Issuu on Google+

Consiglieri Comunali:

Iacopino Fabio Napoli Stefania Savaglio Maurizio Ficara Paolo Vogogna, 22 settembre 2009

Al Consiglio Comunale Ai vogognesi.

CONSIGLIO COMUNALE DEL 22 SETTEMBRE 2009 OdG numero 6 – dichiarazione da inserire nel Verbale di deliberazione del presente OdG Da circa 15­20 anni si sente parlare di riforme. “Occorrono le riforme”, “faremo le riforme” sono state i cavalli di  battaglia   di   ogni   coalizione   che   si   apprestava   a   governare   il   nostro   paese.   “Saranno   riforme   condivise   con  l’Opposizione” è stato invece il ritornello di ogni governo non appena eletto. “Le faremo lo stesso, perché abbiamo i  numeri per farlo” sono state le frasi, invece, sentite dopo le prime schermaglie tra maggioranza e opposizione di turno  che, praticamente, alla fine dei fatti non condivideva mai… E talvolta, il governo successivo, effettuava una “controriforma” per annullare quanto fatto da quello precedente. Insomma, al di là di ogni colore e valutazione politica, al di là di ogni riforma o controriforma, innovazione o ritorno al  passato, vi è sempre stato e vi è tutt’ora un unico denominatore comune: l’urgenza di riformare.  Ma perché da così tanto tempo si parla di riforme ed ora diventano urgenti? Perché  occorre  necessariamente  trovare  le risorse per continuare  a garantire  i  servizi. Purtroppo, però,  “trovare  le  risorse” oggi significa una cosa sola: tagliare le spese! Certo, perché per trovare le risorse ci potrebbero essere anche  altre soluzioni, tipo gli investimenti, ma oggi in Italia non investe (quasi) più nessuno.  Il Governo Berlusconi, che ha ottenuto un consenso record ed ha pertanto è formato da una coalizione forte legittimata  dalla volontà degli Italiani (con largo consenso, appunto), ora attua conseguentemente la riforma della scuola. Ed è una riforma che, proprio in nome dell’unica strada percorribile, ovvero il taglio della spesa, crea malcontento.  Una riforma che può anche non essere condivisa e può non piacere – lo comprendiamo benissimo – e ciò è implicito  nella natura di ogni cosa che, ad un certo punto, cambia improvvisamente le abitudini nelle persone. Sono cambiamenti,  e come tutti i cambiamenti, diventa spesso difficile “digerirli” subito. Ma deve essere, a questo punto, accettata, per i motivi che avanti esplicheremo. E anche perché non è per forza detto  che essa sia un punto di arrivo: può essere un punto di partenza sul quale, negli anni futuri, insistere e lavorare. Quindi  può essere perfezionabile. Su questo occorre semmai lavorare, sul perfezionamento, non sull’affossamento. Piaccia non piaccia,  siamo arrivati­ nostro malgrado ­   a questo punto: ed ora che la scuola è iniziata, tanto vale  adoperarsi per migliorare piuttosto che per “combattere”. Certo, è grave che i tagli vengano fatti alla scuola, all’istruzione, a quella che è la base della nostra società, il futuro  della nostra società, però quali altre alternative rimangono?  Continuare a dire alla gente,”fermi tutti, ci pensiamo noi, lotteremo perché tutto deve tornare come prima?”. “Non  toccate la scuola, non toccate le pensioni, non toccate nulla”. Certo, è possibile sostenere queste linee teoriche, ma  bisogna tener sempre presente dove si va a parare… Non serve demagogia: oggi urgono azioni concrete. Occorrerebbe anche spiegare alla gente, a coloro che già non lo  avessero compreso da soli, che siamo alla frutta: la riforma non è figlia esclusiva di vedute di parte del governo di  turno, è figlia di una situazione seria, forse grave che, ripetiamo, obbliga chi la gestisce a cercare nuove risorse e, allo  stato attuale delle cose, ciò può avvenire esclusivamente attraverso un taglio dei costi! Desideriamo questa sera effettuare una concreta e semplice lettura dei fatti, derivante da quello che possiamo osservare  e vivere direttamente nel nostro quotidiano.  Giustamente, chi lavora e paga le tasse, pretende per contro anche un certo livello di servizio. Che però non si può più  garantire perché non ci sono i soldi!  Se stasera vogliamo fare un atto concreto, visto che i bilanci – a vostro dire – sono sani, il Comune di Vogogna deliberi  di farsi carico di tutte le somme necessarie a sostenere ed a mantenere la scuola di Vogogna secondo gli standard  antecedenti la riforma! In questo troverete l’appoggio della Opposizione! Non lo troverete, invece, in prese di posizione che portano a dibattiti  da salotto politico: questi, in tutta onestà, non ci interessano e non ci competono.

e­mail: miglioriamo.vogogna@libero.it  sito: http://blog.libero.it/informavogogna  


Consiglieri Comunali:

Iacopino Fabio Napoli Stefania Savaglio Maurizio Ficara Paolo Non “investiamo” il Consiglio Comunale di competenze che non ha e che non deve avere.  Se il Sindaco intende lottare politicamente contro questa riforma, dall’alto della sua carica di Presidente dell’Uncem e  di esponente politico di un certo livello e per appartenenza ad un partito contrapposto al Governo, è libero di farlo ed  assolutamente legittimato dalle proprie cariche. Anzi, è doveroso che lo faccia, e poi, se lo ritiene, ci informi e ne  saremo lieti! Dalla bozza  dell’OdG proposto, poi, leggiamo che  il sostegno alla Scuola deve essere “amministrativo prima che   politico” giusto? Non comprendiamo allora perché la conclusione dell’Ordine  del Giorno da voi proposto arriva a  ribadire che “la Lista Civica per Vogogna si opporrà a qualsiasi sede a qualsiasi atto o fatto giuridico che possa essere   pregiudizievole   all’erogazione   di   un   servizio   dotato   delle   caratteristiche   di   efficacia   ed   efficienza   unitamente   all’uguaglianza di trattamento di tutti i cittadini”. Cosa ha di amministrativo questa presa di posizione? Per noi ha un  sapore ed un senso esclusivamente politico. Quindi, prendiamo questa sera decisioni “amministrative” e non “politiche”, ben tenendo presente che, per ogni risorsa  in più riapplicata alla scuola, ce ne saranno altre in meno per gli altri servizi. Non ci sono bacchette magiche: scuola, sanità, previdenza, servizi alla persona, lo stato sociale costa, e costa anche  molto, e da una parte o dall’altra purtroppo, prima o poi, i tagli continueranno comunque ad arrivare. Questo significa  dunque intraprendere una lotta continua per garantire una “erogazione di un servizio dotato delle  caratteristiche di efficacia ed efficienza unitamente all’uguaglianza di trattamento di tutti i cittadini”, come voi oggi  sostenete, anche per la sanità, pensioni, e tutto il resto?  Badate   bene   che   non   intendiamo   questa   sera   sostenere   il   Governo   Berlusconi,   a   scanso   di   ogni   possibile  strumentalizzazione,   e   nemmeno   contrastare   politicamente   la   maggioranza:   riteniamo   di   porre   una   osservazione  realistica nella logica di quanto sta accadendo nel mondo ed in Italia in particolare. Ovvero la necessità di  tagliare le  spese perché è finito il tempo delle vacche grasse! Riteniamo  altresì finita, dovrebbe esserlo già da tempo, l’epoca dell’indignazione fine a se stessa: oggi occorre un  cambiamento   che   sia   prima   di   tutto   educativo   e   di   mentalità   e   che   impegna,   chi   occupa   posizioni   politiche   ed  amministrative, a far arrivare il messaggio più giusto e lavorare affinché il futuro sia positivo. Vogogna, l’Ossola (per non dire dell’Italia, rimaniamo in ambiti più ristretti) vede oggi realtà economiche che stanno  chiudendo, persone che stanno perdendo il proprio lavoro o rischiano di perderlo, aziende che non chiudono ma si  arrabattano su come fare per stare in piedi (quasi tutte tagliando soprattutto le spese, non certo investendo…).  A chi chiediamo allora, oggi, di mantenere inalterate le risorse per la scuola? A chi chiederemo di mantenere inalterate  le risorse per altri servizi in cui, prima o poi, arriveranno altri tagli? Soffermiamoci anche su altre valutazioni, e forse comprenderemmo che la pluriclasse è il male minore: pensiamo alle  realtà più piccole di Vogogna, guardando solo l’aspetto dell’istruzione, è meglio avere una pluriclasse oppure una classe  con un numero ridottissimo di studenti? Ed è così grave la differenza da 13 a 17 il numero di studenti per pluriclasse? Valutiamo anche le abitudini: chi per lavoro o altre esigenze, non porta i figli a scuola nel proprio paese, e contribuisce  pertanto a far mancare il numero necessario, dovrebbe cambiare le proprie abitudini? E chi gliele fa cambiare? Secondo noi il messaggio che deve arrivare, alla fine, è sostanzialmente questo “Cari vogognesi, soldi non c’è ne sono  più, questa riforma è figlia della necessità. I tagli arrivano, non da oggi, dappertutto, dalla scuola alla sanità. Forse la  pluriclasse è il male minore?  Riflettete, mantenendo inalterata la scuola (cosa che, nessuno di noi oggi è in grado di  garantire) non potremo però escludere con certezza tagli in altri settori. E cosa faremo poi se avremo ulteriori tagli alla  sanità o alle pensioni?”. Lottare contro tutto, opporsi a tutto, alla fine cosa comporterà? Arriveremo al punto che non ci saranno più soldi per  pagare gli stipendi dei docenti? O dei medici, infermieri, ecc..? La “lotta”, a nostro avviso, su questi argomenti è persa in partenza: anche ipotizzando di vincere questa battaglia,  proprio – ripetiamo – a causa delle necessità da cui scaturisce la riforma,  sarebbe una sconfitta su di un altro fronte da  cui verrebbero tolte risorse che con essa di pensava di recuperare. Per noi il messaggio positivo di questa sera, può essere solo uno: o l’Amministrazione si impegna a garantire le risorse  mancanti, con un gesto concreto, oppure indirizziamo  le energie per pianificare,  per quanto di competenza nostra,  iniziative valide per aiutare il territorio di cui siamo competenti. Tant’è che dietro ad una posizione di “opposizione in qualsiasi sede a qualsiasi atto o fatto giuridico”, ci sta la volontà  di adire a percorsi legali o a stanziamento di ulteriori risorse che, alla fine, sarebbe meglio risparmiare per impiegare in  maniera più positiva. Un impegno costruttivo e non dispendioso, a nostro avviso, è la migliore garanzia al futuro dei nostri giovani: perché  badate  bene,  mentre  oggi   “lottiamo”  per  la  scuola   tanti   giovani,  un  po’  più  “grandicelli”,   rischiano   di  perdere  la 

e­mail: miglioriamo.vogogna@libero.it  sito: http://blog.libero.it/informavogogna  


Consiglieri Comunali:

Iacopino Fabio Napoli Stefania Savaglio Maurizio Ficara Paolo battaglia del lavoro. 

      Fabio Iacopino                             Maurizio Savaglio                                Paolo Ficara __________________                   ___________________                      __________________      

e­mail: miglioriamo.vogogna@libero.it  sito: http://blog.libero.it/informavogogna  


Riforma Scuola