Issuu on Google+

Cristianità, Vaticano e libertà Il caso Anne Rice, tormentata autrice di bestseller gotici e fantasy, annuncia su Facebook che non si riconosce più nelle istituzioni vaticane. Dibattiti Le cause della rottura: troppe norme e divieti su diritti civili e bioetica. L’influente Huffington Post rilancia, migliaia di commenti ondine.

Se il «vampiro» abbandona la Chiesa «Seguire Cristo non vuol dire seguire i suoi seguaci»: con il suo rifiuto della «cristianità» - più propriamente della cattolicità – espresso però «in nome di Cristo», la scrittrice americana Anne Rice ha aperto su Facebook una discussione che ha provocato un terremoto. Il fatto, rilanciato con grande evidenza dall’influente Huffington Post e poi dal «Washington Post» e dal «Guardian», risale a mercoledì, quando l’autrice di bestseller come Intervista con il vampiro ha pubblicato un post inequivocabile: «Oggi smetto di essere cristiana. Ne sono fuori. Resto fedele a Cristo come sempre, ma non all’essere “cristiana”». Risultato: oltre 1.300 commenti e 2.900 «mi piace» (il contrassegno che esprime consenso su Facebook). La svolta, per l’autrice dalla vita tormentata da dure esperienze, viene a pochi anni dall’altrettanto clamorosa (ed enfatizzata) conversione alla fede dopo 40 anni di ateismo. Di famiglia cattolica, orfana di madre da adolescente, la Rice ha perso nel ’71 la figlia Micelle di appena 5 anni, morta di leucemia, e nel 2002 il marito Stan, ucciso dal cancro. Ma nel ’98, risvegliatasi da un coma, la conversione: la scrittrice ritrova la fede e dedica i nuovi libri alla storia di Gesù. Uno choc per i fan del vampiro Lestat de Lioncourt (diventato film con Brad Pitt, Antonio Banderas e Tom Cruise) e di altri personaggi della Rice, atei tormentati e pessimisti dalla sessualità libera. Ora la nuova svolta, motivata però non da un cedimento di fede, ma da una presa di posizione contro quelli che indica come eccessi normativi della Chiesa e le sue posizioni sui diritti civili: «Rifiuto di essere anti-gay. Rifiuto di essere anti-femminista. Rifiuto di essere contro il controllo delle nascite. Rifiuto di essere anti-democratica. Rifiuto di essere contro la scienza». Quasi un manifesto. (Ida Bozzi)

Perché sbaglia

Le mode ideologiche tramontano presto. La tradizione è eterna di VITTORIO MESSORI

C

ose noiose, per chi conosce il giro: è il solito adeguamento conformista all’ideologia

momentaneamente egemone scambiato per rivolta coraggiosa; è la solita superficialità di chi non ha capito la dinamica della fede, scambiata per profondità di visione. Con, per di più, un equivoco di fondo: da qualche anno Mrs Rice ci raccontava che, senza la ritrovata fede del Vangelo, il suo lavoro di scrittrice si sarebbe inaridito. E ha commosso milioni di lettori con la storia della sua

Create PDF with PDF4U. If you wish to remove this line, please click here to purchase the full version


conversione, dal titolo Chiamata fuori dalle tenebre, dove «le tenebre» sarebbero i luoghi in cui Gesù non è adorato. Ora, incassati i diritti d’autore, la born again , la «rinata nella fede», impone agli incauti acquirenti di cestinare quel bestseller e annuncia loro che «cessa di essere cristiana». Ma qui sta l’equivoco: in realtà, cessa solo di essere «cattolica». In effetti, le basterebbe entrare a far parte di molte comunità protestanti per trovare non solo accettate, ma sacralizzate, quelle cose la cui mancanza tra i cattolici scandalizza: nozze in chiesa per i gay, donne vescovo (meglio se lesbiche), contraccezione venerata, «democrazia» nel senso di sottoporre a elezioni gerarchia e norme teologiche, liturgiche, nonché morali. In quelle comunità troverebbe appagate le sue attese, tutte nel segno – lo si diceva – dell’ideologie egemone, che è oggi quella della political correctness del liberalismo, se non libertinismo, dominante. Ma le ideologie mutano, e ciò che ci appare al momento indiscutibile sarà improponibile domani. Anne Rice ha l’età per ricordare che, sino a vent’anni fa, moltitudini di preti e di suore abbandonarono la Chiesa cattolica per motivi opposti a quelli che ora spingono lei ad andarsene: era il momento del «sociale», del «politico» - solo di color rosso, s’intende – che bollava come individualismo borghese ciò che oggi i conformisti liberal considerano sacro. Ma, se la scrittrice avesse vissuto gli anni Trenta e fosse stata tedesca, con la stessa logica di oggi avrebbe «cessato di essere cattolica» perché Roma si rifiutava di seguire la Chiesa luterana inquadrata (con poche eccezioni) nei Deutsche Christen, i Cristiani Tedeschi, che – sotto il comando del «Vescovo del Reich» - insegnava tra l’altro l’arianità di Gesù, il dovere biblico del razzismo, la bellezza della guerra e altre cose ancora. Stia dunque attenta, la Rice che crede di «andare verso l’avvenire»: quell’avvenire, come dimostra la storia, diverrà prima o poi un passato da rimuovere imbarazzati. Chi sposa lo spirito del tempo resta presto vedovo. E, così come oggi ci chiediamo come sia stato possibile essere cristiani nazisti e poi cristiani comunisti, ci chiederemo come si sia potuto essere cristiani liberal. La sua marcia di allontanamento dalla Chiesa cattolica, poi, si scontrerà con quella, sempre più affollata, di credenti che vanno in senso inverso. Centinaia di pastori e decine di vescovi anglicani hanno chiesto al Papa di poter esser riaccolti proprio perché la Catholica rifiuta ciò che entusiasma la Rice. Chi conosce il mondo protestante – quello «storico», nato dalla Riforma del XVI secolo – sa che gruppi sempre maggior meditano di andarsene. E, qui pure, per ragioni opposte a quelle della scrittrice. Attenta, dunque: come spesso accaduto anche tra i cristiani, i «reazionari» di oggi possono divenire i «profeti» di domani.

Perché ha ragione

Contro le gerarchie per un cristianesimo che viva di libertà di GIULIO GIORELLO

A

nne Rice confessa lo stesso disagio che per secoli non solo grandi letterati, filosofi e scienziati

hanno espresso con veementi parole di denuncia, ma che donne e uomini «comuni» hanno provato sulla propria pelle, a volte persino rimettendocela sul rogo o in qualche camera dei supplizi. Non deve dunque stupire che la protesta dell’autrice di una grande saga di vampiri, capace di conquistare milioni di lettori in tutto il mondo, venga da una persona che aveva aderito al cattolicesimo dopo un lungo e tormentato cammino. Le prime vittime di una religione che si manifesta attraverso coazione e gerarchia sono i suoi fedeli, e non i miscredenti di qualsiasi estrazione – siano essi libertini, agnostici, atei, o quel che volete.

Create PDF with PDF4U. If you wish to remove this line, please click here to purchase the full version


Anne è colpita dall’eccessivo numero di regole imposte dalla Chiesa di Roma. Ora, non è che le altre religioni ne siano prive, anzi. Tuttavia, ogni associazione privata (e tali non possono che essere tutte le Chiese, almeno nel quadro di una democrazia liberale) si basa su un insieme di norme che ne definiscono l’identità; queste possono venire cambiate o sostituite nel corso del tempo, ma non possono esser tutte eliminate, peno lo sciogliersi dell’associazione stessa. La vera questione riguarda il contenuto di queste regole e il modo in cui sono imposte e recepite. L’associazione nota come Chiesa cattolica ha sempre ridefinito il suo nucleo profondo in una struttura autoritaria: come hanno fatto notare gli ultimi due pontefici, che hanno tenuto a ribadire (nel caso qualcuno si fosse illuso) che la loro Chiesa non è (e non potrebbe essere) una democrazia. Si potrebbe obiettare da parte cattolica che l’obbedienza data liberamente a chi si ritiene il custode della parole di Dio è la forma più alta di libertà. Ma questa è solo retorica, che giustifica la rinuncia all’autonomia che tipi come Voltaire o Kant ritenevano caratterizzasse gli esseri umani quando escono dallo stato di minorità: perché non dire tutti, come il Leporello alle dipendenze di Don Giovanni, «son prontissimo a servir»? Discriminazione della donna, cui tra l’altro è negato il sacerdozio, concezione rigida della famiglia «naturale» (senza alcuna concessione a persone di orientamento non eterosessuale), divieto di esercitare l’autodeterminazione nelle scelte sessuali e persino nelle decisioni che riguardano la propria fine. Per non dire dell’incapacità delle alte gerarchie di fare veramente i conti con l’individualismo economico, il libertarismo politico e con l’innovazione scientifica e tecnologica, che spazza via superstizioni e vincoli vecchi di secoli. Anne Rice, dunque, colpisce nel segno. E vista la società in cui vive credo che provi una certa insofferenza anche per lo scollamento, che il mondo cattolico ben conosce, tra un insieme di norme in teorie rigidissime e una pratica che le elude con mille accorgimenti. Quest’ultimo mi pare un tratto ancor più evidente in un Paese come il nostro che non nel contesto anglosassone. È possibile una vita cristiana diversa da così? Senza guardare ai tanti esempi dell’Europa soprattutto settentrionale o del Nordamerica, anche in Italia c’è anche esempio prezioso: basti pensare al tipo di Chiesa e di etica, non autoritario e non discriminatorio, realizzato nelle valli valdesi del Piemonte occidentale. Difeso, come sa la storia, con una coraggiosa resistenza a qualsiasi genere di oppressione e intolleranza. (Corriere della Sera, 31 luglio 2010) (riportato su internet da Elia Pirone)

Create PDF with PDF4U. If you wish to remove this line, please click here to purchase the full version


Cristianità, Vaticano e libertà - il dibattito