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Liquidazione IVA per cassa possibile fino a 200 mila euro annui di Anna Lepre*

Diventa operativa una delle novità più interessanti previste dalla manovra finanziaria per il 2009. La liquidazione dell’Iva per cassa è realtà a tutti gli effetti grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze con il quale si dà attuazione all’art. 7 del decreto legislativo n. 185/2008. La norma prevedeva che, rivoluzionando l’assetto vigente, alcuni soggetti Iva potessero differire in determinate circostanze il pagamento dell’imposta fino al momento dell’incasso. La facoltà era concessa peraltro solo a soggetti il cui volume d’affari risultasse contenuto e aveva efficacia temporale limitata al periodo 20092011. L’intento era di venire incontro ai problemi di liquidità di operatori di piccola dimensione che, in un ciclo di pesante recessione, si sarebbero trovati a dover di fatto anticipare oneri fiscali per ricavi non ancora percepiti. L’operatività della inno-

vazione fiscale, tuttavia, è stata espressamente condizionata a una preventiva autorizzazione comunitaria e, appunto, a un decreto attuativo. La prima precondizione, pur essendo non necessaria secondo il parere di Assonime, è stata già acquisita. Con la pubblicazione del decreto, la liquidazione dell’Iva per cassa, oltre a ‘superare l’ultimo ostacolo’, trova anche una configurazione più precisa. Innanzitutto, da percorso sperimentale, diventa novità non più temporanea, essendo venuta meno, in sede di regolamentazione, la scadenza del 2011. Altro elemento fondamentale è il limite definito per il volume d’affari entro il quale poter esercitare la facoltà di rinviare il pagamento. Il tetto è stato fissato in 200 mila euro annui e si computa sulla base del giro d’affari realizzato nell’anno solare precedente. La possibilità di liquidazione Iva a incasso avvenuto si applica fino e non oltre

l’importo indicato. Per poter esercitare la facoltà, le relative fatture devono riportare espressamente l’annotazione che l’imposta inerente quella specifica cessione di bene o prestazione di servizio è a esigibilità differita. Tale vincolo si rende necessario per informare il destinatario che, a sua volta, il diritto a detrarre l’imposta a lui caricata è esercitabile soltanto dopo il pagamento concreto della fattura. La liquidazione per cassa dell’Iva è possibile soltanto allorché la cessione del bene o la prestazione del servizio siano effettuate nei confronti di soggetti che agiscano nell’esercizio di imprese, arti e professioni. Non si effettua, dunque, allorché destinatario della fattura sia un privato o anche un soggetto Iva il cui acquisto sia motivato da un fine privato e non dall’esercizio d’impresa. * Commercialista

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n. 4 marzo aprile 2009  

quarto numero della rivista preziosa

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