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la morte di mia moglie; e che, anche se non i prego di credermi, anche se a avrei mai immaginato di poter giungere a tutta prima potrebbe sembrarvi tanto, a volte si sa, se si beve molto e chissà assurdo. Della notte che ha brucos’altro s’è ingurgitato a propria insaputa ciato la mia vita, per quanti sforzi in discoteca, può succedere qualunque cosa abbia fatto dopo e faccia tuttora per far rie non è detto che uno poi se la ricordi. Non affiorare qualche straccio di ricordo, la mia avevo le prove della mia colpevolezza, così memoria ha cancellato proprio tutto. Peravevo concluso l’intervista, ma mi fidavo ché ero tornato a casa ubriaco fino al midolciecamente degli inquirenti. M’ero sforzalo, e forse in discoteca qualcuno del gruppo to anche di collaborare il più possibile col mi aveva sciolto una pasticca di non so cosa commissario Morelli, un in uno dei tanti bicchieri bel signore distinto, andei vari superalcolici che Solo questo posso cora giovane e molto afm’ero scolato al bar, uno dire con certezza, fabile, di sicuro avviato dopo l’altro, come fosavevo appreso dal a una brillante carriera. sero gingerini. Era perché era finita con Maia e telegiornale d’essere Non m’importava granavevo un gran bisogno il principale indiziato ché di finire in galera, a quel punto, volevo solo di annichilirmi del tutto dell’omicidio di sapere anch’io la veriquella notte, di azzerare Raffaella, e in effetti sì, tà. Gli avevo raccontato, nella mente il dolore... visto che non ricordavo per aiutarlo a chiarire la Quello che alla fine ricordavo era che la matti- più nulla, poteva essere faccenda, tutti i possibibenissimo che fossi io li moventi dell’omicidio, na dopo m’ero svegliato di come eravamo in crisi con una terribile emicral’assassino. da tempo io e Raffaella, nia, seduto sul pavimendi che carattere dispotico avesse lei e lunato della mia camera matrimoniale, ancora tico io, di come le cose fossero precipitate vestito, e che mia moglie, che non era uscita alla fine, dopo che avevo perso il lavoro; di con me quella sera, era sul letto tutta nuda quanto lei mi disprezzasse e io mi ostinassi in un lago di sangue. Solo questo posso dire per parte mia a non sopportare chi perdeva con certezza, avevo appreso dal telegiornail suo tempo a disprezzarmi, con tante cose le d’essere il principale indiziato dell’omipiù utili e belle che si sarebbero potute fare cidio di Raffaella, e in effetti sì, visto che nel frattempo. Eravamo sempre sul punto non ricordavo più nulla, poteva essere bedi lasciarci, senza mai trovare il coraggio nissimo che fossi io l’assassino. Ai giornaliper farlo... sti che erano accorsi a intervistarmi avevo E nella mia deposizione al commissariato dichiarato che, anche se non sapevo esattaavevo raccontato anche di Maia, per filo mente come fossero andate le cose, mi sentie per segno. Così la chiamavo io, e d’altra vo colpevole, che spesso negli ultimi tempi parte non ne conoscevo il vero nome, né avevamo litigato, che avevo anche desidelei il mio. Era il nostro patto. Per lei io ero rato intensamente, in più d’un’occasione,

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pretesti | Maggio 2012

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PreTesti • Occasioni di letteratura digitale • Maggio 2012 • Numero 5 • Anno II  

Magazine di letteratura digitale di Telecom Italia S.p.a. Per informazioni info@pretesti.net

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