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a n n o 6 ot to b r e- n o vem b r e 2 0 1 0

Mattia Guerra

Osvaldo De Santis Presidente e A.D. 20th Century Fox Italy

4

Direttore Marketing Eagle Pictures

Nicola Maccanico

Franco Di Sarro

Direttore Generale Warner Bros

Amministratore delegato

Entertainment

Nexo Digital

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Marco Cordeddu

Riccardo Tozzi

Direttore Generale Mikado

vicepresidente dell’ANICA

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Paul Zonderland Convention Disney

Ti presento un amico

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Gabriele Salvatores

17

10 Anticipazioni

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Noi Credevamo

La donna della mia vita

Vallanzasca

Periodico digitale inviato agli iscritti alla newsletter e scaricabile, sfogliabile e stampabile dal sito www. primissima.it

Reg. Trib. Roma n. 103 del 24/03/2005

direttore responsabile pi e ro c i n e l l i condirettore MARCO SPAG N OLI Direttore editoriale Paol o S i v o r i

pubblicità PRIMISSIMA editore Multivisio n S.r.l. Via Fabio Massimo, 107 • 00192 - Roma tel. fax. +39 0645437670

hanno collaborato a questo numero Nicoletta gemmi ma ssimo r a iner i Cr istina ma r ella pa lmier i

art & grafica luca fod d is luca.foddis@primissima.it Patr izia Mor fù patrizia.morfu@primissima.it

a n n o 6 o tto b r e- n o vem b r e 2 0 10


intervista

Osvaldo De Santis Da Stone a Placido

di Piero Cinelli

Avatar è già storia. Adesso la macchina della 20th Century Fox è concentrata a breve su Wall Street Il denaro non dorme mai, e su Vallanzasca Gli Angeli del Male, che la major ha coprodotto con la Cosmo di Elide Melli. Ne parliamo con Osvaldo De Santis, Presidente e AD di 20th Century Fox Italia. Osvaldo De Santis Presidente A.D. di 20th Century Fox Italy

Unstoppable

E

’ soddisfatto di come sono andate le cose a Venezia? Credo che la presentazione di Venezia sia andata bene. Quello che c’interessava maggiormente erano i commenti e la reazione del pubblico, e possiamo ritenerci soddisfatti. La polemica invece che ha investito il personaggio, l’uomo Vallanzasca a noi non interessa. Ed il film in realtà ha poco a che vedere con la vita vera del protagonista. Non abbiamo fatto il film per esprimere un giudizio su di lui. Il giudizio su Vallanzasca è scritto nei registri dei tribunali. Il film non ha intenzione né di assolverlo né di condannarlo, solamente raccontare una storia che possa piacere al pubblico. E’ una storia romanzata, con molti elementi inventati, dal personaggio di Enzo, che esiste solo nel film e non nella realtà, ai famosi quattro rapimenti, di cui nel film ne accenniamo solo due, alla evasione da San Vittore, una tra le più impressionanti azioni che ha fatto lievitare il mito di Vallanzasca, di cui nel film non c’è traccia. La nostra intenzione è sempre stata quella di fare un film che piacesse al pubblico e sono convinto che ci siamo

riusciti. Tutta il resto non ci riguarda. Ciònonostante l’eco veneziana è stata piuttosto forte. Se la domanda vuole essere sull’uscita ad effetto contro i politici di Michele Placido in conferenza stampa, credo che la sua intenzione fosse di fare una battuta paradosso. Purtroppo è stata percepita come una provocazione, ma sono convinto che neanche lui intendesse dire quello che ha detto. Forse si è innervosito per il tono della polemica e la lettera dei familiari delle vittime, pubblicata sul Corriere della Sera il giorno stesso della presentazione. Quando parliamo dei familiari delle vittime del bandito Vallanzasca dovremmo alzarci in piedi, perché i poliziotti sono morti per difendere noi. Ma non è questo il punto. Il film non segue il punto di vista di Vallanzasca, che ad esempio ha sempre sostenuto di non aver mai ucciso poliziotti, mentre noi facciamo vedere proprio questi omicidi. Capisco la preoccupazione dei familiari delle vittime ma forse queste persone dovrebbero andare a vedere il film. Loro ne fanno una questione di principio, dicendo che un film su Vallanzasca non avrebbe dovuto essere fatto, ma questa non è certamente la prima pellicola, e nemmeno sarà l’ultima, che racconta la vita di banditi. E’ un vero e proprio genere cinematografico, con dei capolavori come Bonnie e Clyde, e ad esempio, un numero impressionante di film su Al Capone, il primo dei quali fatto quando Al Capone era ancora in vita. Non pensa che l’opinione pubblica più moderata abbia paura di veder sdoganato Vallanzasca? Il nostro film non vuole assolvere Vallanzasca o dipingerlo come una vittima. Vallanzasca è un de-

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Vallanzasca - Gli angeli del male

linquente condannato a quattro ergastoli e 260 anni di reclusione e questo non è minimamente messo in discussione nel film. Vallanzasca spara ed uccide, addirittura uccide con le sue mani il suo migliore amico. Nel film è lui che da il via alla strage delle carceri e che dice testualmente durante il processo: “questi infami li dobbiamo scovare ovunque ed ammazzarli tutti”. Riteniamo di aver fatto un film obiettivo, nei limiti della libertà artistica. Se poi qualcuno protesta perché Kim Rossi Stuart ha una faccia troppo accattivante, francamente ci sembra eccessivo. Sicuramente non potevamo metterci un mostro, perché Vallanzasca a suo tempo era un bell’uomo. Addirittura è stato scritto un intero libro “Lettere a Vallanzasca” con le centinaia di lettere che le ammiratrici gli mandavano in carcere. Per molti giornalisti Vallanzasca Gli Angeli del Male era il miglior film italiano presentato a Venezia, eppure è quello che ha suscitato più polemiche. Forse anche la disattenzione di Michele Placido durante la conferenza stampa ha contribuito a spostare l’attenzione sul personaggio Vallanzasca

e non sul film. Ma considerando le straordinarie critiche dei maggiori giornali stranieri, e le vendite all’estero che sono state finalizzate a Venezia, vedi Inghilterra, Germania, Spagna, Australia, possiamo ritenerci soddisfatti. Poi c’è da dire che i Festival, e Venezia non fa certo eccezione, vivono anche sulle polemiche. Che sono strumentali per una maggiore visibilità, anche presso il pubblico non cinematografico. Perché la scelta di spostare l’uscita di Vallanzasca a gennaio? Vorrei evitare di far nascere nuove polemiche ed anche per una forma di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime di Vallanzasca, ho pensato che potesse essere considerato indelicato far uscire il film a Natale. Ritengo di aver fatto la scelta più giusta.

Un commento sulle prossime uscite? Credo che su Innocenti Bugie e Wall Street 2 ci sia poco da aggiungere. Due film impeccabili, ognuno nel suo genere, e con un grande potenziale commerciale. Ed anche le altre uscite di fine anno sono tutte molto ben posizionate. A cominciare da My name is Khan, in uscita a novembre, che andrà al Festival di Roma. Sempre a novembre Unstoppable, un action molto adrenalinico firmato da Tony Scott e interpretato da Denzel Washington e infine, a Natale, Le Cronache di Narnia Il viaggio del veliero, in 3D. Con il nuovo anno invece mi sembra ci siano molti titoli di qualità. A gennaio uscirà Vallanzasca Gli Angeli del Male e poi una serie di film meno conosciuti ma molto belli come per esempio Non lasciarmi, una storia straordinariamente bella che speriamo possa concorrere agli Oscar. A proposito di Oscar mi sembra che anche altri titoli, in odore di nomination, sono stati posizionati in quel periodo? Con il Cigno Nero ci avviciniamo molto agli Oscar ed anche 127 Hours potrebbe essere un grandissimo film, staremo a vedere! Poi ad aprile arriverà Rio, un cartone animato in 3D ideato dai geni dell’Era Glaciale, che racconta la storia di un pappagallo innamorato che abbandona la sua gabbia nel Minnesota per raggiungere una splendida pappagallina nella foresta pluviale.

Il calendario 20th Century Fox WALL STREET: IL DENARO NON DORME MAI - 22-ott-10 UNSTOPPABLE -Fuori controllo - 12-nov-10 MY NAME IS KHAN - 26-nov-10 CYRUS - 10-dic-10 LE CRONACHE DI NARNIA: IL VIAGGIO DEL VELIERO (3D) - 17-dic-10 VALLANZASCA - GLI ANGELI DEL MALE - 21-gen-11 AMORE ED ALTRE DROGHE - 04-feb-11 I FANTASTICI VIAGGI DI GULLIVER (3D)- 18-feb-11 NEVER LET ME GO - 25-feb-11 RAMONA AND BEEZUS - 25-feb-11 CIGNO NERO - Black Swan - 11-mar-11 127 HOURS - 25-mar-11 RIO (3D) - 08-apr-11 Water for Elephants - 22-Apr-11

My name is Khan

What's Your Number? - 6-mag-11 X-Men: First Class - 3-giu-11 Diary of a Wimpy Kid - 10-giu-11 primissimatrade

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intervista Nicola Maccanico

di Marco Spagnoli

Obiettivo 100 Milioni di euro “La prima parte di Harry Potter e i doni della Morte, pur non essendo in 3D, resta il nostro film più importante dei prossimi mesi. E’ l’inizio della fine di una saga che ha appassionato un pubblico immenso in tutto il mondo e non deluderà i suoi appassionati.” Nicola Maccanico Direttore Generale Warner Bros Entertainment

Sucker Punch

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N

icola Maccanico, Direttore Generale di Warner Bros. è entusiasta del blockbuster in uscita il 19 novembre “E’ un film interessante e coinvolgente con una grande storia interpretata da attori ulteriormente maturati non solo anagraficamente.” Spiega l’Executive della Major guidata da Paolo Ferrari che distribuirà il secondo capitolo dell’ultima avventura di Harry Potter a metà luglio dell’anno prossimo. “Avremo inoltre Il Regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani una storia che fa sognare diretta dal regista di 300 Zack Snyder. Il film ha una potenza visiva unica, espressione del talento di un artista straordinario che utilizza il 3D con grande proprietà e capacità espressiva: una storia sull’eterno confronto tra Bene e Male, con la vittoria del primo come esemplificazione dei suoi valori più importanti e profondi. Snyder è

un talento su cui Warner vuole puntare in futuro, come dimostrano il suo prossimo film Sucker Punch che distribuiremo la prossima primavera e la recente “investitura” per il nuovo Superman”. A dicembre invece usciremo con una commedia contemporanea con protagonista Katherine Heigl, intitolata Tre all’improvviso, storia di due giovani che inaspettatamente si troveranno a dover vivere insieme. Una commedia che esalta il ruolo dei bambini e di come possono cambiare in meglio la vita. Parliamo, invece, dei film italiani in uscita fino alla fine dell’anno? Il 22 ottobre usciremo con Figli delle Stelle di Lucio Pellegrini che propone un cast originale ed interessante composto da Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Fabio Volo, Claudia Pandolfi, Paolo Sassanelli e Giorgio Tirabassi. La storia è quella di un gruppo di persone che vuole rapire un ministro “nemico” del popolo e che, invece, si trova per le mani “solo” un sottosegretario, in più di scarso peso. Una commedia degli equivoci, molto divertente che farà anche pensare il pubblico. Il film è una coproduzione Warner con ITC e Pupkin. A seguire arriverà Ti presento un Amico in uscita il 12 novembre. Il film è il frutto della nostra seconda collaborazione con i Fratelli Vanzina dopo Febbre da Cavallo

2 – La Mandrakata ed è una commedia romantica con protagonista Raoul Bova circondato da un gruppo di donne bellissime come Martina Stella, Barbora Bobulova, Kelly Reilly (che abbiamo già visto in Sherlock Holmes) e Sarah Felberbaum. Il film è pieno di molte sorprese ed affronta la complessità dei rapporti tra uomini e donne nella nostra società. A Natale avremo La bellezza del Somaro una commedia sofisticata ed intelligente scritta da Margareth Mazzantini, diretta ed interpretata da Sergio Castellitto insieme a Laura Morante, Enzo Jannacci e Marco Giallini. Una storia in grado di generare interesse e identificazione perché affronta il tema del confronto tra generazioni e dell’inversione dei ruoli tra giovani e adulti. La data è stata scelta con grande attenzione, perché siamo convinti che durante le feste le opportunità per il cinema italiano possano travalicare le tradizionali commedie natalizie. Più ampia è l’offerta cinematografica, più è possibile sfruttare la disponibilità della gente ad andare al cinema in quel periodo dell’anno. Il vostro obiettivo, quest’anno, è quello di toccare quota cento milioni di Euro di BO solo in Italia… Se così fosse sarebbe il più alto risultato raggiunto dalla nostra società da quando opera in Italia. Il fatto che questo possa accadere


nello stesso anno in cui voi avete distribuito sei film italiani è soltanto un caso? E’ la dimostrazione del ruolo assai positivo che può giocare la produzione locale per uno Studio hollywoodiano operante in Europa. Se rispetteremo le nostre aspettative l’incidenza dei film italiani sul nostro fatturato complessivo potrebbe superare il 25%. Tutto questo a conferma di come la partecipazione alla produzione locale di un paese per una major è principalmente una scelta economica. Intuizione avuta prima di tutti da Paolo Ferrari, quando immaginare che Warner potesse distribuire sei film in un anno sembrava un’utopia.

possibile entrare in contatto con un tipo di film dalle problematiche più adulte. L’unica maniera per riuscirci è fare in modo che gli esercenti facciano loro questa idea di rinnovamento e che le istituzioni contribuiscano attivamente alla tutela delle sale di città, ma per riuscire è necessario che la pubblica amministrazione e i privati trovino il modo per investire insieme.

La Bellezza del Somaro

Cosa accadrà nel 2011 per quanto riguarda la produzione italiana? L’esperienza di quest’anno sembra dimostrare che siamo in grado di gestire un numero significativo di film italiani. Vorremmo quindi consolidare la nostra partecipazione al prodotto locale e continuare a fare questo lavoro sempre meglio, attraverso una maggiore programmazione e ad una minore episodicità. Il 2011 sarà un anno di transizione per arrivare al 2012, quando avremo consolidato la nostra strategia di lavoro. L’anno prossimo, per quanto riguarda la produzione europea ed italiana, avremo il nuovo film di Pedro Almodovar, ma anche sul fronte italiano qualcosa si sta muovendo... In questo senso qual è la vostra posizione riguardo le sale cinematografiche? Qualcuno dei vostri competitor lamenta il fatto che certi risultati di titoli italiani siano possibili soltanto nei cinema tradizionali e non nei Multiplex dove risulterebbe inutile perfino tentare di distribuire alcuni prodotti… All’inizio di quest’anno ho girato i Multiplex insieme a Carlo Verdone incontrando un pubblico di tutte le età. E’ vero, c’era l’attrattiva di potere incontrare una Star e un talento come quello di Carlo, ma vi ho colto anche un segnale diverso: è possibile portare un pubblico più adulto nei Multiplex. Questo obiettivo è ancora più concreto se lo valutiamo in prospettiva: chi avrà cinquanta o sessanta anni domani sarà cresciuto frequentando i Multiplex e sarà più disponibile nel continuare a farlo. Non va certo sottovalutato nemmeno il “rovescio” della medaglia: è necessario migliorare la qualità delle sale di città, per interrompere l’emorragia di pubblico adulto e perché così facendo i giovani potrebbero scoprire il gusto di frequentare cinema dove è Figli delle Stelle

Il calendario Warner Bros. Figli delle stelle - 22 ottobre I Guardiani di Ga Hoole (3D) -29 ottobre Ti presento un amico -12 novembre Harry Potter e i Doni della Morte: Parte I - 19 novembre Life as we know it - 3 dicembre La bellezza del somaro - 17 dicembre Hereafter - 5 gennaio 2011 Jogi Bear (3D) - 14 gennaio 2011 Due date - 21 gennaio 2011 The rite - 4 febbraio 2011 Unknown white male - 25 febbraio 2011 Drive angry (3D) - 11 marzo 2011 Sucker Punch (3D) - 25 marzo 2011 Hall Pass - 8 aprile 2011 Red Riding Hood - 22 aprile 2011 Crazy stupid love - 6 maggio 2011 Hangover 2 - 27 maggio 2011 Green Lantern (3D) - 17 giugno 2011 Harry Potter e i Doni della Morte: Parte 2 - 15 luglio 2011 Horrible bosses - 19 agosto 2011 Final destination 5 (3D) - 26 agosto The Apparition - 9 settembre 2011 Journey to the center of the earth (3D) - 23 settembre 2011 Contagion - 4 novembre 2011 Happy Feet 2 (3D) - 2 dicembre 2011 Sherlock Holmes 2 - 16 dicembre New Year’s Eve - 28 dicembre 2011

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Produzione Nolan, Snyder,Affleck: I giovani leoni della Warner Bros.

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on è certamente da considerarsi un caso il fatto che il line up di Warner Bros dei prossimi anni faccia, in parte, affidamento, insieme ad autori affermati come Clint Eastwood, su nuovi talenti cui sono state affidate le sorti di importanti franchise e che nel recente passato hanno letteralmente colto di sorpresa la critica e il Box Office internazionali. Il recente successo di Ben Affleck come regista di The Town va ad affiancarsi a quello di altri giovani talenti come , Zack Snyder e Todd Phillips. In particolare, gli ultimi tre, sono amici e si frequentano insieme a mogli e figli anche nella vita privata. Tutti insieme forniranno a Warner, entro il 2013, almeno altri sei film di cui quattro in uscita tra la fine di quest’anno e i primi sei mesi del 2011. Phillips, infatti, dopo il successo di Una notte da leoni tornerà con il suo sequel l’estate prossima, mentre a gennaio proporrà la commedia sofisticata Due Date di cui sono protagonisti Robert Downey Jr. e quel Zack Galifianakis rivelato al grande pubblico dal film con la tigre di Mike Tyson ‘rapita’ in una camera d’albergo distrutta di Las Vegas. Dopo Il Cavaliere Oscuro e Inception, l’inglese Christopher Nolan è, invece, diventato ‘la gallina dalle uova d’oro’ di casa Warner. L’uomo cui non si può rifiutare nulla e che perfino una sceneggiatura concettuale come Inception ha visto trionfante al botteghino. “Mentre noi siamo in cerca di finanziatori e di distributori e i cineasti indipendenti si dannano per realizzare i loro film, solo una persona ha tutto quello che vuole a disposizione per fare il cinema che ama e in cui crede ed è Christopher Nolan.” Ha detto non senza una punta di sana invidia a Venezia, presentando il suo notevolissimo Black Swan, il regista Darren Aronofsky. Una considerazione che non coglie di sorpresa, né sembra smuovere più di tanto il diretto interessato che replica “Dopo il successo di Il cavaliere oscuro mi sono trovato dinanzi all’opportunità unica di realizzare un film come Inception che consideravo molto ‘personale’e che conteneva temi di particolare interesse ai miei occhi. Visto che avevo tale opportunità mi sentivo come responsabilizzato a spingere il più possibile in avanti il mio lavoro alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso. Inception doveva essere il film che volevo fare.” Sottolinea Nolan “ Il suo successo è stato una bella ricompensa per questo sforzo e la mia speranza è che incoraggi gli Studios a dare maggiori opportunità ai registi e cineasti. Forse se questi ultimi avessero più potere e voce in capitolo vedremmo dei film migliori…chissà? Certo sarebbe eccitante provarci, e sicuramente sarebbe splendido potere vedere più Major hollywoodiane come Warner sostenere il lavoro e le idee originali dei suoi registi.” E mentre l’arrivo di Batman 3 è previsto per il 2012, un anno più tardi, dovrebbe arrivare il nuovo Superman scritto e prodotto proprio dalla famiglia Nolan (Christopher scrive con suo fratello Jonathan e produce insieme alla moglie Emma, ma coprodotto dalla famiglia Snyder (Zack lavora con sua moglie la produttrice Deborah) e diretto Christopher Nolan dal regista di 300 e di Watchmen che racconta “Lavorare con Chris ed Emma

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Ben Affleck

per me e Debbie è una cosa fantastica.”dice Zack Snyder “Sono due persone molto intelligenti e in gamba e portare avanti insieme a loro questo progetto appare come una possibilità straordinaria per sfruttarli come una risorsa, dando vita ad una collaborazione molto rilevante.” Snyder che, nel frattempo per la Major guidata in Italia dal suo Presidente Paolo Ferrari ha già realizzato il film d’animazione in 3D Il Regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani e Sucker Punch con un cast di bellissime donne come Emily Browning, Abbie Cornish, Jena Malone e Carla Gugino in uscita a fine marzo, promette “Vedrete un Superman molto interessante: io ho sempre avuto un’enorme passione per il personaggio e per il materiale. Stiamo lavorando per realizzare un film originale, ma anche molto rispettoso della storia di questa grande icona proveniente dal mondo dei fumetti.”

Zack Snyder


intervista Marco Cordeddu

di Marco Spagnoli

Mikado: ricomincio da tre

Marco Cordeddu Direttore Generale Mikado

Dopo una lunga esperienza nel settore audiovisivo, Marco Cordeddu è il nuovo Direttore Generale di Mikado. Un esordio felice quello dell’executive proveniente dalla londinese Zodiac Entertainment la società, sempre del Gruppo De Agostini, che si è occupata delle vendite internazionali della fortunata trilogia Millennium. A Venezia Mikado ha ottenuto un eccellente risultato con il nuovo film di Alex De La Iglesia Ballata dell’Odio e dell’Amore in uscita in Italia a febbraio e, in seguito, ha avuto due film selezionati dal Festival di Roma: il vincitore del Sundance Animal Kingdom (30 ottobre) e il documentario Bhutto in arrivo il 5 novembre. “Segnali importanti - sottolinea Cordeddu - che confermano la qualità delle persone che costituiscono la nostra squadra e la nostra capacità di selezionare i film giusti.”

B

allata dell’Odio e dell’Amore è uno dei film più interessanti di Venezia. Marco Muller aveva visto solo un pezzo del film e aveva incoraggiato Alex a finirlo in tempo per il Festival. Il regista ha lavorato giorno e notte fino ad una settimana prima, ottenendo un risultato notevole con grande professionalità e impegno. Il film è molto originale e particolare e adesso la sfida davvero interessante è quella di ottenere un buon riconoscimento commerciale. Alla Mostra del Cinema Ballata dell’Odio e dell’Amore ha polarizzato sia la critica che il pubblico, guardiamo alla sua release con entusiasmo e fiducia.

Ballata dell’Odio e dell’Amore

La scomparsa di Alice Creed

Mikado distribuirà a dicembre la commedia Infedele per caso e, nel 2011, sono annunciati oltre a La Ballata dell’odio e dell’amore, La scomparsa di Alice Creed con Gemma Arterton, Hesher – Bastardo Dentro con Joseph Gordon-Levitt e Natalie Portman, nonché I Jones con David Duchovny e Demi Moore. Qual è la linea editoriale che il mercato può attendersi dai nuovi vertici di Mikado? Intendiamo riportare Mikado a quello che, storicamente, la nostra società ha sempre fatto: ovvero distribuire film d’autore e film di qualità. Sappiamo di rivolgerci ad un target di nicchia, al tempo stesso, però, composto da appassionati, da persone che credono nel cinema. Un gruppo che, sebbene numericamente più basso, molto fidelizzato che può dare grandi soddisfazioni. Abbandoneremo i tentativi del passato di allargare Mikado ad un’area più commerciale, perché non li consideriamo coerenti con il nostro brand e perché preferiamo restare un distributore indipendente di taglia piccola. Gli investimenti che faremo sono in linea con il nostro obiettivo. Ovviamente questo non è un limite, ma una demarcazione dell’area del nostro lavoro dove intendiamo metterci alla prova rispetto a

quanto siamo in grado di fare. Vogliamo, prima ancora che da parte del pubblico, ottenere un riconoscimento dagli addetti ai lavori ovvero esercenti, produttori, buyers televisivi per la cura maniacale del prodotto, del suo lancio, delle relazioni con la stampa e di quelle commerciali. Il nostro è un approccio quasi ‘sartoriale’, non abbiamo un numero definito di titoli all’anno, ma quelli che distribuiremo saranno lanciati a fronte di un grande investimento di tempo e di risorse. Siamo fuori dalla competizione per l’acquisizione di film a valori altissimi e puntiamo ad altri obiettivi. Quanto conta, in questo modello di business, la televisione? Il box office theatrical non consente a nessuno di fare quadrare i conti: nella mia esperienza internazionale in tutti i paesi europei c’è una pluralità di soggetti che portano la competizione ad un livello alto consentendo a distributori di taglia analoga alla nostra di lavorare molto bene. In Italia non è così: il problema dei diritti televisivi resta complesso e il mercato, per il momento, è bloccato. Siete interessati al prodotto italiano? Molto, ma il problema è che quando un autore, in Italia, ha successo, diventa inavvicinabile per costi e aspettative. Noi siamo interessati a registi e produttori all’inizio della loro carriera che vogliono scommettere insieme a noi. Anche per quanto riguarda le coproduzioni, per il momento, non abbiamo ancora le competenze sufficienti per occuparcene nella maniera adeguata alla grande qualità di lavoro che intendiamo portare avanti. Se ci saranno delle opportunità dove collaborare, non ci tireremo indietro, ma si tratta di una questione differente rispetto ad un approccio strategico e continuativo. Per il momento preferiamo concentrarci sulla distribuzione. primissimatrade

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Convention di Marco Spagnoli

Disney a tutto 3D

Paul Zonderland Vice Presidente e Direttore Generale di Walt Disney Motion Pictures

Una raffica di novità in casa Disney, annunciate dal Vice Presidente e Direttore Generale di Walt Disney Motion Pictures Paul Zonderland. Il cartone Rapunzel – L’intreccio della torre uscirà in esclusiva nelle sale 3D da venerdì 26 novembre, ferma restando l’uscita in 2D al 3 dicembre, stesso discorso per Tron Legacy che uscirà nelle sale 3D mercoledì 29 dicembre, ed il 5 gennaio nelle altre sale. Nel corso della Convention Disney, che ha avuto luogo presso la Casa del Cinema di Roma, sono stati presentati otto minuti di Tron Legacy film di cui, il 28 ottobre, saranno presentati in anteprima mondiale ventitre minuti al Festival di Roma, nell’ambito di una Tron: Night globale che vedrà, sempre il 28 ottobre, la proiezione di un’anticipazione del film in molte sale del pianeta selezionate dalla Walrt Disney.

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scirà invece il 18 maggio 2011 il quarto capitolo de I Pirati dei Caraibi, primo in 3D, dal regista Rob Marshall, autore di Chicago, Memorie di una Geisha e di Nine. “Un film da cui ci attendiamo trenta milioni di Euro di risultato.” Dice Paul

Pirati dei Caraibi 4 – On Stranger Tides

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Zonderland. “Una pellicola certamente all’altezza dei suoi predecessori, impreziosita, però, da un utilizzo sorprendente della tecnologia di ripresa in 3D.” Pirati dei Caraibi 4 – On Stranger Tides non sarà, però, un prequel della trilogia proposta negli anni scorsi. Questa volta Jack Sparrow è alle prese con la ricerca della fonte dell’eterna giovinezza e sul suo cammino avrà un duplice ostacolo: da un lato il Capitano Barbossa interpretato ancora una volta da Geoffrey Rush che non ha più una nave sua, ma è passato, incredibilmente, al servizio di sua maestà; dall’altro ci sarà il pericolosissimo pirata Barbanera (Ian McShane) la cui figlia interpretata da Penelope Cruz sembra avere un interesse ‘speciale’ per il sempre fascinoso Jack Sparrow. Come al solito le avventure dei Pirati dei Caraibi saranno popolate da personaggi fantastici come sirene e zombies. “Dopo il successo dell’estate 2010 durante la quale abbiamo raggiunto la quota

del 25% del mercato con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente, intendiamo insistere in questo percorso virtuoso che fa bene al mercato e all’esercizio.” Continua Zonderland che per il Natale 2010 di casa Disney propone il film d’animazione tridimensionale Rapunzel – L’intreccio della Torre e la produzione italiana diretta da Laura Luchetti, Febbre da Fieno. “E’ un piccolo film sull’amore dove i personaggi ruotano intorno ad un negozio un po’ magico di modernariato.” Spiega la regista esordiente “Un luogo dove gli oggetti hanno una seconda occasione di vita, evitando di essere buttati. Uno spazio fisico che rappresenta un po’ il senso di un film che racconta le seconde occasioni. Le nuove opportunità d’amore che spesso le persone non riescono ad avere.” Il cast è composto da giovani attori di grande talento e spessore: Diane Fleri, Camilla Filippi, Giulia Michelini, Andrea Bosca. “Febbre da Fieno è un film sui sentimenti in cui tutti quanti


noi abbiamo riposto una grande passione.” Conclude Laura Luchetti. Il 5 gennaio 2011 arriverà sugli schermi italiani Tron Legacy di cui, il 28 ottobre, saranno presentati in anteprima mondiale ventiquattro minuti al Festival di Roma e che uscirà nelle sale italiane dopo una settimana di anteprima solo nel circuito 3D a partire dal 29 dicembre. Il sequel dell’originale del 1982 è diretto da Joseph Kosinski, già al lavoro su un’altra property Disney ovvero quel Black Hole di cui dirigerà il remake. Nel cast oltre Jeff Bridges che riprende il ruolo del film di ventotto anni fa, troviamo Michael Sheen, la giovane e apprezzata Olivia Wilde vista nell’horror Turistas e nella serie Dottor House: Garret Hedlund (Troy, Eragon) è il giovane protagonista di quella che potrebbe essere una nuova importantissima franchise per lo Studio hollywoodiano. “Tron Legacy ha le stesse potenzialità di Alice in Wonderland che ha aperto un anno dove abbiamo superato i centoventi milioni di incasso complessivo.” Rileva Zonderland “Un risultato che siamo certi di potere ripetere con i tioli del nuovo line up cui se ne aggiungeranno anche altri di cui, però, è ancora troppo presto parlare.” Dopo Tron Legacy le cui musiche sono state composte dai francesi Daft Punk, il 2011 Disney continua con il thriller fantascientifico Io sono il numero quattro, il film d’animazione Gnomeo & Juliet in cui troviamo un’esilarante rilettura del classico shakespeariano nel mondo dei nani da giardino, lo spettacolare documentario African Cats in uscita per l’Earth Day il 22 aprile e prodotto ancora da Disneynature, nonché la produzione 3D di Robert Zemeckis Mars needs Moms e il nuovo attesissimo film Pixar, Cars 2 in 3D in uscita il 17 agosto con le macchine protagoniste del primo capitolo in tour in Giappone, ma anche in Italia. In autunno, tra gli altri titoli, arriveranno il nuovo film di Steven Spielberg la cui uscita è prevista per Natale 2011, periodo quando, il 23 dicembre uscirà anche il terzo capitolo della saga de Il Mistero dei Templari con Nicolas Cage prodotto da Jerry Bruckheimer e per la regia di Jon Turtletaub. Anteprima – Rapunzel L’intreccio della Torre: campagna marketing digitale per un film d’amore, ma anche di avventura e molto comico. Il cinquantesimo classico Disney  si basa sulla fiaba tedesca Raperonzolo, scritta dai Fratelli Grimm e racconta la storia del furfante Flynn Rider, che dopo averne combinate una delle sue, si rifugia in una torre senza sapere che è abitata da Raperonzolo, una principessa rapita, quando era ancora piccola da Madame Gothel. La ragazza vede l’ intruso come l’opportunità di fuggire dalla torre e andare a cercare la propria famiglia. “Il film è stato presentato a metà ottobre a Orlando durante lo Show East e ha ottenuto un grande consenso da parte degli esercenti e dell’industria più in generale, che lo considerano molto più commerciale rispetto a La Principessa

Rapunzel L’intreccio della Torre e il Ranocchio.” Sostiene Paul Zonderland “Innanzitutto perché è stato interamente concepito e realizzato in 3D eppoi perché pur essendo ispirato ad una fiaba molto classica è soprattutto una grande avventura che, dal punto di vista tecnico - qualitativo, non ha nulla da invidiare ad Avatar. Per le sale tridimensionali avremo molto più spazio dopo l’annuncio che Harry Potter e i Doni della Morte non sarà più in 3D.” Rapunzel – L’Intreccio della Torre ha già coinvolto un enorme numero di marchi e di brand che saranno partner del lancio a fine novembre. “E’ un film spettacolare e di grande impatto - continua il Direttore Marketing Kristin Greiner - che si rivolge sia alle femmine che ai maschi. Una commedia con personaggi divertenti e piena di situazioni esilaranti e con alcuni personaggi destinati a incantare soprattutto i bambini, come il cavallo Maximus e il camaleonte Pascal.” “Avremo il supporto - continua Kristin Greiner - di numerose licenze in diverse categorie che garantiranno tantissime attività, oltre ad un forte impegno da parte delle divisioni editoriali della nostra società sia sul fronte libri, che magazines che sui canali Disney. Tutte le vetrine dei Disney Stores a dicembre saranno dedicati a questo film. Come tradizione per il nostro film di Natale, la campagna promozionale sarà molto importante. Gran parte del nostro investimento verrà destinato all’ on line e al marketing digitale.”

Il calendario Disney

Kristin Greiner Direttore Marketing di Walt Disney Motion Pictures

Rapuntzel L’intreccio della torre - 26 novembre (solo 3D) - 3 dicembre Febbre da fieno - dicembre 2010 Tron: Legacy - 29 dicembre (solo 3D) - 5 gennaio Sono il numero quattro - febbraio 2011 Gnomeo e Giuliatta (3D)- aprile 2011 Il debito - Aprile 2011 Winnie the Pooh - Aprile 2011 Mars needs Moms (3D)- giugno 2011 Cars 2 (3D)- 17 agosto Fright Night (3D)- Novembre 2011 War Horse - Natale 2011 National Treasure (3D)- Natale 2011

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intervista Mattia Guerra

di Piero Cinelli

Il marketing nell'era di Internet

Mattia Guerra Direttore Marketing Eagle Pictures

Minimajor a tutti gli effetti, la Eagle Pictures occupa un posto importante nel mercato distributivo, un marchio molto aggressivo sia sul piano promozionale che su quello commerciale, e molto attento ai risultati. Di questo, alla luce della recenti e rilevanti evoluzioni delle strategie di marketing, ne abbiamo parlato con il Direttore Marketing Mattia Guerra.

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sciamo con due film al mese circa, più di 20 film all’anno, cercando di offrire molto prodotto al mercato e soprattutto in modo continuativo. In estate siamo usciti con Solomon Kane, Pandorum ed il terzo capitolo di Twilight, investimenti importanti che hanno dato ottimi risultati. A prescindere dal terzo capitolo della saga che ha incassato più di sedici milioni, Solomon Kane ha fatto due milioni, mentre Pandorum, un film dell’anno passato, ha incassato quasi un milione, quindi complessivamente possiamo ritenerci soddisfatti.

Solomon Kane

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Come vengono selezionati i film? La valutazione a cui vengono sottoposti i film già durante la fase d’acquisto, comprende aspetti commerciali, editoriali (il regista, il cast) e aspetti di marketing. Quest’ultimo aspetto è molto importante perché cerchiamo di acquistare dei film che abbiano degli elementi precisi d’attrazione, altrimenti diventa molto difficile lanciarli. Se il film è originale e c’è un’idea nuova il pubblico è invogliato a vederlo ed il marketing deve solo valorizzarlo. Se invece il prodotto ha dei problemi, allora il marketing ha un compito molto più complesso. Può farci un esempio? Un esempio in questo senso è stato Oceani 3D, un documentario acquistato nel momento in cui il mercato sembrava affamato di pellicole stereoscopiche. Girato molto bene, con notevoli effetti 3D, una storia molto semplice, ma con delle pecche a livello strutturale: c’erano molti, forse troppi, elementi scientifici che creavano un certo contrasto tra il tipo di narrazione ed il tipo di pubblico a cui si rivolgeva. Abbiamo quindi fatto due operazioni molto poco ortodosse. Un trailer con del materiale in 3D realizzato da noi che rappresentava l’interno di una sala cinematografica In post-produzione poi, abbiamo ap-

plicato degli effetti speciali facendo uscire l’acqua dallo schermo. Inoltre abbiamo fatto dei cambiamenti alla sceneggiatura. Da una voce femminile - in Francia la voce narrante era di Marion Cotillard - siamo passati a tre voci maschili, quelle di Aldo, Giovanni e Giacomo che, dalla pancia della tartaruga, raccontavano il lungo viaggio. Solo alla fine, quando le uova si schiudevano il pubblico capiva da dove arrivavano le voci. La stampa ci ha criticato per aver ritoccato l’originale, ma il pubblico ci ha premiato, facendo incassare al documentario tre milioni di euro, una cifra enorme per un prodotto del genere. Credo che il pubblico ci abbia premiato per l’originalità dell’operazione, perché questo è quello che cerca. Novità e originalità. Invece, a mio parere, i freq uenti rimandi a prodotti passati, finiscono per banalizzare il prodotto. Ci vuole riassumere i principali cambiamenti in questo settore a cui ha assistito nel corso della sua carriera? Fino ad una decina di anni fa era tutto più semplice: lanciare un film voleva dire investire sulla televisione, l’affissione e la flanistica. Per la televisione c’erano Rai e Mediaset e poi le rubriche televisive. Quindi il budget veniva puntato su Mediaset


Oceani 3D se il film era più commerciale e su Rai se il target era più alto. Poi con l’arrivo di Sky le cose sono cambiate, perché Sky al suo interno si divide in altri 100 canali, ed ogni canale ha un suo segmento. Accanto a Sky, che nel frattempo ha acquistato un notevole bacino di abbonati, è arrivato il digitale terrestre e recentemente il rilancio de La7. Quindi un panorama televisivo molto variegato e molto complesso. Ma sempre molto importante. Al contrario della flanistica e dell’affissione che invece hanno perduto interesse. La flanistica perché i quotidiani non rappresentano più la fonte principale di informazione sulle notizie e sugli spettacoli, e l’affissione perché con l’apertura dei multiplex, dislocati in periferia e in provincia, quindi fuori dal circuito delle affissioni cittadine, la campagna di lancio non è più localizzabile nei grandi centri. Il mezzo che invece ha acquistato sempre più importanza è internet. Anche qui c’è stata una grande trasformazione. All’inizio si investiva in una decina di siti, ad esempio Repubblica, la Gazzetta e i grandi portali delle e-mail, principalmente con dei banner, con l’utilizzo di formati impattanti che col tempo sono diventati formati video, poi i siti si sono moltiplicati e l’investimento si è dovuto adeguare. Da un lato ciò consente con una attenta selezione di raggiungere il target più profondamente, dall’altro però gli investimenti sono lievitati. Poi sono arrivati i social network, con nuovi canali da coprire in maniera differente rispetto all’internet classico. Una rivoluzione, anche nel modo di intendere la comunicazione del cinema. Perché gli utenti parlano, si scambiano informazioni, e addirittura sanno prima di noi come è il film. Mi sembra che sui social network e più in generale su internet stia dilagando la tendenza a stroncare in modo brutale quasi ogni film. I giudizi che prevalgono di gran lunga sono quelli negativi, rispetto a quelli positivi, che forse spesso non vengono esplicitati perché si sentono in minoranza. Lo stesso Inception, che io considero un capolavoro, ha ricevuto su internet commenti durissimi. E non c’è dubbio che questi commenti condizionino chi li legge. Credo che i social network abbiano acquistato un potere enorme per decretare il successo o l’insuccesso di un film. Come pensate di gestire questa situazione?

Questa è una bella sfida per il futuro perché il problema è che se il prodotto non funziona gli utenti lo sanno già. Un marketing e una comunicazione efficace dovranno spingere sulle qualità principali del prodotto senza cercare di truccare o prendere in giro il consumatore. Oltre ad internet, ci sono altri nuovi mezzi che stanno acquistando importanza? Il taglio dei budget - da un anno all’altro abbiamo dovuto ridurli del 10% - ci ha spinto a cercare nuovi canali di comunicazione. Uno di questi è il cinema, che si sta avvicinando sempre di più al concetto del supermercato. C’è un certo tipo di pubblico che entra in una multisala senza sapere cosa andare a vedere e che viene condizionato in loco, un pò come avviene con l’acquisto d’impulso nel supermercato. Quindi vogliamo essere più presenti nelle strutture cinematografiche con pubblicità, trailer e materiali in sala. Fermo restando che queste operazioni vanno definite con gli esercenti dai quali ci aspettiamo la massima collaborazione nella promozione dei nostri film. Perché non dobbiamo dimenticare che se noi dirottiamo una parte dell’investimento all’interno delle loro sale cinematografiche, abbiamo meno budget per portare la gente nei loro cinema. Gli altri mezzi emergenti sono i telefonini che navigano su internet ed i tablet. Già in Italia gli iPhone hanno superato un milione di unità e la previsione sui tablet è di un milione alla fine del prossimo anno. Quindi qualche milione di utenti avrà in tasca un device che gli consentirà di accedere a tutte quelle informazioni che adesso sono disponibili sui giornali o sui computer. Quindi in pratica come cambiano i vostri piani di lancio? Gli investimenti saranno un po’ più bassi e sempre più mirati. Non ‘spareremo nel mucchio’ ma cercheremo di individuare nel modo più preciso possibile il target del film. I film vengono sottoposti ad una prima analisi interna, poi il centro media incrocia i dati rispetto al tipo di pubblico e a quello che noi pensiamo debba essere lo spettatore di riferimento. Il passo successivo è raggiungere il nostro target con campagne televisive mirate. Pochi spot e mirati al target di riferimento. Aumenterà invece la presenza sulla rete. Come viene ripartito il bugdet in percentuale? Prima si destinava alla televisione il 70-80% circa del budget, Adesso stiamo cercando di arrivare al 60% ma anche al 50% su alcuni film. Quello che recuperiamo dalla televisione verrà investito su internet, dove abbiamo intenzione di incrementare la nostra presenza.

The Twilight Saga - Eclipse

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intervista Franco Di Sarro

di Piero Cinelli

Nicchie Digitali

Franco di Sarro Amministratore delegato Nexo Digital

Il mondo di Patty

Evento sotto tutti i punti di vista, sia sul piano tecnologico diretta satellitare in 200 cinema - che sul piano del coinvolgimento del pubblico, che ha partecipato alla gara di danza tra le ‘Popolari’ di Patty e le ‘Divine’ di Antonella, il musical Il mondo di Patty, uscito in 200 sale a date ‘bloccate’ (5-6-7 ottobre) ha incassato (dati Cinetel) 450mila euro. Una cifra che conferma che l’offerta di contenuti extracinematografici, peraltro una strada obbligata in un futuro prossimo in cui tutte le sale saranno digitalizzate, rappresenta un ulteriore e validissimo elemento di sviluppo del mercato. Ne parliamo con Franco Di Sarro, Amministratore Delegato di Nexo Digital, la società leader in questo settore emergente. Nexo è la società più impegnata in questo nuovo settore. Il 15 aprile abbiamo lanciato nei cinema il Ligabue Day, con una diretta satellitare del concerto dell’artista romagnolo. Questo primo esperimento anche dal punto di vista produttivo, ha avuto molto successo. Abbiamo coinvolto più di 30mila persone in 100 città della penisola. Poi, a luglio, abbiamo distribuito il concerto dei Metallica, ed inoltre abbiamo fatto un’esperimento più mirato con una diretta della finale di tennis del Roland Garros. Cosa ha reso Il mondo di Patty ancora più appetibile per le sale cinematografiche? Abbiamo ottenuto i diritti della produzione del musical quest’estate, e abbiamo organizzato questo primo evento autunnale in modo molto accurato. Innanzitutto producendolo con telecamere ad alta definizione per renderlo ancora più spettacolare e cinematografico. Inoltre abbiamo creato un format ‘La festa di Patty’, realizzato con la collaborazione di Patty-Laura Esquivel, in cui le ragazzine presenti in sala verranno coinvolte in balli, canti, indovinelli. Quali saranno gli eventi futuri? I nostri prossimi eventi, invece, s'indirizzano ad un

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altro tipo di target. In collaborazione con il Maestro Muti trasmetteremo via satellite tre concerti esclusivi, il 16 novembre, il 30 novembre e il 14 dicembre. Prima di ogni concerto il maestro illustrerà a tutto il pubblico la performance, guidandolo come fosse una lezione. Un contenuto inedito e molto esclusivo. Saranno prodotti in alta definizione con il dolby digital, quindi con un'attenzione estrema al suono, per dar vita ad un vero e proprio spettacolo sensoriale. Il 27 ottobre invece, in occasione del 25° anniversario dell'uscita cinematografica di Ritorno al Futuro, riporteremo su moltissimi schermi cinematografici questo film. L'evento darà l'avvio ad un festival intitolato, Legend Film Festival, che sarà una specie di mostra itinerante dei capolavori senza tempo che ci vedrà coinvolti nella ridistribuzione e riproposizione sul grande schermo, in alta definizione 2K, dei più grandi film della storia del cinema. Quando e come è iniziata questa nuova avventura imprenditoriale, che sicuramente non ha modelli precedenti da imitare? Da circa due anni stiamo lavorando in questo settore costruendoci letteralmente un know how specifico sia in ambito produttivo che in ambito tecnico e tec-


nologico. L’obiettivo è di dar vita ad un nuovo mercato, ed offrire nuove e importanti opportunità alle sale cinematografiche, nella prospettiva di rendenderle polifunzionali. Bisogna riuscire ad individuare la tipologia di contenuti adatti. Stiamo cercando di spaziare tra differenti generi, dal rock di Ligabue, all'heavy dei Metallica, alla classica di Muti per finire al mondo delle teenager con il Mondo di Patty. Contenuti molto differenti ma tutti con dei pubblici di riferimento molto precisi. La Nexo ha abbandonato la precedente attività di distribuzione di film?

Diciamo che il nostro progetto attuale è Nexo Digital, ma ciò non toglie che possiamo continuare a distribuire cinema. Come procede la vostra storica attività di esercenti milanesi? Milano negli ultimi anni è cambiata profondamente, sono state chiuse molte strutture cinematografiche tra cui anche alcune di nostra proprietà. Sono rimaste aperte 9 sale centrali a Milano di cui due nostre: L'Arcobaleno Film Center e il Ducale Multisala, posizionate in due zone molto importanti della città.

Ligabue Day

Il mondo di Patty

Il Maestro Muti sul podio dei cinema

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iccardo Muti, insieme alla Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, sarà il protagonista di un ciclo di appuntamenti musicali dedicati a Mozart, Jommelli e Donizetti in programmazione il 16 novembre, il 30 novembre e il 14 dicembre nelle sale cinematografiche italiane (proiezione digitale 2K e audio Dolby Digital 5.1). 
La ‘Betulia liberata’ nella doppia lettura di Mozart e Jommelli, registrata live al Ravenna Festival 2010, e il ‘Don Pasquale’ di Donizetti, eseguito in forma di concerto al Teatro Sociale di Como, saranno i tre titoli di questa mini stagione immaginata per le sale cinematografiche. Ogni proiezione sarà preceduta da una presentazione-introduzione, che Muti ha registrato appositamente per consentire allo spettatore una più approfondita comprensione del titolo e dell'autore. Sarà un'occasione unica per assistere, fuori dai Festival di Salisburgo e di Ravenna, ad alcuni degli eventi che hanno caratterizzato il percorso avviato da Riccardo Muti nel 2007 per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano.
A Ravenna sono state effettuate, in Digital HD mediante unità mobile Broadcasting con elaborazione audio multicanale Dolby Digital, le riprese della ‘Betulia liberata’ nella versione musicata da Mozart (azione sacra in due parti) andata in scena nella cornice dell'ottocentesco Teatro

Alighieri (regia di Marco Gandini, scene di Italo Grassi e costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci); mentre il precedente Oratorio per 4 voci, coro e strumenti di Jommelli è stato ripreso nella suggestiva cornice, dai mosaici dorati, della Basilica di SantíApollinare in Classe.  Ad aprire il ciclo il Don Pasquale di Donizetti registrato in alta definizione al Teatro di Como: uníopera che ha segnato alcuni dei momenti salienti della carriera di Riccardo Muti, dal debutto a Salisburgo invitato da Karajan -  nell’ormai lontano 1971, e ancora l’anno successivo a Firenze, alla Scala nel 1994 e ancora al Teatro Alighieri nel 2006. Cuore del progetto è il desiderio di diffondere la cultura della grande musica classica attraverso un ciclo dallíalto valore formativo e didattico che possa coinvolgere appieno il pubblico di tutta Italia offrendo per la prima volta al cinema momenti unici e preziosi che allo stesso tempo sono strumenti di lettura e comprensione della storia della musica.  L'elenco delle sale che programmeranno i tre appuntamenti (16 novembre: Don Pasquale di Donizetti; 30 novembre: Betulia Liberata di Mozart; 14 dicembre: Betulia Liberata di Jommelli) sarà disponibile su www.nexodigital.it.

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intervista Riccardo Tozzi

di Marco Spagnoli

‘Benvenuti al Sud’ Dilaga in tutta la penisola

“ Riccardo Tozzi vicepresidente dell’ANICA

La più grande soddisfazione di Benvenuti al Sud è che vada ugualmente bene in tutta Italia, sia nelle sale del Nord che in quelle del Meridione.” Dice il produttore e vicepresidente dell’Anica, Riccardo Tozzi “Questo dimostra che gli odi di cui tanto sentiamo parlare sono più un’invenzione dei politici che un sentimento della gente vera. Quest’ultima vuole, al limite scherzare, sulle differenze piuttosto che creare dei conflitti. Benvenuti al Sud, come l’originale francese, esprime il desiderio ‘comunitario’ dell’Occidente di trovare dei legami comunitari che uniscono le persone e non le separano. Il successo in Francia e in Italia ne è la prova: il film otterrà il favore del pubblico anche negli altri paesi

e credo che quando uscirà il remake americano anche quello sarà testimonianza di questo desiderio di unione e di pace, tra tante risate. Il film esprime un desiderio di calore.” Quarto rifacimento prodotto da Cattleya dopo Mari del sud, L’uomo perfetto ed E’ già ieri, Benvenuti al Sud è anche quello di maggiore successo mai realizzato in Italia “Forse perché quando ho visto il film in Francia ho pensato immediatamente che si trattasse di una storia molto italiana.” Spiega il produttore “Nord e Sud sono ‘roba nostra’ e solo ‘per caso’ i Francesi hanno realizzato loro questo remake ‘anticipato’ del nostro che è il vero originale.” Conclude scherzando.

Il box office di Benvenuti al Sud

Con 17 milioni di euro realizzati in appena tre settimane, ad una media per schermo, stabile, di circa 7mila euro, Benvenuti al Sud ha già conquistato il titolo di film italiano di maggior incasso, avendo superato i 16 milioni di Io, Loro e Lara di Verdone. Un successo straordinario e destinato a continuare, perché è già chiaro che questa

commedia, 'rifatta' su misura dal più grande successo di pubblico della storia francese, sta trainando nelle sale anche il pubblico saltuario, quello che va al cinema con minore frequenza, e che, quando si muove, fa lievitare in modo imprevedibile gli incassi.

Benvenuti al Sud

L’uomo perfetto

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intervista

Gabriele Salvatores

di Marco Spagnoli

Doppio Salvatores in Dvd: pensando a Educazione Siberiana “Non si può proiettare tutto in una dimensione fantastica, perché la vita è qualcosa di molto reale e concreto. Meglio vivere che fare un film. Di questo io sono sempre stato convinto. Poi i film aiutano a vivere, ma questa è un’altra storia.” Gabriele Salvatores

Happy Family

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abriele Salvatores racconta così il suo approccio artistico a Happy Family il film che 01 distribution propone in una sofisticata edizione in Dvd, ma soprattutto in Blu-ray dove tutti gli attori e le attrici del film vengono intervistati ‘in character’, ovvero come se a parlare fossero i loro personaggi. “Lo spazio in più offerto dal disco del Blu-ray rappresenta una possibilità molto interessante per un regista. Si possono fare delle cose in più come il videocommento e la traduzione delle canzoni con i sottotitoli. Il blu-ray è un supporto molto interessante su cui mi piace lavorare appositamente.” Non sarà in Blu-ray, però, il documentario 1960 presentato fuori concorso al Festival di Venezia dove Salvatores era giurato. Gli straordinari materiali di Teche Rai restaurati con grande cura e attenzione, avendo mezzo secolo, non consentono, almeno per il momento, una versione ad alta definizione. A quali dei suoi film del passato ha già messo mano per una riedizione in Blu-ray? Come Dio comanda ha vinto il premio degli Italian Dvd Awards e questo ha rappresentato un segnale importante di attenzione al mio lavoro. E’ già uscito il Dvd di Mediterraneo, di Io non ho paura e stiamo lavorando al Dvd di Marrakesch Express un film cui sono molto legato e che mi ha interessato molto potere ‘rileggere’ per il pubblico attraverso la creazione di una serie di commenti audio. Credo che la tecnologia sia una cosa molto buona se utilizzata con delle idee interessanti. Parliamo di 1960, il suo documentario sospeso tra fiction e realtà… E’ in quei mesi che per la prima volta si è parlato di consumismo in Italia e le vetrine dei negozi di Milano sono piene di cose da comprare. Il capo reparto di un’officina dice ‘A Milano è scoppiato il boom, ma non l’avremmo fatto senza i Terun…’ C’era un’Italia più ingenua, mentre oggi siamo più disillusi rispetto a quell’illusione di prosperità. Un anno straordinario e irripetibile anche per il nostro cinema: con film come La Dolce Vita, Rocco e i suoi fratelli, La Ciociara e L’Avventura.

1960 evidenzia una notevole differenza rispetto a quanto accade oggi sotto il profilo della documentazione giornalistica… Non solo: una volta c’era un rispetto dell’intervistato e dell’inquadratura che oggi è un po’ scomparso. Allora, a differenza di oggi, gli operatori sapevano davvero cosa fosse la macchina da presa e conoscevano le regole della cinematografia. Per quello che riguarda la scelta dei soggetti, evidentemente, quel ruolo è stato assunto da altri media come Internet e in particolare YouTube che ha un occhio sul mondo molto diverso e più ampio di quello della televisione generalista. Detto questo, spero fortemente che chi ha vent’anni oggi e guarda 1960 possa riconoscere le illusioni e i desideri di quell’epoca come molto diversi da quelli attuali. A che punto è la preproduzione del suo prossimo film, ovvero Educazione Siberiana tratta dal romanzo di Nicolai Lilin? Rulli e Petraglia stanno lavorando sulla sceneggiatura e l’adattamento risulta tutt’altro che semplice. Siamo alla seconda stesura e l’inizio delle riprese è previsto per marzo 2011 anche in Siberia per cogliere le immagini dei ghiacci che si sciolgono. Una pellicola prodotta da Cattleya che gireremo in location con attori presi sul posto. Mettendo la giusta distanza temporale e ripensando alla sua recente esperienza di giurato a Venezia, cosa ne pensa? Sono dispiaciuto, perché ho avuto delle discussioni con amici che ammiro e rispetto, in particolare con un collega come Mario Martone che ho sempre stimato e di cui sono amico: un regista importante che ha fatto un bellissimo film che tutti dovrebbero vedere, una lettura del Risorgimento che non abbiamo mai visto. Detto questo è stata un’esperienza importante e interessante, decisamente più difficile rispetto a tutte le altre che ho avuto come giurato in tanti altri Festival in tutto il mondo.

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Ti presento un amico

di Marco Spagnoli

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Fratelli Vanzina tornano al passato, realizzando una commedia sofisticata con protagonista un ottimo Raoul Bova che mette in luce tutto il suo talento come protagonista di una storia piena di ironia. Manager di una società di cosmetici, l’uomo vola da Londra a Milano dove teme di essere licenziato a causa della crisi che sta strangolando l’economia. Non solo non viene mandato a casa, bensì promosso con il compito di tagliare il più alto numero di posti di lavoro. Lasciato dalla fidanzata prima di partire per l’Italia, si trova invischiato con una serie di belle donne che, però, si portano dietro una buona dose di guai e di pericoli. Commedia romantica ispirata più o meno direttamente dal cinema della Working Title e da pellicole come Notting Hill, Ti presento un amico è un film leggero in cui il cinema dei Vanzina è un ironico elogio della bellezza e del fascino sullo sfondo di un mondo dominato da paure molto contemporanee quali lo spettro della disoccupazione e della solitudine per il non potere avere figli. Tra amanti e fidanzati gelosi, il personaggio pennellato perfettamente sulla personalità timida e autoironica di Bova, si trova alle prese con un mondo complicato dove fare una scelta ispirata dall’etica può diventare quasi rivoluzionario. Ottimo il cast femminile su cui svettano la bellezza e il fascino maturato di Martina Stella, il carisma di Barbora Bobulova e la simpatia di Sarah Ferelbaum. Peccato che l’idea di doppiare il film dove tutti parlano (in Italia e in Inghilterra) la stessa lingua come nelle coproduzioni del bel tempo che fu, appesantisca significativamente l’azione e lasci molto perplessi rispetto alla sua efficacia. Abituati alla presa diretta, infatti, Ti presento un amico ha un suono ovattato che, in alcune circostanze, lede moltissimo all’apprezzamento generale dell’azione e, in particolare, della recitazione dell’attrice inglese Kelly Reilly. La scelta, poi, di utilizzare alcuni personaggi eccessivamente sopra le righe come il tassista napoletano e il fidanzato geloso pugliese appare deci-

samente non in linea con il senso di un progetto altrimenti ispirato da un forte desiderio di novità. Ti presento un amico Commedia. Regia di Carlo Vanzina con Raoul Bova, Barbora Bobulova, Martina Stella, Kelly Reilly, Sarah Ferelbaum (Warner Bros. Data di uscita 12 novembre)

Noi Credevamo Nonostante le sue tre ore e venti di durata, Noi Credevamo è un film che, seguendo il lento e solenne crescendo dell’opera lirica, riesce a coinvolgere lo spettatore trasportandolo in un’altra epoca. Noi credevamo racconta la storia di una nazione giovane in un film che evita ogni retorica e che si declina attraverso le drammatiche avventure di tre patrioti, le cui personalità e azioni sono basate su uomini realmente esistiti, che vediamo alle prese con le figure principali della storia d’Italia: Carlo Poerio, Giuseppe Mazzini e Francesco Crispi. Uomini cui sono state dedicate piazze e strade, ma i cui nomi risuonano, oggi, senza sollevare particolari emozioni e che, invece, questo film restituisce in tutta la loro contraddittoria complessità. Scritto con lungimiranza e intelligenza insieme a Giancarlo De Cataldo, Noi Credevamo di Mario Martone è un film “necessario”: un utile punto di partenza per il confronto ineludibile riguardo le celebrazioni del Centocinquantenario dell’Unità di Italia. Interpretato da un cast importante ed efficace il film coinvolge il pubblico sul piano emotivo, mostrando ingenuità e speranze, esigenze e dolori di diversi patrioti che tra le prigioni borboniche e Londra, tra Parigi e il Cliento cercano di riprendersi dalla disperazione dei bagni di sangue legati alla repressione dei moti carbonari. Un film avvolto dalla freddezza che ha caratterizzato il diciannovesimo secolo in cui condizioni climatiche e politiche avverse stringono d’assedio un popolo oppresso dalla tirannia e dall’ignoranza, e dove le idee costituiscono una merce pericolosa. Vediamo roghi di libri, bombe costruite artigianalmente, dame darsi a sedicenti patrioti coraggiosi con curiosità in un contesto di dubbio, lealtà, spionaggio e terrore e, verso la fine, veniamo condotti verso luoghi segnati dalla guerra senza quartiere al banditismo. Appartenenti alla stessa nazione che parlano lingue differenti e che hanno storie e vite distanti, unite da un’idea unitaria non

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pienamente compiuta e mai del tutto condivisa. Noi Credevamo è un’opera importante: il film più ambizioso e riuscito di Mario Martone che mostra un Ottocento rurale in un film estremamente realistico che, ogni tanto, si ‘apre’ alla modernità e alla realtà attraverso inedite fughe in avanti che riguardano il nostro oggi, per un lavoro che tutti gli Italiani, almeno una volta, dovrebbero guardare per capire qualcosa di più di loro stessi, della loro storia e della propria lacerata quanto complessa identità politica.

Noi Credevamo Drammatico / Storico. Regia di Mario Martone con Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Andrea Renzi, Renato Carpentieri, Luca Zingaretti, Luca Barbareschi (01 distribution, Data di uscita 12 novembre)


La donna della mia vita Luca Lucini conferma la sua notevole capacità di dirigere commedie corali con un film ispirato da un soggetto di Cristina Comencini. La donna della mia vita è una classica e riuscita storia dominata dagli equivoci in cui troviamo come protagonisti principali due fratelli: uno timido ed imbranato interpretato da Luca Argentero e l’altro disinvolto e sciupafemmine portato sullo schermo da Alessandro Gassman. Quando il primo si fidanza inconsapevolmente con un’ex amante del secondo, sposato, ma infelice, una serie di sconvolgimenti e di travagli inizia a scuotere la famiglia dei due protagonisti a partire dai loro genitori interpretati con ironia e carisma da Stefania Sandrelli e Giorgio Colangeli. Una situazione che metterà a dura prova i nervi, ma anche le personalità di tutti, pronte a repentine quanto sorprendenti mutazioni di pelle. Vera stella del film è una affascinante Valentina Lodovini, molto apprezzata recentemente anche in Benvenuti al Sud che con grazia e modestia, sublima il proprio fascino nell’oggetto del contendere tra due uomini su cui ha lasciato un segno profondo e indelebile. La donna della mia vita deve molto al talento di Lucini come regista e ai suoi attori per la sua riuscita. Mentre la sceneggiatura sembra soffrire per una mancanza di vera capacità introspettiva che superi in maniera decisa il confine tra commedia sofisticata e la farsa, è il talentuoso cast a rendere al meglio situazioni altrimenti deja vu e non del tutto credibili in cui i temi principali quelli classici della commedia all’italiana come corna, tradimenti, bugie e pulsioni smodate nell’ottica borghese di un mondo inevitabilmente dominato dalle menzogne a fin di bene.

Una pellicola commerciale e gradevole che con uno script più radicato nella nostra realtà avrebbe potuto farsi apprezzare ancora di più e che resta in ogni caso una commedia divertente e scacciapensieri. La donna della mia vita Commedia. Regia di Luca Lucini con Alessandro Gassman, Luca Argentero, Valentina Lodovini, Stefania Sandrelli, Giorgio Colangeli, Sonia Bergamasco (Universal. Data di uscita 29 novembre)

Vallanzasca Dopo Romanzo Criminale, Michele Placido torna agli anni Settanta con la storia di Renato Vallanzasca fonte di ispirazione per un film di genere con cui il regista sviluppa un divertente crossover narrativo. Con la collaborazione diretta del suo straordinario protagonista Kim Rossi Stuart ai dialoghi e alla sceneggiatura del film, Vallanzasca – Gli Angeli del Male è un film dalla formidabile carica esplosiva e drammatica in cui la cronaca diventa pretesto e occasione per una pellicola d’azione e non certo per un’analisi sociale, nonostante, l’Italia degli anni Settanta resti rigorosamente raccontata come un vivido sfondo. L’evoluzione rispetto alla pellicola sulla Banda della Magliana tratta dal romanzo di Giancarlo De Cataldo è evidente, sebbene i punti di contatto restino tanti: a partire dalla storia di un piccolo criminale dai grandi sogni che un po’ convinto di essere Robin Hood, un po’ gangster metropolitano ha temporaneamente ‘conquistato’ la Milano degli anni Settanta con una serie di spettacolari rapine e sequestri. Placido conferma di essere un grande regista di attori scegliendo un cast notevolissimo su cui svettano un impressionante Filippo Timi e un affascinante quanto maturo Francesco Scianna rivelatosi, proprio l’anno scorso con Baaria. Violento, spettacolare, esplosivo, Vallanzasca – Gli Angeli del Male segue la parabola del protagonista senza cercare facili assoluzioni e mostrandone la fierezza e spietatezza nell’uccidere e – comunque – nel raggiungere sempre lo scopo prefissatosi: ci sono i delitti e ci sono i castighi di Vallanzasca raccontato da Placido come un uomo pronto a tutto pur di difendere le proprie scelte sbagliate e letali. Un film decisamente nuovo nell’asfittico panorama del cinema italiano legato al genere, che riprendendo la grande tradizione delle produzioni degli anni Settanta, sorprende lo spettatore con la sua scansione temporale perfetta, il suo ritmo e la sua capacità di messinscena di anni decisamente ormai lontani della storia del nostro paese.

Una pellicola forte e travolgente che con tutto il suo carico di energia e di violenza porta, comunque, il pubblico a riflettere sul senso di tante vite perdute e bruciate, nonché a rimanere spaventato dall’escalation di violenza di un’epoca segnata dalle amare gesta di banditi senza scrupoli. Un grande lavoro sulla recitazione degli attori, sulla cura del dettaglio, sulla costruzione progressiva di una storia vintage che ha aperto ferite ancora non del tutto rimarginate fa di questo film un lavoro importante per l’industria cinematografica di questo paese che, così, scopre come si possa fare dell’ottimo cinema di genere anche in Italia.

Vallanzasca - gli angeli del male Di Michele Placido con Kim Rossi Stuart, Francesco Scianna, Filippo Timi, Valeria Solarino (20th Century Fox. Data di uscita 21 gennaio 2011)

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