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Sommario Editoriale

3 L’abbraccio di una comunità… Foto di copertina: Dipinto all’interno della chiesetta di Villa Negri.

Luglio Agosto 2009 Mensile di informazione e di cultura della Pro Loco di Romano d’Ezzelino Per la Pro Loco di Romano: Maurizio Carlesso Direttore Responsabile: Dario Bernardi Segreteria: Stefania Mocellin In redazione: Sara Bertacco, Cinzia Bonetto, Maurizio Carlesso, Gianni Dalla Zuanna, Duillio Fadda, Franco Latifondi, Stefania Moccellin, Valeria Orso, Erika Piccolotto, Christian Rinaldo, Silvia Rossi, Maurizio Scotton, Serenella Zen, Giuseppe Bontorin.

Martin

Storia

di Stefan a Frison Frison e Demeno nata il 31 eghi Elena alle ore 1 maggio2009 peso kg 37:52 ,520

4 Ezzelino al potere 14 Storia e valori

Attualità

5 Comunicazioni 8 Non si può non comunicare - Facebook 15 Rimotivare le nostre scelte

Volontariato

6 - 7 La Protezione Civile in Abruzzo

Appuntamenti

9 38a festa del Santissimo nome di Maria 10 - 11 Un abbraccio a tutti

Consigli utili 12 - 13 Il nettare degli Dei Sport

16 I “10 Comandamenti del buon allenatore” 17 Campione di lotta Greco Romana 18 - 19

Notizie in breve

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FILIALE DI ROMANO D'EZZELINO Via Roma, 62 36060 Romano d'Ezzelino (VI) Tel. e Fax 0424 514112


Il Nuovo Ezzelino Luglio Agosto 2009

EDITORIALE - PAG. 3

L’abbraccio di una comunità... Un piccolo ma importante pezzo di storia è diventato il nostro passato. Sabato Maurizio Carlesso 25 luglio, tra poche valigie e qualche pacco, le nostre amate suore di Romano sono tornate alla loro Casa Madre. Hanno lasciato un senso di vuoto in chi le conosceva, un affetto crescente si evidenziava, minuto dopo minuto, per questo angolo di storia che non potrà ripetersi giorno dopo giorno così come avveniva da tantissimi anni. Le abbiamo incontrate qualche minuto prima della dipartita da Romano e, Romano per loro come Pro Loco, abbiamo pensato di riportare anche è per sempre nel cuore noi, tutto l’affetto nostro come Comitato direttivo e e con la preghiera soprattutto dei soci della Pro Loco e dei loro figli. accompagneranno Un piccolo omaggio consegnato loro, ma soprattutto la presenza ed il contesto hanno fatto il resto. È nato un vivace dialogo fatto di ricordi ed aneddoti. Alla fine, minute nei loro abiti bianchi, si sono dimostrate ferme e decise all’osservanza del voto di obbedienza, si sono rimesse serenamente alle decisioni della congregazione ed ora, prima di iniziare una nuova avventura, dove le necessità del mondo le chiameranno, si godranno alcune settimane di vacanza. L’abbraccio che volevamo portare si è rivelato invece il loro abbraccio a tutti noi e per mezzo di noi a voi tutti soci della Pro Loco ed alla comunità intera, al mio sollecito di mantenere un buon ricordo di Romano e della sua comunità, i loro volti si sono rallegrati e con sincera felicità nel cuore hanno esordito dicendomi di stare tranquillo e di riferire che Romano per loro è per sempre nel cuore e con la preghiera accompagneranno tutta la comunità, non ci dimenticheranno mai. L’espressione più bella che avremmo voluto sentire, ben consci che, per loro, quello non era sicuramente un momento particolarmente felice. Una carezza ed un abbraccio da girare a tutta la nostra comunità e poi via verso una nuova avventura, attendiamo di sapere le loro destinazioni per

tutta la comunità, non ci dimenticheranno mai

seguire il loro percorso di aiuto vicino a chi ha bisogno. Grazie per quanto avete potuto fare ad ognuno di noi perché ognuno di noi è stato bambino ed ha avuto le vostre amorevoli attenzioni, anche Romano non vi dimenticherà… buon viaggio.


Ezzelino al potere Il Nuovo Ezzelino Luglio Agosto 2009

Serenella Zen

A. Malatesta, Ezzelino ferito nella battaglia di Cassano d’Adda il 16 settembre 1259. Dipinto conservato alla Galleria Estense di Modena.

STORIA - PAG. 4

nca se ‘l ghe gheva tanto pensà no’l se gheva convinto el Monego fin‘fondo su quaeo dei do fioi darghe ogni metà e ‘l ga combinà aea fine, co un xugo de un secondo!

A Treviso Ezein gavaria dovuo star tranquio in mexo a fameje amike, i da Cavaso co ke altre, e par questo, pa un toco el xe spario drioghe a e so guere so a via de Beun e Feltre.

Tirando su na toea un par de dadi e dandoghe un numero a Vicença e Treviso xe vegnuo fora ke e cità co i so contadi a prima Alberico a seconda Ezein: a sorte ga deciso.

A Padova inveçe i Ezeini propio no ghe piaxeva, tanto da no verghe mai dato a citadinança pa tegnersei pì distante ke a podeva convinta ke ‘l papa co ea gaveçe pì creança.

E robe i primi do ani se gheva meço bastança màe nemici i ghin’eva diversi e qualcun anca grosso el Papa, i Este, el Comun de Padova co e tere tacae… “Pa desfar lu”, i pensava, “tuto queo ke poço!”.

A Verona isteço, co e do façion in guera, e ‘l comun pa sta storia senpre in crisi ma da e do bande da matina aea sera ga meço Ezein podestà, parké i sui pareva pì decisi.

In pì ghe iera (so altri posti) façion de teste calde ke contro i Ezeini trafegava tuto el tenpo e credendose i pì liberi i gh’in provava tante come tuti ke altri pa rivar al potere e… ciaparghe rento!

E rogne pexo però e iera senpre coi Padovani ke tiramoeava co Ezein diverse tère parké neçuni açava là kealtro a farghe dani e tuti voeva del comando e strade intiere!

Siché tra alti e baçi, pa i Ezeini, senpre rabaltamenti finké dal giusto amico e spae i ga vuo cuerte e ai problemi pì groçi i podeva stare atenti parké almanco lu, de rogne ‘l gh’in sparagnava çerte.

Insoma i Ezeini co e xone de canpagna casini no i gh’in eva ma co e cità e i comuni pena nati a jera n’altra storia pa ciapar ben un bel posto pasiença ghe voeva e tanta fadiga pa mantegner a gloria.

Tra Vicença, Baçan, Verona dopo tanti su e xo i xe stai fati de l’Inperator “Protetti” speciai, questo in tel miedoxentoetrentado; e da tuti i xughi sporki, insoma, i xe stati salvai. Ciapemo el caso de Vicença, dove in mexo ai tanti scalmanai dei partiti del vescovo e del conte se gheva indaregà contenti i Da Roman, ke par via dei barufanti i gheva fato su un mucio de xente pa a so corte.


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ATTUALITA’ - PAG. 5

Gianni Dalla Zuanna

Comunicazioni Magia di una sera al palazzetto. Spalti gremiti di gente, clima di festa, servizio d’ordine tranquillo e rilassato, musica e striscioni d’incitamento. Non va in scena un concerto di una rock-star e nemmeno la finale di qualche campionato importante. I protagonisti della serata sono giovani dei nostri paesi, studenti delle scuole superiori che hanno aderito ad un progetto riguardante il nostro territorio. Supportati da maestri qualificati si sono cimentati in un campo a loro sconosciuto, sfidandosi a passo di hip-hop, di salsa e, meraviglia delle meraviglie, di tango. Viene, di primo acchito, un dubbio: non sarà per caso l’imitazione di uno di quei programmi che vanno per la maggiore sulle reti televisive nazionali? Il titolo della manifestazione, “Sballando ballando”, potrebbe dare adito a qualche sospetto, ma per fortuna il vero senso della serata appare chiaro fin da subito. Le immagini proiettate sullo schermo, auto fracassate e lenzuola stese sull’asfalto, e le parole dei presentatori, tra cui un noto ballerino, sono un messaggio ben preciso: “Non serve l’abuso dell’alcool, non servono le droghe, per divertirsi: ci sono modi più tranquilli e più sicuri”. È confortante la risposta che è stata data a questa manifestazione e, speriamo, a questo messaggio. Emozione di un pomeriggio al palazzetto. È in corso la premiazione del torneo di basket per ragazzi “Città di Marostica”. All’ingresso della squadra vincitrice, scoppia un lungo applauso di tutto il pubblico in piedi. I giovani atleti di Roseto degli Abruzzi si guardano attorno, un po’ orgogliosi e un po’ confusi. Loro sono venuti solo per giocare, in maniera eccellente per la verità, a pallacanestro, ma questa ovazione non è riservata alle loro capacità atletiche. Davanti ad uno striscione che recita: “Forza Abruzzo, il mondo del basket è con te” sono diventati gli ambasciatori di una terra che sta giocando una partita ben più importante. Un abbraccio ideale unisce atleti, allenatori, parenti e spettatori perché lo sport può essere un veicolo importante per messaggi sociali.

Bravi gli organizzatori a sotlidarietà, lo sport, l’impegno Sentirai che tuo padre ti e la scuola. Non è sempre tolinearlo e bravi i piccoli è uguale, lo vedrai un po’ vero, dunque, che tra le gecampioni a farlo proprio. folle e un po’ saggio, Curiosità di una sera al panerazioni di ieri e di oggi nello spendere sempre si è scavato un solco invalazzetto. Una rete da pallaugualmente paura e coraggio; volo separa giovani con i licabile, anche se i grandi la paura e il coraggio capelli grigi e, a volte, con ricordano la televisione in di vivere, come un peso qualche chilo in più da seri bianco e nero, mentre i gioche ognuno ha portato, e compunti professori di vani vivono in un mondo di la paura e il coraggio di dire: scuola, per l’occasione in sigle: mp3, blue-tooth, ipod, “Io ho sempre tentato”. pantaloncini e ginocchiere, internet, T.V.B., per dire: “Ti (F.G.) ben decisi a non concedevoglio bene”. È importanti per noi genitori, ed adulti in re nulla agli avversari. È in corso la partita del cuore tra ex-allievi e docenti generale, capire che le formule: “Questo non va del Liceo Scientifico Da Ponte. Sugli spalti si mi- bene, questo non si può fare” non reggono più se schiano mogli preoccupate per le articolazioni dei non accompagnate dalla disponibilità a mettersi mariti, figli che incitano i propri genitori e giovani in gioco anche dal punto di vista pratico. Vivere studenti accorsi ad assistere alle gesta dei propri assieme delle esperienze non è tutto, ma certo è insegnanti. Il risultato in fondo non è così impor- importante per trovare un terreno comune su cui tante e il vero senso della serata lo danno le pa- confrontarci. role del preside: “Vinca il migliore, l’importante è Tutto cambia per restare uguale, basta accettarlo senza presunzione, con umiltà e serenità. Ieri erache vinca la scuola”. Mi piace pensare che esiste un filo nascosto che vamo noi i giovani insofferenti delle regole degli unisce queste iniziative, così diverse tra di loro. adulti, domani toccherà ai nostri figli ricoprire in Mi accorgo che esiste ancora gente convinta che ruolo che recitiamo ora e allora si ricorderanno vale la pena di spendere energie per sottolineare dei nostri sforzi, soprattutto se ci tendiamo recivalori quali l’amicizia, il divertimento sano, la so- procamente una mano per comprenderci.


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VOLONTARIATO - PAG. 6

La Protezione Civile in Abruzzo Sara Bertacco

Alle ore 3.32 del 6 aprile 2009 un violento terremoto di magnitudo 5,8 della scala Richter colpisce l’Abruzzo e gran parte del centro Italia. L’epicentro del sisma viene registrato a L’Aquila dove i danni alle cose e alle persone sono ingenti. È subito emergenza. La macchina dei soccorsi formata dagli uomini della Protezione Civile Nazionale si mette immediatamente in moto e richiama aiuti da tutte le parti d’Italia affinché si intervenga in modo efficace nel disastro, lottanDi notte il freddo si faceva do contro il tempo che passa, su una terra che continua a tremare.

sentire: la temperatura scendeva e dentro le tende si raggiungevano appena i 3 gradi.

La Regione del Veneto dichiara lo stato di allarme e, attraverso gli uffici provinciali, allerta tutte le Associazioni di Volontariato di Protezione Civile presenti sul territorio di sua competenza, richiedendo l’immediata attivazione dei volontari e delle attrezzature eventualmente necessarie per la predisposizione di campi di assistenza nelle zone colpite dal sisma.

Anche la Segreteria del Coordinamento “Brenta Monte Grappa” riceve la segnalazione e già nella serata del 6 aprile stesso si attiva per la formazione di una prima squadra da inviare in Abruzzo. Prontamente rispondono le Associazioni di Romano d’Ezzelino, San Nazario, Solagna e Valstagna che in pochissimo tempo riescono a costituire un gruppo di dieci volontari pronti a partire. Così, alle ore 5 del 7 aprile


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scorso, i volontari si incontrano, con i loro mezzi e le loro attrezzature, prima al casello autostradale di Vicenza ovest e poi a Rovigo, dove era previsto l’ammassamento di tutti i volontari provenienti dalle altre province venete. Da qui, tutti insieme uniti in colonna mobile, si parte verso la destinazione: un gruppo di circa 300 volontari, la mano generosa che il Veneto porge all’Abruzzo. I nostri volontari raggiungono, dopo un viaggio di ben 14 ore, un paesino di montagna, San Felice d’Ocre, provincia de L’Aquila, dove hanno il compito di allestire una tendopoli all’interno di un campo sportivo. Subito si ravvedono le prime difficoltà, dovute al fatto che sul posto mancava praticamente tutto: l’acqua, la corrente elettrica, i bagni, i servizi igienici, il cibo… Di notte il freddo si faceva sentire: la temperatura scendeva e dentro le tende si raggiungevano appena i 3 gradi. La gente del paese, per lo più anziani, non poteva rientrare nelle loro case e aspettava l’arrivo di quegli angeli custodi con la divisa gialla e blu che rappresentavano una sicurezza, una speranza, un sollievo… Dopo questo primo intervento, durato una settimana, l’Associazione di Romano d’Ezzelino ha continuato

VOLONTARIATO - PAG. 7

ad inviare con cadenza quindicinale altri volontari specializzati, coordinati dalla Provincia di Vicenza, al Centro Operativo Misto 4, struttura primaria di emergenza a Pianola (AQ). Da questo campo base i volontari partivano ogni giorno per raggiungere altri paesi limitrofi, distanti anche parecchi chilometri, e lavorare nei campi accoglienza. Ai nostri volontari sono stati affidati i lavori di sistemazione degli impianti idraulici, di installazione, di controllo e di messa in sicurezza degli impianti elettrici nelle tendopoli, necessari alla vita quotidiana degli sfollati. Qualcuno si è anche dedicato alla preparazione dei pasti per gli ospiti delle tendopoli, usufruendo delle cucine da campo e preparando anche fino a 300 pasti al giorno. Dai pensieri di tutti i volontari che hanno vissuto questa esperienza in Abruzzo, emerge la consapevolezza della grande difficoltà ad operare in situazioni di emergenza ma anche lo spirito di solidarietà, forte e vero, che tutti loro hanno saputo offrire alle genti abruzzesi. Quindi, a tutti i volontari che hanno partecipato a questa missione e agli altri che vi parteciperanno nei prossimi mesi, un GRAZIE e un BRAVI davvero!!

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Errata corrige: Nel numero di maggio, tra i componenti della giunta dell’Associazione Volontari AIB e Protezione Civile di Romano d’Ezzelino compare il nome di Todesco Moreno. Il nome corretto è invece Tonin Moreno.

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ATTUALITA’ - PAG. 8

Non si può non comunicare Cinzia Bonetto

Parlare immediatamente di facebook rischierei di fare del moralismo quindi penso che sia importante iniziare da uno degli assiomi principali della comunicazione: non si può non comunicare. Ciò che distingue la specie umana dal resto dei mammiferi è la capacità di comunicare in modo assai complesso. Si comunica sempre e come ben sappiamo, noi esseri umani comunichiamo per informare, per esprimere i nostri pensieri, per dare degli ordini… e il tutto avviene attraverso molteplici canali di comunicazione.

Quando parliamo di comunicazione includiamo anche l’intersoggettività ovvero il rapporto con l’altro; Vigosky diceva che l’io nasce dall’incontro con il tu e la presenza dell’altro può essere anche solo mentale o virtuale. Ciò significa che Il bisogno di comunicare è vitale, è uno scambio reciproco e all’interno dello scambio si intrecciano più storie e si tessono più storie. È importante tenere presente che quando si parla di comunicazione non si pensa solo alla parola, ma a tutto ciò che crea l’uomo e la natura (un’opera d’arte, una dolce melodia, un romanzo, la danza, uno sguardo, un sorriso, il pianto, la terra arida, le montagne innevate…) potrei continuare all’infinito perché noi viviamo dentro alla comunicazione… perché noi viviamo continuamente in interazione. Ma allora ci si potrebbe chiedere: “cosa c’entra tutto questo con facebook”? facebook è comunicazione? Posso ipotizzare che la nascita di questo “salotto virtuale” sia legato ad un bisogno di conoscere, di incontrare, di reciprocità, di con-

frontarsi e di tornare nel passato, visto che nel salottino puoi anche comunicare con il ragazzo che hai conosciuto 15 anni fa durante la tua prima vacanza al mare. L’ho chiamato “salotto virtuale” perché in realtà non si entra totalmente in gioco nella dinamica comunicativa, ma si entra attraverso un “aggeggio”, che fa da filtro..si può dire che in facebook appare la propria identità mediatica? Ma è la nostra vera identità o è un’identità costruita sulla base di un nostro “io” ideale? Sembra che per incontrare l’altro sia necessario prima mettersi in vetrina. Sembra che venga a mancare la spontaneità comunicativa. Pensare che facebook sta diventando il social network più popolare d’Italia sebbene non abbia un funzionamento poi così semplice ed immediato. Facebook è uno strumento multifunzionale e multimedia. Consente di inviare messaggi privati agli altri utenti, come un servizio email. Di scrivere post, come un blog. Di caricare video, foto, file audio. Di chattare. Di ritrovare amici e compagni di classe.

Non “estremizzo” la condanna di questi nuovi canali: sono ottimi per il lavoro e per farsi promozione artistica. Riguardo a tutto il resto, ben vengano le care, vecchie e-mail…” Riporto qui sotto un articolo di Caviglia. Egli scrive: “Se c’era una cosa che neanche Internet aveva intaccato, era la possibilità di fuggire dal proprio passato. Crescendo, tutti si lasciano alle spalle l’ex compagno di classe violento, o la ragazzina che ti dava il due di picche: persone che, quando si diventa adulti, si ricordano con un misto di liberazione e nostalgia. Ma ecco arrivare Facebook, che con il suo carico di innovazione entra nella tua vita privata, catapultandoti nel passato. Appena ti iscrivi, e dopo solo un paio di click, sei già proiettato a 10, 20, 30 anni prima. Incontri facce e volti che hai giustamente depennato, ricordando momenti dimenticabili che il cervello – organo notoriamente intelligente aveva provveduto a cancellare. E così ti ritrovi, in una settimana, con 250 “amici”, tutte persone che per strada neanche saluti (perché non le riconosci). C’è gente che ha più di mille “amici”, e ti chiedi perché passa tutte le sere al pc”. (Massimo Caviglia - DNews del 16 ottobre 2008) Sicuramente facebook è uno strumento che ti permette di socializzare con persone nuove e ben venga la possibilità di comunicare con l’amico lontano, ma il problema emerge quando questo “salotto virtuale” diventa l’unico mezzo che la persona utilizza per incontrare l’altro, trascurando il dialogo che si potrebbe avere con il collega, che in questo momento sta lavorando vicino a te o con la sig.ra che ti abita sotto casa o con il vecchietto che incontri al bar ogni mattina… e che fai finta di non vedere perché non hai la forza di dialogare, dopo aver passato una nottata su facebook. La normalità non sta nell’eliminare la “cosa”, ma nell’utilizzarla con moderazione, dovrebbe diventare parte integrante di altri mezzi comunicativi.


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APPUNTAMENTI - PAG. 9

38a Festa del Santissimo Nome di Maria Il programma:

Mercoledì 2/09

Sabato 12/09

(confermata visto il grande successo dell’anno scorso) ore 20.00 Cena di apertura su prenotazione a base di baccalà a cura degli chef Massimiliano Trento e Damiano Bontorin. ore 22.00 Concerto dei Folk 2000.

ore 21.00 Cuccagna della classe 1991. ore 21.30 Serata musicale con l’Orchestra Gianni Dego.

Giovedì 3/09

Domenica 13/09

ore 21.30 Concerto degli Icebreakker AC/DC Tribute Band.

ore 12.00 Pranzo Comunitario. ore 14.30 Concerto dell’Associazione Musicale Symphoniae. ore 21.30 Serata musicale con l’Orchestra Mirage Stand enogastronomico con specialità di pesce, carne, bruschetteria, primi piatti, birre di ottima qualità ed enoteca con vini del Friuli, Veneto e Trentino.

Sabato 5/09

Mercoledì 9/09

ore 20.00 Cena degli Anziani. ore 21.30 Concerto dei The Soul Finger.

Venerdì 4/09

ore 16.00 Torneo di calcio balilla. ore 21.30 Serata musicale con l’Orchestra California.

Domenica 6/09 ore 12.00 Pranzo con i partecipanti alle attività estive organizzate dalla parrocchia. ore 21.30 Serata musicale con l’Orchestra Marco e i Niagara.

Mercoledì 9/09 ore 20.00 3° Concorso Musicale per giovani band. ore 22.30 Concerto dei Mutual Joist vincitori della seconda edizione.

Giovedì 10/09 ore 21.30 Concerto dei Divina.

Venerdì 11/09

ore 21.30 Concerto dei Velvet Dress U2 Tribute Band.

Solo panini caldi, bruschette, birre, enoteca. Nei locali del centro parrocchiale: Mostra di pittura a cura del Maestro Giulio Carandente, mostre di bonsai, granchi, fossili, velieri, pesca di beneficenza, mercatino equo-solidale.

Il programma religioso: Domenica 6/09 ore 10.00 S. Messa con la presenza dei partecipanti ai camposcuola estivi e dei loro familiari.

Venerdì 11/09 ore 19.00 S. Messa e processione con l’immagine della “Madonna dei Boschi” all’oratorio di Villa Negri, presieduta da don Fabrizio Tessarolo.

Domenica 14/09 ore 10.00 S. Messa cantata. ore 16.00 Raduno presso l’oratorio di Villa Negri per partecipare alla processione con l’immagine della Madonna verso la Chiesa, presieduta da Mons. Danilo Serena.


Un abbraccio a tutti Il Nuovo Ezzelino Luglio Agosto 2009

Suor Adele (Superiora), Suor Flaminia, Suor Giustina Credo di sentire una forte emozione nel giungere a Voi con questo scritto. Avremmo voluto chiuder il nostro impegno in modo silenzioso e riservato ma forse non è corretto né nei vostri confronti né nei confronti di tutte le persone che ci hanno voluto e ci vogliono bene. Questa occasione di saluto diventa per noi e per la Comunità di Romano un segno di grande stima e di grande affetto vicendevole. Ciascuno di voi sa tutto di noi e la nostra presenza qui a Romano da quasi ottant’anni ci ha permesso di conoscere e apprezzare la vostra attenzione e la vostra premura nei confronti di noi e soprattutto dei nostri bambini che in tutti questi anni sono stati numerosi. Giunge per tutti il momento di accogliere

APPUNTAMENTI - PAG. 10

anche ciò che il cuore fa fatica ad accettare. Inutile dire che il distacco, per tutte noi, è un’esperienza di grande fatica, del resto, una parte di noi suore della Presentazione, l’abbiamo passata qua a Romano per dare forza a dei valori cristiani, umani, educativi: occorre amare sempre, amare la vita di tutti e come essa si presenta in forme a volte diverse da come ci si aspetta. Abbiamo lavorato con impegno, dato tutte noi stesse, non risparmiando nulla, né tempo né costanza, né fatica; ma tutto ciò l’abbiamo vissuto con gioia, con la convinzione che il Signore ci chiede molto ma pure ci dona molto. Se partire è un po’ morire, vorremmo dire alla cara comunità di Romano che ciascuna di noi, superato il momento assai duro di passaggio, conta di poter mettersi in pista di nuovo, là dove i nostri superiori lo vorranno; abbiamo ancora tanto desiderio di poter renderci di-

sponibili e utili. Grazie per la vostra personale cortesia, collaborazione che avete usato in tutti questi anni nei nostri confronti. Se la nostra presenza e in nostro impegno in questi anni ha saputo risvegliare nella comunità qualche valore cristiano e stimolare qualche impegno, siamo grate al Signore. In quanto a noi, ci sentiamo parte viva di questa comunità di Romano di cui porteremo il ricordo scritto nel cuore la cui riconoscenza il tempo non potrà mai cancellare. Noi ritorniamo dove siamo partite tanti anni fa, rivedremo le nostre consorelle e siamo pronte a girare pagina e a metterci, come sempre, a totale disposizione dei nostri superiori. L’obbedienza è ancora una virtù. Grazie di tutto e grazie a tutta la Comunità. Un abbraccio a tutti.


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Francesca Filiaci

Assessore alla Cultura A nome del Sindaco e dell’amministrazione desidero esprimere tutta la riconoscenza e la gratitudine alle nostre Suore. La consolidata presenza di questo ordine, nella parte del territorio di Romano Alto, ha rappresentato per tutti gli abitanti una presenza significativa ed un sicuro punto di riferimento. All’interno della scuola materna, impegnate nell’educazione dei più piccoli, come insegnanti e dirigenti, hanno costituito un valore aggiunto, contribuito alla formazione, non solo dal punto di vista religioso, ma anche scolastico e soprattutto morale. Per i bambini sono state un punto fermo, contribuendo a rendere meno traumatico il naturale distacco dall’universo materno, attenuando il delicato passaggio dal mondo familiare a quello sociale. A loro va il merito di aver contribuito, affiancando i genitori, alla prima educazione religiosa, insegnando anche ai più piccoli preghiere, canti e soprattutto la gioia della condivisione. Oggi la loro partenza rappresenta una grossa perdita, per i valori che hanno saputo trasmettere, ma anche più semplicemente perché saremo privati della loro presenza, difficilmente sostituibile. A nome mio personale, esprimere solo gratitudine e riconoscenza non sarebbe un modo corretto e sufficiente per esternare ciò che provo in questo momento. Se ne va una parte della nostra famiglia, quella che ha contribuito alla crescita della comunità di Romano. A loro sono legata in modo particolare, a me, che senza famiglia vicina, hanno offerto tutto, il loro tempo, il loro affetto, la condivisione di ogni problema, ed un riparo sicuro e braccia materne a cui affidare un figlio. Un ricordo va necessariamente anche a Suor Anna e Suor Domenica che ci hanno lasciato, ma che sono state un simbolo per la loro laboriosità. A tutte loro che ho personalmente conosciuto, ma anche quelle che le hanno precedute, va un forte abbraccio, nella consapevolezza che ciò che abbiamo ricevuto, è un grande insegnamento che rimarrà scolpito nei nostri cuori. Grazie Suor Adele, Suor Giustina, Suor Flaminia.

APPUNTAMENTI - PAG. 11

Andrea Vivian

Vice Presidente Consiglio Parrocchiale A nome del Consiglio Pastorale Parrocchiale voglio dire grazie anzitutto a Dio per il dono alla chiesa della Congregazione delle Suore della Presentazione di Maria Santissima al Tempio; poi alla congregazione stessa per aver accolto l’invito in quel lontano 1930 ad essere presente nella nostra comunità ed infine a voi, Suor Adele, Suor Flaminia e Suor Giustina e a tutte le consorelle che vi hanno preceduto per il servizio che avete svolto in tanti anni. Con dedizione e tanto amore avete fatto crescere generazioni di bambini nella scuola materna donando loro il vostro tempo e soprattutto un esempio di vita. Assieme a Gesù Eucarestia avete portato una parola di conforto ed un sorriso agli ammalati ed anziani e tanti bambini e ragazzi hanno potuto conoscere e comprendere la Parola di Dio grazie al servizio di catechesi che avete prestato. Con umiltà avete contribuito nella Liturgia collaborando con i vari sacerdoti che si sono avvicendati nel tempo spendendovi in tanti servizi visibili o meno. Grazie anche per tutte le vostre preghiere che sono salite a Dio per le persone della nostra parrocchia. Vi ringraziamo, infine, per quanto non a nostra conoscenza avete fatto per noi nel silenzio e senza clamori. A noi come comunità cristiana spetta ora un compito importante: a partire dalla testimonianza che avete saputo dare con la vostra vita, riuscire a continuare i servizi nei vari ambiti pastorali ne quali avete operato. Il Signore attraverso il Suo Spirito continui ad accompagnare voi, ovunque siate chiamate ad operare, e aiuti la nostra comunità ad aver fiducia nella Sua presenza anche quando gli eventi della vita possono umanamente far pensare diversamente. Il Vangelo di oggi ci incoraggia in questo caso: Gesù è nella barca con noi e non ci lascia mai soli. Ancora grazie di cuore e buon cammino, con la certezza che, sebbene tra poco su strade diverse, stiamo tutti camminando nella stessa direzione.

Noi ritorniamo dove siamo partite tanti anni fa, rivedremo le nostre consorelle e siamo pronte a girare pagina e a metterci, come sempre, a totale disposizione dei nostri superiori. L’obbedienza è ancora una virtù. Grazie di tutto e grazie a tutta la Comunità. Un abbraccio a tutti.

Bruno Farronato

Vice Presidente Scuola dell’Infanzia Carissime Suore, dopo tanti anni di impegno e collaborazione con le varie religiose che si sono succedute negli anni, è doveroso, da parte mia, esprimere, sia pure con tanta amarezza, un grazie sincero che parte dal cuore. In tempi in cui a Romano si viveva in tanta povertà voi ci avete aiutato, educando tante generazioni di bambini con la scuola materna e il catechismo e formando tante ragazze per la loro vita. Ricordo pure i disagi per il terremoto del 1976 che ha danneggiato la vostra abitazione. Avete aiutato la chiesa e i nostri sacerdoti con tanta dedizione e amore. La vostra presenza in tutti questi anni è stata importante per la nostra comunità parrocchiale. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà che ci sono oggi per le vocazioni religiose. La gente di Romano ha sempre voluto bene alle suore. Rimangono sempre con noi, come ricordo della vostra presenza, le spoglie mortali di due grandi suore: Suor Egidia e Suor Domenica. La loro presenza è stata la più lunga, più di trent’anni ciascuna! Alle suore attualmente presenti va la nostra gratitudine per il servizio reso in questi ultimi anni. Ringrazio pure madre Genesia per l’impegno costante per la diffusione della vostra congregazione in tanti paesi del mondo. Grazie ancora.


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CONSIGLI UTILI - PAG. 12

Il nettare degli Dei Erika Piccolotto

La storia del miele affonda le sue radici millenni prima della nascita di Cristo. Il miele era conosciuto ancor prima dell’ape, per questo si pensava che il miele fosse qualcosa di sacro. Verosimilmente per gli antichi greci era considerato il nettare degli Dei: riferimento molto presente nella letteratura antica, anche se il nome più utilizzato del miele era ambrosia. Le prime civiltà pensavano che il miele derivasse da un pulviscolo con proprietà magiche che vagava nell’aria e che venisse raccolto direttamente dai fiori su cui cadeva. Virgilio lo chiamò dono della rugiada.

Durante le cerimonie nuziali veniva offerto in dono come cibo e spalmato sulla soglia di casa della nuova coppia. Oggi si usa ancora il termine “luna di miele” per intendere il primo periodo di convivenza.

Il miele non era utilizzato solo come alimento. Gli Egizi, per esempio, lo usavano soprattutto per curare i disturbi digestivi e per realizzare unguenti che servivano a medicare le ferite, nelle tombe dei defunti venivano messi vasi di miele per accompagnarli nell’aldilà. I sumeri invece lo preferivano in cucina: andavano ghiotti di focaccine fatte con farina, sesamo, datteri e miele. I greci lo utilizzavano nei riti di propiziazione e magia, soprattutto quelli legati alla prosperità, all’abbondanza e all’amore. Per loro il miele era legato indissolubilmente alla vita. A ogni neonato veniva offerto miele come benvenuto e lo si somministrava i primi giorni di vita in modo che il bambino crescesse sano e robusto, durante le cerimonie nuziali veniva offerto in dono come cibo e spalmato sulla soglia di casa della

nuova coppia. Oggi si usa ancora il termine “luna di miele” per intendere il primo periodo di convivenza, cioè quello più dolce e bello. Nell’Odissea si legge che “il corpo di Achille fu raccolto in vesti divine, profumato, lavato con preziosi unguenti e cosparso di miele”, grazie alle ottime capacità di conservazione il miele veniva anche utilizzato per imbalsamare i cadaveri. I romani infine ne importavano grandi quantitativi da Creta, Cipro, Malta e Spagna per utilizzarlo come dolcificante, nella produzione di birra e idromele, ma anche come conservante alimentare. Solo a partire dal XVIII secolo sì inizia ad accostare il miele all’ape. Oggi l’apicoltura è più un hobby che una professione e il miele è diventato di uso comune, sta perdendo la magia che possedeva un tempo.


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Per capirne meglio gli usi, le proprietà e la laboriosa trasformazione da polline a prezioso nettare, siamo andati a incorare il Prof. Fantinato Giuseppe, di professione Preside, nella sua Apicoltura. Uomo di valori, che ama le tradizioni, il vivere sano e in particolare le api, che lui definisce “sentinelle dell’ambiente”. “Quando l’ambiente è molto inquinato, le api sono le prime a morire, è una sorta di allarme”, ci spiega Fantinato. “Negli ultimi tempi muoiono sempre più api, non fanno ritorno nelle loro casette, perdono il senso dell’orientamento. Questo fattore è molto preoccupante, da non sottovalutare.” Lei ha fatto della sua passione per le Api anche un’attività, sebbene il suo vero lavoro sia un altro. Ha trasformato la sua vecchia casa nativa in fattoria didattica, organizza visite per le scuole e percorsi tematici anche sul Monte Grappa. Come ha avuto inizio tutto questo? Nella mia famiglia è sempre esistita la passione per le api, da oltre 100 anni pratichiamo l’apicoltura come attività. Anche mio padre era apicoltore, sono cresciuto in una casa contadina imparando ad amare gli animali, a portar loro rispetto, sono stato educato al contatto con la natura. La scelta di mantenere viva questa tradizione è avvenuta in modo naturale. E’ necessario educare i giovani a una sana alimentazione, insegnar loro che in natura ogni essere vivente ha una sua importanza e per questo va rispettato, questi sono stati i pensieri che mi hanno dato l’idea di trasformare l’apicoltura in centro di educazione ambientale attivando una fattoria didattica. Sono le api mellifere che producono il nettare da cui è ricavato il miele. Ci può spiegare brevemente com’è costituito un alveare e quali sono i ruoli all’interno di esso? Generalmente un alveare è composto dall’Ape Regina, che vive in media dai 3 ai 4 anni, da circa 300 fuchi, presenti solo in primavera e in estate e da 40 - 50 mila operaie che si riducono a 4 - 5 mila nei mesi freddi. La Regina è il cervello della società, con l’odore che emana stimola le diverse attività delle api operaie. Inoltre, ha l’importante compito di

CONSIGLI UTILI - PAG. 13

deporre le uova. I fuchi, che scherzosamente definisco “pelandroni” servono solo per la fecondazione delle uova, una volta terminato il loro lavoro muoiono dopo qualche giorno. Le operaie, come indica anche il termine, sono le vere lavoratrici. Quando sono piccole, puliscono le celle, alimentano le future api e, in età matura, escono per bottinare. Cioè escono per cercare il nettare sui fiori? Esatto. Stimolate dalla Regina, le operaie escono per procurarsi il cibo di cui sono ghiotte. Raccogliendo il nettare di fiore in fiore accade che, durante il viaggio, le api facciano cadere un po’ di polline sui fiori: è grazie a questo importantissimo processo, chiamato Impollinazione, che avviene la fecondazione dei fiori, da cui poi nasceranno i frutti.

Il suo ruolo nell’apiario qual è? Il mio lavoro consiste nel seguire le api affinché non siano colte da malattie, a prevenire le sciamature foreste, inoltre predispongo i favi, dove le api depositano il miele e in seguito lo raccolgo. La raccolta del miele avviene manualmente, i favi sono opercolati cioè chiusi da un tappo di cera, è necessario perciò togliere questo “tappo” e far fuoriuscire il miele attraverso lo smielatore. Terminato questo processo, il miele viene convogliato nei maturatori dove viene filtrato da residui di cera, pezzetti di ape o qualsiasi altro materiale accidentalmente finito nel miele. Terminata l’operazione di smielatura, il miele è pronto per essere invasettato. Il miele fa bene al nostro organismo. Si dice abbia proprietà curative… Il miele fa bene, previene le malattie, ma non è una cura. Ogni miele ha proprietà differenti. Quello di Acacia è particolarmente indicato per i diabetici leggeri, il Castagno fa bene alla circolazione sanguigna e alla pressione. Il tiglio è un prezioso calmante e rilassante mentre il millefiori di alta montagna è un ottimo alleato per prevenire la tosse.

Una volta raccolto il nettare le api tornano nell’arnia e poi cosa succede?Come avviene la produzione del miele? Già durante il viaggio di ritorno, nel gozzo dell’ape avviene il primo processo utile alla produzione del miele: si forma un enzima che ha la proprietà di scindere il saccarosio in glucosio e fruttosio che si aggiunge al nettare formando una reazione chimica che dà glucosio e fruttosio. Giunta nell’alveare, l’ape rigurgita il nettare ricco d’acqua che deve poi essere disidratato per assicurarne la conservazione. Le bottinatrici lo depongono poi in strati sottili sulla parete delle celle, mentre le operaie ventilatrici mantengono una corrente d’aria costante che provoca l’evaporazione dell’acqua. Poi il miele viene immagazzinato in altre celle che, una volta piene, vengono sigillate cioè opercolate.

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Cos’altro si ottiene dalle Api? La Pappa Reale, per esempio, ha proprietà veramente miracolose, è un potente integratore alimentare ed energetico contro l’affaticamento, l’intossicazione, l’ipertensione e l’insonnia. Lo consiglio anche a chi soffre di disturbi intestinali. E’ il cibo di cui si nutre la Regina. Poi c’è la Propoli, la sostanza resinosa che le api lasciano nell’ alveare, è un antibatterico e ha proprietà antibiotiche: viene particolarmente apprezzato per il mal di gola, 2-3 cucchiaini di propoli presi costantemente prevengono i malanni di stagione alle vie respiratorie. La cera, prodotta dalla secrezione delle ghiandole ceripare delle api è utilizzata per la produzione e il rinnovo delle favi, talvolta in cosmetica e per la produzione delle candele. Un’altra mia produzione è la crema alla calendula: il fiore, dalle proprietà antinfiammatorie, viene mescolato con cera, essenza di limone e olio d’oliva, grazie a questo mix si ottiene un’ ottima crema lenitiva contro la foruncolosi e le scottature.

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STORIA - PAG. 14

Storia e valori Alpini San Giacomo

Dedicare del tempo ai nostri ragazzi, per parlare della storia e dei valori che hanno fondato l’Europa e il nostro paese, non è solo un dovere della scuola o dei genitori, ma diventa dovere anche per quelle associazioni le quali, attraverso varie forme di volontariato, vivono quei valori. Noi alpini non ci sentiamo esclusi e già da un paio di anni ci siamo lasciati coinvolgere dalle scuole in iniziative che vanno in questo senso. Ed è così che nella primavera scorsa con il supporto logistico degli Alpini di Marostica e Canove, abbiamo accompagnato le classi quinte di S. Giacomo in Ortigara per due giorni e poi in cima Grappa insieme ai compagni di quarta, non senza far precedere le uscite da tre incontri per far conoscere meglio la storia di quei luoghi che si andavano a visitare.

Le quinte grazie alle maestre, hanno avuto l’opportunità di visitare anche la mostra di Pasquale Corti sulla ritirata di Russia. Inoltre hanno partecipato con altri ragazzi, le loro famiglie e i nostri gruppi alpini, a Cavriago di Reggio Emilia all’inaugurare del monumento in ricordo del generale Luigi Reverberi, il quale rifiutò di abbandonare i suoi alpini per mettersi in salvo, e in testa alla sua brigata, la Tridentina, sfondò a Nicolajevka. Salvò così 30.000 soldati italiani e altri 10.000 soldati di varie nazionalità destinati a morire assiderati se fossero rimasti fuori dalla cittadina e quindi esposti a temperature che sfioravano i 49 gradi sotto zero. Anche con le scuole medie c’è stata una collaborazione, consolidata nell’aprile scorso con il coinvolgimento di tutti i ragazzi in una mattinata che ci ha visti partecipi attraverso tre momenti. Il primo con Fabrizio della protezione civile dell’ANA che ha parlato dell’operato degli alpini oggi nel mondo

del volontariato, (ultimo impegno proprio l’Abruzzo), il secondo con Pasquale che attraverso il suo racconto ha fatto loro comprendere l’importanza della pace e il ripudio di qualsiasi guerra e forma di violenza, il terzo con Gianfranco che partendo dalla fine del primo conflitto, ha parlato di come si è arrivati al secondo e quindi al 25 aprile. Attraverso questo percorso si è cercato di far comprendere l’importanza della propria formazione culturale attraverso lo studio, la ricerca e il ragionamento, anche con l’utilizzo corretto dei moderni strumenti come internet, per non cadere negli errori del passato o nelle mani di messaggi che di valori non ne trasmettono proprio. Per finire, alcune foto in bianco e nero della ritirata di Russia e altre delle guerre in corso, sono state spunto di commenti e riflessioni sui valori citati prima. A onorare l’incontro c’è stata inoltre la partecipazione del presidente della sezione di Reggio Emilia che abbia-

mo conosciuto a Cavriago, di Ivo Castellani e del direttore de “L’Alpino”, Vittorio Brunello. Essendo poi imminenti le celebrazioni del 25 aprile, a cui partecipano le scuole elementari e medie, abbiamo invitato tutti i ragazzi con i loro famigliari, ad una più massiccia partecipazione (anche alla ricorrenza del 4 novembre) per onorare quei morti che con il loro sacrificio ci hanno dato la libertà di cui, fin qui godiamo. L’interesse dimostrato dai ragazzi in queste occasioni ci ha spinti ha dare la massima disponibilità alle scuole per poter dare un po’ del nostro tempo per chi oggi ragazzo, domani dovrà fare scelte da adulto. Vorremo chiudere ringraziando il direttore e le maestre delle elementari di S. Giacomo, la direttrice e i professori delle medie di Romano e Pove per l’ospitalità e l’interesse dimostrato per temi e valori troppo spesso offuscati da chi attraverso vari mezzi di comunicazione, vorrebbe invece cancellare.


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ATTUALITA’ - PAG. 15

Rimotivare le nostre scelte Ciò che ci differenziano non sono mai le cose, la nazionalità o i beni che uno si Suor Amelia Scanagatta trova ad avere, perché lo spirito dell’uomo va ben al di là di tutto questo. Ciò che ci distingue, a nostro avviso, sono quelle scelte che penetrano fin nel profondo dell’essere umano e lo trasforma. Ciascuno di noi vive dentro la storia, e un certo senso fa storia con le sue scelte, con il suo impegno personale e comunitario. Di conseguenza siamo tutti invitati a fare una riflessione sulla possibilità che ognuno di noi sa di essere costruttore della comune vita e quindi ne ha tutta la responsabilità. Ognuno di noi In questo senso ci pare che la strada da percorrere sia quella di dare semè chiamato a dare il meglio di se pre nuove motivazioni e maggiore profondità alla nostre scelte di vita. Questo ci può aiutare a divenire persone che dentro di sé hanno futuro per cui sono lungimiranti sempre aperte alla novità. Non dobbiamo mai dimenticare che la vocazione fondamentale di ogni uomo è quella di collaborare a costruire un mondo più umano, più giusto, più fraterno. Allora una educazione al futuro ci deve coinvolgere tutti e credere che le diversità tra di noi sono ricchezza, per cui è possibile creare insieme nuovi percorsi di vita e di cambiamento. Se poi viviamo accettando il futuro di Dio, dobbiamo anche tenere presente che questo futuro ci chiede, di superare il presente, allo scopo di fare sempre un ulteriore passo in avanti. Questo ci consente di divenire anche più capaci di comunicare e donare vita nel senso di condivisione perché il vero dono non può che essere il frutto di ciò che noi viviamo in profondità. Allora la nostra testimonianza avrà una particolare fisionomia in quanto rispecchia la ricchezza e la verità dei doni che sono propri di ogni persona. Quando siamo fortemente impegnati a rinnovarci nei senso di crescita, sentiamo anche che l’orizzonte della storia ci appartiene per cui la quotidianità dei nostri giorni non può che avere un motivo in più per dare senso e profondità a tutto ciò che viviamo, la continua ricerca di nuove prospettive dobbiamo aver chiara la consapevolezza che niente è dato di assicurarci il traguardo una volta per tutte. Importante è fare una scelta profonda che determini e dia valore a tutte le scelte piccole o grandi che siano. Poi a camminare su questa strada non siamo soli, tutti nella vita abbiamo certamente ricevuto tanto dall’incontro con persone significative, persone che ci hanno regalato qualcosa. di nuovo. Noi pensiamo che la vita di ogni essere umano sia scandita da incontri in cui, più o meno consapevolmente, sia stato

per contribuire a sviluppare idee e progetti finalizzati a migliorare la qualità della vita e della storia del nostro tempo.

possibile ricevere messaggi o energia o comunque qualche cosa che, in qualche modo, abbia potuto ridarci una nuova spinta al cambiamento. Le opportunità della vita non si scelgono, si può però scegliere se coglierle o no. Non sono legate alla fortuna o alla buona stella, ma sono occasioni preziose in cui tutto si gioca nel cogliere la novità che certamente emerge da altri orizzonti. Occorre però mettere in atto la capacità creativa per cui prende senso lo scorrere del tempo e con esso la vita. Il bello della vita non è dato da ciò che verrà ne tanto meno da ciò che è stato, ma dalla novità che ogni presente ha dentro di se. Quando siamo presenti a noi stessi solitamente ci accorgiamo che c’è sempre un qualcosa che può essere perseguito con coraggio e determinazione. La vita può essere capita guardando si indietro, ma deve essere vissuta guardando in avanti con una forza profetica sempre nuova. La cosa importante non è tanto dove stiamo diceva lo scrittore americano Oliver Holmis, quanto in che direzione stiamo andando. In questo andare il tutto di noi si manifesta con la propria vita, nella quotidianità, nei momenti normali e straordinari, ma soprattutto mediante la concretezza de!le nostre scelte. Ognuno di noi è chiamato a dare il meglio di se per contribuire a sviluppare idee e progetti finalizzati a migliorare la qualità della vita e della storia del nostro tempo.


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SPORT - PAG. 16

I “10 Comandamenti del buon allenatore”

Un po’ di psicologia dello sport per migliorare le relazioni e le prestazioni Pellizzari Damiano

Varie ricerche hanno evidenziato quanto i giovani apprezzino l’allenatore che dà importanza non solo al risultato o alla vittoria ma anche al divertimento. Ciò dimostra, ancora una volta come l’allenatore sia una figura determinante nel rapporto tra disciplina sportiva e atleta, diventando un tramite fondamentale sia per “portare a casa i risultati” che per ridurre l’abbandono della pratica sportiva.

Il bravo allenatore dovrebbe tener sempre a mente alcune semplici regole psicologiche: 1

4

Vincere non è tutto, è un obiettivo importante ma non l’unico; lo sport è una palestra di vita.

Successo non è solo vincere ma soprattutto lottare per vincere.

2

5 La motivazione dell’atleta o della squadra va

La sconfitta nella competizione non deve essere vista come un fallimento personale: ciò che non è andato bene non è la persona o la squadra ma la sua prestazione. E’ importante distinguere le due cose soprattutto quando si deve fare una critica costruttiva.

3 Vittoria e successo non sono sinonimi; spesso anche da una sconfitta si può imparare e ottenere qualcosa di positivo… il bravo allenatore sa trovare nella perdita la forza per fare rialzare l’atleta o la squadra.

alimentata attraverso il divertimento. I bambini apprendono di più e meglio attraverso il gioco che è soprattutto piacere di fare qualcosa di bello.

6 La socializzazione, lo spirito di gruppo, la coesione si creano attraverso il dialogo e l’ascolto.

7 L’allenatore è un educatore; non si può scin-

dere il corpo dalla psiche, non si allena il fisico senza allenare la mente. Il bravo allenatore sa chiedere per esempio come vanno gli studi, le amicizie, le relazioni o il lavoro dei suoi atleti.

8

L’allenatore è autorevole, non autoritario, non punisce ma rinforza positivamente. Non fa critiche alle persona ma eventualmente alle sue azioni. Esempio: Non dice “sei un incompetente perché non hai fatto goal” ma “hai sbagliato quel passaggio, forse non eri al posto giusto come ti avevo insegnato, forse non ti sei allenato… tu che ne dici?”

9 Sa parlare alla squadra e al singolo trovando o creando il tempo e il luogo più adatto per farlo.

10

Conosce un po’ la vita privata dell’atleta e ne rispetta sempre la privacy.


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SPORT - PAG. 17

Campione di lotta Greco Romana Eccellente risultato conseguito da Eugenio Calsamiglia che si è piazzato al terzo posto italiano, dopo Gira Saverio, studente di Messina, e Beretta Davide di Torino, ai campionati nazionali universitari. A Lignano Sabbiadoro si sono svolte le finali di lotta Greco Romana e lo studente ventenne, iscritto alla facoltà di Economia di Ca’ Foscari, era stato selezionato per rappresentare il CUS (centro universitario sportivo) di Venezia. Calsamiglia, residente a Romano d’Ezzelino, si è avvicinato a questo sport solo tre anni fa, mentre frequentava negli Stati Uniti (patrocinato dal Rotary Club di Bassano e dal distretto 2060 del Triveneto, nell’ambito degli scambi “exchange student” annuali promossi dal Rotary International) il quarto anno di liceo, alla Santa Fe high school del Kansas. Negli Stati Uniti la lotta greco romana è chiamata “wrestling”, da non confondersi però con lo spettacolo poco edificante e tutto costruito rappresentato in televisione. Invece la lotta greco romana, chiamata anche lotta olimpica, è una disciplina antichissima, presente già nelle prime olimpiadi greche, che presuppone allenamento costante, forza, agilità e capacità tecniche. L’impegno di Eugenio Calsamiglia è ancor più rilevante dato che, in assenza di una idonea scuola e palestra

nel bassanese, si reca tre volte alla settimana alla palestra “Lotta Pesi Umberto I – 1875” di Vicenza dove, sotto la guida dell’ottimo allenatore Gaetano Bellon, già campione italiano di lotta greco romana, e del suo Eugenio Calsamiglia qualificato staff: Mirko De Polli e Paolo Marzari, pure terzo classificato ai vincitori di campionati nazionali, lo studente ha in bre- Campionati Nazionali ve tempo raggiunto la preparazione che lo ha portato Universitari di Lotta Greco Romana. sul podio nazionale. Il bronzo è stato conquistato nella categoria 70 chili, con una “ancata” (presa per il collo con conseguente rovesciamento al tappeto del rivale) che ha portato alla vittoria per “schienamento” la lotta (cioè l’avversario è messo con le spalle a greco romana, terra, nell’impossibilità di reagire nei cinque chiamata anche secondi concessi dal regolamento di lotta) lotta olimpica, di un concorrente catanese, con lui in lizza è una disciplina per il terzo posto.

antichissima, presente già nelle prime olimpiadi greche


Il Nuovo Ezzelino Luglio Agosto 2009 NOTIZIE IN BREVE - PAG. 18

Sa lut i d a ll’A u st ra li a

Sa luti d a l Ve n ez u e la

Igino e Maria Farronato nel 40° anniversario di matrimonio attorniati dai 4 figli e 11 nipoti.

Perotto Robert, la moglie Ornella Bernabei con i figli Danilo e Gabriel. Nostri affezionati lettori dal Venezuela.

Torneo di calcetto 2009 Con la finale vinta dall’Associazione Commercianti, i primi di giugno si è concluso la terza edizione del torneo di calcetto “Comunità di Romano d’Ezzelino”.

Complimenti ai vincitori!

Ringraziamo tutti i partecipanti, i capitani e/o referenti delle varie squadre, che si sono prodigati per allestire formazioni competitive, che hanno saputo coinvolgere le rispettive associazioni d’appartenenza. Anche il torneo dei Bambini si è concluso con la vittoria di S. Cuore. E’ stato uno spettacolo nello spettacolo, grazie all’entusiamo dei bambini… e direi soprattutto dei genitori. Complimenti davvero alla “torcida” di S. Cuore che ha animato la finale. Il torneo si chiude con grandi risultati positivi, che per i nostri obiettivi sono: partecipazione (veramente eccezionale quest’anno), divertimento e voglia di stare insieme… soprattutto nel Terzo Tempo, ovvero tra una birra ed una pizza sotto il tendonne allestito dal gruppo alpini di S. Giacomo. Il nostro quindi è un arrivederci all’anno prossimo, contando di essere ancor di più tra mille nuove idee in cantiere, con la speranza che ciò possa servire a rafforzare tra di noi l’amicizia ed il senso di appartenza alla splendida comunità di Romano d’Ezzelino. Il presidente Don Manuel ed il gruppo di lavoro di S. Giacomo.

Punti rinnovo soci E’ possibile ricevere il Nuovo Ezzelino, organo ufficiale dei soci sostenitori. La quota associativa è di E 16 per i nazionali e di E 22 per gli esteri. Colombara sede Pro Loco Uffici Postali, Centri Parrocchiali, Banca di Credito Cooperativo. Romano Edicola Pirandello, Profumeria Elisir, Tabaccheria e Cartoleria Mirò, Mario Bragagnollo (Moletta), Giovanni Bontorin (pittore), Foto Gastaldello / Arduino, Frutta e Verdura da Silvana, Agostini Gianni.

San Giacomo Edicola Cartoleria Zilio Giovanni, Bar Ca’ Mauri, Bocciofila Ezzelina. Fellette Panificio Bosa, Edicola Cartoleria Brillante, Happy Bar, Trattoria Conte Chantal. Sacro Cuore Speedy Bar (Autolavaggio Scotton).


Il Nuovo Ezzelino Luglio Agosto 2009 NOTIZIE IN BREVE - PAG. 19

Costalunga del Grappa, 6 settembre 2009 Una giornata eccezionale sulle vecchie cave dei Ferronato - Golin - Andolfatto. Su iniziativa del comitato di Costalunga, verrà celebrata la chiusura della stagione turistica sul Grappa e verrà commemorata la transumanza, che vedeva scendere le numerose greggi per svernare lungo gli argini del Piave e della Livenza, fino a raggiungere le foci sull’Adriatico.

Per il pranzo con abbondante menù alpino, sono disponibili 200 posti, prenotabili con 11,50 E per gli adulti e 5,00 E per i bambini dai 5 ai 10 anni, presso la Pro Loco di Romano e telefonando nelle ore d’ufficio (8-12, 14-17) al numero 0424/30271. Il tutto sarà animato dal famoso gruppo folkloristico “El Canfin”. Sono disponibili 150 posti macchina.

Il programma prevede:

Negli intermezzi è consigliabile la visita ai sentieri nel bosco dell’Asinara e in particolare i sentieri antistress della foresta nera, dei cilliegi, le careggiate di San Padre Pio e della Principessa Sissi.

ore 11:00 santa messa al sacello di Padre Pio e la benedizione dellla Madonna delle Rocce. Nel pomeriggio verranno insigniti del cavalierato di San Bovo i presidenti della Coldiretti di Romano d’Ezzelino e Mussolente.

Auguriamo una giornata di amicizia e di allegria. Incontriamoci a Costalunga! Il Comitato.

Ci hanno lasciato

Nel 1958 - Da sx: Italo Bettinardi, Attilio Fontana, Primo Seraglio e Luigino Chemello, accovacciati Egidio Carlesso e Nico Chemello. (Foto Virginio Perotto).

Sandro Eliodoro 73 anni 29 maggio 2009

Natalina Baston

Romilda Tomada

Giustignano Frison

96 anni 2 giugno 2009

76 anni 8 giugno 2009

84 anni 9 giugno 2009

Giuseppe Maiolino

Luigia Gheno

Veronica Tonin

97 anni 10 giugno 2009

87 anni 1 luglio 2009

94 anni 5 luglio 2009


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