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Risultati dell’indagine-ricerca “Libertà religiosa e fede al tempo del Covid-19” Fase 1

Gruppo di ricerca Paolo Palumbo, Straordinario di Diritto ecclesiastico e canonico dell’Università Giustino Fortunato di Benevento Raffaele Santoro, Associato di Diritto ecclesiastico e canonico dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” Antonio Foderaro, Straordinario di Diritto canonico della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale - Sez. S. Tommaso d’Aquino di Napoli Edoardo Scognamiglio, Straordinario di Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale - Sez. S. Tommaso d’Aquino di Napoli Elvira Martini, Associato di Sociologia generale dell’Università Giustino Fortunato di Benevento Salvatore Forte, Aggregato di Statistica dell’Università Giustino Fortunato di Benevento


Sono oltre 4000 le persone (per un totale di oltre 7000 risposte) che hanno preso parte all’indagine promossa dall’Università “G. Fortunato” in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e con il Dipartimento di Diritto canonico della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Sez. San Tommaso d’Aquino sul tema “Libertà religiosa e fede al tempo del Covid-19”. L’obiettivo della ricerca è stato quello di analizzare la reazione del fedele/cittadino nei confronti della ‘nuova’ esperienza di fede, vissuta durante la cd. fase 1 dell’emergenza sanitaria da Covid-19, con particolare riferimento alle restrizioni del diritto di libertà religiosa e alle celebrazioni della Chiesa cattolica trasmesse in modalità mediale. La grande partecipazione all’indagine, in assoluto la prima che indaga sulle questioni sociogiuridiche legate al fenomeno religioso, è anzitutto il segno inequivocabile dell’esigenza di coinvolgimento, espressa dal Popolo di Dio, nel dibattito pubblico e rappresenta l’opportunità per una riflessione scientifica sulle conseguenze del mutato “vivere” l’esperienza confessionale cattolica e sui rischi di condizionamento del diritto di libertà religiosa e di compromissione della sana collaborazione tra lo Stato e la Chiesa cattolica. I 15 quesiti hanno spaziato lungo tre filoni di indagine principale: quello della relazione tra Stato e Chiesa, quello sacramentale e quello del rischio della “viralizzazione” (così l’ha definita papa Francesco) dell’esperienza di fede con il moltiplicarsi di celebrazioni e attività religione trasmesse online. Il totale degli intervistati (4.032) è formato per circa il 70% da donne. Lo status maggiormente rappresentato è quello di “coniugato con figli” (54,44%), immediatamente seguito da “laico non coniugato” (25,89%); più del 50% degli intervistati ha un impegno pastorale diretto, rientra nella fascia d’età 51-70 anni e oltre e ha un titolo di studio che varia tra la laurea o una specializzazione post laurea. Il 70% circa dei partecipanti si dichiara cattolico assiduamente praticante. I primi commenti sui risultati dell’indagine, in attesa di una futura e più ampia riflessione scientifica sui dati, fanno emergere un interessante spaccato in merito alla valutazione fatta sui provvedimenti che hanno limitato la partecipazione alla vita di fede. Nella maggioranza dei casi i provvedimenti sono stati avvertiti come espressione di una giusta collaborazione tra Stato e Chiesa cattolica (33,06%), una necessaria e opportuna misura che il Governo doveva adottare (25,83%) ovvero una giusta e condivisibile limitazione dei diritti confessionali perché ispirata a responsabilità personale e sociale (19,65%). Delle conseguenze dei provvedimenti adottati dal Governo quello che meno è stato condiviso dagli intervistati si riferisce al divieto di partecipazione ai funerali (49,34%), seguito, seppur con ampio margine di differenza, dall’intervento, in alcuni casi, della forza pubblica nei luoghi di culto (11,82%).

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La privazione della vita di fede maggiormente sofferta dagli intervistati è stata quella di non poter ricevere la S. Comunione (32,38%), seguita dal pensiero di non poter ricevere un degno funerale in caso di morte (29,16%) e dal non poter partecipare alla S. Messa in parrocchia (20,02%). Evidente confusione si registra in tema di accesso ai luoghi di culto - per la preghiera personale - durante la Fase 1. Se è vero che il 37,5% lo ritiene giustamente consentito, purché si assicuri la distanza non inferiore a un metro e raggiungendo il luogo di culto più vicino a casa, ben il 33,73% lo riteneva sempre vietato o consentito ma solo in occasione degli spostamenti comunque permessi, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità (27,23%). Durante la Fase 1 il 65,20% del campione non si è mai recato in una chiesa per la preghiera personale. Di conseguenza, non potendosi partecipare alle funzioni religiose in parrocchia, il 48,24% dei partecipanti all’indagine ha dichiarato di aver seguito le funzioni religiose in TV o sui canali social o di aver incrementato la preghiera personale e familiare (31,70%). Rispetto al periodo precedente all’emergenza sanitaria in corso, la vita spirituale è molto aumentata per il 24,08% degli intervistati o poco aumentata per il 19,17% (coloro che hanno avvertito una diminuzione si attestano al 7,61%). Rispetto alla percezione del periodo emergenziale, il 53,55% del campione ritiene che in questa prova Dio abbia voluto farci riscoprire la bellezza delle cose e dei valori essenziali e che solo Dio possa salvarci in questi momenti di crisi (31,82%). Varie, poi, le risposte alla domanda: “Penso che in questo periodo la Chiesa e i sacerdoti debbano…”: per il 27,17% è stato positivo che il clero si sia dedicato ad animare i mezzi di comunicazione con funzioni religiose mentre il 12,35% avrebbe preferito una maggiore dedizione a opere di solidarietà e carità con donazioni, un impegno concreto a trovare soluzioni per riprendere le funzioni religiose in parrocchia con la presenza del popolo (14,70%) e una maggiore vicinanza ai parrocchiani chiusi in casa o ricoverati in ospedale (17,08%) o ai marginalizzati e ai poveri (15,19%). Positivo il giudizio sulla la tecnologia per favorire la partecipazione alle funzioni religiose (Abbastanza - 30,75% - Molto - 30,21% - Moltissimo - 26,22%). Viene considerato un fatto positivo che nella Fase 1 si siano moltiplicate le funzioni/attività religiose trasmesse dalla TV o sui social che comunque favoriscono la comunione tra i fedeli e il sentirsi “Chiesa” (69,35%) e solo l’11,71% ritiene che in questo modo si rischi di perdere il senso comunitario e la concretezza delle celebrazioni religiose. Tra gli strumenti utilizzati per partecipare a funzioni religiose: TV (47,28%), Facebook (26,96%) e You Tube (11,12%). Non sono mancati però alcuni “difetti” delle celebrazioni online riscontrati dai fedeli e, in particolare, un senso di disagio e distacco rispetto alla celebrazione (14,69%) e soprattutto la difficoltà a partecipare con il coinvolgimento del corpo (in piedi/seduti) (21,59%). Infine, conclusa l’emergenza sanitaria in corso, le percezioni degli intervistati relativamente alle future modalità di partecipazione alle funzioni religiose sono le seguenti: il 74,21% si augura che tutto torni come prima ritrovandosi una familiarità diretta e comunitaria con il Signore; per il 3


19,35% si dovrebbero continuare a utilizzare anche i social per la trasmissione delle funzioni religiose, casomai disciplinando meglio il fenomeno delle celebrazioni in Tv e sulle piattaforme digitali (5,73%). Questa esperienza, in conclusione, servirà a rafforzare la fede di ognuno (34,62%) così che molti, che prima non frequentavano le comunità parrocchiali, sentiranno il bisogno di partecipare alle attività e alle funzioni comunitarie della parrocchia (25,27%) ma anche a rafforzare l’alleanza tra Stato e Chiesa cattolica nel perseguimento di finalità di interesse sociale (12,35%). Individuano, invece, profili problematici coloro che ritengono che molti, pur conservando la fede, la vivranno da adesso in poi in modo personale e intimo non sentendo più il bisogno di avvicinarsi ai sacramenti o di partecipare in modo comunitario alle funzioni (14,71%). Solo per una piccolissima percentuale le soluzioni adottate nella Fase 1 potranno a una “perdita” della fede (2,83%) rendendola di fatto solo un’esperienza “virtuale” (1,98%). Paolo Palumbo, Raffaele Santoro, Antonio Foderaro, Edoardo Scognamiglio, Elvira Martini, Salvatore Forte Per informazioni: p.palumbo@unifortunato.eu 11 maggio 2020

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1. I provvedimenti adottati dal Governo che hanno limitato la partecipazione alla vita di fede, li avverto come: Una violazione al mio diritto di libertĂ religiosa Espressione di una giusta collaborazione tra Stato e Chiesa cattolica Una necessaria e opportuna misura che il Governo doveva adottare Una giusta e condivisibile limitazione dei miei diritti confessionali perchĂŠ ispirata a responsabilitĂ  personale e sociale Un abuso da parte del governo Una riduzione dei livelli di autonomia nelle scelte da parte della Chiesa cattolica Una responsabilitĂ  dei Vescovi e dei sacerdoti che non hanno saputo far prevalere le ragioni del mondo cattolico Altro Totale complessivo

N. 497

% 8,04%

2.043

33,06%

1.596

25,83%

1.214 149

19,65% 2,41%

260

4,21%

353 67 6.179

5,71% 1,08% 100,00%

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2. Delle conseguenze dei provvedimenti adottati dal Governo quello che meno condivido è Non aver potuto partecipare alla celebrazione della Domenica di Pasqua in parrocchia Che non si siano tenuti riti/cerimonie/processioni tradizionali del Venerdì Santo/Triduo pasquale nella mia città/nel mio paese Sapere che i defunti non hanno ricevuto un degno commiato, con un funerale Non poter raggiungere la parrocchia che frequento solitamente per una breve preghiera personale in quanto molto distante da casa mia Non aver ricevuto una visita/telefonata da parte del mio parroco (o da un religioso/diacono) Che i leader religiosi non abbiano mai criticato pubblicamente una normativa statale così restrittiva e lesiva dei diritti dei fedeli L’intervento, in alcuni casi, della forza pubblica nei luoghi di culto Altro Totale complessivo

N.

%

701

12,75%

238

4,33%

2.713

49,34%

363

6,60%

355

6,46%

346

6,29%

650 133 5.499

11,82% 2,42% 100,00%

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3. La privazione della vita di fede che mi sta pesando di piÚ è: Non poter ricevere la S. Comunione Non poter partecipare alla S. Messa in parrocchia Non potermi confessare con un sacerdote Non poter partecipare alle attività associative della mia parrocchia Pensare di non poter ricevere i conforti religiosi ed un funerale nel caso in cui io o un mio parente dovessimo morire in questo periodo Altro Totale complessivo

N. 2.148 1.328 700

% 32,38% 20,02% 10,55%

384

5,79%

1.934 139 6.633

29,16% 2,10% 100,00%

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4.L’accesso ai luoghi di culto - per la preghiera personale - in questo periodo, per quanto mi è stato possibile comprendere: É consentito, purché si assicuri la distanza non inferiore a un metro e raggiungendo il luogo di culto più vicino a casa É sempre vietato É consentito ma solo in occasione degli spostamenti comunque permessi, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità É consentito, raggiungendo il luogo di culto che si preferisce Totale complessivo

N.

%

1.512 1.360

37,50% 33,73%

1.098

27,23%

62 4.032

1,54% 100,00%

8


5.In questo periodo mi sono recato in una chiesa per la preghiera personale: Mai PiĂš volte Poche volte Altro Totale complessivo

N. 2.629 802 529 72 4.032

% 65,20% 19,89% 13,12% 1,79% 100,00%

9


6. Non potendo partecipare alle funzioni religiose in parrocchia Ho incrementato la preghiera personale e familiare Seguo le funzioni religiose in TV o sui canali social Mi dedico ad opere di carità Non riesco a vivere la mia fede, sentendomi disorientato Non partecipo a funzioni trasmesse in Tv o sui social perché “non le ritengo valide” Preferisco un dialogo intimo con Dio Altro Totale complessivo

N. 2.158 3.284 386 199

% 31,70% 48,24% 5,67% 2,92%

106 574 101 6.808

1,56% 8,43% 1,48% 100,00%

10


7.Rispetto al periodo precedente all’emergenza sanitaria in corso, la mia vita spirituale: è più o meno come prima è molto aumentata è poco aumentata è diminuita è molto diminuita Totale complessivo

N. 1.918 971 773 307 63 4.032

% 47,57% 24,08% 19,17% 7,61% 1,56% 100,00%

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8.In questo periodo di difficoltà e spaesamento mi è capitato di pensare: Che Dio vuole che riscopriamo la bellezza delle cose e dei valori essenziali Che nei momenti di crisi solo Dio può salvarci Che solo affidandoci alla scienza possiamo avere una speranza di salvarci Altro Che quel che accade è una punizione di Dio Che il male è più forte del bene Totale complessivo

N.

%

2.159 1.283

53,55% 31,82%

297 154 87 52 4.032

7,37% 3,82% 2,16% 1,29% 100,00%

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9. Penso che in questo periodo la Chiesa e i sacerdoti debbano: Continuare a dedicarsi ad animare i mezzi di comunicazione con funzioni religiose Dedicarsi di più ad opere di solidarietà e carità con donazioni Trovare soluzioni perché al più presto si possano riprendere le funzioni religiose in parrocchia con la presenza del popolo Essere più vicini ai parrocchiani chiusi in casa o ricoverati in ospedale Essere vicini ai marginalizzati ed ai poveri Promuovere novene e processioni al fine di invocare la protezione divina e chiedere a Dio di far cessare la pandemia in corso Rimanere in isolamento come tutti gli altri cittadini e pregare per la salvezza di tutti Altro Totale complessivo

N.

%

1.939

27,17%

881

12,35%

1.049

14,70%

1.219 1.084

17,08% 15,19%

310

4,34%

586 68 7.136

8,21% 0,95% 100,00%

13


10.Considero la tecnologia un valido aiuto per partecipare alle funzioni religiose attraverso i canali media, da quelli classici come radio e tv, ai social: Abbastanza Molto Moltissimo Poco Per nulla Totale complessivo

N. 1.240 1.218 1.057 399 118 4.032

% 30,75% 30,21% 26,22% 9,90% 2,93% 100,00%

14


11. Per partecipare a funzioni religiose utilizzo maggiormente: TV Radio Facebook Whatsapp You Tube Piattaforme a distanza (zoom, skype, cisco‌) Twitter Instagram Non partecipo a funzioni trasmesse in queste modalità Altro Totale complessivo

N. 3.069 121 1.750 242 722 257 5 28 240 57 6.491

% 47,28% 1,86% 26,96% 3,73% 11,12% 3,96% 0,08% 0,43% 3,70% 0,88% 100,00%

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12.In questo periodo si sono moltiplicate le funzioni/attività religiose trasmesse dalla TV o sui social. A mio giudizio: E’ un fatto positivo perché favorisce comunque la comunione tra i fedeli ed il sentirci “Chiesa” Si rischia di perdere il senso comunitario e la concretezza delle celebrazioni religiose Finalmente anche la Chiesa ha compreso l’importanza dei mezzi di comunicazione! Altro E’ stato utile per riscoprire la fede Questa non è la Chiesa! Totale complessivo

N.

%

2.796

69,35%

472

11,71%

238 234 153 139 4.032

5,90% 5,80% 3,79% 3,45% 100,00%

16


13. Ho partecipato ad una funzione religiosa trasmessa via social. Ho potuto, però, sperimentare alcune sensazioni: La celebrazione mi è apparsa improvvisata e poco curata La proclamazione della Parola di Dio e delle altre formule è stata troppo rapida L’inquadratura non favoriva la partecipazione, essendo sempre fissa Non sono riuscito a concentrarmi nell’ascolto per problemi audio/video Ho avvertito disagio e distacco rispetto alla celebrazione Ho avuto difficoltà a partecipare con il coinvolgimento del corpo (in piedi/seduti) Non ho verificato difetti Non ho partecipato a funzioni religiose trasmesse sui social Altro Totale complessivo

N. 81

% 1,69%

67

1,39%

160

3,33%

370 706

7,70% 14,69%

1.038 1.612

21,59% 33,53%

464 309 4.807

9,65% 6,43% 100,00%

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14.Conclusa l’emergenza sanitaria in corso spero che, relativamente alle modalità di partecipazione alle funzioni religiose: Torni tutto come prima, ritrovando una familiarità diretta e comunitaria con il Signore Si continuino ad utilizzare anche i social per la trasmissione delle funzioni religiose Si disciplini meglio il fenomeno delle celebrazioni in Tv e sui social Si utilizzino prevalentemente i social per praticare la vita e le esperienze di fede Totale complessivo

N.

%

2.992

74,21%

780

19,35%

231

5,73%

29 4.032

0,72% 100,00%

18


15.Conclusa l’emergenza sanitaria in corso credo che: La fede di ognuno sarà più forte Molti che prima non frequentavano le comunità parrocchiali, sentiranno il bisogno di partecipare alle attività e alle funzioni comunitarie della parrocchia Molti, pur conservando la fede, la vivranno in modo personale ed intimo non sentendo più il bisogno di avvicinarsi ai sacramenti o di partecipare in modo comunitario alle funzioni Si rafforzerà l’alleanza tra Stato e Chiesa cattolica nel perseguimento di finalità di interesse sociale La religione avrà ritrovato la giusta rilevanza nella sfera pubblica Molti avranno perso la fede La fede sarà ormai un’esperienza “virtuale” Totale complessivo

N. 1.396

% 34,62%

1.019

25,27%

593

14,71%

498

12,35%

332 114 80 4.032

8,23% 2,83% 1,98% 100,00%

19


Sesso Femmina Maschio Totale complessivo

N. 2.696 1.336 4.032

% 66,87% 33,13% 100,00%

20


EtĂ Da 19 a 35 anni Da 36 a 50 anni Da 51 a 70 anni Da 7 a 18 anni Oltre i 70 anni Totale complessivo

N. 744 1.022 1.821 150 295 4.032

% 18,45% 25,35% 45,16% 3,72% 7,32% 100,00%

21


Titolo di studio Laurea/dottorato/specializzazione Licenza di scuola elementare Licenza di scuola media Licenza di scuola superiore Altro Totale complessivo

N. 2.183 21 309 1.495 24 4.032

% 54,14% 0,52% 7,66% 37,08% 0,60% 100,00%

22


Condizione occupazionale Disoccupato Lavoratore autonomo Lavoratore dipendente della pubblica amministrazione Lavoratore dipendente di azienda o ente privato Pensionato Studente Altro Totale complessivo

N. 324 540 997 638 749 478 306 4.032

% 8,04% 13,39% 24,73% 15,82% 18,58% 11,86% 7,59% 100,00%

23


Status Sacerdote Diacono Religioso (Vita Consacrata o SocietĂ di Vita Apostolica) Laico non coniugato Coniugato con figli Coniugato senza figli Separato con figli Separato senza figli Divorziato con figli Divorziato senza figli Altro Totale complessivo

N. 81 47 178 1.044 2.195 243 91 13 85 25 30 4.032

% 2,01% 1,17% 4,41% 25,89% 54,44% 6,03% 2,26% 0,32% 2,11% 0,62% 0,74% 100,00%

24


Mi considero un: Cattolico assiduamente praticante Cattolico saltuariamente praticante Cattolico raramente praticante Cattolico non praticante (nell’ultimo anno non ho mai partecipato ad una funzione religiosa in chiesa) Altro Totale complessivo

N. 2.807 718 208

% 69,62% 17,81% 5,16%

105 194 4.032

2,60% 4,81% 100,00%

25


Svolgi un impegno pastorale in parrocchia? SI NO Totale complessivo

N. 1.941 2.091 4.032

% 48,14% 51,86% 100,00%

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Profile for Libertà religiosa e fede al tempo del Covid-19

Risultati dell’indagine-ricerca “Libertà religiosa e fede al tempo del Covid-19” Fase 1 Gruppo  

Sono oltre 4000 le persone (per un totale di oltre 7000 risposte) che hanno preso parte all’indagine promossa dall’Università “G. Fortunato”...

Risultati dell’indagine-ricerca “Libertà religiosa e fede al tempo del Covid-19” Fase 1 Gruppo  

Sono oltre 4000 le persone (per un totale di oltre 7000 risposte) che hanno preso parte all’indagine promossa dall’Università “G. Fortunato”...

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