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BIMESTRALE DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE PRODIGIO ONLUS SUL MONDO DEL DISAGIO E DELL’HANDICAP NUMERO VI -DICEMBRE 2017 - ANNO XVIII - 105° NUMERO PUBBLICATO

WWW.PRODIGIO.IT

PROGETTO DI GIORNALE NarrAbility

Esperienze di innovazione sociale: Cooperativa CS4 Il progetto di redazione accessibile promosso dall’associazione PRODIGIO che puoi sostenerlo anche tu pagina 2

Intervista alla presidente Anna Orsingher che ci racconta le principali attività e i progetti innovativi della cooperativa pagina 3

Disabilità e lavoro

Premio letterario Giuseppe Melchionna Al via la seconda edizione del concorso per dare voce alla disabilità

Un diritto da garantire, una realtà da affrontare pagina 6

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NON RIMANERE MUTO COME UN PESCE LEGGI e SCOPRI LE NOSTRE INIZIATIVE ! azi

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IN EVIDENZA

NarrAbility

EDITORIALE

Aiutaci a coltivare il progetto per creare una redazione davvero accessibile Giuseppe Melchionna in viaggio a Istanbul

Narrare e’ Umano

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a narrazione è un gesto di libertà. Ci permette di trasmettere pensieri, sensazioni , storie regalandoci punti di vista sul mondo e sulle esperienze di vita. Storicamente questa associazione ha fatto della narrazione e del racconto giornalistico un modo per sensibilizzare in primis il lettore e in secundis la collettività, su tematiche poco conosciute e lontane dai riflettori. Ma le cose sono cambiate negli ultimi anni, siamo difronte ad un rinnovato fervore letterario, un filone narrativo che parte dal basso e nella base trova nuova linfa e curiosità. La diversità, da tabù si trasforma giorno dopo giorno in valore, in ricchezza culturale ed esperenziale. L’abbiamo toccata questa energia narrativa, con l’ultimo concorso letterario dedicato a Giuseppe Melchionna, fondatore di pro.di.gio. nonchè promotore di molte iniziative e azioni a favore delle persone con disabilità. In sua memoria l’anno scorso molte persone da tutta Italia hanno preso carta e penna, tastiera o altri ausili e hanno raccontato storie, composto poesie e scattato fotografie per raccontare la fragilità della disabilità. Un’esperienza condivisa stupenda che si ripropone anche quest’anno con la seconda edizione del concorso che vuole raccontare i piccoli gesti che fanno la differenza ogni giorno. Il racconto si esprime in diverse forme.. scegliete la vostra e ricordatevi che almeno in questo campo le barriere non esistono. l.p.

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al 1999 l’Associazione PRODIGIO Onlus si impegna per favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità motorie e/o cognitive e delle loro famiglie, attraverso laboratori formativi, eventi di quartiere, concerti “sbarrierati”, interventi nelle scuole e nuove modalità di comunicazione. Da quindici anni infatti PRODIGIO è anche un pro.di.gio., ovvero un “Progetto di giornale” bimestrale, pensato per dare voce a chi, a causa della propria situazione fisica, mentale e sociale, vive ai margini della comunità. Alternando gli strumenti giornalistici tradizionali alla comunicazione digitale, l’Associazione ha costruito, presso la propria sede in via Gramsci a Trento, una vera e propria redazione accessibile, con locali e attrezzature idonee a soddisfare le più diverse esigenze assistenziali, dove ogni mattina un gruppo misto composto da

volontari, soci fondatori, giornalisti e giovani in servizio civile, abili e non, si riunisce e si confronta in un flusso continuo di pensieri ed opinioni in cui tutti hanno molto da imparare e qualcosa da insegnare. Il progetto Il progetto NarrAbility, nasce dalla fusione dei termini “narrazione” e “abilità” e si propone di rompere gli schemi che trasformano la disabilità e la malattia in debolezze da circoscrivere in ospedali, centri diurni e strutture specializzate. Spesso infatti le persone disabili vengono “catalogate” in base alla limitazione fisica

In breve I fondi raccolti con il progetto servono per promuovere la partecipazione attiva di persone con disabilità motoria e cognitiva all’interno della comunità. che le contraddistingue, senza pensare che sono molto più di questo. Di qui l’idea di aiutarle ad uscire dall’isolamento e a riacquisire un ruolo propositivo all’interno della comunità di riferimento. Come? Attraverso una narrazione a due voci: da una parte quella della persona disabile, che verrà accompagnata dalla redazione di PRODIGIO in un percorso di preparazione

al public speaking e avviata, attraverso l’ausilio di apparecchiature elettroniche, ai rudimenti della comunicazione. Dall’altra quella del contesto sociale di riferimento, con particolare attenzione alle scuole e alle biblioteche, in cui, a fine corso, i protagonisti di NarrAbility si recheranno a portare la propria testimonianza, nella convinzione che l’arte del raccontarsi sia fondamentale per abbattere il muro della diffidenza e rafforzare l’identità collettiva e individuale della nostra società. Rovesciando il paradigma del disabile come “utente di un servizio” per trasformarlo invece in protagonista attivo del dialogo, capace di assumere ruoli di leadership, questo progetto intende favorire l’inclusione sociale dei disabili e delle loro famiglie, ma anche promuovere la costruzione di una comunità meno indifferente, capace di considerare la “diversità” un valore anziché un peso e di andare oltre l’apparenza fisica

per concentrarsi sul vissuto delle singole persone che la compongono. Il corso di formazione alla comunicazione per le persone disabili e le loro famiglie promosso tramite Narrability partirà nella primavera del 2018 e si svolgerà in via Gramsci 46 A e B a Trento, presso la sede di PRODIGIO, completamente “sbarrierata”. Gli incontri pubblici di restituzione, per i quali sono già stati presi accordi con istituti scolastici, associazioni e biblioteche, si svolgeranno invece sull’intero territorio provinciale. Le trasferte avverranno con il pullmino accessibile dell’Associazione PRODIGIO, per garantire la piena sicurezza dei partecipanti. la Redazione

Il concorso Pag 11

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pro.di.gio.

l 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, Prodigio lancia la seconda edizione del concorso in memoria di Giuseppe Melchionna. Iscrizioni aperte fino al 28 febbraio 2018. In premio buoni acquisto libri e la partecipazione a una mostra itinerante per abbattere le barriere architettoniche. Il concorso, gratuito e suddiviso in tre diverse sezioni (racconto, poesia, fotografia), verrà laciato il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Questa seconda edizione del Premio è dedicata ai piccoli gesti che, nelle loro più diverse sfaccettature, rendono ogni giornata preziosa e degna di essere vissuta.

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Proprietà: Associazione Prodigio Onlus Indirizzo: via A. Gramsci 46/A, 38121 Trento Telefono: 0461.925161 Fax: 0461.1590437 Sito Internet: www.prodigio.it E-mail: associazione@prodigio.it Aut. del Trib. di Trento n. 1054 del 5/6/2000 Spedizione in abbonamento postale Gruppo 70% Stampa: Publistampa (Pergine Valsugana).

Direttore responsabile: Francesco Genitoni. Redazione: Luciana Bertoldi, Carlo Nichelatti, Lorenzo Pupi, Giulio Thiella, Martina Dei Cas, Maurizio Menestrina, Samuel Daldin, Cristian Bua. Hanno collaborato: Alessia Vinante, Gloria Frizzera, Silvia Sasso, Francesca Manganotti, Anna Orsingher, Mirko Toller, Fabio Toller, Brunella Grigolli, Marco Gaudenzi. In stampa: 11 dicembre 2017.

Abbonamento annuale (6 numeri) Privati €15,00; enti, associazioni e sostenitori €25,00 con bonifico bancario sul conto corrente con coordinate IBAN IT 67G 08304 01846 000046362000 intestato a “Associazione Prodigio Onlus” presso la Cassa Rurale di Trento indicando la causale “Abbonamento a pro.di.gio.”


E S P E R I E N Z E D ’ I N N OVA Z I O N E S O C I A L E

Cooperativa CS4

#5.RUBRICA DI APPROFONDIMENTO A CURA DELLA REDAZIONE PRO.DI.GIO.

L’intervista con la Presidente

Anna Orsingher

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alla reclusione all’inclusione: la coop CS4 nelle sue cinque sedi, in Valsugana, val di Cembra e Trento, dal 1988 apre il mondo del lavoro a persone con disabilità cognitiva che in passato sarebbero state destinate a una vita (altrimenti) segregata e passiva. L’organizzazione permette di gestire attività e servizi alle persone accolte con la possibilità di sperimentarsi nelle situazioni più favorevoli durante il proprio progetto individuale. Ne parliamo con la presidente Anna Orsingher.

Quando e come nasce la cooperativa? La cooperativa sociale nasce in alta Valsugana dopo un lungo periodo in cui i disturbi psichici erano ancora seguiti al meglio, infatti il manicomio molto spesso non era una cura per il paziente, ma era per lo più una reclusione e un allontanamento dal mondo. Dal 1988 la cooperativa si occupa di seguire quella fascia di utenti che ha difficoltà psico-fisica, disturbi psichiatrici e nell’inserimento sociale attraverso l’uso di laboratori individuali o di gruppo nelle cinque sedi del trentino: Spini di Gardolo, Pergine Valsugana, Levico Terme, Torcegno e Grumes. Raggiunge la città di Trento nel 1998 aprendo il primo laboratorio per reinserimento di ragazzi.

Chi sono i beneficiari dei vostri servizi? La fascia di età di persone seguite è molto varia, spiega Anna, partendo dai 18 fino ai 60 anni, dunque creare momenti di inclusione partecipata è molto difficile avendo un contesto in cui le persone hanno, molto spesso e volentieri, bisogni e pensieri differenti dovuti anche dalla differenza di età come normale che sia. Ogni persona viene seguita individualmente offrendo un sostegno che corrisponde a diversi bisogni, come l’acquisizione ed il mantenimento di autonomie lavorative mediante dei laboratori. <<Un tema importantissimo è quello di vedere le persone tutte con gli stessi diritti, ovvero di accedere a tutto quello che hanno bisogno, come l’istruzione, la sanità, il lavoro, il territorio>>. Che tipi di laboratori sono presenti nella cooperativa? La sede a Spini di Gardolo offre diverse tipologie di laboratorio. “RiCò” (Riuso Condiviso), ovvero un progetto sperimentale nato nel 2015 che offre uno spazio a disposizione di tutti i cittadini dove si

possono acquistare, a prezzi contenuti, beni usati. Il motto del negozio è “A RiCó potrai portare beni usati e trovarne a tua volta altri utili e in buono stato” ed è gestito in tutto e per tutto da alcuni ragazzi che stanno partecipando ai laboratori di inclusione offerti dalla cooperativa, le classiche mansioni, come l’esposizione, il catalogo, la pulizia, accogliere il cliente, sono tutti momenti di crescita ed acquisizione di competenze. Il confezionamento prodotti e la sala del cucito sono altri due laboratori che la sede a Spini di Gardolo offre ai suoi utenti per svolgere mansioni assegnate da enti esterni, nel primo caso, e per contributo anche di privati nel secondo. Attività nelle quali viene richiesta molta concentrazione e pazienza ma che portano risultati positivi e soddisfazioni, affermano alcuni ragazzi con cui abbiamo avuto modo di scambiare due parole.

Quale è il laboratorio più stimolante per le persone?

L’evento “abitare il futuro” del 4 novembre è stato seguito anche da alcuni ragazzi della cooperativa i quali hanno raccontato brevemente il percorso durato un paio di mesi per prepararli ad affiancare una guida museale, poiché l’iniziativa si è svolta al MuSe di Trento. Non nascondevano affatto l’emozione, e un po’ il timore, di esporsi e parlare davanti ad un pubblico numeroso, cosa che, chi più chi meno, è presente in tutti noi. Al di là delle emozioni che sono emerse durante il famoso giorno il progetto è stato un successo. La Redazione

Progetti in breve

A Pergine Valsugana è presente un appartamento domotico che permette alle persone con disabilità psicofisica di intraprendere un percorso incentrato sull’abitare autonomamente permettendo ai conviventi di gestire tutte le attività riguardanti la vita domestica. Durante il percorso sono presenti, seppur in fascia oraria limitata, degli educatori di sostegno, e in mancanza di essi è presente un sistema di videoconferenza che permette un tempestivo intervento a distanza, dunque si è protetti per ogni possibile esigenza. Il sistema domotico è in grado di gestire in totale autonomia i sistemi di allarme in situazioni di rischio incendio, perdita d’acqua, danno elettrico, persona in difficoltà, garantendo la totale sicurezza degli inquilini.

Ci sono iniziative o progetti in corso d’opera?

INFO E CONTATTI

MAP

Cooperativa Sociale CS4, via Dossetti 8 38057 Pergine V.

0461 1755550

Appartamento domotico: A Pergine

Valsugana è presente un appartamento che permette alle persone con disabilità psicofisica di intraprendere un percorso incentrato sull’abitare autonomamente permettendo ai conviventi di gestire tutte le attività riguardanti la vita domestica.

Abitare il futuro: percorso sperimentale durato un paio di mesi seguito anche da alcuni ragazzi della cooperativa per prepararli ad affiancare una guida museale, l’iniziativa si è svolta al MuSe di Trento il 4 novembre scorso.

“RiCò” (Riuso Condiviso):un

progetto sperimentale nato nel 2015 che offre uno spazio a disposizione di tutti i cittadini dove si possono acquistare, a prezzi contenuti, beni usati.

cs4@cs4.it

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www.cs4.it

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TERRITORIO

L’altopiano dell’accoglienza Villa Rizzi, “generatore” di educazione e formazione per ragazzi

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a giornata a Villa Rizzi inizia con Gloria Frizzera, una formatrice che ci accoglie per mostrarci questo posto immerso nel verde, tranquillo e lontano dal brusio della città, situato a Sardagna, un paese localizzato su un antico altopiano orientale del versante del monte Bondone. Ci racconti la storia di questa Villa? In origine era proprietà di un signore proveniente da Torino, che rimasto affascinato dagli spettacolari paesaggi trentini, decise di creare un piccola villeggiatura e di circondarla con vari tipi di fiori, ognuno preso da ogni posto che andava a visitare. Per disaccordi di ereditarietà la Villa finisce nelle mani della Provincia Autonoma di Trento e concessa in uso alla Comunità Murialdo nel 1988. Inizialmente si praticavano attività di orticoltura ed allevamento, successivamente si introduce la coltura di piccoli frutti come more, lamponi e mirtilli. Fra il 2008 ed il 2009 si inseriscono elementi significativi di cambiamento che favoriscono a delineare la configurazione attuale del progetto di socializzazione al lavoro.

IN BREVE Villa Rizzi è un generatore di opportunità per la promozione della comunità e del territorio.

«La mission principale è quello di svolgere un servizio di accoglienza di minori e giovani e creare una situazione di socializzazione dove i ragazzi acquisiscono autonomie e competenze utili nella vita quotidiana mediante lo strumento del lavoro». Durante il nostro tour infatti, un via e vai di persone indaffarate ci circonda, pulire pavimenti, svuotare i bidoni e andare a fare la spesa sono alcune delle abituali mansioni svolte dai ragazzi. La Villa dispone di un terreno utilizzato per la coltivazione di erbe officinali che a loro volta servono per la produzione di creme, infusi, shampoo e sali da cucina aromatizzati. Il processo di creazione di quest’ultimi è rappresentato da una lunga filiera produttiva partendo dalla coltivazione, raccolta, essiccazione, trasformazione, confezionamento e fine alla vendita, mediante procedimenti particolari a seconda del prodotto che si vuole realizzare. «Grazie a questo i ragazzi acquisiscono competenze come l’autonomia, la responsabilità e la puntualità» conclude dicendo Gloria. Rete, socializzazione, accompagnamento e lavoro sono le parole chiavi della Villa che offre attività calibrate a seconda delle esigenze di ciascun ragazzo, avvicinandolo così a una crescita consapevole di ciò che va a fare. La lavorazione della terra e di piante naturali come le erbe rappresenta uno stimolo sano che rientra pienamente nei canoni di rispetto dell’ambiente e crescita individuale, un terreno fertile perfetto per potenziare

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MARKETING SAIT

Di cosa ci si occupa a Villa Rizzi?

le conoscenze e capacità di base mantenendo un ruolo attivo nella vita sociale e professionale. Per concludere la nostra visita, veniamo invitati a fare la quotidiana merenda con i formatori e ragazzi del posto, assaporando attorno ad un tavolo uno degli infusi preparata dalla Villa. Un momento importante nel quale abbiamo occasione di scambiare alcune chiacchiere con gli attuali ragazzi che lavorano, chi da alcuni mesi e chi da poche settimane. Villa Rizzi è un generatore di opportunità per la promozione della comunità e del territorio. Samuel Daldin

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P U B B L I C A U T I L I TÀ Organizzazione eventi: dopo il modulo unico, on line la nuova guida

strumento editabile per richiedere, con un’unica istanza presso un unico sportello, tutti i diversi adempimenti di competenza comunale necessari, l’assessorato alla semplificazione e la direzione generale hanno completato il percorso di semplificazione in materia con la realizzazione di una nuova guida eventi. È il risultato finale di un percorso partecipativo che ha visto il coinvolgimento dei rappresentanti delle associazioni del territorio e il contributo fondamentale di tutti i servizi comunali competenti. L’Amministrazione comunale inoltre ha avviato un dialogo con

tutti gli enti coinvolti nel complesso iter di organizzazione di un evento, per promuovere la concentrazione e digitalizzazione della modulistica richiesta e per raccogliere in un unico strumento, il più possibile completo, le informazioni utili per organizzare eventi in città. La nuova guida eventi: è pubblicata sul sito istituzionale in formato digitale, facilmente aggiornabile e consultabile, e utilizza un linguaggio semplice e diretto è strutturata come una “mappa” per orientare la ricerca delle informazioni necessarie in base alle esigenze di chi organizza l’e-

vento, con collegamenti diretti alle schede informative, ai moduli e ai siti degli enti esterni coinvolti presenta una sezione dedicata ai canali di promozione dell’evento (calendario degli eventi del sito istituzionale e Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi). La guida online sarà periodicamente aggiornata, anche sulla base delle segnalazioni degli utenti e degli Enti interessati. Verrà pubblicata prossimamente anche una versione in formato cartaceo.

il comitato organizzatore dell’Adunata e il Comune di Trento hanno firmato a inizio novembre una convenzione pratica, operativa, che formalizza i modi e i luoghi della collaborazione tra ente pubblico e Ana. Se, da una parte, il Comune assicura la più ampia collaborazione, mettendo a disposizione gratuitamente immobili (tra cui il Teatro Sociale e il Briamasco), strutture, aree pubbliche, utenze elettriche e idriche, dall’altra il Coa si assume una lunga serie di impegni, tra cui quello di mantenere in buono stato le strutture concesse, di allestire accampa-

menti e servizi igienici, montare e smontare il palco delle autorità, di predisporre il servizio d’ordine e, se necessario, di apportare migliorie e provvedere alla manutenzione delle aree pubbliche. A firmare la convenzione sono stati il sindaco Alessandro Andreatta e Renato Genovese, presidente del Comitato organizzatore. L’Adunata del prossimo anno, la novantunesima, si svolgerà peraltro a un secolo dal termine della Grande Guerra. Nelle intenzioni dell’Ana sarà dunque l’Adunata della pace e della riconciliazione come testimonia

il logo dell’appuntamento: una colomba la cui coda assume i tratti di una penna alpina. Proprio a Trento per la prima volta sarà ospitata la cosiddetta “cittadella della protezione civile” per dare evidenza delle diverse specialità che spaziano dai sommozzatori agli alpinisti, dai cinofili ai droni. Si tratterà di un’esposizione dinamica, che sarà allestita nei giardini di Piazza Dante. Motto della novantunesima adunata sarà la frase incisa sulla parete sud del Dos Trento “Per gli Alpini non esiste l’impossibile”.

UN LIBRO, UNA CITTA’ Chi vuol leggere “Il nome della rosa”?

di maggior successo, “Il nome della rosa”: gothic novel, cronaca medioevale, poliziesco, allegoria e giallo, il volume è stato scelto nei mesi scorsi dai frequentatori di biblioteche e librerie come romanzo da leggere insieme nel corso del 2018. Il progetto “Un libro, una città” entrerà infatti nel vivo nei primi mesi del prossimo anno con una serie di iniziative: tra queste, la lettura pubblica del romanzo a cui tutti i cittadini di Trento possono contribuire. In particolare, l’invito è rivolto agli studenti delle scuole superiori, che in cambio della disponibilità a misurarsi con la storia di Guglielmo da Baskerville e Adso da Melk riceveranno in regalo una co-

pia del romanzo. Tra le prime candidature arrivate alla Biblioteca di via Roma, quella del liceo classico Prati: sei ragazzi dell’istituto, che dedicheranno a “Un libro, una città” il loro periodo di alternanza scuola-lavoro, sono già all’opera per selezionare temi e brani de “Il nome della rosa” e per produrre una “messa in scena” che sarà poi proposta al pubblico. Ma naturalmente le candidature sono tuttora aperte: gli interessati possono prendere contatto con Paolo Malvinni, referente del progetto (telefono 0461 889524, email paolo_malvinni@comune.trento.it). Tra le iniziative già programmate per la prima parte

dell’anno c’è anche lo spettacolo teatrale “Il nome della rosa” in scena al Sociale dal 22 al 25 marzo. Omaggio a Umberto Eco nel primo anniversario della scomparsa, lo spettacolo, grazie alla ri-scrittura drammaturgica di Stefano Massini, porta in scena un racconto dal ritmo serrato, capace di unire la tensione del giallo a momenti di ironica leggerezza. La regia è di Leo Muscato, gli interpreti sono Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Renato Carpentieri, Luigi Diberti, Luca Lazzareschi. La produzione è del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Stabile di Genova.

Pronto il progetto definitivo del Tempio crematorio; 5 milioni e mezzo il costo

L’edificio - costituito da un unico volume - prevede al suo interno una serie di spazi dedicati allo svolgimento della cerimonia funebre: tra i più importanti vanno evidenziati la sala per il commiato, confinante con la sala dei forni (previsti in numero di due per consentire una doppia cerimonia, con tempi sfalsati) ed alcuni spazi dedicati all’attesa dei congiunti, oltre a spazi tecnici e di uso da parte del personale. Il progetto prevede anche un possibile utilizzo dello spazio della copertura, immaginato come luogo di meditazione, oltre alla realizzazione di nuove cellette lungo il muro perimetrale della parte nord dell’ampliamento novecentesco, proposto in sostituzione dell’attuale siepe.

L’impianto potrà svolgere fino a 12 cremazioni complessive al giorno (6 per linea). Il Consiglio Comunale (con deliberazione n. 27 di data 18 aprile 2011) aveva definito la localizzazione del tempio crematorio all’interno dell’ampliamento novecentesco del quadrante sud. Il progetto preliminare è stato elaborato dagli architetti Franco Voltolini e Giancarlo Conci del Servizio Edilizia Pubblica del Comune. L’opera – che costerà 5 milioni e mezzo di euro - è stata aggiudicata mediante appalto integrato con offerta economicamente più vantaggiosa previa acquisizione in sede di gara del progetto definitivo, elaborato dai

concorrenti sulla base del progetto preliminare predisposto dall’Amministrazione. Aggiudicataria è risultata l’A.T.I. (associazione temporanea d’imprese) costituita da D.F. Costruzioni srl, Nord Costruzioni srl e Ciroldi spa Officine Meccaniche. In questo tipo di procedura l’affidatario ha l’incarico di predisporre anche il progetto esecutivo, oltre alla realizzazione dell’opera. Successivamente all’approvazione del progetto definitivo verrà stipulato il contratto di appalto; l’aggiudicatario dovrà poi consegnare il progetto esecutivo validato entro 150 giorni ed eseguire l’opera in 540 giorni, dopo l’approvazione del progetto esecutivo.

Dopo avere realizzato il nuovo modulo unico per l’organizzazione di manifestazioni ed eventi sul suolo pubblico del territorio comunale, uno

Adunata 2018, già partito il conto alla rovescia

E’ già partito il conto alla rovescia per l’adunata nazionale degli Alpini, che dall’11 al 13 maggio del prossimo anno “invaderà” Trento con centinaia di migliaia di penne nere. Si tratta di un evento importante per la città: importante per numeri, sforzo organizzativo, ricadute economiche, ribalta mediatica. Per questo

Quasi dodici anni fa – precisamente il 17 febbraio 2006 – Umberto Eco incantava un teatro sociale strapieno parlando della funzione delle biblioteche, dell’insostituibilità dell’oggetto-libro, dello strapotere e dei limiti di Internet. Nel 2018 lo scrittore di Alessandria, scomparso nel febbraio del 2016, tornerà a “incontrare” i lettori trentini grazie al suo libro

Il progetto definitivo del Tempio crematorio si propone l’obiettivo di realizzare un impianto per la cremazione dei defunti all’interno del Cimitero Monumentale di Trento.

Pagina a cura del Comune di Trento

Sito Internet del Comune di Trento: www.comune.trento.it

Numero Verde 800 017 615

Invecchiare sì, ma non da soli!

Dai che te dago “na man mi”!

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o scorso ottobre, presso l’Oratorio Parrocchiale di Madonna Bianca, si è tenuto l’evento “Invecchiare sì… ma non da soli!”, organizzato dal Polo Sociale Oltrefersina – Mattarello, i relatori presenti erano Lucia Fronza, Coordinatrice dei progetti formativi della scuola di Preparazione Sociale e membro del Tavolo Territoriale Val d’Adige; Chiara Crepaz, Operatrice Socio Sanitaria presso RSA Gabbiolo; Giulia Avancini, gruppo Relation Social Work all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Gabriella Danesi, Familiare co-ricercatrice. La mattina dell’evento è stata un punto di ritrovo e di riflessione sulla “Anzianità della città” e sul fatto allarmante che sempre più anziani si ritrovano ad essere soli, infatti, nel solo comune di Trento su un totale

di 12.669 Anziani di età superiore ai 75 anni, ritroviamo che sono 4730 gli anziani che figurano “Anagraficamente soli”, un dato preoccupante e purtroppo in aumento. Durante la mattinata è stata fatta anche una pausa con UISP che proponeva alcuni esercizi di riattivazione per i partecipanti, UISP è un’associazione di promozione sociale e sportiva che ha l’obbiettivo di estendere il diritto allo sport per tutti i cittadini. Dal 1948, anno della sua fondazione: nel 2018 l’UISP compirà 70 anni e la sua storia racconta quella del nostro paese. Essa è una cittadinanza costantemente attiva che promuove educazione, civismo ed etica attraverso lo sport, UISP conta 1.345.000 soci e 17.750 Associazioni e Società affiliate. UISP, attraverso le sue iniziative, ha

l’obbiettivo di valorizzare le varie facce dello sport, da quello competitivo a quello coreografico-spettacolare, da quello strumentale (salute, benessere), a quello espressivo, con le pratiche individuali o collettive al di fuori di circuiti sportivi strutturati, o quelle più innovative come il Parkour. L’evento si è più concluso, dopo il pranzo, con il coro “Voglian Canta-

re” di Trento, un saluto ai Centenari della Circoscrizione e ringraziamento ai volontari del Telefono d’argento e infine il coro “Amici della Musica” del Centro Servizi Anziani in Via Belenzani. La Redazione

Durante il convegno all’oratorio di Madonna Bianca

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I N C LU S I O N E

Intervista a Silvia

Progetto, scrivo e realizzo libri tattili, adatti a tutti i bambini.

Silvia al ritiro del premio

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o conosciuto Silvia ad un corso preparto alla fine del 2012. Durante quegli incontri si condividevano spesso sogni e progetti per il futuro. Ricordo il suo particolare interesse per i bambini e il suo desiderio di dedicare più tempo alla sua famiglia. Siamo rimaste in contatto su Facebook e così ho potuto seguire nel tempo il concretizzarsi del suo nuovo lavoro che si svolge a contatto con mamme e bambini e che lo scorso giugno, l’ha inaspettatamente portata a confrontarsi con la disabilità. Per questo ho deciso di condividere con i lettori di Pro.di.gio. la sua storia. Fino al 2013 hai lavorato a tempo indeterminato per una società di formazione e consulenza aziendale. Hai comunque scelto di lasciare questa situazione stabile per dare spazio alla tua passione per i bambini e la creatività e farne un lavoro che sei riuscita a crearti su misura. I primi tempi sono stati difficili?

Quando sono diventata mamma,la mia vita e le mie priorità sono cambiate e per questo, per conciliare gli impegni familiari, e per realizzare il mio grande sogno, ho deciso di lasciare il posto fisso e percorrere la mia strada come libero professionista. I primi tempi non sono stati facili, ma per fortuna non mancano soddisfazione ed entusiasmo che mi permettono di proseguire sempre a gonfie vele. Inizialmente ho partecipato a diversi corsi di formazione dove ho conosciuto persone che come me, desideravano portare un piccolo contributo in questa società sempre così frettolosa e poco attenta ai bisogni delle famiglie e dei bambini. Insieme ad alcune ragazze abbiamo dato vita all’Associazione “La Fabbrica delle Coccole”, dedicata a creare momenti di relazione e di tempo lento, come il massaggio infantile o i percorsi di acquaticità e i laboratori creativi per realizzare materiali di apprendimento o di avvicinamento alla lettura per i più piccoli. I libri poi, nello specifico gli albi illustrati e tutti i libri per l’infanzia, mi hanno permesso di portare avanti un sogno che tenevo nel cassetto da anni, realizzare libri per “tutti i bambini”. In che cosa consiste il tuo lavoro? Progetto, scrivo e realizzo libri tattili, adatti a tutti i bimbi, sia vedenti che non vedenti o con differenti disabilità. Libri da toccare, per scoprire il mondo che ci circonda, attraverso differenti materiali o sensazioni. Progettati per stimolare la concentrazione, la motricità fine, il coordinamento delle mani o semplicemente per creare momenti dedicati alla lettura di storie attraverso il tocco. Libri dove si cerca di dare maggior spazio al tatto,anziché alla vista.

Per diffondere questa tipologia di libro, ancora poco conosciuta, organizzo alcuni workshop nelle librerie o biblioteche, dedicati a educatori, insegnanti, genitori o chiunque sia interessato a realizzare un libro tattile. Il tuo interesse per i libri tattili ti ha portato a presentare a metà giugno “Un giorno con le mani in tasca” al IV concorso nazionale dell’editoria tattile “Tocca a te”. Come ti sei avvicinata al mondo della disabilità? Al Concorso “Tocca a te” ho presentato il mio primo libro scritto in braille. Ho voluto avvicinarmi ancora di più al mondo della disabilità perché da sempre ho grande sensibilità verso tutti i bambini e credo che in loro vi sia grande speranza e saggezza per un futuro migliore. In questi ultimi anni a stretto contatto con tanti piccoli, ho capito quanto ci sia da imparare da loro e quante meravigliose risorse riescano a creare e utilizzare nonostante le situazioni difficili. Noi adulti crescendo, abbiamo un po’ perso la semplicità, il vivere nell’essenziale e il rispetto e l’empatia verso tutti, i bambini ci ricordano questi grandi valori e ci insegnano a vivere ogni giorno come un grande dono. Per essere buoni educatori, noi grandi dovremmo riscoprirci piccoli, ritrovare quello stupore per ogni piccola cosa. Il tuo libro ha vinto il premio come “miglior libro tattile illustrato per la prima infanzia”. Cosa racconta? “Un giorno con le mani in tasca” è un libro realizzato in stoffa. ll racconto è quello di una giornata semplice di un bambino e il suo scandire il tempo attraverso gli oggetti contenuti nelle tasche della sua felpa rossa. Un

fazzoletto e alcune biglie a inizio giornata, il biglietto del teatro consegnato dalla maestra, le costruzioni di legno utilizzate a casa, la monetina per acquistare il gelato, legnetti e sassi trovati nel parco durante il pomeriggio, infine le tasche del pigiama, al calduccio sotto le coperte, mentre ascolta la storia della buona notte. Il libro sarà pubblicato e riprodotto a inizio 2018, è stato tradotto in inglese e ha partecipato alla XIII edizione del concorso internazionale di editoria tattile che si è svolto a fine ottobre a Dijon in Francia. Hai altri progetti simili in mente? Proseguo nel realizzare altri libri tattili e oltre ai vari workshop organizzati in diverse librerie, mi sto dedicando alla realizzazione di alcuni quadri tessuti tattili, piccole opere cucite utilizzando svariati tessuti e materiali. Lascio il tuo indirizzo mail per chi fosse interessato a mettersi in contatto con te: silviasasso22@gmail.com. Il 17 dicembre 2017 Silvia sarà presente con un suo stand al “Mercatino dei creativi” presso Trento Fiere. Ti ringraziamo per la tua sensibilità e ti facciamo un grande in bocca al lupo per il tuo lavoro. Speriamo di rivederti presto sulle pagine di Prodigio. Francesca Manganotti

Disabilità e lavoro

Un diritto da garantire, una realtà da affrontare

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n ambito Nazionale e nella realtà Trentina sono molte le associazioni di promozione sociale che lavorano nell’ambito della disabilità con i principali obiettivi di fornire spazi di ascolto, sostegno, orientamento e stimolare la ricerca ai soggetti disabili, come attivare corsi d’istruzione, avviamento al lavoro e corsi di formazione professionale. Tutti questi obiettivi devono essere, però, integrati con azioni atte a sensibilizzare e formare direttamente i soggetti “normodotati” in modo che possano essere opportunamente istruiti a mettersi al confronto e all’interazione con soggetti complessi quali sono quelle persone diversamente abili. Nei contesti lavorativi assume un rilievo decisamente particolare in quanto si innescano relazioni che chiamano in causa competenze e conoscenze specifiche, oltre alle conoscenze lavorative richieste entra in gioco il fattore più importante che è quello della socializzazione che si viene a innescare al primo approccio tra

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il disabile e i colleghi, oltre che alla struttura nel suo complesso. Il primo passo legislativo è stato fatto con la legge n°68 del 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, l’articolo 2, in particolare, definisce il “collocamento mirato” come l’insieme di strumenti tecnici e di supporto che permettono la valutazione del disabile nella sua capacità lavorativa e il suo inserimento più idoneo attraverso l’analisi dei posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive, alla soluzione dei problemi connessi con gli ambienti, agli strumenti alle relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione, negli anni la legge n°68 è stata integrata e riformata aggiungendo l’obbligo di assunzione e le relative categorie protette, i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie protette

nella seguente misura: un lavoratore in categoria protetta se l’azienda o ente pubblico occupa da 15 a 35 dipendenti; due lavoratori in categoria protetta se l’azienda o ente pubblico occupa da 36 a 50 dipendenti, mentre, per aziende o enti pubblici che occupano più di 50 dipendenti il 7% devono essere lavoratori in categoria protetta. La definizione “categoria protetta” si riferisce in particolar modo a soggetti svantaggiati, alla luce della normativa vigente i soggetti beneficiari delle disposizioni relative alle assunzioni obbligatorie sono le persone disoccupate e: affette da minoranze fisiche, psichiche e portatori di handicap intellettivo con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%; invalide del lavoro con grado di invalidità superiore al 33%; ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli

occhi, con eventuale correzione; sorde; Invalide di guerra, invalide civili di guerra e di servizio; vedove/i di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, orfani, profughi e vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Le analisi e gli studi portati avanti dalle tante discipline che, nel tempo, si sono occupate della disabilità hanno reso possibile il conseguimento di conoscenze indispensabili per raggiungere obiettivi di elevata importanza, ma la promozione di una cultura dell’integrazione delle disabilità rappresenta sicuramente una condizione senza la quale non si può verificare la realizzazione del progetto di una società capace di garantire le condizioni essenziali di uguaglianza di tutti i soggetti, in tutti gli ambiti socio-culturali.

pro.di.gio. progetto di giornale | www.prodigio.it | redazione@prodigio.it | dicembre 2017 - n. 6

Cristian Bua


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CO M U N I C A R E A CC E SS I B I L E

La forza di un sorriso

Il sostegno alla ricerca per la SMA riparte grazie Mirco Toller e Checco Zalone. di concreto per sostenere la ricerca, perché essere parte della soluzione a volte è più semplice di quanto si creda. Questo messaggio positivo è frutto di una fortunata campagna, promossa dall’associazione di genitori Famiglie SMA, trasmessa dalle principali emittenti televisive nazionali con protagonisti il giovane Mirko Toller e l’attore comico Luca Medici, in arte Checco Zalone. I due spot realizzati avevano come obiettivo quello di promuovere il sostegno alla ricerca attraverso lo slogan #FacciamoloTutti, riuscendo a sensibilizzare milioni di telespettatori semplicemente strappando loro un sorriso, e lanciando così un messaggio importante con naturalezza e ironia. Per capire meglio come è nata questa idea abbiamo deciso di contattare Mirko e i suoi genitori, che ci hanno gentilmente invitato a casa loro per raccontarci di persona questa bella esperienza. Li raggiungiamo nella loro casa a Segonzano, immersa nello stupendo paesaggio della Val di Cembra. Ci accolgono nel primo pomeriggio, poco dopo il ritorno da scuola di Mirko, che ha da poco iniziato a frequentare il primo anno di superiori a Trento.

Mirko, Checco e la vignetta di Maurizio Menestrina

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uando si parla di SMA, l’atrofia muscolare spinale, non mi vengono in mente per prima cosa la malattia, o la sofferenza di chi ne è affetto. Penso subito all’importanza del dono, di quanto sia semplice per ognuno di noi fare qualcosa

Come sei arrivato dal Trentino a girare due spot insieme a Checco Zalone prima a Roma e poi a Bari? “Ho saputo da un’amica che stavano cercando qualcuno per fare da testimonial insieme a Checco per una campagna pubblicitaria organizzata dalle Famiglie SMA di cui facciamo parte. Così ho deciso di partecipare al provino e ho vinto la selezione. Lui è stato simpaticissimo, mi sono divertito a recitare con lui”. Mi spiega Fabio Toller, padre di Mirko, che Zalone sostiene da anni la ricerca per la SMA, e ha deciso di uscire dall’anonimato per metterci la faccia, per aiutare con i suoi mezzi la

campagna per le donazioni, fondamentali per finanziare gli studi e le cure per questa malattia. Cosa ti è piaciuto di più di questa esperienza che ha avuto così tanto seguito? Praticamente tutto, le attrezzature di scena, lavorare a contatto con tanti professionisti, conoscere Checco, è stata una bellissima esperienza.” “è stato impegnativo in certi momenti per via dei trasporti - ci racconta Fabio - il problema dell’accessibilità è ancora attuale e non si riesce a muoversi liberamente con i mezzi pubblici e per le strade di una grande città se hai una carrozzina come quella di Mirko.” Si riescono a vedere dei risultati grazie a questo tipo di campagne di comunicazione? Fabio: “Certo, il numero dei donatori aumenta di continuo, far conoscere le malattie genetiche rare è l’unico modo per sconfiggerle. Le donazioni sono fondamentali, e più persone si prenderanno l’impegno di sostenere la ricerca, più cure avranno a disposizione tutti i bambini affetti dalla SMA. Dal 2000, anno in cui è nata l’associazione Famiglie SMA, sono stati fatti importanti passi in avanti per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie, da ultimo un nuovo farmaco in grado di inibire lo sviluppo della malattia nei primi mesi in cui si manifesta. In alcuni paesi europei è già stato commercializzato mentre in Italia dovremo attendere l’autorizzazione dell’AIFA l’Agenzia Italiana del Farmaco”. Giulio Thiella

Soccorso accessibile

L’Ente Nazionale Sordi promuove il sistema per le emergenze accessibili a chi non è udente P

oter comunicare in ogni momento con i soccorsi è uno dei grandissimi vantaggi di cui disponiamo in questo periodo storico. Pensare di non poter contattare nessun numero di emergenza per chiedere aiuto scoraggerebbe chiunque dal sentirsi libero di muoversi in autonomia. Non per tutti è facile chiedere aiuto, e per rispondere alla necessità di tutelare tutti i cittadini, sono stati sviluppati negli ultimi anni diversi sistemi in grado di aiutare anche le persone sorde a contattare i soccorsi da sole. A livello nazionale e provinciale però le soluzioni proposte procedono seguendo strade diverse che non sempre combaciano. Abbiamo raggiunto la presidente della sezione di Trento dell’ENS Brunella Grigolli nella nuova sede in via Piave per capire meglio le novità che coinvolgono la nostra provincia. Da tempo vi dedicate alla questione dell’accessibilità dei numeri di emergenza, qual è l’attuale situazione in Provincia di Trento? Sul territorio provinciale è stato attivato da alcuni mesi l’applicazione WHERE ARE YOU, gestita dal Servizio Centrale Unica di Emergenza, che permette di inviare richieste di soccorso senza la necessità di parlare e ascoltare, rendendo accessibile questo servizio alle persone sorde in totale autonomia. Questo strumento fornisce sicurezza e tutela a tutte quelle persone che non possono comunicare telefonicamente con le forze di polizia, vigili del fuoco o soccorsi sanitari.

Per spiegarne il funzionamento l’Ens di Trento ha organizzato un incontro pubblico per illustrare ai suoi soci il funzionamento in caso di emergenze. A esporre le potenzialità dell’app era presente la dottoressa Tamara Michelini, che ha spiegato ai numerosi presenti come si utilizza WHERE ARE YOU. Cosa ne pensa di questa app? Questa iniziativa è davvero importante e ben riuscita, l’app è facile da usare e risponde alle esigenze di tutte quelle persone che non riescono ad alzare semplicemente il telefono e chiamare. La tecnologia al servizio delle persone consente di creare progetti come questo in grado di far sentire le persone più tutelate. A livello nazionale invece esiste una soluzione di questo genere? A livello nazionale esiste l’app SOS Sordi, attiva dal 2014.Ogni provincia deve siglare un protocollo di intesa per poter attivare questo servizio, ma nella Provincia di Trento purtroppo non è ancora stata adottata questa soluzione. Le tutele offerte a una persona sorda trentina sono diverse da quelle di chi vive in un’altra regione? Purtroppo se un sordo trentino si sposta fuori Provincia non è al sicuro perché da noi manca l’attivazione dell’app SOS SORDI nazionale, quindi un utente che vive a Trento non potrà iscriversi al servizio. Questo limita notevolmente la libertà di movimento di una persona sorda.

Presidente Ens Nazionale Petrucci e Presidente Ens sez.Trento Grigolli

L’applicazione WHERE ARE YOU in parte sopperisce al bisogno di poter contattare i numeri di emergenza, ma ovviamente solo entro i confini provinciali. Per questo dobbiamo ringraziare i responsabili del servizio 112 che finalmente hanno garantito una minima tranquillità per le persone sorde trentine. Cosa bisognerebbe fare per ampliare questa tutela anche fuori Provincia? Serve assolutamente un protocollo con la questura, per poter finalmente attivare SOS Sordi anche sul nostro territorio. Abbiamo più volte espresso questa esigenza ma purtroppo non abbiamo ancora avuto una risposta.

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Giulio Thiella

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Sail Ability

S P O RT & D I SA B I L I TÀ

Arché Trieste con il progetto dedicato ai giovani con disturbi dello spettro autistico.

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are continuità progettuale alle attività motorie-sportive a favore di persone con disabilità è un obiettivo sfidante; ma la rotta tracciata da Arché è quella giusta. La cooperativa sociale Arché (www.arche-tn.it) - Fondata nell’ottobre del 2005 a Trento con l’obiettivo di favorire, attraverso processi e approcci innovativi, una migliore l’inclusione sociale e l’educazione delle persone fragili e svantaggiate. La sua missione è quella di promuovere il benessere, la qualità della vita, la salute dei disabili e di rafforzare le loro abilità individuali e sociali. E’ infatti impegnata nel rendere accessibile la vela e gli sport acquatici per tutti: minori, anziani persone disabili, persone con fragilità. Grande attenzione negli ultimi anni riservata anche alle persone con disturbi dello spettro autistico, una forma di diversità troppo spesso sottovalutata, ma che è sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani. Nascono così esperienze come Sup Ability e Sail Ability, che dimostrano come la relazione, lo sport e l’acqua possano avere effetti benefici e formativi sotto tanti punti di vista, soprattutto per le persone con problematiche cognitive e sensoriali. Nascono quindi sui laghi trentini progettualità uniche nel loro genere, innovative nel panorama nazionale e internazio-

nale: inserire giovani con autismo in un contesto socializzante di tipo sportivo per aiutarli a migliorare la qualità della loro vita e al contempo dare supporto e sollievo alle loro famiglie. Da queste esperienze nascono metodologie e attività che hanno luogo in contesti dove l’acqua è protagonista, utilizzando strumenti come la barca a vela o il sup surfing, attività che permettono ai ragazzi di trovare le migliori modalità per sviluppare la relazione. Al fianco di Arché, per dare sostegno e garanzia scientifica alle evidenze sul campo, nasce la collaborazione con il dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università degli studi di Trento e Odf Lab di Rovereto. Dapprima il team ha lacvorato alla ricerca “SupAbility” in cui per la prima volta a livello internazionale è stata creata una metodologia che coinvolge in un processo di autodeterminazione giovani con autismo che si avvicinano allo sport e alla relazione attraverso l’acqua e lo strumento del Sup surfing, una tavola sicura e maneggevole con cui ci si sposta remando in piedi o seduti. I ricercatori, insieme alla cooperativa, hanno creato così buone prassi adatte a monitorare e sviluppare la relazione e gli aspetti cognitivi della persona. Da questa prima esperienza nasce la volontà di riproporre un secondo studio di ricerca con l’utilizzo di un altro strumento, la barca a vela. A credere per primo nell’iniziativa, è il Gruppo GPI, azienda trentina leader nell’informatica medica e negli ausili tecnologici in ambito sanitario che ha scelto di sostenere economicamente le attività di ricerca scientifica, preziose per il futuro della cooperativa e degli utenti. Grazie a questo sponsor, è stato organizzato un programma formativo estivo per 10 giovani con Disturbi dello Spettro Autistico ad alto funzionamento. I ragazzi sono stati divisi in gruppi equilibrati, ognuno dei quali ha svolto 8 uscite strutturate a bordo del cabinato accessibile Archè nel bellissimo contesto del lago di

Garda. Un’esperienza unica sia per i ragazzi che per gli operatori e i ricercatori, che hanno visto instaurarsi legami di fiducia reciproca, sane relazioni e crescita delle competenze pratiche e relazionali dei giovani coinvolti. Il progetto è stato un successo ed è stato presentato a Trieste, in occasione della manifestazione internazionale “la Barcolana”. Per l’occasione un gruppo di 4 giovani è stato invitato a partecipare alla trasferta, avendo la possibilità di salire a bordo e navigare sul catamarano accessibile “Lo Spirito di Stella” che proprio in quei giorni terminava la sua lunga traversata cominciata mesi prima a New York. Un’esperienza dall’alto valore sociale poiché la stessa imbarcazione aveva trasportato pochi giorni prima la Carta dei Diritti dei Disabili siglata alla sede dell’Onu e consegnata nella mani del papa dopo l’ attraversata atlantica. Un’opportunità e un premio ai giovani coinvolti nel progetto che è stato possibile grazie anche alla collaborazione di Andrea Stella, testimonial di molti progetti dedicati a migliorare le condizioni delle persone con disabilità. Nella stessa giornata si è tenuto anche un convegno, in cui la dott.sa Chiara Cainelli dell’Odf Lab ha raccontato i primi risultati della ricerca invitando i presenti ad un dialogo ed un approfondimento sul tema dell’autismo e sulle prime evidenze dello studio. Quello che emerge è che la barca a vela rappresenta per i ragazzi uno stimolo, un ambiente protetto, dove la collaborazione è fondamentale così come anche la fiducia e l’ascolto reciproci. Questi elementi aiutano a sopperire le variabili della navigazione, come il vento, il tempo, e gli imprevisti, che sul lago di Garda sono una costante e che per i ragazzi rappresentano un limite difficile da scardinare. Il progetto a bisogno di essere approfondito e per questo la stagione 2018 sarà ricca di novità. Lorenzo Pupi

Acqua accessibile

Marco Gaudenzi, il giovane designer che ha progettato il primo pedalò accessibile

L

’idea del mio progetto nasce dall’esigenza di cercare di migliorare la qualità di vita delle persone, attraverso un prodotto che permetta di praticare attività, che fino ad oggi non erano state studiate approfonditamente, e quindi inaccessibili a persone diversamente abili motorie. Unendo la mia passione per il mare e per le barche, all’esigenza di creare qualcosa di nuovo, che dia opportunità on più, ho deciso di creare un’imbarcazione accessibile a tutti. Secondo il recente rapporto ISTAT nel nostro paese le persone con disabilità legate al movimento, sono circa 800 mila, quasi l’1,4 % della popolazione italiana. Da evidenziare è l’importanza dello sport che rappresenta la terza attività più praticata da queste persone, secondo solo alla lettura e al cinema.

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Questo dato evidenzia in maniera rilevante quanto lo sport sia importante per queste persone, dando la possibilità di ritrovare fiducia in se stessi e autostima. Questo può essere possibile, grazie alla grande forza di volontà degli esseri umani, unita ai progressi tecnologici che oggi hanno portato alla ampia disponibilità sul mercato di ausili, protesi, strumenti e carrozzine adatte a qualsiasi persona e tipo di suolo. Oggi infatti sul mercato infatti si trovano carrozzine: leggere, superleggere, elettriche, pieghevoli, per bambini, da mare e spiaggia. Tutti questi strumenti oggi permettono in assoluta sicurezza, autonomia e praticità di compiere azioni un tempo impensabili, ridando dignità e speranza alle persone, che attraverso di esse riescono ad abbattere quei muri che la società gli impone. Mentre su strada si è assistito a una vera e propria rivoluzione tecnologico-culturale, in mare la ricerca non ha avuto lo stesso sviluppo, infatti l’offerta riguarda solo barche di grandi dimensioni con costi elevati e non sempre accessibili a tutti economicamente. Inoltre per la grandezza di queste barche è necessaria una banchina apposita situata nel porto che rappresenta una limitazione qualora la si volesse utilizzare direttamente dalla riva del mare. Se su strada la disponibilità di strumenti è ampissima, nel mare questa rimane molto più indietro. Nel 2017 dover assistere a persone a su carrozzella che in spiaggia vengo quasi abbandonate a se stesse, in cui il mare rappresenta ancora una barriera architettonica insuperabile, mi fa molto rattristare ed proprio per questo motivo che vorrei portare avanti il mio progetto, perché è una situazione inaccettabile e tutti dovrebbero potersi sposare in mare . La navigazione in mare secondo studi scientifici, ha benefici non solo fisici

ma soprattutto psicologici infatti: il mare ci aiuta a mettere in pausa il cervello dai sempre più presenti stimoli a cui quotidianamente la nostra mente è sottoposta; i suoni del mare e i colori che rappresentano uno spettacolo naturale ci aiutano a meditare distraendoci dalla vita quotidiana; l’effetto rilassante delle onde unito alla sensazione di libertà e l’assenza dei rumori del quotidiano, permette alla nostra mente alla nostra mente di entrare in uno stato mentale chiamato “default mode network” che è associato all’immaginazione e che quindi stimola la creatività. E’ provato che le attività vicino al mare riducano stress e creino benessere. Ed soprattutto per questo motivo che tutti dovrebbero avere a disposizione uno strumento, nel mio caso una piccola imbarcazione per poter godere di tutti questi benefici, praticare sport in totale autonomiaa e sicurezza, senza discriminazioni, sfruttando la propria energia muscolare e quindi non inquinando l’ambiente. L’eliminazione di qualsiasi barriera architettonica e a mio avviso anche delle barriere socioculturali è un diritto di ogni cittadino ed è sancito dalla costituzione, attraverso la normativa che disciplina l’accessibilità e l’abbattimento delle stesse attraverso la legge 13/89, che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l’accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Il mio sogno sarebbe quello di estendere questo diritto a tutti gli ambienti possibili compreso il mare, e per farlo il contributo che posso dare alla società, come designer è quello di mettere a disposizione di chiunque una piccola imbarcazione per tutti. Marco Gaudenzi

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C U LT U R A D E L L ’ I N C LU S I O N E

Trisomia 21, nessun problema

Presentazione del libro “Anna che sorride alla pioggia” S

i è tenuta sabato 21 ottobre 2017 la presentazione del libro Anna che sorride alla pioggia presso il Grand Hotel di Trento in una piccola saletta allestita da sedie color rosso acceso e con le rifiniture d’orate e ornata da innumerevoli lampadari e specchi di prestigio (Sala Depero). La presentazione del libro è stata introdotta da Riccardo Lucatti, collaboratore di associazioni culturali, e successivamente si è sviluppata con un dibattito tra Donatella Conzatti, e Guido Marangoni, l’autore del libro stesso che racconta in esso tutto il percorso con la figlia Anna. Da subito si riesce a cogliere lo spirito di Guido che, oltre ad essere un ingegnere informatico, è un ottimo comico, infatti ci presenta un video introduttivo divertente di lui e Anna, sua figlia, mentre devono decidere a chi spetta scrivere il libro. Guido alza due fogli, uno con la faccia di Leopardi e uno con quella di Dante, ma Anna gli scarta entrambi, a quel punto la casa editrice chiama

a casa Marangoni e chiede alla protagonista chi sarà lo scrittore del libro e lei rispose senza ogni aspettativa il padre che al termine della telefonata gli racconta i suoi scarsi precedenti scolastici con l’italiano, ma malgrado ciò non si tira indietro. Un piccolo video sfumato dalla comicità di Guido che ha portato un sorriso a tutti gli ascoltatori in aula. Durante il dibattito Guido spiega tutta la storia che lo ha spinto a scrivere il libro, sin dal giorno in cui la dottoressa convocò lui e la moglie Daniela e disse che si tratta della trisomia 21 (sindrome di down). Daniela chiese:«È maschio o femmina?» lasciando Guido a bocca aperta ancora una volta. Perché l’unica cosa che contava era sapere chi sarebbe arrivato nella loro famiglia. Era Anna la buona notizia che stavano aspettando e non la sua patologia. Un’emozione che Guido sottolinea molto è l’imbarazzo, quel momento che si interpone tra noi e un’altra persona quando dobbiamo conoscerla, o quando la vediamo la prima volta.

Dice ciò per sensibilizzare e chiarire la situazione che si crea quando si incontra una persona con evidenti disagi, come può essere una carrozzina, o in questo caso la sindrome di down, sottolineando anche che tutti nel proprio piccolo abbiamo dei problemi magari meno rilevanti e meno visivi. Il chiaro messaggio che Guido vuole trasmettere è che dietro a tutto questo c’è una persona e di imparare a stare bene in quel momento di imbarazzo, poiché se riusciamo a superare alcuni pregiudizi, riusciamo e vedere di più la persona e non il disagio che si porta dietro e dentro. “È più facile scindere un atomo che un pregiudizio” Citazione di Albert Einstein La Redazione

Premio Letterario G. Melchionna

Al via la seconda edizione del concorso dedicato alla disabilità

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l 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, Prodigio lancia la seconda edizione del concorso in memoria di Giuseppe Melchion-

na. Iscrizioni aperte fino al 28 febbraio 2018. In premio buoni acquisto libri e la partecipazione a una mostra itinerante per abbattere le barriere architettoniche

“Ogni giorno è un giorno speciale” lo ripeteva spesso Giuseppe Melchionna, nonostante ad appena 21 anni un incidente lo avesse costretto sulla sedia a rotelle. Per questo l’associazione Prodigio Onlus, dopo il successo dello scorso anno, torna ad onorare la sua memoria con la seconda edizione del “Premio Melchionna”, il concorso artistico-letterario a lui dedicato. Il concorso, gratuito e suddiviso in tre diverse sezioni (racconto, poesia, fotografia), verrà lanciato domani, 3 dicembre, in occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità. Questa seconda edizione del premio è dedicata ai piccoli gesti che, nelle loro più diverse sfaccettature, rendono ogni giornata preziosa e degna di essere vissuta. Sempre più spesso infatti, presi dalla frenesia della società, dimentichiamo quanto la nostra quotidianità sia unica e speciale, salvo poi rimpiangerla quando, a causa della malattia, della vecchiaia, della disabilità o di un evento inatteso e spiacevole siamo costretti a reinventarla. Per candidarsi basterà inviare il proprio elaborato a

premiomelchionna@prodigio.it entro il 28 febbraio 2018. La giuria, composta dalla fondatrice della Cooperativa Handicrea Graziella Anesi, dalla responsabile dell’Ufficio Qualità dei servizi del Servizio provinciale alle Politiche sociali Flavia Castelli, dalla scrittrice e critica teatrale Antonia Dalpiaz, dal presidente della Cooperativa FAI Massimo Occello e dal fondatore di Unimondo Fabio Pipinato, valuterà i tre migliori elaborati di ogni sezione. In premio tanti buoni acquisto libri e la partecipazione dei primi dieci finalisti ad una mostra itinerante dedicata all’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali che, ancora troppo spesso, circondano i disabili e le loro famiglie. Per incentivare la sensibilizzazione a questi temi fin dalla più tenera età, il concorso prevede anche una menzione speciale per le scuole, con la possibilità, per la classe più creativa, di aggiudicarsi un buono da spendere in libreria. Martina Dei Cas

Da tutta la redazione auguriamo un Buon Natale e un felice anno nuovo!

pro.di.gio. progetto di giornale | www.prodigio.it | redazione@prodigio.it | dicembre 2017 - n. 6

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