Issuu on Google+

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, Aut CBPA-SUD/NA/226/2009

anno IV n. 2 maggio 2011

BOCCADAMO

Shooting Perle Cinesi o giapponesi?

Mondo Prezioso Speciale Il TarĂŹ

Vita Quotidiana


3D project by Studio Gallorini www.arteecoscienza.f2n.it

Sul prossimo numero di preziosa magazine servizi fotografici in

La comunicazione bidimensionale diventa oggi 3D. Con l'ausilio di nuove tecnologie è possibile produrre attraverso una nuova dimensione comunicativa multisensoriale i gioielli in tre dimensioni. Sui prossimi numeri di Preziosa Fashion Jewlery Style troverete i gioielli fotografati con un sistema accattivante e di grande fascino.


editoriale

Guardare la tigre negli occhi

Sentire parlare della potenza commerciale della tigre asiatica e conoscerla di persona è effettivamente tutta un’altra cosa. Ascoltare i discorsi dei tanti operatori del settore, che da anni descrivono con dovizia di particolari e con la giusta apprensione, il fenomeno dilagante delle temute “Farm” orientali e visitarle ti lascia senza parola. Come incontrare oltre 500 operai, suddivisi in quattro piani, di un palazzetto nel cuore di Bangkok, vedere più di 100 tagliatori di pietre che in un religioso silenzio, e l’aggettivo ecclesiale è solo per modo di dire, lavorano gomito a gomito senza nessuna interruzione, senza mai alzare lo sguardo, e soprattutto senza avere “apparentemente” una propria identità: non un pacchetto di fazzolettini, non un monile al braccio, insomma una qualsiasi cosa che ognuno di noi porta con sé e che in qualche modo “inquina” il proprio posto di lavoro. Niente di tutto ciò: solo lavoro. Ma attenzione con questo non vogliamo dire che siamo di fronte, come al solito, al classico caso di sfruttamento, di regole non rispettate o di concorrenza sleale, al contrario. La sensazione, e purtroppo non solo mia, è che il gap tecnologico e organizzativo che separava le produzioni nostrane con quelle di oltre oceano si sta riducendo sempre di più: la differenza è data dal gusto e dalla creatività che i nostri designer sanno produrre e che è avanti anni luce rispetto alle loro produzioni, e quella fortunatamente è ancora molto ben evidente. Una riflessione che va fatta: quando e se diminuirà anche questo parametro, che succederà?


rubrica

www.preziosamagazine.com

anno IV / n. 2 / maggio 2011 Spedizione in abbonamento postale

rubrica

Reg.Tribunale di Napoli n. 77 del 01/10/2008 iscrizione al ROC n. 17658 del 10 ottobre 2008

Écrit sur du vent p. 14 Parole di pietra p. 16 News. Aste e Mostre p. 18 Vi racconto come p. 22 Eventi p. 24

tiratura 10.000 copie

Golden Agency srl via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli

brand

Giovanni Micera direttore@preziosamagazine.com Maria Rosaria Petito petito@preziosamagazine.com

brand

Luigi Esposito grafici@preziosamagazine.com

Lo stile secondo Ambrosini: un oggetto semplice rivisitato sotto forma di gioiello p. 30

via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli tel. +39 081 2471142 fax +39 081 0782962 redazione@preziosamagazine.com

Le Nuvole di Talento p. 32

Studio EffeErre via F. Albani, 58 - 20148 Milano tel. +39 02 33001100 fax +39 02 33001914 editoria@studioeffeerre.com

Officine Grafiche Francesco Giannini & Figli S.p.A. (NA)

Il Binomio. Gioielli e bijoux polifunzionali in nome del design p. 36 Siké. Ricerca, stile e modernità p. 38 Foulard leBebè cool e bon chic p. 41 Elite Bijoux. L’animalier più nuovo che mai p. 44 Ettore Regina. Un gioiello che fa di ogni donna una sovrana p. 46 C’è fantasia nella Zeronove. Linea Tre Timeless Jewels p. 49

rubrica

Una scelta mai tradita. Luisa Della Salda p. 52 rubrica

speciale

Preziosa incontra “le Donne dell’Oro” Adriana Fanfani. No alla paura di cambiare p. 54 BOCCADAMO

www.boccadamo.com referenze fotografiche: si ringraziano tutti coloro che hanno gentilmente messo a disposizione il materiale iconografico. L’Editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non individuate Proprietà letteraria e artistica riservata. È vietata la riproduzione totale o parziale della pubblicazione senza autorizzazione dell’editore. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. Golden Agency srl garantisce la massima riservatezza delle informazioni custodite nel suo archivio. Gli indirizzi verranno utilizzati, oltre che per l’invio della rivista, anche per l’invio di proposte commerciali. Ai sensi della legge 675/96 è nel diritto degli interessati richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati. Del contenuto degli articoli e degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori.

p. 28

Giorà.Follie e divagazioni p. 28

artemisia comunicazione artemisiacomunicazione.com

responsabile commerciale: Mila Gambardella gambardella@preziosamagazine.com tel. +39 331 6892296

p. 30

speciale

intervista

Il Tarì: Mondo Prezioso p. 58 intervista

Il gruppo indiano Gitanjali alla conquista del mercato europeo p. 73

p. 44

p. 52


www.preziosamagazine.com Martino Belmanto Gloria Belloni Marco Cantarella Marta De Filippo Mario Didone Chiara Di Martino Cristiana Giordano Federica Longobardi Paolo Minieri Iaia Mito Maria Rosaria Petito Alberto Scarani Livia Tenuta Lucia Venino

p. 86

p. 79 reportage

fiere

Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi in missione a Bangkok p. 79

p. 88

fiere

Baselword 2011 e Oroarezzo p. 83

design

design

Scene da un matrimonio non convenzionale p. 84 Save The Date: Dal 21 Maggio “Chi Ha Paura …?” A Vicenza p. 86 skip intro Pronto, a chi parlo? Qui 2.0 p. 88

p. 84


p. 103

p. 98 p. 90

gemmologia Cinesi o giapponesi? p. 90

tecnico

tecnico commerciale

Made in italy. vero o falso? p. 94 Stop all’assenteismo con il nuovo contratto di lavoro p. 96 Assorologi, ha presentato i risultati delle ricerche Consumer 2010 e Orologio in Internet p. 97

orologi

orologi

PatekPhilippe. Cronografo Calendario Perpetuo 5270 p. 98

breaking

breaking news p. 103


ru brica écrit sur du vent

di Maria Rosaria Petito

“TI RACCONTO UN GIOIELLO” …infila l’anello e lo bacia, proprio come

liso che solo in alcuni tratti mostra il vel-

Davanti a noi c’è il comò con la ribaltina aperta, all’in-

ferma e aggiunge: “L’arte vera non è quel

avrebbe baciato la mano di un alto prelato. terno tre cassettini zeppi di una vita protetta da piccole chiavi più volte girate nelle toppe. Solo il profumo del

legno è libero di perdersi, è dolce ed acre come ambra. “Era di mia suocera”. Mi dice, e in questo breve incipit avverto un vecchio rancore

che con gli anni avrà smarrito il suo perché.

“Veramente c’erano anche gli orecchini, ma quelli non me li

ha mai voluti dare”. Ora lo tiene tra l’indice ed il medio e lo rigira per fargli cogliere meglio la luce. È estasiata come se stesse contemplando una tela del

Masaccio e quando riprende a parlare lo fa

seguendo una logica che se ne infischia dell’ordine temporale. “Al San Carlo era elegantissima nell’abito bianco. Aveva classe, lei”. Si perde in altri ricordi e in qualche particolare che non mi confida.

Allunga la mano diafana verso lo scrittoio e prende un

È un dettaglio infinito il suo racconto, potrebbe non arrestarsi mai.

che sembra, bensì l’effetto che ha su di noi”.

Conosco questo anello da quando conosco

dendo di gusto:“Non è mia, la lessi su uno di quei volumetti

volta.

Intuisce il mio stupore e mi dà una stretta al braccio ri-

che arrivavano per posta e me la ricopiai, sta ancora lì, in uno di quei cassetti insieme a tante altre sciocchezze….Provo

una sensazione curiosa, sai?”. Quasi bisbiglia mentre la

mano fa gioco con l’anello per infilarlo all’anulare. Mi guarda con uno stupore gioioso. “Quando lo tocco

sento…” Ci ripensa e taglia corto. “Ah, lascia perdere.” Muoio dalla curiosità ma me ne sto zitta. È giusto così, a volte le emozioni bisogna tacerle per non sciuparle.

Le chiedo di provarlo. Anche a me sta largo nonostante il cerotto impiastricciato uti-

Andreina ma lo vedo adesso per la prima Non so se questa gemma sia un topazio, non so se abbia viaggiato dalla Russia fin qui per espressa volontà del committente, e non so neppure se la baronessa Lavitrano abbia mai indossato una spilla simile a questa mi-

stura di colori e forme così spettacolare come mi viene raccontata. So però che ha un’anima, e anche

se fosse di volgare metallo, anche se fosse la sorpresa sbucata da un uovo di Pasqua; ha l’anima di cui Andreina ha saputo for-

giarla, liberandola dalla durezza delle pie-

lizzato per ridurlo di qualche taglia.

tre e dalla stretta dell’oro.

di nuovo”. Lo riprende per sottolinearne altri partico-

Mi rivedo il giorno in cui con mio marito ho scelto il

“Ogni volta che lo guardo ci scopro qualcosa

fazzolettino di lino per lucidare la gemma.

lari, forse anche per riappropriarsene. “Per esempio, que-

rava molto su commissione”. E abbassa la voce

per il gusto di essere scoperte”. Provo anche io a guardarlo

santacinque grammi e che le pietre avevano un

graffi sì, tanti, ma non glielo dico. “È un incanto, vero?” Fac-

Chiacchiere doverose per una cifra da ca-

“Lo fece un maestro orafo, all’epoca si lavo-

ste stelle piccole piccole piccole sono state messe proprio

come temendo che qualcuno possa udire il suo pette-

attentamente ma le stelle proprio non riesco a vederle,

tale e quale ad una spilla che portava la baronessa Lavi-

cio sì con la testa.“Sai qual è la magia?” -e mi av-

di oro rosso”. Alita sulla pietra e torna a lucidarla. “È proprio

un topazio ma è rosa. Capisci? È di colore

golezzo. “Non l’ha mai voluto ammettere ma se lo fece fare trano. Lei ci fece aggiungere solo questa cornice di foglioline bello, vero? Hai visto qua… le perline, le vedi? Qui ce ne sono due e qui una, così che in ogni piega il metallo ne nasconde una e ne mostra invece due più piccole sulla cur-

vatura…e questo intorno alla fascetta è traforo a seghetto, mica uno stampo! È tutto fatto a

mano”. Inforca gli occhiali per guardarlo meglio. “Qua porta uno zaffiro in mezzo a due diamantini. È una minia-

tura.” Sta per riporre l’anello nel cofanetto

14

luto blu che un tempo lo rivestiva, ma si

vicina il gioiello ad un palmo dal naso- “È

rosa”. Lo solleva contro la finestra aperta e la pietra si accende di un rosa aranciato, caldo e seducente. “Non è

bracciale che ha voluto regalarmi per il nostro anniver-

sario. Il gioielliere tenne a precisare che pesava ben ses-

bellissimo taglio a baguette eccetera eccetera eccetera.. pogiro. “Sta proprio bene al polso di sua moglie” ag-

giunse poi mentre passava alla commessa l’astuccio da

impacchettare ed a Fabrizio lo scontrino da firmare. Null’altro. Non spese una sola parola per farmi sognare.

roba di qua, questo viene dalla Russia. Qua dentro ci sono

È passato tempo. Ma il bracciale da mezzo etto e più,

in una pietra così piccola”. Sospira. “E qui, proprio qui l’orafo

tera sta lì nel suo astuccio.

migliaia e migliaia di anni, un’infinità di giorni e di notti tutti ci ha inciso una esse, la esse di Silvana, anche se la chiama-

vamo tutti Silvia. E mica l’ha messa al centro, no, la mette nell’angolo, decentrata, per non offendere la gemma.”

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com

con pietre dal taglio a baguette eccetera eccetera ecce-

Non l’ho ancora mai indossato.


ru brica parole di pietra

di Paolo Minieri

PIETRE M AUTENTICHE IN UN MONDO FALSO

io padre sfregava le perle sui denti. Una

autentiche, circondata da doppiogiochismo,

coltivata. Le nostre mamme (ormai tanto

esattoriali impazzite insieme a tributi che si devono

sensazione rasposa gli indicava l’origine

tempo fa) ispezionavano a colpo d’occhio la freschezza degli alimenti al mercato e usavano mille espedienti

per testarne empiricamente la qualità. Oggi c’è un

solco tra chi produce e chi compra, tra chi parla e chi ascolta. Chi acquista è in corsa frenetica.. Lo vedo nella pratica del mio lavoro.

Magari sarebbero gradite più informazioni circa le

caratteristiche delle pietre preziose e dei gioielli ma poi alla fine si taglia corto: “dammi un cer tificato, scrivi un repor t, dichiarami qualcosa di scritto da far vedere in negozio”. Insomma, un po’ di carta per tacitare i

clienti. Li avete visti anche voi quegli eccentrici, goffi e autoreferenziali fogliettini (che vengono chiamati

“garanzie”) recanti approssimative rassicurazioni del

produttore circa l’origine artigianale del gioiello, il peso delle pietre? Hanno senso nella loro pur ingenua

pretesa di diradare lo scetticismo del cliente. Una

sorta di raptus certificatorio alla buona in salsa marketing “fai da te”.. No, queste che

leggete non sono le parole di un nostalgico dei bei

tempi andati (tipo tutto era semplice e spontaneo, c’era tanto lavoro, l’Italia era leader del gioiello e ci volevamo tanto bene): un bel certificato serio,

mettiamo d’un diamante, non tacita un bel niente, semmai stimola la riflessione, provoca dibattito e

comparazioni, induce ad approfondimenti. L’analista rileva titolo e capitoli di quell’avvincente racconto

contenuto in tutte le gemme. Quando lo si vuole quel racconto lo si può anche rileggere. Ma, diciamolo

chiaramente, questa è poesia. Il fatto è che oggi

non abbiamo tanto interesse a raccontare o ascoltare storie perché, senza più

riferimenti, dubitiamo di tutto. La nostra vita

quotidiana è spesso costituita da esperienze non

16

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com

opportunismo, machiavellismo. Ci arrivano cartelle

realmente saldare. Non siamo sicuri di cosa diavolo

pensi il nostro vicino, il nostro collega, il nostro familiare; la TV celebra una sorta di vita parallela nella quale non si riconosce più la realtà. I politici possono

serenamente negare quanto dichiarato la sera precedente. Siamo angosciati dalla quantità di

espedienti messi in atto dalla società in cui viviamo in continua deroga ai principi morali, all’onestà, alla

trasparenza, alle virtù. E scivoliamo nel cinismo perché

stentiamo a dare la nostra fiducia, non avendo sempre modo di riscontrare, in modo incondizionato. Ed

ecco che scattano gli anticorpi: tu dubiti, io certifico. Se tutto è falso creiamo

autorità riconosciute che garantiscano quello che è vero. È un riflesso

condizionato che tende a restituire la

perduta autenticità non solo ai preziosi

ma anche ad una vasta serie di oggetti e servizi dello nostra esperienza

quotidiana (cibo biologico, cicli

produttivi, sicurezza sul lavoro, impatto ambientale, smaltimento rifiuti e mille

altri prodotti e servizi). Non ci troviamo in un insieme di certezze dalle quali si debbono isolare i truffaldini ma in un reticolo di presunti falsi dai quali

differenziarci con dei certificati. Pare che

nuove leggi renderanno obbligatorio certificazioni per tutti i gioielli di valore superiore ai 200 euro. Un

grandioso progetto per fabbricare una

nuova classe di specialisti che, redigendo molte carte, ci restituiranno senza

dubbio quella fiducia e quella sicurezza che abbiamo smarrito.


ewsnewsnewsnewsnewsnewsnewsnewsnewsnewsne COMUNICARE

BLOG CON ELEGANZA Pensieri in libertà

SAN PIETROBURGO

Per la Dolce Vita calore alla vodka

S

tefano Ricci e Claudio Franchi hanno presentato la collezione per Albamonte di San Pietroburgo. Si racconta che durante le riprese dell’ormai mitica scena nella Fontana di Trevi de La Dolce Vita, Anita Ekberg non ebbe problemi a restare in acqua per ore, mentre Marcello Mastroianni, d’accordo con Fellini, per sopportare il freddo invernale dovette indossare una muta sotto i vestiti e bere una bottiglia di vodka prima di girare. Autentica vodka russa, si presume. La Dolce Vita italiana rivive ora con il gioielliere russo Albamonte, in una sontuosa collezione presentata recentemente a San Pietroburgo da Stefano Ricci e Claudio Franchi. Si tratta di una sapiente traduzione in oggetti preziosi delle intramontabili suggestioni del capolavoro felliniano, rielaborate e sintetizzate in una decina di “concept”, ognuno dei quali - a cominciare dall’estetica fastosa della Fontana di Trevi - meritava di essere trasferito come frammento di un racconto più ampio. Una progettazione colta, tradotta in trama di una narrazione per un catalogo, pensata come modo nuovo di sviluppare la promozione dei gioielli. Albamonte ha creduto e crede nel progetto e ne ha preannunciato lo sviluppo in altre italianissime creazioni

Nuda voluta La superficie opaca e cangiante di quattro spirali d’oro appare come percorsa da un morbido velo d’acqua e una luminosissima gemma centrale evoca la luce della cascata tra la ruvidità delle pietre vive

Aste&

Mostre

a cura di Cristiana Giordano

Sinfonia d’Acqua Le trasparenti e luminose rotondità delle cascate a gradino si traducono in altrettanto splendenti e morbide linee di diamanti.

di Giuliana Gabusi

Riflessioni sparse. Il cliente. Sconforto per l’osservazione di una lettrice, sul mio post precedente. Il suo impegno nell’avvicinare il consumatore (sì, avete ragione: è meglio cliente, ma l’ho già usato al rigo precedente!) al proprio showroom con eventi che lo coinvolgessero è stato spesso svilito.Vien la voglia davvero di disperarsi. Qualcuno ci aiuti! O aiutiamoci noi. Basilea. Sono stata in fiera e ho sfiorato un’atmosfera molto vivace, quasi da non poter camminare. Ma per gli orologi, molto meno per la gioielleria. Questo deve dirci qualcosa. Copiamo format vincenti, come quello, extra-settore, del Salone del Mobile e del Design di Milano. In quei giorni (alla prossima edizione manca poco, diamoci uno sguardo) è la città ad essere protagonista, non solo i corridoi della fiera. Sono stati bravissimi: perché non prendere spunto? Ottimismo. Durante Baselworld ho soggiornato in Francia. Non si prendeva la tv italiana e ho guardato quella francese. In una trasmissione i giornalisti in studio hanno esposto i risultati di un sondaggio, secondo il quale il 70% dei francesi è genericamente insoddisfatto. Io non l’avrei mai detto. E questo mi spinge ad una riflessione: dal di dentro, le cose sembrano sempre peggiori di quanto non appaiano dall’esterno. E non vedo perché non dovrebbe valere anche per l’Italia. Perciò: essere un po’ più fiduciosi non può far male alla salute. Senza esagerare, ma un po’ d’ottimismo ci vuole, perché non va poi così male. La luce in fondo al tunnel c’è, basta volerla vedere.

HANAU (Germania)

ROMA

na mostra al Goldschmiedehaus Deutsches del Gesellschaft für Goldschmiedekunst e.V. di Hanau ci riporta indietro nel tempo. Precisamente al 15001950 “all’ora degli orologi da tasca” dove tali accessori hanno avuto grande splendore. Fino al 29 maggio sarà possibile ammirare la mostra “the face of the Pocket Watch 1500-1950” che indaga il valore dell’accessorio nelle sue varie accezioni: dai numeri, alla sezione tecnica, al costume. Numeri romani o arabi secondo l’epoca, forme gotiche, cubiste, costruttiviste e ispirate all’Estremo Oriente, come specchio della moda e stile del tempo a partire dal Rinascimento fino agli inizi del 19° secolo.

Roma c’è un’asta di gioielli programmata per il 24 giugno alle ore 15.30 presso la sede della nota Casa d’Aste Babuino in Via de’ Greci 2/a.Top lot è uno splendido collier in platino con uno smeraldo quadrato colombiano di quasi 20 carati incastonato da diamanti.

Faccia da orologi

U

da sx: Zeitzonen-Taschenuhr, um 1900 / Godde Laisne a Paris, um 1690 / Taschenuhr im Stil des Art Deco, um 1930

18

Basilea, ottimismo e design

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / news

Gioielli all’Asta

A

Collier in platino con sagoma a doppia foglia e pendente quadrato con diamanti sia di taglio antico che moderno. Pendente con smeraldo colombiano. Lunghezza cm. 33, diamanti ct. 10.00 ca., smeraldo ct. 18,5 ca. Stima: €15.000-20.000


ewsnewsnewsnewsnewsnewsnews FIRENZE

Il Gem Lab Services, per una certificazione internazionale delle pietre

A

nalisi delle pietre, c’è un nuovo laboratorio gemmologico a Firenze, in grado di offrire certificati di classificazione di diamanti, perle e pietre di colore emessi da Firgem e un servizio di “take-in”, cioè di accettazione pietre per conto del Gemological Institute of America - GIA Usa, per report e certificati riconosciuti internazionalmente. È il Gem Lab Services, in via Tornabuoni 15 ed è stato realizzato da Camera di Commercio di Firenze e Firgem, la Fondazione “Firenze Scienze Gemmologiche”, fondata dall’ente camerale, dall’Università di Firenze e dal Gia. Alti standard di qualità e certificazione accreditata al livello internazionale del GIA e della CIBJO, e riconoscimento dello IAS (Internatiol Accreditation Service) per la taratura della strumentazione di laboratorio: a dirigere il laboratorio, che ha sede nel cuore della città, Gregory Winegar G.G. del Gia. Il nuovo laboratorio ha usufruito di un sostanzioso contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

MARCIANISE

Il Tarì: 30% di risparmio energetico con l’impianto fotovoltaico

Il

REGGIO CALABRIA

Gioielli e ornamenti della Magna Grecia

Un

Tarì sceglie l’ecosostenibilità: è operativo l’impianto fotovoltaico realizzato tra il luglio e il dicembre 2010. Novità tutta green per il centro orafo di Marcianise: potenza nominale di circa 1000 KWp su due aree parcheggio scoperte di quasi 22mila quadrati di superficie. L’investimento - quasi 4 milioni di euro - porterà alla produzione di circa 1 milione 200mila kwh di energia nel primo anno di esercizio, con un risparmio di oltre il 30% del fabbisogno annuo. L’impianto è stato realizzato dai tecnici della Schneider Electric Spa. Avendo completato la realizzazione entro il 2010, il Tarì usufruirà per 20 anni del beneficio del Contributo in conto energia per ogni kwh prodotto, che sarà erogato dal GSE Spa (Gestore dei servizi elettrici) ad un’alta tariffa incentivante e anche degli introiti dalla vendita dell’energia prodotta.

ricchissimo patrimonio culturale, quello della Calabria, che affonda le proprie radici nella civiltà greca: proprio dal passato “orafo” della regione ha preso vita la manifestazione “Gioielli e Ornamenti della Magna Grecia”, che ha messo in mostra alcuni monili originali appartenuti alla collezione prodotta dall’architetto Caterina Gattuso. La collezione è nata nell’ambito di una ricerca sperimentale, volta a individuare e saggiare un processo produttivo artigianale nel settore dei preziosi, con lo scopo di coniugare cultura e tradizione della Magna Grecia con strumenti e tecniche innovative di lavorazione. I gioielli sono tutti realizzati a mano utilizzando elementi di base prodotti con argille calabresi provenienti dalle zone di ritrovamento degli originali. Lo scopo è quello di evocare la memoria storica richiamando l’identità del territorio di appartenenza.

PADOVA

Tracce del passato nel presente

A

Padova fino al 15 giugno presso il Marijke Studio si visita la mostra “Tracce del passato nel presente” dove sono esposti i lavori di tre orafi formatisi alla Scuola Superiore di Arte e Design di Halle (Germania) con Dorothea Prühl, famosa artista, docente, direttrice a Burg Giebichenstein (1964-2002). Le opere di Rudolf Kocéa, Christine Matthias, Andrea Wippermann s’ispirano alla quotidianità, alla memoria, alla tradizione, eseguite in forme non rifinite, con preferenza per materiali poveri, alla ricerca di una nuova bellezza, più intima, più mentale, che decorativa.

Da sx: A.Wipperman spilla ‘paesaggio bianco 4’ Ag. 2007 R.Kocéa spilla ‘vento’ Au C. Matthias spilla Ag. 2009

MILANO

Finarte all’Asta

C

ollezionisti e appassionati di preziosi e oggetti d’arte si danno appuntamento il 31 maggio in via dei Bossi 2 presso la Casa d’Aste Finarte a Milano con i lotti di argenti, gioielli d’epoca e orologi. Un’asta da non perdere per la presenza di esemplari rari e di grande valore. Anello in oro bianco con brillante 7ct ca. venduto ad un’asta precedente

news / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

19


newsnewsnewsnewsnewsnewsnewsnewsnewsnewsn PALERMO

Un ponte tra Oriente e Occidente per il rilancio del Made in Italy

Si

terrà il 18 maggio dalle 11 alle 14 a Palermo, presso la Sala Gialla di Palazzo Reale, il convegno dal tema: “Rinascimento Oriente & Occidente Economia Integrata per il Rilancio del Made in Italy nel Mondo”, promosso dalla Maria De Toni srl, dall’Assemblea Regionale Siciliana ARS, dalla Fondazione Federico II e da Donatella Rigon. La giornata di studi è patrocinata dall’Ars, Fondazione Federico II, Confindustria Palermo, Università di Palermo, Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi e Doha e Regione Veneto. Lo scopo è quello di riunire le istanze di giovani, piccole e medie imprese e università, creando un ponte tra Oriente e Occidente. Interverranno Francesco Cascio, presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II, Lelio Cusumano, direttore generale della Fondazione, Maria Loretta De Toni, portavoce Economia integrata e comitato scientifico Progetto Anticrisi; Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro del Veneto e Alessandro Albanese, presidente di Confindustria Palermo. Il Convegno è legato a stretto giro con il progetto Anticrisi di Economia integrata “Il lusso con l’occhio dell’Oriente”, per la promozione del Made in Italy e il rilancio dei distretti produttivi italiani, che include una mostra itinerante curata da Maria Loretta De Toni con il patrocinio della Fiera di Vicenza e il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

MILANO

Macef, al via la nuova edizione

F

ervono i preparativi per la 91esima edizione di Macef, Salone Internazionale della Casa, che si terrà al polo fieristico di Rho dall’8 all’11 settembre. Dopo il successo di gennaio - 95mila operatori (+5%) con forte crescita di quelli stranieri (+10%) - già si delinea nel dettaglio il prossimo evento. Nuova immagine, ideata, pensata e realizzata da Alessandro Mendini; 4 grandi macro settori, tra cui quello ormai consolidato di Bijoux, Oro, Moda & Accessori; Macef in Town, vero e proprio punto d’incontro tra la community espositiva e i cittadini, che si realizzerà attraverso un calendario di eventi per le strade di Milano: queste le principali novità del prossimo Salone della Casa di settembre. Ma anche tante conferme: appuntamento rinnovato con il concorso The Best of Bijoux, organizzato dal Macef in collaborazione con Preziosa Fashion Jewelry Style, giunto alla sua ottava edizione.

NAPOLI

de Laurentiis Argenti, il nuovo store

Il

bissando il successo dello storico negozio del Borgo Orefici

9 aprile i tre fratelli de Laurentiis, Roberto, Salvatore e Gino hanno brindato all’inaugurazione del loro nuovo store che va da affiancare lo storico negozio presente nell’antico Borgo Orefici. Al numero 120 di via Kerbaker, nel cuore del Vomero a Napoli, un arredamento minimalista ed una illuminazione di grande atmosfera fanno da cornice a questo scrigno dove è possibile scegliere il top in fatto di gioielli e complementi di arredo delle migliori marche nonché di creazioni artigianali che vanno oltre le mode.

Aste&

Mostre

a cura di Cristiana Giordano

TORRE FORNELLO (PC)

Gioielli in… fermento

A

lla mostra “Gioielli in… fermento” partecipano tutti i più importanti designer del gioiello contemporaneo nel panorama orafo non solo italiano. In questa mostra aperta fino al 30 giugno a Torre Fornello, il gioiello trova terreno fertile accanto alle viti, al vino e al tema della trasformazione e della festa ambientata sulle colline di questo distretto vitivinicolo emiliano.

Anello dedicato a Dioniso di Maddalena Rocco. Un tralcio di vite in argento intrecciato intorno al dito. Alla sommità un frammento di specchio in oro giallo reca l’incisone a bulino del volto di Dioniso in un gioioso sorriso. Accanto la coppa e le perle simboleggianti l’uva. Una foglia di vite in caduta, a lato, in oro giallo, che qui si intravede appena.

20

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / news

GINEVRA

Christie’s: oro bianco per Patek Philippe

Un

raro orologio in oro bianco di Patek Philippe va all’asta da Christie’s il 16 maggio a Ginevra per la cifra record di 2,7 milioni di dollari. Si tratta del lotto più pregiato di questa importante vendita della nota casa d’aste tra 420 lotti. Questo modello della maison svizzera è di estremo lusso, in oro bianco, realizzato nel 1928, poco prima della Grande Depressione, periodo nero della storia economica mondiale.

NAPOLI

Le pietre della Devozione

Lo

spettacolare tesoro di San Gennaro sarà in mostra fino al 21 giugno diviso tra sette luoghi diversi del centro storico. “Le meraviglie del tesoro di San Gennaro. Le Pietre della devozione. Le dieci meraviglie“, questo il titolo dell’evento che farà da contraltare all’abbandono in cui è caduta la città, e si snoderà tra il Duomo, il complesso dei Girolamini, il museo Diocesano, l’Archivio Storico del Banco di Napoli, il Pio Monte dell Misericordia. Capolavori il cui valore è superiore a quello del tesoro della Corona d’Inghilterra..


newsnewsnewsnewsnewsnewsnews BASILEA

BLOG IL CROGIOLO Il design in platino A Vicenza è di casa a Baselworld il Made in Italy remiati durante l’edizione 2011 di Baselworld i vincitori del concorso “Platinum Design va divinamente Awards” organizzato da Platinum Guild International. Il francese Philippe

Alta moda da altare. Una maschera d'oro per rivitalizzare il viso "stanco"

La

di Gianni Roggini

crisi sta passando, la crisi morde più che mai. Il Made in Italy tira, alla faccia di tutte le sciagure nazionali e internazionali. Ma quando mai?! Cinesi & affini ci stanno sgombrando a suon di dumping dai più interessanti mercati di oggi e di domani. È vero che il settore calzaturiero ha archiviato un 2010 decisamente positivo, ma altri comparti sono andati piuttosto male se non malissimo. E non tutti hanno avuto la grinta dei produttori di piastrelle, che hanno ottenuto dalla Commissione Europea l’istituzione di dazi altissimi per proteggersi dalla concorrenza dell’ex Celeste Impero. Quest’ultimo problema, a dire il vero, riguarda molti settori produttivi ma certo non quelli che hanno animato Koinè, la “biennale del sacro” andata in scena alla Fiera di Vicenza intorno alla metà di Marzo. Alta moda da altare, come si evince da alcuni passaggi dei corposi comunicati stampa diffusi prima, durante e dopo la manifestazione. Al centro dell’attenzione le nuove càsule, proposte in uno scenario europeo da trend-setter e innovatori. A Vicenza, ha commentato un operatore con beata ingenuità, il Made in Italy è andato divinamente. Meno ingenuo - ma sostanzialmente bonario - il titolo di un articolo di cronaca: sfila la nuova càsula Paradiso. A Milano, invece, è il momento dell’oro, purtroppo non di quello trasformato in gioielli. Secondo ViviMilano del “Corriere della Sera”, in un centro estetico del capoluogo lombardo si rivitalizzano visi un po’ stanchi con l’oro a 24 carati, cioè puro. L’oro, a quanto pare, contrasta efficacemente i radicali liberi e controlla la melanina oltre a tanti altri “aggressori” che fanno apparire la gente non proprio giovane. L’applicazione, testimoniata da una bella foto di Gigliola Di Piazza, costa 70 euro a chi presenta un coupon di ViviMilano contro una tariffa normale di 190 euro. Sarebbe inutile, temo, cercare qualche informazione sul risciacquo, insomma sull’eventuale operazione di recupero dell’oro non assorbito dalla pelle. In tempi di facce d’oro, del resto, nessuno si azzarderebbe a chiedere lumi in proposito: non ci sono più le facce di bronzo d’una volta.

preziosamagazine.com il nostro portale in cifre

(da Google Analytics; periodo dal 1 gennaio 2011 al 18 aprile)

articoli più letti - Inchiesta Compro Oro: subito una normativa - Blog Il Crogiolo - Inchiesta: Gioiellieri o agenti del filsco?

articoli più commentati - Inchiesta Compro Oro: subito una normativa - Compro Oro, i gioiellieri chiedono una regolamentazione tempestiva - Prove tecniche di (con)fusione

marchi più ricercati - Crivelli Gioielli - Fiorella Gioielli - Cierre Gioielli

P

Tournaire si è classificato primo per la categoria “Gioielli uomo” con il suo anello Free; secondo posto per Scorpion di Paolo Piovan e terzo per The Emotional Compass di TTF. Due primati italiani invece per le categorie “Bridal” e “Tendenze”, rispettivamente conquistate da Picchiotti, con l’anello Unique, e da Roberto Coin, con la collana Animalier. Per il gioiello da sposa, secondo e terzo posto per i tedeschi Gebrueder Schaffrath e Hans D Krieger. Per la sezione Tendenze, sul podio con Coin Jochen Pohl e Isabelle Langlois. La giuria che li ha selezionati era composta da giornalisti provenienti da tutto il mondo, che hanno visionato gli stand dei 27 produttori in gara e votato i 36 gioielli. A consegnare i premi, durante un cocktail party, Ruth Donaldson, direttore di PGI nel Regno Unito.

Premiazione da sinistra Philippe Tournaire, Angelica Vincenti ufficio stampa Roberto Coin, Françoise Izaute - Amministratore Delegato Platinum Guild International Italia, Maria Carola Picchiotti e Umberto Picchiotti

dall’alto: Philippe Tournaire: anello “Free” in platino con diamante / Roberto Coin: collana “Animalier” in platino con perla e diamanti / Piovan Paolo: gemelli “Scorpion” in platino / Picchiotti: anello in platino con diamante centrale taglio cuore e diamanti taglio baguette

Porta la firma della designer Luisa Bruni la nuova veste della medaglia realizzata per il premio The Best of Bijoux

È

il design di Luisa Bruni che ha personalizzato la medaglia simbolo del premio “The Best of Bijoux”. La creatività dell’artista romana sviluppa su diversi livelli in entrambe le facce, così da avere una medaglia che per tre quarti mostra sul davanti la concretezza nei loghi Preziosa e Macef, e sulla parte restante dà spazio a tre ninfe che nel loro danzare annodano volute di vento tenendo tra le mani la luce della fantasia, della creatività. Sul retro l’area occupata dalla dicitura The Best of Bijoux è accompagnata da tre stelle, tre come le ninfe, ma una quarta è destinata alla zona che condivide con una nuova ninfa quella della categoria del premio. La leggera striatura sulla facciata principale è in continuità con le spire delle ninfe sul rovescio, spire che qui si addolciscono, si sciolgono offrendosi come sostegno alle stelle.

Arzano Volley. La squadra sponsorizzata dalla Fratelli Dinacci è campione 2011

C

on due turni di anticipo dall’ultima giornata l’Arzano Volley, sponsorizzato dalla Fratelli Dinacci, vince il campionato nazionale di B2. Merito delle atlete che hanno affrontato tutte le partite con la stessa determinazione ma anche di Flavio Dinacci che non ha mai fatto mancare il suo sostegno alla squadra, trasmettendo alle ragazze l’entusiasmo e la passione che da sempre lo contraddistinguono. news / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

21


QUAGLIA GIOIELLI

di Gloria Belloni

Fiori in movimento

www.luigiquaglia.it

È in Montenapoleone, la via del lusso riconosciuta in tutto il mondo, che, negli anni ‘50 inizia la storia del marchio Quaglia. Le creazioni si distinguono immediatamente per il carattere innovativo e gli accostamenti audaci. Primo a proporre abbinamenti come oro-caucciù, oro-perle nere, oro-terracotta, oggi Quaglia è conosciuto, soprattutto per la tecnica speciale di lavorazione dell’oro, nota come “L’Oro Etrusco®”. I gioielli sono lavorati completamente a mano e tutto il ciclo del prodotto si sviluppa all’interno dell’azienda, dall’ideazione fino al prodotto finito.

Nelle foto, anello Fiori in movimento e pendente Via della Spiga; disegno progettuale; momenti della lavorazione

22

L’Oro Etrusco® Quaglia Giallo etrusco, bianco, e tonalità calde del rosso. Le sfumature creano particolari effetti lucido-opaco.

Finitura a mano L’effetto satinato è dato dalla prima fase della lavorazione: la microfusione. Nella fase finale, dopo l’assemblaggio di ogni elemento, il gioiello viene smerigliato e lucidato in modo da creare un effetto chiaro-scuro.

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / vi racconto come

Montatura I fiori, di diverse misure, sono lucidati uno a uno e posti sopra il ‘tralicio’ rotondo a forma di timone. Gli elementi vengono poi fissati con una speciale saldatura che consente il movimento dei fiorellini su se stessi. Infine, viene effettuata l’incassatura dei diamanti sui pistilli


c

o

l

l

e

z

i

o

n

e

l

u

c

e

un dono prezioso senza tempo

adv artemisiacomunicazione.com | ph luciano d’inverno

g old p lane t srl via Zamenhof, 92 36100 Vicenza - Italy

c u s t o m e r s e r v i c e ph. 0444 914439 - info@goldplanet.it


Milano. La nuova collezione Swatch

01.04.2011 Zebra Day

Un’ondata di bianco, nero e colore a Milano, quando il 1 aprile decine di travolgenti zebre hanno invaso il centro dando vita ad un originale Flash Mob che ha unito moltissime città del mondo. L’occasione giusta per presentare la nuova collezione Swatch in stile animalier: orologi Gent Original con cinturino di silicone in fantasia zebrata, quadranti stampati pieni e casse di plastica trasparente in cinque fantastici colori fluo: rosa, giallo, arancione, azzurro e verde.

Baselword 2011

Leading Italian Jewels

Presentate a Baselworld 2011 le novità di Leading Italian Jewels, la neonata hol ding italiana del gruppo indiano Gitanjali. Un cocktail per mostrare al pubblico i nuovi prodotti dei marchi acquisiti dalla società indiana presieduta da Mehul Choksi: Stefan Hafner, Nouvelle Bague, Io Sì e Porrati - che continueranno a essere ditribuiti da Blu Srl - e Valente, rilanciato da Giantti Italia Srl. Il gruppo Gitanjali ha oggi un business con una visione verticalizzata: dalla lavorazione di diamanti e pietre preziose - è sightholders DTC - alla produzione di gioielleria, oltre alla distribuzione al dettaglio di lifestlye brands in India, Usa, Inghilterra, Belgio, Italia, Medio Oriente, Sud Est asiatico, Cina e Giappone, attraverso un network internazionale di negozi retail.

24

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / eventi


Milano

I mitici Awards di Damiani in occasione del Salone del Mobile

Nella Milano vestita a festa in occasione del Salone del Mobile, Damiani ha interpretato l’eccellenza del design proponendo le creazioni che, nel corso degli anni, hanno vinto i Diamond International Awards, gli Oscar Mondiali della Gioielleria. Diciotto, per l’esattezza, grazie ai quali la Maison detiene il record. Accanto ai gioielli, che hanno reso a dir poco scintillanti le vetrine di via Montenapoleone 10, è stato possibile ammirare anche i Fantasy Bra, impegnativi reggiseni gioiello nati dalla collaborazione tra Damiani e Victoria’s Secret. L’Harlequin Fantasy Bra, presentato nel 2009 ha un valore di oltre 3 milioni di dollari e il Bombshell Fantasy Bra realizzato nel 2010 ha richiesto ben 1500 ore di lavoro. In esposizione anche le sedute-scultura Holly All by Starck e Quitllet per Serralunga.

Napoli

Federazione Orafi Campani festeggia i suoi vicepresidenti

Il vicepresidente Flavio Dinacci ha ospitato il Consiglio Direttivo della Federazione Orafi Campani nella scenografica sala della Terrazza Calabritto di Napoli, per brindare la sua recente nomina.Tra il susseguirsi di gustose pietanze e calici di ottimo vino hanno trovato spazio anche argomentazioni che gli ospiti si sono ripromessi di trattare approfonditamente in luoghi più deputati.

eventi / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

25


Palazzo Crivelli, in Brera, abituale, suggestivo luogo di rappresentazione delle collezioni Pamar, ospita la collezione Pamar Gem di Alba Polenghi Lisca e Giorgio Vigna. L’allestimento è a cura di Rodolfo Dordoni.

14 Aprile. Cocktail Lorenz al Pandora Design Show and Shop, corso Garibaldi 44

Milano

Il fuorisalone… del gioiello

Il Fuorisalone a Milano è un po’ come quei mercatini in cui ci sono delle offerte favolose, ma c’è così tanta roba che hai sempre paura di perdere qualcosa. Se a voi è successo, ecco un breve viaggio all’interno dei percorsi che assolutamente non avreste dovuto perdere! La presentazione della nuova collezione di Pasquale Bruni in via Manzoni ad esempio, non poteva trovare location e tempismo migliore: immagini evocative accompagnavano gioielli con un’alta componente di design e ricerca. E sempre di design si parla facendo un salto alle spalle della stazione di Porta Garibaldi e immergendosi nelle forme irregolari di Monica Castiglioni, o nei gioielli di Manuela Gandini esposti al Carrousel, una mostra mercato nella quale 37 artigiani, designer e creativi nell’arco di 6 giorni esponevano le proprie opere. Solo a pochi passi da lì, in zona Brera, Alba Lisca e Giorgio Vigna, autentici maestri, interpreti dell’arte orafa contemporanea, presentavano una collezione di maniglie e pomoli preziosi e ricercati come gioielli, e Lorenz , nel temporary shop di Pandora, metteva in vetrina una tripletta italiana capeggiata dall’orologio Vigorelli di Matteo Ragni. In ultimo in zona Tortona, imperdibile il Too Late Temporary Shop, i bijoux di Michela Fornasari e i volumi dei gioielli di Materia Design.

Materia Design, via Tortona 35, Nhow Hotel

Too Late Temporary Shop, via tortona 12 . Scenografia che riproduce lo skyline milanese , in collaborazione con il prestigioso studio LuccheseDesign e presentazione della nuova Fixed, la bicicletta a scatto fisso.

Pasquale Bruni Open Day, Collezione 2011, un Gioiello di Design in volo nel Sogno, via Manzoni 19

13 aprile. I mobili di Costanza Algranti accolgono le creazioni di Monica Castiglioni.Via Pastrengo 4

Michela Fornasari, via Tortona 35, Nhow hotel

Manuela Gandini con la nuova collezione "COolletti&Polsini", Carrousel - oggetti che si raccontano Zona Isola


follie e divagazioni 28

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand giorĂ 


Giora

di Maria Rosaria Petito

Gli improbabili contrasti che firmano il brand di Giovanna Raspini Giovanna Raspini è riuscita a dimostrare quanto i materiali alternativi

sappiano stare al passo di quelli più nobili e preziosi se attraversati da un

design ricercato. Già tre anni fa aprì la strada a questo nuovo genere e ai molti che all’epoca giudicarono inattuabile se non folle la sua idea ha risposto con risultati stupefacenti da più parti

(malamente) imitati. Più che uno stile autonomo, dunque, quello di “Giorà” è uno spirito

libero. Libero di muoversi tra combinazioni di forme, colori e dimensioni che ne segnano l’identità. Nelle sue creazioni nuovi elementi concorrono ad una ricchezza estetica che stupisce

per rapidità di mutamento e per eccentricità, con giochi sempre più sofisticati che fanno ogni gioiello

differente dall’altro. Nella collezione “IDOLE”, ad esempio, è tangibile una appassionata convivenza

di tendenze per un solo linguaggio di seduzione. Se la raffinata brillantezza dei cristalli color chiaro di

luna firmano la femminilità nel grande bracciale che disinvoltamente si accosta per eleganza all’alta

gioielleria, i freschi bracelet in argento e strass dall’animo elastico si addicono a look più frizzanti tenendo insieme tanti vivaci charms, un po’ naif e un po’ preziosi, un po’ sacri e un po’ profani, ed è

d’obbligo indossarne numerosi per esaltare il nero, il bianco, il rosé, il bronzo e il brunito del metallo. E quando decide di aprire lo spazio ad un leggero stile berbero fa muovere gli orecchini intorno ad una snodata struttura in simil filigrana a cui fa pendere una fiabesca esplosione di stelle cadenti.

GIORÀ, the contrasts of the brand by Giovanna Raspini Giovanna Raspini uses alternative materials with a refined design. She created this new product three years ago and her style was successful in spite of general criticism. “Giorà” is a free spirit more than a style. Freedom of shapes, colours and sizes that make every jewel different from the other ones. Her creations surprise for their variety and eccentricity. In her collection “IDOLE” many trends express a unique seduction. Moonlight coloured crystals of the big bracelet express femininity, fresh silver and rhinestone bracelets show a mixture of naïf, precious, sacred and profane charm. They have bronze, brown, white, black and rose metals. Famous is her light Berber style, visible in the earrings made with a filigree-like structure with shooting stars.

Giorà by Giovanna Raspini 52100 Arezzo (AR) Via G. Ferraris, 238 ph. +39 0575 984075 fax +39 0575 383142 web www.giorariflessi.it email info@giorariflessi.it

giorà brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

29


SO COOL! LO STILE SECONDO L’eleganza di un ghiacciolo

AMBROSINI: un oggetto semplice rivisitato sotto forma di gioiello

di Cristiana Giordano

Ci sono delle immagini che vengono associate immediatamente ad un nome. Succede ad esempio guardando i ghiaccioli-gioiello che rap-

presentano come un “marchio di fabbrica” il simbolo dello stile Ambrosini Milano. Un nome che coniuga lo spirito im-

prenditoriale della città lombarda cogliendone l’anima più viva e autentica con la creatività che è ricerca dello straordinario nell’ordinario. Accessori cool e originali diventano così dei gioielli. Il piacere d’indossare orecchini, collane con “ice-charms” rimanda al con-

cetto di semplicità che essi esprimono nella forma. D’altronde il ghiacciolo è il più semplice tra i gelati e nello stesso tempo è quello che resta più

impresso nell’immaginario comune. Come la voglia di un ghiacciolo può venire in qualsiasi momento (e non passa mai),

così indossarne uno prezioso soddisfa un piacere quotidiano. Scegliere un gioiello Ambrosini Milano è aprirsi ad una nuova esperienza di stile: ironico, originale e rilassato, autentico e lontano da ogni status symbol. Il quotidiano diventa straordinario, il ghiacciolo diventa gioiello.

Ambrosini. The elegance of an ice-lolly The Milanese Ambrosini style is made of jewels-ice-jolly. A trade-mark that combines the entrepreneurial Lombard spirit and the creativity. Cool accessories turn into jewels. Earrings, collars and bracelets with “ice-charms” express the idea of simplicity, the same way the ice-jolly represents the most common and simple ice-cream. A jewel by Ambrosini Milan is ironic, original and far from every status symbol and makes the ordinary become extraordinary, ice-jolly turn into jewel.

Ambrosini Milano 20123 Milano (MI), Italy Via Terraggio, 15 ph. +39 02 89096555 fax +39 02 72081676 email info@ambrosinimilano.com web www.ambrosinimilano.com

30

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand ambrosini


ambrosini brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

31


le 32

NUVOLE di TALENTO Talento Italiano 20025 Legnano (MI), Italy Via Giovanni Giolitti, 5 ph.+39 0331 1542871 fax +39 0331 1546202 email: info@talentogioielli.it web: talentoitaliano.it

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand talento


Antonio Sartori porta il cielo del Chianti nell’ultima collezione Non ponendo mai limiti al suo pensiero creativo, Antonio Sartori punta lo sguardo su oriz-

zonti sempre diversi, traducendo immagini e suggestioni in emozioni.

Questa volta sono state le

NUVOLE ”

, quelle che attra-

versano il cielo sopra le colline del Chianti, a dare il nome all’ultima collezione firmata Talento.

I rossi delle tormaline, come il sole infuocato, e il colore della

terra, interpretato nella collezione dal quarzo fumé, insieme ai diamanti bianchi e brown sostengono una atmosfera di potente originalità, semplicemente bella, diventando gli elementi carat-

terizzanti di questa nuova linea che nella natura trova il suo rimando e la sua ispirazione più vera.

Le tinte hanno un forte impatto sulla delicatezza del disegno, motivo di gusto e contraddizione necessaria per un risultato dal tratto contemporaneo.

Il gioco si consuma tra le trasparenze delle grandi pietre plurisfaccettate che completano i cerchi di lucido oro rosa apo-

strofati da diamanti che, con la stessa forza, amplificano luce e colore nei bracciali, negli scenografici pendenti che si tengono a catene di oro bianco e negli anelli.

Tonde sono le forme, perché nel magico gioco delle luci e

delle ombre tutto si acquieta portando con sé l’armonia che il cerchio da sempre esprime.

Tutto cerca e diventa armonia. Proprio come il cielo sopra le colline del Chianti. (FL)

“Nuvole di Talento”- Clouds of Talent Antonio Sartori’s new collection Antonio Sartori Limitless imagination has called “Le Nuvole” his new collection signed Talento.The red colour of the red-hot sun and the brown colour of the land, along with white and brown diamonds are the main characteristics of the new line, inspired to the nature.Tones have strong impact on the delicacy of the design. Bracelets, pendants and rings show an effect of transparency between big multi-faced stones and the shiny pink gold with diamonds. The shapes are round because the circle brings harmony in a game of light and dark, the same harmony of the sky above the hills of Chianti.

talento brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

33


adv artemisiacomunicazione.com ph: luciano d’inverno

J E W E L L E R Y

numero verde 800 864 799

www.joystone.it


GIOIELLI E BIJOUX POLIFUNZIONALI

IN NOME DEL DESIGN

Binomio. All-purpose jewels and bijoux The Florentine company proposes exclusive jewels and bijoux as design objects. Binomio is the name of the Florentine company that manufactures the jewels but it is also the basic idea of the work of Ghetti family.This company was born and developed in Florence, the heart of fashion and art. Binomio turns the knowledge of the goldsmith’s art in to design jewels, made both with precious and non- precious materials. Such ambivalence is expressed as a way of wearing: the jewel and the bijoux object. Every jewel is a “unique sculpture”.The bijoux is an innovative product, realised matching fabrics, steel, bronze, silver and coloured stones. Binomio philosophy is to realize all-purpose jewels that follow new trends and change every season.

36

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand il binomio


IL BINOMIO di Cristiana Giordano

Il Binomio: la formula di una grande e preziosa idea.

bivalenza che si esprime in due anime creative

esclusivi e bijoux come oggetti di design

l’oggetto di bijoux. Ogni gioiello viene ideato dal Binomio

L’azienda fiorentina propone gioielli

Se dovessimo parlarne in termini matematici, liquideremmo “Il Binomio” come una formula algebrica, ma visto che ci troviamo in ambito prezioso

l’argomento diventa interessante e vale la pena

soffermarsi per richiamare l’attenzione di cultori della

materia. Il Binomio non è solo il nome

dell’azienda fiorentina che realizza gioielli e

bijoux ma è l’idea che sta alla base di tutto il

lavoro della famiglia Ghetti. L’azienda nasce e si sviluppa

nel territorio fiorentino, storicamente centro creativo per l’arte e la moda. Il Binomio utilizza come forma espressiva i saperi

dell’oreficeria e li trasforma in gioielli di design, creati con l’uso di materiali preziosi ma anche non preziosi e innovativi. Una

proposte come realtà da indossare: il gioiello e e realizzato attraverso l’arte del lavoro a mano per renderlo ogni volta una “scultura unica”. Il bijoux è un prodotto

assolutamente nuovo con un design “cucito” come un abito sulla

persona che vuole indossarlo. È realizzato abbinando tessuti,

acciaio argento bronzo, pietre colorate, è un oggetto che “veste” sempre nuove forme, con colori e materiali sperimentali. La logica del Binomio è quella di creare gioielli

polifunzionali che oggi si portano come bracciale, domani magari come necklace. Oggetti dunque che

cavalcano le nuove tendenze e che si rinnovano ogni stagione per essere accompagnati in futuro da altre nuove e splendide forme.

Il Binomio 50019 Sesto Fiorentino (FI) Via Gramsci, 8 ph. fax +39 055 4217662 email: info@ilbinomio.com web: www.ilbinomio.com

il binomio brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

37


SIKÉ ricerca, stile e modernità Ricerca stilistica, voglia di stupire e

pensati per la fine dell’anno, ma grazie alla loro

colore ai gioielli Siké. Il brand dell’azienda

Un’azienda, Fiorella Italia, che con il

audacia: sono gli elementi che danno forma e siciliana Fiorella Italia non vuole farsi

trovare impreparato di fronte allo

scorrere del tempo e, dopo le proposte estive, già disegna una preview per il prossimo autunno.

Niente è lasciato al caso e anche la sfumatura più

usuale si arricchisce di originalità: i nuovi preziosi che

invaderanno le vetrine da settembre in poi sono gioielli in argento con galvanica in oro 24kt, ma la

loro peculiarità sta nel trattamento in ecoating che previene l’ossidazione del

metallo. È vero, sono collane, bracciali ed anelli

lavorazione il piacere di indossarli sarà illimitato. marchio Siké ha saputo coniugare la

freschezza con l’esperienza, la giovane età con la consapevolezza del proprio valore.

Ematite, agata, quarzo rosa e perle: non

possono coniugarsi se non con la grande abilità di

rendere gli accostamenti - il grigio con il bianco, il

color oro con l’antracite - armoniosi ed eleganti. Come a dire: non importa quale abito indosserai questa sera o domattina, ciò che conta è che ci sia la luce dei gioielli Siké a renderti radiosa.

Siké. Elegance, style and modernity Sicilian company Fiorella Italia brand aims at audacity and stylistic elegance and afterwards the summer collection, already introduces an autumn preview. The new coming jewels are made in silver with galvanised gold 24Kt and are e-coated. The Siké brand combines freshness and experience. Hematite, pink quartz, agate and pearls are worn with different colour combinations: grey and white, gold and charcoal. Whatever dress you put on, Siké jewels will make you radiant.

38

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand siké

Siké distribuito da Fiorella Italia 90133 Palermo Via Roma, 325 ph. +39 091 329587 web: www.fiorellagioielli.it


sikĂŠ brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

39


FOULARD leBebè COOL E BON CHIC

I MOTIVI DEI FAMOSI GIOIELLI SUI CARRÉ IDEATI DA LUCEBIANCA

di Maria Rosaria Petito

Se

dico foulard cosa vi passa per la mente? Dive del calibro di Caterine Deneuve che lo portavano annodato

sotto al mento o i grandi stilisti che lo hanno fatto trionfare nelle ultime passerelle? A me ricorda leBebé, il brand di Lu-

cebianca che ha scelto di festeggiare le mamme proprio con un carré con tanto di griffe.

Il 7 maggio, infatti, per questa ricorrenza piena d’amore, condivisa pressoché in tutto il mondo e antica quasi quanto le origini di questo accessorio, che tra gli alti e bassi delle mode rimane una voce importante nel guardaroba femminile, il brand conferma il pro-

prio inconfondibile stile anche attraverso queste versatili creazioni in seta e cotone dai colori primaverili, i cui disegni riprendono le forme dei famosi gioielli dedicati al tenerissimo mondo della maternità.

E se ogni mamma è unica per i propri figli, è unica anche in quanto donna, allora quale regalo migliore per esaltare la sua femminilità, la sua eleganza, il suo charme. Libere di interpretarlo secondo la propria personalità il foulard leBebé sta bene con il tailleur quanto con i jeans facendosi bon chic annodato al collo, sportivo

come cintura, fashion legato alla bag, reclama invece il look degli anni ’60 se indossato a fascia larga come un fermacapelli mentre fa tanto donna in carriera tenuto sotto i revers della giacca, e se diventa glamour sfoggiato come bandana, resta intramontabile fermato da una broche.

lebebé brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

41


In ogni dado c’è l’augurio che la vita riservi sempre la faccia migliore! Esalta la bellezza dei gioielli leBebé in com-

oro bianco, giallo o rosa, oltre ad una versione più piccola

chini e gli anelli delle silhouette infantili del

dedicato arriva anche da Lucebianca: chi acquisterà

binata con i ciondoli, i bracciali, gli orec-

maschietto e della femminuccia che hanno spopolato nelle versioni in oro bianco, giallo e con dia-

manti, o con le tante proposte di Dadini che con tratti

geometrici ha trovato il favore del pubblico, soprattutto giovane. Mixandoli su cordini colorati si possono creare

su misura originalissimi monili portafortuna (in ogni dado

c’è l’augurio che la vita riservi sempre la faccia migliore!). Ma Fabrizio Verde ha pensato anche ai più pigri per i quali ha ideato soluzioni montate su catenine pronte da indossare.Tutte nelle tre diverse misure, ed anch’esse in

in argento. Ma un regalo alle mamme nel giorno a loro

un gioiello leBebé, infatti, riceverà una composizione di quattro Dadini in argento, montati su cordino colorato.

Per chi non vuole rinunciare a nessuno dei gioielli leBebé, ricordiamo anche Exclusive e Ghirlande, una pre-

ziosa sobrietà che si fa guardare, sempre in oro bianco, giallo o rosa, in abbinamento ai diamanti per una scintilla

in più.Tutti disponibili presso le gioiellerie concessionarie ed i negozi monomarca di Capri e Parma. L’elenco

completo dei rivenditori è disponibile sul sito ufficiale di Lucebianca.

Foulard leBebé. Cool and bon chic The foulard has often been a distinctive item for famous actresses and great designers. Well, it is also part of Lucebianca’s brand, leBebé that celebrates the mums’ day. On the 7th of May, this brand becomes apparent with its peculiar style made of silk and cotton spring creations, whose designs refer to famous jewels realised for mums.The foulard brings out femininity and elegance of every mum. LeBebé matches with suit or jeans, it can be casual as belt, fashionable as bag accessory, glamorous as bandana. The foulard LeBebé can be combined with pendants, bracelets, earrings and rings in white, yellow gold or diamonds or can be mixed with Dices to create original good-luck jewels.There are also solutions for lazy people thanks to creations built on chains, easy to wear, in white, yellow or pink gold. But there is a nice gift for the mums in their day by Lucebianca: for every purchase of leBebé jewel there is a free arrangement of four silver dices. Don’t forget Exclusive and Ghirlande, leBebè jewels in gold and diamonds. All the items can be found at the dealer’s jewellery store and one-brand shops in Capri and Parma.

42

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand lebebé

Lucebianca 81025 Marcianise (CE), Italy Centro Orafo Il Tarì, mod. 247/248 ph. +39 0823 513145 fax +39 0823 513148 email info@lebebegioielli.com web www.lebebegioielli.com


Elite Bijoux Un’azienda competitiva nel prezzo e nel design

Elite bijoux 47924 Rimini Via Coriano, 58 - blocco 34/b ph. +39 0541 388966 fax +39 0541 382542 web www.elitebijoux.it email info@elitebijoux.it

44

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand elite bijoux


l’animalier

di Federica Longobardi

più nuovo che mai

Chi mai rinuncerebbe ad un gioiello e chi mai rinuncerebbe a possederne tanti e tanti per il solo gusto di cambiare con la stessa faciltà che si cambia una mise? La Elite Bijoux,

avanti nella concezione del business, lancia proposte di grande tendenza, innovative e competitive nel prezzo e nel design. Con gran curiosità e spirito di osservazione Elite Bijoux coglie sul nascere idee ancora in boccio che sviluppa e personalizza con quel gusto che l’ha fatta diventare un punto di riferimento per

rivenditori e negozianti. Ampia scelta nel suo commercio all’ingrosso di anelli, collane, orecchini e bracciali, ma anche semilavorati che si rinnovano di stagione in stagione, proposte di estrema vestibilità che si evolvono con le esigenze del settore. Alta qualità e attenta lavorazione sono una marcia in più rispetto alla concorrenza riuscendo così a personalizzare anche le richieste più esigenti. Con queste premesse risveglia la moda che impazzava negli anni ’40, l’animalier. E non c’è specie che tenga, dallo

scoiattolo, ai gattini, alle api su anelli fiabeschi.Vantano smaltature che disegnano mantelli da giraffa o leopardati le strutture su cui poggiano castoni voluminosi intorno ai quali svolazzano piccole farfalle; le pietre disposte a pavé riempiono questi gioielli di luce e colore. Non ha bisogno di altro l’anello che incornicia la pietra centrale, trattenuta da una appariscente dentellatura, con un’alternanza di altre nove di più modeste dimensioni ma sempre nelle tonalità calde della terra.

Elite Bijoux. A competitive company for price and design The animalier, more innovative than ever Elite Bijoux launches innovative and competitive offers for price and design. Elite Bijoux develops and customises ideas with its peculiar taste, successful for retailers and storekeepers. It offers a wide range of rings, collars, bracelets and earrings always new every season and extremely wearable. High quality and detailed manufacturing satisfy the more demanding. This tendency awakes the 40’s trend, the animalier. The rings show many motifs, from squirrels to bees. The enamelling has giraffe or leopard-skin designs. And the stones, paved arranged give the jewels light and colour. An example is the ring with the middle stone, surrounded by other nine stones with the hot tones.

elite bijoux brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

45


Ettore Regina Un gioiello che fa di ogni donna una sovrana di Martino Belmanto

Ettore Regina. A jewel that makes every woman a queen. Precious stones for the symbol of aristocracy: the crown The woman who wears jewels by Ettore Regina is gentle but confident, eccentric but balanced, sincere but determined. Ettore Regina draws his inspiration from the creative land of Naples. The colours of the landscapes with their emotions are visible in the collection 2011 of Stefania La Porta. The designer proposes the symbol of the crown in many different forms of gold and silver with contaminations from the Bizantine culture, whose heritage is still present in the city. Princess line shows the femininity of silver enlighten by lilac and blue rodolite, pink sapphires, white diamonds. Queen line combines malice and style through white and yellow gold, rubies and emeralds. Crownlogy combines uniqueness and naturalness.

46

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand ettore regina


Pietre preziose per il più inequivocabile simbolo di aristocrazia: la corona.

Sono me stessa perché vivo di emozioni. La nobiltà è nell’animo mio ma per vanità faccio sfoggio di cose preziose degne di una sovrana. L’eleganza è mia compagna e tra gli sguardi della gente mi sento una regina.

Forse è così che si racconterebbe una donna che indossa i gioielli Ettore Regina. Una creatura dal cuore tenero

ma sicura di sé, ironica ma di classe, limpida nei sentimenti ma decisa, stravagante ma molto equilibrata. Il perché

trova origine nella terra che dal 1882 ispira la Ettore Regina, una terra che in fatto di creatività non ha eguali, Napoli. I colori degli incantevoli panorami non possono non turbare, scuotere la fantasia che trasforma i pensieri in qualcosa di realmente desiderabile, come la collezione 2011 che la designer Stefania La Porta realizza proponendo il

più inequivocabile simbolo di aristocrazia, la corona, in tante diverse declinazioni plasmando l’argento

e l’oro in morbide onde lasciandosi contaminare nei tratti anche dalla civiltà bizantina che nella città partenopea ha lasciato indelebili tracce.

Parlano di nobiltà le linee Princess, in argento per una femminilità disinvolta che si fa illuminare dagli azzurri e dai

lilla della rodolite, dagli zaffiri rosa, dai topazi o dal bianco assoluto dei diamanti;

Queen, che fa sposare classe e malizia con l’oro giallo e bianco, i rubini e gli smeraldi con il giusto sfarzo; e Crownlogy, la vera unicità da esibire con la regale naturalezza che impone.

Ettore Regina Jewels ph. +39 081 290925 fax: +39 081 5647147 email: info@ettoreregina.com web: www.ettoreregina.com

ettore regina brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

47


C’è

qualcosa che distingue i gioielli della Zeronove, ed è il tocco ar tigia-

nale che Sauro Gudini,, l’imprenditore titolare dell’azienda aretina, ha preteso per le sue creazioni che vantano una marcata

attenzione ai dettagli. Ricorrendo ad interessanti silhouette

sfiorate da un retrò contaminato dalle mode attuali,, esibisce un versatile design che si presta a più connotazioni. Con la necessaria coesione influenza -con gusto orientaleggiante, o con

tratti stilizzati- messaggi ed emozioni tanto distanti gli uni dalle altre

che consapevolmente sollecitano soggettive fantasie in chi osser va i suoi gioielli. Per la sua linea Tre Timeless Jewels i ciondoli abbracciati da pietre colorate arricchiscono catene dalle maglie più

o meno grandi di bracciali, orecchini e collane. A caratterizzare questi

piccoli vezzi che ricordano le lanterne di leggendari fari emerge uno scontro alchemico tra qualcosa di antico e modernizzazioni intessute di credibile bellezza. Altri motivi, di marcato stampo floreale in-

sieme a piccole farfalle, si incontrano in delicatissimi gioielli, sempre in argento novecentoventicinque, che por tano tanto fashion anche nella routine quotidiana. I colorati Swarovski sono parte

ZERONOVE LINEA TRE TIMELESS JEWELS attivissima di questa rappresentazione,, anche nella ver-

sione mini, quando, cioè, si insabbiano in strutture impalpabili come tele di ragno. (MB)

C’è fantasia nella

argento e pietre che fanno scintille zeronove brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

49


There is imagination in the Zeronove. Tre Timeless Jewels Line with shining silver and stones Attention to the details and traditional touch are the main features of the creations of Sauro Gudini, the Tuscan entrepreneur of Zeronove company. His design is versatile and has more connotations. His cohesion of oriental taste and stylized shapes rouses personal imagination in the observer. His tre Timeless Jewels Line is characterised by bracelets, earrings and collars with pendants embraced by coloured stones. In his jewels there is an alchemic fight between the ancient and the modern. Delicate jewels C905 silver with floral motifs and butterflies bring fashion to the daily routine. Coloured Swarovski are the main piece of the Line.

50

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand zeronove

Zeronove srl 52100 Arezzo, Italy Loc. Quaranta, 258/B2 ph. +39 0575 364377 fax +39 0575 451412 email: info@zeronovegioielli.it web: www.zeronovegioielli.it


Non basta accostare l’argento ad una pietra per avere un gio-

iello che sia degno di questo nome. Ci vuole maestria, gusto e anche un pizzico di esuberanza. A Luisa Della Salda sono ri-

conosciute tutte queste qualità, e molte altre. Da oltre 20 anni è un fiorire di idee, di creazioni che esal-

Luisa D

una scelta mai tradita

tano le pietre naturali e l’argento, guardando alla

moda ma senza mai essere comune, uniforme, omologabile. Non siamo soltanto noi a dirlo: lo raccontano i suoi

clienti. E allora è a loro che va lasciata la parola, per sapere perché scegliere, tra tanti, un gioiello Luisa Della Salda.

Luisa Della Salda. A choice never betrayed Luisa Della Salda shows good taste, mastery and exuberance in her jewels. Her creations, never usual and standardised, have enhanced natural stones and silver for more than 20 years. Her clients explain why one has to choose a jewel by Luisa Della Salda.

di Marta Di Filippo

Luisa Della Salda 22063 Cantù (CO) viale Madonna, 1 ph. +39 031 713878 fax +39 031 713493 email: info@luisadellasalda.it web: www.luisadellasalda.it

L’argento Riccione (RI) “Bei modelli, belle pietre, fantasia nelle collezioni e soprattutto la serietà dell’azienda: sono impeccabili in tutto, ogni nostra richiesta riceve immediatamente riscontro. L’abbinamento di argento di qualità e di gemme funziona con tutta la nostra clientela, specie dai 30 anni in su. Un rapporto qualità-prezzo davvero allettante”. Carla Piccioni

Pino Curto Gioielli Corigiliano Calabro (CS) “I prodotti di Luisa Della Salda sono oggetti fashion, di tendenza, che non possono mancare in una gioielleria che voglia fidelizzare la propria clientela con qualità e cura del dettaglio. Per questo motivo da 4 anni abbiamo scelto quest’azienda: perché offre un prodotto affidabile e di pregio. E soprattutto ci fidiamo di tutte le persone che ci lavorano”. Giuseppe Curto

Gemme Messina “Mi sono avvicinato a quest’azienda un po’ per caso ma con curiosità: mi ha conquistato la qualità dei prodotti, ma anche le rifiniture sofisticate. Quello di Luisa Della Salda è il prodotto che ha trovato il giusto equilibro tra il gioiello in oro e la bijoutteria: prendendo grande spunto dalla moda, inoltre, seduce donne di tutte le età”. Carlo Martelli

Gioielleria Vale Paolo Reggio Calabria “L’impatto con Luisa Della Salda è stato entusiasmante, anche grazie alle qualità dell’azienda e delle persone che ci lavorano. Siamo seguiti con estrema cura in ogni fase, fino al post-vendita. Quest’attenzione costante ha già fidelizzato le nostre clienti più raffinate che non vogliono essere mai banali”. Francesca Vale

“Beautiful models, fine stones, imagination in the collections and most of all, reliability of the company. They are Perfect in everything. Price/quality relationship is very tempting”.

“High quality of products and fancy trimmings won me. It’s a product that seduces women of every age”

52

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / brand luisa della salda

“We have chosen this company 4 years ago because it offers fine and reliable products. Most of all, we trust all the people who work in the company”.

“We are supported with extreme care in every phase, up to the after sales. This regular attention conquered our most sophisticated clients”.


Della Salda Bottega del gioiello Sorrento (NA) “Ho fatto un ordine sostanzioso a Natale e ho già venduto quasi tutto: Luisa Della Salda è una garanzia.Vista la nostra location, il nostro pubblico è fatto soprattutto di turisti da ogni parte del mondo: ne amano la freschezza e gli accostamenti, persino quelli più audaci”. Pasquale Esposito “Luisa Della Salda represents a guarantee. Our customers, mainly tourists, love her freshness and combinations, even the more provocative ones”.

Gioielleria De Meo C .mare di Stabia (NA) “Con i gioielli di Luisa Della Salda abbiamo arricchito la nostra offer ta e coper to una fascia di clienti prima estranea al nostro negozio: dei suoi prodotti abbiamo apprezzato la bellezza della creatività, la realizzazione instancabile di nuove collezioni. E piace a donne di tutte le età”. Francesco De Meo

Gioielleria Pivano Stefano Biella “C’è un pubblico di fascia alta che vuole anche giocare con il gioiello, e non si accontenta di uno qualsiasi. Ed è il pubblico che ci chiede l’oggetto Luisa Della Salda: stile, gusto, tendenza, qualità racchiuse nelle forme e nei colori originali dei suoi prodotti”. Giovanni Borello

“We enriched our offer with Luisa Della Salda jewels: we appreciated the beauty of her creativity in the products”.

“There is a high level public that wants to play with jewels and is not satisfied. They want their own style, good taste, trend, expressed in original shapes and colours”.

Gioielleria Cornaro Bergamo “Siamo clienti “giovani” dell’azienda, ma siamo già soddisfatti: di Luisa Della Salda ci ha convinto la fantasia. A noi ser viva un prodotto moderno e abbiamo trovato i suoi gioielli, che piacciono molto, e sono originali senza essere eccessivi”. Renzo Cornaro

Gioielleria Pratesi Empoli “Il gioiello deve dare emozioni, ma in una fase come questa deve saper coniugare anche l’accessibilità e la possibilità di indossarlo tutti i giorni. Ancor prima di riconoscerne il nome, l’attrazione dei nostri clienti per Luisa Della Salda par te già dal primo sguardo in vetrina”. Miriam Gori

“We are new clients of the company, but we are already satisfied. Luisa Della Salda’s imagination persuaded us. We needed a modern product and we found it in her jewels”.

“Jewels must be able to express emotions, but in this period they also need to be accessible and wearable ever y day”. luisa della salda brand / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

53


preziosa incontra “le Donne dell’Oro”

ADRIANA FANFANI

No alla paura di cambiare di Gloria Belloni

“Suvvia, me lo faccia dire, non sono mica il tipo che si fa fare la fotografia con la manina sotto il mento, sa”. Lo si capisce immediatamente, del resto, dal brillante tono di voce e dall’entusiasmo che trasmettono le sue parole. Adriana Fanfani è impegnata da oltre vent’anni nell’azienda Alessandro Fanfani di

Firenze. Mentre il marito, nome legato alla realizzazione dei gioielli con smalti per eccellenza, si occupa della creatività e della produzione, lei presidia il fronte commerciale. E da qualche tempo anche la realizzazione e distribuzione di una nuova linea di bijoux.

Bene, allora parliamo di avventure. Da

Il matrimonio è stato un momento davvero

“Beh, da mio marito. L’ho incontrato per la prima volta

non proprio giovanissimi, pensavamo di

dove si comincia?

ad una fiera ed è stato il colpo di fulmine. Solo più tardi abbiamo cominciato a lavorare insieme e, dopo

vent’anni di convivenza, dieci anni fa ci siamo sposati. Su molte cose abbiamo gusti del tutto identici, strane

coincidenze ci accomunano - siamo addirittura nati lo stesso giorno e lo stesse mese - ma i caratteri sono complementari: lui creativo, nel suo mondo, io

organizzare tutto in gran segreto, non

volevamo dare importanza alla cosa. Invece, tutti

i nostri collaboratori hanno partecipato facendoci

una gran sorpresa. Bello, sì. Per il resto, vita privata e azienda sono andati di pari passo: momenti duri, momenti belli. Si cerca di tenere insieme tutto.”

espansiva; così mi sono fin da subito dedicata alla parte

E adesso?

in un’azienda orafa sempre di Firenze, quindi il mestiere

quelli buoni. Abbiamo appena cominciato una nuova

commerciale. Dopo il liceo artistico avevo già lavorato lo conoscevo.

54

particolare: dopo così tanti anni e, diciamolo,

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / donne dell’oro

“Ecco, prendiamo adesso. Questo è un momento di

avventura con una linea di bijoux ed è una strada che

Orecchini e bracciali, Firenze Bijoux


mi sta

dando

molte

soddisfazioni.

Non è che sia

l’unica a fare

bijoux, è chiaro,

ma per

un’azienda come la

nostra è un

cambiamento di

prospettiva radicale. Le

linee di gioielli

Alessandro Fanfani sono

sempre presenti, ma

avvicinarsi al mondo della

bigiotteria di alto livello vuol

dir proprio partire per un

nuovo viaggio”.

Lo credo. E comincio a pensare

che, a questo punto, le premesse

sociali che fanno da sfondo a un nuovo

mercato richiamino per certi versi l’epoca

in cui prese piede forse il vero ultimo grande

esempio di gioiello democratico: gli anni ’30 con la

Costume Jewelry. Allora era la grande Depressione, oggi, forse, depressi lo siamo un po’ meno, ma sempre di crisi si parla e, siccome è meno transitoria del previsto, si è già trasformata in ‘nuova esigenza del Bracciale e anello in oro, diamanti e smalto. Collezione Lady di Alessandro Fanfani | Bracciale Firenze Bijoux

mercato’ . Fatto sta che, oggi come allora, monili in materiali meno

preziosi possono diventare dei veri e propri pezzi d’autore, dando la possibilità a chi li crea di seguire temi suggestivi e di interpretare materiali di grande impatto visivo.

“I nostri bijoux si affiancano ai gioielli, e questo significa che vengono

realizzati con la stessa cura e dalle stesse persone, ma naturalmente ci consentono di avere frequenti e ricche collezioni. La tecnologia, poi,

aiuta. Utilizziamo lega con bagno d’oro a 1 micron, oppure in altri colori da armonizzare con tutte le sfumature delle pietre.

Ci possiamo sbizzarrire in mille sperimentazioni e seguire passo passo le richieste dei nostri clienti, offrendo creazioni davvero personalizzate. La collaborazione con loro è molto stretta”.

Per quanto riguarda la distribuzione, vi affidate alle gioiellerie?

“Assolutamente sì: a gioiellerie selezionate. Il nostro brand di gioielleria tradizionale è da tempo affermato sul mercato e questo semplifica il lavoro, se vogliamo. Parto già avvantaggiata da una forte garanzia di qualità sia per quanto riguarda la manifattura sia per il servizio.” Saranno linee dedicate al nostro mercato?

“Sì, il mercato italiano è in sofferenza ma vive. Abbiamo iniziato da appena sei mesi, ora usciremo con nuove linee.

E non posso nascondere che mi sto davvero divertendo: non credo sarà una strada da cui tornerò indietro. Le possibilità creative sono

pressoché infinite e c’è ancora spazio per un prodotto di alto livello, di nicchia in termini di gusto, non certo di prezzo che, nel mio caso, è superaccessibile”.

donne dell’oro / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

55


Il Tarì:

specia e

MONDO PREZIOSO

Dal 6 al 9 maggio è di nuovo Mondo di Chiara Di Martino Prezioso al Tarì. Manca poco alla edizione 2011 del Salone del gioiello contemporaneo organizzato dal centro orafo di Marcianise, guidato da Gianni Carità. Tante le novità di questi primi mesi dell’anno, a partire dall’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica fino ad arrivare all’entrata in vigore del Codice etico per i soci e alla progettazione di nuovi eventi fieristici extra settore in grado di focalizzare l’attenzione su una struttura che, da 15 anni, racchiude il meglio della produzione orafa campana e non solo. Si afferma e si consolida, inoltre, una nuova posizione nel mercato come ente fieristico: con “Eccellenze”, Salone del lusso e del buon gusto, una manifestazione giunta alla sua seconda edizione e dedicata alle imprese che si sono affermate nel mondo in settori trasversali; a marzo si è tenuto “Stile in Trasparenza, correttezza e lealtà, in vigore il Codice etico del Tarì casa”, appuntamento con l’arte del ricevere e, nel Tarì, è entrato in vigore il codice etico del centro orafo di Marcianise. Trasparenza, correttezza, promozione novembre prossimo, si svolgerà la prima edizione di e tutela delle risorse umane: questi i punti del protocollo della Scpa guidata da Gianni Carità. Previsto un co“Napoli Contemporary Art Fair”, dedicata, mitato interno di Controllo che vigili sull’osservanza delle regole, lavorando in sinergia con organi sociali, management e dipendenti: affrontati con ampio dettaglio tutti i valori da salvaguardare nell’attività della consortile naturalmente, all’arte in tutte le sue espressioni. e dei singoli soci. Ma il business core del Tarì è sempre il I principi cui si ispira il codice sono elencati all’articolo 4 e sono così individuati: onestà e legalità (rispetto della mondo del gioiello: è tutto pronto per le antilegge e del codice); integrità e lealtà (contrasto alle informazioni ingannevoli e lealtà nei rapporti con l’esterno); imparzialità (divieto di discriminazione in base all’età, al sesso, alla sessualità, allo stato di salute, alla razza, alla nacipazioni preziose di primavera, dunque, e il centro zionalità, alle opinioni politiche e alle credenze religiose dei suoi interlocutori); trasparenza e correttezza dell’inorafo di Marcianise si conferma punto di riferimento formazione (comunicazione immediata e veritiera sia nei rapporti istituzionali sia nei rapporti interni); rispetto del dettaglio del centro-sud Italia, e non solo. Durante ed integrità della persona (rispetto dell’integrità fisica, culturale e morale e il rispetto della dimensione di relazione con gli altri, condizioni di lavoro rispettose della dignità individuale ed ambienti di lavoro sicuri); valore delle l’ultima edizione di ottobre la fiera ha regirisorse umane (partecipazione attiva delle persone e propositività). Ma attenzione è prestata dal Codice anche strato un incremento del 5% nel numero alla risoluzione di possibili conflitti di interesse e alla riservatezza. di visitatori e, in vista dell’evento di maggio, le preMa non è certamente il primo passo che il Tarì compie a sostegno della trasparenza. Risale a poco meno di un anno fa il protocollo d’intesa firmato dai vertici del centro orafo campano con la Femesse per un’ulteriore crescita ci sono tutte. derazione Nazionale Dettaglianti Orafi Confcommercio sulla correttezza degli operatori che ha dato vita ad un tavolo tecnico che ha il compito di vigilare sulla chiarezza delle attività di settore.

58

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / mondo prezioso speciale


Vincenzo Giannotti, presidente del TADS

Tarì design school, tra i progetti futuri anche corsi per dettaglianti

Permettere ai più giovani di diventare “imprenditori di se stessi”. Creare una rete che indichi agli allievi tutte le possibili strade. Tads - Tarì Design School è ormai una realtà consolidata ma l’intenzione del neopresidente Vincenzo Giannotti, imprenditore e vicepresidente delegato del centro orafo il Tarì, è quella di farla crescere in termini di qualità. Presidente, intende portare avanti una politica di continuità con il passato? “Non ho motivi per non farlo: quella del mio predecessore Ettore Pane è stata una gestione di successo. Perciò il mio impegno è doppio: non abbandonare il sapere accumulato e continuare ad attualizzarlo. Vogliamo dare qualcosa in più aiutando i nostri ragazzi ad abbandonare la mentalità del “posto di lavoro”: vogliamo formarli per renderli autonomi, come è già successo a molti degli allievi del Tads”.

Qual è il target della Scuola? “Non vogliamo escludere nessun aspetto, dalla formazione di base alla prototipazione. Oltre ad essere una realtà molto democratica, la Scuola vuole coprire tutti i “mestieri” legati all’oro, per consentire a ciascuno di trovare la propria strada e soprattutto perché c’è bisogno di professionisti anche dell’incastonatura, o del taglio laser. E, ovviamente, di designer capaci. Devono essere in grado di affrontare il mercato, tutti. Per questo è forte il rapporto con le aziende”. Una formazione ad ampio raggio: anche tra i dettaglianti è un’esigenza sempre più sentita. “Nel disegnare la nuova offerta abbiamo pensato anche ai commercianti. C’è l’intenzione di studiare corsi destinati agli addetti alla vendita che come tutti hanno bisogno di competenze e di aggiornamento: devono saper rispondere con coscienza ai cambiamenti del mercato. A questo scopo stiamo lavorando fianco a fianco con la

speciale mondo prezioso / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

59


Federazione nazionale dettaglianti orafi Confcommercio e con la Federazione orafi campani, nel rispetto dei reciproci ruoli”. Si sta creando una sorta di rete, dunque. “Proprio così. Lo conferma il rapporto stretto con le aziende socie del Tarì ed altre a livello nazionale, e il legame degli associati con il laboratorio della Scuola. E per questo spingiamo tutte le imprese, anche i grossisti, a produrre linee proprie. Perciò vanno previste agevolazioni per i ragazzi che vogliano mettersi

in proprio, grazie a convenzioni con fornitori e certificatori”. “Basta trascorrere qualche ora per capire che Tarì Design School funziona”. Alle parole del presidente Giannotti fanno eco quelle del direttore della Scuola, Andrea Maria Romano. “È un vero circolo virtuoso, che insegna loro anche a sapersi presentare, ad interagire tra loro e con i docenti, a comunicare. I ragazzi hanno voglia di imparare, ne abbiamo ulteriore conferma dall’orientamento che facciamo nelle scuole: basta saper tenere vivo il loro interesse”.

È online il nuovo sito del TADS

Una Scuola all’avanguardia come Tarì Design School non poteva non avere una piattaforma di comunicazione creativa. È on line il nuovo sito del Tads, con molte sezioni di approfondimento sempre aggiornate, a partire dall’elenco corsi (Design, Arte Orafa, Orologiaio, Gemmologia). Focus anche sulla scuola, con l’area dedicata alla struttura, al corpo docente, alle possibilità di inserimento e agli eventi organizzati. Non poteva mancare il segmento dedicato ai veri protagonisti del Tads: gli allievi. E allora nel menu alla voce “Studenti” sono visionabili i comunicati da loro preparati su progetti ed iniziative e la Gallery dei loro lavori. Aggiornamento continuo su concorsi, convenzioni ed eventi e, naturalmente, la possibilità di iscriversi alla newsletter. Per essere al passo con la comunicazione sociale, la Scuola ha aperto anche due pagine su Facebook, un account di Twitter e un canale video su Youtube. “È un modo concreto per dare un’ulteriore vetrina ai ragazzi - spiega il direttore Andrea Maria Romano -: così le aziende possono valutarne autonomamente le qualità. E poi, in un sistema così attento alle nuove tecnologie, non potevamo dimenticare i nuovi strumenti di comunicazione”. (CDM)

60

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / mondo prezioso speciale


“La fantasia è più importante del sapere” affermava Albert Einstein e quando gli artigiani ed i designer del mondo orafo manipolano metalli preziosi, pietre dure e gemme rare sembra che sia proprio così, sembra che la bellezza che nasce dalla loro creatività a volte riesca a compensare le nostre lacune. Dunque se il mondo del lusso dedica le sue fatiche alla realizzazione di piacevolezze è perché la bellezza è una di quelle astratte realtà ancora capaci di risvegliare in noi gradevolissime emozioni. Una di queste fabbriche di sogni è vicino Napoli, a Marcianise, dove la scelta è vasta ed impegnativa tra gioielli preziosi, pop, stravaganti, low cost, unici, inaccostabili, romantici, seducenti, fashion, classici, glam, contemporanei, vintage style, futuristici, appariscenti, discreti… È il Centro Orafo Il Tarì, che attraverso la ricerca e la sperimentazione ha reso competitive in fatto di gioielleria, orologeria, argenteria e bijouterie le numerose aziende stanziate. testi a cura di Maria Rosaria Petito

When goldsmith craftsmen and designers manipulate precious metals and rare stones, the beauty of their creations makes up for our gap of knowledge.The goldsmith centre, Centro Orafo Il Tarì, located in Naples, Marcianise, is one of the fabrics that commit to realize “beauty”. Several companies that are part of Il Tarì, manufacture products such as jewels, watches, bijoux, silverware and are very competitive thanks to the wide range of items offered: precious jewels, pop jewels, extravagant jewels, low cost jewels, romantic or glamour jewels, vintage or futurist jewels.

By Simon

per le fashion addict By Simon 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 125 ph + 39 0823 513830 fax + 39 0823 514140 email: info@bysimon.it web: www.bysimon.it

Precursore nel 1970 - anno della sua nascita - attuale ancora adesso, By Simon è tra le prime aziende a livello mondiale specializzate nella produzione di gioielli in argento, orologi e accessori moda a cui dedica una particolare cura nella selezione delle materie prime per garantire elevatissimi standard di performance e sempre nuove proposte eccentriche e raffinate. Con una sviluppatissima rete vendita in Italia e all’estero By Simon fa trionfare le tendenze con colori accesi negli smalti e nelle pietre. Nelle ultime creazioni ha voluto rami di pasta di corallo tinti del rosso fuoco più violento che condividono lo spazio con conchiglie, stelle marine e ippocampi nei gioielli in ottone placcato oro rosé. Ha scelto nuances più delicate nei pendenti e negli orecchini, anch’essi in ottone placcato oro rosé, che si ispirano a oggetti che sembrano piovuti dallo spazio, punteggiati da geometrie in tonalità a contrasto. Pavé di zirconi invece stanno intorno a occhi di gatto, le grandi pietre a taglio cabochon o sfaccettate

speciale mondo prezioso / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

61


che sormontano gli anelli in argento intagliato con deliziosi motivi ornamentali. BYSIMON for fashion addicted BY SIMON, born in the 1970, is one of the most famous companies in the world that manufactures silver jewels, watches and fashion accessories, known in Italy and abroad for its high performance and eccentric taste. Its most recent collection displays red-hot coral paste mixed with seashells and sea stars in brass jewels covered in rosé gold; more delicate nuance for pendants and earrings; silver rings with big cabochon stones surrounded by paved zircons

Inarrestabile ascesa per

Lucebianca

La felicità delle grandi cose si può esprimere solo attraverso piccole cose. È la filosofia della famiglia Verde che dal 1948 (anni della sua presenza al Borgo Orefici di Napoli) muta in oggetti deliziosi i sentimenti più sinceri. Questo principio ha dato vita nel 2007 a Lucebianca, quasi un concept dell’amore, a cui i tre fratelli Fabrizio, Paolo e Mariana, rispettivamente produzione, marketing e comunicazione, e gestione generale, hanno regalato due accattivanti brand, leBebé e Vera. Realtà che, cifre alla mano, dimostrano come con caparbietà e coraggio si possa creare uno spazio solido ed in continua espansione sulla scena Italiana, anche in un momento di grande flessibilità del mercato del lusso, e non solo. Dal centro orafo Il Tarì di Marcianise, sede degli uffici creativi e di produzione di Lucebianca, arrivano notizie entusiasmanti: il 2009 ha chiuso con circa 8milioni euro di fatturato con più di 60mila unità vendute, dato che nel 2010 ha toccato gli 80mila pezzi con una crescita del 120%. Il “tutto venduto”, che oggi sembra un’utopia, è all’ordine del giorno per Lucebianca, sia per le passate collezioni, che continuano a confermarsi i gioielli più richiesti, sia per le più recenti Ghirlande, Dadini e Vera -una sfida nel design della fede nuziale-. La semplicità delle linee è il vero punto forte delle sue collezioni realizzate interamente in Italia, sopratutto in Campania, da maestranze orafe di prestigio. I primi monomarca leBebè a Parma e a Capri testimoniano la significativa crescita su territorio Italiano ed estero, con previsioni di ulteriori opening a breve nelle località turistiche più prestigiose.

62

Lucebianca 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 247/248 ph. +39 0823 513145 fax +39 0823 513148 email: info@lebebegioielli.com web: www.lebebegioielli.com

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / mondo prezioso speciale


Lucebianca unrelenting rise Happiness of big things can be expressed only through small things. This is family Verde’s philosophy that created LUCEBIANCA in 2007, a kind of love concept to which Fabrizio, Paolo and Marianna dedicated two engaging brands, leBebé and Vera. From Il Tarì, in Marcianise, headquarters of Lucebianca, come good news: sales data increased from 2009 to 2010 with a growth of 120%. Lucebianca jewels are the most requested, both for the past collection and the recent ones Ghirlande, Dadini and Vera. The strong point of the company is the simplicity of lines, totally made in Campania, Italy. The first one-brand leBebé, in Parma and Capri proves the expanding growth in Italy and abroad with good expectations of more openings in the most famous tourist places.

I diamanti conflict free di

La Pié

La Pié Diamanti 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 117 ph. fax +39 0823 513235 email: info@lapiediamanti.it web: www.lapiediamanti.it

Il diamante è di casa a La Pié che mette a nudo la professionalità e l’esperienza accumulate in anni di studi presso i maggiori istituti mondiali di gemmologia quali IGI, HRD e Feeg, per informare, consigliare e garantire al meglio la sua clientela internazionale, la cui soddisfazione resta la migliore forma di promozione. Attrezzature all’avanguardia le consentono la massima precisione nella valutazione che va a corredo dei documenti di riconoscimento della gemma, (una copia resta in custodia presso i laboratori La Pié per tutti i casi previsti dalle normative vigenti). La consegna della gemma avviene in blisteratura sigillata brevettata (certicard) per preservarla da danni e/o contraffazioni, e garantirne l’originalità. Per scelta etica La Pié tratta solo diamanti “conflict free” ed in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite. Se ciò non bastasse, a dimostrazione della sua riconosciuta serietà, ad ogni diamante superiore a carati 0,25 centesimi La Pié imprime, con il diamond security laser engraving, il numero corrispondente al certificato sulla cintura del diamante (operazione che non altera assolutamente le qualità della pietra). Ai più romantici offre anche la possibilità di personalizzare dediche, di quelle che raccontano per l’eternità un amore sincero e limpido, proprio come un diamante. Conflict free diamonds by La Pié Diamonds are LA PIE’ strong point. They show experience and professionalism achieved after many years of study at

speciale mondo prezioso / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

63


the main gemmology institutes in the world. State-of-theart equipment allows extremely precise estimation of gems. The delivered gems are blistered and sealed with patented packaging in order to protect them from damages or forgery. La Pié decided to treat only conflict free diamonds in accordance with the UN Resolutions. Every diamond bigger than 0,25 carats has the stamp of the number corresponding to the certificate.

Saki

quando ci vuole colore Dopo le collezioni che sembravano ispirate ad uno zingaresco tres chic, adesso Saki ha portato il divertimento degli hula hoop nei suoi gioielli, e come i grandi cerchi che hanno sbancato tra le giovanissime così i suoi bracciali hanno registrato subito il sold out, il tutto esaurito. La forma circolare perfetta e pulita l’ha rivestita di zirconi monocromatici nelle misure large, medium o small e li ha fermati a griffe o incassati proprio nel mezzo quando a prevalere è il metallo, qui anche brunito, che condivide la sua lucentezza con la sequenza dei cristalli. Sono esuberanti, è vero, ma proprio per questo vanno indossati mettendone tanti insieme per dare risalto ai forti colori che Saki ha scelto tra il blu oceano, il verde menta, il magenta, il bianco, il rosso melograno, il fuxia, l’arancio topazio… a contrasto o in tinta unica, e nelle misure delle pietre diverse tra loro, proprio come i più bravi impilavano numerosissimi gli hula per esibirsi in esercizi spettacolari. Un modello per tutte le donne informalmente eleganti che sanno farli brillare in spiaggia, a sera, in città. Ovviamente il glamour è da completare esclusivamente con gli altri gioielli delle tante proposte Saki.

Saki, when you need colour After his previous collections inspired to a tré chic style, Saki uses the theme of hula-hoop in his jewels. His big circle bracelets registered soon the sold out. He covered the perfect circular shape with monochromatic zircons of different size, built in the middle of a brown shiny metal. They are exuberant and need to be put on together to show up the strong colours Saki chose: blue ocean, green mint, magenta, white

64

Saki Gioielli 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 42 ph. +39 0823 778398 fax +39 0823 513337 email: info@sakigioielli.it web: www.sakigioielli.it

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / mondo prezioso speciale


In scena i bijoux di

Mediterraneo

Siete a caccia di novità? Nessun problema, Mediterraneo ci regala il suo stile che non si esaurisce in una stagione ma si presta volentieri a cambiamenti efficaci. Sincero sostenitore dei capricci delle donne, avrà pensato al sole o forse ai rosoni delle antiche cattedrali Gennaro Napoletano quando ha progettato la sua ultima collezione del suo brand che accosta l’argento rodiato a quello rosé negli orecchini e nei ciondoli a cui il traforo regala disegni affascinanti con nel mezzo intagliata l’iniziale del proprio nome o della persona a cui si tiene di più. Zirconi luminosi delimitano il gioiello entusiasmando il contrasto del bianco e del giallo. Un nuovo modo di vedere il bijou se paragonato alle sue precedenti collezioni che perdono in qualche modo quella spettacolarizzazione che ha caratterizzato in special modo gli anelli. I grandi volumi volutamente qui si ridimensionano perché la bellezza questa volta è affidata alla delicatezza delle nuove figurazioni. Ciondoli pensati per generose scollature e boucle d’oreille da portare liberi dall’invadenza delle chiome, perché il design di questi gioielli è meritevole di uno sguardo più attento.

Mediterraneo 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 241 ph. fax +39 0823 513113 email: gennaronapoletano@tari.it web: www.gennaronapoletano.it

Mediterraneo make its bijoux spectacular MEDITERRANEO style is suitable for every season. Gennaro Napoletano, sincere supporter of women’s caprices, in his new collection has combined rhodium silver and rosé silver in pendants and earrings with attractive designs engraved in the middle with the name chosen. Bright zircons surrounding the jewels express the contrast of white and yellow. Pendants are thought for large collars, boucle d’oreille to wear with hair tied up for a more careful watch.

Jadì Gioielli

un classico inedito Cozzolino Gianpaolo 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 260 ph. fax +39 0823 513664 email: info@cozzolino.biz web: www.cozzolino.biz

Ci sono professioni che non si possono immaginare senza una sincera passione. Cozzolino lo dimostra con progetti ambiziosi che il suo brand Jadì Gioielli lancia confermando l’abilità di designers e maestri orafi che hanno scelto di destinare le loro creazioni ad una fascia di mercato sempre più esigente.

speciale mondo prezioso / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

65


Fedele allo stile più classico Cozzolino si spende nella produzione più nobile in oro e diamanti ma è capace di stupire anche con soluzioni davvero inedite come il gioiello estendibile, un pregiato incontro tra ingegneria e fantasia che sboccia in un oggetto completamente innovativo. Ma di là delle innovazioni resta la classe a far parlare dei suoi gioielli che puntano sempre sulla qualità, come anche i semilavorati. I suoi oggetti si affidano alla semplicità delle linee perché brillano di luce propria. I solitari si esibiscono in accennate evoluzioni, a volte più appariscenti per esaltare sempre ed esclusivamente la luce dei più limpidi diamanti. E quando mette insieme perla dopo perla per creare un desiderabile girocollo, alla chiusure ne aggiunge una di colore grigio, quasi un vezzo nel vezzo perché nella sua semplicità non dimentica che è il particolare a far battere il cuore di un gioiello. Jadì Gioielli, an original classic Cozzolino brand, Jadì Gioielli shows the expertise of goldsmith masters and designers who chose for their creations a very demanding public. His classical style expressed with gold and diamonds is also able to surprise with innovative creations, such as the extensible jewel. His jewels are well known for high quality and style. The solitaires, through a game of evolutions, enhance the light of diamonds and the necklaces made of one pearl of different colour among the other ones, show the peculiarity in the simplicity.

I Gioielli del Sole

si specchiano nei diamanti

I Gioielli del Sole si presentano con una piacevole mutazione che si allinea alla voglia di nuovo che reclama la freschezza della primavera. L’innovazione di questa eccellenza orafa sta nelle pietre colorate che si animano in altre forme di grande tendenza, pensate tutte in oro bianco, per racchiudere in cornici di diamanti neri, curvilinee o più vicine al floreale, la trasparenza di quelli bianchi ed il rosso dei grandi rubini a taglio ovale. Ancora una volta Gaetano Cardola, titolare de I Gioielli del Sole, dimostra quanto sappia districarsi tra domanda ed offerta, e più il momento è difficile più per lui sembra quello opportuno per azzardare ciò che poi, di collezione in

66

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / mondo prezioso speciale

I Gioielli del Sole 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 227-228 ph. +39 0823 513244 fax +39 0823 514888 email: info@igioiellidelsole.com web: www.igioiellidelsole.com


collezione, sin dal 1997, si conferma ancora una vittoria. Al Tarì, ad Oromare e nel punto vendita che dà anche nome ad una sua linea, “Trilogy”, I Gioielli del Sole offre l’opportunità di scegliere tra tanti diversi gioielli, non ultimi questi grandi anelli che si destreggiano nel bicolore nero-rosso e nelle trasparenze dei brillanti. Più li guardi e più sembrano disegnati proprio per te, perché hanno tutto quello che cercavi, l’attenzione nella lavorazione interamente artigianale, il tratto contemporaneo e il design che si tiene sempre stretto all’eleganza. I Gioielli del Sole, spectacular colours reflected in diamonds. I Gioielli del Sole express the freshness of spring season. The innovative aspect is represented by the coloured stones on fashion shapes, all in white gold, with curvilinear frames of black diamonds that embrace white and red oval rubies. Once more, Gaetano Cardola, the owner of I Gioielli del Sole, shows his ability to realize successful collections since the 1997. At Tarì, in Oromare and at “Trilogy”, his shop, Saki gives you the chance to choose among different jewels, such as big rings red and black bicoloured or with transparent brilliants, with a contemporary line and an elegant design.

SAR Gioielli

la fauna marina del mare di Capri SAR Gioielli made in Capri 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 169/825 ph. fax +39 0823 513842 email: info@sargioielli.it web: www.sargioielli.it

Capri, isola del look più eccentrico, della movida più chiacchierata, dei panorami mozzafiato, dei profumi e… dei gioielli. Sì, nel dedalo di viuzze che richiama turisti da tutto il mondo, c’è il laboratorio creativo per chi desidera immergersi totalmente nel mood dell’isola azzurra. Per chi immagina creazioni che snobbano il buon gusto c’è SAR Gioielli -di Rosario Severinole cui creazioni si prestano ad ammirazioni di ben altro carattere. SAR Gioielli, infatti, dedica ad uomini e donne ciondoli, girocolli, bracciali ed anelli dai tratti semplici e puliti. Elegantemente intrigante si presta a look classici ed informali senza alterare il suo carattere prezioso la sua ultima linea La Favola Blu, bellezze marine in oro giallo, bianco e rosa particolareggiate da pietre colorate. Granchietti, stelle, polipi, meduse e rami di corallo entrano nel gioco di una ricca fauna che sembra plasmata dal lento movimento delle acque, pescata, nelle profondità del mare che circonda gli inconfondibili Faraglioni, da originali cordoncini rosa, rossi, azzurri

speciale mondo prezioso / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

67


regolabili nella lunghezza da un saliscendi triangolare, sempre in oro, che ne completa il design. SAR, the fauna of Capri’s sea In Capri, the most eccentric island, famous for its landscapes and perfumes, is located the creative workshop of Rosario Severino, owner of SAR gioielli. Sar gioielli dedicates to men and women pendants, necklaces, bracelets and rings with simple and clean features suitable for classical or casual look. Favola Blu, his recent collection, shows sea fauna, like crabs, octopuses and coral branches in white, yellow and pink gold with details of coloured stones.

Armonie Gioielli

armonie di eleganza

È medio alto il target di riferimento della Progetti Oro che nel suo laboratorio condiviso da Tiberio Fiorentino con i figli Danilo, Diego e Davide, si progettano, si disegnano e si realizzano gioielli d’autore esclusivamente fatti a mano. Un atelier fondato sulla passione e su una severa professionalità che mantengono intatta la tradizione artigianale campana riconosciuta in tutto il mondo. Per avere il meglio mette in discussione ogni proposta al fine di sradicare dal previsto quelle variazioni che senza fatica raggiungono il top dell’eleganza in gioielli magnifici. E di forme se ne creano tante da quelle stilizzate a quelle romantiche. Il risultato è lampante nelle croci, il motivo guida proposto dal suo marchio di punta Armonie Gioielli, in cui il metallo, come un velo lasciato in balia del vento, si flette, si impenna e si piega fino a cedere completamente alle varietà di evoluzioni che i maestri orafi ottengono anche in soggetti che difficilmente metterebbero in discussione la loro classicità. Così, con l’onice nero ed il corallo avvolti in una fitta cornice di diamanti il risultato raggiunge un’eleganza mutevole senza alcuna fatica per gioielli particolari

Armonie gioielli, elegance harmony Progetti Oro’s target is middle-high class. In their workshop, Tiberio Fiorentino and his sons Danilo, Diego and Davide design and realize only hand made jewels with professionalism and passion based on the Campania tradition. They produce magnificent jewels of different shapes, romantic or stylised. The result is visible in the cross motif, displayed in the main brand Armonie Gioielli. The metal is manipulated by the goldsmith masters and is turned in changeable evolutions. An example of this excellent elegance is shown in jewels made of black onyx and coral wrapped in a frame of diamonds. .

68

ProgettiOro 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 224/225 ph. +39 0823 513020 / +39 0823 513092 fax +39 0823 513936 email: info@progettioro.it web: www.progettioro.it

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / mondo prezioso speciale


Omnia by Oro92 a disposizione della sua clientela

Omnia by Oro92 81025 Marcianise (CE) Centro Orafo Il Tarì - mod. 58 ph. +39 0823 513847 fax +39 0823 514958 email: omniaoro@alice.it web: www.omniaoro.com

Un gioiello lo si crea seguendo il proprio gusto, la propria fantasia, incoraggiati dalle tendenze o rompendo il sistema con una creatività che va dritta per la sua strada disattendendo le regole di mercato. È un gioco che non contempla intermediari e la concorrenza sembra avere una prospettiva diversa. La distribuzione è tutt’altro. Per vantare uno sviluppo sempre crescente deve saper guardare, ascoltare, cogliere i segnali che da più parti sollecita il mondo del lusso, nel nostro caso. È trasferire dal produttore al consumatore finale solo scelte vincenti. Castrese Marra e Gianni Covino dal 1990 - anno di nascita di Oro90 poi modificata in Omnia by Oro92 -, sin dai loro primi contatti si sono lasciati condizionare unicamente dall’esperienza con un solo intento, creare una organizzazione che portasse ad addizionare alla lista della loro clientela ogni volta un nome in più. Presenti in principio ad Avellino ed a Foggia si è scelto poi di puntare sulla sede pugliese, diretta da Giuseppe Marra, trasferendo, invece, quella di Avellino nel centro orafo Il Tarì. La varietà e la qualità hanno fatto sì che le vendite crescessero naturalmente, ma la fidelizzazione della clientela è stato il risultato di una organizzazione che ha adottato di distribuire solo i principali marchi di oreficeria e mini gioielleria e di fornire agli operatori del settore un valido servizio di assistenza pre e post vendita. Quella della Omnia by Oro92 è una professionalità da più parti confermata che in ventuno anni di attività, con equilibrio e serietà, ha messo su una organizzazione di vendita che non teme crepe. I più bei gioielli, la migliore qualità, l’eccellente lavorazione sono la pubblicità di un’azienda che ad ogni richiesta risponde con la serenità di una perfetta organizzazione e con prodotti sempre nuovi. Omnia by Oro92 at its customers’ disposal A jewel must be created following one’s own taste and imagination, sometimes ignoring the market rules. It’s a game that doesn’t consider middlemen. Distribution is different. It requires attention to catch all the signals of luxury sector. Castrese Marra and Gianni Covino, since the establishment of Omnia by Oro92, in 1990, aimed to add new clients to the list of their customers. Located in Avellino and Foggia at the beginning, they decided to bet on the base in Puglia and to move the Avellino base to Il Tarì centre. In order to retain their customers, they chose to distribute the main goldsmith brands, providing the operators of the sector pre and post sale support. Beautiful jewels, the best quality and the excellent manufacturing are the strong points of a company that always offers new products.

speciale mondo prezioso / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

69


www.elitebijoux.it

adv artemisiacomunicazione.com | ph luciano d’inverno

il gioiello che piace

Elite Bijoux 47924 Rimini, Via Coriano, 58 - blocco 34/b | ph. +39 0541 388966 fax +39 0541 382542 | info@elitebijoux.it


Ufficializzata a Baselworld 2011 l’acquisizione dei marchi Valente, Stefan Hafner, Nouvelle Bague, Io Sì e Porrati

D

di Chiara Di Martino

elle trattative del gruppo Gitanjali per conseguire il controllo di una casa italiana si parlava già da tempo. È stata ufficializzata a Baselworld 2011 l’acquisizione dei marchi Valente, Stefan Hafner, Nouvelle Bague, Io Sì e Porrati e la nascita della Leading Italian Jewels, holding italiana del gruppo indiano Gitanjali fondato nel 1966 dall’attuale presidente Mehul Choksi.Vero impero del diamante e dei gioielli, il Gitanjali Group, quotato alla borsa di Mumbai, ha oggi un business con una visione totale e verticalizzata: dalla lavorazione di diamanti e pietre preziose alla produzione di gioielleria, oltre alla distribuzione al dettaglio di lifestlye brands in India, Usa, Inghilterra, Belgio, Italia, Medio Oriente, Sud Est asiatico, Cina e Giappone, attraverso un network internazionale di negozi retail di proprietà o direttamente gestiti. Stefan Hafner, Nouvelle Bague, Io Sì e Porrati continueranno ad essere distribuiti da Blu Srl, con un piano di rilancio portato avanti da Stefano Solaro, AD della Società;Valente (marchio proveniente dal polo della gioielleria costituito da Burani) sarà distribuita, insieme ad altri marchi di Gitanjali Group, da Giantti Italia srl, gestita da Ruggero Paolillo, che da una parte si occuperà del rilancio del marchio Valente a livello mondiale e dell’altra introdurrà sul mercato italiano ed europeo alcuni dei marchi più importanti del gruppo in-

diano, come Giantti e Jennifer Morgan. Preziosa ha intervistato il suo presidente mr. Mehul Choksi. 1Quale può essere il futuro del settore orafo? C’è un enorme potenziale perché i gioiellieri continuino a far crescere i loro business, così come ci sono molti mercati nel mondo dove la domanda è ancora forte e dove l’oro continua a essere popolare malgrado il prezzo del metallo. Per la crescita del comparto italiano, però, è necessario studiare e capire le scelte dei consumatori di mercati diversi, in particolare quelli di paesi come l’India che è il più esteso del mondo. Il design deve adattarsi alla cultura e ai gusti del pubblico: solo così ci può consolidare; altrimenti resta uno strumento con una portata limitata. Inoltre, va risolto il problema dei dazi doganali che pesano sui costi. In seguito alle ultime acquisizioni del Gruppo che presiede, quale sarà il suo posizionamento nel mercato italiano? Il nostro obiettivo principale è essere d’ausilio nello sviluppo di un mercato mondiale per le creazioni del Made in Italy. Abbiamo sempre ammirato l’eccellenza italiana e la maestria nella creazione artigianale di gioielli. Il vostro paese è leader in questo: rappresenta la punta di diamante del design. La nostra scelta per il futuro è mantenere design e produzione in Italia: è nostro auspicio lavorare a stretto contatto con designer e produttori che operano sul territorio, offrire ai mercati internazionali collezioni innovative con forte connotazione stilistica e farle espandere in India, dove la gioielleria italiana è molto popolare. Nei prossimi due anni intendiamo realizzare oltre 200 esclusivi outlet in tutto il mondo, che proporranno la più bella gioielleria Made in Italy: così contiamo di far crescere la domanda. Secondo lei, l’attuale sistema fieristico italiano funziona? Le fiere italiane sono una piattaforma eccellente per presentarsi al mondo, evidenziare bene la capacità di progettazione e produzione dei gioiellieri e mostrare a tutti nuovi prodotti e tendenze.Tuttavia, penso anche che i gioiellieri italiani hanno bisogno di visitare i mercati di altri paesi e presentare le loro proposte in modo organizzato: le fiere italiane potrebbero usare le loro competenze per facilitare questo processo.

Come vede il mercato internazionale? Ci sono enormi cambiamenti in atto nel mercato globale. Quelli più maturi stanno ancora avvertendo l’impatto della crisi finanziaria del 2009. Ma ci sono anche molti sviluppi interessanti nei mercati emergenti. Molto è già stato detto sull’India e la Cina, e chiaramente questi sono i grandi sbocchi per il prossimo decennio, ma anche Brasile e Russia possono offrire buone prospettive. In aggiunta, ci sono anche altri paesi che hanno un buon potenziale come lo Sri Lanka, il Vietnam e la Turchia, solo per citarne alcuni. Qual è il suo suggerimento per superare la crisi? Con i prezzi delle materie prime così alti e influenzati da molti fattori estranei al settore, dobbiamo porci in modo più intelligente e creativo. Oltre a sviluppare nuovi mercatåi, dobbiamo anche prestare molta attenzione al prodotto e al suo sviluppo: innovare in maniera intelligente in modo da creare nuovi look e nuovi accessori per sostenere noi stessi. L’elemento chiave nel successo delle aziende sarà dato da prodotti appropriati.-

Ci sono “ enormi

cambiamenti in atto nel mercato globale. Quelli più maturi stanno ancora avvertendo l’impatto della crisi finanziaria del 2009. Ma ci sono anche molti sviluppi interessanti nei mercati emergenti.

mr. Mehul Choksi, il presidente del gruppo Gitanjali

Il gruppo indiano Gitanjali alla conquista del mercato europeo

Se dovesse dare un consiglio ai produttori italiani, quale darebbe? Gli italiani sono i più creativi al mondo quando si tratta di design e i più abili quando si tratta di produzione. Ma hanno bisogno di andare in giro per il mondo, capire le culture e le società dove c’è richiesta di gioielli e integrarsi con le tendenze del design locale. In questo modo possono fare del Made in Italy una gioielleria con un appeal universale e una domanda globale.

intervista / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

73


adv artemisiacomunicazione.com | ph luciano d’inverno

37030 Lavagno (VR) | Via Monti Lessini, 10/12 | ph. fax +39 045 8980700 | www.vintagebijoux.com


Il TarĂŹ, mod. 045 Edificio Perla | Marcianise (CE) | tel. 0823 513118 | www.muzzicogioielli.com


sho

Shooting Vita Quotidiana

photo by luciano d’inverno art director maria rosaria petito model giordana vaquez fashion style giatily by sally addeo

Luisa Della Salda GiorĂ  by Giovanna Raspini Coral Market Bini Marlu Gioielli Confuorto Gioielli Estrosia


Luisa Della Salda

www.luisadellasalda.com | collana, bracciali e orecchini in perle coltivate d’acqua dolce, turchese e roselline


GiorĂ  by Giovanna Raspini

www.giorariflessi.it | bracciali morbidi, schiave con rifinitura in filigrana, anelli con mix di teschi, farfalle e fiori; collana e orecchini in maglia morbida con intarsi di sottilissime catene annodate tutto color bronzo


Confuorto Gioielli

www.confuortogioielli.it | parure con perle barocche in argento 925% con radici di rubino


Bini

parure in argento rosĂŠ, con agata e ametista | www.bini.it


Marlu Gioielli

www.marlu.it | bracciale pelle con pepite collezione marlu e i colori d’oriente bracciale sfere in acciaio collezione nel mio cuore bracciale sfere acciaio e turchese collezione marlu woman collana sfere in acciaio collezione marlu woman ciondolo teschio strass collezione dark


Coral Market

bracciale e orecchini in argento rosato, collana in argento rosĂŠ e pietre dure | coralmarket-tari@libero.it


Estrosia

www.estrosia.com | collana in argento con crisoprasio e rutilato, anelli in argento con corallo e geoda viola (a sx), con aulite e geoda viola (a dx), bracciale in argento con crisoprasio, rutilato e cristallo


Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi in missione a Bangkok L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Thailand Trade Office di Roma Missione di lavoro in

locali, tra cui l’insediamento di

e Antonio Cicala di incontrare

commerciali con la Thailandia. Grazie alla

Italiana Dettagliati Orafi

chilometri dall’aeroporto di Bangkok

mondo del gioiello

Trade Office segue le aziende

Thailandia per la Federazione Confcommercio. Il sodalizio, guidato dal gioielliere barese Giuseppe

Aquilino, in collaborazione con il Thailand Trade Office di

Roma, che opera sotto la guida del DEP, il Dipartimento di Promozione dell’Export, ha infatti realizzato

un’importante trasferta commerciale in occasione della 47° edizione della “Bangkok Gems &

Jewelry Fair”. Otto giorni di intenso lavoro, che hanno consentito agli

operatori italiani, di visitare, oltre al

prestigioso appuntamento fieristico,

importanti realtà commerciali produttive

“Gemopolis”. Situato a pochi

quest’ultimo si caratterizza per la sua

grande estensione, ma soprattutto per il suo appeal commerciale: fortissime

agevolazioni fiscali, zone tax free e servizi di logistica hanno consentito il nascere e lo svilupparsi di molte “farm” produttive tra cui alcune con proprietà italiana. La missione mediorientale ha consentito al presidente

Aquilino, accompagnato da

alcuni membri del direttivo, tra cui il vicepresidente

GiovanGiuseppe Lanfreschi, i consiglieri Fulvio Pertica,

Mario Martucca, Mario Didone

Il presidente Giuseppe Aquilino con Vichai Assarasakorn presidente Tahi Gem and Jewelry Traders Association

i maggiori esponenti del

thailandese, tra cui Vichai

Assarasakorn, presidente Tahi Gem and Jewelry Traders

Association, il direttore di

entrare in contatto diretto con le

mercato estero in modo affidabile e

della Thai Jewelry

sicuro. Allo stesso modo, sotto la guida

Manufacturer Mr Samrit

del DEP, il Thailand Trade Office favorisce

Siriaramasukul.

il processo d’internazionalizzazione delle

Con i suoi due uffici Italiani, Roma e

Milano il Thailand Trade Office agisce da

anello di congiunzione tra gli esportatori italiani, fornendo informazioni necessarie

Il direttore di Gemopolis Mr Suttipong Damrongsakul

commerciale, offrendo la possibilità di

supporto a chi desidera operare sul

Damrongsakul e il presidente

all’instaurazione di duraturi rapporti

italiane nella ricerca del giusto partner

aziende Thailandesi. Un vero e proprio

Gemopolis Mr Suttipong

thailandesi e i potenziali compratori

propria rete di contatti, il Thailand

imprese, nelle varie fasi dell’attività

produttiva e commerciale, attraverso lo scambio d’informazioni e agevolazioni

fra le aziende Thailandesi interessate ad esportare sul mercato italiano e quelle italiane.

Il presidente Aquilino e il vicepresidente Lanfreschi mentre ricevono un cadeau dal presidente della Thai Jewelry Manufacturer Mr Samrit Siriaramasukul

reportage / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

79


Bracciale/Collier 5.900,00, Anello/Bracciale 2.800,00, Orecchini 4.150,00. Prezzi consigliati al pubblico, comprensivi di IVA

il gioiello che si trasforma la prima parure estendibile: da anello a bracciale, da bracciale a collier disponibile anche in oro bianco

by Cozzolino Gianpaolo Centro Orafo Il TarĂŹ showroom 260 - Marcianise (CE) - Italy tel. 0823 513 664 info@jadi.it www.jadi.it


GOLDEN

parure a tema marino in argento 925, rifinita a mano, con perle naturali e smalti

CORALS

VICENZA: “FIRST” “CHARM” “CHOICE” |

IL TARÌ | MADRID

Via Tironi, 12 - 80059 Torre del Greco NA Tel +39 081 8824201 - Fax +39 081 8820747 www.goldencorals.com goldencoral99@libero.it


IL TARĂŒ

LAS VEGAS

MACEF

adv: artemisiacomunicazione.com

il fascino unico dei gioielli fatti a mano

ph. +39 080 5543484 fax +39 080 6983726 info@gemmarium.com www.gemmarium.com


Oroarezzo

di Chiara Di Martino

un successo lungo un anno Arezzo comincia a buttarsi alle spalle il periodo di

incertezza degli ultimi anni: lo

Baselworld 2011

+2,5% di visitatori e fatturati eccezionali Non smette mai di stupire

Winston a Zenith.

eleganza. L’edizione 2011, la n. 39, che si

registrata anche tra i brand

Baselworld, per numeri e per è svolta dal 24 al 31 marzo, si conferma punto di

riferimento dell’industria

mondiale dell’orologeria e

della gioielleria non soltanto come appuntamento, ma anche per i trend che evidenzia. Sono stati 103.200 i

Soddisfazione è stata

della gioielleria, sia tra gli habitué sia tra le new entry. I padiglioni del

Salone sono stati anche scenario di

iniziative come presentazioni di nuove linee, ospitate di vip internazionali e,

soprattutto, luogo di eventi business. Il successo della 39esima edizione di

visitatori - da oltre 100 nazioni - per

Baselworld è dovuto ad una sinergia di

45 paesi. Secondo miglior risultato in

l’interesse suscitato da ogni parte del

1892 espositori provenienti da assoluto e +2,5% rispetto al 2010.

Fortissimo il segmento orologi: chi ha

visitato la fiera ha registrato un grande movimento nei corridoi delle Hall of Dreams, Hall of Desires, Hall of

Fascination, Hall of Sensation, Hall of Inspiration, Hall of Emotion e al

Baselworld Palace, popolati dagli stand dei marchi di orologeria da Rolex ad

Altanus, da Chopard a Bulova, da Harry

fattori: la qualità degli espositori,

testimonia il successo della

32esima edizione di Oroarezzo, la

Mostra internazionale dell’oreficeria,

argenteria e gioielleria che si è svolta nella rinnovata struttura del polo

fieristico Arezzo Fiere e Congressi,

arricchita con un nuovo padiglione che

dell’intero anno: incontri business con i

18mila metri quadri.

partecipazione a workshop

ha portato la superficie espositiva a Record di 483 espositori e

oltre 12mila visitatori hanno dato una sferzata di ottimismo al

settore, contribuendo a definire

l’immagine del Made in Italy e la sua collocazione presso i

mercati mondiali come la Russia, il

Medio Oriente, gli Stati Uniti, Dubai e la Turchia. E questo grazie ad un lavoro portato avanti dalla società

organizzatrice, la Arezzo Fiere e

Congressi, ed esteso lungo il corso

mondo ma anche ad una strategia

internazionali e il tour mondiale della mostra Gold Up.

“Abbiamo avuto le conferme attese - ci ricorda Giovanni Tricca,

presidente di Arezzo Fiere e

Congressi - e le aspettative non sono affatto andate deluse. Segno che la

direzione intrapresa è quella giusta”. “I numeri ci confortano nelle scelte di

strategia promozionale - sottolinea il direttore Raul Barbieri -: un

sempre più mirate e selezionate che

Mondiale dell’Orologeria e della

portino le imprese a farsi conoscere nel

Gioielleria di Basilea, oltre ad aver

modo migliore presso i giusti

puntato sulla ricchezza di contenuti del

interlocutori internazionali.”

proprio sito istituzionale, ha puntato Vimeo e Flickr, per rendere

collettive di imprese in selezionate fiere

dobbiamo coltivare attraverso azioni

da qualche mese, infatti, il Salone

Facebook, Twitter, YouTube,

internazionali, la presenza compatta con

segnale di fiducia che accogliamo e che

comunicativa dell’organizzazione. Già

sui social media come

rappresentanti di paesi strategici, la

più agevole la comunicazione

430 milioni di franchi: il Padiglione 1

immagini, informazioni, commenti:

Padiglione 3 accanto al parcheggio

tra il salone e i suoi ospiti.Video, Baselworld è sul web in modo attivo, propositivo e vantaggioso per gli

operatori dei settori cui si rivolge.

Grandi novità in vista per il prossimo anno, prima fra tutte i primi visibili

risultati dei lavori per il nuovo centro

espositivo, che sarà terminato nel 2013. Il quartiere espositivo di Basilea, infatti, subirà una modernizzazione grazie ad un investimento pari a circa

verrà ampliato sulla Piazza della Fiera, il verrà rinnovato e le due nuove aree verranno collegate fra loro con una

costruzione su due livelli sovrastante la Piazza della Fiera.

Oltre alla realizzazione dei portanti

provvisori in acciaio, è stato realizzato

un tunnel di collegamento tra gli attuali Padiglioni 1 e 3. Appuntamento

per il prossimo anno, dall’8 al 15 marzo. Save the date.

fiere / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

83


C’è

un attimo, prima della pioggia di riso e dei

d’oro o argento a chi alle belle parole preferisce qualcosa

occhi sono puntati sugli sposi che suggellano le rispettive

Gli antichi Romani credevano che dall’anulare al cuore

brindisi alla futura felicità, in cui tutti gli

promesse scambiandosi le fedi nuziali.

La fede è forse il più simbolico dei gioielli, quello che identifica inequivocabilmente lo status di una persona e custodisce la promessa d’amore, fedeltà e ri-

spetto tra due persone destinato a durare, almeno nelle intenzioni, per tutta la vita.

Sbaglia chi spera di cavarsela con una semplice veretta d’oro: la scelta dell’anello che vi accompa-

gnerà per il resto della vita è critica quanto l’abito e il bouquet, la torta e le bomboniere. Francesina

sottile e con una leggera bombatura, o mantovana, più

alta e piatta? Fede etrusca con decorazioni benauguranti, oppure sarda meravigliosamente lavorata a pizzo? E per chi fosse alla ricerca di qualcosa di meno convenzionale, una breve incursione nel

mondo del gioiello d’autore può essere d’aiuto nella scelta dell’anello con cui pronunciare il fatidico sì.

Sakurako Shimizu, designer newyorkese capace di dare forma a suoni e parole, registra il suono emesso

dalla coppia nell’atto di pronunciare il fatidico “I do” (“Sì, lo voglio”) e ne riproduce lo spettro sonoro col taglio

laser, creando un motivo decorativo unico e personale su fedi in oro o argento.

Spinto forse dalla considerazione del numero sempre

crescente di nozze in età avanzata, Christopher Roule incide l’elettrocardiogramma dei futuri sposi all’interno delle fedi, invece dei tradizionali nomi e data.

Di platonica memoria è l’opera di Jiro Kamata: due

fedi create in un’unica fusione come fossero un solo anello, da dividere al momento dell’acquisto. Il segno la-

sciato dal seghetto nel punto di separazione combacia solo con l’altra metà. Più pragmatica nelle forme, Jana

Brevick propone viti e connettori montati su fedi

di solido su cui basare il proprio legame.

scorresse la vena amoris. Forse a ciò pensava la danese

Laurie Schram, ma in modo assai poco romantico, mentre inseriva frammenti di vetro all’interno delle fedi. A conferma della scarsa fiducia che ripone nell’istituzione

e nei sentimenti che spingono a sposarsi, la fondatrice

del marchio SCHRmm Jewellery crea fedi all’apparenza tradizionali ma che celano all’interno le reali intenzioni alla base dell’unione.

Custode di promesse d’amore, l’australiano George

Plionis incide messaggi personali sulla superficie di fedi in oro o argento mascherandoli con codici numerici che solo la coppia è in grado di decifrare.

Invece di portare la fede al dito, Mah Rana la mette in gabbia: un’allegoria della condizione matrimoniale o un modo per impedire all’innamorato di volare via?

Per il vulcanico Marc Monzó un anello non è abba-

stanza per suggellare un’unione: meglio “Big wedding band”, un bangle che richiama nella forma la più classica

delle fedi nuziali, ma da portare al polso. Herman Hermsen non condivide il medesimo entusiasmo, e rompe la tradizionale circolarità simbolo di perfezione ed unione senza soluzione di continuità inframmezzan-

dola con una linea retta, quasi a voler ricordare che la vita assieme sarà fatta anche di piccole e grandi difficoltà. Love is in the air, cantavano, e Cupido è sempre in ag-

guato: l’altra metà del vostro cuore potrebbe essere la persona che vi siede accanto in metropolitana. Meglio stare pronti e tenere in tasca il kit da matrimonio istan-

taneo di Benjamin Lignel: fascette in oro fino e carta

da avvolgere intorno all’anulare e correre all’altare. Il kit contiene più fascette, casomai la mezza mela dovesse rivelarsi un abbaglio.

Indispensabile per un viaggio a Las Vegas!

dall’alto in senso orario: GEORGE PLIONIS, Deconstructed ring / anelli in argento o in oro con numeri incisi MAH RANA, His’n’Hers, 1996 / anello in oro SCHRmm Jewellery, “White wedding” / anello in argento e resina BENJAMIN LIGNEL, “Super Cheap Thrills - Instant Wedding Kit” / fascette in oro fino e carta SAKURAKO SHIMIZU, Waveform Wedding Band / anello in oro o argento con decorazione tagliata al laser SCHRmm Jewellery, “In it for the money” / anelli in oro con incisione

84

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / design

DE SceneSIGN da un matrimonio non convenzionale di Lucia Venino


adv artemisiacomunicazione.com

Gioielli

c/o Il TarĂŹ, showroom 256 81025 Marcianise (CE) - Italia tel. fax +39 0823 513446 www.nocerinoweb.it info@nocerinoweb.it


(CHP) SAVE THE DATE: DAL 21 MAGGIO “CHI HA PAURA …?” A VICENZA

di Livia Tenuta

Erano gli anni '60 quando ancora

adornarlo, ma per seguirne le

la nascita del gioiello di

innovazione della realtà

da concetti come tradizione, pre-

provocatoria che non poteva

laborazione tra giovani

una mostra in cui 90 pezzi

il gioiello non si distaccava molto

ziosità e artigianalità, e sono sempre gli anni '60 a rappresentare

un momento di svolta nel panorama orafo internazionale.

Gijs Bakker, abbando-

nando l'arte applicata, diventa icona del gioiello

d'avanguardia, di un prodotto che rifiuta ori, argenti e pietre preziose

per modellarsi in alluminio e plastiche, per comunicare con il corpo, non solo per

86

forme e le linee con un’energia passare inosservata!

Ma è nel 1996 che il desi-

gner olandese, fondatore da ormai tre anni di

Droog Design, dà vita a

Chi ha paura...? (CHP), di cui è attualmente Direttore

Creativo, con la gallerista

italiana Marijke Vallanzasca con l’intento di produrre un “gioiello democratico” che po-

tesse venir fruito da un più ampio e giovane pubblico. CHP segna

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / design

design, frutto di una colstudenti e maestri del gioiello.

Non più pezzi unici e d’artista ma gioielli lontani dal concetto di ac-

cessorio decorativo e sempre più vicini ad una produzione indu-

striale, continuamente alimentata da sperimentazioni materiche e tecnologiche. Cambia così l’essenza del valore: la qualità e la

consistenza del progetto sono le vere entità del gioiello. Oggi la

Fiera di Vicenza, bacino di

orafa, è promotrice di realizzati fin dagli inizi, tra cui

molte edizioni limitate, si fanno

portavoce della storia di Chi ha

paura …?. La mostra a cura

di Alba Cappellieri, oltre ad essere un’imperdibile occasione

per far proprie le dinamiche del

panorama del gioiello contemporaneo, conferma Vicenza come

capitale del gioiello! C’è tempo dal 21 maggio al 21 giu-

gno per una boccata di vero e proprio design. Imperdibile!


SKIP INTRO*

NOTIZIE DAL WEB di Gloria Belloni

Smartphone: mai più sconnessi Intanto, arrivano gli smartphone, i telefonini evoluti: con questi diabolici aggeggi evidentemente ideati dalle manine di brillanti umpa lumpa costituitisi in start-up di successo dopo breve e salutisticamente deleteria esperienza presso discutibile azienda dolciaria, alla fine che ci faccio? Uso il navigatore? Operazioni bancarie? Carico foto su facebook? Sarà poi vero che la gente usa tutte queste funzionalità, quando con i tastini sempre più micro o sempre più ‘touch’ già scrivere sms sembra un’impresa? Ma come abbiamo potuto sopravvivere senza Ipad? Capitolo iPad (e iPhone). Qualcuno decreta che i siti web debbano essere assolutamente compatibili con questi supporti. Per il momento, è ancora difficile capire cosa esattamente la gente faccia oggi con i tablet in Italia, oltre che leggere libri (ma nemmeno più di tanto, comunque perlopiù dei semplici PDF) e cercare di trasformarli in computer superportatili a suon di applicazioni scaricate da Appstore e affini. Uno per tutti, tutti per tutti* Di una cosa, però, è impossibile non essersi resi conto, in quanto si tratta di un fenomeno tanto ‘ovvio’, quanto scoraggiante per buona parte delle aziende: con Internet si parla a tutto il mondo e tutto il mondo parla; oggi più di ieri. Dico ‘scoraggiante’ perché apparentemente si tratta di un’opportunità, anzi di un gigantesco Bengodi a dirla tutta, solo per i brand o, sul fronte opposto, per chi ieri non era nessuno e puntando sulla propria creatività intende promuoversi a costi relativamente bassi. “La rete è infinita, basta ‘inventarsi’” è stato per un bel pezzo l’imperativo-tormentone. Perché, allora, se l’intenzione

88

Qui 2.0

Pronto, a chi parlo? Non si è fatto a tempo a mettere in piedi un dignitoso sito web, qualche anno fa che sembra ieri, e già siamo travolti dal fumoso fenomeno Web 2.0. Bando agli allarmismi. Siccome anche autorevoli quotidiani e inserti tecno-economici sostengono che una vera e propria definizione è difficile da dare (nel box ci siamo mantenuti sul basico), vorrà dire che per il momento sarà sufficiente stare alla finestra e attendere qualche segno visibile, se non proprio tangibile. di un’azienda, mettiamo orafa e ipotizziamo produttrice di gioielli unbranded, è quella di parlare ai propri clienti reali e potenziali, ovvero ‘solo’ ai punti vendita, deve rendersi visibile e raggiungibile dall’universo mondo? Per dire cosa, poi? E, soprattutto, quali sono i vantaggi che tale vastità di orizzonti offre e come sfruttarli? Abbiamo provato ad ampliare il punto di vista con con Matteo Cantamesse, docente in Psicologia Sociale della Comunicazione Mediata presso l’Università Cattolica di Milano, direttore di ricerca in Iterion, istituto di ricerche di marketing finalizzate alla soluzione di problemi strategici, specializzato nella rilevazione ed analisi delle conversazioni e dei rumors nel Web, ed Emanuele Strada, Laurea in Scienze degli Intermediari Finanziari, MBA presso la SDA Bocconi, cofondatore e director di Proxis, società di consulenza che opera in ambiti organizzativi e di marketing con focus sui Social Media. È opinione che affrontare internet oggi, significhi prima di tutto rivedere la propria cultura aziendale. Condividete? Emanuele: Non mi porrei nell’ottica di

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / skip intro

parlare di “cultura aziendale”. Intanto perché è un termine che può intimorire. La cultura aziendale non si cambia perché si utilizza un nuovo str umento o un “ulteriore” canale. Preferisco pensare che una disponibilità all’ascolto, favorito dalle potenzialità del Web 2.0, porti a doversi dotare di “nuove orecchie” per arrivare ad elaborare soluzioni proprie. È da sfatare poi il mito che la tecnologia sia gratis o di rapida implementazione: se una soluzione è standard, non è per te. Matteo: Sì, il fatto è che questo discorso dell’avere orecchie nuove, mi preme dirlo, fa riferimento a un punto di vista che noi (sopra i 30 anni, intendo) possiamo Matteo Cantamesse comprendere e sforzarci di applicare, ma in cui non ci identificheremo mai fino in fondo. Il motivo è che il sistema di trasmissione delle informazioni di cui noi siamo imbevuti è quello televisivo o dei grandi media, ovvero da uno a molti. Le nuove generazioni sono abituate a quello che viene definito ‘narrow broadcasting’, trasmissione ristretta. Per esemplificare, se su un tram ci capita di ascoltare una conversazione telefonica di un ragazzo che parla dei fatti suoi siamo portati a pensare che lo sprovveduto stia

mettendo in piazza la sua vita privata, anche in modo poco opportuno. In realtà quella che sta avvenendo è una conversazione che ha senso solo per l’interlocutore e quindi ha contenuto informativo solo in uno specifico contesto; non avendo significato o non potendo essere interpretata da altri è come se non esistesse (a parte il caso estremo di un carabiniere che si trovasse ad ascoltare i dettagli di una rapina, e quindi si ritenesse autorizzato a intervenire). La differenza tra il modo ‘nostro’ e ‘loro’ di vivere internet è esattamente questa: una diversa disinvoltura e la convinzione che non tutti ascoltano tutto. Anche in grandi e moderne realtà aziendali si verifica il problema del gap generazionale Emanuele: Più che di gap generazionale, in Italia almeno, evidenzierei due tipi di criticità. Prima di tutto, la questione dell’alfabetizzazione informatica, di base carente e non solo per quanto riguarda la generazione over 50. Ad esempio, rispetto all’uso dei social media, giovani che utilizzano intensivamente Facebook, spesso, Emanuele Strada senza la minima consapevolezza dei rischi connessi alla privacy, rappresentano un segnale d’allarme; tendenzialmente, un cinquantenne che si trova a dover preparare il suo primo profilo per un social network, si pone (almeno in linea teorica) il problema di dover leggere le condizioni d’uso. Lo si chiama oggi scetticismo tecnologico, ma l’approccio è corretto. Su Facebook non è tua la proprietà di ciò che dici o delle foto che pubblichi, bisogna saperlo. In secondo luogo, c’è la tendenza a pensare che gli

* È il titolo del libro di Clay Shirky, Codice Edizioni, 2009.


L’oggetto misterioso

Per Web 2.0 si intende semplicemente una nuova fase di Internet. Non solo una specifica tecnologia, ma un insieme di applicazioni che consentono di compiere azioni, diversamente da qualche anno fa, in direzione di un’aumentata interattività. Tim O’Reilly, editore, sostenitore del software libero e teorico del web 2.0, già nel 2005 colse alcuni presupposti che concorrono alla sua definizione e che qui sintetizziamo.

web2.0

• Gli utenti sono saggi Questo è l’assunto su cui si basa il primo vero social network, ovvero il motore di ricerca Google. Se un sito è popolare - conosciuto - allora è attendibile. Non è il migliore dei sistemi, ma, attualmente, il migliore possibile. Questo può cambiare il punto di vista su quelli che noi identifichiamo come clienti reali o potenziali. • Applicazioni web condivise Andiamo verso la smaterializzazione del dato dalla persona: tutto (il nostro mondo) potrà vivere esclusivamente online, a partire dagli archivi personali. • Il web inteso come piattaforma Tutti quei servizi che non potrebbero vivere senza il web: E-bay, Wikipedia e tutti quanti hanno scelto di esistere come impresa solo on-line. • Partecipazione Poco da dire: l’utente legge e produce. Spesso una voce assolutamente anonima si può trasformare in opinione autorevole. Si veda, al primo punto, il concetto di popolarità. • Utente coinvolto I siti utilizzano tecnologie che consentono di mostrare più informazioni e tipologie di file (video, foto ecc.) nello stesso spazio, in forma dinamica. In home page ci stiamo abituando a trovare molti livelli di informazione immediatamente fruibili • Beta per sempre Le applicazioni sono continuamente modificate. Quella del costante divenire è uno stato permanente. Quando pensiamo alla nostra presenza online occorre tenerne conto: un sito web, banalmente, deve essere soprattutto di facile aggiornamento. • Usare il web come è stato ideato Ovvero puntando sulle capacità degli utenti di personalizzare e organizzare le informazioni liberamente. • Nulla Molti asseriscono che il Web 2.0 non esista. Difficile condividere, ma è, comunque, un punto di vista. USA siano il nostro modello di riferimento a prescindere, sulla base del principio che “quello che funziona là, prima o poi funzionerà anche qui”. Non abbiamo una via italiana. Per intenderci, se confrontiamo la concezione di servizio al cliente statunitense con quella nostrana - penso ad esempio alla differenza tra United Airlines, che interagisce con i propri viaggiatori attraverso Twitter e Alitalia - è evidente che non si parla di divario tecnologico, ma di mettere a paragone realtà incomparabili. Internet o non internet. Vorremmo, insomma, personalizzare qualcosa che non lo consente. Parliamo di reputazione online. Quanto è importante per un’azienda medio-piccola occuparsene e in che termini è possibile farlo? Matteo: Ancora una volta entra in gioco l’abitudine a interpretazioni non più applicabili. La reputazione web è a tutt’oggi considerata una questione di numeri, un po’ come nel mondo dei media tradizionali: più uscite ottengo su riviste e mezzi di comunicazione vari, più valido è stato il lavoro del mio ufficio stampa. Il punto è che la rete non è fatta di lettori, ma di produttori. I numeri sono impor tanti per dare significato, ma poi

occorre ascoltare i contenuti delle conversazioni. Se davanti a un’edicola assisto alla lamentela di un cliente che si è visto consegnare una copia rovinata, registro semplicemente un dato negativo: la lamentela. Ma se aspetto ancora un minuto e presto attenzione alla risposta dell’edicolante che decide magari di porgere scuse e offrire una copia gratuita, il risultato che ottengo in termini di ‘esperienza d’acquisto’ è, invece, positivo. Si tratta di avere la pazienza – e anche il coraggio – di andare più a fondo, di inquadrare il vero contesto. Chi ha una pagina Facebook a titolo personale presta costante cura alla propria immagine e a quanto comunica: è strano pensare che molte aziende si ritengano anonime sotto questo aspetto. Matteo: se pensi di ‘fare influenza’ attraverso i social media devi essere davvero di grandi dimensioni, è un fatto. E, talvolta, nemmeno questo basta, penso a certi prodotti della grande distribuzione. Per le aziende che si rivolgono al trade o, comunque, no brand, credo si debba far leva su elementi ‘di realtà’ nella comunicazione, tenendo presente che il target è

reppresentato da ‘pari’, fornitori, punti vendita ecc.. Bisogna trovare la strada per arrivare a loro attraverso argomentazioni diverse da quelle che si utilizzerebbero per il pubblico finale, creando micro-spazi di discussione su temi ad esempio tecnici o inerenti alla distribuzione, attivare blog in cui offrire informazioni utili e gratuite per i nostri specifici interlocutori, condividere link di reale servizio. Utilizzare altri social network, che non siano Facebook e che consentano di condividere risorse informative specifiche. Questo migliora la reputazione: non sparare nel mucchio con generiche pagine riempite a forza di ‘copia e incolla’ di contenuti non originali o non commentati. Per i punti vendita, vale lo stesso: rafforzare il proprio ‘marchio personale’ di gioielliere competente, in grado di consigliare e propor si proattivamente. Dicevamo: in internet si è produttori. Di opinioni, di informazioni, di competenze. Chi, in azienda, dovrebbe gestire tutto questo? Di chi deve essere la ‘voce’? Emanuele:: Ritengo che nessuno sia più appropriato di un uomo d’azienda. Si fa prima a formare del personale per “imparare ad ascoltare”, piuttosto che

trasferire le competenze della propria realtà a qualcuno di esterno. Inoltre, penso che l’alta direzione debba essere coinvolta in maniera costante: certi messaggi, non necessariamente negativi, devono arrivare a chi si occupa di strategia. Nel caso dei piccoli, poi, non c’è figura migliore dell’imprenditore. E’ impor tante, però, che venga accompagnato da chi possa fornire un metodo, che poi dovrà essere adattato alla realtà specifica. Parliamo della tanto dibattuta ‘coda lunga’, fenomeno secondo cui chi sul web fa grandi numeri in termini di visite si ‘porta dietro’ anche le nicchie di consumo. Matteo: Di nuovo il concetto di trasmissione ristretta. In Internet parlo a tanti. Ma anche no. Gioielli? Penso ai siti e alle riviste per le spose, per le donne, dedicate alle mamme di ogni tipo (working, alternative, eco-oriented). Se si va al pubblico, vale la pena di entrare nel merito delle conversazioni, non solo ‘piazzando’ un link, magari a pagamento. Cercare nicchie, comunità in espansione (davvero il caso delle mamme-blogger è emblematico) e proporsi come fornitori di contenuti originali e attendibili. Ci vuole tempo: a poco a poco le conoscenze aumenteranno. Come attrezzarsi? In due parole Emanuele: Formazione mirata. Consapevolezza che 2.0 non è solo marketing, non è solo azienda, non è solo comunicazione, non è solo sviluppo. Matteo: Provare di persona. Se non a partecipare (Emanuele: perché poi tutto resta…), a osservare da vicino. Quindi, ascolto coadiuvato da chi ci può aiutare a interpretare i risultati? Emanuele e Matteo. Sì. Poi cercare di capire cosa te ne puoi fare di quello che hai ascoltato. E, possibilmente, farlo.

skip intro / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

89


Giapponese? Cinese? Acqua dolce? Acqua salata? Colore naturale? Durevole nel tempo? Troppo economica? Troppo cara? Inquietanti domande si affollano nella mente dell’acquirente di perle, sia questi un consumatore, un

90

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / gemmologia

negoziante o un qualsiasi operatore. Per tentare una modesta risposta teniamo ben presente che quella delle perle coltivate è un’industria vera e propria e non un’attività estrattiva o una semplice manifattura.


CINESI O GIAPPONESI? di Alberto Scarani* e Paolo Minieri**

da parte dei giapponesi (i pionieri si chiamavano Tokishi

Perché negli stessi anni una nuova potentissima pro-

Mikimoto) non si verificarono eventi memorabili. Natu-

Cina della rivoluzione industriale, dei due sistemi eco-

Nishikawa e Tatsuhei Mise assieme al celebre Kokichi

ralmente l’attività consolidò il proprio peso, si raggiunsero risultati via via migliori. Il dato fondamentale fu il declino delle forniture di perle naturali, le uniche (e

molto costose) disponibili in precedenza. Prese così

forma la prima industria mondiale delle perle coltivate. Il quadro si articola solo in tempi più recenti con l’af-

facciarsi dei primi concorrenti provenienti dall’Australia e dalla Polinesia Francese. Qui negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso s’erano messe efficacemente a punto

tecniche di coltivazione di perle di maggiori dimensioni ottenute da un mollusco più grande, la Pinctada Ma-

xima. La svolta decisiva risale agli ultimi anni del secolo

scorso. Il mercato cambia radicalmente per l’emergere simultaneo di svariati fattori. Le perle australiane e

quelle scure tahitiane, più costose di quelle giapponesi

d’acqua salata, finalmente e fatalmente scalzano queste ultime dal trono di regine incontrastate delle gemme

zioni negli ultimi vent’anni che i precedenti decenni

appaiono quasi immobili e privi di significative evolu-

dell’iniziativa privata di stampo capitalistico. La penisola di Leizhou (provincia di Guangdong) e le insenature

di Beihau e Hepu (provincia meridionale di Guangxi) offrivano condizioni simili alla leggendaria area della

prefettura di Mei in Giappone. I primi esperimenti su larga scala di coltivazione erano già stati condotti a

partire dal 1961 per opera ed iniziativa dei piani di

sviluppo del partito comunista. Dal 1993 ai primi anni 2000 le akoya cinesi passano da circa 5 tonnellate

fino ad oltre 20. Da tale enormità di perle prima o poi non era da prevedere un avanzamento della

qualità? Possiamo esserne certi proprio perché le più strutturate imprese giapponesi non tardano ad investire nelle migliaia di farms del litorale cinese prele-

(Pearl World International Pearling Journal ed altri)

Una sfortunata concomitanza congiura contro le

perle akoya (acqua salata) giapponesi. Nel 1996 gli stabilimenti di coltivazione sono infatti decimati a

causa d’una violenta epidemia infettiva che uccide i

due terzi dei molluschi perliferi. È il disastro. Ma un disastro che avviene nel momento peggiore. Perchè?

zioni. Per i settant’anni successivi all’ideazione della

Le perle australiane e tahitiane sorpassano le akoya giap-

rietà Pinctada Fucata in acqua salata, avvenuta nel 1920,

prima in quantità e poi?

tecnica di coltivazione delle perle in molluschi della va-

in bacini protetti di territorio e quello più moderno

decennio. Inoltre, soprattutto le perle nere invadono i della Polinesia francese non riesce a porre rimedio.

stria delle perle ha conosciuto così tante trasforma-

vernative che finanziano l’innovazione e la inoculano

vando le qualità adattabili agli elevati standard

mercati con un eccesso di produzione cui il governo

Il dato di fondo è di una semplicità disarmante: l’indu-

nomici congiunti, quello centralizzato delle agenzie go-

del mare. Ciò grazie a valide e costose campagne di

marketing, un lavorio tenace protratto per un lungo

Calma piatta per lunghi decenni. Poi tutto cambia.

duttrice si affaccia alla ribalta perlifera mondiale. La

ponesi in pregio. Le perle akoya cinesi le sorpassano

nipponici. Risultato? A giudizio di autorevoli studiosi una considerevole quantità di fili di perle d’acqua salata esportata dal Giappone sono prodotti in Cina.

D’altro canto un ulteriore indizio della possibile crescita del ramo cinese dell’acqua salata lo si può ricavare dal raffronto delle percentuali della quota

dell’export share che registrano il sorpasso in valore

della Cina sul Giappone. Vale la pena di ricordare che un’indagine gemmologia riesce, con adeguata stru-

mentazione, ad identificare il tipo di coltivazione (nu-

cleata, d’acqua dolce o salata, multistrato etc.) ma non può con facilità determinare se una perla akoya

(acqua salata) sia stata allevata nei mari del Giappone

gemmologia / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

91


Andamento dell’expor t di per le in migliaia di US$.

o della Cina meridionale. Questa constatazione di

numeri non poteva non accadere che la pur esigua mi-

ding all’origine, con l’inevitabile conclusione, che in ef-

tali da rivaleggiare con le perle d’acqua salata ( e tal-

fatto sbarra il percorso a qualsivoglia processo di branfetti oggi potrebbe essere un nuovo e più definito

punto di partenza per l’operatore. Ancora una volta

l’origine geografica non è di per sé una certificazione di qualità. Il prodotto d’acqua salata cinese resta in larga misura mediamente peggiore di quello giapponese,

ma spesso lo eguaglia e talvolta lo supera soprattutto nelle misure fino ai 7-7,5 mm.. Non ci resta che scrol-

larci di dosso gli attributi geografici per limitarci a quelli Composizione export perle coltivate 2006 Ripartizione tra i 4 maggiori esportatori.

più propriamente scientifici e cioè quelli che ci hanno insegnato e che valgono da sempre: lo spessore della perlagione, la forma, il colore, la quantità di imperfe-

zioni, la misura e la composizione del fili. Da questi parametri provengono delle risposte sicure.. Forse non potremo dire alle clienti se le perle che offriamo

sono giapponesi. Possiamo dire loro con certezza che magari sono belle.

Perle d’acqua dolce. Ed inoltre: prodotti coltivati inediti e nuovi trattamenti.

Migliaia di imprese migliaia e migliaia di nuovi addetti hanno comportato un grande sviluppo all’industria Composizione export perle coltivate 2009 Ripartizione tra i 4 maggiori esportatori.

della coltivazione delle perle in Cina. Anche perché

l’amministrazione pubblica ha incoraggiato i produttori garantendo loro un idoneo supporto finanziario per

l’impiantazione delle imprese. Ed è così che nel corso degli anni Novanta si realizza un ulteriore cambio

strutturale. Un nuovo tipo di ostrica, un essere ben robusto e gran lavoratore denominato Hiripsis cumingii,

capace di ospitare molte perle contemporaneamente

soppianta la Cristaria Plicata, meno redditizia e respon-

sabile della scarsa sfericità delle perle freshwater lavorate sino ad allora. Da qui s’origina la grande

escalation delle perle d’acqua dolce. In Cina lo svi-

luppo è stato vertiginoso: nel 2007 si sono raggiunte 1600 tonnellate di prodotto. Per la legge dei grandi

noranza di questa massa assurgesse a livelli d’eccellenza volta con le South Sea). Ed ecco riaffiorare gli equivoci

e le valutazioni di stampo geografico. Spesso gli operatori meno informati sono stati indotti a pensare che

sotto il nome generico di perle cinesi ricadessero indistintamente le perle coltivate scadenti d’acqua salata e quelle d’acqua dolce.

Sta di fatto che le perle d’acqua dolce hanno inondato

il mercato in modo esponenziale negli ultimi dieci anni, scalando nelle misure fino ai 13 mm e raggiungendo incredibili livelli di sfericità.

Come se non bastasse anche le perle, al pari della quasi totalità delle gemme che compongono il pantheon

gemmologico, sono state oggetto di trattamenti per migliorarne l’aspetto o il colore. La procedura di routine

applicata tradizionalmente alla quasi totalità della produ-

zione consiste in un leggero sbiancamento ottenuto mediante immersione in soluzioni chimiche (perossido di

idrogeno) contemporaneamente all’esposizione a luce

ultravioletta. Ma il boom delle perle tahitiane di colora-

zione scura (le uniche coltivate con questi toni) ha innescato una forte pressione sulla domanda. Ed ecco che il

nitrato di argento ha preso ad essere spesso utilizzato per ottenere un’attraente colorazione scura da perle

di scarsa o media qualità, per lo più d’acqua dolce. Da

queste si producono - a mezzo di tinture coloranti organiche ed inorganiche - sgargianti variazioni di colore.

Altro metodo spesso utilizzato è l’irraggiamento per esposizione ai raggi gamma. Nel caso delle perle di

acqua salata si ottengono di solito colorazioni che vanno dal grigio al blu mentre le perle di acqua dolce virano ad una colorazione molto più scura e metallica presentando a volte una vistosa iridescenza superficiale. Più

raro il trattamento per ricopertura con cui si raggiunge un deciso miglioramento della lucentezza. Guardiamoci

bene intorno, l’industria delle perle coltivate è in pieno movimento.

* gemmologo IGI di Anversa ** consigliere Federazione Orafi Campani

92

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / gemmologia


adv artemisiacomunicazione.com ph: luciano d’inverno

SAKI GIOIELLI Centro Orafo “Il Tarì” mod. 42 81025 Marcianise (CE) tel. +39 0823 77 83 98 fax +39 0823 51 33 37 info@sakigioielli.it

www.sakigioielli.it


MADE INIT ALY VERO O FALSO?

Quando è lecito attestare che un prodotto è “Made in Italy” Negli ultimi anni si sono susseguite diverse proposte di legge, alcune anche approvate dal Parlamento ma poi sospese per presunta incompatibilità col

diritto comunitario, finalizzate a tutelare il “made in Italy” dalle imitazioni o da

prodotti dotati di marchi che richiamano il nostro Paese ma che in realtà sono

realizzati all’estero. Il viavai di norme, introdotte, modificate o sospese, ha generato confusione non solo tra produttori ed importatori, ma tra gli stessi dettaglianti, sui quali ricade in ultima analisi la responsabilità per le merci vendute

e che giustamente si domandano se alcuni dei prodotti che vendono possono

essere qualificati come “made in Italy” oppure no. Ciò vale soprattutto per chi lavora molto con i turisti, per i quali il “made in Italy” è un “plus” insostituibile in termini di valore e prestigio.Vediamo quindi qual è lo stato attuale della

di Marco Cantarella*

La Normativa Comunitaria

sulle merci vendute in Italia non è obbligatoria. Non

anche gli importatori hanno l’obbligo di dotarsi del

di riferimento è il Codice Doganale Comunitario. Non

l’origine di un prodotto.

alcune eccezioni.

Nell’ambito della Comunità Europea, il principale punto

a caso le più importanti regole sull’origine dei prodotti sono dettate da una norma di carattere doganale, in

quanto fino ad oggi la definizione dell’esatta provenienza

esiste dunque un obbligo gener alizzato di indicare È però vietato commercializzare , impor tare od espor tare prodotti recanti falsi o fallaci indicazioni di

provenienza o di origine (LLegge 166/2009). In pratica,

di un prodotto è stata finalizzata all’applicazione di dazi,

viene considerato ingannevole e quindi proibito l’uso di

ed all’informazione del consumatore.

prodotto sia di origine italiana, ivi compresi marchi

tariffe e quote di importazione, piuttosto che alla tutela

La regola fondamentale del Codice - adottato con

Regolamento n. 450/2008 - stabilisce che una merce i

cui componenti sono stati prodotti in due o più Paesi, va considerata originaria del Paese dove è avvenuta l’ultima trasformazione/lavorazione sostanziale, a patto che tale lavorazione abbia comportato la realizzazione

di un prodotto nuovo o quantomeno costituisca una fase importante del processo di fabbricazione.

Quindi, ai fini doganali, un prodotto è “Made in Italy” se

è realizzato interamente in Italia oppure vi è stato

sottoposto ad una trasformazione sostanziale, cioè una lavorazione che è determinante per la natura e la qualità del prodotto finale.

La normativa nazionale

Come abbiamo detto all’inizio, negli ultimi anni si è manifestata una maggiore sensibilità per la tutela del

Oggetti impor tati da paesi non facenti par te

dell’Unione Europea o dello spazio economico europeo: devono recare, oltre all’indicazione del

di identificazione dell’importatore; laddove però gli

responsabilità del fabbricante estero ed il marchio

nazionale o ad altri elementi caratteristici che

oggetti portino un marchio di responsabilità del

simboleggiano l’Italia. I marchi, quando hanno queste

fabbricante depositato e riconosciuto in Italia o

caratteristiche, sono ammessi solo quando si tratta di

nello spazio economico europeo, possono non

marchi registrati ed identificano un determinato

recare il marchio dell’importatore, purché lo Stato

produttore o distributore con una concreta attività commerciale ed imprenditoriale radicata in Italia, il quale si assume tutte le responsabilità in ordine alla qualità del prodotto.

di provenienza degli oggetti accordi analogo •

trattamento agli oggetti prodotti in Italia.

Oggetti prodotti nei paesi appar tenenti all’Unione Europea ed allo Spazio Economico Europeo: sono

Quindi, pur non essendo obbligatoria l’indicazione

esentati dall’obbligo di recare il marchio

devono esservi indicazioni di qualsiasi genere che

responsabilità del produttore previsto dalla

dell’origine nei confronti del consumatore finale, non

possano trarre in inganno il consumatore sull’effettiva origine del prodotto. Se l’origine viene indicata, essa

deve rispettare le regole previste dal codice doganale comunitario.

obbligatoriamente su tutti gli oggetti in metallo prezioso,

orologeria - l’apposizione dell’etichettatura “Made” in

aziendali che ad es. si richiamano ai colori della bandiera

consumatori.

specifici, tra i quali non rientrano quelli di gioielleria ed

Infatti. per gli oggetti importati, occorre distinguere tra :

titolo legale in millesimi, anche il marchio di

Marchio di identificazione e Made in Italy

Va subito detto che, ad eccezione di alcuni prodotti

marchio e di apporlo sugli oggetti che importano, con

segni, figure, marchi, etc. che possano far credere che il

Made in Italy, stavolta in un’ottica di difesa della qualità e

dell’identità dei prodotti italiani che di tutela dei

94

M

IN AD ITA E LY

normativa sull’etichettatura d’origine.

Il Marchio di identificazione del fabbricante, da apporre

è garanzia dell’origine italiana del prodotto? Non sempre. Infatti, secondo la legge italiana sui titoli e sui

marchi (Decreto Legislativo 22 maggio 1999 n. 251)

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / tecnico amministrativo

dell’importatore, purché portino il marchio di normativa del paese d’origine, oltre naturalmente all’indicazione del titolo.

Quindi, gli oggetti provenienti da Paesi esterni alla Comunità Europea o con i quali l’Italia non abbia accordi di reciproco riconoscimento dei marchi

nazionali, devono obbligatoriamente recare il marchio dell’importatore italiano.

È assolutamente vietato mettere in vendita oggetti privi di tale marchio.

* Direttore Federazione Orafi Campani


STOP ALL’ASSENTEISMO CON IL NUOVO CONTRATTO DI LAVORO di Marco Cantarella*

Il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro del Commercio e dei Servizi contiene una radicale novità, per ora unica tra tutti i contratti collettivi nazionali, per contrastare gli abusi legati all’assenteismo per malattia. Al tempo stesso, sono state potenziate le tutele a favore dei lavoratori colpiti da gravi patologie.

Ma vediamo di cosa si tratta. Il nuovo contratto prevede che i primi tre giorni di malattia, in caso di malattie con prognosi inferiori ai 12 giorni, saranno pagati per intero al lavoratore solo per i primi 2 eventi che si verificheranno

nel corso dell’anno. Per il terzo evento, i primi tre giorni saranno retribuiti al 66% e per il quarto al 50%. Dal quinto evento di malattia essi non saranno più retribuiti.

In pratica, i primi tre giorni, in caso di malattia breve (inferiore a 12 giorni), vengono retribuiti per intero solo la prima e la seconda volta che si verifichi un’assenza per

malattia durante l’anno. Ciò vale anche se l’assenza per malattia è di un solo giorno per volta. A partire dal terzo evento, la retribuzione dei primi tre giorni decresce dal 66% al 50% fino a cessare del tutto al quinto evento.

Il calcolo degli eventi di malattia viene effettuato in base all’anno solare (1 gennaio - 31 dicembre); solo per quest’anno esso decorre dal 1 aprile. Quindi, per il 2011, gli eventi di malattia verificatisi prima del 1 marzo non verranno computati.

Ricapitolando: il lavoratore che accumula più di due periodi di malattia durante l’anno, anche se ognuno di essi dura un giorno solo, al terzo periodo si vedrà ribassata la retribuzione dei primi tre giorni al 66% della paga normale;al quarto periodo al 50%; dal quinto periodo in poi, i primi tre giorni non saranno più retribuiti.

Tale regola non si applica, come già detto, ai casi di malattia con prognosi iniziale su-

periore a 12 giorni, alle malattie contratte dalle lavoratrici durante il periodo di gravi-

danza, nonché nei casi di ricovero, emodialisi, day hospital o patologie gravi e continuative che richiedono terapie salvavita.

96

* Direttore Federazione Orafi Campani

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / tecnico amministrativo


assorologi ha presentato i risultati delle ricerche Consumer 2010 e Orologio in Internet

di Gloria Belloni

L’11 Aprile a Milano, Assorologi ha reso noti i dati emersi della ricerca Consumer 2010 sul mercato italiano degli orologi, effettuata da GfK Retail e Technology Italia, e dallo studio su Internet e l’Orologeria realizzato da Convey - Intelligence & Knowledge. La situazione del mercato

Per quanto riguarda le vendite in Italia, si registra un calo di valore rispetto al 2009, ma una crescita a volume; metà degli orologi acquistati sono

da donna a fronte di un maggior fatturato generato comunque dagli orologi da uomo (quasi 53% del totale); i maggiori acquisti riguardano gli orologi in acciaio così come quelli con il cinturino in metallo.Tra le occasioni, compleanno e Natale si confermano ai primi posti, sebbene più

del 43% degli acquisti non siano legati a nessun evento in particolare. Il 68% dei pezzi venduti è, in ogni caso, destinato a un regalo. Crescono le vendite nelle orologerie e gioiellerie inserite nei centri commerciali fino a raggiungere il 20% dei volumi.

Nel corso del 2010 i consumatori italiani che hanno effettuato acquisti di orologi da polso sono stati 6,4 milioni, con una penetrazione pari al

10,7% della popolazione totale.Gli acquisti di orologi da polso ammontano a 7,5 milioni di unità e hanno sviluppato un giro di affari complessivo di 1,23 miliardi di Euro (prezzi al pubblico IVA compresa), con un prezzo medio d’acquisto di 163,9 Euro.

Gli orologi con movimento al quarzo e cassa in acciaio sono tra le tipologie più vendute; prevalgono i modelli con funzione di solo orologio e con display analogico.

Gioiellerie e orologerie si confermano primi canali d’acquisto, mentre internet vale il 2% a volume e il 4,4% a valore, segno che vi si acquista prodotto con un prezzo medio più alto.

Ricerca “l’orologio in internet: mercati virtuali e insidie reali”

L’indagine si è articolata su tre livelli: dimensione mondiale della presenza dell’orologeria sul web, analisi delle pagine in lingua italiana dedicate all’orologio e focus sui social media in Italia. Dai dati raccolti emerge che 1,4 miliardi di pagine web parlano di orologi;circa 300 milioni di orologi sono proposti in vendita tramite siti di e-commerce, mentre le aste propongono circa 3 milioni di pezzi; il web 2.0 (blog, forum ed altro) veicola

approssimativamente 50 milioni di “discussioni” sull’orologio; per quanto riguarda le pagine in lingua italiana, su 17.000 pagine analizzate si rileva che il 9% sono sospette di veicolare contraffazione e che il 60% di queste risiede su server situati all’estero

(ad esempio Stati Uniti, Paesi Bassi, Malesia); la contraffazione predilige siti di e-commerce, blog e annunci, mentre non sembra riguardare i forum

nazionali; la fascia alta e medio-alta di mercato è la più colpita (72% dei casi), i social media sono apparentemente estranei al fenomeno, ma in realtà veicolano pagine contraffattive attraverso rinvii e link a siti esterni

tecnico amministrativo / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

97


PatekPhilippe

98

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / orologi


Cronografo Calendario Perpetuo 5270 di Mario Didone

Forse non tutti sanno che Patek Philippe

completezza di informazione il totale dei compo-

produce da ben 70 anni Cronografi con Ca-

nenti del movimento è di 456 pezzi il nu-

cenni di successi per quella che è la complicazione che

65 ore.

lendario Perpetuo, e per questo a coronare de-

a giudizio di moltissimi collezionisti è la più amata, ha presentato la nuova versione referenza

5270 in occasione del salone mondiale dell’orologeria di Basilea.

Un Cronografo con Calendario Perpetuo, necessita di molteplici delicate operazioni per unire due funzioni par-

ticolarmente delicate e questo spiega il perché tale com-

plicazione è prodotta dalle sapienti mani degli orologiai Patek Philippe in pochi esemplari l’anno.

Ricordo che la referenza 5270 unisce un calendario per-

petuo al nuovo movimento cronografico costruito inte-

ramente in casa (presentato nel 2009), il nuovo calibro

è il CH29-535 PS Q a carica manuale, con punzone di Patek Philippe.

Le novità più salienti sono per il movi-

mento una nuova geometria per le tre

ruote del sistema d’innesto dotate di denti di forma triangolare che oltre a ridurre l’usura hanno un miglior rendimento, anche i martelli di rimessa

a zero autoregolati, il sistema di sincronizzazione diretta

tra bascula d’innesto e leva di blocco e per finire la camma del contatore dei minuti traforata hanno subito

mero dei rubini 32, la riserva di carica è di Accenno alle finiture del movimento che sono di elevatissima perfezione e bellezza, con caratteristiche distintive rispetto ad altri meccanismi, come per esempio la tipica smussatura delle superfici che anziché avere un profilo a 45° hanno quella tipica curvatura convessa, e anche se molte di queste finiture non potranno essere ammirate dall’occhio umano, il solo esserne a conoscenza con-

ferirà al possessore dell’orologio motivo di orgoglio.

Per quanto riguarda l’estetica, la cosa che

colpisce maggiormente è il nuovo qua-

drante argentè che si rifà molto a famosi

orologi del passato, con le affissioni a finestrella

per giorno e mese, mentre il calendario è indicato

da una lancetta a ore 6 con la fase lunare integrata, i

piccoli secondi sono a ore 9 e il contatore 30 minuti a

ore 3, le sfere sono a foglia in oro, ossidate color nero, gli indici a bastone anch’essi in oro color nero.

In più rispetto ai precedenti modelli appaiono sul qua-

drante in basso tra ore 7 e 8 una finestrella tonda indi-

notevoli miglioramenti.

cante giorno / notte e un’altra tra ore 4 e 5 indicante

vetti, e sanciscono ancor più l’eccellenza della maison

in oro bianco di 41mm, lo spessore è di

Tutte le innovazioni sono coperte da bre-

Patek Philippe e dei suoi maestri orologiai, da ricordare che per unire al nuovo calibro cronografico il meccani-

smo del calendario perpetuo, si è ricorsi ad un nuovo

calendario con uno spessore di 1,65 mm e ben 182 componenti, il tutto con due anni di intenso lavoro. Per

gli anni. La versione presentata ha una cassa 12,40 mm, il vetro è in zaffiro, il fondo è a vite an-

ch’esso con vetro in zaffiro, è dato in dotazione anche un fondo chiuso. Non resta che attenderlo presso la rete dei selezionati concessionari, pronti a dare esaustive descrizioni dell’orologio.

orologi / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

99


Turquoise, mon amour Un colore o una gemma? In realtà è un mero scambio di identità, c’è chi sostiene che sia la pietra a dare nome alle variegate nuance che sembrano rubate al cielo ed al mare e chi viceversa, di certo è che al di là di ogni questione resta la gemma più imitata e più richiesta. Anelli, collane, bracciali ed orecchini, ma anche i cammei, acquistano un singolare fascino dato dalle tonalità verde-azzurro a volte venate, raramente trasparenti che la caratterizzano. Si dice che sia il talismano delle spose e che porti fortuna a chi la indossa, ma ad eleggerla etoile è quella bellezza solare che sposa divinamente le dorate tonalità dell’estate o austera quando si accosta al rigore invernale. Grandi volumi per questo capriccio della natura che sfuma il suo gusto un pò etnico se ad avvicinarla è un diamante. Sua altezza reale, la perla E chi l’avrebbe mai detto che nell’oscurità del mare si nascondeva un sì affascinante candore. Se i migliori amici delle donne sono i diamanti, le perle sono la conferma di una grande femminilità. Ne basta una, una soltanto perché ognuna è la massima espressione della bellezza che si accende della sua luce evanescente ed immacolata, che come nessuno sa illuminare il viso. Non sarà un caso che sia il gioiello perfetto per le spose. Regina di tutte le gemme, la perla non conosce cattivo gusto né dà ascolto alle mode. Oggi come ieri è rimasta invariata la sua eleganza. Icone del jet set e di raffinatezza come Jacqueline o Grace non ne hanno saputo fare a meno abbinandole anche a mise sportive. Una bellezza che non si perde neppure tra le imperfezioni che vantano le grandi barocche, perché anche questo è un pregio. Argento, un nobile molto democratico L’argento non è un’alternativa all’oro ma una scelta ben ponderata. I gioielli realizzati con questo metallo possiedono un fascino

breakingnews particolare che li migliora con il tempo grazie a quella patina che li avvolge con la magia delle cose uniche. Da solo è spettacolare in oggetti di grandi volumi ma il suo biancore lunare sposa benissimo sia il diamante sia le pietre sintetiche. Sportivo, elegante o classico ogni creazione ha quel quid in più, quella marcia che segue veloce tutte le mode da farlo preferire anche ai designer. La sua tenerezza lo rende vulnerabile all’usura, penserebbe qualcuno non considerando che questa, invece, è solo una delle sue caratteristiche. Un amico fidato che sa come accompagnarci in ogni occasione, che sa esaltare una mise in bianco quanto lasciarsi magnificare da quelle in nero.


ADRIANA ZICCARDI

104

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / breaking news

collier in argento e ceramica cristallizzata pezzo unico interamente realizzato a mano adriana_ziccardi@hotmail.it


CIERRE CIERRE GIOIELLI

orecchini in oro bianco 18 kt e diamanti con turchese interamente realizzati a mano dario.caropreso@cierregioielli.it

breaking news / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

105


RINI MIGLIORINI GIOIELLI bracciali in argento 925% www.migliorinigioielli.it

106

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / breaking news


RUDY RUDY

collane in argento e perle rudy@tari.it

breaking news / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

107


ANEO

MEDITERRANEO anello in argento 925 con smalto e zirconi www.gennaronapoletano.com

108

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / breaking news


CATAL CATALANO GIOIELLI

anello “Eva” in oro bianco con brillanti con perla thaiti www.catalanogioielli1970.com

breaking news / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

109


SOGNI SOGNI GIOIELLI

anello ed orecchini in argento 925% lavorato a mano con swarosky www.sognigioielli.com

110

preziosa n. 2 / maggio 2011 www.preziosamagazine.com / breaking news


BEL BELLO E ITALIANO bracciali in cuoio ed argento www.belloeitaliano.it

breaking news / www.preziosamagazine.com / n. 2 / maggio 2011 preziosa

111



Preziosa n. 2 maggio 2011