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Quali le caratteristiche ?

Innanzitutto.. ►La FESTA è comunitaria. La celebrazione collettiva della festa ha lo scopo di rafforzare la coesione del gruppo, della comunità, del popolo. Essa prevede  parziale o totale cessazione delle attività lavorative.. quindi ►un’interruzione del ciclo produttivo e ►una scansione dei ritmi della vita sociale;  riti e cerimonie pubbliche;  comportamenti particolari, ad esempio nell’abbigliamento (come per le maschere del carnevale) o nelle pratiche sociali (quale l’usanza di scambiarsi doni o riunirsi in famiglia a Natale), oppure l’applicazione di norme nell’alimentazione (cibi casher per gli ebrei, cibi proibiti nel "Ramadan" islamico, astinenze e digiuni in giorni particolari per i cristiani, ecc).

►La FESTA

nasce religiosa e diventa sacrale, ludica ed escatologica.  La festa costituisce un momento particolarmente privilegiato anche in senso religioso: chiamando l’uomo ad uscire da se stesso e dal proprio quadro ordinario di esistenza, lo apre in maniera nuova all’esperienza del sacro, del divino, della fede.  Il carattere sacrale si formalizza in un rito (cerimoniale) speciale e intensamente partecipato, posto al centro dell’intero momento festivo.  Il carattere ludico si integra nella peculiarità del motivo celebrato attraverso la condivisione del cibo (banchetto) o della danza/musica (gioco). Nondimeno la caratteristica più marcata della “festa” consiste nella bipolarità profano-sacro, nella inter-relazione tra esperienza cultica ed esperienza ludica. Nella dimensione religiosa la festa esprime il desiderio di felicità, di libertà, di vivere un rapporto autentico con gli altri.  Nelle religioni cosmico-mistiche, (a cui fanno riferimento per numerosi aspetti la tradizione

greca e romana e che si caratterizzano per la comune matrice politeista, interpretando le divinità in chiave panteistica e il destino in forma impersonale) le feste consistono generalmente in riti collegati con eventi della natura e modulati in un ciclo cosmico che esalta le leggi dell’universo e celebra le potenzialità ancestrali del mondo e dell’uomo (sole, luna, stagioni, acqua, terra, fecondità, fuoco, maternità, salute, culto del corpo, ecc.) per scongiurare ogni possibile catastrofe, carestia o sterilità (paura della morte). Nelle religioni monoteistico-profetiche (che identificano l’assoluto come un essere personale al di sopra dei sentimenti e delle esperienze umane, distinto e diverso dal cosmo, che ha dato origine all’universo e si è autocomunicato mirabilmente agli uomini, nella storia, per mezzo di profeti e a cui appartiene la tradizione ebraico-cristiana) le feste richiamano i grandi eventi della creazione e della rivelazione, attraverso una linearità temporale che concatena eventi positivi fino all’evento finale (escatologico), quindi una “storia di salvezza e di felicità per l’uomo”, al di là delle leggi della natura e del cosmo.

► La FESTA

distingue il tempo sacro dal tempo feriale In epoca preindustriale, risultava netta la scansione fra tempo feriale, dedicato al lavoro familiare, alle fatiche del quotidiano, legate ad incombenze agricole stagionali, ed un tempo festivo dedicato, invece, all’ambito del sacro, allo spirito comunitario della tradizione popolare, appunto attraverso il culto della socialità, nel recupero di un sentimento e senso intrinseco di appartenenza ad una comunità, significati e valori, questi, vissuti e spesi nel quotidiano. Vestirsi e mangiare in maniera diversa, modificare i ritmi del proprio agire, sospendere il lavoro, spendere anziché guadagnare, incontrarsi senza fretta... sono altrettanti modi per sottolineare la “diversità” del tempo di festa o TEMPO SACRO rispetto al tempo feriale: una esigenza che va oltre il semplice bisogno di riposo.

TEMPO SACRO e RELIGIONI  
TEMPO SACRO e RELIGIONI  

modulo didattico

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