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ANNO 2 - N° 26

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2010 1 EuRO

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Voci dal Palazzo Robin Hood a pagina

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ISCRIZIONI

ROBIN HOOD

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ISSN 1593-6309

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Il SETTIMANAlE DI A, B, lEgA PRO, D, CAlCIO FEMMINIlE E CAlCIO A 5

Il punto sulla Lega Pro Redazione a pagina

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Editoriale

L’EDITORIALE

Numero 26 08 luglio 2010

Abete il tut ofare e la rivoluzione che mai ci sarà di Massimiliano Giacomini

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OMA - Si racconta che le buste con i biglietti per le gare degli azzurri in Sudafrica venivano riempite da Giancarlo Abete. Era lui a mettere i biglietti dentro ogni singola busta. In pratica si racconta che voglia fare tutto lui, l’importante è che non ci sia da prendere decisioni, quelle lo mettono in difficoltà. Per questo resta tutto invariato, per questo le Commissioni Tecniche non sono state “aggiornate”, per questo sul caso Moggi (sulla sua radiazione siamo stati i primi a chiedere lumi alla FIGC) si è data una spolveratina ma non si è arrivati a nulla e non fatevi ingannare dalla presunta radiazione di Don Luciano, nulla è stato notificato all’ex dg della Juventus, perciò come al solito nessuno ha avuto il coraggio di fare il primo passo. Il calcio italiano è da rifondare, questo è stato il leit motiv Massimo Giacomini (Foto Archivio)

delle ultime settimane, poi invece l’unico cambiamento è stato il blocco di un extracomunitario. Una schifezza, direbbe Totò. Schifezza che prevede un quasi certo passo indietro, visto l’ostracismo della Lega di A. Per quel che riguarda i cambiamenti, c’è da rifondare il Settore Azeglio Vicini (Foto Archivio) Giovanile e Scolastico visto che ma il vero problema non Massimo Giacomini, che sta nelle presidenze ma sul sito del Sgs risulta nelle vere stanze dei botpresidente mentre lui si toni. firma Vice Presidente Per cambiare veramente facente funzione di presi- è necessario rifondare dente, è praticamente tutto, bisogna allontanafuori dai giochi e, se è re definitivamente chi è vero come è vero che in pensione e farla finita anche il Settore Tecnico di fare contratti di diritto va rifondato, non bisogna privato, bisogna scardinacadere nei tranelli dei re i veri poteri ideologici grandi nomi. Vi spieghia- altrimenti il cambiamenmo meglio: si parla con to sarà solo nei nomi e insistenza di nomi altiso- mai nei fatti. Poi ci sono nanti come Paolo Maldini alcune società nel e Giancarlo Antognoni panorama calcistico itaper i ruoli di presidenti. liano che sembrano Nomi interessanti certo, solo essere nate per uno scopo: Partita IVA. Altre hanno squadre allievi regionali che fanno parte di un ASD mentre i giovanissimi sono delle AS o SS, in pratica due matricole diverse, con la stessa sede sociale... Intanto, oltre questa inchiesta di cui vi a b b i a m o accennato, ne abbiamo iniziata un’altra sulle assunzioni a carattere “familiare” nel

mondo del calcio: la nostra inchiesta ci porterà a conoscenza di contratti di consulenza (ricchi contratti!) privata a mogli, figli, fidanzate, amici e parenti vari. Ci sarà da piangere a vedere quello che succede in alcune regioni dove ci sono vere e proprie dinastie da far invidia alle “soap-opera” sudamericane.

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Numero 26 08 luglio 2010

Caro Marcello lippi ti scrivo...

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aro Marcello, quando hai visto il Paraguay giocare col Giappone e poi perdere in malo modo con la Spagna, sono sicuro che, da persona onesta quale tu sei, ti sarai fatto un serio esame di coscienza, ed avrai pensato che hai buttato al vento una situazione irrepetibile. Allora, da critico onesto che credo di essere voglio farti alcuni appunti e considerazioni. 1) Convocazioni: Al di là della stucchevole diatriba Cassano/Balotelli, posso dirti che, al 90% hai preso il meglio di quello che ti passava il convento: anzi devo dire che gli imprevisti forfait di Buffon e Pirlo, hanno pesato e non poco. Quindi io sono propenso ad assolverti anche perchè la critica pre mondiale, a parte i due su citati, non ha saputo suggerirti alternative (che non c'erano). Non hai però dato ascolto a quelli che ti dicevano che senatori come Cannavaro e Gattuso ormai alla frutta, dovevano restare a casa, come hai fatto con Grosso, Toni, Del Piero, Totti e Perrotta. 2) Impiego dei giocatori a disposizione: Hai sbagliato ad ignorare Palumbo, l'unico guerriero in grado di supportare uno spento De Rossi. Hai mandato allo sbaraglio Marchisio, già di per sè confuso per le brutte prestazioni juventine,

facendolo giocare in ruolo non suo. Hai creduto, sbagliando, che Montolivo potesse fare il vice Pirlo. Hai snobbato Quagliarella, il più in forma degli attaccanti, era il più motivato del gruppo. Hai dato fiducia all'ex grintoso Gattuso che ormai ha speso tutto ed ha giocato pochissimo anche nel suo Club. Un atto di amicizia che è costato caro. Non hai valutato bene le avversarie del girone (il più facile), se si esclude il sorprendente Paraguay contro il quale, guarda caso, abbiamo disputato la gara migliore. 3) Grinta e determinazione: Ti è mancato quello spirito di condottiero vincente che sa infondere coraggio ai suoi soldati anche nelle situazioni difficili.Ti ho visto in panchina smarrito, quasi arrendevole, senza avere quello spirito vincente che nel 2006 fece di te il CT Campione del Mondo. 4) Squadra spenta atleticamente: Anche se questo non è compito specificatamente tuo, però dovevi renderti conto che gente come Camoranesi, Gilardino e Di Natale non erano in condizione. Ti sei intestardito mandando in campo formazioni poco convincenti, nelle quali è diventato titolare quasi insostituibile il pallido poco battagliero Criscito: non sono questi gli uomini con cui andare avanti in

Rubrica un Mondiale. 5) Mancanza di coraggio: Non hai avuto il coraggio, dopo la gara iniziale, di far fuori il capitano Cannavaro ormai pensionabile, buono solo per gli arabi, che tu, si dice, abbia consigliato alla vecchia dirigenza della Juve (per fortuna fatta fuori da Agnelli!!!). Ti ha colpito la sindrome Beazot che nel 1986 fece i tuo stessi errori, per riconoscenza verso coloro che vinsero lo splendido titolo del 2002. 6) Il più grave errore: Esserti rimesso in gioco nell'agosto 2008, quando invece, dopo tue dimissioni spontanee e non volute dai “federali”, potevi chiudere una gloriosa carriera da campione del Mondo. Donadoni fu buttato fuori ai rigori dai futuri campioni d'Europa. Questo bastò per defenestrarlo da chi era certo di avere già un successore prestigioso. E questa mossa è stata fatta, Marcello, dalla solita persona che ora scansa ogni responsabilità, a diffrenza di tanti suoi colleghi (come Escalettes) che hanno creduto dignitoso dare le dimissioni. Ma qui da noi, come ben sai, le poltrone sono appiccicate al sedere e per toglierle ci vuole l'opera di uno scarpellino. Ora goditi le vacanze e sogna. Sogna che la Slovacchia, anzichè di umili artigiani, sia composta da grandi campioni. Perchè così ci è sembrata. Comunque, grazie Marcello e speriamo che Cesare Prandelli, il tuo sostituto, abbia il coraggio di lanciare i giovani, quel coraggio che a te è mancato. Mauro Gasperini


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Voci dal Palazzo

Il Consiglio Federale? “Tutto va bene madama la marchesa” “Il Consiglio Federale è finito a tarallucci e vino Non c’è stato uno che abbia sollevato qualche dubbio su tutta la gestione della Federcalcio dal 2007 a oggi, tutti gli insuccessi collezionati in campo internazionale, sono scivolati come l’acqua sulle penne delle anatre, senza che nessuno si domandasse il perchè o avesse qualche dubbio sul suo operato” ad Abete la bozza di un contratto privato con OMA - Come avevaoltre tremila Euro menmo previsto e c’era da sili, oltre si intende la aspettarsi, il Consiglio maturata pensione. Che Federale della FIGC di dire di fronte a questi presidente l e d o t t a venerdì 2 u.s. è finito a fatti? È questo il nuovo ic r Il e n o s tarallucci e vino. “Tutto va corso? Non è l’unica, lei, n a S uoia m “ e t e b A bene madama la marchese” che oltre la propria lo r Gianca o t è stato il motto di lor signopensione gode di un t a f ei” ha t is il F i i t t ri, non uno che abbia sollevacontratto di diritto u t c on to qualche dubbio su tutta la privato di migliaia di rdate le sue o ic r i V . o gestione della Federcalcio dal euro al mese. t t e eff a p m 2007 ad oggi, tutti gli insucTroppi ce ne sono in a t s renza e f n o c a ll cessi collezionati in campo F e d e rc a l c i o . a parole . .. ? li internazionale, sono scivolati L’onnipotente Nicchi ia d dei Mon a t t a f is d come l’acqua sulle penne delle si arroga anche l’inla d op o anatre, senza che nessuno si carico di designatodomandasse il perché o avesse re degli arbitri della qualche dubbio sul suo operaLega Professionisti to. tificare i suoi di Milano. Il ricatto del Presidente Abete, compagni di partito ed i loro Si deve essere ispirato al “muoia Sansone con tutti i interessi. Tutto questo nell’inPresidente del Consiglio dei Filistei”, ha fatto effetto. Vi differenza generale di tutti, Ministri: “Ghe pens’ mi!” Chissà ricordate le sue parole alla connessuno escluso! se il neo Presidente della CAN ferenza stampa dopo la disfatOggi, quando questa signora va non progetta come per il passata? Suonavano pressappoco in pensione (il suo ultimo giorno to di avere qualche contratto di così: vorrò leggere attentamendoveva essere il 30 giugno u.s.), consulenza da qualche presite i verbali del Consiglio vi è qualcuno dente di società professionistiFederale, per verificare se vi è che ha presenca, o nella sua mente pensa di qualcuno che si è opposto nel tato ereditare, oltre che le funtempo alla gestione da zioni, l’appannaggio di 500 me portata avanti. Una mila euro annue del suo pletora di persone predecessore Collina. Che senza attributi, per farà Abete al riguardo? co così: o p p a s s e r p o n a v usare impropriamente Le sconfitte passano, le a n ...Suo e t n alcune frasi brutte figure si dimenticae m attenta e r e g g le dell’Evangelista: sembrano ed i boiardi del calcio ò r r “Vo , le a r e no dei Sepolcri imbiancasono tutti intenti a difend e siglio F n o C l e d ti, che a stento nascondodere i loro interessi di li a b i ver o n u no il male odore che dozzina: lo stipendio lc a u e vi è q s e r a ic if attorno si leva. mensile, le auto con autir e v per a ll a o Oggi si tenta di riscoprire sta, le trasferte in Italia e p o nel tem t s o p p o il settore giovanile per all’estero in alberghi a è i s c he i” t n a anni lasciato nelle mani di sei-sette stelle, magari v a e portata una segretaria onnipotenaccompagnati da estione da m g te, che di questo delicato parenti, amici ed amied importante organismo chette e chi più ne ha ne ha fatto uno strumento più ne metta! politico, per favorire e graMa fino a quando? di Robin Hood

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Iscrizioni

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L’ufficialità per le liste definitive per la Lega Pro 2010/2011 sarà nota la prossima settimana

Mario Macalli sulle iscrizioni: “Non facciamo altro Le partecipanti della Terza Serie Nazionale che verrà: sono già fuori di Luigi Cardarelli e Flavio Grisoli

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OMA – In molti credono che le alterne (s)fortune delle società di Lega Pro si abbiano a seconda dei risultati che conseguono sul campo. Promozioni, salvezze, retrocessioni: in base al piazzamento della stagione precedente, si scelgono i progetti per quella succcessiva. Niente di più sbagliato, purtroppo. La partita decisiva non è quella che separa la gioia della vittoria dal dolore della sconfitta, quanto quella che si gioca dal commercialista durante le calde giornate estive. Fideiussioni, liberatorie, stipendi, Irpef, Co.vi.Soc., fondi perduti: ecco gli spauracchi dei presidenti delle società di Lega Pro con i quali hanno a che fare soprattutto di que-

Mario Macalli (Foto Archivio)

sti tempi. Pagine e pagine di addizioni e sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni, calcolo dell’IVA e delle ritenute fiscali. Tutto, in una corsa contro il tempo che molte volte si conclude con il ritiro, come in una corsa podistica nella quale, ad un certo punto, sul clivio più alto, non se ne ha più. E si dice: “Basta”. E, nel mentre ci si ritira, c’è qualcun’altro che depenna il nome dello (s)fortunato dalla lista dei partecipanti. Quest’ultimo, suo malgrado, è Mario Macalli che aggiorna costantemente, e più volte al giorno, la lista delle partecipanti alla prossima Lega Pro. Intercettato all’uscita del Consiglio Federale del 2 luglio scorso, il presidente della Lega di Firenze ha commentato così la difficile situazione nella quale è costretto a barcamenarsi: «La mia preoccupazione maggiore è che devo tutti i giorni tirare righe rosse sui nomi delle società. Diverse società sono già fuori, per la precisione otto - prosegue Macalli - e chissà quante altre se ne aggiungeranno». Gli si chiede se la riforma dei campionati, tanto invocata da più parti nei mesi scorsi, possa essere, per così dire, “agevolata” dalla mancanza di partecipanti: «Se la vogliamo mettere così...ma io rappresento 90 presidenti di società, e si deve capire che la vita, da oggi è cambiata». Cambiata

come? «Nel senso che si devono fare i conti, tutti i giorni. Spero, e credo, che tutti l’abbiano capita, adesso. Perché lì - indicando il Palazzo della Federcalcio di via Allegri a Roma mentre noi viviamo questa situazione, ci sono persone che si ingrassano che maiali». Poi continua: «Ci sono leggi importantissime per il nostro calcio ferme, come quella sugli stadi e la modifica della “Melandri”, nella quale però c’è qualcuno che chiede che noi diamo 5 milioni di Euro allo “Sport per tutti” (gli Enti di promozione). Bé, io non do un Euro proprio a nessuno. Che lo facciano per legge, che ci provino. Ma se lo devono scordare». Si torna poi sul problema delle iscrizioni: «Ma nessuno si è reso conto che negli ultimi due anni, delle otto squadre retrocesse dalla B, cinque sono fallite? Mi sento rispondere che va bene così, ma io mi rifiuto di farlo». Cerchiamo quindi di fare un quadro della situazione aggiornato: rinunciano alla partecipazione alla prossima Lega Pro in nove: cinque in Prima divisione (Arezzo, Perugia, Rimini, Gallipoli e Mantova) e quattro in Seconda (Itala San Marco, Monopoli, Pescina e Scafatese). Per quanto riguarda le squadre in forse, preoccupano le situazioni di: Foggia (la proprietà ha garantito di poter fornire la fideiussione entro martedì), Cavese e Marcianise. Mentre sembrano aver risolto la maggior parte dei propri problemi Alessandria, Foligno e anche la Salernitana: il presidente Lombardi ha prodotto la fideiussione e, nel giro di 15 giorni, cederà il 30% della società ad Andrea Melito, a.d. della Faro Assicurazioni. In Seconda divisione


Iscrizioni

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per ora non c’è che attendere il parere della Co.vi.Soc. che analizzerà le richieste in tempo utile

che tirare sottili linee rosse sui nomi delle società” tante, troppe squadre: cinque in Prima Divisione e quattro in Seconda invece allarma la posizione di Olbia, Potenza, Manfredonia, Cassino e Villacidrese: hanno depositato la tassa d´iscrizione ma sulle altre garanzie è buio pesto; più “tranquilla” (se così può definirsi) la condizione di Alghero, Sangiovannese e Pro Vercelli che, salvo colpi di scena, dovrebbero cavarsela con la penalizzazione. Questa la situazione e, a questo proposito, chiediamo a Macalli se c’è la possibilità di “riempire” gli spazi vuoti con i ripescaggi dalla Serie D, oltre che dalle appena retrocesse: «Se presenteranno le necessarie garanzie, non vedo perché no. Comunque, non voglio più vedere società che si indebitano solo per pagare la fideiussione». Dei sodalizi che hanno, di fatto, rinunciato all’iscrizione c’è anche l’Arezzo del vulcanico presidente Piero Mancini, che ha dato seguito alle minacciose dichiarazioni di qualche tempo fa: «Ho deciso di non iscrivere la squadra al campionato e di metterla in liquidazione. Tutto qui, non c’è altro». Ma come si è arrivato a questa decisione

così “tranchant”? «In FIGC non fanno più un c...o, e sono comandati dall’Assocalciatori continua quindi la battaglia del numero uno dei granata toscani - e io non ne posso più. Non voglio più fare calcio in questo mondo, che mi fa schifo. Non ci sono più regole, il momento economico è quello che è e i calciatori, che lo ricordo, sono dei dipendenti, fanno quello che c...o vogliono». Sembrava, dagli appelli lanciati da Mancini non più tardi di un mese fa, e raccolti anche sulle nostre pagine e sul nostro sito, che qualcosa, anche in ambito politico, si fosse mosso: «Le istituzioni cittadine facciano quello che vogliono, io liquido la società e basta». Nelle ultime ore rimbalzano le voci di un forte interessamento per la società toscana da parte di Paolo Di Stanislao che ha dichiarato: «Siamo fortemente interessati all’acquisto dell’Arezzo, a patto che il presidente Mancini riesca a trovare una mediazione con i tesserati sugli stipendi arretrati». Il broker capitolino, con un passato nella (s)fortunata gestione del Lanciano Calcio e nella trattativa GolbanPoletti per il Venezia, parla di una cifra di 8 milioni di Euro (debiti più stipendi arretrati) troppo alta per intavolare seriamente una trattativa. È di certo un personaggio controverso, Paolo Di Stanislao, e sui blog e sui siti dei tifosi dell’Arezzo ci si divide fra chi preferisce rimanere in Prima Divisione (magari con penalizzazione) e chi invece gradirebbe comunque ripartire Mancini il presidente dell’Arezzo dalla D, ma con (Foto Archivio)

garanzie maggiori. Ci si avvicina così sempre di più alla fatidica data (il Consiglio Federale, che si terrà il 14 o il 16 luglio) nella quale saranno ratificate le iscrizioni al prossimo campionato di Lega Pro che, mai come quest’anno, rischia di essere “mutilato”. Ma, come lo stesso Macalli ha dichiarato, a chi vive da anni al di sopra delle proprie possibilità, messo all’ingrasso da un sistema che ormai si è avviluppato su sé stesso senza possibilità di tornare indietro, non interessa proprio nulla.

Paolo Di Stanislao (Foto Archivio)


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Ripescaggi

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Dalle parole di Mario Macalli si evince che questo che ci apprestiamo a vivere

Ripescaggi in lega Pro: un film già

Sono già pronte la Pro Belvedere Vercelli e la Carrarese. Pro Sesto, Bellaria, Carpenedolo di Luigi Cerdarelli e Flavio Grisoli

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OMA – Luglio, un mese caldo sotto tutti i punti di vista. Mentre si suda e l’asfalto fuma, i ripescaggi rincarano la dose e fanno letteralmente rigare la fronte di sudore ai tifosi delle squadre di Lega Pro. Sembra un film già visto, quel film di cui ogni anno fanno il remake e che più o meno è sempre lo stesso ma cambia solamente il cast di attori. Se qualcuno piange e si dispera per essere stato escluso ad altri torna il classico sorriso a 32 denti per la possibile riammissione ai campionati che hanno appena lasciato per retrocessione. Qualche giorno fa Mario Macalli, numero uno della Lega di Firenze, ci aveva assicurato durante un’intervista che quelli di quest’anno saranno gli ultimi ripescaggi. Sarà vero? Non mettiamo certamente in dubbio le parole del massimo dirigente della Lega Pro ma ogni anno ci sentiamo dire da molti addetti ai lavori che saranno gli ultimi… Una pratica ormai consolidata che richiede tempistiche ben definite, interventi della Co.vi.Soc. per decidere sulla regolarità alle iscrizioni, Consigli Federali per deliberare, riunioni e assemblee e chi più ne ha più ne metta. Una giungla intricata quella per richiedere di essere ripescati fatta di documenti e richieste articolate e non d i facile pro-

duzione. Parliamo di bilanci, relazioni semestrali, F24 relativi ai pagamenti di Irpef, Enpals e Fondo di fine carriera, poi Iva, Ires e Irap, le liberatorie dei calciatori e la tanto discussa fideiussione. Letti tutti di un fiato questi documenti potrebbero spaventare o addirittura terrorizzare, ma per una società che è sempre stata in regola, sono il pane quotidiano. Finora, le squadre che ufficialmente non vedremo ai nastri di partenza del prossimo campionato di Lega Pro sono otto, quattro in Prima (Perugia, Rimini, Gallipoli e Mantova) e quattro in Seconda Divisione (Itala San Marco, Monopoli, Pescina Valle del Giovenco e Scafatese), ne avevamo già parlato sul nostro sito internet (www.professionecalcio.eu) ma siamo sicuri che non finirà qua… purtroppo. E ne parleremo ancora, visto che una prima lista uscirà il 7 luglio, proprio mentre il nostro caro settimanale sarà sotto le rotative pronto per essere distribuito, potrete quindi rimanere aggiornati leggendo le pagine on-line di Professione Calcio, e riguarderà la conclusione dell’istruttoria della Co.vi.Soc. che in quella sede fornirà delle carte su cui poi si

Mario Macalli (Foto Archivio)

andrà a discutere. Tra il 14 e il 16 luglio poi, si riunirà il Consiglio Federale a Roma che deciderà in base ai pareri della Co.vi.Soc. sull’esito dei ricorsi, per una sperata promozione o una deludente e scottante bocciatura. Per scrivere la parola fine quindi c’è ancora tempo, ma dalle voci che circolano e dalle dichiarazioni che ci vengono rilasciate sembra che della prossima Lega Pro se ne sappia ben poco infatti, in Seconda Divisione solo due delle retrocesse dovrebbero risalire: parliamo di Pro Belvedere Vercelli e Carrarese mentre Pro Sesto, Bellaria, Carpenedolo e

Noicattaro h a n n o rinunciato. Ci sono poi due squadre che non possono essere riammesse perche hanno usufruito durante la scorsa stagione del ripescaggio, parliamo di Colligiana e Vico Equense. In Interregionale quindi cosa accadrà? Quando parliamo di “rivoluzioni” in Lega Pro, a cascata, bisogna parlare anche della Serie D che riceve o rimanda al mittente. Società che di punto in bianco si trovano a parlare e ragionare da professionisti, quando magari ancora non sono pronte come per esempio il Pianura: la società campana potrebbe approdare in Lega Pro ma non ha un impianto che possa andar bene per giocare nella ex Serie C/2. C’è poi il Matera che dopo aver sbancato la D è la prima candidata, seguita a ruota da Avellino e Venezia che proprio nella scorsa stagione sono fallite e


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sarà l’ultimo campionato che vedrà squadre ripescate a seguito di retrocessione

visto ma con un cast sempre diverso Noicattaro hanno rinunciato. Colligiana e Vico Equense non possono usufruire del ripescaggio

Vico Equense (Foto Sito Uff.)

quindi scese in Interregionale. Continuando nella graduatoria troviamo la Vigor Lamezia che, come i lagunari citati prima, hanno difficoltà a trovare una stabilità tale da permettergli di disputare un campionato di Lega Pro almeno in maniera tranquilla. Carpi e Casale attendono i verdetti e si dicono pronte per il salto di categoria, cosa che non accade al Pomezia che sembra abbia rinunciato alla possibilità non presentando nemmeno la domanda. Dopo tante parole notiamo che ormai si rischia di sfondare il tetto della scorsa stagione quando furono escluse proprio otto società: il nodo spesso resta la fideiussione che, ricordiamo, è di 400 mila Euro per la Prima Divisione e 200 mila per la Seconda, un nodo che Macalli non riesce proprio a districare. Riprendiamo una dichiarazione che ci ha rilasciato alcuni giorni fa per il nostro sito dove tuonò: «Se per un campionato di Lega Pro ci vogliono 2 milioni

di Euro, come è possibile che non si trovino 400 o 200 mila Euro a seconda dei casi? Questo non è possibile e da qui capiamo quali società possono o non possono partecipare ai nostri campionati e, ci tengo a sottolinearlo, le fideiussioni sono più basse di quelle messe nella scorsa stagione». Le fideiussioni sono comunque “raddoppiate” da questa stagione: 400 mila e 200 mila Euro rispettivamente per Prima e

Seconda Divisione da elargire ad un fondo perduto a favore delle FIGC che poi utilizzerà questi soldi a favore dei giovani calciatori. Speriamo solo che questo scontro tra Lega e società veda presto la fine e che (come noi speriamo) il calcio abbia solo la meglio, per ora possiamo solo apprestarci a commentare campionati con meno di 18 squadre in attesa che il tempo “riassetti” la Lega Pro.

Carpenedolo (Foto Sito Uff.)


Reggiana Hellas Verona

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di Luca Costa

EGGIO EMILIA - Reggio Emilia è appena iniziata l’era-Mangone. Un trainer che vuole riportare in alto la squadra granata, con un calcio tecnico e molta attenzione anche alla fase difensiva. Nei giorni precedenti la sua presentazione ufficiale erano stati fatti i nomi, per la panchina dei granata emiliani, di allenatori come Torricelli e Roselli, poi la società reggiana ha preferito optare su un nocchiero molto coriaceo come Mangone, che ha fatto molto bene nella difficile piazza calcistica di Mangone (Foto Archivio) Pavia. Una scelta per

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C’è Mangone per la nuova Reggiana

aprire un nuovo ciclo, probabilmente. Una decisione riflettuta, da parte della Reggiana, che, nella prossima stagione 2010/11 vuole davvero centrare, o almeno tentare, l’obiettivo della cadetteria, sfumato per un soffio negli ultimi due campionati, nel post-season, alla lotteria dei play-off. «Sono molto soddisfatto di essere il neo-allenatore della Reggiana - afferma Amedeo Mangone - perché Reggio Emilia rappresenta una città ed una piazza assai significativa, nella quale si può davvero avere i giusti stimoli per ben figurare. Per quanto mi riguarda, vorrei ripagare la fiducia mostratami dal sodalizio dei granata con dei risultati importanti». Poi il tecnico, ex mediano anche della Roma, prosegue, cercando di tracciare le linee guida per la prossima stagione: «Mi auguro che la Reggiana possa centrare per il terzo anno consecutivo i play-promozione e per arrivarci occorre un mix ben calibrato tra giocatori più esperti e smaliziati e giovani new-entries. A Pavia non c’erano molte risorse ed i giovani erano una necessità, sono con-

L’Hellas Verona ha scelto il suo “Principe” di Gianluca Tinfena

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ERONA - Dopo due cocenti delusioni amorose, l'una dietro l'altra, anche Giulietta aveva bisogno del suo Principe. Il paragone calza a pennello sotto ogni aspetto: l’Hellas Verona è reduce da una stagione per acuni versi esaltante ma nello stesso tempo tremendamente umiliante nei momenti topici, quelli della decisiva resa dei conti. I gialloblu sono arrivati per ben due volte ad un passo dal traguardo mancando l'accesso alla serie B per un soffio prima nell'ultima partita di campionato, quindi nel ritorno della finale play-off. Davvero clamoroso l'epilogo maturato allo stadio “Bentegodi” contro la matricola Portogruaro, capace di imporsi nei minuti di recupero e di strappare addirittura il biglietto di sola andata per il calcio che conta. L’esonero di Remondina, con la conseguente avventura di Vavassori, non è servito a risollevare l'ambien-

te, tramortito una seconda volta dal Pescara. Un’annata da dimenticare insomma, da lasciarsi alle spalle con annessi rimpianti ed amarezze, per pensare all'immediato futuro. Proprio per questo la scelta della dirigenza è stata netta sul versante tecnico chiamando nella città di Romeo e Giulietta l’artefice della storica promozione in cadetteria del Gallipoli Giuseppe Giannini. L’ex idolo della curva romanista non ha dubbi: «Ho accettato l'offerta perchè a Verona il calcio è davvero qualcosa di importante. Serve pazienza ma soprattutto un pizzico di fortuna in più per ottenere i risultati. Speriamo - prosegue l’ex tecnico del Gallipoli - che i veronesi abbiano già ampiamente pagato il conto con la sorte e possano vivere un’annata da protagonisti. Nel 1985 al “Bentegodi” festeggiavano lo scudetto della mitica Hellas e nonostante questo il pubblico gialloblu ha sostenuto la squadra anche nei momenti più difficili. È anche questo il bello del calcio a Verona. A Gallipoli in B ho vissuto una situazione ai limiti del

vinto che riusciremo a far bene anche a Reggio». Mangone affronta, poi, la tematica dei programmi del sodalizio emiliano: «I dirigenti granata mi hanno detto che si tratterà di una compagine ben calibrata. Sono convinto che, giorno per giorno, sapremo costruire al meglio i nostri obiettivi». Mangone inizia, inoltre, a parlare della futura fisionomia della squadra, che potrebbe basarsi anche su un rifinitore: «David Alessi è un trequartista molto valido, ma tutti quanti i giocatori sarà bene che sappiano sacrificarsi per la squadra». Il nuovo nocchiero della Reggiana rivolge, poi, il suo pensiero ai tifosi granata: «Voglio creare molto entusiasmo e sono consapevole che questo si crea esclusivamente con i risultati. Vogliamo coinvolgere al meglio i nostri tifosi e far sì che si rechino in massa al “Giglio” per incitarci e sostenerci». Dunque, a Reggio si è aperta una nuova fase. Tutti ci credono. Società, tecnico, giocatori e supporters. In terra emiliana si attende l’avvio della prossima stagione e si incrociano le dita.

paradossale ed ho accettato di scendere in Lega Pro per rilanciarmi insieme all'Hellas». Ora senza mezzi termini l’obiettivo sarà quello di vincere per riconquistare sul campo la cara e vecchia serie B: «Di certo non ci nascondiamo, sappiamo quali sono i progetti della dirigenza. Non sarà facile ma non siamo nelle condizioni di poter ancora sbagliare. Con il lavoro e il sacrificio sono certo che potremo ottenere i traguardi che ci siamo prefissati». È iniziata una storia d'amore, la speranza è quella che possa durare il più possibile. Shakespeare permettendo.

Giuseppe Giannini (Foto Cicchini)


Mezzocorona Nocerina

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Numero 26 08 luglio 2010

Per il nuovo Mezzocorona l’obiettivo è proseguire la linea verde di Antonio Marotta

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EZZOCORONA - Lo scorso 2 Luglio il Mezzocorona, salvo grazie ai play-out nella stagione da poco conclusa, volta pagina. Presidente, Direttore Sportivo e allenatore cambiano per cercare di migliorare la classifica del campionato 2009-2010. Al posto dell’ormai ex presidente Veronesi arriva un imprenditore già esperto di sport, anche se non di calcio. Si tratta di Daniele Sontacchi, ex numero uno della Blue City di volley, che inizia con grande entusiasmo la sua avventura tra i professionisti del calcio. Prima di passare il testimone a Sontacchi, però, bisogna dare merito a chi per 25 anni ha portato avanti questa società, Franco Veronesi, che lascia il Mezzocorona in salute economica grazie ad un grande impegno. Intanto dal sito ufficiale della formazione gialloverde il neo presidente afferma: «Sono

felice di essere stato scelto per portare avanti questo progetto: dovrò guardare, capire e imparare, ma la società è sana e pone grande attenzione al settore giovanile e quindi ci sono tutte le basi per fare bene». Dal patron al diesse le parole di incitamento verso la nuova società si sprecano e Alberto Briaschi, già al lavoro per costruire la nuova rosa per la prossima stagione dice: «Sono contento di essere a Mezzocorona. In Claudio Tonetti (vicepresidente, ndc) ho trovato una persona genuina e spontanea e lo ringrazio per questa opportunità. Vogliamo proseguire il lavoro fatto in passato, cercando di valorizzare i giovani». Giovani che sono arrivati prontamente con l’ ufficializzazione del terzino sinistro Fabio Conocchioli e dell’attaccante Luca Cognini provenienti dalla Primavera dell’Ascoli che saranno alla corte del nuovo mister Maraner entusiasta del nuovo team che andrà ad allenare: «Per me si tratta della prima esperienza come allenatore

tra i professionisti ed è una grande emozione. I quattro anni di B insieme a Maran mi hanno arricchito e metterò tutta questa esperienza a completa disposizione del Mezzocorona». Il mercato rotaliano, però, non si ferma qui e sembrano essere vicini gli acquisti di Maurizio Beccaro, attaccante del 1989 che l’anno scorso ha segnato 12 reti nel Domegliara, in serie D. Ma il neo diesse Briaschi sembra scatenato e vuole regalare al nuovo presidente altri gioielli, come l’argentino Santiago Sogno, del Savona, ma nel mirino dei dirigenti trentini anche due giocatori della Solbiatese, il difensore German Picco e il centrocampista Fabio De Masi (7 reti), entrambi classe ’89. Sul fronte delle cessioni, mentre si parla di un interessamento del Foggia e del Sudtirol sul centravanti Galli, e quello del Bassano per l’attaccante Ferretti, sembra certa la partenza di Nazari verso il Sudtirol. Appetibili, infine, anche gli svincolati Panizza e Berardo.

Alla Nocerina sbarca Auteri: “La mia unica filosofia è il lavoro” di Antonio Laurino

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OCERA INFERIORE - Pieno di grinta, volontà e tanta voglia di vincere: si tratta di Gaetano Auteri, nuovo allenatore della Nocerina, la passata stagione al Catanzaro, con cui è arrivato fino alla finale play-off persa, poi, con la Cisco Roma. Un allenatore di tutto rispetto per la squadra del presidente Citarelli che, con la scelta di Auteri, ha voluto sottolineare la sua volontà e quella della società di portare la Nocerina sempre più in alto, con un progetto serio e valido. Questo è anche il pensiero di Auteri che, entusiasta per il nuovo incarico, esalta il progetto che la società ha in cantiere: «Ho preso questo impegno per due motivi: uno è quello che riguarda la serietà del Presidente e di tutti i dirigenti della società, che mi hanno fatto una ottima impressione. È gente che ha voglia di lavorare seriamente e di far bene, proprio come me. L’altro motivo riguarda l’importanza della piazza di Nocera che, oltre ad avere dei

trascorsi calcistici importanti di tutto rispetto, è una piazza calorosa e che ha fame di calcio». Il nuovo tecnico molosso, presentato ufficialmente venerdì 2 luglio continua spiegando le motivazioni di questa scelta: «Ho scelto la Nocerina anche perché è stata la prima squadra che mi ha cercato, ed essendo una persona che mantiene le parole non potevo tirarmi indietro». Per quanto riguarda invece quella che sarà la stagione della Nocerina per la prossima stagione,Auteri preferisce non sbilanciarsi, anche perché è troppo presto parlare e fare pronostici: «Sicuramente si parte dai buoni presupposti costruiti dalla società, che sono fondamentali, poi credo che starà a noi lavorare duramente per esprimersi al meglio. Io sono per la filosofia del lavoro sul campo ed il sacrificio, poi tutto il resto viene dopo».Appena si parla di calciomercato e si chiede un giudizio sull’attuale rosa della Nocerina, il tecnico Auteri risponde con tono duro: «Io faccio l’allenatore, e da allenatore devo lavorare per capire se i giocatori che ora ho a disposizione possono fare al nostro

o caso meno. Non ho mai minimamente pensato di partire con giocatori prescelti o tattiche predeterGaetano Auteri (Foto Archivio) minate, credo semplicemente che la bravura di un tecnico sia proprio quella di lavorare con quanto ha a disposizione adattandosi, eventualmente, alla situazione in cui ci si trova». Poi, tuttavia, il tecnico ex Catanzaro si lascia scappare un commento: «La rosa, visto anche il piazzamento della passata stagione, ha bisogno di alcuni rinforzi. Ma è troppo presto parlare, qualunque sia l’argomento».


Carpi Rossanese

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Il Carpi spera nel ripescaggio in Lega Pro di Stefano Santini

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ARPI - «Una stagione a doppia faccia»: il patron del Carpi Marcello Rossi definisce così il cammino dei biancorossi nel campionato di serie D 2009-2010, conclusosi con il secondo posto dopo i play-off di girone e con la rocambolesca eliminazione nelle semifinali nazionali. «Fino a dicembre abbiamo avuto notevoli difficoltà, perché la squadra allestita non rispettava le nostre attese - continua il presidente modenese - da gennaio in poi tutto è stato entusiasmante nonostante l’eliminazione, che non toglie nulla al nostro cammino. Faremo domanda per essere ripescati in Seconda Divisione - annuncia il numero uno del Carpi - appena usciranno i termini». Il team biancorosso ha infatti dovuto abbandonare il sogno promozione nei pro dopo un’incredibile turno di semifinale contro il Pianura: vittorioso sui campani per 5-0 nel turno casalingo, al ritorno il Carpi è stato travolto per 8-2. «Un’eliminazione rocambolesca, che di Antonio Marotta

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OSSANO - Per la prossima stagione la Rossanese del presidente Guerriero opererà sul mercato soprattutto per ciò che riguarda gli uscenti, perché come spiega lo stesso dirigente rossoblu bisogna fare cassa: «Purtroppo c’è molta difficoltà a reperire sponsorizzazioni per via della crisi economica che ha investito anche il calcio dilettantistico, o almeno alcune società». La protesta di uno dei due presidenti della società calabrese (l’altro è Cataldo Carrozza) è riferita a quelle società di serie D che spendono cifre folli e che rendono più alta l’emissione di capitali all’interno di una società calcistica: «Fino a quando le grandi società che hanno le spalle coperte economicamente spendono sempre di più, noi società medio-piccole siamo costrette ad inseguire e, con le difficoltà che ci sono in questo periodo, a soccombere. L’ho ribadito pochi giorni fa ai vertici della Lega Dilettanti e speriamo che il messaggio sia arrivato forte e chiaro. Purtroppo col passare degli anni ci stiamo accorgendo che siamo dilettanti solo sulla carta, ma in realtà molte società si comportano come dei veri professionisti in materia di introiti e spese». La Rossanese, dunque, che con la gestione Guerriero-Carrozza ha raggiunto due promo-

neanche noi ci aspettavamo spiega Rossi dovuta a diversi fattori: il clima intimidatorio c h e Marcello Rossi (Foto Archivio) abbiamo trovato, il campo sintetico, il clima meteorologico con tutta l’acqua ferma sul campo e in più le nostre responsabilità che ci hanno portato a questo risultato inaspettato e eclatante, che però va accettato. Certo dispiace». Al termine della stagione la società ha deciso di cambiare la guida tecnica della squadra: sarà Stefano Sottili il mister dei modenesi nel prossimo campionato. Il presidente Rossi illustra i motivi della scelta: «Vanno

riconosciuti i meriti tecnici e umani di D’Astoli che sicuramente ci ha dato una svolta. Abbiamo fatto però una scelta, rivolta in particolare ai giovani; se saremo in Seconda Divisione, quindi, ci serviva un allenatore che avesse nel proprio dna questo trasporto per i giovani. Il mercato? Ancora non c’è nulla. Prima ci guardiamo al nostro interno - aggiunge il patron del Carpi - e vediamo quali sono le intenzioni dei calciatori. Loro sanno e conoscono i programmi e i progetti per un’eventuale Seconda Divisione: faremo scelte di comune accordo. Tutti i giocatori della rosa meriterebbero la riconferma, ma ci sono esigenze diverse per cui le strade potrebbero anche dividersi: il calcio è questo». Ancora un anno nei dilettanti o l’ipotesi ripescaggio per sbarcare in Lega Pro: un bivio decisivo per la società modenese, che inciderà anche sugli obiettivi stagionali. «Se saremo nei professionisti punteremo a raggiungere una salvezza tranquilla che ci possa far programmare il futuro - precisa Rossi - dobbiamo diventare dei professionisti, sia società che giocatori, con la mentalità giusta; conoscere il campionato, sia dal punto di vista tecnicotattico che finanziario. Vogliamo fare le cose fatte bene, non come quelle società che vanno su e dopo un paio di anni scompaiono dal mondo dello sport. Se invece saremo ancora in serie D ritenteremo la scalata».

La Rossanese di Guerriero riparte dai giovani

zioni in due anni passando dalla Promozione alla serie D, si sta pian piano avviando a quella che sarà una stagione difficile, in cui si cercherà di valorizzare soprattutto i giovani. Giovani che però non bastano a raggiungere una tranquilla salvezza, come spiega lo stesso Alfonso Bruno Guerriero: «Con le cessioni dei nostri uomini migliori ed esperti come Catalano, Giuffrida, Vegnaduzzo e Ramunno saremo costretti a disputare un campionato di bassa classifica, sperando nella voglia dei giovani di vincere questa sfida». Tra gli altri è stato ceduto anche Carrozza al Catania, difensore classe ’90 nonché figlio di uno dei due presidenti. Ci sarà, quindi, da riorganizzare un intero organico e forse trovare anche un nuovo tecnico: «Devo ancora incontrare Massimo Costantino - conclude l’alto dirigente della Rossanese - per constatare le sue volontà. Se decide di lasciare Rossano e, professionalmente parlando, lo comprendo in pieno, dovremo trovare una persona che sappia lavorare con i giovani e li sappia valorizzare. Se vuole accettare la sfida siamo ben contenti di averlo un altro anno con noi».

Il campionato da poco trascorso, con i play-off solamente sfiorati, dopo la sconfitta con l’Avellino nello spareggio per il quinto posto, è solo un bel ricordo per i dirigenti bizantini che ormai sono rassegnati alla retrocessione ancor prima di iniziare il campionato 2010-2011.

Alfonso Guerriero (Foto Archivio)


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Zagarolo, Scarfini: “Umiltà e tanto sacrificio” di Piero Barbaro

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OMA – Una matricola che farà sul serio perché è la categoria stessa a richiedere umiltà e tanto lavoro. Lo Zagarolo di mister Daniele Scarfini sarà una nuova arrivata che darà battaglia a tutti con il dovuto rispetto di chi si affaccia per la prima volta a giocare ad alti livelli. L’allenatore, che ha giocato per dodici anni in questa categoria, sa perfettamente quali saranno le difficoltà che si troverà davanti: «Sappiano benissimo cosa comporta un cambio di categoria a questi livelli. Ci troveremo davanti i migliori giovani della Serie D con a fianco giocatori di grande esperienza che in passato hanno militato in grandi squadre. Noi cercheremo di fare il possibile, in accordo con la società naturalmente ci piacerebbe stupire un’altra volta, come abbiamo fatto la scorsa annata calcistica. Da matricola però non abbiamo l’esatta percezione di quello che ci troveremo davanti. Abbiamo già iniziato ad avventurarci in questa categoria con la mas-

sima umiltà». Il pensiero di mister Scarfini va di pari passo con quello della società con cui sta lavorando fianco a fianco alla ricerca degli uomini giusti per affrontare il prossimo campionato:

Daniele Scarfini (Foto Archivio)

Zagarolo Tuttocuoio «La società è matura e pronta per compiere questo grande salto. Abbiamo discusso con la massima tranquillità della prossima stagione e abbiamo già ottenuto un grande giocatore come Alessio Carlini. Da lui siamo partiti per affiancargli altri giocatori di categoria». Carlini è un attaccante con una lunga esperienza maturata sui campi di Serie D (ex Isola Liri, Ferentino e Boville) che più volte è stato sul punto di approdare tra i professionisti. Un mercato quindi già attivo in casa Zagarolo anche perché diversi giocatori hanno voluto prendere strade diverse: «Abbiamo perso la maggior parte dei giocatori perché un salto di categoria comporta anche diversi cambiamenti come l’allenarsi tutti i giorni e affrontare anche doppie sedute di lavoro. Siamo quasi ai livelli professionistici in tutto e per tutto». A livello personale per Mister Scarfini la prossima annata sarà il raggiungimento di un obiettivo a lungo sognato: «All’inizio della mia carriera di allenatore mi ero posto questo traguardo. Ho giocato per tanti anni in Serie D che considero la mia categoria. Naturalmente so che un conto è giocare, un conto è allenare. La cosa più importante è che sono molto motivato». Appuntamento al raduno in sede del 24 luglio e poi tutti a Tagliacozzo dal 2 al 12 agosto, come lo scorso anno, sperando che sia di buon auspicio, vista l’ottima annata appena conclusa.

Il Tuttocuoio si prepara a vendere cara la “pelle” in Interregionale di Piero Barbaro

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ONTE A EGOLA – Se sei uno dei centri italiani più importanti per la produzione del cuoio e la lavorazione della pelle, la tua squadra di calcio non può che chiamarsi “Tuttocuoio”. Se poi ci metti che nella scorsa stagione, la squadra del tuo centro abitato di circa diecimila abitanti vince tutto, allora vuol dire che si fa sul serio. È quello che è successo lo scorso anno al club toscano di Ponte a Egola, piccola frazione di San Miniato, provincia di Pisa, che ha conquistato la promozione in Serie D, vincendo il suo girone di Eccellenza, la Coppa di Toscana e ha alzato al cielo anche la Coppa Italia di Eccellenza. Un vero e proprio grande slam ispirato soprattutto dalle giocate del talentuoso romeno Costantin, dalle idee dell’allenatore Massimiliano Alvini, i cui frutti vengono raccolti dallo scorso dieci giugno dal nuovo presidente del Tuttocuoio Calcio,

Andrea Dolfi, imprenditore conciario e storico dirigente neroverde. Insieme a tutti i componenti del Consiglio Direttivo della società toscana adesso si proverà una nuova impresa in Serie D prendendo spunto da quello che è successo nell’ultima stagione: «Siamo stati bravi, ma anche fortunati ed esser riusciti a gestire al meglio le situazioni che ci si presentavano davanti una dopo l’altra. Grande merito al Presidente di allora (Banchelli, soprannominato “il Presidente delle Meraviglie”, ndr) e a noi consiglieri: è stato un grande passo che abbiamo compiuto tutti insieme». Da matricola in Serie D il Tuttocuoio proverà ad affrontare la stagione con il piglio di chi non ha nulla da perdere. La storia del Tuttocuoio infatti inizia qualche anno fa quando i ragazzi di Ponte a Egola non sapevano dove giocare a calcio e dove le chiacchiere sportive dei bar erano tutte incentrate sul dove portare i propri figli a giocare a pallone: “Li portiamo qui vicino a San Miniato o direttamente a Empoli?” E così

è nata l’avventura della squadra toscana con Dolfi tra i protagonisti sebbene il calcio non fosse uno dei suoi primissimi interessi: «Eravamo sette-otto persone che si sono interessate a questa squadra calcistica, e grazie ai consigli dell’attuale nostro responsabile dell’area tecnica Francesco Banchelli, e con alcuni sacrifici ci siamo giocati questa scommessa». Della gioia di quest’impresa e della realizzazione di questo progetto ne gode il pubblico di Ponte a Egola che prima seguiva la squadra in venti o trenta unità: «Nella vittoria al Flaminio di Roma della Coppa Italia di Eccellenza contro la Capriatese invece abbiamo portato nella Capitale sette pullman stracolmi di tifosi. Nel nostro centro abitato non c’è mai stata una grande cultura calcistica ma ora grazie ad un mix di bravura e fortuna siamo riusciti a trasformare un ritrovo di amici nel Tuttocuoio calcio. Ora ci dedichiamo alla prossima stagione dove ci auguriamo di posizionarci tranquillamente a metà classifica».


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Omologazioni shock

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La grande Lombardia non risparmia i suoi atleti dal pericolo dalla Redazione

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OMA - Come i nostri più affezionati lettori avranno notato, nel corso delle ultime settimane, lo spazio che abbiamo riservato al testo nelle pagine relative allo scandalo delle omologazioni, è sempre minore. Questo è conseguente a due fattori, e saremo estremamente sinceri nel confidarvelo: da un lato c’è la precisa scelta da parte nostra di dedicare il maggior spazio possibile alle immagini, perché più di qualsiasi parola possono far capire a chi legge la gravità della situazione che stiamo attraversando; dall’altro c’è un’incoffessabile penuria di parole nuove proprio per rendere bene l’idea di quanto sia la continua sorpresa che ci coglie ogni settimana nello scoprire nuovi scandali. Questa settimana, come ben evidenziato nel titolo, abbiamo posato il nostro sguardo sulla Lombardia, enorme bacino d’utenza del nostro calcio, con una pletora di società che partecipano ai vari gironi organizzati dal Cr di Felice Belloli. Come è facilmente riscontrabile, non c’è nulla di nuovo: recinzioni, pali di illuminazione, muretti, scalini e cantieri. Lasciamo quindi, come ogni settimana, al lettore le considerazioni su questa ennesima (ahinoi) brutta pagina del dilettantismo italiano.

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Nelle foto, in ordine numerico: 1,2,3,4 - Le scempio nel campo del Laveno Mombello 5 - Il muretto dietro la porta del Piancamuno 6,7 - Sul campo del Bellagina pali e recinzioni 8 - Campitello: uno scalino molto minaccioso 9 - Casalromano: il pubblico fuori e il palo...dentro

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La Lega Pro e i giovani

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Nella prossima stagione ancora più spazio per i giovani: la mission di Macalli continua

Lega Pro, ecco le regole per i contributi federali

Per accedere alle contribuzioni che la Lega di Firenze mette a disposizione delle proprie affiliate, in Prima Divisione sono necessari otto under 23, in Seconda dieci di Flavio Grisoli

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OMA – Sono state emanate dalla Lega di Firenze le nuove regole per la stagione 2010/2011 riguardanti la ripartizione dei corrispettivi federali alle società partecipanti. Il comunicato numero 1 del primo luglio parte con una premessa fondamentale: per la Prima Divisione le società devono tesserare almeno 8 calciatori professionisti nati dopo il 1 gennaio 1987, e per la Seconda Divisione i calciatori dovranno essere due in più. Poi, in ogni gara, dovranno essere schierati almeno due di questi giocatori nella Prima Divisione e tre nella Seconda, ma per almeno trenta minuti. Per determinare il minutaggio complessivo dei vari elementi schierati, la rilevazione verrà effettuata in tre momenti della stagione: alla 12a giornata, alla 24a e alla 31a. Ma non è finita, perché

I PUNTI E I NUMERI CHIAVE 8 CALCIATORI UNDER 23 PER LA PRIMA DIVISIONE 10 CALCIATORI UNDER 23 PER LA SECONDA DIVISIONE 2 I GIOVANI DA UTILIZZARE OGNI GARA PER LE SOCIETA’ DI PRIMA DIVISIONE 3 I GIOVANI DA UTILIZZARE OGNI GARA PER LE SOCIETA’ DI SECONDA DIVISIONE 30 MINUTI L’UTILIZZO MINIMO OGNI GARA 12a, 24a, 36a LE GIORNATE DI RILEVAZIONE DEL MINUTAGGIO DEI GIOVANI

c’è un ulteriore calcolo relativo ai minuti: per i nati nel 1987 la ponderazione è del 40%, poi fino al 1992 c’è un aumento del 20%. Ne consegue che per i calciatori nati nel 1992 si parla del 140%. Il terzo comma del dispositivo è riguardante un ulteriore modifica del calcolo del minutaggio, stavolta relativo alla posizione finale della squadra dove sono impegnati: se si tratta della prima classificata, la maggiorazione è del 20%; per la seconda e terza del 10%; per l’ultima riduzione del 20% se il distacco dalla penultima è pari o inferiore a 6 punti o riduzione del 30% se il distacco è superiore alla soglia appena indicata. Per la 16a

e 17a classificata la riduzione è del 10%. Questo ulteriore calcolo verrà effettuato alla 31a giornata. L’importo dei corrispettivi federali è suddiviso in tre parti, che verranno versate nei tre momenti della stagione citati in precedenza e, al termine della fase di spareggi verranno liquidate le ultime tranches, maggiorando o riducendo i minuti totali. La parte rimanente del comunicato è riguardante le regole relative ai prestiti che, salvo rare eccezioni, non contribuiscono ad incrementare il computo dei giovani da inserire nel novero di quelli validi per ottenere i contributi. Questo nella logica comprensibile di prediligere i vivai delle formazioni partecipanti alla Lega Pro.


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