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Foto Gaetano Loporto

Periodico di cultura, politica e attualitĂ  - www.primopiano.info - Numero 10 - Ottobre 2010 - Anno XV - N. 146 - Sped. in abbonamento postale 70% filiale di Bari

Ottobre 2010

Gianluca Rossiello

CRONACA

LAVORI PUBBLICI

CALCIO

pag. 6

pag. 13

pag. 42

167: regolamento e trappole

Il salotto buono di Piazza Cavour

Marcia trionfale per la Libertas


Primo piano ottobre 2010

Gianluca Rossiello tra i primi dieci librai del Bel Paese

La forza dell’indipendenza di Emilio Garofalo

Provate ad entrare nella Libreria del Teatro. Respirate il sano profumo delle parole narrate. Guardatevi attorno. E’ come un viaggio nel tempo e nello spazio. Ciò che lasciate fuori dalla porta, ormai, non vi riguarda più. L’impressione è una specie di solitudine. Ma solo apparente. Sì, perché ci si accorge immediatamente di una presenza: quasi nascosto dietro il monitor, alla sua vecchia scrivania, ecco Gianluca Rossiello, il libraio, un uomo di cultura, un letterato naive, una persona squisita. È pronto a darvi il benvenuto in un mondo magico, a riser-

Non si è mai soli, in questo piccolo labirinto di emozioni. Lui, il libraio, è lì, rintanato nel suo angolo, conscio dell’importanza del momento. Ma sollecitato ti racconta biografie, personaggi, scenari. Ideali e significati nascosti delle opere. Dicono che i libri abbiano un’anima. Forse, ne hanno molte di più. Quella di chi scrive. Quella di chi legge. Quelle dei protagonisti. Ed anche quelle di chi, i libri, li vende. C’è modo e modo di trattare questa pregiata mercanzia. La si può esporre in lunghi scaffali, su altrettanto lunghi corridoi, tutti uguali,

Gianluca festeggia il premio ottenuto (Foto M. Robles)

varvi tutta la sua sensibilità, conditio animi di chiunque coltivi interessi artistici. S’alza dalla sua postazione di lavoro e subito vi accompagna nel lungo viaggio tra le meraviglie del suo mondo: due corridoi stretti, che si uniscono alla punta, dove campeggiano un tavolino, pieno di giornali e riviste letterarie, ed un piccolo divano, sul quale ci si può accomodare, per scegliere accuratamente le storie da leggere.

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asettici, lasciandola marcire sotto sguardi distratti, come spesso accade nelle grandi librerie. Oppure, puoi riunirla in un piccolo spazio, abbassando le luci e creando un’atmosfera di emozioni pacate. Ed, ancora, puoi lasciarla a disposizione del lettore, per consentirgli di entrare in tempo reale nelle dimensioni narrate. Puoi anche lasciare che la polvere si adagi in sottilissimi strati sulle copertine. Basterà un semplice

palmo di mano, una carezza, un soffio, per mandarla via e riscoprire i libri in tutto il loro splendore. Questo è ciò che puoi trovare alla Libreria del Teatro. Questo è quanto ti può regalare, con il suo sorriso mite, Gianluca Rossiello. E’ per questo che è stato riconosciuto libraio indipendente, tra i primi dieci in Italia per la sua preparazione, dalle riviste letterarie nazionali “L’indice letterario”, “Pulp libri”, “Che libri” e “Bookshop”. Quando aprì i battenti, nell’ottobre 2004, Gianluca forse non poteva immaginare quale sarebbe stato il suo futuro. Probabilmente, non passava nemmeno troppo tempo a pensarci su, preso com’era dal vivere uno straordinario presente di sogni e aspettative, tra mille eventi ed altrettante manifestazioni. In tempi non sospetti, diede voce all’eroe contemporaneo Roberto Saviano, quando ancora il filosofo napoletano era uno scrittore emergente, alle prese con le sue prime uscite editoriali. Ha sempre prestato attenzione, offrendo visibilità e spazi vitali alle nuove realtà editoriali; gli scrittori del “margine”, quelli non inseriti nelle collane della grande distribuzione, presso la Libreria del Teatro, trovavano spazio accanto alle opere dei grandi. E così, tra un volume di Bukowski e un saggio di Enzo Biagi, potevi imbatterti nelle fatiche letterarie di autori come Roberta Tamiso, il filosofo albanese Sefedin Fetiu o la poetessa salentina Maria Pia Romano, meno noti, ma non per questo meno importanti. Di cose, Gianluca, ne ha fatte davvero tante, in questi sei anni. Ha incontrato personalità eccellenti, le grandi firme della letteratura e del giornalismo, intellettuali e pensatori; ha coltivato rapporti con artisti, cantanti, poeti, anche figli della nostra terra, concedendo loro una salvifica libertà di espressione. Ha girato il territorio pugliese in

lungo ed in largo, con il suo fedele stand. Feste di paese, concerti, rassegne culturali. Dai teatri, alle scuole, dalle piazze, ai centri sociali, dai circoli letterari, alle spiagge. E così, ad esempio, giunge cara alla memoria la splendida rassegna estiva “Spiagge d’autore”, recente manifestazione itinerante curata dalla Libreria del Teatro, che ha permesso ai lettori di incontrare i grandi scrittori contemporanei. Come tutte le personalità di spicco, Gianluca, coraggiosamente, è sopravvissuto al suo mondo, alla sua terra spesso violenta e becera, che gli ha riservato anche qualche furto e vari atti vandalici.Ma lui non ha mai perso la fiducia. La strada che ha cercato e trovato, ha continuato a percorrerla fedelmente, come quando si vive un amore vissuto fino alla fine. Come il perdono dopo il tradimento. E, naturalmente, il riconoscimento è tutto ciò che la vita poteva riservargli. E’ così che nasce un re libraio. Non solo una promozione. In realtà. Di queste soddisfazioni si fregiano le persone comuni, che vogliono scalare classifiche, far carriera. No, niente di tutto ciò. Il libraio indipendente è una persona che vive la strada, si carica le sue preziosità e le consiglia, le conosce. Vuole sapere se il libro venduto sia stato apprezzato o dimenticato. È felice nel primo caso. Soffre, invece, per le delusioni dei lettori. E’ un’anima errante, la sua fissa dimora è il mondo che vede con gli occhi. Si sente a casa ovunque, perché non è mai solo. E anche noi, lettori appassionati, accanto a lui, non siamo mai soli. Il libraio indipendente è una definizione di uno stile di vita utopico e genuinamente anarchico. E’ un fautore di sogni. Questa volta, quindi, è a Gianluca che bisogna riservare una citazione. A lui, che di citazioni vive e che le parole dei grandi diffonde. Lui, un “minatore di desideri”.


Primo piano ottobre 2010

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Primo piano ottobre 2010

Il “film” dell’ospedale si conclude con una drastica riduzione di servizi e posti letto

Titoli di coda di Marco Agostinacchio

Tra gli operatori del settore e negli ambienti sindacali, il timore di una chiusura graduale degli ultimi reparti serpeggiava già da tempo. Ma a fine agosto, quando medicina e lungodegenza non hanno riaperto dopo la pausa estiva, contrariamente a quanto previsto dal piano di emergenza licenziato a luglio, i terribili sospetti si sono trasformati in triste realtà. Prosegue lenta e inesorabile, dunque, la strategia di dismissione del nosocomio cittadino, arrivata ormai alle battute finali. Nelle scorse settimane, infatti, la dott.ssa Altomare, dirigente sanitaria del plesso Molfetta-BitontoTerlizzi, ha collocato in mobilità gli operatori dei due settori ospedalieri rimasti chiusi, in attesa di assegnarli ad altre

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strutture. Ordini impugnati dal direttore generale dell’Asl, Nicola Pansini, e per ora bloccati. Ma cosa resterà del nosocomio? Il distretto sanitario Bitonto-Palo del Colle lavorerà erogando servizi socio-sanitari a regime territoriale, con il mantenimento di soli 18 posti letto, di cui 10 nell’unità degenza territoriale. Il futuro? Rimane un’incognita. L’ultimo capitolo di questa “storia infinita” è stato scritto con la delibera n. 1490 del 30 luglio scorso, a firma del direttore generale dell’Asl Bari Pansini. Nelle 210 pagine che compongono il documento, infatti, si parla di “riconversione in una struttura assistenziale a carattere territoriale, con annessa UDT e con moderni servizi di assistenza in day

service”: neologismo tecnico di non facile interpretazione, che tuttavia lascia ben intendere il cambiamento in atto. “Parlare di day service non è affatto semplice, poichè sono necessarie tutta una serie di normative e protocolli per regolare questo tipo di prestazioni, indicando ad esempio quali patologie si possono trattare e quali no -spiega il consigliere socialista Franco Scauro-”. A subire la stessa sorte saranno altri sei ospedali della provincia, destinati ad una “riconversione” se non addirittura alla completa chiusura. Come auspicato dall’amministrazione, inoltre, il plesso cittadino lavorerà in regime di “distretto” con l’ospedale San Paolo di Bari. A nulla sembrano servi-

ti, dunque, gli incontri con i vertici della sanità provinciale fortemente voluti dal primo cittadino Raffaele Valla. E nemmeno le frequenti denunce delle associazioni del terzo settore; da ultimo, una lettera indirizzata ai manager dell’Asl Bari, nella quale si osserva come “anche le altre strutture sanitarie cittadine, quali il distretto di via Fornelli, il servizio di riabilitazione di via Nenni o il centro di neuropsichiatria infantile di Via Volta, sono ridotte quasi all’impossibilità funzionale. La recente adozione dell’atto aziendale da parte dell’Asl, che di fatto prevede la disattivazione dei posti letto di medicina interna, lungodegenza, day surgery di chirurgia, ginecologia e ortopedia e day hospital di pediatria, impedirà ogni forma di assistenza di prossimità”. Da registrare negli ultimi giorni, infine, un incontro con Pansini e l’ass. regionale Fiore, indetto dal PD, sul progetto di case della salute, che certamente interesserà la realtà bitontina. Nelle ultime settimane, intanto, con apposito emendamento approvato dal Parlamento, è stato prorogato di due mesi (dal 15 ottobre al 15 dicembre) il termine ultimo per la sottoscrizione del piano di rientro sanitario da parte degli enti regionali. Un ulteriore periodo segnato dall’assoluta incertezza, sia per gli operatori del settore (costretti sempre più spesso ad intervenire rischiando in prima persona), sia soprattutto per l’utenza, alla ricerca di strumenti efficaci di assistenza.


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Il Bel Paese? Diviso pure nel cassonetto Una mappa di regioni e comuni virtuosi e non al 14,32%. I primi 9 mesi del 2010 hanno, invece, fatto registrare un leggero aumento, pari al 15,25%. LA SITUAZIONE DI BITONTO Per Bitonto il 2009, primo anno dell’introduzione del sistema porta a porta e del potenziamento del sistema di raccolta stradale, si è chiuso con un incoraggiante 16,46%. I primi mesi del 2010 (i dati si riferiscono ai primi 6 mesi dell’anno) hanno fatto registrare il 17,50% di raccolta differenziata. RACCOLTA E IMPIANTI Comuni virtuosi e comuni viziosi. Regioni eco e regioni sporcaccione: l’Italia del cassonetto è sempre divisa. E non solo tra aree geografiche (nord, centro e sud) e tra regioni ma anche tra province della stessa regione, come, per esempio, in Campania. Ecco la geografia dell’Italia dei rifiuti in base ad alcuni parametri, dai dati generali sulla gestione agli impianti (di compostaggio e di incenerimento) a quelli sulla raccolta differenziata. I dati sono quelli dell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) del 2009 relativi al 2008. GESTIONE RIFIUTI URBANI Lo smaltimento in discarica rappresenta, a livello nazionale, circa il 45% dei rifiuti complessivamente gestiti nel 2008, mentre nell’insieme le altre tipologie di recupero, trattamento e smaltimento rappresentano oltre la metà dei rifiuti gestiti (55%). La produzione nazionale di rifiuti urbani è di 32,5 milioni di tonnellate. COMPOSTAGGIO DI RIFIUTI SELEZIONATI Al 2008 in Lombardia, con una popolazione di circa 10 milioni di residenti e un passato di emergenza, risultavano 77 impianti, di cui attivi 63, per una potenzialità totale autorizzata di 918.917 tonnellate, di cui 756.620 trattate. Sedici gli impianti di altrettanti comuni solo nel milanese. In Campania, con una popolazione di circa 6 milioni di abitanti, risultavano 10 impianti di cui 6 attivi. INCENERITORI Al 2008 in tutt’Italia gli im-

pianti operativi erano 49 rispetto ai 47 dell’anno precedente. Quasi il 60% di quelli operativi erano localizzati nel nord Italia. In dettaglio, in Lombardia 13 impianti, in Emilia Romagna 8; in sostanza, 2/3 dei 28 impianti operativi al nord, sono localizzati in due sole regioni. Nelle regioni del centro erano operativi, al 2008, 13 impianti, di cui 8 in Toscana, 4 nel Lazio (uno in più, grazie, all’avvio del gassificatore di Roma Malagrotta) e 1 nelle Marche. I rimanenti 8 impianti erano localizzati in Molise (2), Puglia (1), Basilicata (1), Calabria (1), Sicilia (1) e Sardegna (2). Dal 2009 in Campania, avviato l’unico impianto di Acerra. RACCOLTA DIFFERENZIATA La raccolta differenziata ha raggiunto nel 2009 il 30,6% sulla produzione totale dei rifiuti in Italia (al nord 45,5%, al centro il 22,9%, al sud il 14,7%). Tra le regioni, svetta in classifica il Trentino Alto-Adige con il 56,8%, seguito dal Veneto (52,9%). Al centro bene la Toscana con il 33,6%. Al sud la Campania registra un +5,5%, grazie alle province di Avellino (36,9%) e Salerno (33,3%), nonostante i risultati delle province di Napoli (14,8%) e Caserta (11,5%). LA PUGLIA IN CRESCITA La raccolta differenziata in Puglia nel 2009, si è assestata, in linea con il dato complessivo del sud,

Totale RSU prodotta nel 2009 DIFFERENZIATA: 4.481.640,00 Kg INDIFFERENZIATA: 22.473.785,00 Kg TOTALE RSU: 27.225.425,00 Kg Percentuale raccolta differenziata: 16,461%

I grafici si riferiscono alla situazione della differenziata in città

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I guai del Sud? Colpa di Vendola Il ministro Fitto alla Festa della Libertà punta su rigore e legalità di Mario Sicolo A Raffaele Fitto (in foto), ministro degli Affari regionali, definito “orgoglio del sud e della Puglia” dal vicesindaco Domenico Damascelli, l’ars orandi non ha mai fatto difetto. L’altra sera, poi, ospite d’onore della Festa della Libertà, promossa dal Pdl, è stato addirittura spumeggiante, nonostante le temperature autunnali. Bersaglio prediletto dei suoi strali, il nemico di sempre: Nichi Vendola, che, alle urne, da tempo pare gli abbia preso le misure delle calzature. Per il politico salentino il governatore pugliese “ha portato allo sfascio i conti, l’agricoltura e la sanità della regione” e “sta solo sfruttando il suo ruolo istituzionale, come trampolino di lancio per la leader-

Addetto stampa dell’anno Nicola Lavacca ha impreziosito tante testate con la sua firma (tra le altre Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Guerin Sportivo, Barisera). Anche gli uffici stampa lo hanno visto impegnato, persino nel circuito dei Gran Premi d’automobilismo. Ma la vera costante del suo modo d’interpretare il mestiere è stata (ed è) la profonda umanità. Due esempi simbolici: la sua vicinanza a Franco Tafuni e Onofrio Chiri-

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ship nazionale”. Poi, dardo acuminato contro la “solita” magistratura politicizzata, “esempio lampante della politicizzazione della magistratura, perchè è vergognoso che un pm, che fino a pochi giorni prima lavorava in tribunale (evidente riferimento a Lorenzo Nicastro dell’Italia dei Valori, che per nove anni ha indagato proprio sul ministro, ndr) si sia potuto candidare alle elezioni regionali”. Punto dalle domande di Enzo Magistà, direttore di Telenorba, ecco il piano per il Sud, argine allo strapotere leghista: “Mirerà a contenere fortissimamente le spese ed a sfruttare maggiormente le risorse presenti e che, di volta in volta, arriveranno. Un piano basato su alcune priorità fondamentali quali le infrastrutture, la riforma del sistema degli incentivi, l’istruzione e la ricerca, legalità e sicurezza”. “Ma, prima -precisa l’ex parlamentare europeo- entro novembre, concluderemo il monitoraggio dei problemi storici ed infrastrutturali che attanagliano il Mezzogiorno, per essere sicuri di creare un qualcosa che dia sviluppo al Meridione e per il quale stiamo incontrando tutti gli attori sociali”.

callo, pedatori feriti dalla Sla, e la sua proposta di dedicare un premio a Ciccio e Tore, i piccoli angeli gravinesi. Così, Lavacca non poteva non distinguersi alla tolda dell’ufficio stampa della Fondazione Opera Santi Medici. Se ne sono accorti a Trento, dove gli hanno assegnato il premio giornalistico “Addetto stampa dell’anno 2010”, per la sezione no profit e diritti. Il premio, promosso dal Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, gode, tra l’altro del patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri.

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A breve, il bando per i lotti della nuova 167

Regolamento e trappole di Pasquale Bavaro Per tanti si riaccende la speranza. Di poter contare, nel giro di qualche anno, su una casa di proprietà, così da far fronte a quella precarietà economica oggi tristemente tanto diffusa. Una speranza che pareva quasi sopita, dopo due anni di sostanziale silenzio e inattività. Finalmente, però, qualcosa si è mosso, con l’approvazione in consiglio comunale dell’ennesima modifica al regolamento per l’assegnazione dei lotti residenziali della nuova 167. Atto che, alla prova dei fatti, era già stato licenziato dalla vecchia giunta Pice e riformato su impulso dell’ex assessore Vito De Santis, e che ora attende di essere seguito dalla pubblicazione del bando per concorrere all’attribuzione degli alloggi di edilizia popolare. Ci si augura in tempi rapidi. Le principali novità, introdotte nel documento, riguardano i criteri di conferimento del punteggio, ai fini della graduatoria finale, l’affidamento ad un consorzio di cooperative di tutte le attività prodromiche alla costruzione degli edifici (comprese la procedura espropriativa e la progettazione), a spese dei soci, e la suddivisione dell’intero piano in tre comparti, suscettibili di essere avviati in completa autonomia l’uno dall’altro. Innovazioni che hanno scatenato critiche feroci da parte della minoranza di centrosinistra, assai perplessa circa la concreta efficacia di tale impianto. “La criticità maggiore del regolamento modificato -illustra Emanuele Pagone, ex assessore ai lavori pubblici in quota Pd- si individua nel secondo comma dell’articolo 7, che consente al soggetto proprietario del 51% dei suoli, nell’ambito della singola unità di quartiere, di beneficiare della precedenza assoluta in graduatoria rispetto agli altri concorrenti, a prescindere dal reddito, dai carichi di famiglia e dall’anzianità di iscrizione alla cooperativa. Una norma assurda, che non solo tradisce in pieno lo


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spirito dell’edilizia popolare, ma che rischia seriamente di dare il via ad una pericolosa corsa all’asta per l’acquisto dei terreni”. Altri aspetti di negatività, nell’interpretazione dell’opposizione, concernono l’individuazione dell’ente deputato alla vigilanza sulle opere poste in essere dal consorzio, il sistema di ripartizione tra i vari soci dei costi di progettazione e l’assenza di un cronoprogramma, in grado di offrire certezza sui tempi di realizzazione degli alloggi. “Occorre tra l’altro considerare -ag-

giunge Pagone- che le procedure pubbliche si presentano molto spesso controverse, sia nella fase di assegnazione sia nel momento della gestione delle prestazioni, con ricorsi giudiziari e rallentamenti burocratici, che inevitabilmente fanno lievitare i costi. L’amministrazione è consapevole che con siffatto regolamento tutti gli eventuali inconvenienti si riverserebbero direttamente sui soci, già costretti ad anticipare le spese preliminari all’edificazione e chiamati presumibilmente ad ulteriori esborsi, assai elevati? Perché

Le parole del corpo Significa pressione con le dita e aiuta a comprendere il valore prezioso della vita. Lo shiatsu, tecnica terapeutica volta ad alleviare disturbi e malattie, è la pratica insegnata nella scuola professionale “Panta Rei” di Santo Spirito, fondata dal maestro Vito Ancona. Nel corso di 24 incontri, la scuola si propone di sviluppare lo studio della disciplina orientale da un punto di vista filosofico teorico e metodologico pratico, in un ricco programma che mira a formare il terapista, quella guida che porta ciascuno a riscoprire la propria essenza.

non prevedere la possibilità di un unico soggetto economico, magari un general contractor, cui affidare l’onere di realizzazione del piano, visti gli ingenti rischi cui sono esposti i soci?”. I dubbi sul tappeto, dunque, restano tanti. Saranno i mesi a venire a dire se quella flebile speranza, riaccesa con l’approvazione definitiva del regolamento, si tradurrà in concreta realtà o se, invece, ancora una volta, sarà destinata a sopirsi tra beghe politiche ed inefficienza gestionale.

BRAVE BABY SITTER

Il maestro di shiatsu Vito Ancona

L’associazione padovana “Genitorialità”, con il patrocinio dell’assessorato alle politiche giovanili, darà avvio a novembre, presso l’Istituto comprensivo “Modugno-Rutigliano”, al primo corso di qualificazione per aspiranti baby sitter, a cura delle dott.sse Rossella Fanelli e Sara Checo. L’iniziativa, prima nel suo genere, si articolerà in sei moduli, per un totale di 18 ore, al termine delle quali sarà rilasciato un attestato delle competenze acquisite.

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Foto R. Schiraldi

Lo shopping? Nel borgo antico La regione finanzia il progetto del centro commerciale naturale di Pasquale Bavaro Centro commerciale naturale. Si chiama così l’ultima idea per il rilancio del borgo antico. E parte dalla volontà di stimolare, attraverso l’insediamento di attività economiche,la vitalità di un’area particolarmente depressa. Nelle scorse settimane, questo progetto ambizioso, elaborato su proposta della ripartizione comunale ai fondi strutturali e degli assessori Nicola Antuofermo e Antonio Labianca ed approvato dalla giunta nell’aprile scorso, ha ottenuto il via libero definitivo da parte della Regione. Nel-

Università dell’Anziano Con una serie di relazioni su politica, scuola, arte e religione nella Bitonto postunitaria, a cura di Nicola Pice, F. Paolo Palmieri, Antonietta Speranza e Nicola Piglionica, si è inaugurato il XXIII anno accademico dell’Università dell’Anziano, presso l’aula magna della media “C. Sylos”. Il calendario delle lezioni sarà incentrato, quest’anno, sui temi del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

VIOLENZE SU DONNE E MINORI Nel corso di un interessante convegno presso la sala degli specchi, la sezione Fidapa ha presentato l’innovativo progetto Giada (Gruppo interdisciplinare assistenza donne e bambini abusati), finalizzato ad affrontare il drammatico problema delle violenze nell’ambito familiare, in costante crescita secondo le statistiche comunitarie. Maggiori informazioni presso il servizio di psicologia dell’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari nonché sul portale www.giadainfanzia.it.

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la graduatoria relativa agli interventi per la valorizzazione della rete commerciale, infatti, il piano del nostro comune si è piazzato al terzo posto, intercettando così un finanziamento di 100 mila euro, cui si affiancherà una stanziamento di analogo importo a carico delle casse cittadine. “Questi fondi -illustra l’assessore Antuofermo- ci consentiranno di dar vita, nel borgo antico, ad un vero centro commerciale naturale, come intervento pilota per l’intera area metropolitana di Bari. La volontà

dell’amministrazione è offrire un importante strumento per il rilancio economico, sociale e culturale della città, attraverso una miscela di esercizi commerciali, attività artigianali, strutture ricettive ed aree mercatali, con la creazione di una zona a traffico limitato in una parte del centro antico, grazie a telecamere di monitoraggio”. Il progetto di riqualificazione avrà come marchio identificativo le immagini del Traetta e del Torrione angioino e comprenderà una pluralità di azioni, con percorsi shopping a tema, appuntamenti culturali e carte fedeltà per i consumatori. Il programma operativo, a tal fine, prevede un concorso pubblico per la creazione del logo del centro commerciale naturale, individuato con cartellonistica ad hoc ed arricchito da uno specifico portale web, con la possibilità di un’autentica “passeggiata interattiva” per i vicoli del quartiere storico. “L’aspetto più innovativo -osserva Antuofermo- è la previsione di un partenariato tra l’amministrazione, il Cat Confesercenti e le più rappresentative associazioni di categoria, cooperative ed enti di volontariato del territorio, al fine di concordare eventi e studiare percorsi di trasformazione urbana sostenibile”. Negli ultimi giorni, intanto, il comune (che figura nell’elenco dei 9 centri virtuosi in tutta Italia, nell’ambito del piano Urban) ha stipulato con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un’apposita convenzione, tesa ad erogare un finanziamento di 245 mila euro; tale stanziamento consentirà di mettere a punto (entro i prossimi sei mesi) uno studio di fattibilità, relativo ad una serie di misure per il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati nella gestione del patrimonio artistico e culturale. Un’iniziativa che si ricollega strettamente al piano integrato di rigenerazione urbana, destinato ad interessare numerose bellezze del centro antico, come la galleria d’arte contemporanea, il teatro, piazza Cavour, il museo diocesano, l’ex scuola di disegno, la pinacoteca nazionale, l’ex convento di san Domenico e piazza Cattedrale.

Mens sana in corpore sano L’associazione sportiva dilettantistica, “Insieme nel sole”, (ne sono soci fondatori Annamaria Sannicandro - presidente, Angela Sannicandro - vicepresidente, Domenico Mugolo - segretario) riconosciuta dal Coni ed inserita nell’albo delle associazioni sportive del Comune, ha dato avvio ai suoi corsi con una solenne presentazione presso il centro sportivo Mancini. Con sede in via Amedeo, l’associazione propone attività di yoga per tutte le età, ogni martedì e giovedì dalle 19,30 alle 21,00 e la domenica dalle 18,00 alle 21,00, per prendere contatto con il proprio corpo, conoscerne le relazioni e le

possibilità di riequilibrio energetico. Yoga indica appunto l’unione tra l’armonia del respiro e il movimento correttivo, al fine di raggiungere consapevolezza del proprio essere, seguendo un peculiare percorso di vita. Varie le attività declinate con la disciplina orientale offerte dall’associazione: l’hatha yoga, il poweryoga, esercizi di calistenica, lo shiatsu. L’obiettivo una “mens sana in corpore sano”.


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Foto R. Schiraldi

L’acqua non ha padroni Originale tour tra le fontane del centro storico di Chiara Colamorea

Cinque storiche fontane del borgo antico per ricordarci che l’acqua non è e non dovrà mai essere una merce. È questa l’esperienza che hanno vissuto i partecipanti ad “Acqua bene comune”. L’iniziativa, la prima di una serie

programmate fino al prossimo maggio da un coordinamento di diciassette associazioni, è stata l’occasione per una passeggiata nel centro storico, sotto la guida dell’artista di strada Caterina Marzella, che, sulla scia di un racconto di Erri De Luca, è riuscita a vincere con i suoi alti trampoli l’ardua sfida delle stradine, spesso impervie e accidentate. Dopo il ritrovo in piazza Cattedrale, il corteo si è diretto verso la prima fontana, in piazza Cavour, per ammirare i lavori dei vignettisti Anna Schiraldi e Michele Barone; la seconda sosta, piazza Minerva, ha ospitato un vero tempio dell’acqua, con all’interno una suggestiva mostra fotografica di Giuseppe Fioriello. In seguito, nella piazzetta di S. Maria La Porta, Maria Antonietta Elia ha declamato alcuni suoi componimenti, mentre in piazza Caduti del Terrorismo è toccato ad Alessandro Robles illustrare con le sue liriche gli angoli più remoti del mondo. Il tour si è concluso in piazza Cattedrale, con le allegre note dei “That’s all folk”, ricreando l’atmosfera dell’Irlanda d’altri tempi. Una piacevole serata, nella quale protagonista indiscussa è stata l’acqua, bene di tutti che ciascuno ha la responsabilità e il dovere di tutelare.

DOLCEAMARO di Mario Sicolo

Tanto rumore per nulla E adesso da dove cominciamo? Già, perché dinanzi a quello che doveva essere uno scandalo epocale e tellurico, che avrebbe fatto tremare le pareti di Palazzo Gentile, non ci viene altro che un vorticare di citazioni luogocomuniste. Da “Molto rumore per nulla” del grande Bardo William a “Così fan tutti”, versione maschile dell’opera mozartiana, passando per lo splendido e splendidamente meridionale “cambiar tutto per non cambiare nulla” di Tomasi di Lampedusa. Siamo davvero rammaricati per quel che è successo. La montagna ha partorito il topolino (ci risiamo con i frusti topoi...). Stiamo ai fatti per non divagare troppo. Un senatore del Partito Democratico, da sempre accorato dalle vicissitudini nostrane (eccome), Dario Ginefra, scrive al ministro degli Interni, il leghista Roberto Maroni, per chiedere delucidazioni su alcuni fatti che hanno riguardato la nostra città, negli ultimi (bè, diciamo penultimi) tempi. Ricapitoliamo. Maggio stava arrivando ed insieme a lui i girini. L’occasione era ghiotta, oltre che emozionante. La Corsa Rosa a Bitonto. Il Comune deve rifarsi il belletto. L’anticamera dell’ex stanza da let-

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to della famiglia nobile che fu ha da essere ridipinto. I lavori di tinteggiatura vengono eseguiti, gratis et amore Dei, dalla ditta DueEmme, di De Palo Michele, uomo che pare abbia avuto problemi in passato, ma ormai superati. È la gratuità che insospettisce il Ginefra di cui sopra. Di più. Il detentore del laticlavio è bene informato. Sa, per soprammercato, che l’intonachista in questione, oltre ad essersi candidato in una lista di centrodestra due anni e mezzo fa, è vicepresidente di un’associazione non proprio culturale dal nome “Vela Crociata”, il cui presidente e rappresentante legale sembra sia l’attuale assessore comunale allo sport, Franco Ragno. Sorpresa e sgomento. E non finisce qui. C’è pure che l’artista del pennello, che s’è ridipinto pure la fedina, ha chiesto il permesso all’amministrazione di organizzare una memorabile Festa della Birra, sul finire d’agosto, nel piazzale antistante la piscina. Il municipio accoglie la proposta quasi con entusiasmo, il questore blocca tutto, su segnalazione della polizia locale. Insomma, ci sono i presupposti per stracciarsi le vesti. O, peggio, per fare un’immen-

sa figura di guano. D’un subito gli uomini del governo cittadino si stringono a coorte a difesa del Ragno. E basta una tanto concitata quanto confusa conferenza stampa per dimostrare che la tonante denuncia del senatore piddino era una bolla di sapone. Più un abbaio che un morso. Punto per punto, tutto viene smontato. Il De Palo fa l’imprenditore a tutti gli effetti, oggi. L’assessore non ricopre alcuna carica nel sodalizio crociato. La vernice è stata donata al Palazzo. Dunque, tutti vissero puliti, ritinteggiati, felici e contenti. I cittadini assetati draculescamente di sangue, devono rinfoderare canini e speranze di rivolta. Tutto è rimasto inesorabilmente com’era prima. Ma proprio prima prima, nel senso che gli alberi genealogici politici continueranno a crescere floridi e il modus operandi dei nostri eccelsi rappresentanti resterà ancora poco chiaro. Complimenti a tutti...


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Lanterne magiche

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Il volto nuovo di Corso Vittorio Emanuele di Michele Cotugno Importanti novità sono state annunciate dall’assessore ai lavori pubblici Vito Antonio Labianca, per quanto concerne la fisionomia di corso Vittorio Emanuele II. Prima fra tutte la sostitu-

zione dell’impianto di illuminazione: i lampioni a vapore di sodio, che emanano luce gialla, saranno sostituiti dalle più ecologiche ed economiche lanterne a luce bianca, con un notevole risparmio

La nuova illuminazione del corso (Foto R. Schiraldi)

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energetico. “400 w contro i 1000 w dei lampioni” ha spiegato l’assessore, sottolineando che l’avvio dei lavori si è reso anche necessario per le richieste dell’aeroporto che, in più occasioni, ha segnalato disturbi ai piloti in fase di atterraggio. La sostituzione dei lampioni (142 lanterne e 37 pali d’illuminazione, nonché l’installazione di due pali dinanzi la chiesa di S. Caterina D’Alessandria), che dovrebbe terminare entro tre mesi, sarà eseguita dalla ditta “Rosa Blu”, vincitrice della gara d’appalto. “È solo il primo passo di un progetto di riqualificazione della centralissima via cittadina -ha dichiarato entusiasta il sindaco Valla-. Realizzeremo una vera e propria rivoluzione copernicana del corso, dando attuazione ad un progetto che ho fortemente desiderato sin dal mio insediamento”. Altra novità riguarda il rifacimento dell’intero manto stradale con una nuova copertura in pietra, opera che inizierà tuttavia in un momento successivo alla sostituzione degli impianti di illuminazione. L’intero progetto di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele costerà 180 mila euro, prezzo inferiore rispetto alla somma iniziale, grazie alla convezione “Consip”, in vigore dal 2007, in applicazione della quale si passò dalle lampade a vapori di mercurio alle lampade a vapori di sodio.

Oggi, macchine parcheggiate confusamente su tutti i lati, manto d’asfalto a chiazze ed assenza quasi totale di elementi d’arredo urbano. Domani, pedonalizzazione dell’area, con circolazione limitata dei veicoli, pavimentazio-


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Il salotto buono Alla GE.DI. srl il restyling di piazza Cavour di Pasquale Bavaro ne con basole di pietra calcarea, fioriere e panchine. Due fotografie che chiariscono in maniera emblematica la trasformazione radicale, che sta per interessare la centralissima piazza Cavour. Un restyling globale per farne il salotto buono della città. Il biglietto da visita per le numerose comitive di turisti. Tra qualche settimana, infatti, la GE.DI. srl di Altamura, vincitrice della gara d’appalto,

a cui hanno preso parte soltanto le 55 imprese specializzate indicate dalla Soprintendenza, procederà a cantierizzare la zona, dando così il via ufficiale ai lavori di rifacimento della piazza, destinati a durare circa un anno. “Rispetto al progetto originario -spiega l’assessore ai lavori pubblici Vito Antonio Labianca- sono state introdotte alcune modifiche, rivolte a rendere il piano più organico:

la sostituzione della ringhiera attorno al fossato con un’altra a maggiore impatto artistico e la pavimentazione dell’area antistante San Gaetano, con il recupero di basole già esistenti. In più, la volontà dell’amministrazione è di applicare, in una grossa porzione del borgo antico, comprendente piazza Cavour e le arterie che da essa si diramano, la zona a traffico limitato, con dissuasori mobili in tutti gli ingressi e telecamere per la rilevazione delle infrazioni”. A tal fine, sono allo studio, di concerto con la polizia municipale, soluzioni alternative per la circolazione veicolare e per il parcheggio delle auto all’esterno della piazza. Il costo complessivo dei lavori di rifacimento dell’agorà si aggira intorno ad un milione e 500 mila euro, comprensivo della ripavimentazione dell’area,

cui occorre aggiungere circa 400 mila euro per l’installazione della Ztl ed il posizionamento di un adeguato impianto illuminotecnico, sulla base di uno studio condotto dall’ufficio tecnico. “Oltre a garantire la presenza di panchine e fioriere -osserva Labianca- l’idea è riqualificare anche i monumenti che si affacciano su piazza Cavour: il Torrione è ormai completato dal punto di vista strutturale ed è stato affidato all’arch. Sylos Labini l’incarico per la musealizzazione, mentre la Soprintendenza dovrebbe a breve stanziare somme per il recupero delle facciate e la ripulitura esterna della chiesa di san Gaetano”. Ancora un anno di attesa, dunque, e poi anche la nostra città potrà contare su una “cartolina” finalmente degna della sua storia plurisecolare.

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Una passerella per le vecchie signore

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Il Bitonto Classic Motors dedica una rassegna alla storica Gilera di Giuseppe Perrulli

A destra Luciano Olivieri, G. Carlo Carlini, Domenico Damascelli, Leonardo Greco, Rosita Orlandi, Joe Gelonese

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Torna l’atteso appuntamento con il Bitonto Classic Motors ed è di nuovo un grande successo di pubblico, una vera festa di emozioni. La nona edizione della rassegna, curata dall’associazione “Aste e Bilancieri”, presieduta da Leonardo Greco, ha ampliato la propria offerta, trasformandosi in un originale evento turistico-culturale ed enogastronomico, grazie anche al supporto dell’assessorato al turismo, che ha patrocinato l’evento ed ha organizzato un’interessante visita al centro storico, riservata agli ospiti provenienti da tutta la Puglia ma anche da Calabria, Lazio e Veneto. La kermesse è stata anche, per la prima volta, tappa del Trofeo Marco Polo organizzato dall’Asi (Automotoclub storico italiano), rientrando tra le 25 manifestazioni scelte su tutto il territorio nazionale per la promozione turistica, legata alle moto ed alle auto d’epoca. Da registrare, tra le altre, a conferma del ruolo sempre più prestigioso dell’inizia-

tiva, le presenze, oltre che del vicesindaco e assessore Damascelli, del consigliere federale Asi, Gian Carlo Carlini, del presidente della commissione Club Asi, il veronese Luciano Olivieri, e di Rosita Orlandi, presidente provinciale Fidas Fpds, l’associazione donatori di sangue, a cui sono stati devoluti parte dei proventi raccolti dagli organizzatori ed alla quale Aste e Bilancieri dedicherà una sezione nel proprio ambito associativo. Nella serata di sabato 9 ottobre, condotta da Joe Gelonese, l’atrio di Palazzo Gentile si è trasformato in un auditorium a cielo aperto per il concerto eseguito dal talentuoso gruppo di musicisti della “Dolce Musica”, che ha fatto da colonna sonora al “Gilera story”, una rassegna che ha ripercorso la storia centenaria del famoso marchio italiano delle due ruote, organizzata grazie alla sensibilità dei soci di Aste e Bilancieri, pronti a mostrare con orgoglio i

propri originali veicoli d’epoca. Il suggestivo scenario è stato arricchito dall’esposizione delle opere dei cartapestai leccesi, che hanno realizzato un simpatico gadget per tutti i partecipanti al Bitonto Classic Motors: un diorama, raffigurante un’officina meccanica di un tempo. Domenica 10 ottobre, il tour le “Vie della Pugliesità Doc” ha portato auto e conducenti in una scarrozzata tra uliveti, muretti a secco, vigneti e frutteti per gustare appieno i profumi ed i sapori tipici della Puglia e del nostro territorio, in particolare.


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Il procuratore capo della Repubblica, Antonio Laudati, fa il punto sull’escalation criminale

La risposta? Legalità organizzata di Francesco Daucelli

Antonio Laudati (al centro) intervistato da Mario Sicolo e Pasquale Scivittaro (Foto M. Robles)

Ospite d’eccezione al teatro Traetta, Antonio Laudati, procuratore capo della Repubblica di Bari, presenta la sua ultima fatica letteraria, “Mafia pulita”, scritta a quattro mani con Elio Veltri (già autore de “L’odore dei soldi”, libro-inchiesta sull’origine delle fortune di Silvio Berlusconi). L’incontro, nell’ambito della rassegna “Ottobre piovono libri”, curato dalle redazioni di Barisera e Bitontolive, in collaborazione con la libreria Raffaello e con il patrocinio del comune, si è rivelata una preziosa occasione per fare il punto sullo stato della criminalità e quindi, specular-

mente, su quello della legalità, spaziando dalla scena nazionale alla realtà locale. Allarmante la diagnosi del pm Laudati, che ha chiarito la portata provocatoria dell’espressione “mafia pulita”. “Se si guardano gli ultimi scandali del calcio, dell’università e della sanità, è facile constatare, da un lato, l’evoluzione della criminalità, che ha abbandonato lo stereotipo della “coppola e della lupara” e, dall’altro, l’ampia diffusione che il cosiddetto metodo mafioso ha trovato nella vita di tutti i giorni, soprattutto tra la classe dirigente: un sistema che si regge sull’intimidazione e sull’omertà, facendo leva su una solida concentrazione di poteri economici, politici e mediatici a favore di poche élites”. Una mafia “corrotta” e manageriale, che ha cambiato pelle e che si insinua negli assetti economici ed istituzionali, anche legali: la violenza e il “piombo” cedono rapidamente il passo al potere dei soldi, in un’epoca in cui i confini tra potere criminale e potere istituzionale sembrano confondersi e sovrapporsi. Nel corso del dibattito, interessante l’excursus storico su origini, modalità e caratteristiche delle più importanti organizzazioni criminali: dalle millenarie mafia e ‘ndrangheta, passando per la più recente camorra (nata un paio di seco-

li fa) sino alla giovane malavita pugliese, con appena 25 anni di storia all’attivo. “La mafia pugliese -ha spiegato Laudati- ha avuto una genesi variegata: nata da focolai di origini siciliane e calabresi, non è forgiata sulla classica struttura a cupola; ciò che le conferisce grande flessibilità, competitività e capacità di interagire con le altre cosche, rendendola molto più pericolosa di altre organizzazioni. D’altro canto, non è ancora riuscita a contaminare la società civile, come in altre zone del meridione, dove, ad esempio, la mafia si è imposta come modello culturale e socio-economico”.Una circostanza che genera un cauto ottimismo, ha osservato il procuratore d’origini campane, convinto della possibilità di poter battere la criminalità, nonostante il ritmo della sua espansione nell’area metropolitana barese. Sequestro di armi e stupefacenti all’ordine del giorno, 49 omicidi nel barese nell’ultimo anno a fronte degli 8 nel palermitano, dei 14 nel reggino e dei 37 nel napoletano, con soli 3 procuratori operanti a Bari contro i 100 delle principali procure meridionali, sono dati che fotografano l’allarme sociale, per un fenomeno ancora sottovalutato dalle istituzioni e che, fisiologicamente, si sta spostando dal centro della metropoli alla periferia, con la nostra cittadina, insieme a tante altre, sempre più protagonista in negativo. “Una legalità organizzata che parta dal basso; la volontà di tutti i cittadini di affiancare le forze dell’ordine e la magistratura, in una lotta senza quartiere, che è innanzitutto culturale e fatta anche di piccoli gesti quotidiani, come il, semplice rispetto dei semafori”, questa la ricetta proposta dal procuratore capo per vincere la battaglia in corso.

L’INTERVENTO

Una giunta senza progetto Egregio direttore, sono dell’opinione che compito precipuo del politico sia quello di avere una progettualità di idee chiare e concrete da realizzare, ricercando i dovuti canali atti a finanziare quanto pensato, così da contribuire allo sviluppo della città. L’assessore svolge un ruolo diverso da quello del dirigente, cui spetta il compito di attuare le direttive del politico. Dico ciò perché, mi duole constatarlo, in questi due anni di amministrazione Valla abbiamo assistito ad un immobilismo senza precedenti, proprio per l’assenza di una chiara progettualità e di un’idea di sviluppo della città. Navighiamo al buio e tutto ciò che sta nascendo oggi non è altro che il frutto del lavoro di dieci anni dell’amministrazione precedente. Quali sono i progetti che contraddistinguono la giunta Valla? Quali le idee nuove, le strategie? Eppure, i giornali riportano dichiarazioni di autorevoli esponenti dell’amministrazione, che continuano ad attribuirsi meriti, a taglia-

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re nastri, senza nemmeno riconoscere, con un briciolo di buon senso e umiltà, che gran parte dei progetti conclusi, o in fase di realizzazione, sono stati architettati dalla giunta del prof. Nicola Pice. Faccio alcuni esempi. Per due anni consecutivi, 2005 e 2006, siamo riusciti ad ottenere 24 mila euro dalla regione Puglia, e ad incrementare questi fondi con ulteriori 65 mila euro per l’acquisto di due pullman, a beneficio degli alunni residenti nelle periferie. Perché l’ex assessore alla pubblica istruzione della giunta Valla, durante il suo mandato, non ha operato in maniera analoga? Salvo poi annunciare in pompa magna l’avvio del servizio e senza riconoscere il merito dei precedenti amministratori. Da assessore alla cultura della giunta Pice, sono riuscito ad avvalermi della legge regionale 42/80, ottenendo finanziamenti per manifestazioni educative e culturali (come “Eco=Oikos=Casa” o “Sipario@Scuola”) ed introducendo il teatro per i ragazzi, grazie all’iniziativa “La scena dei ragazzi”. Perché questa amministrazione non fa altrettanto?

Il mio primo atto ufficiale è stato stilato dopo pochi mesi dal conferimento della delega, nella direzione dell’istituzione del servizio civile; così come di grande importanza si sono rivelati i provvedimenti, ancora oggi in vigore, relativi al settore dei servizi alla persona, tra cui le delibere relative all’applicazione della legge regionale “Sistema integrato d’interventi e servizi sociali in Puglia” o l’atto istitutivo del “Pronto intervento sociale”. Successivamente, con la delega al turismo ho incentivato le forme di “ricezione leggera”, con un corso di formazione per l’avvio e la gestione di bed & breakfast, nonché con l’attivazione di un workshop per guide turistiche, nell’ottica della promozione e valorizzazione della città. E ancora, a partire dal 2006 è stata introdotta, nell’ambito delle manifestazioni estive, la Notte Bianca. Dove sono i risultati, le iniziative del programma stralcio dell’area vasta “MetropoliTerra di Bari”, i nuovi progetti degli attuali assessori? Questo mio intervento non vuole essere affatto un’autocelebrazione o una critica, ma semplicemente uno stimolo, un invito a cercare opportunità di finanziamenti per creare lavoro e sviluppo, per non perdere ulteriore terreno rispetto a tanti centri limitrofi. Vito Masciale consigliere comunale PD


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CONTROCORRENTE di Mimì Luiso Dice Marco Travaglio che la nostra Costituzione sta molto più avanti di noi italiani: è come uno smoking indossato da un maiale. Più o meno lo stesso concetto esprimeva Josè Saramago, quando, per spiegare il fenomeno Berlusconi, osava affermare (suscitando la ripicca della Mondatori, che non volle pubblicare il suo “Diario”) che un popolo avvezzo a convivere calmo e pasciuto in mezzo a mafia, ‘ndrangheta, camorra, P2, ecc, ben poteva vivere senza scossoni e rigurgiti di orgoglio sotto la cappa di un “delinquente” (ovviamente si riferiva a B.). E non c’è bisogno di richiamarsi ai massimi sistemi per constatare che, a furia di voler per forza generalizzare, si finisce col non essere obiettivi, con l’esagerare. Anch’io penso che le generalizzazioni poco giovino all’assunto, per

stra società sono da attribuire alla discesa in campo di Berlusconi. Continuando con la metafora della discesa in campo, si può dire che il campo stesso era il più adatto ad accogliere e far germogliare l’atterraggio del Cavaliere (vedi sopra Saramago). E così, anche se qualcuno si stupisce nel sapere che gente indagata, condannata, in odore di mafia o di camorra occupi gli scranni del nostro parlamento, o addirittura del governo, gente indagata, condannata o in odore di mafia o di camorra continua imperterrita a sedere nel nostro parlamento o addirittura nel governo. Non faccio nomi non per timore di alcunché, ma solo perché tutti li conosciamo e (questo è il guaio) e, sacrificando la nausea sul piccolo altare dei fatterelli nostri, ce ne freghiamo. Magari lo lasciamo fare a Saviano (che, poi, chi glielo fa fare visto che vive

Ogni epoca ha il suo Medioevo cui è più opportuno affidarsi a una sorta di exit poll per avere un quadro fedele in una buona percentuale. Per quanto, a ben guardare, anche le tabelle percentuali su uno stesso tema spesso differiscono di molto (vedansi, ad esempio, le percentuali di Pagnoncelli di Ballarò e quelle delle houses berlusconiane). Si tratta, in buona sostanza, di considerare, di elencare tanti “particularia” spesso apparentemente insignificanti (per lo meno così sciattamente siamo portati a ritenerli), spesso minimi per luoghi e tempi e farci su un bell’esame. Voglio, peraltro, premettere (a scanso di equivoci o malsane interpretazioni) che non tutte le negatività della no-

sempre con la scorta al suo fianco... questo pure lo diciamo). Ma in realtà, ciò che più preoccupa non è tanto la commissione del male quanto la non consapevolezza di esso. In quest’ottica anche un omicidio, la soppressione violenta della vita di un nostro simile, è per lo più vissuto dal suo autore come una sorta d’incidente di percorso, pieno di giustificazioni e da mettere subito nel bagaglio di una cinica indifferenza, o di una storia come un’altra senza strascichi di sorta. Penso, per esempio, a quel tizio che, dopo aver mandato con un pugno all’altro mondo una donna, raccoglie le sue cose da terra e se ne va e, dopo aver fornito la sua versione del fatto alla polizia, dice: “beh,

Il grande gioco dell’oca I bambini delle elementari “Cassano”, “Fornelli” e “Sacro Cuore” sono stati i protagonisti del gioco dell’oca “Giù per terra”, organizzato in piazza Moro, nell’ambito del progetto Semin’attivi, a cura dello IAL CISL Puglia e del WWF Conversano. Una mattinata tra divertimento e apprendimento, durante la quale i ragazzi hanno risposto a quesiti su problematiche ambientali, muovendosi su un telo a colori disteso sulla piazza. Hanno presentato l’iniziativa l’assessore alla Cultura Elisabetta Tonon, Chiara Civitano per lo IAL CISL Puglia, Leonardo Lorusso vicepresidente del WWF Puglia. A premiare le squadre vincitrici l’assessore all’Ambiente e allo Sport, Franco Ragno.

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e mo’ posso annàmmene?”. Quando poi la donna colpita muore in ospedale, amici e parenti tutti a vomitare lodi sull’indole del giovane e sulle sue abitudini: “è un bravo figliolo, tanto amante dei gatti, e uno che ama gli animali non può...”. E, tanto per restare alla cronaca di questi ultimi giorni, quando finiremo di masturbarci, complici tv e stampa in genere, con la morbosa ricerca di particolari che più sanno di osceno e conturbante, più ci solleticano fino a un improbabile orgasmo. E non la smetteremo fin quando saremo costretti, pungolati o rassegnati, a divenire tanti “bona animalia post coitum” . Dai nostri scranni di calcificato perbenismo oseremo levare il dito contro, giudicare secondo i nostri falsi codici. E parleremo male delle prostitute, delle escort, dei transessuali, dei ladri e degli assassini. Parlarne male non costa niente, non cozza con la morale comune, ci consente di conservare addosso la sdrucita palandrana dei benpensanti e degli onesti. Mi viene di fare una specie di paragone con tanti tizi e tizie che incontriamo sui nostri passi: vestiti firmati, moda “dernier cri”, portamento telemutuato da divo o diva, ma poi, se aprono bocca non dico che parlano un cattivo italiano (questo è il meno, visto che sono in pochi a saperlo fare), ma assisti a una sequela di oscenità, di volgarità che, a quanto pare, servono a farli sentire in qualche modo “in”. E’ uno scadimento etico generalizzato, è un abisso che si fa sempre più orrido e profondo, tanto da non farci più scorgere niente di diverso. Chi froda il fisco non è un ladro ma un dritto. Chi troneggia tra mille società offshore o si nasconde, non per vergogna ma per non farsi scoprire, oppure se ne frega visto che nessuno gli bada è da invidiare e possibilmente da imitare. E si finisce col diventare una sorta di cane da entourage, pronto a difendere a denti stretti anche ciò che del padrone è palesemente indifendibile. Chi la pensa (e agisce) diversamente non è un alieno, ma un nemico, un sabotatore, una attentatore, un violento da combattere con ogni mezzo, facendo ricorso ad ogni stratagemma (leggi dossier). E, mentre l’oppio continua a colare sugli occhi e sulle menti di tanti, il terreno diventa sempre più paludoso, anzi sempre più humus ideale perché la filosofia degli scellerati attecchisca e prolifichi. Mah, ogni epoca ha il suo medioevo. Che dire? C’è sempre il seme buono in ogni semenzaio e, in fondo, l’Italia è senz’altro bella ma non solo per le sue caratteristiche naturali. Appare ovvio che il seme non deve apparire buono ma esserlo davvero.


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A convegno i fiduciari pugliesi del Tci

Viaggia “slow”, impara “fast” di Domenico Pierro

I fiduciari aziendali pugliesi del Touring Club Italiano si danno appuntamento nella Sala degli specchi a Palazzo Gentile. I saluti della città ai congressisti, al dirigente nazionale dei fiduciari, Giulio

Damascelli. L’evento, volto ad illustrare le recenti ed originali iniziative del Tci, nell’ambito della nuova campagna di tesseramento (tra l’altro, la quota speciale di soli 39 euro, sino ai primi di ot-

stato accompagnato in visita al centro storico: la galleria nazionale, la cattedrale, il museo archeologico della fondazione De Palo-Ungaro, palazzo Vulpano-Sylos e il torrione angioino, le tappe

In alto a destra, il dirigente nazionale dei fiduciari Tci, Giulio Gissi (Foto R. Schiraldi). Sopra, degustazione di prodotti tipici (Foto M. Robles)

Gissi, e al responsabile del corpo consolare, Giuseppe Genchi, giungono da Filippo Rucci, console per Bitonto, dal sindaco Valla e dal vicesindaco e assessore al turismo Domenico

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tobre, riservata ai nuovi iscritti) è stata l’ulteriore occasione per promuovere il territorio e il patrimonio artistico della città. Il gruppo, infatti, dopo l’incontro al Comune, è

più significative ed apprezzate. Un turismo attento e colto; pronto a cogliere anche le sfumature più lievi in un particolare contesto storico, naturalistico o monumen-

tale quello proposto dal Tci: un viaggiare slow, grazie a cui riscoprire, inoltre, il fascino di tradizioni, cucina, folklore d’ogni angolo d’Italia. E proprio in questa direzione si colloca il volume “Italia unita e diversa”, pubblicato in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia: un originale excursus tra le meraviglie del Bel Paese (compresa la nostra città), con lo scopo di rafforzare l’identità nazionale, senza esclusione alcuna di culture differenti ma, tutto al contrario, nel segno dell’integrazione più vera e proficua.


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Il movimento studentesco scende in piazza

TORNA L’ONDA MA E’ UNA MAREA di Marco Agostinacchio Foto Gaetano Lo Porto Il movimento studentesco, nato nell’ottobre 2008, per contestare i tagli a scuola e università, imposti dal governo Berlusconi, torna a far sentire la sua voce. La sua fragorosa voce. Almeno 65 i capoluoghi, compresi il nostro, interessati dalla manifestazione di protesta. Il tam tam delle adesioni si è diffuso rapidamente su facebook. Stavolta, alla regia della manifestazione, c’era l’associazione nazionale Unione degli studenti e la Rete dei collettivi studenteschi della conoscenza. Una mobilitazione appoggiata da tutte le sigle di centrosinistra e promossa, come un vero e proprio raduno ad intermittenza (un’ora di astensione ogni 15 giorni) dalla Cgil. A sfilare per le vie di Bari, fino a raggiungere la sede del consiglio regionale, in via Capruzzi, quasi diecimila studenti. Massiccia la presenza degli universitari, già da mesi al fianco dei ricercatori, pesantemente penalizzati dal disegno di legge in discussione alla camera: la cosiddetta “Riforma Gelmini”. E tanti gli striscioni, ovviamente né di stima né di apprezzamento per il suo operato, rivolti proprio al ministro dell’istruzione, Maristella Gelmini. Ma sono stati gli studenti degli istituti superiori a costituire la vera ossatura della kermesse. Il centro della manifestazione è stato il totale e fermo dissenso verso la manovra economica, approvata a tappe forzate dal governo.

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Molti gli input per frenare la mannaia del governo: a cominciare da una revisione dei tagli avviati già con la finanziaria 2008 sino al reintegro, sul posto di lavoro, dei docenti precari, messi alla porta dalla soppressione di 67.000 cattedre. E non solo. Gli studenti chiedono un piano straordinario per l’edilizia scolastica da 12 miliardi di euro, distribuito in dieci anni, e una legge quadro sul diritto allo studio. In ballo ci sono borse di studio, trasporti e comodato d’uso sui libri di testo, con un fondo di finanziamento nazionale. Misure necessarie per ridare slancio ed equità agli interventi delle regioni.In Italia si calcola una media di 22 studenti per classe con picchi di 35, contro una media europea di 18. Con una spesa per l’istruzione pari al 4,4 % del Pil (la media europea è al 5,7%) l’Italia è sestultima nella Ue, prima solo rispetto a Spagna, Grecia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania. Significativo lo slogan della mobilitazione, che si rifaceva ad una massima di Victor Hugo: “Chi apre una scuola chiude una prigione”. “Chiediamo -hanno spiegato gli studenti sfilati per le strade del capoluogo- l’allineamento alla media europea, nella convinzione che un forte investimento nella cultura sia l’unico modo per uscire dalla crisi, cominciando dalla riconversione dei fondi stanziati per le scuole paritarie a favore dell’istruzione pubblica, e proseguendo col taglio di sprechi istituzionali e di inutili e dannose spese militari”.


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Foto R. Schiraldi

Risorsa o rischio?

Un dibattito su federalismo fiscale e Mezzogiorno di Francesco Daucelli

La revisione in chiave federalista dell’assetto della finanza pubblica sembra ormai alle porte, ma ancora tanti restano i dubbi sulla sua concreta attuazione e sulle conseguenze per le regioni del Mezzogiorno. Sarà davvero un “federalismo che unisce”, come l’ha

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definito il ministro Tremonti? Per rispondere a questo e ad altri interrogativi, l’Asso.C.A.L. (Associazione dei consulenti aziendali e del lavoro) ha organizzato al Traetta il convegno “Federalismo fiscale, sviluppo economico e mezzogiono”, con il patroci-

nio di Regione, Comune, Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro di Bari, Upsa-Confartigianato e Confesercenti. Al tavolo dei relatori, i dottori Giuseppe Morea (presidente Asso.C.A.L.), Michele Daucelli (commercialista) e Michele Urbano (revisore contabile), i professori Antonio Uricchio (preside della II facoltà di Giurisprudenza di Bari), Marisa Valleri e Vito Peragine (rispettivamente docente ordinario di Economia applicata e docente di Scienze delle finanze della facoltà di Economia di Bari),

oltre al dott. Francesco Paolo Chimienti (direttore provinciale dell’Agenzia delle entrate di Bari). Il dibattito ha suggerito una sospensione del giudizio sulla riforma, in attesa che vengano approvati i decreti attuativi, in particolare in tema di “costi e fabbisogni standard” (che dovranno regolare i livelli essenziali dei servizi nel campo della sanità, assistenza, istruzione e trasporto pubblico) e di perequazione. Fondamentale sarà non perdere di vista la solidarietà e la coesione sociale.


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MAQUILLAGE PER IL DEPURATORE

IL GAL SCALDA I MOTORI

L’odissea del depuratore, in zona 167, sembra volgere a lieto fine. Nelle ultime settimane, infatti, l’Acquedotto Pugliese, in qualità di gestore dell’impianto, ha messo a punto un ampio intervento di adeguamento della struttura, grazie ad un finanziamento di circa sette milioni e mezzo di euro. I lavori, in particolare, consentiranno di incrementare la quantità di scarichi

Grazie alla firma della convenzione con la Regione, il Gal “Fior d’Olivi” diventa operativo, attraverso un finanziamento di quasi 300 milioni di euro. Tali risorse consentiranno nei prossimi anni di creare nuove opportunità di sviluppo nei settori dell’agricoltura, turismo, artigianato tradizionale e

trattabili (fino a quasi 80 mila Abitanti Equivalenti), riducendo nel contempo l’impatto ambientale e adeguando l’impianto alla normativa in tema di sicurezza. Gli interventi previsti prevedono, tra l’altro, la realizzazione di una nuova linea di dissabbiatura e di un edificio di copertura dei pretrattamenti, nonché l’introduzione di un sistema specifico di trattamento degli odori.

sociale, sulla base di una proficua sinergia tra creatività e spirito d’iniziativa dei privati e capacità gestionali degli enti pubblici. Al gruppo d’azione hanno aderito, soltanto nel nostro comune, ben 127 aziende, pronte ad avviare progetti per lo sviluppo del territorio ed il rilancio del sistema agricolo.

Insieme dopo mezzo secolo

Una grande festa per riabbracciarsi dopo 50 anni. Gli alunni della V A del circolo didattico “Fornelli” del 1960 si sono dati appuntamento nella chiesa di Mariotto per suggellare un sincero e fraterno sodalizio, rimasto inalterato da oltre mezzo secolo. Hanno risposto all’appello: Abbatantuono Antonio, Acquafredda Luigi, Antonino Vito, Cannito Francesco Paolo, Cannito Nicola, Centrone Francesco, Cicinnati Attilio, Devanna Girolamo, Donatiello Pasquale, Fallacara Emanuele, Ignomeriello Cosimo, Labianca Donato, Leccese Arcangelo, Licinio Agostino, Lovascio Vincenzo, Naglieri Francesco, Noviello Francesco, Noviello Luigi, Noviello Marisa, Palmieri Giuseppe, Papappicco Giuseppe, Pastoressa Arcangelo, Pazienza Michele, Perrini Arcangelo, Pice Francesco, Ricci Giuseppe, Ricci Mario, Robles Vito, Rutigliano Nicola, Sannicandro Emanuele, Sannicandro Michele, Saracino Giuseppe, Schiraldi Vincenzo.

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Cuori alla ricerca Rossana Campo ospite di “Ottobre piovono libri” di Emilio Garofalo

In foto Mariantonia Capriglione, Ada Mezzapesa e Liliana Tangorra

La cena letteraria di “Fatti d’Arte”

La cucina? Meglio “piccante” di Giuseppe Perrulli “La cucina impudica. Ricette segrete di una donna di mondo rivelate a chi intenda diventarlo” è il nuovo spettacolo dell’associazione “Fatti d’Arte”, realizzato nell’originale location del palazzo della Regia Corte, sede delle “Officine Culturali”, nell’ambito del programma “Ottobre piovono libri”. Una vera e propria cena letteraria, nata dalla rivisitazione del frizzante testo diario di un’anonima prostituta parigina di alto borgo, risalente agli anni Trenta dello scorso secolo. Frenetici incontri con scrittori,

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pittori e musicisti della Ville Lumière, narrati nel dialogo spumeggiante, a volte malinconico, delle protagoniste Jane (Mariantonia Capriglione), Marie (Liliana Tangorra) e Annette (Ada Mezzapesa). Un dialogo vivace alternato alle spiegazioni di invitanti ricette di gastronomia, un universo affascinante in cui tutto si fonde in una tavolozza di colori che è la Parigi della Belle Èpoque. Un inno al piacere dei sensi, tra racconto e degustazione.

Fantasie sentimentali dal sapor mediorientale e amori svaniti sono i principali ingredienti dell’ultima fatica editoriale di Rossana Campo, apprezzata scrittrice, già nota ai lettori per opere quali “La storia della Gabri” ed “In principio erano le mutande”. Ospite del teatro, nell’ambito dell’iniziativa “Ottobre piovono libri”, ha presentato il romanzo, edito da Feltrinelli, “Lezioni di arabo”, svelandone i dettagli, le personalità costantemente in bilico nel campo minato dei sentimenti. Da un lato Betti, col suo passato di tormenti e sogni romantici infrantisi troppo presto, dall’altro Suleiman, depresso e complessato professore algerino che, nel grigiore della sua vita di periferia, cerca spiragli di redenzione. Insieme, cercheranno di darsi affetto prima ed amore poi, scoprendo, in realtà, di essere uniti da un reciproco bisogno di semplice vicinanza. Incalzata dall’assessore Tonon, che ha interpretato alcuni dei passi più significativi del romanzo, la scrittrice ha spiegato le fonti della propria ispirazione e il senso di una scelta stili-

stica, la sua, esplicita e dissacrante. Parlare del lavoro di Rossana Campo, non soltanto scrittrice, ma anche pittrice e sceneggiatrice, significa parlare di creatività tout court, svincolata dall’etichettatura dei generi o degli stili. E, non a caso, le sue belle pagine alternano i timbri dell’ironia a quelli del dramma, passando per la stravaganza e la trasognata umanità dei suoi eroi, con una costante attenzione verso l’universo femminile, spesso talmente contraddittorio da non poter essere compreso fino in fondo.


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Un concorso premia gli esemplari più “in zampa”

L’amico fido in passerella di Michele Cotugno

Per un’intera giornata, sono stati gli indiscussi protagonisti. Sin dalla mattina tanti esemplari hanno affollato i viali della villa. Ogni attenzione era dedicata a loro, i migliori amici dell’uomo. Erano davvero in tanti, cani di ogni razza e dimensione: dai piccoli e teneri barboncini, ai giganteschi, ma affettuosi, San Bernardo. Dalla mattina alla sera hanno rallegrato l’atmosfera di una calda domenica settembrina, dapprima gareggiando nella maratona e poi in serata partecipando alla sfilata,

accompagnati dai rispettivi padroni. In tanti hanno iscritto il loro fedele amico a quattro zampe alla prima giornata del cane, organizzata dall’associazione “Thais”, in memoria di Franco Marrone. Non potevano mancare i cani delle unità cinofile della polizia di stato, che hanno dato prova del loro infallibile fiuto nel ritrovamento di sostanze stupefacenti. Un’attività di estrema importanza, vissuta dagli animali come un semplice gioco. “Il loro vero obiettivo, infatti, è ricevere in cambio una palla con cui giocare”, come hanno ribadito gli addestratori, smentendo

l’idea secondo cui, affinchè i cani anti-droga riconoscano tali sostanze, sia necessario drogarli. L’istruttrice Stefania D’Amico ha illustrato, inoltre, le tecniche per addestrare i fidi compagni. A fine serata, al termine della sfilata dei cani, la proclamazione dei vincitori, divisi in tante categorie. Per ognuna di esse, la giuria ha premiato i primi tre classificati, con un trofeo per il padrone e tanti appetitosi croccantini per l’animale.

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Il “mito” di Piripicchio in una pellicola di Giuss Potenza

La strada un’originale ribalta di Rosa Chieco

di Sonia Vacca

In alto, la mostra al Sedile di Sant’Anna dedicata a Piripicchio, a cura dell’artista Rosa Didonna (Foto R. Schiraldi). A destra, Giovanni Botticella, nel cast del film sul popolare comico bitontino

Un tight consunto con garofano all’occhiello, una bombetta nera, un paio di baffetti alla Charlot ed un originale bastone di bambù: ecco la figura del comico Piripicchio, amato artista pugliese, ultimo esponente dell’avanspettacolo povero, colui che ha fatto delle strade e dei crocicchi il suo palcoscenico ideale. Michele Genovese, questo il suo vero nome, attore dalla mimica straordinaria, era solito

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dAI BURATTINI A SHAKESPEARE

aggirarsi per le vie dei paesi, allietando la gente con lazzi e frizzi, con battute argute e allusive, dipingendo sul volto del suo caro pubblico i vivaci colori del sorriso. Nostalgici e curiosi potranno rivederlo ben presto sul grande schermo nel film diretto da Vito Giuss Potenza “Piripicchio l’ultima mossa”, in cui un giovane liceale, Vincent, decide di segui-

re le orme del “Charlie Chaplin pugliese”, ribellandosi ai rigidi schemi paterni. Nel cast i nomi di due talentuosi bitontini: Massimo Papappicco, nelle vesti di “Cape de salzizze” ed il giovane Giovanni Botticella, nei panni di Antonio, il miglior amico del protagonista Piripicchio (Nicola Pignataro). Studente all’accademia d’arte drammatica, Giovanni, appena ventiduenne, ha già rivestito un ruolo nel corto “Mi chiamo Albania” per la regia di Nico Angiuli, ha partecipato al festival “Tiff” e al “Nano film festival” di Spoleto. La pellicola su Piripicchio sarà l’originale debutto sul grande schermo, u n ’ i m p o rtante occasione per chi, come Giov anni, ha deciso di dedicare la sua vita al teatro ed al cinema, per chi ama la fotografia e la regia cinematografica. “È un mondo che può essere compreso solo da chi lo vive in prima persona -dichiara Giovanni-. E’ una realtà altra che ti travolge, dandoti la possibiità di vivere diverse vite”.

L’atmosfera serena e accogliente del laboratorio urbano “Officine Culturali” ha fatto da cornice allo spettacolo di narrazione e pupazzi “Le avventure di una gazza ladra”, a cura dell’attrice e burattinaia Valentina Vecchio (in foto). L’associazione culturale “Fatti d’arte” ha proposto ai più piccoli un racconto animato, con simpatici oggetti ed un pupazzo, tecnica tipica della tradizione siciliana dei “cuntastorie”. Ma ecco che ha inizio lo spettacolo. Il tamburello trilla e trascina il pubblico nella tipica dimensione fiabesca. Una valigia si apre e sembrano venirne fuori mille uccelli colorati, alberi giganteschi, tre re un po’ buffi e un po’ malvagi e la collezionista di oggetti brillanti: la nostra gazza ladra. Un intento nobile, il suo: cercherà di riportare la pace nel meraviglioso bosco. E’ facile notare il fascino che l’uso sapiente della voce della Vecchio e la sua gestualità frizzante suscitano nel giovanissimo pubblico, accompagnato in un mondo sereno e divertente nel quale l’immaginazione è la vera protagonista. Tra i prossimi appuntamenti di “Fatti d’arte”, a novembre il Treatta ospiterà l’interessante “Week with William Shakespeare”, settimana dedicata alle opere del celebre Bardo d’Inghilterra.


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Giustizia sì, giustizia no Con Giuseppe Ayala un dibattito sulla riforma del processo di Davide Serio “La terra dei cachi” è una canzone del ‘96, classificatasi seconda al festival di Sanremo, che testimonia una decisa presa di coscienza da parte del popolo italiano. Oggi, invece, ci si accorge che l’Italia, con l’attuale classe politica, continuerà a lungo ad essere schiava dei pregiudizi del resto d’Europa e del mondo, che associano il nostro paese soltanto a mafia, spaghetti e mandolino. “È più difficile spezzare un pregiudizio che un atomo”, sosteneva Albert Einstein, ma, come testimoniato (nel corso di una conferenza sulla crisi della giustizia) dall’on. Giuseppe Ayala (in foto), magistrato e politi-

co

nonché amico fidato dei giudici Falcone e Borsellino, “il difficile sta nel convincere

qualcuno che un pregiudizio si possa spezzare, perché poi il resto sarà una naturale conseguenza”. All’incontro, presso la sala consiliare di Palazzo Gentile, sono intervenuti, tra gli altri, il sen. Giovanni Procacci e Michele Calamita, presidente dell’as-

sociazione degli avvocati. Il messaggio lanciato nella circostanza è chiaro: è la classe politica a non volere una reale riforma della giustizia, poiché il rischio è di rafforzare un “contropotere”, quello della magistratura. Si continua a deviare l’attenzione dei cittadini dal vero problema, soffermandosi sulla questione della separazione delle carriere tra pm e giudici. “Nulla di più sbagliato -osserva Ayala- perché si rischia così di concedere troppo potere ai pubblici ministeri. Il primo obiettivo della riforma, invece, dovrebbe

STARBENE del dott. Pasquale Lovero

MOLTI farmaci molti guai Per polifarmacoterapia s’intende l’utilizzo di cinque o più farmaci nell’arco di 24 ore. La politerapia, sebbene consigliata in alcune situazioni patologiche, andrebbe tuttavia contrastata, per via delle possibili interazioni farmacologiche e delle conseguenze imprevedibili, morte compresa. Questa prassi, abbastanza frequente, può produrre costi eccessivi ed inutili, effetti collaterali cumulativi, ridotta compliance per farmaci importanti, maggiore morbilità e mortalità. Talora il paziente, a causa delle troppe compresse da ingerire, paradossalmente riduce volontariamente la terapia, assumendo farmaci non necessari e saltando i salvavita. Molti di questi pazienti vivono male tale condizione e possono andare incontro a depressione o comunque sperimentare una scadente qualità di vita. Tutti i medici dovrebbero pensare a ridurre la politerapia, quelli di famiglia in primis, quali veri coordinatori delle varie terapie, di concerto con i farmacisti di fiducia. La politerapia è più diffusa fra gli anziani, che, tra l’altro, sono i soggetti più a rischio

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essere concludere un processo prima della scadenza dei termini di prescrizione. Solo così il sistema giustizia potrà riacquistare la fiducia dei cittadini. Ben venga, perciò, la proposta del processo breve, ma con la dovuta cautela: occorre prima ridistribuire le forze sul territorio in maniera intelligente, così da raggiungere un discreto grado di efficienza, e soltanto dopo accorciare i termini processuali”. “E’ bello morire per ciò in cui si crede” è l’ultima fatica letteraria del giudice Ayala, presentata nel corso della serata. Leggerla potrebbe rendere tutti un po’ più coscienti.

per eventuali reazioni avverse, anche letali. Il dato più allarmante è, tuttavia, l’incremento del fenomeno della polifarmacoterapia; ciò sembra legato all’aumento in generale degli ultrasessantacinquenni. Infatti le classi di farmaci più prescritte in politerapia sono proprio quelle più utilizzate dagli anziani: diuretici, ipolipemizzanti, cardiovascolari, antibiotici, oppioidi. Nelle donne anche gli estrogeni, l’atorvastatina, la tiroxina, l’idroclorotiazide, il lisinopril. Anche i farmaci da banco, le vitamine, le erbe, i fitoterapici, i minerali sono più usati, rispetto al passato, con incremento dei rischi e dei costi sociali. È consigliabile, dunque, sospendere l’assunzione di farmaci superflui e rivolgersi sempre allo stesso farmacista. Per ridurre la politerapia medici, pazienti e farmacisti, dovrebbero operare in sinergia, al fine di regolamentare le terapie complesse. Ancora, è basilare la farmacovigilanza da parte della suddetta triade, per rivalutare, riesaminare e ridefinire regimi politerapici, in ogni occasione e per ogni paziente.


“Giacimenti” da sfruttare

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Un convegno sui beni artistici tra Puglia e Basilicata di Emilio Garofalo Le idee non mancano. Le buone intenzioni ci son tutte. Le prospettive sono incoraggianti. Ci fosse la certezza di realizzazione, la società civile sarebbe entusiasta. Guardandosi attorno, tuttavia, si resta alquanto sconcertati. Perché la cultura, per quanto siamo in tanti a cercarla, è sempre più difficile da trovare. Il senso del convegno a palazzo di città, dal titolo “Modelli per la gestione del patrimonio culturale di Puglia e Basilicata”, incentrato sulla gestione corretta delle risorse artistiche del nostro paese, promosso dalle Officine Culturali e patrocinato dal Ministero per i beni e le attività culturali, comune ed enti territoriali, è proprio questo: far capire quanto sia importante continuare ad investire nella cultura, nonostante, in un territorio oppresso da un disinteresse sempre più incalzante, essa sia considerata anacronistica. L’iniziativa si è articolata in due giornate, l’una a Bitonto e l’altra a Matera, in un proficuo confronto, dunque, tra le due realtà della Puglia e della Basilicata. Intenso ed interessante l’andamento dei lavori tra le varie sessioni, variamente intitolate (“Esempi di gestione tra Puglia e Basilicata”, “Altri esempi di

gestioni in Italia” ed in ultimo “Il contributo per le imprese sociali per la cultura”); di tutto rispetto i relatori intervenuti, rappresentanti politici locali e nazionali e uomini di cultura, da Fabrizio Vona, soprintendente per i beni storici artistici ed etnoantropologici della Puglia, a Filomena Barbone, direttrice della galleria nazionale, a Nicola Pice, presidente della fondazione De Il manifesto del convegno Palo-Ungaro, da Chiara Aviani, Accentramento culturale ed coordinatrice di “Lis Aganis” una sorta di “federalismo arEcomuseo regionale delle dotistico”, se così si può dire, lomiti friulane, a Chiara Canle alternative, a conferma nito, vicepresidente Ulixes, di quanto la diversità possa da Anna D’Elia, docente di essere, talvolta, sinonimo di pedagogia dell’arte all’accaaffinità, se vi è comunione di demia delle Belle arti di Bari, intenti. al sen. Giovanni Procacci, Interessanti inoltre gli per citarne solo alcuni. spunti offerti dal convegno: I modelli di gestione prouna guida politica strumenposti, illustrati nel corso to propositivo, un incentivo di un lungo dibattito, sono all’attività di valorizzazione diversi e coinvolgono tutti, del nostro comune patrimodalle più alte istituzioni, alle nio artistico, così ricco ma, associazioni private, daltroppo spesso, trascurato. le imprese, alle università.

Emozionante l’epilogo: una serie di coinvolgenti immagini multimediali create da Francesco Sannicandro, apprezzatissimo artista visivo, narrate dal talentuoso Raffaello Fusaro. Proteggere l’arte, quella straordinaria attitudine tutta umana di migliorare il mondo con la forza della creatività, del pensiero e del talento, è l’unico strumento che hanno i nostri sogni per mantenere viva la loro dignità.

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Era l’ingresso dell’imponente casino “Fons Sylos”

Un bel portale da salvare di Pasquale Fallacara

In alto, il portale del complesso rurale. A sin. il mascherone, un tempo al centro dell’arco

Antico complesso villereccio, lungo l’antica “via della Marina”, che univa Bitonto al proprio borgo marinaro, il casino “Fons Sylos”, databile al XVII secolo, sorge nella zona denominata “Vado Francioso”. Di grandi dimensioni, caratterizzato, com’è facile supporre, da numerosi ambienti (tra abitazione, servizi, depositi, stalle e cucine) e dotato di capiente pescara, era racchiuso tra alte mura con un ampio e caratteristi-

Anniversario

co vano carraio. Quest’ultimo, opera di Valentino dei Valentini, incorniciato da due grandi colonne elegantemente ornate, presentava sull’architrave, con l’incisione del fondatore Francesco Alfonso Sylos e della data di costruzione, il 1682, un grottesco mascherone, oggi scomparso. Il complesso, situato in posizione strategica, con ottima visuale su tutto il territorio circostante, in particolare, su “Torre Tarine”, “Torre di Brencola”, “Torre Rotta la Capa”, “Torricella”, “Torre Santo Spirito”, appar-

teneva, come s’è detto, alla nobile famiglia dei “Sylos”. Il casato, originario di Burgos in Spagna, si trasferì in Italia nel 1503. Durante la guerra tra Luigi XII di Francia e Ferdinando il Cattolico, per la conquista del reame di Napoli, Diego e Andrea Sylos sbarcarono a Reggio Calabria per combattere nell’esercito del gran capitano Consalvo de Cordova. Questi, vincitore nella battaglia di Cerignola, ottenne in premio molte terre, tra cui Bitonto, ove i Sylos stabilirono la propria dimora. Nel 1554 furono ammessi con Diego alla piazza della nobil-

Bavaro Pasquale 2 Ottobre 2000 - 2010

Una delicatezza carica di comprensione e attenzione. Un’attenzione capace di esprimersi con gli sguardi penetranti dei tuoi occhi più che con le parole. E’ bello immaginare che quella foglia abbia oggi la forza di nutrire il terreno sul quale ha concluso la sua parabola. Come le nostre vite che sono alimentate dai tuoi insegnamenti. Con virtù che profumano di nobiltà. Con esempi immortali, non intac-

Come una foglia che, accarezzata dal soffice respiro del vento, abbandona il ramo natio e plana tra le accoglienti braccia del terreno. Così il dolce ricordo del tuo volto di nonno, adagiatosi nello scrigno dei nostri cuori con la stessa delicatezza che ha colorato tutta la tua esistenza terrena.

tà, il Sedile di Sant’Anna. Nel corso dei secoli, s’imparentarono con altrettante nobili famiglie, dando origine ai vari rami dei Sylos-Calò, Sylos-Sersale, Sylos-Labini. Attualmente il portale d’ingresso, separato dal resto del complesso, restaurato e destinato a “Centro Studi CEE”, versa in pessime condizioni, rischiando di sparire a causa dei numerosi atti vandalici. fallacarapasquale2@libero.it

cati dal tempo che si consuma tra le nostre mani. Con abbracci e carezze che sussurrano melodie d’infinita dolcezza. E allora, il ricordo si fa gratitudine. La gratitudine poesia. E la poesia ancora ricordo. In un vortice senza fine, nel quale amore chiama solo amore. I tuoi nipoti

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Gloria a Pericle Kleos è l’omaggio al grande politico ateniese

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L’arte di Francesco Sannicandro “illumina” il dramma di Tosca

La “forma” della musica di Maria Nicole Terlizzese

di Maria Nicole Terlizzese Nel corso del convegno “La gestione del patrimonio culturale di Puglia e Basilicata” si è svolta l’inaugurazione dell’installazione di Francesco Sannicandro, dal titolo Kleos, collocata presso il museo archeologico, con la partecipazione dell’attore Raffaello Fusaro. L’ispirazione è nata dal discorso di Pericle agli ateniesi, al quale l’attore bitontino ha donato la sua limpida voce mentre l’artista plasticità e concretezza visiva. Il volto dello stratega pare così emergere dal buio del passato, la luce che lo investe pare plasmarlo in una nuova forma e consistenza, l’ombra sembra conferirgli dinamicità: il solitario Pericle si staglia incontrastato sul mare e sulla storia mentre le sue parole lo avvolgono in un movimento sinuoso. Il pubblico non può che lasciarsi trascinare dalla grandezza dell’eroe del passato, contemplando così l’ascensione titanica del kalòs kai agatòs al di sopra e lontano dal popolo piccolo e deforme, in stridente contrasto, dunque, con la figura autorevole dell’Ateniese, dagli occhi assorti in pensieri, dalla mente eccelsa, eppure solo, circondato dalle onde del mare solcato da barche. Kleos è la gloria, una gloria resa dalla storia, qui vivificata e umanizzata; essa sceglie chi innalzare. Nell’installazione l’artista, Franco Sanni-

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In alto Kleos. A destra, la performance realizzata da Sannicandro per la prima della Tosca

candro, è la storia che ha scelto e portato in alto Pericle, raccontando la sua vicenda attraverso colori vivi, luci e ombre, in piacevoli contrasti; l’originalità dell’opera suggerisce ai suoi fruitori la piccolezza dell’uomo comune rispetto alla grandezza del condottiero ateniese, li scuote dal loro torpore e dalla loro alienazione per spingerli verso il potere del pensiero e della cultura.

Un’altra splendida prova delle proprie qualità espressive, Francesco Sannicandro l’ha offerta, quest’estate, in occasione della suggestiva “anteprima della Tosca” di Puccini, in scena nell’atrio del palazzo vescovile, nell’ambito della rassegna “Bitonto opera festival”. Lo spettacolo è stato arricchito dalle creazioni dell’artista, che con maestria è riuscito a dare plasticità alle note attraverso installazioni scultoree, capaci di sottolineare con delicata poesia i vari passaggi dell’opera: così, dunque la calda luce delle candele, il cui sottile movimento dona riflessi di flebili bagliori alla croce poco distante, simbolo della chiesa in cui tutto inizia; un grande uccello evoca le fattezze di un antico drago, di un antico potere sovrastante le umane vicende; un pugnale ed una rosa descrivono Tosca, che per la “folle” passione per il suo Mario non esita ad uccidere con violenza e pentimento. La manifestazione è stata accompagnata dalla splendi-

Fiocco Azzurro

da esecuzione di arie corali dell’opera e dai brillanti interventi del prof. Nicola Pice. Ricca di delicata poesia è stata la performance di Francesco Sannicandro, nel momento più alto del dramma: un volto di donna che emerge lentamente dai suoi pennelli tra le note della divina Maria Callas, e mentre geme per la perdita del suo Mario, l’urlo straziante prende corpo, si manifesta attraverso un vortice coloristico, plastico, attraverso uno sciame emozionale che coinvolge “spietatamente” il fruitore. È così che l’arte prende forma e corpo, in una notte stellata dai caldi colori antichi; la musica è una forza ascendente, tocca il suo apice nel delicato movimento del colore, che dal buio è catturato dalla luce, trasportato violentemente eppure con lieve delicatezza prende vita. Sotto gli occhi il frutto di un’arte materica e reale, una performance coinvolgente ed emozionale, terminata con una tenera cascata di stelle, sul drammatico tema finale di “lucean le stelle”; senza parole cantate, musica palesata dal manto stellato che si distende sul fianco del volto appena affacciatosi dall’opera.

Emanuele Sannicandro 25 settembre 2010 ... il battito di un piccolo campione è il sospiro di una profonda emozione. Il suo arrivo è qualcosa di speciale: benvenuto dagli zii Antonio, Giuseppe, Pina e Pasquale. Una guida per queste piccole dita ad un respiro che a noi dà vita.


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La Libertas al secondo posto nel campionato di promozione

Marcia trionfale di Pasquale Bavaro

I giocatori della Libertas dopo una rete segnata alla Nuova Andria. Foto tratta dal sito www.bitontocalcio.interfree.it

D’accordo, siamo soltanto alle prime giornate del campionato. I reali valori delle varie compagini non si sono pienamente espressi sul manto verde. Ma diversi elementi suggeriscono che quella da poco iniziata potrà essere una stagione ricca di soddisfazioni per i nostri colori: innanzitutto, dopo sei giornate del torneo di promozione, la Libertas Bitonto non ha ancora conosciuto l’amaro sapore della sconfitta, riportando quattro vittorie e due pareggi,

con un bottino di 14 punti che valgono ad oggi il secondo posto in classifica, alle spalle dell’Atletico Corato (compagine quest’ultima molto solida, peraltro già affrontata sul proprio terreno dai neroverdi con il risultato finale di 1 a 1, pesantemente influenzato da un arbitraggio a dir poco discutibile). In secondo luogo, la nostra squadra dimostra, in ogni uscita, di aver perfettamente assimilato gli schemi di gioco di mister Loconsole, soprattutto per quanto concerne la

Lauree

fase difensiva: la linea a quattro composta da Faccitondo, Scarano, Di Liso e Scaringi, di fronte all’estremo baluardo Vitucci, risulta quasi impenetrabile per gli avversari, avendo subito appena quattro gol nelle partite fin qui disputate, confermando una volta di più la regola tradizionale per cui “il miglior attacco è la difesa”. Ma anche l’attacco neroverde non è affatto da meno. Un goleador di razza, come Pica, già autore di nove reti, affiancato da due elementi di spiccata fantasia offensiva, quali Modesto e Petoroscia. Un’autentica macchina da gol, capace da ultimo di seppellire con un perentorio 5 a 2 la malcapitata Nuova Andria, ribadendo la superiorità dei nostri nelle partite casalinghe (tre incontri, altrettanti trionfi...). L’entusiasmo dei tifosi cresce a vista d’occhio, come testimoniato dal numero sempre maggiore di supporter pronti a seguire gli atleti della Libertas anche nelle sfide in trasferta. La speranza è che il sogno autunnale possa compiutamente maturare in primavera, consentendo ai nostri di conquistare traguardi di indubbio prestigio. La città, infatti, ha fame di calcio di alto livello. I ragazzi di coach Loconscole sembrano gli interpreti ideali per soddisfare questa richiesta.

Compleanni Il 4 Ottobre 2010, presso l’Università di Bari

ANTONIO SALIERNO ha conseguito la laurea in Economia e Commercio con la votazione 110/110 e lode, discutendo la tesi di laurea in Demografia “Dinamiche demografiche e sistema previdenziale”. Relatore il chiar.mo prof. Angelo Dell’Atti. Ad Antonio, certi della sua bravura e della sua determinazione, auguriamo un brillante futuro professionale. La moglie Lory Tatulli e il piccolo Davide I genitori Peppino e Angela Salierno e i suoceri Cosimo e Lena Tatulli.

Il 26 ottobre Pasquale Pasculli ha brillantemente conseguito la laurea in medicina e chirurgia, discutendo la tesi dal titolo “Nuovi paradigmi nel trattamento della retinopatia diabetica proliferente”. Relatore il chiar.mo prof. Dott. Carlo Sborgia, direttore della clinica oculistica, correlatore il dott. Giovanni Giancipoli. I genitori, Nicola e Margherita, i nonni, Pasquale e Laura, felicissimi partecipano.

Il 12 settembre 2007, il piccolo Francesco Maria Labianca è venuto al mondo ed è stato accolto amorevolmente da papà Cesare, mamma Ornella e dal fratellino Claudio. A distanza di tre anni, Francesco è ancora più bello. I nonni e gli zii gli rivolgono gli auguri più calorosi.

Il 23 luglio 2010

Mariano Rubini si è brillantemente laureato in Farmacia presso l’Università degli studi di Bari, discutendo la tesi in Analisi Medicinali I, dal titolo “Nuovi approcci terapeutici, che mirano a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da fibromialgia”. Relatore il chiar.mo prof. Giuseppe Fracchiolla. Presso la medesima facoltà di Farmacia, il 17 aprile 2008, Mariano aveva già conseguito la laurea in Informazione Scientifica sul Farmaco, discutendo la tesi in Biochimica dal titolo “Teoria dell’invecchiamento cellulare: ruolo dei radicali liberi”. Relatrice la dott.ssa Simona Todisco. I genitori, il fratello Silvio e la fidanzata Rosaria augurano al dott. Mariano un radioso futuro professionale.

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Il 6 ottobre 2010, il piccolo Domenico Saracino ha festeggiato il suo primo compleanno. Gli auguri più gioiosi dagli zii Felice e Antonia Del Vecchio e i cuginetti Marino e Gianni


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DIRETTORE RESPONSABILE Mimmo Larovere VICEDIRETTORE Pasquale Bavaro COMITATO EDITORIALE Alessandro Robles Franco Verriello Rosanna Schiraldi

Campioni ma “fuori strada” Gaetano Servidio e Roberto Chirico al trofeo Sud Italia Enduro di Mario Sicolo Il motociclismo, da sempre, è sinonimo di abilità e velocità. Quando, poi, le ruote diventano dentate, allora questo sport si trasforma pure in esibizione di spericolatezza e coraggio. Gli impavidi centauri, che hanno portato in alto il nome della città a Martirano Lombardo, in provincia di Cosenza, si chiamano

Anniversario

Michele Verriello 1993 - 18 Settembre - 2010

Melina Moretti 2006 - 20 Ottobre - 2010

Caro babbo e cara mamma, sono passati tanti anni da quando ci avete lasciato, ma noi vi sentiamo sempre presenti nelle nostre vite. Ci seguite sempre, giorno dopo giorno, aiutandoci a superare ogni difficoltà. Vi amiamo ora più di prima! I vostri figli

Gaetano Servidio e Roberto Chirico. In terra calabra si disputava la quinta ed ultima tappa del Trofeo Sud Italia Enduro, organizzata dal Moto Club San Mazzeo, che ha visto impegnati i migliori piloti delle regioni del centro-sud. Nella classe A1 ha spazzato via la concorrenza appunto il giovane endurista Servidio, in sella alla sua tonante Ktm 125. Passione infinita e tignosa tenacia, poi, hanno contraddistinto Chirico, impegnato nelle cinque tappe di Campionato Italiano Major. È risultato l’unico protagonista pugliese della categoria classe Master3 del trofeo, classificandosi dignitosamente al tredicesimo posto. Aggressività, freschezza, esperienza e sagacia, unite ad un’abnegazione e ad uno spirito di sacrificio più che mirabili, sono le doti messe in mostra dai due eroi del “fuoristrada”, che vestono la casacca rossa del team di appartenenza, MC Martina Franca. Il 3 ottobre 2010 è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari all’età di 85 anni Carmine Morea La redazione di “Primo piano” partecipa al dolore che ha colpito l’amico Enzo del Cafè Hegemonya e le famiglie Morea - Mundo per la scomparsa dell’amato padre

REDAZIONE Marino Pagano Lucia Anelli Rosa Chieco Pasquale Fallacara Carmela Loragno Massimiliano Robles Carmen Tonti Diletta M.C. Loragno Francesco Sicolo Mario Sicolo Domenico Schiraldi Francesco Daucelli Marco Agostinacchio Alessandra Acquafredda Emilio Garofalo IMPAGINAZIONE E GRAFICA Marianna Palmieri Beppe Granieri SEGRETERIA Nicola Vulpis EDIZIONE Associazione Realtà Rivista www.primopiano.info e-mail: redazione@primopiano.info REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, PUBBLICITÀ Via Francesco Cervelli, 6 70032 Bitonto (Ba) - Italia Tel. 080.3745278 - Fax 080.3759498 STAMPA Pubblicità & Stampa snc Via dei Gladioli, Lotto E5 - Modugno Tel. 080.5382917 - Fax 080.5308157 www.pubblicitaestampa.it Autorizzazione Tribunale di Bari N. 1277 del 24/04/1996 Spedizione in abbonamento postale versamento di euro 25,00 sul c/c n. 13675707 intestato a: Associazione Realtà Rivista via F. Cervelli, 6 - 70032 Bitonto (BA)

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