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PROGETTO INFORMAZIONE

Mensile 3 anno XII del 20 di ce mb r e 2 011 Reg . Tribunale di Trieste n. 994 del 15.12.98 Direttore Responsabile Dennis Visioli Spedizione in A.P. D.L.353/2003 (conv. in L.2772704 n.46) art.1, comma 2 DCB - stampato in proprio Trieste

Giornale fondato nel 1895. Organo della Federazione di Trieste del Partito della Rifondazione Comunista. Stampa a cura del gruppo consiliare regionale PRC

La crisi non è un temporale estivo che bagna tutti indistintamente e poi passa. La crisi è un modo di governare. Abbiamo imparato a nostre spese il vero significato di ristrutturazione o di delocalizzazione. Nessun lavoratore dell’Alcatel crede che dopo la delocalizzazione in Romania per lui tutto continuerà come prima. Nessun operaio della Fincantieri di Monfalcone o impiegato al Palazzo Marineria si illude che dopo la ristrutturazione … tutto continuerà come prima. Questa è la crisi. Quello che oggi i giornali e le televisioni annunciano delle manovre del Governo dei banchieri durerà come

notizia solo un paio di giorni ma peggiorerà per i prossimi anni la vita di milioni di lavoratori. Non pagare la crisi significa rifiutare gli stacchi dei servizi per morosità, significa contrastare gli esuberi e i licenziamenti, significa impedire che vengano fatte scelte che penalizzeranno il nostro territorio, come la scelta di declassare il porto internazionale di Trieste a porto regionale. Non pagare la crisi significa tutte queste cose assieme, in un lavorio continuo di lotte e rivendicazioni che ostacolino concretamente il Governo dei banchieri.

Scadenze e breve rassegna stampa su porti di Trieste e Monfalcone

Il giorno 19 dicembre si terrà a Monfalcone un consiglio comunale straordinario dedicato alla cantieristica. Interverrà l'amministratore delegato Fincantieri, sig. Bono. Siamo tutti consapevoli del ruolo che questo stabilimento ricopre nel nostro territorio e, specialmente in un momento storico come questo, riteniamo corretto porre particolare attenzione a questa realtà. Ciononostante nutriamo alcune perplessità sull'opportunità e metodo con cui si vuole affrontare questo delicato argomento.

piattaforma logistica TRIESTE 10 dicembre 2011 : Il finanziamento di 32 milioni - ha affermato il ministro delle infrastrutture Passera verrà approvato dal CIPE entro Natale da AFFARI e FINANZA di Repubblica del 12 dicembre 2011 : Ci sono progetti avanzati, come la Brebemi e le altre opere lombarde, o come l'ampliamento del porto di Monfalcone, e tanti altri i cui piani finanziari sono stati eleborati e approvati quando il contesto era diverso, quando le banche avevano soldi da investire e il costo del denaro era di 4 o 5 punti più basso.Ai tassi di interesse attuali nessuno di quei piani finanziari è più sostenibile. RINVIO del bando per la piattaforma logistica. 14 dicembre 2011: la Autorità Portuale di Trieste ha per la terza volta in quattro mesi rinviato la scadenza del bando relativo alla piattaforma logistica spostando la scadenza dal 30 dicembre di quest'anno al 29 febbraio 2012.

Nel febbraio 2010 si tenne un'iniziativa analoga nella quale, per lo meno, l'amministatore Bono venne ospitato in un consiglio comunale congiunto tra Monfalcone, Ronchi e Staranzano. In quella occasione venne perseguita un'unità del territorio nel rapporto con l'azienda. Riteniamo che il comune di Monfalcone debba confermare il proprio ruolo nell'ambito del coordinamento nazionale delle città sede di cantiere. Il nostro comune, infatti, svolse una importante funzione di stimolo alla costituzione di detto coordinamento finalizzato a rafforzare la voce degli enti locali nell'ambito di un confronto molto delicato con governo e Fincantieri. Nell'ambito di un confronto simile sarebbe impensabile rinuciare a coordinare la posizione degli enti locali. (Continua a pagina 2)


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Al contrario, ci sembra che qualora Fincantieri si confrontasse con le singole e isolate realtà locali, si finirebbe per cadere nuovamente nella logica dello "spezzatino" e della trattativa frammentata giocata mettendo i territori e i lavoratori gli uni contro gli altri. In aprile 2011 venne illustrato un piano industriale che prevedeva il taglio di numerosi posti di lavoro, la riduzione degli investimenti e l'aumento di delocalizzazioni e precariato. Quel piano venne contestato dai lavoratori fino a raggiungerne il ritiro. Oggi, però, quel piano viene ancora perseguito dall'azienda con metodo e determinazione. Riteniamo per questo prioritario il raggiungimento di un patto di solidarietà tra i territori che esiga dall'azienda e dal governo degli investimenti in ricerca e sviluppo, l'apertura di nuovi mercati attrverso nuovi prodotti, il rinnovamento della flotta mercantile e traghetti. Vane sono altrimenti le garanzie date separatamente a questo o a quel territorio perché il futuro di ogni cantiere, compreso quello di Monfalcone, dipende dalla salute di tutto il gruppo Fincantieri. Emiliano Zotti segretario circolo Rifondazione Comunista-FdS Monfalcone-Staranzano

SUL BLOG DOCUMENTI E VOLANTINI RELATIVI A FINCANTIERI :

Nel marzo di quest’anno Acegas dichiarava di raddoppiare il dividendo tra i suoi azionisti, pari a quasi 10 milioni di euro che solo in parte andrà a coprire il debito. Il Sindaco Roberto Cosolini si è pubblicamente impegnato a dare corso alla richiesta del movimento noto come occupytrieste, sulla base delle motivazioni descritte nella presente mozione, di perseguire l'obbiettivo di una moratoria in merito Precisato quanto sopra si propone il Blocco e la moratoria degli stacchi fino a primavera inoltrata per le utenze domestiche, pubblici esercenti e artigiani. Le Organizzazioni sindacali hanno denunciato pubblicamente la perdita di occupazione lavorativa quantificandola in decine di migliaia di mancate occupazioni in Provincia conseguenti alla situazione di crisi. Questo provvedimento ha lo scopo di evitare e/o limitare i forti disagi e le possibili “ disgrazie “ che hanno funestano, negli scorsi inverni, anche la nostra città. Inoltre con la moratoria si sostengono tutte quelle attività economiche “minori” ma non meno importanti nel tessuto produttivo cittadino.Si impegna il Sindaco e la giunta nei prossimi mesi e prima dello scadere del blocco a : raggiungere un accordo con l'azienda per rivedere le modalità e stabilire le procedure di verifica da eseguire prima di arrivare all’interruzione del servizio da parte di Acegas-Aps. verificare tecnicamente la possibilità di ridurre la fornitura al minimo necessario, grazie ai nuovi contatori installati, escludendo quindi l’attivazione degli stacchi

Pronto ! Rifondazione Comunista ! Mi hanno staccato la corrente elettrica anche se al Sindaco l’Acegas aveva detto che non lo avrebbero fatto !


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il presidente dell'Autorità portuale il comandante del porto un dirigente dei servizi doganali un dirigente del Genio civile il presidente della giunta regionale o un suo delegato il presidente della provincia o un suo delegato il sindaco di Trieste il sindaco di Muggia il presidente della Camera di Commercio un rappresentante delle imprese ferroviarie sei rappresentanti delle categorie armatori industriali imprenditori spedizionieri agenti e raccomandatari marittimi autotrasportatori cinque rappresentanti dei lavoratori delle imprese portuali

rappresentante dei lavoratori A.P.T.

Si stanno riempiendo le caselle del nuovo Comitato Portuale per il periodo 2011 - 2014. Passo dopo passo si sta delineando il profilo di un comitato che gestirà i prossimi anni del porto di Trieste. Si sono concluse le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori di cui diamo conto nello schema. Si erano presentate due liste che vedevano - semplificando da un lato sindacalisti CGIL - CISL - UGL , l’ex presidente della cooperativa Primavera e un altro lavoratore. La seconda lista faceva riferimento alla UIL ed è stata portata alla vittoria da Giampiero Fanigliulo, presente da anni in comitato portuale. Il Piccolo commentando l’esito del voto ha scritto che si è imposta la UIL, che ha portato a casa quattro rappresentanti su sei eletti. Come altre volte, anche a questo voto, seguono una serie di polemiche e di recriminazioni. I commenti dopo le elezioni sono quasi sempre inutili, servono a chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati, non serve a molto. Riportiamo genericamente alcuni commenti : Possiamo partire dagli aventi diritto al voto. Chi sono i lavoratori che hanno partecipato ? Avevano diritto al voto 1347 lavoratori di cui hanno votato circa 580, poco meno della metà. Ma erano tutti lavoratori portuali ? Hanno votato anche lavoratori

2008 - 2011 Claudio Boniciolli Domenico Passero Antonio Di Noto ing. Giorgio Lillini ass. Lodovico Sonego Bassa Poropat Dipiazza Roberto Nesladek sig. Antonio Paoletti Oronzo Cosola

2011 - 2014 Marina Monassi

ass. Riccardi Cosolini Roberto

cap. Maurizio Salce Paolo Batilana sig. Fabio Dominicini sig. Ampelio Zanzoterra dott. Enrico Samer sig. Giovanni Fusco Angelo d'Adamo Rosario Galitelli Giampiero Fanigliulo Dean Novel Giovanni Russo Fabio Vatore

Giampiero Fanigliulo Giovanni Russo Lelio Doria Dean Novel Giulio Germani Fioretti

che svolgono altre funzioni all’interno del porto? Hanno votato anche i dipendenti della vigilanza ? Hanno votato lavoratori di cooperative che svolgono la loro attività prevalente all’esterno del porto ? Per i dipendenti dell’Autorità Portuale c’è un rappresentante riservato in comitato portuale. Siamo certi che hanno avuto diritto di voto tutti gli art. 16 che operano all’interno dello scalo? In una assemblea di lavoratori portuali di questo autunno era stata ribadita da più voci la volontà di mantenere un rapporto stretto con le OO.SS. che operano in porto. La logica conseguenza è stata la composizione di liste che continuano ad avere al loro interno rappresentanti sindacali, come era consuetudine, evitando quindi di fare una lista di soli lavoratori. Il risultato di questa elezione, con la competizione tra sigle sindacali, potrebbe portare i lavoratori a rivedere la loro posizione ? C’è il pericolo che l’affermazione di una parte sindacale porti a delle contraddizioni serie: il sindacato che si ritrova a mobilitarsi contro decisioni che lui stesso ha contribuito a prendere in comitato portuale ? Quali saranno le conseguenze della mancata presenza della CGIL storicamente da sempre presente in Comitato portuale ?


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SMONTIAMO LA MANOVRA In continuità con le politiche di Berlusconi, la manovra aggiuntiva del Governo MONTI di centro-destra/centro-sinistra ha un impatto pesantissimo su ogni famiglia: nel quadriennio 2011-2014 essa toglierà dalle tasche 6400 euro! Sulle pensioni di anzianità si arriva a più di 42 anni di lavoro obbligatori, con aumenti di un mese all’anno per il futuro: questo significa che un lavoratore nato nel 1952 con 36 anni di contributi PAGATI andrà in pensione 5 anni più tardi.

Le DONNE andranno in pensione di vecchiaia a 62 anni nel 2012 e a 68 nel 2018, e tutto ciò nonostante nel 2009 il saldo tra entrate contributive e prestazioni pensionistiche, al netto delle tasse, sia stato attivo per più di 27 miliardi di euro. •

Si TAGLIA sui servizi: penalizzati asili nido, assistenza agli anziani e ai malati, politiche abitative e del lavoro, con 5 miliardi di tagli subito e altri 6,5 nel 2012; viene messo in discussione l’articolo 18, e si discute di come rendere più agevoli i licenziamenti.

La SANITA’ pubblica è già stata massacrata da tagli per 13 miliardi di euro. Si raddoppiano gli estimi catastali e viene reintrodotta l’ICI per colpire i soliti noti: non i proprietari di abitazioni di lusso o i palazzinari, ma innanzitutto le famiglie che fanno fatica per pagarsi il mutuo.

Si ignora la decisione degli italiani che in 27 milioni hanno votato contro le privatizzazioni dell’acqua e dei servizi pubblici locali. Non si discute neanche di patrimoniale e sui capitali scudati viene richiesta un misera sovrattassa del 1,5%; si è rinunciato a prendere da chi ha evaso 15 miliardi di euro: con un 15% di sovrattassa sui capitali scudati si sarebbe raggiunta questa cifra.

Si è rinunciato a prendere 20 miliardi di euro da chi non ha mai fatto sacrifici: con una tassa dell’1% sopra i redditi di un milione di euro si raggiungerebbe questa cifra, colpendo solo il 5% della popolazione, quella più ricca. Monti in Europa si schiera con la Merkel per il rafforzamento delle politiche liberiste, contro la sola vera possibilità di arginare la speculazione, che passa dall’obbligo per la BCE di acquistare direttamente i titoli di stato dei paesi membri come la Federal Riserve negli USA. In Italia non fa nulla, inoltre, per tagliare le spese militari: almeno 15 miliardi di euro verranno buttati per acquistare 130 caccia bombardieri! Monti (e con lui Berlusconi, Fini, Casini e Bersani) si schiera con i ricchi e con le banche, contro il lavoro e contro i servizi sociali, mentre nel paese reale cresce il bisogno di opposizione. 

Lavoratori e pensionati hanno già dato: è ora che paghino i ricchi!


IL LAVORATORE