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5 1, 2. Frattura da risanamento affiorante in uno zaffiro termodiffuso. Durante il trattamento gli ossidi sono penetrati all’interno della pietra generando una concentrazione del colore intorno alla frattura. 30X, a ds, campo scuro, sn, campo scuro e luce trasmessa. 3. Zaffiri Termodiffusi e non, immersione in ioduro di metilene, luce trasmessa, 10X 4. Particolare 30X (foto 6) campo scuro/luce trasmessa. 5. Sezione sottile di uno zaffiro termodiffuso. Notare la concentrazione del colore nello strato superficiale. 20X, Immersione, luce trasmessa. 6. Zaffiro termodiffuso provenienza Kanchanaburi. La presenza di fratture da risanamento affioranti ha provocato la diffusione degli ossidi anche all’interno della pietra generando inusuali concentrazioni di colore. Da notare le faccette più chiare del padiglione corrispondenti ai lati più corti. 10X, Immersione, luce trasmessa. 7. Comparazione visiva tra uno zaffiro termodiffuso (a) e uno semplicemente riscaldato (b). Evidente nel termodiffuso la distribuzione omogenea superficiale del colore e la sua concentrazione sugli spigoli. 10X, immersione, luce trasmessa. 8. Le stesse gemme come appaiono in condizioni di illuminazione diretta. 9. “Effetto arlecchino” sul padiglione di questo zaffiro termodiffuso. La scarsa attenzione nella lucidatura ha portato all’ asportazione di spessori non omogenei di colorazione sulle faccette.

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Zaffiri termodiffusi, sul mercato dagli anni Ottanta Chi ha oggi più di quarant’anni ricorderà, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, e poi più insistentemente negli anni Novanta, un’insolita offerta di zaffiri blu particolarmente vivaci. Facevano la loro apparizione in quegli anni gli zaffiri termodiffusi che, a dire il vero, furono ad arte spavaldamente infiltrati nel mercato come zaffiri naturali trattati per solo riscaldamento. Era il lontano 1949 quando la Linde pose un primo brevetto sulla tecnica, originariamente ideata come metodo per il miglioramento del colore nei corindoni asteriati. Nuovi brevetti furono poi registrati nel 1975 dalla Union Carbide (Linde) Corporation ed in seguito acquistati dalla Astrid Corp., collegata alla compagnia svizzera Golay Buchel. Il grande successo internazionale arrivò anche questa volta per merito dei tailandesi che avviarono operazioni di trattamento su vasta scala agli inizi degli anni Novanta. Tale escalation produttiva prese slancio con la abbondante disponibilità di materia prima proveniente dallo Sri-Lanka, il corindone bianco grigio conosciuto come geuda, attraverso il cui riscaldamento si poteva ottenere un deciso miglioramento dello zaffiro. Allorché tale procedura non sortiva i risultati sperati si ricorreva all’ancora di salvataggio della termodiffusione. Successivamente si è potuto mettere a profit-

to in modo intensivo materiale quasi incolore o caratterizzato da marcate zonature, di scarsa o scarsissima qualità, proveniente dell’area di Kanchanaburi (nord della Tailandia). Lo zaffiro termodiffuso è dunque un tipo di pietra che abbraccia tipologie e, di conseguenza, gamme e prezzi diversi: partendo da un materiale estrememente economico si giunge a un costo finale decisamente più basso rispetto a gemme esclusivamente riscaldate di pari aspetto. Ma occorre attenzione comunque. Il trattamento, se eseguito a regola d’arte, è impegnativo e costoso, inoltre il grezzo utilizzato genera pietre rivendibili solo in una modesta percentuale (circa il 40%). Oggi lo zaffiro termodiffuso è offerto stabilmente nei mercati di taglio e viene ampiamente utilizzato in India, nel sud-est asiatico (Cina e Corea, poco in Giappone). Le qualità più brillanti (che nelle dimensioni oltre i 3 carati possono superare i 200 € per carato) trovano impiego anche in Europa e segnatamente in Italia, mercato sensibile alla perfetta calibratura e all’uniformità del colore, caratteristiche non sempre ottenibili nell’ambito degli zaffiri non trattati per termodiffusione. Infine un avvertimento: anche un corindone sintetico può essere termodiffuso ma il suo valore rimarrà esiguo.

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n. 4 marzo aprile 2009  

quarto numero della rivista preziosa

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