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Bimestrale di informazione dell’associazione prodigio onlus sul mondo del disagio e dell’handicap

p r o g e tt o d i g i o r n a l e

Buone feste!

Un piccolo pensiero per i nostri cari lettori...

Aut. del Trib. di Trento n. 1054 del 5/6/2000 - Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - 70%- DCB Trento . Contiene I.R.

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Numero Vi - dicembre

2018 - anno Xix - 111° numero

Laboratorio sociale Il lato bello delle cose Intervista al Direttore.

WWW.PRODIGIO.IT

Il Natale si avvicina

Servizio MuoverSi

Giriamo il mondo alla ricerca delle tradizioni più curiose!

Novità nel trasporto per le persone disabili. pagina 3

Ci abbiamo messo il cuore

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IN EVIDENZA

EDITORIALE

Buone feste!

Ben ritrovati care lettrici e cari lettori, siamo giunti all’ultimo numero di questo intenso 2018, in cui abbiamo cercato di raccontare l’innovazione e la partecipazione sociale che si nutrono di esperienze dirette, progetti e soprattutto persone. E’ stato un anno ricco di cambiamenti, talmente rapidi e repentini che dovremmo tutti fermarci un attimo, prendere un bel respiro e riflettere verso cosa stiamo andando. Se dovessi trovare una parola chiave per descrivere l’anno passato, sarebbe ” tempo”. Un concetto complesso, mai come oggi così capillare, pervasivo nelle nostre vite. Il tempo è quella costante che più di tutte ci influenza: pensate al tempo meteorologico, al tempo dedicato alle relazioni, al tempo trascorso dietro uno schermo di cellulare o un pc. C’è sempre meno tempo dedicato alla lettura, alla cultura, alle relazioni sociali, ma sembra aumentare il tempo dedicato all’odio e all’insulto, all’individualismo. Nel bene e nel male, comunque il tempo va gestito e curato, perché è più prezioso del denaro, della fama e del potere. Oggi, infatti, il vero lusso è decidere come impiegare il proprio tempo, se se ne dispone abbastanza. In una realtà così frenetica come la nostra non è una cosa scontata. Questa breve riflessione vi esorta a dedicare un po’ del vostro tempo care lettrici e cari lettori, per scoprire attraverso la lettura mondi e pensieri nuovi che crediamo possano essere d’ispirazione per la vostra quotidianità, che vi donino un momento di curiosità, di pensiero critico o nella migliore delle ipotesi una possibile soluzione. Noi in questo numero vogliamo dare nuova dignità al tempo delle relazioni, della cura dei più fragili, dei buoni rapporti di vicinato, alle scoperte tecnologiche di ausilio alla persona e a nuovi modi di esplorare il mondo circostante. Insomma un numero ad ampio spettro, che cerca connessioni tra esperienze diverse cercando di fornire spunti di riflessione verso una società più consapevole ed equa.

C

ari lettrici e lettori di pro.di.gio,

Vi ringraziamo per il vostro sostegno, perché è grazie a voi che il giornale ha una sua continuità. Allo stesso tempo ci permettete di crescere, migliorarci e soprattutto conoscere nuove realtà e talenti e, ovviamente, raccontare la nostra opinione sulle tematiche che ci stanno a cuore. Siamo contenti perché col passare del tempo riusciamo ad arrivare a più lettori e ciò ci permette di sensibilizzare e/o informare su nuove tematiche. Se sei un lettore che sta sfogliando per la prima volta il nostro giornale, ti invitiamo a percorrere con noi questa strada insieme ad altri che da tempo lo fanno, seguendoci su Facebook ma soprattutto abbonandoti al nostro giornale. Promettiamo di regalarti tante novità insieme a tante emozioni! A nome di tutta la redazione tanti auguri di buone feste e felice anno nuovo. Ogni bene. La Redazione

Grazie e buona lettura Lorenzo Pupi Caporedattore

seguici su facebook ! @ Associazione Prodigio

Proprietà: Associazione Prodigio Onlus Indirizzo: via A. Gramsci 46/A, 38121 Trento Telefono: 0461.925161 Fax: 0461.1590437 Sito Internet: www.prodigio.it E-mail: associazione@prodigio.it Aut. del Trib. di Trento n. 1054 del 5/6/2000 Spedizione in abbonamento postale Gruppo 70% Stampa: Publistampa (Pergine Valsugana).

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Direttore responsabile: Francesco Genitoni. Redazione: Luciana Bertoldi, Lorenzo Pupi, Giulio Thiella, Martina

Dei Cas,Carolina Espinoza Lagunas, Daniel Guida, Miranda Minella. Hanno collaborato: Alessia Vinante, Fabio Pipinato, Isabella De Monte, Giorgio Guarniero- FIB, Maurizio Menestrina, Collettivo Checkmate, Scie di Passione, Anffas Trentino Onlus, Laboratorio Sociale Anffas In stampa: 01 dicembre 2018.

Abbonamento annuale (6 numeri) Privati €15,00; enti, associazioni e sostenitori €25,00 con bonifico bancario sul conto corrente con coordinate IBAN IT 67G 08304 01846 000046362000 intestato a “Associazione Prodigio Onlus” presso la Cassa Rurale di Trento indicando la causale “Abbonamento a pro.di.gio.”

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INNOVAZIONE SOCIALE

Il laboratorio sociale Il lato bello delle cose a cura di Miranda Minella

Intervista al Direttore Fabrizio Cucchiaro

Presidente Maria Rosa Boninsegna

Ceramica

“La nostra cooperativa mira a lavorare con persone con disabilità, instaurando un rapporto tra adulti in un ambiente protetto”- Il Direttore Fabrizio Cucchiaro

a Cooperativa “Laboratorio Sociale” fu fondata a Trento il 20 marzo 1977 da un gruppo di genitori e familiari di ragazzi che frequentavano la “formazione professionale speciale”. Oggi il Laboratorio Sociale continua la sua opera di servizio a favore della comunità trentina, dimostrando giorno dopo giorno di essere capace di fare fronte agli impegni crescenti. Il Direttore Fabrizio Cucchiaro, durante l’intervista, ci racconta come.

L

Come nasce la vostra cooperativa? La cooperativa è nata 40 anni fa e da allora lavora per garantire ai disabili intellettivi la possibilità di vivere una vita piena sia dal punto di vista sociale che lavorativo.

è quello di vendere per spe- e l’autonomia della persona. culare bensì per compiere la piena realizzazione lavorativa. Che tipo di artigianato proponete? E a Trento quanti siete? Assemblaggio da parte di terzi, A Trento ci sono tre laboratori telaggio, ceramica, falegnameper un totale di 56 operatori e, ria. così come a Levico, sono pre- Guardiamo alla qualità del senti comunità alloggio dove prodotto, per questo i tempi di vengono ospitate le persone produzione sono più lunghi riche non hanno famiglia o co- spetto a quelli di mercato. loro che vogliono sperimenta- I prodotti sono poi venduti re per brevi periodi il vivere nei laboratori o a Le Albere, al di fuori della propria zona il nostro laboratorio-vetrina. di comfort. Nello specifico, a Realizziamo anche tante bomTrento, ci sono 6 posti fissi e boniere che hanno un ampio due posti extra. riscontro.

Come si svolgono le vostre giornate? Iniziano con l’arrivo dei nostri “artigiani”, chi in autonomia e chi con il trasporto organizzato dalla Provincia. Segue l’attività di lavoro che si protrae fino al La vostra cooperativa è una pomeriggio. Organizziamo poi rete che si estende su tutto eventi culturali e attività sporil territorio trentino: quanti tive come zumba, nuoto o norlaboratori avete? dic walking. E incoraggiamo i Oggi, in Provincia di Trento, nostri ospiti a leggere, scrivere, ci sono 11 laboratori artigianali colorare e prendere il bus: attiche producono per il mercato, vità semplici ma fondamentali anche se il nostro obiettivo non per allenare le abilità cognitive

Quanto si fermano i ragazzi? Finché le loro capacità lo consentano. Il laboratorio entra a far parte della loro vita. Abbiamo lavoratori dai 24 fino ai 73 anni. Ricevete dei finanziamenti? Siamo una cooperativa sociale di tipo A che si occupa di una disabilità grave e dunque siamo sovvenzionati dall’Ente pubblico.

Bomboniere

Telaio

Avete molte collaborazioni? Siamo nati a Cavalese, Arco e Trento come laboratorio sociale e inizialmente ci siamo appoggiati ad Anffas. Ora collaboriamo anche con le realtà a vari livelli. Nelle scuole, per esempio, abbiamo proposto progetti in cui le persone disabili insegnano agli studenti, un’attività con una duplice veste: il disabile diventa maestro della propria arte, non si sente dire cosa deve fare e il bambino riconosce in lui una persona di riferimento.

CONTATTI MAP

Via Giambattista Unterveger 6 , Trento

0461421298

home@laboratoriosociale.it

www.laboratoriosociale.it

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TERRITORIO

“Quest’aiuola non fa più pietà”

Il progetto di riqualificazione urbana di Anffas Trentino

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patti di collaborazione per i Beni Comuni promossi dal Comune di Trento dal 2015 diventano sempre più l’occasione per attivare le comunità e riqualificare spazi poco utilizzati, per ridargli utilità e renderli nuovamente disponibili a tutti.

Miranda e Maurizio Menestrina

Un esempio virtuoso è sicuramente l’aiuola di fronte al centro Anffas in corso Buonarroti, che grazie all’impegno di utenti e operatori è diventato uno spazio recintato pensato apposta per i cani e i loro bisogni. Lo spazio, che prima era pieno di cartacce, si è trasformato in poco tempo nell’unica aiuola lungo tutta la strada in cui i padroni possono far sostare i loro amici a quattro zampe, usufruendo di un apposito cestino con distributore di sacchetti igienici per la raccolta degli escrementi. Come sempre, la genialità risiede nelle piccole cose, come ad esempio uno spazio grande una manciata di metri quadri in una via che si estende per un quartiere intero, oppure il nome dato al progetto, “Quest’aiuola non fa più pietà”, un velato omaggio all’opera la Pietà di Michelangelo Buonarroti che da’ il nome alla via. Il quartiere Cristo Re, dietro la stazione dei treni, ha accolto di buon grado l’iniziativa, usufruendo dell’utile servizio a disposizione dei cittadini curato e si-

stemato dal centro Anffas. Grazie a materiali di riciclo e all’impegno di operatori e utenti, l’area dal 1 settembre 2018 è attiva e funzionante, rigenerata e abbellita dall’impegno di chi ancora crede nel senso di comunità e nella condivisione, di spazi e di valori quali l’amicizia e i rapporti di buon vicinato. L’area verde verrà quotidianamente curata e pulita da operatori e ospiti della struttura, che hanno deciso di impegnarsi fino alla scadenza del patto e oltre, in quanto si sono già resi disponibili a portare avanti il progetto per il benessere di tutta la comunità. Sperando che queste iniziative fioriscano sempre più spesso a Trento, auguriamo uno speciale in bocca al lupo agli amici di Anffas Trentino per questa bella progettualità al servizio del prossimo. Giulio Thiella

Open 2020 Il turismo accessibile in montagna

l turismo è uno dei settori che ha visto in Europa la maggiore crescita negli ultimi 10 anni, essendo anche la ter-

Isabella De Monte

za attività economica. Eppure gli investimenti in tema di sostenibilità e accessibilità sono ancora troppo pochi. Di questo e molto altro si è parlato venerdì 21 settembre alla Federazione Trentina della Cooperazione al convegno “OPEN2020 - il turismo accessibile in montagna” che ha visto coinvolto un variegato gruppo di spettatori: persone disabili, amministratori, operatori turistici, studenti universitari, associazioni di categoria, associazioni sociali, professionisti di montagna, direttori di musei e di strutture culturali e sportive. Il turismo accessibile coinvolge infatti diverse istituzioni e

operatori del territorio. Proporsi come destinazione per tutti aumenta la competitività e ha riscontri importanti sia in termini sociali che economici. Durante gli interventi è emerso come il Trentino Alto Adige abbia compiuto passi da gigante nella gestione delle risorse in ambito turistico. Per esempio, attrezzando alcuni percorsi enogastronomici per diventare accessibili. Isabella De Monte, membro della Commissione Europea per il Turismo, ha spiegato: “ Tu r i s m o per tutti è

un mantra che rappresenta un’opportunità imprenditoriale. Noto infatti un aumento della consapevolezza riguardo all’accessibilità come occasione per chi lavora nel turismo”. “L’accessibilità per tutti” ha continuato la De Monte “è la giusta filosofia per chi ha una mobilità limitata, per gli anziani, per chi ha allergie o necessità alimentari particolari. Dunque in senso lato. L’accessibilità non è qualcosa

MARKETING SAIT

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Racconti, foto e poesie Il Premio Melchionna è tornato per guardare la diversità con gli “occhi del cuore”

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l 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, torna il concorso artistico-letterario in ricordo dello storico presidente e fondatore dell’associazione Prodigio onlus Giuseppe Melchionna. Giunto alla sua terza edizione, il premio si articola in quattro sezioni: racconto, fotografia, poesia e scuole e si propone come obiettivo quello di andare oltre le apparenze per guardare alla società attraverso gli occhi del cuore, valorizzando l’unicità di cui ciascuno è portatore, a volte inconsapevole. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i residenti sul territorio nazionale e ai cittadini italiani residenti all’estero. In palio undici buoni acquisto libri, ma anche l’inserimento in un’antologia cartacea e digitale e una bellissima stampa ricordo realizzata dal vignettista Maurizio Menestrina.

Iscrizioni entro domenica 3 marzo 2019.

Tutte le info su www.prodigio.it

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di obbligatorio e dovuto a un numero di persone, deve essere un’opportunità. C’è un mondo di persone che sta a casa perché non ha una risposta ai proprio bisogni. I passi fatti sono stati tanti ma sono altrettanti quelli da fare”. Miranda Minella


TECNOLOGIA

Tecnologia ed emozioni

Hackability

Artigiani 2.0

Google Glass ci aiuta a capire

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N

el 2012, a Torino, da un’idea di Carlo Boccazzi Varotto ed Enrico Bassi, nasce la community “Hackability”, il primo hackathon (gare non competitive tra team, che a seconda dell’esigenza della persona disabile, creano e/o migliorano un presidio) tra team che competono per la progettazione di tecnologie di supporto alla disabilità. «Volevamo creare una rete tra persone con bisogni particolari, designer e maker (ovvero “creatori”) pronti a mettere a disposizione le proprie competenze.» Il progetto parte da un unico pensiero di base: Le persone con disabilità sono potenzialmente abili “Hacker” e “Designer”, perché sono in grado di reinventare oggetti già esistenti in modo da adattarli alle proprie esigenze oppure riescono ad immaginare nuove tecnologie. Grazie a questa idea di base nascono dei veri e propri laboratori di prototipazione leggera dove poter creare un ambiente di lavoro condiviso, organizzato in team composti da makers, designer e persone con disabilità permettendo di realizzare il nuovo “Artigianato digitale”, caratterizzato da una produzione fortemente adattata alle esigenze dell’utente. L’obiettivo principale è quello di costruire tecnologie a basso costo al fine di supportare nella vita quotidiana le persone con disabilità, utilizzando strumenti open source, stampanti 3D e macchine a taglio laser, tutto questo per creare o ricreare oggetPer conoscere di più visita:

“Du’ spaghi” , prototipo di una forchetta per gli spaghetti

ti di uso comune per meglio adattarli alle esigenze delle persone. L’ideatore della community dichiara : “Siamo riusciti a mettere in contatto molte persone provenienti da ogni parte d’Italia. Maker e designer hanno ideato insieme a più persone con disabilità oggetti di uso comune originali, calibrati sulle esigenze personali e regalati a lavoro finito. In seguito i vari prototipi sono stati immessi sulla nostra piattaforma online in modalità open source, in modo che tutti potessero attingere alle conoscenze elaborate” - e aggiunge - “Abbiamo pensato a un format che potesse realizzare questo incontro di idee. Un hackathon atipico, nel quale i partecipanti non fossero solo esperti di informatica.”

oogle Glass è stato un esperimento che andò storto nel 2016 per la bassa vendita: si trattava di occhiali smartphone, creati per facilitare la gente nel chiamare, inviare messaggi oppure nel navigare su internet, ma la bassa pubblicità e la difficoltà nell’usare tali strumenti fece sì che venissero tolti dalla vendita. Ma ora i Google Glass potrebbero tornare, e questa volta per aiutare la gente che ne ha davvero bisogno. L’università di Stanford ha scoperto tramite dei software che gli occhiali google potrebbero servire per i bambini affetti da autismo come cura per farli vivere in modo armonioso con chi sta loro intorno. I dati pubblicati mostrano come la maggior parte dei bambini sotto i 17 anni, affetti da autismo, non riescano a riconoscere le emozioni facciali dei propri interlocutori, con notevoli difficoltà nelle interazioni sociali e nello sviluppo delle amicizie. Per molte famiglie è difficile e costoso acquisire competenze tali da comprendere i bambini con questo disturbo, ma i ricercatori di Stanford, dopo molte ricerche, hanno sviluppato un sistema

Carolina Espinoza Lagunas

che grazie ad una IA (Intelligenza Artificiale) riesce ad automatizzare il riconoscimento dell’espressione grazie proprio ai Google Glass. Sfruttando la telecamera rivolta all’esterno degli occhiali, si riescono a leggere le espressioni facciali e, grazie allo schermo nelle lenti, il bambino riesce a capire in modo facile e veloce l’emozione della persona vicina. Lo schermo registra anche la quantità e il tipo di contatto visivo, così da aggiungere un livello di intervento comportamentale. Ad ogni movimento delle guance, della bocca o degli occhi, il programma riesce a distinguere un’emozione tipica come tristezza, apprensione, gioia o paura, creando poi sullo schermo delle descrizioni semplici sulle espressioni fatte dall’interlocutore. Il processo può essere reso ancora più semplice, facendo visualizzare un Emoji al posto della descrizione che rappresenta l’emozione. Un modo semplice per i bambini affetti da autismo, per stare accanto alle persone. Se l’esperimento di questa università dovesse rivelarsi funzionante e preciso, i Google Glass potrebbero tornare al centro delle attenzioni di tutto il mondo e aiutare molte persone nel campo della salute del futuro come terapia per l’autismo. Daniel Guida

www.hackability.it

PAG IN A D I PU BBL IC A U T IL IT à D EL C OM U N E DI TR ENTO

#Daimuoviamoci Un’alleanza 2.0 contro le dipendenze

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el maggio 2012 l'Amministrazione comunale ha promosso e sottoscritto l'Alleanza per la tutela e la responsabilità condivisa nel contrasto e nella prevenzione del gioco d'azzardo patologico assieme a vari soggetti pubblici, privati e del terzo settore, per promuovere azioni coordinate, strategie e buone prassi finalizzate alla prevenzione delle dipendenze da azzardo. Ne è nato un percorso di collaborazione e sensibilizzazione che ha prodotto numerose iniziative e un'azione sociale generativa che ha portato allo sviluppo di gruppi sia informali che formali, come, ad esempio, Trento No Slot (che cura tra l'altro gli Slot Mob) e Universi Ludici (che propone il gioco sociale come alternativa positiva all'azzardo). Si è sviluppata in questi anni una maggiore consapevo-

lezza collettiva della problematica dell'azzardo, che ha coinvolto altri enti e settori della società civile a fare proprie le finalità del patto. Contemporaneamente si è capito che di fronte alla connessione tra le varie forme di dipendenze è necessario affrontare in modo nuovo e trasversale il problema, in particolare nel mondo giovanile, le cui fragilità sono alla base di fenomeni come l'azzardo online ma anche il binge drinking, l'utilizzo di droghe cosiddette “leggere”, le dipendenze da internet e da relazioni virtuali, il ritiro sociale (sindrome Hikikomori), l'autolesionismo ... È nato così un nuovo gruppo di lavoro, #Daimuoviamoci, composto per il Comune da Servizio attività sociali, Ufficio politiche giovanili, Servizio servizi all'infanzia, istruzione e sport e dall'A-

zienda provinciale per i servizi sanitari accanto a Associazione Auto mutuo aiuto (A.M.A.), Punto famiglie, Non Profit Network - Centro servizi volontariato Trentino, Associazione Uisp-Comitato del Trentino, Coni-Comitato Provinciale del Trentino e Forum delle associazioni familiari del Trentino, che è stato valorizzato anche nell'ambito di un protocollo di collaborazione tra Comune e Azienda provinciale per i servizi sanitari - Dipartimento Prevenzione. Il progetto mira a prevenire le dipendenze con azioni mirate che promuovano stili di vita sani e alternative positive come importanti fattori protettivi e di prevenzione.

Gli imballaggi dell’adunata si trasformano Cimballaggi in plastica raccolti e differenziati

he fine hanno fatto gli oltre 150 mila chili di zione tra più soggetti: innanzitutto l'Ana, che si era proposta fin dall'inizio di organizzare un'Adunata durante l'Adunata degli Alpini dello scorso mag- green, limitando al minimo i rifiuti da avviare alla gio? Una parte di quei rifiuti si è trasformata in un discarica grazie ai cento punti per la raccolta difcastello con scivolo e in due giochi a molle, che ferenziata presidiati da Alpini, studenti, rifugiati e sono stati collocati nel parco di Sopramonte. Da lavoratori socialmente utili. Poi Dolomiti Ambienuna montagna di scarti inutili sono stati dunque ri- te, che con uno sforzo straordinario ha raccolto i cavati nuovi oggetti pensati per far divertire i bam- rifiuti lasciati da centinaia di migliaia di visitatori bini del sobborgo, che avranno a disposizione nuo- al termine di ognuna delle tre giornate di Adunata. ve attrezzature per saltare, scivolare e arrampicarsi. E ancora Corepla, il Consorzio nazionale che si Questa applicazione pratica dei principi dell'econo- occupa della raccolta e del riciclo degli imballaggi mia circolare è stata possibile grazie alla collabora- e Promo, che ha fornito le stoviglie in polipropile-

ne, monouso e perfettamente riciclabili, utilizzate durante i tre giorni di festa delle Penne nere. Quel lavoro collettivo, studiato a pianificato in ogni dettaglio la primavera scorsa, ha portato oggi a un risultato concreto e tangibile: e non ci riferiamo solo ai giochi colorati del parco di Sopramonte, donati da Corepla al Comune di Trento. L'altro grande traguardo raggiunto è il risparmio, realizzato grazie al riciclo dei rifiuti, in termini di acqua, materie prime, energia ed emissioni nocive di Co2.

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PAGINA Di PUBBLICA UTILITà DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Trentino: una Provincia a misura di famiglia La Provincia autonoma di Trento ha intrapreso nel tempo un impegnativo percorso volto a creare un sistema di politiche locali a sostegno del benessere delle famiglie e dunque funzionali alla crescita sociale ed economica del territorio. Questo processo ha portato all’approvazione nel 2011 della legge quadro “Sistema integrato di politiche per il benessere e la natalità”, che prevede incentivi economici ma anche nuove proposte culturali, sportive e turistiche e metodi innovativi per la conciliazione tra la vita lavorativa e quella privata. GLI INTERVENTI ECONOMICI

Assegno unico provinciale per le famiglie Istituito nel 2017, l’assegno unico ha assorbito gli interventi economici preesistenti, frutto di diverse leggi provinciali – come il reddito di garanzia, il contributo famiglie numerose e asili nido e l’assegno integrativo per gli invalidi – e regionali, come l’assegno regionale al nucleo familiare. Ad oggi, beneficiano di tale misura 38 mila famiglie trentine, per una spesa complessiva di 78 milioni di euro. Esenzione ticket sanitario per le famiglie numerose A partire dal 2011, per il terzo figlio e successivi scatta l’esenzione dal ticket sanitario. Abbattimento tariffe asili nido Negli ultimi anni, l’offerta di servizi alla prima infanzia per la fascia 0-3 anni si è molto articolata in nidi socio-educativi, aziendali, Tagesmutter, servizi di conciliazione famiglia e lavoro tramite l’erogazione di specifici voucher finanziati tramite il Fondo sociale europeo, autorganizzazione delle famiglie e babysitter accreditate. Lo scorso anno sono stati investiti 3,2 milioni di euro per abbattere le tariffe d’accesso a tali servizi e aiutare così i neogenitori nel rientro al lavoro. La Family Card Finalità della Carta famiglia è quella di agevolare le famiglie con figli minorenni dando loro la possibilità di risparmiare nella fruizione di servizi erogati direttamente dalla provincia o da soggetti pubblici e privati convenzionati. Ad oggi sono state rilasciate 6.384 Family Card che, a partire dal novembre dello scorso anno sono state convertite in Euregio Family Pass e sono dunque “spendibili” anche negli esercizi convenzionati dell’Alto Adige e del Tirolo. Trasporti pubblici Diverse sono le promozioni pensate per permettere alle famiglie di spostarsi in maniera sicura e sostenibile: tra queste la tariffa famiglia urbana ed extraurbana, che prevede la possibilità dei bambini di viaggiare gratis sui mezzi pubblici con i genitori, il ticket agevolato per il trasporto degli studenti e il trasporto gratuito dei passeggini. Musei formato famiglia Tutti i musei pubblici trentini sono certificati “Family in Trentino” e prevedono una scontistica pensata apposta per agevolare l’ingresso delle famiglie. Sport, musica e natura In Trentino, nei sette impianti di risalita di Lavarone, NockRoen, Panarotta, Pinzolo, Pejo, Bondone e Broncon, con lo skipass di mamma o papà, grazie al progetto Ski Family, possono sciare gratis tutti i figli minorenni. Grazie al voucher sportivo e culturale, invece, viene supportata l’iscrizione ad associazioni sportive, scuole musicali e teatrali dei ragazzi provenienti da famiglie numerose che possono così continuare a coltivare il proprio talento. Quest’ultima misura è finanziata con il fondo ex vitalizi.

LA CONCILIAZIONE VITA LAVORO

L’AGENZIA DELLA FAMIGLIA Dal 2011 è operativa in Trentino una specifica Agenzia che si occupa di raccordare tutte le politiche per il benessere familiare della provincia, secondo il paradigma europeo del family mainstreaming. Sportello Famiglia - Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili Via Grazioli, 1 - 38122 Trento 0461 493144 sportello.famiglia@provincia.tn.it www.trentinofamiglia.it

dei figli al nido, vi sono per esempio i servizi di conciliazione estivi, mappati sul portale “Estate Family”, che raccoglie più di 300 attività pensate per intrattenere bambini e ragazzi mentre mamma e papà sono al lavoro. Specifici contributi sono previsti anche per abbattere i costi di campeggi, colonie diurne e soggiorni permanenti. Tra questi anche il soggiorno marino in colonia a Cesenatico, che durante i quattro cicli estivi ospita circa 1.200 ragazzi. Il Family Audit Tra le misure di conciliazione vita-lavoro troviamo poi il Family Audit, un percorso di certificazione triennale pensato per aiutare imprese e organizzazioni ad adottare politiche di gestione del personale orientate al benessere dei dipendenti, come l’istituzione di banche del tempo solidali – tramite cui i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i permessi e le ferie da loro maturati ai colleghi con familiari che necessitino di cure mediche costanti – ma anche nuove forme di telelavoro, maggiore flessibilità nella concessione del part-time e particolare attenzione alla formazione continua del personale. Il marchio “amico della famiglia” Analogamente al Family Audit, il marchio “Family in Trentino” è stato pensato dalla provincia per premiare gli operatori pubblici e privati – come comuni, musei, alberghi, polisportive, sportelli informativi, strutture ricettive e agriturismi – che si impegnino a soddisfare le diverse esigenze delle famiglie. Ad oggi, sono attivi 306 marchi di questo tipo.

LE POLITICHE GIOVANILI E LA TRANSIZIONE VERSO L’ETA’ ADULTA

Tante e diverse sono le politiche messe in campo per motivare i giovani e promuoverne la cittadinanza attiva. Tra queste il servizio civile – che dal 2015 ad oggi ha coinvolto quasi duemila giovani e duecento organizzazioni del territorio – la ricca offerta formativa e culturale dei piani giovani di zona e infine il cohousing, un innovativo progetto sperimentale biennale per aiutare i ragazzi tra i 18 e i 29 anni ad avviare percorsi abitativi autonomi e condivisi, in un’ottica di comunità.

Ad oggi, gli enti accreditati alla gestione dei buoni di servizio sulla fascia d’età 0-14 sono 113, per un importo complessivo erogato che supera i 4 milioni di euro. Oltre a supportare i neogenitori nell’iscrizione

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PAGINA DI PUBBLICA UTILITà DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Trentino: una Provincia a misura di famiglia Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti: “La nuova amministrazione sosterrà il ruolo sociale delle famiglie”. Presidente Fugatti, quali sono gli interventi più importanti che intendete mettere in campo a sostegno delle famiglie?

Prima di tutto vorremmo valorizzare il ruolo sociale della famiglia tradizionale, che deve essere sostenuta nella sua stabilità e nel superamento delle fragilità, con un’azione anche di promozione culturale. Poi, certamente, ci vuole molta concretezza. Vogliamo dare maggiore sostegno alle coppie trentine che desiderano fare più di un figlio. Interverremo su tutto quello che può essere fatto per supportare questa scelta, dalle rette dell’asilo nido a un contributo alla natalità non una tantum, ma continuativo. Vogliamo che le famiglie trentine possano credere nel futuro. Quando una coppia rinuncia ad avere un figlio per ragioni economiche, per la politica e per le istituzioni è una sconfitta.

Quali altre misure intendete adottare per favorire la natalità?

Ci proponiamo di valutare la corresponsione di un assegno per ogni figlio, anche per anni successivi a quello di nascita, come viene già fatto in Francia, Germania ed in altri Paesi del Nord Europa. Punteremo a favorire i genitori con figli piccoli o con familiari bisognosi di cura, potenziando la conciliazione tra famiglia e lavoro. Studieremo anche un “voucher” per baby-sitter quando non sia possibile usufruire del servizio di asilo nido. Altra cosa importante. Tutte le famiglie trentine, a prescindere da dove vivano, in città o in montagna, devono avere gli stessi livelli di servizio.

Quale rapporto ci deve essere fra scuola e famiglia?

La scuola svolge, indubbiamente, un ruolo importante nella formazione dei nostri ragazzi. Ma siamo convinti che vada riconosciuta la “sovranità” della famiglia nell’educazione dei propri figli. In particolare su questioni come l’educazione sessuale. Per affrontare le emergenze educative, ci vuole fermezza nel riconoscimento dei diritti, ma anche dei doveri di tutti.

Presidente della Provinicia Maurizio Fugatti

Come sosterrete le famiglie che si prendono cura di persone disabili?

Dobbiamo garantire pari dignità alle persone disabili ed ai familiari che prestano loro assistenza. La Provincia deve farsi parte attiva, ben oltre quanto fatto fino ad ora, promuovendo piani di assistenza integrata, incentivi e sostegno alle cure domiciliari. Per ridurre il peso, spesso anche economico, a carico delle famiglie sarà abolito ogni riferimento all’indice ICEF per l’accesso all'assistenza pubblica per la disabilità e garantiremo corsi di “parent training” per genitori o familiari. Bisogna assicurare un sostegno più elevato, con cure personalizzate e servizi dedicati, potenziando le strutture intermedie tra la famiglia e la residenzialità. L’importante è non lasciare mai le famiglie sole ad orientarsi nel labirinto delle norme, che devono essere semplificate e rese tra loro omogenee.

FESTIVAL DELLA FAMIGLIA Dal 3 al 9 dicembre torna a Trento la settima edizione del Festival della Famiglia dedicato al rapporto tra benessere familiare e crescita socioeconomica del territorio. Tanti gli ospiti internazionali, per un programma all’insegna di comparazione e scambio di buone pratiche in materia di conciliazione casa-lavoro, promozione della salute, dell’inclusione delle persone disabili e dell’impegno giovanile. Tra loro la presidente della Confederazione europea delle famiglie numerose (Elfac) Regina Maroncelli, la ministra della famiglia serba Slavica Dukic Dejanovic, il vicedirettore dell’OCSE di Parigi Joaquim Oliveira Martins e il vicesindaco di Tirana Andi Seferi.

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accessi b ilit à

Servizio muoverSi

Un ulteriore passo avanti nel trasporto individualizzato per le persone disabili in Trentino

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’impegno nell'organizzare servizi pubblici non solo efficienti e sostenibili, ma anche in grado di dare risposte adeguate e personalizzate ai bisogni delle singole persone o di gruppi nel territorio, caratterizza sempre più l’agire delle pubbliche amministrazioni, per accrescere il benessere e l’inclusione sociale, culturale e lavorativa di tutti i cittadini. I servizi per la disabilità si collocano in uno dei settori in cui si avverte maggiormente la necessità di individuare le risposte alle diverse problematiche con flessibilità ed in un’ottica di coordinamento delle diverse prestazioni rese dal sistema socio-assistenziale. Infatti gli interventi a favore dei disabili comprendono diversi servizi e benefici, che vanno da quelli economici a quelli assistenziali e di accompagnamento, dall’abitare in autonomia, all’apprendimento e all’istruzione, dal lavoro, fino all’orientamento delle scelte individuali nella rete dei servizi disponibili, fornito con attività di informazione e di sensibilizzazione, anche tramite sportelli. Le scelte riguardanti le persone disabili sono sempre chiamate a confrontarsi con la sussistenza dei diritti “esigibili”, cioè quelli che l’ente preposto ha il dovere di soddisfare. E’ importante considerare che non tutti i disabili hanno bisogno di supporto economico. Ma tutti necessitano invece di servizi modellati sui loro peculiari bisogni e, soprattutto, di poter fruire dei servizi pubblici di interesse generale in condizioni di parità rispetto alla globalità dei cittadini, per poter gestire, con la più ampia libertà e confort possibili, le attività della propria vita quotidiana. La facilitazione per l’accesso dei disabili ai servizi di interesse generale e l’autonomia che ne deriva, migliora la vita della persona

con disabilità ma, nello stesso tempo è un fattore di benessere e di crescita della comunità, in quanto rafforza il senso di responsabilità dei cittadini e allenta la pressione sulle famiglie derivante dalle incombenze di assistenza e di accompagnamento sistematico dei loro cari. Il mondo della disabilità ha bisogno di scelte strategiche ed organizzative volte ad orientare i servizi pubblici generali verso obiettivi di fruibilità da parte di tutte le categorie di persone,

prese e sui progressi conseguiti al riguardo. Anche nella Costituzione italiana, la tutela dei disabili rientra negli obblighi imposti allo Stato dall’articolo 3, per la rimozione degli ostacoli che limitano l’accesso dei cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale in ragione delle proprie condizioni personali e sociali. Il diritto alla mobilità è tra quelli più importanti, in quanto, anche attraverso l’ampiezza dello stesso, si misura la libertà personale.

“I servizi per la disabilità si collocano in uno dei settori in cui si avverte maggiormente la necessità di individuare le risposte alle diverse problematiche con flessibilità ed in un’ottica di coordinamento delle diverse prestazioni rese dal sistema socio-assistenziale” comprese quelle disabili per rendere pienamente esigibili i loro diritti civili e sociali. In questo senso sono da intendersi i Trattati e gli interventi normativi europei ed internazionali, laddove prevedono la lotta contro la discriminazione delle persone con disabilità. In particolare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, ratificata nel 2009, è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che obbliga gli Stati ad adottare concreti provvedimenti e misure che permettano alle persone con disabilità di superare gli ostacoli nella vita di tutti i giorni, per la piena realizzazione civile, sociale, culturale, politica ed economica delle stesse ed a presentare un rapporto dettagliato sulle misure

In provincia di Trento, la mobilità delle persone disabili è garantita secondo modalità davvero inclusive e non discriminanti, non solo mediante il servizio di trasporto pubblico di linea e le specifiche forme di trasporto dedicate ai portatori di minorazione ad esempio studenti, ma anche in maniera individualizzata, con l’utilizzo di mezzi appositamente attrezzati e servizi di taxi. Quanto al trasporto pubblico, oggi la Provincia interviene con servizi specifici per i bambini e ragazzi frequentanti asili nido, scuole dell’infanzia, istituti scolastici e centri educativi della provincia di Trento. Il servizio pubblico di trasporto può presentare limiti connessi alla rigidità dei tragitti e degli orari. Per ovviare ai suddetti limiti e per garantire il trasporto alle persone comprese in in tutte le fasce di età, in attuazione della legge provinciale sulle barriere architettoniche del 1991, è attivo da diversi anni un servizio di trasporto e accompagnamento individualizzato per i portatori di minorazioni, denominato “MuoverSi”, che viene erogato mediante buoni di servizio della Provincia. Sono ammessi ad utilizzare tale servizio, anche con accompagnatore, tutti i disabili per i quali sia stata accertata un’invalidità civile rientrante nei codici 05, 06 o 08 oppure situazioni certificate di handicap grave. Si tratta di un trasporto molto versatile, non vincolato ad orari, tragitti e finalità di spostamento, che si adegua alla situazione e al bisogno, anche occasionale, dell'utente. Per questo motivo, il servizio Muover-

Si, è stato molto apprezzato e, nel corso degli anni è aumentato il numero dei suoi utenti. Quest’anno, l'Amministrazione provinciale è intervenuta per il miglioramento del servizio e per garantire un utilizzo razionale delle risorse pubbliche e private destinate a questa forma di trasporto individualizzato, creato come un servizio aggiuntivo agli interventi socio-assistenziali e socio-sanitari di tutela dei disabili. Sono anche state espletate le procedure per l’accreditamento dei vettori dedicati al servizio MuoverSi, che sono aumentati numericamente e che stanno stipulando le relative convenzioni con la Provincia di Trento. Dal punto di vista organizzativo, per tutelare maggiormente l’interesse delle persone disabili, che fruiscono del servizio utilizzando i buoni acquistati presso il Servizio Politiche sociali della Provincia, con riduzione delle relative tariffe, sono state introdotte alcune modifiche al sistema informativo di supporto alla gestione del servizio e alla rendicontazione dei viaggi effettuati. Tali interventi consentiranno un miglior controllo sull’operato dei vettori e soprattutto sulla precisione dell’addebitamento dei prezzi relativi ai viaggi effettuati, che gravano in parte sul bilancio provinciale ed in parte sull’utente, secondo i meccanismi della compartecipazione dei beneficiari ai costi di produzione dei servizi pubblici. A questo scopo, è stata operata una modifica del sistema informativo MuoverSi e l’integrazione nello stesso delle funzionalità di tracking automatico. Pertanto tutti i mezzi utilizzati per il servizio, sono stati dotati di dispositivi di rilevazione automatica dei chilometri effettivamente percorsi per ciascun viaggio, in modo tale che l’utente paghi esattamente la tariffa per l’effettiva lunghezza del viaggio fruito. Le variazioni appena descritte non pregiudicano le ordinarie modalità di fruizione del servizio da parte degli utenti, che non dovranno affrontare alcun disagio.

Dott.ssa Flavia Castelli Direttore Ufficio Qualità dei Servizi della Provinvia Autonoma di Trento

INFORMATIVA AGLI ENTI DEL TERZO SETTORE PER L’AUTORIZZAZIONE E L’ACCREDITAMENTO TEMPORANEI PER LA GESTIONE DEI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI, secondo gli artt. 19 e 20 del d.P.P. 9 aprile 2018, n. 3-78/Leg A seguito dell’entrata in vigore del d.P.P. 9 aprile 2018, n. 3-78/Leg. Regolamento di esecuzione della legge provinciale delle politiche sociali, in materia di autorizzazione/accreditamento e vigilanza dei soggetti che operano in ambito socio-assistenziale, il Servizio Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento, ha avviato le procedure riguardanti le autorizzazioni e l’accreditamento provvisori previsti dal medesimo decreto. Tali autorizzazioni/accreditamenti consentiranno ai soggetti che svolgono già servizi socio-assistenziali di proseguire l’esercizio dei medesimi fino al 30/06/2021, ai sensi dell’articolo 53 della legge provinciale n. 13/2007. A tal fine è necessario che i suddetti enti del Terzo Settore inviino tempestivamente una comunicazione al Servizio Politiche Sociali, riguardante i servizi già autorizzati e quelli in esercizio al 1/07/2018. Si rinvia al sito www.trentinosociale.it/ dove si possono trovare le indicazioni operative e gli approfondimenti utili per l’applicazione e gestione degli adempimenti per l’autorizzazione e l’accreditamento provvisori ex lege per enti del terzo settore. Su tale sito è disponibile anche la scheda per la comunicazione. Per eventuali chiarimenti, contattare i seguenti riferimenti: Flavia Castelli (0461-492749), Claudio Laner (0461-492705).

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SPORT

Le azzurre e quella

Divertirsi e diventare

disabilità che non ferma

campioni

Bebe Vio, Francesca Porcellato, Martina Caironi si raccontano: “Tre come loro“

Il mondo delle bocce ti aspetta!

Uno sport per tutti...

G Le azzurre si raccontano...

T

rento è stata la città che ha accolto il primo “Festival dello Sport”, dove atleti nazionali e stranieri, sono venuti per raccontarsi e raccontare quel mondo attraverso le loro esperienze, durante i numerosi appuntamenti che ci sono stati dall’11 al 14 ottobre. Sabato 13 ottobre, c’è stato l’evento “Tre come loro: il grande sport femminile paralimpico”, dove come come ospiti ci sono state tre grandissimi esempi di sport paralimpico: Francesca Porcellato, Martina Caironi e Bebe Vio. Francesca Porcellato, paraplegica dopo che un camion la investì a diciotto mesi con l’unica atleta che si è dedicata a più discipline, da quelle estive fino a quelle invernali, diventando brava in tutte e portandosi a casa ottimi risultati : 13 medaglie la raccontano lunga! Durante il suo intervento all’evento, ha raccontato come iniziò a dedicarsi allo sport paralimpico, dai giochi Paralimpici di Seul fino ai Giochi di Rio 2016 , la visibilità dei Giochi sia cambiata, nel senso che oggi c’è più

interesse e quindi la gente dà più supporto alle discipline Paralimpiche. Inoltre raccontò l’episodio di quando a sedici anni si avvicinò al mondo dell’atletica, sempre con l’obiettivo di andare più veloce con la sua compagna di vita, ovvero la sedia a rotelle. Se oggi è arrivata ad essere un’atleta multidisciplinare è stato grazie alla sua determinazione e abbattendo le paure di fronte alle cose nuove, che di solito non è una cosa che risulta facile. Martina Caironi, dopo un incidente causato da un pirata della strada nel 2007, è la prima donna con una gamba amputata sopra il ginocchio ad aver corso 100 metri sotto i 15 secondi (14”61 record mondiale a Doha 2015 ), diventando da promessa dell’atletica a stella mondiale. Raccontava le difficoltà alle prime armi con la protesi e come lo sport è stato ciò che l’ha fatta andare avanti e le ha dato la forza per essere migliore. Di recente sta provando a fare sport invernali, nello specifico nello snowboard. Bebe Vio, la stella della scherma,

iorgio Guarniero, delegato della FIB (Federazione Italiana Bocce) del settore paralimpico e diversamente abili del Trentino, ha presenziato alla manifestazione “Trentino Sport Days” tenutasi il 29 e il 30 settembre al Palafiere Riva del Garda. La FIB è impegnata a promuovere tale sport fra i diversamente abili di ogni età, sesso e gravità. “Abbiamo avuto ampio spazio riservato alle bocce e, in particolare, a quelle per diversamente abili. Per Trentino Sport Days sono venuti da Padova istrutPer info

tori del settore” racconta Guarniero. La grinta e la determinazione non mancano: “Nel 2020 vorremmo portare gli italiani alle olimpiadi delle bocce perché questo sport può essere praticato anche da chi presenta disabilità quali la tetraplegia, grazie a particolari bocce leggere e a carrozzine elettriche dotate di un particolare scivolo. L’attività è aperta a chiunque e si può praticare tutto l’anno. Si socializza, aiuta a rilassarsi e in più, essendo uno sport che richiede concentrazio-

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è l’unica a riuscire in questa disciplina senza un braccio armato. Al riguardo lei ha raccontato quando decise di fare scherma anziché equitazione, a dispiacere della mamma e contrariando chi pensava che la disciplina non fosse la sua, dato

ne, fa usare la mente”. I depliant pubblicitari verranno portati nei luoghi di maggior interesse: cliniche specializzate in riabilitazione, associazioni, bocciofile e scuole. Purtroppo, la maggior parte delle bocciofile trentine non sono ancora attrezzate ad accogliere i diversamente abili, nonostante ciò la Provincia, la federazione e le scuole credono in questa attività. I dati incoraggiano. Per esempio, nell’Unione Bocciofile di Riva si sono iscritti in 6, tra i 30 e i 45 anni. Si ricorda che anche chi vive lontano ha la possibilità di avvicinarsi a questo sport: la federazione si impegnerà ad aiutare e sostenere i disabili nell’intraprendere questa disciplina.

Miranda Minella

giorgio47guarnerio@gmail.com

che nella scherma si utilizza il polso per muoversi e le prima dita della mano (pollice, indice e medio) per impugnare il fioretto. La sua costanza l’ha portata alla vittoria, insieme alle sue compagne di gara a Rio 2016. Queste tre campionesse

sono un modello da seguire, una fonte d’ispirazione per molte persone disabili e non. Un chiaro esempio che la disabilità non è una barriera alle proprie passioni. Carolina Espinoza Lagunas

Con Scie di Passione... ...la montagna è per tutti!

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ue anni fa abbiamo intervistato Stefano Carbone, presidente della Scuola “Scie di Passione”che ci ha spiegato come insieme a vari maestri, insegni a chiunque ad avventurarsi tra le montagne, praticando sport come sci e snowboard. In ottobre, siamo tornati a trovarlo per scoprire le novità di questi ultimi due anni. Sono passati più di due anni da quando ci avete raccontato la vostra storia. Che cosa è cambiato da allora? Per prima cosa abbiamo cercato di dare continuità al lavoro che abbiamo iniziato nel 2011, impegnandoci nel creare integrazione e nel rendere le nostre attività, come l’insegnamento dello sci alpino, di

fondo e dello snowboard, accessibili per tutti. Abbiamo rinnovato le attrezzature e abbiamo ampliato il numero di maestri specializzati, pronti ad insegnare e ad accogliere tutti. Inoltre, grazie a nuove attrezzature come la “Jolette”, inizieremo delle attività estive dedicate alle persone con disabilità motorie o sensoriali. L’idea è quella di riuscire ad offrire questi servizi a tutti per tutto l’anno. Che cos’è la “Jolette”? La Jolette è una sedia con una ruota molto simile a quella da mountain bike, che grazie all’aiuto di almeno due persone (una davanti e una dietro) riesce a percorrere sentieri impervi in montagna, aiutanPer info

do così le persone con paraplegie o altre difficoltà a fare trekking insieme ad amici e familiari. Nel corso di questi anni ci sono state collaborazioni con altre associazioni? Si, per esempio ci sono venuti a trovare gli operatori della cooperativa “Il Ponte” di Rovereto. Abbiamo poi lavorato con molte altre associazioni che, insieme ai loro ospiti, vengono a fare le nostre attività sulla neve. Nel marzo del 2018 abbiamo infine ospitato a Folgaria la seconda edizione del raduno italiano delle famiglie dell’associazione bambini Cri Du Chat: sono state delle giornate indimenticabili!. 346 0033926

Sciando insieme...

Che cosa auspica per il futuro della vostra associazione? Speriamo che il lavoro sinergico con le varie realtà turistiche, Amministrazione, APT, Società Impianti, Alberghi e Rifugi possa continuare su

questa strada, offrendo sempre maggiore accessibilità e accoglienza PER TUTTI.

Daniel Guida

info@sciedipassione.com

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S al u te

Uniti contro l’AIDS La prevenzione passa da una corretta informazione

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al 1988 è stata istituita a livello mondiale la Giornata contro l’AIDS, organizzata ogni anno l’1 dicembre con l’obiettivo di informare e sensibilizzare le persone sui comportamenti a rischio e sui metodi di prevenzione. L’AIDS ( Acquired ImmunoDeficiency Syndrome, in italiano “sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia che colpisce le persone contagiate dall’HIV, il virus dell’immunodeficienza umana, che diminuisce le capacità difensive dell’organismo a causa dell’azione aggressiva contro i linfociti CD4, fonda-

mentali per il nostro sistema immunitario. Il termine sieropositivo invece deriva dagli esami diagnostici eseguiti per individuare il virus, infatti se nel sangue vengono rilevati gli anticorpi specifici, significa che la persona è stata contagiata e che può a sua volta trasmettere l’HIV ad altri soggetti, anche se non è ancora affetta da AIDS. Quest’ultimo è considerato quindi lo stadio terminale causato dall’infezione, e significa che il virus dell’HIV ha già compromesso gravemente le difese immunitarie riducendo quasi completamente i lin-

fociti, lasciando l’organismo completamente disarmato di fronte a qualunque agente infettivo o tumorale, che di conseguenza può svilupparsi in tutto l’organismo. Il contagio avviene entrando in contatto con sangue infetto, attraverso anche minuscole lesioni delle mucose che permettono il passaggio di piccole quantità di sangue, per questo la trasmissione del virus può avvenire attraverso donazioni di sangue e di organi, in gravidanza e allattamento tra madre e figlio, in seguito allo scambio di siringhe usate ma soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti. Si calcola che quasi il 90% delle trasmissioni del virus sia causata da quest’ultimo comportamento, ed è per questo motivo che la maggior parte delle campagne di sensibilizzazione si concentrano sulla sensibilizzazione all’uso dei preservativi e alla loro distribuzione gratuita. A seguito del contagio possono trascorrere dalle tre settimane fino ai 6 mesi prima della comparsa dei primi sintomi o degli anticorpi nel sangue, anche se il rischio di contagio

è già presente. Successivamente si presenta la fase di infezione acuta durante la quale avvengono i primi fenomeni di allarme del nostro organismo come febbre, ingrossamento dei linfonodi e perdita di peso. A volte questa fase è asintomatica e quindi l’infezione può essere rilevata solo attraverso gli appositi test. Le prime terapie per combattere il virus sono state create nel 1986, ma ancora non esistono vaccini in grado di prevenire o debellare efficacemente la malattia. Per chi è già stato contagiato però esistono molti farmaci che consentono di ridurre significativamente la carica virale e addirittura di bloccare l’HIV sul nascere, permettendo ai pazienti di vivere una vita normale a patto di non interrompere la terapia. Attualmente si calcola che le persone infette in tutto il mondo siano 35 milioni, un dato in costante aumento. Questo perché le terapie in commercio consentono a chi è già infetto di tenere a bada la malattia, pur senza poterla debellare del tutto, e a queste persone si sommano ogni anno circa 2

milioni e mezzo di nuovi contagiati, soprattutto nelle zone dell’Africa sub-equatoriale e nel sud-est asiatico. In Italia sono almeno 150 mila le persone sieropositive, ma i contagi continuano a calare rispetto agli anni ’90: se allora si registravano 30 casi ogni 100.000 abitanti, oggi il numero è sceso a 6. Gli importanti passi avanti a livello scientifico e divulgativo hanno permesso negli anni di combattere efficacemente la malattia, che nei primi anni senza le cure adeguate ha mietuto più di 35 milioni di vittime in tutto il globo, e anche di ridurre drasticamente i casi di contagio dal 2000 ad oggi. L’impegno verso la ricerca e la sensibilizzazione vanno a braccetto e gli sforzi per i prossimi anni sono incentrati alla scoperta di una cura definitiva, ma anche ad un’informazione sempre più capillare in quelle zone del pianeta dove ancora i comportamenti a rischio sono più diffusi e le probabilità di contagio maggiori. Giulio Thiella

Il futuro ora si può “vedere” Primo impianto di occhio bionico in Italia

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n passo dopo l’altro, l’italia trasforma la fantascienza in realtà, creando nuovi strumenti in grado di aiutare le persone che ne hanno bisogno. Il mese scorso, dopo undici ore di operazione, i medici dell’ospedale di San Raffaele a Milano, sono riusciti in un’impresa miracolosa: ridare la vista ad una donna cieca che aveva perso la

capacità di vedere dopo un incidente, tutto grazie ad un occhio bionico che usa il microchip Alpha AMS, prodotto dalla compagnia tedesca Retina Implant. Grazie a 1600 sensori e senza aver bisogno di nessuna telecamera, è in grado di restituire la vista ai pazienti affetti da malattie genetiche che conducono alla cecità completa. La donna potrà ora distinguere di nuo-

vo il giorno e la notte e i medici potranno rieducarla a riprendere la vista. Ma questo succederà fra qualche mese, quando attiveranno il chip dell’occhio, che deve essere visitato più volte per evitare rigetti e per vedere se l’edema post operatorio si è riassorbito. Il tutto è stato finanziato dalla banca Mediolanum che ha voluto fare da testimonial per questa operazione mol-

to costosa e importante per il futuro dell’italia. Un passo avanti per il futuro del Paese, che mostra come il cambiamento nelle cure mediche avanzate si stia avvicinando sempre più ad una realtà palpabile. Daniel Guida

L ’ angolo del f iloso f o

Stai vivendo

una vita creativa?

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ensa alla tua vita... la definiresti regolare o creativa? Sali un gradino dopo l’altro “perchè va fatto” senza particolari riflessioni/pause o cambi di direzione? Oppure sperimenti in base al tuo cuore, intraprendendo strade diverse quando ne avverti l’esigenza o semplicemente cambiando modo di percorrere la stessa strada? Se diciamo “Creatività” facilmente bussano alla mente parole come “Arte” e “Artisti”. E, per avere un assaggio di cosa contiene questa categoria, le specifichiamo in altre come “Pittore”, “Scultore”, “Musicista” ecc. Queste figure si presentano ai nostri occhi con un che di magico, fuori dall’ordinario, facendoci sentire qua-

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si inferiori se non lo siamo anche noi. Io non sono una pittrice (per esempio) e di arte vera e propria ne so poco, tuttavia mi è capitato comunque di sentirmi dire “Sei un’artista”. E’ questo fatto che, in primis, mi ha portato a riflettere sulla mia interiorità e il vivere quotidiano: desideravo trovare un perchè a questa attribuzione che, in cuor mio, mi faceva sorridere. Vi lascio leggere qui sotto il prodotto di quella particolare riflessione: “Sei un’artista quando... ti gira qualcosa per la testa e provi ad afferrarlo, quando parli di te sorridendo senza far caso alle tue fatiche, quando cambi desideri, ma ti senti sempre te stessa. Quando risolvi inghippi intricati, quando non ti scoraggi di

fronte a chi non ti apprezza, quando scegli di essere positiva e creare sempre e comunque la tua strada. Quando lasci la parola al caso e la scopri attinente, quando sogni senza porti limiti, quando pensi di poter imparare una lingua in poco tempo e ti infastidisci se non ci riesci. Quando guardi la luna e ti sembra così chiara che a momenti non la capisci. Quando la strada è affollata, il mercato assalito e il portafoglio vuoto ma tu hai già trovato il calore che ti serviva. SEI UN’ARTISTA QUANDO... LA VITA E’ TUA E LA INDOSSI BENE!!” A mio avviso la creatività può quindi risultare tipica di chiunque si approcci in modo creativo alla vita. Mi interessa però essere più chiara con voi, vediamo allora cosa si-

gnifica “Creatività” secondo l’esperta di comunicazione Annamaria Testa: “Creatività è unire elementi che già ci sono in modo nuovo e appropriato, cioè utile per risolvere un problema o migliorare una situazione.” Queste le parole che introducono il suo video creato ad hoc nella serie “Idee in un minuto – Nuovo e Utile”, che vi invito a guardare su Youtube (per aprirlo basta scansionare il QR Code inserito in questo articolo). Per essere creativi non occorre quindi essere originali, nel senso di creare da zero chissà quale opera, ma adoperarsi per utilizzare in maniere nuova e utile le risorse che abbiamo già, trasformando la nostra vita in qualcosa che vale la pena vivere, magari nonostante le difficoltà che siamo

chiamati ad affrontare. Vivere creativamente, o meglio a modo proprio, è la chiave per connettersi con quello che siamo nel qui ed ora ed esprimerci, scelta dopo scelta, lungo un percorso che facciamo/sentiamo nostro, diventando forti e consapevoli, anche quando sembra impossibile trovare una via. Insomma credo che una dose di creatività così intesa possa colorare la vita di tutti i giorni rendendoci protagonisti del nostro viaggio, qualunque esso sia. Se non ci avevate mai pensato non disperate: ora che sapete che non è proprietà esclusiva degli “Artisti” veri e propri, siete sempre in tempo per scovarla dentro di voi e farne buon uso!

Guarda il video su Youtbe “Idee in un minuto- Nuovo e utile”

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Alessia Vinante


MONDO

La rotta balcanica Arriva l’inverno.

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partire dalla primavera 2018, lungo la cosiddetta Balkan route, si è aperta una nuova rotta migratoria che dalla Turchia mira all’Europa fermandosi in Bosnia ed Erzegovina. Essendo sigillate le frontiere a nord della Serbia, verso Ungheria e Croazia, migliaia di migranti si trovano bloccati da quasi due anni nei campi profughi di Grecia, Macedonia e Serbia. Parte di questi si sono riversati in direzione Albania e Montenegro e, altri, attraversando il fiume Drina, verso i confini occidentali della Bosnia ed Erzegovina, da dove cercano disperatamente di attraversare il lungo confine con la Croazia, nel tentativo di

raggiungere quindi Slovenia, Italia, Austria e proseguire il loro viaggio verso il nord Europa. Dall’inizio del 2018 ad oggi in Bosnia sono arrivate circa 10.000 persone: Pakistan (30%), Siria (17%), Afghanistan (12%), Iran (11%) e Iraq (10%). Ma sono presenti anche nordafricani e nepalesi. Le elezioni imminenti e la questione religiosa sollevata dal partito nazionalista serbo determinano un disinteresse politico per le condizioni di vita delle persone migranti e per l’avvio di procedure di asilo. La Bosnia sta sopperendo all’assenza di un’organizzazione statale delle migra-

zioni attraverso il volontariato e le donazioni locali, la presenza di ong internazionali come Ipsia (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) e agenzie internazionali. La maggior parte degli arrivi si concentra nelle zone di Sarajevo e, in maniera esponenziale, nella parte nord-occidentale del paese: insediamenti informali sono stati stabiliti a Borići (Bihać) e Velika Kladuša. Un paio di volontarie del servizio civile internazionale SCI e Corpo civile di Pace CPP di Ipsia aiutano la Croce Rossa nella gestione dell’emergenza di questi campi.   Per cause strutturali le condizioni igienico-sanitarie sono in continuo peggioramento in entrambi i campi.

Se nel territorio di Bihać la presenza quotidiana della Croce Rossa locale garantisce tre pasti al giorno, servizi igienici, distribuzione di vestiti, coperte, tende e prodotti per l’igiene personale, nel campo di Velika Kladuša la situazione è meno strutturata con la presenza quotidiana di piccole ong e associazioni composte perlopiù da giovani europei che con le loro scarse risorse forniscono servizi igienici, vestiti, tende, coperte e due pasti giornalieri, quando possono. Nel prato di Kladuša, ci sono solamente tre bagni chimici, due docce fredde e l’elettricità arriva tramite un generatore a orari discontinui. Tra i maggiori disagi, il propagarsi di malattie cutanee

(scabbia) e le infestazioni di pulci e pidocchi, sia sulle persone, che tra coperte e tende. Alcune centinaia di persone, con maggiori mezzi economici, risiedono illegalmente in appartamenti dati in affitto dalla popolazione locale tant’è che la povera Bosnia, mai rialzatasi dal conflitto degli anni ‘90, considera le migrazioni un’opportunità; addirittura un indotto. Ogni giorno vengono riportati incidenti ai confini con la Croazia, sono state accertate sistematiche violenze e aggressioni al confine. E l’inverno è alle porte. Fabio Pipinato

Per sostenere Ipsia è possibile fare una donazione IT29G0830401807000007335132 presso la Cassa Rurale di Trento

Il giro del mondo…

Un riflettore sulla rotta balcanica

...con il profumo di Natale

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I

l Natale si avvicina e, insieme a lui, un mare di tradizioni. Ecco le più curiose: zOgni anno, il sabato prima della Vigilia di Natale, nella città di San Fernando si tiene il Festival delle Lanterne Giganti (Liglian Parul Sampernandu) che ogni anno attira spettatori da tutto il mondo. Undici sono i villaggi che concorrono alla costruzione della lanterna più elaborata. Le lanterne sono costituite da una grande varietà di materiali e illuminate da lampadine elettriche con motivi caleidoscopici e possono raggiungere una larghezza di 6 metri. Originariamente le lanterne venivano realizzate in “papel de hapòn” (carta giapponese per origami) e illuminate con delle candele. La Polonia e la “Festa della Stella” La cena della vigilia di Natale non inizia finché in cielo non appare la prima stella: da qui il nome “Festa della Stella”. Si aggiunge un posto e, come raccomanda la tradizione, si preparano ben dodici portate. In ogni angolo della stanza vengono poggiati quattro covoni di grano che stanno a rammentare che Gesù è nato in una stalla.Una tradizione che accomuna la Polonia con la Repubblica Ceca è quella in cui si taglia un ramo da un albero di ciliegio e lo si dispone a casa su un vaso per farlo fiorire: se i boccioli fioriscono in tempo per Natale, l’anno a venire porterà fortuna e l’inverno sarà breve, perché la primavera in anticipo manterrà alti gli spiriti durante il freddo e buio inverno.

Come faccio ad aiutarti?

Natale in spiaggia in Australia Qui la festività è all’insegna dell’estate, con temperature che sfiorano i 30 gradi. A Melbourne viene realizzata la “Carols of Candlelight” dove migliaia di persone sfilano con le candele in mano intonando le canzoni di Natale. Si ricorda inoltre la tradizione risalente ai tempi della “corsa dell’oro” che consiste nel nascondere un chicco d’oro all’interno del pudding: chi lo trova nella propria porzione avrà fortuna. La vigilia in Sudafrica I paesi africani, oltre ad essere e allegri, hanno molto a cuore la famiglia e la condivisione. Infatti, dopo la Messa della notte della vigilia, ha luogo una maestosa fiaccolata seguita da una notte da trascorrere insieme a parenti e amici. Il giorno dopo si iniziano i preparativi per il pranzo di Natale. È consuetudine lasciare aperta la porta di casa, in modo che chiunque si senta benvenuto. Avviene uno scambio di cibi che poi verranno serviti durante il pranzo natalizio. Messico, posadas e piñatas Le celebrazioni del Natale iniziano 9 giorni prima. Ogni

aolo Fuoli, Luca Renda e Francesco De Maria sono i tre ragazzi del collettivo “Checkmate” che il 18 settembre hanno scelto di partire per il confine bosniaco-croato, per un periodo di permanenza di 45 giorni. Abbiamo incontrato Paolo, l’unico trentino del gruppo, qualche giorno prima della partenza. “Ho lavorato un anno al Punto d’Approdo di Rovereto e poi ad ATAS come operatore d’accoglienza dei richiedenti asilo” ci ha spiegato. “Questo progetto – ha detto – nasce da una scelta che ho fatto nel dicembre 2017 quando ho pensato a una migrazione controcorrente, che andasse incontro alle persone in arrivo. Avevo infatti capito che non potevo accogliere l’immigrazione da sedentario, in ufficio: per questo motivo ho deciso di partire per la rotta balcanica. L’idea era quella di avvicinarmi per vedere quanto è difficile. C’è l’enorme bisogno di persone che possano raccontare direttamente dal

campo un territorio senza voce. Sono stato alcuni mesi in Serbia e tornato ho avuto la sensazione di non poterla più lasciare: ho avuto un mal di frontiera. È stato difficile ritornare alla normalità”. Alle abilità narrative di Paolo si uniscono anche le capacità dei suoi due compagni. “Per raccontare il territorio ho contattato il cineasta Luca che avevo conosciuto a Sid. Da fine maggio abbiamo iniziato a masticare l’idea di partire insieme. Francesco, invece, è stato coinvolto per le foto e i

collettivo.checkmate@gmail.com sera dal 16 dicembre si organizzano le feste chiamate “Posadas” (dallo spagnolo “accoglienza”), antica tradizione risalente alla metà del XVI secolo. Viene riproposto l’arrivo a Betlemme di Maria e Giuseppe che cercano invano ospitalità. Nella tradizione la coppia viene rappresentata da due statue (a volte prese anche dal presepio) che, seguite da un corteo, cercano e chiedono riparo casa per casa, attraverso un cantico. Il corteo

Miranda Minella

collettivo checkmate

si conclude quando arrivando alla casa prescelta, un cantico conferma l’ospitalità e a questo punto la porta si apre. Seguono delle preghiere di rito. Tra festeggiamenti e leccornie condivise, non può mancare la “piñata” ovvero il vaso di cartapesta a sette punte (rappresentano i sette peccati capitali) appesa ad una corda, decorata con carta velina colorata, al cui interno sono presenti frutta giocattoli e caramelle. La sfida sta nel tentare di rom-

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video”. I paesi prescelti sono Velika e Kladusa: “Abbiamo preferito il confine più caldo dove viene praticato il the Game, ovvero il tentativo dei migranti di attraversare illegalmente la frontiera, nonostante la brutalità della polizia. Molte persone rimangono bloccate per anni in un lembo di terra impenetrabile”.

perla a occhi bendati. Dopo questo viaggio attraverso le tradizioni di questa bellissima festività, non mi resta altro che augurarvi buone feste all’insegna dell’amore e della felicità insieme ai vostri cari. AUGURI!

Carolina Espinoza Lagunas

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Pro.di.gio Dicembre 2018  

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