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Sommario Settembre 2011 Mensile di informazione e di cultura della Pro Loco di Romano d’Ezzelino Per la Pro Loco di Romano: Maurizio Carlesso Direttore Responsabile: Dario Bernardi Segreteria: Stefania Mocellin In redazione: Sara Bertacco, Cinzia Bonetto, Maurizio Carlesso, Gianni Dalla Zuanna, Duilio Fadda, Franco Latifondi, Stefania Moccellin, Valeria Orso, Erika Piccolotto, Christian Rinaldo, Silvia Rossi, Maurizio Scotton, Serenella Zen, Giuseppe Bontorin. Via G. Giardino, 77 Romano d’Ezzelino (VI) Tel. 0424 36427 proromano@libero.it Poste Italiane Spa - Sped. A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza

Editoriale

3 Nuove Primavere

Attualità 4 A dieci anni da una triste data: 11 settembre 2001 Un altro punto di vista

Lettere

5 Il mio abbraccio alla Parrocchia

Resoconti 6 Campionati Mondiali Mtbo: volontari al lavoro 8 La scuola ha fatto centro di nuovo: un altro “Camp”… un altro successo! 9 San Giacomo… in festa 11 L’alba di un nuovo giorno

Racconti 7 Come eravamo: Il Bar Primavera, ovvero dalla Rina

Associazioni 10 Complesso Bandistico di Romano d’ Ezzelino 12 La Siriola si rinnova

Ricordi

13 Ricordo di Marcello Chemello (Baldi), uomo che ha vissuto con la nostalgia della sua terra

Appuntamenti Tutti i diritti riservati Quote soci: • ordinario nazionale E 10,00* • ordinario nazionale E 16,00 • estero E 22,00 • sostenitore E 52,00 *quota che non dadiritto a ricevere l’organo d’informazione della Pro Loco

14 5° Marcia del Sorriso 17 Siriola: rinnovo cariche 2011

Riflessioni 15 Amor di Patria nel 150° dell’Unità d’Italia 18 - 19

Notizie in breve

ccp. n. 93337772 Aut. Trib. Bassano del Grappa 2/1975 Tranne gli originali d’epoca, non si restituiscono le foto.

FILIALE DI ROMANO D'EZZELINO Via Roma, 62 36060 Romano d'Ezzelino (VI) Tel. e Fax 0424 514112


Il Nuovo Ezzelino Settembre 2011

EDITORIALE - PAG. 3

Nuove Primavere Il mese di settembre anticipa, per me e per quest’anno, la stagione Maurizio Carlesso dell’autunno. Si normalmente in autunno cadono le foglie i vestiti della natura prendono una vita diversa con colori e sfumature degne di un pittore importante. Cadono le foglie e normalmente lasciano a tutti noi una tristezza velata che ci porta a godere della nuova veste che la vita ci propone, certi comunque che ci sarà una nuova primavera e quindi staremo in attesa di questo nuovo evento. Si una nuova primavera è quello che mi aspetto anche per i nostri parroci della comunità che stanno aprendo la loro vita a dei cambiamenti importanti; Don Manuel nel vigore del suo apostolato guiderà una comunità qui vicina e quindi avremo modo di rapportarci con lui ancora per molto e gli auguriamo quindi di poter esprimere al massimo le sue splendide doti di evangelista; Don Paolo, il mio Don Paolo prima che sacerdote è stato il mio insegnate alle scuole medie e, mi consentiranno gli altri due parroci, di spendere due parole in più per lui che, ogni volta che lo incontro mi dice “te ricordito quando che jerimo zovani”. Si, Don Paolo mi hai curato dalla mia adolescenza e poi mi hai riabbracciato quando sono tornato ad abitare a San Giacomo e ti sei preso cura della mia famiglia con lo stesso stato d’animo disponibile, cortese, fermo e paterno che avevi espresso a me. Non eri il mio parroco, ma hai saputo lasciare la tua traccia indelebile in tutti i ragazzi che, come me in quegli anni, si sono affacciati alla vita, eri il professore non il prete e basta, eri l’amico pronto a dispensare saggezza e nel limite delle disponibilità di ognuno di noi esprimevi una guida importante. Mi permetto di ringraziarti di cuore per quanto hai fatto per tutta la comunità in cui hai posto il tuo servizio e mi raccomando sentiti sempre giovane. A Don Tarcisio invece che è entrato in comunità come uomo prima che sacerdote e che della sua esperienza di vita in missione ha tratto le basi della sua vita evangelica desidero augurare di ritrovare quella voglia, quello slancio, quello spirito missionario che lo hanno contraddistinto. Caro Don Tarcisio, la tua pagina importante a Romano l’hai

scritta ed ora con la penna che Dio ti ha affidato, cambia il foglio ed inizia a scrivere per la comunità di Santa Giustina una nuova avventura, colma di apostolato e saggia cura del prossimo. Tutti noi sappiamo che puoi farlo e soprattutto farlo nel migliore dei modi, i doni che tu hai ricevuto, riesci a trasmetterli agli altri. Lo scorso 8 settembre in cui ho assistito ad una tua celebrazione e successivamente ti ho parlato prima di scrivere queste righe, mi ha molto impressionato il fatto di trovarmi di fronte ad un uomo che sa di essere stato in osservazione, sa di essere stato umano con le sue fragilità e con i suoi errori, ma allo stesso tempo un uomo che ha ritrovata la sua serenità nel perdono anche se non è sempre semplice perdonare. A poco importano, a noi, le vicissitudini e le problematiche che una bella cittadina come Romano sa esprimere, ma quello che è certo è che per la comunità che ti accoglie nascerà una nuova primavera e per questo dovranno dire grazie ad una persona Speciale. Buon proseguimento di apostolato a tutti. Ai successori dei nostri angeli custodi non possiamo che augurare di sapersi inserire nella comunità nel migliore dei modi sapendo di poter contare su di una comunità di pietre vive disponibile a supportarli ed aiutarli nello scrivere le pagine future della vita di Romano d’Ezzelino. Buon viaggio ed arrivederci a primavera…


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ATTUALITA’ - PAG. 4

A dieci anni da una triste data: 11 settembre 2001 Maurizio Carlesso

Gli attentati dell’11 settembre 2001 sono stati quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di al-Qaida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d’America. Uniti d’America risposero dichiarando la “Guerra al terrorismo” e lanciando una invasione nell’Afghanistan controllato dai Talebani, accusati di aver volontariamente ospitato i terroristi. Il parlamento statunitense fece passare lo USA PATRIOT Act mentre altre nazioni rafforzarono la loro legislazione anti-terroristica, incrementando i poteri di polizia. Le borse rimasero chiuse per quasi una settimana, registrando enormi perdite subito dopo la riapertura, con quelle maggiori fatte registrare dalle compagnie aeree e di assicurazioni. L’economia della Lower Manhattan si fermò per via della distruzione di uffici del valore di miliardi di dollari. La mattina dell’11 settembre 2001, 19 affiliati all’orga- I danni subiti dal Pentagono furono riparati dopo un nizzazione terroristica di matrice islamica al-Qaida di- anno, e un piccolo monumento commemorativo fu rottarono quattro voli civili commerciali. I dirottatori costruito sul luogo. La ricostruzione del World Trade fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei sul- Center è invece stata più problematica, a seguito di le torri 1 e 2 del World Trade Center di New York, cau- controversie sorte riguardo ai possibili progetti e sui sando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e tempi necessari al loro completamento. La scelta della conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo Freedom Tower per la ricostruzione del sito ha subito di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il Pen- ampie critiche, conducendo all’abbandono di alcune tagono. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o parti del progetto originario. la Casa Bianca a Washington, si schiantò in un campo Fin qui la ricostruzione dell’evento a memoria futura, vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsyl- ma a dieci anni di distanza la nuda cronaca dell’evento vania), dopo che i passeggeri e i membri dell’equi- fa riemergere le nostre sensazioni di allora, solo un paggio ebbero tentato di riprendere po’ affievolite dal tempo ma sempre il controllo del velivolo. li pronte ad essere sollecitate da un Gli attacchi terroristici dell’11 settemservizio o da un’immagine riproposta A dieci anni di bre causarono poco meno di 3.000 da qualche rete televisiva. La memodistanza la nuda vittime. Nell’attacco alle torri gemelle ria di questi tristi eventi e delle succronaca dell’evento cessive conseguenze ci resti come morirono 2.752 persone, tra queste fa riemergere 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti. monito affinché, ognuno con il suo La maggior parte delle vittime erano le nostre sensazioni piccolo contributo possa collaborare civili di 70 diverse nazionalità. a far dimenticare all’uomo simili aziodi allora Gli attacchi ebbero grandi conseni e cerchi ciò che unisce e non ciò guenze a livello mondiale: gli Stati che divide.


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LETTERE - PAG. 5

Il mio abbraccio alla Parrocchia Ringrazio la redazione del “Il Nuovo Ezzelino” che mi ha per- Don Tarcisio messo di pubblicare questo mio saluto alla Comunità di Romano d’Ezzelino. Domenica 25 settembre durante la S. Messa delle ore 17.00 rivolgerò il mio saluto alla Comunità che dopo sette anni lascio per assumere l’incarico della nuova parrocchia di Santa Giustina in Colle in Padova. Dal mio cuore nasce un sincero ringraziamento a TUTTI senza nessuna distinzione, a famiglie, a bambini, ragazzi, giovani, anziani e ammalati, a praticanti o no…In particolare a tutti gli operatori pastorali. Saluto e ringrazio i membri del Consiglio pastorale, del Consiglio affari economici, del Comitato della scuola dell’Infanzia, dell’Associazione Noi con Voi e di tutti gli altri membri dei gruppi di Formazione e di Servizio. Ringrazio don Giuseppe, anziano (o meno giovane) uomo saggio e sempre presente, le suore, dono prezioso del Signore. Ringrazio pure le varie Associazioni laicali tra le quali ricordo con particolare affetto il gruppo degli alpini, la Protezione civile, la Siriola …e tutte le altre. Così pure un sincero ringraziamento alle autorità civili, con a capo la sig.ra. sindaco Rossella Olivo, alle forze dell’ordine guidate dal maresciallo Giuseppe e ad altri… Ringrazio i due medici del paese, il dott Dissegna e il dott. Melandri. Ringrazio pure tanti, ma tanti amici: li vorrei nominarli tutti singolarmente, ma non ci sarebbe lo spazio disponibile. Voglio quindi ricordarne solo alcuni che sono stati sempre presenti in questi sette anni, sia per l’amicizia che per l’aiuto pastorale: ringrazio il giovane Omar Busbani per l’aiuto e la compe-

tenza nel campo liturgico, oltre che per la sua amicizia; la sig.ra Anna Rebellato per la sua sollecitudine nel campo pastorale; le signore Rosanna Farronato e Maria Bontorin per la loro amicizia e la loro continua presenza in varie attività pastorali, il Sig. Bruno Farronato per la sua lunga esperienza nella scuola dell’a dell’Infanzia; il giovane seminarista Scotton Giuliano che mi è stato così prezioso nel campo della liturgia, nella stesura del foglietto e di molti altri lavori di archivio assieme al sig. Roberto Castagna. Affido Giuliano a Maria Ss.ma che lo aiuti nel suo cammino verso il sacerdozio.…e poi altri due “personaggi caratteristici” della Chiesa… e chi possono essere se non Mario Farronato e Lina Settin? Un grazie di cuore per il vostro amore alla Parrocchia ed in particolare alla Chiesa. Alla fine aggiungo due persone che sono state presenti sempre nella casa canonica: sono Anna Guadagnini, che mi ha servito con tanto affetto e dedizione, e Silverio Menon per la sua discrezione, i suoi saggi consigli e la sua grande disponibilità ad ogni mia chiamata. Mentre scrivo, mi passano davanti i volti di tante persone di cui porterò il ricordo nel cuore: a tutti chiedo perdono per le mie miserie e i miei limiti ed a tutti vada il mio abbraccio virtuale, ma ricco di sincerità e affetto. Cosa dirvi dopo questi miei saluti e ringraziamenti? Vorrei che si realizzasse questo sogno nella nostra comunità e lo prendo dalla lettera di Paolo ai Colossesi 3,12-15 che trascrivo completamente:

312 Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; 13sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. 14Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. 15E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! Questi pochi versetti di Paolo alla Comunità di Colossi non ha bisogno di commenti: li comprendiamo bene tutti. Sono convinto che chi possiede Gesù nel proprio cuore, che ha fatto una forte esperienza di Lui, non può non vivere questa comunione, superando divisioni, vecchi rancori e soprattutto la presunzione di possedere le Verità. Chi non crede o ha dei dubbi, vuole vedere i cristiani (coloro che praticano, uomini e donne, pur nelle loro diversità) che in nome di Gesù si vogliono bene e vivono in armonia e concordia, potendo così dire “Siamo stati crocifissi con Cristo: non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal. 2,20). Questo, ribadisco, è il mio grande sogno di cristiano e di prete e auguro che possa essere anche il vostro. Lasciate perdere il passato e con entusiasmo abbiate sempre la forza di ricominciare sempre di nuovo. Con grande affetto, vi ricorderò sempre e vi benedico. Vostro don Tarcisio


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RESOCONTI - PAG. 6

Campionati Mondiali Mtbo: volontari al lavoro Sara Bertacco

Dal 20 al 28 agosto 2011 si sono svolti in territorio vicentino i Campionati Mondiali di Orienteering in Mountain-bike (MtbO), evento sportivo con protagonisti più di 300 atleti, ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo che con le loro colorate e tecnologiche biciclette hanno sperimentato velocità nella corsa e capacità di orientamento percorrendo strade e sentieri della nostra provincia.

Il 23 agosto i concorrenti hanno disputato la Long Distance tra le colline di Marostica e Bassano del Grappa, zona ideale per una gara di orienteering, sia per le caratteristiche morfologiche del posto che per la bellezza del paesaggio. A supporto dell’organizzazione, gli uffici provinciali della Protezione Civile hanno richiesto l’attivazione dei volontari di Protezione Civile del Coordinamento “Brenta Monte Grappa” e i volontari dei Nuclei dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Romano d’Ezzelino e di Bassano del Grappa. A loro il compito di segnalare la presenza degli atleti in arrivo alle varie postazioni e di dare ogni forma di supporto logistico utile alla buona riuscita della manifestazione. La Protezione Civile della Provincia di Vicenza ha considerato il Campionato Mondiale di Orienteering una vera e propria esercitazione di Protezione Civile, ovvero un’occasione per testare l’efficienza delle comunicazioni radio in territorio bassanese nonchè l’efficacia organizzativa e operativa del sistema di Prote-

zione Civile locale, composto dai numerosi volontari del Coordinamento “Brenta Monte Grappa” e dei due Nuclei A.N.C., sempre disponibili in situazioni di emergenza. Nei giorni precedenti la gara, i Presidenti delle Associazioni si sono ritrovati per definire gli incarichi e per suddividere i 57 volontari disponibili nelle varie postazioni di lavoro. Nella sede dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Bassano del Grappa, situata presso l’Ospedale Vecchio di Viale delle Fosse, sono state allestite una sala radio e una segreteria dove alcuni volontari hanno gestito sia le comunicazioni tra i volontari e la centrale operativa dell’ organizzazione, fornendo utili indicazioni ai volontari operativi nelle 20 postazioni presenti sulle colline bassanesi e in centro città, che la parte burocratica inerente l’esercitazione. Il Presidente del Coordinamento “BMG”, Italo Bettiati, responsabile dell’organizzazione dei Volontari per l’area Bassanese, al termine della giornata ha esternato ai volontari la sua piena soddisfazione

COS’E’ l’Orienteering

COS’E’ la lanterna

COS’E’

L’Orienteering è uno sport dove gli atleti devono effettuare un percorso predefinito, lungo il quale vi sono dei punti di controllo chiamati “lanterne” che devono essere trovati con l’aiuto di una bussola e di una cartina topografica. Sulla carta i punti di controllo sono numerati in ordine progressivo. In genere l’Orienteering viene praticato nei boschi ma anche in ambienti naturali in generale e centri abitati. Esistono varie tipologie: di corsa, in mountain-bike, sugli sci.

La lanterna è un paletto dotato di un telo triangolare bianco e arancione che riporta un codice identificativo e che segnala un punto di controllo.

e quella degli organizzatori dell’evento per quanto svolto da tutto il personale volontario impiegato che, nonostante le oltre 10 ore di attività ininterrotta, il grande caldo e l’afa opprimente, ha saputo svolgere quanto richiesto con professionalità ed impegno, restando nelle postazioni assegnate fino alla conclusione della gara avvenuta nel tardo pomeriggio. Qualche volontario ha dovuto fronteggiare anche situazioni impreviste, come rovinose cadute degli atleti dalle biciclette, con conseguenze piuttosto serie; altri sono stati impegnati in supporto al personale medico, in attività di sorveglianza a fine gara di alcuni corridori sottoposti al controllo antidoping. La gara si è conclusa in Piazza Libertà alle ore 17:30 con la premiazione dei vincitori e con due piccole soddisfazioni tutte italiane: al secondo posto nella categoria Junior si è infatti classificato il giovane di Schio Riccardo Rossetto, classe ‘91, premiato con medaglia d’argento mentre il bronzo è andato a Laura Scaravonati della categoria Elite donne.

COS’E’ il bricketto Ogni passaggio degli atleti nei punti di controllo deve essere registrato. Per permettere questa registrazione, oggi si usa un sistema elettronico detto Sport-Ident, dotato di un chip elettronico, chiamato SI-Card o bricketto. All’arrivo, tutti i dati registrati nel bricketto vengono scaricati su computer e verificati.


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RACCONTI - PAG. 7

Come eravamo: Il Bar Primavera, ovvero dalla Rina Il Bar Primavera è uno dei locali pubblici del Quartiere San Vito Lucio e Giancarlo che può vantare, credo, la maggiore anzianità; nasceva, infatti, Andolfatto (dei Peài) nel 1957 per iniziativa di Giovanni Andolfatto con origini indiscutibilmente romanesi e come dice la “menda” dei Peài, che a quel tempo lavorava come lattoniere presso le Smalterie Metallurgiche Venete. Giovanni, appunto, già gravato della responsabili­tà dell’intera famiglia a causa della prematu­ra scomparsa dei genitori, poté avviare l’at­tività grazie alla collaborazione della sorella Orsola (alias Rina) che viveva in famiglia assieme alla moglie Domenica Zilio, dei “Tochi” da San Giacomo; essa era chiamata anche Santina o, come soleva il vecchio fruttivendolo ambulante, santa Santina. Rina e Santina, oltre a sob­barcarsi le faccende domestiche, consen­tirono l’apertura dell’esercizio, nato come Ente dopolavoristico sotto egida dell’En­te Nazionale Assistenza Lavoratori (ENAL); poco più tardi la licenza del dopolavoro fu trasformata in licenza commerciale. Il Bar era inizialmente costituito da una sala che si affacciava sul portico della vecchia casa famigliare, che fino agli anni ‘60 era disposta da Est ad Ovest. Nel brolo del caseggiato trovavano posto due corti: una per il gioco delle bocce ed una per giocare a cava pallino (bainèto). Con la ristrutturazione dell’abitazione, sono sparite le corti da gioco ed una parte del giardino è stata ceduta all’Amministrazione comunale per l’allar­gamento di Via Cogo; ciò nonostante, fino agli anni ‘90, lo stabile aveva sul suo lato Nord tanto di stalla, pollaio e conigliere, oltre ad una vasta area coltivata a fieno. Questo spazio, tra figli, cugini, nuore e nipoti, si era costretti a rastrellarlo anche sotto il solleone, con lo sguardo attento di Giovanni che dopo il suo riposino pomeridiano veniva a sistemarsi all’ombra e per gratificare i giovani parenti a lavoro ultimato serviva una bibita dalla finestra della cucina. Il bar, grazie alle capacità di Santina ai for­nelli, è stato per molto tempo la mensa dei dipendenti dell’allora attiguo Calzaturificio Madras, fino a quando questo non si dotò di un proprio servizio interno di mensa. Aperto da sempre fin dal primo mattino, il bar era meta di tutto il mondo operaio che da Nord gravi­tava sulla città: stradini, manovali, muratori e operai; al mattino venivano per bere caffè corretti, marsala, ombre e bicchierini di china. Le sigarette, che inizialmente la Rina ven­deva “sotto banco” nel numero di due o tre incartate in un foglietto da block notes, cominciarono più avanti ad essere vendute mediante un patentino, con regolare riforni­mento presso il negozio di frutta e verdura dei Lancerin in Via Col Moschin. In anni più recenti il patentino si è trasformato in vera e propria Rivendita Autorizzata, oggi tra le più frequentate del bassanese.

Il bar era anche la passerella naturale di varie figure di compagnoni come il pittore Valfrido, Berto Puncin, gli sportivi come Ciambarle e Ciambarlino, personag­gi che incutevano rispetto come Angelo Gastaldello, Toni Bianco o Orso Bruno (che proprio secondo Toni Bianco doveva essere figlio di Orso Bianco e Volpe Maria), tutti sfe­gatati juventini sull’onda della Rina. La Rina cominciava la sua giornata in bici­cletta andando “al Termine” per le compere al panificio di Battaglia, i giornali da Gilli, il sale dalla Ciàra, una regolata o un’occhiata ad una bicicletta nuova da Scremin, una camicetta ed un paio di calze nuove in via Piave da Pesavento (oggi Lucia Mode), frutta e verdura da Franco Petucco. Al bazar di viale Venezia la Rina si recava per qualche tovaglia o ‘na canevassa, e per far due chiacchiere con la “Mora” della ferra­menta. Santina andava invece a fare la sua spesa per la cucina da Stocco in via dei Mille.Non di rado erano gli stessi bottegai ad inca­ricarsi di portare a casa le spese, e questo gli valeva un panino ed un buon bicchiere di vino, tra un commento e l’altro sui fatti della domenica calcistica, per quella che diventa­va una pausa nella loro giornata lavorativa. Venivano per lo più in motoretta (Franco Petucco ne aveva una attrezzata con un porta cassette anteriore ed uno posteriore), cosicché si capiva che quello di portare la spesa alle due donne era anche il pretesto per lasciare bottega al fratello, nel caso di Stocco, o alla moglie, nel caso di Franco Petucco. Nel pomeriggio, con le donne che aveva­no appena finito di ripulire cucina e sala bar, il clima si ravvivava con l’uscita dalla fabbrica: se aveva

fatto caldo, Toni Bianco ordinava direttamente una cassetta di Birra Pedavena, o più avanti di Dreher, in botti­gliette piccole. Gli altri facevano compagnia a vino bianco e gazzosa, e si andava avanti fino a sera. Erano frequentissimi gli happy hour …de noaltri, a suon di salami e formag­gio, acciughe, sottaceti, soppressa, polenta e fagioli in salsa. Le specialità della Santina erano tante, ma tra le più apprezzate erano gli sciòsi, o gli ossi de’ mascio, o il salame in técia che, irrorato da una sfumatura d’aceto, riempiva l’aria di un aroma invitante. Invece, nelle serate dedicate ai cacciatori, non c’è tipo di sel­vaggina che non abbia conosciuto i fornelli della Santina. Tutti i ragazzi della famiglia aiutavano con orgoglio a servire in tavola, e oltre a cogliere l’apprezzamento generale dei convenuti, partecipavano curiosi ai discorsi e alle dispute pallonare. Alla fine, Giovanni per non far torto a nessuno, decise di assecondare tutti i clienti dividendo opportunamente i famigliari tra le diverse tifoserie: a Lucio toccò l’Inter (e sul terrazzo di casa oggi sventola il drappo nerazzurro), a Giancarlo il Milan; la Rina imperversava in ogni caso con la sua maggio­ranza di Juventini, ai quali si oppose anche Giovanni con il Napoli (il ciuccio che scalcia è ancora in bella vista sulla scansia principale del bar). Santina ai fornelli, Rina al bancone e tutti gli altri a dare una mano, è stata la formula vincente dell’iniziativa commerciale di Giovanni Andolfatto dei Peài. Ecco, questo è il Bar “Primavera” cioè “dalla Rina”: un’impresa famigliare che rappresenta un successo che continua.


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RESOCONTI - PAG. 8

La scuola ha fatto centro di nuovo: un altro “Camp”… un altro successo! Lentinu Elisabetta

“City camp” 2011 a Romano d’Ezzelino. Ripensando all’evento sorge spontanea una domanda : come si è riusciti a riportare sui banchi di scuola quasi cento bambini durante le vacanze e nonostante la calura estiva? Abbiamo promesso loro la luna? Abbiamo escogitato altre ingannevoli lusinghe? Certamente no, niente di tutto questo!

Ai bambini bisogna promettere solo ciò che si è certi di poter dare se non vogliamo rischiare di perdere la nostra credibilità di adulti e di educatori. Qual è allora il segreto di questo duplice successo ? Forse un cocktail perfetto di ingredienti: una buona dose di divertimento, un pizzico di cultura, un’abbondante quantità di allegria e spensieratezza, una bella infarinatura di chiara organizzazione e pianificazione , un’adeguata fiducia nelle proposte della scuola. Ma se questa ha fatto centro ancora è merito anche di un altro ingrediente magico e irrinunciabile : la passione e la dedizione di chi lavora all’attuazione di un progetto. Proprio da questi sentimenti germoglia la convinzione di potersi mettere in gioco e di non deludere le aspettative dell’utenza. Avevamo promesso di migliorare le competenze linguistiche degli studenti e ciò è sicuramente avvenuto : tutti i bambini e i ragazzi, specialmente nelle famiglie ospitanti, si sono cimentati in conversazioni più o meno complesse per rapportarsi con i loro “tutors”, ma persino con i loro compagni! Avevamo previsto nuove opportunità di socializzazione ed infatti non sono mancati momenti ideali per stringere nuove amicizie e per rinsaldare , in un contesto diverso, legami già esistenti. Avevamo altresì garantito il divertimento e non è trascorsa giornata al Camp senza che fossero programmati giochi o attività mirate di fondo al rinforzo linguistico ma nelle quali lo spasso era sempre assicurato. Altre volte, pensiamo ai giochi d’acqua, si è trattato dav-

vero di divertimento puro ed è giusto che talvolta sia così. E’ troppo bello veder sorridere i bambini ! La gioia e la spensieratezza nei loro occhi sono forse gli elementi che danno un feedback positivo del progetto e che più gratificano chi ci ha creduto. Avevamo preventivato, come lo scorso anno, un giorno dedicato ad una speciale uscita ed abbiamo offerto un’opportunità davvero irripetibile e qualificante, che ha dato al “Camp” una connotazione oltre che ludica e linguistica anche artistico-culturale. Un silenzio quasi religioso ha caratterizzato la visita al Tempio di Possagno, prima tappa dell’escursione, anche durante le spiegazioni, interamente in Inglese per i più grandi, solo parzialmente in lingua straniera per i più piccoli. Poi però c’è stato modo di sfogarsi e di sciogliere la tensione durante i giochi e la merenda al sacco nel verdissimo campo sportivo dell’Istituto Cavanis, che ci ha ospitati. Rapida ma pittoresca la successiva camminata sotto i porticati e nella piazzetta centrale di Asolo; irresistibile la tentazione di toccare l’acqua della fontana; faticosa ma interessante l’arrampicata sino al Castello della Regina Cornaro. A conclusione della settimana, “full immersion in English” non solo per gli studenti e le loro famiglie ma anche per l’intero staff italiano che si è tuffato in quest’avventura con la massima dedizione, abbiamo gustato il “final show”, una rappresentazione teatrale senza grandi pretese, che ha avuto luogo venerdì 8 luglio nella palestra comunale di Fellette. I giovani attori hanno recitato in Inglese, con

spontaneità e senza alcuna ansia di prestazione, alcuni sketches scaturiti dalla fantasia e dalla creatività di “tutors” e studenti e messi in scena in pochi giorni, scenografia e costumi inclusi. Sembra quasi un miracolo essere riusciti a far così tanto in così poco tempo! Ma a volte la determinazione, la dedizione e la generosità degli insegnanti che lavorano in sinergia per attuare un progetto possono compiere davvero miracoli. Nella scuola pubblica italiana questo per fortuna avviene e quindi, nonostante lo spauracchio di un suo possibile naufragio, si fa ancora molto per arricchire l’offerta formativa destinata ai giovani. Ogni scelta dei docenti è compiuta pensando a loro, che saranno artefici del loro futuro ma solo a condizione che abbiano gli strumenti per poterlo fare. Siamo consapevoli che non sarà impresa facile, ma metterli in possesso di una lingua straniera vuol dire sicuramente spalancare loro le porte del mondo del lavoro…e non solo! Non si vuole creare l’illusione che una settimana di “City camp “ possa trasmettere competenze straordinarie, ma senza ombra di dubbio crediamo possa aiutare qualcuno a scoprire la propria motivazione e le proprie potenzialità e quindi a spiccare il volo verso la propria destinazione futura. Dopo lo show finale sono giunte innumerevoli le richieste di garantire al prossimo camp la durata di due settimane. Che rispondere? Beh, intanto gustiamoci il successo e i bei ricordi di quello appena concluso e assaporiamo il piacere di una meritata vacanza …poi si vedrà!


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RESOCONTI - PAG. 9

San Giacomo… in festa Poènta…’ndemo co stà poènta! Maurissio… dai co’ e patatine! Desso riva, no Duilio Fadda gavìo un momento de passiensa! Normalmente è questo il ritmo con cui si procede nella cucina della Sagra di San Giacomo, velocità e impegno, senza arrabbiature, senza musi lunghi e duri. Il sorriso è di rigore.

Mi viene da pensare alle vicende della nostra Italia, nel 150° anniversario di fondazione dello Stato Italiano siamo arrivati a toccare il fondo, con liti e veti incrociati quotidiani ed invece la sagra di San Giacomo con i suoi 40 anni, portati benissimo, sembra aver trovato l’elisir di lunga vita. Il merito del successo, della sagra s’intende, è dovuto ad un mix misterioso, forse la giusta dose di giovani, anziani e giovanissimi o al gruppo dirigente formato prevalentemente da una compagine omogenea e mediamente di quarantenni. Può darsi che, questa sia la formula del successo. In ogni caso, è oramai sicuro che da una decina d’anni la Festa Parrocchiale ha conosciuto solo un trend in crescita… nonostante la crisi della nostra Italia. Che sia da proporre il modello San Giacomo, per governare il Paese? Forse non basterebbe, ma a noi della Sagra piace lavorare dentro questo motore pulsante che produce: “il piacere nello stare insieme”; ed è proprio per questo che si partecipa volentieri al lavoro comunitario. Poi quest’anno è stato proprio un momento speciale, abbiamo festeggiato i 40 anni del comitato festeggiamenti, costituitosi ufficialmente nel 1971 e gran finale con sorprendenti fuochi

d’artificio, i 55 anni di sacerdozio di Don Paolo Dalla Rosa ed i suoi 37 anni di attività pastorale svoltasi a San Giacomo. Inoltre Don Manuel Fabris, cappellano di questa importante parrocchia, dopo 6 anni di attività ha salutato i fedeli per la nuova missione pastorale che lo attende come Pievano a Sant’Eulalia. Sarà quindi l’arrivo del nuovo parroco Don Delfino Frigo a chiudere i festeggiamenti della sagra di San Giacomo. Questi importanti momenti che hanno segnato il passaggio di consegne li abbiamo vissuti domenica 11 settembre durante la celebrazione della Santa Messa celebrata dai due sacerdoti, sono stati momenti veramente emozionanti, per don Paolo, don Manuel e per tutta la comunità, accompagnata da tutte le autorità civili, religiose e militari del Comune Romanese. La mattinata è stata chiusa dall’inaugurazione della nuova sede degli alpini sita nella Corte dei Guagni, con la speciale benedizione di Don Paolo ed a questa ha dato seguito il pranzo comunitario con oltre 450 persone presenti. Bisogna però dare atto al comitato festeggiamenti che anche quest’anno la sagra di San Giacomo è tra le più gettonate del comprensorio Bassanese, questo va sicuramente dato

come merito al giovane gruppo dirigente ed anche all’impegno che i molti parrocchiani dedicano a questa bella iniziativa, poi i numeri parlano chiaro; la crescita è su tutti i settori ed i consumi dei vari generi proposti hanno avuto un incremento notevole. Così pure la scelta di dare spazio ad attività collaterali all’interno del centro giovanile parrocchiale, dove si potevano ammirare i quadri della mostra diretta dal M.o Giulio Carandente, i vari modelli del ponte di Bassano, i coppi magnificamente decorati, le meravigliose riproduzioni di vascelli e le curiose e innumerevoli sorprese Kinder. Inoltre fra le novità più significative, ma è già il secondo anno, è stato l’utilizzo di materiali riciclabili, per il consumo dei pasti ( piatti, posate e i contenitori di queste in materiale degradabile ) e poi, anche in cucina, si è proceduto alla separazione dei vari rifiuti con gran vantaggio e soddisfazione per tutti. A chiudere definitivamente questa bella festa sarà la cena di ringraziamento fra i partecipanti a questa importante e impegnativa sagra paesana. Il convivio, chiuderà definitivamente i battenti per il 2011, resta solo da segnalare, come si diceva all’inizio, che questa kermesse potremmo definirla la Sagra del sorriso.


Il Nuovo Ezzelino Settembre 2011

ASSOCIAZIONI - PAG. 10

Complesso Bandistico di Romano d’ Ezzelino Domenica Bontorin

Prima della pausa estiva il Complesso Bandistico di Romano d’ Ezzelino si è esibito in concerto sabato 11 giugno, nella stupenda cornice di Valle S. Felicita, in occasione del 50° Compleanno del nostro maestro Gianni Zamborlin, ospitando per l’occasione la Banda Musicale G. Verdi di Conselve.

I due gruppi si sono fusi in un’unica grande orchestra proponendo brani impegnativi, come l’Aida di Giuseppe Verdi, colonne sonore di Ennio Morricone, la famosissima Pirati dei Caraibi e altre ancora. Per la riuscita della serata, oltre a tutti i suonatori, ringraziamo il nostro maestro Gianni Zamborlin che con il suo impegno conferma il grande amore per la musica, seguendo i due gruppi che egli stesso dirige con tanta passione. Lo stesso concerto l’abbiamo eseguito a Conselve il 24 luglio scorso, riscuotendo un enorme successo. Ma purtroppo, anche per il Complesso Bandistico e Majorettes di Romano d’ Ezzelino le vacanze stanno per finire e adesso siamo pronti a ripartire con tutte le nostre attività.

A ottobre riprendono tutti i corsi di avvicinamento al mondo della musica: • Corso di propedeutica per bambini a partire dai 5 anni. • Corso di orientamento musicale di strumento e solfeggio a partire dai 7 anni e senza limite di età. • Corso per Majorettes e utilizzo di twirling e pon pon. Tutti i nostri corsi sono tenuti da insegnanti e Maestri diplomati. Se sei interessato non esitare a contattarci ai seguenti numeri: 0424 30176 (mercoledì dalle 21 in poi) – 348 4062235 oppure vieni a trovarci il mercoledì sera dalle ore 21 sotto Villa Ferrari. VI ASPETTIAMO!


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RESOCONTI - PAG. 11

L’alba di un nuovo giorno Alle sei del mattino, mentre il sole lentamente si risveglia, Alpini e Maurizio Scotton Donatori sono già al lavoro per completare gli ultimi preparativi. Sta per iniziare un giorno indimenticabile. ata Vi ricordiamo la ser a ata dic de i Nell’anno in cui ricorrono i 150 anni dall’Unità d’Italia, il Gruppo di corZilio il 02.10.2011 Bepi Alpini di San Giacomo festeggia 90 anni di attività ed il Gruppo alle ore 21.00 n Giacomo presso Donatori di Sangue di San Giacomo di Romano d’Ezzelino ne fe- inla Sa Chiesa Parrocchiale. steggia 45.

Due anniversari molto importanti, che i due gruppi hanno deciso di festeggiare assieme domenica 11 settembre 2011, come segno di collaborazione ed unione, per ricordare il passato, le origini, i valori e con essi le persone che li hanno tramandati. Mancano pochi minuti alle nove e la zona dell’ammassamento è affollata. È una gioia vedere così tanti gagliardetti e così tanti Alpini a Donatori accorsi a festeggiare i nostri due gruppi. La banda Ana Montegrappa inizia a suonare e contemporaneamente si accendono i motori delle due camionette militari che sono state invitate per accompagnare, in sfilata, i reduci di guerra. La loro partecipazione, capitanata dal Cav. Antonio Guerra, è molto importante e significativa. Un giorno che resterà scolpito nella memoria collettiva per le diverse e numerose emozioni vissute. Come quelle che ci regala Giampietro Zen che regge, su un cuscino tricolore, il capello del nonno Bernardo Zen fondatore, in

quel lontano 1921, del Gruppo Alpini di San Giacomo; quelle di Don Paolo Dalla Rosa, che nel giorno del suo saluto alla comunità parrocchiale dopo 38 anni di servizio, entra in chiesa fra due ali di gagliardetti disposti lungo la navata centrale. Quelle di Filippo, giovane Alpino ancora in armi, che effettua l’alzabandiera mentre suona l’inno di Mameli; quelle di Mario e Graziano mentre depongono la corona di alloro sul monumento dei caduti; o quelle di Alberto e Lisa che accompagnano in sfilata le due nuove fiamme che verranno poi benedette in chiesa. Dopo la cerimonia religiosa il corteo con le autorità presenti raggiunge la “corte dei Guagni” per l’inaugurazione della sede dei due gruppi. La stessa data dell’ 11 settembre, come è stato ricordato prima del taglio del nastro, ci ha riportato alla memoria un tragico evento di dieci anni fa, che oggi si è voluto ricordare per testimoniare ogni giorno quei valori insiti negli Alpini, di solidarietà ed accoglienza. Valori

espressi nelle missioni di pace, dove anche diversi Alpini hanno dato la vita per la patria. Uno squillo di tromba ed un minuto di religioso silenzio ci hanno fatto profondamente riflettere. La benedizione e l’apertura della sede segna la fine delle celebrazioni ufficiali di questa intensa giornata ma altresì segna l’inizio di una nuova vita per questi due gruppi. Questa “Taverna alla corte”, come ricordano i due capogruppo Maurizio e Roberto molto emozionati, sarà il luogo dove Alpini e Donatori potranno costruire e progettare assieme un futuro basato sul rispetto e sull’impegno, sulla coesione tra l’entusiasmo dei giovani e la saggezza e la memoria storica dei “veci”. Nel ringraziare le autorità civili e militari presenti, le numerose associazioni e le tantissime persone che in diverso modo ci hanno aiutato, i due gruppi vi danno appuntamento a sabato 01 ottobre presso la chiesa parrocchiale di San Giacomo per la rassegna di cori dedicata a Bepi Zilio.


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ASSOCIAZIONI - PAG. 12

La Siriola si rinnova Maurizio Carlesso

Abbiamo accolto qualche anno fa un giovane che, con esperienza limitata, si è reso disponibile a guidare una tra le maggiori associazioni del nostro territorio, insieme con un valido consiglio direttivo. Ora al termine del suo mandato non possiamo che riconoscere un percorso importante di crescita e maturazione a servizio della nostra bella Romano. Al compimento del suo mandato, portato a termine con impegno, senso di responsabilità, dedizione e disponibilità, ci apprestiamo ad accogliere gli esiti di una nuova elezione di un presidente del Comitato Siriola e conseguentemente del gruppo dirigenziale del comitato. Il nuovo gruppo dirigenziale, dovrà ricercare e definire la figura di un nuovo presidente e quindi chiediamo al nostro Jurij Baron quali siano le caratteristiche che deve avere la guida del gruppo.

Iniziamo, però, la nostra chiacchierata, con chiedergli se sia disponibile a ricandidarsi alla guida per il prossimo mandato e la sua risposta è: No, ritengo di avere dei progetti di carattere personale che ora assorbiranno in toto le mie energie e piuttosto che non riuscire a dare il massimo all’ associazione preferisco collaborare da componente e non da dirigente principale. Ma allora Presidente, motivi ed interessi di carattere personale le impediscono di proporsi per un nuovo mandato, quale eredità lascia al gruppo Siriola? L’eredità che lascio al gruppo è senz’altro quella di aver saputo conservare il gruppo direttivo, ma soprattutto di aver inserito molte giovani figure all’interno della Siriola. E assicuro, è una bellissima soddisfazione. Ci può indicare qual è stato il momento più difficile e quello più bello del suo mandato? il momento più difficile è stato il Palio del 2010 perché si è creata una situazione difficile alla gara, prima durante e dopo, per motivi diversi con i contradaioli, mentre i momenti più belli non riesco ad identificarli se non con il momento dell’elezione del 2008 e poi ogni istante che chiudeva l’edizione di un Palio.

Capiamo quindi che durante il mandato ha potuto contare su di un nutrito gruppo di collaboratori e che ringraziare ognuno per le sue peculiarità potrebbe farci dimenticare qualcuno e che quindi il ringraziamento sia dedicato a tutti, ma se facciamo riferimento al gruppo ci spiega com’è organizzato? Il ringraziamento va in primis ai responsabili di ogni area perché ognuno di loro ha svolto il proprio compito con dedizione e quindi ciò mi ha facilitato enormemente il compito, le due figure di riferimento sono poi state i miei due vice presidenti, mentre l’organizzazione è veramente un piccolo capolavoro, vi invito ed invito tutti a venirla a scoprire… Quale progetto vorrebbe veder realizzato dal Comitato Siriola nel prossimo futuro e per il quale ha già avviato un processo di crescita? Il sogno rimasto nel cassetto è lo studio del prolungamento della manifestazione degli angoli rustici da una a due giornate ed anche il completamento del nuovo statuto del gruppo. L’ultima cena con il gruppo com’è andata? Ci racconta un po’ qual è stato il suo stato d’animo e cosa le ha lasciato l’abbraccio di tutte le persone presenti? Ritengo che l’atmosfera è stata di una festa incredibile dove tutti si sono divertiti e questo è

stato per me importante. In ogni caso il gruppo rimane coeso e supporterà il nuovo presidente a cui auguro grandi soddisfazioni. La presenza di tanti amici mi ha veramente commosso, anche per quanto mi hanno espresso e donato nell’occasione. In ultima analisi qual’è l’augurio che lasciamo al nuovo Comitato direttivo ed al nuovo Presidente: l’augurio è quello di poter contare su molte soddisfazioni e che anche le previsioni meteo sorridano alle date previste per le manifestazioni poiché solo tali eventi non sono da noi programmabili, ma soprattutto, auguro a tutti di essere sorretti dalle motivazioni e dall’impegno sempre dimostrato dal gruppo. Desideriamo ringraziare quindi noi come Pro Loco per la sua disponibilità e per l’amore dedicato al Palio di Romano d’Ezzelino, sappiamo di aver potuto contare veramente su di un uomo “pro loco”, ma nello stesso tempo, considerati gli impegni “personali” auguriamo a lei e a Michela un futuro radioso di vita insieme, certi che con lo stato d’animo presentato e mostrato alla collettività potrete vivere insieme felici e nello stesso tempo pronti alla chiamata delle contrade che sempre avranno bisogno della presenza operosa di uomini come Jurij Baron. Grazie Jurij da parte di tutti noi.


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RICORDI - PAG. 13

Ricordo di Marcello Chemello (Baldi), uomo che ha vissuto con la nostalgia della sua terra Emigrato da Romano per l’Australia a Nollamara Perth nel 1952 a 28 anni è mancato il 14 giugno 2011 Rammento che sei partito solo zio, hai voluto precedere zia Maria e Tua nipote Anna il piccolo Arturo di pochi mesi per preparare loro un nido sicuro ed accogliente, ti sei fatto raggiungere da loro l’anno successivo. Ricordo chiaramente le molte volte che ho fatto compagnia di notte a zia Maria e ad Arturo nella cameretta allestita nel “granaro” della casa paterna dei Baldi. Questi ricordi affiorano spesso nella mia mente e nel mio cuore e mi caricano di tanta tenerezza. La vostra corrispondenza con il fratello Mario, mio padre, unico ancora vivente della famiglia Baldi e ormai prossimo centenario, era regolare. Lo informavate su salute e lavoro, ho memoria di quella volta che con tanto orgoglio gli avete comunicato che avevate finito la vostra casa… certo è costata tanta fatica, lavoro e passione, ma soprattutto molto amore. Più felici eravate quando poi ci annunciavate che era in arrivo un figlio, era per voi una gioia perché lo consideravate dono di Dio, e questo avete comunicato per ben quattro figli: Arturo, Jonny, Paolo, Eddy. Meravigliosi figli, belli, sani ma soprattutto uniti: questo è il seme che ha germogliato poi altrettante famiglie ancora più numerose. Il vostro sogno si è realizzato, orgogliosamente ne andate fieri, tutto è meritato! La foto che avete scattato lo scorso Natale che rappresenta la vostra famiglia, parla a me suscitandomi sentimenti di stima, ammirazione e affetto… Grazie zii, bravi bravi! Ricordo quando ritornavate a Romano per rivedere i parenti, gli amici e la vostra terra… eravate felici! Dal vostro sguardo però traspariva malinconia, perché vi sarebbe piaciuto rimanere a Romano, ma il richiamo dei figli era giustamente più forte, perciò ripartivate! Complimenti zio Marcello e zia Maria! All’impegno della famiglia non trascuravate il vostro hobby: il gioco delle bocce. Per voi era importante partecipare, condividere con

altri emigranti gioie e dolori, vi incoraggiava e vi alleggeriva la pena. Importante era per te zio Marcello gareggiare. Ricordo l’estate del 1974, quando partecipasti al Campionato Mondiale di bocce in Francia; venisti a trovarci, fine gara, con Arturo. Che emozione, sentire la fierezza e la soddisfazione con cui raccontavi la gara. Ricordo anche la tua passione per il canto lirico e per l’opera. Vivevi d’arte. Con quanta emozione raccontavi di quella volta che cantasti al “Teatro di Sua Maestà” una parte dell’opera “Carmen” di Bizet! Con noi venisti a Verona all’Arena a vedere e sentire “La forza del Destino” di G. Verdi. Commuovente vedere i tuoi occhi gonfi di lacrime per la gioia di godere di un così grandioso spettacolo! Ora ti immagino caro zio lassù in cielo ad affinarti l’orecchio e la voce con le note: “All’alba vincerò, vincerò, vincerò…” dall’opera “Turandot” di G. Puccini… Sì zio Marcello, hai vinto! Ha vinto il tuo immenso amore per la tua famiglia, ha vinto l’amore per le persone che hai generosamente amato e rispettato, ha vinto l’amore per il tuo lavoro fatto con estrema onestà, ma soprattutto ha vinto la tua fede in Cristo, quella che ti hanno trasmessa i tuoi

genitori e che tu quotidianamente alimentavi con la preghiera. Non ti sei fatto piegare dalla sofferenza che ti ha accompagnato negli ultimi anni della vita terrena, perché non ti sembrava di soffrire mai abbastanza! Tutto questo me lo ha raccontato la tua dolce e paziente Maria… Non ha voluto nessun altro vicino a voi, ma ti ha curato con tanta tenerezza ed infinito amore. Il patrimonio spirituale che hai lasciato ai tuoi figli è immenso, certamente loro sanno come farlo fruttare! Marcello, benedici tutti i famigliari e tuo fratello Mario, il quale è unito a te con la preghiera quotidiana! Sii il nostro Angelo Custode per sempre. Ciao zio Marcello, ti abbraccio teneramente


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APPUNTAMENTI - PAG. 14

5° Marcia del Sorriso

a Romano d’Ezzelino del 6 novembre 2011 In occasione del 1° lustro di vita dell’associazione, la Greg Runners ha in calendario la Marcia del Sorriso domenica 6 novembre 2011. Il periodo coincide nella stagione in cui la natura si sta preparando al riposo invernale. Le giornate si accorciano e il tramonto solare illumina di un colore vivo il cadere disteso e soave delle foglie che si apprestano a regalarci un manto naturale su cui trascorrere una Preghiera del podista giornata in movimento. Il gioire festoso dei bambini ci ricordeTi ringrazio o mio Signore perché mi rà che ci troveremo nella Marcia del Sorriso in un momento di fai camminare, ti ringrazio perché mi fai correre, ti ringrazio anche per i incontro e di distensione domenicale.

Visentin Gregorio Presidente A.S.D. Greg Runners

dolori, le sofferenze del mio esistere, che si dileguano con la gioia del muoversi mentre vado tra i boschi, lungo il fiume, da solo o tra la gente, su strade assolate o spazzate dalla pioggia o dal vento. Io ti sento, mio Signore, mentre i miei passi fendono ritmici le brume del mattino o la corsa si distende serena nei silenzi opachi e i pensieri si purificano e arrivano fino a Te. Ti sento, o mio Signore, anche nei momenti di stanchezza o di sofferenza, quando il sudore annebbia lo sguardo, la fatica mi fa piegare le gambe e mi vorrei fermare. Questo mio camminare fatto con umiltà ed esaltazione è come una preghiera. E’ questo andare che si fa preghiera, per lodarti e ringraziarti o mio Signore.

Vi aspettiamo

Sarà un’ottima occasione il 6 novembre 2011 listica e culturale del terriper creare nuove amicizie alla partenza della torio comunale di Romano d’Ezzelino come il parco e consolidare quelle esiMarcia del Sorriso stenti. di Villa Negri, la Torre di Dalle 8.00 alle 9.00 I percorsi di km 7 – 9- 17 – Dante Alighieri e il Sacello nella antica 21 sono alla portata di tutdi Valle Santa Felicita. Villa Cà Cornaro ti, non essendoci l’obbligo L’arrivo è all’interno della di Romano d’Ezzelino della corsa e si addicono prestigiosa antica Villa Ca’ facilmente alla passeggiaCornaro, vero fiore all’octa. L’organizzazione dell’evento si ispira ai chiello del nostro paese. connotati Fiasp, a cui la Greg Runners è af- Grazie all’Associazione Piccoli Punti di Pafiliata sin dalla sua costituzione valorizzando dova i partecipanti alla manifestazione la salute della persona e la riscoperta natura- all’arrivo avranno la possibilità di sottoporsi

gratuitamente ad una visita specialista della pelle. Per la realizzazione della marcia saranno impiegati più di un centinaio di volontari appartenenti alle numerose associazioni volontaristiche esistenti a Romano d’Ezzelino. Altro aspetto fondamentale della manifestazione è lo scopo dell’associazione. Attraverso il ricavato, la Greg Runners si propone di sostenere iniziative di carattere sociali e caritatevoli, particolarmente necessarie in questo difficile periodo di recessione economica.


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RIFLESSIONI - PAG. 15

Amor di Patria nel 150° dell’Unità d’Italia Quale amor di Patria possono avere gli italiani se nessuno dei nostri Giuseppe Bontorin rappresentanti del Governo si è degnato di partecipare all’annuale cerimonia commemorativa dell’8 corrente sul Grappa, monte proclamato Sacro alla Patria, nel cui Sacrario riposano circa 22.000 soldati morti nella Prima Guerra Mondiale per la nostra unità e libertà. Soltanto un piccolo messaggio del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con invito alla pace e all’integrazione. Al contrario, erano presenti il Ministro della Difesa Ungherese Csba Hende, l’Arciduca di Asburgo e Lorena, un rappresentante austriaco con la banda musicale. Oggi, si sente così poco parlare di amor di Patria, e lo dimostra anche la quasi nulla partecipazione popolare alle cerimonie commemorative del 4 novembre, 25 aprile e 2 giugno, ignorando quanto spargimento di sangue è costata la difesa della Patria nell’unità dei suoi confini, a cominciare dal 1848 fino alle ultime sanguinose battaglie sull’Ortigara, sul Grappa e sul Piave fino alla tragedia nazi-fascista nell’ultimo conflitto. Nella ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia, mi è venuta alla mente una poesia patriottica (che consiglierei tutti di impararla a memoria), tramandatami dalla patriota Baron Elisa (dei Mariga), classe 1911, deceduta in quel di Varese nel 2004, ex partigiana, anche se nella sua umiltà non ne ha chiesto il riconoscimento. Ella, collaborò infatti, nella fase del rastrellamento nazi-fascista sul Grappa, con il Parroco di Romano d’Ezzelino, don Gabriele Bernardini, nell’opera di aiuto e salvataggio di persone, specialmente giovani, ricercate dai nazi-fascisti, fino ad essere presente, nel tentativo di poter salvare qualcuno durante l’impiccagione dei giovani in Viale XX Settembre a Bassano, ora Viale dei Martiri. La Baron aveva nove anni quando, finita la Prima Guerra Mondiale, in occasione di una manifestazione commemorativa svoltasi nel piazzale del Municipio di Romano d’Ezzelino per ricordare i caduti e celebrare la Vittoria, fu invitata a recitare la poesia di cui appresso, pronunciandola con lo sguardo rivolto al Grappa ed al Triolore ivi izzato:

T’amo Vessillo che sventoli glorioso in pace e in guerra; Emblema caro e nobile all’Italia Terra: nel Bianco le tue candide nevi nelle Alpi io ammiro; al Rosso guardo e ai Martiri penso e nel cuor sospiro; al Verde che vivifica la spema ognor nutrita che prospera nei secoli sarà l’Italia Unita

Viva l’Italia! Come sarebbe bello, per un futuro di pace, unità e amore, sentirla recitare dai nostri giovani, magari con l’aiuto dei genitori che tendono a dimenticare i valori dell’amore e dell’unità.

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ATTUALITA’ - PAG. 16

Un altro punto di vista Antonio Degasperi

Un’altro modo di vedere i recenti fatti della Parrocchia Purificazione della Beata Vergine Maria di Romano d’Ezzelino. Chiedo ospitalità al Giornale della Pro Loco “Il Nuovo Ezzelino” per aggiungere, in via del tutto personale, qualche cosa sulla triste vicenda che vede protagonisti, loro malgrado, la comunità della parrocchia Purificazione della Beata Vergine Maria di Romano d’Ezzelino ed il suo Parroco, don Tarcisio Favaron, con particolare riferimento agli articoli apparsi a più riprese sulla stampa locale ed ultimamente anche sul numero di giugno dell’organo ufficiale di codesta benemerita Pro Loco, che parlano senza mezzi termini di un “paese spaccato”, di “contestazione del parroco” di “pretesto per altri scopi” di Guelfi e di Ghibellini, di parroco “sfiduciato”.

Chiarisco subito che non ho alcuna intenzione di fare altre polemiche, ma intendo affermare come sono andate veramente le cose, sottoponendo all’attenzione dei lettori una diversa realtà ed alcune riflessioni; una versione dei fatti accaduti diversa da come è stata rappresentata nei citati articoli di stampa. Poi, sia quel che sia: chi ha orecchi per intendere, intenda! Io sono uno di quegli “abitanti di paesi vicini che vengono a Romano per ascoltare la parola di don Tarcisio” ed ho aderito con tutto il cuore e l’anima alla lettera recapitata nel marzo del 2010 (cioè ben quindici mesi or sono) al Consiglio Pastorale ed al Parroco e che oggi (dopo ben quindici mesi) viene strumentalizzata, evidentemente, da chi all’epoca non l’ha né compresa né, tanto meno, gradita e digerita. Qualche domanda ai soliti “benpensanti” che sostengono che il Parroco se ne va per colpa dei “contestatori”, secondo la malsana teoria per la quale i “48 parrocchiani”, promotori della famosa lettera sarebbero il partito contro don Tarcisio. Così non è. È lecito che in una comunità parrocchiale un gruppo che non è d’accordo con l’andamento della Parrocchia possa rivolgersi accoratamente ed in tutta semplicità all’organo di governo della Parrocchia esprimendo il proprio parere e chiedendo motivati cambiamenti? A chi altro avrebbe dovuto rivolgersi? Quali mezzi spettacolari avrebbe dovuto invece adottare? Nei normali rapporti tra persone e, tanto più, in ambito parrocchiale, nella Famiglia delle famiglie, è lecito fare presente il proprio diverso parere e chiedere di discutere dell’avvenire della propria Parrocchia o no? E cosa vi aspettereste dal Consiglio Pastorale, che dovrebbe avere, oltre a tutto il resto, soprattutto il Vangelo come guida al suo operare? Che vi convocasse, credo, che vi ascoltasse, che sentisse cosa avete da dire, cosa propo-

nete, quali idee vi frullano per la testa! O mi sbaglio? Ma non è proprio questo che tutti, in ogni ambito, ed a maggior ragione in Parrocchia ci si dovrebbe aspettare? Questo è avvenuto? Qualcuno si è preso la briga di ascoltare, di sentire, di riflettere, di discutere, di accogliere? Non mi pare. Ma il Consiglio Pastorale non è forse nato perché tutti i parrocchiani contribuissero secondo i talenti di ciascuno alla conduzione ed alle attività della Parrocchia, affiancando e sostenendo il loro Parroco, sotto la sua illuminata guida? O forse qualcuno pensa che le varie funzioni affidate al Consiglio Pastorale siano attribuzioni personali, ambiti dove ciascuno possa liberamente agire, esercitando poteri che non gli competono? Un’ultima domanda che riguarda il penosissimo modo in cui è stata trattata questa triste vicenda: come mai una lettera inviata al Consiglio Pastorale ed al Parroco finisce sul giornale, diventa di dominio pubblico? I membri del Consiglio non sono forse tenuti alla riservatezza che il loro ufficio impone? Non dovrebbe esserci un segreto che tuteli la delicatezza degli argomenti che investono il Consiglio Pastorale? Oppure dobbiamo pensare che qualsiasi cosa si tratti in Consiglio sia destinata a finire sulla bocca di tutti, travisata come sappiamo sempre accade quando qualche cosa passa di bocca in bocca, e che finisca in pettegolezzo ed in mormorazione? Qualcuno molto addentro agli ambienti della Parrocchia, venendo meno ai valori cristiani, ha montato un caso sul nulla, mettendo alla gogna i firmatari della lettera, il Consiglio pastorale, il Parroco e la comunità parrocchiale stessa. Ma dove sono finiti la lealtà, la sincerità, la franchezza, la carità, la prudenza, l’intelligenza e l’amore? Un gruppo di persone mette nero su bianco il suo punto di vista e chiede di apportare modifiche sensibili all’andamento delle cose e cosa ottiene? Dopo quindici mesi è indicato come il contestatore del Parroco, come quello che

lo sfiducia, come la causa del suo abbandono! Non solo, ma adesso è anche accusato, secondo G. Bontorin, di non aver voluto un “confronto diretto che avrebbe potuto calmare gli impulsi” (sic!). Ma se è proprio questo confronto che è stato espressamente richiesto! No! Non è giusto che succeda questo! Così viene perpetrato un grave torto alla comunità parrocchiale tutta! E soprattutto a quella parte che orgogliosamente e in spirito di Verità ha preso il coraggio di dire quello che pensa, ben sapendo di pestare i piedi a qualcuno che avrebbe mal tollerato. Come disse un saggio: quando sul cruscotto dell’automobile si accende una spia rossa, il guasto in atto non dipende certo dalla spia, ma dalle condizioni del motore! Un’ultima precisazione: ad onor del vero, in tutta questa vicenda don Tiziano Dal Soglio non c’entra proprio; e chi vuole utilizzare la sua persona e la sua opera per questi scopi, evidentemente è fuori strada e con tutta probabilità non vuole guardare la realtà per quello che è e prenderne atto. Bisogna invece rendere onore al merito! Don Tiziano, appena ha avvertito che in seno alla comunità parrocchiale si stava sviluppando un dissidio che causava profondo turbamento e dolore soprattutto al Parroco, con grande coraggio, con molta sofferenza ed in accordo con don Tarcisio, ha preso l’estrema decisione di allontanarsi dalla Parrocchia, proprio per non essere considerato lui la causa di tanto patimento; ed infatti, il “problema” è stato fatto “esplodere” ad arte ben un anno e mezzo dopo che lui ha volontariamente rinunciato al suo incarico presso la Parrocchia di Romano. Infine, se qualcuno avvertisse la necessità di accertare quello che sostengo, si procuri la lettera famosa in versione integrale (ormai non c’è più alcuna riservatezza da osservare), la legga e giudichi in cuor suo se c’è in essa una sola parola che possa essere contro il Parroco o se, invece, in essa non si richieda con tutta umiltà, disponibilità e coraggio un radicale cambiamento di pensiero e di azione. Grazie.


Il Nuovo Ezzelino Settembre 2011

APPUNTAMENTI - PAG. 17

La morte di Ezzelino

Mocellin Sergio G.

Nel castello di Soncino sta il Signore da Romano, pensa all’ultima battaglia presso il ponte di Cassano. Stretto in ceppi, ancor temuto, con l’orgoglio del guerriero già ha deciso la sua sorte, non vivrà da prigioniero.

E di notte nella torre, mentre l’Adda scorre piano, lenti tornano i ricordi nel castello di Romano, quando giovane a cavallo, l’elmo in testa e l’armatura, con la scorta e il padre accanto percorreva la pianura.

Sui nemici uno sparviero, come folgore veloce, in battaglia temerario, e per fama il più feroce. Ha vissuto in tempi oscuri, per usbergo il suo valore, dalla sorte ha preso e dato pari gloria e ugual dolore.

Non potrà chinar la fronte a chi un tempo l’ha servito, non vivrà per il trionfo di chi un giorno l’ha tradito. Strappa impavido le bende fiero in cuor del suo destino, perché sa che anche da morto resterà sempre Ezzelino.

Visitava i suoi manieri, conosceva la sua terra, e dal padre e gli scudieri imparava a far la guerra. E cullava forse il sogno di un’ Italia non per bande: ma era un sogno ancora acerbo, quasi un sogno troppo grande.

Poi svaniscono i ricordi e si spengono lontano, e ai rintocchi dell’aurora muore solo il da Romano. E anche adesso ogni otto giorni nel castello di Soncino suona ancora una campana nel ricordo di Ezzelino.

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Ciao, Suor Caterina! Il Nuovo Ezzelino Settembre 2011

I tuoi nipoti

NOTIZIE IN BREVE - PAG. 18

Suor Caterina Andolfatto ci ha lasciato. È rimasta in India, perché la sua salute non le ha permesso di ritornare. Lascia due fratelli e tre sorelle. È stata ricordata nel suo paese natale, Romano, con una S. Messa e salutata dai nipoti con questa lettera: Carissima zia Suor Caterina, tu amavi tantissimo ricevere le nostre lettere e proprio così vogliamo salutarti. Se pensiamo a te, la prima immagine che ci viene in mente è il dolce dondolio del tuo capo e il tuo sorriso quando dicevi “Sì…Sì…”. Avevi acquisito proprio il modo di parlare della gente di quella terra che hai tanto amato, così tanto amato da volerci rimanere anche dopo la tua morte: l’India. Ricordiamo quando nelle tue lettere, nelle telefonate o nei tuoi racconti quando tornavi a Romano, ci parlavi sempre sorridendo della difficoltà di vivere in un Paese così diverso dal nostro, ma il tuo volto si velava di tristezza se l’argomento era la povertà di quella gente. Sì, perché tu prima hai sempre pensato agli altri e poi a te stessa. Come quando ricevevi un pacco e il contenuto lo distribuivi a chi ti stava vicino: quante volte ci hai ringraziato per quello che ti abbiamo spedito, ma sai, zia, siamo noi che ti dobbiamo ringraziare! Grazie per averci insegnato ad accorgerci dell’altro e delle sue difficoltà.

Grazie per averci insegnato che il Signore ci è sempre vicino, soprattutto nei momenti difficili. Grazie per averci insegnato il valore della preghiera. Grazie per essere stata per noi un esempio di vita! Vogliamo ora salutarti con alcuni versi della Beata Suor Teresa di Calcutta che tu stessa hai avuto modo di conoscere: “Le opere dell’amore Sono sempre opere di pace. Ogni volta che dividerai Il tuo amore con gli altri, ti accorgerai della pace che giunge a te e a loro. Dove c’è pace c’è Dio, è così che Dio riversa pace e gioia nei nostri cuori.” Ciao, zia!

Ritrovo estivo della “Ciara Stea” I cantori della “Ciara Stea”, si sono ritrovati a luglio per l’annuale momento conviviale. Ospiti dei coniugi Gonzo Giuseppe e Angelina in località Pianelle di Primolano, la foto ricorda quella serata di festa trascorsa assieme, tra canti e allegria. Grazie a questo gruppo di volontari per l’impegno e la passione che costantemente dimostrano in Parrocchia a Romano!

50° di Vittorio Simonetto e Irene Guidolin Il 31 luglio una giornata ricca di emozioni, assieme ai figli e famiglie con parenti ed amici, Vittorio Simonetto e Irene Guidolin hanno festeggiato il loro 50° Anniversario di vita in comune. E così in una lenta e lunga scalinata il tempo è passato!!! Foto: Vittorio Simonetto e Irene Guidolin nel giorno del 50° di matrimonio, con parenti e amici


Il Nuovo Ezzelino Settembre 2011

NOTIZIE IN BREVE - PAG. 19

Ci hanno lasciato

Mario Rosario Petralia 46 anni

Giovanna Maria Contessa Roccolino in Petralia 46 anni

Luigi Simonetto

Vittoria Bordignon

72 anni 7 luglio 2011

ved. Lessio 92 anni 13 luglio 2011

Il giorno 16 luglio in seguito ad incidente stradale nella loro terra natale sono mancati all’affetto dei loro cari

Giovannina Parolin in Dissegna

Vittorio Ferrazzo

Giuliana Crestani

Loredana Basso ved. Bordignon

Teodina Morocutti

64 anni 30 luglio 2011

68 anni 4 agosto 2011

70 anni 5 agosto 2011

68 anni 11 agosto 2011

66 anni 11 agosto 2011

Luigina Bussotti (Gina) ved. Giacoppo

Paolina Maria Zen

Maria Natalina Todesco ved. Carlesso

Giovanni Visentin

Eleonora Garioni

86 anni 23 agosto 2011

80 anni 26 agosto 2011

ved. Longo 87 anni 31 agosto 2011

78 anni 14 agosto 2011

ved. Lunardon 97 anni 19 agosto 2011

Punti rinnovo soci

E’ possibile ricevere il Nuovo Ezzelino, organo ufficiale dei soci sostenitori. La quota associativa è di E 16 per i nazionali e di E 22 per gli esteri.

Sede Proloco Via G. Giardino 77, San Giacomo Uffici Postali, Centri Parrocchiali, Banca di Credito Cooperativo.

Romano Edicola Pirandello, Profumeria Elisir, Tabaccheria e Cartoleria Mirò, Mario Bragagnollo (Moletta), Giovanni Bontorin (pittore), Foto Gastaldello / Arduino, Frutta e Verdura da Silvana.

San Giacomo Edicola Cartoleria Zilio Giovanni, Bar Ca’ Mauri, Bocciofila Ezzelina. Fellette Panificio Bosa, Edicola Cartoleria Brillante, Happy Bar, Trattoria Conte Chantal. Sacro Cuore Speedy Bar (Autolavaggio Scotton).


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