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permenienteroseg grazie


permenienterosegrazie


portfolio di Sonia Magliari z progetto grafico di Ornella Zaza


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Scheda Dati

Avvertenze: Non agitare prima dell’uso Infiammabile Vietato l’uso ai minori di 14 anni Prodotta a: Monza, Milano Distribuita presso i punti vendita di: - Milano - Cinisello Balsamo - Parigi - Clermont Ferrand Prodotto disponibile nelle versioni di: - Organizzatrice eventi artistico/culturali - Redattrice di articoli/ Scrittrice - Public Relator Codice: 041282 Altezza: 161 cm Materiale: CARNE Scadenza: 31/02/000

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Versioni disponibilli

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#1. Redattrice di articoli / Scrittrice


Articoli

per la free press ComunicaZione

- “Interculturalità: istruzioni per l’uso”

numero 2, pagina 7

per il sito internet Milano X

- “75 euro di starnuto”

www.milanox.org

per il sito internet Opinioni personali www.opinionipersonali.it

- “Cristina Fabris. Matita ed eros si incontrano” - “Apertura del MADE Expo 2009 in Fiera a Rho” - “The Mobile City. Mostra di video e fotografie in digitale” - “Reti criminali e pusher on-line” - “Orwell in miniatura. 20 bambini, 1 casa, 30 telecamere” - “Una talentuosa Firenze ospita gli artisti della nuova generazione italiana” - “Nuove professioni si affacciano sul mercato italiano ed è gia moda” - “Il privé di un’indecente e insospettabile impiegata” - “Blublu.org. L’arte di strada si muove e si nasconde in Internet” - “20 Febbraio 2009. Buon Centenario Marinetti” - “Cyberbullismo. Il lato feroce del Web 2.0” - “Poesiaviva_Ivan. Le strade come innumerevoli pagine bianche” - “Indepensense di Giuseppe Mastromatteo. La dilatazione dei sensi” - “La seduzione del mito. La carriera di Rodolfo Valentino in mostra a Torino” - “Un’Onda Anomala irrompe a Spazioinmostra” - “Arte e Follia in mostra a Siena” - “La pubblicità come arte. Manifesti, bozzetti e locandine d’epoca in mostra a Roma” - “Patti Smith: dream of life. Il Primo film dedicato alla sacerdotessa del rock” - “Liberi di amare. Le grandi passioni del 900 tra le pagine di un libro” - “Porno Start. Al via a Milano la rassegna artistica sul tema della pornografia”


“Interculturalità: istruzioni per l’uso”

maggio 2007


“75 euro di starnuto”

9 dicembre 2009 Passo sul ponte della Bussa che oggi c’ho mille cose da fare che nella mia città si dice così. Faccio borse e mi compro il filo, me le invento e non ci penso che nella mia città si sopravvive così. Ci passo che oggi c’è il sole e invece domenica, che c’erano i ghettizzati, ah no per essere politically-correct devo dire gli abusivi, pioveva di cristo. A me sto ponte piace, una volta c’ho persino fatto l’amore, ma erano altri tempi quelli. E mentre mi bagno al solo pensiero…etciummmm…starnutisco! “Signorina, prego fornisca i documenti” porcoddio mi volto e lo sbirro, lucina nell’occhietto incattivito, ripete automa “Prego signorina i documenti” “Scusi, ma com’è??!” “Signorina ha appena starnutito a terra!” Che allora io mi penso… sì, ma embé?! “Non lo sa che la multa è di 75euro?” “Cristo, ma come?” Vedi però, mamma me lo diceva sempre che mi devo portare il fazzolettino. C’ha ragione mamma mia! “Signorina sono 75euro.” Settantacinqueuro?!!” Sgrano gli occhi incredula +Play+nella mia testa, che sono solo le 9 del mattino, inizia a girare la sigletta del memorabile Ok! il prezzo è giusto, la Iva misorride e se la canta “100!!100!” Però, aspetta, mò mi imbruttisco pure io come lo sbirraccio che intanto mi continua “Siete stati qua, avete fatto i porci comodi vostri, avete vomitato dappertutto!” “Oh ma sono astemia io, ma proprio con me se la deve pijà!?” E, in effetti, lo sbirro c’ha ragione lui pure come mamma mia. All’angolo c’è una sboccata arancione - che oggi che c’è il sole e invece domenica, che c’erano i ghettizzati, ah no gli abusivi e pioveva di cristo - mi pare brillare in tutta la sua splendida bruttezza. Ma, comunque, dato che mi sono imbruttita gli dico: “Eh, ma com’è allora? Ieri sera non c’avete mica mandato via che arrivava l’Amsa?!” Quando mai glell’ho detto... Questo s’avvicina e comincia che non je devo scherzà, che gli devo dare i soldi e io però non lo seguo più, mò mi sta asciugando sul serio e immagino materializzarsi accanto a me una bolla, ci sono io dentro vestita come Cherry Merry Mafia, con una calibro 9 in mano puntata che da lì a una frazione di secondo sparerà fuori una raffica di insulti velenosi. Ok il duello non richiesto giunge al culmine. Ci guardiamo fisso e mi penso che mò l’accalappiacani mi mette le manette e invece no. No che 75euro una punkabbestia (ma che poi sto cazzo di punkabbestia è da mò che non esistono più) non te le dà e che il naso me lo pulisco come posso e che mi devi mollare che c’ho mille cose da fare che nella mia città si dice così. By Cherry Merry Mafia


“Apertura del MADE Expo 2009 in Fiera a Rho” 30 gennaio 2009

“The Mobile City. Mostra di video e fotografie in digitale” 30 gennaio 2009

Apre le porte alla metropoli milanese MADE Expo 2009. Promossa dalla Federlegno Arredo e da Uncsaal, la fiera intende rispondere a 360 gradi a precise esigenze non solo del settore dell’Edilizia, ma anche del Design e dell’Architettura, proponendo innovative soluzioni per il costruire e per l’abitare. Candidata a divenire punto di riferimento per gli operatori del settore e non solo ,e già con uno sguardo puntato al 2015, anno della già attesissima Expo, MADE riunisce ben 8 aree tematiche corrispondenti ognuna ad una fase del processo edilizio e visitabili in modo separato l’una dall’altra. In parallelo alla rassegna, Milano si prepara ad ospitare palinsesti per convegni e speciali iniziative che ne valorizzeranno di certo il patrimonio cultural-architettonico. Pub, Club e ristoranti del capoluogo lombardo promettono lunghe serate all’insegna del glamour e del progresso.

Nella primavera del 2008 inizia The Mobile City, progetto promosso dalla Camera di Commercio Italiana di Toronto. 400 ragazzi, tra i 16 e i 22 anni e residenti tra Milano e provincia e la città di Toronto, hanno presentato una serie di fotografie, scattate con il cellulare o con una macchina fotografica digitale, accompagnate da un breve testo-commento riguardante la loro percezione del futuro, della città e dell’interculturalità. A distanza di 6 mesi il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo-Mi presenta le immagini selezionate, di cui 30 italiane e 30 canadesi. La mostra The Mobile City si sviluppa per videoproiezioni che riempono la sala espositiva dell’innovativa struttura museale. Una parte delle immagini è inviata direttamente sul display dei telefonini dei visitatori tramite sistema Bluetooth. Il Museo si è, inoltre, occupato della realizzazione di un catalogo nel quale sono presentati i 60 scatti dei ragazzi e immagini inedite di backstage.


“Blublu.org. L’arte di strada si muove e si nasconde in Internet” 10 febbraio 2009

“20 Febbraio 2009. Buon Centenario Marinetti” 10 febbraio 2009

Di artisti che usufruiscono del net per mostrare le loro opere ne conosciamo molti. Per scelta o per necessità, il web è, oramai, la via più semplice per mostrarsi al pubblico. E Blu, noto “imbrattamuri” bolognese, lo sa bene e ne sfrutta al massimo le potenzialità. Partito da Milano, per approdare recentemente al Tate di Londra, Blu ci mostra le sue opere in progress in blublu.org, più che un sito una sorta di agenda nelle quale, giorno dopo giorno, i suoi lavori prendono vita e i suoi graffianti personaggi si animano grazie alla particolarissima tecnica dello stop-motion. In “Muto_An ambiguous animation painted on public walls”, girato tra Buenos Aires e Baden, animazione e pittura muraria si mescolano e mani, uomini ed animali fuoriescono da un muro per accompagnarci in un mondo che non ha limiti se non quelli dell’immaginazione del suo stesso autore.

Era il 20 Febbraio 1909 quando Filippo Tommaso Marinetti presentava sul quotidiano francese “Le Figaro” il Manifesto Futurista. Ora, Milano, la città che sale e che ha visto nascere il noto movimento artistico, si prepara a ricordarne il Centenario con una frenetica carrellata di spettacoli: installazioni, concerti ed oltre un centinaio di eventi satellite. Palazzo Reale ha già inaugurato, lo scorso 6 Febbraio 2009, l’imponente mostra “Futurismo 1909-2009. Velocità, Arte, Azione”costituita da più di 400 opere scelte. Il prossimo 20 Febbraio 2009, a Palazzo Marino, sarà la volta delle compagnia parigina di teatro e danza dei “Retouramont” e del loro spettacolo “Réflexion de Façade”, mentre il 7 giugno 2009, in Piazza Duomo, è previsto un evento-concerto di ben 21 pianoforti con Daniele Lombardi, eclettico artista di fama internazionale.


“Poesiaviva_Ivan. Le strade come innumerevoli pagine bianche” 19 febbraio 2009

“Indepensense di Giuseppe Mastromatteo. La dilatazione dei sensi” 20 febbraio 2009

La poesia di Ivan, ormai noto, e altrettanto discusso, protagonista del movimento Street Art italiano, trova posto in una mostra evento, Poesiaviva, visitabile, in contemporanea, presso lo Spazio Oberdan e La Rinascente di Piazza Duomo, Milano, sino al 15 Marzo 2009. La mostra presentata da Art Kitchen e facente parte del più ampio progetto 5 Pezzi Facili, si sviluppa in un percorso narrativo eterogeneo e d’impatto che raccoglie 10 scaglie poetiche realizzate su molteplici materiali. Tele di grandi dimensioni, installazioni (“Il futuro non è più quello di una volta), lightbox (“Diverso è solo un altro modo di dire noi”), sculture (“Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”), che denunciano e raccontano mondi ed emozioni del vivere oggi. Una mostra che “fa parlare” i muri e smuovere il cuore.

Dopo essersi occupato, in collaborazione con Davide Rampello, della realizzazione delle campagne pubblicitarie di T Triennale e Timer, Giuseppe Mastromattteo, classe 1970, sperimenta la strada dei Sensi e dei controsensi. In Indepensense,curata da Denis Curti e in mostra alla Fabbrica Eos Arte Contemporanea sino al prossimo 15 Marzo 2009 l’ artista e fotografo reinterpreta, servendosi delle nuove tecnologie del digitale una serie di scatti ritraenti volti e figure apparentemente perfetti che si rivelano, ad un secondo e più attento sguardo, immagini che “passano oltre e attraverso” e che ci spingono “più in là”, in un inedito universo sensoriale. Mastromatteo ci porta, in un modo “tutto suo”, a riflettere sulle metamorfosi dell’identità e ci invita a chiederci “Possono le mani soffocare le emozioni?”.


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#2. Organizzatrice eventi artistico/culturali


NECRODE5

“I’m a fountain of blood In the shape of a girl

You’ re the bird on the brim Hypnotised by the whirl

Drink me,make me feel real

Wet your beak in the stream Game we’re playing is life love is a two way dream

Leave me now-return tonight Tide will show the way If you forget my name

You will go astray.... I’ m a whisper in water Secret for you to hear

you are the one who grows distant When I beckon you near... I’m tree that grows hearts

One for each that you take You’re the introdur hand

I’m the branch that you break..” “Bachelorette”.

Bjork.


NECRODE5

Necrode5. LIBRO Questo libro ha una temperatura alta: quella del Bolero di Ravel. Necrode5 per argomento e scrittura agita, brucia e lascia l’amore in bocca. Due le storie d’amore e odio che Sofiaperla, la giovane protagonista, ci racconta sottovoce: quella per la Signora che scivola sinuosa nelle viscere mentre infame lacera e, quella per l’Angelo che desidera di una amore malato eppur mai dimenticato.

Tutto gira, la giostra gira di nuovo di nuovo La mente allucinata.

di nuovo.

Mi lasciai cadere, inghiottire dal cemento fresco. Zucchero filato nero e gelatina.

“Sò! Cazzo!-si avvicinò preoccupato-Ohi! Dai fammi vedere!”. Sollevò la maglietta e scostò gli slip. “Cazzo!” alitò alla vista del pube aperto.


ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE C’è RESTATA -Ebbra- Thedayafter Ebbra di gioia se ne stava sola..osservava silente l ’imponente muro che a sua volta la osservava e 2 occhi in più..e 2 ali in più.

La strada la separava da quelle rose che pa-

revano ora non aver più spine...le stesse che per

anni l ’avevan tormentata...senso di colpa..senso che non hai avuto il tempo...senso che tu non

dovresti esser li ora..davanti a quel muro...e gli altri.

Una ad una le rose poste come in fila le si

dischiudono meravigliose...una ad una le voci di

ognuno di loro le gridano” Sò...ce l ’hai fatta.. stavolta hai spaccato! Beh insomma brava Sò!”. Lei le sente come rimbombare e fracassare le

cuffie che si è posta sul cuore per non sentire più. Play..si inizia.

Un pianto che cosi mai...lacrime di gioia, do-

lore, rancore, felicità, ricordo brillano alla luce di un treno che passa come sospeso sulle sue rose. 12 anni e mezzo fa le rose avevan cominciato

a crescere e poi aveva, però, deciso di chiuderle

nel più lugubre e crudele dei chiostri..paura di sentirne il profumo al veleno.

L’abbraccio di un’amica e di un cuore che ora

non è più le riscaldano l ’anima ora finalmente libera.

E ancora l ’ombra enorme di una scala e di un pennello a colorare il mondo.

Lei passa il dito sotto il naso...mi dio come i

bambini...ascolta ancora quelle voci. E una in

più...prende le forbici dorate...taglia ad una ad

una le rose..e le poggia li, sul cuore ...e poi nel silenzio di un pensiero..alza le mani al cielo e saluta che cosi mai più. Grazie.

E la musica saliva. La senti dentro...viscere a 80giga..

Lei e e il suo vestito migliore..e lei e non sa più come sputare fuori tutta l ’energia. Veloce Sò..

più forte Sò.. sei contenta Sòòòòòòòòòòòòòòò!!!! Ebbra di gioa se ne stava non più sola.

Rossi e ori scivolano sul corpo candido di chi

conosce bene il suo nome e mani fatate di amiche fidate a sfiorarlo.

E la musica sale e i piedi battono..sbattono e

lei vuole che una cassa la prenda e la porti via.. non la carrozza di un principe..ma una mura-

glia di Nere e Quadrate!La testa dentro Sò..

in fondo Sò...sbatti forte i piedi Sò...come ci si fermaaaa!!!

Il sorriso di chi sa la ferma e lei vi si accoccola.

Mani come culle alle volte. Notte ubriaca finita sulla sua poltrona rosso

pelo e le voci lontane. Schh Sò. E’ finita Sò. Brava Sò..ora puoi dirtelo pure te.

Casse. Nere e Quadrate a svejarla..dentro Sò..la testa Sò..ebbra!!

la Sò


ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE C’è RESTATA

Alice. LIBRO “Alice nel Paese delle Meraviglie c’è restata” ci trascina in una necuia incantata. Un ready-made del noto romanzo di L.Carroll. Un viaggio infernale dal gusto d’oppio/doppio nei tetri giardini di una Regina di Cuori biomeccanica e del suo Coniglio Nero. Un colpo di pistola per liberare i sogni e un inspiegabile tatuaggio rosso. Cuore.

Alice magra da fare paura. Alice gli occhi tristi al mare. Alice e le unghie laccate da pulp diva e non lo era. Alice e i lunghi capelli biondo ossigenato.

Ali. Come quelle che aveva tatuate sul dorso sinuoso.

Ali che si univano formando un cuore privo di battito.


ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE C’è RESTATA

Alice. installazione

Un’opera pubblica posta per la strada e “per la strada”. 1 ready made che sfida la comunicazione pubblicitaria e che non garantisce il criminale e commerciale happy end e 11 artisti e 11 rose al muro. Alice nel Paese delle Meraviglie c’è restata nasce da un racconto sovversivo e cinico sviluppato su pagine delle dimensioni di cartelloni pubblicitari appese alle pareti di un muro pubblico e a cui 11 writers hanno “dato colore”, realizzando 11 rose in stile personale. L’installazione, che vede una complementare performance di body painting e la partecipazione di piu dj, è stata spiata e intrappolata nella pellicola di un video. Dea calpestata si slega, così, prepotente da un piedistallo sul quale per secoli è stata condannata, per frasi presuntuosa Parola, Immagine e Suono assieme.

QUANDO 17 gennaio 2009 DOVE Viale Lazio, Segrate (MI) Club Giallo, Cusano Milanino (MI) COSA - pubblicazione libricino - live painting - boby painting performance - dj set


ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE C’è RESTATA

libricino autoprodotto

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ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE C’è RESTATA

foto del live painting


ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE C’è RESTATA

foto della performance di body painting


ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE C’è RESTATA

Alice. RASSEGNA STAMPA - Gazzetta della Martesana - ZERO2


synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente

Corpi dissimulati, simulati, mancati, addomesticati.

Corpi di corpi.

Corpi postumani, transumani, transmutanti, separati.

Corpi di corpi.

Corpi dissacrati, proibiti, frammentati, del reato.

Corpi di corpi.

Corpi neotribali, decostruiti, biotecnologici, estranei.

Corpi di corpi.

Corpi digitali, sterili, sterilizzati, con-fusi.

Corpi di corpi.

la Sò

Corpi invasi, dalle nutrici meccaniche, disincarnati e tecnoanarchici.


synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente

Synopsis4. LIBRO Synopsis è una critica forte al Con_temporaneo mediatico. Si scrive per nanosecondi, si ascolta nelle voci sovrapposte di una trasmissione radio disturbata e passa in un video che assume le forme di un inquietante dispositivo di sorveglianza e che ha fatto del reale la migliore apparenza di sÊ stesso.

Il simbionte si nutre di immagini frammentate di se stesso, stillate come gocce di un latte sputato

da fontane come demoni polivocalici e dagli occhi disincarnati, munto dalle mammelle della terra.

Prossimo alla sua data di scadenza


synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente

Synopsis4. installazione 4 manifestazioni artistiche e 4 locali di Milano. In contemporanea prendono forma un’installazione fotografica, una performance di bodypainting ed uno spettacolo di teatro sperimentale. Il tutto riprodotto, secondo un modello ad intersezione, su schermi video posti nei 4 locali e al centro di una strada collegante. Synopsis4 si pone come momento di riflessione e analisi dei significati e delle contraddizioni che caratterizzano l’epoca con-temporanea. Il termine scelto, Synopsis, dal greco syn-opsizo, sta a significare vista generale, complessiva e rappresenta la situazione della nostra cultura in cui spazi e tempi si scontrano, si confondono in reti di richiami. L’essere Syn è carattere fondamentale del nostro mondo che si fonda su complessità e continuità indistricabili, in cui la linearità cede il passo all’accadere simultaneo delle cose, sopprimendo le lontananze. E noi come simbionti, estensioni di macchine, masse di pseudocorporeità virtuali in libertà vigilata relati in non inspiegabili effetti butterfly, scherzi del caso - errata corrige - del caos. QUANDO 11 luglio 2009 DOVE Frida; via Pollaiuolo 3, Milano Isola Temporary store; via A. della Pergola, Milano Arci Biko; via de Castillia 20, Milano Arci Metissage; via Borsieri 2, Milano COSA - libricino autoprodotto - installazione fotografica - bodypiainting - spettacolo di teatro sperimentale - videoproiezione unificata


synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente

libricino autoprodotto

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synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente #1

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installazione fotografica

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synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente

videoproiezioni unificate


synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente

foto della performance di bodypainting


synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente

foto dell’ evento


synopsis4_Gesti_Creativi_in_mutazione_permanente

Synopsis4. RASSEGNA STAMPA - Tutto Milano. La cittĂ in tasca. Inserto de la Repubblica - ZERO2


E OFELIA ASPETTA

la mente sospesa nel giorno del corpo

Il fiume annuì bugiardo e ofelia sorrise sull ’onda calma e nera dove dormono le stelle un tappeto di ninfee

per l ’anima nuda

e le membra stanche

la Sò


E OFELIA ASPETTA

Ofelia. LIBRO E Ofelia aspetta è una riflessione in e di un pensare nevrotico. Una provocazione alle Istituzioni che riducono a definizione e recludono il morbo “per questioni di ordine pubblico”.


E OFELIA ASPETTA

Ofelia. INSTALLAZIONE E Ofelia aspetta è una performance di bodypainting sospesa tra arti meccanici, nelle viscere ossessive di un pensiero distorto. Un’installazione Contro. Anti_istituzione. Non_reclusione. QUANDO 26 settembre 2009 DOVE Cinisello Balsamo (MI) COSA - allestimento scenografico - performance di bodypainting


E OFELIA ASPETTA

manifesto della performance


E OFELIA ASPETTA

foto dell’evento


salviamo la luna

<<Every one is a moon and has a dark side>>. Mark Twain

Hay tanta soledad en ese oro La luna de las noches no es la luna Que vio al primer AdĂ n. Los largos siglos De la virgilia humana la han colmado De antiguo llanto. MĂŹrala. Es tu espejo.


salviamo la luna

Salviamo la Luna. LIBRO Salviamo la luna è un’opera d’arte pubblica nata dal genio di Jochen Gerz. E’ un’opera in costruzione, fatta dalle persone e per le persone. 2743, di preciso, che hanno manifestato con la propria fotografia per le strade della città, per salvare la luna, se stessi, i propri sogni. Salviamo la luna è stata una grande mostra che ha oltrepassato le mure museali. Salviamo la luna è una collezione permanente ed è anche un libro.

Il libro contiene i ritratti di tutti i 2734 partecipanti, oltre al racconto dell’intero progetto attraverso fotografie, pensieri e brevi testi scritti da alcuni dei protagonisti e da personalità del mondo dell’arte e della cultura.


salviamo la luna

due pagine scansite del libro


salviamo la luna

Salviamo la Luna. EVENTO Sabato 22 settembre 2007, a conclusione della mostra, l’attore Paolo Rossi e l’artista Jochen Gerz hanno distribuito i ritratti ai partecipanti. A ognuno è stato consegnato il ritratto di un altro partecipante, scelto a caso dai due artisti. Tutti sono invitati a conservarlo come se fosse il proprio. Un filo immaginario unisce così tutti coloro che hanno condiviso l’iniziativa, accettato la sfida, costruito un dialogo; tutti coloro che hanno avuto la capacità e il coraggio di abbandonarsi all’arte e lasciarsi sorprendere. Tutte le fotografie sono di proprietà del Museo di Fotografia Contemporanea. Ognuno conserva in casa propria un pezzo dell’opera. Si costituisce in questo modo una collezione permanente davvero pubblica.


salviamo la luna

foto dellâ&#x20AC;&#x2122;evento


salviamo la luna

foto della mostra


salviamo la luna

Salviamo la Luna. RASSEGNA STAMPA - Corriere della Sera Milano - Diario - Expoart - Fotocult - Il Giorno - Il Sole 24 ore - La CittĂ - La Repubblica


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#3. Public Relator


SVE

Servizio Volontario Europeo

9 mesi di Servizio Volontario Europeo e tante le attività svolte. Un’esperienza formativa personale e professionale.

DOVE Clermont-Ferrand QUANDO dal 18 settembre 2007 al 23 giugno 2008 COSA - collaboratrice per il film documentario “Traces de vie” - collaboratrice per la rassegna del Festival du Court Métrage - guida per Vidéoformes, Festival Internazionale delle arti video e multimediali - organizzatrice della Settimana della donna di Clermont-Ferrand - partecipazione ai corsi di fotografia emontaggio video - ambasciatrice italiana per Europavox, Festival Internazionale della Musica - realizzatrice di un libretto di racconti per bambini e adulti - stesura di vari articoli


SVE

Servizio Volontario Europeo

SVE. ARTICOLI per www.clermontblog.wordpress.com - “Croix-de-Neyrat au ban de la société“ - “Au final je suis encore là”


“Croix-de-Neyrat au ban de la société“ Quand je suis arrivée ici je ne savais rien, ou presque, de l’ Assimilationisme. C était seulement un de tous ces beaux mots que j’avais lu dans un de mes nombreux livres universitaires. En outre je savais vraiment peu de choses à propos du soi-disant « phénomène des banlieux » ;un nom bizarre pour mes oreilles d’italienne, jeu de mots bizarre si on y pense : lieu banni et je ne pouvais savoir cela s’était si tristement approprié. En bref, quand je suis arrivée je ne connaissais rien de Croix-de-Neyrat.

ser au model du « melting-pot » adopté par les Etats Unis. Oui !Parce que cette sereine et joyeuse Clermont a assumé une politique assimilationiste injuste, une politique basée,en fin de compte, sur le préjuge , fondée sur l’ethnocentrisme, sur une prospective d’homologation et standardisation dégoutante qui réduit l’Autre à quelque chose de simplement folklorique, ou encore un pur et simple stéréotype ;un point de vue qui prive l’Autre de son identité qui, au contraire doit être nécessairement conservée.

server une place pour une personne qui vit dans ce quartier-dortoir. Voilà !Le spectacle commence, les chapiteaux s’ouvrent et les portes se ferment pour les habitants des Croix-de-Neyrat.

-Ce quartier est connu parce qu’il fait partie des quatre quartiers difficiles-Il est connu parce qu’ il est dangereux- me disaient les gens . A mon avis Croix-de- Neyrat n’est pas si connu.

Voilà les deux antagonistes de cette triste histoire moderne. Le beau et le méchant. Le juste et le bouc émissaire sur lequel faire tomber les fautes d’une crise dont, pourtant, nous sommes tous responsables. Le differente est montré parce que justement il a choisi de maintenir sa propre langue, parce que avec dignité il a choisi de conserver ses couleurs et parfums. Mais évidemment tout cela lui coûte cher !

Malheureusement voilà tout ce qu’il se passe entre Croix-de-Neyrat et Clermont-Ferrand. C’est une situation de voisinage triste et difficile qui fait partie d’une phobie définie par le sociologue A.Jabbar comme le syndrome du hérisson. C’est clair qu’ avant tout il est nécessaire d’effectuer une sérieuse remise en question qui nous permette de commencer un vrai dialogue avec l’Autre. Un dialogue qui, comme le disait le français Paul Ricoeur, doit être considéré comme un échange des mémoires, une rencontre des esprits ; un dialogue qui ne doit pas forcément se baser sur un accord des contenus, mais surtout sur un accord de respect réciproque. Un dialogue qui doit également être un moment constructif, un moment de croissance et d’enrichissement, en mettant l’accent sur la signification positive de la diversité, de la cohabitation, de l’intégration et de l’interaction. Un contraste inévitable, essentiel, qui nous donnera la possibilité « d’habiter les distances et non pas les craindre ou tenir les habitants séparés, enfermés dans un ghetto.

Croix-de-Neyrat est le symbole de l’Autre qui, depuis toujours, nous oblige à faire des pauses pour reflechir et pour prendre conscience de l’étranger qui est en nous tous, pour nous interroger. Croix-de-Neyrat, avec ses 43 cultures environ, c’est la Différence qui, depuis toujours, bouleverse nos certitudes. Pourtant cela existe, comme je le disais « depuis toujours, parce que les hommes se sont toujours déplacés pour des différentes raisons, par exemple pour fuir les tyrannies ou pour poursuivre la Terre Promise ;ils se sont déplacés à la recherche d’un ailleurs, en créant un incessant enchevêtrement de rencontres et de contrastes. De plus, Croix-de-Neyrat est l’exemple d’une ancienne distinction »dedans/dehors » selon laquelle la majorité est en droit d’exclure, de retrancher la minorité. Ce sont sûrement des conceptions dures et incommodes à accepter pour un centre ville qui a l’aspect d’un petit village à l’Hansel et Gretel, mais qui, en réalité, porte la culpabilité d’une politique intégrationniste mal maitrisée.Alors que cela fonctionne aussi dans d’autres Pays, on peut par exemple pen-

Quand le tram(moyen métallique pour cacher encore plus l’hypocrisie moderne, pour orner d’illusion une ville solidaire et respectueuse des distances) arrive dans ce quartier les gens considérées comme bien habillées ;comme aisés, comme ayant la bonne culture sont déjà descendues quelques arrêts auparavant, bien attentifs à ne pas se rapprocher trop d’ une mince, imaginaire, et dangereuse douane que les habitants de Croix-de-Neyrat sont contraints à payer àfin de penetrer dans le « Pays de Cocagne ». A Croix-de-Neyrat l’art n’est pas art, du moins c’est un art de second choix pour un public de second choix. « Ils ne peuvent pas comprendre » Pourtant c’est étrange parce que le quartier est riche de vie associative, des évènements artistiques qui toutefois restent à disposition d’une bourgeoisie qui, pour l’occasion, fourre son nez là et qui, dans le même temps, n’envisage pas la possibilité de ré-

A ce moment il est spontanée de se demander pour quelle raison on laisse cela se dérouler silencieusement sous nos yeux. Question à laquelle il est si compliqué de trouver une réponse. Un alibi.

C’est seulement après ce dur travail, qu’il sera peutêtre possible de rendre leur dignité aux habitants de Croix-de-Neyrat.


“Au final je suis encore là” Au final je suis encore là. Personne n’a réussi à m’attraper, à me faire taire.Beaucoup ont essayé, mais moi.....moi je suis l’Irréductible. Je vous avais laissés au commencement de mon dessein, au moment où tous les gens me cherchaient. Ils m’appelaient aux premières heures du jour en me réveillant “Bonjour” “Bonjour...” “Tu seras là?” “Oui, t’inquiètes pas” “Tu seras habillée en noir?” “Oui, discrète comme toujours” Et j’étais là, et aussi chez la femme africaine et l’autre libanaise...vous voyez...mes affaires sont internationales. J’étais partout et nulle part, très rapide, précise..invisible aux yeux des autorités. De plus en plus le cercle restreint de mes adeptes s’étendait et tout paraissait aller comme sur des roulettes...mais je le sentais...il y avait quelque chose dans l’air qui me disait que bientôt le pire allait arrivé..et il est arrivé, ponctuel comme les coups de cloche d’une vieille cathédrale noire. Je me rappelle encore si nettement le moment. La montre indiquait 13h, j’étais tranquillement allongée sur mon lit. Une toute petite pause avant de recommencer et soudain le portable “Mademoiselle Sonia?” dit une voix féminine de l’autre coté “Oui, c’est moi” je répondis en déglutissant nerveusement. Je savais ce qu’elle voulait. Je le savais et je ne pouvais rien faire. Trop tard, elles, les autorités, m’avaient débusqué. “Nous avons parfaitement connaissance de tout ce que vous avez et êtes entrain d’organiser. Un de vous a parlé.” “Quoi!!??” “Et oui...donc ça serait mieux pour tout le monde que vous acceptiez de nous rejoindre le plus tôt possible et de résoudre, ainsi, cette fâcheuse situation.» J’acceptais. J’y étais obligée. Neuf personnes m’attendaient...pas mal...je ne pensais pas être si dangereuse. Mais à ce qu’il parait les rumeurs sur mon compte avaient été bien exagérées. Elle, la voix du téléphone qui maintenant avait aussi un visage, commença à parler. Elle me demanda un rapport précis de tous les travaux que j’avais effectué les mois derniers. Elle voulait tout savoir:les lieux, les noms des gens avec lesquelles j’avais collaboré,

les horaires de nos rendez-vous. Elle voulait ma tête. “Elle ne respecte pas l’autorité, la hiérarchie!” “Elle a toujours un comportement anarchique!” “Capturez-la” “Elle veut souiller le nom et la réputation de la structure!” “Virez-la, virez la!” criaient les autres. “Tu seras enfermée ici dans mon bureau. Tu seras perpétuellement surveillée. Tu seras sous mes ordres. Je te conseille vivement d’accepter ou ce sera pire” Termina la voix ferme. Que faire?Tenter le tout pour le tout et donc m’enfuir? M’en aller d’ici pour toujours et abandonner mon projet? Ou...accepter? Dans ma tête les pensées commencement à se mélanger. Des goutes de sueur baignaient mes tempes. Ses yeux fixés encore sur moi. Sans même me rendre compte qu’un “Oui” sortit de ma bouche et j’acceptais. J’étais prise au piège. Maintenant pour moi c’était fini. Elle me regardait encore. Cette fois avec un sourire satisfait dessiné sur son visage. Comme ils l’avaient dit, à partir de ce jour, je fus enfermée dans un misérable bureau. Pour moi, que des papiers inutiles à ranger. « NON, ce n’est pas possible!! » Je décidai, donc, que fidèle à ma nature subversive, je n’allais pas cédé. J’allais secrètement continué mon travail, même d’ici. Et c’est ce que je fis. Pendant des mois j’ai continué à collecter des informations, à crypter des messages. Mes fidèles ne m’avaient pas trahi. On s’échangeait quelques mots, des fois, dans la rue, pendant mes sorties sous surveillance. J’ai joué avec le feu, mais je ne pouvais pas m’empêcher de continuer. Pour moi. Pour eux. Et puis un jour je la rencontrai. Elle s’appelait comme le première femme de l’univers. Je lui plaisait, elle m’estimait, moi et mon projet et elle me proposa, ainsi, de le publier. “Quoi!!Hum...bien sur!!” On commença tout de suite .Je voyais les paroles de mes compagnons passer entre les rotatives et se fixer sur le papier. Génial! Et le voilà!Mon livre, mes efforts, leurs paroles.

Je téléphonai à tous mes complices en leur donnant la date de la présentation de mon...ou mieux, de notre, ouvrage.On y était arrivé .Après tous les risques encouru, les obstacles, les moments de découragement...on l’avait emporté! Le vernissage était, donc, prévu, pour le 14 Mai à 18.30, juste avant que le soleil ne se couche. Vêtue de ma plus belle chemise, celle de la victoire, j’attendais les autres. Et ils arrivèrent. Et les voilà mes témoins, tous assis là, en face de moi. Souriantes,satisfaites, les yeux brillants en écoutant leurs paroles finalement révélées. Fiers de nous. Le jour suivant ma photo est parue dans les journaux à côté d’un très bon article. Je l’ai lu, j’ai replié les pages du journal avec soin et je l’ai fermé. Et voici un autre chapitre, une autre mission de ma vie, fermé. Maintenant je vous écris de ma chambre, où je me cache encore... on ne sait jamais. L’image fixe au delà de la fenêtre a changé pendant ce temps. Maintenant le soleil me dit que l’heure de repartir est arrivée, de recommencer de nouveau, de regarder une autre image fixe par une autre fenêtre mais d’un autre coin du monde. Alors j’y vais sans crée de soucis. Moi aussi j’ai changé, je suis devenue plus réfléchie et calme après cette histoire. Je fume une cigarette allemande et je grignote des empanadas chiliennes en préparant mes valises. Je voudrais y mettre dedans tous les sourires, tous les regards complices, toutes les voix, toutes les soirées passées ici, dans cette même chambre, avec mes amis qui sont toujours restés à coté de moi. Je crois qu’il n’y aura pas la place...au final j’ai pas mal de bons souvenirs d’ici. Alors je décide de les garder dans un endroit plus intime, plus profond...là bas, au fond de mon cœur. Je ferme la valise rouge et je me dirige vers la gare. C’est vraiment terminé alors...et bien...avec quelque chose qui me gène dans les yeux et qui donne l’impression que je suis en train de pleurer...je te salue.. AU REVOIR CLERMONT!!


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SVE. LE CONTE EN FETE realizzazione di materiale di promozione pubblicitario per Maison de Quartier de Croix de Neyrat


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