Page 1

Periodico di informazione e discussione dell’IISS “F.  Ferrara” - Palermo anno 8 n. 3 Marzo 2013

One billion rising pag. 6

Il Ferrara adotta Santa Eulalia pag. 5

. 14 Il torneo di calcetto pag

A Malta per perfezio nare il nostro inglese pag.8


Edi tori ale

La bellezza salverà il mondo Quante volte siamo passati davanti ai quattro canti di Palermo o davanti alla fontana di piazza Pretoria? Quante volte abbiamo attraversato l’asse di via Maqueda, il Cassaro o ci siamo addentrati fra i vicoli del centro storico? Eppure quanti di noi sanno in che epoca siano stati realizzati gli splendidi capolavori che sorgono nel cuore di Palermo e cosa essi abbiano rappresentato per la città? Di certo la maggior parte dei palermitani ignora la storia dei numerosi monumenti cittadini, anche di quelli più celebri, e sottovaluta il fatto che Palermo possieda uno dei centri storici più grandi d’Europa. Anche per questo, forse, il nostro centro storico “sopravvive” in uno stato di abbandono e degrado talmente grave che Palermo ha sì il centro storico più vasto d’Europa ma esso è anche quello peggio conservato. Per invertire la tendenza, per avviare un processo di risanamento e valorizzazione del patrimonio artistico locale, allora, è più che mai necessario conoscere il valore inestimabile dei nostri invidiati tesori, divenire consapevoli che intorno a noi sorgono veri e propri capolavori ricchi di storia attraverso i quali è possibile progettare un cammino di ripresa culturale e soprattutto economica. In una terra soffocata dal malaffare, abbrutita e impoverita, il recupero del patrimonio culturale ed artistico può diventare il volano di una nuova economia libera. Il turismo culturale è infatti la naturale e fin’ora ignorata vocazione del territorio siciliano: paesaggi, clima, storia e cultura sono la risorse “a costo zero” su cui bisogna puntare e investire per una possibile e sana ripresa economica. In quest’ottica, la scuola può e deve aiutare i giovani a conoscere, valorizzare e sfruttare i

2

Sommario

3 A spasso per il centro 4 Alla scoperta dei nostri tesori

5 Sant’Eulalia 6 One billion rising 7 Shakespeare in Rock 8 Lo Stage a Malta 9 La mafia uccide, il silenzio pure

10 Ferrara news 11 Il giorno della tesori che ci circondano. È con questo intento che il nostro Istituto ha avviato una serie di attività “esplorative”, a cominciare dalle “passeggiate ” per le vie del centro storico, passando attraverso la conoscenza dei mercati storici e anche attraverso l’adozione della chiesa di S. Eulalia; di tutto ciò troverete i resoconti nelle prossime pagine. Educare al rispetto dell’ambiente e del territorio è certamente un compito centrale della scuola, tanto quanto lo è educare al rispetto della persona. La valorizzazione delle differenze di razza, di cultura e di genere è un obiettivo primario dell’istituzione scolastica che va perseguito anche attraverso il confronto e lo studio dei pro-

Mio marito mi amava DA MORIRE

cessi che portano a inaccettabili discriminazioni. Per questa ragione sono opportune tutte le iniziative volte a sensibilizzare i giovani sul grave problema sociale del femminicidio. Con questo intento, quest’anno, la scuola ha avviato un’intensa collaborazione con l’UDI (Unione Donne Italiane) e con l’associazione Le Onde. Già durante il periodo dell’agitazione studentesca, su esplicita richiesta degli alunni, il tema della violenza sulle donne è stato affrontato attraverso un ciclo di seminari e cineforum; più di recente, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, alcune allieve e docenti, dirigente in testa, hanno preso parte al flash mob mondiale One billion rising a cui abbiamo voluto dedicare alcune pagine di questo numero. Convinti che educare al rispetto delle cose e delle persone sia un compito gravoso e un processo lento, auspichiamo che iniziative di tal genere diventino sempre più la caratteristica distintiva della nostra offerta formativa. La Redazione

memoria

12 Urbis et orbis 13 La posta dei lettori 14 Il torneo di calcetto 15 Sportivamente 16 Relax

Il Ferrarino Periodico dell’IISS “F. Ferrara” - Palermo Tel 091332721 Anno 8 n. 3 Marzo 2013

Comitato di redazione: Baiamonte V. 3R, Jerbi S., Schiavo J., Ouerghemi S., 3BP, Paternò R., Scalisi N. 2A, Villari F., Vetro G., 4 M, Randazzo Y., Fiammetta A., Romano S., Candela A., Lo Cricchio G., Anselmo A. 3C,

Hanno collaborato in questo numero: Cippo R. e Peerbogus U.1M Ylenia Calì 4°C,Camarretta I. 3C, Randazzo G. 3AP, Gianfalla V. 5E, Patti F. 5AP

Docenti impegnati nel progetto:

V. Muscato, L. Bonadonna C. Prainito.

Stampa: Inviate i vostri contributi e suggerimenti all’indirizzo mail:

La matita allegra di Claudia Prainito

ilferrarino@libero.it

Tipolitografia Luxograf Via Bartolomeo da Messina, 2

Palermo


A spasso per il centro di Cippo Rosaria e Peerbogus Uzaima 1M Il 16 Gennaio scorso, insieme ai professori Grasso e Calì, per

conoscere meglio la nostra città, abbiamo visitato alcuni famosi monumenti che sorgono nel cuore di Palermo.

I Quattro Canti Il nostro insolito tour ha preso il via dai Quattro Canti (o come pochi sanno Piazza Vigliena). Si tratta di una piazza ottagonale, all'incrocio dei due principali assi viari di Palermo: la via Maqueda (pronuncia Macheda) e il Cassaro, oggi Corso Vittorio Emanuele. La Piazza venne anche chiamata teatro del Sole, perché, durante le ore del giorno, almeno una delle quattro facciate viene illuminata dal sole. Realizzati tra il 1609 e il 1620, i Quattro Canti furono commissionati dal Senato di Palermo. I quattro piani di facciata risultano così decorati: al piano inferiore danno sfoggio di sé quattro fontane che rappresentano i fiumi della città antica (Oreto, Kemonia, Pannaria e Papireto); quindi, un ordine in stile dorico, contenente le allegorie delle quattro stagioni (rappresentate da Eolo, Venere, Cerere e Bacco); l'ordine successivo è in stile ionico e ospita le statue di Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV; infine nell'ordine superiore le quattro sante palermitane: S. Agata, S. Ninfa, S. Oliva e S. Cristina, patrone delle città prima dell'avvento di Santa Rosalia.

Piazza Pretoria Piazza Pretoria è stata la seconda tappa del nostro giro. Essa deve il nome alla grande fontana che sorge al suo centro: la Fontana Pretoria. Fu realizzata da Francesco Camilliani, a partire dal 1554. Circondata da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre, è costituita da tre vasche concentriche da cui prende l'avvio il gioco d'acqua versata da un putto che rappresenta il genio di Palermo. All'interno di questa costruzione architettonica si trovano le statue che raffigurano gli dei dell'Olimpo e i fiumi di Palermo. La parte centrale è circondata dalle raffigurazioni scultoree di varie divinità mitologiche. La nudità ostentata dalle statue suscitò nei palermitani rabbia e sconcerto, per cui essa venne chiamata Piazza della Vergogna. Sul lato sinistro della fontana, sorge il palazzo del Municipio di Palermo. All'interno vi è un ampio atrio, ornato da statue, arredato con eleganti divanetti, da cui si accede al piano nobile, dove abbiamo visitato la stanza del Sindaco, detta anche Sala rossa per il rivestimento della carta da parati; la sala in cui si riuniscono tutti gli assessori per discutere e deliberare sulle questioni riguardanti il territorio e la cittadinanza di Palermo è detta Sala di Garibaldi; vi sono inoltre altre sale e una piccola cappella.

Piazza Bellini e Piazza Bologni A breve distanza, abbiamo raggiunto Piazza Bellini, sulla quale si affacciano lo stesso Municipio, la Chiesa dell'Ammiraglio o della Martorana e la Chiesa del Monastero di Santa Caterina Martire. L’ingresso che dà sulla piazza è sopraelevato, così si accede alla chiesa attraverso una doppia scalinata. Sopra il portale sorge un'edicola con la Santa, sormontata da un piccolo timpano, che fa pensare ai templi greci. Poi, nella parte superiore si ergono delle colonnine "miste", perché rievocano stili architettonici diversi: ionico e dorico. La Chiesa della Martorana è fra le più affascinanti chiese bizantine del Medioevo ed è testimonianza della cultura religiosa e artistica ortodossa presente ancora oggi in Italia. Inoltre al suo interno, è presente un cunicolo settecentesco che passa sotto Piazza Pretoria e che fu costruito per far sí che le monache potessero raggiungere il belvedere di palazzo Bordonaro senza esser viste. Dopo, è stata la volta di Piazza Bologni, considerata una delle più belle piazze di Palermo, fu costruita negli anni 1556 e 1567, al tempo di Carlo D'Aragona. Prese il nome di largo dei Bologna, per la presenza del palazzo, che Aloisio Bologna, barone di Montefranco, aveva fatto costruire nella seconda metà del '500. Al centro della piazza, contornata da alcuni palazzi nobiliari, si trova un monumento risalente al 1631 che raffigura l'imperatore Carlo V mentre giura fedeltà alla Costituzione del Regno di Sicilia.

La Cattedrale Prima dell'arrivo dei Musulmani, sul luogo sorgeva una basilica cristiana, che poi fu trasformata in moschea, quindi, nel 1072, fu restituita dai Normanni al culto cattolico. Nel 1184 fu costruita l'attuale grandiosa Cattedrale, consacrata nel 1185. Nel IV secolo furono elevati i campanili sulle quattro torri, che corrono lungo tutto il fianco destro della costruzione. Successivamente furono aggiunti il portale e la sacrestia. Tra il 1563 e il 1567 fu realizzatoto il Portico Settentrionale, nella via dell'Incoronazione, detta così perché alla fine della cerimonia di incoronazione dentro la Cattedrale, il re si affacciava da una piccola loggia. L’interno del Duomo è una struttura molto semplice. Non presenta nessun tipo di affresco ma semplicemente delle alte colonne che reggono la parte superiore del Duomo. Sul lato destro dell’altare, dentro un' urna d'argento, si conservano le reliquie di Santa Rosalia, in fondo alla Cattedrale, a destra, ci sono le tombe di Federico II, Costanza D'Aragona e dell'imperatrice Costanza d'Altavilla. Sul pavimento della navata centrale è stata realizzata una meridiana in marmo, con tarsie colorate, che rappresentano i segni zodiacali: da un piccolo foro della navata laterale destra, filtra un raggio di sole che, a mezzogiorno, indica il segno zodiacale corrispondente a quel mese. Il ricco altare del Sacramento, nella navata sinistra, è in bronzo con lapislazzuli e marmi policromi. Davanti al Duomo sorge la statua in marmo di Santa Rosalia. Tra il 1655 e il 1673 furono realizzate delle statue che ancora oggi ornano la recinzione. Intorno alla piazza si trovano diversi palazzi nobiliari, come Palazzo la Grua di Carini, Palazzo Filangeri di Cutò, Palazzo Imperatore, Palazzo di Paternò, Asmundo di Sessa. Lasciata la Cattedrale abbiamo attraversato il vecchio mercato del Capo e siamo arrivati a Porta Carini, una delle antiche porte di Palermo. Stanchi per la lunga passeggiata ma contenti per aver ammirato tanti bei monumenti e palazzi del centro storico di Palermo, siamo tornati a scuola tagliando per piazza Verdi e il quartiere dell'Olivella.

3


Alla scoperta dei nostri tesori Lezione d’arte “sul campo” per alcune classi quarte IIl 18 Ottobre 2012 in sole tre ore, si è svolta una interessante visita guidata nel centro storico di Palermo. Ha avuto inizio al mercato della Vucciria, mercato storico che anticamente si chiamava il quartiere della Loggia - in riferimento alle attività di tipo bancario che Pisani, Catalani e Genovesi, che si erano stanziati a Palermo nel XIII secolo, svolgevano nel quartiere. La visita, promossa dai proff. Campanella, Micalizio e Sidoti, ci ha condotto alla scoperta dei luoghi del Genio di Palermo. Il primo genio che abbiamo incontrato è stato quello della piccola piazzetta che si trova davanti al prospetto della chiesa

di Sant'Eulalia dei Catalani, la piazza del Garraffo. Questa scultura, inserita all'interno di una nicchia ricavata nel prospetto di una palazzina, risale al 1486 ed è stata attribuita a Pietro de Bonitade. Presenta una iconografia che si presta a numerose interpretazioni legate alla città di Palermo e al quartiere dove si trova. Un altro "Genio è quello della piazza Rivoluzione. Questo è collocato sopra una specie di piccola montagna come a richiamare il Monte Pellegrino. L'itinerario inoltre ha previsto una visita nei luoghi che anticamente facevano parte del cosiddetto "quartiere ebraico" di Palermo, e una sosta ha meritato anche la via dei Calderai. Qui il Prof Micalizio ci ha spiegato che l'antico fiume che scorreva proprio in corrispondenza della via Calderai e che poi è stato interrato, serviva ai fabbri per raffreddare i manufatti dopo la forgiatura. È incredibile notare che ancora dopo tanti secoli si svolgono attività simili a quelle che si svolgevano anticamente. La visita si è poi conclusa a piazza Pretoria perché all'interno del

Municipio si trova la statua di un altro genio di Palermo, detto 'u nicu, per distinguerlo da quello del Garraffo detto 'u granni. La scoperta dei significati delle statue che decorano la Fontana Pretoria ci ha fatto capire che esiste una relazione con la città (anche se la fontana è stata portata qui da Firenze). Infine abbiamo concluso il tour ai quattro Canti dove la prof.ssa Sidoti e la prof.ssa Campanella ci hanno spiegato che si tratta di un insieme di riferimenti sacri e profani e che coesistono in uno stesso monumento: le forze tutelari della città pagane e quelle cristiane. La posizione della nostra scuola è davvero incredibile, ci permette in poco tempo di visitare luoghi interessantissimi, che caratterizzano le nostra città e la rendono preziosa. Le Classi 4C, 4M e 4I

Il Genio di Palermo di Ylenia Calì 4°C

Il Genio viene rappresentato come un vecchio coronato morso al petto da un serpente. Non sappiamo con esattezza l’identità di quest’uomo, ma molte sono le ipotesi. Per alcuni esso rappresenta il dio Saturno, dio del tempo, che uccide i propri figli per sfamare gli stranieri, poiché è tipico della nostra città ospitare gli stranieri anche a discapito dei suoi cittadini. Per altri il Genio rappresenta un dio generatore, poiché il veleno del serpente veniva utilizzato per la produzione di medicine. Altri ancora ritengono che il nome del Genio non potesse essere rivelato, perché,

4

in caso di un attacco, i nemici avrebbero potuto evocare il suo nome per essere aiutati nella conquista della città. Qualunque sia la sua identità, il Genio rappresenta una figura importante di Palermo. Molti, purtroppo, non ne conoscono neanche l’esistenza così come accade per molte altre meraviglie presenti nella nostra città. È vero Palermo in sé ha molte cose che non vanno, ma siamo per primi noi cittadini a non apprezzarla e quindi a creare negli altri una cattiva opinione. Palermo è meravigliosa. I suoi paesaggi, le sue strutture architettoniche, il profumo del mare che si sente nell’aria, la sua storia lunga e travagliata la rendono

semplicemente fantastica. Se ogni tanto ci fermassimo un secondo, se ci prendessimo del tempo per osservare con maggiore attenzione ogni dettaglio, ogni palazzo, ogni chiesa, ogni fontana, ogni statua, ci renderemmo conto della fortuna che abbiamo a vivere in una città così bella. Una città altruista che non rifiuta nessuno e accoglie gente di ogni etnia fra le sue calorose braccia. Se cominciassimo ad amarla, saremmo i primi a prendercene cura. Nella foto in alto, il genio di Palermo alla Vuccirìa, in basso a piazza Rivoluzione


Palermo tra profumi, colori, suoni e memoria

Il Ferrara adotta Sant’Eulalia

La Chiesa di Sant’Eulalia

Sono 98 le scuole palermitane coinvolte nel progetto “Palermo apre le porte” che da 19 anni consente alle scuole cittadine di ogni ordine e grado di adottare un monumento. Il nostro Istituto, che già in passato ha aderito all’iniziativa adottando - fra gli altri - La Chiesa di S. Francesco Saverio, La Cappella della Soledad e il Teatro Massimo, quest’anno ha scelto la Chiesa di Sant’Eulalia nel cuore della Vuccirìa. L’edizione del 2013, dal titolo "Palermo tra profumi, colori, suoni e memoria", inizierà a fine marzo con la “Festa della Primavera” e si concluderà a fine maggio con la celebrazio-

ne della “Notte bianca delle scuole”. Gli alunni, infatti, da quest’anno non si limiteranno a far conoscere ai visitatori i monumenti adottati ma si esibiranno in danze, spettacoli, sport e musiche per coinvolgere i cittadini e visitatori stranieri nella “riappropriazione degli spazi” attraverso i suoni, i colori e i profumi della città. Gli alunni del Ferrara, seguiti dai professori Colletti e Campanella (referenti del progetto) e dai professori di lingua straniera Castelli L., Palazzo e Ganci, faranno da “cicerone” ai visitatori dall'11 al 14 aprile prossimo dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30. Non mancate!

L’emittente televisiva ANTENNA 1 ha trasmesso un servizio sul monumento adottato dalla nostra scuola con interviste ai nostri alunni e con un’ “anteprima” della danza dell’alunna Roberta Labbro (nella foto) che si esibirà nell’ambito della manifestazione. Potete guardare il video sul gruppo FB Il Ferrarino.

Nella foto sopra, un curioso particolare di una delle colonne di Broccatello di Spagna della Chiesa di Santa Eulalia. Secondo una leggenda popolare si tratta dell’immagine della Santissima Vergine a cui in principio era stata dedicata la Chiesa.

Posta nel mandamento di Castellammare, Sant’Eulalia si trova in via dell’Argenteria, nel contesto dell’antico quartiere del mercato della Vucciria. Fa parte di un complesso di edifici che si estendono fino alla retrostante via della Rosa bianca. Nel 1630 la chiesa venne dedicata a Sant’Eulalia, cui la comunità dei Catalani, presenti nel quartiere già dal XIII secolo, erano devoti. Ha una pianta a croce greca e una facciata tardo cinquecentesca di stile plateresco che presenta alcune interessanti decorazioni come stemmi, fregi e ghirlande che incorniciano i busti di re aragonesi. Alla struttura interna si accede mediante un breve passaggio scoperto. L’interno presenta imponenti colonne marmoree, due delle quali in “Broccatello di Spagna”, appositamente pervenuto dalle cave spagnole per arricchire l’interno della chiesa. Aperta al culto fino al 1968, Sant’Eulalia è proprietà dello Stato spagnolo e, dal 2006, è sede dell’Istituto Cervantes che vi attiva interessanti iniziative culturali. Prof.ssa Paola Campanella

Palermo nel cuore Una mostra fotografica per raccontare il quartiere Nell’ambito della manifestazione “Palermo apre le porte 2013, la città adotta un monumento”, gli allievi della nostra scuola proporranno una mostra fotografica relativa al contesto della Chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani. Le foto, realizzate dagli studenti dell’Istituto, intedono suscitare l’interesse dei visitatori verso il contesto urbano della Chiesa di Sant’Eulalia, sintetizzandone alcuni aspetti di carattere storico, culturale e sociale. Il titolo della mostra, “Palermo nel cuore”, prende spunto da una singolare immagine dipinta su un muro che si trova nei pressi della Chiesa: un cuore appunto. Quasi a voler significare che Sant’Eulalia è come un cuore pulsante di vita per la Vucciria. Il quartiere, sede di un antico mercato palermitano, è ancora oggi popolato da mercanti ed avventori, metafora di una Palermo dai mille sapori, odori e rumori. Così, a partire da quel cuore, il percorso si profila come un luogo multiforme, ricco di sfaccettature che alimentano l’idea di una città dalle mille contraddizioni. Una città capace di accogliere e di respingere, una città bellissima ed al contempo sospesa, come in attesa che qualcuno la sveli al mondo e la valorizzi per ciò che possiede, non solo in termini di beni storico-artistici, ma anche in termini di eredità immateriali, valori culturali e potenzialità espressive. Prof.ssa Paola Campanella

5


ONE BILLION RISING Una danza per rinascere libere Non è facile parlare di violenza; non è facile, intendo, se dobbiamo parlarne in prima persona, quando ancora risuonano nelle nostre orecchie le urla arroganti e prepotenti di un lui che ci insulta, apostrofandoci volgarmente, o, peggio, quando sentiamo forte il peso di uno schiaffo che brucia da giorni. Abbiamo vergogna a parlarne, perché “questo capita solo a me, e mai alle altre”. La realtà collettiva del nostro Paese è invece ben diversa, e i dati e le statistiche pongono l’Italia ai primi posti nella classifica europea delle donne vittime di femminicidio. L’uccisione è solo la punta dell’iceberg, prima di arrivare a tanto abbiamo dovuto subire violenze verbali, ricatti psicologici, botte, minacce, privazioni di ogni genere (anche economiche); l’oppressione ci ha inebetite, facendoci perdere quel poco di autostima che ci restava, rendendoci incapaci di reagire, ma anche di vivere normalmente il quotidiano. Per combattere fortemente tutto questo, e tutto il resto di cui non abbiamo tempo di parlare, Eve Ensler, drammaturga e scrittrice americana, in prima linea nella lotta contro la violenza di genere, ha ideato ONE BILLION RISING (rinasciamo un miliardo di volte), un flash mob mondiale che ha unito le donne di 202 Paesi nella danza, lo scorso 14 febbraio. La stessa coreografia, Break the chain, di Debbie Allen (su testo di Tena

Clark), è stata danzata in India, Serbia, Congo, Romania, Cina, Angola, Turchia…a Palermo come a Modena, Roma,Torino … ma non in Egitto, dove vige un rigido divieto. Cionostante noi abbiamo danzato anche per le donne che non potevano, immobilizzate dalla censura. Qualcuno mi ha chiesto “ma servirà a qualcosa?” Ho risposto che intanto serve a noi, che insieme abbiamo lavorato e ci siamo sentite e ci sentiamo più forti, idealmente accanto a tutte le nostre “sorelle”, anche a quelle afghane, che, non potendo esibirsi con la musica, hanno comunque sfilato in corteo, scandendo slogan e mostrando manifesti.

Che questa ritrovata forza ci porti ad aprirci di più, a non nasconderci, a parlarci, a confrontarci. Esistono dei centri antiviolenza, ce n’è uno anche in città, “Le Onde”, con il quale, insieme all’UDI, stiamo lavorando. Chi volesse, può contattare le operatrici e fissare un appuntamento (tel.091 327973). È ora di dire BASTA! Prof.ssa Angela Palazzo

Il Ferrara danza contro la violenza sulle donne di Carola Marino 3 R Quale giorno migliore avrebbero potuto scegliere le donne di tutto il mondo per protestare contro la violenza sulle donne, se non proprio il giorno di S.Valentino? Il flash mob, che ci ha intensamente coinvolto, è stato realizzato in due tempi: di mattina, a scuola, sotto una pioggia battente che ha paradossalmente aiutato la coreografia, è stato davvero magnifico; nel pomeriggio, poi, a piazza Verdi abbiamo ballato con tutte le donne della città. Se è stato davvero bello vedere tutte quelle donne riunite, senza limite d’età, per gridare con una sola voce “spezziamo le catene”, catene a cui noi donne purtroppo siamo legate, sotto il peso di un giogo che non deve più appartenerci, è stato altrettanto bello condividere questo sentimento di riscossa con i miei compagni, i professori e perfino con la nostra preside. Per tanti pomeriggi a scuola abbiamo appreso e perfezionato la coreografia postata su internet dalle ragazze del movimento “one billion rising”. Io in passato avevo già preso parte a un altro flashmob e, avendo studiato danza, non ho avuto molte difficoltà nella preparazione, così ho potuto aiutare un po’ le mie compagne. Per completare la scenografia inoltre abbiamo preparato dei cartelloni, degli striscioni e persino delle maglie con il logo dell’evento. Abbiamo voluto partecipare a questa manifestazione per sensibilizzare le ragazze ma specialmente i ragazzi poiché saranno proprio loro gli uomini del futuro! Spero che esperienze del genere possano ripetersi poiché è stato davvero stimolante e motivante impegnarci in una nobile causa. Potete guardare il video sul flash mob sul sito del Ferrara.

Stop alla Violenza sulle donne di Valeria Gianfalla 5E

Alcune alunne della nostra scuola a Piazza Verdi con Stefania Campisi dell’Ass. “Le Onde” e la prof. Palazzo.

6

Donne uccise, donne picchiate, donne perseguitate, donne maltrattate, donne ingiuriate... Guardando i telegiornali non mancano mai notizie del genere! Una donna su cinque, almeno una volta nella vita, ha subìto maltrattamenti fisici o psicologici dal marito, dal padre, dal

partner o dal fratello. La forma di violenza più diffusa nel nostro Paese è quella domestica, esercitata proprio nell' ambito familiare e caratterizzata da minacce, ingiurie, percosse, abusi sessuali. Inoltre, sono sempre di più le bambine e le ragazze sottoposte all'incesto. segue a pag.7


Fe rr ara ne ws

Educazione di genere L’esperienza dell’UDI e de Le Onde in un ciclo di seminari di Jerbi Sonia 3BP La violenza sulle donne, oggi più che mai, si manifesta indipendentemente dal paese di appartenenza o dalla classe sociale. Purtroppo, come abbiamo appreso durante i seminari svolti a scuola, queste realtà nascono a causa di stereotipi per lo più maschilisti. Grazie alle testimonianze di due donne che lavorano quotidianamente nelle associazioni UDI (Unione donne italiane) e Le Onde abbiamo appurato che nonostante le lotte (pacifiche) sostenute dalle donne per la parità dei sessi, ancora ci sono donne, madri, figlie, mogli che subiscono violenza da parte di uomini a loro vicini. L'Udi e Le Onde non solo lavorano per dare sostegno alle donne maltrattate, ma attraverso le scuole riescono a sensibilizzare ragazzi e ragazze di ogni età per migliorare le relazioni tra i generi già a partire dall'infanzia. I recenti fatti di cronaca del resto testimoniano l'attualità e la trasversalità di questo fenomeno che riguarda persone anonime e quasi invisibili ma anche celebri personaggi del mondo patinato, come ad es. nel caso del campione paraolimpico Oscar Pistorius. Un altro teatro di violenza è l’ambiente lavorativo ove, molto spesso, la donna subisce abusi e ricatti sessuali, stupri, molestie verbali ed è vittima di stalking. In Paesi come la Cina, l'India e il Giappone la donna riveste un ruolo marginale, in quanto viene vista come un oggetto o addirittura un peso; obbligata, molto spesso dal marito, ad abortire quando ha in grembo un feto di sesso femminile; le bambine invece vengono costrette a prostituirsi e ad altre ancora vengono mutilati gli organi genitali. Tutto ciò è intollerabile! Raramente però la donna ha il coraggio di denunciare alle autorità fatti del genere e molto spesso preferisce subire in silenzio. Alcune di loro assumono tale atteggiamento per paura, altre per amore. Ma un uomo che maltratta una donna di certo non la ama! Oggi la violenza sulle donne dilaga a dismisura per molte ragioni: talvolta le leggi non tutelano abbastanza chi è più fragile; molto più spesso il retaggio culturale influisce fortemente nella vita delle persone. Va detto inoltre che alcune religioni consentono ancora oggi forme di crudeltà ingiusti-

ficata verso le donne e che in famiglia spesso gli uomini non sono educati sin da bambini a rispettare la donna. Questa piaga così si tramanda di generazione in generazione e adesso è arrivato il momento di dire: "BASTA!" Basta alle minacce; basta agli abusi sessuali; basta agli incesti; basta allo stalking! Bisogna tutelare le donne in difficoltà; farle sentire al sicuro e libere di denunciare le molestie subìte; istituire associazioni più efficienti che agiscano tempestivamente; essere più solidali. Le donne maltrattate vanno ascoltate e incoraggiate! Se qualcuno ci offende, ci tiranneggia o abusa delle nostra bontà d'animo, difendiamoci con dignità, e con FERMEZZA! L'amore, la comprensione, la gentilezza, la femminilità sono i nostri valori, ma la perseveranza e la consapevolezza dei nostri diritti sono le nostre armi di difesa. Il motto di molte femministe degli anni '70 era: "Io mi voglio bene". Secondo me questo motto sminuisce il valore della relazione uomo-donna e forse cela un po’ di egoismo. Il nuovo motto dovrebbe essere: "Noi vi vogliamo bene, fate altrettanto!"

Shakespeare in ...Rock Alcune classi del Ferrara al teatro Dante per assistere ad una “originale” versione di HAMLET di Giuseppe Randazzo 3AP “… e io che pensavo che non avrei compreso bene la storia in inglese… invece devo dire che i sei giovani attori di “HAMLET WILL ROCK YOU” sono stati molto bravi con la gestualità e con la pronuncia a far comprendere la trama. Sul palcoscenico del teatro Dante il 9 Gennaio scorso, il regista, DarylBranch, ha saputo ricreare l’affascinante ambientazione del Palazzo Reale del Regno di Danimarca in cui si è consumata la tragedia shakespeariana. Egli ha scelto di rappresentare attraverso dei pannelli mobili, collocati al momento giusto, i vari ambienti che ospitavano la famiglia reale. E se i giochi di luce sono stati di grande aiuto

nel sottolineare i momenti fondamentali dell’opera, i costumi hanno identificato con chiarezza ciascun personaggio evidenziandone il ruolo. Le coreografie erano ispirate soprattutto all’hip-hop e alla danza moderna. È stato davvero insolito vedere gli attori cantare dal vivo le più famose hit dei Queen, Pink Floyd, Lady Gaga e Cindy Lauper, come in un vero concerto rock. Noi ragazzi del Ferrara abbiamo realmente apprezzato il musical in lingua inglese che ha raccontato in chiave rock la celebre tragedia di Shakespeare. È stata un’esperienza bellissima ma soprattutto istruttiva. Nella foto, alcuni alunni del Ferrara con gli attori del Palketto Stage

Welcome week Dopo aver partecipato al seminario di orientamento tenuto nell’aula magna dalla dott.ssa Claudia Umiltà del Centro Orientamento e Tutoraggio dell’Università di Palermo, gli studenti delle classi quinte hanno partecipato alla Welcome week, la settimana dell’accoglienza organizzata dall’Ateneo palermitano per aiutare le prossime matricole a scegliere tra i diversi indirizzi di studio. Dal 4 all'8 marzo scorso, presso il Polo Didattico di viale delle Scienze, gli alunni hanno avuto la possibilità di visitare gli spazi espositivi allestiti dalle 12 Facoltà che hanno illustrato l’offerta formativa dell'Università degli Studi di Palermo per il 2013/2014.

7


Lo stage a Malta

Mettere alla prova il nostro inglese lavorando

Dieci giorni a Malta per uno stage indimenticabile di Federica Villari 4 M

Si è concluso domenica 24 febbraio lo stage linguistico e lavorativo che ha visto sue protagoniste delle ragazze di quarto e quinto anno della sezione M dell’indirizzo linguistico. Per l’occasione del viaggio, durato 10 giorni, le studentesse sono state accompagnate dalle docenti di lingua inglese e francese Nina Savatteri e Teresa Varisco, che le hanno diligentemente guidate per tutta la durata del soggiorno. Ad attenderle all’aeroporto il signor Christopher Simpson, che si è occupato personalmente del corretto andamento delle attività riguardanti le studentesse durante l’intera settimana. Le ragazze del quinto anno, a gruppi di tre, sono state ospitate da famiglie locali, per una completa immersione nella lingua inglese e nella quotidianità maltese, mentre le ragazze di quarta hanno alloggiato all’Imperial Hotel; sia le famiglie sia l’albergo si trovavano nella località centrale dello stage, ovvero Sliema. La settimana lavorativa prevedeva che le studentesse si recassero ogni mattina sul posto di lavoro e svolgessero per tre ore e mezza degli incarichi negli uffici di diversi centri

e organizzazioni, come la Camera dei Farmacisti di Malta, postazione della sottoscritta. I lavori consistevano in smistamento ed archivio di documenti, comunicazione telefonica con i clienti, manutenzione di strumenti d’ufficio come fotocopiatrici, il tutto nel dialogo con i datori di lavoro e colleghi esclusivamente avvenuto in lingua inglese. Dopo la pausa pranzo aveva luogo presso l’Imperial Hotel la lezione di conversazione svolta dall’insegnante di

locali e discoteche pieni di musica e divertimento, al centro commerciale Paceville, l’Hard Rock Cafè e tanti altri. Insomma, il divertimento non è certo mancato, come ha dimostrato l’entusiasmo delle ragazze e la loro tristezza al viaggio di ritorno. Ma non è tutto: a prova della loro partecipazione alle lezioni di conversazione e presenza sul posto di lavoro, ad ognuna di essa sono stati consegnati degli attestati che varranno come punti credito; qualcosa in più

madrelingua Maxine durante la quale si svolgevano attività in gruppo e a coppie. Nel pomeriggio ci si riposava per poi uscire la sera e andare a cenare in uno dei locali scelti al momento. A parte la settimana lavorativa, lo stage comprendeva una visita guidata alla capitale Valletta e la città medievale Mdina: un tuffo indietro nel passato e nella storia artistica del paese ospitante, nonché uno spettacolo paesaggistico offerto dalla natura, che tra alte scogliere e grotte bagnate dall’acqua turchese del mare, ha affascinato le giovani turiste. Non sono mancate inoltre le visite al centro preferito dai giovani, St Julians, con i suoi

da aggiungere nel curriculum personale. Questo stage è stato per tutte utile per molteplici aspetti: convivendo si impara a conoscersi e a rispettare gli spazi altrui; è stata un’occasione per mettere alla prova il proprio inglese e vivere in prima persona delle giornate in un ufficio; altro ancora, un modo per dimostrare alle insegnanti, con cui si instaura un rapporto più solido, e a se stesse, di essere responsabili e di sapersela cavare in un luogo in cui non si parla la nostra lingua. Indubbiamente un’esperienza da ricordare negli anni a venire! Nella foto accanto, a sx il sig. C. Simpson, a dx la prof.ssa Maxine e al centro le ragazze della IV e V M che hanno partecipato allo stage. Nella foto in alto, le allieve presso l’Hotel Imperial dove si sono svolte le lezioni.

8

Il giudizio dei proff. Lo Stage è stato organizzato dalla Maltassist e si è svolto in due momenti formativi. Il primo ha visto le ragazze impegnate presso uffici locali per piccoli lavori e tutorati da persone di lingua inglese; e il secondo prevedeva un corso di conversazione in lingua inglese nel pomeriggio. L’esperienza è stata molto positiva. La Maltassist ha organizzato lo Stage tenendo conto delle nostre esigenze e curandone tutti i particolari. Le famiglie ospitanti sono state scelte per il livello di lingua inglese parlata e ciò ha stimolato le ragazze nella conversazione Il corso di lingua ha sicuramente entusiasmato le allieve poiché centrato sull'uso vivo della lingua tramite jeux de rôle (role plays) e simulations. Il corso è stato svolto da Maxine, una docente londinese che vive a Malta e che si è mostrata attenta alle esigenze delle allieve Nell’insieme l’organizzazione dello stage, anche per la disponibilità, la professionalità e la presenza continua del responsabile, il sig. Christopher Simpson, è risultata ampiamente soddisfacente. Le proff. Teresa Varisco e Nina Savatteri.


Fe rr ara ne ws

“La mafia uccide, il silenzio pure” A colloquio con amici e collaboratori di Peppino Impastato La collaborazione fra il centro culturale “U Cuntu” e la nostra scuola ha preso il via giovedì 7 marzo con la proiezione del bel film “I cento passi” di M. T. Giordana. Durante il dibattito che ne è seguito, gli allievi presenti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con Danilo Sulis, amico di Peppino Impastato, l’eroe di Cinisi ucciso nel 1978 dalla mafia e protagonista del film. Considerata l’importanza del tema affrontato, l’esperienza verrà riproposta anche alle altre classi dell’Istituto. Insieme a Danilo Sulis, era presente anche Ivan D’Anna dell’associazione culturale “U Cuntu”; ad essi abbiamo rivolto alcune domande relative al loro impegno. Qual è stata l’accoglienza da parte del quartiere nei confronti della vostra associazione “U Cuntu”? Nei primi giorni, subito dopo

l’inaugurazione della nostra sede, abbiamo riscontrato una certa curiosità da parte soprattutto di coloro che abitano nello stabile dove ha sede la nostra associazione, ma a dire il vero fin’ora non abbiamo notato un grande interesse da parte degli abitanti del quartiere, forse anche perché sono poche le persone che vi abitano; il nostro infatti è un quartiere essenzialmente commerciale. Quali attività sta svolgendo attualmente la vostra associazione? Per il momento, siamo impegnati in un’attività di formazione nelle scuole; oltre che al Ferrara, stiamo tenendo degli incontri presso l’Istituto Paolo Borsellino di Palermo e presso il Liceo Scientifico di Partinico. Inoltre, stiamo svolgendo un’attività di Alta Formazione con dei corsi di criminologia destinati alla polizia locale. Infine, la nostra associazione è impegnata in

Danilo Sulis, “Presidente Rete 100 Passi”, Ivan D’Anna, socio fondatore del centro “U Cuntu” e alcuni alunni che in aula magna hanno partecipato al dibattito sul film “I cento passi”. un’attività di recupero all’interno delle carceri. Qualche progetto per il nostro quartiere? In estate, pensiamo di realizzare dei concerti e delle proiezioni di film in via Sgarlata, chiudendo la strada agli autoveicoli; il nostro intento è quello di attirare i turisti per dare loro un’immagine diversa e migliore della nostra Sicilia. E per gli alunni della nostra scuola? Tra le nostre proposte, c’è quella di far realizzare ad una o più

classi una trasmissione radiofonica presso la nostra radio 100 passi per dare agli alunni la possibilità di “raccontarsi.” Un giudizio sui primi mesi di vita della vostra associazione... A distanza di pochi mesi, è prematuro fare bilanci seppur provvisori. Nel complesso, comunque, fin’ora siamo soddisfatti del nostro operato, tenuto conto della limitatezza delle risorse economiche a nostra disposizione. Jessica Schiavo 3BP

Un pavone in città

Pericoli e degrado

Due classi prime in visita a Villa D’Orleans e a “PALERMOSCIENZA”

Palermo sfigurata dall’incuria

Ma chi avrebbe mai potuto immaginare che avremmo visto un pavone in città? È accaduto nel parco d’Orleans (una bellissima villa cittadina) nella quale ci siamo recati il 21 febbraio scorso insieme alle proff. di scienze Coco e Di Salvo. Nell’occasione abbiamo visitato i giardini del Palazzo della Regione dove sono custoditi e allevati varie specie di uccelli e anche antilopi e daini. Tra i viali della meravigliosa villa vicino al laghetto abbiamo ammirato un bell’esemplare di pavone che per noi ha aperto la sua maestosa coda.

Una meraviglia che noi palermitani nemmeno ci immaginiamo. Altrettanto bello è stato visitare la mostra “Esperienza-insegna” presso l’edificio 19 dell’Università di Palermo, dove alcuni allievi di scuole di Palermo e provincia presentavano esperiementi da laboratorio veramente interessanti. Stefania Sansone 1A

Siringhe, preservativi, pasticche. Ecco ciò che può incontrare sul suo cammino il pedone che percorra la via Regione Siciliana. Una delle vie più frequentate di Palermo riversa in un degrado desolante. Ciò che incute timore e disgusta ma suscita anche una certa paura sono le siringhe con l’ago scoperto e con ancora dentro tracce evidenti di sangue e strani liquidi, la strada per questo risulta molto pericolosa per chi vi passa in quanto anche inavvertitamente un malcapitato potrebbe ferirsi e contrarre infezioni

gravissime. Dispiace constatare che Palermo, una città tanto bella, sia diventata quasi una discarica a cielo aperto. La nostra città è come un bellissimo volto che è brutalmente sfigurato e noi troppo spesso stiamo lì a guardare! Credo che dovremmo rimboccarci le maniche, cambiare i nostri comportamenti o farli cambiare prima che il degrado, oggi confinato solo in alcune aree della città, si estenda sempre di più; prima che ci abituiamo a tutto ciò. Giovanni Benfante 2° A

9


Fer rar a new s

Benessere fisico e mentale Avviati i corsi di educazione alla salute “Alimentazione ed attività sportiva per prevenire il diabete ed altre malattie”. È questo il tema degli incontri proposti agli alunni del biennio nell’ambito del progetto di educazione alla salute. Già lo scorso anno alcune classi del nostro istituto avevano seguito un corso di educazione alimentare guidato dalla dietologa e nutrizionista dott.ssa Lo Prinzi (nella foto sotto) che quest’anno proseguirà il percorso in collaborazione con la dott.ssa Cardella, diabetologa dell’Ospedale dei bambini e con l’associazione diabeti “Vincenzo Castelli”. Gli incontri hanno avuto inizio nel mese di febbraio e termineranno a maggio.

Sempre nell’ambito del progetto di educazione alla salute, le classi quinte sono state coinvolte in un incontro di “educazione all’affettività e alla sessualità e malattie trasmissibili sessualmente” guidato dal dottor D’Amico (nella foto sotto) e dalla dott.ssa Ficano dell'unità operativa dell'educazione e promozione alla sessualità dell'Az. Osped. Policlinico "P. Giaccone" Queste iniziative promosse dalla commissione di educazione alla salute hanno l’obiettivo di aiutare i nostri allievi a crescere e maturare in ambiti fondamentali della persona umana seguendo sane abitudini.

Un sabato da volontario di Giuseppe Randazzo 3AP Il 22 dicembre scorso la mia classe, la 3 Ap, ha dedicato un un sabato pomeriggio al volontariato. In compagnia della prof.ssa Di Liberto, ci siamo impegnati ad informare le persone che passeggiavano per via Ruggero Settimo sull’iniziativa proposta da AVSI, un’associazione che si occupa dei bambini abbandonati, chiedendo loro anche un piccolo contributo. Con meno di un caffè al giorno (312 euro l’anno) un bambino o un ragazzo in condizioni svantaggiate può ricevere istruzione scolastica, alimenti, vestiti e cure mediche; può essere accompagnato nel suo percorso da persone singole, famiglie, gruppi di

10

amici, classi di scuola, aziende, enti locali e parrocchie. Ogni bambino ha un sostegno personalizzato che lo porta a diventare protagonista di un cambiamento per la società in cui vive. I bambini sono seguiti nel luogo in cui vivono da operatori AVSI, che individuano i bambini da sostenere, organizzando la gestione dei contributi, lo svolgimento delle attività, la formazione degli educatori e la preparazione degli aggiornamenti. Chi decide di sostenere un bambino a distanza verrà fornito di una scheda personale del bambino e di una descrizione del progetto in cui è inserito. Due volte all’anno riceverà aggiornamenti, letterine, disegni, fotografie e notizie sul progetto. Al termine del percorso del bambino verrà spedita una lettera che ripercorrerà il cammino fatto insieme. Potrà anche andare a trovare il bambino, inviargli pacchi dono, cartoline, foto ecc… Tramite questa esperienza ho capito che ci sono persone che non hanno nulla e noi dobbiamo aiutarle per far avere loro un futuro migliore.

Telefisco Un appuntamento da non perdere di Francesca Patti 5BP Il 30 gennaio scorso, si é svolta la 22ª edizione di Telefisco, il convegno de "L'Esperto Risponde" organizzato da Il Sole 24 ORE. Per alcuni di noi alunni dell’Istituto Tecnico Ferrara si tratta di un appuntamento a cui partecipiamo già da tempo. E così anche quest’anno, accompagnati dalla prof.ssa Di Liberto, ci siamo recati presso l’Hotel Astoria Palace per assistere alla videoconferenza che ha permesso agli operatori del settore di sciogliere i dubbi su tutte le principali novità in materia fiscale. Numerosi sono stati gli interventi degli esperti de “Il Sole 24 Ore” che hanno analizzato le nuove disposizioni, dall’IMU alle nuove regole su fatturazione e servizi, dalla Srl semplificata e a capitale ridotto alle novità sul contenzioso; dall’IVA per cassa alla tassazione degli investimenti. La partecipazione al convegno, per noi alunni prossimi al diploma, è stata molto importante perché ci ha permesso di avvicinarci al mondo delle imprese e della libera professione, anticipandoci un po’ quello che potrebbe essere il nostro futuro lavorativo.

Spettacolo di fine anno Fervono i preparativi per lo spettacolo di fine anno che siamo certi bisserà il grande successo dello scorso anno. Tutti gli “artisti di casa nostra” che desiderino dare il loro contributo per la riuscita dello spettacolo sono invitati a contattare al più presto il Prof. Picciurro.


I l gi or no del la mem or ia

L’olocausto e la sua memoria di Federica Villari 4 M

Quando ci si chiede il perché della parola “memoria”, si pensa che sarebbe molto più facile gettare nell’abisso dei ricordi perduti un evento storico come la Shoah: è logorante per noi immaginare gli orrori che milioni di ebrei hanno vissuto in quegli anni, e profondamente doloroso per i sopravvissuti riportare alla mente tante scene di cose passate che, per un certo periodo, li hanno resi nulla, nessuno. Tuttavia, il peggiore crimine che si possa commettere è proprio obliare il genocidio avvenuto per mano dei nazisti durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Un’eco esasperata giunge dalla storia sino a noi, l’eco delle urla di innumerevoli vite innocenti spezzate dal pazzo odio diffusosi allora in tutta Europa come la piaga della peste nera, ed è l’eco di tante voci che non furono ascoltate, di tutte quelle preghiere speranzose rivolte a un Dio che sembrava avesse abbandonato le proprie creature, dei pianti dei bambini che furono separati dai genitori e di questi che si videro portar via, con i figli, la vita stessa. Il ricordo di tali tragedie ci dice di voltare lo sguardo indietro e di ascoltare tutte quelle voci delle quali solo adesso si può udire il suono, e noi abbiamo il dovere di tenere sempre presente il ricordo di quelle persone. La Shoah però non va ricordata solo in questo giorno, è necessario invece mostrare sempre indignazione e disgusto nei confronti della feroce violenza delle leggi razziali, affinché non si ripeta mai più un tale abominio, perché si rispetti la dignità umana, quella stessa che fu tolta nei campi di sterminio agli ebrei, derubati, prima di ogni possedimento, poi della libertà, infine dell’identità stessa. È doveroso riflettere sul significato della parola “nessuno”, poiché è la parola scritta sui volti, negli occhi e in fondo all’anima dei prigionieri di posti come Auschwitz, Mauthausen, Dachau, e tanti altri, la parola con il cui significato i deportati nei campi dovevano confrontarsi ogni giorno per poi accettare l’idea di non avere più nessun valore, di contare meno di niente, di non essere più uomini.

“Considerate se questo è un uomo (…), che non conosce pace (…), che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo (…). Meditate che questo è stato (…).” “Se questo è un uomo”, si chiedeva Primo Levi, corroso dal rimorso di esser scampato alla morte quando altri uomini, donne e bambini hanno dato l’ultimo saluto al mondo da una camera a gas. Non è pensabile che si debba avere un senso di colpa se si vive, è ingiusto, disgustoso, perché la vita è un diritto di tutti, e non esiste persona al mondo che possa negarlo ad un’ altra. Ciò che è stato va contro l’uomo, contro la natura, contro Dio, e la Memoria è la chiave per far sì che l’umanità non ricada nello stesso infangante errore. Necessariamente tutte le persone su questo pianeta devono comprendere l’importanza del ricordo, in particolar modo i giovani, che spesso considerano questa ricorrenza noiosa o addirittura inutile, ignorando la gravità di ciò che è stato, ma continuando a nutrire pregiudizi. Per quanto riguarda la nostra generazione e quella precedente, non siamo in posizione di accusare nessuno, è ingiusto rinfacciare questa colpa alla Germania e a quanti furono suoi complici, dal momento che né i figli dei nazisti sono carnefici, né i figli di quegli ebrei sono vittime, ciò significa che non possiamo e non dobbiamo provare rancore verso il popolo germanico, come spesso si usa fare; dimenticare l’odio è uno dei primi insegnamenti della Memoria. D’altro canto non possiamo nemmeno decidere di perdonare o meno qualcosa che non abbiamo provato in prima persona, questo dono immenso che è il perdono appartiene solo ed esclusivamente a chi ha vissuto quei giorni, dunque non ci resta che riflettere molto sui fatti, accogliere seriamente il Giorno della Memoria valutandone l’immensa importanza e narrare del dramma umano del passato a tutti coloro che non ne sono al corrente, cominciando dai più piccoli, poiché sono loro la speranza e il futuro di un mondo migliore.

Per non dimenticare gli orrori della storia Il 27 Gennaio è stato il "Giorno della memoria", giorno in cui si ricordano gli ebrei perseguitati e uccisi nei campi di concentramento ad opera dei nazisti. Per commemorare questo giorno a scuola abbiamo visto il film "Schindler's list" che narra le vicende di Oskar Schindler, un imprenditore tedesco che crea una fabbrica di pentole, nella quale la manodopera è costituita da ebrei che, alla fine, riescono a salvarsi dallo sterminio. Il 27 Gennaio del 1945 è il giorno in cui furono aperti i cancelli dei campi di sterminio dove si consumarono delitti efferati e atroci massacri. Dal 2000 è diventato il "Giorno della memoria" per non dimenticare quanto è accaduto, affinché tutto ciò serva da monito contro ogni tipo di discriminazione ed evitare di ripetere "orrori" fatti in passato. Quindi oltre a ricordare le vittime, dovremmo riflettere sulle atrocità che un essere umano può compiere nei confronti di un proprio simile, privandolo di tutto anche della dignità umana. Ogni deportato, infatti, una volta entrato nei campi di concentramento, veniva privato del proprio nome e gli veniva attribuito un numero, veniva privato dei propri oggetti e dei propri affetti. Questa è la vera "forza"? Strappare dalle braccia della madre bambini innocenti, colpevoli solo di esistere e di essere nati in un momento storico sbagliato? Uccidere con freddezza e senza un perché per mostrare la propria superiorità al mondo al mondo intero? Classe II Q

11


U rbis e t orbis

Il ferrarino nel mondo latino

I Saturnali di Ilenia Camarretta 3C I Saturnali affondano le radici negli arcaici riti di rinnovamento legati al solstizio d’inverno, quando il Vecchio Sole moriva per rinascere Sole Fanciullo era il dio che presiedeva l’Avvento del Natale del Sole Invitto, intendendo il Sole non in senso naturalistico, bensì essenza ed epifania del dio Creatore e Vivificatore. Sarebbe oltremodo riduttivo e svilente considerare i Saturnali semplicemente delle festività più o meno allegre e licenziose, così come una certa tradizione cristiana ha contribuito a far credere. I Saturnali, in effetti, esprimono un profondo pensiero religioso la cui essenza risale alla Notte dei Tempi, a quella Notte di cui auspicavano il ritorno, illuminata dalla Luce di un Fanciullo Divino. Nell’età dell’Oro gli uomini vivevano in intimità con gli dei; non conoscevano preoccupazioni, fatiche, miserie e dolori. Non invecchiavano e trascorrevano i giorni sempre giovani, tra festa e banchetti; quando arrivava per loro il tempo della morte , si addormentavano dolcemente. Gli uomini si nutrivano di ghiande, di frutta selvatica e del miele prodotto dalle api ed essi non erano sottomessi alle fatiche del lavoro perché la terra produceva naturalmente tutto ciò di cui aveva bisogno. In quest’era idilliaca Saturno insegnò agli uomini ad utilizzare con metodo la spontanea fertilità della terra, introdus-

latino Vivo.

Il latino che parliamo

IPSE DIXIT

“L'ha detto lui”. ene usata L’espressione vi endolo av nel senso che, torevoau a detto una person ù discutere. le, non si può pi

INTELLIGENTIA PAUCA: “Per gli intelligenti, poche parole” Frase proverbiale per indicare che alle persone di o intelletto acuto, basta poc to. cet con un are per afferr

12

se l’uso del falcetto e della roncola, attributi coi quali veniva rappresentato. Anche per questo si ricollega il suo nome all’invenzione ed alla diffusione della coltivazione e al taglio della vite: Saturno da lat. serere, “seminare”; sata, “campi seminati”. I saturnali si proponevano di ristabilire, anche se solo per pochi giorni, la mitica Età dell’Oro, ovvero il regno di Saturno. Erano la ricorrenza più festosa dell’anno e, in seguito, neanche la Chiesa riuscì a sradicare l’idea che questi giorni fossero occasione di una sfrenata allegria, spesso licenziosa. L’autorità ed il potere dei padroni sugli schiavi era temporaneamente sospesa: questi cambiavano i loro abiti con quelli dei loro signori ed eleggevano un loro Re per le feste, che presiedeva ad un grande banchetto in cui il signore serviva a tavola i suoi schiavi, liberi di parola e di critica. Nel periodo arcaico, questo re, alla fine delle feste, veniva poi messo a morte. La categoria del Carnevale, le cui origini si fanno risalire proprio alla festa dei Saturnali, è metafora, per antonomasia, di pazza e allegra “trasgressione”, con più implicazioni, tutte riconducibili allo scompaginamento dei ruoli sociali. Il Carnevale investe le diverse libertà: quella del travestimento, quella del linguaggio e quella della abitudini rovesciate.

Avete fatto

TABULA RASA

“cancellato tutto” L’espressione deriva dall’uso dei Romani di scrivere su tavolette di cera, che venivano raschiate ogni volta per riutilizzarle.

Smettila di parlare

EX CATHEDRA!

“Dalla cattedra” di San Pietro, da cui parla il papa. L’espressione indica la condizione di infallibilità del pontefice e si usa genericamente per indicare tutti coloro che parlano in maniera dogmatica atteggiandosi a sapienti.

IURARE IN VERBA MAGISTRI “Giurare sulle parole del maestro”. ssione viene usata espre a Quest re quelle persone indica per oggi are indiscutiaccett ad ste dispo detto da viene che ciò nte bilme vole. autore na perso

NON SCHOLAE, SED VITAE DISCIMUS

. “Non impariamo per la scuola, ma per la vita” il modo di inseFrase derivata dal filosofo Seneca, che criticava o. gnare dei suoi tempi, ritenendolo sterile e vacu


Inviate le vostre lettere a:

ilferrarino@libero.it

Il sentimento più forte

Il sentimento più forte, l’unico che mobilita l’uomo e lo spinge al di là dei limiti imposti dalla società, quell’impeto che sta alla base di ogni cambiamento, di ogni rivoluzione, motore di ognuno e turbina dei passati e moderni dissidenti del sistema. Amore per qualcuno o qualcosa, passione, è volontà di cambiare. Passione è anche volontà di mantenere immutato con sacrificio e lotta un legame consolidato. Gli sforzi di un uomo per restare legato ad una donna, simili a quelli del suonatore Jones che visse con la sua amata musica, ma con essa non poteva sfamarsi e tuttavia non si vendette mai, nutrendosi dei sorrisi della gente, morendo felice vicino all’oggetto amato, o ancora il grande Luigi Tenco che visse per amore e per la mancanza di esso morì, non riuscendo a integrare all’interno del sistema la sua passione il suo genio, forse però arrendendosi. Chi non si arrende è invece il popolo palestinese, che nel ricordo di quella che un tempo era la sua amata terra, lotta da ormai quarant’anni, tentando di riappropriarsi di un luogo che, anche solo per l’amore dimostrato, gli appartiene. Per comprendere meglio questo desiderio possiamo provare a riflettere su quegli aspetti che fanno amare un luogo e viste le somiglianze con la nostra terra, la Sicilia, non riesce nemmeno troppo difficile un paragone, il fascino tipico delle terre mediterranee, gli odori, il clima, il meraviglioso e millenario incontro fra culture differenti, gli agrumi, che qui come lì, colorano con le loro stelle gialle il panorama. Ma non è necessario attraversare tutto il Mediterraneo, per trovare un tentativo di riappropriazione, spinto da amore per la propria terra, dove i padri ai figli hanno tramandato la loro cultura contadina, la dedizione per il lavoro nei campi e il legame lunghissimo e unico con quelle valli. Chi tenta di sottrarre quei territori, invece è animato anche lui da passione, ma decisamente meno nobile, quella per il denaro. Stiamo parlando dei contadini della Val di Susa, che ormai da vent’anni lottano soli contro la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità. Passando dal desiderio dell’uomo nei confronti di una donna a Tenco, dal mitico suonatore Jones al popolo palestinese e infine ai notav abbiamo dipinto un quadro di cosa l’uomo è disposto a fare per amore e di quanto è disposto a osare, disposto addirittura a cambiare radicalmente lo stato delle cose, sebbene l’uomo per sua natura non sia incline al cambiamento, questo è l’unico sentimento che motiva l’uomo a tal punto. Fiammetta Alessandro 3 C

Cara prof.ssa Burgio

ramente ha la forza La vita è fatta di prove e lei sicu o certi. per superare anche questa, ne siam uri di una pronta guaLe facciamo i nostri più sinceri aug più presto tra i banchi rigione; speriamo di rivederla al di scuola! A big hug from all of us! I suoi alunni della IV F

La post@ dei l et tori Nella società dell’individualismo...

È fedele, è leale, non ti tradirà mai, puoi confidargli tutto senza aver timore di cosa penserà; quando sei in difficoltà sai che lui è lì, pronto ad ascoltarti, a consolarti, a consigliarti; non ti pugnalererà mai alle spalle, al contrario ti difenderà. Ebbene, stiamo parlando proprio di lui: l'AMICO. Nella società del "vengo prima io", però, il valore dell'amicizia sta scomparendo. Pensiamo a tutto tranne che agli altri. Diventiamo sempre più diffidenti con le persone e di conseguenza diventa difficile legare nuove amicizie. Siamo così presi dalle ansietà quotidiane, dal lavoro, dalla scuola, dai problemi più o meno gravi cui dobbiamo far fronte, che spesso, molto spesso, dimentichiamo chi ci sta intorno, cosa ci vuole trasmettere e cosa rappresenta per noi. Finiamo così anche per trascurare le amicizie di sempre, quelle con cui credevamo di non separarci mai, quelle con cui giocavamo da bambini, quelle che per noi erano talmente importanti che non passava giorno senza trascorrere parte del nostro tempo con loro. Ed ecco che ci ritroviamo da soli, cullati soltanto da questo mondo egoista e tenebroso. Per far risplendere la luce dell' amicizia è necessario che anche noi facciamo qualcosa. Alcuni, essendo timidi, si chiudono in sé e si estraneano dal gruppo; all' estremo opposto, invece, vi sono persone che parlano sempre di sé, dei propri problemi e sono incapaci di ascoltare l' opinione altrui; altri sono impulsivi; altri ancora non si riescono ad ambientare in un gruppo. Ed ecco che subentrano loro: i social network. É un modo per stringere "amicizia" con persone che probabilmente nemmeno conosciamo. Riusciamo a mascherare dietro uno schermo e una tastiera ciò che siamo, fingendoci persone con modi di pensare e di agire diversi rispetto alla realtà. Ci si illude, così, di avere migliaia mi amici ma, riflettendoci bene, a chi di questi confidereremmo i nostri sentimenti? Con chi di questi parleremmo di un problema che ci affligge? E, cosa più importante, chi di questi sarebbe disposto ad ascoltarci e a darci saggi consigli? Quanto é bello uscire con un amico e parlargli guardandolo negli occhi, in modo da riuscire a comprendere i suoi stati d'animo, i suoi sentimenti e le sue emozioni! Faremmo bene a coltivare amicizie sane, che ci fanno stare bene, che come noi, come me, credono ancora nei valori morali della vita, tra cui l'amicizia. Basta chiuderci in una stanza davanti un monitor! Basta pensare sempre a noi stessi, rivolgiamo lo sguardo e prestiamo l' orecchio agli altri. Non consideriamo le ore che trascorriamo con un amico una perdita di tempo, bensì un momento di arricchimento

interiore. "Il vero compagno ama in ogni tempo ed è un fratello nato per quando c'è angustia". (Bibbia, PROVERBI 18:24) Valeria Gianfalla VE

13


a

Sp o rt iv a men te

Le campionesse!

o I campioni del Bienni

Torneo di calcetto Per crescere insieme a scuola Lo sport, si sa, consolida i legami e fortifica lo spirito, esalta il senso di appartenenza e dispone alla lealtà. Proprio per questo, le iniziative sportive intraprese dal nostro Istituto riscuotono apprezzamento e interesse fra gli allievi e soprattutto favoriscono la crescita e la promozione della persona. La sentita partecipazione degli alunni al torneo di calcetto ne è un esempio. Il calcio di inizio, battuto il 26 febbraio scorso, ha visto scendere in campo i giovanissimi del biennio e la sezione femminile che, arbitrati dagli alunni Fiorenza, Di Bella, Rivolo e Lo Ricco, si sono dati battaglia sul campo del Papireto. Il primo risultato definitivo riguarda la formazione femminile 2E 2B 4F 3R che si è aggiudicato il titolo. Nei giorni a seguire più sfortunato è stato il girone di inizio del Triennio che ha messo a confronto le formazioni sotto una pioggia implacabile obbligando al rinvio di due incontri. I primi risultati definitivi della Nella galleria fotografica presente sul sito del Ferrara e sul gruppo FB Il Ferrarino, trovate le foto di tutte le squadre del torneo.

sezione maschile si sono registrati martedì 12 marzo con la proclamazione della squadra 2T 2P campione del biennio. Il torneo di calcio a 5, fortemente voluto dagli alunni, ha favorito la socializzazione tra gli allievi nuovi e vecchi e contribuito a rafforzare il sentimento di appartenenza ad un’unica scuola. Proprio per questo auspichiamo che l’esperienza possa essere ripetuta negli anni a venire.

2° posto

2T+2P Già lo scorso anno, piazzandosi al 2° posto, avevano dato prova della loro ottima qualità di gioco. Quest’anno la formazione è cresciuta ulteriormente e, grazie anche a Castigliola, una vera e propria “macchina da goal” (capocannoniere con 18 reti) ha travolto gli avversari con un gioco di squadra efficace.

2E 2B 4F 3R Combattuta ed equiliabrata la gara tra le due squadre femminili del torneo. Alla fine la 2E 2B 4F 3R ha vinto ai rigori per 3 a 2. Questi i nomi delle campionesse: Marino C., Cusimano A., Capitano G., Di Stasi J., Gioeli G., Buccheri R., Pedone M.

Biennio 3° posto

2A

1P

Gli alunni della 2A, vincitori del torneo dello scorso anno, avevano battuto nel primo turno la 2E 1B per 12 a 6 ma non sono riusciti ad arginare la forza travolgente della 2T 2P che li ha schiacciati per 20 a 0.

La 1P ha dominato la prima gara contro la 1T con il risultato di 11 a 4 e ha superato la 1A per 4 a 3 ma ha dovuto arrendersi di fronte ai fortissimi giocatori della 2T 2P. Meritato il 2° posto!

1A La 1A ha superato brillantemente il turno battendo per 10 a 6 la 1E ma, pur essendosi difesa con onore, è stata eliminata dalla 1P per 4 a 3.

Triennio: le prossime sfide 4I VS 3R 5BP 3BP

5S VS 5Q

3Q 4Q VS 4AP

5I VS 4S

Triennio: le squadre che passano il turno

5 S Ottima prova per la 5S che con un buon gioco di squadra ha battuto la 4E per 6 a 3 e passa così il turno.

14

4 S I vincitori del torneo del triennio dello scorso anno (5E), pur difendendosi con onore, si sono dovutui arrendere alla 4S che li ha battuti per 4 a 3.

4AP

3Q 4Q

Con una “goleada” (12 a 0) la 4 AP non ha lasciato praticamente scampo ai compagni di corso della 3AP.

Avendo Battuto la 4BP per 6 a 4, la 3Q 4Q passa il turno evidenziando buona qualità di gioco.


CRONACHE ROSA NERO IL PALERMO RIVEDE NERO SERIE B A UN PASSO

, prof. Versace o n n a le p m o c n o u B

di Baiamonte Vincenzo 3 R Dopo dieci anni di glorie e di grandi risultati, il Palermo è a un passo dal retrocedere in serie B. Già al termine del girone di andata, il Palermo con 18 punti era terz’ultimo, quindi in piena zona retrocessione. Gli acquisti di gennaio non hanno portato la qualità che mancava alla nostra squadra a parte il portiere Sorrentino che si è dimostrato un vero lusso per il Palermo. Quindi, anche dal punto di vista societario ci sono stati degli sbagli che hanno inciso negativamente sulla stagione già sfortunata: l’aver mandato via giocatori del calibro di Brienza e Giorgi è stato un grave errore perché i nuovi arrivi (Formica e Sperdutti) non si sono ancora ambientati del tutto. Il secondo errore è stato il “via vai” di allenatori che hanno portato caos nello spogliatoio e disorganizzazione dal punto di vista tattico. Purtroppo, la partita decisiva del 10 marzo, persa contro il Siena per 2 a 1, ha spento tutte le speranze e ha quasi condannato (anche se non matematicamente) il Palermo

alla serie B. La probabile retrocessione, quindi, non è solo frutto del gioco opaco dei rosa ma è anche conseguenza di una cattiva organizzazione e di un certo menefreghismo da parte di chi sta più in alto, ovvero il presidente Zamparini. I palermitani che in passato avevano trovato nei colori rosanero quella spinta per tirare avanti, anche quando il lavoro mancava e le difficoltà per arrivare a fine mese aumentavano, adesso sono vicini ad un’altra grande delusione. La città e la squadra molto probabilmente dovranno ricominciare da zero, sia dal punto di vista di squadra cioè giocatori, staff e allenatore sia dal punto di vista societario, cioè dirigenti e altri collaboratori del presidente. Tuttavia la passione di noi tifosi non retrocede mai; l'amore che questa città nutre per la sua maglia non si fermerà di certo di fronte ad una retrocessione. Insieme siamo pronti a risorgere e da tifoso aggiungo che molti ci hanno visto nascere ma nessuno ci vedrà morire.

Oltre ad essere la giornata internazionale della donna, l’otto marzo è per il Ferrara anche il giorno in cui abitualmente si “festeggia” il compleanno delle due collaboratrici della presidenza prof.sse Gullo e Versace che – guarda caso – sono nate nello stesso giorno e nello stesso anno. Nella foto sopra, la preside con alcuni dei colleghi e del personale non docente della scuola mentre augurano buon compleanno alla prof.ssa Versace. Quest’anno, la prof.ssa Gullo, per la prima volta in tanti anni di servizio nel nostro Istituto, non ha potuto essere presente a scuola. Anche a lei, naturalmente, vanno i più affettuosi auguri da parte della nostra redazione

Torneo Triennio Classifica marcatori temporanea

Torneo Biennio Classifica marcatori 18 reti: Castigliola 5 reti: Bisconti, Crivello, Casisa 4 reti: Sorrentino, Sanfilippo, Paternó R., Brunettini, Chinnici, Bruno, Giordano 3 reti: La Piana, Radi, Capizzi, Lo Iacono, Tutone, Aimen, Lo Bello, Melignano T. 2 reti: Melignano G. 1 rete: Speciale, Landino, Chianelli, Corona, Feliciotti, Scalisi, Paoniti, Brandi, Camisi, Spina, Tumminia, Bouzzaien, Pizzurro.

7 reti:Trifiró 5 reti:Megna 3 reti:Talamanca, Napoli, 2 reti:Burgio, Arnao, La Mantia, Battaglia 1 rete:Rivolo, Oliveri, Gangidino, Patti, Vetrano G., Corona, Russo G., Rinella, Salitore, Randazzo, Montonelli, Di Biaggio, Gerbino, Cusimano, Ferrara, Di Pieri, Di Noto S., Di Noto G., Orlando.

Triennio: le squadre che passano il turno

3R 5BP 3BP L’ottima formazione composta dai migliori giocatori della 4BP, 3BP e 3R batte per 10 a 3 la 3A che si è però difesa con onore.

4 I Nonostante il vantaggio iniziale, la 4F 5F è stata battuta per 2 a 1 dalla 4I in una gara equilibrata e combattuta.

5 I Davvero bravi i giocatori della 5I che non hanno praticamente concesso alcuno spazio ai ragazzi della 5AP battuti per 6 a 0.

5 Q Essendo stata estratta a sorte per necessità di abbinamenti, la 5Q passa il turno “a tavolino”.

15


Re lax

But did you get up to ruin me? Ma ti susisti pi cunsumari a mia? Women are like briscola: if you can’t understand the signals you are ruined I fimmini su cuamu a briscula: si un capisci i signala si cunsumato You used to have Iphone5! Did you forget when you used to shout from your balcony to call people? Abituatu c’eri cu l’Iphone 5! Tu scuiddaisti quannu pì chiamari ai cristiani abbanniavi ru baiccuni? God save us! U Signuri ni scanzi!

I vostri Click

Per allenare la mente

Ho 9 mele sul tavolo, 3 le metto nel cestino, 1 di queste 3 è marcia, le restanti le butto via tutte tranne 2! Quante mele tengo? Soluzione qui sotto al rovescio

Tengo 5 mele, le 3 che metto nel cestino, delle restanti 6 ne butto via tutte tranne 2, quindi ne butto 4 e ne tengo 2! Alla fine ho 3 messe da parte più 2 tenute, totale 5 mele!

DIZIONARIO Siculo-Inglese

Il colmo

Qual è il colmo di un pappagallo? Avere un figlio ripetente! (Sara)

In tribunale

- Dove eravate il 5 giugno dalle ore 16 alle 17? -Dal meccanico, signor giudice - Allora avete un alibi... - No, una moto!

Inviate alla redazione i vostri scatti migliori che ritraggono situazioni curiose dentro e fuori la scuola. Pubblicheremo i click più originali.

Carnevale di Venezia (L. Bonadonna)

Progetto “La scuola al cinema”

Mostra fotografica “Palermo nel cuore” (Sammartino)

A spasso per il centro (Paola Campanella)

Ferrarino - Anno 8 - num. 3  

Giornalino di istituto