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www.primissima.it rivista programma dei cinema

GGIO OMA

FEBBRAIO 2012

Millennium Il lato oscuro del grande nord

HUGO CABRET

WAR HORSE

VIAGGIO NELL’ISOLA MISTERIOSA

COM’È BELLO FAR L’AMORE

LE TRAME E LE IMMAGINI DI TUTTI I FILM


4 I FILM DI FEBBRAIO

19 COM’È BELLO FAR L’AMORE

6 I FILM DI FEBBRAIO

20 WAR HORSE

8 I FILM DI FEBBRAIO

NELL’ISOLA 22 VIAGGIO MISTERIOSA

CALENDARIO

CALENDARIO

CALENDARIO

SCHEDA FILM

SCHEDA FILM

SCHEDA FILM

12 NOMINATION AGLI OSCAR 2012

24 QUASI AMICI SCHEDA FILM

UN GIORNO QUESTO TRAILER 26 14 PREMIAZIONE DOLORE TI SARÀ UTILE D'ORO

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SCHEDA FILM

JACK E JILL UOMINI 29 16 MILLENNIUM: CHE ODIANO LE DONNE SCHEDA FILM

SCHEDA FILM

HOUSE - NESSUNO È 30 SAFE AL SICURO

18 ALBERT NOBBS SCHEDA FILM

SCHEDA FILM

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RIVISTA PROGRAMMMA DEI CINEMA • ANNO 23 N.2 - FEBBRAIO 2012 FREE MAGAZINE NATO IL 1 GIUGNO 1990 DISTRIBUITO GRATUITAMENTE NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE ITALIANE

Direttore responsabile Piero Cinelli Direttore editoriale Paolo Sivori Editore Multivision S.r.l. Via Fabio Massimo, 107 • 00192 - Roma tel. fax. +39 0645437670 primissima@primissima.it Reg. Trib. Roma n. 73/90 del 1/2/1990 P.Iva 07210901000

Art direction e Grafica Luca Foddis luca.foddis@primissima.it Patrizia Morfù patrizia.morfu@primissima.it hanno collaborato a questo numero Nicoletta Gemmi, Marco Spagnoli, Manuela Blonna Calendario a cura di Nicoletta Gemmi

stampa PFG • Ariccia (RM) distribuzione nazionale Bartolini REDAZIONE E PUBBLICITÀ

Primissima Via Fabio Massimo, 107 • 00192 - Roma tel. fax. +39 0645437670 primissima@primissima.it


CALENDARIO 3 FEBBRAIO

HUGO CABRET (Hugo, Usa, 2011) Regia di Martin Scorsese con Asa Butterfield, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Ben Kingsley, Jude Law 126’, 01 Distribution, avventura/fantasy

11 Nomination

I MUPPET (The Muppets, Usa, 2011) Regia di James Bobin con Jason Segel, Amy Adams, Rashida Jones, Chris Cooper, Alan Arkin

103’, Walt Disney, commedia

POLISSE (Francia, 2011) Regia di Maïwenn Le Besco con Maïwenn Le Besco, Riccardo Scamarcio, Sandrine Kiberlain, Karin Viard, Nicolas Duvauchelle

127’, Lucky Red, drammatico

HESHER – E’ STATO QUI (Hesher, Usa, 2010) Regia di Spencer Susser con Joseph Gordon-Levitt, Natalie Portman, Rainn Wilson, John C. Reilly, Devin Brochu

106’, Bolero Film, drammatico

11 nomination all’Oscar, il primo film di Martin Scorsese in 3D è una dichiarazione d’amore al cinema, al suo passato ed al suo futuro. Anni ‘30. Hugo è un orfano dodicenne che vive nascosto nella stazione ferroviaria di Parigi, tirando a campare grazie a dei piccoli furti. Hugo divide il proprio tempo tra gli incontri con la coetanea Isabelle (Chloë Moretz), e la costruzione di un automa, iniziata dal padre, per portare avanti la quale è costretto a rubare i pezzi di cui necessita da un negozio di giocattoli all’interno della stazione stessa. Il cui proprietario, un eccentrico signore, uno degli inventori del cinema George Méliès (Ben Kingsley).

Dopo 11 anni di assenza ritornano i mitici pupazzi al ritmo del tormentone musicale Mahna Mahna. In questa ironica e scatenata avventura due fan dei simpaticissimi e bizzarri pupazzi, Gary (Segel) e Mary (Adams), aiutano la rana Kermit a riunire la banda per mettere in piedi un nuovo spettacolo che dovrà salvare economicamente il loro teatro dalle mire di un petroliere senza scrupoli che vuole raderlo al suolo. Nomination all’Oscar per la migliore canzone.

Le storie - tragicamente vere - dei poliziotti della Brigata Protezione Minori nella violenta e dispersiva Parigi multietnica, dove la solidarietà è l’unica difesa della squadra dai rischi e dalle tensioni di una routine spesso orribile. Per testimoniare il loro lavoro il Ministero dell’Interno invia una fotoreporter che dovrà realizzare un libro di immagini sulla squadra. A complicare le cose, Fred, uno dei veterani della Brigata, s’invaghisce di lei.

Dopo la morte della madre, il 13enne TJ vive con un padre depresso e una nonna con demenza senile. Continuamente umiliato da un bullo a scuola, il ragazzo trova conforto solo quando è in compagnia di Hesher, un anarchico che vive in un furgone, e Nicole, la cassiera di un supermercato. Quando anche Hesher si trasferisce non invitato in casa di TJ, la convivenza forzata conduce ad un’anomala amicizia destinata a far esplodere tutto il dolore che il ragazzino si porta dentro da troppo tempo dentro.

10 FEBBRAIO

STAR WARS: EPISODIO I - LA MINACCIA FANTASMA (Star Wars - Episode I - The Phantom Menace 3D, Usa, 2012) Regia di George Lucas con Liam Neeson, Ewan McGregor, Jake Lloyd, Natalie Portman, Pernilla August

136’, 20th Century Fox, fantascienza

TRE UOMINI E UNA PECORA (A Few Best Men, Australia/UK, 2011) Regia di Stephan Elliott con Xavier Samuel, Kris Marshall, Kevin Bishop, Rebel Wilson, Olivia NewtonJohn

97’, Lucky Red, commedia

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Una delle storie leggendarie del cinema torna nei cinema rimasterizzata in 3D. Episodio 1 ha inaugurato la nuova trilogia di Guerre Stellari, la famosa saga creata da Lucas nel 1977. Il film, primo in ordine cronolgico nella storia, vede i due jedi Qui-Gon Jin (Neeson) e Obi-Wan Kenobi (McGregor) inviati a trattare con la Federazione dei Mercanti, che sta assediando il pianeta Naboo. Ma dopo il fallimento dell’azione diplomatica, l’attacco ha inizio e i due dovranno portare in salvo la regina di Naboo, Padmè Amidala (Portman).

Dal regista di Priscilla e Un matrimonio all’inglese una nuova esilarante commedia matrimoniale. L’inglese e proletario David parte per l’Australia, accompagnato dai suoi tre migliori amici, per impalmare la figlia di un importante e ricco politico del paese. Lo scontro tra la famiglia alto-borghese della sposa e gli irriverenti e sboccati testimoni dello sposo darà il via ad una serie di equivoci e disastri che raggiungeranno il culmine nel giorno delle nozze, complice anche…una pecora!


UN NUOVO GIOVANE HOLDEN DURANTE UNA CALDISSIMA ESTATE A NEW YORK il premio Oscar 速

TOBY REGBO MARCIA GAY HARDEN PETER GALLAGHER LUCY LIU il premio Oscar 速

STEPHEN LANG DEBORAH ANN WOLL ELLEN BURSTYN un film di ROBERTO FAENZA

dal bestseller di PETER CAMERON

Sceneggiatura Roberto Faenza e Dahlia Heyman dal romanzo omonimo di Peter Cameron pubblicato in Italia da Adelphi Jean Vigo Italia Four Of A Kind Productions in collaborazione con Rai Cinema e The Seventh Floor in associazione con Bnl - Gruppo Bnp Paribas presentano un film di Roberto Faenza scenografia TOMMASO ORTINO costumi DONNA ZAKOWSKA montaggio MASSIMO FIOCCHI direttore della fotografia MAURIZIO CALVESI A.I.C. musica ANDREA GUERRA Prodotto da ELDA FERRI MILENA CANONERO RON STEIN

VERTIGO DESIGN

DAL 24 FEBBRAIO AL CINEMA


CALENDARIO 40 CARATI (Man on a Ledge, Usa, 2012) Regia di Asger Leth con Sam Worthington, Jamie Bell, Anthony Mackie, Elizabeth Banks, Kyra Sedgwick 102’, Eagle Pictures, thriller

LA VERITÀ NASCOSTA (La cara oculta, Spagna/Colombia, 2011) Regia di Andrés Baiz con Quim Gutiérrez, Clara Lago, Martina García 110’, Moviemax, thriller

Accusato di un furto, e prima di essere arrestato, il poliziotto Nick minaccia di suicidarsi gettandosi da un cornicione. Viene chiamata una psicologa, per cercare di convincerlo a scendere ma Nick utilizza la donna per guidare da lassù una rapina che ha come obiettivo proprio il prezioso diamante del cui furto è stato accusato. Per dimostrare la sua innocenza?

Adrian, Direttore dell’Orchestra Filarmonica di Bogotà, è fidanzato con Belen. I due sembrano molto innamorati ma la donna sospetta che Adrian la tradisca e decide così di scomparire senza lasciare alcuna traccia. L’uomo trova conforto nella musica e soprattutto tra le braccia della cameriera Fabiana, in un vortice crescente di passione, che però comincia ad incrinarsi quando cominciano a manifestarsi strani fenomeni che fanno emergere i primi dubbi sulla reale scomparsa di Belen.

17 FEBBRAIO

PARADISO AMARO (The Descendants, Usa, 2011) Regia di Alexander Payne con George Clooney, Shailene Woodley, Judy Greer, Beau Bridges, Matthew Lillard

5 Nomination

115’, 20th Century Fox, drammatico

...E ORA PARLIAMO DI KEVIN (We Need to Talk About Kevin, UK/Usa, 2011) Regia di Lynne Ramsay con John C. Reilly, Tilda Swinton, Ezra Miller, Neil Hardy, Siobhan Fallon

112’, Bolero Film, drammatico/thriller

IN TIME (Usa, 2011) Regia di Andrew Niccol con Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy, Olivia Wilde, Alex Pettyfer, Johnny Galeck

109’, Medusa Film, action/fantascienza/thriller

ATM – TRAPPOLA MORTALE (ATM, USA/Canada, 2012) Regia di David Brooks con Alice Eve, Josh Peck, Brian Geraghty

100’, M2 Pictures, horror/thriller

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2 Golden Globes, 5 Nomination all’Oscar (tra cui miglior film, miglior regia e miglior protagonista) un grandissimo George Clooney, commovente, goffo, disperato e adorabile Matt King, un uomo la cui moglie è in coma a causa di un incidente in mare. Si ritroverà a rapportarsi con le sue figlie che scopre di non conoscere, come pure, non conosceva bene sua moglie che, da anni, aveva un amante. Intenzionato a conoscere il rivale, Matt decide di mettersi in viaggio insieme alle due ragazze e, grazie a questo percorso, l’uomo rivaluterà tutto il suo passato rivoluzionando l’ordine delle sue priorità.

Per averlo Eva ha messo da parte tutte le sue ambizioni personali. Ma sin dall’inizio il rapporto tra lei e suo figlio è stato estremamente problematico. Disubbidiente, ribelle, tutte le sue azioni rivolte palesemente contro la madre, per provocarla e addolorarla. A 16 anni, infine, Kevin ha commesso una strage a scuola. A due anni di distanza Eva si interroga sulle sue responsabilità cercando di trovare un equilibrio al suo senso di colpa.

In un futuro prossimo il gene dell’invecchiamento sarà neutralizzato, ma vinta la morte il problema della sovrappopolazione diventerà gigantesco. Pertanto il tempo diventerà la cosa più preziosa. La struttura genetica delle persone sarà impostata su una terminazione al compimento dei 25 anni d’età. Da quel momento per continuare a vivere bisognerà pagare. In questo scenario il giovane Will, in cerca di soldi per tenere in vita sua madre, viene accusato di aver assassinato un uomo d’affari. Costretto alla fuga prende in ostaggio la milionaria Sylvia ed è inseguito dagli agenti speciali, i famigerati ‘custodi del tempo’.

Emily (Eve), Corey (Peck) e David (Geraghty) sono tre amici e colleghi di lavoro che durante un giro notturno in città hanno bisogno di fermarsi a uno sportello bancomat per prelevare del denaro. Durante la sosta, però, si ritrovano in ostaggio di un maniaco psicopatico che li costringe ad un claustrofobico gioco al massacro.


CALENDARIO 24 FEBBRAIO

HYSTERIA (UK, 2011) Regia di Tanya Wexler con Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Jonathan Pryce, Rupert Everett, Ashley Jensen

100’, Bim, commedia

QUALCOSA DI STRAORDINARIO (Big Miracle, USA/UK, 2012) Regia di Ken Kwapis con Kristen Bell, Drew Barrymore, John Krasinski, Vinessa Shaw, Ted Danson

107’, Universal Pictures, drammatico/romantico

50/50 (USA, 2011) Regia di Jonathan Levine con Bryce Dallas Howard, Anna Kendrick, Seth Rogen, Joseph Gordon-Levitt, Anjelica Huston 100’, Eagle Pictures, drammatico/commedia

In piena epoca vittoriana, un medico (Dancy) e un suo amico (Everett) si propongono di porre fine a quella che considerano una vera tragedia, l’isterismo femminile che, di punto in bianco, cambia l’umore delle donne con cui hanno a che fare, rendendole piene di rabbia, nevrotiche e spesso anche depresse senza alcuna ragione. Dopo essersi accorti degli effetti benefici ottenuti praticando dei massaggi pelvici sulle loro pazienti, decidono di mettere a punto un oggetto casualmente testato, che sconvolgerà la vita della società benpensante: il vibratore.

In piena Guerra Fredda, in una piccola cittadina dell’Alaska un giovane reporter recluta la ex fidanzata - una volontaria di Greenpeace - in una campagna per salvare la vita di tre balene grigie imprigionate dai ghiacci nei mari del Polo Nord. Per riuscire nel loro intento dovranno prima creare un clima distensivo tra l’esercito russo e quello americano.

Durante una visita di controllo, il ventisettenne Adam apprende di essere stato colpito da un cancro che gli lascia il 50% di possibilità di sopravvivenza. Presi dallo sconforto quelli che gli vogliono bene reagiscono in maniera differente. Lui dovrà imparare a lottare cercando di vincere paure e sofferenze grazie all’amico Kyle e alla psicologa Katie. Ispirata alla storia vera di Will Reiser, sceneggiatore della pellicola.

KNOCKOUT - RESA DEI CONTI (Haywire, USA, 2011) Regia di Steven Soderbergh con Gina Carano, Ewan McGregor, Michael Douglas, Bill Paxton, Michael Fassbender, Channing Tatum, Antonio Banderas, Mathieu Kassovitz 93’, Moviemax, action/thriller

Ultimo (a suo dire) action di Steven Soderbergh, con cast stellare. Mallory Kane è una agente specializzata nelle operazioni in nero, una delle migliori killer dell’Agenzia. Al ritorno da una missione in Irlanda, andata malissimo, scopre di essere divenuta il bersaglio di agenti che conoscono ogni suo movimento. Per sopravvivere dovrà escogitare una trappola molto ingegnosa.

THELMA, LOUISE E CHANTAL (Thelma, Louise et Chantal, Francia, 2010) Regia di Benoît Pétré con Jane Birkin, Caroline Cellier, Thierry Lhermitte, Catherine Jacob

90’, Nomad Film, commedia

Chantal, Gabrielle e Nelly sono tre donne mature che partono per recarsi ad un matrimonio di un loro ex che si terrà nella campagna francese. Durante il viaggio accadono loro molte cose inattese e sorprendenti, destinate a rivelare le loro personalità.

LA SCOMPARSA DI PATÒ (Italia, 2010) Regia di Rocco Mortelliti con Neri Marcorè, Nino Frassica, Maurizio Casagrande

100’, Emme Cinematografica, drammatico/ comico

Vigata 1890. Il ragioniere Antonio Patò (Neri Marcoré) nel corso della rappresentazione pasquale della Passione di Cristo, in cui interpreta magistralmente la parte di Giuda, sparisce misteriosamente senza lasciare traccia. Dal romanzo di Andrea Camilleri.

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OSCAR NOMINATION: SCORSESE E THE Con 11 nomination il fantasy Hugo Cabret di Martin Scorsese fa il pieno di candidature agli Oscar, seguito a ruota da The Artist con 10. Seguono, ma piuttosto distanziati War Horse di Spielberg e L’arte di vincere (Moneyball) di Bennett Miller (6 nomination ciascuno) Paradiso amaro (The Descendants) di Alexander Payne con 5 e The Help con 4, Midnight in Paris di Woody Allen con 3... Quindi è più che probabile che la cerimonia della 84a edizione degli Oscar, che avrà luogo il 26 febbraio, sarà dominata dai due frontrunners. Il film di Scorsese è candidato a ricevere le staThe Artist

Paradiso amaro

The Help lo ritroviamo anche nella categoria miglior attrice non protagonista con due candidate: Jessica Chastain e Octavia Spencer che se la vedranno con la travolgente Bérénice Bejo (The Artist), Melissa McCarthy (Bridesmaids) e Janet McTeer (Albert Nobbs). 
L’iraniano Una separazione, supercandidato per la categoria miglior film straniero, ottiene a sorpresa una seconda nomination tra le migliori sceneggiature originali. Dove dovrà vedersela contro The

tuette per il miglior film, il miglior regista, la migliore sceneggiatura, oltre alle varie nomination tecniche, mentre il film muto The Artist è candidato a miglior film, migliore attore protagonista, migliore attrice non protagonista, migliore sceneggiatura e regia. L’Italia, esclusa dalla nomination per il miglior film straniero (Terraferma di Emanuele Crialese) potrà contare solo su tre candidati: i pluripremiati Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per l’Art Direction di Hugo (production design e set decoration) ed Enrico Casarosa che per la Pixar ha diretto il corto animato La luna.

Hugo Cabret

E’ il cinema del passato, riletto in modo magistrale per il pubblico di oggi, a trionfare sul cinema del presente: The Artist è un film muto e in b/n, mentre Hugo Cabret racconta la Parigi di George Méliès. Ma anche gli altri sette candidati alla principale statuetta si rivolgono al passato, dalla prima guerra mondiale di War Horse di Spielberg, all’America degli anni '60 di The Help, The Tree of Life, L’arte di vincere e Paradiso amaro. Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry racconta l’odissea di un adolescente che cerca di superare il trauma dell'11 settembre 2001, ed anche Midnight in Paris di Woody Allen, per quanto ambientato nel presente, è tutto giocato su una struggente quanto ironica nostalgia del passato. Tra i registi ritornano i nomi di Scorsese, Hazanavicius (The Artist), Alexander Payne

(Paradiso amaro), Woody Allen e Terrence Malick. Saranno loro a fare il bis anche per la statuetta del miglior film? Tra gli attori viene replicata la sfida tra George Clooney, protagonista di Paradiso amaro e Brad Pitt (L’arte di vincere), con loro Gary Oldman (La talpa), l’ormai famoso Jean Dujardin (The Artist) e Demián Bichir (A Better Life). Meryl Streep (candidata per 17 volte) è in pole position tra le attrici protagoniste grazie all’interpretazione in The Iron Lady, insieme a lei troviamo un’altra veterana del cinema americano, Glenn Close, eccellente in Albert Nobbs. Sarà dura per le novelle Rooney Mara, la nuova Lisbeth del Millennium targato Fincher, per Michelle William alias Marilyn Monroe e per Viola Davis (The Help).

Artist, Midnight in Paris, Bridesmaids e Margin Call. Tra le non originali rispunta il nome di Clooney per il suo Le Idi di Marzo che, ironia della sorte, in questa categoria dovrà lottare contro Alexander Payne, regista di Paradiso amaro. Nella categoria del miglior film d’animazione, si fronteggiano animali di ogni tipo, a cominciare da Il gatto con gli stivali, Kung Fu Panda 2, Rango, A Cat in Paris e Chico & Rita. Esclusa dalla categoria, per la prima

volta in molti anni, la Pixar che si rifà con i migliori cortometraggi d’animazione, grazie a La luna del nostro Enrico Casarosa. Appuntamento al 26 febbraio con la cerimonia di premiazione che verrà presentata per la nona volta da Billy Crystal. In Italia ci sarà la diretta in esclusiva su Sky Cinema1HD il 26 dalle 22.55, con il commento dallo studio di Gianni Canova, Francesco Castelnuovo e Martina Riva in collegamento dal red carpet con Simona Ventura.

Oscar 2012: i grandi esclusi

War Horse

In una edizione rivolta quasi totalmente al passato, con sicuramente opere pregevolissime, sono saltati completamente tutti i film del presente, quelli che nel bene e nel male raccontano le inquietudini, i drammi e magari le gioie (poche) dell’oggi. Shame, storia di un uomo vittima delle proprie pulsioni sessuali, non è stato nominato in nessuna categoria, nemmeno il protagonista Michael Fassbender che ha vinto invece la Coppa Volpi come migliore attore al Festival

di Venezia. Escluso dalla categoria miglior film anche il politico e potente Le Idi di Marzo, che però ottiene una nomination per la sceneggiatura. In questa ultima categoria sono saltati Leonardo DiCaprio per J.Edgar, Michael Fassbender per Shame, Ryan Gosling attore rivelazione dell’anno per Drive e per Le Idi di Marzo. Ma l’assenza più bruciante è l’esclusione di Terraferma di Crialese, che visti i contendenti al miglior film straniero, avrebbe meritato di più.


ARTIST CONDUCONO LA CORSA Miglior film

Migliore sceneggiatura non originale

• The Artist, regia di Michel Hazanavicius • Paradiso amaro (The Descendants), regia di Alexander Payne • Hugo Cabret (Hugo), regia di Martin Scorsese • Midnight in Paris, regia di Woody Allen • Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close), regia di Stephen Daldry • The Help, regia di Tate Taylor • L’arte di vincere (Moneyball), regia di Bennett Miller • War Horse, regia di Steven Spielberg • The Tree of Life, regia di Terrence Malick

• Alexander Payne, Nat Faxon e Jim Rash Paradiso amaro (The Descendants) • John Logan - Hugo Cabret (Hugo) • George Clooney, Grant Heslov e Beau Willimon - Le idi di Marzo (The Ides of March) • Steven Zaillian, Aaron Sorkin e Stan Chervin - L’arte di vincere (Moneyball) • Bridget O’Connor e Peter Straughan - La talpa (Tinker, Tailor, Soldier, Spy)

Miglior regia

The Iron Lady

Miglior attore non protagonista • • • • •

Kenneth Branagh - My Week with Marilyn Jonah Hill - L’arte di vincere (Moneyball) Nick Nolte - Warrior Christopher Plummer - Beginners Max von Sydow - Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close)

• Michel Hazanavicius - The Artist • Alexander Payne - Paradiso amaro (The Descendants) • Martin Scorsese - Hugo Cabret (Hugo) • Woody Allen - Midnight in Paris • Terrence Malick - The Tree of Life

Miglior attore protagonista • Demián Bichir - A Better Life • George Clooney - Paradiso amaro (The Descendants) • Jean Dujardin - The Artist • Gary Oldman - La talpa (Tinker, Tailor, Soldier, Spy) • Brad Pitt - L’arte di vincere (Moneyball)

Molto forte, incredibilmente vicino

Miglior film straniero

Millennium - Uomini che odiano le donne

Migliore attrice non protagonista • Bérénice Bejo - The Artist • Jessica Chastain - The Help • Melissa McCarthy - Le amiche della sposa (Bridesmaids) • Janet McTeer - Albert Nobbs • Octavia Spencer - The Help

• Bullhead (Rundskop), regia di Michael R. Roskam - (Belgio) • Footnote (Hearat Shulayim), regia di Joseph Cedar - (Israele) • In Darkness, regia di Agnieszka Holland - (Polonia) • Monsieur Lazhar, regia di Philippe Falardeau - (Canada) • Una separazione (Jodái-e Náder az Simin), regia di Asghar Farhadi (Iran)

Miglior attrice protagonista • Viola Davis - The Help • Rooney Mara - Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo) • Meryl Streep - The Iron Lady • Glenn Close - Albert Nobbs • Michelle Williams - My Week with Marilyn

L’arte di vincere

The Help

Miglior film d’animazione Migliore sceneggiatura originale

Midnight in Paris

• Michel Hazanavicius - The Artist • Annie Mumolo e Kristen Wiig - Le amiche della sposa (Bridesmaids) • J.C. Chandor - Margin Call • Woody Allen - Midnight in Paris • Asghar Farhadi - Una separazione (Jodáie Náder az Simin)

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• A Cat in Paris (Une vie de chat), regia di Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol • Chico & Rita, regia di Tono Errando e Javier Mariscal • Kung Fu Panda 2 (Kung Fu Panda 2 - The Kaboom of Doom), regia di Jennifer Yuh • Il gatto con gli stivali (Puss in Boots), regia di Chris Miller • Rango, regia di Gore Verbinski


TRAILER D'ORO LA PREMIAZIONE

C

onsegnate a Roma, nella sede nazionale dell'Agis, le targhe della 11esima edizione del Trailer d'Oro, il Premio promosso da Primissima in occasione delle Giornate Professionali di Cinema, organizzate dall'Anec in collaborazione con Anem e Anica. A vincere il Trailer d'Oro è stato Mission: Impossible - Protocollo fantasma, mentre come Miglior Trailer di un Film Italiano

Valerio De Paolis, Presidente della Bim, ritira il Premio per il Miglior Poster (The Artist).

Stefano Bethlen, Direttore Theatrical della Walt Disney riceve il premio per il Miglior Promo dal Presidente dell'Agis Paolo Protti.

è stato premiato Benvenuti al Nord. I Premi sono stati assegnati sulla base delle votazioni degli esercenti e degli accreditati all'ultima edizione delle Giornate, svoltasi a Sorrento a dicembre Miglior Promo è stato votato quello Walt Disney Studios Motion Pictures Italia, mentre il premio per la Miglior Convention è andato alla Warner Bros. Un Premio speciale per la promozione del cinema

Carlo Rodomonti, Marketing Manager di RaiCinema/01 Distribution ritira il Premio Speciale per la Promozione del Cinema Italiano.

Andrea Lazzarin, Direttore Marketing Medusa e Marco Chimenz (Cattleya), assieme a Marco Spagnoli presentatore dell'evento con la targa di Benvenuti al Nord.

italiano è stato assegnato a 01 Distribution/RaiCinema mentre il film The Artist è stato votato per il Miglior Poster presentato alle Giornate di Sorrento.

Nicola Maccanico Direttore Generale di Warner Bros Italia ritira il Premio per la Miglior Convention dalle mani di Lionello Cerri, Presidente Anec.

Richard Borg, A.D. di Universal Pictures, ritira il Trailer d'Oro assegnato al film Mission: Impossible - Protocollo Fantasma.


E’ UNO DEI REMAKE PIÙ ATTESI DELL’ANNO, NON SOLO PER LA CONFEZIONE HOLLYWOODIANA MA PER LA SVOLTA NOIR E VIOLENTA VOLUTA DAL REGISTA DAVID FINCHER CHE LASCIA MACCHIE DI ROSSO NELLA SVEZIA GRIGIA E CREPUSCOLARE.

CANDIDATO A PREMI OSCAR

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I

n attesa di scontare una pena per calunnia, Mikael Blomkvist (Daniel Craig), giornalista di una rivista scandalistica sul mondo della politica e dell’imprenditoria, riceve l’incarico di indagare sulla misteriosa scomparsa di una ragazza avvenuta quarant’anni prima. A commissionare le ricerche è lo zio della ragazza (Christopher Plummer), membro della potente famiglia di industriali dei Vanger, convinto che la ragazza sia stata assassinata. Il reporter è affiancato da Lisbeth Salander (Rooney Mara), giovane hacker, piena di piercing e tatuaggi, dal carattere asociale e scontroso, per via della sua tormentata esistenza. Insieme, scopriranno un mondo fatto di inganni, brutalità e omicidi seriali da cui cercheranno di fuggire per evitare di rimetterci la pelle. Già l’originale non scherzava e questo ancora meno. David Fincher ha spinto l’accelleratore sul versante dark della storia, ma principalmente sui personaggi, per raccontare un film decisamente differente. Per una vicenda popolata di personaggi deviati, corrotti, traditi, feriti, violenti, spregiudicati ... occorrevano attori di calibro. In particolare per la relazione che esiste tra Mikael e Lisbeth, fondamentale nella trilogia di Larsson e ancora più centrale in questo film. “Quello che mi interessava – ha detto Fincher - oltre tutto il magmatico materiale che sta alla base di questa storia, era di parlare di due persone, il giornalista Mikael Blomkvist e la hacker Lisbeth Salander, che riescono a trovare, insieme, una via per uscire dal guscio nel quale si sono chiusi per proteggere le loro esistenze. Il fulcro del film è che Mikael e Lisbeth alla fine escono allo scoperto, devo-

no lasciare il loro nascondiglio ed affrontare la vita”. Daniel Craig è stato scelto quasi subito, mentre per il difficilissimo ruolo di Lisbeth Salander, entrata nell’immaginario collettivo con le fattezze di Noomi Rapace, la lotta è stata dura. Finché non si è fatta avanti Rooney Mara che aveva già lavorato con il regista in The Social Network, dove impersonava la fidanzata di Mark Zuckerberg. “Ho capito da subito che non dovevo rifarmi all’interpretazione di Noomi Rapace. Non avrebbe avuto alcun senso. Dovevo dar vita ad un’altra Lisbeth”. Così si è espressa la giovane attrice, che per questo suo primo ruolo importante ha ottenuto la nomination all’Oscar.

Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo, Usa, 2011) Regia di David Fincher con Daniel Craig, Rooney Mara, Stellan Skarsgård, Robin Wright, Christopher Plummer 158’, Sony/Warner Bros., thriller/ drammatico 3 FEBBRAIO

Millennium: Uomini che Odiano le Donne

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UNA STREPITOSA GLENN CLOSE, NOMINATION ALL’OSCAR COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA, IN UN RUOLO MASCHILE, QUELLO DI UN MAGGIORDOMO IN UN ALBERGO DI LUSSO NELL’IRLANDA DEL XIX° SECOLO SCHIACCIATA DALLA MISERIA.

Sul finire dell’Ottocento, all’interno di un lussuoso albergo di Dublino, tra stuoli di cameriere, cuochi e fattorini c’è un maggiordomo che per la sua discrezione ed efficienza è diventato negli anni il punto di riferimento per la ricca clientela. L’uomo si chiama Albert Nobbs e nasconde un segreto: è una donna, costretta a inventarsi un’identità maschile per riuscire a trovare un lavoro. Nobbs è un gran risparmiatore, non spende nulla per mettere da parte un gruzzolo che gli permetta di aprire una propria attività. E magari liberarsi del suo sempre più insopportabile fardello. Finché un giorno non viene chiamato in albergo un imbianchino per tinteggiare le pareti e sistemato nella stessa stanza di Nobbs. Il quale a sua volta nasconde un altro segreto, destinato a dare una svolta alla vita di Nobbs.

Albert Nobbs

CANDIDATO A PREMI OSCAR

Ispirato dall’omonima piéce teatrale, portata in scena durante i primi anni Ottanta proprio dall’attrice Glenn Close, Albert Nobbs è un personaggio che la celebre attrice ha portato nel cuore per anni, riuscendo finalmente a portarlo sullo schermo (lei è produttrice e coautrice della sceneggiatura oltreché protagonista). Con il risultato di 3 Nomination agli Oscar: Glenn Close nella categoria Migliore Attrice, Janet McTeer, che nel film è Hubert Page, come Migliore Attrice Non Protagonista e Miglior Make Up. “Credo che questa storia – ha affermato Gleen Close – sia emozionalmente potentissima. Quando il pubblico incontra la protagonista questa si è calata nei panni di un cameriere uomo che lavora presso il lussuoso Morrison’s Hotel e, da talmente tanto tempo, che oramai ha perso la propria identità. Figlia illegittima e abbandonata, per Albert l’esistenza che vive è la normalità. Ma quando incontra Helen e Joe che sono giovani, innamorati, e che la coinvolgono nel loro rapporto, la sua femminilità esplode”. Il regista Rodrigo Garcìa, figlio dello scrittore Gabriel García Márquez, era inizialmente intimorito dal progetto e dalla presenza di un’attrice del calibro di Glenn Close. “Poi appena letta la sceneggiatura non ho avuto dubbi, il film era da fare. I temi sono molto attuali, nonostante si parli del secolo scorso, perché i problemi dell’identità, della vita interiore, dell’annullamento di sé stessi e di una doppia esistenza sono senza tempo”.

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Albert Nobbs

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(UK/Irlanda, 2011) Regia di Rodrigo García con Glenn Close, Mia Wasikowska, Aaron Johnson, Jonathan Rhys-Meyers, Brendan Gleeson, Janet McTeer 113’, Videa-CDE, drammatico 10 FEBBRAIO

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Com’è bello far l’amore Andrea e Giulia sono una solida coppia di quarantenni, con un figlio adorabile, una bella casa e una tranquilla vita coniugale. Forse un filino troppo tranquilla... Andrea e Giulia, infatti, come molte coppie della loro età con figli grandi, non fanno sesso. Ma nella loro vita tutto cambia il giorno in cui in casa piomba Max, un vecchio e caro amico di Giulia, che di professione fa il pornodivo. Max stravolge subito i ritmi sonnacchiosi della casa e Giulia lo nomina da subito suo consigliere personale, nel tentativo di rivitalizzare il suo matrimonio con Andrea. Max diventa il “sessuologo” della coppia e li lancerà in una girandola di situazioni improbabili, comiche e divertenti per cercare di riaccendere il loro sopito erotismo.

Più che un esperimento ipertecnologico siamo dalle parti della classica commedia all’italiana, con una serie di novità oltre a quella decisamente importante della stereoscopia. Protagonisti della coppia Fabio De Luigi con, al fianco, la stupenda quarantenne Claudia Gerini e nel ruolo del pornodivo un inedito Filippo Timi per la prima volta in vita sua impegnato in un ruolo comico. Una pellicola che raccoglie in sé una serie di primati se aggiungiamo anche Giorgia Wurth nei succinti panni della partner di Timi, e il testimone (in)volontario delle disavventure dell’improvvisato set hard casalingo ovvero l’adolescente Simone

(Alessandro Sperduti), il figlio dei due che saprà apprezzare più dei genitori i consigli di Max. Ciliegina sulla torta la presenza del vero pornodivo Franco Trentalance, nei panni di se stesso. Oltre ai camei di Margherita Buy, Lillo (Pasquale) Petrolo ed Enzo Salvi. Brizzi ha costruito una storia che ruota intorno ad una delle maggiori ossessioni degli italiani: il sesso e la sua evoluzione all’interno di una coppia sposata e, per quanto riguarda la scelta del 3D, ha affermato: “Com’è bello far l’amore è stato concepito e girato in 3D, non convertito, quindi noterete una bella differenza di regia rispetto ai film precedenti. La lavorazione in

3D di un film è completamente diversa da quella tradizionale ed è molto più complessa. Il vantaggio è che puoi vedere in diretta sul set il risultato e quindi alla fine sei più tranquillo su quello che sarà il film una volta finito”. “Sono molto soddisfatto del lavoro di tutti gli attori – ha continuato Brizzi – ma vi assicuro che un Filippo Timi così bravo e adatto al ruolo sarà una bella sorpresa per tutti”. Per finire con i primati Patty Pravo ha realizzato un nuovo singolo (Com’è bello far l’amore) per la colonna sonora della pellicola che sarà in vendita in contemporanea con l’uscita del film.

Com’è bello far l’amore

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(Italia, 2012) Regia di Fausto Brizzi con Fabio De Luigi, Claudia Gerini, Filippo Timi, Giorgia Wurth, Alessandro Sperduti 97’, Medusa Film, commedia 10 FEBBRAIO

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UNA STORIA DI AMICIZIA SULLO SFONDO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, UNA EPICA AVVENTURA FIRMATA STEVEN SPIELBERG.

War Horse


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CANDIDATO A PREMI OSCAR TRA CUI MIGLIOR FILM

N

el 1914, in un villaggio inglese un piccolo proprietario terriero acquista un cavallo per la gioia del piccolo figlio Albert, che decide di chiamarlo Joey e si prende l’impegno di addestrarlo. Joey è un cavallo dotato di una spiccata personalità, un purosangue caratterizzato da“calzini bianchi” sulle quattro zampe e una macchia sul muso che ricorda la forma di una croce. Con il passare del tempo il rapporto tra il ragazzo e il cavallo cresce fino a diventare un legame indissolubile. Poco tempo dopo, il padre di Albert in gravi difficoltà economiche, contro la volontà del ragazzo, è costretto a vendere l’animale che viene acquistato dall’esercito inglese appena entrato in guerra. Il cavallo, che passa da una trincea all’altra, compie azioni eroiche, lasciando un segno di speranza su tutte le persone con cui entra in contatto. Albert intanto, animato dall’indomabile desiderio di ricongiungersi con il suo cavallo, decide di arruolarsi e partire per la guerra. Tratto da un romanzo di Michael Morpurgo del 1982, basato sulle testimonianze reali di alcuni veterani inglesi della prima guerra mondiale, War Horse è diventato anche una pièce teatrale di grande successo che ha debuttato nel South Bank di Londra nel 2007. E, ora, il grande Steven Spielberg ne ha fatto un adattamento per il grande schermo che ha entusiasmato la critica americana. Una storia di ami-

cizia sullo sfondo della prima guerra mondiale, in cui, mentre i primi carri armati facevano la loro apparizione, i cavalli venivano ancora usati come strumento di battaglia. Ma non è un altro Salvate il soldato Ryan, bensì una storia incentrata sui legami affettivi, adatta alle famiglie - ha commentato Spielberg, aggiungendo: “Per la prima volta al cinema l’eroe non è sopra una sella ma sotto. E la storia è raccontata come la vede lui”. Girato nei maestosi paesaggi del Devon, Spielberg ha scelto una troupe ‘all british’, a cominciare dai due sceneggiatori Lee Hall (Billy Elliot) e Richard Curtis (Love Actually, Notting Hill) e dal cast che vede il giovane protagonista Jeremy Irvine oltre a Peter Mullan, Emily Watson, David Thewlis, Benedict Cumberbatch, Toby Kebbell. War Horse è un film che bilancia perfettamente melodramma, retorica, gusto per la messa in scena e sentimenti, regalandoci una storia capace di farci piangere senza vergogna.

War Horse (Usa, 2012) Regia di Steven Spielberg con Jeremy Irvine, Peter Mullan, Emily Watson, David Thewlis, Benedict Cumberbatch, Toby Kebbell 146’, Walt Disney, drammatico/guerra 17 FEBBRAIO

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Viaggio nell'isola misteriosa

Q

uando il ribelle adolescente Sean Anderson (Josh Hutcherson) riceve un messaggio criptato che proviene da un’isola sperduta in mezzo all’oceano Pacifico, accetta a malincuore l’aiuto del compagno della madre Hank (Dwayne Johnson) per cercare di decifrarlo. Il ragazzo è convinto che potrebbe essere stato inviato da suo nonno (Michael Caine) partito tempo prima alla ricerca del’isola misteriosa di Jules Verne. E dietro sua insistenza, decidono di partire alla ricerca dell’isola e del nonno, insieme ad un pilota d’elicottero (Luis Guzmán) ed alla sua bella figliola Kailani (Vanessa Hudgens). Una volta giunti sull’isola, i quattro si ritrovano circondati da strane forme di vita, montagne d’oro e vulcani ancora in attività, scoprendo ben presto di dover non solo trovare urgentemente il nonno di Sean, ma anche di cercare di mettere in salvo gli sperduti abitanti del posto prima che un’onda sismica faccia inabissare l’isola con tutti i suoi tesori.


A TRE ANNI DI DISTANZA DA VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA ARRIVA IL SEQUEL 3D CON IL GIOVANE SEAN ANDERSON CHE RITORNA, CRESCIUTO, PER UN NUOVO STRAORDINARIO VIAGGIO IN UN’ISOLA SPERDUTA ABITATA DA MOSTRI, PER CERCARE IL NONNO SCOMPARSO. In Viaggio al centro della Terra Sean era un bambino, ora ha diciassette anni, sua madre si è separata e il ragazzo ha difficoltà ad accettare il patrigno Hank. Il mondo in cui vive gli sta stretto e la figura del nonno Alexander (un sempre grande Michael Caine), viaggiatore e avventuriero, è la sua via di fuga. Sean è convinto che quel messaggio in codice provenga dal patriarca e decide di partire immediatamente, convinto che questa sia l’occasione per dimostrare a tutti, nonno compreso, di essere cresciuto. Suo malgrado

il patrigno lo accompagnerà, dimostrandosi il più valido e amabile dei compagni di viaggio. Girato anche questo in 3D ma con cambio di regia, di sceneggiatori e attori, a parte il protagonista Josh Hutcherson, rispetto al primo film, Viaggio nell’Isola misteriosa, è una pellicola che trascina gli spettatori in una nuova e fantastica avventura, alla scoperta di un luogo così remoto che è rimasto ignoto per secoli… ma da cui, una volta arrivati, è quasi impossibile fuggire. “Jules Verne pensava che l’elemento fantastico provenisse dal mondo

in cui viviamo, il mondo che abbiamo sotto i piedi, sicuramente più vasto e ricco di quanto possiamo immaginare, e noi abbiamo avuto lo stesso approccio. – ha affermato il regista - La sfida è stata questa: come far apparire bizzarro e imprevedibile ciò che ci è familiare? Quello che abbiamo raccontato non è un universo inventato, ci sono cose sorprendenti, ma sono perfettamente riconoscibili, solo che le proporzioni sono estremamente alterate”. Api gigantesche, elefanti grandi come formiche, lucertole enormi ... Verne potrebbe impallidire.

Viaggio nell’Isola misteriosa (Journey 2: The Mysterious Island, Usa, 2012) Regia di Brad Peyton con Josh Hutcherson, Dwayne Johnson, Michael Caine, Vanessa Hudgens, Kristin Davis 110’, Warner Bros Italia, SCATTA IL QR CODE azione/avventura E GUARDA IL TRAILER 24 FEBBRAIO


ISPIRATO AD UNA STORIA VERA. LA STRANA COPPIA FORMATA DA PHILIPPE E DRISS HA COMMOSSO E DIVERTITO LA FRANCIA. CONQUISTANDO IL RECORD DI SECONDO FILM FRANCESE PIÙ VISTO DI SEMPRE! Dopo un incidente di parapendio che l’ha paralizzato dal collo in giù, il ricco aristocratico Philippe (François Cluzet) ha bisogno di qualcuno che si occupi costantemente di lui, che lo porti in giro e che accontenti ogni sua richiesta. Pertanto assume come badante Driss (Omar Sy), un giovane algerino dalla pelle scura appena uscito dal carcere. Insieme cercano di fare coabitare Vivaldi con gli Earth Wind and Fire, il parlare forbito con lo slang, i vestiti eleganti con le tute da ginnastica... Sono due universi che si guardano attraverso un telescopio, cercando di addomesticarsi a vicenda per far nascere una delle amicizie più folli, improbabili e inaspettate. Una relazione unica che farà scintille e li renderà... Intoccabili.

Quasi


amici

E’ stata la visione di un documentario che ha dato ai due registi Olivier Nakache e Eric Toledano la voglia di realizzare questo film. Intitolato “A la vie, à la mort”, questo lavoro evocava il caso di un giovane della banlieue che viene incaricato di occuparsi di un uomo tetraplegico, Philippe Pozzo di Borgo. Era il 2004 e i due cineasti, anche se molto sedotti dall’idea, non se la sono sentita di affrontare con un lungometraggio un argomento così delicato. Ma il coraggio è arrivato in seguito al successo del loro film Tellement proches del 2008. I due registi si sono lanciati. E appena finito di girare Intouchables hanno voluto che il vero Philippe fosse il primo a vederlo. Il risultato è un film su un’amicizia che oltrepassa le barriere sociali, l’incontro tra due mondi agli antipodi nel segno della solidarietà umana. Il tutto raccontato con i toni della commedia amara, con momenti di puro divertimento, commozione, energia vitale, trovate spettacolari. “Il tutto è partito dalla visione di quello straordinario documentario – raccontano i due registi – ma da quel momento in poi la strada è stata lunga. Però quella vicenda conteneva tutto ciò che noi cercavamo: una storia incredibile, un soggetto forte, una buona dose di umorismo. Così siamo andati in Marocco a trovare il ricco aristocratico, che da anni vive lì con la

seconda moglie e i figli, e abbiamo ottenuto l’autorizzazione per portare la sua singolare esperienza sullo schermo. L’unica condizione che ci ha posto è che il film fosse divertente, anche se racconta l’incontro tra due persone gravate dall’handicap. Per uno è fisico, per l’altro è sociale. Dato che è proprio questo aspetto a renderli, nel tempo, inseparabili”. “Questo film è uno spaccato di vita – ha commentato l’attore François Cluzet – una bella storia di amicizia. Eric Toledano e Olivier Nakache, hanno dato vita ad un buon film, che dona il sorriso. Semplicemente”. Omar Sy ha una lunga gavetta come comico tv, e attualmente è risultato la terza celebrità più amata dai francesi dietro l’ex tennista Yannick Noah e il calciatore Zidane. “Non abbiamo avuto il tempo – ha continuato Sy - e nemmeno ci interessava granché, di farci troppe domande sul perché del successo del film. Le analisi sociologiche le lasciamo agli specialisti. Credo però che il film sia arrivato al momento giusto: in un Paese caratterizzato dalle fratture sociali, propone un messaggio di riconciliazione, offre una speranza. E’ un soggetto molto serio affrontato con leggerezza: una boccata d’ossigeno... forse è proprio quello che il pubblico cercava. Ma la politica non c’entra nulla. E’ una storia di fratellanza, umanità e libertà. Forse utopistica, anche se è successa davvero. E in nessun modo dev’essere strumentalizzata”.

Quasi Amici (Intouchables, Francia, 2011) Regia di Olivier Nakache, Eric Toledano con François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Clotilde Mollet, Audrey Fleurot 112’, Medusa, commedia/ drammatico 24 FEBBRAIO

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U n g io rn o q u e s to d HOLDEN CAULFIELD, E CHI SE LO POTREBBE MAI DIMENTICARE... IL FILM DI FAENZA, TRATTO DALLO STRAORDINARIO LIBRO DI PETER CAMERON, CE NE PROPONE UNA VERSIONE MOLTO ATTUALE. AMBIENTATA NELLA NEW YORK DI OGGI.

J

ames (Toby Regbo) ha 17anni, ha appena finito il college e non ha nessuna intenzione di andare all’Università. Ragazzo molto intelligente, pieno di humour, appassionato e malinconico, James fatica a trovare un senso all’esistenza in generale. Di famiglia ricca e altamente disfunzionale se non proprio squinternata: la madre Marjorie (Gay Harden) ha una galleria d’arte dove espone bidoni della spazzatura di un artista giapponese e colleziona mariti. Il padre Paul (Peter Gallagher) esce solo con ragazze che potrebbero essergli figlie. Al contrario, la sorella Gillian (Deborah Ann Woll) ha una relazione con il suo professore di semiotica e non riesce ad innamorarsi di uomini che non abbiano almeno il doppio della sua età. Solo Nanette (Burstyn), la nonna enigmatica e anticonformista, riesce a comprendere lo spaesamento di un diciassettenne inquieto alla ricerca dell’identità, sullo sfondo di una New York piena di personaggi sconcertanti. La difficoltà di James nell’uniformarsi ad una presunta “normalità” viene risolta dai genitori mandandolo in terapia da una life coach di origini cinesi (Lucy Liu), che pratica metodi analitici decisamente non convenzionali. Con risultati non particolarmente brillanti. Anche perché la domanda a cui James chiede una risposta è: “Se io sono un disadattato, allora gli altri cosa sono?” Secondo film americano per Roberto Faenza, dopo Copkiller del 1983, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore americano, classe 1959, Peter Cameron, ci regala un personaggio indimenticabile, un inquieto ‘Giovane Holden’


d o lo re ti s a rà u ti le di oggi, la cui esistenza è profondamente legata alla Grande Mela odierna, ovvero la metropoli più emblematica dell’Occidente. Il protagonista, James Sveck, interpretato dal 20enne inglese Toby Regbo (che abbiamo visto in un cameo in One Day), ha una delicatezza che si sposa apparentemente con la sua furiosa ribellione interiore. “Ho 17 anni e non amo molto parlare. Sono un anarchico, odio la guerra, la politica e la religione organizzata. I miei dicono che sono un asociale perché non voglio andare all’università. Non ci voglio andare perché non voglio essere indottrinato. Mi bastano le idee che ho. Amo leggere e passare le giornate in campagna da mia nonna. Per questo sarei un disadattato?” Il malessere di James non può non far pensare a quello del giovane Holden. Nonostante l’autore del romanzo Cameron abbia sempre preso le distanze da il libro di Salinger, diventato un classico della contestazione giovanile. Sia Holden che James hanno diciassette anni, quasi diciotto, provengono da famiglie benestanti e disfunzionali newyorkesi, hanno enormi difficoltà a relazionarsi con i loro coetanei e con i loro famigliari, sono estremamente intelligenti, sensibili, e con una urgente necessità di non conformarsi con la società nella quale vivono. Essendo quello di Salinger ambientato negli anni ’50 e quello di Cameron negli anni 2000 sono salienti anche le differenze, ma l’inquietudine è la stessa: sia Holden che Sveck sono giovani arrabbiati, antisistema, pervasi da umori anti-istituzionali. Odiano il denaro, la borghesia, il conformismo di quelli che hanno la loro età.

Un giorno questo dolore ti sarà utile (Someday This Pain Will Be Useful to You, Italia/Usa, 2011) Regia di Roberto Faenza con Toby Regbo, Marcia Gay Harden, Stephen Lang, Peter Gallagher, Ellen Burstyn 98’, 01 Distribution, drammatico/commedia 24 FEBBRAIO

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UNO DEI COMICI PIÙ AMATI D’AMERICA SI SDOPPIA IN DUE. INTERPRETANDO JACK E LA SUA GEMELLA OMOZIGOTA JILL!

Dai produttori di Mia moglie per finta con l’accoppiata storica Dugan alla regia e Sandler come protagonista, e l’aggiunta di un pezzo da novanta come Al Pacino e della Signora Cruise Katie Holmes, arriva un’altra divertente e goliardica commedia: Jack e Jill. Ex-comico del Saturday Night Live, Sandler ha raggiunto il grande successo cinematografico grazie a film come Billy Madison, The Waterboy, Ubriaco d’amore, Zohan–Tutte le donne vengono al pettine, Funny People ... Popolarissimo in America, un pò meno da noi, Sandler è un vero talento e in Jack e Jill lo dimostra con una nuova sfida. Quella del doppio ruolo: il represso Jack e la sua insopportabile, cafona e sfrontata sorella gemella Jill che cercherà con ogni mezzo di sedurre nientemeno che Al Pacino. Sandler

percorre la via del personaggio multiplo alla Eddie Murphy o alla Robin Williams in Mrs. Doubtfire. Un critico americano l’ha definita una delle sue migliori interpretazioni di sempre, aggiungendo che l’attore è riuscito anche a mostrarci un Al Pacino in versione auto-ironica come non lo si vedeva da molti anni a questa parte. Katie Holmes ha rilasciato una dichiarazione entusiastica: “Fin da quando ero ragazzina Adam è sempre stato uno dei miei comici preferiti. L’ho sempre trovato estremamente divertente ed è uno nato con il Dna del Saturday Night Live. Inoltre non fa mai la star. E’ uno che si considera membro della troupe e non un solista. E’ stata un’esperienza importante e formativa per me come attrice e donna, sono molto soddisfatta di avere lavorato a questa esilarante pellicola”.

Jack Sadelstein (Adam Sandler) è un dirigente pubblicitario di successo che vive a Los Angeles in compagnia della bella moglie Erin (Katie Holmes) e dei figli, che adora. La sua esistenza da sogno è rotta bruscamente ogni anno durante il giorno del Ringraziamento, quando puntualmente riceve la visita della volgare e pacchiana sorella gemella Jill (Adam Sandler), che dal Bronx piomba in casa sua, sconvolgendone equilibri e comportamenti con la sua invadenza. Durante l’ultima visita, Jill manifesta l’idea di non volersene più andare da casa di Jack, e quest’ultimo distrutto dalla sola idea, è costretto a far di tutto pur di farla desistere dal proposito, nonostante su di lei abbia messo gli occhi l’attore Al Pacino in persona.

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Jack e Jill (Jack and Jill, Usa, 2011) Regia di Dennis Dugan con Adam Sandler, Katie Holmes, Al Pacino, Melissa Baxter, Shaquille O’Neal 91’, Warner/Sony Pictures, commedia 17 FEBBRAIO

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UNA COPPIA INEDITA QUANTO ESPLOSIVA PER UN THRILLER ATIPICO DOVE LA CIA E LA MALAVITA SI INCONTRANO CON L’APARTHEID.

Safe House: Nessuno è al sicuro


T

obin Frost (Denzel Washington) ha eluso la cattura per oltre un decennio. Ex agente dell’Intelligence e uno dei migliori uomini al servizio della CIA, Frost ha rinunciato alla sua attività per tradire il governo americano e vendere i segreti militari in suo possesso al miglior offerente, provocando danni incommensurabili. Una volta catturato, Frost ha promesso la rivelazione di un segreto e, per metterlo al sicuro, gli Stati Uniti lo trasferiscono in una casa protetta, la safe house del titolo, che si trova a Weston, in Sud Africa. Un gruppo di mercenari riesce però a raggiungere la residenza e distruggerla. Frost fa appena in tempo a scappare in compagnia dell’agente Matt Weston (Ryan Reynolds), sua guardia, trasferito da poco in Sud Africa. Ma scoprire chi ha mandato i killer è diventata una priorità assoluta, per capire chi è che lo vuole morto. Il Premio Oscar Denzel Washington e Ryan Reynolds sono le due star dell’action/thriller Safe House. Washington interpreta un agente delle CIA rinnegato, Tobin Frost, che dopo una vita in perenne fuga da un posto all’altro del pianeta viene catturato e, dietro la promessa di preziose informazioni, portato in segreto in Sudafrica dove viene raggiunto dalla giovane recluta Matt Weston (Reynolds) con il compito di sorvegliarlo per non farselo sfuggire per l’ennesima volta. Lo sceneggiatore David Guggenheim ha cucito questa storia su misura sui due interpreti, spingendo l’acceleratore sul loro rapporto. Matt (Reynolds), per anni inattivo all’interno della CIA, non ha mai abbandonato il sogno di poter partecipare ad una vera ed importante operazione per il suo Paese. E’ leale e completamente devoto all’Organizzazione e non aspetta altro di potere dimostrare che è in gamba. E il suo momento è arrivato. Deve occuparsi di uno degli uomini più scaltri, pericolosi e professionisti che esistono nel suo campo. Uno che è stato in Nord Corea, che ha avuto rapporti con agenti di tutti il mondo, nemici ed amici degli Usa, e che ha deciso di tradire. Uno che conosce segreti per il quali la sua vita è costantemente in pericolo e ora, toccherà a Matt dimostrare le capacità che

ha – prima di tutto riuscire a conquistare la fiducia di Frost - per non essere eliminati entrambi dal ‘gioco’. Daniel Espinosa, classe 1977, tra i suoi film più conosciuti un altro thriller Snabba Cash, è nato e cresciuto in Svezia. E l’influenza del suo Paese si sente nella realizzazione di questo suo primo film ‘made’ in USA. Safe House è, infatti, ambientato tra gli Stati Uniti e il Sudafrica e mostra un rigore stilistico già riscontrato in altri registi provenienti dal Nord Europa. Un rigore che oltre alla bravura dei protagonisti, ai quali vanno aggiunti Brendan Gleeson, Sam Shepard e Vera Farmiga, rende la pellicola un atipico thriller. Altro punto di forza il Sudafrica dove il problema della violenza e dell’ apartheid, sono ancora all’ordine del giorno e nei quali Matt e Tobin rimangono invischiati fino al collo. “Quello che mi interessava maggiormente – ha affermato Espinosa – era mettere in scena un uomo che originariamente credeva nei valori dell’Organizzazione per la quale lavora ma che con il tempo è diventato sempre più violento e corrotto. Matt dal canto suo ha un candore, un’onestà che porta dentro ma che non gli impediscono di essere scaltro e aggressivo quando serve. Questo perché nessuno dei due doveva essere connotato come il buono e il cattivo”. Nella notevolissima colonna sonora, assolutamente da segnalare il brano che Jay Z & Kanye West hanno realizzato per il film, dal titolo: No Church in the Wild.

Safe House - Nessuno è al sicuro (Safe House, Usa/Sudafrica, 2012) Regia di Daniel Espinosa con Ryan Reynolds, Denzel Washington, Brendan Gleeson, Robert Patrick, Sam Shepard, Vera Farmiga 110’, Universal Pictures, azione/thriller 2 MARZO

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