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Periodico di informazione e discussione dell I.T.C. “F. Ferrara”

Palermo

Anno 2 numero 3 - FEBBRAIO - MARZO 2007

VIOLENZA SENZA LIMITI Ancora una volta, la violenza, quella più bieca e assurda, ha conquistato le prime pagine di tutti i giornali. Le parole non bastano per raccontare e condannare la morte dell'agente di Polizia ucciso dagli "Ultras" il 2 febbraio '07, dopo la partita del Catania contro il Palermo. Come spiegare l'esplosione di rabbia incontenibile di tifosi privi del più piccolo filo di ragione? E come spiegare i fischi degli ultras durante il minuto di silenzio allo stadio e le vergognose scritte sui muri contro le forze dell'ordine? Già, l'ordine! Questo sconosciuto da troppi giovani che, allergici alle regole, sempre più viziati e accontentati prontamente in tutte le loro richieste, non accettano più sconfitte e freni: è proprio questo il problema principale. L'odio per la Polizia non è che la manifestazione di una insofferenza di fronte alle regole e ai limiti che queste rappresentano. Quello che è successo a Catania non è stato solo una degenerazione episodica del calcio ma è un altro sintomo di una società malata che deve essere ripensata radicalmente nel modello educativo. Segue a pag 4

ilferrarino@libero.it

ADOZIONI RECIPROCHE D o p o e s s e r v i s ta t o p i ù v o l t e a c c o l t o , il “Ferrara” adotta la Chiesa di S. Francesco Saverio

Il prospetto principale della Chiesa “S. Francesco Saverio”.

I L “ F E R R A R A ” A L PA R L A M E N T O

Due classi del nostro Istituto in visita al Senato e alla Camera dei Deputati L’INTERESSE PER “LA COSA PUBBLICA”: DOVERE DEI CITTADINI

La facciata di Palazzo Madama, sede del Senato La scorsa settimana, le classi III e IV Pr1, accompaganti dalla nostra Preside e dalle prof.sse Santomarco e Calì, nell’ambito del progetto “Dal Comune al Parlamento”, hanno assistito ad una seduta del Senato e della Camera dei Deputati. La visita si inquadra tra le attività del progetto volte ad avvicinare gli alunni alle Istituzioni, spesso considerate troppo lontane dalla loro vita quotidiana. L’esperienza raccontata da uno dei partecipanti A Pag . 5

Da tempo la politica non fa più presa presso i giovani che sembrano allontanarsi sempre di più da quella che dovrebbe essere l'arte di governare e che, invece, troppo spesso, è diventata sinonimo di malaffare. Non pochi politici, poi, concentrati come sono sugli interessi personali più che su quelli della collettività, non hanno certamente aiutato ad invertire la tendenza! segue a pag 6 A pag. 6 i risultati del sondaggio svolto sul tema nella nostra scuola

Già lo scorso anno ci eravamo recati nella Chiesa dell’Albergheria per una riflessione in preparazione alla S. Pasqua. In prossimità del Natale, poi, abbiamo assistito nella stessa Chiesa ad un concerto dei bravissimi "Giovani Nuovo Millennio" per scambiarci gli auguri di buone feste in un modo più originale e simpatico. Insomma, dopo essere stato ospitato e per certi versi, quindi, adottato, il nostro Istituto, nell'ambito del progetto "Palermo apre le porte ...La scuola adotta la città”, ha adottato la Chiesa “S.Franceso Saverio”. Il servizio della“festa Natalizia” a pag. 2

Il “Ferrara” tra le scuole premiate dall’Associazione di giornalismo Scolastico pag. 6

Il caso Welby di C. Platìa Ha fatto scalpore la triste vicenda umana di Piergiorgio Welby, attivando e infuocando discussioni e riflessioni sull'eutanasia, sul suicidio medicalmente assistito e sull'accanimento terapeutico. Il tema è davvero complesso, per l'insieme dei valori morali e religiosi di cui è ammantato. Segue a pag. 8

IL “FERRARINO” IN ALTRE SCUOLE

DAll’I.T.C. di MARINEO A pag. 5


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Ferrara news

febbraio - marzo 2007

“ N A T A L I

P I

V E R U

Nella foto, Padre Cosimo Scordato che ci ha accolto nella magnifica Chiesa di San Francesco Saverio, un vero "gioiello" artistico, come l'ha definita la nostra Preside, e accanto il prof. Ciccarelli che ha organizzato “l’evento”.

Il coro "GIOVANI NUOVO MILLENNIO" (nella foto qui sotto) è ufficialmente riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e vanta numerosi successi, anche all'Estero (In America, per il "Columbus day" l'ex Segretario di Stato Colin Powell ha definito i "Giovani Nuovo Millennio" degli "angeli del canto"). Nato come naturale proseguimento di un’attività iniziata presso il coro di voci bianche del Teatro Massimo, esso si caratterizza

il ferrarino

G I U I U S U ”

Giorno 22 dicembre u.s., prima delle vacanze natalizie, gli alunni e i professori del nostro Istituto hanno voluto scambiarsi gli auguri presso la Chiesa S. Francesco Saverio assistendo ad un concerto Natalizio. Come ha sottolineato la Preside nel suo messaggio augurale, si è avuta la sensazione di essere proprio in famiglia. L’alunna Bombolino Lucia della II E (nella foto sotto a dx) ha recitato la poesia in dialetto siciliano "Natali" di E. Corselli, editore palermitano della prima metà del novecento e fratello del nonno della Prof.ssa del nostro Istituto Aurora Corselli. Entrambi i fratelli hanno coltivato l’amore per le tradizioni popolari sici-

per una originale combinazione di voci bianche e di ragazzi più maturi. Del coro fanno parte l’alunno della II E Roberto Molinelli e, da qualche tempo, anche altri alunni del nostro Istituto. Il concerto è stato presentato dalla brava Valentina Raccuglia della VPr1 (nella foto sopra a sx) che, a conclusione della mattinata, ha consegnato a P. Cosimo una offerta in precedenza raccolta tra gli alunni della nostra scuola. La somma, di € 186, è

liane. La Preside (nella foto sotto) ha rivolto calorosi auguri ai docenti, agli alunni e alle loro famiglie auspicando che non manchi mai nella loro vita uno spazio per il “Bene”, quello con la B maiuscola! Al termine della mattinata, il Presidente della cooperativa di cui il coro “Giovani Nuovo Millennio” fa parte, Massimo Cravotta, si è complimentato con la Preside e i professori per il comportamento tenuto dagli alunni che hanno dimostrato una buona "capacità di ascolto" e hanno saputo apprezzare un repertorio con brani del '400- ‘500 che normalmente non riscuote facile successo.

stata destinata a delle borse di studio per gli alunni di Istituti Superiori residenti nel quartiere "Albergheria" dove si registra una altissima dispersione scolastica e sono pochissimi gli studenti universitari. L'occasione, quindi, è servita anche a rafforzare simbolicamente il legame con il quartiere in cui la nostra scuola ha adottato "il monumento".

Il concerto, ha avuto inizio con il brano "Giochi proibiti" eseguito con la chitarra classica dall'alunno del corso serale Vito De Cofano.


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CONOSCERE PARIGI STUDIANDO ECCO LA NOSTRA CLASSE “VOYAGEANTE” Uno dei progetti realizzati nella nostra scuola si chiama "La classe voyageante en France" che prevede un soggiorno-studio in una località francese. Lo scorso anno gli alunni sono andati a Nizza, mentre quest’anno, il prossimo 4 marzo, io e altri 15 allievi, accompagnati dalle nostre professoresse di francese e dalla Preside, vivremo un'esperienza entusiasmante: visitare Parigi. Questo ci permetterà di allargare i nostri orizzonti, approfondire la nostra cultura e migliorare la nostra capacità di socializzazione con persone "straniere".

Infatti, alloggeremo presso famiglie che cordialmente ci ospiteranno per ben 8 giorni. Ogni mattina andremo a scuola e il pomeriggio per le vie a visitare gli splendidi monumenti e musei che già stiamo conoscendo attraverso i libri di testo e le ricerche su internet. Non vedo l'ora di salire sulla Torre Eiffel e ammirare i tetti di Parigi! Insieme alla mia professoressa, stiamo approfondendo la lingua francese quotidiana che ci aiuterà a comunicare meglio con la famiglia ospitante e con chiunque incontreremo. Grazie a questo viaggio potrò conoscere le tradizioni, la cucina e i modi di vivere dei francesi. Per questo ringrazio coloro che hanno organizzato questo soggiorno che sono certa sarà indimenticabile. Margherita Bisconti II B

Aiutiamo i cani abbandonati Per quanto riguarda l'abbandono dei poveri animali, l'Italia è ai primi posti in classifica! Molto spesso l'uomo non sa cosa fare degli animali e li abbandona sulla strada o li uccide. Il cane è troppo spesso soggetto ad atti di violenza e di abbandono. Avere un animale non significa crescerlo per poi lasciarlo in mezzo la strada, come purtroppo spesso avviene.Questo accade soprattutto nei periodi delle vacanze, perché le persone non desiderano portarli con loro per evitare sacrifici o seccature varie. Lo scorso anno, durante il periodo estivo, molti cani sono stati abbandonati, altri, più fortunati, sono stati portati nei canili dove, però, manca una famiglia e l’affetto che meritano. Anche loro, infatti, hanno il diritto ad essere curati ed amati perché anche loro sanno amare e dare affetto. Molto spesso incontrando un cane oppure un cagnolino per strada, mi chiedo perché le persone prima comprano gli animali e poi li abbandonano senza scrupoli. Come ben sappiamo, il cane è il migliore amico dell’uomo e in moltissime occasioni lo ha dimostrato senza lasciar alcun dubbio. Qualche tempo fa, ad esempio, un cane di appena un anno è riuscito a portare in salvo

AVVIATO IL CORSO DI ITALIANO PER STRANIERI Mi chiamo Kaur Navjit e vengo dall’India. Sono molto contenta perché il nostro Istituto ha organizzato un corso di Italiano per noi stranieri che ancora oggi abbiamo qualche problema con la lingua. Frequentiamo il corso noi alunni dell’Istituto sia del diurno che del serale e alcuni alunni provenienti da altri Istituti. Il progetto, infatti, rientra tra le attività della scuola “aperte al territorio”. Il corso, iniziato lo scorso 23 gennaio, avrà la durata di 90 ore divise in incontri bisettimanali di due ore ciascuno. A tenere le lezioni sono i professori Colletti Giuseppe, Follone Marilena e Giuga Pia, tutti docenti con esperienza specifica nell’insegnamento di una seconda lingua straniera, quale per noi è l’Italiano. Prima dell’inizio del corso, abbiamo fatto un test per valutare il nostro grado di conoscenza dell’Italiano. In seguito ai risultati ottenuti, il corso è stato diviso in due livelli: principianti e avanzato. L’iniziativa mi sembra molto utile poiché ci permette di migliorare il nostro rendimento scolastico in numerose materie che per noi risultano difficili proprio per l’insufficiente padronanza della lingua, come ad es. le materie letterarie o il diritto e l’economia. Inoltre, sicuramente sarà di arricchimento culturale conoscere persone provenienti un po’ da tutte le parti del mondo: Sri Lanka, Bangladesh, Marocco, Tunisia, Cina, Vietnam, Togo, Romania e Bulgaria. Insomma, questo progetto è un esempio di una scuola che mostra reale attenzione per i bisogni degli alunni e cerca concretamente di favorire l’integrazione fra le culture diverse. Kaur Navjit IVE

IL FERRARINO ilferrarino@libero.it Periodico dell’ ITC “F. Ferrara”- PA

Anno 2 n. 3 febbr. - marzo 2007 Stampa: tipografia Ganci i suoi padroni da un incendio. Ora una legge sullo sfruttamento degli animali, finalmente, prevede sanzioni per chi maltratta gli animali. Speriamo, pertanto, che ciò possa servire a ridurre il triste fenomeno della violenza e dell'abbandono degli animali. Cerchiamo tutti di fare la nostra parte affinchè anche il cane veda nell’uomo un amico fedele con il quale trascorrere tutta la vita, anche d’estate, nella maniera più serena possibile. Noto Jean III E

Direttore: prof. Muscato Vincenzo Comitato di redazione: Cusimano Serena IIIE, Pernini Alessia IVE, Lentini Neeru, Parisi Danila, Ferro Rosario VE Fraterrigo Gius. IVPr1, Pagano Gius. III Pr3. Hanno collaborato in questo numero: Prof. Platia C., Bacione A. V Pr3, Falcone V. IV Pr1, Curci A.VPr3 , Amoroso G. C. VPr3, Bisconti M. IIB, Kaur N. IVE, Korell R. II F, Noto J. IIIE, Coco Pietro I D Carta E. IIC


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Ditelo al ferrarino

D A L L’ I . T. C . D I M A R I N E O Cari compagni e professori, Io sono Caterina, detta "Katrina". La ragazza di Agrigento che abita in una casa Famiglia e che ha frequentato la IE dell'ITC "Ferrara" nell'anno scolastico 2005-2006. Vi ricordate di me? Casualmente nei giorni scorsi mi è capitato tra le mani "Il Ferrarino", il giornale della vostra e della mia ex scuola. Mi ha fatto molto piacere leggere di voi e vedere le vostre foto. È da tanto tempo che non ci sentiamo e vediamo. Come state? Siete ancora tutti insieme? Io ho dei bellissimi ricordi dell' I.T.C. Ferrara, anche adesso che sono lontana e frequento un altro Istituto, l' I.T.C. "Don Colletto" di Marineo (PA). Anche qui i miei professori e compagni sono simpatici come voi. Spero al più presto di venirvi a trovare, per poter passare un po' di tempo assieme. Complimenti per "il Ferrarino" perché permette di far conoscere all'esterno le diverse attività che svolgete nella scuola e perché trattate diversi argomenti molto interessanti. Mi è piaciuto molto l'articolo sul "BULLISMO" e sono contentissima che voi siate attenti alle problematiche giovanili. Con affetto, a presto Katrina Itc “ Don Colletto” Marineo P.S. Saluti a tutto il "FERRARA" (Preside, professori, collaboratori scolastici, alunni)

Una gita a Bagheria Il 28/01/07, si è svolta una gita organizzata da una cooperativa sociale che si occupa dell'assistenza dei ragazzi diversamente abili nelle scuole di Palermo. Pubblichiamo il racconto scritto al computer personalmente da Coco Pietro che frequenta la ID di questo Istituto e che ha partecipato a questa giornata di svago. Mi sono alzato alle ore 08:00, mi sono lavato, mi sono vestito. Anche mio nonno si è lavato, si è vestito. Insieme ci siamo messi in macchina e siamo arrivati all'imbocco dell'autostrada. Li c'era l'autista e l'assistente e poi hanno chiamato un pulmino con la pedana perchè c'erano 3 ragazzi con le carrozzine. Eravamo circa 20 ragazzi tra i quali vi era Carmen, una ragazza della III E, in carrozzina che ho aiutato a spingere per le Ville di Bagheria . Siamo arrivati a Bagheria e siamo andati a vedere le sue ville più importanti. Erano le ore 12:00 e ci siamo incamminati per andare al ristorante, abbiamo mangiato le lasagne al forno e la pasta con il pomodoro, per secondo abbiamo mangiato la carne e la salsiccia. Verso le ore 15:00, siamo andati a farci un giro a piedi, poi siamo andati al Pullman e siamo tornati a Palermo. E’ stata proprio una bella giornata e spero che la cooperativa organizzi di nuovo altre gite. Coco Pietro ID

il ferrarino

E fu così che arrivammo a febbraio… Cari lettori, In questo numero del nostro giornale, ho deciso di scrivervi in prima persona per commentare senza troppi giri di parole l'anno scolastico fino ad ora trascorso. Spero che sia solo una mia impressione, ma pare che quello appena concluso non sia stato un primo quadrimestre esaltante, anzi, dalle facce che ci sono in giro, sembra che scolasticamente vorrebbe essere cancellato da parecchie persone. Ad un certo punto dell'anno, ci siamo ritrovati talmente zeppi di lavoro arretrato da non potere spesso dedicarci ai nostri interessi personali. Specialmente nel mese scorso, molti alunni (soprattutto del triennio) si sono messi "le mani nei capelli". A mio avviso, uno dei fattori che hanno determinato tale situazione è stato il tanto sospirato sabato libero. I nostri giorni di lezione sono stati talmente compressi da ravvicinare in modo quasi insostenibile le date delle interrogazioni. Non parliamo poi delle tante conferenze (di cui alcune, per la verità, molto poco esaustive) che ci sono state proposte e che hanno finito per rubarci tempo prezioso… Non voglio dire che il sabato libero conquistato l'anno scorso serve solo a danneggiarci, anzi tutt'altro! L'unica cosa su cui chiedo di riflettere è di prestare maggiore attenzione al nostro rendimento scolastico. Il modo migliore per affrontare un anno di "transizione" come questo sarebbe che ognuno dimostri il proprio valore dando il massimo. Mi permetto, infine, di dare un messaggio agli alunni delle quinte che dovranno affrontare gli esami di stato. Trovarsi faccia a faccia con una persona sconosciuta che ci deve esaminare può essere un'ottima esperienza di vita, ma mi rendo conto che non è affatto semplice affrontare diversi professori esterni sulle materie più difficili, come risulta dalla tabella delle prove di esame sotto pubblicata. Non perdetevi d'animo e continuate a studiare serenamente! Auguro a tutti un felice secondo quadrimestre, sperando che il "giro di boa" ci porti un modo diverso di affrontare lo studio. Giuseppe Fraterrigo IV Pr1

Maturità: ecco le prove di esame IGEA Ec. Aziendale 2^ PROVA

PROGRAMMATORI Informatica gest. ed applicazione gest.

- Ec. Aziendale - Informatica gest. ESTERNI - Geografia ec. - Ragioneria ed ec. aziendale - Sc. delle finanze - Matematica, calcolo prob. e statist.

VIOLENZA SENZA LIMITI L'impunità diffusa che si avverte nella nostra società così come il troppo "lassismo" non aiutano certo i giovani al rispetto delle regole anche se queste sono più che mai indispensabili. Il disagio giovanile non può ovviamente essere risolto solo mediante la repressione ma è chiaro che la certezza della pena serve ad orientare il loro comportamento entro i limiti della civile convivenza. Anche nella nostra scuola, sperimentiamo ogni giorno quanta fatica bisogna fare, spesso senza risultati, per far rispettare le regole sugli orari, giustificazioni, ingressi a seconda

segue dalla prima

ora, per non parlare dei telefonini! Ha fatto bene, pertanto, la nostra Preside a richiamare gli alunni e anche i docenti al rispetto del regolamento di Istituto, così come ha fatto altrettanto bene il Ministro Fioroni ad intraprendere la linea di rigore contro il bullismo e i telefonini selvaggi a scuola, di cui fra l’altro si parla anche in questo numero. Le regole possono essere discusse e, se del caso, cambiate, ma fino a quando sono in vigore devono essere rispettate! In caso contrario, ogni sforzo educativo risulta vano. E' questo un punto cruciale. La redazione.


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il ferrarino

A lezione in Parlamento: ecco come avvicinare i giovani alle Istituzioni Due classi del nostro Istituto hanno visitato, nei giorni 6 e 7 febbraio, la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica nell'ambito del progetto "Dal Comune al Parlamento" che la nostra scuola attua da diversi anni. Il Progetto, che prevede anche la visita dell'assemblea Regionale Siciliana, persegue la finalità principale di avvicinare gli alunni alle Istituzioni, spesso percepite da noi giovani come entità troppo astratte o lontane. Il viaggio è stato preceduto da un lavoro in classe sulle caratteristiche del nostro Parlamento e sulle altre strutture politiche che hanno governato il nostro Paese nel passato. Il primo ramo del Parlamento che abbiamo visitato è stato Palazzo Montecitorio, sede della Camera. Non potete immaginare quale emozione abbiamo provato nell'attraversare il "Transatlantico", il corridoio che fa da anticamera dell'aula. Lì abbiamo visto sfilare numerose autorità che spesso si vedono in televisione. Dentro il Palazzo abbiamo ammirato molte sale che fino a poco tempo fa ci sembravano irraggiungibili, come la Sala della Lupa, ed abbiamo scoperto che la costruzione dell'aula è dovuta ad Ernesto

Basile, un nostro concittadino. Tra l'altro, la seduta a cui abbiamo assistito riguardava un argomento molto sentito da noi giovani: il grave ed attuale problema della violenza negli stadi. Il giorno dopo siamo stati calorosamente accolti a Palazzo Madama dove ci sono stati anche offerti dei gadgets e dove abbiamo visto da vicino molti politici noti, come gli onorevoli Mastella e Castelli. Interessante, presso la libreria del Senato, la Alcuni alunni nella piazza di fronte Montecitorio che si simulazione sull'approvazione di preparano a visitare la Camera rigorosamente in giacca, un progetto di legge a cui abbia- necessaria per entrare in Parlamento. mo assistito seguendo le spiegazioni forniteci dai dipendenti del Senato la didattiche, questo viaggio è diventato ben cui struttura è completamente differente presto anche un vero e proprio "viaggio di da quella della Camera. Al termine della piacere" che ci ha fatto vivere con i comvisita, a ciascuno di noi è stata offerta una pagni di scuola un'esperienza irripetibile e copia della Costituzione originale ed una che ci ha fatto dimenticare presto la fatica di viaggiare in treno (sembrava non si di quella in vigore. Durante il nostro soggiorno nella capitale, arrivasse mai!). Alla fine ci siamo ritrovadella durata complessiva di quattro giorni, ti stanchi ma appagati: non è cosa di tutti i non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di giorni entrare di persona nelle aule andare alla "scoperta" delle bellezze arti- Parlamentari. Giuseppe Fraterrigo IV Pr1 stiche della città eterna. Anche se nato con finalità esclusivamente

ENGLISH for BUSINESS Avviato il progetto

IL LABORATORIO ARTISTCO: UNA ESPERIENZA SIGNIFICATIVA

Il 30 gennaio scorso, nella nostra scuola ha avuto inizio un corso di “Business English” per l’approfondimento ed il potenziamento della lingua inglese nell’ambito del commercio internazionale. Il progetto, già attuato negli anni precedenti, è articolato in due moduli di diverso livello, Preliminary e First, ed ha una durata di 25 ore per modulo, in orario extrascolastico. Prima dell’inizio del corso, noi studenti abbiamo fatto un test per la verifica del nostro grado di preparazione. Le lezioni, tenute da insegnanti di madrelingua, sono sempre rigorosamente in inglese, essendo “bandita” durante il corso la lingua italiana! Al termine di entrambi i moduli, ai partecipanti verranno somministrate delle prove di esami per le certificazioni in Business English. Il nostro Istituo, infatti, è sede d’esami accreditata presso la Camera di Commercio di Londra (LCCIEB) per il rilascio di dette certificazioni. Il corso, comunque, ci servirà anche per ottenere crediti formativi utili per gli esami di stato. Durante le lezioni, si interagisce con i professori e con i compagni per abituarsi a dialogare nella lingua che si sta studiando. A dire il vero, nella mia famiglia siamo abituati a parlare in diverse lingue: oltre all’italiano, ci ritroviamo spesso a parlare in tedesco o in spagnolo. I miei nonni, infatti, sono tedeschi che in tempo di guerra sono emigrati in Argentina dove siamo nati io e i miei genitori. Abbiamo voluto mantenere l’uso della lingua madre per non perdere la ricchezza che la conoscenza di una lingua straniera rappresenta. Questo corso mi sembra utile perché mi permette, non solo di avere contatti con una persona di madrelingua inglese, ma anche di perfezionare l’utilizzo della lingua scritta e parlata in ambito commerciale, cosa che può risultare decisiva per un eventuale lavoro anche all’estero, vista la validità internazionale della certificazione rilasciata. Korell Romina II F

Un'originale iniziativa svoltasi nel mese di dicembre ha visto protagonisti alcuni allievi d e l l ' I T C "Ferrara". L'attività, proAlcuni dei piatti decorati dagli alunni posta dagli insegnati di sostegno, è stata accolta con grande entusiasmo dai ragazzi che, con notevole talento e spirito di collaborazione, si sono impegnati nella realizzazione di piatti natalizi mediante la tecnica del decoupage su vetro. Questi alcuni dei commenti degli alunni che hanno partecipato: P.R.: "E' stato bellissimo; E a Pasqua cosa facciamo?" B.A. "Bello, sto imparando un sacco di cose M.A. " jo u'mma fidu, ma ci provo lo stesso!" Le attività si sono concluse con un momento piacevole cui hanno preso parte anche il Dirigente scolastico e numerosi docenti dell'Istituto che con grande sorpresa hanno potuto apprezzare il lavoro realizzato dai ragazzi. Gli insegnanti di sostegno


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SONDAGGIO

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I GIOVANI, POCO INFORMATI E SEMPRE PIU’ DISTANTI DALLA POLITICA ECCO I RISULTATI DELL’INDAGINE SVOLTA NELLA NOSTRA SCUOLA

Come negli altri sondaggi effettuati dal ferrarino, abbiamo posto delle domande a tutti i ragazzi del corso diurno. L’argomento riguarda il rapporto degli alunni con l’informazione e in particolare con quella politica. Questa volta ci è sembrato utile dividere le risposte date dagli alunni del biennio da quelli del triennio, considerata la rilevenza che l’età può rivestire circa gli interessi dei ragazzi. Come era prevedibile, molti giovani non solo non sono “attratti” dalla politica, ma non sentono minimamente il

dovere di informarsi su quanto accade nella società in cui vivono. Infatti, viene decisamente confermato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, il fatto che si leggono poco i giornali (Il 72% degli intervistati più giovani quasi mai legge un quotidiano) ma non sono nemmeno pochi coloro che quasi mai seguono un Telegiornale (circa il 20 %). La maggioranza degli alunni ammette di non essere per nulla informata sulle attuali questioni politiche, anche se è un dato positivo che il 54% degli alunni del triennio

Nei mezzi di informazione ti interessa maggiormente

Lo Sport

La politica Spettacoli, e l’attualità musica...

desidera capirne di più. Viene da pensare che i giovani non seguono la politica anche perchè la capiscono poco. A questo proposito, la scuola, aiutando gli alunni ad orientarsi nelle varie questioni “sul tappeto”, potrebbe svolgere un ruolo decisivo. Ferro R. e Lentini N. V E

ogni giorno

più volte a settimana

quasi mai

Leggi un quotidiano

LEGENDA

I DATI SONO ESPRESSI IN PERCENTUALE

Ritieni di essere informato sulla politica:

Per nulla

Segui un telegiornale

abbastanza

molto

ogni giorno

più volte a settimana

quasi mai

Ti piacerebbe capirne di più della politica?

No, la politica non mi interessa

Si, mi piacerebbe

L’ I N T E R E S S E P E R “ L A C O S A P U B B L I C A ” RIAVVICINARE I GIOVANI ALLA POLITICA:UN IMPORTANTE COMPITO DELLA SCUOL A

segue dalla prima

Non è un caso che l'Italia, quasi sempre agli ultimi posti nelle varie classifiche sui vari aspetti della vita sociale ed economica dei Paesi europei, balzi al primo posto per numero di parlamentari condannati o indagati in procedimenti penali, ma non per questo non più nostri rappresentanti! Sarebbe, però, un grave errore lasciare che dell'amministrazione Pubblica si occupassero solo i "politici di mestiere". Ci lamentiamo spesso dei nostri governanti senza, tuttavia, pensare che essi sono espressione del popolo che li elegge. Se i cittadini non si interessano della "cosa pubblica", quali risultati possono dare le elezioni? Verranno scelti realmente i migliori, i più capaci e lungimiranti? Partecipare attivamente alla vita pubblica è, quindi, un dovere morale così come informarsi adeguatamente e documentarsi sulle varie questioni politiche di volta in volta sul tappeto risulta indispensabile per un giudizio fondato e obiettivo sulle varie azioni di governo. Non a caso, lo stesso

Presidente della Repubblica, nel suo messaggio di fine anno, ha auspicato che le nuove generazioni possano ritornare ad appassionarsi alla politica. A tal fine risultano particolarmente utili ed apprezzabili le iniziative promosse dalla scuola per avvicinare i giovani alle Istituzioni, come la visita del Parlamento appena effettuata da alcuni alunni del nostro Istituto nell’ambito del progetto “Dal Comune al Parlamento” . Così come sarebbero da incoraggiare le discussioni tra i banchi di scuola, magari partendo da domande degli alunni, sulle varie questioni di attualità. Sarebbe una altrettanto buona abitudine leggere in classe dei quotidiani. Con questo intento, noi della redazione abbiamo preso contatti con "La Repubblica" per avere delle copie omaggio del giornale. In tale ottica, in questo numero del ferrarino, abbiamo voluto fornire degli spunti di riflessione sull'attuale e delicato tema dell'eutanasia, sulla pena di morte e sul-

l'uso dei cellulari in classe, con l'intento di favorire dei dibattiti tra gli alunni, convinti come siamo che compito della scuola sia, oltre che fornire nozioni e formule, anche e soprattutto quello di formare cittadini responsabili e capaci di partecipare attivamente alla vita pubblica.

La redazione

Il “Ferrara” tra le scuole premiate L’Associaz. di giornalismo Scolastico “Alboscuole” ha invitato la redazione del ferrarino al Premio Nazionale Scolastico “Giornalista per 1 giorno”. L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, si svolgerà a Fiuggi dal 14 al 18 maggio 2007 con il patrocinio della Presidenza del Parlamento Europeo. Nella lettera di invito, il presidente dell’associazione ha espresso particolari riconoscimenti per il nostro Giornale d’Istituto.


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PARLIAMONE

TUTTI SCONFITTI

IL TRAGICO DERBY DELLA VERGOGNA Venerdì 2 febbraio, i nostri alunni sono stati al teatro Orione ospiti della trasmissione televisiva “Tgs Studio Stadio” per assistere a quello che è diventato il derby della vergogna. Sul giornale di Sicilia del 6/2/07, una intera pagina è stata dedicata agli articoli che gli studenti del “Ferrara” hanno scritto sul tragico epilogo della partita.

È finita in tragedia quella che avrebbe dovuto essere una spettacolare partita di calcio tra due squadre protagoniste del nostro campionato. Catania contro Palermo, ma anche Spinesi contro Caracciolo, Mascara contro Di Michele, tutto ciò che riguarda il calcio vero, sano, quello che si ama! E invece ci troviamo a raccontare l'ennesimo episodio di violenza negli stadi, di scontri tra ultras e agenti di polizia, di feriti e, purtroppo, anche di una vittima. Il 38enne Filippo Raciti, ispettore capo di polizia, è deceduto lasciando la moglie e due figli per colpa di alcuni "tifosi" che lo hanno selvaggiamente picchiato. Il mondo del calcio si è fermato, per rispetto verso un padre ucciso da alcuni scellerati solo perché stava svolgendo il suo lavoro di poliziotto. Una vicenda questa che colpisce profondamente tutta l'Italia, non solo quella sportiva. E' possibile che gli ultras siano diventati soldati e gli stadi campi di guerra? Non lamentiamoci poi se le platee italiane sono sempre più vuote, prendiamo esempio dagli inglesi: sconfiggiamo i tifosi malati!

Doveva essere un inedito venerdì calcistico nel quale avrebbe dovuto regnare lo spettacolo tra due delle più belle realtà del nostro campionato. Per la prima volta nella storia del calcio italiano, Catania - Palermo significava sfida al vertice per la zona Champions League. Purtroppo così non è stato, a causa di alcuni idioti che si definiscono tifosi ma che dimostrano solo di essere degli stupidi fautori di violenza. Incidenti prima, durante e dopo la partita, più di un centinaio di feriti e, cosa ancor più grave, un ispettore di polizia che, colpito dalla violenza di alcuni sostenitori del Catania, ha perso la vita; è questo il resoconto di un inedito venerdì calcistico, ma non spettacolare, bensì disastroso! Una tragica vicenda questa, che deve farci riflettere su quanto il calcio italiano stia perdendo la sua immagine. I cosiddetti ultras dovrebbero smettere di comportarsi da idioti: amare la propria squadra non significa fare a pugni (e non solo) con poliziotti e tifosi avversari... Se non si cambia sul serio, è tutto il calcio ad essere sconfitto.

Giuseppe Cristian Amoroso Vpr3

Alessio Curci Vpr3

Ultras come soldati: questo non è calcio

PENA DI MORTE , CRESCE IL CONSENSO PER UNA MORATORIA L'impiccagione di Saddam Hussein, avvenuta il 27 dicembre 2006, ha riacceso il dibattito sulla pena di morte. I numerosi appelli, provenienti da diverse parti del mondo, per una sospensione dell'esecuzione, purtroppo, sono rimasti inascoltati, aggravando irrimediabilmente la crisi irachena. L'esecuzione di Saddam, infatti, vissuta dai sunniti come un aperto atto di ostilità nei loro confronti, ha compromesso definitivamente una soluzione pacifica del conflitto con gli sciiti. L'opinione pubblica mondiale appare ancora divisa: in molti paesi in cui vige la pena di morte, esiste un forte movimento che ne chiede l'abolizione. Viceversa, nei paesi in cui essa non è ammessa, tra cui l'Italia, riaffiorano richieste di reintroduzione di questa pratica "disumana", condannata già nel '700 dal grande giurista Cesare Beccaria che, con il suo trattato "Dei delitti e delle pene", affermava che ogni uomo, anche se criminale, non può essere privato della sua dignità. La Costituzione italiana, riaffermando il principio secondo il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell'umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, ha introdotto nell'articolo 27 il divieto della pena di morte, lasciandola in vigore solo per i casi previsti dalle leggi militari di guerra; anche que-

sti casi, però, sono definitivamente caduti con la legge del 25 ottobre 1994. I sostenitori della pena di morte partono dal presupposto che è compito dello Stato difendere l'intera collettività e che, per i reati più gravi, nessuna pena costituisce la giusta punizione se non l'esecuzione capitale. Inoltre essi ritengono che la pena di morte sarebbe un efficace deterrente per i delitti più efferati. Per contro, i movimenti abolizionisti adottano le seguenti argomentazioni: - In caso di errore giudiziario, l'impossibilità di ridare la vita all'innocente erroneamente condannato; - Il non funzionamento della pena di morte come deterrente per i delitti più efferati. - La possibilità che bisogna dare al reo di redimersi - Nessun uomo, né lo Stato, ha il diritto di togliere la vita ad un altro uomo, indipendentemente dalla gravità del reato commesso. Il nostro paese, in prima linea nella battaglia contro la pena di morte , ha presentato nel dicembre scorso all'assemblea dell'Onu un'iniziativa per giungere ad una moratoria internazionale della pena di morte, iniziativa che ha raccolto l'adesione di 85 paesi membri; ma i paesi da convincere sono ancora una sessantina. La Commissione Europea ha recentemente appoggiato la proposta italiana

l’impiccagione di Saddam Hussein

all'Onu per la moratoria contro la pena morte, anche se britannici hanno ribadito la loro contrarietà a questa iniziativa, considerata lesiva dei rapporti con gli Usa. Al terzo Congresso mondiale contro la pena di morte, tenutosi a Parigi il primo febbraio 2007, al quale hanno partecipato circa mille delegati provenienti da tutte le parti del mondo, si è discusso dei progressi ancora da compiere, in particolare, in Nordafrica, in Medio Oriente e in Cina: in vista delle Olimpiadi del 2008, infatti, è stato lanciato dagli sportivi che parteciperanno ai giochi olimpici un appello solenne per una tregua nell'applicazione della pena di morte. Cusimano Serena III E


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OPINIONI A CONFRONTO

Il caso Welby, tra morale collettiva e autodeterminazione individuale Chi condanna l'eutanasia sostiene che: - essa infrange il desiderio naturale di vivere; - la vita è un regalo di Dio e solo Lui può riprendersela; - la sofferenza umana ha un valore positivo per il paziente terminale. Chi è a favore dell'eutanasia sostiene che: - il suicidio è un atto che teoricamente chiunque può praticare, ma i malati terminali che sono in ospedale non possono esercitare questa opzione; - l'argomento "cristiano" non può giustificare la negazione della possibilità dell'eutanasia alla gente che non crede; - dovrebbe essere una decisione personale. Sostiene Mill che "ogni uomo possiede originariamente una completa libertà di agire e di disporre delle sue proprietà e della sua persona secondo la sua volontà, nei limiti della legge naturale, senza che le sue decisioni possano dipendere dalla volontà di nessun'altra persona". La posizione milliana sostiene pertanto il diritto del paziente all'autodeterminazione. L'eutanasia dovrebbe essere vista ovviamente a beneficio del singolo e non della società (ciò che potrebbe comportare un uso aberrante di essa come eutanasia eugenetica o come eutanasia economica). Inoltre, se l'eutanasia fosse legalizzata, sarebbero necessari controlli rigorosi affinché non si facciano abusi dello strumento. Il movimento ideologico pro eutanasia sostiene il passaggio dal mero diritto alla vita al diritto alla qualità della vita. Il malato terminale si trova in una situazione di dolore indicibile: la sof-

ferenza è talmente insopportabile che l'unico suo desiderio potrebbe essere (Welby docet) la morte. In siffatta situazione, il malato terminale potrebbe desiderare la "buona morte" ad opera di un medico (in altri casi sarebbe nient'altro che omicidio). Scrive Welby nella sua lettera aperta al Presidente della Repubblica: "ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio" e "quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente "biologica", io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico". Mentre il soggetto senziente è in grado di accettare o rifiutare l'attività medica, così non è per il soggetto divenuto incapace di intendere e di volere: si crea un'assurda discriminazione a danno del soggetto divenuto incapace che, di fatto, dovrà sottostare a ciò che il medico ritiene per lui più opportuno. La proposta di legge sul testamento biologico è finalizzata a dare rilievo giuridico alla volontà del soggetto espressa adesso per allora, al fine di evitare che la volontà dell'individuo venga "ignorata o sostituita con volontà altrui, siano esse del medico, dello Stato, delle confessioni religiose, della commissione bioetica del momento" (On.le D. Poretti). Prof. C. Platia

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Nè accanimento nè eutanasia In un tema così delicato e dibattuto qual è quello dell’eutanasia, dove si osservano opposte posizioni in campo, tutti sembrano concordare sulla liceità della sospensione dell'accanimento terapeutico, inteso come l'uso di terapie in malati che non ne traggono nessun beneficio, che ha come unico effetto solo una sopravvivenza dolorosa e insopportabile. Tuttavia, è necessario evitare che il concetto di accanimento terapeutico venga utilizzato per diffondere una cultura favorevole all'eutanasia, vista come rimedio ad una sofferenza divenuta "insopportabile". Se è senz’altro lecito non “accanirsi terapeuticamente” non lo è altrettanto anticipare deliberatamente la morte di un individuo. Con l’eutanasia si finirebbe, in nome della libertà individuale, per annullare la fonte della sua ragion d'essere, ovvero la vita stessa. Appare invece utile esaminare le ragioni che possono spingere un soggetto a chiedere di porre fine alla propria vita: spesso si tratta di cause psicologiche (depressioni) che possono essere rimosse con adeguate terapie. Altre volte è la comprensibile paura del dolore che sempre più spesso, arriva fino ad un netto rifiuto della sofferenza. In una società in cui la qualità della vita viene misurata secondo criteri di efficienza e forma fisica, una vita che ne è priva non sarebbe degna di essere vissuta. In questo caso una adeguata terapia antidolorifica e una “vicinanza” al malato potrebbero alleviare la sofferenza e ridurre la domanda di “dolce morte”. L’eutanasia appare, invece, un rifiuto dell’impegno umano e clinico a favore del malato e una fuga di fronte alla paura della morte. Il dolore e la sofferenza non possono declassare la vita ad una condizione “non degna” di essere vissuta. I mass media hanno dato molto spazio al caso di chi ha deciso di arrendersi ma non altrettanto a coloro i quali, e non sono pochi, nonostante le sofferenze indicibili, lottano per vivere fino in fondo ogni momento della loro vita. Giuseppe Pagano IIIPr3

A N E W B U S I N E S S : L’ O R G A N I Z Z A Z I O N E D I E V E N T I "Non si sa mai: oggi, domani un concorso…". Questo è un detto che si sentiva ripetere spesso in passato. Oggi invece si sa per certo: di concorsi ce ne sono sempre meno e sempre meno si riesce a trovare un "posto" di lavoro dipendente. Perché allora, invece di aspettare passivamente di trovare un lavoro dietro una scrivania o in Polizia, non pensare seriamente ad una iniziativa economica autonoma? Ciò, fra l'altro, potrebbe servire per cominciare a smentire l'opinione diffusa che al sud manca lo spirito imprenditoriale. Penso, ad esempio, ad un business che in pochi anni ha fatto decollare gli affari di molti imprenditori: l'organizzazione di eventi. Questo mestiere oggi è intrapreso da molti giovani che con un piccolo investimento riescono ad avere un lavoro autonomo, facile ma allo stesso tempo dinamico e quindi lon-

tano dagli schemi monotoni di altri lavori (ufficio, call center, ecc.). Non servono particolari titoli di studio: il diploma che rilascia la nostra scuola può andare benissimo. L'importante è però seguire dei corsi che aiutino nello svolgimento di tale professione. Dopo basterà, oltre all'impegno, una grande dose di fantasia e creatività. Molti imprenditori che già da anni hanno intrapreso questa carriera riescono a guadagnare fino a 800.000 euro l'anno. Il loro successo è confermato dal fatto che i loro nomi sono spesso sentiti alla radio, in tv o scritti in grandi manifesti. Qualcuno di voi avrà sicuramente sentito parlare della "Giuseppe Rapisarda managment", una delle più note organizzazioni del settore. Rapisarda ha iniziato organizzando concerti nelle feste di piazza e in piccoli paesi e fino ad oggi ha organizzato migliaia di concerti

nelle piazze e nei palasport di grandi città. Mi sono trovato molte volte a concerti organizzati dall'azienda Rapisarda e mi sono accorto che dietro ad ogni concerto si nasconde un grande lavoro che necessita la collaborazione di tanti dipendenti. Altri imprenditori hanno spaziato in questo campo diventando, per es., wedding planner, cioè organizzatori di matrimoni o organizzando feste private come gli "addii al celibato"… Addirittura, la "French Letter Boys", un'azienda inglese organizzatrice di eventi ha raggiunto un fatturato di € 362.000 l'anno. Per concludere, al sogno di diventere calciatore, velina o modella ecc., esistono alternative più concrete di più facile intraprendenza che possono dare però altrettante soddisfazioni personali Bacione Alberto VPr3


febbraio - marzo 2007

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LE LADRE DI MERENDINE «ITC Ferrara, buongiorno!» «Buongiorno, sono Mancuso, quello dei distributori automatici. Posso parlare con la Preside?». «La Preside per il momento è occupata. Le passo la vice-preside, la prof.ssa Gullo?». «Va bene, grazie». «Pronto, prof.ssa, si tratta delle nostre macchinette delle merendine: ogni volta, vi troviamo le vecchie 10, 20, 50, 100 lire, gettoni delle giostre, vecchi gettoni del telefono, perfino monete polacche e croate. Finora abbiamo avuto un danno di circa 200 €. E’ mai possibile che nella vostra scuola ci dobbiamo rimettere sempre? L’anno scorso abbiamo dovuto fissare a muro le macchinette per evitare che gli alunni le muovessero facendo cadere le merendine, ora troviamo sempre monete fuori corso. Che dobbiamo fare? Devo andare dall’avvocato?». «Senta, Sig. Mancuso, adesso devo andare in classe e non ho tempo, ma le prometto che ne parlerò al più presto con la Preside e le faremo sapere…».

danno che stava subendo non era solo di 200 € ma, considerando le notti insonni e i danni morali, era di gran lunga superiore. Forse doveva andare veramente da un avvocato… Intanto la Prof.ssa Gullo cominciò a pensare alle possibili soluzioni da prospettare alla Preside. Fare una circolare: non servirebbe a niente! Dire a Mancuso di portarsi via le sua macchinette: eliminerebbe il problema ma creerebbe malcontento negli alunni che troverebbero un pretesto per lamentarsi e magari non entrare a scuola. Incaricare qualcuno di controllare con discrezione i movimenti vicino alle macchinette per scoprire il colpevole: ecco la soluzione migliore!

«Ci mancava solo questo oggi» – pensò seccata la Gullo – «Non bastavano le classi scoperte, i miei alunni che aspettano il compito in classe da un quarto d’ora, il fiduciario del “Margherita” che minaccia di denunciare alla polizia i nostri alunni che “innaffiano” dalle finestre le ragazze del suo Istituto. Ci voleva solo la ciliegina sulla torta! » «Tecno service, buongiorno» «Buongiorno, sono Mancuso, quello delle macchinette del caffè e delle merendine. Potete mandare un tecnico all’ITC Ferrara per riparare un distributore automatico?». «Di nuovo? Non è venuto già la settimana scorsa?». «Si, ma il problema non si è risolto! Quella maledetta macchina sembra stregata: continua ad essere sempre più piena di pezzi di metallo che hanno solo l’ombra di monete e sempre più vuota di merendine!» «Va bene. Le manderò un tecnico domani». Mancuso non riusciva a prendere sonno anche se erano le due di notte. Non poteva capacitarsi. Come era possibile che la macchina accettasse dagli alunni praticamente ogni sorta di oggetto metallico mentre prontamente sputava ogni moneta irregolare in tutte le prove che lui e il tecnico avevano fatto? Ci doveva essere qualcosa sotto. Ma cosa? E poi gli alunni mica si accontentavano di prendere una cioccolata od una altra bevanda. No, sceglievano sempre le merendine più costose! Quando finalmente si addormentò, Mancuso cominciò a sognare il distributore che assomigliava ad un grande viso umano: le scritte illuminate delle istruzioni sembravano due enormi occhi luccicanti, mentre la fessura per il recupero delle monete aveva la forma di una bocca storta da cui uscivano gettoni del telefono che, cadendo, facevano un rumore simile ad un ghigno. Si svegliò di soprassalto. Pensò allora che il

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SCRITTURA CREATIVA

Dopo una settimana e dopo che Mancuso con il tecnico avevano fatto per l’ennesima volta ogni sorta di prova alla macchina che sembrava funzionare regolarmente, il Sig. Bonvissuto, incaricato di smascherare i colpevoli, corse dalla Preside a raccontare quanto aveva appena visto: passata la ricreazione e prima del suono della campana della IV ora, quando attorno alle macchinette non c’è molto movimento, due ragazze facevano finta di leggere gli avvisi e i posters , guardando, però, continuamente verso i corridoi. Quando lui aveva girato loro le spalle per pochi minuti, vide che le ragazze si allontanavano allegramente con in mano due merendine al cioccolato. Come mai sono stati 5 minuti vicino le macchinette senza far niente e solo quando nessuno poteva vederle, hanno preso le merendine? Evidentemente hanno fatto qualche operazione “speciale”. La Preside ringraziò il bidello e gli chiese di continuare a tener d’occhio le due ragazze. Poi quando era già sulla soglia della porta gli raccomandò: «appena scopre qualcosa, non ne parli con nessuno, ma riferisca solo a me” Il sig Bonvissuto notò che parole simili aveva usato Erode quando aveva mandato i Re Magi a cercare il “Bambino”! La faccenda, dunque, sembrava farsi sempre più seria! L’indomani, il Sig Bonvissuto , contento di svolgere finalmente compiti più delicati e meno noiosi di quelli soliti, come far passare le circolari o fare le fotocopie, 10 minuti

( I p a rte) prima del suono della campana della IV ora, si sistemò dietro la porta della stanza-magazzino in modo da poter vedere, senza essere visto, dal piccolo spazio che c’è tra la porta e il telaio. Dopo 5 minuti, quando ormai egli si stava stancando della nuova veste di “agente segreto”, le due ragazze si presentarono con passo veloce. La più alta si diresse subito verso la presa elettrica accanto la macchina. Poi si allontanò velocemente senza far niente. Evidentemente, nel corridoio stava passando qualcuno che lui però non poteva vedere. Di nuovo la ragazza andò vicino la presa elettrica ma questa volta staccò la spina della macchinetta e la riattaccò dopo pochi secondi. Nel momento in cui la spina era staccata, la ragazza più bassa fece un segno alla compagna e introdusse una “moneta” (dalla sua distanza non poteva capire di che genere). Le ragazze si guardarono intorno, poi ripeterono l’operazione e si allontanarono definitivamente. Il Sig. Bonvissuto allora li seguì a distanza, li vide entrare nella I G e, orgoglioso per i frutti del suo lavoro investigativo, andò a riferire tutto alla Preside. Le due alunne, che risultarono essere sorelle, furono immediatamente chiamate in presidenza. La preside, dopo averle invitate a sedere, con i modi gentili e di chi non ama perder tempo, chiese spiegazioni sul loro comportamento: La più alta delle sorelle, con un filo di voce tremante, prese timidamente la parola: «Nostro padre è disoccupato e non può darci ogni mattina i soldi per le pizzette o i panini come fanno i genitori dei nostri compagni. Quando eravamo più piccole, a tavola, egli ci raccontava di come lui, ragazzo, passava interi pomeriggi al circolo sportivo del suo paese dove c’erano i flippers. Avendo raramente i soldi per giocare, spesso guardava giocare gli altri. Un giorno, quando il custode si era allontanato, vide che i ragazzi più grandi staccarono la spina del flipper e la riattaccarono nel momento stesso in cui uno, al posto delle monete, dava un piccolo pugno al flipper che iniziava festante una nuova partita. Da quel giorno mio padre iniziò a guardare di meno e a giocare sempre di più!Una mattina, quando avevamo più fame del solito, ci venne in mente l'episodio della spina e dei flippers e abbiamo provato allo stesso modo con le macchinette delle merendine, solo che il risultato non l'abbiamo ottenuto con il pugno ma con le monete irregolari! Evidentemente, la macchina quando è accesa da pochi secondi non ha il tempo di caricare il programma per il riconoscimento delle monete e così accetta qualsiasi cosa». Continua nel prossimo numero. N.B. Il presente racconto è, ovviamente, frutto della pura fantasia del comitato di redazione. Preghiamo, pertanto, gli alunni di non effettuare nei distributori automatici alcuna prova od operazione che, oltre che sicuramente inutile, potrebbe essere anche pericolosa. Grazie.


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Sfogliando i lavori degli alunni

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BULLISMO E VIOLENZA GIOVANILE …Ho trovato assurdo il fatto che dei ragazzi di

IL MESTIERE D’INSEGNANTE Come tutti i mestieri, quello dell’insegnante è molto complicato, soprattutto dal lato umano perchè per prima cosa si ha a che fare con la personalità di ogni singolo alunno. L’insegnante deve cercare di non rendere facile la distrazione dello studente, deve essere in grado di immedesimarsi in loro. Può farlo pensando a ciò che ha passato anche lui nell’infanzia, nel periodo in cui frequentava la scuola, a ciò che, come gli adolescenti moderni, combinava a scuola. C’è da dire però che i tempi sono cambiati e con essi anche il modo di comportarsi di ogni singolo alunno. Prima nelle aule c’era più disciplina, più voglia di apprendere da parte degli alunni, adesso invece non si ha più la voglia di imparare ma solo quella di rendere la vita impossibile agli insegnanti e a quei pochi ragazzi che cercano di seguire le lezioni con attenzione. A volte i ragazzi appaiono estremamente ineducati e neanche le punizioni li spingono a riflettere sul loro comportamento, che il più delle volte sorpassa ogni limite. Il mestiere di insegnante ha dei lati molto belli se si fa con passione e soprattutto se quest’ultima si riesce a trasmetterla a chi ascolta. L’insegnante che noi alunni ci ritroviamo tutte le mattine seduto nella cattedra, che prova a spiegarci, perchè no, il mondo in cui affrontare i problemi, la vita, può diventare un punto di riferimento per quando si è a scuola, accettando da lui consigli e critiche. Perchè un insegnante è questo che deve fare, deve capire, rispettare e se è il caso spiegare agli alunni l’importanza dell’apprendimento, far capire che non è vero che la cultura non serve più a niente, è vero ci sono molti laureati senza lavoro e altrettanti ragazzi con, diciamo, poca cultura con importanti lavori, ma a parere mio è più confortante essere rifiutato ma sapere che non si è ignoranti piuttosto che essere assunti solo per raccomandazione. La cultura è bello averla fin dall’adolescenza ed è ancora più bello riconoscere di esserla guadagnata grazie a degli insegnanti con la “I” maiscola, che insegnavano con amore la propria materia. Cannistraro Simona IIIPr2

una scuola di Torino abbiano potuto picchiare un ragazzo "disabile" e la cosa più squallida e deprimente è stata filmare con un cellulare tutta la vicenda. In quale società viviamo? Questa è la domanda che ognuno di noi si è posto alla visione del filmato in TV, ma quasi nessuno ha saputo rispondere che la società siamo noi e che questo rispecchia, nella maggior parte dei casi, ciò che noi siamo, ciò che noi abbiamo deciso di essere. Il fatto di per sé è gravissimo e ritengo che non abbia scusanti ma non riesco a capire come mai questo filmato sia diventato il più "cliccato" della rete. Prima che il fatto "diventasse di dominio pubblico", il video era già presente in rete da parecchie settimane ma nessuno era stato capace di denunciarne la presenza. Ritengo che la punizione sia inadeguata perché sospendere per un anno scolastico gli autori della violenza, non fa altro che aggravare la loro situazione. Invece, credo che sarebbe stato più utile far fare loro del volontariato presso dei centri specializzati che si occupano di persone disabili per far capire loro il grave errore che hanno commesso. E poi, perché punire solo tre o quattro persone, quando erano in venti a ridere e ad incitarli?… Salvatore Calabrese V Pr2 …Questa situazione va peggiorando sempre di più, forse perché i ragazzini fin da piccoli attraversano una crisi d'identità o forse perché la solitudine li turba, fino al punto di mettere in atto gesti così atroci e meschini. Io penso che nonostante la giovane età di coloro che commettono tali gesti, bisogna prendere dei provvedimenti che mirino a ricostruire la loro morale e formare la loro coscienza, in modo da evitare che in futuro facciano di nuovo gli stessi errori commessi in passato. Un altro aiuto può essere dato dalla formazione scolastica che potrebbe istruire i giovani in modo tale da non commettere errori che mettano in crisi l'intera società. Marco di Bella V Pr2

…Spesso il giovane che esercita una violenza su un coetaneo, dà l'apparenza di essere una persona forte, un "duro", uno che sa ciò che vuole ed è disposto a prenderselo, anche in maniera violenta. Nella maggior parte dei casi non è così, anzi, è tutto il contrario. Questi atteggiamenti sono dovuti, spesso e volentieri, a carenze caratteriali che, chi è direttamente interessato, cerca di colmare o forse nascondere, non riuscendo a capire, invece, che seguendo certi comportamenti si espongono involontariamente proprio le carenze della propria personalità. E' un problema che va dunque visto dal lato psicologico, dal momento che questo tipo di comportamento nasce dalla mente di quei giovani che, anche se non sembra, possono soffrire di problemi di solitudine, crisi d'identità, oppure di altra natura: ad esempio problemi in famiglia… Andrea De Luca V Pr2 …Esistono svariati motivi che spingono tanti giovani a intraprendere questa strada, questo stile di vita : uno potrebbe essere quello familiare, in quanto molti genitori non seguendo la crescita dei propri figli non concedono loro un'educazione tale da poterli rendere coscienti di quante cose meravigliose il mondo offre e di quanto sia preziosa e ricca di valori la vita. Un altro potrebbe essere generato da problemi di salute: vi sono giovani un po' "disturbati" mentalmente che si autoescludono dalla società, dal mondo, che non hanno voglia di vivere o che non hanno acquistato una propria forma di personalità, di identità e per questo si danno alla delinquenza e al bullismo, diventando tanti teppisti che vanno seminando violenza per le strade e soprattutto nei luoghi pubblici… Ornella Irosa V Pr2

I GIOVANI E I PROBLEMI SOCIALI DEL NOSTRO TEMPO ... Uno dei tanti motivi che inducono i giovani ad assumere droghe è proprio la mancanza di dialogo con i propri genitori o semplicemente con gli adulti; le difficoltà di comunicazione si riscontrano anche nel rapporto tra giovani stessi. Secondo me, con l’avanzamento della tecnologia e con internet è difficile stabilire rapporti d’amicizia veri come quelli di un tempo... Valentina rosone II E ... Tempi duri! Alcuni ragazzi se avessero un lavoro non farebbero certe cose. Si, il lavoro, questo è un altro problema! Molti ragazzi che ogni giorno vanno vagabondando per le strade alla ricerca di un lavoro e magari poi, disperati perchè non hanno avuto risultati, fanno uso di droghe per non pensarci... Fasone Paolo II E ...Quello femminile è un bullismo più psicologico di quello maschile. Anche perchè, spesso nelle vittime delle “bulle” scatta un processo di perdita di stima in se stesse. Chi è rifiutato si adopera per entrare nel gruppo e non rivela a nessuno i suoi problemi. Per questo a volte è difficile individuare il bullismo al femminile. Ne sanno qualcosa i presidi e i professori che affermano che i maschi hanno attegiamenti macroscopici che gli insegnanti riescono subito ad individuare. A volte si creano situazioni di grande sofferenza: la ragazzina emarginata comincia a rifiutare la scuola, si finge malata, non parla. Spesso sono i genitori che peggiorano queste situazioni perchè non si accorgono dei comportamenti dei figli... Secondo me, le bulle stanno diventando un problema grave: con i maschi basta una sgridata per ridefinire i ruoli, mentre le ragazze covano rancore e sono ambigue. Margherita Feliciotti II E


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L A L I B E R TA’ D ' E S P R E S S I O N E Conquista e condizione irrinunciabile di ogni stato democratico

Qualche settimana fa, il nostro prof. di diritto, Stefano Gatto, ci ha mostrato una foto con un giovane solo e inerme di fronte a una serie di carri armati. Questo è stato lo spunto per noi ragazzi della VE e V Pr3 per riflettere su quanto è accaduto in Cina alcuni anni fa. La foto in questione, che riportiamo qui sopra, ritrae una scena del giugno 1989 avvenuta a Pechino. Alla fine degli anni ottanta, il sistema comunista inizia a crollare ed anche in Cina (patria del giovane studente ritratto nella foto) si fa più forte la spinta contro il sistema di gover-

no burocratico che non riconosce alcun diritto fondamentale ai cittadini. In quegli anni ebbero luogo manifestazioni studentesche, con le quali si chiedeva una riforma in senso liberale. Nel 1989, Gorbaciov si reca in Cina acclamato da immense folle riversate sulle strade e costituite, per la maggior parte, da studenti universitari che dopo la sua partenza non tornarono a casa e occuparono la piazza Tienanmen di Pechino, protestando pacificamente. A questo punto il Governo prese una decisione terribile, stabilendo che nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 a Pechino e in altre città, esercito, polizia e carri armati, sparassero sui manifestanti inermi. Fu un massacro con migliaia di vittime. Tutto questo mi ha fatto molto riflettere. Come è possibile che sia stata tolta la vita a quei nostri compagni di scuola solo perché chiedevano in modo pacifico il riconoscimento dei diritti fondamentali? Da noi è una cosa normale manifesta-

re liberamente il proprio pensiero e protestare in piazza contro decisioni del governo. Ma non è stato sempre così e non è così in tutte le parti del mondo! Scene come quelle accadute a Pechino nel 1989 non si devono più ripetere per nessun motivo. Con la violenza non si arriva da nessuna parte. E' necessario sempre ascoltare le ragioni degli altri, in particolar modo quando essi non esercitano il "Potere" e possono essere esposti ad abusi e violenze. Bisogna dialogare, cercare di capirsi e venirsi incontro reciprocamente, è questa la giusta strada che tutti dovremmo seguire. La coesistenza piacevole e gioiosa tra noi studenti non è un fatto casuale, ma deriva dal sacrificio delle vite di coloro (ragazzi, donne, uomini) che non sono più con noi e che dalla loro non presenza fisica è scaturito il sistema democratico nell'ambito del quale abbiamo il privilegio di vivere. Parisi Danila - V E e V Pr 3

CELLULARI IN CLASSE L’APPELLO DEL MINISTRO: PUNITE CHI LI USA! In molti Paesi del mondo, USA, Gran Bretagna, Giappone, si è discusso sull'opportunità di vietare l'uso del cellulare all'interno delle aule scolastiche. Infatti, sempre più spesso, gli studenti si trovano ad usare in modo inappropriato il proprio telefonino. Tra i fenomeni più gravi quello che è stato denominato "happy slapping" ossia la pessima abitudine di filmare con il cellulare i pestaggi di alcuni ragazzi ai danni di compagni più deboli ed indifesi o, in casi ancora più gravi, addirittura delle aggressioni ai professori. In Italia, qualcuno ha proposto perfino di schermare le scuole per impedire il funzionamento dei telefonini. Il Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni, dopo aver espresso qualche tempo fa la sua netta condanna dell'uso dei cellulari a scuola, è recentemente tornato sull'argomento, invitando i docenti a punire gli studenti che utilizzino in classe il telefonino ed a percorrere la strada della "tolleranza zero"! Questo argomento interessa tutti noi ragazzi (chi più e chi meno); sono sicura di non sbagliare dicendo che nessuno vorrà spegnere il proprio cellulare. Penso, però, che questa volta ci ritrovia-

mo in un vicolo chiuso! Ragazzi, ad essere sinceri, in fondo un po' ce la siamo voluta: a chi di noi non è mai capitato di sentire il proprio cellulare squillare in classe disturbando così la lezione? E chi di noi non ha fatto squillare il cellulare volutamente per infastidire l'insegnante? Troppe volte ci siamo fatti sorprendere mentre scrivevamo un sms o mentre addirittura stavamo giocando. Penso proprio che abbiamo esagerato. A nostra difesa vorrei, però, aggiungere una cosa: quante volte il cellulare che abbiamo sentito squillare e che ha disturbato la lezione era quello del prof.? Chi di noi non conosce un professore che durante l'ora di lezione, minimo per cinque minuti e forse più, sta fuori (ma volendo anche dentro) la classe a parlare al telefonino? Se il nostro caro Ministro Fioroni vuole che i cellulari degli alunni debbano essere spenti, non vedo perché quelli dei professori debbano rimanere accesi. Perché loro per prima non ci danno il buon esempio spegnendolo? In quanto nostri educatori dovrebbero farlo (vengono pagati anche per questo). Loro si

giustifichino dicendo che hanno un parente che sta male, la figlia o figlio a scuola, il nipote che sta facendo un esame, o la moglie (o marito) che deve dar loro una risposta importante… Le scuse sicuramente non mancano. Non crederanno mica di poterci battere su questo campo? Pernini Alessia IV E


Relax

pag 12 febbraio - marzo 2007

il ferrarino

Un dono adatto ad ogni giorno dell'anno L'ORIGINE DELLA FESTA La notorietà di San ma sicuramente di rigore il DEGLI INNAMORATI Valentino trova le sue 14 Febbraio! Nonostante l'ampia origini nei paesi scelta di fiori, gli innamorati non hanno mai avuto anglosassoni dove dubbi in proposito: la rosa è il fiore simbolo dell'amore per il culto del santo dell'amore si affermò rapidaeccellenza! In ogni caso, chi l'ha detto che a San Valentino mente. In Francia ed in Inghilterra si diffuse la legsiamo tutti fidanzatissimi? E se proprio in questo periodo siete genda che narrava dell'abitudine di San Valentino, single, che fate? Vi tappate in casa sperando che arrivi presto il vescovo di Terni, di regalare ai ragazzi e alle ragazze 15 Febbraio? Assolutamente no! La parola d'ordine è divertirsi e che attraversavano il suo giardino qualche fiore. Fu così ricordatevi che l'amore nasce nei modi più imprevedibili! che due giovani s'innamorarono e vissero una felice vita Auguro a tutti voi di coronare il vostro sogno d'amore eterno matrimoniale. Da allora, accadde spesso che le coppie in con la persona che amate. Nel caso, poi, che non abbiate ancoprocinto di sposarsi ed i fidanzati si recassero dal santo, tanto ra incontrato la vostra anima gemella, spero che la possiate che egli fu ben presto costretto a riservare una giornata dell'antrovare al più presto. Essa, a mio parere, esiste: basta no per la benedizione nuziale. Il giorno stabilito fu il 14 avere pazienza e guardarsi attorno: io credo che Febbraio, poiché, si narra, che in quel giorno egli si recò in tutti abbiamo bisogno di amare e di essere Paradiso per celebrare le sue nozze. La leggenda si diffuse in tutto il amati. mondo ed il 14 Febbraio divenne una delle feste più amate dell'anno. Si Buon San Valentino!!. accompagnò, poi, al rito religioso anche l'usanza di scambiarsi bigliettini, fiori e Valentina Falcone doni. La città di Terni, di cui è patrono San Valentino, celebra la ricorrenza del santo IV Pr1 con un mese di eventi dedicati all'amore: sfilate, concerti e manifestazioni religiose come la "Festa della Promessa" in cui i fidanzati, provenienti da varie parti del mondo, si raccolgono nella Basilica di San Valentino, scambiandosi promesse d'amore eterno!.Con l'avvicinarsi di San Valentino, la gente di tutto il mondo farà dichiarazioni d'amore. L'usanza tradizionale è di regalaC O LM I re i fiori. Essi, infatti, sono il linguaggio privilegiato di un timifessoressa? - Il colmo per una pro do pretendente, di un amante appassionato, di un e! - Non avere class marito romantico. di matematica? - Il colmo per un prof. ! - Vivere in una frazione

SAN VALENTINO

MI SCANTO

Conoscete la canzone di R. Cocciante, cantata anche da L. Pausini, “Io Canto”? Ecco la “versione scolastica” di alcuni alunni della III Pr3!!! E la campana suona la mattina il professore che fra poco arriva il suo registro prenderà l'appello chiamerà' e il compito detterà che non so fare il foglio ancora bianco del mio vicino ma lo può fare anche un bambino ed il suo sguardo di severità su ogni cosa si poserà el’ansia di chi aspetterà la soluzione che verrà Mi scanto non so cosa scrivere e mi scanto del foglio bianco mi scanto

di un brutto voto mi scanto guardo in giro e mi scanto della bocciatura mi scanto del due in pagella mi scanto del debito mi scanto ma chi mi aiuterà? voglio scappare oppure copiare l'odore del caffè si avvicina il prof che ne vuole una tazzina e per un poco se ne va e collaborare si potrà completando in libertà senza paura i bigliettini volano nel cielo un compagno che lavora tutto solo

BERSAGLIO

la soluzione passera` la mano mia l’afferrerà qualcuno la ricopierà` per questo e quello che verrà Mi scanto se entra il prof mi scanto che ritorna mi scanto mentre copio mi scanto guardo la porta e mi scanto della bocciatura mi scanto del due in pagella mi scanto del debito mi scanto chi mi aiuterà? voglio scappare oppure copiare, copiare..

nauta? - Il colmo per un astro io! az - Avere poco sp nale? - Il colmo per un crimi ati! erc ric - Indossare abiti

DUE TOPI AL C INEMA - “Meglio che non en

triamo”. - “Perchè? C’è ta nta gente?”. - “No, solo quattro gatti”.

O INDOVINELL e del

una part Al maschile è o minile è un tip corpo, al fem d’erba. Che cos’è?

mero. l prossimo nu La risposta ne

Di Pagano Giuseppe III Pr3 Partendo dalla parola che è indicata dalla freccia, raggiungete quella contenuta nel centro del bersaglio, eliminando successivamente tutte le parole incluse in esso, secondo le regole che seguono: La parola può essere un anagramma della parola che la precede. La si può ottenere aggiungendo o togliendo o cambiando una lettera della parola precedente. Può trovarsi unita alla parola precedente in un detto, in una similitudine, in una metafora o per associazione di idee.

Il grano dice alla sua amica mucca: o “d mani sarò falciato, o p vero me”! “ E la mucca: n non te la pre i dere, fatt foraggio”!

Questo lavoro è stato rovinato dall’incremento delle carte di credito!

Ferrarino num.3 Anno 2  

Giornalino del Ferrara