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BIMESTRALE DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE PRODIGIO ONLUS SUL MONDO DEL DISAGIO E DELL’HANDICAP NUMERO II - APRILE

2018 - ANNO XVIV - 107° NUMERO PUBBLICATO

WWW.PRODIGIO.IT

PROGETTO DI GIORNALE Kaki Three Project, 1° anniversario

Esperienze di innovazione sociale: Aurora Scs

Al Parco Langer tutti riuniti per festeggiare la primavera e la pace

Aut. del Trib. di Trento n. 1054 del 5/6/2000 - Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - 70%- DCB Trento . Contiene I.R.

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Intervista alla responsabile sociale: Emanuela Barbacovi ci racconta le attività e i progetti innovativi pagina 3

La Scuola nel Bosco di Riva del Garda Il gioco di ruolo che aiuta i giovani a rischio di esclusione sociale pagina 9

Nepal, quante emozioni Un luogo di coesistenza tra buio profondo e luce accecante pagina 11


IN EVIDENZA

1° Anniversario del Kaki di Nagasaki

Al parco Langer, tutti riuniti per festeggiare EDITORIALE

Una primavera diversa

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a primavera è arrivata! Dalle cime ancora innevate ai giardini in fiore, ci ricorda il valore della diversità. Profumi, luci, colori, animali, insetti e persone fanno parte di un ciclo vitale che si risveglia dopo il lungo e rigido inverno....quale occasione migliore per iniziare a rincontrarsi e a vivere le emozioni della natura? ! Parchi, giardini, sentieri di montagna, laghi, boschi e fiumi diventano un trionfo di vitalità. Una sosta per salutarsi, per scaldarsi al sole, e trascorrere del tempo di qualità lontano da uffici, ospedali, fabbriche e asfalto e cemento. Sì, la natura non conosce il problema delle barriere, crea piuttosto intense conessioni, che non sfuggono però agli occhi più attenti. Nel nostro lavoro di sensibilizzazione vi invitiamo a raccogliere quello sguardo, attraverso il cambiamento e ad accoglierlo con curiosità. In questo numero troverete un ampia rassegna di tematiche legate alla disabilità, ma non solo. Volevamo testimoniare come la connessione di esperienze diverse, generi valore nella mente di chi le legge. Esperienze di vita, ambizioni, diritti e racconti dal mondo vi attendono nelle prossime pagine. Tuffatevi dunque in una lettura che sappia ispirarvi nelle vostre sfide quotidiane, che vi faccia vedere le cose da altre angolature, che riesca alla fine a farvi riflettere sul valore intrinseco della diversità, di cui tutti noi siamo fatti.

pro.di.gio.

L.P.

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enerdì 23 marzo i cittadini e i bambini delle scuole materne ed elementari si sono incontrati al Parco Langer per festeggiare il primo anniversario del Kaki di Nagasaki, l’albero di seconda generazione sopravvissuto alla bomba atomica di Nagasaki, e l’arrivo della primavera. Alla festa ha partecipato anche Incrocio Musicale, il primo gruppo che unisce la pluralità di origini a brani, testi e musiche in lingue diverse, con suoni e ritmi con-

temporanei, dal Folklore fino ad arrivare al beatbox, il gruppo è interetnico, interculturale e interreligioso, unito nella diversità tramite la musica. La festa è stata anche un momento di unione e riflessione sulla natura che si è poi conclusa a mezzogiorno con tanti sorrisi e soprattutto con uno sguardo sul futuro in attesa del prossimo anniversario del Kaki.

La festa al Parco Langer

La redazione

Abbattimento barriere architettoniche

180 milioni di euro alle regioni

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ella seduta del 15 febbraio è stato dato parere positivo al riparto tra le Regioni di 180 milioni di euro per contribuire al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Il decreto di riparto delle risorse proposto da Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sarà firmato dal Ministro dell’Economia delle Finanze Pier Carlo Padoan e dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociale Giuliano Poletti. Le risorse arrivano dal Fondo investimenti previsto dal-

la legge di bilancio del 2017, che finanzia la legge 13/1989 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”, tale legge non veniva finanziata dal 2003. Le Regioni divideranno a loro volta i finanziamenti ricevuti ai comuni richiedenti per contribuire alle spese dei privati cittadini. Il decreto entrerà in vigore dopo 15 giorni dopo essere stato firmato e pubblicato. Cristian Bua

I 180 milioni di euro sono divisi come segue: Abruzzo 4,4 milioni Basilicata 15,2mln Campania 13,5mln Emilia R. 29,3mln

Proprietà: Associazione Prodigio Onlus Indirizzo: via A. Gramsci 46/A, 38121 Trento Telefono: 0461.925161 Fax: 0461.1590437 Sito Internet: www.prodigio.it E-mail: associazione@prodigio.it Aut. del Trib. di Trento n. 1054 del 5/6/2000 Spedizione in abbonamento postale Gruppo 70% Stampa: Publistampa (Pergine Valsugana).

Lazio 19,2mln Liguria 275 mila euro Lombardia 25,7 mln

Puglia 4 mln Sardegna 3,2 mln Sicilia 4,4 mln

Direttore responsabile: Francesco Genitoni. Redazione: Luciana Bertoldi, Carlo Nichelatti, Lorenzo Pupi, Giulio Thiella, Martina Dei Cas, Maurizio Menestrina, Samuel Daldin, Cristian Bua. Hanno collaborato: Diletta Lazzarotto, Valentina Grasso, Emanuela Barbacovi, Fabrizio Favarese, Vania Cappelletti, Francesco Brizio. In stampa: 30 marzo 2018.

Toscana 2,9 mln Umbria 11 mln Veneto 8,4 mln

Abbonamento annuale (6 numeri) Privati €15,00; enti, associazioni e sostenitori €25,00 con bonifico bancario sul conto corrente con coordinate IBAN IT 67G 08304 01846 000046362000 intestato a “Associazione Prodigio Onlus” presso la Cassa Rurale di Trento indicando la causale “Abbonamento a pro.di.gio.”

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E S P E R I E N Z E D ’ I N N OVA Z I O N E S O C I A L E

Aurora Scs

L’innovazione a misura di persona A cura di Lorenzo Pupi

Responsabile Sociale Emanuela Barbacovi

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urora nasce nel 2006 dalla volontà di rispondere ai bisogni occupazionali del territorio attraverso la promozione di percorsi di inserimento lavorativo individualizzati a favore di persone in situazione di svantaggio (legge 381/91). Attualmente da lavoro a circa 250 persone. Dalla convinzione che i traguardi più utili ed efficaci siano quelli raggiunti dall’unione di soggetti diversi, ognuno portatore della propria unicità, AURORA mette al primo posto la persona in quanto individuo cercando di valorizzarne le potenzialità. Attraverso percorsi individualizzati di crescita professionale e personale, che permettano ad ognuno di sperimentare le proprie risorse, si vuole favorire un’integrazione meno difficoltosa nella realtà socio occupazionale e l’assunzione di un ruolo attivo nei confronti della propria vita e della comunità.

Come e dove nasce la vostra esperienza?

Aurora è una cooperativa sociale di tipo B e nasce a inizio 2007 per favorire il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate, ha compiuto da poco 10 anni di attività, che hanno segnato nuovi traguardi e nuove progettualità. Questa esperienza cooperativa è nata in Valsugana da una richiesta fatta dalle amministrazioni del territorio e ha la sua prima sede legale a Novaledo. Ad oggi la sede è stata trasferita a Levico Terme e abbiamo aperto altre due sedi operative, una a Spini di Gardolo , dove gestiamo un laboratorio di riuso e sartoria in collaborazione con CS4 e una presso il Teatro delle Gar-

partners

PROGETTI IN.SA.LA.TA. inserimento Sociale

Accompagnamento al LAvoro Tramite Agricoltura

RICO’ Spazio a disposizione di tutti per usufruire di un luogo di riuso condiviso UPWIND linea borse, zaini, accessori ricavati dall’uso di vecchie vele prodotti di sartoria manuale

TIRIgiro progetto di riuso grembiulini, bavaglini, asciugamani e altri oggetti dedicati ai bambini dell’asilo e ricavati da vecchie camicie dei papà

CONTATTI via Kufstein 4, 38121 (TN) MAP

berie a Pergine Valsugana, sede dedicata al progetto “Upwind” di cui dopo racconterò meglio. Che tipo di attività svolgete e con quali persone? Dunque, nei primi anni di attività la cooperativa si è dedicata in via esclusiva a progetti Presidente Alessandro Barbacovi legati al verde pubblico con inserimenti lavorativi inquaCrediamo che drati nell’”intervento 19” oltre facilitare a piccoli appalti per la gestione di aree verdi. l’inserimento di La svolta arriva tra il 2011 e persone in situazione il 2012, anni in cui cambia la di svantaggio sia un governance e si decide di aminvestimento per pliare i servizi, aumentando migliorare il benessere le possibilità di inserimento lavorativo delle persone in e la qualità della vita situazione di svantaggio. E’ dell’intera stato avviato quindi il servizio In.sa.lata. in località Vetriolo, Levico Terme gestito da Aurora e Cs4 collettività. di pulizia dei cicli industriastate recentemente assunte. Da li, i servizi di portierato pur rimanendo ad oggi prevalenti i questa sinergia in sartoria arrivano le prime idee e nasce una servizi legati alla cura del verde. Oltre alle attività ordinarie, collaborazione anche con la cooperativa Am.ic.a per la quale negli ultimi due anni abbiamo avviato altri due settori che in abbiamo realizzato il kit per bambino “TIRIgiro”: grembiurealtà sono ancora progetti sperimentali: il progetto IN.SA. lini, bavaglini, asciugamani e altri oggetti personali tutti deLA.TA. in località Vetriolo-Levico Terme in collaborazione dicati ai bambini dell’asilo e ricavati da vecchie camicie dei con CS4 e il progetto Upwind presso il teatro delle Garberie papà o altri vestiti di uso familiare. di Pergine Valsugana. Queste nuove sfide ci hanno permesso Arriviamo al 2016, anno in cui nasce il progetto “UpWind” di ampliare il raggio di intervento investendo sulla categoria a grazie all’energia innovativa della sartoria e alla collaboradelle donne e delle persone in situazioni di svantaggio. zione con l’Associazione Velica Trentina e il ristorante ValQuali progetti innovativi avete attivato? canover sul lago di Caldonazzo. L’idea è quella di riutilizzare Sicuramente entrambe le ultime due progettualità “progetto le vecchie vele donate dal circolo velico per creare una linea Insalata” e “UpWind” rappresentano sfide appena comincia- sportiva e dinamica di borse, zainetti, pochette, astucci e altri te, ma che non tardano a dare i primi frutti e soddisfazioni. accessori che fosse soprattutto sostenibile, durevole e frutto Il progetto “IN.SA.LA.TA.” è frutto di una collaborazione at- del lavoro di donne in svantaggio sociale. tiva con Cs4, cooperativa di tipo A con sede a Levico Terme che si occupa di assistenza per persone con disabilità, che nel Quanto è importante avere una rete di caso specifico si occupano di gestire gli orti. L’area interessata è frutto di un progetto di rigenerazione, di quella che era, fino partner sul territorio? a pochi anni fa, un’area adibita a vivai forestali ormai in disu- Per noi sicuramente è fondamentale fare rete, e lo dimostrano so. Un’oasi agricola cui è stata ridata nuova vita nel rispetto i progetti di cui abbiamo parlato fino ad adesso. Ma ci piacedel bosco che la circonda. Qui in due anni abbiamo attivato rebbe ricordare un’esperienza che grazie alla rete sta crescenuna decina di inserimenti lavorativi e abbiamo predisposto do e sta diventando un nuovo punto di incontro e confronto. due squadre di operatori che tre volte a settimana svolgono Parlo del Teatro delle Garberie a Pergine Valsugana. Qui inlavori di manutenzione e semina. Gli orti sono un’occasione fatti abbiamo spostato il laboratorio sartoriale dedicato alla per creare fantastiche attività per gli ospiti di CS4 che in que- linea “UpWind” e alla vendita dei prodotti dedicati. Questo sta avventura ci ha creduto fin dall’inizio. L’obiettivo a lungo spazio è una scommessa sul territorio e vuole essere un luogo aperto ad iniziative eventi e collaborazioni con tutte le realperiodo è quello di raggiungere una certificazione biologica. Abbiamo poi Ricò, un progetto che nasce in collaborazione tà associative interessate. Per noi rappresenta un simbolo di con Cs4, insieme alla quale abbiamo dato avvio, qui nella come attraverso percorsi di inserimento lavorativo di donne struttura di Spini, un laboratorio che è anche negozio di riuso in svantaggio sociale insieme ad un lavoro di sensibilizzaziocondiviso e sartoria. Chiunque può venire e donare merce ne della cittadinanza al riuso e riciclo, si possa tentare di inche non usa più, tendenzialmente vestiti, borse e abbiglia- novare e crescere insieme al territorio e alle persone. mento per bambino. Si accettano vestiti usati e oggetti non ingombranti, a cui viene ridata nuova vita. Ad accogliervi Quali prospettive e quale augurio poi troverete gli operatori di Cs4 e i loro utenti, che rendono per il futuro? questo luogo ancora più a dimensione di persona. Fino ad ora le nuove prospettive date dai progetti e servizi messi in atto ci hanno permesso di ritrovare un’identità allargata, che permette anche a nuovi giovani di avvicinarsi Progetto UpWind, di cosa si tratta? Per parlare di UpWind devo fare una passo indietro. Nasce ai laboratori, a lavorare con noi portando idee e soluzioni sulla scia di un altro progetto. Infatti ci siamo accorti che dal innovative. Abbiamo anche affrontato un lavoro di rebranlaboratorio Ricò capitava che avanzassero vestiti usati che ding affidato a professionisti del settore della comunicazione non si riusciva a vendere e rischiavano o di accumularsi o sociale, Artico scs, che hanno un’etica e un’impostazione coodi divenire nuovamente rifiuti. E’ nata quindi la linea “Bor- perativa. Abbiamo costruito quindi, una rete di fiducia che ci der”, grazie alla collaborazione con l’artista Matteo Boato, permette di crescere ogni giorno e guardare sempre più alla che ha realizzato i disegni. Border è in realtà un progetto di sostenibilità economica, sociale e ambientale dei nostri serviCS4. Noi arriviamo in un secondo momento a sostegno delle zi per la collettività. Ci aspettano decisioni e sfide importanti attività di sartoria svolte dai ragazzi e ragazze con disabilità. ma a piccoli soffi e con buona vento si attraversano anche i Lo abbiamo fatto e lo facciamo tutt’ora gestendo all’interno mari più sconfinati. della sartoria gli inserimenti lavorativi di donne in situazione Grazie. Aurora Scs di svantaggio. Due di esse dopo il tirocinio e il sostegno sono

L’INTERVISTA

0461 1636518

info@aurorascs.com

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www.aurorascs.com

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TERRITORIO

Pergine Spettacolo Aperto, No limits!

43° edizione del festival, sempre più accessibile

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davvero senza limiti. E’ disponibile un servizio di trasporto gratuito per la tratta Trento - Pergine, andata e ritorno, per persone con disabilità fisiche, sensoriali o intellettive in più le persone possono utilizzare un servizio di accompagnamento al luogo dello spettacolo effettuato da volontari formati del festival, oltre a questo sarà disponibile una sottotitolazione intralinguistica, un servizio di interpretariato nella Lingua dei Segni Italiana, tracce audio pre-registrate introdurranno lo spettatore agli elementi visivi degli spettacoli, che sono quindi accessibili a un pubblico non vedente. Per alcune opere sarà presente anche un audiodescrizione dal vivo. I servizi sono su prenotazione e tutti gratuiti.

MARKETING SAIT

in dal lontano 2012 il festival si concentra molto sulle esigenze del pubblico con l’obiettivo di dare un’esperienza inclusiva e accessibile. Nel corso degli anni la riflessione sui sensi e sulla mancanza degli stessi a spinto gli organizzatori del festival ad interrogarsi sulle strategie esistenti in grado di ottenere un festival accessibile anche alle persone con disabilità. Nel corso del tempo sono state implementate diverse strategie; Accessibilità fisica, accessibilità audiovisiva, relazionale e di sensibilizzazione oltre che alla loro promozione e valutazione in modo da poter avere un quadro completo sul funzionamento di queste strategie atte a rendere il Festival di Pergine

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alle persone con disabilità: L’accesso ai prodotti culturali in formati accessibili; L’accesso a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attività culturali, in formati accessibili; L’accesso a luoghi di attività culturali come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici e, per quanto possibile, a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale. In questo senso, l’associazione Pergine Spettacolo Aperto si innalza come uno dei rari esempi che cerca di realizzare quanto viene espresso all’interno della Dichiarazione. Cristian Bua

No Limits è il progetto del Festival di Pergine dedicato per rendere questo evento accessibile e inclusivo come descritto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, secondo la quale: “Gli stati riconowww.perginefestival.it scono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte, su base di uguaglianza, con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire steria Numero Uno è il nuovo nome dell’ex Bar Bianco di via Scuole che, dopo un’apertura improvvisata, sarà occasione di visibilità e anche esperienza importante per imparare un lavoro per persone disabili. Il responsabile della locanda è Francesco Gerosa e la responsabile dei progetti di inserimento dei ragazzi invece è cato dalle 250 copie distribuite ad offerRachele Gottardi. L’apertura ufficiale risale alla fine di ta libera, dove i soldi raccolti andranno novembre 2017 ed è gestito dalla co- a finanziare il progetto dove i protagooperativa sociale Dal Barba, che già nisti sono persone con diverse forma a Villa Lagarina si occupa di dare di disabilità: dai disturbi dello spettro occupazione a persone disabili. La autistico alla sindrome di Down. Paopresidente della cooperativa, Pao- la Dorigotti precisa che sono sole 6 le la Dorigotti, spiega che partirà un cooperative di questo stampo in Italia, progetto con le cooperative sociali e questa è la prima in tutto il trentino, Villa Maria e Amalia Guardini, e ed è per questo che nella sua unicità permetterà agli utenti di partecipa- si punta ad un riconoscimento come re a questa importante esperienza, impresa sociale e non come forma di in un lavoro che è anche motivo di assistenzialismo. rapporto col pubblico. Verso l’inizio Sottolinea il presidente Rossi “Come di febbraio 2018 si è voluto festeg- spesso accade, prima ci sono i bisogni giare con il presidente della giunta delle persone, e poi le risposte della soprovinciale Ugo Rossi, sia l’impegno cietà civile. È a questo punto che interdi lavoratori che movimentano la lo- viene l’amministrazione pubblica per canda, sia il successo del calendario affiancare, sostenere e regolare querealizzato grazie alla collaborazione ste realtà: capita a volte che i metodi fra istituto Sandro Pertini, per truc- esistenti non siano consoni, e allora ci co e parrucco, istituto Artigianelli, si darà da fare per migliorare la situaper la realizzazione grafica, infine zione. In Trentino non si fa mai abbaper la realizzazione dei grembiuli stanza per l’inclusione, e in questo caso del centro Moda Canossa sotto la siamo di fronte ad un bell’esempio in supervisione del fotografo professio- cui le persone si sentono realizzate fornista Alessio Osele e la coordinatrice nendo un servizio alla comunità”. Patrizia Pace. Samuel Daldin L’entusiasmo di tutti è stato amplifi-

Il Barba

La locanda dell’inclusione

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I N C LU S I O N E ascolta il brano: Volere è potere

Brazzo, rapper senza ostacoli

“La sordità non è un peso ma una preziosa risorsa”

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rancesco Brizio nato a Taranto nel 14 marzo 1987 ora residente a Milano da dieci anni dove lavora come impiegato in una società di assicurazioni. Affetto da sordità genetica di tre generazioni, attraverso la musica vuol far riflettere sulla mancanza nella legge italiana della lingua dei segni (LIS). Nome d’arte Brazzo, è il suo soprannome da qualche anno, “sembrerà strano perchè è il soprannome di un sordo dato da sordi, tra ragazzi i soprannomi spesso nascono da una battuta” aggiunge Francesco, è un assonanza fra il cognome e un noto sito per adulti. Come hai capito che fare musica era la provocazione giusto? Fare musica è inviare un messaggio, ho scelto il rap proprio perché può affrontare qualsiasi tema, io semplicemente ho fatto da megafono, da amplificatore, per far conoscere il mio mondo a più persone possibili tenendo alta l’attenzione e aiutare questo processo.Sono sordo mica scemo, il tuo primo singolo, ci racconti tutta la fase di realizzazione. Dal sogno al momento in cui è stata registrata la canzone. Diventare rapper era un mio sogno nel cassetto e circa due anni fa è nata l’idea di scrivere un pezzo. Essendo sordo cantare per me era molto imbarazzante, ma grazie a una mia carissima ami-

ca ho trovato la convinzione e il coraggio, dunque ho scritto il pezzo! Ho scelto la musica rap perchè volevo emergere con qualcosa di diverso, per me è stata una sfida personale, nonostante abbia incontrato molte difficoltà, non mi sono arreso e con l’impegno nel trovare soluzioni, i problemi lentamente sono spariti. Esistono rapper sordi stranieri, ed ho pensato posso farcela anch’io, perché no? Prima di iniziare a cantare ho fatto degli esercizi di respirazione diaframmatica. Per realizzare il primo singolo abbiamo ripetuto tante registrazioni nello studio vicino a piazzale Loreto, a volte pronunciavo male alcune frasi ma alla fine è andato tutto per il meglio Quali sono le sfide più grandi durante la giornata? Un evento in particolar modo. Cantare è una delle più difficili che ho affrontato finora, non è facile per un sordo seguire il ritmo con i tempi giusti. Nella vita quotidiana a volte ritrovo in difficoltà ma cerco sempre di mettercela tutta per compiere un’azione e per ottenerlo bisogna sempre trovare una soluzione.

La sordità non è un peso ma una preziosa risorsa - citazione di Brazzo Samuel Daldin

Il sogno di Fabrizio Savarese Una sala cinematografica per sordi

Una straordinaria storia di solidarietà

l 12 marzo si è tenuta al Quirinale di Roma la cerimonia che ha premiato la straordinaria storia di solidarietà dei bambini dell’asilo di Tonadico, i primi “Alfieri della Repubblica” trentini. I bambini parlano il Lis (Lingua italiana dei segni) perché Iulia, una loro compagna, è sorda e dunque per capirsi c’è bisogno di una comunicazione non verbale, frutto di un grande lavoro di squadra fra i genitori di Iulia, la materna e le maestre. Iulia e i suoi genitori hanno frequentato per qualche mese una scuola specializzata a Roma e poi in Primiero con il gemellaggio fra l’asilo di Tonadico e la materna romana. Ora una gita davvero speciale è in programma per Iulia e i suoi compagni, perché andranno a ricevere l’Attestato d’Onore per le benemerenze acquisite nel campo della cultura, della scienza, dell’arte, dello sport e del volontariato. Alfiere della Repubblica è una benemerenza statale

Stai già lavorando ad un 4 singolo o pensando di realizzarne uno in futuro? Sì, sto già lavorando per il quarto singolo e sarà un brano molto particolare rispetto alle altre. Non posso rivelarlo ora e assicuro che sarà un brano davvero sorprendente.

Promuovere il LIS già da piccoli potrebbe essere una bella iniziativa per avvicinare le persone?

I bambini dell’asilo parlano Lis

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Sono nato sordo e accetto serenamente la mia sordità, ma la società ci ha impedito di andare oltre, siamo esclusi dal mondo sociale e culturale. La TV di Stato non ci permette di avere i sottotitoli in tutti i canali, nonostante, come tutti, siamo tenuti a pagare il canone. Manca l’accessibilità negli uffici pubblici e servizi di interpretariato nelle scuole. La conoscenza è fondamentale, ma noi ci siamo sempre dovuti arrangiare da soli. Riconoscere la LIS potrebbe cambiare tutto, ci aiuta a migliorare la vita quotidiana.

riservata ai minori che non abbiano ancora compiuto il diciottesimo anno di età, che siano nati in Italia o abbiano frequentato con profitto le scuole italiane per almeno cinque anni, istituita dal Presidente Giorgio Napolitano nel 2010. Il titolo mette in evidenza le eccezionali benemerenze nel campo dello studio, della cultura, della scienza, dell’arte, dello sport nonché del volontariato e con comportamenti ispirati ad altruismo e solidarietà che possano proporre modelli di comportamento positivi delle nuove generazioni. Quest’anno, ai bambini di Tonadico in collaborazione con l’ENS (Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi), toccherà il progetto “Intrecci di storie” ed il percorso di inclusione scolastica basato sul bilinguismo bimodale Italiano e LIS (Lingua dei segni italiana) per tutti i bambini presenti nella scuola dell’infanzia. Iulia è ora alle elementari, fortunatamente ha mantenuto gli stessi compagni dell’asilo, e tutti parlano già la lingua dei segni come lei. S.D.

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ato a Crema e residente a Brescia, Fabrizio Savarese è un impiegato al Civile sordo dalla nascita, ma grazie ha un impianto cocleare sente suoni e voci, purtroppo non i modo selettivo e distinto. Fin da piccolo era rimasto affascinato dalle meraviglie del cinema, ma non potendole vivere al meglio, scaturì in lui la nascita di un sogno: una sala dedicata ai non udenti con film sottotitolati per trasformare la visione in un grande momento di condivisione. Fabrizio per cercare di capire più o meno la storia del film guardando i movimenti degli attori o provando a leggere le labbra, ma molto spesso ci sono i narratori che non possono essere letti. Grazie all’aiuto di “Il Regno del Cinema” e dal comune, è stata accolta la proposta di Fabrizio e renderla realtà, così ogni martedì e giovedì,

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#FacciamociSentire viene proiettato il film originale sottotitolato cosicché anche le persone che sentono poco, come gli anziani, potrebbero venire al cinema e godersi un bel film. Movie New è la pagina Facebook dell’iniziativa dove si pubblicano le trame dei nuovi film in uscita, ma anche opinioni, suggerimenti, recensioni e curiosità. Tutti possono scrivere, sempre nel rispetto degli altri. Un progetto successivo di Fabrizio sarà quello portare i bambini sordi al cinema a vedere film d’animazione, ma deve attendere l’esito dei colloqui. #FacciamociSentire è l’hashtag dell’iniziativa alla campagna social di sensibilizzazione, Tutti hanno il diritto di accedere alla comunicazione. S.D.

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PAGINA DI PUBBLICA UTILITÀ DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Responsabilità e spirito critico al tempo della tecnologia? Se ne parla ad Educa PROGRAMMA COMPLETO

Come e quanto le nuove tecnologie influenzano le dinamiche familiari e sociali? A questa domanda proverà a rispondere dal 13 al 15 aprile a Rovereto la nona edizione del festival Educa, intitolata proprio «Algoritmi educativi. Responsabilità e spirito critico nel tempo delle tecnologie».

La nona edizione del festival si svolgerà a Rovereto dal 13 al 15 aprile

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o smartphone è ormai diventato una nuova propaggine del nostro corpo, uno degli oggetti che più accarezziamo nella nostra quotidianità e che sempre più, assieme a pc, tablet, web e social media, sta andando a modificare il nostro modo di apprendere, memorizzare, informarci e rapportarci con gli altri. Una rivoluzione epocale, che al di là della contrapposizione tra catastrofisti ed entusiasti, rimane difficile da comprendere perché le riflessioni si sono concentrate più sulle competenze necessarie all’uso dei nuovi strumenti che sul loro impatto. Di qui l’idea di organizzare una serie di conferenze, dibattiti e laboratori che aiutino genitori, insegnanti e istituzioni a cogliere tutte le opportunità educative del digitale, evitandone però i rischi. Salute, comunicazione, formazione, lavoro e intelligenza artificiale saranno solo alcuni dei temi cardine di questa nona edizione di Educa. Il festival partirà venerdì 13 aprile alle ore 14.30 con il presidente della provincia Ugo Rossi e Francesco Rutelli, autore di Contro gli immediati. I due, assieme a don Francesco Viganò e ad un gruppo di studenti si interrogheranno su come, nell’epoca della post-verità, dell’immediatezza e della semplificazione sia possibile riscoprire il valore dell’impegno civile.

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fiorentina Ersilia Menesini e l’avvocatessa Alessia Sorgato che illustrerà la nuova legge sul cyberbullismo. Dell’incidenza della tecnologia sulla salute dei bambini si parlerà invece, sempre sabato 14 aprile con la pediatra Silvia Gregory, autrice del saggio «Bambini crescono. Favole e computer» e con il giornalista Simone Cosimi che ha scritto «Nasci, cresci e posta». Domenica 15 aprile sarà poi la volta dello psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai e dello psicologo Matteo Lancini, che si chiederanno se le nuove tecnologie stiano minacciando le dimensioni tradizionali dell’essere adulti, quali senso critico, consapevolezza, mancanza di responsabilità, scarsa percezione del limite. Di istruzione digitale e disturbi dell’apprendimento si parlerà invece domenica mattina in occasione del dibattito sulle tecnologie per la riabilitazione cognitiva organizzato dal Laboratorio Osservazione, Diagnosi e Formazione (ODF Lab) dell’Università di Trento. Di nuovi approcci didattici e obsolescenza dei saperi dialogheranno anche il presidente della Fondazione Bruno Kessler Francesco Profumo, l’editore Alessandro Laterza, e il professor Piero Dominici dell’Università di Perugia. Il giornalista Paolo Pagliaro, autore con Lili Gruber del programma televisivo «Otto e Mezzo», si interrogherà invece su come i social network abbiano colonizzato l’informazione, contribuendo a far prevalere le emozioni sui fatti e la propaganda sulle notizie.

L’APPUNTAMENTO Tecnologie e fragilità: in occasione di Educa si parlerà anche di autismo, con la ricercatrice Arianna Bentenuto, autrice del saggio «Studi di caso. Disturbi dello spettro autistico. Dal nido di infanzia alla scuola primaria».

Seguirà un fitto calendario di appuntamenti dedicati ai rischi in rete: da quelli derivanti dall’uso spasmodico dei social network e dalla continua esposizione al giudizio on-line, ai pericoli legati al sexting e al cyberbullismo. In quest’ottica sabato 14 aprile alle 17, Paolo Picchio racconterà, a Palazzo dell’istruzione, la storia di sua figlia Carolina, vittima suicida di bullismo in rete. Accanto a lui la professoressa

I PROMOTORI

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DUCA è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento e dal Comune di Rovereto che operano con il supporto scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Franco Demarchi e IPRASE, il coordinamento organizzativo di Consolida e il sostegno di Cooperazione Trentina e Casse Rurali Trentine. Il programma definito dal Comitato promotore è arricchito poi dalle proposte di molte agenzie educative, istituzioni, scuole, associazioni, cooperative, enti di ricerca e culturali, ma anche imprese. Tra le organizzazioni che collaborano a questa edizione: Agenzia per la Famiglia e la natalità, Trentino Film Commission, APT di Rovereto e Vallagarina, Associazione Donne in campo; i musei MART, Museo Civico di Rovereto e MUSE; la casa editrice Il Mulino, il Consiglio nazionale forense e Fondazione dell’avvocatura italiana e l’associazione Autori di Immagini.

AI GIARDINI PERLASCA

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ltre alle conferenze, EDUCA proporrà trentadue laboratori per bambini e diciotto attività animate per un totale di cinquanta appuntamenti pensati per approfondire anche attraverso il linguaggio del gioco e dell’arte la relazione tra apprendimento e tecnologie. Si potrà girare per la città con una telecamera montata su un caschetto, un timer da polso e una missione segreta da compiere e poi, grazie alla tecnologia, trasformarsi in spettatori della propria avventura, ma anche scoprire il Kamishibai, antenato giapponese dei moderni selfie, e plasmare eroi di plastilina ispirati al proprio autoritratto. Oppure giocare in sette tende da circo con sette idee senza tempo: amicizia, sogno, bellezza, dono, condivisione, cura e accoglienza. E ancora fare

amicizia con Artoo, un simpatico orso appassionato di arte che vive nella soffitta di un museo da dove raccoglie le voci dei bambini che osservano i quadri, per costruire grazie ad una app un racconto collettivo sull’arte del celebre pittore russo Kandinsky, oppure immergersi in un Atelier digitale in cui si mescolano natura e tecnologie o inventare e animare storie con l’i – Theatre. A grande richiesta di grandi e piccini torna infine a EDUCA lo spazio «Cibo e natura» che domenica 15 aprile trasformerà i giardini Perlasca in una grande fattoria didattica, dove scoprire gli animali da cortile, ma anche gustare tanti prodotti della terra cucinati in maniera biologica e naturale.

...IL TRENTINO CHE NON LASCIA SOLO NESSUNO...

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PAGINA DI PUBBLICA UTILITÀ DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Dal 12 al 15 aprile torna a Trento la «Smart City Week» Partecipazione e innovazione le parole chiave di questa edizione Secondo le ultime classifiche pubblicate dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers (IEEE) di New York, tra le prime dieci smart cities del mondo c’è anche Trento.

Sarà «partecipazione» la parola chiave della seconda edizione di «Trento Smart City Week». La rassegna, che si svolgerà nella città del Concilio dal 12 al 15 aprile, mira a diffondere la cultura dell’innovazione coinvolgendo le istituzioni locali e nazionali, le comunità scientifiche e la società civile. Oltre 140 gli appuntamenti in calendario, tra dibattiti, workshop e spettacoli.

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ietro le quinte sei enti promotori: il Comune di Trento, la Provincia autonoma di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, l’Università degli studi di Trento, il Consorzio dei Comuni Trentini e il prestigioso Institute of Electrical and Electronic Engineers di New York, coadiuvati da molte altre realtà d’eccellenza del territorio. Dopo una prima edizione da record, con oltre cento eventi in programma e ventimila passaggi complessivi, la «Smart City Week 2018» sarà incentrata sulla «speranza dell’appartenere», intesa come l’importanza del contributo di tutti per il miglioramento del benessere comune. Si parlerà dell’importanza della partecipazione dei cittadini nella stesura degli indirizzi strategici e delle proposte di sviluppo dei servizi pubblici, nonché della cooperazione nella gestione dei beni comuni: Un nuovo modo di vivere la città, più responsabile e attivo, che sappia proporre la speranza come antidoto alla paura, oggi prevalente, rispetto alle dinamiche sociali emergenti (diffusione di fake news, cyberbullismo, analfabetismo funzionale, diffusione dell’automazione). Proprio in quest’ottica un’apposita sezione del programma, denominata «smart citizens» sarà dedicata alle proposte di startupper, ricercatori e studenti che abbiano idee innovative per rendere la gestione del territorio più funzionale e vicina ai cittadini. Molte saranno anche le iniziative organizzate e gestite in concomitanza del festival da realtà dislocate sul territorio, che daranno il proprio contributo su temi di scottante attualità quali: blockchain, robotica, smart working, istruzione e innovazione. Numerosi infine gli appuntamenti al Muse, che avranno

Per informazioni Tutti gli appuntamenti sono disponibili sul sito:

www.smartcityweek.it

territorio

per protagonisti esperti nei temi delle bufale on line, dei falsi miti sull’alimentazione e della ricerca scientifica.

Cinque modi di essere smart

Il programma principale del festival è diviso in cinque sezioni, che restituiscono al pubblico altrettante sfaccettature dell’essere «smart»: dall’informazione all’industria 4.0, passando per la salute, l’alimentazione e il rispetto della diversità, con oltre 180 relatori provenienti da tutto il mondo. Si partirà giovedì 12 aprile alle 18 in piazza Duomo con il presidente della Federazione nazionale stampa italiana Giuseppe Giulietti che si interrogherà sulla verità nell’era delle fake news. Sempre di fake news e di come smascherarle parlerà il giornalista informatico Paolo Attivissimo venerdì 13 aprile alle 20.30 al Muse. Per saperne di più sui falsi miti legati alle diete, l’appuntamento è invece sabato 14 alla stessa ora con la nutrizionista Francesca Ghelfi dell’Istituto europeo di oncologia di Milano. Domenica 15 aprile i ricercatori del CIBIO Anna Cereseto e Alessandro Quattrone, che lo scorso gennaio hanno scoperto EvoCas9, una molecola in grado di individuare e modificare il dna malato, racconteranno cosa c’è dietro una scoperta scientifica. Venerdì 13 aprile alle ore 17 Davide Cervellin, titolare di Tiflosystem, azienda leader nella vendita di apparecchiature per superare gli handicap visivi e motori, parlerà di lettura e comunicazione per ciechi. Alle 19.10 Daniela Ciaffi dell’Università di Palermo, approfondirà il tema della cura dei beni comuni, ma anche di bike sharing, car pooling e ricariche elettriche intelligenti. Sabato 14 aprile, giornata della trasparenza, sarà possibile conoscere più da vicino lo sportello online del Comune di Trento, che semplifica la compilazione dei moduli recuperando automaticamente le informazioni già in possesso dall’amministrazione e fornendo, passo dopo passo, i giusti suggerimenti per compilare correttamente la richiesta. Sempre sabato si parlerà del progetto ACANTO, che utilizza tecnologie robotiche per contrastare gli effetti dell’invecchiamento, favorire la vita sociale ed eseguire interventi riabilitativi sulle persone. Domenica 15 aprile approfondimento di stringente attualità sul cyberbullismo, con la presentazione di CREEP (Cyberbulling Effects Prevention) l’innovativo progetto di EIT Digital coordinato da FBK per l’individuazione precoce dei fenomeni di bullismo online attraverso il monitoraggio dei social media e la comunicazione di consigli preventivi e raccomandazioni personalizzate rivolte agli adolescenti tramite un assistente virtuale (chatbot).

ROBOTICA: RoboCup Junior, la finale nazionale a Trento

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n concomitanza con la «Smart City Week», al Polo espositivo Trento Expo e presso l’aula magna dell’Arcivescovile, si svolgerà la finale nazionale della RoboCup Junior, l’Olimpiade della robotica per ragazzi fino ai 19 anni. L’iniziativa, che coinvolgerà 180 squadre per un totale di mille partecipanti, è nata in Giappone nella seconda metà degli anni novanta per promuovere la ricerca robotica e la progettazione di automi sempre più intelligenti, ossia programmabili in contesti reali. Quattro le categorie di gara, ovvero Rescue (salvataggio di dispersi in un ipotetico scenario catastrofico tramite robot), Rescue Line (salvataggio di dispersi in ambienti chiusi), Rescue Maze (ricerca e identificazione degli ipotetici dispersi in un labirinto) e OnStage (coreografia artistica per robot). I vincitori della finale di Trento, che verranno proclamati sabato 14 aprile alle ore 12.30, accederanno di diritto ai campionati mondiali in Canada.

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T EC N O LO G I A E S O C I A L E

Le app accessibili

Tecnologie accessibili

Rassegna delle principali applicazioni per smarthphone dedicate alle persone con disabilità

L’industria 4.0 guarda alla disabilità

Gli sviluppatori che realizzano app per aiutare le persone con disabilità sono sempre di più, vedere e leggere il mondo nell’ambito degli smartphone deve essere a portata di tutti e per tutte le necessità. Troviamo le migliori applicazioni per autistici, ipovedenti e audiolesi, dove possono trovare un valido supporto negli smartphone e altri dispositivi mobili che stanno assumendo un’importanza sempre maggiore. MICROSOFT SOUNDSCAPE (disponibile per iOS) - Microsoft Corporation - Free Per ipovedenti e ciechi si affida a una sorta di “segnaposto” virtuali creati dagli utenti in giro per centri cittadini e, grazie alle informazioni ricavate, l’applicazione saprà guidare la persona verso il punto di interesse ricercato.

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utt’oggi è risaputo che le nuove tecnologie sono in crescente e rapido progresso. L’obiettivo è di creare strumenti sempre più efficaci, efficiente e precisi, basta solo tornare a rileggere i vecchi tomi di storia, quando, nella metà del ‘700, iniziò la Rivoluzione Industriale, per vedere il rapido processo evolutivo.

Anche nel tema della disabilità viene aiutata dalla tecnologia, mirando a rendere la persona sempre più autonoma nel svolgere le attività quotidiane e ad eliminare quelle barriere che molto spesso sono scomode da digerire. Rimanendo sul tema del cibo troviamo Obi™, un robot che permette a chi non ha pieno controllo di mani e braccia di mangiare in modo più semplice e senza essere seguiti sempre da un’assistente. Infatti i problemi che la persona può incontrare mentre è imboccata da terzi non sono da sottovalutare, per esempio l’incapacità di controllare la selezione di cibo e il ritmo tra mangiare e bere, ma anche una semplice incompatibilità tra la persona e l’assistente. Fortunatamente, la robotica d’avanguardia che c’è dietro all’imboccatore di design, consente di scegliere il cibo che desidera mangiare, avere la libertà di mangiare al proprio ritmo e integrarsi con gli altri durante i pasti, tutte agevolazioni che permettono di riprendere un senso di fiducia, dignità e indipendenza alla persona. S.D.

GOOGLE TALKBACK (disponibile per Android) - Google - Free Pensata per “guidare” gli ipovedenti e i ciechi all’interno delle impostazioni e delle varie schermate che compongono il sistema operativo del dispositivo in modo da presentare all’utente un’interfaccia più accessibile. STRILLONE (disponibile per iOS, Android e Windows Mobile) - Informatici senza frontiere - Free Piattaforma web e app per smartphone per favorire agli ipovedenti i fatti che accadono nel mondo. Presenta un’interfaccia utente estremamente intuitiva, la persona ipovedente o cieca può “leggere” il proprio quotidiano preferito affidandosi alla sintesi vocale. BRAILLE PAD STUDENT (disponibile per iOS) - Ethervision - A pagamento Ideale per ipovedenti e ciechi, permette di scrivere SMS, email e messaggi di ogni genere grazie a una tastiera Braille ottimizzata per lo schermo di iPad e iPhone. SWIFTKEY SYMBOLS (disponibile per Android) - SwiftKey Greenhouse - Free Pensata per facilitare la comunicazione da parte di persone con disabilità cognitive basata sulla tecnologia predittiva che ha reso celebre la tastiera Swiftkey. Troviamo alcuni pittogrammi che riassumono concetti di diversa natura e grazie alla riproduzione audio, inoltre, sarà possibile “leggere” le frasi costruite. SMART ANGEL (disponibile per Windows Mobile) - Softjam - Free Sviluppata per supportare persone con disabilità intellettiva media o medio-grave, aiuta a svolgere attività di vario genere nel corso della giornata attraverso un’agenda per gli appuntamenti, una to-do list con notifiche e avvisi sonori e uno strumento per la navigazione e il tracciamento delle persone.

Cyberbullismo, è legge

Anche i minori potranno denunciare

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nche i minori potranno denunciare Una notizia passata in sordina, ma la legge per il contrasto alle forme di Cyberbullismo è stata approvata, a maggio 2017, dalla camera con 432 voti a favore e nessun contrario. Nella Gazzetta Ufficiale del 3 giugno 2017 è stata pubblicata la legge 29 maggio 2017 n.71 recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del Cyberbullismo”. Vediamo insieme quali sono le novità introdotte:Definizione di “Cyberbullismo”: La legge, con questa espressione, intende “Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della

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famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”. Scopo della legge: Vuole contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con strategie di tutela, educazione e prevenzione nei confronti dei minori, sia come vittime sia come responsabili diretti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione d’età nell’ambito delle istituzioni scolastiche. Ruolo della scuola: Tra i professori di ogni istituto sarà individuato un referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo. Il preside dovrà avvertire subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo e se necessario adottare percorsi rieducativi e sanzioni all’autore dell’atto e assistenza alla vittima. Oscuramento del Web: La vittima, che abbia compiuto almeno 14 anni,

i genitori o chi ne ha la responsabilità del minore possono inoltrare al titolare o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, il blocco o la rimozione di qualsiasi altro dato personale del minore, se ciò non avviene entro 48 ore l’interessato può rivolgersi al Garante della Privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore. Piano d’azione e monitoraggio: Sarà istituito, presso la Presidenza del Consiglio, un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano d’azione integrato per prevenire e contrastare il bullismo, realizzando, poi, una banca dati per il monitoraggio del fenomeno. Finalmente anche l’Italia si dota di una legge per proteggere i propri figli dal Cyberbullismo, che purtroppo con il tempo è andato ad espandersi come una vera e propria piaga sociale e culturale che, purtroppo, prende sempre più piede soprattutto tra i giovanissimi. Le risorse stanziate, purtroppo, ammonta-

no solamente a 200 mila euro, considerando che i plessi scolastici in Italia sono 40 mila, significa che a ciascuno andrebbero mediamente 5 euro, un segnale al contrasto davvero debole nonostante la legge. Sicuramente le risorse da mettere nel piatto vanno aumentate sensibilmente al più presto. La legge approvata alla camera non è “la legge migliore possibile”, ma possiamo dire che è un discreto punto di partenza, come hanno poi ripetuto diversi deputati intervenuti in aula, per dare una risposta efficace non solo di repressione, ma anche di formazione ed educazione dei giovani. Nonostante tutto, si può dire che è un passo importante nel nostro Paese.

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Cristian bua


S G U A R D I O LT R E

Ma tu vai a scuola? Si, nel bosco! Andiamo a scoprire la Scuola nel Bosco di Riva del Garda, tra natura ed educazione LA PROPOSTA EDUCATIVA In questo progetto il cardine educativo è il fare esperienza diretta; i bambini hanno la possibilità di vivere giornalmente vere avventure educative, di usare i sensi, soddisfare il bisogno di movimento, incrementare le capacità motorie e le proprie forze. Nell’ambiente naturale i bambini possono trovare tranquillità e dedicarsi per lungo tempo all’osservazione di insetti e altri piccoli animali. Muoversi nel bosco richiede iniziativa personale, stimola particolarmente la collaborazione e la cooperazione, incentiva la capacità comunicativa. Esperienze educative che portano competenze utilizzabili dai bambini e dalle bambine in tutte le loro situazioni di vita.

Nell’ambiente naturale i bambini possono trovare tranquillità e dedicarsi per lungo tempo all’osservazione di insetti e altri piccoli animali

Cerchio! Cerchio! Cosa facciamo oggi, nel bosco?” “Io vorrei andare in cerca di insetti”.-“Siii! Però nel bosco di muschio”.-“Noo! Meglio al bosco delle talpe, perché ci sarà ancora la neve”.-“Trovate un accordo e poi partiamo”. E i bambini e le bambine un accordo lo trovano, sempre.Due pulmini 9 posti, uno bianco e uno blu, ci portano a 950 mt di altitudine ogni giorno – sole, pioggia, neve, nebbia, vento, ghiaccio – perché la natura va vissuta e rispettata con qualsiasi tempo. Il temporale e la grandine ci fanno sostare. Perché a stare in natura si capisce quando è il momento di fermarsi. “Noi andiamo a giocare nelle trincee” “In quanti andate?” “Uno, due, tre, quattro. Andiamo in quattro”. Non c’è bisogno di dire “State attenti” perché i bambini quando si allontanano da soli sono in grado di farlo: hanno esplorato il bosco piano piano, passo dopo passo, insieme, da soli, passando da un terreno morbido ad uno sassoso, dal muschio alle foglie che nascondono sassi o radici. Si, ci vuole anche una sostanziosa dose di fiducia a lasciarli andare. Quando mancano pochi minuti alle 12, laviamo le mani con l’acqua che ci siamo portati nella tanica, gli zainetti si aprono, le thermos tintinnano e il bosco viene gentilmente invaso dagli odori dei cibi. “Io ho la zuppa oggi, io la pasta, io la pizza. Io gli gnocchi! E tu? Spätzle alla zucca, me li ha fatti il mio nonno!”. Si mangia insieme, seduti sui tronchi caduti, se fa freddo o se piove apriamo la tenda. Avete mai provato a chiudere gli occhi ed ascoltare il picchiettare della pioggia sulla tenda? Man mano che ognuno finisce, riordina lo zainetto e torna a giocare. Il pranzo segna che il tempo del ritorno a casa è vicino: ancora una corsa, qualcuno gioca a nascondino tra gli abeti, due bambini si rincorrono arrampicando su un grande masso – “vi sentite sicuri lassù?” – si fermano un istante, guardano dove sono, uno retrocede di un passo, l’altro continua la sua corsa dicendo “si, sono sicuro così”. È ora di tornare a casa, salutiamo il bosco e lo ringraziamo, portiamo a valle i nostri rifiuti e quelli che i bimbi hanno trovato giocando, carichiamo gli zainetti e il nostro carretto porta tutto, togliamo i cartelli che indicano la nostra presenza e ci contiamo per l’ultima volta.

LA SCUOLA NEL BOSCO di RIVA DEL GARDA: E’ parte della rete delle scuole nel bosco della Cooperativa Canalescuola Onlus. È una attività formativa e continuativa proposta alle famiglie con bambini dai 3 ai 10 anni. Si chiama scuola per la vicinanza con il significato originario di scuola - dal greco skholé che inizialmente indicava l’ozio, l’occupare piacevolmente il tempo libero. La sede di Riva del Garda è stata fondata da Serena Olivieri e Vania Cappelletti nel gennaio del 2017, dopo quasi due anni di riflessioni, ricerche e incontri con altre realtà simili e con scuole libertarie. Ad oggi l’equipe si è allargata con Daniel Iversen e Anna Huez. Alternandosi accompagnano i bambini e le bambine nei boschi del Monte Calino, con il Patrocinio del Comune di Tenno. L’idea di questo progetto nasce dalla pratica ormai consolidata e molto diffusa degli “Asili nel Bosco” nata in Danimarca negli anni ‘50 dove una mamma, di nome Ella Flautau, decide di creare un piccolo asilo familiare per aiutare altre mamme lavoratrici che vivevano in condizioni di ristrettezze economiche. Per ovviare alla necessità di affittare dei locali per ospitare l’asilo, decisero di tenere i bambini all’aperto, portandoli a giocare ogni giorno in un parco. L’idea piacque a diversi genitori del vicinato e nacque così l’idea di un asilo nella natura che prese il nome di Skogsbornehaven o Naturborneahaven e che nel giro di pochi anni si diffuse in tutto il Nord Europa.

LA POSTURA DEGLI EDUCATORI DEL BOSCO Non è semplice credere che i bambini siano competenti a sufficienza per guidare il proprio percorso di apprendimento. Non è semplice spiegare agli osservatori esterni e ai genitori come questo processo che sposta il programma dalle mani degli adulti a quelle dei bambini funzioni così bene e sia riconoscente ed efficace. Ma quando siamo nel bosco, sempre assicurando la tutela, facendo un passo indietro e lasciandoli liberi non c’è più bisogno di nessuna spiegazione. Basta assistere al meraviglioso processo di crescita che si compie davanti a noi. Noi lo rendiamo possibile andando nel bosco e stando da parte, con un continuo impegno di destrutturazione professionale, che richiede di: - essere a proprio agio all’aperto, con il freddo, la pioggia, il fango, la neve - avere un minimo di senso pratico, es. sapere cosa - mettere nello zaino per essere pronti ad ogni evenienza - avere un po’ di manualità - saper dare un nome ai tipi principali di alberi, fiori, animali presenti sul proprio territorio - essere capaci di ascoltare, osservare, attendere - avere fiducia nelle competenze e nella capacità di resilienza dei bambini - saper riconoscere e accogliere i bisogni dei bambini - vedere i bambini come esseri unici e irripetibili - saper mettere in dubbio le proprie certezze - saper stare nell’incertezza, senza un programma definito, sapendo utilizzare le risorse e le strategie che si presentano via via - essere in grado di fare una valutazione dinamica del rischio - saper riconoscere e gestire le potenzialità educative del rischio - avere alcune nozioni di base di pronto soccorso - saper documentare le esperienze - saper giocare dott.sa Vania Cappelletti

INFORMAZIONI

CONTATTI

La “Scuola nel Bosco” di Riva del Garda si svolge presso il Monte Calino, sotto al rifugio San Pietro. Il punto di ritrovo della scuola è a Riva del Garda in via Grez 22.

www.canalescuola.it

scuolanelbosco.rivadelgarda

La “Scuola nel Bosco” di Riva del Garda è attiva da settembre a giugno. Le attività si svolgono dal lunedì al venerdì delle 8.00 alle 14.00 (con orario d’entrata e uscita flessibile).

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S P O RT & D I SA B I L I TÀ

Golf4Autism

Il golf come strumento di inclusione per bambini affetti da disturbi dello spettro autistico

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ell’ambito del progetto Ryder Cup 2022, la Federazione Italiana Golf promuove l’iniziativa “Golf4Autism”, per bambini affetti da spettro autistico sviluppata in collaborazione con l’Associazione di volontariato “Una breccia nel muro”. Nata nel 2010, l’Associazione, è impegnata nei confronti dei bambini autistici e in modo particolare al supporto di tutte le attività necessarie per la cura dei bambini dai 18 mesi fino ai 12 anni, sia per il supporto alle famiglie. Lo sport è lo strumento ideale per favorire l’inclusione sociale di persone disabili e il golf, grazie agli spazi aperti e rilassanti, è particolarmente efficace per mettere a proprio agio i bambini con spettro autistico, coinvolgendo, soprattutto, anche le famiglie. “Golf4Autism” è rivolto a bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, si pro-

pone come strumento alla socializzazione e all’integrazione, in un’atmosfera di totale sicurezza e divertimento i bambini possono sfidarsi annullando ogni barriera tra di loro. Le prime lezioni sperimentali hanno preso il via nel 2017 ottenendo ottimi risultati, l’obiettivo di “Golf4Autism” è aumentare progressivamente il numero di bambini e garantire una continuità del progetto anche nei prossimi anni, esportando questo “modello” in altri contesti, avvicinando, grazie al golf, i bambini con spettro autistico agli altri, nel nome dell’integrazione e dello sport. Alla fine dell’anno ci sarà una gara con premiazione e un incontro di riflessione sull’esperienza tra le famiglie dei bambini, sportivi ed esperti. Cristian Bua

Danilo e Luca oltreoceano

L’incontro in corsia e l’idea del viaggio intorno al mondo

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ndia, Brasile, Sud Africa saranno le prossime tappe di Danilo, progettista e designer, e Luca architetto e musicista, conosciuti nei corridoi dell’unità spinale di Torino dopo un incidente dove 4 anni fa hanno dato vita ad un tour speciale composto da attività sportive, incontri e sfide a bordo della propria carrozzina che prende il nome di Viaggio Italia. Chi è disabile, cerca di mettere da parte i sogni di viaggiare in giro per il mondo, ma

Danilo e Luca hanno l’obiettivo di dimostrare che si può vivere con la propria disabilità e chiunque ha il diritto di viaggiare, lavorare e fare sport. La tappa in Brasile inizia con Danilo e Luca al celebre Carnevale di Rio dove i coloratissimi carri sfileranno al Sambodromo (ufficialmente Passarela Professor Darcy Ribeiro), ovvero una struttura architettonica fissa atta ad ospitare manifestazioni, e poi visitare il Pan di Zucchero, la spiaggia di Copacabana e il Cristo Redentore, alcuni simboli della città di Rio. Oltre agli spettacoli e luoghi turistici, due amici si cimentano percorsi off road dove provano, assieme ad atleti paralimpici, alcune attività sportive. Dal Sud America ci spostiamo in Sud Africa in Botswana, dove i due partecipano a un safari completamente accessibile. Durante il tour i due amici vivono un mix autentico di natura e cultura con i Boscimani, la popolazione locale nel cuore dell’Africa. Prossima tappa India! Più precisamente a Ladakh, regione incastonata tra le incredibili catene mon-

tuose del Karakorum e Himalaya che confina con Cina e Pakistan. Un’esperienza resa possibile grazie all’associazione Orient@menti, un gruppo di amici accomunati dalla passione per i viaggi, per la conoscenza e l’incontro con popoli e culture differenti impegnati in un progetto di sostegno ad una scuola del posto. La prima tappa nel nostro paese sarà a Milano, il 27 febbraio, per la sfilata di moda Modelle&Rotelle, e a seguire Bologna, dal 18 al 20 aprile, in occasione fiera Exposanità, e Ravenna, dall’11 al 18 maggio. Viaggio Italia è un viaggio di fatto sport estremi, incontri e visite alle unità spinali, perchè sono il posto dove che ha avuto un incidente inizia a capire come riprendere a vivere. Luca e Danilo vogliono portare questo messaggio fatto di esempi e testimonianze per raccontare che la vita in autonomia è comunque possibile. Samuel Daldin

Talking Hands

Comunicare, per i non udenti è ora a portata di “mano”

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i sono 70 milioni di persone non udenti nel mondo e non possono essere capite da persone che non conoscono il linguaggio dei segni. Un dispositivo indossabile per migliorare la comunicazione esiste! Si chiama Talking Hands l’app, installabile su qualsiasi smartphone, che dialoga con un guanto strumentato e alleggerito capace di leggere le rotazioni i movimenti di una mano e di tradurli in una voce. In poche parole consente di decriptare il linguaggio dei segni e trasformarlo in voce. Pur essendo un espressione riconosciuta dalla comunità, la lingua dei segni (LIS), è soggetta a

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piccole personalizzazione, quasi come i dialetti locali. Da qui l’importanza di avere uno strumento universale per il riconoscimento gestuale. Il software sviluppato da Francesco Pezzuoli, e Dario Corona, due giovani laureati all’università di Camerino, si presenta come una scatola vuota e, man mano che il soggetto sordomuto usa il guanto per fare i segni che gli sono consoni, l’app li codifica: un vero e proprio addestramento, che trasforma i gesti in parole in modo da creare un vocabolario personalizzato e ricco, che consente a chi lo utilizza di dialogare con qualsiasi interlocutore.

L’app inoltre consente anche di tradurre in tempo reale i gesti codificati in parole per tutte le lingue. L’industrializzazione di Talking Hands è la sfida più grande, verranno messi a disposizione gratuitamente un seria di 500 pezzi per una sperimentazione che consentirà anche di migliorare il prodotto finale. S.D.

www.limix.it/talking-hands-it

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PA G I N A D E L L A C U LT U R A

Kathmandu senza luna

Anche una bambina fa capolina da una finestra, dal reportage di Diletta Lazzarotto in Nepal

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rrivare in aereo a Kathmandu in una notte senza luna dà l’impressione di atterrare nel vuoto dello spazio. La città è sommersa nel buio, solo poche luci sparse non bastano a distinguere l’orizzonte dal cielo stellato. Ripartire in aereo da Kathmandu in una notte di metà novembre in coincidenza con il Tihar, conosciuto in Occidente come Festival delle Luci, dà l’impressione di decollare sopra una città incantata, simile a certi notturni impressionisti fatti di migliaia di piccolissimi puntini colorati. Sono trascorsi solo dieci giorni tra l’arrivo e la partenza dal Nepal, eppure tutto quello che è accaduto in questo lasso di tempo sembra poter essere riassunto in queste due immagini contrapposte: l’impressionante buio e la valle delle luci colorate, che coesistono in uno stesso posto e in uno stesso tempo. Il Nepal è un luogo di coesistenza: di buio profondo e luce abbacinante, di miseria materiale e ricchezza umana, di induismo e buddismo, di cemento rovinato e vegetazione rigogliosa, di smartphone e templi antichi, di sottomissione e coraggio. In altre parti della Terra queste sa-

rebbero contraddizioni, l’una ruberebbe il posto all’altra. Quassù, sul tetto del mondo, sembrano riuscire a convivere nello sguardo tranquillo e pulito delle persone, nel ritmo implicito delle faccende quotidiane, nell’ordine nascosto che scandisce gli spasmi del caos cittadino. Una simile capacità di convivenza fra estremi non è cresciuta al riparo da minacce interne ed esterne. Nonostante una storia e una cultura millenarie, il Nepal non è stato in passato sufficientemente forte da contrastare le spinte espansionistiche delle due giganti confinanti Cina e India, e lo è ancora meno oggi. Il travagliato passaggio dalla rigida monarchia ad una repubblica più rappresentativa delle oltre cento minoranze etniche, proclamata solo nel 2008, ha indebolito ulteriormente le fondamenta di uno stato poco coeso, che è sembrato crollare su sé stesso il 25 aprile scorso a causa del violento terremoto che ha improvvisamente spezzato la vita di 8857 persone, ferendone più di ventimila e lasciandone quattrocentocinquantamila sotto le piogge monsoniche a contemplare le macerie rimaste di una vita di sacrifici. Numeri, dietro ai quali si nascondono con grande dignità volti e storie. Lo scopo del viaggio in Nepal è quello di ascoltare alcune di queste storie, in particolare quelle di gruppi di donne che, già prima del sisma, dovevano lottare ogni giorno per il diritto di affrontare la vita a testa alta. Un diritto a lungo negato, perché queste donne sono vedove. Un’organizzazione nepalese chiamata Women for Human Rights, a Kathmandu e in altre parti del Paese, le rappresenta. A creare, nel 1994, questa associazione, fu una

giovane vedova di nome Lily Thapa. L’appellativo “vedova”, però, a lei non piacerebbe: è una delle grandi conquiste di Women For Human Rights quella di aver emanato una petizione a livello nazionale che sostituisca il termine vedova – bidhwa in nepalese – con il meno emarginante single woman, donna sola. In Nepal il destino riservato alle vedove, spesso giovanissime e madri di tre, quattro o cinque figli, è difficile. Una società di forte stampo patriarcale che, in particolare nelle zone rurali, fatica ad accettare cambiamenti, impone alle donne rimaste sole di condurre una vita da vere e proprie emarginate: perdono il diritto di lavorare e di conseguenza di provvedere ai bisogni della loro famiglia, diventano vittime di abusi verbali e violenze sessuali. Vengono isolate dal resto della comunità con il loro status marchiato a vita dall’obbligo di indossare il lutto bianco, secondo la tradizione induista. Il livello di analfabetismo tra le vedove che fanno parte dei gruppi locali è altissimo: quasi l’ottanta per cento di loro sa scrivere soltanto il proprio nome. Una volta rimaste sole, inoltre, perdono ogni diritto sulle proprietà del marito, e ciò impedisce loro di poter richiedere prestiti. Non possono tornare alle loro famiglie d’origine: una volta date in spose, i genitori perdono ogni diritto di interferire nella vita delle loro figlie. Molte di loro, esasperate da questa situazione, decidono di allontanarsi dai villaggi in cui sono nate e cresciute. ......................... (Continua leggere sul sito www.prodigio.it) Diletta Lazzarotto

Un ragazzo normale

Storie che si intrecciano e lasciano il segno

degli anni ‘80. E’ il secondogenito di una famiglia modesta che si impegna a vivere una vita semplice senza troppe pretese in un bilocale del condominio nel quale il padre lavora come portiere.

A dodici anni sono diventato amico di un supereroe. Non uno di quelli classici, della Marvel per intenderci, che indossano mantello, maschera e tuta lucente, saltano da un luogo all’altro della città e volano fra i palazzi. […] Aveva venticinque anni, abitava nel mio condominio, e se ne andava in giro con una strana auto decappottabile verde, un’agenda e una biro. Si chiamava Giancarlo e, nonostante le mie insistenze, diceva di non essere per niente un supereroe. E forse, con il senno di poi, aveva ragione, perché i veri supereroi non muoiono mai, nemmeno se crivellati di colpi”.

“Non era una vita comoda la nostra, eppure nessuno di noi sembrava davvero soffrirne, anche perché con il tempo i nostri movimenti si erano sincronizzati e perfino gli accessi al bagno erano regolati con ordine certosino dalle donne di casa”.

Cosi inizia il quarto romanzo di Lorenzo Marone, napoletano verace laureato in giurisprudenza ma la cui vera vocazione è sempre stata la scrittura. Protagonista assoluto di questo romanzo leggero, scorrevole e pieno di dettagli, è Mimì, un ragazzino di 12 anni appassionato di scienze, amante della letteratura e dei discorsi forbiti, con un mondo interiore talmente ricco che troppe volte gli risulta difficile condividere con gli altri. Mimì, è un ragazzino che vive la Napoli alta

Per meglio intenderci, Mimì è quel ragazzino con gli occhiali, sapientone, fanatico dei fumetti, convinto, per tutta la sua infanzia, che la sua diversità sia dovuta ai suoi superpoteri che forse ha già o che forse, con il giusto impegno, un giorno compariranno. Nell’anno 1985, però, tutto cambia. Incontra Giancarlo, un ragazzo di 25 anni che abita nel suo stesso stabile e che ogni giorno combatte il male, non con i superpoteri, ma con quello che scrive con la sua comunissima biro. Giancarlo, è Giancarlo Siani, un giovane giornalista de “Il Mattino”

che verrà giustiziato dalla camorra sotto casa sua il 23 Settembre dello stesso 1985 a seguito di innumerevoli denunce a discapito della criminalità organizzata che lo ritenne scomodo e fuori luogo. Nei mesi che intercorrono tra il loro primo incontro e quel tragico 23 Settembre, Mimì diventa grande, impara l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, la dolcezza del primo amore, il valore profondo delle storie e delle parole. Impara che l’unico vero superpotere a cui possiamo ambire è la capacità di amare veramente e di creare rapporti duraturi. Un ragazzo normale non è solo Mimì che riconosce la vera ricchezza che lo circonda. Un ragazzo normale è anche Giancarlo Siani, che nonostante tutto era un ragazzo come noi.

“ Aveva venticinque anni […] Si chiamava Giancarlo e, nonostante le mie insistenze, diceva di non essere per niente un supereroe. E forse, con il senno di poi, aveva ragione, perché i veri supereroi non muoiono mai, nemmeno se crivellati di colpi. O forse no, forse si sbagliava e avevo ragione io, perché i supereroi alla fine rinascono sempre. In ogni nuova storia”.

pro.di.gio. progetto di giornale | www.prodigio.it | redazione@prodigio.it | aprile 2018 - n. 2

Valentina Grasso

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Prodigio Aprile 2018  

L'Associazione PRODIGIO Onlus dal 1999 si occupa di informazione sociale e di sensibilizzazione sui temi della disabilità e della condizione...

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