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Sped. Abb. postale comma 20/B - Filiale di Roma Legge 23/12/’96 - Viale Filippo Tommaso Marinetti, 221 00143 Roma

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Anno 2 - n° 17

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2010 1 EuRo

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ISSN 1593-6309

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Pino Capua: “Roma è pronta a combattere per la sicurezza ed è contro doping e bullismo”

www.professionecalcio.eu


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Editoriale

L’EDITORIALE

Numero 17 06 maggio 2010

Lo sfogo di Primo marani, presidente del mestrina: di Massimiliano Giacomini

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OMA - Circa 200 società irregolari. Una regione, il Veneto, che sembra avere i suoi campionati falsati e un presidente pronto “alla guerra” per far giustizia. Primo Marani, numero uno, da sette anni, del Mestrina, si chiede come può sentirsi Guardini, ex presidente del Comitato regionale Veneto, vittima di un complotto quando: «È stato lui a creare questo scompiglio. Io ho sbagliato a chiamarlo per spiegargli che avrei potuto pagare l’iscrizione in ritardo, lui in un primo momento mi garantì che non ci sarebbero stati problemi, l’importante che nella distinta del bonifico comparisse la valuta al 15 luglio. Poi una volta portato il bonifico mi voltò le spalle, ma anche dopo avermi escluso da tutti i campionati trattennero nei loro conti i miei

soldi fino ad ottobre, se non è truffa questa!». Rincara la dose Marani e lo fa spiegando che: «Quando solo la Mestrina è stata esclusa sono andato a casa ed ho scritto al Presidente Carlo Tavecchio chiedendogli di intervenire, ma di tutta risposta mi è stato detto che non era di sua competenza ma del solo Comitato. Eppure - prosegue Marani - l’articolo 16 delle NOIF parla chiaro spiegando che “la decadenza e la revoca dell’affiliazione sono deliberate dal Presidente Federale” e in più dice che “Il Presidente Federale, sentita la Lega di competenza può mantenere l’affiliazione della società ove ravvisi casi di forza maggiore o di particolare rilevanza….”. In questa storia, se si fosse voluta fare luce, si sarebbero potute cambiare le carte in tavola. Ora sono pronto ad adire a vie legali per tutelarmi dal grave danno economico che mi hanno pro-

vocato escludendomi da tutti i campionati. Avevamo 250mila Euro di sponsor, abbiamo perso tutti i calciatori, che si sono svincolati e anche i 130/140 bambini della scuola calcio. Per noi è stata una perdita enorme, per questo intraprenderemo una causa civile per danni e truffa, dove coinvolgeremo tutte le parti in causa: il Cr Veneto, Guardini, La LND e la Federcalcio. Dove posso attaccare attaccherò visto quello che mi hanno fatto». Primo Marani non è tipo da nascondersi dietro il “politichese” e aggiunge: «Guardini dice che l’85% delle società alle ultime elezioni lo ha votato? Vorrei ben vedere era il solo candidato chi si poteva votare? Hanno fatto quello che hanno voluto, hanno cancellato con un colpo solo 80 anni di storia. Ora chiederò di essere ammesso al campionato di Promozione, dopo quello che mi hanno

Primo Marani, presidente della Mestrina (Foto Archivio)

fatto è il minimo. Ho sbagliato a dire al Guardini che mi trovavo in difficoltà, dovevo presentarmi e consegnare gli incartamenti senza dire niente a nessuno, tanto non hanno mai controllato le date dei bonifici. Per capire l’accanimento nei miei confronti bisogna andare indietro di tre anni quando il Guardini prese una squalifica per colpa di una società dove io ero transitato, lui credeva che fosse accaduto per mia responsabilità ma ero del tutto estraneo alla vicenda. Quando c’è stata l’opportunità l’ha sfruttata». Presidente resta il fatto che lei era fuori i tempi per l’iscrizione: «Infatti io non dico di non aver sbagliato ma devo capire perché sono stato l’unico a pagare. Ci sono 198 società (i nomi delle quali e le date dei bonifici troverete a piè pagina) irregolari, allora mi dovete dire se i campionati sono o no regolari. È tutta una truffa. Per


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Editoriale

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“Adirò per vie legali, sono stato l’unico escluso dal campionato”

ECCO L' ELENCO DI TUTTE LE SQUADRE ECCELLENZA Abano Calcio 17/07/09 Castelnuovo Sandrà 17/07/09 Nuova Valdagno 17/07/09 PROMOZIONE Belfiorese 17/07/09 Calcio Schio 17/07/09 Cornedo 21/07/09 Radio B. Luparense 20/07/09 - Zero Branco 17/07/09 - Vedelago 17/07/09 - San Martino Speme 17/07/09 - Porto Viro 17/07/09 Massanzago 17/07/09 Legnarese 17/07/09 Campetra 17/07/09 Belvedere 17/07/09 Caldogno Rettorgole 17/07/09 - Elleesse La Loggia Cast. 17/07/09 Virtus Romano 21/07/09 PRIMA

CATEGORIA Turchese . Suseganese Redentore - Granzette Fellette - Borghetto Barcon - Real Dallos Murialdina A.S.D. - S. Anna - Rozzampia - Pro Refrontolo - La Gazzella -Grisignano - Capodoro - Bertesina - Atletico Teolo - Arsiero - Calcio Paese Calcio Montegrotto - Euganea Rovolon - Due Torri Ro. Concamarise Camamise - Altair Calcio Valboite - Faizame 1931 - Giarre - Altavilla Calcio Atletico Arbizzano - Peschiera D. G. - La Rizza Deportivo Ospedaletto Vicenza Intrepida A.S.D. Loreggiola 2000 - Nuova Cometa S.M. - Faizame 1931 - Castelcodissago Bomfer. Arr. Ti Fantom S. Lazzaro Serenissima S. Michele 2009 - S. Giorgio Villa . - San Martino colle - Sant. Ignazio - Santelenese Sarmeola A.S.D. - Staffolo - Stra Riviera del Brenta Summaga Calcio Tezze del Brenta - Bonifico il 16/07/09 Valgatara Vallata 1999 A.S.D. Vallese Calcio - Virtus Colsera - Virtus Guizza Junior. Mestrina 1929 22/07/09 bonifico valuta data 15/07/09 Limena 17/07/09 - Nettuno Lido 17/07/09 - Pove 17/07/09 - Scardovari 17/07/09 Borgo Scaligero Soave 17/07/09 - Summamia ( Summania ) 20/07/09 Riese Valla calcio 17/07/09 Del Graticolato 17/07/09 San Stino Corbolone 17/07/09 - C.R.A.R. Canove 17/07/09 Travettore 17/07/09 Montebaldina Consolini 17/07/09 Calcio Trebaseleghe 17/07/09 -

Audace S.M.E. 17/07/09 Calcio Bevilacqua 21/07/09 - Carpanedo 31/07/09 Il 17/07/09 - Amici di Fortogna - Bergantino Boys Gazzo - Breda Buso - Calcio S, Martino - Carianese Calcio Castion - Cogolo Calcio - Coide Peda - Coriano Evolution Team - Ficarolo - Fortitudo Scaligera Grassaga - Grignano Justinense - L a Vittoriosa - Lion - Marchesino 2008 - Maria Ausiliatrice Montagnana Monteccaio Precalcino Oltre Piave 98 Pelestrina - Pettorazza Pianiga - Pilastro Orgiano - Ponte Crepaldo R.E.A.L. Padova - R.S. Anna - Recoaro Roverchiara A.S.D. - S. Antonino - San Martino di Vemezze - Sois - Sst. calcio - Stanghella Union Calcio Thiene - Val Pantena - Val Tramignìa Cazzano - Vedelaghese Vegiano Calcio 2007 Volpago Calcio Amatori Beverare 20/07/09 - Ca Emiliani 20/07/09 Crocefisso A.S.D. 20/07/09 SECONDA CATEGORIA Tutte il 17/07/09 Albaronco A.S.D. - Alfa Dolce Marana Formi Altivolese - Arso Aurora Treviso due bessica - Bovolone Burano - Calcio Noale A.S.D. camaro - Chp River Team B. - Gav. verona San Michele - Hellas Monteforte - Merlara Mira calcio - Montà Napoleonica - Oriago Orsiana . Parona - Real Campalto - Rosolina - S. Marco Arqua Polesine S.Virgilio Adria - S. Marco Calcio - Sanguinetto sindacale - Simerc -

Breganze - Sitlamd Rivereel - Union Campo S. Martino - Union Maser - Valdosport - Virtus Agna 2005 - Zona Marina SECONDA O TERZA CATEGORIA Aurora San Nicolò 20/07/09 C.U.S. Padova A.S.D. 20/07/09 Stientese A.S.D. 20/07/09 - Due Monti 21/07/09 Nuovo Calcio Gramcoma 22/07/09 Deserto 24/07/09 - 1919 Cadore 03/08/09 Gregorense trimitas 20/07/09 - Vi Postumia 2000 20/07/09 - Edera Veronetta 21 /07/09 Cervarese 22/07/09 -

e-mail info@professionecalcio.net

essere corretti dovrebbero usare i soldi delle iscrizioni per la prossima stagione senza chiedere nulla alle società. Invece sono sempre a chiedere soldi e comminano multe di centinaia di euro fuori dalla reale portata delle società. Pensano solo ai soldi e alla poltrona, senza pensare a noi. Calcoli che se dei tifosi insultano gli arbitri ci vengono date multe anche per mille euro così facendo, seguendo una proporzione logica in Serie A dovrebbero dare 1 milione di Euro di multa per lo stessa situazione. Il calcio va rifondato. Sembra - ci spiega Marani - che in altri Comitati le iscrizioni vengano pagate a rate durante l’anno voglio andare a fondo a questa situazione, sono pronto a fare la guerra e a portare tutti in tribunale».

Schiara 22/07/09 Palladiana Vigor Dolo 23/07/09 - Asiago Calcio Altopiano 23/07/09 Cismon Calcio 27/07/09 - Tresto 96 27/07/09 Papozze 2009 30/07/09 Nuovo San Pietro 31/07/09 - Zairo Calcio 11/08/09 - Aurora Cavalpomica 2009 14/08/09 - Ca Degli Oppi 17/08/09 - Ospitale 19/08/09 - Luisiana 28/08/09 .

Reg. del Tribunale di Roma n° 1/2009

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La Rubrica

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il campionato di Serie A e l’occhio critico di gasperini

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OMA - È praticamente finito, con una farsa, il campionato italiano. Le ultime due gare, che verranno giocate in contemporanea, non servono più a nulla. Lo avevo detto: la chiave di tutto era AtalantaBologna che in caso di vittoria orobica, avrebbero reso più credibili le ultime due gare. Non è stato cosi per l'errore dal dischetto e l'autorete che praticamente spacciano gli sfortunati ragazzi in nerazzurro. È tranquillo il Catania, che col punticino ha trovato la salvezza anticipata e ha rovinato definitivamente le speranze di Champions di una Juve apparsa tonica ma pasticciona in avanti (Del Piero, dammi retta, appendi le scarpe al chiodo). Zaccheroni ormai frastornato, ha sbagliato formazione e cambi, causando la frittata finale ed il sorpasso del Napoli.Volutamente non faccio commenti sulla partita farsa Lazio-Inter che, ormai lo si sapeva da una settimana, era mirata unicamente a far perdere lo scudetto alla Roma che lo meritava più degli uomini di Mou, reduci dalla vittoria al “Camp Nou” che

li proietta alla finale di Champions contro il Bayern. Gli interisti hanno festeggiato in maniera trionfale quella che può sembrare si un trionfo, ma che in effetti ha portato solo una finale: devi battere i tedeschi per esultare. Ricordate l'Amburgo-Juventus ad Atene 83? Tutti davano i bianconeri per sicuri campioni, andavano ad Atene a fare una scampagnata, chi era il povero Amburgo, vittima destinata? Poi sappiamo come andò a finire, dico dunque attenta Inter, festeggia quando sarà il momento... Inoltre metterei in evidenza l'improvvida decisione della Lega che avrebbe dovuto far giocare le gare decisive in contemporanea. Si sarebbe comportata così la Lazio se Atalanta-Bologna si fosse giocata in contemporanea? Un altro tassello alla sciagurata gestione federale che permette le solite furbate all'italiana, e causerà discussioni, liti, dubbi, chissà per quanto tempo ancora. Lasciano la massima serie Livorno, Siena ed appunto... l'Atalanta. Palermo e Sampdoria si giocano l'ultimo posto Champions, Napoli e

Juventus decideranno chi delle due dovrà fare i preliminari. Lippi ha convocato i calciatori per uno stage: avete visto che ci sono tutti i giocatori che avevo indicato nel nostro numero precedente? Credo che non ci fossero alternative: questa volta solo a buona stella di Marcello potrà salvarci da brutte figure. Sta nascendo, almeno sulla carta una formidabile corrazzata bianconera per la prossima stagione: Andrea Agnelli alla Presidenza vuol dire garanzia di fare le cose sul serio, e la annunciata pulizia nei vari ruoli (anche dirigenziali) rilancerà una Società mai cosi male negli ultimi trent'anni. Della comica vicenda "proposta di radiazione Moggi" cavata dal cilindro del Presidente Abete dopo quattro anni, ne parleremo nel prossimo numero con dovizia di particolari, con una lettera aperta indirizzata allo stesso Luciano che un po' di ragione ce l'ha, ma come capirete leggendo l'articolo, non è proprio quell'angioletto che vuole mostrare di essere. Non perdete il prossimo numero, sensazionale.


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Voci dal Palazzo

Le frecce di Robin Hood iniziano a centrare il bersaglio Borgogno. Quello che noi stiamo (Dante Alighieri). Questa era la rimproverando settimanalmenvecchia tattica democristiana del OMA - Eureka… finalmente te al Presidente Federale, dottor quieta non movere, che ha porla montagna ha partorito il Giancarlo Abete, è proprio la tato il Paese sull’orlo del baratro topolino. Dopo le numeromancanza di questi valori. Non si economico. I problemi vanno se nostre prese di posizione, che possono tenere in FIGC e affrontati, non si i lettori hanno potuto leggere nell’AIA-SA risolvono da soli, nei precedenti numeri, il coloro che ed oggi di problee numeros e r t s o n Presidente Federale si è deciso anche lontanami sul tappeto ne le o Dop ne io iz s o p i ad investire l’Alta Corte di mente sono abbiamo tanti: d e s pre è i s e s e t b Giustizia sul caso Moggi e questa stati oggetto di dalla difesa del A Giancarlo stire l’Alta si è pronunciata per la radiaziosospetti: la vincolo nei dilete v deciso ad in iustizia sul ne definitiva di quest’ultimo. Ma moglie di Cesare tanti alla mutuaG Corte di noi desideriamo innanzitutto deve essere al di lità sui diritti a t s e q ue chiarire che non ce l’avevo e non sopra di ogni televisivi, dalla caso Moggi nciata ce l’ho con Moggi, anzi per dire il sospetto. E di legge sugli si è pronu ione z ia d a r vero mostro per lui una forte questi signori il stadi alla riforla r pe simpatia, per il suo modo di fare, Palazzo è pieno: ma dei camper il modo di essere: simpatico, dal Presidente al pionati, alla revisione dello staaperto, insomma una persona Vice Presidente del settore arbituto federale. Anche la sicurezza viva. Il problema sollevato era ed trale, dal membro del CdA della sui campi sportivi e la loro omoè sempre il solito: il rispetto Federcalcio Srl al Presidente logazione dovrebbe portare ad delle regole, la volontà di farle dell’Antidoping, al Vice una univocità di indirizzi ed alla rispettare e di operare di consePresidente del settore tecnico, e avocazione da parte della FIGC guenza, con decisioni nell’intechi più ne ha ne metta. E come si di questo importante strumenresse della FIGC. Al limite, in può pretendere con questi preto, che allo stato attuale è questo contesto che via via supposti in famiglia il sacrosanto decentrato e lasciato nelle mani emerge, l’ex diggì bianconero rispetto delle regole da parte dei dei singoli comitati, che operano poteva anche non essere radiato, giocatori e delle società, o basta troppo spesso ad usum delphini. bastava avere il coraggio di prenchiudere gli occhi su tutto il Come vede, Presidente Abete, dere una decisione in tal senso e resto e condannare solo la blanon ce l’abbiamo con Lei, vorspiegarne i motivi all’opinione sfemia, che pure rimane un remmo solo che alla fine si decipubblica con franchezza e tracrimine odioso. Il desse ad affrontare queste sparenza. La clima è cambiato tematiche senza nascondere il campagna che e Calciopoli, con capo sotto la sabbia, come gli da un po’ di le ultime intercetstruzzi, per non dispiacere a zza sui re u c si la e tempo stiamo tazioni telefoniquesta o a quella componente, h c An ro lo la e i conducendo che, esige la con la speranza (vana) di avere il v ti r campi spo e b non è contro necessità di fare loro consenso. Lei, se lo ricordi, è b re e d ov omologazion nessuno, né ha pulizia, traspail Presidente Federale non solo ocità secondi fini. Non portare ad una univ renza, linearità e per qualche promozione a quaa ll a chiediamo nienautorevolezza. dro o assunzioni ad libitum e i z di indiriz te per noi ma Come si può (amici, raccomandati, parenti e C IG ella F avocazione d tende a riportare fare il affini), ma per risolvere questi la FIGC, la più Presidente importanti problemi sul tappeto. grande e imporFederale senza Il Santo Padre Benedetto XVI tante federazione mai decidere niente, tirando a nel suo recente viaggio a Torino sportiva del CONI, agli antichi campare, giorno fatti buio, buio ha ricordato il motto di noto splendori, alla gloria e alla autofatti giorno…? “nave senza nocBeato Torinese: vivete e non revolezza di un tempo, la federachiere in gran tempesta non vivacchiate. Questo, dottor zione di Franchi, di Carraro, di donna di provincia, ma bordello” Abete, vale anche per Lei.

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di Robin Hood


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Redazionale

uniCredit e uEFA, un connubio vincente

Antonella Massari, reponsabile Group identity e Comunication di UniCredit ci illustra il primo di tre anni di partnership dalla Redazione

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OMA - Mancano circa tre settimane all’appuntamento con la finale della Champions League a Madrid. Con la partitissima che vedrà sfidarsi l’Inter e il Bayern Monaco si chiuderà anche il primo dei tre anni di UniCredit sponsor del torneo calcistico per club più importante e seguito del mondo. Una partnership, quella fra la Banca di piazza Cordusio e l’UEFA, i cui risultati hanno superato tutte le aspettative. Ne parliamo con Antonella Massari, responsabile Group identity e Comunication di UniCredit. La finale si avvicina e, con

lei, anche la fine della prima stagione della sponsorizzazione UniCredit della Uefa Champions League. Vale la pena fare un primo bilancio? «I bilanci li faremo alla fine. Diciamo che sta per finire il primo tempo e, sinora, la partita è stata entusiasmante, sotto tutti i punti di vista. Abbiamo ottenuto un grandissimo successo con il Trophy Tour in Europa dell’Est, tanto da essere premiati con il prestigioso “Best Promotion of the UEFA Champions League in Eastern Europe”, nell’ambito degli UEFA Marketing Awards 2010.Abbiamo ottenuto ottimi risultati di visibilità per il marchio UniCredit, ben al di sopra della media. In sostanza stiamo raggiungendo e superando gli obiet-

Antonella Massari, responsabile Group identity e Comunication di UniCredit (Foto Archivio)

tivi che ci eravamo prefissi con questa sponsorizzazione». E quali sono questi obiettivi? «Uno degli obiettivi principali che ci ha spinto UniCredit a sponsorizzare la UEFA Champions League è quello di rafforzare la visibilità e la notorietà del brand UniCredit in tutti i 22 paesi in cui è presente e di supportare i marchi delle nostre banche nei loro territori. Vogliamo rafforzare l'immagine di UniCredit come il principale istituto bancario in Europa. Tutti i diritti di sponsorizzazione acquisiti possono anche essere impiegati nell’ambito di campagne di comunicazione a livello locale, volte a sostenere i brand locali e le loro attività di vendita nei singoli mercati. Finora, ripeto, stiamo andando oltre ogni aspettativa, lo dice anche la UEFA». La Uefa? «Si, recentemente il Segretario generale Taylor ha dichiarato: “Siamo rimasti molto colpiti dall’attività finora svolta da UniCredit durante il suo primo anno di sponsorizzazione. Non bisogna dare per scontato che nuovo sponsor riesca a produrre un tale impatto dopo solo sei mesi di partnership con la UEFA Champions League. Soprattutto il Trophy Tour ha dimostrato l'alto livello di professionalità e l’impegno profuso nell’attività di sponsorizzazione. Apprezziamo davvero molto l'entusiasmo che il Trophy Tour ha generato in quelli che sono mercati importanti per la UEFA"». In un momento di crisi come questo, quella di sostenere lo sport, e il calcio, con una sponsorizza-

zione è comunque una scelta molto importante e impegnativa: «Senza dubbio il calcio è lo sport più seguito in Europa, praticamente un cittadino su due ne è appassionato. Per promuovere il nostro brand a livello continentale, avevamo bisogno di qualcosa che fosse estremamente popolare e, contemporaneamente autorevole e di grande importanza. La scelta non poteva che essere la UEFA Champions League. E quello che la sponsorizzazione porterà in termini di notorietà del marchio e sviluppo del business, sarà decisamente superiore all’impegno. Per UniCredit la UEFA Champions League è una straordinaria opportunità e un investimento». Siete stati sponsor degli Europei, perché avete scelto di sponsorizzare la Champions e non, per esempio, i mondiali? «UniCredit e la UEFA Champions League condividono lo stesso DNA europeo e la UEFA Champions League rappresenta la più importante competizione calcistica per club a livello mondiale, con il più alto impatto in termini di continuità, frequenza, copertura mediatica e immagine». Molti competitor del settore bancario sono sponsor di team di Formula 1. Perché non avete scelto anche voi l’automobilismo? «Sono troppe le aziende presenti in Formula 1 e la competizione è troppo agguerrita. Non sarebbe stato l’investimento più efficiente». Prima si parlava del Trophy Tour… «È l’iniziativa che caratterizza la nostra sponsorizzazio-

ne. Per la prima volta uno sponsor ha ottenuto l’autorizzazione a portare in giro per l’Europa il mitico trofeo. Il tour è partito da Milano lo scorso 16 settembre, e dopo la Coppa è stata esposta in Croazia, Romania, Ungheria e Bulgaria. In ogni tappa sono stati organizzati grandi eventi che hanno coinvolto cittadini e dipendenti. Il Trophy Tour è un modo per condividere con le comunità delle quali la nostra banca fa parte e con le persone che lavorano con noi, l’esperienza di vivere direttamente il grande calcio mondiale». E il tour proseguirà nei prossimi due anni? «Porteremo il trofeo in moltissimi Paesi europei perché per noi l’impegno verso le comunità locali è prioritario. È ovvio che vogliamo aumentare il potenziale di business del Gruppo, ma lo vogliamo fare in maniera sostenibile, diffondendo quelli che sono i valori sani dello sport, ai quali ci ispiriamo. Per questo, ad esempio, in molti Paesi dell’Europa dell’Est, sono in corso molte iniziative, per donare alle scuole attrezzature sportive o per dare ai bambini l'opportunità di praticare sport durante la loro vita scolastica». UniCredit sarà molto coinvolta nella finale di Champions. Il vostro presidente, Dieter Rampl, siede nel consiglio d’amministrazione del Bayern Monaco, il vostro amministratore delegato è notoriamente un grande tifoso interista… «Sarà una bellissima partita, molto appassionante, così come tutta la Champions League. Abbiamo scelto di sponsorizzarla anche per questo».


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Inchiesta

La Lega Pro e le sue riforme: i presidenti Seconda puntata della nostra inchiesta sulle nuove regole che il numero uno della Lega di Firenze di Luigi Cardarelli e Flavio Grisoli

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OMA – Da sempre Mario Macalli si batte per cercare di rendere più pulito e trasparente il mondo della vecchia Serie C, ma sempre difendendo le ragioni e gli interessi delle società che rappresenta. Questo duplice compito, di preciso e attento amministratore e di buon “pater familias”, talvolta l’ha costretto a prendere decisioni impopolari o mal digerite, ma sempre nella convinzione di aver agito per il meglio. Oggi, il calcio (in generale, non solo in Lega Pro) è in profonda crisi: un baratro aperto da anni e che nessuno ha mai avuto il coraggio di

portare alla luce. Si sono fatti debiti su debiti (Moratti docet) senza che nessuno avesse mai alzato la mano per chiederne conto e riportarlo su dei binari di lealtà (finanziaria, limitiamoci a questo, per il momento). Ora, è arrivato il momento di chiedere il conto. Mentre in Serie A (prima anche la B, ma da questa estate sarà un Ente a sé stante, quindi se ne vedranno delle belle probabilmente) il flusso di denaro è incontrollato (e incontrollabile), derivante da maxi sponsorizzazioni e diritti televisivi, in Lega Pro i soldi che girano sono molto meno, ma si risponde chiaramente ad esigenze totalmente differenti. Come ha sempre detto Macalli,

Valentina Maio, presidente della Virtus Lanciano con suo padre Franco Maio presidente onorario (Foto Archivio)

la “sua” Lega deve essere un laboratorio, di uomini e idee, valorizzando i giovani - questa la “mission” che più sta a cuore al dirigente di Crema - e mantenendo sani i bilanci. Che laboratorio sarebbe se, invece di dare un esempio positivo a chi sta sopra, lo si scopiazzasse (negativamente) in tutto e per tutto? Indubbiamente, la strada che si è imboccata da qualche anno a questa parte è quella sbagliata: si cerca sempre di scimmiottare i club più grandi, dimenticandosi di dove ci si trova, creando buchi nei bilanci inenarrabili. La conferma a quanto chi scrive afferma è il continuo stillicidio di società che puntualmente si verifica ad ogni pié

sospinto, con fallimenti, cambi di proprietà, crisi finanziarie e chi più ne ha, più ne metta. I punti di penalizzazione inflitti quest’anno - ben 21 - ne sono una validissima testimonianza, oltre ai fallimenti di Igea Virtus e Pro Sesto. Per quest’ultima poi si è aperta anche da pochi giorni un’indagine da parte della Procura di Monza per bancarotta fraudolenta. Insomma, un corollario di eventi negativi che non fanno altro che dare adito a Macalli di perseguire i suoi intendimenti, che ci ha rivelati non più tardi di un paio di settimane fa, e che abbiamo pubblicato prima sul nostro sito (www.professionecalcio.eu per chi non lo conoscesse ancora) poi sul numero della settimana scorsa, con i primi pareri di Sanna dell’Alghero e di Mancini dell’Arezzo. I punti salienti della riforma che Macalli vorrebbe mettere in atto sono due: portare la fideiussione a garanzia dell’iscrizione ai campionati di Lega Pro ad un milione di Euro (sconfessando quanto aveva fatto l’anno scorso, quando l’obbligo di presentare il capitale a garanzia era stato praticamente tolto: questo per venire incontro ai presidenti. Ma, come lo stesso Macalli ci ha confessato, molti se ne sono approfittati, e questa sua dimostrazione di fiducia e buona volontà è stata

tradita), e intensificare i controlli della Co.vi.Soc. portandoli mensili. Questo giro di vite, ritenuto ormai indispensabile per cercare di arrestare l’emorragia di “illegalità” (chiamiamola così, passateci il termine), non sarebbe però a senso unico. Infatti, se da un lato dopo un certo numero (ancora da quantificare) di controlli negativi, la società in questione verrebbe immediatamente esclusa dal campionato, per chi invece si dimostrerà virtuoso, per ogni mese che l’organo di vigilanza societaria attesterà che i conti e i pagamenti sono in regola, gli verrà defalcata una quota della fideiussione versata ad inizio stagione. Queste, in buona sostanza, le idee di Mario Macalli. Andiamole quindi a confrontare con quelle dei massimi dirigenti delle società di Lega Pro: questa settimana abbiamo intervistato Valentina Maio presidente della Virtus Lanciano e Francesco Barretta del Brindisi. VIRTUS LANCIANO – Una delle (purtroppo poche) donne al timone di una società di calcio, Valentina Maio, nonostante la giovane età dimostra molta diplomazia nell’affrontare i vari temi che le sottoponiamo, non sbilanciandosi mai e risultando un po’ criptica: «Dico la verità, abbastanza sinceramente, non me la sento di pronunciarmi su questi argomenti. Io rispetto sempre le decisioni altrui, ma la cifra mi


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si schierano tutti dalla parte di macalli auspica vengano approvate a partire dalla prossima stagione e su cosa ne pensano i diretti interessati sembra un po’ esagerata, ecco. Ma non vorrei dire altro». Sul tema dei controlli della Co.vi.Soc., da sempre invisa ai presidenti, Maio ci offre il suo punto di vista: «Ad oggi vengono gli ispettori in sede ogni tre-sei mesi, però se una società non ha nulla da nascondere, ben vengano maggiori controlli. Credo che sia una cosa buona». Macalli, come abbiamo avuto modo di descrivere nell’introduzione, cerca sempre di venire incontro alle esigenze delle società, e il fatto di scalare una quota dal computo totale della fideiussione ad ogni controllo positivo, trova Valentina Maio pienamente d’accordo: «È giusto, una buona idea, però ad ogni controllo può sempre esserci qualcosa che non va, anche una stupidaggine. Però, questo “premio” è molto positivo». Sul fatto che in molti potrebbero trovare delle difficoltà nell’adempiere a questo stringersi dei cordoni, la presidente Maio commenta così: «Come in tutti i settori e in tutti i casi, quando ci sono delle novità ci vuole il suo tempo per adeguarsi e metabolizzare i cambiamenti. Non sarà facile, ma ci adegueremo, non c’è dubbio». Per ultima cosa, chiediamo alla nostra giovane interlocutrice se ci siano dei problemi improcrastinabili da risolvere nella Lega Pro di oggi. A questo punto, Valentina Maio torna “ermetica”: «Ce ne sono talmente tanti di problemi...ma non tocca a me dirlo. Ci sono certamente

delle cose che vanno riviste, nulla da nascondere, fare È un ipotesi da valutare, modificate». Girano troppi maggiori controlli non può indubbiamente, ma che soldi? È un sistema “droessere che un aspetto posinon può che migliorare una gato”? «Questo l’ha detto tivo. Si tratterà, per quelle Lega che ha tante società lei». comunque virtuose, di metcon tanti problemi». tere in atto un meccanismo Quante difficoltà potrebBRINDISI – Il presidi riorganizzazione interno bero avere i presidenti dente (ancora per poco, per adeguarsi alle nuove nell’adempiere a queste considerando che ci ha direttive, sempre nell’ottica nuove, possibili, norme? confermato l’addio della di “pulire” la categoria da «Potrebbero esserci dei prosua famiglia a fine stagiocoloro che non hanno i blemi, indubbiamente, ma ne: a questo proposito requisiti per competervi». se si sta parlando di sociepotrete trovare l’interviSulla restituzione di una tà che sono già a posto sta sul nostro sito quota della fideiussione quest’anno, allora le difficolwww.professionecalcio.e versata ad inizio anno tà sarebbero solamente di u) della compagine come premio ad ogni carattere burocraticopugliese, che sta lottando controllo andato a buon amministrativo. Per le altre, per entrare negli sparegfine, il presidente del che avrebbero già problemi gi promozione della Brinidisi continua nell’apnel pagare la fideiussione Seconda Divisione girone prezzare la volontà riformaggiorata, si avrebbe già C, sposa in pieno la linea matrice del presidente una scrematura in questo adottata dal presidente della Lega di Firenze: «È senso. Se non si mettono della Lega Pro: «Sarei indubbiamente una buona delle regole in tal senso, d’accordo sull’innalzamenidea anche questa, anche però, si assiste a cose come to della garanzia da prese bisogna vedere sempre quella dell’Igea Virtus, solo sentare ad inizio stagione, qual è la cifra di partenza. per rimanere nel mio ragperché già quella porterebbe ad una prima scrematura delle Francesco e Giuseppe Barretta del Brindisi (Foto Archivio) società che non possono permettersi la categoria. Detto questo prosegue il massimo dirigente del Brindisi, con il fratello Giuseppe vicepresidente forse la cifra di un milione di Euro è eccessiva. Comunque, al di là di questo, è necessario alzare la soglia dei 200mila Euro o giù di lì che c’è adesso». Anche sui controlli mensili dell’organismo di vigilanza societario, Barretta è d’accordo con Macalli: «Credo che se una società sia con la coscenza a posto e non ha

gruppamento. Questa squadra non si sarebbe dovuta nemmeno iscrivere al campionato - e qui Barretta ripete le stesse identiche parole che ci ha rilasciato Macalli nell’intervista di una settimana fa - e si rischia di falsare pesantemente i campionati, ora che si è autoesclusa perché non scende nemmeno in campo. Quindi conclude Francesco Barretta - ben vengano maggiori controlli e maggiori restrizioni».


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Classifiche

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Le Classifiche mARCAToRi 18 Gol: Le Noci (Pergocrema, 8 r) 15 Gol: Motta (Novara, 5 r), Evacuo (Benevento, 4 r), Paulinho (Sorrento, 1 r) 14 Gol: Chianese (Arezzo, 2 r), Musetti (Cremonese)

33^ gioRnATA 02.05.10 Arezzo-Novara 2-1 Benevento-Alessandria 3-1 Cremonese-Como 1-0 Foligno-Figline 3-1 Lecco-Varese 0-2 Lumezzane-Pergocrema 2-0 Monza-Pro Patria 2-0 Paganese-Perugia 2-0 Sorrento-Viareggio 2-2 34^ gioRnATA

09.05.10

Alessandria-Arezzo Como-Lecco Figline-Monza Novara-Paganese Pergocrema-Sorrento Perugia-Foligno Pro Patria-Lumezzane Varese-Cremonese Viareggio-Benevento

mARCAToRi 15 Gol:Lazzaro (Spezia, 5 r) 14 Gol: Pietribasi (Sambonifacese), 13 Gol: Cocco (Alghero, 4 r), Bachlecner (Canavese, 1 r) 12 Gol: Carbone (Pavia, 3 r), Chiaretti (Pro Vercelli, 3 r)

33^ gioRnATA 02.05.10 Canavese-Sambo 1-1 Legnano-Pro Sesto 2-0 Mezzocorona-Crociati N. 1-0 Olbia-Rodengo S. 1-1 P.B.Vercelli-Feralpisalò 0-1 Pavia-Alto Adige 0-1 Spezia-Alghero 2-0 Valenzana-Pro Vercelli 3-1 Villacidrese-Carpenedolo 3-0 34^ gioRnATA

09.05.10

Alghero-P.B.Vercelli Alto Adige-Valenzana Carpenedolo-Mezzocor. Crociati N.-Canavese Feralpisalò-Spezia Pro Sesto-Pavia Pro Vercelli-Olbia Rodengo S.-Legnano Sambo-Villacidrese

mARCAToRi

CLASSIFICA

1^ DIVISIONE GIRONE A

Squadra Novara Cremonese Varese Arezzo Benevento Lumezzane Alessandria Figline (-1) Monza Perugia (-2) Sorrento Como Viareggio Foligno Pergocrema Pro Patria Lecco Paganese

PT 67 61 59 58 55 52 43 42 41 40 40 37 37 36 35 32 31 30

CLASSIFICA

2^ DIVISIONE GIRONE A

Squadra Alto Adige Spezia Feralpisalò Pavia Legnano (-2) Alghero(-1) Rodengo S.(-1) Crociati Valenzana Olbia Pro Vercelli Sambo(-1) Canavese Villacidrese Mezzocorona Carpenedolo P.B.Vercelli Pro Sesto (-2)

PT 60 59 56 54 54 53 49 41 41 41 40 40 39 38 36 35 28 20

REGOLAMENTO

ORARI

Due per ogni girone con la prima direttamentin Serie B, mentre la seconda uscirà dalla vincete dei playoff. Retrocessioni tre per girone con playout. Le date: Andata 23/05/2010; Ritorno 30/05/2010. solo per i play-off la finale di andata il 6/06/2010 e quella di ritorno il 13/06/2010, con eventuali supplementari se permane parità promossa la squadra meglio piazzata in campionato.

Dal 23 agosto inizio alle ore 16, dal 6 settembre inizio alle ore 15; dal 25 ottobre inizio ore 14.30; dal 28 marzo inizio alle ore 15; dal 23 maggio inizio alle ore 16.

mARCAToRi 20 18 16 14 13 12

Gol: Gol: Gol: Gol: Gol: Gol:

Marotta (Gubbio, 3 r) Cesca (San Marino) Zubin (Itala S.M., 5 r) Basilico (Prato) Staffonali (Poggibonsi, 3 r) Nicolini (Giacomense, 4 r)

33^ gioRnATA 02.05.10 Bassano V.-Pro Vasto 1-1 Bellaria-Celano 2-3 Colligiana-Giacomense 1-1 Gubbio-Prato 1-0 Itala S.M.-Fano 2-2 Lucchese-San Marino 3-3 Nocerina-Poggibonsi 1-3 Sacilese-Carrarese 4-4 Sangio.-Sangiustese 3-1 34^ gioRnATA

09.05.10

Carrarese-Bassano V. Celano-Sacilese Fano-Nocerina Giacomese-Bellaria Poggibonsi-Gubbio Prato-Itala S.M. Pro Vasto-Colligiana San Marino-Sangio. Sangiustese-Lucchese

33^ gioRnATA 02.05.10 Cavese-Foggia 0-0 Pescara-Potenza 2-1 Pescina-Reggiana 2-1 Portogruaro-Cosenza 1-1 Ravenna-Lanciano 0-1 Rimini-Verona 3-2 Spal-R.Marcianise 2-3 Taranto-Andria 1-0 Ternana-Giulianova 2-0 34^ gioRnATA

In blu le squadre promosse In rosso quelle retrocesse In verde le partecipanti ai play-off e play-out CLASSIFICA

2^ DIVISIONE GIRONE B

Squadra Lucchese San Marino Fano Gubbio Bassano Sangiovannese Prato Sangiustese Itala S.Marco Celano Pro Vasto Nocerina Giacomense Sacilese Poggibonsi Bellaria Colligiana (-1) Carrarese

PT 67 56 54 52 51 51 49 42 42 41 40 37 37 37 36 32 32 30

CLASSIFICA

14 Gol: Piovaccari (Ravenna, 2 r), Altinier (Portogruaro) 11 Gol: Biancolino (Cosenza, 2 r), Sy (Andria, 3 r) 10 Gol: Rossi (Reggiana, 1 r)

09.05.10

Andria-Ravenna Cosenza-Taranto Foggia-Spal Giulianova-Rimini Lanciano-Cavese Potenza-Pescina R.Marcianise-Pescara Reggiana-Ternana Verona-Portogruaro

mARCAToRi 21 Gol: Ciofani (Cisco Roma, 6 r) 16 Gol: Mosciaro (Catanzaro, 4 r) 15 Gol: De Angelis (J. Stabia, 4 r) 14 Gol: Chiaria (Melfi), Longoni (Catanzaro) 13 Gol: Da Silva (Brindisi)

33^ gioRnATA

02.05.10

Barletta-Monopoli Catanzaro-Brindisi Cisco Roma-Siracusa Igea Virtus-Scafatese Isola Liri-Melfi Juve Stabia-Cassino Manfredonia-V. Equense Noicattaro-Gela Vibonese-Aversa N. 34^ gioRnATA

2-0 1-1 3-2 nd 0-1 2-0 2-1 1-1 1-1

09.05.10

Aversa N.-Juve Stabia Brindisi-Manfredonia Cassino-Cisco Roma Gela-Isola Liri Melfi-Catanzaro Monopoli-Igea Virtus Scafatese-Noicattaro Siracusa-Barletta V. Equense-Vibonese

1^ DIVISIONE GIRONE B

Squadra PT Portogruaro 56 Verona 55 Pescara 55 Ternana 49 Rimini 48 Reggiana 46 R.Marcianise(-1) 43 Cosenza 43 Lanciano 43 Spal 42 Cavese 42 Taranto 42 Foggia(-1) 40 Ravenna 39 Andria 39 Pescina 34 Giulianova 32 Potenza (retrocessa) 31

CLASSIFICA

2^ DIVISIONE GIRONE C

Squadra PT Juve Stabia 72 Catanzaro (-3) 68 Cisco Roma 65 Barletta (-1) 56 Brindisi 54 Siracusa 51 Cassino 48 Gela 46 Melfi 46 Manfredonia 42 Aversa N. 41 Monopoli 40 Scafatese 35 Isola Liri 35 Noicattaro 34 Vibonese(-1) 28 Vico Equense 26 Igea Virtus (-4) 9


Juve Stabia

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Rastelli: “È stata una cavalcata esaltante” Il tecnico degli stabiesi elogia il gruppo dopo la vittoria del campionato che riporta i gialloblu in Prima Divisione dopo una sola stagione

di Flavio Grisoli

C

ASTELLAMMARE DI STABIA – Ad inizio stagione si diceva che la promozione sarebbe stata un affare a tre fra il Catanzaro di Auteri, la Cisco Roma di Incocciati e la Juve Stabia di Rastelli (non necessariamente in quest’ordine, sia chiaro). Effettivamente, i pronostici estivi sono stati ampiamente rispettati, con queste tre formazioni che si sono date battaglia dalla prima alla (pen)ultima giornata. Alla fine, l’ha spuntata la Juve Stabia allenata dall’esordiente Massimo Rastelli (Torre del Greco, 27/12/1968), ritiratosi dal calcio giocato la scorsa stagione con la maglia proprio degli stabiesi nell’anno della retrocessione in Seconda Divisione. Da lì, dal suo grande carisma e dalle sue idee (da quelle un tecnico non può mai prescindere al di là del suo impatto emotivo), si è ripartiti per tornare immediatamente da dove si era venuti. Un inizio così così, lasciando qualche punto di troppo per strada alle avversarie, poi un girone di ritorno mostruoso, con 12 vittorie su 16 gare, che hanno garantito la rimonta e la vittoria anticipata domenica scorsa, grazie alla vittoria per 2-0 sul Cassino e il contemporaneo pareggio dei giallorossi calabresi con il Brindisi. Rastelli non nasconde tutta la sua soddisfazione per aver raggiunto questo grande traguardo: «La felicità, naturalmente, è enorme. È stata davvero una cavalcata esal-

tante, non senza qualche difficoltà, soprattutto ad inizio stagione quando abbiamo stentato un po’, salvo poi prendere il nostro ritmo e accelerato nel momento giusto del campionato. Onore e merito alle nostre due avversarie, il Catanzaro e la Cisco Roma, che si sono confermate davvero due grandi squadre». Da cronisti, non possiamo non far notare a Rastelli che al suo primo anno da allenatore ha già vinto un campionato. Il preludio ad una fulgida carriera? «Non potevo certo iniziare in maniera migliore, non c’è dubbio. È stata un’annata che è andata al di là di ogni più rosea aspettativa, anche in considerazione del fatto che la città e la tifoseria si aspettavano una stagione da protagonisti dopo la retrocessione». Indubbiamente la rosa di cui può disporre la Juve Stabia non sfigurerebbe nemmeno in Prima Divisione, l’anticamera della Serie B. Sarebbe ipotizzabile vedere gli stabiesi primeggiare anche il prossimo anno, e magari

Massimo Rastelli (Foto Archivio)

festeggiare una storica promozione nella cadetteria? Ricordiamo che i gialloblu nella loro storia hanno disputato una sola stagione in Serie B, peraltro cinquant’anni fa, nel 1951-52, retrocedendo immediatamente: «Adesso abbiamo l’ultima gara - a Melfi - poi giocheremo la Supercoppa, che rappresenterebbe un’altra bella soddisfazione da regalare ai nostri tifosi, quindi per il momento pensiamo solo a quello. Poi per il futuro si vedrà, è ancora tutto in divenire. Ho un contratto che scade il 30 giugno prossimo, e ci sono tante cose da valutare. La situazione economica non è delle migliori, perciò si dovrà lavorare con accortezza». Tornando al campo, alle

gare, c’è stato un momento in cui Rastelli ha pensato di non farcela? E invece quando ha capito che la promozione sarebbe stata ben più di un’utopia? «È normale che la nostra partenza non è stata delle migliori - nelle prime dieci giornate la Juve Stabia ha collezionato 5 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte però ero fermamente convinto di avere un organico buono e motivato, quindi ero abbastanza tranquillo riguardo le nostre possibilità. Nonostante molti ragazzi venissero dalle categorie inferiori e non erano abituati a lottare per il vertice, li vedevo allenarsi durante la settimana con una ferocia e una convinzione davvero uniche. Sicuramente lo scontro diretto contro il Catanzaro - il 21 febbraio, 1-0 per gli stabiesi, prima di cadere al “Flaminio” contro la Cisco per 2-0 la settimana successiva - e le due trasferte consecutive a Brindisi e Isola Liri - entrambe vinte, 2-0 e 2-1 - mi hanno dato la definitiva convinzione che

La gioia della Juve Stabia (Foto sito uff)

alla fine l’avremmo spuntata noi. Lì, in quell’occasione, abbiamo messo la freccia». Un commento più approfondito sulle due avversarie nella rincorsa al primo posto, quale delle due ha temuto di più Massimo Rastelli? «Il Catanzaro si è avvicinato di più al nostro gioco offensivo, mentre la Cisco secondo me è la squadra migliore per organico e società, forse però - qui Rastelli si unisce al coro dei critici della formazione di Incocciati - in trasferta ha mostrato poca personalità, pareggiando troppe partite. Nonostante tutto, la vedo favorita sul Catanzaro per i play-off, perché credo sia in crescita e poi hanno un grande attaccante - naturalmente il riferimento è a Ciofani, arrivato a 21 reti in campionato - il che non guasta mai». L’ultima considerazione, che spesso si tira in ballo quando si parla di allenatori che dal campo si catapultano immediatamente in panchina, è capire se proprio questo aspetto favorisca il tecnico, sotto diversi punti di vista, per poi concludere con i grandi elogi che il tecnico torrese ha raccolto per la bellezza del gioco che ha saputo infondere alla sua squadra: «Secondo me sì, aiuta venire subito dal calcio giocato - il commento di Rastelli - anche e soprattutto nella gestione degli uomini nello spogliatoio, perché ancora si riesce a respirare quell’aria. Poi c’è sempre la tua idea di vivere il calcio, io ero un attaccante, quindi mi piace il gioco offensivo. Ma sempre mantenendo gli equilibri, quelli, come in tutte le cose nella vita, non devono mai mancare».


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Inchiesta

In nostro viaggio nell’Italia del pallone dilettantistico prosegue tra favorevoli e contrari

Antonio gozzi della Virtus Entella: “Quelli di Luigi Cardarelli e Flavio Grisoli

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OMA Proseguono incessanti le nostre interviste ai presidenti delle società di Interregionale sullo scottante, e quantomai attuale, tema dell’abolizione del vincolo sugli sportivi dilettanti. Un provvedimento che, semmai sarà attuato, comporterebbe non pochi problemi alle migliaia di società (prendiamo in considerazione solo quelle calcistiche, e

le cifre sono già enormi, essendo il movimento più numeroso in assoluto) dilettantistiche. Che la questione sia aperta e controversa, e che in sede comunitaria la confusione la faccia da sovrana padrona, ce lo dimostrano gli stessi giudici della Corte di Giustizia: è notizia di poche settimane fa la decisione dell’organo giudiziario comunitario di aver accettato il ricorso dell’Olympique Lyonnais (il Lione) contro il Newcastle United e Olivier Bernard. In buona

Sergio Benedetti, presidente del Mezzolara (Foto Archivio)

sostanza nel 2000, all’epoca dei fatti, Bernard aveva terminato il periodo di tre anni con contratto da giovane nel Lione. I regolamenti in Francia prevedono che le società professionistiche che hanno in essere questo tipo di rapporti, hanno la possibilità di avere una corsia preferenziale per far firmare loro il primo contratto da “pro”. Questo per dare un senso all’opera di formazione che una società svolge. Se il giocatore si rifiuta di firmare il contratto e si trasferisce ad un’altra società professionistica, la squadra di provenienza ha diritto ad un risarcimento. Ebbene, tra il Lione, Bernard e il Newcastle è successo proprio questo: Bernard si rifiuta di firmare il primo contratto da professionista con il Lione e firma per il Newcastle. Dopo dieci (10!) anni, la sentenza: è legittimo chiedere un risarcimento per il mancato utilizzo del giocatore in Prima Squadra dopo averlo cresciuto e formato nel proprio settore giovanile. Bene, noi diremmo, è giusto. Ma perché allora mantenere un sacrosanto diritto alle società professionistiche, che hanno accesso a moltissime

risorse (basterebbe solo citare contratti di sponsorizzazioni e soprattutto vendita dei diritti televisivi) e toglierlo a chi, solamente attraverso la valorizzazione e la conseguente cessione dei giovani, riesce a trarne linfa vitale? È questa la domanda precipua che ci poniamo noi e i presidenti della D. Questa settimana abbiamo intervistato i presidenti Sergio Benetti (Mezzolara) e Antonio Gozzi (Virtus Entella). MEZZOLARA - Il numero uno della compagine emiliana di Budrio, Sergio Benetti, è fra quei (pochi) presidenti che credono che l’abolizione del vincolo non sia poi un così grande problema per le società dilettantistiche: «Secondo me il vincolo non è necessario, lo ritengo uno strumento utile solo per costringere, mantenere i giocatori legati alla propria squadra. Anche perché prosegue Benetti - poi, se i calciatori non hanno voglia di restare, gli strumenti per andarsene ce li hanno comunque. Firmano la 108 e via». Anche a livello economico, Benetti non sembra uno che si strapperebbe i capelli se si vedesse togliere il vincolo dal giorno alla notte: «A mio parere, parlando di cifre, non rappresenterebbe una

grossa perdita. No serve, insisto, è solamente un patrimonio fittizio». Ma rimanendo in tema di cambiamenti, di svolte (aldilà di questa di cui trattiamo ormai da settimane), Benetti crede che ci sia molto lavoro da fare, partendo dalla base, dai presupposti con i quali si è costruito il dilettantismo in Italia negli ultimi anni: «Non sarà il vincolo a riformare il calcio dilettantistico italiano, i cambiamenti ci saranno e ci sarebbero stati comunque. Non ci sono i soldi per continuare a fare calcio a questi livelli nel modo in cui lo si sta facendo ora. Si dovrebbe tornare al dilettantismo. Quello vero, però». VIRTUS ENTELLA Se dalla provincia bolognese riportiamo un parere non contrario all’abolizione del vincolo sportivo per i dilettanti, dalla Liguria, e più precisamente da Chiavari, riceviamo un vero e proprio fiume in piena di parole: il presidente degli azzurri della Virtus Entella Antonio Gozzi, che ha lottato per metà campionato contro la corazzata Savona del presidente Pesce e di mister Iacolino, ne ha per tutti, soprattutto per l’Unione Europea, sposando in pieno le idee e gli appunti che abbiamo


Inchiesta

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all’abolizione del vincolo. Oltre al presidente biancoazzurro anche Benedetti del Mezzolara

dell’Europa non sanno qual è la nostra realtà” mosso a Bruxelles da queste pagine. «A me sembra una cosa molto negativa se devo essere sincero questo l’incipit del massimo dirigente della società con sede a Chiavari - perché le società minori come noi costruiscono le proprie squadre e le proprie fortune sui vivai e sui giovani». A livello economico, quanto si potrebbe perdere? «È difficile da dire, dipende poi dal vivaio e da quanti giocatori appetibili produce. Comunque, diciamo che per quanto ci riguarda, parliamo di centinaia di migliaia di Euro. Noi abbiamo un Settore Giovanile molto grande, con circa 400 ragazzi e 18 preparatori, abbiamo fatto affari con la Sampdoria ultimamente, e ne abbiamo ricavato diverse decine di migliaia di Euro. Senza il vincolo tutto questo andrebbe a cadere inevitabilmente. Si investe sulla formazione e sulla crescita di un ragazzo per anni, per poi vederselo portare via senza ricavarne che pochi spicci». Ma allora, perché ci chiediamo noi, e chiediamo anche ai nostri interlocutori settimanali, i vertici dello sport e del calcio non si fanno vivi? Non danno segni di vita in difesa della categoria? «Me lo chiedo anche io, sono sincero. È un comportamento davvero contraddi-

torio, perché ci obbligano a schierare 5 giovani a gara, per due motivi fondamentali, abbassare i costi e incentivare il lavoro sui vivai. Ma poi, se c’è qualcuno che vuole privarci del vincolo, non alzano la mano. Non c’è coerenza in tutto questo. Ci strumentalizzano con questa storia dell’utilizzo dei giovani». Gozzi continua rincarando la dose: «Secondo me sembra un modo per deprimere, o reprimere la nostra opera. Noi rivestiamo spesso un ruolo molto importante attraverso la nostra opera sociale con i Settori Giovanili. Li raccogliamo, li togliamo dalle strade, li formiamo, gli facciamo fare attività fisica. Dovremmo essere incentivati, premiati per gli sforzi che portiamo avanti, non crede? Invece no! Ci demoralizzano con questa storia del vincolo, che per noi è uno strumento di difesa, ma neanche poi tanto. C’è la famosa 108: se i ragazzi hanno gli occhi addosso di una società professionistica, figuriamoci se di Serie A, come facciamo a trattenerli? Sono poi sempre i genitori a spingerli a cambiare quando si presenta l’occasione. Se allora lo svincolo ce l’hanno, e ce l’hanno quando vogliono, perché toglierci l’unica fonte di vero sostentamento che

abbiamo? È una vera assurdità». A questo punto, entra in gioco l’Unione Europea, e la sua opera di “normalizzazione” (chi scrive preferisce il termine “standardizzazione”) delle figure lavorative nel mondo del calcio del vecchio Continente. Si parte dalla Bosman, si arriva alla Bernard, fino al vincolo: «Che devo dire, questa è l’ennesima stupidaggine (eufemismo) europea, è la solita retorica delle liberalizzazioni. Io vorrei capire come mai le diversità in questa Europa siano considerate dei pericoli, dei problemi, delle macchie, anziché una ricchezza, un patrimonio da custodire e valorizzare. Io nella vita di tutti i giorni faccio l’acciaio e que-

Antonio Gozzi numero uno della Virtus Entella (Foto Archivio)

ste cose le vedo chiaramente, in tutti i settori lavorativi. Gli europei (intesi come classi dirigenti) sono guidati da burocrazie autoreferenziali. Si fa in questo caso, lo stesso ragionamento della difesa dei consumatori: li vogliono tutelare senza fare altrettanto con le società che producono beni di qualità. Qui - nel calcio - è la stessa identica cosa, si vogliono tutelare i calciatori senza capire che così facendo vanno nella direzione esattamente opposta. È un valore finto quello della liberalizzazione, le burocrazie europee non sanno qual è la realtà, sono persone che non si sporcano le mani con la vita vera. Si deprime lo sport dilettantistico - prosegue un oceanico, è il caso di dirlo, Gozzi, ma questo non può che non farci piacere - perché è l’unico che non ci guadagna nulla, anzi. Io ho uno dei Settori Giovanili più grandi in assoluto, e la mia unica ambizione è quella di vederli crescere e affermarsi, e talvolta ci riesco. Non ho entrate o comunque guadagni sostanziali dalla gestione della squadra di calcio. Allora, deprimere l’attività di gente come me, a che cosa porta? A disincentivare ulteriormente i deficienti come me dallo spendere e perdere soldi per crescere

dei giovani. Formo dei ragazzi per anni che poi mi vengono portati via senza nemmeno dire grazie?». Il panorama è complesso, irto di difficoltà, ma sembra che ai piani alti del “Palazzo” questo non sembra il problema principale: «Io credo che una parte di quanto le società maggiori percepiscono dai diritti televisivi, che sono miliardi, dovrebbe essere devoluto alle serie minori per lo sviluppo e l’incentivazione dei Settori Giovanili, ma solo per quelle che lo fanno davvero e portano a casa dei risultati. Qui a Chiavari il calcio è l’attività sociale giovanile più importante. Ma purtroppo non ci riconoscono un tubo (eufemismo), a parte il vincolo e i premi di preparazione, che poi ci pagano in due anni. Ventiquattromila Euro pagati in due anni dalla Sampdoria...ma ci rendiamo conto? È così difficile che si decida di riconoscerci qualcosa per quello che facciamo per i giovani?». Quale futuro, allora per i dilettanti in Italia? «Ci impoveriremo, non c’è nessuna attenzione alle società che sono più vicine al sociale e alla massa. In Italia, a questi livelli c’è un network di attività sociali senza pari in Europa. Va sostenuto e protetto questo valore oppure no?».


Play-out gir. A/B/C

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La lunga agonia passa attraverso i play-out Sono ancora tante le squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere nei gironi settentrionali del campionato di Interregionale. Il quadro completo della situazione a due sole gare dal termine

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di Gianluca Tinfena

OMA - Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Una frase da spot pubblicitario presa in prestito per spronare le tante squadre impegnate nella disperata corsa verso la salvezza nei gironi settentrionali della serie D. Se Savona, Tritium e Montichiari hanno festeggiato con largo anticipo la promozione tra i professionisti, a due giornate dalla fine della regular season si infiamma la volata per evitare la retrocessione nei rispettivi campionati regionali di Eccellenza. L'incubo dei play-out attanaglia da mesi molte compagini ma in tanti casi sarà solamente all'ultimo minuto dell'ultima partita che si avrà la resa dei conti decisiva. GIRONE A Nel Girone Nord-Ovest della serie D il Valle d'Aosta, travolto da una lacerante crisi societaria ha salutato la categoria già da tempo. I soli 3 punti raccolti nelle ultime 12 gare sono il segnale lampante di un ambiente già rassegnato al peggio. Rischia di salutare i dilettanti a breve anche il Derthona che, nonostante il tentativo invernale di rianimare un club in grande difficoltà, sta dimostrando gara dopo gara tutte le proprie lacune strutturali. In questo senso il prossimo match contro la Sestrese ha il valore dell’ultima spiaggia per i leoni, costretti a vincere per puntare almeno agli spareggi. Il tecnico dei liguri Roberto Balboni non getta la spugna e continua a credere fermamente in una reazione dei verdestellati: «Nelle ultime partite abbiamo raccolto veramente poco e questo ci può preoccupare, ma quella di domenica sarà una sfida davvero da dentro o fuori. Dovremo ancora una volta fare di necessità virtù, rimboccarci le maniche e sperare di ripetere il miracolo della scorsa annata quando tutti ci davano per spacciati ed invece siamo riusciti a salvarsi ai play-out da peggiore classificata contro il Sestri Levante». Leggermente migliore la situazione di Pro

Settimo e Rivoli, mentre il Vigevano tenterà sino alla fine di guadagnare la salvezza diretta grazie ad un entusiasmo ritrovato dopo un filotto di tre successi di fila ai più inattesi. Sarà lotta serrata con il Chieri per evitare il sest’ultimo posto mentre per il Cuneo potrebbe bastare una vittoria all'ultima giornata contro la già spacciata Valle d'Aosta per completare la rimonta senza particolari patemi d'animo. GIRONE B Nel raggruppamento B, quello della bella favola dei milanesi della Tritium, promosso per la prima volta nella sua storia nella vecchia serie

Roberto Balboni, tecnico della Sestrese (Foto Sito Ufficiale)

C, la bagarre in coda alla classifica ha solo un punto interrogativo. L'Oltrepò, nonostante l'affermazione contro Cantù, così come la Caravaggese, hanno già salutato la Serie D mestamente dopo un campionato costellato da più ombre che luci. Il recente k.o. con il Voghera ha

inoltre compromesso il cammino salvezza del Borgosesia che dovrà sfruttare queste due settimane per trovare la concentrazione giusta per affrontare alla meglio gli spareggi. Sono in quattro, invece, a sperare ancora in quel dodicesimo posto che vale la permanenza in categoria evitando la lotteria dei play-out. A lottare sino alla fine saranno Fiorenzuola, Solbiatese, Sestese e Caratese. Il calendario è simile e i 36 punti attuali di Fiorenzuola e Solbiatese (con gli emiliani in vantaggio negli scontri diretti) possono rappresentare quel qualcosa in più che a due turni dall'epilogo permette di giocare con meno pressioni e più tranquillità rispetto alle dirette rivali. Il tecnico degli emiliani Natalino Gottardo, dopo il successo contro l'Olginatese torna a sorridere: «Finalmente siamo riusciti a vincere, ci voleva dopo cinque domeniche sfortunate. Ora la salvezza dipende solamente da noi stessi, dovremo affrontare al meglio le prossime gare e continuare con la mentalità che ci ha contraddistinto domenica. Non mollare mai e lottare su ogni pallone, solo così arriveranno i risultati e nulla ci potrà essere precluso». GIRONE C Sicuramente più ingarbugliata la situazione nel girone C che vede nella retrocessione del Montecchio e nel primo posto del Montichiari le uniche certezze consolidate. Continua il duello a distanza tra Porfido Albiano e Manzanese per evitare il penultimo posto e i prossimi 180 minuti saranno indicativi soprattutto in quest'ottica. Al Palazzolo invece serviranno 2 punti ancora per sentirsi definitivamente “tranquillo” e preparare i play-out. Undici punti sopra c'è il Belluno reduce da tre vittorie consecutive che prova disperatamente ad inseguire la salvezza diretta, che è distante 3 punti. Concordia e Domegliara sono avvisate, ma Sanvitese e Nuova Verolese non dovranno abbassare la guardia per non incorrere in brutte sorprese.


Play-out gir. D/E/F

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Tutti in fila per evitare la tagliola degli spareggi Nel girone D il Mobilieri Ponsacco è quasi salvo, nell’E sono nove le formazioni che ancora potrebbero rientrare nel pericoloso gorgo, in quello F, alle già certe Elpidiense e Real Montecchio, c’è un posto per cinque già che gli ultimi due incontri saranno tutt’altro che semplici, ma ha un segreto: OMA - La serie D è il trampolino di «Abbiamo ottenuto la vittoria lancio per molte società che sognano sul Riccione con le unghie e il calcio professionistico, ecco perché con i denti e dovremo farlo nessuno vuole abbandonare questa categoanche nelle ultime due gare, ria. Ma tre squadre per ogni girone dovrancontando soprattutto sull’uno tornarsene in Eccellenza. Due lo faranno nità del gruppo che è la nosdirettamente, mentre altre quattro disputtra arma in più». Questa eranno i play-out e avranno così un’altra situazione di classifica è chance di rimanere nel campionato stata possibile anche grazie Interregionale. Nel raggruppamento D, ad alla vittoria dei “cugini” oggi, gli spareggi verrebbero scongiurati, con pisani proprio contro il Ponsacco salvo per la regola degli otto l’Adriese per 1-0. In virtù punti sulla quart’ultima che in questo dei tre punti conquistati la momento è l’Adriese. La formazione del formazione di Lazzerini presidente Passerai ha ottenuto un’imporIl presidente del Mobilieri Ponsacco Passerai (Foto Archivio) supera proprio il Riccione tante vittoria in casa contro il Riccione che, e si attesta a 41 punti. per come è arrivata, fa ben sperare per le dello Sporting Terni terz’ultima; della sconNelle ultime due gare dovrà affrontare ultime due giornate di campionato. Mister fitta dell’Orvietana e del pari del Mezzolara, in trasferta, e Boca Pietri Carpi, Lazzerini, infatti, commenta così il 3-2 interMonteriggioni, formazioni, queste, che ad in casa. «Ci mancano 4 punti per la salvezza no contro i romagnoli: «Abbiamo concluso il oggi disputerebbero gli spareggi salvezza. matematica e contiamo di farli», afferma primo tempo sul 2-1 per loro e pensavamo di Nell’ultimo girone preso in considerazione deciso l’allenatore toscano. Nel girone E la dire addio alla vittoria. Ma nella ripresa la mia dalla nostra analisi due squadre hanno già da situazione è molto più accesa con nove squadra sembrava trasformata. Siamo scesi in tempo detto addio alla serie D, Elpidiense e squadre che potrebbero rientrare nel giro campo con una grinta e voglia di vincere incredReal Montecchio, mentre sono cinque le degli spareggi-salvezza. Il risultato più prestiibile che ci ha fatto ribaltare il risultato e formazioni impelagate più di altre nella zona gioso e importante di domenica scorsa è ottenere tre preziosissimi punti». I rossoblu play-out. Domenica al Comunale di stato senza dubbio la vittoria della Fortis toscani non vogliono abbassare la guardia Canistro andava in scena uno scontro diretJuventus contro la più quotata proprio ora che si è giunti ali sgoccioli di to proprio per gli spareggi di bassa classifiMonterotondo per 1-0. Il cambio di allenaun’intensa stagione. Il trainer dei pisani sa ca. Il neo allenatore Pierleoni ha azzeccato tore ha portato grinta e la prima e vinto contro il Morro D’Oro. «In maggiore consapevolezza pochi giorni sono riuscito a far nascere l’autostidei propri mezzi nei ma nei giocatori e insieme alla grinta e al carattoscani e le tre vittorie tere siamo usciti trionfatori di questo match consecutive ne sono la aperto a tutti i risultati. Ora però - continua il dimostrazione. «Era un mister del Luco Canistro - ci aspettano due impegno difficile - commensfide diverse l’una dall’altra ma entrambe diffita Galbiati - ma abbiamo cili contro Chieti e Elpidiense. Ma avendo lo fatto una super gara e meristesso approccio di domenica scorsa sono tato la vittoria. Sappiamo sicuro che arriveranno due buoni risultati». La che ancora non siamo salvi, contemporanea vittoria del Miglionico a ma con questa concenCampobasso rende più ardua la strada trazione andremo lontano». verso la salvezza dei rossoblu abruzzesi. Ma Le ultime due partite, Pierleoni è sicuro di sé e dei suoi ragazzi: però, si prospettano molto «Ho accettato la sfida del Luco Canistro perché ardue: «Il Sansepolcro in credo nella salvezza e insieme a tutto il gruppo casa è una bestia e il riusciremo nell’intento, con o senza play-out». Calenzano vorrà giocare i Ma non sarà facile vista l’agguerrita concorplay-out, quindi saranno due renza di Centobuchi, che ha sulla carta il calfinali che giocheremo per endario più difficile, dell’Angolana che è vincere». Gli amaranto di dietro di un solo punto rispetto alla squadra Borgo San Lorenzo hanno di Pierleoni e dello stesso Morro D’Oro approfittato del k.o. interIl tecnico del Luco Canistro Angelo Pierleoni (Foto Sito Ufficiale) che nel prossimo impegno ospiterà la no del Montevarchi, fermo Santegidese di Ammazzalorso. a quota 38 punti, ad opera

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di Antonio Marotta


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Play-out gir. G/H/I

Per le retrocessioni è ancora tutto da decidere

Ragnedda (Arzachena): “Non ci sono risultati scontati”. Panetta (Pisticci): “Visto il girone d’andata sono soddisfatto”. Noviello (Bitonto): “Vaccinati agli spareggi”. Scrofani (Palazzolo): “Mancano due gare decisive”

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di Stefano Santini

OMA - Qualche verdetto già sancito, ma anche tante situazioni ancora incerte nelle zone calde delle classifiche della lega di serie D, a due gare dal termine della stagione. Nel girone G tutto ancora in ballo, con una classifica cortissima, che vede coinvolte nella lotta per non retrocedere ben otto squadre. Morolo (27 punti) e Rieti (30), ancorché non condannate dalla matematica, vedono ormai a un passo lo spettro retrocessione. Subito sopra sei compagini in soli cinque punti: Castelsardo (33), Arzachena (34), Boville Ernica (35), Astrea (36), Cynthia Genzano (37) e Tavolara (38). «Purtroppo siamo costretti a far risultato pieno domenica prossima a Sanluri - sottolinea il presidente dell’Arzachena Ragnedda al termine del successo interno contro il Latina – e non sarà una partita semplice. Poi avremo il Fondi in casa. Non ci sono risultati scontati prosegue Ragnedda. Ci sarà da sudare fino alla fine e tutte queste squadre sono coinvolte. Il nostro obiettivo era quello di salvarci senza passare per i play-out: ce la possiamo ancora fare, ma la vedo difficile. Comunque arrivi la salvezza per noi sarebbe un grosso risultato», conclude il patron sardo. Sarà decisivo il prossimo e penultimo turno con Sanluri-Arzachena, Fondi-Boville, Latina-Castelsardo, Selargius-Cynthia,TavolaraPomezia e Astrea-Viterbese. Situazione più definita nel girone H, dove il Fasano, fermo a quota 23, saluta la serie D.Vicinissimi alla retrocessione diretta anche i brindisini del Francavilla Fontana, che, a quota 28, sono a ben quattro lunghezze dal Pisticci, vittorioso di misura sulla Casertana. «Il successo di oggi conferIl tecnico della Viribus Unitis Enzo Scafa (Foto sito ufficiale)

ma il nostro stato di forma - afferma il presidente del Pisticci Donato Panetta dopo il match. Ancora però non siamo nei play-out: dovremmo battere il Pomigliano nel prossimo turno e allora ci potremo pensare. Se siamo quelli visti contro Casertana e Turris meritiamo di restare nell’Interregionale. Visto il girone d’andata buttato via - prosegue il presidente dei gialloblu - sono soddisfatto. Con il gruppo attuale abbiamo fatto 23 punti: ad averlo avuto nell’andata adesso sarei nei play-off. Chi temo di più per gli spareggi retrocessione? Il Bitonto - risponde con vena polemica Panetta - per come vengono gestite le punizioni alle società di calcio che hanno comportamenti anomali durante le partite. Il Bitonto avrebbe dovuto avere la squalifica del campo per tutto il campionato, mentre nei play-out potrà tornare a giocare sul proprio terreno». A completare il quadro (quasi definito) delle partecipanti ai play-out l’Ischia, anch’essa a quota 32, sopravanzato dal Bacoli, ora a 33, e il Bitonto (36), che però riposerà nel prossimo weekend. «Mi dispiace non aver agganciato l’ultimo posto disponibile per non disputare i playout - dichiara il presidente del Bitonto Francesco Paolo Noviello - soprattutto per il comportamento dell’Angri che ha schierato per diverse giornate la Juniores, falsando il campionato. Siamo vaccinati per queste gare, considerando che sono tre anni che disputiamo gli spareggi salvezza. Vorrei comunque evitare le napoletane - prosegue il numero uno dei neroverdi - per problemi di logistica. Siamo partiti con grandi difficoltà - conclude Noviello pagando con questa maxi-squalifica per colpe non imputabili alla società. Nessuno ci ha regalato niente, per fortuna lo spareggio potremo giocarlo in casa». Nel girone I già condannate alla retrocessione Adrano (20), Acicatena (21) e Castrovillari (23). A disputare lo spareggio per evitare l’ultimo posto a rischio saranno con ogni probabilità Viribus (32) e Palazzolo (34), con il Messina, a quota 37, ancora però non confortato dalla matematica certezza della salvezza. «Siamo matematicamente nei play-out, ma allo stesso tempo la matematica ancora non ci condanna a farli. Se in queste ultime due gare tutti faranno il loro dovere - avverte il presidente della Viribus Antonio Della Corte - penso che non sia ancora finita. Dipende da noi, ma anche dagli altri». «Giocheremo le prossime due partite per vincere - aggiunge il neo mister dei rossoblu di Somma Vesuviana Enzo Scafa - poi se gli altri risultati non ci saranno favorevoli andremo a fare questo spareggio con il Palazzolo. Sono arrivato da una settimana - aggiunge Scafa - sto cercando di far capire ai ragazzi di giocare a viso aperto con

Donato Panetta, presidente del Pisticci (Foto Giallo-ble.com)

chiunque. Quando si cambia allenatore il clima è pesante, ma ho cercato di tirarli su di morale e lavorare sul piano psicologico e tattico». Fiducioso ma cauto anche il presidente del Palazzolo Scrofani: «Mancano due partite fondamentali Modica e Castrovillari - e prima non possiamo fare progetti. Posso solo dire di essere soddisfatto della stagione disputata, essendo la squadra più giovane del campionato».

Il numero uno del Palazzolo, Scrofani (Foto Archivio)


Fondi

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Liquidato: “Pronti per festeggiare con i nostri tifosi”

L’allenatore dei rossoblu pontini, nonostante la sconfitta patita in Sardegna per mano del Budoni (2-0), vede l’obiettivo avvicinarsi sempre di più: “Ci manca solo la ciliegina sulla torta per coronare una grande stagione”

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di Piero Barbaro

ONDI – Perso il primo match point per il Fondi che domenica scorsa non è riuscita a chiudere il campionato con quindici giorni di anticipo nel girone G di Serie D. La sconfitta esterna contro il Budoni per 2-0 mantiene ancora in vita le speranze delle dirette inseguitrici della squadra della provincia di Latina, con il Pomezia staccato di cinque punti e il Sanluri lontano sei lunghezze. È quasi sfinito a fine partita l’allenatore del Fondi, Stefano Liquidato, che puntava nel mettere fine alle sue ansie e preoccupazioni proprio nella gara esterna contro il Budoni: «Il risultato della gara non rispecchia affatto l’andamento della partita che abbiamo condotto per larghi tratti di gioco. Purtroppo però i gol non sono arrivati e siamo qui senza aver chiuso definitivamente il campionato con Pomezia e Sanluri che ci sono dietro e ancora matematicamente in gara per la vittoria finale». Il colpo vincente nella provincia di Olbia-Tempio è fallito ma le premesse non erano le più facili per la squadra laziale, che non poteva mettere in campo ben sette giocatori a seguito delle quattro squalifiche comminate dal giudice sportivo ai giocatori Pannozzo, Iossa, Galasso e Vaccaro, ammoniti nel corso del big match con il Pomezia e sotto diffida. Oltre a questi giocatori bisognava aggiungere anche le defezioni forzate di Esposito e Iovinella, entrambi infortunati, e quella di Vicedomini che doveva scontare la terza giornata di squalifica. In totale fanno sei difensori in meno per mister Liquidato che comunque non cerca alibi nelle assenze: «È vero, ci mancavano tanti elementi, ma chi ha

giocato lo ha fatto benissimo quindi non credo sia stata questa la causa della mancata vittoria. Abbiamo pescato anche qualche giocatore dalla Juniores e proprio da questi ragazzi è arrivata una buona prova. Questa è un’ottima cosa anche per guardare al futuro, ho avuto la prova concreta che si può lavorare tanto in questa società anche appoggiandosi ai giovani, non solo facendo affidamento sull’esperienza». Comunque andrà a finire nella gara interna di domenica prossima contro il Boville, la stagione del Fondi è veramente da giudicare ottima: «Quella che manca è solo la ciliegina sulla torta per coronare una stagione fenomenale. Eravamo partiti decisamente con altri obiettivi e invece ci ritroviamo tutti insieme a vivere queste sensazioni, queste situazioni che non ci aspettavamo all’inizio della stagione. Speriamo davvero di arrivare al risultato finale». Per mister Liquidato sarebbe la consacrazione di una stagione da incorniciare anche dal punto di vista professionale, una stagione vissuta e gestita a testa alta senza avere paura di niente e di nessuno: «Questa stagione è raccontata dai numeri, parlano loro al posto mio. Personalmente penso che se la squadra si trova al primo posto in classifica significa che anche l’allenatore è il migliore, tra tutti è il primo della classe». Un’altra settimana di attesa per il tecnico dei pontini che ormai si confessa quasi svuotato da tutte le energie mentali spese in questa stagione. Al contrario, i ragazzi in campo rispondono bene e sono in un ottimo momento di forma: «È il mio modo di vivere che mi fa soffrire così tanto. Questo mix di gioie, ansie e preoccupazioni mi sta mettendo a dura prova. L’importante è che i miei ragazzi non risentano troppo di questa sconfitta in Sardegna, e non

La rosa del Fondi nella foto di rito (Foto Nello Padrone)

Il tecnico del Fondi Stefano Liquidato (Foto Archivio)

portino dentro a lungo la delusione per non essere già andati in vacanza con quindici giorni d’anticipo. I miei giocatori stanno benissimo dal punto di vista fisico e questo pizzico di delusione che hanno dentro, sono sicuro, sarà molto utile per tenere alta la concentrazione». Fatti i debiti scongiuri, l’analisi della stagione del Fondi, come detto, è da considerarsi ampiamente positiva anche dando uno sguardo al punto da cui si era partiti. «Certe volte ci dimentichiamo da dove siamo venuti. Lo scorso anno abbiamo giocato un ottimo campionato di Eccellenza, arrivando e perdendo in finale, poi il ripescaggio ci ha portati a giocare la Serie D. Trovarci primi in classifica a due partite dalla fine della stagione è già un bellissimo sogno». La mente comunque già corre alla gara interna contro il Boville Ernica dove tutti gli squalificati torneranno a disposizione di mister Liquidato: «Ci sarà solo l’imbarazzo della scelta, rientreranno tutti gli squalificati. Non avrò le difficoltà di formazione avute domenica a Budoni per schierare la squadra in campo. Siamo già pronti, chissà che il destino non abbia voluto proprio che chiudessimo davanti ai nostri tifosi per poi festeggiare tutti insieme. È proprio quello che mi auguro».


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La lotta nel girone I

Per la promozione diretta ormai è lot a a tre Sono Milazzo, Trapani e Rosarno, racchiuse in un solo punto a favore dei messinesi, le regine del girone I dell’Interregionale che hanno definitivamente estromesso l’Avellino dalla sfida

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di Antonio Marotta

OMA - Il primato nel girone I è una sfida tra Calabria e Sicilia. Sono infatti due formazioni sicule e una calabrese a contendersi la vetta della classifica. Il Milazzo del presidente Cannistrà ha un punto di vantaggio sul duetto TrapaniRosarno. Fino alla settimana scorsa, però, la situazione era diversa con la più blasonata società dell’Avellino che con i suoi tre punti dalla vetta aveva velleità di promozione. Domenica scorsa la squadra irpina si è sganciata dal gruppo di testa perdendo in casa lo scontro diretto con i rossoblu del Milazzo per 2-1. «È stata una gara dal sapore unico - esordisce il numero uno siciliano Pietro Cannistrà - perché nessuno aveva calcato palcoscenici importanti come quello del “Partenio”. Questo però non ci ha intimorito e anzi ci ha dato la forza per vincere meritatamente il match clou della terzultima giornata». Di tutt’altro avviso è l’allenatore dei lupi biancoverdi Marra: «Siamo amareggiati per ciò che si è visto in campo. Non meritavamo di perdere, ma purtroppo non siamo riusciti a recuperare il doppio vantaggio e abbiamo sprecato troppo per poter portare a casa i tre punti». La gara di Avellino si è decisa nel primo tempo. «Siamo andati in vantaggio per 2-0 nei primi 45’ grazie ai gol di Orioles e Sanguinetti. Nella ripresa abbiamo sofferto per l’espulsione di Orioles - prosegue Cannistrà e inevitabilmente i campani si sono resi più pericolosi, raggiungendo la rete del 2-1 proprio sulla punizione conseguente all’espulsione». Non erano al massimo i mamertini, che non potevano schierare i due centrali difensivi Kouadio e Di Napoli, ma allo stesso modo sono riusciti a ricacciare una

Salvatore Marra, tecnico dell’Avellino (Foto Archivio)

diretta concorrente per la promozione diretta in Lega Pro. Il presidente rossoblu però non è dello steso avviso: «Io considero Trapani e Rosarno le nostre dirette inseguitrici, l’Avellino a tre punti non lo è mai stato. Ora a maggior ragione che i punti sono sei». I cam-

Il bomber del Trapani Giuseppe Perrone (Foto Archivio)

pani di mister Marra dovranno accontentarsi dei play-off anche se si fa sentire sempre più il fiato sul collo della Vigor Lamezia appaiata a quota 56 con gli irpini dopo il successo esterno di domenica contro il Palazzolo. «Domenica abbiamo dimostrato che possiamo consolidare il quinto posto e accedere ai playoff. Non abbiamo paura delle nostre inseguitrici - il commento di mister Marra - perché se giochiamo come sappiamo, i risultati arriveranno e con essi la qualificazione ai playoff». Le ultime due sfide per la capolista Milazzo sono molto più semplici di quanto possa sembrare, ma solo sulla carta. Almeno questo è il pensiero dello scaramantico patron Cannistrà: «Il Sambiase non ha più nulla da chiedere, ma proprio queste partite sono le più pericolose perché contro di noi giocano tutti al 110%. In questo campionato non ci è stato regalato nulla e vorremmo raggiungere la promozione con le nostre sole forze», prosegue un entusiasta e positivo presidente. Milazzo e Avellino punteranno sulle stesse carte per perseguire i propri obiettivi: cuore, grinta e soprattutto un gruppo affiatato che finora non ha mai tradito. Diversa è la situazione di Trapani e Rosarno, con i reggini in ottime condizioni. Sono otto, infatti, le vittorie di fila conseguite nel finale di stagione dalla squadra calabrese e domenica, nel derby della Magna Grecia con la Rossanese cercherà di avvicinare ancora di più la vetta. Sintomatico è però il fatto che l’ultimo k.o.

sia arrivato proprio contro una formazione di testa come era fino a una settimana fa l’Avellino. Gli scontri diretti tra i calabresi e il Milazzo sono a favore di questi ultimi, per cui si rende necessario vincere le ultime due per continuare a sperare. Contro il Castrovillari è arrivato l’ennesimo 1-0 della stagione amaranto, che se da un lato vuol dire prima difesa del campionato, dall’altro significa poca concretezza in attacco. Reparto avanzato che invece è esplosivo in casa Trapani, con il bomber Perrone che commenta la vittoria esterna contro il Messina: «È stata una vittoria meritata per quello che abbiamo dimostrato in campo. Un mix di grinta, tecnica e livello psico-fisico ottimale ci hanno portato alla vittoria». Un 2-0 giunto grazie alle reti di Lupo e Montalbano, con il tris sfiorato dal rigore fallito dallo stesso Perrone. «Sono contento lo stesso perché stiamo facendo un campionato spettacolare e continuiamo a credere nella promozione. Certo le due ultime gare sono temibili. Prima a Sapri e poi in casa con l’Avellino non saranno partite semplici. Ma vogliamo fare un regalo ai nostri tifosi e alla città che merita il professionismo». L’attaccante trapanese spera in un passo falso del Milazzo: «Noi ci metteremo il massimo, ma anche loro dovranno fermarsi altrimenti sarà dura salire in Seconda divisione senza passare dai play-off». Saranno quindi 180’ di fuoco che decreteranno chi tra Sicilia e Calabria arriverà per prima in Lega Pro.

Il numero uno del Milazzo Pietro Cannistrà (Foto Sito Ufficiale)


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L’intervista

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Intervista a Pino Capua, delegato del Comune di Roma per la tutela della salute dei cittadini

Roma si impegna contro doping e bullismo

Il professore di origini calabresi è promotore di una campagna per la sensibilizzazione dei giovani: “È un grande impegno, ma per cambiare un modello culturale ci vuole tempo” di Flavio Grisoli

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OMA – È uno dei massimi esponenti della medicina applicata allo sport, e non solo. Pino Capua è nato a Cinquefondi (RC) il 19 febbraio 1954 e il suo curriculum gli rende merito più di ogni altra nostra parola. Come ormai i nostri più affezionati lettori (e visitatori del nostro sito www.professionecalcio.eu) sapranno, una delle nostre (se non “la”) battaglie che stiamo perseguendo con maggior dedizione, è la sicurezza nei campi, con particolare attenzione per quegli impianti di società di puro Settore Giovanile, che (troppo) spesso sono dimenticati dalle Istituzioni e dagli organi preposti alla vigilanza sull’osservanza delle regole. Di questo, però, ne abbiamo (e ne continueremo a parlare) parlato molto, perciò soffermeremo la nostra attenzione su altri argomenti, di non meno fondamentale importanza. Con il prof. Capua, che ha costituito per volere del Sindaco Gianni Alemanno, un Ufficio per la tutela della salute dei cittadini (all’interno dell’Ufficio Sport del Comune di Roma), abbiamo voluto parlare di tematiche giovanili, nell’àmbito del progetto del Campidoglio “Roma contro doping e bullismo”. «Questo progetto rientra nel quadro di interventi dell’Amministrazione Comunale nei confronti dei maggiori disagi giovanili - le prime parole di Capua - che sono soprattutto la tossicodipendenza, il doping e il bullismo. Soprattutto il terzo aspetto è più radicato nei giovani, perché c’è un’alterazione evidente dei rapporti sociali, e molto è legato al territorio di appartenenza, dove magari l’opera di prevenzione non arriva. O se arriva, è blanda. Indubbiamente prosegue Capua - combattere questi disagi comporta un percorso difficile da mettere in pratica. Lo sport può essere un àmbito pri-

vilegiato nel fronteggiare il bullismo, perché al suo interno c’è ancora privilegio per dei valori. Ma è necessario coinvolgere oltre ai ragazzi, ai quali va il nostro primo pensiero, anche i genitori. I giovani sono più ricettivi, riescono ad assimilare più velocemente, e possono trasmettere questi valori agli adulti». Naturalmente, non lo nascondiamo, anche i mass media svolgono un ruolo fondamentale per la diffusione (o la cancellazione) di determinati aspetti valoriali. Positivi o negativi che siano. L’intendimento di Capua e del suo

Pino Capua (Foto Archivio)

ufficio è anche quello di: «Coinvolgere tutti coloro che hanno responsabilità e influenza sotto questo aspetto, ovviamente anche i media. Il mondo dello sport deve essere “utilizzato” per diffondere questi valori. Ma le difficoltà sono tante, non c’è dubbio, a partire dal cercare di cambiare determinati comportamenti o atteggiamenti culturali. Non si costruiscono - prosegue il prof. Capua - modelli valoriali o culturali in poco tempo». Dal bullismo al doping: perché nelle palestre c’è un’incidenza maggiore di utilizzo di sostanze vietate? «È un àmbito, purtroppo, dove non ci sono regole certe. Se si lavora sotto l’egida federale, dove ci sono regolamentazioni precise e dettagliate, si riesce a combattere con maggiore vigoria il fenomeno. Si dovrebbe intraprendere un percorso condiviso con il Ministero della Salute per lottare con questo fenomeno particolarmente radicato, purtroppo». La sintonia (politica) fra le varie componenti amministrative del territorio è sicuramente un aspetto che favorisce la creazione di questo tipo di progetti. Il fatto che allo scranno più alto di via Cristoforo Colombo a Roma (sede della Regione Lazio) si sia insediata Renata Polverini, portando con sé un uomo del calibro del dott. Mario Brozzi (ex medico sociale della Roma, e grande propugnatore di un calcio senza farmacie), non può far altro che ben sperare per i programmi futuri: «Infatti. È molto importante avere alla Regione Renata Polverini e Mario Brozzi conferma Capua - che ho incontrato da poco, e che conosco da una vita - riferendosi a Brozzi. Vediamo cosa si può fare, mi auguro si riesca ad intraprendere un discorso condiviso». Quanto potrebbe influire una campagna pubblicitaria di sensi-


L’intervista

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Numero 17 06 maggio 2010 Si rischierebbe di colpevolizzare qualcuno senza calcio è sotto controllo, mentre negli altri sport, e bilizzazione giovanile su quanto sia rischioso il motivo. In questo senso ha fatto bene il Ministero penso al ciclismo, c’è ancora da fare. Per quanto doping con la collaborazione di un personagdella Salute qualche anno fa riguarda il bullismo, invece, stiamo scrivendo ancogio pubblico di fama internazionale, magari un prosegue il prof. Pino Capua ra la pagina zero. E proprio per quegiocatore di calcio? «Sarebbe il massimo, non c’è - ad introdurre il bollino sto stiamo incrementando gli incondubbio, che personaggi famosi condividessero quetri nelle scuole per sensibilizzare sta nostra iniziativa, però si sa, ci sono i ragazzi». A questo punto sempre mille difficoltà a farlo». Ma che introduciamo all’attenzione cosa spinge uno sportivo a far uso di del nostro interlocutore il doping? Perché il fine giustifica sempre problema della sicurezza sui i mezzi? «Questa è una domanda alla nto migliore e m u tr s campi. Che cosa può fare il quale è difficile rispondere perché ci vorreblo e ò esser Comune di Roma e l’Ufficio be una settimana, forse. È una mentalità o “Lo sport pu m del bullis o n e m o Sport per contrastare una che nasce con la nascita stessa dello sport. n fe re il piaga che sembra ormai Da 10-15 anni, però, ci si è resi pienamente ti per fronteggia r e i dove c it b m à i im insanabile agli occhi di conto di quanto sia dannoso per la salute lt u degli ” molti? «Come l’utilizzo di sostanze vietate. La cultura ti perché è uno a v e conser ti ia g e il iv Amministrazione Comunale dell’”aiutino” esiste, e cambiare una cultura è r p ncora abbiamo la possibilità di molto, molto difficile». Chi vince la corsa tra valori sono a monitorare situazioni a chi crea nuove e sempre più sofisticate rischio per valutarne la sostanze dopanti, e l’organismo che cerca successiva modifica. I prodi scoprirle? «È appunto una corsa - dice blemi che possono ostaCapua - con due binari che corrono paralleli, tra colare questo nostro doping e antidoping. Ma sono paralleli, e l’antiintendimento sono però doping fa il proprio dovere e qui in Italia siamo facilmente intuibili: il nostro Comune insiste su decisamente all’avanguardia». Potrebbe essere “doping” sulle scaun’area vastissima, e questo comporta due tipi di introdotto il controllo antidoping anche per le tole di farmaci di largo consumo». difficoltà. La prima di natura logistica-temporale, la giovanili? «Sì, si potrebbe fare, ma sorge il probleRientrando nei confini del nostro Raccordo seconda economica. ma dei medicinali di uso quotidiano che potrebAnulare, per quanto riguarda i due argomenti Abbiamo bisogno di tempo e denaro per cercare bero far incappare in positività inconsapevoli. principi di questa intervista, il doping e il bullidi far fronte a questo problema». Penso a farmaci contro l’asma o contro le allergie. smo, a che punto è la Capitale? «Il doping nel

Pino Capua


Le promosse in D

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Dalle Alpi alla Sicilia si forma la prossima Serie D I campionati regionali di Eccellenza di tutta Italia volgono ormai al termine, e ogni settimana nuove formazioni festeggiano: Venafro, Torviscosa, Porto Torres, Trento, Saint-Cristophe ed Asti di Nicolò Romagnoli

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OMA - Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle neo-promosse alla prossima stagione di serie D. Stavolta partiamo dal piccolo Molise, dove il campionato di Eccellenza ha visto come assoluto protagonista e anticipatamente trionfatore il Venafro, con addirittura 4 giornate di vantaggio sulla tabella di marcia battendo proprio la rivale Turris. Il campionato non è mai stato seriamente in discussione e la piccola frazione molisana può ormai puntare con certezza alla preparazione della prossima stagione, cercando di costruire una squadra sempre più competitiva. Anche in Friuli i giochi sono chiusi con qualche turno di anticipo e stavolta a beneficiarne è la compagine del Torviscosa, che ha condotto un campionato sempre al vertice e quasi mai è stata messa in dubbio la prima posizione. Solo la giovane squadra di origine slovena del Kras è stata in grado di mettere i bastoni fra le ruote del Torviscosa che ha però sempre mantenuto un vantaggio piuttosto netto sulle inseguitrici legittimando di fatto la promozione. Ora bisogna però pensare a rinforzare la squadra perché l’anno prossimo le cose saranno decisamente diverse. Il girone sardo ha visto un’altra implacabile dominatrice nel Porto I giocatori dell’Asti portano in trionfo il tecnico Fornello (Foto Archivio)

Torres. Infatti la squadra della cittadina del nord della Sardegna ha già concluso il proprio campionato festeggiando nella partita contro il Terralba una tanto anticipata quanto meritata promozione. Il 21 marzo poteva bastare un pareggio e così è stato. Una volta ottenuto è bastato controllare l’incontro per raggiungere la tanto agognata meta rincorsa per tutta la stagione. In Trentino Alto-Adige, la lotta è stata decisamente più serrata, anche se il campionato è stato vinto dal Trento con un paio di giornate di anticipo. Però la stagione non era certamente iniziata nel migliore dei modi. La svolta si è avuta con l’innesto in panchina di mister Marco Melone che ha saputo caricare i ragazzi nel migliore dei modi, guidandoli in un cammino a dir poco esaltante che è culminato nel giorno della matematica promozione. D’altro canto il progetto del Presidente della squadra del capoluogo trentino era chiaro sin dall’inizio. «Il mio progetto era quello di portare il Trento tra i professionisti - le parole di Marco Fatinger, numero uno della compagine trentina - lo merita la città, la tifoseria e lo staff che ha sempre creduto nella promozione, anche quando questa era molto lontana». Dal freddo Trentino ci spostiamo nella ben più calda e assolata Puglia. Può sembrare strano che un allenatore che ha appena portato alla conquista della promozione possa essere scaricato dalla società a cui è stato legato nell’ultima stagione ma è proprio quello che è successo al mister del neo promosso Nardò, Alessandro Longo. Qui la stagione si è conclusa matematicamente soltanto nell’ultima giornata, quando i granata pugliesi hanno sconfitto un Manduria che non aveva più niente da chiedere al campionato. «Questa promozione è figlia della programmazione: cioè di un progetto cominciato diciotto mesi fa e terminato con la risalita in serie D». Queste le parole con

Il presidente del Trento Marco Fatinger (Foto Archivio)

cui il presidente del Nardò Enzo Russo ha chiosato a fine partita sul successo della propria formazione. Parole che cozzano con il duro comunicato stampa dei giorni successivi con il quale non è stato confermato l’attuale mister Alessandro Longo al quale sono stati comunque tributati i dovuti meriti e ringraziamenti anche per la vittoria nella Coppa Italia di categoria. Rispostandoci verso il nord dello stivale, ci ritroviamo in Piemonte, regione che conta due gironi della categoria di Eccellenza. Nel primo, il titolo è stato guadagnato con una giornata di anticipo, il 25 aprile, dalla formazione del Saint-Cristophe, grazie ad un pareggio con la Pombiese. Il presidente Ferriani ha così commentato la vittoria del campionato: «Questa promozione è la seconda negli ultimi tre anni, a testimonianza di una gestione mirata delle risorse a disposizione». Il secondo girone piemontese ha visto trionfatori i biancorossi dell’Asti che hanno chiuso il campionato con quattro punti di vantaggio sulla seconda, il Novene. La partita della matematica certezza è stata lo 0-0 in casa della Cheraschese, là dove bastava un pareggio che è arrivato a legittimare una straordinaria stagione che a inizio anno era decisamente insperata.


Repubblica di San Marino

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Numero 17 06 maggio 2010

Il Tre fiori e quel vizietto.. chiamato Europa R

di Luigi Cardarelli

EPUBBLICA DU SAN MARINO – Si sa, l’abitudine rende l’uomo schiavo. Schiavo di calcare palcoscenici prestigiosi, schiavo di ascoltare la “musichetta” prima del fischio d’inizio, schiavo di vedere sventolare il pallone bianco e nero fatto di stelle nel centro del campo. È il Tre Fiori questo schiavo di cui parliamo, talmente abituato a disputare gare di Coppe Europee che si è preso di forza la Coppa Titano strappandola dalle grinfie del Tre Penne conquistando l’accesso all’Europa League ma, non basta questo per placare la sete europea dei gialloblu che vogliono raggiungere di forza la Champion’s League. La 52^ edizione del trofeo nazionale sammarinese è andata quindi alla squadra di mister Floriano Sperindio. Ottimamente schierata in campo, la formazione, è entrata in partita con un pizzico di ritardo, risorgendo (è proprio il termine giusto) durante i tempi supplementari: «Si, siamo rinati dal secondo tempo in poi - ci dice soddisfatto Sperindio - loro sono particolarmente bravi in attacco, veloci e ben messi in campo, siamo stati fortunati a non subire il secondo gol, poi ce la siamo giocata con esperienza». Colpa o non colpa del Tre Penne, reo di non aver chiuso la gara nel primo tempo quando aveva in mano il pallino del gioco la formazione gialloblu ha avuto terreno fertile per il suo gioco. Match tirato, pieno

(Foto Pruccoli)

di colpi di scena, partita vera, sentita fortemente sia in campo che sugli spalti.Va in vantaggio la squadra di Stefano Ceci con Matteo Valli dopo soli 14’. Sembrava una gara a senso unico, Sperindio dalle nostre pagine aveva comunicato (forse in maniera scaramantica) di non avere troppa birra nelle gambe e soprattutto, di andare all’Olimpico di Serravalle con una formazione fortemente rimaneggiata, reputando il Tre Penne come la favorita per la conquista del trofeo, invece si è verificato il contrario e il Tre Fiori ha dominato per tre quarti della gara: «I nostri vecchietti - scherza il mister titano hanno tenuto bene ma siamo usciti dalla gara con altri due infortunati che non saranno a disposizione per le imminenti gare di play-off del campionato». Durante la seconda frazione di gioco è Alessandro Giunta,

I play-off del campionato sammarinese

subentrato a Daniele Berardi a gara in corso, a riportare le due squadre in parità. Il gol che ha sancito la vittoria è stato opera di Sossio Aruta, era il 95’ e le speranze del Tre Penne si sono pian piano affievolite. Ora per il Tre Fiori si aprono le porte dell’Europa League ma l’ultimo ostacolo sono i play-off del campionato sammarinese che, sicuramente saranno giocati in maniera più serena: «Non ci importava come, dovevamo assolutamente arrivarci e ce l’abbiamo fatta! Ora ci attendono gli spareggi del campionato, se dovessimo arrivare in finale otterremo un posto in Champions League, un pass migliore e più abbordabile verso l’Europa perché le squadre che andremmo ad affrontare saranno più alla nostra portata permettendoci di fare un pensierino al passaggio del turno, in Europa League invece partiremmo già in seconda fascia con squadre di caratura maggiore rispetto a noi». L’attesa è febbrile, i calciatori scalpitano e i tifosi attendono con ansia, gli ingredienti ci sono tutti per vedere il Tre Fiori diventare grande anche in Europa. (Nella foto la gioia del Tre Fiori con la Coppa Titano. Si può notare mister Sperindio - seconda fila a destra che esulta stringendo in mano il nostro giornale)


PROFESSIONE CALCIO - SFOGLIA IL SETTIMANALE - ANNO II N.17  

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