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Sped. Abb. postale comma 20/B - Filiale di Roma Legge 23/12/’96 - Viale Filippo Tommaso Marinetti, 221 00143 Roma

Anno 2 - n° 13

08

Aprile

2010 1 euro

771593 630059 9

ISSN 1593-6309

80013

il SeTTiMAnAle di A, B, leGA pro, d, CAlCio FeMMinile e CAlCio A 5

www.professionecalcio.eu È solo questione di tempo. Ancora un po’ di pazienza e Professione Calcio sarà visibile online con una vera e propria tv con dirette e telegiornali dedicati al mondo della Lega Pro e della LND, senza tralasciare per questo, di dare un’occhiata a quello che accade nelle stanze della FIGC, del CONI o delle categorie superiori. E se fossi tu a metterci la faccia? Scrivete a info@professionecalcio.net


L’EDITORIALE

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Numero 13 08 aprile 2010

L’EDITORIALE

la lega pro nel caos e la lega nazionale dilet anti tutte le loro postille e bloccare i ripescaggi. Ci OMA - Rimini e vorrebbe il coraggio di Taranto in vendi- ammettere che la crisi ta, la Pro Sesto rende improrogabile il fallita e il Potenza che cambiamento e che dichiara battaglia per le chiunque ne fosse dovrebbe restanti giornate di cam- implicato pionato. La Lega Pro è ripartire dal mondo dei impazzita. Se si volessero dilettanti. Vedere in dif“rivoluzionare” i cam- ficoltà una società pionati siamo certi che come il Rimini che fino l’occasione giusta si pre- a solo due anni fa era senti questa estate sotto presa ad esempio ci forma di “valanga di non rende consapevoli che la riforma va attuata al più presto. La Pro Sesto che fallisce pur avendo alle sue porte, ma non al suo fianco, grandi imprenditori (a Sesto c’è, uno su tutti, il Gruppo Campari) e che vede i propri tifosi Luca Benedettini, l’ormai ex presidente el RImini boicottare i (Foto Archivio) prodotti di idonee per l’iscrizione ai quelle aziende che non campionati professioni- hanno aiutato la società sti”. Basterebbe far a salvarsi. La Pro Sesto rispettare le regole in dopo aver perso l’appordi Massimiliano Giacomini

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Luciano Passirani presidente della Pro Sesto (Foto Archivio)

to gestionale ed economico della famiglia Pasini, che è durato dal 1985 fino al 2009, è stata dichiarata fallita la scorsa settimana e ora il calcio della Lega Pro ha perso una delle società che l’hanno resa grande. In mezzo a tutto questo c’è una società che per essersi venduta una partita viene retrocessa d’ufficio ma a cui viene permesso di giocare la domenica. A Potenza devono fare un monumento all’avvocato Edoardo Chiacchio e al suo staff, mentre qualcuno dovrebbe chiedere ai giudici: Massimo Zaccheo, Tommaso Edoardo Frosini e M a u r i z i o Benincasa, come sia possibile che un illecito provato venga punito con la sola retrocessione di una categoria e perché permettere L’avvocato Edoardo al Potenza di terChiacchio minare la stagione (Foto Archivio) dopo averla bloc-

cata per una settimana? Non si voleva falsare il campionato? Il campionato è già falsato e la responsabilità è solo del presidente del Potenza Giuseppe Postiglione. Intanto, si attende solo il pronunciamento della corte di Bruxelles per capire di che morte dovrà morire il dilettantismo italiano. Inutile pensare ad una svolta improvvisa: il vincolo per i calciatori dilettanti verrà abolito e la Lega Dilettanti come la conosciamo non avrà più senso. Alcune volte ci vengono in mente le battaglie contro l’Assocalciatori di un ex presidente del m o n d o dell’Interregionale e un po’ di rimpianto per non averle “sposate” forse lo avvertiranno anche altri. Nello scorso numero abbiamo parlato con l’Ingegner Antonio Armeni, presidente della Commissione impianti sportivi della


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L’EDITORIALE

attende di conoscere il proprio futuro un futuro senza barriere dalla Redazione

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OMA - È stata rimandata a mercoledì 14 la 3^ seduta al Ministero degli Interni per il tavolo di lavoro sui campi senza barriere. per la Lega Nazionale Dilettanti saranno presenti il segretario Massimo Ciaccolini e Biagio

Sciortino. Nella LND sono già 9 i campi che non hanno divisioni tra il pubblico e il campo di gioco, gli stadi senza barriere responsabilizzano

Sciortino (Foto Archivio)

Ciaccolini (Foto Archivio)

le persone e nel resto dell’Europa si è avuta già una chiara dimostrazione di come sia possibile attuare questo progetto.

Enzo D’Addario (Foto Archivio)

e-mail info@professionecalcio.net

FIGC/LND, che ci prospettava un futuro della sicurezza dell’impiantistica sportiva all’insegna della professionalità e di un controllo non più periferico ma organizzato e gestito da Roma. Questo è quello che abbiamo apertamente chiesto dalle pagine del nostro giornale, lo abbiamo fatto e continueremo a farlo perché andando in giro per l’Italia si possono trovare dei campi che non rispettano le più elementari norme di sicurezza e questi campi sono stati omologati dai fiduciari dei Comitati Regionali. Qualcuno obietta dicendo che la responsabilità non è imputabile a chi fa il volontario per un rimborso di circa 30 Euro, noi invece diamo la responsabilità a chiunque abbia un compito da assolvere e non lo porta al termine nel migliore dei modi. Nascondersi dietro al volontariato o al fatto di percepire 30 Euro al giorno non è una scusa, a rischiare la vita poi ci sono, nella maggioranza dei casi, dei ragazzini. Per questo motivo vogliamo che venga creata una figura professionale ad hoc, il fiduciario professionista dovrà rispondere del proprio operato ad una Commissione creata appositamente all’interno della LND lo chiediamo da più di quattro mesi e se da Piazzale Flaminio si muove qualcosa è, certamente, per merito nostro, ma anche per merito di chi non nasconde la testa e pensa che la sicurezza non sia derogabile al volontariato.

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Reg. del Tribunale di Roma n° 1/2009

DIRETTORE RESpONSABILE: Massimiliano Giacomini direttore@professionecalcio.net

AMMINISTRAZIONE: Via F.T. Marinetti 221 Tel/Fax 06 5011954 00143 Roma CApOREDATTORE: Luigi Cardarelli l.cardarelli@professionecalcio.net REDATTORE: Flavio Grisoli f.grisoli@professionecalcio.net SEGRETARIA DI REDAZIONE: Alessia Gallina a.gallina@professionecalcio.net

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LA RUBRICA

Gasperini e il. . calcio malato

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OMA - Rieccoci. A calciopoli, intendo. Nel 2006 fu chiamata Moggiopoli, ora si può parlare di Morattopoli. In effetti c'era sin dall'inizio della triste vicenda quacosa che non quadrava. Anche se in maniera più o meno vistosa, più o meno stravagante, chi nel calcio è senza peccato, scagli la prima pietra. Non può dirsi senza peccato chi falsifica i documenti, nè sia uno stinco di santo chi gonfia le plusvalenze nè, tantomeno, chi cerca di corrompere gli arbitri e peggio ancora chi si fa corrompere. Ma come si può dare credibilità ad un ambiente ove da decenni girano i soliti trafficoni in cerca d'autore, dove leggi certi nomi abbinati ogni anno a squadre sopratutto di C che poco dopo cadono nel tranello delle scommesse o delle manipolazioni. Come puoi credere ad un ambiente che tiene per vari mesi un Commissario ex in un certo Consiglio di Amministrazione, tifoso tout court della squadra che più di tutte ha beneficiato del

ciclone Calciopoli? Il capo dei "tre saggi" Agner è finalmente venuto allo scoperto dichiarando papale papale che l'assegnazione dello scudetto all'Inter non fu voluta da loro ma fu imposta da Rossi con la scusa dell’iscrizione ai campionari Uefa/Champions ed Europa League. E lo scudetto cosidetto degli onesti... boh... fu assegnato guarda caso proprio quando uno dei dirigenti più in vista rientrava da Udine dopo il processo, con rito abbreviato, per il falso passaporto di Recoba. Poi scoppia il caso Vieri con le accuse dell'ex centravanti nerazzurro ai vertici interisti colpevoli di averlo fatto pedinare da 007 di Telecom, guarda caso una delle aziende del vice presidente interista. I giornali dicono che al processo di Napoli se ne vedranno delle belle, che Palazzi, il grande inquisitore della Figc sta con le orecchie dritte, ma volete saper come finirà? Con una bella archiviazione, perchè ormai i termini sono scaduti... Spero di essere smentito dai fatti. Per il

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momento la Juventus, la maggiore colpita da Calciopoli, l'unica ad aver pagato un prezzo altissimo per il (supposto) iperattivismo di alcuni suoi chiaccherati ex dirigenti, sta a guardare, presa da ben altri pensieri. In effetti tutto sta andando a rotoli, la squadra è in caduta libera, i dissapori tra i dirigenti sono ormai sotto gli occhi di tutti, la proprietà sembra impotente, si parla di epurazioni ed intanto milioni di tifosi, sbeffeggiati su ogni campo, montano la loro insofferenza. Per il bene della Società sarebbe da azzerare tutto e ripartire da capo. A casa senatori e coloro che hanno mandato la Società allo sfascio sportivo: via i mali consiglieri colpevoli di aver suggerito cariatidi ormai da ospizio calcistico, via chi ha scambiato un medianaccio incontrista (Melo) per un raffinato regista via tutti coloro che hanno ridicolizzato una Società seguita da oltre 14 milioni di fans!!! In tre lottano per lo scudetto, secondo me le percentuali sono cosi suddivise: Inter 40% Roma 35% Milan 25%. Vedremo se ci azzecco, come direbbe qualche politico... Chiudo con un doveroso omaggio ad un mito del giornalismo sportivo: ci ha lasciati Maurizio Mosca, istrione simpatico e cantore di un calcio che non esiste più. A tanti non era simpatico, a me sì per il suo modo disincantato e sdrammatizzante in un mondo di azzeccagarbugli. Ciao,Maurizio!


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VOCI DAL PALAZZO

robin Hood ci illumina sull’oscuro della FiGC

assoluzione di tutti gli imputa- per spese da 100,00 Euro e le ti al processo sportivo per la infinite minutaglie alla ricerca OMA - Chi aveva assunto morte di Alessandro Bini, dove del vangelico “fuscello” e non la presidenza della FIGC gli unici colpevoli sono risultati tenendo conto della facendosi vanto di essere essere i giovanissimi dell’Amas “trave” che fa paladino della legalità, se aves- (società crollare il di se un minimo di dignità Roma) che si Palazzo. Ma il dovrebbe fare un passo indie- sono grande mistevisti uarda la ig r to n a tro e comportarsi di conse- togliere ro del bilancio 7 u q r Pe la i p m a c guenza, cambiando mestiere. federale conpunti in classii e d sicurezza i c r a Le ultime deprimenti rivelazio- fica e qualche siste nel grang ie deve sp ni sulle intercettazioni dei per- gol che avevadissimo flop Federcalcio i gli unici le o d n o c sonaggi principali di arbitropo- no messo a delle sponsose perchè ini b m a b i li (i mandanti da scrivania e gli segno. rizzazioni. o n colpevoli so e r esecutori sui terreni di gioco), La Federcalcio Non si capita r isti decu ci obbligano ancora una volta a deve spiegarci sce come che si sono v ica if ss la c in confermare che l’assoluta perché secondo una squati n 7 pu autonomia arbitrale è una con- lei gli unici coldra camtraddizione in termini “QUI pevoli sono i pione del CUSTODIES CUSTODES” che bambini? mondo non riesca a portare a controllerà i controllori Nicchi Le cose non vanno meglio casa mega contratti che ne e Pisacreta, di cui tutti cono- anche dal punto di vista econo- rimpinguino le casse. Già in sciamo i trascorsi! Le “nefan- mico. Quest’anno il deficit del passato il mistero delle spondezze arbitrali” che il bilancio della Federcalcio toc- sorizzazioni era stato oggetto Presidente Abete ha visto cherà livelli mai raggiunti causa di una interrogazione parlafinalmente (miracolo a Roma) gli sperperi finanziari: consu- mentare dell’onorevole Boccia con occhio sveglio e libero per- lenze, progressioni napoleoni- presentata alla Camera dei petrate contro la Fiorentina che di carriera, stipendioni, Deputati l’11 luglio 2008, sulla del suo grande amico assunzioni di figli e quale il Governo non ha ancora D e l l a figlie, di generi e risposto nonostante i quattro Valle, non nuore, di parenti solleciti dell’interrogante. (E su valgono ed affini e, chi più questo problema torneremo a il deficit Quest ’anno più per gli ne ha più ne parlarne nei prossimi numeri). della altri, si trametta senza tra- Per uscire dal pantano, dalla del bilancio livelli à r e h c c sformano scurare aerei pri- palude, dall’immobilismo da to Federcalcio i r e p r e in squisivati, mega tra- paralisi, i Presidenti di lega e i sp causa tezze quan- mai raggiunti sferte auto a rispettivi Consiglieri Federali , sulenze do sono finanziari quali con noleggio, hotel a devono fare qualcosa, devono zioni stati prota5 o 7 stelle. agire e mandare a casa questo ndioni, assun e ip st a tt e gonisti attivi Queste ingenti Presidente affinché non si m e a più n di Bergamo e chi più ne h spese non possa più esclamare come nel e Pairetto e potranno mai famoso film di Laura Antonelli, di De Santis. essere bilanciate dal pauperi- “mio dio come siamo caduti in Per quanto smo delle piccole spese: con i basso”. riguarda la sicurezza dei campi, centesimi di euro non si accu- Non è superfluo ancora una la FIGC sembra cieca al richia- mulano i milioni, nonostante volta ricordare che si stava mo di aiuto che arriva dai che il Presidente Federale meglio poco tempo fa, quando campi italiani. abbia avvocato a sé, le sigle sui qualcuno diceva di stare pegCaso eclatante la completa buoni, le autorizzazioni anche gio.

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di Robin Hood


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CASO POTENZA

potenza: l’avvocato Chiacchio nella storia.. . .ma il calcio continua a interrogarsi dalla Redazione

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OMA - In parziale accoglimento dell'istanza della Corte di Giustizia Federale, il Collegio Arbitrale del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, ha deciso di retrocedere il Potenza Sport all'ultimo posto in classifica del campionato Lega Pro di Prima Divisione a norma dell'Art. 18 lettera H) del Codice di Giustizia Sportiva. I tre giudici (Massimo Zaccheo, Tommaso Edoardo Frosini e Maurizio Benincasa) hanno letto la sentenza nelle sale all'interno della Tribuna Tevere dello Stadio Olimpico di Roma. Il mondo del calcio dovrà interrogarsi su quanto accaduto a Roma la scorsa settimana, visto le ripercussioni che questa decisione avrà sul campionato, visto che considerarlo regolare è impresa ardua per noi addetti ai lavori. Intanto, il presidente della Lega Pro Mario Macalli, proprio in occasione della sentenza emessa dal Tribunale Nazionale Arbitrato per lo Sport sul "caso" Potenza, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: «La Reggiana non è scesa in campo a Potenza, per il semplice fatto che la società emiliana aveva lasciato liberi tutti i giocatori per le festività pasquali, e aveva programmato la ripresa degli allenamenti per martedì prossimo. È stato emanato un comunicato per deliberare la seguente decisione: sabato la partita non verrà disputata, e verrà recuperata mercoledì 14 aprile». I grandi vinci-

tori sono senza dubbio l'avvocato del Potenza Edoardo Chiacchio e il suo staff, visto che, come lo stesso giurista ci tiene ad affermare: «Questa è una sentenza della quale se ne parlerà per i prossimi cinquant'anni». E sicuramente questo “caso”, che tanto ancora farà discutere (ne siamo assolutamente certi), farà assurgere l'avvocato Chiacchio come uno dei massimi esperti nel campo del diritto sportivo. Se ancora servisse la controprova. Noi abbiamo parlato con lui chiedendogli se dovessimo avercela con lui per la vittoria oppure dovevamo fargli i complimenti: «Quando un avvocato ci risponde Chiacchio capendo benissimo la nostra provocazione - vince una causa va sempre elogiato. Capisco che il mondo del calcio può storcere il naso, ma noi abbiamo soltanto portato avanti le nostre convinzioni e abbiamo ottenuto il massimo in una situazione che si era a dir poco ingarbugliata». Ora la storia della giurisprudenza sportiva ha un nuovo maestro. Ma la verità è che un dubbio si insinua sempre, sia quando le cose vanno per il meglio, figurarsi quando accadono dei fatti insoliti che possono indurci nella tentazione di pensare al peggio. Per questo la sentenza che ha retrocesso il

Potenza pur dandogli un contentino politico, permettendogli di terminare la stagione, insinua in noi il seme del dubbio. Alcune domande sembrano logiche (l'illecito sportivo vale solo una retrocessione?), altre invece sono dettate dal comune senso italiano de “il più pulito ha la rogna” (non sarà che a qualcuno venga in mente di arrotondare visto che si è già retrocessi?). La sentenza del Tnas ha aperto la caccia al dubbio, unici interrogativi già frugati è che l'avvocato Edoardo Chiacchio e il suo staff sono nella storia della giurisprudenza sportiva e che, come ci ha detto Mario Macalli, “la Reggiana non è scesa in campo per una questione di correttezza”. Questa sentenza ha dello storico. Storico è che il Tnas ha retrocesso il Potenza in Seconda Divisione e che gli permetterà di giocare (a che scopo?) queste ultime partite, un po' come dire: vi vendete le partite? Nessun problema, dal prossimo anno restate tra i professionisti e per il momento vi diamo una sculacciata, però finite il campionato così non si falsa nulla. La verità è che è tutto già falsato, ci dispiace per i calciatori, i tifosi e i dirigenti del Potenza rei solo di aver avuto un presidente come Postiglione, ma la società andava cancellata, radiata e Una formazione del Potenza fatta ripartire (Foto Rocco Esposito) dal basso. Così si istiga alla violazione del regolamento sportivo e tutto il resto sono sentenze che hanno dell'incredibile. Scusateci se ogni volta ci viene da pensar male ma a volte ci si azzecca proprio.


CLASSIFICHE

le Classifiche MArCATori

CLASSIFICA

17 Gol: Le Noci (Pergocrema, 7 r) 14 Gol: Motta (Novara, 4 r), Chianese (Arezzo, 2 r) 12 Gol: Frediani (Figline, 2 r), Giacomelli (Foligno)

29^ GiornATA 03.04.10 Arezzo-Perugia 1-1 Benevento-Como 1-1 Cremonese-Pergocrema 1-1 Foligno-Alessandria 2-0 Lecco-Novara 1-1 Lumezzane-Figline 1-1 Paganese-Monza 1-1 Sorrento-Varese 1-1 Viareggio-Pro Patria 2-1 30^ GiornATA

11.04.10

Alessandria-Cremonese Como-Paganese Figline-Benevento Monza-Lumezzane Novara-Foligno Pergocrema-Lecco Perugia-Sorrento Pro Patria-Arezzo Varese-Viareggio

MArCATori

Squadra Novara Arezzo Cremonese Varese Lumezzane Benevento Perugia (-2) Alessandria Figline (-1) Sorrento Monza Foligno Viareggio Como Pro Patria Lecco Pergocrema Paganese

PT 63 53 53 51 48 45 40 39 38 33 33 32 32 30 28 28 28 24

CLASSIFICA

12 Gol: Altinier (Portogruaro), Piovaccari (Ravenna, 2 r) 11 Gol: Biancolino (Cosenza, 2 r) 10 Gol: Rossi (Reggiana, 1 r), Sy (Andria, 2 r)

29^ GiornATA 03.04.10 Cavese-Taranto 1-0 Giulianova-Andria 1-1 Pescara-Cosenza 3-1 Pescina-Ravenna 2-1 Portogruaro-Spal 1-0 Potenza-Reggiana rinv. al 14/04 R.Marcianise-Verona 1-0 Rimini-Foggia 0-1 Ternana-Lanciano 1-1 30^ GiornATA

11.04.10

Andria-R.Marcianise Cosenza-Rimini Foggia-Pescina Lanciano-Spal Potenza-Cavese Ravenna-Ternana (lun 20:45) Reggiana-Giulianova Taranto-Portogruaro Verona-Pescara

1^ DIVISIONE GIRONE B

Squadra PT Verona 50 Pescara 48 Portogruaro 48 Reggiana 42 Ternana 42 Cosenza 40 Rimini 39 Taranto 38 Ravenna 37 Cavese 37 Lanciano 36 Spal 35 Andria 35 R.Marcianise(-1) 33 Foggia(-1) 31 Pescina 31 Giulianova 29 Potenza (retrocessa) 26

29^ GiornATA 03.04.10 Bellaria-Bassano 0-1 Colligiana-Celano 0-1 Giacomense-Pro Vasto 0-1 Gubbio-Carrarese 2-1 Itala S.M.-San Marino 1-1 Lucchese-Sacilese 1-0 Nocerina-Sangiustese 0-1 Prato-Poggibonsi 4-0 Sangiovannese-Fano 0-0 11.04.10

Carrarese-Colligiana Celano-Gubbio Fano-Lucchese Giacomense-Prato Poggibonsi-Sangio Pro Vasto-Itala S.M. Sacilese-Bellaria San Marino-Nocerina Sangiustese-Bassano

2^ DIVISIONE GIRONE B

Squadra Lucchese San Marino Fano Prato Sangiovannese Gubbio Bassano Itala S.Marco Sangiustese Celano Nocerina Giacomense Pro Vasto Sacilese Carrarese Bellaria Colligiana (-1) Poggibonsi

PT 59 52 51 46 44 44 41 40 39 36 34 33 32 31 28 28 27 26

MArCATori

29^ GiornATA 03.04.10 Carpenedolo-Crociati N. 2-1 Legnano-Pro Vercelli 2-1 Mezzocorona-F.Salò 1-2 Olbia-Valenzana 1-0 P.B.Vercelli-Spezia 0-0 Pavia-Canavese 2-1 Rodengo S.-Alto Adige 4-0 Sambo-Alghero 1-1 Villacidrese-Pro Sesto rinv 30^ GiornATA

REGOLAMENTO

ORARI

Due per ogni girone con la prima direttamentin Serie B, mentre la seconda uscirà dalla vincete dei playoff. Retrocessioni tre per girone con playout. Le date: Andata 23/05/2010; Ritorno 30/05/2010. solo per i play-off la finale di andata il 6/06/2010 e quella di ritorno il 13/06/2010, con eventuali supplementari se permane parità promossa la squadra meglio piazzata in campionato.

Dal 23 agosto inizio alle ore 16, dal 6 settembre inizio alle ore 15; dal 25 ottobre inizio ore 14.30; dal 28 marzo inizio alle ore 15; dal 23 maggio inizio alle ore 16.

11.04.10

Alghero-Pavia Alto Adige-Villacidrese Canavese-P.B.Vercelli Crociati N.-Legnano Feralpi Salò-Carpenedolo Pro Sesto-Mezzocorona Pro Vercelli-Rodengo S. Sambo-Olbia Spezia-Valenzana

03.04.10

Barletta-Vico Equense Cassino-Brindisi Catanzaro-Aversa N. Cisco Roma-Gela Juve Stabia-Igea Virtus Manfredonia-Monopoli Noicattaro-Isola Liri Siracusa-Scafatese Vibonese-Melfi 30^ GiornATA

2^ DIVISIONE GIRONE A

Squadra Spezia Alghero(-1) Alto Adige Feralpisalò Rodengo S.(-1) Pavia Legnano (-2) Crociati Sambo(-1) Pro Vercelli Canavese Mezzocorona Valenzana Carpenedolo Olbia Villacidrese P.B.Vercelli Pro Sesto (-2)

PT 52 51 50 50 47 47 44 37 36 35 34 33 32 32 31 30 24 15

CLASSIFICA

19 Gol: Ciofani (Cisco Roma, 6 r) 14 Gol: Chiaria (Melfi), De Angelis (Juve Stabia, 3r) 13 Gol: Mosciaro (Catanzaro, 3 r) 12 Gol: Longoni (Catanzaro)

29^ GiornATA

9

CLASSIFICA

15 Gol:Lazzaro (Spezia, 5 r) 13 Gol: Pietribasi (Sambonifacese) 12 Gol: Cocco (Alghero, 3 r), Carbone (Pavia, 3 r)

MArCATori

CLASSIFICA

19 Gol: Marotta (Gubbio, 2 r.) 18 Gol: Cesca (San Marino) 13 Gol: Zubin (Itala SM, 5 r.), Basilico (Prato)

30^ GiornATA

1^ DIVISIONE GIRONE A

MArCATori

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2-1 2-4 0-0 0-0 5-1 1-1 0-0 2-1 1-2

11.04.10

Aversa N.-Noicattaro Brindisi-Vibonese Cassino-Siracusa Gela-Barletta Igea Virtus-Manfredonia Melfi-Cisco Roma Monopoli-Catanzaro Scafatese-Isola Liri Vico E.-Juve Stabia

2^ DIVISIONE GIRONE C

Squadra PT Juve Stabia 63 Catanzaro (-3) 58 Cisco Roma 55 Siracusa 51 Barletta (-1) 48 Brindisi 47 Cassino 44 Gela 44 Melfi 42 Monopoli 37 Manfredonia 33 Scafatese 31 Aversa N. 31 Isola Liri 31 Noicattaro 28 Vico Equense 23 Vibonese(-1) 23 Igea Virtus (-2) 11


NOVARA VERONA

il novara prepara la festa Il centrocampista dei piemontesi Filippo Porcari analizza il campionato: “È stata una stagione fantastica”

di Gianluca Tinfena

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OVARA - È l'unica squadra dell'intero panorama professionistico ad essere ancora imbattuta dopo 29 giornate, artefice di un campionato che rasenta la perfezione in tutto e per tutto. Il Novara di Attilio Tesser ha davvero stupito tutti dimostrando domenica dopo domenica di meritare nettamente l'appellativo di schiacciasassi con 17 vittorie, 12 pareggi e 0 sconfitte, 63 punti all'attivo, 46 gol realizzati e solamente 17 subiti, numeri da capogiro per una corazzata

destinata presto a festeggiare la matematica promozione in Serie B. A 5 giornate dal termine della regular season sono infatti 10 i punti di vantaggio dei piemontesi sulle più dirette inseguitrici Arezzo e Cremonese. È pur vero che il Novara avrà ancora da giocare con entrambe le rivali ma tutto fa presagire ad una cavalcata trionfale che si concluderà con il ritorno nella cadetteria che manca alla città dalla stagione 19761977. Un sogno che finalmente si realizza dopo una serie di amarezze e di delusioni che avevano portato la

principali aspetti di questo Hellas Verona di fine staERONA - Luisito gione che sta tentando di Campisi e il sogno distanziare ulteriormente scaligero di tornare le dirette inseguitrici e di a rivedere le stelle. Il giocarimanere in maniera più tore milanese, classe ’87, salda in sella al girone. Il ex Atalanta, Pizzighettone Verona infatti deve riprene Massese, in gialloblù dal dersi dal brutto stop col 2008, descrive l’attuale Marcianise, recuperare situazione della compagine energie fisiche e mentali dei veneti guidata dal noced affrontare, nella maniechiero Gian Marco ra migliore, un finale di staRemondina ed affronta i gione, che si preannuncia affascinante quanto difficile, anche per una compagine che rappresenta il club più ambito dai calciatori tra le squadre di P r i m a Divisione. Il giocatore milanese nutre qualche rammarico riguardo alla passata partita di campionato, che Campisi (Foto Sito Ufficiale) ha visto i gial-

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di Luca Costa

piazza ad allontanarsi gradualmente dall'appuntamento domenicale della partita al “Silvio Piola”, ma quest'anno è riuscito a ripagare tutto e tutti con una corsa inarrestabile nel girone A della Prima Divisione al quale si va ad aggiungere lo storico approdo agli ottavi di finale di Coppa Italia dove la matricola Novara ha provato addirittura a fare paura al grande Milan. Insomma una stagione memorabile resa possibile grazie all'impegno e alla programmazione della società del patron Carlo Accornero, l'esperienza di un tecnico come Attilio

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Tesser ed una rosa allestiè stato un anno fantastico ta con il giusto criterio che per tutti noi. La vera arma in ha saputo dare garanzie più di questo Novara è il sotto ogni aspetto. gruppo, un gruppo forte e In questo 2010 il cammino solido in grado di portare a dei piemontesi è contradtermine qualcosa di straordidistinto da un refrain nario, forse impensabile ad imperturbabile: 2 vittorie e agosto, ma reso possibile gra2 pareggi in rapida succeszie all'apporto di tutti». sione in attesa del rush Un Novara alla ricerca finale che vedrà gli azzurri anche del record di imbatimpegnati nelle sfide contibilità per eguagliare Milan tro Foligno, Benevento, e Spezia: «Prima pensiamo Cremonese, Arezzo e alla matematica promozioPaganese. ne, se poi dovessimo arrivare Tra i protagonisti indiscusin fondo senza perdere nepsi della stagione dei piepure una partita sarebbe il montesi c'è Filippo punto esclamativo ad un Porcari, il metronomo del campionato sopra le righe». centrocampo, reduce dall'esperienza in Serie B con l'Avellino e già vincitore della vecchia C/1 proprio tra le fila degli irpini: «Ormai siamo in diritA destra Porcari del Novara (Foto Archivio) tura d'arrivo,

Verona: obiet ivo Serie B

Luisito Campisi, attaccante gialloblu, è pronto per una eventuale promozione: “Dobbiamo lottare, i tifosi meritrano la serie cadetta” loblù veneti affrontare Poziello e compagni: «La sconfitta contro il Real Marcianise ha di fatto ridimensionato il vantaggio che avevamo sulle dirette concorrenti. È stata una partita in cui l’Hellas Verona si è lasciato prendere dalla frenesia, visto e considerato che avevamo tutto il tempo per raddrizzare il risultato, ma abbiamo cercato di pareggiare subito, a discapito anche della razionalità del gioco». Campisi illustra, poi, i punti di forza del Verona, dai quali ripartire nelle gare che mancano al termine del girone di ritorno: «Il nostro collettivo rappresenta l’elemento chiave e

che può fare veramente la differenza in questo finale di campionato. Ogni partita rappresenta per noi già una finale e scenderemo in campo con determinazione e caparbietà per centrare la B. E abbiamo la qualità necessaria per ribaltare qualsivoglia risultato nel corso delle partite». Il centrocampista scaligero invita, inoltre, tutto l’ambiente a tenere duro in vista del rush finale della stagione: «Credo che per tutti noi sia fondamentale lottare fino in fondo e racimolare più punti possibile in questo finale di stagione. Vogliamo costruire davvero il sogno cadetto e, soprattutto, visto che lo scor-

so anno non abbiamo centrato i play-off, lo dobbiamo a tutti i nostri tifosi». Infine, il bravo atleta ex Atalanta fa un accenno al tema del suo utilizzo nell’undici scaligero da parte del trainer Remondina: «È evidente che, anche in seguito al fatto che vi sono più giocatori assai esperti rispetto all’anno passato, vengo impiegato di meno, ma il mio compito è farmi trovare pronto dal mister quando lo ritiene necessario». Dunque, in casa Hellas Verona l’apporto dell’intero collettivo potrà costituire il valore aggiunto per far diventare realtà il sogno gialloblù chiamato serie cadetta.


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SUDTIROL LUCCHESE

Volata al fotofinish

L’FC Südtirol resta aggrappato con le unghie al treno play-off. Il mediano Bacher: “Noi ci saremo fino alla fine”

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di Piero Barbaro

OLZANO – Non sarà certo una sconfitta, seppur pesante, a mandare all’aria i sogni del FC Südtirol che vola nel girone A della Seconda Divisione di Lega Pro. Nello scontro di alta classifica in terra bresciana contro il Rodengo Saiano arriva una sconfitta per 40 che interrompe così la striscia positiva di tre vittorie consecutive per i ragazzi di mister Sebastiani. Ma il Rodengo Saiano era e rimane una diretta concorrente per la

zona play-off: gli altoatesini sono messi al tappeto da una doppietta dell’ex Christian Araboni nella prima frazione e rimangono così fermi al quarto posto a quota 50 punti in classifica, mentre i lombardi sono ad una posizione di distanza, quinti con 47 punti. Michael Bacher, centrocampista classe ’88, è ancora un po’ incredulo a quello che è successo nella gara: «Abbiamo cominciato bene, potevamo fare gol noi nei primi quindici-venti minuti ma poi abbiamo subito questo uno-due (dell’ex Araboni, ndr) che ci ha sor-

to odierno a Fano. Uno dei principali artefici della UCCA - Si allarga la cavalcata rossonera è sicuforbice che separa la ramente il capitano della Lucchese da San squadra, Francesco Marino e Alma Fano che, Mocarelli, che ha fatto pareggiando, perdono della Lucchese una scelta forse l’ultimo treno per di vita. sperare nella promozione Infatti il centrocampista diretta. Ma il campionato toscano inizia la propria rossonero è stato davvero carriera proprio a Lucca, impressionante con una con gli Allievi nel ‘93, per promozione sempre più poi esordire in Serie B vicina che passerà sicuranella stagione ’96-’97 alla mente dalla scontro diretguida di mister Salvemini: «Gli anni della B sono stati i più gloriosi per l’intera società. Io non ero neanche maggiorenne e potevo vantare l’esordio nella categoria cadetta e realizzare un sogno. Per questo vivi quei momenti in modo diverso da qualunque altro calciatore, perché si avvera ciò che ha desiderato da bambino». La carriera di capitan Francesco Mocarelli (Foto Sito Ufficiale) Mocarelli, però, è ricca di importanti di Antonio Marotta

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preso e non poco. Dopo tutto non eravamo messi male in campo ma a loro è riuscito tutto. Mi sento anche di dire che siamo andati meglio noi nel primo tempo ma poi a fine gara risulta che loro con cinque occasioni hanno realizzato quattro gol e noi nessuno». Una sconfitta che, come detto, non manda all’aria le aspirazioni dei giocatori altoatesini: «A Rodengo si può anche perdere, volevamo sicuramente uscire almeno con un punto da questo campo. Loro sono bravi ed hanno una bella squadra con un bel mix di esperienza e forza fisica. Per

quanto ci riguarda se riusciesprimeranno così la reale remo a vincere la prossima forza del FC Südtirol in in casa non sarà cambiato vista della fase calda del un granché quindi andiamo campionato, quella dei avanti fiduciosi». Una staplay-off: «Noi stiamo bene gione positiva anche a sia dal punto di vista fisico livello personale per il venche psicologico. Abbiamo tiduenne di Bressanone: acquisito questa stagione «Sto giocando con continuità, una forza mentale impormi trovo bene in questo gruptante, la si chiama mentalità po, mi manca il gol che non vincente. Per questo finale di ho ancora realizzato in quecampionato, noi ci siamo!». sta stagione. La squadra comunque mi dà soddisfazioni perché esprimiamo un ottimo gioco con la palla sempre a terra che gira a centrocampo. Ora mancano cinque partite, le affronteremo come fossero cinque finali, daremo tutto per classificarci nella migliore posizione possibile». Cinque partite, la prima delle quali contro la terz’ultima Michael Bacher (Foto Sito Ufficiale) Villacidrese, che

per la lucchese è fuga

Il capitano Francesco Mocarelli: “Siamo ad un passo dalla promozione la squadra è solida, non dobbiamo sbagliare le prossime gare” squadre come Perugia, Sangiovannese dove sfiorò i play-off. Ma anche Frosinone è ben ricordata dal centrocampista toscano. Il primo amore, però, non si scorda mai e dopo nove anni in giro per l’Italia arriva il ritorno alla Lucchese: «Il legame che c’è con questi colori è forte e per questo ho accettato di giocare in Serie D. Poi ne sono diventato il capitano e ciò mi inorgoglisce». E quest’anno si può iniziare a riscrivere quella storia che si è fermata all’anno della radiazione nel 2008. L’intera città ha risentito di anni bui che però stanno pian piano passando, ma

soprattutto ne ha risentito la squadra che non si è vista sorretta dai propri tifosi: «È per questo motivo che in casa - spiega il trentunenne centrocampista rossonero - la gente non ci segue così assiduamente come in trasferta. Vogliono avvicinarsi gradualmente ad una nuova società per non rimanere scottati come in passato». La Libertas Lucchese, però, continua a dare soddisfazioni e con un vantaggio di sette punti ha in mano la promozione in Prima Divisione. Ma nell’arco del campionato non è stato tutto rose e fiori. Tra febbraio e marzo,infat-

ti, i toscani incappano in quattro partite da cui ricavano un solo punto: «A mio avviso ci siamo cullati sugli allori. Pensavamo di avercela già fatta e ciò ci ha penalizzato. Abbiamo sottovalutato alcune gare e perso il vantaggio accumulato fino ad allora. Ma con la solidità del gruppo siamo usciti da questa situazione, continuando da dove avevamo lasciato, e cioè dalla vittoria». Oggi ne servirà un’altra contro un Fano all’ultima spiaggia per la promozione diretta: «Finora nessun ci ha messo in difficoltà, ma oggi non sarà facile. Se vinciamo oggi conquistiamo una grossa fetta di promozione».


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INCHIESTA

Classe arbitrale in parte assolta da Vigorito

Il patron dei giallorossi: “Sono giovani ma si applicano con serietà. Presto avremmo arbitri ottimi” male (anche se alla fine lo facciamo sempre) ma la nostra domanda necessita di una risposta. Questa settimana abbiamo interOMA – Siamo alla terza settimana pellato Giuliano Giuliani della Lucchese e della nostra inchiesta sul rendimento Oreste Vigorito del Benevento. e il valore della classe arbitrale in LUCCHESE – Chi invece non ha da Lega Pro. Purtroppo i risultati maturati finolamentarsi, anzi, è Giuliano Giuliani, presidenra non sono dei più rosei, nessuno dei prete della Lucchese, che sta veleggiando verso sidenti interpellati nelle prime due parti di la promozione in Prima Divisione: «Io non inchiesta ha espresso un parere favorevole vorrei passare per il primo della classe che non sull’operato delle terne. Alcuni numeri uno vuole fare storie, però devo ammettere che finosi sono addirittura dichiarati scoraggiati, altri ra ho trovato arbitri che hanno fatto molto bene non hanno parlato per paura di ritorsioni e decisamente all’altezza della situazione». Il nelle gare successive, altri invece hanno prenumero uno dei rossoneri toscani non rileferito vuotare il sacco. È poco incoraggiante va una scarsa preparazione tecnica dei quello che ci sentiamo dire dai massimi dirifischietti della Lega Pro, ed elogia il loro genti delle società di Lega Pro, una mancancomportamento rivelando anche un partiza di fiducia a 360 gradi che è ormai parte colare: «È normale che si facciano degli errori integrante della cultura sportiva di una perdurante una gara, è fisiologico e ci possono stare, sona ma che non dipende dalla persona il livello generale è più che soddisfacente a parer stessa, ma dal rendimento della classe arbimio.Voglio ricordare con molto piacere un epitrale nel corso delle stagioni. L’arbitro è sodio che è successo a Bassano. Dopo la paradditato a priori, ma “Chi è causa del tita - giocata il 28 marzo scorso e termisuo mal pianga se stesso” ci viene da nata 2-1 per i ragazzi allenati da dire. Sì, perché il direttore di gara Giancarlo Favarin - il Bassano, nonostante la dovrebbe interagire con calciatori, tecnisconfitta, ci ha invitati per un “terzo ci e dirigenti, sia prima che dopo la tempo” di stampo rugbystico al quale gara, dovrebbe essere una figura hanno partecipato anche gli arbitri. professionale, che tutta la setDavanti ad una bella bistecca alla timana si allena ponendosi brace - prosegue nel suo piacecome obiettivo la gara vole ricordo Giuliani - si è pardomenicale, non svolgere lato di tutto con gli arbitri, la sua pratica come anche degli episodi di gioco “secondo lavoro”. appena trascorsi, e con loro Dovrebbe parlare, discuteabbiamo discusso delle loro decire sugli episodi, così da sioni, per le quali ci hanno offerfugare ogni dubbio ai to il loro punto di vista». “moviolisti” che costruiCertamente un’usanza, quella scono trasmissioni di ore e del convivio a fine gara, che ore su un presunto fallo. E dovrebbe essere una “regopoi, ci viene da chiedere, perché non utilizzare la la” per il calcio stressato di tanto amata tecnologia per oggi. Invece il “terzo tempo” Vigorito, patron aiutare i direttori di gara? varato da questa Federazione considel Benevento Forse si ostacolerebbe qualcuno o ste nel darsi una stretta di mano fra (Foto ag.Mosca) qualcosa? Non vogliamo pensar i giocatori (cosa che si faceva già

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di Luigi Cardarelli e Flavio Grisoli

senza che qualcuno dovesse farci un comma ad un regolamento) e darne un’altra alla (qua)terna arbitrale. Ma tanto, se la conduzione di gara non è stata soddisfacente per l’una o per l’altra squadra, il saluto all’arbitro può anche essere evitato. Giuliani poi, ha riscontrato anche una grande professionalità dal punto di vista comportamentale delle “giacchette nere” della Terza Serie Nazionale: «Io non sono un uomo di calcio, lo ammetto, sono qui solo da due anni, e francamente riguardo agli arbitri avevo un’idea diversa. D’altra parte come noi gli arbitri fanno scuola per poter acquisire l’esperienza necessaria per salire di categoria». Per quanto riguarda la contestata regola che punisce i bestemmiatori, il presidente della Lucchese ha la sua personalissima opinione: «Adesso le racconto un episodio che non c’entra nulla, per poi passare all’argomento bestemmie.Abbiamo preso una multa nella gara che abbiamo giocato a San Giovanni - contro la Sangiovannese, partita peraltro persa dalla Luccehse per 1-0 il 28 febbraio scorso, e ultimo ko esterno dei rossoneri - per cori razzisti partiti dai nostri sostenitori verso un ragazzo di colore. Le esternazioni dei nostri tifosi verso questo giocatore sono partiti perché questo, a palla lontana, ha tirato un vero e proprio schiaffo a un nostro calciatore, venendo solamente ammonito dall’arbitro. Non c’era nulla di razzista nei cori usciti dalla nostra curva, ma solo di disapprovazione per una condotta di gara disonesta e antisportiva da parte di quel giocatore. Per quanto riguarda le bestemmie - prosegue nella sua attenta a precisa disamina Giuliano Giuliani - secondo me si vuole fare un calcio migliore della società civile che rappresenta. Mi pare molto esagerato come provvedimento. Se nella foga, nella concitazione, nel pathos di una partita di calcio si punisce qualcuno a cui scappa un’imprecazione, per quanto sia comunque sgarbata, allora nel mondo di tutti i giorni che cosa si dovrebbe fare? Quanti dovrebbero essere condannati o additati? Mi sembra un po’ troppo, ecco. Bisogna capi-


INCHIESTA

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del Benevento e Giuliani della lucchese

Giuliani presidente dei rossoneri: “Il provvedimento sulle bestemmie mi sembra molto esagerato” re lo stesso, ma quello che deve cambiare è la re l’atleta nel momento della gara». Rimanendo figura: mi protagonisti sono e restano i giocatori comunque coerente con quanto affermato che vanno in campo, anche l’arbitro è un protain precedenza, Giuliani difende la categoria gonista, ma marginale, deve interagire di più, arbitrale, pur riconoscendo che una “professempre con il solito senso di responsabilità che li sionalizzazione” della stessa possa portare contraddistingue, determinati e decisi». Vigorito dei benefici: «Io onestamente non parlerei di è diplomatico ed elastico sul comportamenclasse arbitrale con dei problemi. Mi capita spesto che un arbitro può assumere in campo, la so di vedere partite delle serie superiori, della praticità è la dote principale: «Se noi presidenSerie A, e non mi pare di vedere tutti questi erroti prendessimo in considerazione tutto quello ri macroscopici. Comunque, organizzarli meglio che ci vengono a riferire i nostri calciatori sarebe renderli dei professionisti potrebbe migliorare be lo sfacelo - sorride il numero uno del le cose». Su moviola in campo e creare cateBenevento. Io guardo le azioni e non valuto gorie arbitrali a “compartimenti stagni” il i comportamenti. Certo, quando noto una reinumero uno della formazione capolista del terazione degli errori allora inizio ad infastidirmi girone B della Seconda Divisione non è d’ace rischio di supporre che l’arbitro in questione cordo: «A fine gara c’è sempre qualcuno che si non sia in buona fede, mi spiego meglio, magari lamenta, è normale. Si dice tanto degli sbagli è stato infastidito da un calciatore ed il suo arbidegli arbitri durante le partite, ma quanti ne traggi durante il gioco prende una piega diversa. fanno invece i giocatori? La moviola snaturerebQuesto danneggia tutto, il calciatore, la società, il be il calcio, la sua essenza. Sarei molto più favopubblico e lo sport in generale, contravvenendo revole al modello inglese, nel quale dopo le paralle regole del vivere civile». È da poco in vigotite non si parla per nulla degli errori, o presunti re la regola che permette, anche a 48 ore di tali, da parte degli arbitri. Se creare classi arbitradistanza dal fatto avvenuto e dopo la prova li separate? Non so se sia la soluzione, ma tartelevisiva, di espellere un calciatore che ha pare le ali a qualcuno che magari attraversa un bestemmiato, li presidente, cosa ne pensa? momento di appannamento, non lo credo giusto. «La civiltà dovrebbe imporre a Anche i giocatori aspirano ad arritutti di noi dire bestemmie. Il vare alle serie superiori, è normaturpiloquio nel mondo del calle che sia così». cio, è brutto dirlo, ma è “normaBENEVENTO – Il numero le”. Io sono reduce da una paruno delle streghe Oreste tita, ero sugli spalti e ne ho senVigorito ha le idee chiare in tite di cotte e di crude: cosa tema di arbitri: «Sono sicuramendovremmo fare allora al pubblite in maggior parte giovani che co che bestemmia? Fargli stanno imparando, certamente pagare il doppio del biglietto? ambiziosi. Sono ottimista, usciranNon è possibile… Vediamo le no presto degli arbitri di notevole cose serie e poniamo i rimedi caratura, ma non oggi, più in là». adeguati a questo calcio che L’analisi di Vigorito continua andrebbe rivisto da capo per con possibili soluzioni per dargli nuovamente una parmigliorare la classe arbitrale e il rapporto con i calciatori: «Il venza di serietà». Andiamo problema è che per migliorare avanti con le domande poste uno della Lucchese bisogna essere più umili. Il ruolo Giuliani, numero al patron beneventano: crea(Foto Archivio) del direttore di gara deve rimanere una categoria degli arbitri

professionisti, potrebbe essere la soluzione al problema della stessa classe arbitrale? «Io non vedo dove possa essere il problema se i direttori di gara fossero professionisti, ma non come i magistrati, devono avere un organo che abbia poteri di controllo su di loro, altrimenti la libidine del potere potrebbe farli sentire intoccabili». Troviamo Vigorito in sensibile disaccordo con Nicchi: «Categorie arbitrali? Non credo proprio!». È stato secco il commento del patron giallorosso che continua: «Ci starei molto attento a fare una cosa del genere. Significherebbe creare una gerarchia e una burocrazia mentre si dovrebbe avere un criterio di meritocrazia, più o meno come succede oggi, ma con una piccola differenza. Si parte tutti dalla gavetta, si fanno errori e si migliora, gli arbitri validi vanno avanti gli altri restano indietro».

p A n C H i n A

IL VALZER DELLE PANCHINE BELLARIA IGEA MARINA Cambio della guardia per il Bellaria. Al posto di Lamberto Zauli, che alla sua prima esperienza come allenatore ha ottenuto 28 punti, è arrivato Bruno Russo. Il suo debutto sulla panchina dei romagnoli sarà già domenica prossima nella trasferta piena di insi-


CARRARESE FANO

lettera a luciano Gaucci Iniziativa dei tifosi della Carrarese che chiedono all’ex presidente del Perguia di acquistare la loro società

dalla Redazione

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OMA - Egregio signor Luciano Gaucci, a scriverle siamo un gruppo di tifosi appassionati della Carrarese Calcio 1908, società con un passato glorioso, mai fallita, ma adesso finita nei bassifondi della Seconda Divisione girone B. Abbiamo deciso di indirizzarle questa lettera poiché, dopo il suo ritorno in Italia e relativa assoluzione, abbiamo letto di un suo eventuale ritorno nel calcio, che dovrebbe concretizzarsi con una squadra di Serie C.

Appena appresa la notizia, come gruppo di tifosi abbiamo appassionati deciso di creare un gruppo su facebook dal titolo "Vogliamo Luciano Gaucci presidente della Carrarese" che ha già riscontrato moltissime adesioni e in città la vorrebbero come nuovo presidente. Sappiamo benissimo che con lei la squadra andrebbe in mano ad un grande uomo di calcio, capace di tantissimi miracoli sportivi, come Perugia, Catania e tanti altri. Carrara nel passato è stata una piazza gloriosa, dal dopo guerra in poi sono

rientrare in corsa per la promozione senza passare ANO - Alla vigilia dai play-off. Nella gara di dello scontro diretsabato scorso non è servito con la capolista to il solito Bartolini che Lucchese si pensava ad resta a bocca asciutta e uno svantaggio invariato ancora alla ricerca de suo rispetto a due settimane fa decimo gol, suo obiettivo in casa dell’Alma Fano. Ma personale della stagione in il pareggio esterno contro corso. L’attaccante granala Sangiovannese ha comta, però, è soddisfatto di plicato le cose e ora serviciò che la sua squadra sta rà la partita della vita per facendo, visto l’esordio pessimo in campionato: «Non eravamo pronti a disputare questa categoria. Il ripescaggio giunto a fine luglio ci ha scombinato i programmi e per questo motivo all’inizio abbiamo fatto un po’ di fatica. Poi però abbiamo trovato la quadratura del cerchio e stiamo raccogliendo i frutti del duro lavoro fatto finoBartolini (Foto Sito Ufficiale) ra». Per il bomdi Antonio Marotta

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passati fior fior di giocatori e soprattutto grandissiallenatori come mi Marcello Lippi e G i g i Simoni, che da qui h a n n o spiccato il volo verso grandissimi traguardi. C o m e dimenticare poi C o rr a d o Orrico e S i l v i o Baldini

Numero 13 08 aprile 2010 che, partendo da Carrara, hanno raggiunto la Serie A. Adesso, complice gestioni societarie poco fortunate la Carrarese ha perso quel prestigio che aveva fino a fine anni '90, quando da tutti gli addetti ai lavori veniva considerata una società modello. Con lei questo prestigio potrà sicuramente tornare e il pubblico, che in questi ultimi tempi per ovvi motivi Luciano Gaucci (Foto Archivio)

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ha abbandonato la squadra, è pronto a tornare a gremire le tribune dello stadio dei Marmi, potendo finalmente sognare insieme a lei grandi imprese e grandi soddisfazioni. Per questo la invitiamo a intavolare una trattativa con l'attuale dirigenza che ha fatto sapere recentemente di essere disposta a cedere il club. Presidente Gaucci ci affidiamo a lei e saremo entusiasti se tutto ciò potesse avverarsi: ci regali un sogno perché Carrara merita una nuova grande possibilità. In fede Un gruppo di tifosi affezionati alla Cararese Con questa lettera aperta, alcuni tifosi della Carrarese, 360 mentre scriviamo, stanno cercando di pressare Luciano Gaucci per l’acquisto della società Toscana. Un’iniziativa lodevole chissà cosa ne pensa l’ex presidente del Perugia….

“il Fano ce la può fare”

Enrico Bartolini, attaccante alla corte di mister Cornacchini, crede nei mezzi della sua squadra: “Domenica c’è lo scontro diretto con la Lucchese...chissà” ber, comunque, la Lucchese è nettamente più forte e alla fine uscirà vincitrice nello scontro a tre per la Prima Divisione: «Salvo qualche partita, i toscani stanno facendo un campionato a parte. Hanno giocatori esperti e dopo un periodo di flessione hanno ritrovato lo smalto di inizio stagione. Otto punti a cinque gare dal termine sono tanti, ma con una vittoria nel prossimo scontro diretto potrebbe cambiare tutto». L’attaccante emiliano, che si ispira a Batistuta e Boksic per le sue caratteristiche fisiche e tecniche, ha un chiodo fisso: la dop-

pia cifra in campionato: «Purtroppo in Serie C non ci sono mai riuscito. Spero di farlo quest’anno e di fare tutto il possibile per portare la promozione a Fano». Parlando di gol non si può dimenticare quello che Bartolini definisce il più importante in questa stagione: «L’avversario era la Pro Vasto, che l’anno scorso ci aveva soffiato la promozione diretta al rush finale. Dal mio gol è scaturita la vittoria e da questo risultato importante è iniziata la rincorsa alle prime posizioni della classifica». Se Enrico Bartolini oggi è diventato un grande cen-

travanti lo deve ad una persona in particolare. Si tratta di Claudio Clementi: «Non è il solito nome noto a cui tutti i ragazzini fanno riferimento - sottolinea l’ariete di mister Cornacchini - ma personalmente mi ha insegnato a crescere come uomo e come calciatore. Mi ha fatto da chioccia nel primo anno a Gubbio, perciò a lui devo tanto». Basta con i sentimentalismi perché arriva la capolista e bisogna vincere a tutti i costi: «Noi ci proveremo. I miracoli a volte capitano. Speriamo accada al Fano».


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AVERSA NORMANNA

Nicola Pannone, è un ritorno alle origini Dopo due anni e una storica promozione il dirigente torna ad Aversa e fissa gli obiettivi “Prima di tutto la salvezza. Per riuscirci abbiamo bisogno del sostegno dei nostri tifosi”

cosa sarà meglio fare ma è ovvio che l’obiettivo svolto il ruolo di Direttore Sportivo per assistere è quello di tornare ad essere competitivi per la ad una partita, dove c’erano amici comuni ad VERSA - Sembra essere passata un’epromozione». entrambe le squadre e, appena finita la partita, Cosa l’ha spinta a tornare qui dopo due ternità da quella storica promozione il presidente dell’Aversa Normanna mi ha conanni? in serie C2 e invece era solo il 2008. tattato e sono partite le trattative per il mio Il direttore generale all’epoca era un certo ritorno. Adesso mi trovo qua e sono molto «Io credo che il calcio sia anche e sopratNicola Pannone. In quel giugno del 2008 la contento e spero di poter fare qualcosa di tutto combiDERE E C O R rescissione fu assolutamente priva di concreto per la squadra che non si merita T E R PER NON R assolutamente la posizione che occupa». D A T T attriti e lasciava presagire un ritorno in P O L LA V N PT G caso di bisogno. E mai come in questo Quale pensa possa essere il punto di 2 -8 1 0 1 momento c’è bisogno dell’esperienza di forza della squadra? 9 7 . 31 2 N A S Pannone. La situazione quest’anno non è R E AV 9 «Sicuramente la bontà dell’organico non è 7 14 -1 8 da sottovalutare. Ricordiamoci, come già certamente rosea. La squadra si trova in 9 2 31 I ISOLA LIR 9 detto in precedenza, che a inizio stagione una situazione di classifica che non si 1 3 6 10 1 9 2 8 la squadra aveva conquistato ben 25 sarebbe mai potuta immaginare a inizio sta2 AR O 15 punti solo nel girone d’andata. Ora non NOICATT 4 1 gione, totalmente invischiati nella lotta per 1 29 4 1 so quali siano state le dinamiche che non retrocedere. La speranza è che la gesSE 23 V. EQUEN 15 -19 hanno portato a questo peggioramento 9 tione dell’ ex direttore generale di Siracusa 5 23 29 E dei risultati perché non ero all’interno e Pianura possa riportare la squadra camVIBONES n a z i o n e . della società e non sono nella posizione di giupana perlomeno a lottare per la proPremetto che comunque vada, con ogni dicare l’operato di chi mi ha preceduto, ma mozione in Lega Pro. Il presidente squadra con la quale ho terminato il rapporto credo che a livello di giocatori la salvezza è Spezzaferri si è dichiarato assolutamente lavorativo, è rimasto in maniera ancor più forte ampiamente fattibile. Inoltre anche la compatentusiasta: «Abbiamo avuto la fortuna e la posquello umano e quindi i presupposti c’erano tezza societaria è importante». sibilità di far tornare il direttore Nicola Pannone La tifoseria, che comunque vi ha sempre tutti. Inoltre il mio ritorno nasce quasi per caso. e non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione». A seguito, ha bisogno di essere riconquistaMi trovavo a Siracusa, squadra nella quale ho tal proposito abbiamo voluto sentire prota. Quanto è importante il tifo prio il nuovo diggì per capire quali per una piazza come la vossiano stati i motivi che l’hanno tra? spinto a tornare e quali sono gli Sicuramente l’apporto dei tifosi obiettivi per il futuro. Dai fasti della promozione è fondamentale, noi teniamo all’incubo di quest’anno: come moltissimo ai nostri sostenitori e ci si può risollevare da questa abbiamo varato delle iniziative stagione difficile? volte ad aumentare la presenza «Credo di poter incidere ben poco dei nostri supporters allo stadio. almeno per quanto riguarda questa Nelle prossime partite casalstagione, ma sono sicuro che vista e inghe infatti, con un solo taglianconsiderata la bontà dell’organico a do avranno l’accesso allo stadio disposizione e la compattezza socidue persone mentre per le etaria, la salvezza sia ampiamente donne l’ingresso è libero. alla nostra portata o perlomeno me Abbiamo deciso di indire questi lo auguro. Consideriamo che all’anprezzi popolari perché in questo data avevamo fatto ben 25 punti, momento abbiamo bisogno di quindi sono altri i fattori che hanno tutto l’aiuto possibile dalla nosinciso sulle prestazioni future. Sono tra tifoseria». convinto che l’organico sia assolutaInsomma, Nicola Pannone è mente all’altezza». appena arrivato, ma la sua Quindi per quest’anno è andaimpronta decisa sembra già ta così. Quali sono i piani per essere stampata nella cittadil’anno prossimo? na campana. Ora nessuno è in «In questa situazione è difficile grado di sapere quali risultati decidere cosa fare. Sicuramente arriveranno e se la squadra incombe la retrocessione e non si effettivamente si salverà, ma possono fare piani se non sappiamo sicuramente i presupposti per nemmeno in che divisione ci trovere- Il direttore generale dell’Aversa Normanna far ripartire quell’ambizioso Nicola Pannone mo l’anno prossimo. Raggiunta la progetto che aveva portato la (Foto Archivio) salvezza, ci vedremo con il presicompagine campana in lega dente Spezzaferri e decideremo Pro ci sono tutti.

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di Nicolò Romagnoli


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INCHIESTA

Giunge alla quarta settimana il nostro viaggio nell’Italia dei dilettanti, per tastare il polso a

I presidenti dell’Interregionale: “Il vincolo è una delle Cascio (Marsala): “Con l’abolizione del vincolo sportivo non riusciremmo più a vivere”. Taboga (Manzanese):

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di Luigi Cardarelli e Flavio Grisoli

OMA – Siamo alle solite, ancora non si intravede la luce per le società dilettantistiche. I giudici della Corte Europea stanno per decretare la morte del calcio non professionistico italiano, questo dovrà accadere entro giugno. I presidenti si battono, lo faranno anche quando i giudici avranno emesso i loro verdetti, lo fanno dalle nostre pagine a voce alta, sempre più alta! Siamo all’alba di un calcio puramente amatoriale, senza più vincoli (termine obbligato) tra calciatori e società.

Il presidente del Monteriggioni Massimo Verdiani (Foto Sito Ufficiale)

Quello che preoccupa i numeri uno è la mancanza di certezze, e le domande fioccano: se io avessi in rosa un potenziale campione? Se crescessi un calciatore e dopo 10 anni volerebbe verso altri lidi? Detto alla romana cari presidenti “ve la prendereste tutti in saccoccia”. È un altro muro che si erge davanti le società dilettantistiche che cercano ancora di togliere i ragazzi dalle strade e insegnare loro uno sport, una cultura e una preparazione fisica adeguata. Scomparirà tutto a breve, ne siamo certi, ma come la stanno prendendo i presidenti delle società di

vitale per il Interregionale? calcio diletDa ormai tantistico: quattro settii i ne legat «Siamo già mane ascoltiavincolo tie l I à t ie c o abbastanza mo i pareri dei s lle calciatori a in difficoltà massimi dirifino al e h ic t is in questo genti, ricevendo t n diletta i. n n a periodo - ci solo lamentele 5 2 to dei tiene a che sanno di compimen da e s s e t s dichiarare richieste d’aiuto le E tutela a il primo ma che purtropgerenze” d tifoso po difficilmente eventuali “in .... e r d a u q della saranno accolte. s e di altr comCome dicevamo parte pagine nello scorso friulana - se poi ci tolgodel vincolo sportivo tutto numero di no anche questo, allora questo scomparirebbe e Professione Calcio, il non si saprebbe proprio noi, come tante altre societimer è scattato e la dove sbattere la testa». tà, non riusciremmo più a molla sta per saltare. In Le cifre che ora sono vivere. Siamo realtà piccole questo numero, abbiamo segnate in nero sui - continua Cascio - non ascoltato Biagio Cascio bilanci societari, senza possiamo esporci più di (Mazara), Nelio Taboga il vincolo sparirebbetanto, il rischio di scompari(Manzanese) e Massimo ro, se non segnate in re è forte e reale. Qui nella Verdiani (Monteriggioni). MAZARA – rosso. Taboga non provincia di Trapani siamo in Biagio Cascio, saprebbe quantificare una specie di giungla, non numero uno della quanto sarebbe grave siamo come al Nord, città squadra di Mazara l’emorragia che conricche come Milano o del Vallo, è stringaseguirebbe ad un calTorino, qui - ci spiega un to e conciso, ma cio senza più vincolo, afflitto Cascio - ci autofilascia trasparire un come auspica da nanziamo, trovare uno velo di disapprovat e m p o sponsor è praticamente zione e rassegnal’Assocalciatori: «Per impossibile e nessuno ti zione. Sul tema chi ha un settore giovaaiuta in una avventura che vincolo Cascio ci nile importante, il danno dovrebbe essere di utilità espone il suo sarebbe assolutamente sociale». Sarebbe una parere: «Purtroppo rilevante. Noi abbiamo grande perdita a detta di il mio sentimento è un vivaio che per nostra Biagio Cascio e la LND lo stesso degli altri scelta rifornisce princinon avrebbe più modo di miei colleghi presipalmente la prima esistere: «Quando non si denti, non condivido squadra, ma cedere un deve tutelare più nessuno quanto leggo e ragazzo che alletta i per vari motivi una Lega quanto potrà accaprofessionisti consente a non occorre, se l’abolizione dere». Sarebbe un noi piccole società di del vincolo per i calciatori danno ingente per ricavare buone cifre». I dilettanti troverà terreno le società autogecommenti (negativi) fertile a questo punto la stite, inquantificache la maggior parte figura della Lega Nazionale bile per molti, dei numeri uno rivolDilettanti perderebbe ogni come per il gono al “palazzo” significato». MANZANESE – Mazara: «Noi abbiacoinvolge anche il preAnche Nelio Taboga unimo un settore giovasidente della sce la sua voce a quella di nile che fa da serbaManzanese Nelio tutti i presidenti intervitoio alla prima squaTaboga: «Il CONI ci dà stati finora, il vincolo è dra, con l’abolizione un contributo, tramite la


INCHIESTA

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quei dirigenti che stanno per vedersi sbriciolare tutto fra le mani. Nell’indifferenza generale

nostre poche fonti di sostentamento. Non toglietecelo” “Non so perché la FIGC ci snobbi”. Verdiani (Monteriggioni): “Il vincolo è brutto, ma per noi è fondamentale” me. Partendo dal presuppo«Noi siamo una piccola Regione, che a dire la verità sto che un calciatore in una realtà, diciamo che ci è molto basso. Non so persquadra ci deve stare volenpotremmo aggirare intorno ché ci snobbano - prosetieri, io credo che a livello ai 40mila Euro, che comungue Taboga - forse perché umano il vincolo sia una que per noi è una bella non rappresentiamo l’élite cosa brutta, però d’altro cifra. Nel complesso, prefedel calcio. Ma se sparirà il canto rappresenta una riamo comunque utilizzare vincolo io non so che fine forma di finanziamento il nostro vivaio per infoltire faranno molte società, di direi imprescindibile per noi la rosa della prima squadra. sicuro la maggior parte non società dilettantistiche. Se si Comunque ripeto, non si si iscriveranno più. Ma è riesce a far crescere in casa possono costringere i ragaznormale, fisiologico: chi ce lo propria un ragazzo con doti zi a rimanere in una squafa fare. I dilettanti di aiuti importanti che richiamano dra. L’ambiente umano è non ne hanno. Ci arrangial’attenzione delle società fondamentale - prosegue mo come possiamo, ma se professionistiche, è giusto Verdiani - ma il vincolo lo è ci tolgono una delle poche che si porti a casa una altrettanto». fonti di sostentamento, ricompensa. È un qualcosa Sull’aspetto “politico” andare avanti non avrebbe che aiuta le società dilettandella questione, il presipiù davvero nessun senso». tistiche, al di là del lavoro dente del Monteriggioni Sulla provocazione che dei dirigenti e dell’apporto crede che sia uno dei settimanalmente propodegli sponsor». Verdiani è problemi principali: «Ha niamo ai nostri interlocuuno dei pochi presidenti centrato la questione. Noi tori, Taboga esprime la intervistati finora che ci dilettanti svolgiamo un’opesua approvazione: «Bé, ha offerto una visione più ra di utilità sociale senza perché no, si potrebbe precisa del danno econouguali. Attraverso lo sport anche fare. Se vuoi venire a mico conseguente aiutiamo molti ragazzi a giocare da noi, le spese te le all’abolizione svolgere una vita più regolapaghi da solo. Ma forse non del vincolo: re e meno dissoluta. sarebbe sufficiente, molte Senza di noi molti società senza il vincolo giovani chissà sarebbero dove si troverebcostrette a ni, bero o cosa si sparire». Monteriggio n si o N “ MONTEmetterebbero a : e t il presiden RIGGIONI fare. Ma questo ingere r t s o c o – Il presidente a m m e t t e n o poss a n u in dei senesi Verdiani - non e r resta M a s s i m o i ragazzi a ci viene ricononoi r e p a m Verdiani ci offre sciuto da chi di , a squadr la sua personadovere. La le a vit lissima idea sul Federazione il vincolo è ” vincolo: «Io dovrebbe ispensabile d in e un’idea me la guardarci sono fatta eccocon un

occhio più di riguardo. È chiaro che i professionisti siano la categoria catalizzante, però tanti giocatori che adesso fanno i titolari nei professionisti, che vincono campionati, coppe europee e mondiali provengono dalla nostra categoria, e questo particolare se lo dovrebbero ricordare. Se dovessimo sparire noi, perché è chiaro che senza il vincolo siamo destinati a scomparire - il monito del presidente del Monteriggioni - cadrebbe tutta la piramide». L’ultima parte della conversazione è dedicata a capire se ci siano dei margini di uscita da questa impasse, attraverso degli escamotage per rifondare le società

dilettantistiche da questa che sembra essere una decisione (ahinoi) ineluttabile da parte dell’Europa: «Praticamente finirebbero molte società. Per evitare tutto questo si dovrebbe studiare qualcosa di diverso. Una ricompensa per gli sforzi profusi per crescere i govani è quantomeno doveroso. Magari premi alle società per la carriera dei giocatori che arrivano in alto, non so». Sulla proposta di far pagare ai calciatori la libertà che stanno a gran voce richiedendo, Verdiani ammette: «Oddio, certe squadre già lo fanno ridendo - quindi sarebbe pure meglio ufficializzare la cosa e renderlo uno strumento per tutti».


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Quattro squadre per un posto in paradiso: L’Aquila, Chieti, Santegidiese e Atessa Val di Sangro: a sei gare dalla fine dei giochi sono loro di Flavio Grisoli

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OMA – Nell’immenso panorama del campionato Interregionale, che volge ormai alle sue battute conclusive, dove in molti gironi i giochi sono (quasi) fatti, c’è un raggruppamento, l’”F”, che sta catalizzando l’attenzione degli addetti ai lavori per l’incertezza che sta esprimendo. Rossoblu, neroverdi, giallorossi e gialloblu: questi i colori delle formazioni che si stanno dando battaglia da inizio stagione e che ora sono arrivate alla stretta conclusiva. L’Aquila e il Chieti comandano la classifica con 54 punti, la Santegidiese segue a un punto, e a 52 c’è l’Atessa Val di Sangro: nessuno può sentirsi al sicuro né tantomeno battuto in questo mese o poco più che manca al rompete le righe. Chi tra queste quattro sta attraversando il momento più positivo è senza dubbio il Chieti di mister Vivarini che, con cinque vittorie nelle ultime cinque gare ha recuperato quattro lunghezze agli aquilani e ben sette sulle altre due contendenti, subendo peraltro solamente un gol, nella sfida vinta in casa del Morro d’Oro. Una striscia molto positiva che ha fatto suonare senz’altro più di un campanello d’allarme nelle sedi delle altre tre formazioni, che dovranno prendere le necessarie contromisure ad un’ascesa che sembra inarrestabile. Non solo gli ultimi risultati parlano a favore dei neroverdi, ma anche il calendario: i teatini

incontreranno, infatti, in casa Nuovo Campobasso, Miglianico e Luco Canistro; in trasferta Atletico Trivento, Centobuchi e Real Montecchio, e potranno approfittare del fatto che ognuna delle altre partecipanti alla lotta promozione dovrà incontrare le altre due. Si partirà subito, questa domenica, dallo scontro fra L’Aquila e la Santegidiese, alla terz’ultima il Val di Sangro farà visita a Sant’Egidio alla Vibrata ai giallorossi, mentre a 90 minuti dalla fine ci sarà la sfida fra l’undici di mister Cifaldi e i sangrini di Atessa. Un fattore, in questo caso, che potrà giocare a favore degli aquilani è il fatto che entrambi gli scontri diretti e quattro partite sulle sei rimanenti, le giocheranno in casa (anche se va ricordato che 32 punti sui 54 messi insieme finora dai rossoblu sono stati conquistati fuori casa). Tutte queste riflessioni le abbiamo sottoposte a chi questa appassionante lotta per un posto fra i professionisti della prossima stagione la sta vivendo dall’interno: Rinaldo Cifaldi, tecnico de L’Aquila; Alfiero Marcotullio, direttore generale del Chieti e Riccardo Lazzarini, attaccante dell’Atessa Val di Sangro. L’AQUILA – Il tecnico della formazione che al momento guida la classifica, anche se in coabitazione con il Chieti, mostra tranquillità ed è convinto che si deciderà tutto alla fine: «Indubbiamente è un girone con molto equilibrio e con grossa incertezza, non c’è una vera favorita per la

A sinistra il presidente del Chieti Walter Bellia con al suo fianco Alfiero Marcotullio (Foto abruzzocalciodilettanti.it)

vittoria finale». In merito alla poderosa rimonta che ha permesso al Chieti di affiancare la sua squadra, Cifaldi ostenta sicurezza e non gli dà troppo peso: «Mah, penso che tutti prima o poi affrontano momenti più o meno positivi o negativi, però nonostante tutto, noi siamo ancora lì, in testa alla classifica. Comunque nel periodo che lei ha considerato - le ultime cinque partite noi comunque non abbiamo perso - tre vittorie, contro Nuovo Campobasso, Centobuchi e Real Montecchio, e due pareggi consecutivi contro Luco Canistro e Casoli, con 10 gol fatti e 2 subìti - magari abbiamo fatto qualche pareggio di troppo, ma il nostro trend è comunque molto positivo». Come detto, sei gare alla fine: l’undici di mister Cifaldi dovrà vedersela prima di tutto contro la Santegidiese, poi Renato Curi Angolana, Recanatese, Olympia Agnonese, Bojano e per finire, l’altro scontro al vertice (almeno per ora, tra cinque gare chissà) contro l’Atessa Val di Sangro. Quale potrà essere la gara più impegnativa? «No, non ci sono gare più importanti di altre, tutte le partite saranno decisive. Credo che chi sbaglierà meno in questo finale di stagione vincerà il campionato. Il fatto che non ci sono partite facili lo ha dimostrato proprio il Val di Sangro pareggiando prima della sosta pasquale contro una squadra praticamente già retrocessa». Cifaldi si riferisce al sorprendente pari esterno raccolto dai gialloblu contro il Real Montecchio, fanalino di coda del raggruppamento in coabitazione con l’Elpidiense Cascinare, per uno a uno. Ora per i rossoblu ci saranno ben quattro gare in casa, di cui le prossime due consecutivamente: potrà essere questa l’arma in più per gli aquilani nonostante, lo ricordiamo, abbiano conquistato dieci punti in più fuori dalle mura amiche del “Tommaso Fattori”? «Da quello che dicono i numeri no, però il fattore campo potrebbe effetivamente pesare. Il calore e il sostegno del nostro pubblico ci potrebbe dare quel qualcosa in più per chiudere la stagione in testa alla classifica». Come ultima domanda (e che rivolgeremo poi anche agli altri interlocutori di questo nostro focus) chiediamo a Cifaldi se toglierebbe qualcosa agli avversari, e se sì cosa: «Io piuttosto penserei a cosa chiedere in più ai miei ragazzi - scherza il tecnico degli aquilani perché vorrei fossero sereni e convinti dei propri mezzi per raggiungere un risultato


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ecco la lotta tutta abruzzese per la Lega Pro le regine di uno dei raggruppamenti più equilibrati che la Serie D ricordi negli ultimi anni

Il tecnico de L’Aquila Rinaldo Cifaldi (Foto Archivio)

che sarebbe davvero straordinario». CHIETI – Il direttore generale dei neroverdi, Alfiero Marcotullio non si fida, nonostante l’ottima striscia di vittorie, che quella in atto sia la rimonta decisiva: «Sono sei partite che mancano, sono tante, e dobbiamo vincerle tutte se vogliamo sperare di essere promossi alla fine. Non sono presuntuoso, ma sono convinto che debba essere così. L’Aquila poi è sorniona - dice ridendo Marcotullio - e anche le altre hanno tutte le carte in regola per arrivare in fondo, al di là di quello che dicono i numeri». Per quanto riguarda il calendario, che effettivamente sembrerebbe dare una mano alla formazione allenata da Vincenzo Vivarini, il diggì dei teatini sembra non fidarsi troppo: «È sicuramente vero che abbiamo delle gare che, almeno sulla carta, non sembrano presentare troppe difficoltà, ma è storia che con squadre di livello abbiamo sempre fatto punti, mentre con le “piccole” abbiamo sofferto. Potremmo approfittarne, comunque, certo. Il pallone però è rotondo, e non è una scienza esatta, perciò è necessario giocarle le partite e non fare tabelle». Delle sei tappe che mancano al traguardo finale (Nuovo Campobasso, Atletico Trivento, Miglianico, Centobuchi, Luco Canistro e Real Montecchio),

Marcotullio ritiene che la gara più importante sia proprio quella che avrà luogo al “Guido Angelini” di Chieti domenica prossima: «La gara col Campobasso sarà la più dura, senza dubbio. Loro sono un’ottima squadra, a prescindere da quello che recita la classifica». I molisani sono noni in classifica a 40 punti, a otto lunghezze dalla zona play-off, la cui ultima posizione utile è occupata dalla Civitanovese, che peraltro qualcuno reputa ancora in grado di rientrare in corsa per una clamorosa promozione. Resta difficile pensare che giocheranno alla morte contro i teatini, ma questo girone ci ha regalato molte sorprese: «Noi dobbiamo vincerle tutte, e abbiamo il dovere di arrivare primi, per una serie di motivi prosegue nella sua analisi il direttore generale del Chieti Alfiero Marcotullio - abbiamo una rosa di alto livello, e abbiamo investito risorse sia fisiche che economiche imponenti per poter arrivare tra i professionisti». Sul “giochino” che abbiamo proposto ai nostri ospiti, Marcotullio è chiaro: «Io alle altre toglierei le punte, senza dubbio - dice ridendo, considerando il fatto che il Chieti ha l’attacco meno prolifico fra le quattro sfidanti con 44 reti all’attivo - ma stiamo lì, nonostante tutto, quindi va bene così». ATESSA VAL DI SANGRO – Riccardo Lazzarini, attaccante della formazione gialloblu, ci ha concesso una piacevole chiacchierata mentre era in auto, fornendoci la sua visione di questo finale di stagione al cardiopalma: «Noi ci crediamo, è logico che sia così, siamo a soli due punti dalla vetta, quindi guai se non ci credessimo ancora». Inutile dire che il pari contro il Real Montecchio abbia lasciato un po’ il

segno, ma Lazzarini la pensa diversamente: «Non è un campanello d’allarme, non siamo in calo - ci tiene a precisare la punta dell’Atessa Val di Sangro - diciamo che con quella gara ci siamo resi conto dei nostri limiti per correggerli. Forse le altre formazioni che con noi stanno lottando per la promozione fra i professionisti nelle ultime gare hanno mostrato un pizzico in più di convinzione prosegue Lazzarini - ma noi possiamo far male a tutti e conto su due fattori fondamentali che sono dalla nostra parte: l’attacco, che è il migliore - non in senso assoluto, però: 54 gol fatti, di cui 32 in casa e 22 in trasferta; la Santegidiese può vantare su un gol in più - e la forza e la coesione del nostro spogliatoio, che ritengo sia il migliore che abbia mai vissuto». Come più volte ribadito, l’Atessa Val di Sangro dovrà giocare ancora gli scontri diretti con L’Aquila e Santegidiese. Alla domanda se queste saranno le gare decisive per la promozione, Lazzarini non è d’accordo: «Secondo me si deciderà tutto nelle prossime due-tre gare, soprattutto per noi. Il Chieti ha il calendario indubbiamente più semplice, ma se in queste prossime settimane riusciremo a mantenere intatto il distacco, potremo dire la nostra». Riguardo a chi toglierebbe alle avversarie, Lazzarini punta sull’aspetto psicologico: «Io penso alla fame di vittorie che stanno dimostrando in questo ultimo periodo, ma noi siamo lì e ci crediamo».

Riccardo Lazzarini, attaccante dell’Atessa Val di Sangro (Foto Archivio)


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MILAZZO

Cannistrà: “Primi senza l’aiuto di nessuno”

Il Milazzo naviga a vele spiegate verso una Lega Pro mai vissuta prima: il presidente dei messinesi Piero Cannistrà e il diesse Benedetto Bottari non si sbilanciano troppo, ma c’è una città intera in pieno fermento

di Stefano Santini

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ILAZZO - Dalla Promozione all’Eccellenza fino alla serie D in soli due anni ed ora un sogno chiamato Lega Pro. È il sentiero trionfale che il Milazzo del presidente Cannistrà, in testa al girone I del campionato italiano di serie D, sta percorrendo dal 2008. Senza alcuna intenzione di fermarsi sul più bello. «Due anni fa, quando sono arrivato, il Milazzo non esisteva - dice il patron Pietro Cannistrà - e c’era uno scetticismo generale, o quasi. Oggi penso che meglio di così non si sarebbe potuto fare. Promozione, eccellenza e ora siamo primi in serie D». È d’accordo il direttore sportivo e direttore generale Benedetto Bottari, che si coccola la sua creatura: «È un po’ come quando uno si corica la notte e sogna. Quello che stiamo facendo va al di là di ogni più rosea aspettativa». Sono 53 i punti raccolti finora dai rossoblù, 4 di vantaggio sulle inseguitrici a sei giornate dalla fine. Bottari non si nasconde: «L’obiettivo è vincere il campionato. La squadra ci crede, e anche in città c’è una febbre altissima. Sarà un’impresa ardua, perché Lamezia e Avellino ci daranno filo da torcere. Sono loro le vere favorite, ma noi abbiamo un po’ di vantaggio. Questo deve essere uno stimolo e non crearci problemi,

Il direttore sportivo del Milazzo Benedetto Bottari (Foto Sito Ufficiale)

anzi: deve mettere pressione alle altre. Possiamo affrontare questa sosta tranquillamente, allenandoci e recuperando mentalmente». Ma qual è il segreto del Milazzo? «La testa e il gruppo - sottolinea Cannistrà - perché se paragoniamo il nostro organico con quello di Avellino, Lamezia o Messina tecnicamente loro sono superiori. Questi ragazzi però hanno cuore, grinta, gambe e attaccamento alla maglia, valori che in queste categorie fanno la differenza: siamo riusciti a creare un gruppo difficilmente migliorabile dal punto di vista caratteriale». «In rosa abbiamo 24-25 mosche bianche, che giocano per la gloria e non per i soldi - aggiunge il direttore sportivo Bottari. Il Milazzo non molla mai, è duro e ha cattiveria agonistica». Lo spirito dell’undici siciliano è ben incarnato dal centrocampista classe ‘85 Davide Santamaria: «È un esempio - rivela il presidente Cannistrà - stiamo parlando di un ragazzo che fino all’anno scorso Il presidente del Milazzo Piero Cannistrà guadagnava 500 Euro al mese e che ora si (Foto Sito Ufficiale) è imposto a livelli di serie D». Il direttore generale Bottari non ama fare nomi, ma gli chiediamo di sbilanciarsi: «Tra i ragazzi perché vinceremmo tre campionati di seguito e della rosa citerei Marco Salmeri, classe ’91: lui, non credo quanti siano riusciti a farlo. Siamo ragazzo di sicure prospettive, ben rappresenta stati l’ultima messinese che ha vinto la crescita esponenziale del Milazzo». Tanti l’Eccellenza da sedici anni a questa parte, e giovani nella compagine di mister Venuto, non con dietro una città da 300mila abitanti una risorsa che talvolta può essere come Messina o con aiuti economici dalla un’arma a doppio taglio: «Se devo troGazzetta del Sud. Noi siamo 30mila – concluvare un difetto a questa squadra - dice de Cannistrà - e non abbiamo tutto questo». Bottari - è l’aspetto mentale legato alla Presidente e ds hanno le bocche cucite gestione della gara, dettato dall’inespequando si affronta il tema calciomercato. rienza, che in determinati frangenti ci ha «Tutto è legato al passaggio di categoria, mancondizionati. Ma quest’anno ci aiuterà a cano sei partite...» dice Bottari. «Non snaturemigliorare». Al ritorno dallo stop remo questo gruppo – aggiunge Pietro pasquale il Milazzo farà visita al Cannistrà. Spero di finire bene - conclude con Modica. Sarà un impegno durissimo una battuta scaramantica e benaugurante il secondo il ds Bottari, che quest’anno presidente - lasciare il Milazzo in C2 e andarperò è rimasto impressionato da una mene a pescare...». Quando chiediamo al squadra in particolare: «La Rossanese, patron di ricordare il momento che porteuna neopromossa, che come noi ha fatto rà sempre nel cuore, lui non va molto indieleva sul gruppo e sulle motivazioni. Il tro nel tempo: «Non è legato a un risultato miglior giovane del campionato? sportivo - confessa Cannistrà - ma una cosa D’Isanto dell’Avellino» aggiunge Bottari. successa l’altra sera, quando circa trenta tifosi Il traguardo promozione significhehanno invitato squadra e dirigenti a cena, di rebbe entrare nella storia. «Per tasca loro, per ringraziarci. È stato un orgoglio Milazzo città sarebbe un traguardo stoimmenso». Gruppo, qualità umane, attaccarico - confessa il patron Cannistrà. Il mento alla maglia ed entusiasmo: con questi Milazzo ha solo sfiorato due volte la proingredienti il Milazzo è convinto di preparamozione in C, senza mai centrarla. Per la re la ricetta perfetta per realizzare il sogno società – aggiunge - neanche glielo dico, Lega Pro.


PALINSESTO DAHLIA

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Dahlia Sport: il palinsesto settimanale


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CR PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

Intervista al presidente del Comitato regionale Piemonte e Valle d’Aosta Ermelindo Bacchetta

“Abolire il vincolo è una masturbazione mentale” Il numero uno del calcio dilettantistico del Nordovest a tutto campo: risultati conseguiti obiettivi da raggiungere, la sicurezza nei campi e le polemiche degli ultimi giorni

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di Flavio Grisoli

OMA - È riuscito a superare brillantemente il “caso” dell’inibizione dell’ex presidente Giovanni Inversi (condannato a dieci mesi per aver violato i principi ex art.1 del Codice, in seguito all’accertamento del mancato controllo sull’operato, oltre ad averne ricevuto omaggi indebiti, di Marco Conchatre, delegato provinciale Valle d’Aosta. Questi aveva ricevuto contributi da parte della Regione Valle d’Aosta negli anni 2003, 2005, 2006 – in quest’ultimo anno contributo incassato direttamente su un conto bancario personale - 2007, avendone disposto personalmente senza iscriverli nella contabilità e nei bilanci consuntivi, nonché per aver fatto omaggi a favore di soggetto tesserato – Inversi - preposto alla sua vigilanza. Per questi motivi, la sua condanna è stata di 2 anni e 6 mesi) meritandosi l’elezione a capo del Comitato regionale Piemonte all’unanimità e per acclamazione. Stiamo parlando di

Il presidente del Cr Piemonte e Valle d’Aosta Ermelindo Bacchetta (Foto Archivio)

Ermelindo Bacchetta, dall’8 febbraio 2009 a capo del calcio a Torino e Aosta. Una tappa importante per Bacchetta, che nel periodo immediatamente precedente al rinnovo delle cariche, che ha avuto luogo all’Auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto di Torino, è stato “reggente” del Comitato: «Non è stato troppo difficile superare la questione legata ad Inversi - le prime parole del presidente Bacchetta. Mi era stato chiesto di fare da traghettatore fino alle elezioni e mi è sembrato giusto accettare. Ho pensato di fare la cosa giusta, ed è stata un periodo di transizione tranquillo. C’è stata grande intelligenza da parte delle società, e tutto sommato, nessuno si è accorto che si stava attraversando un periodo di transizione». Come per tutti gli altri presidenti di Comitati regionali intervistati finora, anche a Bacchetta chiediamo cosa sia riuscito a mettere in pratica finora in questo suo primo anno di mandato: «Abbiamo provveduto a modificare in corsa i calendari dei campionati in seguito al terribile inverno appena trascorso, con l’introduzione di due turni infrasettimanali, e la modifica al tabellone di Coppa Italia, modellandolo come un torneo di tennis. Grazie a questi accorgimenti, siamo riusciti a recuperare cinque giornate. Questo è un traguardo poco pubblicizzato, ma che reputo di grande importanza. Di spessore e rilievo riconosciuti, invece, ritengo sia stato l’affidamento del “Torneo delle Regioni” di quest’anno, terminato il 5 aprile, per il quale abbiamo dovuto affrontare una vera e propria emergenza: un’epidemia influenzale ci ha costretti a stravolgere il calendario delle partite, ma fortunatamente siamo riusciti a rimediare». Per quanto riguarda invece i progetti e le ambizioni future, Bacchetta sofferma la propria attenzione soprattutto sul calcio giocato: «Abbiamo in cantiere una migliore gestione dei campionati. Il tutto però, come sempre, con la piena collaborazione delle società. Inoltre, stiamo valutando la revisione degli spareggi a fine campionato. Ma per ogni decisione di que-

sto tipo, prima di ogni cosa ascolteremo il parere delle nostre affiliate, senza il quale non potremmo muoverci. Importante - prosegue nel suo intervento Bacchetta - è anche il miglioramento dei Settori Giovanili delle nostre Regioni, per il quale stiamo portando avanti delle sperimentazioni. Il nostro obiettivo è dare vita a campionati di alto livello». Grande argomento di attuale interesse, e per il quale con il nostro settimanale da tempo ci stiamo battendo, è la sicurezza dei campi in Italia. Su quest’aspetto, Bacchetta ci rivela il grande impegno profuso finora da lui e dal suo staff: «Abbiamo iniziato a far rifare i collaudi su tutti i campi del nostro territorio. Abbiamo mandato i nostri fiduciari, e abbiamo concluso la revisione degli impianti dell’Eccellenza. Orientativamente, per la fine del prossimo anno, dovremmo terminare il lavoro per tutte le altre categorie. È uno sforzo immane - ammette il presidente del Comitato regionale Piemonte e Valle d’Aosta - e il nostro obiettivo è ripetere i monitoraggi ogni tre anni. Nel complesso, credo che la situazione sia abbastanza soddisfacente». Rimanendo in tema di campi, chiediamo a Ermelindo Bacchetta se si stia evolvendo il sintetico nelle sue regioni: «In Piemonte c’è una grossa concentrazione nell’area del torinese di campi in erba sintetica. Il grande vantaggio di questa nuova generazione di campi, come saprà, è il poter giocare in qualsiasi condizione atmosferica senza risentirne troppo. Il campo sintetico permette di superare inverni proibitivi come quello appena passato. Però, personalmente - e qui Bacchetta si lascia andare ad una considerazione “romantica” - credo che il profumo di un campo in erba naturale sia impareggiabile. Il sintetico va incentivato, ma con equilibrio e moderazione». Passando dal calcio giocato alla politica calcistica, chiediamo a Ermelindo Bacchetta se si sia fatto un’idea dello scandalo che ha investito il presidente del Comitato regionale Veneto Giovanni Guardini: «Non so, non riesco a farmi un’opinione non avendo vissuto la faccenda dall’interno. Con tutta onestà, credo che di questi problemi ne abbiamo un po’ tutti


CR PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

di giocatori stranieri minorenni: «Credo che le ad un certo punto della stagione. Conosco personalnuove regole per tesserare i ragazzi stranieri sia mente Guardini - prosegue nel suo concetto davvero allucinante. Del calcio si parla solo delle Bacchetta - e lo ritengo una persona a modo. vicende negative, ma mai della positività Bisogna essere al di dentro per esprimere un giudiche può esprizio. Ritengo tuttavia che la sanzione sia stata molto mere. Il calpesante». L’ultima domanda, dalla cio, e le sociequale poi tà che opeil presiA T CCHET A B I D all’interrano dente del E L PARO SIDENTE E M I R P no di esso, Comitato E E L DA PR contribuiscoregionale m ’a to nell te riserva lettiva mi no in maniePiemonte e e v a i m e h ia E so c r n a e in s d n r a o ra preponV a l l e c n O u Il a " ssemble tutti Voi derante alla d’Aosta bito dell’Adi vivere insieme a mana. Lo fac“parte in permette ntura sportiva ed u di chi si mette creazione itadi un tesquarta”, è se nuova avve à e l’entusiasmo t stre sollec s u t o pensa che ci cio con l’umil in ascolto. Le Vo pegno, puro sociale sia qualche prima di tutt la forza del mio im sportiva di a o positivo. problema nel zioni sarann rino in una cultur o calcistico figu ent A noi dilettantismo chè si con lore a cui il movim ’Aosta hanno prosedei giorni d’ogg rande va nte e della Valle Dento". gue gi: «Credo che di del Piemompre fatto riferim se n e l problemi, come suo nella vita, ce ne accorato intervento Bacchetta - interessa solo sono tanti. Al di là del campo, e abbiamo un enorme interesse affinché di tutto, credo che il lo sport sia un importante veicolo d’inclusione socianostro movimento sia molto sano. Penso piuttosto le». Poi Bacchetta continua: «Le regole devono che i problemi non ce li cerchiamo, ce li creano». esserci, d’accordo, ma si tutelino coloro che agiscono Bacchetta si riferisce in prima battuta alle nuove in maniera chiara e limpida. Poi, certo, tutto il mondo norme della FIFA riguardante il tesseramento

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è pieno di persone perbene, e c’è sempre l’eccezione che conferma la regola». L’altro tema che ci regala un commento “verace” da parte del presidente Ermelindo Bacchetta è la possibile abolizione del vincolo sui calciatori dilettanti, che l’Assocalciatori sta cercando di portare a termine, con una decisione da parte dell’Europa che pende sulla testa delle società. Bacchetta prima sospira, poi risponde: «Non posso dire parolacce, quindi risponderò con un’altra domanda. Che cosa vogliono ancora da noi? Vogliono abolire il vincolo? Lo facessero pure, poi vedremo quante società sopravvivrebbero a questo ciclone e quanti altri ragazzi troveremmo per le strade. Sono tutte masturbazioni mentali». Per concludere questa piacevolissima e “sudatissima” conversazione (ammettiamo, e il presidente Bacchetta non ce ne vorrà, che l’abbiamo letteralmente “braccato” per due giorni, ma le riunioni che il presidente del Cr Piemonte e Valle d’Aosta ha dovuto sostenere per rimediare ai danni provocati dall’influenza al “Torneo delle Regioni” di cui abbiamo parlato sopra, ci hanno impedito di parlarci, nonostante tutto lo ringraziamo per la collaborazione), Bacchetta ci rivela il suo motto: «Per me è importante ritenere di non aver mai raggiunto l’obiettivo. Mutuo la frase “al peggio non c’è mai fine” cambiandola con “al meglio non c’è mai fine”. È necessario valorizzare le nostre conoscenze per migliorare sempre e comunque».


COPPA ITALIA PRIMAVERA

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Palermo e Milan si giocano la loro “prima volta” Le formazioni Primavera, guidate da Pergolizzi e Stroppa, sono giunte all’atto finale e puntano a cucirsi la coccarda della Coppa Italia di categoria sul petto strare anche un rigore fallito dal milanista Mbakogu nel finale di gara, che OMA - Si è giocata lo scorso primo avrebbe potuto portare decisamente a Aprile il primo atto della finale di favore della squadra di Stroppa il dopCoppa Italia Primavera fra il pio confronto, che tuttavia vede il Palermo guidato da Rosario Pergolizzi e il Milan nettamente favorito in virtù del Milan di Giovanni Stroppa. L’andata, giogol realizzato in trasferta. La gara di cata davanti ad un numeroso pubblico ritorno è prevista per il 14 aprile, e per (circa ottomila i presenti sugli spalti) al l’occasione le porte del “Giuseppe “Renzo Barbera” di Palermo, ha visto i Meazza” di Milano saranno aperte alle rosanero e i rossoneri impattare sull’1-1, giovani promesse rossonere. Ma andiacon le reti del “solito” Zigoni (tra l’altro mo a ripercorrere il (lungo) cammino la giovane e promettente punta ha avuto che ha condotto le due formazioni a anche la soddisfazione di esordire recenquesto attesissimo atto finale. Il Milan ha iniziato il 5 VITTORIE PER SQUADRA settembre scorso sconfiggendo sia all’andata che TORINO 7 1983 1984 1986 1988 1989 1990 1999 al ritorno il Cagliari, per 3INTER 5 1972 1976 1977 1978 2006 0 e per 1-0. Il L’allenatore della Primavera ROMA 3 1974 1975 1994 secondo turno del Milan Giovanni Stroppa (Foto Archivio) eliminatorio ATALANTA 3 2000 2001 2003 (andata 26 settembre, ritorno 3 si torna in campo il 3 e il 10 marzo 2010: JUVENTUS 3 1995 2004 2007 ottobre) vedeva l’Empoli sulla strada del Milan. Stavolta di scena il derby. Una partita a testa, ma grande equilibrio, ma alla fine l’ha spuntatemente in Serie A) e risposta di Giovio alla fine per un gol il Milan ha avuto la ta ancora una volta il Milan, con una vitdel Palermo. È stata una gara dai due meglio (2-0 per i nerazzurri all’andata, 3toria per 2-0 e un pareggio per 1-1. In volti, con le squadre più guardinghe nella 0 per i rossoneri al ritorno). totale, la squadra rossonera ha vinto 7 prima frazione di gioco e maggiormente Lanciatissimo dalla vittoria con una delle gare, pareggiandone 2 e perdendone solapropositive nella ripresa, nella quale sono migliori formazioni del lotto delle partemente 1, segnando 22 reti e subendone 6. state realizzate entrambe le reti. Da regicipanti, il Milan si è trovato poi di fronte Il Palermo, dal canto suo, ha cominciato il negli ottavi di finale il suo cammino dagli ottavi di finale, essenChievo Verona. Non do la detentrice del campionato c’è stato scampo per i Primavera. Subito una sfida di alto livello clivensi: 6-1 a Milano e per i ragazzi di Rosario Pergolizzi: la 1-1 al ritorno, con le Roma. Dopo due partite tesissime, i rosagare che sono state nero hanno avuto la meglio (1-0 e 1-1), giocate fra il 21 ottogarantendosi così il “passi” per i quarti di bre e il 4 novembre finale, dove hanno letteralmente schiantadel 2009. Si arriva così to il malcapitato Lecce (7-0 il risultato ai quarti di finale (25 globale, frutto di un 2-0 all’andata e un 5novembre-19 dicem0 al ritorno), arrivando così ad affrontare bre): i rossoneri erano la Juventus al penultimo atto. La prima opposti al sorprensfida, giocata in Sicilia, ha visto prevalere i dente Cittadella padroni di casa per 2-0, assicurandosi così Padova. Ancora una una gran fetta di finale. Infatti, a Torino, lo Il tecnico goleada: 2-1 all’andata 0-0 con cui si è conclusa la gara ha perdella Primavera del Palermo e 3-0 al ritorno, e messo così ai giovani guidati dall’ottimo Rosario Pergolizzi ragazzi di Stroppa in Rosario Pergolizzi di ottenere, senza (Foto Archivio) semifinale. Dopo la troppi patemi d’animo il biglietto per l’atlunga pausa invernale, to finale del torneo.

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di Flavio Grisoli


REPUBBLICA DI SAN MARINO

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Fantini: “Arrivo a 150 poi sarò tutto per mia figlia” di Luigi Cardarelli

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EPUBBLICA DI SAN MARINO – Una stagione da incorniciare, così si può definire il cammino fin ora svolto dalla Juvenes/Dogana, come da incorniciare è l’apporto che sta dando e che continuerà a dare Marco Fantini. Il bomber rossoblu, è a quota 11 gol in campionato e 8 in Coppa Titano, uno score importante per un calciatore che vuole dimostrare sempre di più il suo valore e metterlo al servizio dei compagni: «Sono 6 stagioni che milito nella Juvenes/Dogana, sono state sei stagioni bellissime, nella prima ho siglato 18 reti, nella seconda 21, poi nelle successive ho una media di 25 gol a campionato». Il merito non lo tiene tutto per se, anzi, Fantini elogia tutti: «Siamo un gruppo affiatato, compatto e coeso, siamo completi in tutti i reparti e giochiamo un bel calcio. Sono contento sia per la società che della società, è grazie a tutti se riesco a segnare molti gol». Un obiettivo per la verità c’è per Marco Fantini: «Voglio arrivare a 150 gol prima di smettere di giocare, e voglio arrivarci con la Juvenes/Dogana, amo troppo questi colori». I play-off si avvicinano inesorabili, la lotta nel gruppo A resta serrata: «Senza calcolare noi - sorride Fantini - credo che il Cosmos sia una delle pretendenti agli spareggi, da non sottovalutare il Murata che, con il ritorno in panchina del “Condor” Agostini, si è scrollata da dosso tutte le incertezze di inizio stagione, e il Domagnano, altra squadra ostica». Il profumo delle competizioni europee si fa sempre più intenso e Marco Fantini non ne può proprio fare a meno: «Ogni stagione l’obiettivo è raggiungere una competizione europea, viviamo bene questa meta e cerchiamo di spremerci al massimo per raggiungerla. Qui

alla Juvenes puntiamo alla Champions che, competizione che ci è stata negata l’anno scorso ai calci di rigore». E se fosse Europa League di certo i rossoblu non disdegneranno ma si batteranno come sanno fare. Per un calciatore, un tecnico o una società titana, competere con le grandi realtà europee e mondiali è qualcosa di inspiegabile, un’emozione che va oltre ogni aspettativa: «L’entusiasmo che si ha pensando alle coppe europee è indescrivibile - ci spiega Fantini - ogni anno diamo sempre di più per accaparrarci un posto in Europa League o in Champion’s League. Prendete come esempio me, io faccio il muratore e da calciatore ho già calcato i campi Marco Fantini (Foto Archivio)

LA CLASSIFICA DEL CAMPIONATO GRUPPO A Cosmos Juvenes/Dogana Domagnano Murata La Fiorita Virtus Cailungo San Giovanni

GRUPPO B 32 30 28 27 26 26 9 4

Tre Penne Pennarossa Faetano Tre Fiori Libertas Fiorentino Folgore/Falciano

44 34 34 29 16 13 10

della massima competizione europea, alcuni miei colleghi della Serie A italiana, purtroppo, non avranno mai la possibilità di disputare nemmeno un minuto». Insomma, in poche parole a San Marino si gioca quasi esclusivamente per raggiungere la tanto ambita Europa, ma quello che conta veramente è anche altro, avere un punto di arrivo, quale sia questa meta per Fantini? Ce lo spiega con un sorriso: «Io sono già arrivato ci dice divertito il bomber - ad agosto compio 32 anni ed ho una bimba di 3, cosa posso volere di più? Ho iniziato la mia carriera per gioco, per divertimento, poi ho avuto richieste anche da squadre italiane di Eccellenza, ma resto qui, a Dogana, con indosso questa maglia che amo! Nel mio futuro farò il papà, mia figlia è la cosa più importante che possiedo». Fantini ha potuto vestire anche la maglia della nazionale sammarinese, ma essendo italiano e residente a San Marino, non è potuto andare oltre la Nazionale B: «Ho fatto 3 presenze in nazionale, saranno gare che porterò dentro per sempre. La magia del campionato titano è anche questo, un calciatore sammarinese ha maggiori possibilità di arrivare in nazionale rispetto ad uno italiano, anche se il valore e la bravura è minore. Queste sono cose che segnano e fanno maturare, per questo sono certo che il campionato continuerà a crescere». Crescita, parola d’ordine in casa titana, ma in che termini? «Le attività qui si svolgono con attenzione ai particolari, l���evoluzione della tecnologia ci permette di allenarci e giocare su campi di ultimissima generazione dove poter apprendere meglio e più in fretta. Anche i tecnici stanno migliorando, così come i dirigenti e le società. Il merito va attribuito a tutti, nessuno escluso, il campionato sammarinese sarà presto molto importante».

CLASSIFICA MARCATORI GRUPPO A 12 Gol: Mohammed Zaboul (Murata) 11 Gol: Marco Fantini (Juv./Dogana) Simon Parma (La Fiorita) 10 Gol: Paolo Montagna (Cosmos) Elton Shabani (Virtus) GRUPPO B 11 Gol: Maurizio Di Giuli (Tre Penne) 10 Gol: Valentin Grigore (Pennarossa) 9 Gol: Mirco Ricci (Faetano) 8 Gol: Luca Dosi (Folgore/Falciano) Enrico Cibelli (Tre Penne) 7 Gol: Andrea Moroni (Faetano)

20^ GIORNATA 26-27-28/03/2010

Domagnano-San Giovanni Virtus-Juvenes/Dogana Cailungo-Cosmos Folgore/Falciano-Fiorentino Murata-La Fiorita Faetano-Tre Penne Libertas-Tre Fiori

6-1 0-1 0-2 3-0 1-1 3-2 1-3

REC. 14^ GIORNATA 10-11/04/2010

Tre Penne-Cosmos Libertas-San Giovanni Tre Fiori-Cailungo La Fiorita-Pennarossa Fiorentino-Domagnano Faetano-Murata Folgore/Falciano-Juvenes/Dogana Riposa: Virtus



PROFESSIONE CALCIO - SFOGLIA IL SETTIMANALE - ANNO II N.13