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pietre di colore più disparate e nuovi materiali. Al primo piano altra sorpresa: Rosario Autore, proprietario dell’omonima compagnia, mi introduce sorridente nel suo stand: «Non vorrei dirlo troppo forte ma abbiamo riscontrato un deciso incremento degli ordinativi». Alla sua terza partecipazione fieristica sembra anch’egli stupito del risultato. Alessio Boschi, il designer della sua linea, principalmente pezzi unici con perle south sea, mi accompagna lungo le vetrine: «Siamo alla continua ricerca di nuovi materiali e tecniche in abbinamento con le pietre più diverse e ovviamente con le nostre splendide perle». Anche qui noto l’utilizzo di slices di diamante incluso che mi avevano colpito nel padiglione 2. Approfittando del collegamento coperto mi immergo nella Hall of dreams, orologeria, punta di diamante della fiera. C’è maggior movimento ma la fiera è aperta al pubblico e qui si concentrano i più scenografici stand di tutta la superficie. Rolex, Vacheron & Constantin, Tag

Heuer, Omega sono solo alcuni dei brand che investono annualmente cifre stellari per allestire spazi multilivello comparabili ad un villino bifamiliare. Si nota subito la differenza tra un operatore ed un visitatore meramente interessato a fare incetta di cataloghi e gadgets (pendrive brandizzate il must di quest’anno). Qualche assenza importante (Fossil, per citarne una), nel complesso l’affluenza “qualificata” pure qui sembra minore anche se effetti ottici tipo l’imbuto all’ingresso potrebbero trarre in inganno. Il giorno successivo non osservo cambiamenti significativi nel flusso di visitatori. Al padiglione 3 mi aspetta Roland Loriè, presidente dell’IGI di Anversa, attualmente il laboratorio gemmologico indipendente più grande del mondo. Sembra meno preoccupato dell’ultima volta che ci siamo sentiti: «Nell’ultimo mese abbiamo notato una timida inversione di tendenza, le previsioni drammatiche di tre mesi fa sono state confermate per for-

tuna solo in parte e stiamo guardando con un discreto, seppur tenue ottimismo al futuro più prossimo». Anche a lui chiedo una nota che ricevo un paio di giorni dopo e che sembra ricalcare nei contenuti quello dell’SSEF. Per par condicio mi metto alla ricerca dello stand HRD, storico concorrente dell’IGI in quel di Anversa ma, dopo una breve occhiata allo spazio a loro riservato da anni mi accorgo che anche qui la crisi ha menato qualche fendente se, da una posizione strategica consolidata, hanno dovuto migrare in uno spazio seminascosto e ben più risicato. Niente gadgets, l’unica addetta al desk è perennemente occupata e devo rinunciare a sentire l’altra campana. Un’ultima occhiata al padiglione 6 (gioielleria Hong Kong e dintorni e grossisti di pietre indiani) nella speranza di cogliere un’atmosfera diversa ma niente, sembra che quest’edizione abbia riservato un’amara sorpresa soprattutto da queste parti. Torno verso il parcheggio (a piedi, gli

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n. 4 marzo aprile 2009  

quarto numero della rivista preziosa

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