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marzo www.primissima.it

LE TRAME E LE IMMAGINI DI TUTTI I FILM

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n째

20 Anni

rivista programma dei cinema

Gerini, Argentero, Nigro

Diversi da chi? Racconti Incantati

Gran torino

arrivano i mostri

La matassa

interviste: abatantuono, scamarcio, argentero


ia I primi g g te s fe a im s is Quest'anno Prim

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20 Anni

di attività

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premiazione oscar

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l'ultimo crodino

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due partite

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La verità è che non gli piaci abbastanza

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diverso da chi?

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the watchmen

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teza

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Nemico Pubblico N.1 L’ istinto di morte (parte 1)

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racconti incantati

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la matassa

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i mostri oggi

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INTERVISTE

Gran torino

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rivista programmma dei cinema • anno 20 n.3 - marzo 2009 Free magazine nato il 1 giugno 1990 distribuito gratuitamente nelle sale cinematografiche italiane Direttore responsabile Art direction BRIVIDO & SGANASCIA piero cinelli Grafici PATRIZIA MORFù patrizia.morfu@primissima.it LUCA FODDIS luca.foddis@primissima.it Direttore editoriale hanno collaborato a questo numero Paolo Sivori Editore

Multivision S.r.l.

Via Fabio Massimo, 107 • 00192 - Roma tel. fax. +39 0645437670 primissima@primissima.it Reg. Trib. Roma n. 73/90 del 1/2/1990 P.Iva 07210901000

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nicoletta gemmi, MARCO SPAGNOLI, boris sollazzo, LIVIA SAMBROTTA Calendario a cura di nicoletta gemmi stampa PFG • Ariccia (RM) distribuzione nazionale SAC

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dvd anteprimissime le battute

16

32 Redazione e pubblicità Primissima

Via Fabio Massimo, 107 • 00192 - Roma tel. fax. +39 0645437670 primissima@primissima.it

LA RIVISTA IN ESCLUSIVA NELLE SALE ASSOCIATE ANEC


Oscar i vinc The Millionaire trionfa agli Oscar

Danny Boyle Miglior Film e miglior Regia per The Millionaire



Kate Winslet Miglior attrice protagonista per The Reader



Andrew Stanton Miglior film d’animazione Wall-E



Un vero e proprio trionfo per The Millionaire, il film di Danny Boyle che vince 8 statuette inclusa quella, più importante di tutte, di ‘miglior film’. E, oltre a ‘miglior regia’ per Danny Boyle, facendo man bassa di tutti gli altri premi ‘più pesanti’, come il premio per la sceneggiatura non originale, la fotografia, il montaggio, la colonna sonora, la canzone, il sonoro, che confermano come questo ‘piccolo’ film suo malgrado, costato solo 13 milioni di dollari, è un film completo, con tutti gli attributi. Sul piano dei contenuti vince la favola, molto obamiana, di un poveraccio dei bassifondi che riesce a sopravvivere nel vorticante far west dello sviluppo economico indiano, per gettarsi, ma solo per amore, nell’altrettanto pericoloso agone televisivo e raggiungere la vera ricchezza dei nostri tempi: la notorietà. E’ anche la vittoria di un’idea di cinema globalizzato e delocalizzato, di un regista e produttore britannico che gira sul posto una favola di Bollywood per il mercato occidentale. Restano solo le briciole per Il curioso caso di Benjamin Button, il superfavorito della vigilia con ben 13 Nomination che si sono trasformate in 3 statuette ‘minori’ ovvero Scenografia, Make Up e Effetti Visivi. Tra i due lottatori per la categoria del miglior protagonista maschile Mickey Rourke per The Wrestler e Sean Penn per Milk ha vinto quest’ultimo, non solo per la sua bravura ma anche come tributo alla non discriminazione nei confronti della diversità. Sul fronte della migliore protagonista femminile, come previsto Kate Winslet ha ballato da sola, portandosi a casa l’ambito trofeo grazie alla torbida e difficile rilettura dei traumi post bellici di The Reader. Per Sean Penn è il secondo Oscar (dopo Mystic River), per Kate Winslet il primo (dopo sei Nomination). Sean Penn ha colto l’occasione per rivendicare la leggitimità dei matrimoni gay e dichiararsi fiero che l’America abbia un Presidente ‘elegante’. Penn ha infine salutato il suo rivale, lo sconfitto Rourke, definendolo un fratello. Miglior attore non protagonista, non poteva essere altrimenti, pena una sollevazione generale, il compianto Heath Ledger di Il Cavaliere Oscuro. Altrettanto annunciata la vittoria della migliore attrice non protagonista ovvero la squinternata e deliziosa Penelope Cruz di Vicky Cristina Barcelona. Altrettanto annunciato, e ultrameritato, l’Oscar per l’Animazione a Wall-E, autentico capolavoro che avrebbe potuto, a parere non solo nostro, concorrere anche nella categoria di ‘miglior film’. Colpo di scena invece per il ‘miglior film straniero’ dove, dopo l’eliminazione dalla corsa di ‘Gomorra’ si attendeva la vittoria di Valzer con Bashir, mentre invece a sorpresa il Premio è andato al giapponese Departures.

A.R. Rahman Colonna sonora per The Millionaire




citori L’elenco completo

Kate Winslet, Sean Penn and Penelope Cruz

Simon Beaufoy, Miglior sceneggiatura non originale per The Millionaire

 Dustin Lance Black, Miglior sceneggiatura originale per Milk



Miglior film: The Millionaire

 Miglior regia: Danny Boyle per The Millionaire

 Miglior attore protagonista: Sean Penn per Milk

 Miglior attrice protagonista: Kate Winslet per The Reader

 Miglior attore non protagonista: Heath Ledger per Il Cavaliere Oscuro

 Miglior attrice non protagonista: Penelope Cruz per Vicky Cristina Barcellona

 Miglior sceneggiatura originale: Dustin Lance Black per Milk

 Miglior sceneggiatura non originale: Simon Beaufoy per The Millionaire

 Fotografia: Anthony Dod Mantle per The Millionaire

 Montaggio: Chris Dickens per The Millionaire

 Colonna sonora: A.R. Rahman per The Millionaire

 Canzone: A.R. Rahman, Gulzar con “Jai Ho” per The Millionaire

 Miglior film d’animazione: Wall-E

 Scenografia: Donald Graham Burt e Victor J. Zolfo per Il Curioso Caso di Benjamin Button   Costumi: Michael O’Connor per La Duchessa

 Make up: Greg Cannom per Il Curioso Caso di Benjamin Button

 Effetti visivi: Eric Barba, Steve Preeg, Burt Dalton e Craig Barron per Il Curioso Caso di Benjamin Button

 Montaggio effetti sonori: Richard King per Il Cavaliere Oscuro

 Sonoro: Ian Tapp, Richard Pryke e Resul Pookutty The Millionaire

 Miglior film straniero: Departures (Giappone)

 Cortometraggio d’animazione: La Maison en Petits Cubes di Kunio Kato 
 Documentario: Man on Wire di James Marsh e Simon Chinn

 Cortometraggio: Spielzeugland (Toyland) di Jochen Alexander Freydank

 Corto documentaristico: Smile Pinki di Megan Mylan



Calendario

6 marzo

La Pantera Rosa 2 (The Pink Panther 2, Usa, 2009) Regia di Harald Zwart con Steve Martin, Jean Reno, Emily Mortimer, Andy Garcia, Yuki Matsuzaki, Alfred Molina, Aishwarya Rai, John Cleese 92’, Sony Pictures, commedia

Steve Martin ci riprova. Dopo il successo del precedente capitolo del 2006, indossa di nuovo la celebre maschera dell’Ispettore Clouseau, creata nel 1963 dalla coppia Edwards-Sellers.

LIVE! Ascolti record al primo colpo (Live!, Usa, 2007) Regia di Bill Guttentag con Eva Mendes, David Krumholtz, Eric Lively, Katie Cassidy 96’, Moviemax, drammatico

Il primo colpo del titolo va preso alla lettera. LIVE! racconta la storia di un reality televisivo con la morte in diretta, creato dall’ ambiziosa

La trama. Dopo aver trafugato la Magna Carta, la spada dell’Imperatore del Giappone e perfino la sacra Sindone, gli inquirenti pensano che il prossimo obbiettivo del misterioso ladro ‘Tornado’ sia l’inestimabile diamante della ‘Pantera Rosa’, vero e proprio simbolo della grandeur francese. Una squadra di superpoliziotti proveniente da tutto il mondo viene incaricata delle indagini, li coordinerà, nonostante le proteste dell’ispettore capo Dreyfus (John Cleese), nientemeno che l’ineffabile Clouseau, affiancato dall’immancabile Jean Reno (nel ruolo di Ponton, il suo partner) e dall’agente Nicole (Emily Mortimer), oggetto delle sue inconfessate attenzioni amorose. La formidabile squadra investigativa è composta da Andy Garcia, Alfred Molina, Yuki Matsuzaki e dalla star di Bollywood, nonché Miss Mondo, Aishwarya Rai Bachchan.

produttrice televisiva Katy Courbet (Mendes). Ossessionata dagli indici di ascolto e dalla competizione con gli altri network, Katy Courbet concepisce il reality più estremo mai pensato prima: il gioco della roulette russa in prima serata. Un progetto folle che la donna porterà avanti con tutte le sue forze, contro i concorrenti, contro le leggi e la Costituzione, convincendo gli inserzionisti pubblicitari e vincendo le resistenze dei dirigenti del network. Centinaia i desiderosi partecipanti, ne verranno scelti sei e solo per cinque di loro ci sarà la ricchezza, per uno invece la morte in diretta Tv.

13 marzo

L’ultimo pulcinella (Italia, 2008) Regia di Maurizio Scaparro con Massimo Ranieri, Adriana Asti, Jean Sorel, Valeria Cavalli, Domenico Balsamo 89’, Bolero Film, drammatico

Liberamente ispirato a un soggetto inedito di Roberto Rossellini, è la storia di un rapporto difficile e, a volte traumatico, tra un ragazzo na-

poletano che cerca nuovi stimoli creativi e di vita lontano dalla sua città, e un padre, artista di strada, che si guadagna faticosamente da vivere cantando e recitando nelle piazze di Napoli “le storie di Pulcinella”. E’ anche la storia di un mondo che cambia, di generazioni che stentano a capirsi, ambientata fra la Napoli d’oggi e la Parigi delle banlieues, altro crocevia di faticose e spesso violente contraddizioni, dove padre e figlio si ritroveranno cercando di ricostruire il loro rapporto. Un’opera squisitamente teatrale portata sul grande schermo da Maurizio Scaparro, con una emozionante interpretazioni di Massimo Ranieri.

20 marzo

Ponyo sulla scogliera (Ponyo on the Cliff by the Sea, Giappone, 2008) Regia di Hayao Miyazaki 100’, Lucky Red, animazione

Non è esagerato parlare di capolavori, quando si ha a che fare con le animazioni del venerato maestro giapponese Hayao Miyazaki. Ponyo, rispetto agli ultimi film del regista, pur conservando la raffinatezza del tocco di Miyazaki, è adattissimo anche per un

pubblico di bambini anche molto piccoli. Una incantevole fiaba che narra le avventure di Sasuke, cinque anni, e di una pesciolina rossa di nome Ponyo che desidera diventare un essere umano. Fra i due nasce una profonda amicizia ambientata in una cittadina di mare devastata da un maremoto. Miyazachi ha definito il film: “La sirenetta di Hans Christian Andersen nel Giappone contemporaneo. Una fiaba avventurosa sull’amore infantile”. Anche per Ponyo, come per tutti i film del maestro, non sono state utilizzate tecniche di grafica computerizzata. Il film è disegnato a mano, utilizzando una tecnica di colorazione ad acquarello. Il tratto cerca di riprodurre l’effetto dei disegni a matita e il risultato è strabiliante.


Calendario 27 marzo

two lovers (Usa, 2008) Regia di James Gray con Joaquin Phoenix, Gwyneth Paltrow, Vinessa Shaw, Isabella Rossellini 110’, Bim, drammatico/ romantico

Questo denso dramma romantico, segna due importanti svolte artistiche: per Joaquin Phoenix che ha annunciato che questo sarà il suo

ultimo film, e per il regista James Gray, che dopo gli ottimi action-thriller (Little Odessa e I Padroni della Notte, sempre ambientati a Brooklyn) si ‘converte’ al dramma psicologico di impianto letterario (in questo caso “Le notti bianche” di Dostoevsky). Phoenix è Leonard Kraditor, un uomo in difficoltà, che torna a casa dai genitori dopo un tentativo di suicidio. Leonard conosce due donne in breve tempo. Michelle (Paltrow), una vicina di casa tanto bella quanto misteriosa, e Sandra (Shaw), una ragazza che piace molto ai suoi genitori.

il caso dell'infedele klara (Italia, 2009) Regia di Roberto Faenza con Laura Chiatti, Iain Glen, Claudio Santamaria, Kierston Wareing Medusa, commedia

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo del praghese Michal Viewegh, il nuovo film di Faenza gioca a doppio filo sul tema della gelosia e

Fortapàsc (Italia, 2009) Regia di Marco Risi con Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Lina Sastri, Daniele Pecci, Ennio Fantastichini, Ernesto Mahieux, Renato Carpentieri, Gianfelice Imparato 01 Distribution, drammatico

La storia del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra nel 1985 a Napoli, a soli 26 anni. Marco Risi ha lavorato molti anni per portare

dell’intrigo amoroso. Luca, un musicista italiano che vive a Praga, tormentato dalla gelosia, incarica Denis, un investigatore privato, di sorvegliare la sua fidanzata Klara, una studentessa, più giovane di lui, con la quale dovrebbe sposarsi. Il comportamento della ragazza, in realtà, è piuttosto normale, ma la gelosia dell’uomo è dilagante, e il detective stesso, piano piano, inizia a modificare i suoi resoconti, omettendo particolari che verrebbero fraintesi, per non fornirgli materiale con cui nutrire la sua ossessione. Fino al punto di fare una scelta estrema.

sullo schermo la storia di Siani, l’unico giornalista ucciso dalla camorra: “Ci sono voluti ben 16 anni e diversi processi per comprenderne il perché. Il film non è una biografia, racconta gli ultimi quattro mesi della vita di Giancarlo e l’atmosfera in cui maturò la sua condanna a morte. E’ per me un film necessario soprattutto oggi in una Napoli umiliata - perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. Trasformazione di Libero De Rienzo, quasi irriconoscibile nei panni del giovanissimo giornalista, che afferma: “Ci sono persone che si danno da fare per gli altri e altri che pensano solo a loro stessi. Giancarlo faceva parte della prima categoria”. Fortapasc è il nome che veniva dato in quegli anni a Torre Annunziata.

Push (Usa, 2009) Regia di Paul McGuigan con Chris Evans, Dakota Fanning, Djimon Hounsou, Robert Tsonos, Brandon Rhea, Camilla Belle 110’, Eagle Pictures, fanta-thriller

Vincitore del Premio della Giuria e del Premio del Pubblico al Sundance Film Festival 2009, Push, è un fanta thriller che recupera la leggenda della super razza creata dai nazisti,

spostandoli in America, ai nostri giorni, con dei ragazzi (siamo alla seconda generazione) che hanno poteri paranormali, la capacità di muovere oggetti a distanza, leggere il pensiero, prevedere il futuro, ed uccidere con la sola forza della mente. Ovviamente l’Esercito americano li vuole a tutti i costi, per trasformarli in super-soldati. In questo scenario alcuni di questi giovani si nascondono in varie parti del mondo per non farsi trovare, in particolare Nick (Evans) e la teenager Cassie (Fanning), che decidono di allearsi ed utilizzare i loro differenti poteri per mettere fine, una volta per tutte, alla loro ricerca.


RAI CINEMA E CATTLEYA PRESENTANO

MARGHERITA

BUY

ISABELLA

FERRARI

MARINA

MASSIRONI

PAOLA

CORTELLESI

CONCEPT

© CATTLEYA S.P.A./FOTO: PHOTOMOVIE - CHICO DE LUIGI

DUE PARTITE CAROLINA

VALERIA

CLAUDIA

ALBA

CRESCENTINI MILILLO PANDOLFI ROHRWACHER CRISTINA COMENCINI regia di ENZO MONTELEONE dalla commedia di

RAI CINEMA E CATTLEYA PRESENTANO UNA PRODUZIONE CATTLEYA E RAI CINEMA "DUE PARTITE" CON MARGHERITA BUY ISABELLA FERRARI MARINA MASSIRONI PAOLA CORTELLESI CAROLINA CRESCENTINI VALERIA MILILLO CLAUDIA PANDOLFI ALBA ROHRWACHER TRATTO DALLA COMMEDIA TEATRALE DI CRISTINA COMENCINI FELTRINELLI EDITORE SCENEGGIATURA CRISTINA COMENCINI E ENZO MONTELEONE AIUTO REGIA MATTEO ALBANO COSTUMI MARINA ROBERTI SCENOGRAFIA PAOLA COMENCINI SUONO ANDREA GIORGIO MOSER MUSICA GIULIANO TAVIANI MONTAGGIO CECILIA ZANUSO FOTOGRAFIA DANIELE NANNUZZI PRODUTTORE ESECUTIVO BRUNO RIDOLFI PRODUTTORE ESECUTIVO CATTLEYA MATTEO DE LAURENTIIS PRODUTTORE DELEGATO GINA GARDINI PRODOTTO DA RICCARDO TOZZI GIOVANNI STABILINI MARCO CHIMENZ REGIA DI ENZO MONTELEONE

DAL 6 MARZO AL CINEMA

www.yahoo.it/duepartite


6 marzo Mickey Rourke è risorto e profuma di Oscar. Lo dimostra con questo toccante ritratto di un uomo sul viale del tramonto deciso a riprendere in mano la sua vita.

N

egli anni ’80 era una vera leggenda: bastava pronunciare il nome Randy “The Ram” (L’ariete) e le masse impazzivano per vederlo sul ring. Era il più grande wrestler professionista e prometteva ai suoi fan uno spettacolo eccezionale. Adesso sono passati 20 anni e l’ormai stanco e malconcio Randy continua a combattere in eventi minori, tirando a campare nelle esibizioni per i fan di wrestling duri a morire o per i più giovani. Incapace di portare avanti qualsiasi relazione personale, ha abbandonato la moglie e la figlia e sacrificato la sua vita allo spettacolo sulla pedana. Ma quando viene colto da un infarto, con la morte in faccia è costretto a ritirarsi. Tenterà di riprendersi in mano la sua vita, cominciando a corteggiare una madre single (Tomei, che per guadagnarsi da vivere fa

la spogliarellista) e trovando il coraggio di incontrare nuovamente la figlia adolescente Stephanie (Wood). Ma il destino lo metterà davanti ad una scelta molto difficile, dandogli la possibilità di riassaporare la gloria di un tempo, grazie ad un evento speciale contro il suo nemico storico. Dopo problemi di droga, alcol e incidenti vari che gli erano costati l’esilio dai set per molti anni, Mickey Rourke ‘risorge’ con un personaggio che è quasi un suo doppio. Dopo anni nell’ombra, l’attore trova il ruolo più memorabile della sua carriera, per il quale ha ricevuto la candidatura all’Oscar, quello di un uomo ‘finito’ che dopo aver dedicato tutto se stesso al wrestling, cerca di fare i conti con la propria vita. “Sono stato all’inferno - ha detto Rourke - e non ci torno. Parlavo col mio prete e gli dicevo che avevo paura. E’ così bello sentirsi nuovamente orgogliosi, e non vivere nella vergogna, nella disgrazia e nel fallimento“. Vincitore del Leone d’Oro all’ultimo Festival di Venezia, The Wrestler è il quarto lungometraggio di Darren Aronofsky (Requiem for a Dream), regista visionario che proprio a Venezia ha dichiarato: “Dedico il Leone d’Oro ai veri wrestlers, ai lottatori che buttano via i loro corpi e le loro anime per il divertimento del pubblico e a Mickey Rourke che per interpretarlo ci ha messo tutto se stesso, mai nessuno così onesto davanti alla macchina da presa”. Bruce Springsteen ha regalato al regista un brano acustico scritto per il film: “Mi fa mancare il fiato tutte le volte che l’ascolto – ha detto Aronofski - Ha davvero catturato lo spirito del film e del personaggio interpretato da Mickey”.

The Wrestler (Usa, 2008) Regia di Darren Aronofski con Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Ernest Miller, Wass Stevens 115’, Lucky Red, drammatico

the wrestler 10


ATTILIO DE RAZZA PRESENTA

MEDUSA FILM

dal 13 marzo al cinema

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visita il sito ufficiale su

yahoo.it/lamatassa


6 marzo

Due parti D

ue epoche, due modi di essere donne. 1966: una partita a carte per stare insieme. Ogni giovedì pomeriggio quattro amiche si raccontano amori e tradimenti, teorizzando la maternità, la vita e i problemi del matrimonio. Litigano, ridono, parlano con complicità e un po’ di cinismo. Trent’anni dopo, 1996: le figlie si ritrovano al funerale di una delle madri. Sono le stesse bambine che, durante le partite a carte, giocavano nella stanza accanto. Come le loro madri, si confidano sogni e paure, il tempo che passa, il rapporto con il lavoro, il desiderio di maternità. Sono passati decenni ma l’identità femminile sembra inalterata, nonostante la carriera e l’emancipazione; essere donna significa oggi come allora energia, allegria, fatica e dolore.

Un film tutto al femminile. Diretto da un uomo. Una bella sfida quella di Enzo Monteleone, un regista identificato per storie maschili (El Alamein) ma ‘folgorato’ dallo spettacolo teatrale

della Comencini. E se a teatro erano quattro attrici a fare entrambi i ruoli, Monteleone, per la trasposizione cinematografica ha preferito sdoppiare. E così se le madri sono le stesse protagoniste della piéce teatrale: Isabella Ferrari, Margherita Buy, Marina Massironi e Paola Cortellesi, le figlie sono Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Alba Rohrwacher e Claudia Pandolfi. “Due gruppi di donne (quattro mamme e le loro quattro figlie) in due momenti storici diversi: gli anni ’60 e i nostri tempi.” Dichiara Monteleone. “I desideri, la vita, i figli, le difficoltà, i rapporti con gli uomini, con il lavoro e la famiglia sono raccontati con una leggerezza che nasconde un malessere di fondo che si trasmette dalle mamme “angeli del focolare” dei “favolosi” anni ’60 alle figlie “in carriera” dei nostri giorni. Scava nel sentimento di maternità, nel ruolo di madre, così naturale e scontato in passato e così difficile da affrontare oggi. E del mutamento del ruolo delle donne.” E se il teatro può sembrare un limite per rendere avvincente una storia, Monteleone aggiun-

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ge: “I migliori attori provengono dal teatro, e le mie attrici ne sono la dimostrazione. Inoltre, l’unità di luogo e azione, è stata valorizzata catturando nei primi piani ciò che nel totale teatrale si perde. Rubando occhiate, dettagli, piccoli gesti e reazioni, ma tenendo in primo piano il valore del testo e delle interpretazioni”. Fondamentale il lavoro del montaggio, della fotografia (che diversifica con i colori gli anni ’60 dai ’90), il look delle attrici e la musica. Nel film si sentono vari brani di Mina che hanno tratteggiato un’epoca.

Due partite (Italia, 2009) Regia di Enzo Monteleone con Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi, Alba Rohrwacher 94’, 01 Distribution, commedia/drammatico


ite

La trasposizione cinematografica della pièce teatrale di Cristina Comencini, diventa l’occasione per uno storico confronto generazionale tra madri e figlie, o lt r e a d u n o s t r ao r d i n a r i o confronto artistico tra le migliori attrici italiane.


6 marzo Il maestro Costa-Gavras torna nella natia Grecia, dopo 40 anni, per affrontare il tema scottante dell’immigrazione. Protagonista Riccardo Scamarcio sempre più orientato al cinema di impegno, e con una performance che segna un importante passo verso una carriera artistica internazionale.

Verso l'Eden Elias (Scamarcio) è un giovane emigrante clandestino apparentemente senza passato. Non si sa da dove arriva e di quale Paese sia. Imbarcatosi su una carretta del Mediterraneo, con l’obiettivo di raggiungere l’Eden rappresentato dall’Europa, presso la costa italiana, a causa dell’avvicinarsi di una motovedetta della polizia, è costretto a buttarsi in mare, riuscendo a fatica a raggiungere la terraferma. Addormentatosi per la stanchezza, si sveglia nella spiaggia di un villaggio turistico, un posto incredibile, un paradiso, per uno come lui che viene dalla fame. Elias non sa nulla dell’Occidente, vuole solo raggiungere Parigi, per ritrovare un mago che gli ha lasciato un indirizzo. “Come nell’Odissea – ha dichiarato Costa

Gavras - è nel mar Egeo che ha inizio l’avventura di Elias, il nostro eroe senza leggenda. Il mio personaggio attraversa, un po’ come Ulisse, il mare, le prove e le tempeste. Egli affronta i mostri moderni e mette in discussione i miti della nostra epoca. Ulisse voleva ritrovare il suo mondo e se stesso, invece Elias cerca di costruire il suo”. Verso l’Eden racconta la vita agra di uomini in cerca di un futuro dignitoso, spesso costretti a ricorrere all’illegalità per sfuggire a discriminazioni, disagi e miseria. Storie che leggiamo ogni giorno sul giornale e, alle quali, purtroppo ci siamo abituati senza più la capacità di indignarci. Attraverso lo sguardo di Elias, Costa Gavras ci mette di fronte alle ipocrisie, egoismi e sostanziale inospitalità della nostra società, ben sapendo che per buona

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parte dei ‘cercatori di fortuna’ che tentano di arrivare nel nostro Eden, le cose vanno molto, molto peggio. “Quando mi ha chiamato Costa-Gavras - ci ha raccontato Scamarcio - sono rimasto scioccato e quando l’ho conosciuto ancora di più. E’ un uomo di 75 anni, determinato, sincero, con una chiarezza di pensiero che ti costringe a dar peso a ogni parola. Avrei fatto anche un ruolo di un giorno per lui e, invece, mi ha voluto come protagonista”.

Verso l’Eden

(Eden is West, Francia, 2009) Regia di Costantin Costa-Gavras con Riccardo Scamarcio, Juliane Koelhler, Ulrich Tukur, Eric Caravaca, Anny Duperey 110’, Medusa, drammatico


Watchmen

6 marzo

E’ l’ultima generazione dei supereroi, non hanno superpoteri, sono nevrotici, complessati, e fuorilegge. Sono i guardiani della legge, ma vivono in un mondo corrotto - il nostro - e che non li stima. Li ha scovati Zack Snyder, il regista di 300. America 1985. Nixon è stato eletto per la terza volta Presidente e sul mondo incombe la minaccia di una guerra nucleare con l’Urss. L’orologio dell’apocalisse segna cinque minuti a mezzanotte. Quando si diffonde la notizia che qualcuno probabilmente ha ucciso un vecchio supereroe, il Comico, in pensione come i suoi colleghi, chiamati Maschere, dopo essere stati messi fuorilegge dal 1977, considerati dei Vigilantes, l’ex guardiano mascherato Rorschach entra in azione. Nonostante sia caduto in disgrazia, è determinato a svelare un complotto che mira ad uccidere e a screditare tutti i supereroi passati e presenti. Quando ritrova la sua legione di combattenti contro il crimine, Dottor Manhattan, Gufo notturno, Spettro di seta, Ozymandias, – uno scalcagnato gruppo di ex supereroi di cui solo uno possiede dei veri poteri – Rorschach scopre un’ampia e inquietante cospirazione che ha legami con il loro comune passato e che potrebbe produrre catastrofiche conseguenze nel futuro. La loro missione è vegliare sull’umanità. Ma chi veglierà sui Watchmen?


Sono vent’anni che grandi registi (Gilliam, Greengrass, Aronofski) cercano di tradurre in immagini un fumetto che il suo autore, il mitico Alan Moore, ha considerato ‘infilmabile’, pregando, come ha fatto per altri film tratti dalle sue opere (From Hell, V per Vendetta, La lega degli uomini straordinari) di togliere il suo nome dai crediti. Watchmen è stato pubblicato da DC Comics in una serie di 12 fascicoli a fumetti fra il 1986 e il 1987, poi raccolti in un’unica pubblicazione che ha vinto il prestigioso Hugo Award oltre ad essere inserita da Time Magazine fra i “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi”. E’ il primo cinecomics destinato espressamente ad un pubblico adulto e, unico caso nell’universo dei fumetti, presenta degli eroi piuttosto che dei supereroi, colti nella loro quotidianità piuttosto che in situazioni straordinarie. Una vera sfida, quella di portarli sul grande schermo, ancora una volta vinta, come nel caso di 300, dal regista Zack Snyder, che ha trasformato le difficoltà in punti di forza, dando alla storia una coerenza narrativa che esalta l’ambientazione dark, restando fedele alla graphic novel, con l’eccezione del finale. Ha detto Snyder: “I due tipi di esperienza, fumetto e cinema, non possono essere identici. Sono stato molto contento del fatto che tutti quelli che avevano letto il graphic novel, dopo la proiezione hanno definito il film “eccellente”.

Watchmen (Uk/Usa/Canada, 2009) Regia di Zack Snyder con Carla Gugino, Jeffrey Dean Morgan, Patrick Wilson, Malin Akerman, Billy Crudup, Jackie Earle Haley, Matthew Goode 163’, Paramount, fantasy/azione

Per interpretare questi avventurieri mascherati che combattono al fianco degli umani, servivano degli attori bravi, atletici e soprattutto poco conosciuti. Un cast corale ed eterogeneo che è diventato il vero punto di forza del film: Malin Akerman alias Seconda Spettro di Seta, legata al Dottor Manhattan ha una storia con Secondo Gufo Notturno. Billy Crudup è il Dottor Manhattan: è l’unico ad avere superpoteri, è blu perché è composto di energia, ma è indifferente al destino degli uomini. L’attore nominato all’Oscar Jackie Earle Haley nel ruolo di Walter Kovacs, detto Rorschach: la maschera gli dà quell’identità che la sua infanzia di abusi e di maltrattamenti gli ha negato. Stephen McHattie nei panni di Hollis Mason, ovvero Gufo Notturno; Jeffrey Dean Morgan è Edward Blake detto il Comico: è il più violento dei Watchmen, un personaggio capace di qualsiasi efferatezza; Patrick Wilson in quelli di Dan Dreiberg/Secondo Gufo Notturno: è sovrappeso e commette molti errori, è il più umano dei Watchmen.


13 marzo Primo di due film (il secondo esce il 17 aprile) dedicati alle gesta di Jacques Mesrine, l’ultimo dei grandi gangster francesi. Dichiarato nemico pubblico numero uno, questa pellicola – a metà strada tra il thriller e la biografia – è un insieme di azione ed emozioni, senza per questo rinunciare alla fedeltà dei fatti realmente accaduti. Negli anni 70 era stato nominato “nemico pubblico n. 1” cosa che, a quanto pare, gli fece grande piacere, perché Jacques Mesrine amava i gesti clamorosi e la celebrità, sia se si trattava di evadare da un tribunale con il giudice come ostaggio, o di rilasciare interviste ai giornali più importanti. Sicuramente avrà apprezzato la costituzione di una unità di polizia creata espressamente per ‘prenderlo’, come probabilmente non avrebbe disprezzato la sua morte, che sapeva inevitabile e che avvenne, senza preavviso, nel novembre del 1979 in pieno centro di Parigi ad opera degli uomini del Commissario Broussard. Il primo film parla di un uomo che tenta di inventare sé stesso, le sue prime esperienze nella violenza e nella malavita. Mesrine ritornò dalla guerra in Algeria alla fine degli anni ‘50 per diventare “l’uomo dai mille volti”, compiendo furti, rapimenti, omicidi e vagabondando per il mondo. Un personaggio difficile da classificare, con un

rapporto molto ambiguo con i mass media e la politica. Ebbe molte donne, ma in questa parte della sua vita è l’appassionata storia d’amore con Jeanne Schneider (De France), il punto fondamentale. Non solo una compagna, ma una sorta di suo alter ego, che lo accompagna nel suo stravagante girovagare, nello specifico verso il Canada. I due film sono tratti dalle due autobiografie che l’uomo scrisse e intitolò: L’Instinct de Mort e Coupable d’etre innocent. Mega produzione francese, da 80 milioni di dollari, la storia di Mesrine ha intrigato tutti i più grandi attori francesi, ma il produttore Thomas Langmann, che ha lavorato circa dieci anni per questo progetto, ha sempre voluto Vincent Cassel (che per interpretare questo personaggio non ha esitato ad ingrassare più di 20 kg). “Abbiamo cercato di mostrare il personaggio nella sua complessità, compresi gli aspetti più oscuri.” Ha detto Langmann. “Recitare non è un lavoro. – ha continuato Cassel – E’ un gioco in cui è bello perdersi completamente. Ecco perché mi piace interpretare i cattivi. Ti consentono di fare tutte le cose che nella vita non faresti mai. Viviamo in una società in cui ci sono molte regole da rispettare. Però ci sono molti aspetti istintivi degli esseri umani che restano repressi. Per un attore, è sempre interessante incontrare il Male. Anche perché il Male spesso è molto creativo”.

Nemico Pubblico n.1 – L’istinto di morte (parte 1) (L’Ennemi public n°1, Francia/Canada, 2008) Regia di Jean-François Richet con Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu 110’, Eagle Pictures, azione/biopic

Nemico Pubblico N.1 L’ istinto di morte (parte 1) 18


WARNER BROS. PICTURES PRESENTA UNA PRODUZIONE DEAN FILM COLORADO FILM

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DAL 27 MARZO AL CINEMA

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13 marzo Chi non ha mai litigato con un suo famigliare? O non ha sognato di farlo? Spiattellare tutto quello che si ha sul groppone e vada come vada. E’ questa la matassa che Ficarra e Picone, due cugini – cresciuti come fratelli e che non si parlano da più di vent’anni devono sbrogliare. Parenti serpenti: tra equivoci, disavventure e un sacco di risate.

F

igli di due fratelli in freddo da vent’anni, il dissidio tra i cugini Gaetano (Ficarra) e Paolo (Picone), inizia con una lite annosa. Da allora in poi la vita di Gaetano e Paolo prende strade diverse. Solo nei ricordi, di quel meraviglioso periodo che è l’infanzia e poi l’adolescenza, resistono ancora quei sentimenti che li legarono un tempo. Ma oggi, quando i due hanno più di trent’anni, l’indifferenza e l’antipatia regnano sovrane. Paolo, debole e insicuro, preda dell’ipocondria, lavora col padre nell’albergo di famiglia. Gaetano ha una improbabile agenzia matrimoniale. I due vengono rimessi in contatto dalla socia in affari di Paolo, Olga (Safroncik). Questa però, più che un’occasione di pace, viene vista da Gaetano come la scintilla che fa rinascere in lui il desiderio di vendicare il padre. Ma come fare? L’approsimazione del piano di Gaetano e l’inettitudine di Paolo condurranno i due in una serie di disavventure. Quelli che furono i motivi della lite fra i loro genitori riaffioreranno in reciproche accuse e recriminazioni. Riusciranno i due poco eroici cugini a sciogliere la matassa e fare chiarezza sui reali motivi della storica lite fra le loro famiglie?

La matassa

Affari di ‘famigghia’ e legami affettivi sono al centro di questa commedia di costume che, com’è consuetudine del duo comico, non può che ambientarsi in Sicilia. “La Matassa - raccontano Ficarra e Picone – è una storia siciliana, ma potrebbe essere rappresentativa di un costume nazionale: in fondo, in quali famiglie non ci sono liti o problemi?”. Ma più dei problemi familiari quello che interessa ai due comici è il paradosso generato dalle dinamiche parentali, tra

falsi suicidi, fughe in auto, inseguimenti, faide, e perfino un folle bungee jumping di Picone. I comici palermitani, consacrati al grande pubblico televisivo grazie a Striscia la notizia, sono al loro terzo film dopo Nati stanchi e il fortunatissimo Il 7 e l’8, che la scorsa stagione ha avuto un enorme successo di pubblico. Inoltre li vedremo nell’attesissimo Baàrìa di Giuseppe Tornatore che li ha voluti in ruoli per niente comici e senza farli recitare una sola scena

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insieme. A testimonianza che, i grandi talenti, si possono anche dividere e, il risultato non cambia.

La Matassa

(Italia, 2009) Regia di Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Giambattista Avellino con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Pino Caruso, Claudio Gioé, Anna Safroncik 98’, Medusa, commedia


Problemi con gli Alieni? Unica soluzione i Mostri.


13 marzo

Escluso dagli Oscar - forse perché affronta in modo spiazzante e antiideologico un tema molto delicato come quello del razzismo - ha ricevuto critiche eccellenti oltre a diventare il film di maggior successo tra quelli diretti dal grande Clint. Che annuncia che questa sarà la sua ultima (e forse la più memorabile) interpretazione.

Gran Torin W

alt Kowalski, è un reduce della Guerra di Corea dal carattere burbero e spavaldo. Meccanico in pensione, l’uomo riempie le sue giornate facendo dei piccoli lavori di riparazione, bevendo birra e recandosi una volta al mese dal barbiere. Nonostante l’ultimo desiderio espresso dalla moglie, ormai deceduta, fosse che il marito si confessasse, per Walt - che tiene il suo fucile M-1 sempre pronto e carico - non c’è nulla da confessare. E non c’è nessuno di cui si fidi, ad eccezione del suo cane Daisy. Le persone che un tempo erano i suoi vicini di casa sono ormai quasi tutte morte oppure si sono trasferite altrove e sono state sostituite da immigrati provenienti dal sudest asiatico, che lui disprezza. Unici affetti rimasti: un garage pieno di attrezzi che non servono più e una smagliante Ford Gran Torino del ’72.

Un tesoro per Walt, fino alla notte in cui, il figlio dei vicini, tenta di rubargli l’auto. A quel punto Walt si sente in diritto di agire ma, scoprirà, una verità completamente inaspettata. Una situazione che, invece, di aumentargli l’odio per i vicini asiatici lo porterà a stringere un’amicizia improbabile che cambierà, per sempre, la sua vita. Clint Eastwood è il regista ed il protagonista di Gran Torino, che segna il suo ritorno come attore dopo Million Dollar Baby, Oscar come Miglior Film nel 2005. L’ultimo lavoro di Eastwood è un film ‘piccolo’, scarno, quasi brutale, come il cineasta non faceva da anni. Personalissimo e quanto mai attuale. Nell’anno della vittoria di Obama, sullo sfondo del peggior disastro economico che l’America attraversa dagli anni ’30 a oggi, il

suo film ambientato in un paesino dell’hinterland di Detroit, è la summa di una terra lacerata da una crisi automobilistica e da licenziamenti. Ma soprattutto dall’ignoranza e dall’intolleranza. In Gran Torino ritornano i temi cari all’Eastwood autore: il razzismo, la religione, i pregiudizi, le sfide al politicamente corretto, i rapporti genitori/ figli. “Ho interpretato un uomo – ha detto Eastwood – che in un certo senso è metafora della macchina che tanto ama, la Gran Torino. Roba di altri tempi, ma che è, anche, in grado di cambiare. Vedo troppi soldati e poliziotti estremi al cinema, ma i tempi in cui viviamo non sono fatti per ammazzare. E’ il momento sicuramente di pene appropriate, ma anche di sistemi educativi e coraggio nella comprensione degli altri. Il mio Gran Torino, senza pallottole per alcuni, è un film sulle guerre


ino

tra le minoranze di oggi”. Un film da non perdere, un po’ perché Eastwood da tempo minaccia che potrebbe essere l’ultima volta che compare come attore. E perché contiene il magnifico epilogo di una riflessione sulla violenza e la vendetta iniziata quasi 40 anni fa per le strade di San Francisco da un ispettore che si chiamava Callaghan e teneva in mano una 44 Magnum.

Gran Torino

(Usa, 2008) Regia di Clint Eastwood con Clint Eastwood, Christopher Carley, Bee Vang, Ahney Her, Brian Haley 116’, Warner Bros., drammatico


20 marzo Quando nel 2003 la storia di The International ha cominciato a girare tra i vari Studios, l’idea di una grande banca al centro di attività illegali in grado di mettere in ginocchio l’economia sembrava eccessiva, oggi la realtà supera la fantasia, e quel film è stato chiamato ad inaugurare il Festival di Berlino.

L’

agente dell’Interpol Louis Salinger (Clive Owen) e il viceprocuratore di New York Eleanor Whitman (Naomi Watts), vengono incaricati di indagare su presunte attività illegali di una delle più potenti e importanti banche del mondo, apparentemente coinvolta in riciclaggio di denaro sporco e traffico d’armi. Seguendo le tracce dei movimenti dei soldi della banca, che li portano da Berlino a Milano, da New York a Istanbul, i due agenti si rendono conto che in ballo non ci sono solamente dei traffici illegali, ma un giro colossale che attraverso il finanziamento di guerre mira alla destabilizzazione di governi. Convinti dell’importanza di portare di fronte alla giustizia i vertici dell’impero finanziario, i due ‘mastini’ della giustizia si buttano in un inseguimento in giro per il mondo che presenta degli ostacoli impressionanti. L’incessante tenacia dei due li pone in grave pericolo, considerando che i loro bersagli non solo hanno appoggi potentissimi quanto imprevedibili, ma non si fermeranno di fronte a nulla – tentando in ogni modo di eliminarli - pur di sottrarsi alla giustizia.

E sicuramente il primo, e non sarà sicuramente l’ultimo, film ambientato nel drammatico scenario della crisi globale che sta mettendo in ginocchio le economie occidentali. Tom Tykwer (Lola corre, Profumo), regista tedesco particolarmente apprezzato ad Hollywood, ha girato un film che cavalca l’attualità ispirandosi ai modelli dei grandi thriller politici degli anni settanta. Interpretato dalla splendida coppia formata da Clive Owen e Naomi Watts, The International, chiama in causa tutti noi. Vittime di un capitalismo avventuroso e brutale, che ha provocato dei danni incalcolabili nelle economie di tutti i paesi occidentali, mettendo a repentaglio posti di lavoro, case, risparmi. “Siamo tutti delle pedine nel mondo delle grandi corporation – ha detto l’attore inglese Clive Owen - e i nostri destini dipendono dai loro piani per noi. Ma il film ci mostra che non importa quanto ci sentiamo insignificanti, perché come individui possiamo comunque fare la differenza”. “Le decisioni delle banche hanno effetti a vasto raggio – ha affermato la Watts - tanto che sono a rischio non solo le nostre case e i nostri lavori, ma addirittura la qualità delle nostre vite”. Scene cult: la sparatoria senza precedenti nella bianca spirale discedente del Guggenheim di New York, la corsa sui tetti di Istanbul, il Pirellone di Milano con Luca Barbareschi nel ruolo di un potente uomo d’affari che scende in campo in politica. “Il fatto che sia un imprenditore che si butta in politica farà pensare a Berlusconi, ma il Premier non c’entra nulla” ha dichiarato Barbareschi.

The International The International (Usa/Germania/UK, 2009) Regia di Tom Tykwer con Clive Owen, Naomi Watts, Armin Mueller-Stahl, Ulrich Thomsen, James Rebhorn, Luca Barbareschi, Patrick Baladi, Victor Slezak, Luca Calvani 118’, Sony Pictures, thriller


20 marzo

o m i t 'ul

L

o n i d cro

(La Repubblica, 17 marzo 2001) Trafugata la salma di Enrico Cuccia. Rotta la lastra di marmo che copriva il loculo. Il sarcofago forse trasportato con un furgoncino. I magistrati stanno vagliando tutte le ipotesi. Le più accreditate: estorsione o satanismo.

Tutto ha inizio in un bar quando due lavoratori, assillati dai debiti, decidono di dare una svolta alla loro vita. La soluzione è organizzare un rapimento. Ma dato che non se la sentono di rapire ‘un vivo’, decidono di rapire ‘un morto’. Ma non uno qualsiasi bensì ‘uno di quelli importanti’. Un cadavere eccellente, insomma. E così un operaio delle acciaierie – soprannominato Pes (Iachetti) - e un autista di furgoni - detto Crodino (Tognazzi) – partono per la loro mission impossible: trafugare la salma di Enrico Cuccia, appena sepolto, e chiedere il riscatto alla famiglia del potente finanziere italiano. Crodino si improvvisa la mente e Pes il braccio. E in questa folle avventura ne combinano di tutti i colori. Rubano la salma lasciando impronte dappertutto. Trasportano disinvolti la bara su e giù per la valle, scrivono lettere anonime ritagliando l’alfabeto da giornali e riviste e chiedono il riscatto cercando il telefono della famiglia Cuccia sulle Pagine Gialle. I due ingenui malviventi riescono per qualche giorno, senza rendersene conto, a tenere in scacco carabinieri, polizia, guardia di finanza e servizi segreti. Ma il cerchio delle indagini si stringe e la speranza di farla franca svanisce per i nostri due folli eroi.

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L’opera prima di Umberto Spinazzola, che ha curato la regia, soggetto, sceneggiatura, ricorda alcune recenti pellicole tragicomiche basate su fatti di cronaca come La lingua del santo e ...e se domani, ma è anche “un omaggio alla commedia all’italiana”, come ha affermato Enzo Iachetti, “i due rapitori, infatti, assomigliano ai ladri di I soliti ignoti di Mario Monicelli”. Nel cast anche Serena Autieri che interpreta Patrizia, la moglie di Crodino: “Io sono la bella del paese, profumiera innamorata dell’uomo sbagliato, uno che si arrabatta ma non ne indovina una”.

L’ultimo Crodino (Italia, 2008) Regia di Umberto Spinazzola con Ricky Tognazzi, Enzo Iachetti, Serena Autieri, Dario Vergassola, Giobbe Covatta, Elena Sofia Tognocchi, Marcello Prayer 100’, Mikado, commedia


20 marzo

La verità è che non gli piaci abbastanza

E’ sempre difficile ammettere che alla persona che ti interessa forse non piaci abbastanza. Ma se pensate che è sempre meglio saperlo, questa commedia vi insegna qualche regola base per non perdere tempo e, soprattutto, per non farvi prendere in giro.


Storie di vita quotidiana – intrecciate e non – nella Baltimora di oggi, accomunate dall’incapacità di comprendere i reciproci comportamenti, dai fraintendimenti sempre in agguato e dalle diverse modalità di approccio e di relazione tra trentenni. Janine (Connelly) è una donna sposata, ingannata e tradita dal marito Ben (Copper). Gigi (Goodman) è innamorata follemente di un uomo che tampina, ossessivamente finendo poi per imbattersi nel suo amico Alex (Long) che tenta con lei un esperimento alla My Fair Lady. E Mary (Barrymore) continua a dare appuntamenti a uomini diversi, senza riuscire a trovare un punto di stabilità.

La verità è che non gli piaci abbastanza (He’s Just Not That Into You, Usa, 2009) Regia di Ken Kwapis con Ginnifer Goodwin, Jennifer Aniston, Jennifer Connelly, Scarlett Johansson, Drew Barrymore, Ben Affleck, Justin Long, Kevin Connolly, Sasha Alexander, Bradley Cooper 129’, 01 Distribution, commedia

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Non ti chiede di uscire, non ti chiama, non dice che state insieme, non fa sesso con te, fa sesso con un’altra, vuole vederti solo quando è ubriaco, non vuole sposarti, ti lascia, sparisce, è sposato, è uno stronzo egoista... Anche se tutte declinate al maschile valgono anche al femminile e, queste sono solo alcune delle situazioni raccontate (in un bestseller che ha lo stesso titolo del film) da due sceneggiatori della fortunata serie televisiva Sex and the City, Greg Behrendt e Liz Tuccillo, un uomo, ex campione di scuse, e una donna, campionessa in carica di pippe mentali, che insegnano come riconoscere le giustificazioni vere da quelle false. “Il film parla di persone – afferma il regista - che fraintendono i segnali che ricevono uno dall‘altro. Ci sono uomini innamorati che vengono respinti, come ci sono donne innamorate che vengono respinte. Nel film sia gli uomini che le donne sono ugualmente confusi, gli uomini commettono tanti errori quanti ne commettono le donne, è straordinariamente imparziale”. Anche perché se una volta c’era solo un telefono di casa come riferimento, magari con una segreteria telefonica, ed era facile sapere se uno o una aveva chiamato oppure no, oggi il sistema delle comunicazioni interpersonali è diventato estremamente complesso: tra telefoni fissi, cellulari, email, sms, facebook, myspace, blog ... è facile perdersi o magari ‘sfilarsi’. Drew Barrymore, che è anche produttrice del film, precisa che il film non racconta storie d’amore da favola, ma storie di persone che hanno dei problemi di relazione, quello che quasi ognuna o ognuno di noi affronta nella vita quotidiana. “Con l’esortazione ad essere onesti con l’altro, a dare saggi, anche se talvolta poco graditi, consigli ai nostri amici.” E su come è riuscita a mettere insieme un gruppo di attori così bravi e famosi la Barrymore continua: “Conosco più o meno tutti a parte Jennifer Connelly e Ginnifer Goodwin. Il resto è stato fatto dall’ottimo copione, da un regista eccellente e dalla fortuna che abbiamo avuto ad avere l’ok di tutte queste star. Perché il risultato brillante del film si deve moltissimo alle loro performance”.


20 marzo La commedia italiana alza il tiro, per ironizzare, con leggerezza, sul rapporto tra società e politica, sesso e candidature. Il tutto ambientato in una città del Nordest, per niente cupa, a dimostrazione che la gente spesso è meglio di chi la rappresenta.

P

iero (Argentero) è un brillante 35enne gay, è ‘fidanzato in casa’ con Remo (Nigro) e vive a Trieste. Per testimoniare il ‘diritto alla diversità’ partecipa alle primarie del centrosinistra, vincendole, e diventando automaticamente il candidato Sindaco, tra i pregiudizi degli avversari e lo sgomento del suo partito. Come può un gay diventare Sindaco nel profondo nord? Per bilanciarlo gli affiancano Adele (Gerini), moderata tutta d’un pezzo, soprannominata “la furia centrista”, simbolo vivente dei valori tradizionali, contraria persino al divorzio. L’inizio della campagna è un’ecatombe: Piero e Adele litigano su tutto. Finché Remo suggerisce al compagno di corteggiare politicamente la sua vice, per cercare di trovare un accordo. La situazione però sfugge di mano e Piero e Adele vengono travolti da un’attrazione irresistibile. Galeotto fu il compromesso: il “gay duro e puro” e la “moderata di ferro” precipitano in una relazione segreta che va contro i loro valori, le loro identità, la loro linea politica. Piero è a dir poco confuso: simbolo del

movimento gay, sceso in campo per difendere il diritto alla libertà sessuale, ora vive di nascosto una storia proibita con una donna! Cosa penseranno i suoi elettori? Cosa diranno i suoi avversari? Ma soprattutto come dirlo a Remo? Tra mille peripezie di ogni genere, Piero deve cercare di risolvere la situazione nella quale si è cacciato e capire da che parte stare. Lui, che della propria “diversità” aveva fatto un cavallo di battaglia dovrà affrontare la sua situazione di uomo “due volte diverso” fino a porsi una domanda: ma diverso da chi? Scritto da Fabio Bonifacci (Lezioni di cioccolato, Si può fare) e diretto da Umberto Carteni, al suo primo lungometraggio dopo essere stato assistente alla regia di Luca Lucini (Tre metri sopra il cielo) e Luis Pietro (Ho voglia di te), Diverso da chi? è una divertente e intelligente commedia che respira l’aria dei nostri tempi. “Il quadro – ha detto Carteni – è un po’ quello dell’ex Unione, inciuci compresi. L’idea è quella di mostrare che la società civile è più

Diverso


avanti rispetto alla politica che ci rappresenta. Infatti Piero arriva inaspettatamente secondo alle primarie, sfidando anche una certa intolleranza della sinistra sui temi dell’omosessualità”. Perfetto il cast con un Luca Argentero sempre più bravo e una Claudia Gerini in versione sexy Binetti, con chignon, tailleur e maglione a collo alto. ‘La coppia perfetta’ come recitano i manifesti elettorali. Con lui che chiede ‘modernità, diversità, tolleranza’, e lei che difende ‘i valori della famiglia e le tradizioni’.

Diverso da chi?

(Italia, 2009) Regia di Umberto Carteni con Luca Argentero, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Francesco Pannofino, Antonio Catania, Antonio Bazza, Giuseppe Cederna, Rinaldo Rocco Universal Pictures, commedia

Da Chi?


27 marzo

Teza Un racconto potente e drammatico, dove soffia il vento della storia e dove il dramma di una nazione e di una generazione diventa leggenda. Premio Speciale della Giuria a Venezia 2008.

C

resciuto in un’Etiopia arcaica, dove, dopo la parentesi della dominazione italiana, si è insediato nuovamente il negus Hailé Selassiè, il giovane Anberber decide di partire per l’Europa. Vuole diventare un medico, essere utile al proprio paese, di cui ha visto da vicino le sofferenze. Approda in Germania, dove studia medicina frequentando con partecipazione le riunioni politiche del movimento studentesco. Siamo nel 1968, il vento della contestazione spira anche in Etiopia, dove nel ‘69 viene repressa nel sangue una imponente manifestazione. Il 12 settembre 1974, un anno prima della morte, Hailé Selassiè viene deposto da una giunta militare. Di lì a qualche mese, l’Etiopia diventa una repubblica, ed il colonnello Haile Mariam Menghistu presidente. In questo clima di rinnovata fiducia verso il futuro, Anberber decide di tornare nel proprio paese per mettere al servizio della sua gente le conoscenze acquisite attraverso lo studio. Oltre al potere riabbracciare la madre e la sua famiglia. Per scoprire, ben presto, una real-

tà violenta e amara: la sua patria è dilaniata dagli orrori della guerra civile e da feroci faide tribali. Durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dell’anno scorso, Teza, è stato uno dei candidati più forti per il Leone d’Oro. In molti hanno visto il film come un La meglio gioventù africano, dove il protagonista e alter-ego del regista (Gerima è emigrato negli Usa nel ’68 e, fino alla metà degli anni ’70, è stato docente universitario a Washington), ripercorre, con toni potenti e struggenti, la storia etiope, dalla caduta del Negus al regime dittatoriale di Menghistu. “Teza - ha affermato Gerima - mi ha offerto la possibilità di raccontare uno dei tanti intellettuali africani che le circostanze storiche hanno trasformato in sfollati. Come Prometeo, il nostro protagonista fa ritorno in patria per portare alla sua gente il fuoco della modernizzazione, ma ben presto si accorge che quel fuoco è piccola cosa e non può estirpare dal villaggio tutte le malattie che perseguitano i suoi abitanti.” Una storia drammatica dove la buona volontà viene calpestata e l’eroe rischia di essere risucchiato dalla immobilità. Haile Gerima, uno dei più importanti registi africani contemporanei, ha impiegato più di quattro anni dopo le riprese realizzate in Etiopia per trovare i soldi per terminare il film in Germania. Da segnalare la straordinaria fotografia dell’italiano Mario Masini collaboratore di Carmelo Bene e dei fratelli Taviani che, insieme ad un ottimo montaggio, ben rendono tradizioni ancestrali e cinema militante.

Teza

(Etiopia /Germania/Francia, 2008) Regia di Haile Gerima con Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene, Teje Tesfahun, Nebiyu Baye 140’, Ripley’s Film, drammatico


Grande Concorso

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27 marzo

Il presupposto è magico: un uomo scopre che i racconti della buona notte, quelli che inventa la sera per fare addormentare i due nipotini, si trasformano in realtà. Ma siamo nel mondo Disney, ed inoltre, ad interpretarlo ci pensa Adam Sandler, con il suo celebre marchio di fabbrica di eroe suonato e scanzonato.


F

rustrato e umiliato sul posto di lavoro, Skeeter Bronson (Sandler), un garzone d’albergo single, per aiutare la sorella che deve assentarsi per motivi di lavoro, accetta di farle da ‘boy sitter’, prendendosi cura per due sere dei suoi due bambini. Il suo compito, grazie alla sua instancabile fantasia, è quello dei ‘racconti della buona notte’, una bella favola per accompagnare i piccoli nel mondo dei sogni. Ma Skeeter si accorgerà ben presto che quello che legge ai suoi nipoti, il giorno dopo diventa realtà, materializzandosi nella sua vita quotidiana. Dopo un primo momento di confusione l’intraprendente Skeeter cerca di sfruttare questa magia a suo vantaggio: per trovare un lavoro migliore e per fare colpo sull’amore della sua vita. Ma senza l’aiuto dei due nipotini, la magia non funziona. Anzi, il suo straordinario potere può diventare un pericolo, proprio a causa dei due nipotini che intralciano continuamente le storie deviandole con gli stratagemmi che loro preferiscono.

Racconti incantati

(Bedtime Stories, Usa, 2008) Regia di Adam Shankman con Adam Sandler, Keri Russell, Guy Pearce, Courteney Cox, Teresa Palmer, Jonathan Pryce 99’, Walt Disney, commedia/avventura/fantasy

Se ancora non conoscete a fondo Adam Sandler, Racconti incantati è l’occasione giusta. Il regista Adam Shankman (Hairspray) lo ha lasciato agire a tutto campo e senza limitazioni di sorta facendo uscire, ancora una volta, il suo enorme talento. Nel corso delle storie che Skeeter racconta ai nipoti lo vedremo diventare cowboy, gladiatore, prestigiatore, fino a viaggiatore nello Spazio. Oltre a Sandler da segnalare un cast eterogeneo composto da attori del calibro di Jonathan Pryce (Brasil), Courteney Cox (Friends), Keri Russell (August Rush), Guy Pearce (L.A. Confidential), Richard Griffiths (Harry Potter e l’Ordine della Fenice), fino al Dj inglese Russell Brand. “Io volevo realizzare un film che mio figlio potesse vedere ogni giorno – ha detto Sandler – per poi guardarmi negli occhi senza vergognarsi. Ho letto la sceneggiatura di Racconti incantati e ho pensato che sarebbe stato il film perfetto e divertente per tutti”. Le folli avventure in cui si ritroverà catapultato Skeeter provengono direttamente dalla sua fantasia. L’uomo poco soddisfatto della sua vita e anche dei libri che dovrebbero intrattenere e far riposare i suoi adorati ragazzi, decide di inventarsi delle storie, aggiungendo personaggi, situazioni, animali e mondi alternativi che nei testi non vengono citati. E permettendo, inoltre, ai due nipoti di diventare protagonisti anche loro, con la loro immaginazione, di questo spericolato gioco. “La cosa divertente – ha detto il regista - è che Skeeter sceglie dei personaggi della vita reale come protagonisti di queste nuove peripezie. Quindi tutti, da Adam a Keri fino ad arrivare a Russell Brand, diventano a loro volta questi personaggi stralunati fuoriusciti dalla mente di Skeeter. Tra questa nuova realtà e le scatenate sequenze fantasy delle fiabe, salta fuori, alla fine, un grande spettacolo visivo”.

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27 marzo

I mostri oggi In principio ci furono I Mostri, (1963) di Dino Risi, poi nel 1977 I Nuovi Mostri, di Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola, entrambi entrati a far parte dell’immaginario degli italiani oltre che della storia della commedia all’italiana. Adesso il terzo capitolo aggiorna al nuovo millennio i vizi peggiori degli italiani, attingendo direttamente dalla cronaca, per scoprire che i Mostri siamo noi.


Sedici episodi ‘al vetriolo’, dove vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell’Italia contemporanea. Perché passano gli anni, passano i decenni ma i difetti che affliggono il nostro Paese sono sempre gli stessi, qui illustrati in storie divertenti, amare, grottesche, fulminanti: cinismo, avidità, indifferenza, falso perbenismo, cialtroneria, vanità. La differenza è che i mostri sono cambiati. Provengono direttamente dalla cosiddetta società ‘civile’. E così troviamo: il giovanotto senza scrupoli, che circuisce la disabile, per poi rubarle la carrozzella con cui entra gratis allo stadio; il pirata della strada che si preoccupa del faro anteriore del suo SUV, ignorando il pedone appena investito; il mafioso che si fa costruire un bunker nelle cui fondamenta ha fatto seppellire l’architetto che l’ha ideato; la psicanalista che spinge al suicidio il suo paziente, per fare un favore alla moglie sua cara amica; il Monsignore che scambiando per suicida un uomo, gli impedisce di buttarsi nel Tevere, rendendo vano il tentativo di salvataggio di un altro uomo, che muore inghiottito dal fiume; una mamma amorevole ma profondamente frustrata, improvvisamente felice per un’ora di notorietà in televisione e via ‘difettando’…

I Mostri Oggi (Italia, 2009) Regia di Enrico Oldoini con Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Sabrina Ferilli, Giorgio Panariello, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso Warner Bros., commedia

Tra gli sceneggiatori di I Mostri Oggi ci sono i figli di Scarpelli e Scola (rispettivamente Giacomo e Silvia) insieme a Franco Ferrini, Marco Tiberi ed Enrico Oldoini che ne firma anche la regia. Avvertono gli sceneggiatori: “Mentre i primi due film prendevano di petto soprattutto il potere politico, noi i politici non li prendiamo neanche in considerazione. I nostri bersagli sono più trasversali: andiamo a pescare i nostri ‘mostri’ soprattutto nel sociale”. Continua Oldoini: “Nella società dell’immagine, oltre ad un incontenibile arrivismo, il bisogno più impellente è quello dell’apparire. Inoltre, se nel primo film non c’erano donne, che evidentemente all’epoca non erano considerate ‘mostri’, stavolta la ‘mostruosità’ femminile è contemplata eccome!”. Ed ecco allora che entra in scena Sabrina Ferilli, nei panni di una madre che, pur di approdare al dorato mondo della televisione, sacrifica l’amata figlioletta sull’altare della notorietà. Un omaggio a Bellissima di Visconti? Risponde la Ferilli: “Sì, ma in questo film io sono una vera carogna, molto più perfida del personaggio interpretato da Anna Magnani”. Insomma un film che vi farà ridere ma in maniera tragicomica – come hanno affermato gli autori – dato che, tutti i caratteri e le situazioni sono ispirati dalla realtà.

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Da sx Franco Ferrini, Marco Tiberi, Enrico Oldoini, Silvia Scola, Giacomo Scarpelli


D. Abatantuono

I mostri? Guardatevi intorno!

di Nicoletta Gemmi

Quando Age, Scarpelli, Maccari, Petri e Scola andarono a proporre a Dino De Laurentiis di produrre il loro film I Mostri ottennero un netto rifiuto. Troppo critico nei confronti dell’Italia del boom economico, di cui denunciava, attraverso una ventina di episodi vizi e perversioni. Poi arrivò I Nuovi Mostri nel 1977, e ora, I Mostri Oggi (nei cinema dal 27 marzo per Warner Bros.) di Enrico Oldoini, con Bisio, Abatantuono, Ferilli, Panariello, Finocchiaro etc. etc. un film che dimostra come furono profeti in patria quei maestri del cinema italiano. Ne abbiamo parlato con Diego Abatantuono. A distanza di più di quaranta anni cosa è successo ai mostri all’italiana? Se il primo film, I Mostri, quando è uscito nel 1963, sembrava quasi un film di fantascienza, nel senso che i personaggi sembravano dei marziani che non si sarebbero mai visti nella realtà… oggigiorno la realtà ha sorpassato alla grande la fantasia. Quindi abbiamo solamente dovuto guardarci intorno per raccontare quello che si vede tutti i giorni. Ognuno di noi potrebbe rientrare nella categoria dei mostri? Nei primi due film si parlava di politici corrotti, furbi, intrallazzoni ed era ancora fantasia, perché certe cose non erano ancora avvenute. Oggi non è sostenibile una cosa del genere, dato che qualsiasi cosa tu pensi l’hanno fatta. Senza arrivare a quello che racconta Gomorra basta leggere i giornali e di idee ne hai a migliaia. Se noi oggi facessimo un film in cui in uno degli episodi – non c’è nel nostro film quello che vi sto dicendo ma poteva starci perfettamene – c’è un manager che prende in mano un’ azienda, la fa fallire e se ne va con una buona uscita di 12 milioni di euro, racconterebbe un fatto di cronaca. Dieci, venti anni fa, era un episodio perfetto per I Mostri. Oggi è un episodio perfettamente inserito nella realtà. Tutti i fatti narrati negli episodi di I Mostri Oggi, hanno una ispirazione dalla realtà. Abbiamo però cercato di raccontarli su altre linee. Questa è una commedia, non un documentario, quindi l’ironia, la sorpresa, la comicità sono gli elementi di fondo del film. Che differenze o affinità vede con la società che mostravano i due film precedenti? Ogni periodo ha i suoi mostri. Rivedendo i due primi film si rideva molto ma anche allora in maniera tragicomica. Perché il personaggio di Ugo Tognazzi che, ne I Mostri, insegna al figlio - che tra l’altro è interpretato da suo figlio vero Ricky – le peggiori neffandezze possibili, è uno dei personaggi più emblematici della nostra storia. E’ veramente, lo specchio di quello che è diventato l’italiano medio, quello che usa sempre l’astuzia, la furbizia, e che pensa solo a fregare gli altri. La differenza – e qui sta l’amarezza dei nostri tempi – è che allora non era immediatamente credibile un personaggio così, mentre

oggi è quasi la normalità. In realtà non erano episodi tanto surreali. E’ che questi maestri hanno anticipato i tempi. Noi abbiamo cambiato registro non solo perché sono cambiati i tempi ma anche perché – senza falsa modestia – non volevamo confrontarci con dei ‘mostri di bravura’ come Gassman, Tognazzi, Sordi. Perché prima che torni una generazione di attori di quel livello passerà un bel po’ di tempo. Anche qui però c’è un cast imponente, oltre a lei, Sabrina Ferilli, Giorgio Panariello, Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso… Il miglior cast, secondo me, che si poteva mettere insieme. Ritornando un attimo sugli attori anche oggi ci sono interpreti ottimi. Però è chiaro che quando ti devi confrontare con gente che ha fatto la storia del cinema, fai un passo indietro. Io ho visto Ex di Fausto Brizzi e devo dire che il cast è eccellente. Con gli attori di Ex più quelli di I Mostri Oggi mi sa che rimane fuori molto poco. Ci racconta quanti mostri interpreta lei e chi sono? Effettivamente interpreto parecchi personaggi, uno è un prete, l’altro è uno sbandato, un altro è uno strozzino che affitta – insieme ad un socio – degli appartamenti agli extra-comunitari, l’altro è un professore gay… Una serie di personaggi che vengono direttamente dalla cronaca, dalla nostra quotidianità, trattati in maniera piuttosto ironica. Lasciando trasparire tutta la cattiveria e l’amarezza che c’è nella società di oggi. E al di là dei personaggi sono le situazioni che sono grottesche e molto credibili.


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di Michela Greco

Il nostro giovane attore più amato dalle adolescenti ha chiuso il Festival di Berlino con Verso l’Eden, una favola moderna di Costa-Gavras, sul modo in cui gli occidentali vedono gli immigrati. E dopo averlo visto nei panni di questo ragazzo ignaro del mondo e della vita che si esprime quasi solo a gesti, sarà presto sul grande schermo anche in Il grande sogno di Michele Placido e in La prima linea di Renato De Maria, dove vestirà i panni del terrorista Sergio Segio Assoluto protagonista dell’ultima pellicola in cartellone (fuori concorso) alla 59/a Berlinale, nella co-produzione grecofranco-italiana diretta da Costa-Gavras Verso l’Eden (in uscita il 6 marzo con Medusa), Riccardo Scamarcio compare praticamente in ogni scena. “Non ho mai avuto un ruolo così importante nei film italiani”, ha ammesso. Magra consolazione per il Bel Paese, che non ha avuto nemmeno una pellicola in gara, ma grande soddisfazione per l’attore, immerso nei panni di un bel migrante apolide venuto dal nulla, una sorta di Candido voltairiano ignaro della vita e del mondo a cui tocca affrontare un viaggio della speranza da un barcone stracarico di clandestini fino all’ambìta Parigi. “Ho cercato di spogliarmi dei vezzi e dei modi di recitare cui mi appoggio di solito per dar vita a un personaggio non facile – dice Scamarcio – che doveva recitare solo con il corpo e con gli occhi, e con l’aiuto di pochissimi dialoghi”. Il regista greco di Z dice di averlo scelto dopo averlo visto in Mio fratello è figlio unico e Romanzo criminale, proprio perché era un attore capace di recitare anche senza parole. Nella sua odissea Elias/Scamarcio parte da un villaggio turistico sullo coste greche – dove si scatena immediatamente una “caccia al clandestino”, quasi fosse un gioco di società – e arriva nella capitale francese dopo un lungo viaggio in cui incontra persone di tante nazionalità e sensibilità diverse: c’è chi prova ad approfittarsi di lui e ad ingannarlo, chi lo aiuta, chi lo ignora, chi lo usa. Con Verso l’Eden Costa-Gavras affronta il problema dell’immigrazione con toni favolistici e metaforici, usando l’ingenuo Elias come specchio dei comportamenti degli occidentali nei confronti degli immigrati. Come si è calato in questo personaggio così particolare alle prese con un tema difficile come l’immigrazione clandestina? “Tutti ricordano lo sbarco pazzesco di immigrati albanesi del 1992 in Puglia, c’erano 30mila persone al porto di Bari ed io, essendo pugliese, posso dire di conoscere bene il problema. Ma l’immigrazione non è un problema, è una questione che va gestita e disciplinata. I media enfatizzano e speculano sempre e solo sugli aspetti negativi. Il cinema invece, è giusto che della realtà faccia ciò che vuole. In Verso l’Eden parliamo di uomini, è un film su

come noi ci comportiamo con gli extracomunitari. E ciò che emerge è la solitudine che accomuna gli occidentali”. Verso l’Eden è una favola, un’opera lieve e non strettamente legata al realismo, diversamente da tanti ruoli della sua carriera. “E’ stata un’esperienza fondamentale di crescita per me e per il mio lavoro. Ho potuto far parte di un progetto che non aveva come obiettivo il successo popolare o la denuncia propagandistica di un problema, ma la volontà di infondere una visione semplice e vitale di una questione, di trasmettere bellezza, morbidezza e comprensione senza sfruttare l’argomento per fare spettacolo. Il mio Elias è come un bambino che impara a sopravvivere e a confrontarsi con le persone, e che l’Occidente non è il Paradiso sulla terra”. Un lavoro molto diverso da quelli del passato, ma anche del prossimo futuro, dove interpreterà personaggi legati alla storia e alla politica. “Il grande sogno di Michele Placido, che abbiamo appena finito, è in effetti una ricostruzione storica che, seppur romanzata, non lascia troppo spazio all’immaginazione. In Prima linea di Renato De Maria, che ho appena iniziato a girare, c’è addirittura la necessità di seguire rigidamente le vicende storiche del terrorista Sergio Segio; ho deciso di fare questo film perché forse ci permetterà di capire meglio come sono andate certe cose in quegli anni, e facendolo cerco di capire la psicologia del personaggio.”. Quattro anni fa era a Berlino come Shooting Star, oggi è su dei set internazionali come altri suoi colleghi giovani come lei. Esiste una generazione di nuovi attori? “Ce ne sono tanti di bravi attori della mia età. Penso ad Elio Germano, con cui ho girato Mio fratello è figlio unico giovandomi della sua bravura, o a Jasmine Trinca (con cui ho lavorato nel film di Placido), o ancora a Laura Chiatti e Giovanna Mezzogiorno. Se il cinema italiano ha un problema non è certo quello degli attori”.

Foto di Pietro Coccia

R. Scamarcio

EDEN: andata e ritorno


Diverso sarà lei di Marco Spagnoli

Un’imprevista storia d’amore tra i due rovinerà il rapporto tra Argentero e il suo compagno interpretato da Filippo Nigro, mettendo a repentaglio le elezioni e la credibilità di un partito, evidentemente, molto simile a quello democratico. Un film che potrebbe segnare la consacrazione del talento e del carisma di Luca Argentero che dopo il recente successo di Solo un padre, è il protagonista di Diverso da chi? e de Il grande sogno diretto da Michele Placido che uscirà a fine aprile. Il film è una commedia elegante, intelligente e mai volgare: molto diversa dalla politica che intende, in qualche maniera, raccontare? Mentre lo giravamo, volevamo evitare di confrontarci con quella triste realtà che spesso è la politica di oggi. Desideravamo raccontare quello che accade, il mondo che ci circonda, cercando di fare passare qualche idea, qualche critica e qualche provocazione attraverso le risate. Una formula che ricorda il grande cinema del passato. La commedia all’italiana ha sempre fatto passare attraverso il sorriso delle idee importanti per la vita del nostro paese. Noi abbiamo tentato di seguire questa grande tradizione. Una strada possibile grazie anche alla politica di Cattleya che ha prodotto il film e che privilegia il gioco di ‘squadra’. Lo sceneggiatore Fabio Bonifaci dopo Lezioni di cioccolato e Si può fare ha scritto insieme a Brizzi e Martani anche Oggi Sposi in cui tornerò ad essere diretto da Luca Lucini. Quanto è importante per lei basare la sua recitazione su delle buone sceneggiature? La scrittura di un film resta sempre la cosa più importante e per un attore è un qualcosa di fondamentale e imprescindibile. In televisione, ad esempio, non mancano talenti o volontà di fare cose differenti: il problema è che si utilizza un linguaggio differente che ti costringe, in due pagine di dialogo, a raccontare nuovamente quello che è successo nella puntata precedente. Quelle scene lì sono le più difficile da fare, perché non hai nessuna possibilità di appigliarti a qualcosa da comunicare allo spettatore se non una specie di

L. Argentero

“Sicuramente è un film ‘diverso’ dagli altri. Una storia contro il pregiudizio. Non vuole essere una satira, ma proporre delle idee attraverso la commedia” Così Luca Argentero racconta il suo ultimo film, che segna l’esordio alla regia dell’ex pubblicitario Umberto Carteni. La storia è quella di un giovane politico gay che vinte le primarie del suo partito si candida alla poltrona di sindaco della città del Nord dove vive, proponendo come vice la centrista e conservatrice Claudia Gerini.

riassunto… In questo senso la sceneggiatura rappresenta il 99% del risultato di un film. Come spettatore qual è la commedia che preferisce? Adoro il cinema di Ben Stiller e la commedia romantica britannica modello Working Title e Hugh Grant, ovvero Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Il Diario di Bridget Jones. Adoro Kim Rossi Stuart e Carlo Verdone: qualsiasi cosa faccia mi fa morire dal ridere. Questo film arriva dopo il successo di Solo un padre e poco prima de Il grande sogno di Michele Placido, che ha interpretato al fianco di Riccardo Scamarcio... Sono orgoglioso di aver potuto interpretare personaggi molto diversi tra loro. Come attore, la più grande ambizione è di poter portare sullo schermo film diversi per storie e toni. Il pubblico cerca film che lo interessino e che gli parlino di lui. Il Grande Sogno è un film sul ‘68. Quanto è stato complesso far rivivere il passato prossimo? E’ stato difficile, ma – al tempo stesso – molto interessante. E’ un’epoca di cui tutti crediamo di sapere molto. In occasione del quarantennale sono uscite delle tonnellate di articoli e libri sul 1968 e io ho avuto modo di leggere tantissimo. Il mio personaggio ha una formazione politica tipica di quegli anni in cui tutti avevano questo tipo di cultura. Era un’epoca particolarmente viva dal punto di vista sociale, politico e culturale. E questo è il grande rimpianto che mi ha lasciato il film: quel tipo di formazione oggi manca del tutto. Fortunatamente sono stato molto aiutato da Michele Placido che mi ha fatto una sorta di ‘lavaggio del cervello’. Alla fine delle quattordici settimane di riprese avevo una specie di semiesaurimento in positivo. Michele pretende tantissimo, anche quando ci sono giornate dove tu hai poche scene e pensi di cavartela facilmente. Con Placido questo è impossibile, perché lui pretende che dall’inizio alla fine tu sia sempre concentrato. Una scena dove tu sei ‘sullo sfondo’ per lui è impensabile. Cambia la sceneggiatura sul set, e in pochi istanti decide che tu da personaggio di sfondo, improvvisi un comizio coinvolgendo tutti gli altri. Con registi come Michele Placido non hai scampo, devi rassegnarti a trascorrere quattordici settimane nella forma mentis del tuo personaggio. E’ stata, sotto ogni punto di vista, l’esperienza più ‘educativa’ della mia vita.

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DVD

High School Musical 3 – Senior Year

di Kenny Ortega con Zac Efron, Vanessa Hudgens, Ashley Tisdale, Lucas Grabeel, Corbin Bleu, Monique Coleman, Bart Johnson, Alyson Reed Audio DD 5.1: Inglese, Italiano, Tedesco Sottotitoli: Inglese, Italiano

Dovendo proseguire gli studi in college diversi, i diplomandi Troy e Gabriella affrontano la prospettiva della separazione. Affiancati dagli altri membri dei Wildcats, mettono in scena un elaborato musical che riflette le loro aspettative circa il futuro e suggella la loro amicizia destinata a durare per sempre. Walt Disney Motion Pictures Studios Home Entertainment - € 24,90

Burn After Reading

Di Ethan Coen & Joel Coen con George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Brad Pitt, Richard Jenkins, Elizabeth Marvel, David Rasche, J.K. Simmons, Olek Krupa Audio DD 5.1: Italiano, Inglese Sottotitoli: Italiano

Espulso in malo modo dalla CIA, Osborn Cox decide di superare il brutto momento affidandosi a bevute ad alto tasso alcolico ed alla stesura delle sue memorie. Ma un dischetto contenente presunto materiale top secret per il suo libro cade, per una serie di circostanze fortuite, nelle mani di due impiegati di un fitness center di Washington, Linda Litzke e Chad Feldheimer che decidono di sfruttare la rischiosa opportunità per coronare il loro sogno: ricorrere ad alcune operazioni di chirurgia estetica. Medusa Video - € 18,00

PA-RA-DA

di Marco Pontecorvo con Jalil Lespert, Evita Ciri, Daniele Formica Audio DD 5.1: Rumeno, Italiano Sottotitoli: Italiano non udenti, Inglese, Francese Extra: Trailer, Galleria fotografica, Interviste, Scene non montate

La vera storia del clown di strada Miloud Oukili, il suo arrivo in Romania nel ’92, tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu, e il suo incontro con i bambini di strada, i cosiddetti “boskettari”. Dopo molte disavventure e vere e proprie tragedie, osteggiato da funzionari corrotti, Miloud riuscirà a creare una vera e propria compagnia circense e riuscirà a portare in scena lo spettacolo nella piazza principale di Bucarest, dimostrando che era possibile ridare dignità umana ad esseri che tutti consideravano animali.

Giù al Nord

Di Dany Boon Scritto da Da con Kad Merad, Dany Boon, Zoé Félix, Lorenzo Ausilia-Foret, Anne Marivi Audio DD 5.1: Italiano Sottotitoli: Italiano per non udenti

Julie vive in una graziosa cittadina nel Sud della Francia, ma soffre di depressione. Philippe, il marito, funzionario delle poste, per farla contenta, cerca di ottenere il trasferimento in Costa Azzurra, ma viene mandato in un villaggio al nord, Bergues, dove è costretto a confrontarsi con le tradizioni locali. Il Nord nell’immaginario collettivo degli abitanti del sudisti è l’inferno... Ma sarà davvero così? Medusa Video - € 22.00

01 distribution - € 22,90

007 Quantum of Solace

Di Marc Forster con Daniel Craig, Olga Kurylenko, Mathieu Amalric, Judi Dench, Giancarlo Giannini, Gemma Arterton, Jeffrey Wright Audio DD 5.1: Inglese, Italiano Sottotitoli: Inglese, Italiano Extra: Video Musicale “Another Way to Die”, Trailer Cinematografico originale

Tradito dalla donna che amava, 007 combatte contro l’irrefrenabile desiderio di rendere la sua prossima missione una vendetta personale. In una continua ricerca di giustizia in giro per il mondo, Bond incontra la bella quanto determinata Camille che lo porta a Dominic Greene, uno spietato uomo d’affari a capo di una misteriosa organizzazione denominata “Quantum”. Quando Bond scopre una cospirazione per il controllo di una delle più importanti risorse naturali, inizia a muoversi in un campo minato fatto tradimenti, inganni ed omicidi per neutralizzare “Quantum” prima che sia troppo tardi. 20Th Century Fox Home Entertainment - € 22,00


di Marco Spagnoli

Madagascar 2

DVD

Di Eric Darnell, Tom McGrath con le voci originali di Ben Stiller, Chris Rock, David Schwimmer, Jada Pinkett Smith, Sacha Baron Cohen, Cedric the Entertainer, Andy Richter, Bernie Mac, Alec Baldwin e in italiano con la voce di Ale & Franz Audio DD 5.1: Inglese, Italiano Sottotitoli: Inglese, Italiano Extra: Commento audio dei registi per tutta la durata del film, Affari di Famiglia: il cast di Madagascar 2, Dietro le quinte, Il videojuxebox di DreamWorks, Il videogioco, Anteprime

Costretti ad un “atterraggio” di emergenza e sperduti nel cuore dell’Africa, Alex il Leone, Marty la Zebra, Melman la Giraffa e Gloria l’Ippopotamo ritrovano le loro famiglie, la savana e, forse, l’amore. Paramount Home Entertainment - € 22.00

Tropic Thunder

Di e con Ben Stiller, Jack Black, Robert Downey Jr., Nick Nolte, Steve Coogan, Matthew McConaughey, Tom Cruise Audio DD 5.1: Inglese, Italiano Sottotitoli: Inglese, Italiano Extra: Commento audio del cast con Ben Stiller, Jack Black e Robert Downey Jr.; Chi ha fatto saltare tutto in aria; La Zona Calda; Il Cast di Tropic Thunder; Test di Make-up: Tom Cruise; Scene mai viste; Trailer; MTV Movie Awards - Tropic Thunder

Quando tre delle più grandi star di Hollywood si ritrovano nella giungla vietnamita per girare il più grande film di guerra della storia del cinema, non hanno la minima idea di quanto tutto possa diventare improvvisamente molto, troppo realistico. Paramount Home Entertainment - € 20.99

Nessuna Verità

Di Ridley Scott con Russell Crowe, Leonardo DiCaprio, Golshifteh Farahani, Michael Gaston, Simon McBurney, Mark Strong Audio DD 5.1: Italiano, Inglese 5.1 Sottotitoli: Italiano, Arabo, Greco, Ebraico, Islandese Extra: Commento del regista Ridley Scott, dello sceneggiatore William Monahan e dell’autore David Ignatius, Actionable intelligence: direttamente dal set del film. Esplorazione di sequenze chiave, riprese sul set, interviste a cast e tecnici

Le ricerche della CIA hanno come oggetto la mente di un’ondata di attacchi terroristici. Roger Ferris è l’agente operativo sul campo, in movimento da un luogo all’altro, nel tentativo d’essere sempre in anticipo sugli eventi. Dall’altro capo della connessione, in tempo reale, c’è il veterano della CIA Ed Hoffman, che crea strategie per eventi che hanno luogo a migliaia di chilometri di distanza. E quanto più Ferris si avvicina al bersaglio, tanto più scopre che fidarsi per lui può essere una merce tanto pericolosa quanto necessaria per sopravvivere. Warner Home Video - € 22,00

Changeling

Di Clint Eastwood con Angelina Jolie, Gattlin Griffith, Michelle Martin, Jan Devereaux, John Malkovich, Colm Feore Audio DD 5.1: Italiano, Inglese, Spagnolo Sottotitoli: Italiano, Spagnolo, Portoghese, Greco, Ebraico

Christine Collins è una madre single e lavoratrice nella Los Angeles dei pieni anni ‘20. Il figlio le è stato rapito e dopo indagini e preghiere il piccolo torna a casa, ma Christine si accorge subito di un errore: il figlio riportatogli non è il suo. Inizia una campagna alla ricerca del bambino che le autorità affermano di aver trovato, ma la lotta di Christine è estenuante tanto da essere rinchiusa ingiustamente in un manicomio. In suo aiuto arriverà il pastore presbiteriano Gustav Briegleb che insieme a Christine cercherà disperatamente la verità nascosta espandendo la lotta morale e giuridica verso il “Potere” corrotto. Universal Pictures - € 22,00


Foto di Giambalvo & Napolitano

Questo Piccolo Grande Amore… Lunedì 9 febbraio, si è tenuta presso il cinema Embassy di Roma, l’Anteprima di beneficenza del film Questo Piccolo Grande Amore. La pellicola ispirata ad una delle canzoni più famose del secolo e, in particolare, del repertorio del suo autore Claudio Baglioni – che ha scritto la sceneggiatura del film insieme ad Ivan Cotroneo – racconta il primo indimenticabile amore fra due adolescenti: Andrea e Giulia. Sullo sfondo la Roma dei primi anni Settanta. Insieme all’ospite d’onore per eccellenza Claudio Baglioni, alla serata hanno partecipato i due giovani protagonisti Emanuele Bosi e Mary Petruolo, il regista Riccardo Donna, Carlo Rossella Presidente Medusa,  Giampaolo Letta - Vice Presidente e Amministratore Delegato Medusa, i produttori Matteo Levi per 11 Marzo Film e moltissimi personaggi del mondo della

Carlo Rossella e Mary Petruolo

Emanuele Bosi, Mary Petruolo e Claudio Baglioni


spettacolo. A cominciare da Luca Argentero, Carolina Crescentini, Michela Quattrociocche, Lucrezia Lante della Rovere, Maria Grazia Cucinotta, Eliana Miglio, Paola Saluzzi, Massimo Ghini, Caterina Balivo, Gabriel Garko, Monica Guerritore, Anna Falchi e tanti altri. L’anteprima del film, che come abbiamo sottolineato, era a scopo benefico ha visto il ricavato dei biglietti venduti interamente devoluto alla S.I.A – SOCIETA’ ITALIANA PER L’AMILOIDOSI – ONLUS che lo utilizzerà per finanziare la borsa di studio di un giovane ricercatore medico italiano che potrà condurre per un anno, all’estero, nuovi studi clinici. Tra gli ospiti, erano presenti infatti, anche l’organizzatrice dell’evento Rossana Ridolfi e il Prof. Giampaolo Merlini – Direttore del Centro Studio per le Amiloidosi di Pavia. E’ da diversi anni che Medusa Film è impegnata nella raccolta fondi da destinare a progetti nel campo medico per sostenere la S.I.A., con molte iniziative tra cui Shopping di Natale, in passato, e con annuali anteprime cinematografiche.

Giampaolo Letta e Claudio Baglioni

Massimo Ghini e la moglie Paola

Emanuele Bosi, Mary Petruolo

Ivan Cotroneo e Maria Sole Tognazzi


LE BATTUTE di Boris Sollazzo

gi meglio scritti della storia, che poi La bohème è una straordinaria critica sociale alla condizione della donna nell'800" "Lo vede? Questi non sò figli a me, sò figli di Nanni Moretti!" "Signor giudice, noi vorremmo divorziare dai nostri genitori, è possibile?" "No, bambini, ma vi capisco" “Ricordatevi una cosa: ogni divorzio inizia sempre con un matrimonio”

Ex

“A chicca, quanto vuoi?” “700 euro!” “E che voi, che te pago pure i contributi?” "Anche lei sarà stato giovane, no?" "Mai in orario d'ufficio, mai"

Ti amerò sempre

"Sono nato qui in Lorena, mio padre era polacco, è qui da dopo la guerra. E poi ho sposato una franco-inglese per poi avere le nostre due figlie "gialle". Proprio una bella famiglia Benetton!" "Quando ho visto questo quadro di Friant sono quasi caduto per terra" "Perché?" "Perché è uguale a una ragazza di cui ero innamorato a 20 anni e che neanche mi guardava. Così ora mi vendico. È imprigionata nel quadro e posso vederla quando voglio" "Come puoi insegnare letteratura e non capire nulla di Rohmer? Rohmer è il Racine del 20° secolo! Ma voi siete troppo cretini per capirlo" "Fatti un tiro e ci dirai che Stallone è il nuovo Shakespeare"

Ex

"Se io l'avessi uccisa la prima volta che c'ho pensato, adesso ero già fuori di galera!" "Se l'avessi ucciso io, invece, mi davano direttamente l'infermità mentale, per averti sposato!" "Se devo passare altri 30-40 anni su questa terra, non Bride wars li voglio passare con lei" "Meglio qui?" questo piccolo grande amore "Meglio qui che con quella stronza" "Papà, per favore, è mia madre!" "E peggio per te!" "Ti sei sacerdotato per colpa sua?" "Ma scherzi, io ho avuto la chiamata" "E può pure esse che avevano sbagliato numero" "Glielo dica signor giudice che Mimì è uno dei personag-

"La verità è che lei era una gran donna. E tu un coglione. Due categorie che non hanno nulla a che spartire" "Ho sempre amato le tue metafore" “Io per diventare medico ho studiato molto. Tu invece stronzo ci sei nato”

Questo piccolo grande amore

"Io ho incontrato una ragazza, in un bar" "E com'era?" "Bellissima" "Quando non ce sò i testimoni, le ragazze sò tutte bellissime" "Con i ragazzi è come con la scuola guida. Se vai troppo veloce si spaventano, se sei troppo lenta si stancano" Ci voleva Andrea perché ti accorgessi di me" "Ma se io e tuo padre ci preoccupiamo sempre per il tuo futuro!" "Già è del mio presente che non ve ne frega niente"

Bride Wars- La mia migliore nemica “Liv, sei un essere umano. Non devi tenere tutto sotto controllo, sempre e comunque” “Noi ex bambine ciccione siamo fatte di acciaio... e dolcificante. Noi sopravviviamo!” “Stia solo attenta a non ingrassare prima delle nozze. Non si allarga un Vera Wang: se non ti entra, sei tu che ti restringi” “Ingrassare, io! Tze! Certo. Io


DEL MESE che perdo il controllo? Lo vede questo sguardo? Lo sa che cosa è? Fermezza. O meglio... lenti a contatto e fermezza”

"Ah, ce ne vogliono due?" "Quando sbagli tutto, sì" "Per un uomo il sesso è meno importante del Natale, mentre per noi donne è tutto. Io posso farlo solo con lui, lui anche con la moglie, e ora con le altre. Ma il Natale lo può passare solo con la moglie"

“Ma cos"hanno i matrimoni che fanno impazzire così le donne?” “Non lo so. Non ne ho idea. Ma è il momento peggiore per far capire al tuo uomo che sei pazza.” “Il tuo matrimonio sarà grandioso. Come... il tuo culo al ballo della scuola”

the wrestler

The reader

“Non volevo ferirti” “Non hai il potere di ferirmi. Non conti abbastanza” "Le do un consiglio, se cerca la catarsi vada a teatro o si dia alla letteratura. Non vada nei campi di concentramento, da lì non nasce nulla"

Giulia non esce la sera

“Flaiano diceva che il successo e" un malinteso, la prova che uno non vale niente. Io credo che non riveli la qualità di uno scrittore. Per me il successo non esiste, è un'illusione, un po" come i premi, credo” “A che ora passo a riprenderti?" "No, non devi mi riaccompagna la mamma di Filippo" "Allora su ci sono i suoi genitori" "C'è la madre, sono separati. Anche i genitori di Valentina e Emma sono separati, e quelli di Davide e Sara… tu e mamma?" "Io e mamma cosa?" "Siete gli unici a non essere separati" “Mi dispiace….”

The wrestler

“Non hai mai visto La passione di Cristo? E" straordinario, gli tirano di tutto addosso, fruste, pietre, etc… Lo massacrano per tutte e due le ore del film. E lui non fa una piega” “Un tipo tosto”

“Siamo donne, dopo tutto. Dobbiamo essere elastiche, saper fare tutto e far finta di non saper fare niente” “Sentite, io ho altre sei eiaculazioni del mio bruno, alto 1.85” “Ma sei scema?” "Congelate!" "E sì, e che facciamo, che son tutti fratelli?" "Almeno non saranno figli unici!"

Nemico pubblico n°1

Nemico pubblico n.1

“E" come dice Paul. Questa banca ce la facciamo ad occhi chiusi. Entriamo e usciamo… come conigli quandotrombano!” “Speriamo non trombino noi come conigli! Dai. Ci sto! Ai conigli!” “All" U.S.C. la direzione prometteva di trasformare i peggiori criminali in uomini nuovi, Jacques Mesrine aveva giurato che non esiste prigione dalla quale non potesse evadere. Siamo costretti a riconoscere che tra i due, è il gangster che ha mantenuto la parola”

I Mostri oggi

“Me so messa "na crema che in una settimana te fa diventà le gambe come quelle della Campbell..” “Nere?!” “Ma no! Magre! e belle come le sue”

"Gli anni '80 sono imbattibili" "E i Guns'n' Roses sono invincibili" "E dove li metti i Def Leppard, i Motley Crue… poi è arrivato quel frocetto di Cobain e ha rovinato tutto" "Già, i '90 sono uno schifo…"

“Stacca i fili alla TV, non è più il caso di tenerla in vita...”

"Non salire sul ring, ti farai del male!" "L'unico posto in cui mi faccio del male è là fuori. Al mondo non gliene frega un cazzo di me"

“La gente dicono tanto del buco dell"ozoto, ma io tutto sto buco non lo vedo”

Due partite

"Senti un po', ma cosa ci fai con due case?" "In una la madre, nell'altra l'amore"

"Se diventiamo moderne, smettiamo di essere donne. Siamo l'ultima barbarie del mondo, le uniche a portare una vita dentro, a vivere un'esperienza come il parto. Godiamo a vedere il nostro corpo gonfio come un pallone, a rinunciare a talento e libertà. Noi dobbiamo sempre appartenere a qualcun altro. Non c'è fine, non c'è rimedio"

i mostri oggi

“Impotentia coeundi?” “Prego?” “Non le tira più” “Sì, no... ma mia moglie non me lo fa notare”


MEDUSA FILM PRESENTA

DAL 6 MARZO AL CINEMA

visita il sito ufficiale su yahoo.it/versoleden


Primissima Cinema - Marzo 2009