio strategico è quello tradizionale, basato solo sulla sconfitta dei competitor: uno spazio in cui sei un’impresa come tante altre, perchè fai quello che fanno tante altre e quindi crei lo stesso valore di tante altre, cioè poco. Per non essere nel lungo periodo logorati dalla feroce concorrenza della tipica produzione o della semplice distribuzione, ma per affrontare e vincere le sfide del settore e del mercato, abbiamo così deciso di intraprendere la nostra esperienza d’impresa dando vita ad una terza opzione: abbiamo immaginato cosa voler diventare e, alimentati dal sogno, abbiamo iniziato il nostro viaggio verso un oceano blu. Un oceano blu è un mercato che non esiste fin quando non lo crei tu: un territorio incontaminato, ancora completamente libero, con regole tutte da scrivere, perchè nasce da un cambiamento del classico approccio mentale al tuo business. Un mondo di grandi opportunità, che puoi scoprire ed esplorare solo innovando talmente tanto da superare drasticamente le logiche e i confini tradizionali del tuo settore di riferimento. Un oceano blu è uno spazio dove la concorrenza non c’è, semplicemente perchè gli altri non riescono ad accedervi e dove invece tu, che ce l’hai fatta, competi ogni giorno solo con te stesso e con la tua continua capacità di innovare e di innovarti: un mercato in cui sei finalmente e incredibilmente libero di creare, per i tuoi clienti, tanto e vero valore. Nel nostro viaggio verso un oceano blu, abbiamo così cominciato a ragionare da grandi pur essendo piccoli, operando di fatto un salto di paradigma e cambiando pelle, attraverso scelte difficili, radicali e sofferte. Siamo partiti dal profondo e delicato processo di costruzione di una forte identità aziendale, che prescindesse totalmente dalla carta d’identità di chi vi avesse investito il proprio capitale. Abbiamo scelto, attraverso un referendum interno, di chiamarci PROGETTO ED.

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Verso un oceano blu.

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Abbiamo immaginato e condiviso una Vision da inseguire. Abbiamo dichiarato una Mission cui ispirarci ogni giorno. Abbiamo scelto tutti insieme quattro Valori aziendali come faro del nostro viaggio. Abbiamo organizzato e vissuto tanti momenti interni di dialogo e confronto, da semplici riunioni fino a meeting aziendali in weekend lontani da tutto e da tutti, perchè ciascuna persona dell’azienda potesse sapere, capire, dire la sua, e decidere così se e come dare il proprio contributo alla causa. Il nostro processo di cambiamento ci ha portato pian piano a scoprire un modello d’impresa di fatto non ancora codificato: la Piccola Grande Impresa. La PGI è per noi quella realtà che non subisce il complesso psicologico della grande azienda, della multinazionale blasonata; pur mantenendo il necessario pragmatismo, non si lascia imprigionare e condizionare dai vincoli inevitabili del contesto più ridotto, ma è così forte, ambiziosa e coraggiosa da far nascere e alimentare sogni e passioni in donne e uomini, affinchè questi scelgano poi di liberarsi tutti insieme in un unico, audace slancio verso un futuro più grande del presente. La PGI è un mondo che vive e lavora ogni giorno con la forza delle proprie idee, con l’entusiasmo dei propri progetti, con la consapevolezza che il know-how tecnico e tecnologico non può prescindere da un know-how umano: noi siamo convinti che il vero successo di un’impresa parta anzitutto dall’innovazione della mente e dell’anima delle persone che abbiano scelto di farne parte. Persone, però, che siano di Valore: questa è una lezione che abbiamo imparato velocemente e sulla nostra pelle. Oggi chi vive e lavora in PROGETTO ED è molto più esigente di prima, tanto nella scelta delle persone quanto nell’analisi e nella valutazione del loro contributo professionale e umano. Siamo cresciuti gradualmente passando dal più istintivo e fiducioso se vuoi, puoi al più realistico e pragmatico se puoi e vuoi, allora puoi: perchè non è pensabile aspirare all’eccellenza d’impresa senza persone realmente eccellenti. Questo ha, di fatto, comportato una severa selezione interna all’azienda ancor prima che esterna, fatta di forti decisioni e scelte meritocratiche, molte volte difficili perchè apparentemente impopolari; unitamente ad un approccio esterno orientato sempre di più al dialogo intenso e ispiratore con il mondo della Ricerca e dell’Università. Abbiamo investito e continuiamo a impegnare risorse in borse di studio, progetti d’innovazione e tesi universitarie, per scoprire, accogliere e formare persone ad alto potenziale che abbiano in sè la naturale e potente linfa del futuro.

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Persone che si possano allineare intorno a una Vision e una Mission condivise, e non perchè le leggono ogni giorno sulle pareti dei loro uffici ma perchè ne comprendono via via il senso intimo e profondo e decidono di accettarne la sfida con grinta ed entusiasmo. Questo settore ha tanto know-how tecnico e tecnologico; è molto maturo dal punto di vista della qualità dei prodotti e dei processi. Eppure quando arrivi in fondo alla filiera, là dove ti aspetta l’utente finale, pronto con tutte le sue esigenze e tutte le sue domande, tanto valore si disperde, si dissolve, svanisce in dinamiche di vendita più vicine a delle commodity che non a prodotti ormai normati e regolamentati, dall’alto contenuto estetico e prestazionale, destinati a integrarsi sinergicamente in un involucro edilizio progettato e realizzato con criteri costruttivi sempre più esigenti e stringenti. Oggi tutto è cambiato e i bisogni sono ormai completamente diversi da un passato neanche tanto lontano. La grande sfida è, secondo noi, riuscire a essere efficacemente a fianco dell’attore più importante della filiera: l’utente finale. Diventare, cioè, interpreti e consulenti attenti e aggiornati, capaci di far percepire e vivere appieno, a chi poi deve realmente utilizzare i prodotti, il grande valore che tutta la nostra filiera è effettivamente in grado di creare e sprigionare. Il prossimo futuro sarà perciò, per PROGETTO ED, il tempo della delicata trasformazione di una forte identità aziendale in una altrettanto forte identità di marca. E crediamo che sarà sempre più il tempo di coltivare e sviluppare Intellectual Capital, per costruire mappe del futuro attraverso la creazione e la diffusione di Knowledge, inteso come sintesi sinergica di conoscenze tecniche, manageriali e emotive. Knowledge che viene codificato e continuamente alimentato all’interno delle mura aziendali, attraverso studio, formazione e aggiornamento; per essere poi trasmesso all’esterno grazie alla passione, alla competenza e all’esperienza di giovani di talento; affinchè le persone stesse diventino assolute protagoniste di un processo globale e diffuso di Marketing, che si trasformi in differenziazione prima e si affermi in reale vantaggio competitivo poi. Persone di Valore e Knowledge: questi sono gli Intangible Asset su cui vogliamo costruire la nostra Corporate Image. Non inseguiamo velleità di Brand attraverso insegne stradali, gadget, pubblicità su giornali e riviste, sponsorizzazioni sportive, striscioni fuori dai cantieri.

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Noi aspiriamo anzitutto a diventare un Lovemark. Una marca amata dalla gente perchè portata avanti da Persone di Valore: donne e uomini che si appassionano al proprio lavoro, emozionandosi facendolo, e che, giorno dopo giorno, si scoprono sempre più capaci di far appassionare i propri clienti, perchè riescono a emozionarli, facendo vivere loro un’esperienza di Knowledge che trascenda il prodotto e diventi qualcosa senza la quale il prodotto stesso perderebbe valore. Se qualcuno ci chiede cosa facciamo, ci viene spontaneo rispondere che trattiamo porte e finestre. Ma non riusciamo a dire nè che siamo un’azienda di produzione nè che siamo una rivendita. Perchè non ci limitiamo a produrre e non abbiamo scelto semplicemente di distribuire. Noi vogliamo essere solo noi stessi. Cioè PROGETTO ED. È con questa filosofia che sono nati I Prodotti ED: PED Le tue Porte. FED Le tue Finestre. MED Le tue Maniglie. BED Le tue Blindate. SED I tuoi Sistemi oscuranti. Essi sono la sintesi di uno studio e di un’analisi del nostro mercato, unitamente al risultato di esclusivi progetti di Partnership con i nostri fornitori, selezionati con cura e attenzione perchè fondamentali affinchè questa sfida di Corporate Image possa essere veramente vinta. Ed è con questa stessa filosofia che ha preso corpo la posa ED, un servizio d’installazione che vuole essere finalmente professionale, organizzato e coordinato da persone competenti, e realizzato da mani e menti selezionate, capaci e affidabili. I prodotti ED, la posa ED, la gamma degli altri servizi ED, uniti all’orgoglio dei nostri due fiori all’occhiello, la Piccola Falegnameria e l’Atelier del Restauro, cercheranno sempre più, nei prossimi anni, di diventare una Proposta Globale, avvolgente e coinvolgente come un grande e intenso abbraccio. Una Proposta che il cliente possa vivere, sia off-line che on-line, per poi ricordarla e raccontarla come un’unica, perchè forte e diversa, esperienza d’acquisto.

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Verso un oceano blu.

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Noi non siamo ancora nessuno, ma sappiamo cosa vogliamo diventare. Ăˆ per questo che siamo in viaggio. E ogni giorno ripartiamo, diretti verso la nostra Vision. Consapevoli che la strada dall’abbozzo al capolavoro la si fa in ginocchio. E convinti, ora piĂš che mai, che il modo migliore di predire il futuro sia provare ad inventarcelo. Illuminando la strada che ci aspetta davanti con la risorsa piĂš preziosa che abbiamo: il sole dentro.

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IMPRESA INNOVAZIONE MENTE ANIMA PERSONE VOGLIA SOGNO VIAGGIO FUTURO RICERCA SENSO 96


Alla fine un senso c’è.

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Alla fine un senso c’è.

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Da quando abbiamo cominciato quest’avventura, ci è capitato più di una volta di avere un momento di umano sconforto, in cui ci si è chiesti se tutto questo, alla fine, avesse un senso. Un senso che vada al di là del mero spirito di resistenza e di sopravvivenza. Un senso che ti permetta di farcela quando gli altri mollano, che ti faccia accendere quando gli altri si spengono. Un senso che ti dia veramente la forza e la voglia di avere un sogno. Abbiamo cercato di ripercorrere il passato degli uomini, alla ricerca di una traccia, di un qualcosa che interpretasse appieno l’intimo sentimento che, ogni giorno, accompagna quest’impresa nel viaggio verso il suo futuro. Abbiamo cercato di attraversare i secoli tra arte, letteratura e filosofia. Quasi a ricercare una conferma morale, quasi a desiderare un conforto spirituale. Non è stato facile, ma alla fine abbiamo trovato quello che cercavamo: il pensiero di un giovane che, più di cinquecento anni fa, visse trentun anni, liberando la propria mente e la propria anima.

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Alla fine un senso c’è.

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TU PUOI DECIDERE IL TUO DESTINO, SECONDO LA TUA VOLONTÀ. TU PUOI DEGENERARE NELLE COSE INFERIORI, CHE SONO I BRUTI. TU PUOI RIGENERARTI NELLE COSE SUPERIORI, CHE SONO GLI ANGELI. TU SEI LA PIÙ DIGNITOSA FRA TUTTE LE CREATURE, ANCHE PIÙ DEGLI ANGELI, PERCHÈ PUOI SCEGLIERE CHE CREATURA ESSERE. Liberamente tratto da

ORATIO DE HOMINIS DIGNITATE Giovanni Pico della Mirandola (1463 –1494)

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Sei un arcobaleno. Hai la forza di sovrastare il mondo, quando sul mondo piove. Energia infinita. E allora sorridi.

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Voglia di futuro  

L'Opera

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