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anno IV n. 3 luglio 2011

i colori raccontano

ICOLORI DEL BIANCO shooting

Festa aspettando la

shooting

I FioriGioiello TOOBE BOCCADAMO BREAKING NEWS

l’oggetto culto di questa estate è sinonimo di solidarietà

INCHIESTA

mamma… ho perso il gioiello!

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, Aut CBPA-SUD/NA/226/2009


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EDITORIALE

C’È DEL NUOVO CHE AVANZA

MAGAZINE

Risultati esaltanti, lasciatemelo dire. Non è immodestia ma oggettività. Sarà l’impegno di tutta la redazione, sarà il sempre più crescente numero di brand e di notizie presenti ma, in tutti questi anni, i frutti ci sono stati e continuano ad esserci, e si vedono. Per un tale successo abbiamo deciso di farci un regalo: un nuovo formato che premia anche tutti i nostri inserzionisti riuscendo a fare di ogni particolare un primissimo piano. Dunque questo numero, inutile dirlo, è più grande, molto di più, “Maxi”, un motivo che da solo potrebbe già bastare, ma non finisce qui, la nuova veste camminerà di pari passo con l’aumento della tiratura, già, perché da ora in avanti Preziosa Magazine sarà stampata in rotativa e questo ci consentirà di aumentare del 40 per cento la nostra tiratura, passando dalle attuali 10mila

a 14mila copie. Ma non solo, grazie ad un accordo siglato con la Federalberghi, saremo presenti, durante l’appuntamento settembrino di Fiera Vicenza, in circa 1000 camere d’albergo. Oggi utilizzare la nostra rivista per la propria comunicazione significa entrare a far parte di un “piccolo” network in grado di garantire quotidianamente migliaia di contatti (il nostro profilo su facebook conta più di 4mila “amici”, la newsletter arriva, ogni giorno, a circa 12mila operatori, il portale - preziosamagazine.com dal 1 gennaio 2011 al 31 giugno 2001 ha registrato oltre 130mila visitatori con oltre 350mila pagine viste). Insomma, i numeri ci sono, e tanta è la voglia di continuare a crescere, ma soprattutto di essere sempre più punto di riferimento per il dettaglio italiano. Preziosa Magazine è una nostra creatura e le attenzioni ci sono tutte per questo la decisione per questa piccola rivoluzione è arrivata dopo svariati incontri, ma alla fine abbiamo detto SI’, ci piace.

www.preziosamagazine.com anno IV / n. 3 / luglio 2011 Spedizione in abbonamento postale

Reg.Tribunale di Napoli n. 77 del 01/10/2008 iscrizione al ROC n. 17658 del 10 ottobre 2008

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via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli

Giovanni Micera

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Maria Rosaria Petito

petito@preziosamagazine.com

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grafici@preziosamagazine.com

Mila Gambardella (responsabile) gambardella@preziosamagazine.com

Federica Longobardi longobardi@goldenagency.it

Gina Cuomo

cuomo@goldenagency.it

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Giovanna Pace

segreteria@preziosamagazine.com

Artigrafiche Boccia spa, Salerno

referenze fotografiche: si ringraziano tutti coloro che hanno gentilmente messo a disposizione il materiale iconografico. L’Editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non individuate. Proprietà letteraria e artistica riservata. È vietata la riproduzione totale o parziale della pubblicazione senza autorizzazione dell’editore. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. Golden Agency srl garantisce la massima riservatezza delle informazioni custodite nel suo archivio. Gli indirizzi verranno utilizzati, oltre che per l’invio della rivista, anche per l’invio di proposte commerciali. Ai sensi della legge 675/96 è nel diritto degli interessati richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati. Del contenuto degli articoli e degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori.

Gloria Belloni Martino Belmanto Marco Cantarella Marta De FIlippo Mario Didone Chiara Di Martino Luigi Esposito Giuliana Gabusi Cristiana Giordano Federica Longobardi Paolo Minieri Iaia Mito Maria Rosaria Petito Gianni Roggini Maria Domenica Santamaria Alberto Scarani Livia Tenuta


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sommar io 3|2011 pm 66

FIERE

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NEWS

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LE DONNE DELL’ORO

rubriche

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news

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inchiesta “Mamma … ho perso il gioiello”

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brand ZIIO. “Sunny Eyes 2” punta sul green Amlé. Quello che nessuno mai aveva considerato, qui c’è Tutti i colori di MARLÙ RUBINIA. Un pregiato rocaille per più femminilità VINTAGE. tornare indietro non è mai stato così piacevole NICOLETTA CEI. Indispensabili per piacersi BOCCADAMO.Too Be MATTIA MAZZA. Il lusso che omaggia l’arte PIQUÉ. Prezioso omaggio ad una moneta storica I vizi capitali di SIMONETTI E GIANNOTTI GIULIANA GRANDE. Salti di suggestioni per sole donne GOLDEN CORALS. Bijoux, moda e nuove tendenze VERDI GIOIELLI La Vie en Rose di LAURA BELLINI CHIARA BCN. Piccola imprenditrice di sogni femminili BUONOCORE. L'esultanza maestosa delle gemme MY LOVELY. Messaggi d’amore BADEL. Un marchio che fa già tendenza TRENDI BIJOUX. Microcosmi allegri e variegati BEADS&CO. Un concept store come laboratorio di idee SOGNI. Bon ton e made in Italy RUDY. Arte antica in chiave moderna MARGÒ. Un’alchimia di fantasie e tradizioni NOVECENTONOVANTANOVE. I numeri di un successo MYCHANNY. Trame indissolubili dallo stile hippie

p. 28 p. 30 p. 32 p. 34 p. 46 p. 48 p. 50 p. 52 p. 54 p. 56 p. 58 p. 60 p. 62 p. 64 p. 76 p. 78 p. 79 p. 80 p. 82 p. 84 p. 96 p. 96 p. 98 p. 98 p. 99

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OROLOGI

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BRAND breaking news I fiori gioiello Bolle di Sapone

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shooting Aspettando la festa I colori del bianco

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speciale fiere macef | choice

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istituzioni Oromare. Artigianato territoriale e sinergia tra imprese

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le donne dell’oro Luisa della Salda. Donne in technicolor Gabriella Centomo. Correttezza e trasparenza: armi di pace

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gemmologia CIGES 2011. Note post convegno

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orologi Lange&Söhne. Saxonia Dual Time Light Time

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eventi Fratelli Dinacci. Un successo tira l’altro!

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tecnico amministrativo Corallo. Regolamentazione della pesca Oggetti usati e riparazioni: occhio al registro di P.S.

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skip intro Social Media e sicurezza

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BRAND

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rubriche

rubrica écrit sur du vent di Maria Rosaria Petito

Se compro è anche questione di atmosfera

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ate quattro passi nel centro della città, dove i palazzi sfoggiano ancora architetture ricche di particolari e le chiese stanno ad un tiro di schioppo l’una dall’altra, dove le edicole votive danno luce ai vicoli stretti e le insegne pubblicitarie illuminano a giorno interi fabbricati. Dove tarda a morire la vecchia usanza dello struscio. Qui si viene con fidanzati/mariti annoiati, bambini recalcitranti e signore/signorine appiccicate alle vetrine, sorde ad ogni sorta di protesta. Niente di originale ma divertente. Sabato pomeriggio ci sono stata in compagnia di una mia amica, io per ammazzare il tempo, lei per scegliere un sandalo tacco 13, e stavano tutti lì, come li avevo lasciati la scorsa settimana, uno di fianco all’altro simili a piccioni appollaiati sui fili dell’alta tensione. Gli esterofili li chiamano “store”, ma poco cambia. Siamo nella zona calda, dove la concorrenza è altissima eppure per tanti la politica commerciale è rimasta ferma al trentennio postbellico negandosi ogni nuova opportunità di sviluppo. I fatturati calano? E loro continuano a colpevolizzare

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rubrica parole di pietra di Paolo Minieri

vincolatosi, grazie alle recenti riforme, da una certa forma d’assopimento e di chiusura in se stesso, il mondo della ricerca universitaria cerca d’uscire dall’isolamento guardando con interesse le realtà dinamiche del tessuto produttivo. Bastonati ben bene dalle crisi economico-finanziarie e dai mu-

blog comunicare con eleganza di Giuliana Gabusi

Il “mio” gioiello

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e parlano tutti, dico anche io la mia. Cos’è il gioiello, si chiedono gli esperti del settore (e anche i non esperti)? Io credo che sia necessario fare chiarezza e questo andirivieni di idee e definizioni può solo far bene al comparto, sempre che si arrivi ad un punto (o a qualche punto, sarebbe già qualcosa). Qualche sera fa guardavo una trasmissione televisiva e ho avuto modo di ammirare l’ultima tendenza che impazza: la scarpa gioiello. Al di là del valore delle pietre che montano, dalla qualità di pellami e materiali e dalla novità del modello, io credo che ci sia qualcosa di più che spinga una donna a spendere 1000 euro per un oggetto che poi, nel tempo, si consuma. E allora mi chiedo: se sono disposta a pagare fior di quattrini per un prodotto bello, bellissimo, ma che non è eterno (quanto meno perché le mode cambiano), perché non dovrei fare lo stesso per un gioiello che, oltre ad essere bello e bellissimo pure lui, è anche “per sempre”? Ecco, secondo me è qui l’inghippo. Bisogna ragionare su questo e trovare una soluzione che faccia uscire produttori e gioiellieri da questa mancanza di emozioni che sta minando il gioiello. Se poi volete sapere che cosa è per me il gioiello, andate a pagina 27.

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SIAMO NELLA ZONA CALDA, DOVE LA CONCORRENZA È ALTISSIMA EPPURE PER TANTI LA POLITICA COMMERCIALE È RIMASTA FERMA AL TRENTENNIO POSTBELLICO NEGANDOSI OGNI NUOVA OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO

Se gli orafi incontrano il mondo della ricerca... tamenti della distribuzione internazionale del lavoro gli imprenditori scoprono che dietro l’angolo tutta la possibile innovazione non potrà essere null’altro che ricerca scientifica applicata ai propri prodotti. Cari gioiellieri, quando le leve del costo del lavoro vi congiurano contro, quale altra risorsa, se non la ricerca di standard qualitativi innalzati dalla ricerca scientifica, può innovare l’impresa? Segnali di questo avvicinamento pubblico-privato si scorgono anche nel ramo orafo ma sono più che altro i prodromi di un itinerario ancora da definirsi. Il recente convegno di Bari di Gemmologia Scientifica (CIGES), tentativo recente di avvicinare il mondo orafo a quello accademico, s’è incentrato prevalentemente sul proposito di raccordare le varie esperienze nel campo della ricerca gemmologica. Il comparto dei gioielli ha molto da guadagnare dalla frequentazione dell’universo della ricerca: metallurgia, mineralogia, studi “culturali” su gemme e gioielli, design, marketing, progettazione di nuove strategie d’impresa, riposizionamento dell’export, responsabilità sociale e così via. In un approccio interdisciplinare, curioso del nuovo ed orgoglioso di una tradizione vissuta in modo consapevole e non piatto ed acritico. Ma c’è ancora molto lavoro da fare perché i due mondi si incontrino. Gli imprenditori dalla ricerca s’aspettano dei ritorni immediati, gli accademici dalle imprese sperano di ricavare risorse di livello pari alle ambizioni dei loro programmi. La dicotomia non è che un ulteriore specchio sul nostro Paese. Dove le piccole o molto piccole attività (capaci fino all’altro ieri di brillare di luce propria) veleggiano disordinatamente diffidando di tante ricette miracolistiche calate dall’alto per indebolirsi proprio a causa delle loro ridotte dimensioni. Il ramo della ricerca, invece, spesso protetto dalla sfera pubblica dalle intemperie della crisi, si interroga come mai le proprie capacità migliori, apprezzate dal consesso internazionale, non siano messe a profitto dagli imprenditori. Eppure questa sinergia è un passaggio obbligato se è vero che il gioiello italiano deve tornare a riempirsi di contenuti qualificanti per non rassegnarsi ad essere un brand amorfo nelle scaltre mani di indiani o cinesi. Ci vuole un po’ di tempo e di pazienza. Qualche orafo dovrà frequentare l’Università e qualche accademico dovrà sedersi al banchetto.

preziosa n. 3 / luglio 2011 / www.preziosamagazine.com / rubriche

una crisi che è anche frutto della loro indolenza. Oggi, tutti (o quasi) abbiamo tutto (o quasi) per cui l’acquisto è uno sfizio, un capriccio, non più una necessità ma puro e gratificante entertainment. “Vasto assortimento”, “Prezzi convenienti” sono strategie superate, perfette per il mercatino rionale sotto casa perché non è questione di domanda e di offerta ma di COMUNICAZIONE. La genuinità del prodotto ha ceduto il passo a valori diversi - paradossalmente si è disposti a spendere di più pur di tramutare la spesa in emozione -. Perché noi acquirenti siamo farfalle bipedi in cerca di fiori ma purtroppo tanti sono già appassiti, alcuni non hanno un buon profumo e altri stentano a sbocciare. Sono bigi i punti vendita, stinti, obsoleti, fuligginosi con illuminazioni che ricordano vecchie soffitte e sbattere in primo piano la griffe non basta a fidelizzare il consumatore. Il mio hair stylist in pochi metri quadrati è riuscito ad infilarci un angolo bar, un salottino, un corner di bijoutteria e tanta buona musica; a Parigi hanno scelto un loft per tirare su una gioielleria minimalista che si sviluppa in un unico ambiente tutto noir al profumo di ciclamino; nel mezzo un alto piedistallo regge un gioiello che viene sostituito più volte al giorno e sul fondo due avvolgenti poltrone si offrono per chiacchierare di diamanti o di perle sfogliando i tablet; in Toscana una vineria, una serra ed un negozio di arredamento sono una sola entità. Che sia arrivato il momento di ripensare il negozio come concept per regalare piacevoli percorsi sensoriali? Dietro il cliente c’è una persona che vuole stupirsi. Siamo aperti a nuove esperienze, fatecele provare!

blog il crogiolo di Gianni Roggini

Ciclica caccia alla definizione: che cos’è un gioiello di design?

C

i risiamo: se la fame caccia il lupo dal bosco, la crisi favorisce la riscoperta di un fenomeno ciclico come quello tradizionalmente chiamato “della definizione”. Il fatto è che quando i settori della gioielleria, dell’oreficeria e dell’argenteria si trovano in crisi, oppure quando tende a crescere troppo velocemente il costo delle materie prime, di solito salta su un comunicatore o uno studioso o il capo di un’associazione di categoria - di norma in buona fede, a volte mica tanto - e lancia l’indagine dell’anno, impegnando il suo mezzo di comunicazione nella risposta all’epocale domanda: ma che cos’è un gioiello? Coraggio, alzi una mano chi non ha mai partecipato alla realizzazione di questa “ricerca” molto… scientifica: andava di moda quando cominciai a occuparmi di preziosi e continua a essere organizzata dopo così tanto tempo. In genere, partecipano con slancio designer più o meno noti che colgono carinamente l’occasione di dire la loro e di far sapere in che cosa consiste questa “loro”. Ma siamo leali con i progettisti dei nostri giorni: se e quando partecipano, cercano di evitare le scempiaggini d’antan, perfino quando sono stati informati che ci si attende un intervento moooolto provocatorio. E anche a me, notoriamente angelo in terra, il direttore Micera ha richiesto provocazioni. Lo deluderò perché mi limiterò a una domanda con allegato invito ai lettori. Dunque, che cos’è un gioiello? Ovviamente, tutto e il contrario di tutto. Un giorno, il gioiello è quello tradizionale, d’oro e di gemme; il giorno dopo, è quello “di design”, vale a dire… vale a dire cosa? che cosa significa “gioiello di design”? non c’è un design, almeno una qualche forma di design, dietro ogni gioiello e diciamo pure dietro ogni prodotto? o a certi livelli si scivola nell’autoprogettazione? La domanda (e chiamala provocatoria) è: “che cos’è un gioiello di design”? Forza con le risposte. Secondo me, siamo capaci di superare stereotipi vecchiotti.


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m news

aste mostre &

a cura di Cristiana Giordano

MAESTRI DEL GIOIELLO Nella foto, collier e orecchini Hypnos di Maddalena Rocco

Milano, 7,10 ottobre 2011

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MAESTRI DEL GIOIELLO ALLA PALAZZINA LIBERTY orna “Maestri del Gioiello”, evento significativo per il settore dell’alta oreficeria artistica e per gli appassionati del gioiello d’arte. Dal 7 al 10 ottobre presso la Palazzina Liberty di Milano sarà possibile incontrare i Maestri Orafi in persona, conoscere da vicino le tecniche orafe e ammirare le creazioni artistiche che esplorano stili antichi, d’ispirazione longobarda, celtica, etrusca, fino agli stili più

personali ed ai più contemporanei. Ciascun gioiello è realizzato a mano e di alta manifattura. Nell’ambito dell’evento viene inoltre assegnato il Premio Jacopo da Trezzo, in onore del primo orafo, lombardo, che nel 1500 tagliò e lavorò il diamante. Al concorso possono partecipare tutti gli orafi che espongono alla mostra, realizzando appositamente un gioiello che viene poi votato da pubblico ed esperti del settore.

IL MONDO CHE VOGLIAMO Firenze, 29,30 ottobre 2011

F-UTILI GIOIELLI E LIBRI D’ARTISTA PER EMERGENCY

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ioielli con una ragione sociale visibili a Firenze nell’ex carcere delle Murate il 29 e 30 ottobre. Ancora una volta per la terza edizione di f-utli gioielli a favore di Emergency il tema è “il mondo che vogliamo” e gli artisti partecipanti devono accompagnare il proprio manufatto con un breve scritto che sarà pubblicato nel catalogo diffuso durante l’esposizione. Gioielli quindi come pagine aperte sul mondo che vogliamo, o libri d’artista come piccoli gioielli da ‘leggere’ o osservare. Il fine ultimo di questa manifestazione è contribuire al mantenimento di un ospedale di Emergency in Sierra Leone. www.futiligioielli.com

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news a cura di Chiara Di Martino

MISIS, PREMIATA CLAUDIA PIASERICO

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nche quest’anno uno dei riconoscimenti della Fondazione Marisa Bellisario premia una donna del settore orafo. L’edizione 2011 ha infatti incoronato Claudia Piaserico, designer del brand vicentino Misis, con il premio dal titolo “Donne: innovazione e capitale umano”.. Grande capacità di reinventare il gioiello nell’ambito dell’azienda e il cui successo condivide oggi con il fratello Alberto, direttore generale della società. Una visione positiva e accattivante della donna è l’input che la designer trasfonde nei gioielli in argento di Misis. Claudia Piaserico ha così commentato il premio intitolato a Marisa Bellisario, grande imprenditrice italiana: «Le creazioni di Misis sono un inno alla vita, una breccia di speranza in un presente carico di problematiche di ogni genere. Sono dedicati alle donne, protagoniste indefesse delle mille sfide quotidiane. Dedico questo riconoscimento proprio a loro, al cuore del mio lavoro».

Due raffinate creazioni dalle collezioni di Misis

INCREMENTI RETRIBUTIVI (86 EURO A REGIME E 247 UNA TANTUM IN DUE RATE)

IMPRESE ARTIGIANE METALMECCANICHE

IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO DI LAVORO

preziosa n. 3 / luglio 2011 / www.preziosamagazine.com / news

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rovato l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro per le imprese artigiane metalmeccaniche: accorpati vari settori tra cui quello orafo-argentiero. Incrementi retributivi (86 euro a regime e 247 una tantum in due rate) e nuove discipline per part-time, bilateralità, contratti di inserimento e aggiornamento professionale: l’obiettivo è quello di adeguare le esigenze delle imprese rispetto alla gestione del rapporto di lavoro e contemporaneamente facilitare nuove assunzioni. L’intesa è stata siglata il 16 giugno da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai e sindacati di categoria: Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Durata triennale con scadenza 31 dicembre 2012 e importanti novità nell’apprendistato e negli aumenti della retribuzione di pari passo con l’anzianità.


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aste mostre news

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Roma e Casalmaggiore

BIJOUX D’AUTORE A ROMA LA TERZA EDIZIONE IN DUE NUOVE TAPPE

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all’11 al 16 ottobre a Roma presso lo spazio di Massenzio Arte e poi ad inizio febbraio al Museo del Bijoux di Casalmaggiore ci sarà la terza edizione di Bijoux d’Autore. Professionisti e autodidatti partecipano con il proprio gioiello, a tema e materiale d’uso libero, e suddivisi nelle tre sezioni: emergenti, progettazione o menzione speciale. Oltre alla mostra collettiva, a tutti i partecipanti è data l’opportunità di promuovere le proprie

creazioni attraverso le raccolta delle foto in un CD divulgato gratuitamente agli operatori del settore. Presidente di giuria, Bianca Cappello, storica del gioiello antico e contemporaneo. N. B. Il logo realizzato da Claudio Franchi per “Bijoux d’autore” vuole prendere le distanze dalla logica del brand che attraverso il logo manipola le intenzioni di acquisto. Il marchio realizzato da Franchi esalta il gesto manuale, il racconto della creatività spesa per il prodotto.

Roma, settembre/ottobre 2011

ARCHITETTURE LUMINOSE

GIOIELLI CONTEMPORANEI DI MICHAEL BECKER

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Alternatives Gallery di Roma ospita dal 22 settembre al 15 ottobre “The architecture of life - L’architettura della luce” in cui le opere di Michael Becker si stagliano nel campo del gioiello contemporaneo. Questa è la seconda mostra all’interno del programma del 2011, The Weight of Gold, che prevede un ciclo di mostre sull’oro nel gioiello contemporaneo, e sarà dedicata all’artista tedesco Michael Becker e alle sue ricerche sulla costruzione delle forme attraverso la luce. Gioielli concepiti come architetture rigorose che reagiscono dinamicamente alle continue sollecitazioni luminose, dove il colore dell’oro unito a quello delle pietre ne determina un carattere quasi mistico.

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news NUOVE PROPOSTE DI LEGGE PER GLI ORAFI MANUELA DAL LAGO

PRESIDENTE COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Come valuta le proposte di legge relativamente in materia gemmologica sottoposte all’attenzione della Commissione che Lei presiede? Le valuto positivamente nel senso che sono proposte che regolano in maniera puntuale il settore commerciale dei materiali gemmologici che fino ad oggi non ha avuto una legislazione dedicata a differenza delle aziende della filiera orafa. Abbiamo provveduto innanzitutto a sentire in audizione gli esperti in materia, poi c’è stata la discussione nella quale ogni deputato e ogni gruppo politico ha potuto esprimere la propria opinione. Su queste proposte c’è stato un consenso pressoché generalizzato e questo dovrebbe portare velocemente alla predisposizione di un testo unificato che conterrà certamente le istanze che ci sono pervenute dalle categorie produttive del settore.

Quali sono i punti di forza di queste proposte? Le proposte hanno l’obiettivo di introdurre nel nostro ordinamento norme in grado di stabilire una sorta di tracciabilità della filiera delle gemme a garanzia sia degli operatori che dei consumatori. In sintesi, quindi, il merito delle proposte sta nei lodevoli obiettivi che esse intendono raggiungere. Innanzitutto la tutela del consumatore al quale deve essere fornita una informazione corretta e trasparente del prodotto gemmologico che egli intende acquistare. Un altro obiettivo è quello di rendere più responsabili gli operatori della denominazione e della qualità delle merci che mettono in commercio. Questi elementi contribuiscono a far chiarezza, scoraggiando fenomeni di concorrenza sleale da parte di chi, subdolamente, immette nel mercato prodotti con indicazioni ingannevoli a danno ovviamente dei consumatori e degli operatori onesti. Come vede la posizione per la prima volta unitaria dell’intero comparto? Dal settore orafo ci sono arrivate

preziosa n. 3 / luglio 2011 / www.preziosamagazine.com / news

di Chiara Di Martino

importanti, ma proposte congiunte e L’OBIETTIVO se vogliono anche nelle audizioni che È QUELLO DI rappresentare abbiamo fatto in INTRODURRE uno strumento Commissione è stato confermato questo NORME IN GRADO efficiente ed efficace orientamento di armonia DI STABILIRE devono poter e di unità di intenti. Ciò fa UNA SORTA essere ben sperare anche per collegate fra quanto concerne il rapido DI TRACCIABILITÀ loro. Ci sono proseguimento dell’esame DELLA FILIERA tante Fiere che e la definitiva DELLE GEMME A magari si approvazione delle GARANZIA SIA occupano dello proposte di legge. stesso settore Certamente, quando ci si DEGLI OPERATORI ma che mostra uniti anche nelle SIA DEI risultano poi pressioni rivolte nei CONSUMATORI slegate le une confronti del Governo e dalle altre. Quindi mi sento di dire che delle Istituzioni rappresentative, si può non conta il numero di quante Fiere ci arrivare ad ottenere i risultati sperati. siano, ma piuttosto la loro capacità di interagire, di integrarsi, di fare sistema e Quali sono i maggiori ostacoli offrire proposte innovative, mirando, secondo Lei? innanzitutto, all’internazionalizzazione I maggiori ostacoli sono senz’altro il perché è lì che si giocano le sorti, è lì tempo e le procedure legislative legate che si decide il successo o meno del all’approvazione di questo come di settore orafo e non solo di quello. qualsiasi altro provvedimento. Al momento, infatti, non è possibile Di là dalla Sua carica istituzionale, ipotizzare quando si arriverà ad come vede il mondo della approvare la legge in via definitiva. gioielleria italiana in questo Come si sa, l’iter parlamentare prevede momento? che la proposta di legge venga prima Nel mercato internazionale approvata in Commissione, dell’oreficeria il nostro Paese occupa successivamente dovrà essere un ruolo di primo piano grazie approvata dall’Aula della Camera per soprattutto alle straordinarie capacità poi passare al Senato della Repubblica. dei nostri artigiani di lavorare i Anche lì ci dovrà prima essere la materiali preziosi, qualità riconosciute discussione e approvazione in sia a livello nazionale e ancora di più a Commissione e poi in Aula. E se il testo livello internazionale. Non a caso, dovesse subire modifiche, si ritornerebbe di nuovo alla Camera, visto infatti, le esportazioni di questi oggetti preziosi rappresentano i due terzi della che una proposta per diventare legge produzione nazionale. Evidentemente, deve essere approvata in un testo quindi, la crisi finanziaria globale degli identico in entrambi i rami del ultimi anni ha inciso pesantemente sul Parlamento. A questo si aggiunge che comparto tanto che ancora oggi lo ci troviamo a ridosso della stesso sta faticando a risalire la china. presentazione della manovra di Rimango però convinta, che per bilancio estiva che, necessariamente, riagganciare la ripresa occorre lavorare assorbirà gran parte del lavoro sul brand, sull’alta qualità dei nostri parlamentare. prodotti perché è proprio l’alta qualità che li fa emergere nel panorama Come vede il nuovo corso di Fiera mondiale. Infine, ritengo che per di Vicenza? superare la crisi in atto occorra che in È mia abitudine non giudicare mai il questo, come in altri settori, ci debbano lavoro di chi subentra in una carica che essere passaggi più diretti accorciando ho avuto l’onore di presiedere in la filiera fra il produttore e il passato, come la Fiera di Vicenza. In consumatore finale. generale posso dire che le Fiere sono


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aste mostre news

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Genova, 26 settembre

OROLOGI E GIOIELLI

ANTICO E CONTEMPORANEO ALL’ASTA DI CAMBI La Casa d’Aste Cambi di Genova annuncia un’asta di argenti, orologi antichi e contemporanei per lunedì 26 settembre. La vendita propone una collezione di argenti toscani, nume-

rosi orologi da tasca e da polso e una selezione di gioielli e preziosi dal XVIII secolo ad oggi. L’esposizione dei lotti è fissata per mercoledì 21 fino a domenica 25 settembre, dalle ore 10 alle 19.

OROAREZZO

A OTTOBRE INCONTRI D’AUTUNNO E A FINE ANNO “LAST MINUTE”

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roArezzo si conferma evento permanente dell’oreficeria. Dopo la fiera di marzo, è in preparazione Incontri d’Autunno (dal 17 al 19 ottobre). Gli espositori della rassegna invernale incontrano buyer selezionati provenienti dai paesi chiave per l’export aretino: dagli Usa al Medio Oriente, da Hong Kong alla Francia e alla Russia. Ogni azienda partecipante avrà l’opportunità di incontrare una decina di buyers, in un fitto calendario di incontri prefissati, per un totale di oltre 1.000 contatti programmati. Ma non solo: il direttore di Arezzo Fiere e Congressi (la società organizzatrice di Oroarezzo) e il presidente Giovanni Tricca annunciano per fine anno un nuovo evento, dedicato al Cash&Carry delle piccole imprese orafe: si chiamerà “Last Minute” e va a completare l’offerta business dell’ente, già ricca grazie ai due appuntamenti consolidati e ad una serie di workshop itineranti mirati tra aziende e buyer che si svolgeranno lungo il corso dell’anno.

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IL CLUB DEGLI ORAFI RISCOPRE “INTELLIGENZA ITALIANA” L’ha definita “la strategia delle tre erre”, che sono le iniziali delle parole-chiave del suo mandato: Radici, Responsabilità, Ricerca.Tre bandiere da sventolare mentre si lavora per rilanciare la gioielleria italiana nel mondo, riqualificandone l’immagine nei più importanti mercati. Le tre erre identificano il programma di Augusto Ungarelli, da poco chiamato alla presidenza del prestigioso Club degli Orafi Italia. Autentico “fenomeno” del settore, il Club è stato fondato nel 1980 ed è un’associazione indipendente costituita da qualificatissimi operatori del comparto orafo, rappresentativi delle diverse categorie e leader nei rispettivi segmenti di attività. All’interno del Club, che ovviamente non ha finalità di rappresentanza sindacale, è presente l’intera filiera orafa. Ora il gravoso ma gratificante compito di guidare il Club nell’era dei mercati globali e della concorrenza planetaria è stato affidato ad Augusto Ungarelli. Classe 1950, origini toscane, dopo la laurea in architettura Ungarelli è entrato in una tra le più note e apprezzate aziende valenzane, nella quale oggi ricopre la carica di amministratore unico. È anche vicepresidente del consiglio di amministrazione di “Prometeo”, consorzio del Politecnico di Torino ad Alessandria.

Si parlava, dunque, di tre erre, iniziali di altrettante parole che non necessitano di grandi spiegazioni. “Noi dobbiamo confrontarci con Paesi a basso costo di produzione e in qualche caso sempre più attenti alla qualità” ricorda Augusto Ungarelli “e pertanto dovremo reagire alla sfida puntando su un prodotto di grande tradizione, ed ecco le Radici, garantito da un’etica produttiva d’eccellenza, e questo s’intende per Responsabilità, proiettata in un futuro innovativo di stile e mercato, e siamo alla Ricerca”. Il dettaglio dei significati lascerebbe presagire un importante sviluppo. “E infatti - conferma il presidente del Club degli Orafi - tutto questo si concretizzerà in un ambizioso programma al quale stiamo già lavorando. Il titolo è intrigante e sicuramente rende l’idea dell’impegno che pensiamo di profondere. Il nome del progetto, infatti, è L’Intelligenza Italiana”. Indubbiamente ambizioso e suggestivo. È possibile approfondire la natura del progetto e il senso della definizione? “L’intelligenza italiana nasce da un percorso di ricerca e dialogo tra i soci all’interno del Club, che ci ha portati a individuare in mestiere, stile, cultura, etica, fiducia i pilastri fondamentali per poter competere sui mercati globali con successo e con la sicurezza di una forte specifica identità di prodotto italiana. La comunicazione di questo concetto attraverso un’intensa attività di PR e il primo passo verso l’esterno.” Torniamo alla tutela della creatività.

“La creatività è un valore da diAUGUSTO UNGARELLI, fendere e tutelare in quanto NUOVO PRESIDENTE frutto di ingegno, DELLA PRESTIGIOSA di cultura e di inASSOCIAZIONE, dagine, che fa la SI AFFIDA ALLA differenza nello STRATEGIA DELLE TRE stile del gioiello. ERRE: RADICI, Vorrei definirlo RESPONSABILITÀ E una ricchezza RICERCA che non si crea di Gianni Roggini autonomamente ma è conseguenza di un faticoso processo d’investimento in ricerche e studi, strettamente legato alla cultura del nostro Paese.” Si sta parlando molto di fattori immateriali. “È perché li intendo come capacità di cambiare e creare nuove conoscenze e nuove competenze sui prodotti, sui processi, sulle forme organizzative delle imprese. E questi sono gli elementi che hanno determinato e conservato nel tempo il successo del Made in Italy, un successo che vorremmo contribuire a tutelare.” Ancora la difesa della creatività. “Qualche anno fa proprio il Club degli Orafi organizzò un forum all’insegna di un aut aut volutamente drammatico: distinguersi o estinguersi. La creatività rientra tra ciò che, appunto, distingue la produzione italiana e ne promuove il successo sulla scena mondiale, impedendone l’estinzione.” Strategicamente, il Club ha sempre favorito il superamento dei particolarismi tipici del nostro settore. Questa meritoria attività continuerà anche durante la presidenza Ungarelli? “Naturalmente sì. Abbiamo più di trent’anni di storia e sappiamo bene che l’unione fa la forza. Per questo vogliamo promuovere nuove alleanze e nuove forme di collaborazione, anche al di là della Scheda Statistica Semestrale, già realizzata in collaborazione con il Servizio Studi di Banca Intesa.” Gli auguri di buon lavoro sono scontati ma sincerissimi: il presidente Ungarelli li merita in pieno.

QUAGLIA DISEGNA UNA LINEA IN ARGENTO SOSTEGNO ALLA RICERCA SCIENTIFICA

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SARÀ DEVOLUTA ALLA FONDAZIONE UMBERTO VERONESI PARTE DELLA VENDITA DEI GIOIELLI “INFINITY” DELLO SHOWROOM MILANESE

uindici gioielli per sostenere la ricerca scientifica. L’iniziativa è dell’azienda milanese Quaglia ed è rivolta alla Fondazione Umberto Veronesi, dal 2003 impegnata nella ricerca attraverso l’erogazione di borse di ricerca per medici e ricercatori e il sostegno a progetti di altissimo profilo. Ora l’azienda Quaglia, che per oltre sessant’anni dalla nascita dell’atelier dell’artista orafo Luigi Quaglia in via Montenapoleone ha fatto dei gioielli in “Oro Estrusco®” il proprio segno distintivo, si cimenta con gioielli alla portata di tutti: 15 anelli in argento “Infinity”, realizzati nel caratteristico stile dell’azienda, saranno messi in vendita attraverso i concessionari presenti su tutto il territorio italiano. Parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Umberto Veronesi per le borse di studio per medici e ricercatori. Il presupposto è la creazione di gioielli per una più ampia fascia di acquirenti: avere qualcosa di bello per sé e far qualcosa di buono per tutti.

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inchiesta

Gioielleria è tutto ciò che comprende oggetti ornamentali indossati da un individuo, di solito realizzati con metalli nobili e impreziositi con l’uso di gemme ed inserti vari (legni nobili, avorio, corallo...). Il termine ha un significato teoricamente più ampio dell’oreficeria (legata alla lavorazione dell’oro), ma talvolta i due termini sono equiparati come sinonimi. http://it.wikipedia.org/wiki/Gioielleria

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mamma… ho WIKIPEDIA

L’enciclopedia libera

INCHIESTA di Chiara Di Martino

uanto è distante la più comune idea di “gioiello” da ciò che quotidianamente possiamo osservare e scegliere nelle vetrine delle gioiellerie? Quanto c’entra ancora la preziosità dei materiali - dei metalli, delle pietre - con quello che chiamiamo gioiello? Quali emozioni prova una donna quando indossa un collier in oro e diamanti o un bracciale in ceramica e legno? Sono queste le domande che, ad ogni livello della filiera, gli operatori di settore sembrano porsi incessantemente da qualche tempo. Affidarsi alla definizione della Treccani significa tagliare fuori tutta quella fascia di gioiello contemporaneo che può non avere metalli preziosi o gemme, ma che non prescinde mai dal valore legato all’originalità dell’idea, o ad una innovativa modalità della sua produzione. Sembra essere più “democratica” quella dell’enciclopedia on line compilata dagli utenti della rete, wikipedia. L’avverbio “di solito”, accostato all’utilizzo di metalli nobili e gemme preziose, sembra voler includere nella definizione di gioiello un concetto più ampio. Districarsi tra le tante sollecitazioni non è semplice: cosa ha veramente valore oggi? Il platino, lo zaffiro, la forma, la stravaganza, l’idea? Preziosa magazine ha cercato di mettere insieme tante voci di chi “vive” di gioielli. Designer, artigiani, produttori, studiosi: tutti riuniti a discutere, in totale libertà. Perché non si possa più dire, come invece è naturale oggi, “Mamma… ho perso il gioiello”.

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INTORNO AL GIOIELLO

ARRO, UN INCONTRO AL MAXXI DI ROMA

per il confronto sull’esperienza e le strategie della contemporaneità L’identità del gioiello, o meglio la sua “definizione” entro un concetto condiviso, è stato l’oggetto dell’incontro che si è tenuto lo scorso giugno al Maxxi di Roma, organizzato da Associazione regionale Romana orafi (ARRO) in collaborazione con Federdettaglianti. Presenti i rispettivi presidenti, Giuliano Ansuini e Giuseppe Aquilino. La giornata di confronto “Intorno al Gioiello Esperienze del contemporaneo nella strategia dell’ornamento” ha visto susseguirsi gli interventi di: Paolo Paolillo, presidente della Carlo Paolillo & C. e presidente onorario ARRO che ha messo l’accento sul legame naturale che l’uomo ha col gioiello; Massimo Biondi, professore ordinario di Psichiatria al Policlinico Umberto I di Roma, che ha esaminato i rapporti tra mente e ornamenti preziosi; Alba Cappellieri, architetto e critico del design, professore di design del gioiello presso il

Politecnico di Milano, che ha incisivamente analizzato tutte le diverse anime del concetto; Bianca Cappello, storico del gioiello e responsabile progetti Associazione Gioiello Contemporaneo, che parla di preziosità del materiale come plusvalore che si aggiunge a quello intrinseco di un gioiello; Amanda Triossi, curatore della collezione Bulgari e mostre retrospettive della maison, per la quale il gioiello deve avere un’alchimia che parli ai contemporanei; l’artista Nicola Carrino, che ha illustrato la sua differenza tra gioiello d’autore e gioiello d’artista; Loredana Di Lucchio, professore e ricercatore di design all’Università La Sapienza; infine Claudio Franchi, vicepresidente ARRO, maestro orafo e critico del gioiello nonché curatore dell’incontro, che ha analizzato i legami tra innovazione tecnica e tradizione orafa e i rapporti tra idea e realizzazione.


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Gioièllo s. m. [dal fr. ant. joel, che è il lat. *iocalis, agg. di iocus «scherzo, gioco»]. Ornamento di metallo prezioso lavorato, spesso adorno di una o più gemme, destinato a ornare le mani, le braccia, il collo, la fronte, ecc. (anelli, orecchini, collier, diademi, ecc.): ornarsi di gioielli; una parure di gioielli, l’insieme abbinato di collana, orecchini, braccialetto, ecc.; lo scrigno dei g.; tenere, conservare come un g., con grande cura, gelosamente.

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http://www.treccani.it/vocabolario/gioiello/

perso il gioiello! GIOIELLO? Una galassia puntiforme, affascinante e misteriosa

Prof. Alba Cappellieri

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Presidente corso di laurea in design della moda, politecnico di milano

ensate a una tiara. In platino e diamanti, delicata, eterea ed elegante, pronta a cingere teste coronate e a volteggiare tra un valzer e una coppa di champagne. Oggi è anacronistica e anche fuori moda -tranne che per i matrimoni reali e per quelli cinesi-, inconciliabile con la vita quotidiana e i suoi ritmi, impraticabile per il supermercato o l’ufficio, come pure per un romantico tête-à-tête.

Ciononostante è indiscutibilmente un potente emblema del lusso aristocratico, un segno estetico ed emozionale intriso di bellezza e prestigio, un oggetto unico e distintivo, come, per esempio, quella della principessa Katharin von Donnersmarck , realizzata dal mitico Chaumet e venduta da Sotheby in asta a Ginevra nel maggio 2011 per oltre dodici milioni di dollari. Un prezzo esorbitante, certo, ma appropriato per l’unicità delle gemme e la qualità della manifattura. È un gioiello? Si, senza dubbio. Perché è realizzato in materiali preziosi, da un gioielliere famoso nel mondo ed è un ornamento per il corpo che dona bellezza a chi lo indossa. Se su questo punto siamo tutti d’accordo cosa ne pensate della piastrina di Dolce e Gabbana? Un pendente come quello della collezione Proud, la classica piastrina dei marines americani in acciaio, con il logo D&G, rude, virile, seppure unisex nella versione con il cuore. Me la immagino in discoteca, dove giovani corpi si agitano al ritmo della musica, il ciondolo è in bella mostra su decolleté generosi e camicie slacciate, sobbalza, ammicca, chiede di essere riconosciuto, con il suo logo inciso a caratteri cubitali. È un feticcio fashion, un simbolo di appartenenza mutuato dalla cinematografia hollywoodiana dei Rambo e delle soldato Jane, per carità niente di raffinato o chic, anzi, volutamente nazional popolare, accessibile e familiare a tutti. Lo conferma il prezzo: 70 euro. Meno di una borsetta, una cintura o di un paio di occhiali della stessa griffe. Un accessorio di stagione,

transitorio ed effimero, non chiede di invecchiare, né di essere lasciato in eredità ai nipoti. Prodotto in serie industriale non conosce la mano dell’uomo, non innova niente e non ha particolari ambizioni semantiche, estetiche o sociali. È un gioiello? Per chi lo indossa certamente e anche per la marca. Per molti altri no, perché “non è realizzato con materiali preziosi, ha un costo basso ed è di moda1”. A questo punto, però, sorge spontanea un’altra domanda: i meravigliosi collari di carta di Nel Linssen cosa sono? Uno scienziato risponderebbe “elenchi del telefono” perché di questo sono fatti, un critico d’arte e un mercante orafo vi direbbero “un’opera d’arte” (ciascuno per ragioni diverse), i più brancolano nel buio e se non lo identificano immediatamente come un gioiello i 3000 euro del prezzo ne suggeriscono la qualità ideativa. L’incertezza nel definire i capolavori della maestra olandese è la stessa per la piastrina di D&G perché il gioiello contemporaneo vede la compresenza di valori tangibili come i materiali, il costo, la riproducibilità, la durata e intangibili come il design, il valore, la marca. Nella prima metà del Novecento un gioiello era universalmente identificato e identificabile per la preziosità dei suoi materiali, il costo elevato come dichiarazione di appartenenza all’empireo del lusso, una manifattura pregiata, pezzi unici o serie limitate, un’estetica senza tempo pensata per durare: elegante ma svincolata dalla trascendenza effimera della

moda. La differenza con la bigiotteria era evidente e netta perché definita dai materiali. Quando alla fine degli anni Trenta artisti del calibro di Alexander Calder, Salvador Dalì e Pablo Picasso iniziarono a interessarsi al gioiello vi infusero i rispettivi linguaggi artistici, anzi, li considerarono come delle miniature delle loro opere, delle sculture per una superficie espositiva un po’ anomala come il corpo. Le figurine di ferro di Calder, i fili elettrici di Jean Clément o le aspirine infilate di Louis Argon erano “evidentemente” dei gioielli dove la preziosità dell’idea dei loro autori affiancava - se non superava- la preziosità del materiale. Ecco allora che il prezzo non veniva più determinato dai grammi di metallo o dai carati delle gemme ma dalla originalità dell’idea creativa e dalle quotazioni degli artiti che li avevano realizzati. Per il gioiello significò la fine dell’unitarietà a favore di un’irriducibile molteplicità che è caratteristica precipua del gioiello contemporaneo. Il gioiello contemporaneo è una galassia puntiforme definita dalla molteplicità e dalla diversità: di significati - simbolo, amuleto, accessorio, investimento, scultura, gadget - di valori materiale, creativo, commerciale - , di ambiti - arte, artigianato, moda, design- di manifattura – alta gioielleria, serie limitate, serie industriali-. Una molteplicità di senso come di forme che oggi rende impossibile, oltre che vano, qualsiasi tentativo di circoscrivere il gioiello in termini e valori assoluti e che ne rappresenta anche il suo maggiore fascino e mistero2.

1. Risultati di una ricerca svolta per interviste dal Laboratorio di Design del Gioiello del Politecnico di Milano su un campione di 100 persone 2. testo estratto da: Alba Cappellieri, Gioiello oggi: arte, moda e design, Electa, Milano 2010, cap. 3 cui si rimanda per il testo integrale.

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BIANCA CAPPELLO

Storico e critico del Gioiello

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DINO COSTA

Artigiano Orafo

Molti confondono il concetto di “gioiello” con quello di “prezioso”; ma non è così secondo il mio parere: un gioiello può essere realizzato anche in materiali “poveri” o meno ricchi rispetto agli usuali, se relegato al suo uso di ornamento, creato con gusto e criteri stilistici/tecnici appropriati. Se diamo uno sguardo alle creazioni storiche dei grandi must della gioielleria come Cartier o Boucheron notiamo creazioni che accompagnano alle più preziose gemme o al platino materiali come legno, ceramiche e smalti. I gioielli veri sono opere d’arte in miniatura...

Gioiello è un ornamento per il corpo realizzato in materiale prezioso e non prezioso. È un oggetto “semioforo”, ovvero portatore di significati, valori, concetti mutuati dalla cultura e dalla società che lo ha generato. È un portatore di infinite valenze e l’uso di materiali preziosi rappresenta un plus valore solo se accompagnato dal valore qualitativo ed espressivo già presente nel gioiello stesso. Può essere realizzato in oro se è un’opera di oreficeria, ma può anche essere realizzato in altri materiali e con altre tecniche. Non è il materiale a determinarne la definizione o la qualità. L’oro è incorruttibile e giallo come il sole, questo ne ha fatto un materiale privilegiato in molte culture, ma non certo l’unico elemento determinante l’identità di un gioiello. Da sempre l’uomo ha utilizzato gli oggetti trovati in Natura per realizzare gioielli per ornare il corpo, farlo distinguere dagli altri, celebrarlo, proteggerlo. Ogni nuova tecnologia o nuovo materiale scoperto, è in qualche modo sempre rientrato nella sfera del gioiello. Più che cercare una definizione, è opportuno educare gli addetti ai lavori a capire cosa sono, cosa vogliono fare, come comunicarlo e in quali canali e anche educare il grande pubblico a selezionare la qualità e a capire cosa vogliono acquistare.

MARTA MURARO Responsabile prodotto Comete

Definire il gioiello, nonostante mi occupi di questo da tantissimi anni ormai, mette sempre in difficoltà. È una di quelle domande che meriterebbe una risposta sicuramente più ampia. Per sintetizzare, il gioiello si potrebbe definire una delle forme comunicative più antiche e psicologicamente più complesse che si conosca. In un unico piccolo oggetto si sommano millenni di culture stratificate, di credenze ancestrali e di visioni relazionali così complesse e personali da farne un oggetto amato, temuto, venerato o addirittura odiato. Dagli anni ’60 in poi, il settore dell’oreficeria ha visto notevoli cambiamenti, in particolare da parte di artisti orafi che si sono staccati dai precedenti modelli di gioiello prezioso, per dedicarsi ad un gioiello più innovativo, fatto di materiali anche non preziosi, dove l’idea dell’opera supera quella del materiale. Per me il materiale è poco importante di per sé. Ha importanza invece ciò che il gioiello vuole comunicare.

Per Comete, il gioiello è un portatore di gioia. Non è un semplice accessorio, è un dono eterno che illumina i più bei momenti della vita, e che trasforma le emozioni in indelebili ricordi.

RITA MARCANGELO Direttrice di Alternatives Gallery

GUSTAVO RENNA Artigiano Orafo

Il gioiello per me �� soprattutto “Arte portabile”... argento, oro, legno, coralli, materiali che non subiscano modifica nel tempo, per non alterarne il progetto iniziale. Se è un’espressione dell’arte, deve avere complementi innovativi e non reperibili da chiunque. Se si vuole rimanere nell’ambito del gioiello, una volta avuta l’idea bisognerebbe realizzarla con tecniche esclusive, elementi ricercati (non necessariamente preziosi) ma tenendo ben presente la portabilità ed il peso, la longevità dell’oggetto. Spesso mi capita vedere belle idee, realizzate però con componenti di larga diffusione... è come vedere una cornice da supermercato su un bel dipinto.

Il gioiello è per Casato un concetto in movimento. Trova la sua origine e ispirazione nella costante evoluzione della donna moderna ed in quanto tale ne segue e ne guida i movimenti. La matrice del gioiello Casato è costante: colorato, non comune, possibilmente innovativo, facile da portare con disinvoltura nonostante il prezzo. Ma il fulcro di tutto ciò è l’attenzione alla caratteristica intrinseca ed alla missione che il gioiello deve assolvere: rendere una donna ogni volta più bella.

MAURO ASCIONE

Imprenditore, vicepresidente Assocoral

FEDERICO GAUTTIERI Casato

Penso che il gioiello dovrebbe essere, come nel passato, un oggetto esclusivo e di valore artistico, dove il design si riappropria del suo ruolo centrale, e stili e archetipi del gioiello dei nostri giorni - troppo spesso legato a modelli iconografici sette-ottocenteschi - vengono superati. La nostra è una generazione in movimento. Guardo a un gioiello che sia capace di rispecchiare questo nostro mondo, con una sua contemporaneità e un suo essere al passo con i tempi. Ed è anche lo scopo del progetto “Mattia Cielo” che ho avviato nel 2006 con il designer Max Bonoli - il che spiega perché i nostri gioielli “si muovono” e si ispirano alla meccanica, pur rimanendo sempre femminili. Le parole d'ordine che per me esprimono meglio un gioiello di oggi sono dunque modernità e contemporaneità, con il contributo dell’ingegnerizzazione e del movimento per dare quel calore che a volte il design moderno non riesce a trasmettere.

MATTIA CIELO

Fondatore di Mattia Cielo

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Il gioiello è oggi, più che mai, espressione di creatività e bene prezioso: pietre naturali, metalli nobili, abilità dell’uomo. Sincerità e purezza nel rispetto della cultura, della tradizione e dei nostri clienti. Un gioiello è per noi non solo un oggetto e, consapevoli che diventerà parte della persona che lo possiede, interprete dei suoi sentimenti e manifestazione del suo modo di essere, cerchiamo di promuovere una produzione che riesca a vivere in perfetta empatia con chi lo indosserà.Nella civiltà dell’effimero, il gioiello rappresenta, poi, un “bene” che sopravvive al tempo, perché nel tempo sarà ricordo di attimi passati, perpetuarsi di emozioni vissute, preziosità da preservare gelosamente. Occorre prima di tutto scindere i termini “gioiello” e “gioiello contemporaneo”. Per quanto mi riguarda, con il primo si intende comunque un qualcosa di prezioso, dai metalli alle pietre, nonché di buona fattura. Molto confuso, invece, è il termine “gioielleria contemporanea” che, nell’utilizzo comune, raccoglie le più variegate forme di espressione artigianale e artistica; dal design industriale, all’utilizzo di materiali poverissimi, per arrivare all’espressione artistica totale, a volte neanche indossabile. Trovo che la cosa importante in qualunque espressione umana sia l’idea o il concetto che si vuole rappresentare, quindi tendente all’arte, ma è anche vero che se non sono indossabili diventano arte pura, quindi un’altra cosa rispetto al “gioiello”. Personalmente mi sento in un bivio. Venendo dall’Accademia di belle arti tenderei a fare pezzi artistici, dove ognuno ci possa leggere qualcosa al di là dell’oggetto, ma sono convinta che, essendo gioielli debbano comunque avere delle Designer caratteristiche minime di indossabilità e preziosità, che nel mio caso è riferita alla lavorazione artigianale.

LUISA BRUNI


CLAUDIO FRANCHI

Sul termine “gioiello”: Dare una definizione al gioiello non è cosa difficile, poiché recenti studi della moderna psichiatria rivelano che la nostra mente percepisce il gioiello come un oggetto unico, fatto di materiali preziosi e rari (metalli nobili e gemme) e frutto di una sapiente elaborazione progettuale affidata a sofisticate tecniche artigianali. Da tale inequivocabile assunto si deduce che ogni diversa interpretazione del termine è un abuso e una manipolazione della realtà oggettiva. La contemporanea attitudine del marketing e della comunicazione, a mutare il valore semantico originario di alcuni termini codificati dalla storia, non ha risparmiato il gioiello che vive oggi una stagione di confusa incertezza e una graduale perdita d’identità.

Artigiano, Storico e critico del gioiello

GIJS

Barbara: È arte indossata Claudia: Un piacere da concedersi Egidia: Il particolare oltre la banalità Stefania: Un ornamento che ti fa bella Elisabetta: La voce dei sentimenti caporedattrice di Preziosa Magazine Carla: Un tocco di classe Chiara: Qualcosa di estremamente prezioso Per comprendere la vera essenza di un gioiello, dunque, neppure le opinioni della gente comune sembrano possedere una certezza assoluta. Si accalcano troppe identità per riassumerlo in una sola definizione, pur se nell’immaginario collettivo rimane prezioso o quanto meno unico. Allora basterebbe una spruzzata di gemme, qualche grammo di oro ed un pizzico di colore per crearne uno? Anche. Stiamo vivendo un momento di passaggio (spero) in cui l’estetica non sembra avere più voglia di migliorarsi (purtroppo) ed a dominare il mercato è una banale serialità (ahimé): pochi creano e molti altri scimmiottano tra belle e brutte copie. Dov’è finito il fermento creativo? Quanto ancora dobbiamo aspettare quel deus ex machina che non arriverà? I codici non sono più quelli della preziosità ed il design fa da contraltare alla carenza di materie nobili. Se è il valore delle idee a fare la differenza allora diamo loro una spallata e facciamo entrare in gioco le novità.

MARIA ROSARIA PETITO

GIULIANA GABUSI

PR

Il gioiello è un oggetto prezioso, realizzato con materiali preziosi che sono platino e oro, e potremmo metterci anche l’argento. Ed è prezioso sempre, anche quando si accosta a materiali non nobili: mi vengono in mente l’ebano o la madreperla, giusto per fare un esempio, ma la base è quella. Quando manca la preziosità e la rarità dei metalli o delle pietre, è bigiotteria. Che, per carità, ha lo stesso diritto di esistere ed in alcuni casi è anche molto bella, indossabile, frutto di una ricerca che la rende originale e attraente. Però è un’altra cosa.

Per Recarlo il Gioiello è sinonimo di tradizione orafa, artigianalità, simbolo intramontabile creato per celebrare i momenti più importanti e decisivi della vita di ognuno di noi, come il Solitario riconosciuto da sempre come emblema di legame, fidanzamento, o come il Trilogy generalmente donato per coronare l’occasione più speciale che una coppia possa vivere e cioè la nascita di un figlio. Gioiello quindi come espressione di amore, affetto, gioia; sentimenti esaltati dalla esclusiva qualità dei diamanti Recarlo, che garantisce ad ogni donna di indossare una creazione che racchiude in sé l’assoluta purezza e rarità della più preziosa gemma esistente al mondo. Ma Gioiello da considerarsi anche, in una visione più moderna, come elemento accessorio, versatile, al passo con i tempi che cambiano e che si possa meglio adattare alle diverse occasioni che ogni donna vive nella sua quotidianità. Non più considerato come un monile, da indossare solo in particolari occasioni, ma elemento distintivo della personalità di ogni donna. Vicepresidente Recarlo

PAOLO RE

HEIDEMARIE HERB Designer

OGNUNO PUÒ ESPRIMERSI COME MEGLIO CREDE

Quando penso al gioiello, cerco di andare oltre la visione più classica: non mi fermo né al design né alle tecniche, ai materiali o alla possibilità di indossarlo. Pur consapevole dell’importanza della storia del gioiello e delle tecniche di oreficeria, ritengo altrettanto importante sapersi liberare di tutto ciò che ci influenza, ci limita, mantenendoci dentro gli schemi. Penso sia fondamentale trovare una forma di espressione di comunicazione del proprio essere, capace di trasmettere il “feeling” alla persona che guarda, nota, tocca; senza essere vincolata da forme, colori, tecniche, dimensioni, né dalla necessità di utilizzare materiali preziosi, dando una personalità al pezzo creato. Ho sempre pensato che per poter “connettere i punti così da creare un network” non basta la collaborazione, ma è necessario coltivare l’apertura e la tolleranza verso gli altri, fattori di cui oggi a volte si sente la mancanza - così che tutti si sentano parte di un un’unica realtà e perseguano lo stesso obiettivo.

BAKKER

di Livia Tenuta

In occasione della straordinaria mostra “Chi ha Paura …?”, allestita in tre container in pieno centro storico, Gijs Bakker, fondatore dei Droog Design e di Chi ha paura…?, dopo un vero e proprio talk show tenutosi nella Sala Palladio della Fiera di Vicenza, ha risposto per noi ad alcune domande. Qual è il rapporto tra i giovani e il gioiello? Una cosa interessante che ho notato è che i giovani non hanno alcun interesse per il gioiello “commerciale”, o almeno quelli che io conosco, perché preferiscono crearlo da soli, preferiscono indossare oggetti che trovano, per strada o tra le vecchie cose dei nonni. Così ottengono una strana miscela, del tutto personale. Se io volessi fare un sondaggio trai miei studenti del master o dei corsi di design, mi aspetto di trovare questo tipo di risposte, perché nessuno di loro è interessato al gioiello di lusso. Crede che ci sia una relazione/competizione tra la tecnologia e il gioiello? No, non lo credo affatto. Per fare un esempio, l’iPad è di certo un grande fenomeno ed è stato un successo per il brand, ma basterà aspettare un paio d’anni e ci sarà il prossimo che sarà il più desiderato e avanzato. Quello che piace ai giovani è avere un oggetto attraverso il quale possano esprimere la propria identità. Per me gioiello è comunicazione, è come io voglio presentarmi agli altri. Crede che possa esistere il gioiello senza il design? Io credo che ognuno possa esprimersi come meglio crede, con il trucco, i tatuaggi, con quello che si vuole! Ma se il mondo tradizionale del gioiello vuole cambiare e raggiungere grandi risultati, bisogna essere aperti al design. Perché noi designer abbiamo completamente un altro punto di vista, altre idee, nuove connessioni con la tecnologia, perché siamo curiosi e vogliamo sapere tutto, quali sono gli ultimi sviluppi tecnologici e come farli interagire con le nostre idee. In ultimo, la domanda più difficile, cosa è per lei un gioiello? È un oggetto che deve esprimere il mio pensiero. Adesso indosso sulla giacca una piccola teiera di porcellana, è qualcosa che io ho assolutamente scelto di indossare oggi nel “mondo dell’oro”, perché l’ho usato come un modo per comunicare. Prima, quando camminavo tra le persone, mi dicevano “Posso toccarla? Che bello avere un pezzo così divertente!”.

inchiesta / www.preziosamagazine.com / n. 3 / luglio 2011 preziosa

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ZIIO di Maria Rosaria Petito

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“Sunny Eyes 2� punta sul green

i colori raccontano


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ncora una nuova collezione, la “Sunny eyes 2”, e il punto di partenza è sempre il colore. Per questa, la perfezionista Elisabeth Paradon spinge al massimo delle loro possibilità le pietre, le combina come nell’ikebana si accostano i fiori, scongelando gradazioni tonali ben definite che si muovono sulle sue emozioni. Sembra nata per farlo! Con Sunny eyes 2 si è davanti ad una esplosione di energia che trasforma lo spazio in uno spettacolo dominato dal verde, verde come la natura, come la vita, come l’amore, in una ricerca di estrema personalizzazione. La semplicità stilistica, che non potrebbe essere più armonica nella tessitura delle mille perline che impone una certosina lavorazione manuale, rimanda allo spirito francese della designer. Ogni colore una differente ispirazione e un’altra chance di femminilità che fa riscoprire la vera dimensione dell’eleganza contemporanea. Il bracciale Boa Large lo fa attorcigliare al polso proprio come le spire di un serpente in una rincorsa di onice nero, turchesi, citrini, granati, malachite e vetri di Murano; in quello Dami le perle trattengono un filare di serpentino che senza concedersi pausa si arresta all’altezza del logo/bottone in un’asola di piccole sfere di vetro; e nella collana Venus il decoro si concentra in un grande vortice di malachite, perle, turchesi e apatite che ruotano intorno ad una grande tiger eye blu. I grani in argento, altra essenza decorativa, tratteggiano i confini con leggere strutture impeccabilmente ordinate. Lo stile libero di Ziio è una miscela di eleganza più che rara che tira in ballo infiniti dettagli di personalità.

Ziio

55012 Capannori (LU) - Italy via del Popolo, 1/a ph +39 0583 584825 fax +39 0583 1900013 email office@ziio.eu web www.ziio.eu

showroom Via Bertini, 7 - Milano ph +39 02 36706493 email showroom@ziio.eu

“SUNNY EYES 2” PUT ON GREEN. COLORS TELL The new collection puts on colors. Here the perfectionist Elisabeth Paradon combines stones creating color shades as if she was born to do it. Sunny eyes is as green as nature, life, love. They manually string thousands of beads that remind Elisabeth’s French spirit. Each color emphasizes femininity. “Boa Large” is a bracelet made of black onyx, turquoises, citrine, garnet, malachite and Murano glass. While “Dami” is made of pearls only, a part from the logo-button and the buttonhole made of glass beads. “Venus” is a necklace made of malachite, pearls, turquoises and apatite around a big blue tiger eye. Silver beads are also used, other essential ingredient for such a mixture of elegance and style.

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AMLÉ quello che nessuno mai S

iamo andati dove nascono i gioielli Amlé. Sulla scrivania di Marisa, head designer, un rendez-vous di un’infinità di oggetti-intuizione di fronte a cui il nostro occhio si perde. Ogni elemento ha una sua storia e si integra perfettamente in questo gioco di ruoli che attraverso accostamenti, a volte intriganti e insoliti, approda a pezzi unici. L’ispirazione, che spesse viene dal passato, si trasforma in gioielli estremamente innovativi e trendy. Il look Amlé, ormai inconfondibile, è originale, sofisticato. I materiali di base impiegati sono tutti naturali: corno, osso, pietre semipreziose. Marisa ed il suo staff, che parla ad una sola voce, cercano, scelgono, separano, mescolano ed assemblano il tutto con procedimento completamente manuale. È così che nascono stravaganti strumenti di seduzione che permettono di esaltare la femminilità. Lo stile Amlé ci ha abituati a sorprese sempre nuove. E facendo spazio all’inaspettato si è conquistato una clientela internazionale sempre in aumento ed un ottimo riscontro di critica. Tutti abbiamo un’idea, ma Amlé ci ha dimostrato che darle forma è un privilegio di pochi. AMLÉ. NO ONE HAD EVER CREATED WHAT YOU CAN FIND HERE We have gone where Amlè jewels originate. On Marisa’s desk, head designer, there are as many objects as the stories they can tell. The past is a source of inspiration.Amlè style is unique, unmistakable, sophisticate. Marisa and her staff manually seek, choose, divide, mix and assemble natural materials such as horn, bone and semiprecious stones.That’s the way they invent new extravagant jewels that have made them capture the market abroad.

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Amlé 81055 S. Maria C.V. (CE) - Italy Traversa San Pietro, 26 tel. 0823 798939 pbx email info@amle.it web www.amle.it

LÉ aveva considerato, qui c’è

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TUTTI I COLORI DI MARLÙ E

di Marta Di Filippo

mozioni, classicità, cuori e lettere: lo scintillante passato di Marlù gioielli e l’eleganza delle passate collezioni lascia oggi spazio al colore e alla leggerezza dell’estate.Tanti fili ricchissimi di pietre di ogni tonalità che compongono la nuova linea, “I colori di Marlù”. Il 2011 è un anno importante per l’azienda: dieci anni dalla fondazione, un compleanno da ricordare e celebrare con prodotti che ancora una volta sanno interpretare le tendenze e i gusti della propria clientela. È l’abbinamento il punto forte di Marlù gioielli, forte sul mercato italiano ma amata anche oltreoceano, negli Stati Uniti come in Asia. Abbinamento che travolge materiali nobili e non nobili, acciaio che vive insieme all’oro e zirconi che si accostano a pregiati diamanti, pietre preziose montate sul caucciù. Si può dire, senza esagerare, che il suo target d’elezione è il genere umano: gioielli per donna, per uomo ma anche per i bimbi e per la fascia più esigente che c’è: i teenager. Per ciascuno di loro, Marlù gioielli disegna i monili più adatti, gli accessori fashion e la capacità di indovinare tutti gli “oggetti del desiderio”. Come i bracciali della collezione “I colori di Marlù”, pensati per le atmosfere estive e di inizio autunno: non una sola scelta, ma mille combinazioni che possiamo riadattare ogni giorno in base al nostro stato d’animo, al look e all’occasione. I cordoncini colorati possono essere annodati con cuori, farfalle, stelle, sfere bombate, forme geometriche ricche di cristalli dalle mille sfumature. Da attorcigliare al collo, al polso, e da abbinare agli orecchini che ne richiamano forme e tonalità; la chiusura è un piccolo “occhio di Allah”, che secondo la tradizione greca e araba protegge dalle avversità… Insomma, moda, colore e un tocco di scaramanzia: tutto questo, nei gioielli Marlù. Marlù Gioielli

47895 Domagnano Repubblica di San Marino Via M. Bucci, 55 tel. +378 0549 907220 fax +378 0549 980928 email info@marlu.it web www.marlu.it

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ALL THE COLORS OF MARLÙ Emotions, classicism, hearts and letters represent the past of the company, inspirer of the new collection “I colori di marlù”, characterized by colored stones. 2011 is an important year for the company as it was founded ten years ago. Marlù is important in Italy and loved In the United Stated and Asia, too.They couple precious materials with not precious ones, such as steel with gold, zircons with diamonds, precious stones with caucciù. Jewels for women, men, children and teenagers. The new collection “I colori di Marlù” is colored and summery, for any occasion. You can create your own jewel knotting hearts, butterflies, stars, beads and many other shapes at your string and wear it together with the colored earrings.The fastening is an “Allah eye” as, according to the Greek and Arabian traditions, it will protect you from adversities.


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PER ANDARE OLTRE CI VUOLE INGEGNO

Il

protagonista di una creazione non è, quasi, mai la materia ma la mente che la prende in esame. Così quello che è diventa altro. Diventa una piccola opera di artigianato che si distacca dall’impersonalità e dalle chinoiserie che dilagano. Un esempio viene da Milano dove affiora il rocaille avveniristico di Rubinia Gioielli, una realtà unica nel suo genere che ha aperto la strada ad un nuovo modo di interpretare e fare gioielli. Le sue forme volubili rispondono a più femminilità, e metallo, pietre e conchiglie, come nell’antichità, diventano gli elementi che accompagnano la vanità. Ma perché si facciano monili esclusivi ci vuole ingegno, indispensabile anche per trasformare uno specchio in un oggetto di lusso, prezioso quanto la propria immagine riflessa. E Rubinia Gioielli ne crea di favolosi. Grandi professionalità seguono questo brand che con progetti in evoluzione ha dato vita a personali canoni di bellezza che gli hanno tributato una posizione privilegiata nel mondo del gioiello guardando avanti noncurante delle inevitabili imitazioni. Un marchio sempre alla ricerca di possibili sviluppi, anche sensoriali, che si ritrovano pure nei punti vendita che più che negozi sono concept, dove ascoltare, condividere, fare proprie le storie che raccontano le sue collezioni che già nei nomi esprimono la loro indole: Otto più uno e Filodellavita, l’anello col quale ogni esperienza si fa materia, prende corpo in fili di metallo pregiato più volte intrecciati per fissare una storia, un momento, un’emozione in un attimo che perde il suo principio e la sua fine per diventare eterno e brillare di vitalità. L’unicità del gioiello è nella sua personalizzazione: dal metallo da utilizzare (oro 9Kt o argento), alla quantità di fili che lo compongono, alla preziosità A RARE ROCAILLE FOR SEVERAL dei diamanti inseriti nelle fasce. C’è poi Gioielli secondo Natura dove si ruota FEMININITIES intorno alle pietre, grandi e naturali, alle loro virtù e The protagonist of a creation is almost never the material itself but the mind who works it. significati, le stesse gemme, che attraverso tecniche So that what it is can turn into something else. altamente evolute, vanno a comporre cornici It will become a little handmade work different eccentriche realizzate in resina, un elemento dal valore from stereotypes and Chino series. An considerevole visto che riesce ad avere una funzione example comes from Milan where Rubinia sia artistica sia decorativa anche in complementi di Gioielli has started a new way of making jewels. Metal, stones and shells to create arredo come nella linea Oggetti secondo Natura. feminine jewels, as well as wonderful mirrors created to make our vanity reflect! Such a brand doesn’t care about inevitable imitations, and the experts who work for it always try out new ideas, as you can notice in the shops, better called concepts, where you can listen, share and personalize the stories that Rubinia collections will tell you. Otto piu uno (eight plus one) and the Filodellavita (lifeline) ring. A metal line twisted in order to impress a story, an emotion..in a moment destined to be eternal. You can personalize it as you can choose the metal (9kt gold or silver), the quantity of lines to make it and the diamonds to put among the lines. “Goielli second natura” where each stone has its own virtue and meaning, and the gems that make eccentric the frames made of resin, an element used to make the collection “Oggetti secondo natura”.

Stores Milano,Via Vincenzo Monti 26 Milano, Largo V Alpini 1 S. Margherita Ligure,Via Garibaldi 13 Distribuito da Tagua srl Milano roberto.ricci@rubinia.com

Rubinia www.rubinia.com

Un pregiato rocaille per più femminilità 34

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di Maria Rosaria Petito


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breaking news

ph: Luciano D’Inverno

I FioriGioiello

Fiori come gioielli e gioielli come fiori per creare una scenografia complementare alla bellezza. Un tutt’uno che fa fare capolino ai dettagli tra petali e pietre, tra steli e colori, tra foglie e forme. Otto still life che enfatizzano l’unicità dei gioielli attraverso il generoso candore del bianco.

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BuonocoreGioielli

Orecchini in oro, diamanti e peridoto Anello oro 750 con diamanti e zaffiri rosa www.buonocoregioielli.com

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Collana con pendente in argento rosĂŠ traforato www.zeronovegioielli.it

ZeronoveGioielli 38

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Caravaggio

Bracciale in onice, corallo e oro 750% www.caravaggiogioielli.it caravaggio@libero.it

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SakiGioielli 40

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Orecchini in acciaio e swarovski www.sakigioielli.it


Orecchini con spirali in oro 750% e sassi di fluorite

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Mediterraneo

Pendenti floreali in argento traforato e decorazione a smalti www.gennaronapoletano.it

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Anello in oro e acquamarina sachagioielli@hotmail.it

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Bracciali in oro diamanti e pietre preziose dario.caropreso@cierregioielli.it

CierreGioielli 44

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Collier realizzato in porcellana, modellata a mano cristallinata, rifinita con argento 800 www.eleonoraghilardi.com

EleonoraGhilardi i fiori gioiello / breaking news / www.preziosamagazine.com / n. 3 / luglio 2011 preziosa

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intage V

tornare indietro non è mai stato così piacevole Vintage Bijoux 37030 Lavagno (VR) - Italy via Monti Lessini, 10/12 tel. fax +39 045 8980700 email info@cosmovintage.it web www.vintagebijoux.com

di Maria Rosaria Petito

Gli anni passano

e tutto cambia ma certe mode hanno il potere di riaccendersi come fiamme al vento. Oggi è il classico più moderno che si possa immaginare, un contemporaneo che ha saputo rispolverare il fascino del passato con quel piglio romantico che piace tanto alle italiane. È il nuovo volto del Liberty e si chiama Vintage, l’azienda veronese che ha rivoluzionato il mondo del gioiello accorciando le distanze tra atmosfere Belle Epoque e tendenze del momento mettendo in contatto due mondi con uno splendido arrangiamento che tiene l’azienda sulla cresta dell’onda. Bentornati allora i colori soft, cipriosi, morbidi e caldi come una stola di frusciante taffettà. Prospettive estetiche perfette per decontestualizzare momenti chic e informali. La colonna portante in una delle sue ultime collezioni è il cammeo, rigorosamente di Torre del Greco, che invade il campo nel bracciale a cinque fili di perle barocche. Come da tradizione, Vintage, riprende la natura e i suoi floridi grovigli floreali come elementi iconografici e li puntella di perline, calcedonio e rubinite per incorniciare l’incisione su sardonica. Il delicato profilo diventa pendente negli orecchini che ne pretendono due, a coppia come anime gemelle, ma in vetro, autentici capolavori di produzione cecoslovacca di inizio ‘900. Il metallo? Una lega di ottone e bronzo dalla luminosità dell’oro e come l’oro inalterabile nel tempo, pur senza ricorrere a bagni galvanici.

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VINTAGE. GOING BACK HAS NEVER BEEN SO PLEASANT The most modern classic is called Vintage, the company from Verona that puts Liberty Style together with the most modern trends. Soft colors for chic and informal contests. Cameos form Torre del Greco characterize the latest collection together with pearls and floral interlacements, to make the five-string pearl bracelet or the glass earrings inspired to the Czech art of the early ‘900.


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CEI

GIOIELLI NICOLETTA ALL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI GIOIELLERIA & BISUTER “ECLAT DE MODE BIJORHCA” 2009 HA RICEVUTO, INSIEME AD ALTRI SELEZIONATI DI TREDICI NAZIONALITÀ DIVERSE, IL PREMIO QUALE MIGLIORE STILISTA DELL’EVENTO

di Federica Longobardi

Tre Emme Gi 47921 Rimini - Italy via Gambalunga, 30/B tel. +39 0541 25250 fax +39 0541 25955 email info@nicolettacei.com web www.nicolettacei.com

Indispensabili per piacersi

N

icoletta Cei si lega all’eleganza di un lavorato a mano e la sua realtà la vuole sempre più variegata, come uno straripante archivio di idee ma dal preciso idioma. Per questo i suoi gioielli sanno parlare di lei e del suo amore per le materie naturali con le quali ha instaurato un rapporto molto diretto. Le sente vive e cariche di quella energia positiva che l’accompagna in ogni suo progetto. Al suo gusto femminile ha affidato l’armonizzazione dell’insolita convivenza tra corno, osso, gorgonia, corallo e la suggestiva pietra lavica, solo alcuni dei suoi prediletti ai quali riesce a regalare una innata leggerezza e che, simbolicamente, devia verso più espressioni mettendo in piena libertà anche foglie d’argento e i tocchi di colori tropicali delle pietre dure e semipreziose. È un’eccentrica innamorata del suo lavoro, crede in quello che fa e intrecciando tradizione e sperimentazione si lascia guidare da un intuito che le ha regalato grandi soddisfazioni. Destinazione moda per questo bell’esempio di artigianalità iperchic caratterizzata dal nero, dalle fresche tonalità del bianco e da un sensuale golden sabbiato, un colore molto speciale che rispecchia la vanità delle donne. (MRP)

Nicoletta Cei Jewels. It is absolutely necessary to wear them! Nicoletta Cei’s jewels talk about her and her passion for natural materials as she makes horn, bone, gorgonia, coral and lavic stone meet sometimes together with silver leaves and colored semiprecious stones. Nicoletta Cei loves her job and this is an example of hyperchic manufacture characterized by black, white and golden, that women love so much!

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adv artemisiacomunicazione

www.estrosia.com 20123 Milano (MI), Italy - via Olmetto, 3 ph. +39 02 72023275 fax +39 02 89098218 email estrosia@libero.it


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l’oggetto culto di questa estate è sinonimo di solidarietà LO

TOO

indossano attori, cantanti e calciatori, ma anche i teenagers e fashion victim. Legato al polso, alla caviglia o anche attorno al collo. Può essere usato come accessorio moda per dare quel tocco in più al look quotidiano, o come segno di appartenenza ad una nuova ed allegra comunità ispirata ai colori della bella stagione. Si chiama TooBe ed è la linea estiva della maison Boccadamo. Collane, bracciali, cavigliere che nascono da un originale tubo di gomma corredato da una vasta scelta di chiusure con cui è possibile unirne le estremità.TooBe piace a tutti. L’accessorio ideale che si sposa con ogni tipo di abbigliamento per una stagione all’insegna del colore e della creatività. Un tocco finale al look quotidiano per sentirsi up. La TooBe-mania sta invadendo anche il web. Il popolo della Rete è chiamato a liberare la sua creatività attraverso il concorso legato all’oggetto culto di Boccadamo, protagonista delle foto inviate e pubblicate sul sito di TooBe. E a indossarlo può esserci chiunque: una delle tante fashion-victims colpite dalla “mania” del tubicino o anche un cane, un gatto o addirittura una statua al centro della città. Anche sulla scelta della location spazio alla creatività. Al mare, al lago, in montagna, a casa o in città. Chi risulterà il più votato dal popolo della Rete, vincerà diecimila euro

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O BE

Boccadamo 03100 Frosinone - Italy via A.S.I., 4 tel. +39 0775 290525 fax +39 0775 884081 email info@boccadamo.com web www.boccadamo.com

Too be. This summer’s must have is synonym of solidarity

Actors, singers, football players, teenagers and fashion victims are wearing it.Tied around your wrist, ankle or neck, it’s TooBe, Boccadamo’s new collection. An original plastic pipe equipped with a range of fastenings to make your necklaces, bracelets, anklets. Everybody likes it.TooBe mania is invading the web as well, as you can send your TooBe picture in order to win ten thousand Euros.TooBe is also synonym of solidarity. Rue Boccadamo is the street where they are going to build the houses paid by Boccadamo (two hundred thousand Euros) for the children coming from Citè Soleil, a very poor quarter in Haiti, damaged by a devastating earthquake in 2010.The amount of money will be paid out by Francesca Rava Foundation, the onlus that represents N.P.H. - Nuestros Pequeños Hermanos™ - (our little brothers) in Italy and helps needy children in Italy and all over the world. TooBe is the pass vip for the stage and the Wind Music Awards aftershow at Verona Arena. In occasion of the gala dinner organized by “La Biennale di Venezia” Foundation they have created a special edition bracelet in order to celebrate the 150 years of the unification of Italy.

BOCCADAMO

in gettoni d’oro. TooBe è anche sinonimo di solidarietà. Rue Boccadamo sarà la strada dove sorgeranno le casette frutto della donazione di duecentomila euro da parte di Boccadamo che, con il suo progetto di solidarietà, intende dare un tetto ai bambini del poverissimo quartiere di Citè Soleil, nell’isola di Haiti, colpita nel 2010 da un terremoto devastante. La somma sarà erogata alla Fondazione Francesca Rava, la onlus che rappresenta in Italia N.P.H. - Nuestros Pequeños Hermanos™ (I nostri piccoli fratelli) che aiuta l’infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo tramite adozioni a distanza, progetti, attività di sensibilizzazione sui diritti dei bambini e volontariato e che realizzerà le piccole abitazioni nell’ambito del progetto FORS LAKAY (La forza della famiglia). Numerosi sono stati gli eventi griffati TooBe, tanti altri ancora ne sono in programma. Il tubicino si è trasformato in un originale pass vip per il palco e per l'aftershow dei Wind Music Awards all'Arena di Verona. In occasione della cena di gala nell'ambito dell'Esposizione Internazionale d'Arte organizzata dalla Fondazione “La Biennale di Venezia” per il progetto Padiglione Italia, è stata emessa una special edition del bracciale finalizzata alla celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

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E

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IL LUSSO CHE OMAGGIA L’ARTE 52

redità di talento e passione. Da quattro generazioni uno stile radicato nell'antica arte di Torre del Greco che la nota azienda Mattia Mazza esalta proponendo pregevoli gioielli che rimandano alla storia. Mattia Mazza Linee classiche o contemporanee si 80059 Torre del Greco (NA) - Italy fondono con gli immancabili coralli che via Marconi, 70 riflettono senza equivoci il raffinato vigore tel. +39 081 8814866 fax + 39 081 8497544 della grande tradizione italiana. Lo email info@mattiamazza.it spassionato amore per la materia trova il web www.mattiamazza.it suo compagno ideale nell'estro inimitabile dell'artista che realizza autentiche opere scultoree dall'ardito design. Espressioni di un lusso che omaggiano il passato non perdendo di vista l'innovazione, combinando in modo straordinario metalli e gemme di rara bellezza. Ramificazioni sontuose, nastri sciolti che si uniscono trascinando con sé luminosi diamanti per poi abbracciare le splendide MATTIA MAZZA pietre. Eleganti piroette WHEN LUXURY MEETS ART volteggiano con leggiadria Talent and passion from four generations.Their sovrapponendosi per il style comes from the ancient art deep-rooted in Torre del Greco. Classic and modern lines passo finale, quando l'oro e made of precious metals and beautiful stones i pregiati elementi si are always characterized by coral. Diamonds, mescolano in una vivace stones, gold or pearls, quartz, amethysts, alleanza. Morbide rotondità, turquoises, tourmaline and coral to make tratti floreali, ramoscelli inimitable jewels. Hand made jewels, to make preziosi si intrufolano tra i coral live again. Each creation is a masterpiece, nobili metalli che accolgono more than a jewel…a status symbol. perle, quarzi, ametiste, turchesi, tormaline e l'iconico corallo. Riemerge dai rocciosi fondali per finire tra le mani di sapienti artigiani in un simbolico connubio tra arte e creatività. Energico, vitale ed imponente padroneggia e a volte accompagna preziose pietre tra ridondanze di ricercati dettagli, mentre l'oro si dipana per sfiorare la loro grandiosità. La lavorazione completamente artigianale vivifica la materia in curve e spessori che lasciano senza fiato. Libero arbitrio all'immaginazione che lambisce la cultura antica per esprimere con il suo equilibrio la magia della vanità femminile. Forme classiche che perdono la loro identità per mutarsi in veri capolavori di classe dal sapore unico. Meravigliosi nella loro singolarità sono monili che trapelano un vero status symbol. (MRP)

mattia mazza

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PIQUÉ

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Prezioso omaggio ad una moneta storica

PIQUÈ. A PRECIOUS TRIBUTE TO A HISTORIC COIN

Noemi Reale, creator of the fashion brand Piquè Montmartre, has gone back to her origins in France inventing a brand that merges the city of Naples, where she lives, and Paris, going through Berlin and Amsterdam. For the 150th anniversary of Italian Unification Piquè pays a tribute to a historic coin of our country: the 500 lire coin, coined between the 60s and the 70s. It was the first metal coinage for that cut. At the back there were three sailing caravels, some of which with the flags against the wind. It was tried on 1004 coins only, and their value is very high. Among the coins set on the jewel, together with silver and stones such as onyx, white agate, amethyst, spinel, there are some “wrong” ones. Those who choose such a collection, made of colliers, bracelets, and rings, are doubly lucky as they’ll wear a rare wonderful object and could become the owners of an object of great value.

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Piqué Montmartre 81025 Marcianise (CE) centro orafo “il Tarì” - mod. 79 numero verde 800165564 email info@piquemontmartre.com web www.piquemontmartre.com

photo: emmedesign

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L

a sua storia è davvero speciale. Noemi Reale, l’ideatrice del fashion brand Piqué Montmartre, ha scelto di mettersi alla ricerca delle proprie origini, che si perdono in Francia, e di dare vita a un marchio che unisce la grandezza della città di Napoli, dove vive, con quella di Parigi, passando per Berlino ed Amsterdam. Nella capitale francese Noemi riconosce il proprio stile ed è proprio lì che il suo sogno diventa realtà. Da allora è passato del tempo, ma la sua fantasia è ancora oggi declinata in splendidi preziosi che regalano, di volta in volta, emozioni nuove e inesplorate, come quelle di un viaggio. Oggi, nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, il gioiello Piqué diventa un omaggio ad una moneta storica del nostro paese: la 500 lire, quella coniata tra gli anni ’50 e ’60. Furono le prime coniazioni in metallo di quel taglio: sul retro, campeggiavano tre caravelle in navigazione verso destra. Alcuni esemplari, però, hanno le bandiere controvento, nella stessa direzione delle imbarcazioni: si tratta di una prova effettuata su 1004 monete e il loro valore, oggi, è molto alto. La particolarissima storia della 500 lire si riversa nei preziosi Piqué: tra le monete montate sul gioiello insieme ad argento e pietre come onice, agata bianca, ametista, spinello, ce ne sono alcune di quelle “sbagliate”. Chi sceglie questa linea - declinata in collier, bracciali e anelli - è quindi doppiamente fortunato: perché indosserà un oggetto di rara bellezza, ma anche perché potrebbe ritrovarsi tra le mani una moneta di grande valore. E la fortuna, si sa, va aiutata. In questo caso è semplice: basta comprare un gioiello Piqué. (MDF)


design Sara Maraucci

CANOVA325 s.r.l. Via XXX Aprile, 22/4 31044 Montebelluna (TV) tel. +39 0423 628582 fax +39 0423 609637 email: info@canova325.com web: www.canova325.com


I VIZI CAPITALI

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SIMONETTI E GIANNOTTI

PECCATO CHE SIANO SOLO

di

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THE CAPITAL VICES BY SIMONETTI E GIANNOTTI: IT’S A PITY THEY ARE ONLY SEVEN! Sweet little devils to tell the world how unique you are. Sinning is better! Simonetti e Giannotti has made sins virtues. Lust, gluttony, avarice, sloth, wrath, envy and pride in the shape of little devils with their own tail, horn, trident and little wings for those who want to use a jewel to tell the word how unique they are. You can have them made of silver, gold, or silver with zircons.

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Ciondoli in argento, oro o argento e zirconia

G

Teneri demonietti per comunicare al mondo la propria unicità

Simonetti e Giannotti

tel. +39 0823 513305 numero verde 800 12 9696 email info@diavoligioielli.it web www.diavoligioielli.it

eorg Lichtenberg diceva che se fosse stato peccato bere acqua, questa avrebbe avuto sicuramente un sapore più buono. E non sbagliava mica, perché dove c’è peccato c’è più gusto. La prima è stata Eva che con un morso è riuscita a trasformare una mela in un intramontabile simbolo di trasgressione. Oggi, e con tanta ironia, Simonetti e Giannotti, bypassando la morale, ha creato un look spiritoso con un’idea geniale: convertire il peccato in virtù… una mossa disdicevole assai per chi non sa osare! La superbia, l’accidia, la lussuria, l’ira, la gola, l’invidia e l’avarizia assumono le silhouette di demonietti con tanto di coda, corna, tridente e alucce per diventare monili dal potere catartico con nel dna un successo annunciato. Se un gioiello parla di noi questi sanno fare molto di più, sanno scendere giù giù fin nelle

stanze più segrete della nostra coscienza per portare allo scoperto le nostre sregolatezze. Prima l’inosservante veniva messo alla pubblica gogna, oggi qualcosa è cambiato, finalmente, e da ribelle è diventato un enfant terribile davvero intrigante, perché ama stare al centro dell’attenzione, perché ha scelto il gioiello come mezzo espressivo per comunicare al mondo la sua unicità. Ami la vita? Allora goditela. Ogni giorno è un giorno buono per macchiarsi di un piccolo peccato, e per enfatizzare la propria personalità ci sono ben sette proposte, una per ogni vizio capitale. Chi è senza peccato scagli la prima pietra…anzi corra a comprare un gioiello Simonetti e Giannotti, sono disponibili nella versione argento, interamente in oro o argento e zirconia queste piccole dichiarazioni di perdizione, anche se, in tutta sincerità, la cattiveria non sanno neppure cosa sia. (MB)

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GRANDE

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giuliana

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Salti di suggestioni per sole donne

uattro generazioni di stimato artigianato orafo alle spalle, ma lei ha inaugurato un capitolo a parte; lo si capiva sin da piccola che la sua sensibilità avrebbe aperto un varco nella tradizione. Lo ha dimostrato con il suo atelier che oggi è uno degli indirizzi più esclusivi di Napoli, un posto che trasmette uno straordinario senso di libertà, dove le idee sono mutevoli perché prese in prestito da un viaggio, da un sogno, forse. Architetto e creatrice pluripremiata, Giuliana esterna la sua sensibilità verso l’arte determinante per creare quelle strane fusioni tra l’oro, l’argento e materie più umili che diventano il medium tra il desiderio di seduzione delle donne e la propria evoluzione di design. Ha una particolare attitudine a riscoprire le forme, a volte ancestrali, a volte perfettamente caotiche distribuite intorno ad archetipi che si muovono tra riccioli di metallo e i colori delle pietre e delle perle, spesso presenti nelle fogge che la natura stessa gli ha regalato. Solitamente utilizza una eccitante quantità di elementi che per una bellezza più semplice a volte riduce nell’essenzialità di elegantissime lamine. Dimensioni distanti? Può darsi, ma la spontaneità è la stessa pur avendo, la ricerca, origini e fini diversi. Si dedica alle nuance e senza troppi artifici le tesse insieme alle materie in un look day e night che con salti di suggestioni tocca soluzioni più estreme e diventa un punto di rottura nel mercato attuale. In fondo la donna non chiede altro che circondarsi di cose belle. (MRP)

Giuliana Grande 80138 Napoli - Italy corso Umberto I, 133 tel. +39 081 5630507 email giulianagrande@alice.it web www.giulianagrande.it

GIULIANA GRANDE AWESOMENESS FOR WOMEN ONLY

Four generations have been creating gold jewels before her. But she has started a new age. Giuliana Grande is both an architect and a creator, her atelier is one of the most exclusive places in Naples. She merges gold, silver and simple materials together with stones and pearls, in order to create new chaotic or absolutely simple shapes.

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Bijoux Moda a brand

Isis Collection by

GOLDEN CORALS

e nuove tendenze

Torre del Greco da poco meno di venti anni, la Golden Corals segue ed innova la moda dell’accessorio. Bijoux di grande pregio, dai colori di tendenza sempre attuali rappresentano le creazioni di punta di un’azienda in grado di soddisfare le richieste di una clientela sempre più attenta e dinamica. Collane e bracciali di grande impatto, prendono forma, filo dopo filo dall’accostamento di perle oceaniche di tenui sfumature, grandi boules di swarovski, pietre colorate e catene dalle molteplici forme. Evocazioni di ricordi della Belle Epoque producono

incessanti rincorrersi di eleganti e morbide forme che si spingono dall’astratto fino al floreale. Grandi pendenti che non passano inosservati e che nei colori dell’argento e nelle trasparenze dei cristalli si inoltrano nel territorio del moderno design fino a diventare poi eleganti fiori dai preziosi petali, le cui vibranti note di colore assegnano loro un tocco di eleganza mai abbandonata. La dinamicità di un’azienda, che ha sede anche al Centro Orafo Il Tarì di Marcianise, non può che

essere al passo con i tempi e seguire le mode. Nascono così di volta in volta bijoux sempre nuovi e ricchi di personalità capaci di garantire a chi li indossa, un decisivo tocco di classe. Dalle forme importanti, le creazioni Golden Corals possono essere indossate in qualunque occasione non perdendo mai il valore di tendenza che racchiudono sin dalla loro nascita. Golden Corals è presente alle fiere italiane, di Vicenza,Tarì e Taormina e all’estero a quella di Madrid. (LE)

ISIS COLLECTION BY GOLDEN CORALS. FASHION, BIJOUX AND NEW TRENDS Golden Corals has been creating bijoux for about 20 years in Torre del Greco. Necklaces and bracelets, Swarovski beads, colored stones and chains inspired to the Belle Époque.The company is situated in Marcianise, at “Centro Orafo Il Tarì” and attends the most important Italian exhibitions such as Vicenza,Tarì, Taormina and the Spanish one in Madrid.

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Golden Corals 80059 Torre del Greco (NA) - Italy Via Tironi, 12 ph. +39 081 8824201 / +39 335 409763 fax: +39 081 8820747 email: coldencoral99@libero.it


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brand

Nei gioielli Verdi ci sono tutte le qualitĂ  della lavorazione artigianale classica modernizzate dalle note fresche della designer Giovanna Protti

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VERDI È

VERDI JEWELS It’s high jewelry. The designer Giovanna Protti modernizes each classic craft made jewel. Verdi creations are precious but it’s easy to wear them. Each creation celebrates the light, is anti-vulgar and extremely successful and modern, such as the slave bracelet with quartz and the earrings with turquoise, or the circle earrings with pink sapphires and little brilliants. Diamonds are always present as they are very precious. Verdi jewels are women’s pictures.

gioielli di Iaia Mito

alta gioielleria. Quell’arte che ad un gioiello finito riesce ad aggiungere sempre un nuovo dettaglio - per Verdi conditio sine qua non della bellezza. Nei suoi gioielli esige tutte le qualità della lavorazione artigianale classica modernizzata dalle note fresche della designer Giovanna Protti, che di stoffa ne ha! Le creazioni Verdi si esprimono sempre con gran rigore per porsi sul mercato con la perfetta coordinazione tra lusso e naturale indossabilità riscattando la gioielleria da quel momento di sbandamento che sta vivendo. Ogni sua performance celebra la luce, è un antidoto alla volgarità ed è legittimamente premiata dal successo, sapendo rimanere in relazione con le richieste più attuali, sia quando crea un’evoluzione dell’intramontabile pavé con le evanescenze esuberanti dei quarzi idrotermali presenti nei bracciali a schiava, sia quando si dedica agli incastri monocromatici dei grandi turchesi ritagliati ognuno in un suo spazio nella coppia di orecchini. Un taglio diverso lo dà con i cerchi che con zaffiri rosa e piccoli brillanti delimitano il vuoto in altri boucles d’oreilles. I diamanti sono una presenza irrinunciabile in tutte le sue creazioni perché rivestono un ruolo di gran pregio, ma al di là del valore materiale intrinseco, ogni gioiello Verdi ha la peculiarità di disegnare un’immagine di femminilità, ed è l’abito che si adatta ad esso e non viceversa. Verdi è un marchio che gode di stima anche per l’abilità esecutiva del suo staff che tiene alto il punto di vista del gioiello.

G.Verdi & C. 15048 Valenza (AL) - Italy via XXIX Aprile, 8 ph +39 0131 927254 fax +39 0131 924464 email info@verdigioielli.com web www.verdigioielli.com

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brand

FEMMINILI FANTASIOSI E UNICI SONO I GIOIELLI FRUTTO DI UNA SCOMMESSA ARTISTICA

LaVieenRose

di Laura Bellini

N

on appena si apre la homepage del sito di Laura Bellini, www.laurabellini.com, da subito si è accolti in uno spazio romantico e prettamente femminile, complice un accompagnamento musicale dall’inconfondibile inclinazione rosa. A 20 anni dalla nascita di un’azienda dedicata alla gioielleria d’argento, lo stile firmato Laura Bellini si è caratterizzato per il suo lato fantasioso, accostando argenti a pietre semipreziose, e originale, tipico di tagli e assemblaggi particolarmente insoliti. La donna a cui si rivolgono questi gioielli ama circondarsi di gioie preziose ma mai troppo impegnative e soprattutto vuol sentirsi libera di indossare i suoi accessori per tutto l’arco della giornata. Altra caratteristica femminile che Laura Bellini ha cavalcato e che si respira nelle sue collezioni è il trasformismo: quell’aria etnica che si vuol avere oggi sarà sostituita domani da un tocco fusion. E lo si può fare grazie ad una collana o bracciale con le pietre giuste da abbinare al sempre presente argento: l’onice, il corallo, diaspro, ebano, osso, fino alla terracotta dalla forma sfaccettata, tonda o quadrata. Un segno distintivo quello di Laura Bellini che rappresenta anche un guanto di sfida: convertire a questa fede anche le più tradizionaliste. Scommettiamo? (CG) LA VIE EN ROSE BY LAURA BELLINI When you visit the web site www.laurabellini.com you feel a typical feminine atmosphere. 20 years after the birth of the company devoted to jewelry and silver, Laura Bellini’s imaginative style has merged silver with semiprecious stones. Her necklaces and bracelets are made of onyx, jasper, ebony, stone and even terracotta. Her challenge is to “convert” the most traditionalist women!

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Laura Bellini 06034 Foligno (PG) - Italy p.zza Pietro Ubaldi, 14 tel. +39 0742 340064 fax +39 0742 699675 email info@laurabellini.com web www.laurabellini.com


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shooting

Festa

aspettando la Una location da red carpet, una prestigiosa casa patrizia a ridosso del mare nel cuore di una Napoli verace e nobilissima. Una condizione aristocratica che ben sposa la preziosità dei gioielli. È il neoclassico Palazzo San Teodoro, perfetta cornice per questo shooting che mette insieme occhi azzurri e marmi variegati, capelli biondi e stucchi in oro, made in Italy e nazionalità svedese.

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Photographer: LUCIANO D’INVERNO Art director: MARIA ROSARIA PETITO Hair stiylist: MANUELE SAMMARRUCO FOR GO COPPOLA Make up: TIZIANA CLARELLI FOR GO COPPOLA Clothes: PRIDE CONCEPT STORE

MATTIA MAZZA

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Parure in oro, brillanti e acquamarina www.mattiamazza.it


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NOVECENTONOVANTANOVE Parure in oro e brillanti www.novecentonovantanove.com

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RUDY Collane e bracciali in acciaio, argento 925, oro 750 e pietre dure www.rudysrl.com rudy@tari.it

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ESTROSIA Parure in pietra dura www.estrosia.com

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ELITE BIJOUX Collana ed orecchini con pietre assortite www.elitebijoux.it

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NICOLETTA CEI Collana chanel in perle, lava, fiore in argento, giada rubino e sfera in perle; bracciale in lepidolite, gorgonia, con ametiste a rgento; anello in madrepora con semipreziosi ed oro www.nicolettacei.com

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GIULIANA GRANDE Parure in argento 925% e pietre dure www.giulianagrande.it

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CAPRIMAGIA Parure in argento 925% www.caprimagia.com

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brand

00196 Roma - italy via Principessa Clotilde, 5 tel+39 06 3242896 cell +39 335 6409128 email chiarapassa@hotmail.com web www.chiarabcn.com

CHIARA BCN

“piccola imprenditrice di sogni femminili”

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ateria moltiplicata, di cui rimane traccia nella memoria per sempre. Tradizionale e contemporaneo si fondono nei gioielli di CHIARA BCN, rivelando personalità e instaurando una profonda complicità con chi li indossa. Nelle creazioni della giovane architetto designer Chiara Passa, che unisce al proprio nome la sigla della città cosmopolita per eccellenza, Barcellona, si ricerca la sperimentazione materica tra argento e argento dorato antichizzato, in forme irregolari, piene o vuote, lisce o martellate, con volumi azzardati frutto di una lavorazione completamente artigianale dal design estremo e singolare. Oggi, due le linee che parlano della capacità dei gioielli CHIARA BCN di creare eleganza e poesia. “Marrakech”, ispirata al dualismo dei colori oro e argento declinati in frammenti di leghe metalliche martellate e antichizzate: le forme dei gioielli di questa linea nascono come disegni e decori mudejar-arabi con influssi cosmopoliti. Linee equilibrate ed armoniche, dalle iniziali punzonate bombate su grossi

bracciali, alle intere composizioni di lettere dell’alfabeto fino ai più semplici cerchi o smerli che danno vita a vere e proprie microsculture. L’ispirazione culturale ed antica di questi gioielli è evidente, eppure ad indossarle sono donne dinamiche, ben inserite nella city, colte ed intellettuali. Non è soltanto il Nord Africa ad ispirare il lavoro artigianale di Chiara che ama definirsi una “piccola imprenditrice di sogni femminili”. La collezione “Catene e perle”, infatti, nasce dalla passione per le perle polinesiane keishi. Il paradiso tropicale che ha ispirato in passato scrittori e artisti è infatti una seconda patria per la designer, che fa rivivere l’arcipelago nei suoi gioielli. La ricerca, questa volta, ruota attorno alla materia prima, alla sua rinnovata interpretazione che parte dalla forma presente in natura. Orecchini, bracciali, collane in argento passivato che non ossida all’aria, che giocano ancora una volta sul contrasto tra grezzo e lavorato, tra opaco e lucido. Un gioco di opposizioni che parla da sé: proprio quello che Chiara Passa chiede, senza velleità, ai suoi gioielli. Chiara Di Martino

CHIARA BCN’ s jewels are both traditional and contemporary. Chiara Passa, young architect and designer, puts her name together with the initials of the most cosmopolitan city, Barcelona. Irregular silver and golden silver shapes. Two new collections are “Marrakesh” and “Catene e Perle “ (chains and pearls).The first one is made of silvery and golden metals, characterized by mudjer-arabian decorations with cosmopolitan influences. The second one is inspired to keishi Polynesian pearls. Silver earrings, bracelets and necklaces.


Vicenza Choice

Iberjoya

prodotto e distribuito da Reamirra srl c/o Centro Orafo “Il Tarì” 81025 Marcianise (CE) Italy +39 0823 513874 info@reamirra.it

www.reamirra.it


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brand Buonocore Gioielli 81025 Marcianise (CE) - Italy centro orafo Oromare - mod. D 209/10 tel. +39 0823 1644210 fax +39 0823 1644219 email buonocoregioielli@libero.it

Buonocore È sfarzo raffinato. Un exploit di colori catturato e reso prezioso in straordinari gioielli che risplendono di luce suadente. Zaffiri, topazi, ametiste si animano in un valzer armonico e sensuale che travolge e s'insinua tra ombre e forme leggere. Delicate, geometriche, ammalianti travalicano l'originalità sconvolgendo le righe dell'usuale. Pietre e diamanti, altezzosi sovrani che definiscono linee sinuose in un'eclettica classicità, pomposa e solare nei tagli e nei contrasti. Sembrano sospesi in un'aura paradisiaca che risveglia i sensi e riempie il cuore. Un trionfo di accecanti bagliori innegabilmente sorprendente. Anelli, orecchini, collane e bracciali si

propongono come esultanza di calde fantasie in un gioco di opposizioni e nuances dove le gemme, ammantate di trasparenze, diventano protagoniste assolute. Qua e là incontrano diamanti puri per vestire il linguaggio dell'eccellenza in una ricercata esecuzione. Pura maestria artigianale espressa in gioielli semplicemente irripetibili, sofisticati e indomabili in cui l'esuberante ricchezza cromatica risponde unicamente a un'equilibrata fastosità. Meravigliose creature, perfette nella loro armoniosa eccentricità. Un allegro connubio di classe ed estrosità. Cascate di pietre preziose che sposano il nobile metallo in una sintesi fantasiosa trovando la loro giusta

dimensione. Esperimenti d'autore richiamano figure raffinate in un alternarsi di vuoti e pieni che uniscono e scompongono le maestose gemme. Gocce di rugiada, cerchi concentrici, spugne marine prendono vita in una vivace chimera per irraggiare di bellezza infinita. Dal 1994 costanza e dedizione rispecchiano l'innata creatività di Gennaro Buonocore, il suo animo di esemplare scultore. Da semplice apprendista ad abile maestro riflette nella sua arte tutta la passione che ha accompagnato il suo cammino in uno stile che predilige le preziose gemme, padrone assolute del design. Uniche nella loro magnificenza, dominano indisturbate uno sfarzoso scenario di intensi riflessi. (MDS)

THE MAGNIFICENT GRANDIOSITY OF GEMS It’s refined magnificence. Sapphires, topazes, amethysts, stones and diamonds are the main protagonists of rings, earrings, necklaces and bracelets. Craftmade jewels inimitable and sophisticate, excellent and exuberant. Precious stones together with gold, to create harmonious shapes. Gennaro Bonocore has been working with devotion since 1994, as a beginner first and as a capable expert then. He has a predilection for precious gems as they are the mainstay of design.

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My Lovely

messaggi d’amore per una prodotto da: MD Fashions SRL, 40017 San Givanni in Persiceto (BO) tel. e fax + 39 051 0701140 / +39 051 827204 info@mdfashions.it www.mylovely.it

famiglia da indossare sempre

E

siste da sempre. Resiste ai cambiamenti economici e culturali. Si trasforma e si adatta alle nuove forme della Società: è la famiglia. Quella famiglia romantica, moderna, fantasiosa, immaginata e disegnata dal brand My Lovely. Hai un bimbo? Ne hai due? Il tuo nucleo è composto da mamma, papà, due piccoli e anche un cagnolino? O magari un cucciolo di gatto? Non c’è problema. Sulla catena in argento di My Lovely, che può essere un bracciale, una collana, un anello o persino un portachiavi, c’è posto per tutti, anche per la vostra amata casa, classica icona con tetto spiovente e per l’ orsacchiotto della vostra bambina. E se hai un giardino? Perché non aggiungere alla catena anche una tenera farfalla? La linea My Lovely celebra da sempre gli affetti più intimi, l’ amore senza confini per un figlio, per la propria donna o per l’ uomo che portiamo nel cuore. Lo testimonia la pioggia di cuori con frasi colme di passione personalizzabili anche con il proprio messaggio d’ amore - che possono essere accostati alle spiritose sagome dei bimbi, bimbe e neonati … Ognuno con inciso il proprio nome. Ma alla fantasia del brand più tenero degli ultimi anni, il solo argento non basta: i sempre amati anelli della catena possono essere sostituiti con soffici fili di cauciù o cotone colorato e cordoncini di cuoio intrecciato. Per scoprirli basta collegarsi al sito www.mylovely.it

MY LOVELY. FAMILY LOVE MESSAGES TO WEAR My Lovely, a brand produced by MD fashions, takes a picture of modern, fanciful, big families. Charms reproducing each component of your family, parents, pets, babies…and many others, to hang on My Lovely silver necklaces, bracelets, chains or key-rings. You can personalize heartshape charms writing love messages, names or initials. Have a look on www.mylovely.it.You can also find caucciù or leather chains, a part from silver ones.

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badel

brand

un marchio che fa già tendenza

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di Cristiana Giordano

adel è un marchio giovane, così come giovani sono coloro che lavorano dietro al concept di questi gioielli: Claudio e Giuseppe Iacobelli, un nome nel panorama orafo italiano che affonda le radici a Torre del Greco. Le linee che i due designer hanno creato nascono da spunti di viaggio e dalle fusioni di idee concepite tra gli Stati Uniti e l’India. Il fine ultimo di tanto lavoro è creare una linea fashion abbinando pietre

semipreziose, oro ed altre materie costruite su fili di cotone intrecciato a formare un effetto macramè. Da questo punto di partenza si possono poi sperimentare diverse combinazioni di tessuti e pietre di ogni colore e ognuna con la sua particolarità in grado di accontentare con proposte colorate giovani ma anche adulti che fanno sfoggio di gioielli con perline bianche, quarzo rosa fumé o perle australiane tipicamente

Badel. An already trendy brand name Badel is a brand as young as those who work to create such jewels: Claudio and Giuseppe Iacobelli, from Torre del Greco.Their products come from the fusion of American and Indian style. Semiprecious stones, gold and cotton threads to please young and classic people. Everybody can wear Badels’ jewels. A young brand that is already famous, thanks to a family that has been producing jewels for over 30 years.

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Badel by Iacobelli 80059 Torre del Greco (Na) - Italy via Misericordia, 20 tel. +39 081 8491349 fax +39 081 8491637 email info@badeljewels.com web www.badeljewels.com

femminili e chic. Per quelle che vogliono “fare le preziose”, c’è la possibilità di optare per i pavé con diamanti grigi, rubini, diamanti neri e zaffiri blu. Nessuno sfugge alla tendenza lanciata da Badel. Il risultato del lancio sul mercato del marchio da qualche mese a questa parte sta già dando i suoi frutti, come volevasi dimostrare quando si parla di una famiglia forte di più di trenta anni di esperienza sul campo.

Dall’idea di Claudio e Giuseppe Iacobelli nasce una linea colorata e in grado di soddisfare ogni esigenza


Bracciale/Collier 5.900,00, Anello/Bracciale 2.800,00, Orecchini 4.150,00. Prezzi consigliati al pubblico, comprensivi di IVA

il gioiello che si trasforma la prima parure estendibile: da anello a bracciale, da bracciale a collier disponibile anche in oro bianco

by Cozzolino Gianpaolo Centro Orafo Il TarĂŹ showroom 260 - Marcianise (CE) - Italy tel. 0823 513 664 info@jadi.it www.jadi.it


pm

brand

TRENDI BIJOUX

MICROCOSMI ALLEGRI E VARIEGATI

di Mariadomenica Santamaria

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travaganze di pregevole bigiotteria travalicano ogni tempo e moda.Vezzi da esibire che raccontano di unicità frizzanti come un'avventura. Un'instancabile ricerca del bello dove si sperimentano accostamenti inusuali che danno vita a creazioni davvero singolari. Microcosmi straripanti di vitalità interpretati dall'alta capacità artigianale di Anna Ciampolini che coniuga la sua passione studiando nuove forme e materiali. Smonta e combina linee perfette ad altre irregolari, tonalità contrastanti a volumi lisci o a rilievo ma pur sempre privi di rigidità. Sembrano mosaici in movimento che attirano i colori di un curioso immaginario aprendo le porte alla fervente fantasia. Sfere, cuori, fiori, simboli che ricordano particolari icone o insoliti merletti. Straordinari percorsi curvilinei si incontrano e sovrappongono accogliendo piccoli elementi briosi. Un tributo all'allegria nel variegato mondo del bijou in cui predomina il grande amore per la materia. Lo stesso che travolge i figli della designer toscana continuando una tradizione nata nel 1984 e ormai radicata nel settore. Attenti alle tendenze e all'incessante ricerca estetica lo staff realizza collezioni che si distinguono per il carattere deciso e il sapiente connubio tra estro ed eleganza. Collane, bracciali, spille ed orecchini che inneggiano una viva femminilità rendendo l'accessorio espressivo più delle parole. Gioielli e tessuti raffinati per sentirsi ogni giorno diversa e seguire le ispirazioni del momento. Strass, cristalli e pietre dure sposano con armonia metalli ricercati mentre filati pregiati sapientemente dosati generano un mix di grande calore ed effetto. Impetuose alleanze di elementi per accessori dall’animo fashion che esaltano l'inimitabile made in italy e mai trascurano l'alta qualità.

Trendi Bijoux. Varied and lively microcosms Anna Ciampolini invents new shapes and materials. Beads, hearts, flowers, symbols that remind particular icons or unusual laces.The Tuscan designer’s sons have the same passion as their mother and the company, born in 1984, is now well known. They always pay attention to the new trends and create both extravagant and elegant collections. Very expressive necklaces, bracelets, brooches and earrings. Refined jewels and fabrics, to be trendy and different every day. Rhinestones, crystals and stones together with fine metals or valuable strings. High quality fashion Accessories made in Italy.

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preziosa n. 3 / luglio 2011 / www.preziosamagazine.com / trendi bijoux

Trendi Bijoux prodotto e distribuito da Anna Bijoux 51100 Pistoia - Italy via G. E. Pestalozzi, 103-105 tel. +39 0573 534133 fax +39 0573 537811 email info@trendibijoux.com web www.trendibijoux.com


pm

brand

O

ra i gioielli e i componenti Beads&Co. si trovano anche in negozio. L’apertura del concept store di Vicenza è la grande novità dell’anno per il marchio prodotto da Sem-Ar, azienda leader nel campo della produzione di semilavorati per oreficeria e argenteria. La filosofia del marchio Beads&Co. si spiega con due parole: passione e opportunità. La passione è quella che viene messa da Beads & Co. nella realizzazione di ogni prodotto e l’opportunità è quella che offre ad ogni suo cliente di esprimersi liberamente e creativamente. Questo marchio si è sempre di più imposto sul mercato come una grande vetrina dove trovare tutto l’occorrente per creare con la propria fantasia e le proprie mani un vero e proprio gioiello. Quello che si può creare con i componenti Beads & Co. è un vero e proprio prezioso perché realizzato in materiali come oro e argento, pietre dure e Swarovski, e lavorato con tutti gli strumenti tecnici necessari, tronchesi e pinze di tutte le misure. Il cliente Beads & Co. anche all’interno del negozio è seguito con suggerimenti personalizzati: il gestore del negozio non è più solo venditore di gioielli, ma è anche un tutor e ha il compito di stimolare l’estro della propria clientela. Il negozio Beads & Co. che ha aperto nel centro storico di Vicenza è un concept store dove è possibile trovare tutto il materiale necessario alla creazione di un proprio prezioso, il tutto avvalorato da una costante e diretta cura del cliente e un’esposizione completa di tutte le opportunità creative offerte da questo brand. Naturalmente all’interno del negozio è presente anche un elegante spazio dedicato al gioiello finito: Beads & Co., infatti, propone anche un’ampia collezione di preziosi dal design e dalla fattura inconfondibilmente Made in Italy, gioielli per tutte le occasioni e per tutte le tasche. Così come chi propone un corner con i prodotti Beads & Co. all’interno del proprio negozio, anche chi decide di aprire un franchising sceglie di distaccarsi dalla solita concezione della boutique e di avere sempre l’opportunità di rapportarsi con una clientela dinamica e creativa. Ciò che le offre è non solo un oggetto legato alla vanità, ma anche un prodotto che libera la creatività ed è sempre in continua evoluzione. In un periodo in cui si parla sempre e solo di crisi e di mancanza di sbocchi, Beads & Co. offre al commerciante che ama il mondo del gioiello un’opportunità di investimento in una formula commerciale davvero nuova, una boutique interattiva che è allo stesso tempo un negozio di gioiello moderno ma anche un laboratorio di idee in movimento. (CDM) BEADS & CO. A CONCEPT STORE AS A LABORATORY OF IDEAS

Now you can find Beads&Co. jewels and elements in shops. The opening of the concept store in Vicenza is the year’s news for the brand produced by sem-Ar, leader company in producing semi finished jewels. Beads&Co. creates each product with passion and gives the client the opportunity of expressing his own creativity. Beads&Co. makes you create jewels made of gold, silver, stones and Swarovski. Those who go to the shop will be helped and advised by the shop manager. In the shop itself there is also a corner for made in Italy finished jewels. Those who decide to have a Beads&co. corner in their shop or to start a franchising, are different from the usual boutiques as Beads&Co. is both a boutique and a laboratory of ideas.

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CONCEPT STORE COME laboratorio di idee

UN

NEL CENTRO STORICO DI VICENZA UN CONCEPT STORE DOVE È POSSIBILE TROVARE TUTTO IL MATERIALE NECESSARIO ALLA CREAZIONE DI UN PROPRIO PREZIOSO

Beads&Co. Concept Store 36100 Vicenza - Italy via Gorizia, 2

Beads&Co. 52100 Badia al Pino, Arezzo - Italy via di Pescaiola, 21 tel. +39 0575 416213 fax +39 0575 497887 email info@beadsandco.it web www.beadsandco.it

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I COLORI DEL BIANCO

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shooting

PHOTOGRAPHER Luciano D’inverno ART DIRECTOR Maria Rosaria Petito HAIR STIYLIST Iorio MAKE UP Raffaella Greco CLOTHES Angeli Group

SI AGGIUDICANO ALTRI VALORI A QUESTI SCATTI MONOCROMATICI CHE ANNEGANO NEL BIANCO, IMMAGINI CHE SI SUBLIMANO NELLE NUANCES DELLE PIETRE E NELLA LUCE DEI METALLI UN WHITE ON WHITE CHE RUBA I COLORI IN UNO SCENARIO MALIZIOSO E VIBRANTE, FUNZIONALE AL MONDO DEL LUSSO, DOVE LE MISE SPOSANO L’AMORE PER I PARTICOLARI

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LAURA BELLINI

parure in argento 925% e pietre dure www.laurabellini.com

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REGINA DI CUORI GIOIELLI collana in argento 925 con orchidea vetrificata, orecchini in argento 925 e petali di orchidea www.reginadicuorigioielli.it

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EVANUEVA

Collezione Hobo PavĂŠ pietre preziose e oro 18kt www.evanueva.it

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GEMMARIUM

collana e bracciali in pietra dura e corallo, orecchini in pietra dura montati in oro 750% www.gemmarium.com

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I GIOIELLI DEL SOLE

orecchini in oro rosa 18 kt e zaffiri rosa, anello intreccio zaffiri rosa e oro rosa 18 kt, anello in diamanti, zaffiri rosa e rubini www.igioiellidelsole.com

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MARGO

bracciale: galuchat naturale, cammeo sardonico, oro, diamante nero; ciondolo: cammeo sardonico, oro anelli: hitech ceramic, oro, cammeo sardonico; orecchini: avoriolina, argento, ametista info@margojewels.it

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CHIARA BCN

parure marrakech in oro www.chiarabcn.com

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BRONZALLURE

gioielli realizzati in bronzo bagnato oro rosa 18 e 24 carati con onice e quarzo rosa www.bronzallure.it

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Sogni

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brand

bon ton e Made in Italy

S

ogni, dal 1993, anno della fondazione rappresenta oggi un'azienda consolidata nella creazione di gioielli, le cui caratteristiche sono racchiuse in una creatività sempre più viva affidata alle capacità di sapienti artigiani campani. Alfonso Attratto e sua moglie, fondatori della prima ora, hanno dato grande insegnamento anche al figlio Gianluca, che dal 2000 profonde nell'azienda paterna il suo impegno affinché la ricerca e l'innovazione costituiscano sempre un baluardo quotidiano nella produzione di monili preziosi; sede dell'azienda in questa sua fase di

rinvigorimento è il Polo della Qualità a Marcianise. Nel 2009 Sogni prosegue nella sua fase di crescita con il lancio della prima linea in argento e Svarowsky (con la cui società, dal 2010, ha stretto una forte collaborazione) che in breve tempo aiuta la conoscenza in ambito nazionale dell'azienda campana. Tutti i prodotti di Sogni sono il risultato della ricerca di giovani e preziosi collaboratori che affiancano la famiglia Attratto. Espressioni visive che vantano di un'impeccabile artigianalità e svelano la più sobria signorilità. Un

ibrido di arte e valore, frutto di studio e ricerca per soddisfare pienamente chi segue le tendenze più attuali. Gioielli dai tratti morbidi e voluttuosi definiscono linee di classe che si abbinano perfettamente ad ogni tipo di mise. Minuzia e qualità tutta Made in Italy, alla ricerca del bon ton. (LE)

Sogni. Bon ton and Made in Italy Sogni was established in 1993, and today it’s a firm company in making jewels thanks to the skill of Neapolitan craftsmen. Alfonso Attratto and his wife founded it and their son Gianluca has been working there since 2000.The company is in Marcianise at Polo della Qualità. In 2009 Sogni launched the first collection made of silver and Swarovski (in 2010 they started a collaboration with such a society) that made it famous all over the country. High-quality Italian jewels for any occasion.

Sogni Gioielli 81025 Marcianise (CE) - Italy Polo della Qualità - mod. 11/32 tel. fax +39 0823 608779 email info@sognigioielli.com web www.sognigioielli.com

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preziosa n. 3 / luglio 2011 / www.preziosamagazine.com / brand

RUDY

ARTE ANTICA IN CHIAVE MODERNA Gioielli audaci e informali

Prodigiosi giochi di maestria. Arricchiscono di luce e sensualità la vanità delle donne. Desideri nascosti si materializzano in meravigliosi accessori dai tratti originali ed eleganti. Nati dalla creatività di un artista completo che dalla magia musicale giunge all’incantesimo del gioiello. Sin dal principio Rodolfo Pacifico, detto Rudy, mostra una spiccata propensione per l’arte orafa nel realizzare monili singolari nel design e raffinati nella tecnica di fattura rigorosamente artigianale. Uno stile distinto che predilige il rinomato tubogas dando spazio a morbide geometrie di facile indossabilità. Il maestro partenopeo riscopre così l’antica lavorazione donando un’impronta innovativa a un ricercato design. Nastri a maglie flessibili privi di giunture si animano con la duttilità dei metalli per collezioni definite da una vivace elasticità e resistenza. Oro, argento e acciaio di alta qualità si appropriano della sinuosità del serpente per avvolgere con cedevolezza le delicate parti femminili. Domina la scena il fascino di pietre dure preziose e semipreziose che insieme a luminosi cristalli ornano di assoluta maestosità gioielli raffinati. Versatili ed essenziali accompagnano armonicamente qualsiasi look. Classici, audaci ed informali si lasciano indossare con semplicità da chi si muove con disinvoltura perché sicura del proprio stile. (MDS) BOLD AND INFORMAL JEWELS, RUDY. RE-EXAMINED ANCIENT ART Rodolfo Pacifico, called Rudy, has always loved making craftmade design jewels. Such a style has a predilection for the famous tubogas as it’s modern , flexible and easy to wear.The Neapolitan expert re-examines the ancient art. His collections are flexible and resistant. Gold, silver and high quality steel as sinuous as snakes. Precious and semiprecious stones together with brithing crystals make jewels refined, versatile and essential.

RUDY 81025 Marcianise (CE) - Italy Centro Orafo Il Tarì - mod. 69 tel. +39 0823 517069 fax +39 0823 1761104 email: rudy@tari.it web: www.rudysrl.com


brand

I NUMERI DI UN SUCCESSO

novecento novantanove

999

pm

MARGÒ

Le tappe che hanno reso grande l’azienda orafa fiorentina 999 è un numero fortunato, quando si parla di gioielli. È da questa cifra nel senso letterale del termine, Novecentonovantanove, che comincia l’avventura dell’azienda di gioielli di Firenze. Ma se il 1999 è l’anno del debutto sul mercato e della affermazione sul panorama orafo italiano, il 1988 è la data su cui è stata posta la prima pietra per lo sviluppo di nuove idee, progetti e modelli che avrebbero segnato per sempre lo stile dell’azienda fiorentina. Fin dalle prime creazioni, risulta chiaro il marchio di fabbrica della Novecentonovantanove in cui l’oro e lo smalto diventano entrambi protagonisti in egual misura dei gioielli scoprendo il felice connubio tra preziosità del metallo e allegria e vivacità dei colori. Da qui al 1994 il passaggio è breve e caratterizzato dalla esponenziale crescita e ampliamento del personale, dei laboratori di produzione e, di conseguenza, dei clienti che non appartengono più solo al circuito italiano ma apprezzano nel mondo lo stile dell’azienda orafa fiorentina che cambia anche la sua sede. Infine, il 1999 segna lo stato di maturazione artistica raggiunta dall’azienda che è pronta a fare la sua comparsa pubblica e decollare sul mercato ma segna anche l’inizio di una sfolgorante carriera destinata a durare nel tempo.

un’alchimia di fantasie e tradizioni

LO

infili al dito, o sul polso, e fin dal primo istante capisci che non stai indossando un gioiello qualunque, ma un gioiello Margò. Non c’è bisogno di una spiegazione, sarà sufficiente l’alchimia che ti legherà per sempre ad anelli, bracciali, spille, ciondoli ideati dalla fantasia e dall’esperienza di Marco Frascà, fondatore dell’azienda conosciuta per aver saputo regalare nuova vita ed interpretazioni sorprendenti al corallo e al cammeo. L’accostamento di materiali tradizionali all’oro e a nuove tecniche per lavorare quanto è già nella natura: è questo che rende un gioiello Margò un’esperienza da esibire, da portare in giro e sfoggiare sempre, senza preclusioni. Al metallo prezioso, l’oro 18 carati, Marco Frascà sa abbinare con maestria il cammeo sardonico e l’high tech ceramic, un materiale ottenuto con una tecnica che accosta ceramica e resina: così il gambo dell’anello si fa resistente e si colora di rosso, di turchese, di bianco o di nero. Dalla collezione You&Me, dove la scelta delle proprie iniziali rende ancora più personale il gioiello, fino alla linea Skull per chi non riesce a resistere alla tendenza più fashion del momento: portare sempre con sé i simboli legati al passaggio dalla vita alla morte. Per chi sa giocare con la tradizione, ma non per questo ignorandone il valore, arriva Indy: una rivisitazione in chiave moderna del più Margò Jewelry Design 80078 Pozzuoli (NA) - Italy classico dei soggetti incisi e dove la madreperla fa visita al via rione Ortodonico, 1 cammeo. Infine, lo sguardo è attratto dai petali dall’apparenza tel. +39 081 3047657 soffice: è la collezione Flowers. E fax +39 081 19723301 così arriva la consapevolezza email info@margojewels.it che persino il soggetto più web www.margojewels.it classico, se custodito in un gioiello Margò, sa parlarci di novità, stupore, originalità. (CDM)

MARGÒ.THE MAGIC OF FANCY AND TRADITION Marco Frascà’s fancy and experience make his rings, bracelets, pendants and brooches feel you attached to them forever. He has established the company famous for having given coral and cameo a new remarkable interpretation.What makes Margò jewels an experience to show is the presence of gold with traditional materials and new techniques to modify what nature creates. Marco Frascà couples 18k gold with sardonic cameo and high tech ceramic in his collections “You&Me” and “Skull”. Mother-of-pearl meets cameo in “Indy” collection, while soft petal make the collection “Flowers”.

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preziosa n. 3 / luglio 2011 / www.preziosamagazine.com / brand

di Cristiana Giordano

Novecentonovantanove 50127 Firenze - Italy Via Leoncavallo, 15/3 tel/fax +39 055 331077 email info@novecentonovantanove.com web www.novecentonovantanove.com

SUCCESSFUL NUMBERS NEVECENTONOVANATANOVE (999) The stages that have made the company from Florence so successful is a lucky number, as the company started in 1999 but in 1988 they had the first idea destined to become the main characteristic of the company itself. Gold and enamel are the main protagonists as they make each jewel both precious and bright. From 1988 to 1994 the company expanded and since then its style has been appreciated both in Italy and abroad. 1999 is the most important year for the company that has been working better and better since then.


MyChanny trame indissolubili dallo stile hippie

Che

questo sia l’anno del colore declinato in mille sfumature, lo bianca abbinati ai colori shock dell’estate, il turchese, il bianco ed il blu, o a quelli più sanno in molti. Quello che è importante che sappiano proprio seriosi dell’autunno, il grigio, il nero e l’antracite. E non è tutto: i bracciali alla moda protutti è che la migliore coniugazione delle nuances più alla moda dotti dalla MD Fashions, azienda leader di bijoux e accessori, possono essere persoporta il nome di My Channy. nalizzati unendo ai fili di cuoio anche i ciondoli in argento della linea My lovely, l’altro Come trame di un legame indissolubile, così i bracciali dal sofisticato stile hippie chic brand dell’azienda che valorizza gli affetti raffigurando la famiglia. Per una donna dinamica, percorrono le linee del polso con lacci di cuoio e catene in arche vuole giocare con gli ornamenti del corpo, esaltando la propria gento. Tra due, tre, quattro fili e anche più, tante pietre colorate: l’arpersonalità ed emergendo tra mille. Il risultato, così, è che i bracciali BRACCIALI gento si alterna ad acquamarina e al colore naturale della concia; My Channy raccontano chi siamo e con tutti quei cordoncini al polso, scintillanti grazie alle pietre montate tra i fili, nessuna donna potrà senl’ametista al nero, lo smeraldo al verde acido, il quarzo rosa alle tinte ALLA MODA, tirsi uguale a un’altra, ma soltanto se stessa. (MDF) più scure. E poi ancora, con la massima libertà di scelta può ricadere RAFFINATI E su quarzo citrino o fumé, spinello nero, pirite, labradorite grigia e PREZIOSI

PERSONALIZZABILI CON CIONDOLI E CATENE IN ARGENTO

Prodotto e distribuito da MD Fashions SRL 40017 San Giovanni in Persiceto (BO) Tel. e fax +39 051 0701140 / +39 051 827204 info@mdfashions.it www.mdfashions.it

My Channy. The best fashion nuances are called My Channy. Hippie chic bracelets made of leather strings and colored stones, silver and aquamarine, amethyst, emerald and pink quartz. Citrine quartz, black spinel, pyrite, grey and white labradorite meet the summer shocking colors: light blue, white, blue, or the autumn ones such as grey, black, anthracite. In addition, such bracelets produced by MD Fashions, leader company in bijoux and accessories, can be personalized combining leather strings and the silver charms of My Lovely collection, another brand of the same company. My Channy bracelets can tell who we are.

my channy / www.preziosamagazine.com / n. 3 / luglio 2011 preziosa

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specialefiere MACEF | CHOICE

Milano eVicenza

tra crescita e rinnovamento MACEF

VICENZAORO CHOICE

di Chiara Di Martino

DUE PADIGLIONI DEDICATI AL GIOIELLO PAROLE D’ORDINE: ALLA BIGIOTTERIA E ALL’ACCESSORIO CAMBIAMENTO E INNOVAZIONE Due padiglioni, il 2 e il 4, in grado di garantire un’offerta merceologica aggregata con il meglio della bigiotteria, del gioiello e dell’accessorio moda. Una posizione strategica di assoluta visibilità che pone la location nelle immediate vicinanze di porta est a due passi dalla linea rossa della metropolitana. È con queste premesse che il meglio del settore Bijoux, Oro & Accessorio Moda è pronto a entrare in scena dall’8 all’11 settembre in fieramilano per il tradizionale appuntamento al Macef, il Salone Internazionale della Casa. Di conferme e novità ci parla Marco Serioli, Direttore Divisione Exhibitions di Fiera Milano Spa. Quali scelte hanno accompagnato la crescita dell’area Bijoux? L’area dedicata al gioiello, alla bigiotteria d’alta gamma e all’accessorio moda rappresenta un successo nel successo Marco Serioli, direttore esecutivo di Fiera Milano Rassegne che fa di questo spazio un appuntamento irrinunciabile per tutta la community di Macef e ne rappresenta una componente strategica per il successo dell’intera manifestazione. A settembre avremo in mostra creatività e gusto, frutto delle migliori eccellenze italiane in grado di interpretare al meglio quel made in Italy perno di visibilità per l’intero sistema Paese. L’area Bijoux di Macef sin dalle sue prime edizioni è stata capace di intercettare una rilevante domanda estera, sia in termini di visitatori che di espositori, con una rappresentanza straniera riferita a questi ultimi, pari al 26% del totale. Quanto alle iniziative in programma, l’edizione di settembre riserverà alcune novità oltre ai numerosi appuntamenti fissi che hanno contribuito a consolidarne il successo negli anni. Quali contenuti attendono i visitatori di settembre? Confermato il tradizionale concorso The Best of Bijoux,, pensato per valorizzare l’esperienza delle aziende più creative del comparto e che vedrà la premiazione di 4 vincitori rappresentanti di altrettante categorie in concorso. A valutare le creazioni in gara sarà come sempre una giuria composta da operatori della comunicazione, operatori commerciali del settore e fashion designer. Oltre ai premi per le categorie, continua a pag. 105

A Vicenzaoro Choice quali novità del “nuovo corso” di Fiera diVicenza saranno visibili ai visitatori? “Si continua sulla strada del cambiamento i cui primi segnali sono già stati visibili nelle edizioni di Gennaio e Maggio 2011 con l’identificazione di temi forti che caratterizzano l’intera manifestazione. Per l’appuntamento fieristico di Settembre, il “Saper Fare Italiano” sarà il grande leit motiv che accompagnerà gli operatori attraverso una riflessione sul valore del lavoro artigiano e sul suo attuale significato anche in termini economici. Un’occasione per analizzare quali opportunità di crescita e quali dinamiche di mercato prenderanno piede in un contesto dove - e lo testimoniano gli interventi dei massimi esperti internazionali intervenuti in un recente un incontro organizzato dal Club degli Corrado Facco, direttore generale di Fiera di Vicenza Orafi Italia - la sola etichetta made in Italy di per sé non basta più a garantire il successo dei nostri prodotti, se non è supportata dalla valorizzazione di ciò che vi è dietro. L’edizione autunnale è poi quella tradizionalmente dedicata al mondo del dettaglio. Ecco, allora,Trend Vision, un’area riservata alle ultime tendenze per i punti vendita e per la nuova distribuzione, oltre a incontri di formazione e seminari in collaborazione con Popai, The Global Association for Marketing at Retail e Cuoa, Business School di Vicenza. Infine: la mostra ‘Italian way, progetti intorno al corpo’ sull’eccellenza del design italiano, a cura di Alba Cappellieri, docente design del gioiello al Politecnico di Milano che si terrà in Piazza dei Signori a Vicenza e coinvolgerà, quindi, l’intera città. Oltre al concorso New Jeneration dedicato ai giovani progettisti e già in corso, verrà presentato il Premio “Andrea Palladio Jewellery Awards” riservato alle eccellenze del gioiello internazionale e organizzato in diverse categorie.” Per ciò che riguarda le infrastrutture, si comincerà a vedere qualche primo progresso o è ancora presto? Qual è la tempistica prevista sotto questo aspetto? “Entro un paio di mesi si concluderanno i lavori di bonifica del terreno che si sono continua a pag. 105

fiere / www.preziosamagazine.com / n. 3 / luglio 2011 preziosa

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pm

specialefiere

speciale

MACEF | CHOICE

FIORI E ANIMALI, RAFFINATEZZA E STILE NELLE PRODUZIONI DI BINI

I più bei colori delle gemme per una produzione made in Italy

A

ttraversando la molteplicità delle muliebri sfumature delle pietre naturali che si accostano ogni volta a forme di argento puro, i gioielli di Bini rappresentano un must che anticipa le mode. La selezione accurata delle gemme (agate, ametiste, opali, giade e quanto di più bello si possa trovare in natura) scelte soprattutto per la loro purezza, costituisce per Bini una forma di protagonismo che rende uniche e ricercate le proprie creazioni che rispondono pienamente a quanto richiesto da una clientela sempre più attenta ed esigente. Ed ecco allora che nella continua ricerca di forme e colori nascono gioielli che dalle forme animali mutano fino alle più colorate produzioni floreali. Pantere e felini resi maestosi in pavé di zirconi animano collier e bracciali. Fiori naturalmente riprodotti nei brillanti colori smaltati rallegrano orecchini dalle sinuose linee.Nate da ricerche mirate ed evolute, le collezioni di Bini che spaziano dal liberty al design più moderno, racchiudono tutto il valore e la sapienza della riconosciuta produzione made in Italy.

RAMIREZ PRECOLOMBIANA CONTEMPORANEITÀ

Gioielli, la grande passione di Angela e Nathalia

S

pesso la vita porta grandi cambiamenti, a volte molto piacevoli, si percorre una strada e si sceglie invece di diventare tutt’altro. È accaduto anche ad Angela e Nathalia, due sorelle che hanno preferito mettere da parte l’una la carriera forense l’altra quella di architetto per dedicarsi al gioiello ed alle sue sperimentazioni. È nato così, nel 2004, Ramirez, un marchio che subisce il fascino di un passato ricco di ispirazioni e che rimanda nei contenuti ai valori simbolici delle antiche civiltà, più di ogni altra quella precolombiana. Un pò scultura e un pò design, i loro gioielli (pluripremiati per l’originalità) si affidano alla tecnica della fusione a cera persa e contaminano materie nobili e innovative. Raffinatissimi gli accostamenti dei colori delle pietre dure e preziose, vitalizzanti quelli degli elementi di sintesi in quest’arte figurativa che lascia più di una porta aperta sul mondo circostante dalle quali lascia entrare una infinità di idee stravaganti. Una particolare attenzione va ai bracciali che mantengono intatta la magia di quei capolavori che incantano nei musei con l’abbagliante lucentezza del metallo.

Arte Etnico di Angela Ramirez 20135 Milano via Maestri Campionesi, 26 tel +39 02 36599931 faxl +39 02 89076383 email: angelapatriciaram@yahoo.it MACEF, stand C18

Bini Gioielli 51011 Borgo a Buggiano (PT) via Ciliegiola tel +39 0572 30933 faxl +39 0572 319098 email: info@bini.it web: www.bini.it CHOICE, pad. 1140

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preziosa n. 3 / luglio 2011 / www.preziosamagazine.com / fiere

BRONZALLURE, LA NUOVA CREATURA DI MILOR Tra glamour ed eleganza

È

il preferito degli scultori, regala timbri armoniosi alle campane e vanta una “età” tutta sua. Oggi Milor lo ha messo alla prova addirittura in gioielleria regalandogli una nuova identità. È il bronzo, un metallo non convenzionale ma particolarmente interessante che un bagno di oro 18 carati porta a livelli molto alti. La linea ad esso dedicata non poteva che chiamarsi Bronzallure, ed è impreziosita da pietre naturali per un glamour molto godibile. Negli anelli non è l’elemento principale ma innesca una bella prova di competitività con le forme bombate del cristallo di rocca e le sue trasparenze; del delicato quarzo rosa; del fresco citrino e dell’eccitante calda ametista, gemme multisfaccettate trattenute da appariscenti griffe a giorno. Negli orecchini l’attenzione è tutta puntata su un sovraffollamento di onde che si lasciano muovere dal vento dando vita ad un gioco di riflessi dalle illimitate traiettorie. In trent’anni il brand ambrosiano, dunque, ne ha fatte di sperimentazioni, non senza aggiornarsi in fatto di innovazioni tecnologiche. Per i suoi deliziosi oggetti made in Italy da qualche mese è disponibile anche uno shop online per essere sempre up to date, dove è possibile curiosare, scegliere, acquistare e ricevere consigli. Basta andare su milor.com ed il gioco è fatto.

Milor 20123 Milano Piazza Diaz, 5 tel. +39 02 809061 fax +39 02 70046746 email: customer@milor.it web: www.milor.it


specialefiere MACEF | CHOICE L’ACCATTIVANTE ANIMALIER DI GUMMY TIME

Tra glamour ed eleganza

È

la tendenza che impazza da tempo nelle vetrine di moda e accessori. L’intramontabile animalier è senza dubbio il trend dell’anno e non si può che amare le stampe che richiamano gli splendidi manti di tigri, leopardi, zebre. E chi se non Gummy Time, sempre sintonizzato sulle frequenze del fashion, poteva interpretare il gusto delle donne in una linea di orologi? La linea Animal Style del brand distribuito da Fashion Time Milano è il must della prossima stagione: orologi analogici con movimento al quarzo MIyota, montano una cassa in resina gommata. La grande novità, frutto di un’intuizione firmata Gummy Time, è l’accostamento di un quadrante da 42 mm maculato o striato con un cinturino monocolore, che regala al polso un effetto elegante ma allo stesso tempo supertrendy. La lunetta - disponibile nei colori dell’acciaio e del rosé contribuisce con i suoi strass a dare infinita luce a questo oggetto che parla il linguaggio della moda. Nero, bianco, viola, color cuoio: infiniti gli abbinamenti che le fashion victims possono scegliere per regalare al proprio look un tocco di originalità, magari abbinando il proprio orologio Gummy Time ad accessori in stile e magari ad abiti total black o al total white, ma anche a colori shock come il fucsia e il blu elettrico. Lo sguardo di tutti, così, cadrà inevitabilmente sui segnatempo Animal Style: un’immagine grintosa e audace, che darà la carica all’aspetto di ogni donna.

LA SUBLIME ALLURE DEI GIOIELLI GIORÀ Emozioni raffinate e audaci

Il nuovo, l’audace e l’innovativo, costituiscono il valore delle creazioni di Giovanna Raspini. La bellezza dell'unicità e della classe, combinano l'eccentricità delle ricerche più moderne con la sapienza della tradizione orafa. La creatività e l'arte sono gli elementi costanti di prodotti realizzati da un giovane ed affiatato team che caratterizza con il proprio entusiasmo tutta la produzione di Giorà. Bracciali, collane e orecchini per le donne dallo stile più ricercato ed intrigante, ma anche gemelli per l'uomo che vuole distinguersi.Tra ispirazioni classiche e ricerche contemporanee i monili di Giorà segnano il passo dei tempi, in una continua evoluzione che attraverso i miti e la materia, rappresentano una originale produzione sotto il segno dal Made in Italy.

Milano e Vicenza tra crescita e rinnovamento prosegue da pag. 103

la giuria potrà segnalare tramite nomination le aziende giudicate meritevoli. E poi ancora, il Labirinto Emozionale, un’area tendenze studiata in collaborazione con affermati stilisti e creativi che metterà in mostra , in uno spazio di atmosfera, la concettualità del colore e delle sue applicazioni nei settori della moda e del design. Visibilità anche alle nuove idee in tema di Bijoux, grazie allo spazio Designer Club, dedicato ai giovani designer internazionali del gioiello, particolarmente attivi in questa fase del mercato degli oggetti preziosi, caratterizzata dal fatto che la creatività, la progettazione e la fantasia tendono ad assumere sempre maggiore importanza rispetto al valore intrinseco del materiale. Grandi novità in fiera, dunque. E fuori? Tra le novità di questa novantunesima edizione per il mondo Bijoux, da Fiera Milano ci anticipano che Il Temporar y Store, lo spazio di esposizione e vendita in Corso Garibaldi, quest’anno sarà interamente dedicato al bijoux e sarà concepito come un vero e proprio negozio. In vendita alcune tra le migliori creazioni presentate dagli espositori in Macef, con parte del ricavato che sarà destinato a un progetto di beneficenza. Tra le altre iniziative anche le Vetrine de La Rinascente. Il prestigioso department store di Piazza Duomo sarà pronto infatti a trasformare 8 vetrine in 8 piccole stanze delle meraviglie con in mostra il meglio di Macef e una di queste sarà interamente dedicate al bijoux. prosegue da pag. 103

resi necessari e si proseguirà, quindi, con la realizzazione dei nuovi padiglioni. Ci saranno, invece, delle novità per il settore espositivo che non sveleremo fino a Settembre.”

Gummy Time distribuito da Fashion Time Milano 00162 Roma Via G. Gatteschi, 33/35 fax +39 06 89280181 email: info@gummytime.com web: www.gummytime.com MACEF pad. 11 stand H27

Giorà by Giovanna Raspini 52100 Arezzo (AR) Via G. Ferraris, 238 tel. +39 0575 984075 fax +39 0575 383142 email: info@giorariflessi.it web: www.giorariflessi.it CHOICE pad. G stand 1764

Rispetto a quanto annunciato durante la conferenza di maggio, ci sono altre novità su About J? “La manifestazione è stata completamente riconcettualizzata. About J rappresenta un momento importante per fornire risposte a realtà produttive che hanno esigenze di posizionamento particolari. Le aziende partecipanti saranno 25, non necessariamente espositrici di VicenzaOro. I 3 giorni di lavoro e di eventi si estenderanno tra Vicenza e il lago di Garda. Riteniamo che il format potrà poi trasformarsi in una sorta di manifestazione itinerante, in un vero e proprio World Tour dell’eccellenza italiana.”

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pm

istituzioni

oromare

artigianato territoriale e sinergia tra imprese tramandare l’artigianato campano in tutte le sue forme

LA

moderna struttura di Oromare, che si sviluppa su di una superficie di 150.000mq, nasce dall’idea dei promotori del comparto orafo di Torre del Greco e del Borgo Orefici di Napoli di riunire una buona parte di aziende artigiane in un unico luogo che facesse da scenario permanente alla realizzazione di gioielli soprattutto “territoriali”.

All'interno del comparto, oltre alla predominanza di natura artigiana, convivono anche firme importanti conosciute a livello internazionale, aziende che lavorano perle e pietre naturali, fino ad imprese leader nel settore dei semilavorati, dai laboratori tecnici a studi di progettazione e design. L’obiettivo principale del consorzio è quello di custodire e tramandare l’Artigianato campano in tutte le sue forme, mantenendo sempre un occhio rivolto all’Innovazione e ai vantaggi della sinergia tra passato e futuro.

Da anni diverse aziende al dettaglio campane progettano insieme agli artigiani di OroMare le loro linee di gioielli che portano una forte impronta di tradizione e territorio.

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le donne dell’oro

di Gloria Belloni

LE DONNE

DELL ORO

Il mercato ci riconosce una certa capacità non solo di prevedere le tendenze, ma in qualche modo anche di dettarle: i nostri abbinamenti di colore sono sempre d’effetto e particolarmente studiati

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LUISA


Donne in technicolor

DUE DONNE AL TIMONE. LUISA E FRANCESCA, MADRE E FIGLIA, GUIDANO UNA REALTÀ NATA E CRESCIUTA NEL CUORE DELL’OPEROSA BRIANZA, PRECISAMENTE A CANTÙ, A UN PASSO DA MILANO E DAL LAGO DI COMO, E CONSOLIDATA DA PIÙ DI VENT’ANNI DI ESPERIENZA. LE CREAZIONI CHE PRENDONO VITA NEI LABORATORI DI UN BEL PALAZZO D’EPOCA SONO PICCOLI CONCENTRATI DI CUORE E PASSIONE. Per passione Luisa Della Salda ha cominciato a disegnare e a realizzare i suoi monili imparando molto da sé, ma tanto anche grazie alle notevoli conoscenze e capacità tecniche di Edda, il suo braccio destro fino all’arrivo di Francesca e tuttora collaboratrice dell’azienda.

Luisa della Salda 22063 Cantù (CO) - Italy viale Madonna, 1 tel +39 031 713878 fax +39 031 713493 info@luisadellasalda.it www.luisadellasalda.it

“Ho iniziato creando e vendendo, possiamo dire, giorno per giorno. Ed è un passato di cui vado orgogliosa, è stato importante. Mia figlia Francesca, la più piccola dei tre figli, aveva solo sei anni quando ho cominciato, ma la sua passione per il mio lavoro si percepiva da subito anche in famiglia. Già da piccola, Francesca mi chiedeva di poter ‘marinare’ la scuola, il giorno del suo compleanno ‘come regalo’, per venire ad aiutarmi in fiera. Lo ricordo bene, cadeva di Febbraio, si preparava la partecipazione al Macef. Il resto della famiglia tifava per me e mi sosteneva.” E l’ingresso definitivo nel mondo delle gioiellerie? “È avvenuto proprio in quegli anni, inizio ’90, grazie alle fiere cui continuiamo a partecipare. Ricordo, in particolare, la prima esperienza fieristica, che per noi funzionò davvero molto bene: abbiamo cominciato ad avere clienti che difficilmente prima pensavo di poter avvicinare. Ora la nostra produzione è posizionata in gioiellerie di livello medio-alto in Italia e all’estero e possiamo considerarci soddisfatte di come stanno andando le cose.” Poi è arrivata Francesca, nel 2003, in tasca un diploma GIA e già un’ottima conoscenza del lavoro e del mercato. Si comprende che, da sempre, il suo desiderio deve essere stato quello di affiancare la mamma, perché quando parla della sua storia si avverte un senso di positiva ineluttabilità. Tutto viene prodotto all’interno dell’azienda. Le competenze gemmologiche di Francesca sono un grande contributo per le nuove creazioni, sempre più ricercate. “Un aspetto di cui siamo particolarmente contente è che il mercato ci riconosce una certa capacità non solo di prevedere le tendenze, ma in qualche modo anche di dettarle: i nostri abbinamenti di colore sono sempre d’effetto e particolarmente studiati. Funzionano bene in vetrina. Le nostre collezioni seguono anche le stagionalità della moda e facciamo sempre tesoro di quanto ci suggeriscono i clienti.” Per l’immediato futuro il progetto è quello di rafforzare la visibilità del marchio e, quanto al resto, l’entusiasmo delle due imprenditrici è quanto mai vivo.

DELLA SALDA luisa della salda / www.preziosamagazine.com / n. 3 / luglio 2011 preziosa

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pm

le donne dell’oro

LE DONNE

GABRIELLA CENTOMO di Gloria Belloni

DELL ORO

Correttezza e trasparenza: armi di pace “Portatrici (sane) di benessere complessivo e possibilmente comune”. È così che vede le donne (senza voler scadere in superficiali generalizzazioni, s’intende) Gabriella Centomo, titolare dell’azienda orafa Fair Line, nome scelto non certamente a caso, ma come esplicito richiamo al concetto di ‘fair play’: un impegno opportunamente sottolineato nella comunicazione istituzionale d’impresa. L’azienda non è l’unico impegno di Gabriella Centomo, che da sempre spende idee ed energie a favore del settore orafo in progetti e attività istituzionali, ma c’è un momento particolarmente emblematico nella vita della sua impresa in grado di dirci cosa significa forza creativa. “La storia di Fair Line è anche scritta sul nostro sito, l’avrà letta. Il nostro attuale posizionamento di mercato, come grossisti e produttori, è in realtà frutto di un vero e proprio trauma. Un incidente verificatosi nel 1992 ci ha costretto a fondere il magazzino e ad abbassare la caratura della nostra produzione in oro, da 18 a 14. Oggi siamo soprattutto presenti sui mercati esteri con un’offerta davvero ampia e al cento per cento ‘Gioiello italiano’.” Vado a rivedermi il sito per verificare se mi fosse sfuggito qualcosa e, in effetti, le parole che ci trovo sono - cito testualmente - ‘Fair Line vede un nuovo sviluppo nel 1993 quando, con un’intuizione molto innovativa, Gabriella Centomo decide di dedicarsi alla produzione 14kt’. Altro che intuizione innovativa, mi dico, questa è stata una dimostrazione di coraggio imprenditoriale bella e buona. Di quelle che non nascono una bella mattina di sole, ma che rappresentano la capacità di trasformare un evento improvviso, negativo e soprattutto dipendente dalla sorte - quindi ancora più drammatico - in un nuovo inizio (tipica, forse, delle d…?, ma non lo voglio dire, sono contraria all’effetto quote rosa).

La moda e le tendenze sono importanti: dedicarsi alla ricerca e all’innovazione sono le strade maestre per tenersi al passo con i tempi e andare verso l’ulteriore valorizzazione di ciò che già abbiamo

Va bene rimboccarsi le maniche per la propria azienda, ma l’impegno per il settore di Gabriella Centomo*, oggi coordinatrice del Gruppo di Studio del Settore Orafo in seno al Centro Produttività Veneto, Fondazione Rumor e coordinatrice del Comitato Espositori di Fiera Vicenza, come nasce? “Da una grande fiducia nei benefici che possono portare la trasparenza di relazioni e il lavoro di squadra, ovvero nella convinzione

che quando si parla di persone, uno più uno faccia molto più di due, in termini di risultati ottenibili”. Fiducia ripagata? “Per quanto riguarda il mondo delle associazioni, direi che il problema è proprio endemico. Il settore è sempre stato caratterizzato da una certa resistenza ai cambiamenti. A questo aggiungiamo pure che è anche piuttosto maschilista e che quindi le donne non si trovano ad avere vita facile quando si tratta di posizioni chiave, ma ora la mia conclusione è che l’incapacità di fare squadra sia davvero preoccupante.” Nonostante questo ha continuato. “Sì, ho scelto di dedicarmi a iniziative concrete, da portare avanti valutandone volta per volta la fattibilità. Un progetto importante è quello che siamo riusciti a realizzare con gioielloitaliano.net, un sito e-commerce di gioielli completamente Made in Italy, di più, direi Made in Vicenza. La qualità è garantita da persone con una lunga esperienza nel settore: in questo caso abbiamo puntato molto sul rendere chiaramente percepibile la presenza fisica dei promotori. Non è stato facile mettere in piedi il sito, sono occorsi investimenti nuovi e la messa a punto di procedure di gestione complesse, ma ci siamo riusciti. Ecco, un team che ha funzionato, in questo caso. Poi c’è Publiori, un’iniziativa di promozione e comunicazione per il settore orafo che ‘parte dal basso’ ovvero grazie all’autofinanziamento degli operatori aderenti e che mi sono sentita di sostenere anche perché le energie cui attinge sono quelle dei giovani. Infine, i lavori nell’ambito del Gruppo di Studio per il Settore Orafo, costituitosi in seno al centro Produttività Veneto, Fondazione Rumor e di cui sono coordinatrice: l’obiettivo è quello di fare informazione e formazione su temi rilevanti per il distretto orafo vicentino con approfondimenti e workshop, un format che avuto ottimo riscontro già lo scorso anno.” I gioielli hanno ancora un futuro? “La moda e le tendenze sono importanti: dedicarsi alla ricerca e all’innovazione sono le strade maestre per tenersi al passo con i tempi e andare ‘verso’ l’ulteriore valorizzazione di ciò che già abbiamo. Adattarsi al mercato è necessario, ma io voglio vendere oro. Perché ci credo. Indipendentemente e diversamente dall’abito, l’oro resiste e quando c’è il valore della materia prima, si può essere certi di possedere un vero e proprio ‘asset’. Quello della comunicazione, resta - ahimé - uno scoglio. Lo si continua a dire: non è abbastanza. Basti pensare a quale importante spunto ci stanno fornendo i Compro Oro. L’oro è un valore, oggi come non mai. Basterebbe saper ‘sfruttare’ messaggi che altri portano avanti con evidente successo… E poi le donne. Bisogna coinvolgerne sempre di più in iniziative mirate a rafforzare squadre e gruppi di lavoro: abbiamo davvero tante figure eccellenti in Italia, dovrebbero avere più potere.” * Gabriella Centomo è stata presidente della sezione Grossisti Orafi di Confcommercio Vicenza e nel direttivo Federorafi, nonché presidente di C.OR.ART, Consorzio di Imprese Orafe Vicentine per la Promozione e la Commercializzazione.

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CIGES 2011 note post convegno

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gemmologia

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di Alberto Scarani * e Paolo Minieri **

onsiderevole la quantità e nuove metodologie di sintesi meil livello dei contributi. diante CVD (Chemical Vapour SI È SVOLTO A BARI IL 2° Deposition) e i relativi campi apDopo la prima e fortunata ediCONVEGNO ITALIANO DI plicativi nelle moderne tecnologie. zione romana dello scorso anno curata dall’università La Sapienza, GEMMOLOGIA SCIENTIFICA, Numerosi inoltre i contributi relaquesta volta è toccato all’università CIGES 2011. NUMEROSI tivi alle analisi spettroscopiche del di Bari l’arduo compito di organizESPERTI A CONFRONTO PER diamante e delle sue sintesi e tratzare una manifestazione che ha mediante HPHT (High L’ANNUALE INCONTRO CHE tamenti Pressure - High Temperature). Da visto la partecipazione di numerose SI PROPONE DI RIUNIRE IL segnalare, in ambito ricerca gempersonalità a livello internazionale MONDO ACCADEMICO E mologica il definitivo consolidaoltre agli accademici ed esperti noQUELLO DEGLI OPERATORI mento di una serie di protocolli strani. Solo per darvi un’idea della massa di informazioni concentrate CONNESSI AL COMMERCIO che prevedono ormai come rounella due giorni pugliese segnaliamo PER IL CONSOLIDAMENTO tine l’utilizzo di procedure spettroche si sono succeduti 22 interventi DI UNA PIATTAFORMA fotometriche quasi standardizzate. an, fotoluminescenza, FT-IR più le discussioni, question time e la COMUNE A TUTTI GLI Rl’ealm enco potrebbe continuare - , tavola rotonda sulle proposte di INTERESSATI ALLA chiunque al giorno d’oggi, tra i non legge per la regolamentazione del GEMMOLOGIA. addetti ai lavori (accademici) sia insettore gemmologico.Va da sé che QUEST’ANNO IL TEMA DEL teressato alla materia non può asriportare le informazioni relative a CONVEGNO È STATO “ IL solutamente prescindere dalla tutti i contributi sarebbe non solo un compito titanico ma anche imDIAMANTE: MINERALE, conoscenza almeno dei principi di praticabile per ragioni di spazio, tutMATERIALE E GEMMA”. funzionamento di questi sistemi di analisi per assistere ad una presentavia l’organizzazione ci ha assicurato che verrà pubblicato un tazione e poterne valutare la sodocumento contenente tutti gli inter venti a beneficio di chi non stanza. Contenuti di assoluta novità nelle presentazioni della ha potuto par tecipare, vi terremo informati quando questo sarà Prof.ssa Brajkovic - Caratterizzazione dei diamanti provenienti disponibile e ci scusiamo inoltre sin d’ora se non verranno citate, dallaYakutia - e del Prof. Nestola - studio sulle inclusioni con imper gli stessi motivi di cui sopra, tutte le personalità convenute; plicazioni nelle scienze della terra -. Singolari ma decisamente interessanti gli inter venti del Dott. il programma dettagliato degli interventi è disponibile qui: Macrì e Del dott. Giovanni Bossi che hanno entrambi catalizzato http://www.gemmologiascientifica.uniba.it/programma1.pdf l’attenzione dei presenti sulle problematiche peculiari del mercato diamantifero e della relativa cer tificazione. La prima sessione si è svolta presso il palazzo ateneo, nella splendida sala degli affreschi; dopo i saluti di rito del Magnifico Rettore Ufficialmente non iscritto nella programmazione ma decisae delle altre autorità presenti la parola è passata ai relatori. Primo mente rilevante l’intervento del Dott. De Giacomo che ha presentato un apparato LIBS per la rilevazione del berillio nei segnale su quello che sarebbe stato uno dei leitmotiv del concorindoni trattati messo a punto dall’università di Bari in collavegno è venuto dal contributo di Gaetano Cavalieri, presidente CIBJO,“l’impor tanza etico-sociale della cer tificazione e della tracborazione con un laboratorio gemmologico della capitale. Si ciabilità dei diamanti”. È ormai parecchio tempo che gli operatratta di un’iniziativa, probabilmente quasi unica nel panorama tori si stanno confrontando con la crescente esigenza da parte nazionale, volta allo sviluppo e commercializzazione di uno strudi una clientela sempre più educata e consapevole di avere inmento di analisi gemmologica ad elevatissima tecnologia ad un formazioni riguardo alla provenienza “etica” e alle caratteristiche costo, fattore non secondario, decisamente più competitivo rigemmologiche del prodotto diamante, un trend ormai inconspetto ad apparati simili attualmente in commercio. trovertibile e, a nostro parere, pienamente condivisibile. Tavola rotonda su nuova legge per la regolaJeff Harris e Christopher Breeding, CVD e mentazione dei materiali gemmologici. HPHT, nuovi protocolli, problematiche delle La serratissima due giorni si è infine conclusa con una tavola rocertificazioni. tonda sulle proposte di legge per la regolamentazione del setSi è passati poi agli interventi successivi in un percorso altaletore gemmologico a cui avrebbe dovuto partecipare l’On. Donella Mattesini, - assente per improrogabili impegni istituzionante fra la ricerca pura e l’approccio più praticamente correlato al commercio che ha accompagnato i convenuti per l’intera nali - relatrice di uno dei due provvedimenti attualmente allo due giorni barese. Il contributo di esperti internazionali è stato studio della X Commissione (attività produttive, commercio e anche quest’anno significativo: dal Prof. Jeff Harris dell’università turismo) della Camera dei Deputati. di Glasgow - uno dei massimi esperti di diamanti in campo Per favorire una maggiore adesione degli operatori la discusmondiale, già autore nel 1975 della monumentale classificazione sione era aperta a tutti. A questo punto permetteteci una picdel grezzo per De Beers strumento ancor oggi utilizzato dal cola critica. Eventi come questo sono piuttosto rari, se non unici Kimberley Process - che ha presentato uno studio sulle cause nel panorama gemmologico nostrano. Per la discussione su una Legge come questa, in un’ottica di collaborazione tra le varie del colore nel diamante, al Dott. Christopher M. Breeding - sirealtà rappresentate sarebbe stato veramente impor tante curamente tra i più autorevoli esponenti del settore ricerca del anche e soprattutto per il mondo accademico che ha pubblicaGIA - la cui presentazione si è incentrata sull’impor tanza della mente lamentato una mancanza di coinvolgimento - riser vare classificazione della tipologia nel diamante e delle analisi diagnouna collocazione temporale differente. A nostro parere, se la stiche compresi i relativi trattamenti. Il contributo del mondo accademico si è concentrato sulle tavola rotonda fosse stata programmata tra i primi interventi ci

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sarebbe stato tempo utile per potersi confrontare anche nelle numerose occasioni (pause caffè, cena sociale) che si sono succedute sino alla fine del convegno. È avvenuto invece che molti operatori hanno deciso, sbagliando a nostro parere, di lasciare anzitempo i lavori per poter far ritorno alle loro sedi in giornata. In più, anche se con una platea ridotta, è sembrato che le domande e l’interazione con il pubblico potessero far continuare decisamente più a lungo la discussione che si è dovuta però bruscamente interrompere verso le 20 per ragioni squisitamente tecniche (il personale di custodia minacciava di chiuderci all’interno del campus). Perché gli operatori sono ancora poco sensibili alla formazione e alla ricerca scientifica? Al di là delle ottime intenzioni che, soprattutto per parte accademica si sono manifestate già a partire dalla prima edizione dello scorso anno, l’impressione è che una vera e reale convergenza di energie per ottenere un mutuo beneficio sia ancora molto al di là dal concretizzarsi a causa, in maggior misura, della inadeguatezza - spiace testimoniarlo - delle competenze gemmologiche ascrivibili alla maggioranza degli operatori del settore. Certo, mi si dirà che nel nostro paese le opportunità di fruire di eventi simili sono piuttosto limitate, e forse sarebbe maggiormente indicato organizzare occasioni di aggiornamento più alla portata dei livelli di conoscenza dell’operatore medio, cionondimeno, e forse stiamo mettendo il dito nella piaga, si può osservare un atteggiamento di malcelata pigrizia ahimé decisamente diffuso nella maggioranza degli operatori italici. L’impressione più comune è che quando si parla di formazione questa venga in qualche modo relegata tra le cose di cui occuparsi nel momento in cui ogni altro impegno relativo all’attività lavorativa abbia già trovato compimento, cosa praticamente impossibile con i ritmi di oggigiorno. Un fenomeno certamente non peculiare del solo comparto orafo-gioielliero ma dell’intero sistema paese: è da tempo immemore che la ricerca è relegata a territorio desolato in cui vediamo dibattersi pochi eroici elementi che con titanica testardaggine non si rassegnano ad un destino di emigranti nelle realtà dorate oltrefrontiera. Signori qui c’è bisogno di competenza, il mercato ce lo chiede e questa non si può ottenere senza sforzo; non è più possibile sentir parlare un professionista di zirconi o peggio, di diamanti sintetici o zaffiri bianchi quando vuole intendere zirconia cubica. La formazione può essere portata avanti a qualsiasi livello e l’offerta nel panorama nazionale è sempre più vasta e personalizzabile, tuttavia sarebbe ingiusto imputare esclusivamente al grossista o al dettagliante la totale responsabilità dell’arretratezza culturale gemmologica. L’intera filiera è stata fino a ieri complice involontaria di questo vuoto pneumatico e le associazioni di categoria probabilmente hanno anch’esse le loro colpe. Cerchiamo di porre rimedio, e in fretta perché la situazione è destinata a cambiare a breve; Il processo che por terà all’approvazione della nuova legge è ad un punto molto avanzato ormai e il testo - che ha come principio ispiratore la tutela del consumatore - conterrà, tra le altre cose, un corposo numero di articoli che recepiranno finalmente le normative relative alla (corretta) nomenclatura e questo imporrà, pena la sanzione, di fare piazza pulita di tutta una serie di terminologie che così bene si prestano a fare gli interessi dell’operatore scorretto. Insomma, sembra proprio che i tempi dello “zircone” (almeno di quello monorifrangente) e del “rubino ricostituito” siano prossimi al tramonto, speriamo che la clientela apprezzi e torni a darci maggiore fiducia. * gemmologo IGI di Anversa ** consigliere Federazione Orafi Campani


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orologi

LANGE&SÖHNE SAXONIA DUAL TIME

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inViaggio per il mondo

di Mario Didone

iaggiare, si viaggiare era il ritornello di una canzone di Battisti, ma è la cosa che più attrae l’umana specie ed è per questo motivo che dal lontano 1884, data in cui si decise di dividere in fusi il globo, gli orologiai iniziarono a pensarne uno che accompagnasse lungo il mondo il viaggiatore con l’indicazione dell’ora di casa e di quella del luogo prescelto come meta estera. Lange & Söhne già nel corso del XIX secolo presentò un tasca con l’indicazione di 2 fusi regolabili, cosa assai rara per l’epoca. Nell’epoca che viviamo di modelli doppio fuso, GMT e simili ne esistono in ogni maison di orologeria, dai più semplici ai più costosi e complicati, ma nonostante questo ogni anno non mancano new entry in questo campo ed ecco che descrivo una di queste recenti novità prodotta dalla casa tedesca e presentata in occasione del SIHH di Ginevra 2011. Il SAXONIA DUAL TIME un modello dall’aspetto classico, chiaro e semplice per leggibilità, dal design ormai tipico della casa tedesca, con il secondo fuso azionabile attraverso la pressione di uno dei 2 tasti di forma rettangolare posti a ore 8 e a ore 10. Il tasto a ore 8 ad ogni pressione effettuata fa arretrare la lancetta delle ore in oro massiccio di un’ora, mentre quello a ore 10 la fa avanzare, indicando al momento dell’arrivo nella località finale l’ora esatta, la terza lancetta di colore brunito (acciaio azzurrato) indicherà sempre l’ora di casa, a questa è collegato il con-

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OGNI MOVIMENTO VIENE ASSEMBLATO COMPLETAMENTE PER POI ESSERE RISMONTATO E NUOVAMENTE RIASSEMBLATO COME TRADIZIONE LANGE VUOLE DA SEMPRE

tatore ad ore 12 (diviso in 24 ore) dotato anch’esso di una lancetta azzurrata che farà vedere se a casa è giorno o notte. Il quadrante come solito per gli orologi Lange è in argento massiccio La cassa dal superbo ed intramontabile stile sassone è di 40 mm, alta 9,1 mm è prodotta in oro rosa o bianco, e protegge un nuovo movimento automatico cal.L086.2 composto da 268 parti, il cui spessore è di 4,6 mm con una riserva di marcia di 72 ore, il cui rotore è di Platino placcato oro, il ponte del bilanciere sempre inciso a mano, la spirale prodotta dalla stessa manifattura, e l’oscillazione è di 26.000 alternanze ora. Anche per il Saxonia Dual Time, ogni movimento viene assemblato completamente per poi essere rismontato e nuovamente riassemblato come tradizione Lange vuole da sempre. Inutile soffermarci sulle particolarità comuni a tutti i movimenti Lange più volte descritte in queste pagine (viti brunite, castoni d’oro avvitati, platina a tre quarti). Le referenze sono L 385.032 per la versione in oro rosa e L 385.026 per quella in oro bianco.


TIME

LIGHT

L’ORA

è un pretesto, quando si ha al polso un orologio Light Time. Tutta l’esperienza di una vita al servizio dei clienti più esigenti: è la storia di Newmangroup, la società milanese che, ormai da anni, è presente sul mercato italiano ed estero con il proprio marchio, conosciuto ed amato in paesi come la Svizzera, la Germania, ma anche Giappone e Svezia. Una storia cominciata negli anni ’70: da allora una sempre maggiore capacità di interpretare la moda ha portato i fondatori del gruppo a dare forma alle proprie idee e competenze in una propria produzione a target differenziati. Oggi, Light time è sinonimo di estrosità, di fantasia e creatività: dai crono-

grafi ai digitali, dai monocolore ai maculati, non c’è persona che non possa trovare il proprio orologio preferito seppur tra mille modelli. Anzi, chi più ne ha, più ne cambi! Ma quali sono le linee di cui, quest’anno, non possiamo proprio fare a meno? Di Alluminium, per esempio, in versione Regular e in quella Chrono. Diametro da 40 mm, cassa, lunetta e bracciale in alluminio, è impermeabile fino a 5 atm. Ma se le caratteristiche sono ai massimi livelli, la scelta non può che essere confermata dando uno sguardo all’arcobaleno di colori disponibili; dal verde brillante al fucsia, dal vinaccia all’arancio fino al turchese, al giallo, al viola. Altro modello, stessa

varietà: nella collezione Matrix (anche in questo caso, con funzioni solotempo o con cronografo) i colori si presentano abbinati a due alla volta. Bianco e blu, nero e rosso, viola e nero, fino al più elegante bianco con lunetta argentata: la bicromia è caratteristica della linea, insieme alla cassa in policarbonato e al bracciale in silicone con fibbia in acciaio. Quale che sia il modello scelto per questa sera o per il weekend, l’orologio Light Time resta in assoluto un vero “enfant prodige”, indomito, sempre alla ricerca di stimoli e nuove emozioni da trasmettere a chi coltiva da sempre una profonda passione per il tempo. (MDF)

The time is just an excuse when wearing a Light Time watch. Newmangroup’s story started in the 70s.The company from Milan is now present both in Italy and abroad and the brand is loved in Switzerland, Germany, Japan and Sweden. Light Time watches are creative and inspired. Digital chronographs, single-color or maculate, and many others. The current years’ collections are Alluminium, regular and Crhono version, 40 mm diameter, aluminium bezel and bracelet, water resistant till 5 atmospheres, available in green, pink, purple, orange, light blue, yellow and violet, and Matrix (regular or chrono) with the case made of polycarbonate, silicon bracelet and steel buckle, available in couples of colors such as with and blue, black and red, violet and black and white with silvery bezel.

Light Time 20129 Milano - Italy via Bartolomeo Eustachi, 13 tel. +39 02 29414830 fax +39 02 29524801 email info@newmangroup.it web www.lighttime.it

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eventi

FRATELLI DINACCI Un successo tira l’altro!

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ontinua la lunga serie di successi della Fratelli Dinacci: in un momento di forte incertezza come questo che stiamo vivendo, in cui anche l’ottimismo sembra essere un’utopia, l’andamento positivo dell’azienda guidata da Flavio e Tiziana Dinacci è un esempio davvero incoraggiante. Con impegno, grinta e giuste motivazioni è infatti possibile centrare obiettivi ambiziosi tenendo alto il nome della Fratelli Dinacci, che è oggi una stimata firma del settore saggio metalli e montature, oltre ad essere sinonimo di garanzia ed affidabilità. Una storia cominciata agli inizi del secolo scorso che ha portato la terza generazione Dinacci a raccogliere i frutti di un lavoro ininterrotto, collezionando continui e prestigiosi riconoscimenti. L’ultima attestazione di stima, in

ordine di tempo, è stato l’incontro annuale organizzato a fine giugno dall’A.R.R.O., appuntamento fisso per i membri dell’Associazione Regionale Romana Orafi, che la Fratelli Dinacci, da sempre sensibile alle questioni del settore orafo, sponsorizza. L’evento è stato organizzato alla Casina Valadier - uno dei luoghi più affascinanti di Roma, nel cuore di Villa Borghese - dove agli oltre duecento ospiti, in una suggestiva cornice scenografica, è stata offerta un’ottima cena. Tanti gli ospiti presenti: Giuseppe Aquilino, presidente nazionale di Federdettaglianti-Confcommercio, i fratelli Paolillo e Marcello Perri, solo per citarne alcuni, che già in mattinata avevano avuto modo di incontrarsi durante un’importante assemblea con i vertici di Federdettaglianti, a cui per la prima volta Flavio Dinacci ha preso parte in qualità di vicepresidente della

Roma. Casina Valadier. L’incontro annuale di Arro Flavio Dinacci con Claudia Baglioni, le sorelle Paolillo e il Socio Arro premiato durante la serata con un gioiello della Fratelli Dinacci

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F.O.C. - Federazione Orafi Campani. Durante la serata, che si è svolta in un’atmosfera amichevole e rilassata, Flavio Dinacci ha colto l’occasione per invitare i soci presenti all’imminente apertura di un nuovo ufficio Dinacci a Roma: la ICP ITALIA, in rappresentanza della quale è intervenuto l’amministratore Massimo Marletta. L’inaugurazione della sede capitolina è prevista per settembre e segue di qualche mese quella di Quadri, che si è svolta a Vicenza il 23 maggio scorso con una gustosa cena buffet offerta a centocinquanta invitati a suggello di una collaborazione che ha portato l’azienda vicentina ad essere il primo distributore dei prodotti Dinacci nel nord Italia. Se aggiungiamo Sofia di Catania ed Erregi di Corato, diventano quattro i “gioielli” Dinacci nel nostro paese, a garanzia di una presenza importante sul territorio.

Fratelli Dinacci, pur essendo un’azienda con una storia di oltre un secolo, ha uno spirito giovane che la spinge ad ampliare i propri orizzonti e a sperimentarsi, con successo, in settori diversi rispetto a quello di competenza. Dopo aver sostenuto negli anni scorsi un team velico tutto al femminile, nella stagione sportiva appena conclusa la Fratelli Dinacci è stata sponsor della Arzano Volley, squadra di pallavolo femminile che dopo uno straordinario campionato, segnato da vittorie schiaccianti sulle avversarie e vinto nettamente a tre giornate dalla fine, è stata promossa in B1. Inutile dire che, per l’autunno, Flavio e Tiziana Dinacci hanno in serbo per i propri clienti altre sorprese che preferiscono non rivelare ancora. Questione di scaramanzia?

Steven Tranquilli, Flavio Dinacci, Johnny De Meo, Mario Didone, Giovan Giuseppe Lanfreschi, Giuseppe Aquilino (Presidente F.N. Dettaglianti Orafi), Danilo Gianformaggio, Patrizio Londei, Giuliano Ansuini (Presidente A.R.R.O.), Paolo Paolillo,Vincenzo Buscemi, Fiorenzo Ghiso, Andrea Sangalli, Mario Bartucca, Marco Ansaldi, Gianni Martinelli, Claudio Franchi, Fulvio Pertica, Paolo Ponzi

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Maggio 2011,Vicenza Charm: da sx la designer Dada Arrigoni

Flavio Dinacci e Andrea Pica, con il gruppo vendita di Preziosa Magazine: Gina Cuomo, Federica Longobardi e Mila Gambardella

da sx: Cristiano Zemin (Ditta Tradingold), Francesca Cenzi (Ditta Cenzi Nazzareno), Flavio Dinacci, Fabiola Cataldi, Patrizia Cenzi (Ditta Cenzi Nazzareno), Daniela Coaro, Matteo Mandruzzato (Tradingold), Ettore Raschietti

da sx: Adriano e Alberto Quadri, Flavio Dinacci, Massimo Marletta della Icp di Roma

Il gruppo Dinacci/Quadri con un top client di Palermo Ugo Fecarotta

la squadra Arzano Volley

Serata Arro: Flavio Dinacci con a sx Massimo Marletta della Icp Italia co/sponsor della serata e Francesco Bon

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tecnico amministrativo

CORALLO

REGOLAMENTAZIONE DELLA PESCA Ribadite a Roma le modalità di raccolta del corallium rubrum

Gli

di Chiara Di Martino

ultimi due anni sono stati molto intensi per gli operatori che, dando nuova linfa ad una tradizione secolare, lavorano e commerciano il corallo. Ma finalmente qualcosa si è mosso a loro favore: prima con l’esclusione della specie Corallium rubrum (quella tipica del Mediterraneo) dal Cites, la convenzione internazionale sul Commercio internazionale di flora e fauna minacciate di estinzione, poi, a maggio, un nuovo importante tassello nella tutela dell’oro rosso e di tutte le professionalità che gli ruotano attorno. Durante la 35esima sessione della GFCM, la Commissione generale per la Pesca nel Mediterraneo svoltasi a metà maggio a Roma, sono state ribadite le modalità di raccolta e la profondità ammesse per la pesca del corallo. La forma consentita, dunque, prevede l’intervento di un sub dotato di martellino da usare manualmente (diver e hummer, dice il resoconto GFCM, secondo quanto già affermato lo scorso ottobre) e ad una profondità compresa tra i 50 e i 120 metri. È una vittoria dell’intero comparto, concentrato per lo più a Torre del Greco e nel centro produttivo di Oromare a Marcianise, ma è anche una vittoria di Ciro Condito, presidente dell’Assocoral, l’associazione che riunisce la gran parte degli operatori legati a vario titolo al corallo, sempre presente e attivo nelle questioni che riguardano da vicino il suo settore. Quale significato hanno queste ultime novità per il comparto? «Una modalità regolamentata di pesca dà ragione alle battaglie che portiamo avanti da anni, perché vuol dire che, se effettuata nel rispetto di certi requisiti, è un’attività sostenibile per l’ecosistema. Nessun operatore che lavora o vende il corallo ha interesse a danneggiare l’ambiente e finalmente sembra che questo concetto sia passato». Quali altri provvedimenti sono stati presi in sede GFCM? «Oltre ad aver ribadito la modalità di raccolta consentita e ad aver vietato la pesca a profondità inferiori a 50 metri e superiori a 120, è stato deciso di raccogliere informazioni e dati per stilare un rapporto che faccia da banca dati del settore, sempre per quanto

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Ciro Condito. Presidente Assocoral

OGGETTI USATI E RIPARAZIONI: OCCHIO AL REGISTRO DI P.S.

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COME GESTIRE CORRETTAMENTE ACQUISTI DA PRIVATI E RIPARAZIONI SENZA INCORRERE IN SANZIONI

ono in corso in tutta Italia controlli da parte delle Forze di Polizia sui dettaglianti orafi, finalizzati soprattutto ad individuare merce usata di provenienza dubbia o furtiva.Tali controlli sono probabilmente dovuti allo sviluppo esponenziale del fenomeno degli acquisti di oro usato da privati, effettuati perlopiù da parte di operatori specializzati (i cd. Compro-oro). L’incremento delle vendite di oro da parte di privati, dovuto certamente anche alla crisi economica in atto, ha fatto sorgere il sospetto che dietro ad alcune operazioni possa nascondersi il riciclaggio di merce rubata. Per verificare tali ipotesi sono stati intensificati i controlli sugli operatori orafi in generale, tanto sui “Compro-oro” che su negozi e laboratori che solo occasionalmente acquistano oro da privati. Come prepararsi all’eventualità di un controllo? Dato che essi sono finalizzati a reprimere la compravendita di oggetti di dubbia provenienza, occorre innanzitutto accertarsi di detenere ed utilizzare correttamente il Registro di Pubblica Sicurezza previsto dall’art. 128 TULPS.. Il possesso del registro è sempre obbligatorio - anche se non si prevede di utilizzarlo, quindi a prescindere dal fatto che si effettuino operazioni con privati - per commercianti, fabbricanti, e tutti gli artigiani della filiera dei preziosi. Il registro ha lo scopo di permettere alle Autorità di polizia, in caso di controllo, di verificare la provenienza degli oggetti preziosi usati detenuti a qualsiasi titolo da parte degli operatori del settore orafo. Esso può essere utilizzato anche per la gestione degli oggetti dati in riparazione da parte di privati,, la cui presenza in azienda va comunque giustificata. Questo è un punto particolarmente delicato, in quanto non pochi dettaglianti, nell’incertezza delle norme, omettono di registrare gli oggetti ricevuti per riparazioni, dando adito a potenziali contestazioni da parte degli Organi di P.S. COME TENERE CORRETTAMENTE IL REGISTRO DI P.S.

È UNA VITTORIA DELL’INTERO COMPARTO, CONCENTRATO PER LO PIÙ A TORRE DEL GRECO E NEL CENTRO PRODUTTIVO DI OROMARE A MARCIANISE, MA È ANCHE UNA VITTORIA DI CIRO CONDITO, PRESIDENTE DELL’ASSOCORAL

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riguarda il Mediterraneo, cosa che al momento manca». Dal futuro cosa si aspetta? «Anche se qualche tassello importante lo abbiamo messo, c’è ancora tanto lavoro da fare. Sempre in ambito GFCM si è dato via alla promozione di un periodo di sperimentazione e ricerca che andrà avanti fino al 2015, grazie alla collaborazione di istituti di ricerca e università, la maggior parte dei quali italiani. L’obiettivo è quello di stabilire dei piani regionali di gestione delle aree in base ai diversi dati che verranno fuori, e saranno proprio questi a permettere una differenziazione tra zone, esigenze e realtà e dare risposte “personalizzate”». Se volesse fare un bilancio di quest’ultimo biennio, cosa direbbe? «Che abbiamo raggiunto grandi risultati grazie al lavoro svolto da tutti i paesi coinvolti. E che il Cites merita rispetto, ma quando la specie che intende salvaguardare è realmente in pericolo. Gli ultimi eventi hanno dimostrato che il corallo è tutelato e che la sua pesca, se regolamentata, non minaccia l’ambiente».

di Marco Cantarella Direttore Federazione Orafi Campani-Confcommercio

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Il registro deve essere numerato e bollato ad ogni pagina a cura dell’Autorità di Pubblica Sicurezza o dall’Ufficio del Registro, e deve essere esibito ad ogni richiesta del personale di P.S. Sul registro vanno indicate, di seguito e senza spazi in bianco: Le generalità, il domicilio e gli estremi del documento del venditore, di cui è opportuno conservare la fotocopia (è vietato acquistare oggetti preziosi da persone prive di documenti); La data dell’operazione; La descrizione della merce acquistata, in ordine alla natura, quantità e qualità; Il prezzo pattuito.A questo riguardo, è consigliabile far firmare il venditore sul registro di fianco all’annotazione del prezzo onde evitare contestazioni su di esso; il prezzo di acquisto dell’oggetto deve essere adeguato a quello di mercato, onde evitare ogni contestazione in merito ai reati di ricettazione o incauto acquisto. Vanno annotati sul registro solo gli oggetti preziosi ceduti da privati, e non quelli ceduti da altre aziende, per i quali fa fede la documentazione fiscale. Ogni oggetto acquistato da privati è da considerarsi “usato”. Gli oggetti acquistati non possono essere rivenduti o trasformati prima che siano passati dieci giorni dall’acquisto. Successivamente l’oggetto può essere rivenduto, trasformato oppure avviato alla fusione: Se venduto a privato, andranno annotati sul registro i medesimi dati previsti per l’acquisto; Se venduto ad altro imprenditore, sarà sufficiente emettere fattura, secondo la normativa vigente; è tuttavia opportuno annotare sul registro gli estremi della fattura; Se fuso o trasformato presso l’esercizio, occorre annotare la dizione “fuso” o “trasformato” sul registro; Se fuso o trasformato presso altra azienda non è obbligatoria alcuna annotazione, ma è comunque consigliabile annotare gli estremi del documento di trasporto dell’oggetto insieme alla dizione “fuso” o “trasformato”. La sanzione amministrativa per il mancato possesso del registro va da Euro 155 a Euro 1032 (art. 17-bis del TULPS, introdotto dal D.Lgs. 480/94). È prevista, anche se applicata solo nei casi più gravi - ove vi sia il fondato sospetto di ricettazione - , la sanzione accessoria della sospensione della licenza di P.S.

COME GESTIRE LE RIPARAZIONI

preziosa n. 3 / luglio 2011 / www.preziosamagazine.com / tecnico amministrativo

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Il registro di P.S. può essere utilizzato anche per annotare i dati relativi agli oggetti consegnati dai clienti per effettuare riparazioni o trasformazioni; sul registro andranno indicati: Le generalità, il domicilio e gli estremi del documento del cliente; La data dell’operazione; La descrizione degli oggetti, in ordine alla natura, quantità e qualità; La descrizione dell’intervento da effettuare; Il numero del documento di trasporto, se gli oggetti sono inviati ad un laboratorio esterno; La data di riconsegna dell’oggetto al cliente; è consigliabile che quest’ultimo apponga la sua firma di fianco alla data di riconsegna.


SOCIAL MEDIA

E SICUREZZA

skipintro immensi serbatoi di dati sensibili. A volte sono sufficienti un cellulare e uno dei tanti kit da piccolo hacker reperibili in Rete per trasformare la pagina di un Social Media in un vettore di attacco potentissimo. C’è poi un secondo elemento, ovvero il fatto che anche i più moderni sistemi di sicurezza implementati da tecnici e ingegneri espertissimi, risultano di scarsa efficacia se dipendenti e responsabili non hanno adeguata conoscenza dei comportamenti da adottare o da evitare.” Qualche esempio? “Si va dai più banali, come un’e-mail mandata in copia in chiaro a più membri di una mailing list, a un’assistente clienti che, per eccesso di zelo, risponde alla richiesta di un (finto) avventore, fornendo, magari via Facebook, numeri privati o informazioni riservate su prodotti, in totale buona fede. E ancora: logout non effettuati correttamente; messaggi inviati agli amici con commenti su cosa sta facendo il proprio capo in quel momento o su dove e con chi si trova; l’utilizzo della stessa password per tutti gli accessi (personali e non). Una delle caratteristiche più straordinarie dei Social Media è la possibilità, per chiunque, di fare correlazioni e scoprire su di noi tutto quello che gli serve per realizzare un attacco mirato con grande facilità.” Roba da non accendere nemmeno il PC alla mattina. Veniamo alle minacce effettive per l’azienda. “Al di là dei classici rischi: malware (software progettati per creare danni), anche associato a spam, furto di identità, phishing - letteralmente far abboccare il malcapitato con pagine che replicano interfacce d’accesso di siti reali, ad esempio banche, allo scopo di sottrarre password e codici - whaling (pesca alla balena), una forma di phishing rivolta ad utenti business ‘di grossa taglia’, danni alla privacy, esistono altre forme di attacco particolarmente dannose per le aziende. Prima di tutto i danni all’immagine e alla reputazione: rubare ‘un profilo’ impedendo l’accesso al legittimo proprietario per gestirne in sua vece i contenuti è un classico. Il problema è che riappropriarsi dei propri dati d’accesso o intervenire con strumenti legali è cosa assai difficile. Poi frodi amministrative e azioni di social engineering, ovvero l’arte di conquistare la fiducia delle persone per impadro-

In mutande nella rete

“La

di Gloria Belloni

criminalità informatica, fino a poco tempo fa, poteva essere considerata un fatto del tutto episodico.Tra il 2010 e il 2011, la criminalità organizzata tradizionale ha definitivamente fatto suo il cyber crime. Oggi il traffico illegale di dati è secondo solo a quello delle sostanze stupefacenti ed entro il 2015 lo supererà in valore. Con l’unica differenza che le potenzialità del crimine informatico non hanno limiti.” Sono le parole di Andrea Zapparoli Manzoni, CEO della società di consulenza per la sicurezza informatica iDialoghi che abbiamo incontrato insieme alla collega, Chief Operating Officer, Sofia Scozzari. Mentre lo ascolto mi viene in mente una citazione del noto autore di fantascienza Bruce Sterling, a proposito dei “CNN moment” (CNN come il network televisivo), ovvero ‘quei momenti in cui succede qualcosa di grosso e ti viene sbattuto in faccia il futuro’, tipo l’11 Settembre. Non che non si legga in giro abbastanza a proposito delle minacce alla sicurezza dei nostri dati, ma quando un argomento appare di eccessive proporzioni e infinitamente pervasivo, si innesca un naturale meccanismo di rimozione. Cerchiamo, quindi, di scomporre la questione e proviamo ad affrontare il tema della sicurezza in ambito Social Media, con l’aiuto dei nostri esperti. Sicurezza informatica, per molte aziende di medie e piccole dimensioni, significa costo alto a fronte di un rischio non facilmente calcolabile e l’adozione di procedure che apparentemente sembrano compliSofia Scozzari care la vita dell’azienda. “La sicurezza informatica va considerata come una sorta di compromesso tra il valore effettivo di ciò che devo proteggere e il costo che una perdita di tali dati o un danno d’immagine comporterebbe. Dedicare tempo alla fase di valutazione delle soluzioni in relazione al rischio effettivo è molto importante. Esiste una linea guida internazionale, l’ISO 27001, che può essere applicata anche in forma semplificata a seconda delle effettive esigenze. Si presta molta attenzione alla tutela della proprietà intellettuale, evitando ad esempio di pubblicare su siti web o cataloghi certi prodotti per il timore di copiature, ma non è abbastanza forte la consapevolezza che, per il solo fatto di usare uno smartphone aziendale anche per comunicazioni personali, si moltiplicano incredibilmente le possibilità di accesso a progetti, dati di vendita, elenchi clienti. Non per banalizzare, ma la legittima domanda ‘perché un cyber criminale dovrebbe essere interessato proprio a me?’ da par te, ad esempio, di un produttore di modeste dimensioni o poco noto, vi sembra così scorretta? “E’ evidente che non si tratta di un fatto che riguarda solo i brand, né, tantomeno, personale. Il modo di fare hacking è radicalmente cambiato negli ultimi mesi. Ascesa dell’Asia, per

dirne una, significa possibilità di agire in termini quantitativi anche sul fronte del crimine informatico. Schiere di giovani hacker dotati di pc portatili e connessione web stipati in capannoni e incaricati di Andrea Zapparoli Manzoni rubare dati a tappeto, focalizzandosi su diversi settori merceologici sono realtà. La percezione del problema, tuttavia, è carente perché è possibile che l’azienda nemmeno arrivi ad accorgersi del danno subito.” Ma con l’avvento dei Social Media cosa sta cambiando esattamente? “I Social Media sono un moltiplicatore di contatti ed opportunità, sia per gli utenti che per i cyber-criminali. Stiamo mettendo tutte le nostre conoscenze in uno spazio aper to e, per sua natura, in grado di diffondere il tutto con una velocità e a un numero di contatti difficilmente controllabili. E se non lo facciamo noi direttamente, ad esempio evitando di iscriverci a Facebook, c’è qualcuno che lo fa per noi, postando foto, inserendo commenti che ci riguardano, link, tag ecc. Tutto questo comporterà un aumento esponenziale dei rischi per la sicurezza, ulteriormente aggravati dall’avvento dei servizi cloud-based (ovvero l’archiviazione di dati e l’utilizzo di software su reti remote). I Social Media sono canali in continua evoluzione, progettati appositamente per ‘carpire’ il maggior numero di dati a chi li utilizza, ovviamente non a fini illegali, ma di puro business. I malintenzionati sanno come accedere a questi

nirsi di informazioni o divulgarne di false.” La situazione sembra inaffrontabile, ma è così difficile prevenire i problemi? Cosa fare, allora? “Ci sono degli effettivi ostacoli all’utilizzo sicuro dei Social Media in ambito business, fermo restando che comunque fanno parte di una realtà che offre altrettanti vantaggi. Starne fuori può essere ancora più dannoso, visto tra l’altro – come abbiamo già detto – che così facendo si perderebbe totalmente il controllo di quanto accade”. Piuttosto: • Cercare di adottare delle procedure standard e aggiornarle. È sufficiente elaborare dei documenti in cui siano chiaramente indicati i comportamenti da tenere. Questo vale soprattutto quando si ha un servizio clienti attivo anche online. Formare il personale con esempi concreti dei possibili rischi dovuti a usi ingenui del mezzo. • Considerare anche gli aspetti legali. Cominciare a informarsi su figure, avvocati specializzati, che sappiano interagire con i responsabili IT dell’azienda e, viceversa, sensibilizzate i primi (spesso figure factotum) alla necessità di maggiore attenzione e collaborazione in questo senso. • Responsabilizzare gli utenti (tutti) anche per quanto riguarda i danni d’immagine. Se, si affida la gestione della pagina Facebook a un dipendente che ha anche un profilo privato a cui è facile risalire, assicurarsi che ‘sia in linea’ con le esigenze d’immagine dell’azienda. Il confine tra pubblico e privato diventa molto fluido. Attenzione anche alle policy sui diritti sia di quanto pubblichiamo in forma originale sia di quanto prendiamo da altri. • Controllare quello che succede in rete. Attivare strumenti tecnologici di controllo adeguati considerando che firewall, antivirus e proxy non servono quasi più a nulla, poiché sono trasparenti per la maggior parte delle minacce attuali. • Ricordare che il Garante per la Privacy ha come ‘braccio operativo’ la Guardia di Finanza, piuttosto pronta a intervenire quando si tratta di rintracciare la provenienza dell’atto illegale. Dimostrare a posteriori che i responsabili non eravamo noi, in quanto a nostra volta truffati, comporta inevitabili disagi. Anche La legge 231 definisce oneri per il responsabile legale dell’azienda anche in casi di danni informatici e, per evitare spiacevoli conseguenze, è opportuno conoscere ed applicare le normative.

10 consigli per rendere più sicura la vostra pagina Facebook aziendale 1.

Controllate una per una tutte le impostazioni sulla privacy. Personalizzatele il più possibile seguendo il principio della minima disclosure (diffusione involontaria di informazioni). 2. Pubblicate sulla vostra pagina Facebook aziendale la vostra politica di utilizzo delle informazioni da parte dei visitatori e il livello di privacy che possono aspettarsi. Oltretutto, giova all’immagine. 3. Cercate di controllare le attività dei visitatori, monitorando quel che viene detto, da chi, e quali link vengono pubblicati. Includete un link per segnalare azioni di spam o violazioni. 4. Definite almeno due amministratori della pagina che si occupino anche di controllare gli aggiornamenti alle impostazioni di privacy periodicamente apportate da Facebook. 5. Esistono antivirus per Facebook che verificano la sicurezza dei link pubblicati. Sono attivabili direttamente online e gratuiti. 6. Effettuate sempre login con password sicure e ricordarsi di effettuare sempre il logout. Se avete un’e-mail associata usate password diverse. Controllate, dalle impostazioni di account, che la casella ‘mantienimi connesso’ sia disattivata. 7. Attivate la funzione che ci consente di essere avvisati quando un amministratore accede al profilo. 8. Dalle impostazioni privacy dell’account attivate la funzione di navigazione protetta e utilizzate la navigazione in modalità Https (SSL) ovunque possibile. 9. Controllate i tag alle foto e proteggete gli album. 10. Con la nuova funzione ‘sondaggi’ dovete essere consapevoli che state fornendo a Facebook e a terze parti importanti informazioni sulla vostra azienda e sui vostri prodotti.

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ph. luciano d’inverno

Bolle di METALLI PREZIOSI E NON PREZIOSI BIJOUX E GIOIELLI, BELLEZZE DIVERSE

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Preziosa Magazine, luglio 2011