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BIMESTRALE DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE PRODIGIO ONLUS SUL MONDO DEL DISAGIO E DELL’HANDICAP NUMERO I - FEBBRAIO 2018 - ANNO XVIV - 106° NUMERO PUBBLICATO

WWW.PRODIGIO.IT

PROGETTO DI GIORNALE Premio letterario Giuseppe Melchionna C’è tempo ancora fino al 28 febbraio per inviare i vostri contributi artistici

Aut. del Trib. di Trento n. 1054 del 5/6/2000 - Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - 70%- DCB Trento . Contiene I.R.

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Esperienze di innovazione sociale: Il Gabbiano Intervista al presidente Samuel Forti: ci racconta le principali attività e i progetti innovativi della cooperativa pagina 3

La Croce Scarlatta Il gioco di ruolo che aiuta i giovani a rischio di esclusione sociale pagina 9

Costa Rica Un paese florido e incontaminato che da 70 anni non possiede un esercito pagina 11


IN EVIDENZA

Concorso letterario

Ancora un mese di tempo per inviare i contributi. Tema di questa edizione sono: “i piccoli gesti”

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EDITORIALE

Una relazione spaziale

pro.di.gio.

Una copertina ricca di colore e interazione fa da cornice al nostro nuovo anno insieme a voi! L’artista, Maurizio Menestrina ha voluto darci una carica di positività immaginando un universo di pianeti e corpi solari in confronto, continuo scambio e relazione. E’ forse la suggestione giusta che ci vuole per partire bene in questo 2018! A nuovo anno iniziato abbiamo la percezione di aver vissuto momenti peggiori rispetto a quelli che ci attendiamo per il futuro. I conflitti interni ed esterni alla nostra quotidianità ci devono far riflettere anche se ci spaventano. Ne è esempio un esempio la crisi culturale e sociale, che nasce davanti ad una porta e si riflette nel vicino di casa, nella disattenzione delle persone che ci circondano, ma essa è prima di tutto dentro ognuno di noi. Paradossalmente rappresenta un’occasione di cambiamento una scelta tra cosa è giusto e difficile e tra ciò che è troppo semplice per essere vero. La crisi di per se non è ne positiva ne negativa, rappresenta però un cambiamento. Se affrontata nel modo giusto può essere sana, perché ci fa pensare, ci fa riflettere, ci fa confrontare su quello che siamo e quindi sulle relazioni che sperimentiamo. La crisi, sì, talvolta mina le nostre certezze, ma apre anche a nuovi scenari dove il vicino alla fine non è poi così male, dove lo scambio di sguardi e parole alla fine ci sorprendono e arricchiscono sempre. Per questo 2018 dovremmo ricominciare a parlarci, a c onfrontarci, a lavorare insieme per evitare di cadere nell’ennesimo pregiugizio e stereotipo, tutti strumenti che non permettono la relazione. Forse, parafrasando il tema del 2° concorso letterario G. Melchionna, dovremmo prestare più attenzione ai piccoli gesti della nostra quotidianità, allora sì, che il buon proposito può divetare realtà. l.p.

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Giuseppe Melchionna in viaggio a Istanbul

l 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, PRODIGIO ha lanciato la seconda edizione del concorso in memoria di Giuseppe Melchionna. Molti i contributi già inviati, anche dal Canada e dal Giappone Iscrizioni aperte fino al 28 febbraio 2018. In premio buoni acquisto libri e la partecipazione a una mostra itinerante per abbattere le barriere architettoniche. Il concorso è gratuito e suddiviso in tre diverse sezioni. Si va dai racconti, alla poesia e fotografia. Questa seconda edizione del Premio è stata dedicata ai piccoli gesti che, nelle loro più diverse sfaccettature, rendono ogni giornata preziosa e degna di essere vissuta. Un modo per ricordare a tutti la dimensione della semplicità che talvolta cela soluzioni per problemi più complessi come il pregiudizio e la discriminazione. Questa esperienza, lo ricordiamo, nasce e trova energia dallo spirito del nostro fondatore Giuseppe Melchionna, il quale dopo un grave incidente automobilistico all’età di vent’anni, rimase paralizzato e tetraplegico. Il suo percorso di vita è stato segnato da piccole e grandi sfide personali, condivise con gli altri, ma tutte guidate da una sincera passione per la vita e i suoi elementi più fragili. Da questa storia di vita traiamo un importante insegnamento che abbiamo il dovere di diffondere e far comprendere alle persone che devono affrontare grandi e piccole sfide quotidiane. Se pensi che sia il momento di raccontarle o rappresentarle e condividerle, questo è il concorso artistico-letterario che fa per te!

Narrability

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l progetto NarrAbility, nasce dalla fusione dei termini di un servizio” per trasformarlo invece in protagonista attivo del “narrazione” e “abilità” e si propone di rompere gli schemi che dialogo, capace di assumere ruoli di leadership, questo progetto trasformano la disabilità e la malattia in debolezze da circoscrivere intende favorire l’inclusione sociale dei disabili e delle loro famiglie, in ospedali, centri diurni e strutture specializzate. Spesso infatti le ma anche promuovere la costruzione di una comunità meno persone disabili vengono “catalogate” in base alla limitazione fisica indifferente, capace di considerare la “diversità” un valore anziché un peso e di andare oltre l’apparenza fisica che le contraddistingue, senza pensare che sono per concentrarsi sul vissuto delle singole molto più di questo. Di qui l’idea di aiutarle ad uscire dall’isolamento e a riacquisire I fondi raccolti con il progetto persone che la compongono. Il corso di formazione alla comunicazione un ruolo propositivo all’interno servono per promuovere della comunità di riferimento. Come? per le persone disabili e le loro famiglie la partecipazione attiva promosso tramite Narrability partirà nella Attraverso una narrazione a due voci: da una parte quella della persona disabile, che verrà primavera del 2018 e si svolgerà in via di persone con disabilità Gramsci 46 A e B a Trento, presso la sede accompagnata dalla redazione di PRODIGIO motoria e cognitiva di Prodigio, completamente “sbarrierata”. in un percorso di preparazione al public all’interno della comunità. Gli incontri pubblici di restituzione, per speaking e avviata, attraverso l’ausilio di i quali sono già stati presi accordi con apparecchiature elettroniche, ai rudimenti della comunicazione. Dall’altra quella del contesto istituti scolastici, associazioni e biblioteche, sociale di riferimento, con particolare attenzione alle scuole e alle si svolgeranno invece sull’intero territorio provinciale. Le biblioteche, in cui, a fine corso, i protagonisti di NarrAbility si trasferte avverranno con il pullmino accessibile dell’Associazione recheranno a portare la propria testimonianza, nella convinzione PRODIGIO, per garantire sicurezza e confort ai partecipanti. che l’arte del raccontarsi sia fondamentale per abbattere il muro della diffidenza e rafforzare l’identità collettiva e individuale della nostra società. Rovesciando il paradigma del disabile come “utente

In breve

Proprietà: Associazione Prodigio Onlus Indirizzo: via A. Gramsci 46/A, 38121 Trento Telefono: 0461.925161 Fax: 0461.1590437 Sito Internet: www.prodigio.it E-mail: associazione@prodigio.it Aut. del Trib. di Trento n. 1054 del 5/6/2000 Spedizione in abbonamento postale Gruppo 70% Stampa: Publistampa (Pergine Valsugana).

Direttore responsabile: Francesco Genitoni. Redazione: Luciana Bertoldi, Carlo Nichelatti, Lorenzo Pupi, Giulio Thiella, Martina Dei Cas, Maurizio Menestrina, Samuel Daldin, Cristian Bua. Hanno collaborato: Fabio Pipinato, Samuel Forti, Francesca e Gianfranco dell’Accademia della Croce Scarlatta, ETS edizioni

Abbonamento annuale (6 numeri) Privati €15,00; enti, associazioni e sostenitori €25,00 con bonifico bancario sul conto corrente con coordinate IBAN IT 67G 08304 01846 000046362000 intestato a “Associazione Prodigio Onlus” presso la Cassa Rurale di Trento indicando la causale “Abbonamento a pro.di.gio.”

In stampa: 5 febbraio 2017.

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E S P E R I E N Z E D ’ I N N OVA Z I O N E S O C I A L E

Il Gabbiano

#6.RUBRICA DI APPROFONDIMENTO A CURA DELLA REDAZIONE PRO.DI.GIO.

Dal reinserimento lavorativo alla qualità della persona il presidente

Samuel Forti

Intervista a cura di Lorenzo Pupi Quando e come nasce la cooperativa?

L

a cooperativa nasce da una precedente esperienza, o meglio da un esigenza, quella di reinserire chi avesse terminato un percorso carcerario per potersi così reinserirsi nella comunità attraverso un lavoro dignitoso. E’ per rispondere a questo bisogno che nasce “gabbia-no”. Un gioco di parole che nei suoi 30 anni di storia a dato vita ad una cooperativa solida e riconosciuta sul nostro territorio, e non solo. Nel suo nome mantiene la sua forte identità e un legame con le origini di cui andiamo tutti fieri. Quest’anno abbiamo celebrato i trent’anni, e raggiunto numerosi traguardi, sia come numeri di persone reinserite che come servizi offerti. Il settore è in espansione e il lavoro non manca. Questo grazie ai progressi e agli investimenti fatti su persone e strumentazioni.

Chi sono i beneficiari dei vostri servizi?

Siamo una cooperativa di tipo B e ad oggi abbiamo in stagione, 90 dipendenti, questo perché abbiamo 15, 20 persone stagionali che attraverso “intervento 19” si occupano di mantenimento e pulizia del verde per i Comuni. Chi arriva da noi ha un’età media di quarant’anni, e sono tutte persone che ci vengono segnalate dall’assistente sociale. Hanno un vissuto legato alla detenzione, ma anche alle dipendenze da droghe o alcool, da gioco d’azzardo che purtroppo negli ultimi anni sembra essere una significativa fonte di disagio.

Che tipi di laboratori sono presenti?

Dunque, la nostra esperienza commerciale inizialmente si basava su richieste dirette per i nostri servizi, fino a quando la Provincia di Trento decise di rinnovare l’arredo urbano delle piste ciclabili parchi e soste e strinse con noi e il Comune una convenzione che insieme al sistema delle gare d’appalto ci ha permesso negli ultimi trent’anni di inserirci nel mercato con qualità. Nello stesso periodo abbiamo attivato l’area dedicata alla carpenteria del ferro, falegnameria, un servizio manutenzione verde privato e pubblico, operiamo anche il treeclimbing, traslochi speciali, e recentemente è cominciata una collaborazione con il museo Caproni per l’allestimento degli spazi, lo stesso per Trentino Sviluppo e per altre realtà pubbliche o private. Infine ci occupiamo della manutenzione di parchi giochi e quest’ultimo servizio ci rende particolarmente orgogliosi! Da circa tre anni, infatti, siamo distributori ufficiali di una ditta specializzata a livello internazionale in questo settore. Hanno creduto nella nostra mission e soprattutto nel nostro lavoro qualificato: cita lo slogan “la qualità ha scelto l’esperienza”. Come avviene un’inserimento lavorativo? Dunque l’inserimento lavorativo comincia con una segnalazione da parte dell’assistente sociale che presenta la problematica: problemi giudiziari, dipendenze e in alcuni casi lievi ritardi mentali. In ogni caso la persona viene poi accolta nella nostra struttura da personale competente e inizia una fase di individuazione delle aspettative e ambizioni rispetto ai servizi proposti. Spesso la scelta avviene a priori anche su suggestione

della persona stessa che ci segnala in quale ambito gli piacerebbe lavorare e formarsi. Ovviamente segue un training per capire quale attività è più compatibile con le abilità e competenze della persona, e se questa procedura va a buon fine si inizia un periodo di affiancamento e di formazione specifica che aiuta il lavoratore a reinserirsi nella società, calandosi nel suo nuovo ruolo. Ogni tipo di lavoro, per qualità richiesta implica una formazione adeguata e varia da area a area. Nel campo della carpenteria metallica, ad esempio, abbiamo un 90% dei casi che raggiungono la qualifica di saldatore e il relativo patentino. Questo è legato, da una parte ad un fattore di qualità, poiché la certificazione n.1090 che possediamo come azienda, richiede il possesso di tale certificazione in ambito di realizzazione di opere strutturali. Dall’altro ci piace pensare che stiamo fornendo degli strumenti indispensabili per accedere al mercato del lavoro. Dove non abbiamo ancora certificazioni specifiche come nel caso della falegnameria, cerchiamo comunque di dare qualità e in questo senso abbiamo investito recentemente in un macchinario per il taglio del legno, un pantografo a controllo numerico. Così facendo siamo consapevoli che chi esce da questa esperienza ha delle competenze reali e spendibili sul lavoro.

La cooperativa “Il Gabbiano s.c.s. opera sul territorio del comune di Trento dal 1987. Nata come risposta a bisogni sociali del territorio ad oggi occupa una novantina di persone che si occupano di arredo, manutenzione del verde, servizi di sgombero, traslochi, posa e verifica dei giochi in parchi e giardini, sia per enti pubblici sia per imprese e privati cittadini. Un’esperienza pluriennale unica nel settore, ci spiega il suo presidente Samuel Forti, che unisce diversi aspetti come l’inclusione, inserimento lavorativo e la realizzazione di prodotti di qualità per il territorio.

Quanto dura un’esperienza di reinserimento?

Le tempistiche dedicate ad una persona che viene reinserita sono dell’ordine di due, tre anni in linea con le indicazioni per percorsi di questo tipo fornite dall’Agenzia del Lavoro. Il primo anno è dedicato ad uno stage mirato sul tipo di mansione e non solo. Il restante tempo è dedicato alla formazione specifica e all’assunzione di brevetti come nel caso della carpenteria metallica. Abbiamo anche una politica che tiene molto conto della trasmissione delle competenze. Essa avviene grazie alla notevole esperienza dei nostri tutor e capi squadra. Questo sistema da una parte velocizza i tempi di reinserimento dei nuovi arrivati e dall’altra permette di accrescere competenza e consapevolezza in chi ha fatto un percorso lungo e continuo e che si ritrova ad insegnare ad altri.

Ci sono progetti che vi rendono orgogliosi?

che ci stiamo dando è incrementare il servizio verde pubblico incrementando la qualità del lavoro delle persone, facendo formazioni interne ed esterne ad esempio con la Fondazione Mach. Questo perché crediamo che l’obbiettivo finale sia sostanzialmente dare alla persona tutti gli strumenti possibili che la qualifichino in modo che possa essere competitiva una volta sul mercato. Altro obiettivo prefissato qualche anno fa in sinergia con la Fondazione Museo Storico era quello di creare una società atta a conoscenza e miglioramento del territorio in ambiti pubblici. Da quel lavoro oggi possiamo vantare la realizzazione di almeno due allestimenti per le mostre alle Gallerie di Pièdicastello (Alluvione 1966 – La Grande Guerra ). Un’augurio per il futuro è quello di riuscire ad estendere queste tipologie di servizi anche in altri ambiti socio-storico-culturali. il presidente Samuel Forti

Progetti in breve

Sicuramente il percorso cominciato due anni e mezzo fa che ci ha portati oggi ad essere il distributore ufficiale di un importante marchio specializzato in allestimenti per i parchi giochi. Questa sfida, vinta su un piano internazionale ci ha permesso di essere premiati per il nostro lavoro, la nostra qualità e non da ultima la nostra missione sociale. Siamo stati scelti ,infatti, in quanto cooperativa sociale che riesce a realizzare una filiera etica e sostenibile. E’ un progetto in cui crediamo tantissimo e vogliamo portarlo avanti. L’altro obiettivo

La panchina “Il Gabbiano” Pulizia del verde pubblico Manutenzione parchi giochi

CONTATTI

MAP

Via Provina, 20 38123 Ravina Trento

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TERRITORIO

Gran festa al CSE Anffas di Via Gramsci

Si conclude un anno all’insegna dell’unione I l 18 dicembre, presso il centro Anffas in via Gramsci, si è tenuto l’incontro fra opratori, direzione e i genitori degli ospiti per dire due parole sul fantastico 2017, scambiarsi gli auguri di Natale e di buon inizio 2018. Un gruppetto di ospiti ha bussato alla porta della seda quel giorno, formato da tanti piccoli visini provenienti dall’asilo della Clarina, portando con se tre canzoncine di Natale per rallegrare l’atmosfera della giornata. Per trasmettere i principi della bontà, un’operatrice ha raccontato la storia di santa Lucia, che ogni anno si prende l’incarico di portare doni a tutti i bimbi e regalare qualche sorriso accompagnata dal suo fedelissimo asinello. Coroncine di fiori per le bambine e orecchiette da asinello per i bambini sono i doni fatti da Anffas all’asilo per aver trascorso la giornata assieme, lasciando un piccolo ricordo di questo incontro. Non potevano mancare il presidente di Anffas Trentino, Luciano Enderle, e la storica Maria Grazia Cioffi Bassi, ex presidente, che hanno aperto il rinfresco con un discorso sui magnifici obiettivi ottenuti nel 2017 e sui futuri sviluppi per l’anno nuovo. Insomma un’ottima iniziativa per avvicinare i bambini al mondo della disabilità e per sensibilizzarli verso un mondo che talvolta è ancora poco conosciuto. Samuel Daldin Centro Anffas in via Gramsci a Trento

Abitare il futuro MARKETING SAIT

Botta e risposta del futuro sulla disabilità

Visita guidata al Muse in occasione di “Abitare il futuro”

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l Muse si è tenuto il convegno “abitare il futuro” presso il famosissimo museo di scienze naturali a Trento, il MuSe. Il titolo richiama subito qual’ è l’obiettivo dell’incontro, ovvero il futuro, tema che attualmente viene usato, chiamato e interrogato spesso. Chi pensa al futuro delle persone con disabilità? Chi si prenderà cura di mio figlio disabile un futuro? Per rispondere a questi importanti quesiti sono intervenute 7 associazioni e cooperative sociali storiche: CS4, Eliodoro, Grazie alla vita, GSH, Il Bucaneve, Iter e La Rete spiegando su quali sono e saranno i loro progetti ed aspettative per il futuro delle persona con disabilità. In particolare gestiscono centri socio-educativi, occupazionali e di formazione al lavoro, attività residenziali temporanee, per il tempo libero e la socializzazione. Un progetto molto efficace è quello di inserire persone in una casa condivisa, in modo da renderli autonomi, acquisendo le risorse, strumenti e competenze per poter gestire un loro luogo, pulendo, cucinando e stirando ed è proprio qui che si forma la parola “abitare”. Testi-

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monianze mediante video all’interno di queste case condivise hanno fatto vedere alcuni momenti speciali ed il rapporto creato fra gli individui all’interno, dando prova che è un progetto che funziona e che, soprattutto, da soddisfazioni e felicità per chi ne è il protagonista ed anche per tutti gli organizzatori. A seguire di questi piccoli cortometraggi c’è stato un intervento diretto di una mamma che ha mostrato l’incredibile cambiamento in suo figlio dopo aver sperimentato questo progetto, consigliandolo vivamente come esperienza personale di crescita. Serenella Cipriani, presidente Consolida e Cristian Aiardi, coordinatore del gruppo Abitare il futuro, hanno introdotto la mattinata con scambi di informazioni sui diritti delle persone con disabilità dalla dichiarazione dell’ONU, testimonianze, video e domande, per lasciare così spazio ad una visita guidata all’interno dello stabilimento MuSe condotta da una guide esperte affiancate da ragazzi del CS4 i quali hanno affrontato un percorso di un mese sull’esposizione di fronte ad un pubblico.

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LaRedazione


I N C LU S I O N E

Gardaland Accessibile

Con “Easy Rider” si può! D a quest’anno un nuovo servizio migliora l’accessibilità di Gardaland, gli ospiti con disabilità . Si potrà quindi prenotare una guida specializzata che li accompagnerà nel parco, rendendo più facili gli spostamenti e gli accessi alle diverse attrazioni. “Easy Rider” è realizzato da Gardaland in collaborazione con la Cooperativa Sociale YEAH, con cui collabora da due anni per migliorare l’accessibilità delle informazioni e il divertimento all’interno del Parco, ne dà notizia l’associazione Blindsight Project che, come

spiega l’addetto alle relazioni esterne Massimiliano Bellini «Constatò il divieto d’accesso ai cani guida e alle persone disabili visive, in numerose zone del Parco». Con il servizio Easy Rider tutto questo oggi non esiste più, questo progetto non solo mira ad accompagnare visitatori singoli, ma anche per facilitare gruppi di persone che hanno al loro interno ospiti con disabilità, si potrà prenotare una guida per andare alla scoperta del parco e vivere al meglio la giornata. Cristian Bua

INFORMAZIONI Per usufruire del servizio è necessario prenotarsi, chiamando il numero 045 6449777, almeno 3 giorni prima della data prescelta. La guida accoglierà il gruppo presso il Welcome Desk situato c/o l’entrata “Castello”.

È richiesto un supplemento a partecipante (sia Ospiti con disabilità che accompagnatori), oltre al regolare biglietto d’ingresso. Il pagamento potrà essere effettuato direttamente all’arrivo, presso il Welcome Desk. Una delle famose attrazioni di Gardaland in realtà aumentata

Quando il cuore è il potere più forte

Non serve avere superpoteri per essere supereroi T roppo spesso ci limitiamo ai “grandi eventi”, ma c’è chi ogni giorno e ogni notte ci mette tutto se stesso per fare del bene e per aiutare, questo è il caso della Pubblica Assistenza di Molassana (PAM) facente parte di una rete di 103 pubbliche assistenze, sotto amministrazione di ANPAS, sparse su tutto il territorio della Liguria.

In Liguria ci sono 103 pubbliche assistenze e 19 sezioni con 8000 volontari e 35.000 soci

La Pubblica Assistenza Molassana è attiva nel quartiere dal 1975, raggiungendo obiettivi sempre più impegnativi nel campo soccorso-assistenza svolgendo fondamentali servizi per gli abitanti del luogo. I servizi svolti hanno obiettivi diversi diretti a coprire quelle che sono le esigenze della popolazione, di seguito ne riportiamo alcuni: Servizio di Emergenza con Ambulanze coordinato dal 118, servizio di automedica, trasporti privati e trasporti di dializzati. Circa 250 metri quadrati gli spazi dedicati alla PAM all’interno di uno dei palazzi storici della zona: un piano dedicato all’uso dell’automedica, gli altri due per l’amministrazione e i volontari. La PAM è tra le prime Pubbliche Assistenze di tutta la Provincia di Genova sia come numero di servizi portati a termine sia come capacità di operare sul territorio. Anche loro sono degli eroi! Cristian Bua

Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze

ANPAS è una organizzazione laica, fatta da volontari che, ogni giorno, costruiscono una società più giusta e solidale attraverso lo sviluppo di una cultura della solidarietà e dei diritti e la creazione di comunità solidali in Italia e all’estero.

NUMERI Volontari Soci

Mezzi 89.789

Piazze “io non rischio” 118 (Campagna nazionale per le buone prati-

che di protezione civile e prevenzione nelle piazze italiane)

351.036

Dipendenti

Progetti di cooperazione 9 (in 7 paesi del mondo)

3171

Volontari in servizio civile 2000+ Pubbliche assistenze

7135

880 (Associazioni di volontariato laiche nate a partire dal 1860, si sono unite liberamente al movimento ANPAS, esse si riconoscono nella legge quadro del volontariato [Legge 266 del 1991] )

Campi scuola 27 con 843 giovani

www.anpas.org

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PAGINA DI PUBBLICA UTILITÀ A CURA DELL’UFFICIO STAMPA DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Assegno unico provinciale: un nuovo welfare territoriale all’insegna dell’universalità, dell’equità e dell’efficienza Diventato pienamente operativo dal 1° gennaio 2018 l’Assegno unico provinciale rappresenta, per usare le parole del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, “uno strumento di contrasto alla povertà e per l’inclusione sociale delle famiglie unico per intensità ed universalità in Italia, che configura una vera e propria rivoluzione nel nostro modo di intendere il welfare”. Approvato dalla Giunta provinciale al termine di un confronto ampio e plurale, l’Assegno unico interessa, secondo le stime, circa 40.000 nuclei familiari (180.000 persone fisiche). Parliamo di una misura nuova in primo luogo perché colloca dentro allo stesso “contenitore” tre grandi obiettivi: il contrasto alla povertà (per il quale era già stato varato nel 2009, anche qui caso unico in Italia, il Reddito minimo di garanzia), il sostegno alle famiglie e alla natalità, ed infine il sostegno all’invalidità. L’Assegno unico non è tuttavia una sommatoria di misure già esistenti: sia perché il numero totale dei beneficiari (e degli stanziamenti necessari per soddisfare le loro richieste) è più alto rispetto alla somma dei destinatari delle diverse misure preesistenti, sia per la filosofia di fondo che lo anima: da un lato l’enfasi è rivolta, con ancora maggiore determinazione che in passato, a sostenere chi si attiva per migliorare la propria condizione, dall’altro (e proprio per questo motivo) ci si rivolge anche a chi percepisce modesti redditi da lavoro, e quindi non si colloca in una situazione di bisogno “estremo”, ma necessita comunque di una qualche forma di aiuto pubblico. E’ questo il senso dell’innalzamento della soglia Icef da 0,13 a 0,16 per la quota relativa al sostegno al reddito. Ciò vale anche per il sostegno alle famiglie con figli: di nuovo, si è deciso di ampliare il ventaglio dei benefici esistenti, anche a prescindere dalla situazione economica, nella convinzione che sia comunque importante promuovere il welfare familiare e la natalità in un Paese ancora deficitario sotto questo profilo. Lo stanziamento iniziale da parte della Provincia è di oltre 75 milioni di euro. Rispetto alla somma degli stanziamenti preesistenti, sui diversi strumenti (reddito di garanzia, assegno regionale al nucleo familiare, abbattimento delle tariffe degli asili nido e tagesmutter, assegno integrativo invalidi, contributo famiglie numerose) ora ricondotti all’Assegno unico, vi è un incremento di oltre 18 milioni: 4 milioni in più per il contrasto alla povertà, 11 milioni in più per le famiglie con figli e 3 milioni in più per gli invalidi civili. Ma l’Assegno unico è un cantiere sempre aperto, destinato ad ampliarsi ulteriormente in futuro, ad esempio affrontando il tema casa. Infine, una precisazione importante: l’Assegno unico non è incompatibile con l’altro strumento messo in campo questa volta a livello nazionale, ovvero il Rei. Naturalmente gli aiuti non sono cumulabili ma i beneficiari della misura nazionale potranno accedere anche alle misure “migliorative” a cui avessero diritto a livello provinciale. Vediamo ora il quadro di sintesi voce per voce:

QUOTA DI SOSTEGNO AL REDDITO Concessa mensilmente per un anno, al fine di dare alle famiglie con indicatori ICEF inferiore a 0,16 un tempo adeguato per costruire un progetto di vita. -Condizionalità atta a valorizzare i percettori dei benefici secondo le loro capacità Responsabilizzazione di tutti gli attori del territorio (servizi sociali, CPI, terzo settore, comuni...) per realizzare l’inclusione sociale e lavorativa -Rigoroso sistema di verifica dei requisiti e di rispetto delle modalità di attivazione dei soggetti -Parte della somma erogata mensilmente potrà essere messa a disposizione dei beneficiari attraverso una “carta acquisti”, spendibile sul territorio trentino per le necessità quotidiane -La quota di sostegno al reddito viene estesa

QUOTA A SOSTEGNO DEL MANTENIMENTO DEI FIGLI Rivolta ai nuclei familiari con figli, con sostegno garantito da 0 a 18 anni per i nuclei con indicatori ICEF fino a 0,30. - Si tratta di una novità molto importante in quanto ad oggi il beneficio per le famiglie con un figlio era valido fino ai 7 anni, oggi prorogato alla maggiore età - L’Assegno Unico sostiene tutte le famiglie ed in particolare le famiglie numerose (con tre o più figli) Confermata la premialità per la nascita del terzo figlio attraverso un incremento mensile di 50 euro dell’assegno fino al primo anno di vita

QUOTA A SOSTEGNO DEI SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA Sostegno per l’accesso ai servizi per la prima infanzia attraverso tariffe agevolate da 40 a 250 euro al mese per ICEF fino 0,40. -Tariffe agevolate da 40 a 150 euro al mese per ICEF fino 0,40, famiglie con più figli minori -Tariffe agevolate ridotte del 50% in caso di perdita del lavoro precario da parte di uno dei genitori

QUOTA A SOSTEGNO DEI COMPONENTI INVALIDI E CIVILI Viene ridisegnata la misura di sostegno alle persone con invalidità (con ICEF fino a 0,36), per gli individui ed i figli appartenenti ad un nucleo familiare, in una logica di rafforzamento correlata anche ai livelli di gravità della situazione di disabilità.

CHI E COME PUO’ PRESENTARE DOMANDA DEI FIGLI La richiesta del beneficio è presentata da un componente del nucleo familiare. La domanda va presentata all’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa, anche per il tramite degli sportelli periferici di assistenza e informazione al pubblico della Provincia o dagli istituti di patronato o assistenza sociale. Per il primo anno di applicazione la domanda potrà essere presentata da metà ottobre 2017 al 31 marzo 2018. A regime la domanda potrà essere presentata dal 1° luglio dell’anno precedente a quello di riferimento e fino al 30 novembre dell’anno di riferimento.

...IL TRENTINO CHE NON LASCIA SOLO NESSUNO...

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PAGINA DI PUBBLICA UTILITÀ A CURA DELL’UFFICIO STAMPA DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Per informazioni Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa

Servizio Politiche Sociali Via Gilli, 4, 38 - 38121 TRENTO tel: 0461 493800 fax: 0461 493801

Via Zambra, 42 - Top Center - Torre B 38121 TRENTO tel: 0461 493234 fax: 0461 493233

Via Guardini, 75 - 38121 Trento Numero verde 800-264760

serv.politichesociali@provincia.tn.it www.trentinosociale.it

agenzia.prev@provincia.tn.it www.apapi.provincia.tn.it

servizimpiego.adl@provincia.tn.it www.agenzialavoro.tn.it

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MONDO DEL SOCIALE

Un Terzo Settore che cambia

L’imminente Riforma tra novità, applausi e fischi

A

nnunciata da tempo, acclamata da alcuni e criticata da molti, la Riforma del Terzo settore segnerà sicuramente uno spartiacque tra il passato e un futuro che, sebbene incerto, si preannuncia pieno di novità e opportunità per una realtà che percepiva da tempo il bisogno di un profondo cambiamento. Gli ambiti di intervento di questa trasformazione coinvolgono molti aspetti diversi, dal volontariato alle donazioni, dalla forma giuridica degli enti al Servizio Civile; un percorso iniziato nel 2014 con il disegno di legge poi approvato dalle Camere nel 2016, delegandone i lavori al Governo. Durante il 2018 è invece previsto il termine ultimo per la proposta di modifiche ai decreti attuativi, in vista dell’entrata in funzione del Registro Unico prevista per gennaio 2019. I dati Istat riguardanti l’ultimo censimento delle organizzazioni non profit ci mostrano un settore in rapida crescita, ben 336 mila enti attivi, l’11,6% in più rispetto al 2011, che complessivamente impiegano 5 milioni e mezzo di volontari e quasi un milione di dipendenti. Rispetto al Censimento del 2011, sia il numero dei volontari sia quello dei dipendenti è cresciuto del 16%, grazie soprattutto al bienno 2014/2015 che ha segnato una netta ripresa rispetto alla fase recessiva rappresentata dagli anni dal 2011 al 2013. Una prima importante novità della Riforma riguarda il Registro Unico nazionale del Terzo Settore, che andrà a sostituire gli attuali registri e albi, divenuti ormai centinaia in tutta Italia. Sarà di pubblico dominio e accessibile dal web, gestito su base territoriale dalle Regioni e comprenderà ODV (Organizzazioni di Volontariato), APS (Associazioni di Promozione Sociale), Imprese Sociali come cooperative sociali, Società di Mutuo Soccorso e altri ETS (Enti del Terzo Settore). Il Registro raccoglierà i dati oggi presenti nei vari registri regionali, che non saranno più in vigore.

1 milione di lavoratori

4,5% del PIL (70 miliardi di euro)

A seguito del superamento delle Onlus verrà di conseguenza cancellata l’anagrafe oggi esistente, ricomprendendo tutti gli enti sotto la dicitura di ETS. Sarà possibile accedere al Registro Unico attraverso il web per poter trovare tutte le informazioni che identificano gli enti, come la forma giuridica, le sedi, l’oggetto statutario, il patrimonio minimo, il codice fiscale e molti altri dati. Un’altra novità introdotta dalla Riforma è la Fondazione Italia Sociale, l’organizzazione che si occuperà dei finanziamenti agli enti del terzo settore, di sviluppare interventi innovativi ed essere di supporto nella gestione delle risorse. Attraverso l’approvazione del bando da 60 milioni del Fondo per i progetti innovativi si intende finanziare unicamente gli enti associativi e non invece le imprese sociali. Anche il Servizio Civile passerà attraverso la Riforma con un volto nuovo, diventando Servizio Civile Universale; da 8 a 12 mesi di attività, con il compenso che resta invariato ma con una riduzione dell’orario, da 30 a 25 ore settimanali, e un maggior numero di settori in cui poter svolgere servizio. Il tentativo è quello di coinvolgere un maggior numero di giovani, dando a tutti la possibilità di svolgere l’esperienza. Un altro fondamentale punto della riforma riguarda il rinnovamento dei CSV (Centri Servizi Volontariato) che il Codice del Terzo settore prevede non siano più solo al servizio delle Odv, ma del volontariato in generale nell’ambito di tutte le diverse tipologie di Ets. Diverse novità hanno visto protagonista anche il sistema del 5x1000, uno dei primi passi intrapresi verso il compimento della Riforma. A luglio 2017 infatti è stata approvata la legge che introduce le soglie minime al di sotto delle quali gli enti non riceveranno alcun contributo. Viene meno anche la ripartizione proporzionale

Istituzioni non profit per regione (Valori per 10 mila abitanti)

300 mila enti coinvolti

5,5 milioni di volontari

dell’inoptato in vigore precedentemente. Pur avendo il pregio di non disperdere i fondi come nel sistema attuale, porre delle soglie minime sotto alle quali non viene ricevuto il contributo rischia di far mancare ai piccoli enti quello che fino a ieri per molti era un grande sostegno. Sembra chiaro che le innumerevoli novità introdotte dalla riforma andranno a modificare la maggior parte degli aspetti organizzativi oggi in vigore nel Terzo Settore, ma si dovrà aspettare la piena entrata in vigore di tutto il pacchetto di norme per poterne giudicare il valore. Giulio Thiella fonti: Istat.it Vita.it Italianonprofit.it

Adolescenti e Alcool in Italia

Problemi, difficoltà e contrasto all’abuso

I

n un incontro presso l’Aula Kessler dell’Università di Trento, sono stati presentati i dati della terza edizione della “Ricerca nazionale Adolescenti e Alcol”, sostenuto dalla Società Italiana Medicina dell’Adolescenza (SIMA) e compiuta dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool in collaborazione con il Laboratorio Adolescenza di Milano e il Dipartimento

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di Sociologia dell’Università di Trento. Il seminario prende il via nella “Settimana della Sociologia”, su iniziativa dell’AIS per dare maggior visibilità al contributo che la sociologia italiana ha sul nostro territorio. L’apertura dei lavori, alle ore 9.00, ha visto come protagonisti il professore Mario Diani, Direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’università di Trento e la Dottoressa Sara Ferrari, Assessora alle Politiche giovanili della Provincia Autonoma di Trento per poi lasciare spazio, alle 9.30, al professore Enrico Tempesta, Presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani e l’Alcool per introdurre la giornata di studio ai presenti, arrivando, poi, ad approfondire il tema del bere giovanile e le prospettive socio-epidemiologiche utili ad

osservare il vissuto dei ragazzi e le misure atte a contrastare l’abuso di alcool. La terza indagine nazionale si concentra su ragazzi e ragazze delle scuole medie, indaga le loro conoscenze, atteggiamenti e le opinioni nei confronti di questo tema. Una fotografia dei giovani accurata, resa possibile attraverso 1982 questionari compilati in diverse città italiane, campionate per area geografica e dimensione delle stesse. L’indagine, oltre che a dare conferma di indicazioni già, in parte, note, esplora anche un nuovo fenomeno e cioè l’approccio precoce di alcuni giovani a fattori di rischio che prima erano relegate a fasce d’età più avanzata. Dalla ricerca si evince come uno di questi fattori sia “la precoce stimolazione alla gratificazione immediata” che spesso, purtroppo, viene alimentata dalle nuove tecnologie digitali sempre più accessibili e persuasive in età precoce. Tutto questo impone un’attenzione esclusiva sulla prevenzione da sostanze come alcool e droghe ai comportamenti, spesso compulsivi, di divertimento che sono ormai propri della generazione dei cosiddetti “nativi digitali”.

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Cristian Bua


S G U A R D I O LT R E

La Viterbo medievale 2.0

L’“Accademia della Croce Scarlatta” crea occasioni di svago e relazione per minori a rischio di esclusione sociale A cura di Cristian Bua Siete una piccola, ma forte realtà di una grande Viterbo, parlateci di voi..

«

Outer Eden, da come evince il nome, è un piccolo Eden dove, gli amanti del gioco di ruolo, sono liberi di esprimere la loro fantasia attraverso il loro personaggio col quale vivere avventure sempre diverse e personali. Prima di parlare nello specifico della nostra Associazione ci sembra più corretto spiegare cosa sia il gioco di ruolo. Il gioco di ruolo è un gioco dove i giocatori assumono il ruolo di un personaggio che si muove all’interno di un’ambientazione dove avvengono fatti fittizi, strutturati dalla figura del “ Master”. Il Master, oltre che a creare le trame, le avventure ricopre anche il ruolo di arbitro, strutturando un regolamento ben preciso che i giocatori si impegnano a rispettare per assicurare un gioco fluido e sereno. L’esempio più famoso e comune è Dungeons & Dragons o abbreviato DnD. Noi, come ogni altro giocatore, ci siamo affacciati a questa realtà grazie proprio a questo gioco ma dobbiamo il nostro amore per l’aspetto più interpretativo dal meno conosciuto ELish, che ha un’ambientazione altrettanto vasta ma con meno regole, concentrando l’attenzione più sulla recitazione. La recitazione è appunto, soprattutto per il Gioco di ruolo dal vivo, un elemento molto importante, come i costumi, le scenografie e le armi simulate. Non bisogna certo essere attori per giocare di ruolo, attenzione, basta solo aver voglia di mettersi in gioco e uscire per un giorno dai soliti, noiosi e stressanti panni, per indossare quelli di chiunque noi vogliamo essere in quel momento, seguendo un copione personale e improvvisato. Ecco, noi, come associazione, ci occupiamo di rendere ciò possibile, indossando il ruolo di “Master”, usando il nostro regolamento, la nostra ambientazione (entrambi scritti e ideati da noi) e far vivere tali avventure sia cartaceo che dal vivo, sia ai più piccoli che ai più grandi. Per ora le nostre attività sono più puntate a un pubblico più giovane che varia dai 9 ai 13 anni creando per loro eventi settimanali sotto il nome di “accademia della croce scarlatta” ma a Gennaio amplieremo le attività per gli over 14.»

Come e perché è nata la vostra Associazione?

«In realtà è nato tutto per regalare un compleanno diverso a mia cugina 3 anni fa. Essendo noi giocatori di ruolo incalliti, sia da tavolo che dal vivo, ho ritenuto potesse essere divertente per dei bambini sperimentare questa attività. Ed Ha funzionato.» Francesca: «Direi! Il giorno dopo siamo stati invasi da bambini che chiedevano di giocare ancora “a spade”.

INFORMAZIONI

Uno dei momenti di “role play” organizzato a Viterbo

Come potevamo dirgli di no?» G: «Da quel giorno abbiamo iniziato a creare piccoli eventi per i bambini del quartiere nel giardino pubblico dove si era creato un bel gruppetto. Visto il successo e l’aumento dei bambini abbiamo pensato…Perché no?» F: «Da sempre il GDR (Gioco di Ruolo) era un’attività relegata agli adulti, i motivi erano molteplici e alcuni più che giusti, ma chi meglio dei bambini può immergersi in un mondo fantastico dove domina la fantasia?» G: «Cosi abbiamo iniziato a partecipare al Grest (Gruppo Estivo), feste pubbliche e non, sempre senza compenso, per il solo gusto di divertire e divertirci. Quando il seguito divenne numeroso, tanto da organizzare un Grest interamente gestito da noi e rigorosamente in tema, abbiamo ben pensato di renderla una cosa effettiva e concreta. Nasce così Outer Eden.»

Quali sono le sfide che dovete affrontare quotidianamente?

«Le sfide sono molteplici siamo in una città medioevale che si presta moltissimo, ma trovare spazi da poter utilizzare è paradossalmente difficile. Siamo sempre ospitati, fortunatamente, da parrocchie che per ovvi motivi sono limitative a livello di spazi e tempi. Curioso è che il nostro essere giovani (24-25 anni) fa spesso storcere il naso alle persone a cui ci rivolgiamo per organizzare i nostri eventi. Non so se per scetticismo o perché non abituati a l’intraprendenza giovanile, ma spesso risultano diffidenti o anche eccessivamente paterni, quasi se avere poco più di 20 anni non ti permetta di saper gestire la burocrazia e tutto ciò che compete “il mondo degli adulti”. Un altro dei problemi che, purtroppo, ci ha colpito ultimamente, è aver ricevuto varie accuse di plagio o furto di idee altrui. Ci teniamo a precisare che, come ogni scrittore, autore e qualsiasi altro creatore di contenuti abbiamo preso ispirazione da ciò che ci ha appassionato ed emozionato, ma tutto quello che è possibile vivere in Outer Eden è frutto della nostra fantasia»

Cosa state imparando da questa esperienza?

«La prima cosa in assoluto che abbiamo avuto modo di provare è la labirintica e contorta burocrazia italiana del quale però ora abbiamo trovato il filo di Arianna e possiamo quasi definirci “i Teseo” del nuovo millennio. Un’altra cosa che abbiamo appreso, questa volta sotto MAP

VITERBO

il profilo psicologico-relazionale, è che non esistono ragazzi problematici o ragazzi “normali”, ma semplicemente ragazzi empaticamente poliedrici che richiedono approcci diversi per entrare nella loro “sfera privata” ed instaurare un dialogo - continua Gianfranco - Spesso infatti da noi sono venuti ragazzi definiti “troppo vivaci” dai professori o genitori, che però si sono dimostrati i più “fertili” verso la nostra idea del sano gioco di ruolo. Infatti, dopo mesi di frequentazione, i genitori hanno riscontrato nei propri figli positivi cambiamenti comportamentali. Non ci professiamo come educatori o qualsivoglia figura atta a plasmare i comportamenti infantili, ma d’una cosa ne siamo fermamente convinti: a volte, basta saper ascoltare e mettersi nei panni altrui per capire meglio una persona… proprio come nel gioco di ruolo!»

Qual’é la soddisfazione più bella che avete avuto da quando è nata questa Associazione?

«La nostra soddisfazione più grande ce la danno i bambini. Vedere vivere in loro e nella loro fantasia ciò che noi creiamo e vederli unirsi in qualcosa che li accompagna anche al di fuori delle nostre attività. Vedere nascere amicizie, anche tra bambini che generalmente si ignorerebbero. Vedere annientate le classiche barriere sociali che non esistono nel gioco di ruolo da noi proposto o semplicemente vederli affrontare i problemi in maniera diversa, senza i timori odierni, ci dà la spinta, l’energia e la voglia di dare il massimo.»

Avete concluso o avete in cantiere qualche particolare iniziativa e/o progetti futuri? Volete parlarne? «Di progetti in cantiere ce ne sono fin troppi. Vorremmo espandere il nostro gioco in ogni campo possibile. Non ce la sentiamo ancora di esporre il contenuto di tali progetti, invitiamo, invece, a seguirci e a scoprirli insieme a noi!» Francesca e Gianfranco

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S P O RT & D I SA B I L I TÀ

Handbike

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le ammette ufficialmente sulle strade

Un modello di Handbike

U

na Handbike è un mezzo di locomozione che permette a qualunque persona, disabile o normodotato, di muoversi nell’ambiente sfruttando la propulsione fornita dalle proprie braccia. Nasce soprattutto come strumento adatto a spostarsi in sicurezza ed in autonomia. La Handbike è formata da un telaio con un sedile, sul quale chi la usa può posizionarsi seduto o sdraiato, al telaio sono fissate tre ruote, una anteriore e due posteriori. Esistono tre tipologie di Handbike, il tipo “ricreativo”, “intermedio” e “da competizione”. Le Handbike di tipo ricreativo sono mezzi senza obiettivi di prestazione, prevedono una seduta comoda e di facile accesso, una buona stabilità e comfort a discapito delle prestazioni e della velocità. Passando alle Handbike Intermedie arriviamo a una trasformazione piuttosto

marcata, presentano un telaio in alluminio o acciaio ma di forme nettamente diverse rispetto alla precedente, il baricentro risulta abbassato per guadagnare stabilità e favorire l’aerodinamicità per il raggiungimento di buone velocità, è il primo tentativo di rendere l’handbike un mezzo sportivo da usare in competizioni di vario tipo. Per ultimo e non meno importante, arriviamo alla Handbike da competizione, sono mezzi usati esclusivamente per le gare e gli allenamenti, hanno il baricentro estremamente basso con un’altezza da terra di pochi centimetri, il telaio è quasi interamente in carbonio con un’elevata attenzione alla riduzione del peso, le ruote montano esclusivamente coperture altamente performanti e lisce per garantire il massimo della scorrevolezza e della velocità. Nella giornata del 27 dicembre 2017 il Ministero dell’Interno, con parere favorevole del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha inviato una circolare a tutti gli organi competenti sulla cosiddetta “Handbike”, una bicicletta a due o tre ruote, destinata ad atleti con ridotta o nulla possibilità di deambulazione, che è mossa a propulsione muscolare attraverso una pedaliera azionata con le braccia. Acquisito il parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Interno «ritiene di dover precisare che la circolazione di tali veicoli è sempre ammessa sulle strade con le modalità ed alle condizioni previste per la circolazione dei velocipedi. - precisa

- Infatti questi mezzi, che sono mossi a propulsione muscolare, non possono essere qualificati, in nessun caso, come ausili medici destinati all’uso esclusivo degli invalidi ai sensi dell’art. 46 CDS (Codice della strada) - e continua - ma, se non superano le dimensioni ed i limiti di massa previsti dall’art. 50 CDS, devono essere qualificate come velocipedi.» Un’ottima notizia per tutti quegli atleti che si stavano arrendendo all’idea di non poter più fare ciò che amano e ciò che li appassiona. Ora si riparte a tutta velocità! Cristian Bua

INFO:

www.trentoanglat.it

Per ulteriori informazioni sulla legislazione che riguarda le Handbike si può liberamente chiedere ad ANGLAT con sede a Trento in Via di Madonna Bianca 74 - 38123

Rocky no hands

Il gamer professionista che usa la bocca nelle sfide ai videogiochi

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ato nel 1987 Rocky Stoutenburgh è un videogamer professionista che utilizza solamente la bocca per giocare ai videogiochi e da qui prende il nome RockyNoHands, voce utilizzata nella ricerche di internet per trovare e guardare le sue strabilianti performance. Nel 2006 un incidente ad una festa gli ha procurato gravi lesioni, slogando gravemente due delle vertebre toraciche e recidendo il midollo spinale, lasciandolo paralizzato dal collo in giù. Oggi Rocky riesce a malapena a ruotare le spalle, è costretto a lasciare le passioni per Hockey, sollevamento pesi e per le macchine ma trova un’altra attività che lo farà ritornare in carreggiata. I videogame! Assieme al fratello, cercando su un sito di controller per videogiochi, si imbattono nel Quadstick, un controller che viene utilizzato solo tramite la bocca prodotto lanciato in produzione nel 2014. Rocky spiega che il funzionamento del Quadstick è abbastanza complesso, ci sono 3 forellini nei quali soffiare l’aria, 2 dove aspirare e un bottone da premere con le labbra, mediante le diverse combinazioni, in totale 32, si possono eseguire comandi differenti. Sul computer è presente un software apposito per convertire ed adattare i segnali del controller ai diversi videogame. Dopo mesi di allenamento e molte ore passate davanti al Quadstick, all’inizi di gennaio di quest’anno, Rocky apre un canale YouTube mettendo i

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momenti più epici delle sue partite online e decide anche di apparire su Twitch, piattaforma dedicata per le live streaming, mostrando come la disabilità non è un impedimento nemmeno per i videogiochi. Per lui, è un ottimo modo per socializzare e anche per dimostrare che i giocatori disabili possono giocare in modo Rocky Stoutenburgh in azione competitivo! Le sue settimane sono piene di terapia fisica e trattamento per la sua malattia nel sangue, ha un altro intervento chirurgico in arrivo per rimuovere la cistifellea ma trova sempre tempo da dedicare al suo nuovo hobby. “La gente non sa molto di giochi affiancati dalla disabilità”, afferma Rocky. “La gente non pensa nemmeno che sia possibile che io giochi solamente con la mia bocca, quindi sono davvero meravigliati di quanto sono bravo. Penso che sia per questo che molte persone mi guardano e mi seguono”. Attualmente Rocky gioca a Playerunknown’s Battlegrounds, un gioco di sopravvivenza competitivo molto complesso e dinamico persino per chi uti-

lizza entrambe le mani. Un partita classica è composta da 100 giocatori che battagliano per avere la meglio e sopravvivere utilizzando armi, rifornimenti e strategie differenti, Rocky ha collezionato parecchie vittorie usando solamente la bocca ed essere un giocatore competitivo gli da’ molte soddisfazioni. Mostrare e vincere la propria disabilità è un ottimo passo per abbattere un’altra barriera, persino nei giochi online! Samuel Daldin

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PA G I N A D E L L A C U LT U R A

Costa Rica

Un paese florido e incontaminato che da 70 anni è senza esercito

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’Italia spende circa 64 milioni di euro al giorno per le sue Forze armate. Pur comprendendo la necessità di avere servizi segreti efficienti, delle forze armate sempre più integrate a livello europeo e a servizio dei peace-keeping dell’Onu, vediamo il caso studio del Costa Rica; paese relativamente prospero e felice, nonostante la criminalità tipica del centroamerica! Guatemala, Honduras e El Salvador, infatti, sono afflitti da povertà e violenza croniche. Sono fucine di rifugiati per gli Stati Uniti. Panama, data la sua posizione strategica, ha purtroppo acquisito il titolo indesiderato di “capitale mondiale per riciclaggio di denaro sporco e corruzione”. E tutti assieme, compreso il Nicaragua paralizzato da paura e violenza, affrontano ricorrenti sconvolgimenti politici. Eppure, in mezzo a questo caos, il Costa Rica rimane un’isola di stabilità politica e prosperità economica. Il segreto del paese è che non ha nessun esercito permanente. Ha utilizzato i risparmi della spesa per la difesa per migliorare l’istruzione, l’assistenza sanitaria e una rete di sicurezza sociale durevole. In questo 2018, il Costa Rica segna il suo 70° anniversario dall’ abolizione delle sue Forze Armate: di cielo, di mare e di terra, per dirla con chi si affacciava a Piazza Venezia. S’è classificato lo scorso anno primo in America Latina e dodicesimo al mondo in felicità, secondo il World Happiness 2017. Per l’ Happy Planet Index addirittura al primo posto al mondo. Questo paese tropicale, che ospita la più grande densità di specie al mondo, è orgoglioso delle sue politiche ecologicamente amichevoli che attraggono turisti nelle sue giungle lussureggianti. Gode anche di uno standard di vita doppio rispetto a quello di altre nazioni centroamericane, ad eccezione di Panama, che trae profitto dal Canale di Panama. L’esperimento del Costa Rica senza militari iniziò nel 1948, quando il ministro della Difesa Edgar Cardona supportò l’idea dell’ex ministro dell’Interno Alvaro Ramos di spendere di più per istruzione e salute. José Figueres, allora presidente provvisorio, presentò la proposta all’assemblea costituente, che l’ approvò. Invece di una forza armata permanente l’assemblea creò una nuova forza di polizia civile per difendere la nazione soprattutto dalla microcriminalità. E’ come se il governo italiano, tra le molte folli spese in ambi-

to militare, decidesse di convertire i 13,5 miliardi per i bombardieri F35 in canadier e protezione civile a salvaguardia del suo paesaggio. Ramos, 62 anni, disse che il cambiamento portò immediatamente La foresta pluviale del Costa Rica a molti progressi per il Costa Rica, specialmente negli anni ‘50 e ‘60. Sue Egli affermò che l’amministrazione Reagan era “osparole: “il tenore di vita degli ammalati, la società ru- sessionata” negli anni ‘80 nel sostenere i Contras del rale salì, (e) costruimmo grandi ospedali, ma soprattut- Nicaragua, il gruppo ribelle di destra che si opponeva to, ci fu un massiccio incremento dell’istruzione”. al governo socialista sandinista. Arias respinse l’opzioIl Costa Rica, infatti, primeggia nella sanità e nell’i- ne militare del presidente Ronald Reagan e ricevette il struzione primaria sia nella regione latinoamericana Nobel nel 1987 per aver guidato un piano di pace con che caraibica. Ha il secondo tasso più basso di morta- i capi di stato dell’America centrale per concordare la lità infantile dopo il Cile e un tasso di alfabetizzazione cooperazione economica e una risoluzione pacifica di pari al 98%, secondo il rapporto sulla competitività quel conflitto. globale 2016-17 del World Economic Forum. “In ogni trattativa ottieni quello che puoi, non quelIl paese fornisce anche assistenza sanitaria universa- lo che vuoi”, disse Arias. “Abbiamo nelle nostre mani le ai suoi cittadini e residenti permanenti, contraria- il futuro dei giovani centroamericani e non possiamo mente agli USA che vorrebbero abolire l’Obamacare. fallire”. Arias criticò gli Stati Uniti per essere un paese L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifi- che ama la guerra e risolve i suoi conflitti con la vioca il Costa Rica come il miglior sistema sanitario lenza. in America Centrale e lo pone al 36° posto migliore al Il Costa Rica rimane una nazione pacifica nonostanmondo. te le continue violenze nei paesi vicini. Il confine tra Il paese del centroamerica ha una storia di sostegno Costa Rica e Panama divenne l’unica frontiera non presidenziale per la pace e la trasformazione nonvio- militarizzata al mondo dopo che anche Panama seguì lenta dei conflitti. L’ex presidente e premio Nobel per l’esempio del Costa Rica e convertì le sue Forze Armala pace Oscar Arias, infatti, affermò che la negozia- te nel 1989. zione è il modo migliore per evitare lo scontro: “Le Dimenticavo. 64 milioni di euro al giorno spesi in Italia soluzioni militari ai conflitti dovrebbero essere l’ultima, per le Forze Armate sono pari a 23 miliardi di euro l’ultima risorsa”; “qui, i conflitti sono risolti in un tavo- all’anno, come ripete Unimondo da una ventina d’anlo delle trattative”. ni. Non dico l’abolizione, per il rispetto dei patti interArias, 77 anni, ricevette l’attenzione internazionale nazionali, ma il dimezzamento sarebbe un coraggioso durante il suo primo mandato presidenziale nel 1986 programma politico. per i suoi sforzi volti a porre fine alle principali guerre civili e alle rivoluzioni pro-comuniste in diversi paesi Fabio Pipinato centroamericani.

“Per tre cose vale la pena vivere” LETTURE

Romanzo di Paolo Borsoni edito dalla casa editrice ETS Pisa 2017

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a vicenda narrata si svolge negli ultimi tre decenni del secolo scorso. Gli anni ’70 in Italia furono attraversati da movimenti di contestazione. Con entusiasmo, a volte con ingenuità, si credeva possibile liberare il mondo da autoritarismo e sfruttamento; la convinzione era che idee di giustizia sociale sarebbero divenute presto le basi di un mondo migliore. Nel fervore di rivolte, in una facoltà di Matematica s’incontrano due ragazzi e una ragazza. Sono guidati da un’istintiva avversione per quanto c’è di finto e di costruito nel mondo e da un’irrequietezza che fa sembrare loro esigua e misera la vita imposta dalle generazioni precedenti con le sue regole ferree, a volte arbitrarie, e, in alcuni casi, segnate da ipocrisie. I tre amici trascorrono i pomeriggi cercando di decifrare le complesse teorie di algebra e

geometria. L’irrequietezza all’inizio è una compagna eccitante. E se il bandolo della matassa di ragionamenti infinitamente complessi all’inizio sfugge, affrontandolo assieme i problemi divengono meno complicati; dove la mente si perdeva da sola, ora il nodo da disbrogliare è a portata di mano. Tra scoperte, nuove esperienze, la ragazza è divisa fra i due amici. L’intelligenza, l’ironia, l’amicizia consentono a ciascuno di acuire al meglio le proprie qualità. A poco a poco tuttavia le vie dei tre si dividono. Sentimenti, pensieri vengono pervasi da dissonanze ed emozioni che oscurano principi e scelte. Il dialogo fra loro si perde, si confonde, e quasi in una “geometria paradossale del destino” la sorte sembra prendersi gioco di ciascuno quando la vita si dirige verso approdi diversi da quelli immaginati e desiderati. Il punto d’arrivo rovescia le aspettative, delinea un piano discorde da quello che sembrava prevedibile, immaginabile. Renato Caccioppoli, un estroso professore di Analisi Matematica dell’Università di Napoli, nella ricerca di un senso nella vita indicò tre cose per cui vale la pena vivere. Quelle stesse attraversano la storia e l’anima dei

tre protagonisti del romanzo di Paolo Borsoni. Il testo, quando era ancora inedito, ha vinto premi letterari. La giuria del Premio ‘Liberali’ nell’assegnargli il primo premio ha scritto: "Un romanzo bello e intrigante. Il contenuto offre più spunti validi e avvincenti. L'autore presenta un’interessante panoramica del genere umano attraverso la narrazione di una storia dalle ambientazioni e situazioni inconsuete con uno sguardo dolce-amaro. L’opera molto originale nel contenuto, articolata nella psicologia, è espressa in modo chiaro e scorrevole. Il lettore si sente trasportato nella trama, preso amichevolmente per mano dall'espressione diretta e colloquiale. Lo scrittore dimostra sensibilità e senso poetico, da cui affiora pathos, talvolta più leggero, talvolta più inquietante e mistico. La capacità descrittiva dei personaggi e dei luoghi è ottima come l'organizzazione e lo sviluppo della trama. Nel suo insieme l'opera è una rappresentazione graffiante della precarietà dell'uomo contemporaneo". Fonte:casa editrice ETS

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