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RAFFAELE SCHIRINZI BS BLUNT MODENA Pic and Txt Luca Carta

Lo Schiro è uno degli skatears più pure che conosca , skatea tutto senza problemi e paranoie. Questo è uno di quelli spot che gli piacciono parecchio : ruvidi , incazzati e stronzi da chiudere. A detta sua quando riesci a skateare bene uno di questi spot hai la massima soddisfazione nel chiudere i trick . Concordo pienamente il suo pensiero. Per quanto mi riguarda amo questo spot , non solo per il fatto che ci skateavo da bimbo, “ quel muretto me lo sognavo di notte “ ma anche perché fotograficamente ti permette di fare diversi giochi di luce grazie alla vetrata e ai punti nascosti. Schiro is one of the purest skaters I know. He skates every terrain without fear or preconceived notions. This is one of his most favorite types of spot: rough and gnarly, typically demanding several excruciating attempts before nailing the trick. According to him, mastering this type of spot is the most fulfilling skating experience and I completely agree with him. I also love this place, not just because I used to skate here as a kid (when I used to literally dream at night about landing tricks on this ledge) but also because it is a fun spot from a photographic perspective, with its hidden views and the glass surface allowing to play with reflections.


NIKOLAI DANOV BIGFOUR CRAILGRAB PIAZZA VENEZIA, ROMA Pic & Txt Mirai Pulvirenti

Si, va bene lo so. avete gia’ visto lo still sulla sua interview su Kingpin. Ma, vedete, sullo still nn si vedeva il “contorno”. O, meglio, la gente che stava guardando. Un tipo con un unico dread gigante al posto della barba, uno skater che si chiama Jesus, un romano a torso nudo, e un turista israeliano che ogni volta che Nikolai si buttava dalla scalinata esultava come un ragazzino. Assistere allo skating di Nikolai, ci dira’, e’ stata una delle cose piu’ “amazing” che abbia mai visto in vita sua! Ah, e non da ultimo la barbona che dormiva sotto il sole estivo con un maglione di lana addosso.... Ecco, io mi chiedo, perche’ la gente che si sofferma a


guardare noi che skateamo non e’ mai, ma dico mai, “normale”?! ...e una voce mi risponde: “Ognuno ha quello che si merita, caro Mirai....” Allright, allright, I know. You’ve already seen a still from this photo session in the Kingpin interview. Too bad it still fails to show the context where all this took place, which is in full display here. The onlookers are an integral part of the outline and are no less important than the main subject: a guy sporting facial hair fashioned into a huge single dreadlock, a skater named Jesus, a shirtless Roman guy and an

overexcited Israeli guy who was so thrilled by the scene that he would jump around with joy at every try. He later went on to say that watching Nikolai’s attempts was one of the most amazing things he ever witnessed. Last but not least, the homeless woman who was sleeping in the sweltering sun wearing nothing less than a wool sweater. Passersby who stop to look at skateboarders often turn out to be weirdos in one way or another and that has always intrigued me. Sometimes I’m wondering why. A little voice from within always promptly tells me: “My dear Mirai, we all get what we deserve, after all, don’t we?”.


EDITORIAL Mentre scrivo questo editoriale, penso a quante pagine di skateboarding sono passate fra le mie dita, quante esperienze catturate da un click e impresse su patinata, istanti catturati per occhi voraci, ma mai stanchi di brillare. Poi penso a tutti gli editoriali letti e non trovo ricordi nei cassetti della mia mente. Le parole lette scorrono veloci nella nostra grigia materia, difficile è imprimerle nella memoria, quello che rimane e rimarrà è la poesia degli scatti dei tricks, che andremo a selezionare con tutta la nostra esperienza, cercando di farvi arrivare quella purezza che sentiamo di voler esprimere. Un nuovo progetto che non è il primo, non sarà l’ultimo, ma sarà PURO, misceleremo assieme passione e sangue, rabbia e divertimento e se cadremo non penseremo alle ferite... PURE da oggi comunicherà, la nostra e la vostra esperienza, da oggi un nuovo contenitore aspetta il vostro contributo. Siate i benvenuti. As I write these words I’m reminded of the countless pages of skateboard magazines I flipped through in my career. All those moments captured on film and printed on glossy paper are true fodder for tireless eyes that never cease to shine. But if I try to remember the editorials, then I have no recollection. Nowadays, written words flow quickly and barely even register in our mind. What remains is the poetry of skateboarding photography. From the depth of our experience we will select the shots that better convey the purity we want to express. This might not be the first project in this area, and probably won’t be the last, but it is one that we can proudly call PURE. A mix of passion and blood, determination and a fun attitude. And if we should fall, we won’t mind the wounds and we’ll pick ourselves right up again. From now on, PURE sets out to communicate our aesthetic but also yours: it is a new space awaiting your contribution. So you are all welcome to join in.


JONATHAN LEVIN B.S. OLLIE UCI CINEMA - ROMA Pic and Txt Mirai Pulvirenti Ce ne sarebbero di cose da dire su Jonni, mammamia! Avete presente quel film, “Lords Of Dog Town”, la versione film-per-famiglie del grande documentario di Stacy Peralta, “Dogtown and Z-boys”? Bene, la prima a Roma, la fecero proprio in questo cinema. Ovviamente c’erano tanti skaters, ma c’era anche tanta ma tanta gente che nn c’entrava nulla con lo skateboarding, come in ogni evento mondano. Usciamo dal cinema dopo la proiezione, e noi skaters cominciamo ad elencare le nostre prime impressioni, ma vedo che Jonni, piu’ che dalla discussione e’ attratto dal bump con ringhiera posto proprio di fronte all’entrata del cinema. Ed ha una luce particolare dietro quei suoi occhiali....niente, il film l’ha gasato,e non ce n’e’ per nessuno,si deve ollare la ringhiera! La folla era tanta e gia’ solo il poter prendere bene la rincorsa risultava essere difficile. Ma, a quanto pare, la gente aveva appreso almeno qualcosa dal film, e dopo un po’ si fa in disparte. In uno dei primi tentativi il piede di Jonni si va ad incagliare clamorosamente sulla ringhiera e finisce in una maniera imbarazzante di spalla sull’asfalto..... figura di merda. Ma Jonni si rialza senza batter ciglio, e come se attorno a lui non ci fosse nessuno, torna indietro, aspetta con pazienza che si liberi la rincorsa, si spinge, poppa e chiude l’ollie con scioltezza e stile.....tripudio di folla. La gente batteva le mani perche’ in qualche maniera aveva visto dal vivo, cio’ che poco prima vedeva sul grande schermo, noi skaters perche’ vedevamo uno skater di quelli veri. Boy, describing Jonni in a few words is such an intimidating task: I wouldn’t know where to start. Remember that movie “Lords Of DogTown”? (the mainstream adaptation of the Stacy Peralta documentary “Dogtown and Z-boys”) Well, the Roman premiere took place at this very location. Obviously there were many skaters, but there were also a lot of people who had nothing to do with skateboarding, as it usually happens for social events of this kind. After the show we exchanged first impressions, but Jonni was captivated by something else. He was staring at the bump with rail right across the entrance. I could notice the typical sparkle in his eye. He was so psyched by the movie that he had to try ollieing the rail, right there and then! A big crowd gathered outside the theatre and it was difficult to even push towards the rail. Luckily, the spectators seemed to have learned a little lesson from the movie and soon moved to the side. In one of the first tries, Jonni’s foot caught up with the rail. He slammed hard, shoulder first onto the pavement. It was such an embarrassing scene. But Jonni got right up without flinching. Behaving as if he was the only one there, he pushed again, popped an ollie and this time landed it with great ease. People cheered and clapped loudly. Somehow they had witnessed something that only a few minutes earlier had seemed a mere a work of fiction but this time it really happened right in front of their eyes. As for us, we cheered too, because we had simply witnessed a true skater in action.


MATTEO STORELLI HAND PALNT ELBO BOLOGNA

MATTIA TURCO GAP WALLIE Pic and Txt Andrè Lucat

Pic and Txt Luca Carta Avrei voluto dare più spazio alle foto di bowl , se ne vedono troppo poche sulle riviste Italiane.. Come del resto si vedono pochi hand plant, non è perché non ci siano gli skatears a farli , credo sia più per la mentalità occulta, troppo fissata sugli street spot. Anche se per fortuna ultimamente sembra che qualcosa stia cambiando nel nostro paese visto la nascita di nuovi skatepark in cemento e con curve. E chissà , magari ci sarà anche qualche nuova rivista che darà più spazio alle curve. I wanted give bowl-riding pictures more room for they are seldom seen in Italian magazines. And when there are some, you hardly see any pictures of hand-plants either, for that matter. Of course it isn’t because no skaters are doing them anymore. Instead, I think it’s due to a sort of unwritten rule, a collective mindset that makes skaters too fixated on street skating to the detriment of other styles. Despite all this, it seems something is brewing in our country lately thanks to the rise of new concrete parks with transitions. Who knows, hopefully one day even new magazines will appear that will give this style the space it deserves.

Un blocco di marmo rosa, posto nel bel mezzo di un paesello immerso in uno dei luoghi più rurali e alla stesso tempo affascinanti del nord Italia, ovvero le Langhe, sembra di certo fuori posto, alieno. Se poi le mura di questa banca formano delle transizioni killer in qualche modo skateabili, il tasso di assurdità rasenta il ridicolo... Mattia si fionda a 200 all’ora e si walla tutto il marciapiede in un freddo pomeriggio autunnale. A pink marble block in the middle of a small town, immersed in the charming Langhe area (one of the country’s most rural) seems too alien and absurd a concept to be grasped. Looking closer, you’ll notice that even the walls of this bank are fashioned into actual skateable transitions. That’s when you realize the rate of absurdity has ridiculously exceeded all expectations, bordering on the surreal. Mattia grabs the opportunity, catapulting himself at breakneck speed towards the bank, clearing the pavement with a wallie in a cold autumn afternoon.


LORENZO PIERMATTEI CROOKS, FEEBLE F.S. SHOVIT - ROMA Pics and Txt Mirai Pulvirenti

Fico questo rail vero? Abbastanza basso, lungo, e non incazzato. Sembrerebbe perfetto, se non fosse per il solo fatto che si trova di fronte una chiesa.....! Sapete, io ho un rapporto particolare coi preti che interferiscono nelle skateate. Ce l’hanno con me. Si, proprio con me, non con lo skater che sta cercando di chiudersi il trick, ma con me, il fotografo! E questa volta col Pierma, non e’ stata un’eccezione. Esce il prete e cerca di cacciarci via, ovviamente si rivolge a me. Cerchiamo di parlarci e far innanzitutto capire che non stiamo facendo niente di male, se non sana attivita’ psicomotoria (con sorrisone a mille denti)!!! D’altronde la chiesa e’ chiusa, e di fedeli neanche l’ombra. Ma come potrete ben immaginare la cocciutaggine di un prete puo’ benissimo superare anche il suo istinto caritatevole. Irremovibile, ci da’ un ultimatum di 15 min, dopodiche’ chiamera’ la polizia. Se ne va e torna dentro. Beh, siamo stati sul rail per un’altra ora e mezza, il Pierma mi da’ la soddisfazione di chiudere sia lo still che un paio di seq, e soprattutto niente polizia. Che bugiardi i preti.

A pretty cool rail isnt’it? Not too long nor high and quite mellow. It would be perfect if it weren’t for the fact that it’s located right in front of a church. I want to tell you about the peculiar relationship with priests who kick us out of skate spots that I’ve developed over time. They all seem to be holding a grudge against me. Yes, that’s right, especially with me, the photographer. Nevermind the fact that I was merely standing there while the skater was doing all the action. This time with Pierma was no exception. Like many times before, out came the priest and tried to kick us out. As expected, he got to my face first. We wore our best smile and tried to make him understand that we were doing nothing wrong. If anything, we were engaging in nothing more than innocent mental and physical exercise. After all the church was closed and there were no worshippers in sight. But, as you know, a priest’ charitable instinct is known to be second only to his stubbornness. Unshakeable, he gave us a 14 minutes ultimatum after which he said he would call the police. He finally went back inside. Eventually, we ended up stayed at the rail for another hour and a half. Pierma afforded me the pleasure of shooting both a still and a sequence, with no trace of police harassment after all. Priests are such liars aren’t they?


ALESSADRO ZUEK SIMONETTI

Pics and Txt


Mi piace pensare alla mia esperienza di NY come un continuo dejavù.. Le figure con le quali sono stato cresciuto, gli stereotipi con i quali sono ingrassato di fronte alla TV e le pagine dei libri fotografici di Friedman e Martha Cooper si sono in un certo senso materializzate quando ho messo piede a Manhattan. Così mi sono ritrovato a bere birre in un rooftop con Harold Hunter e Jeff Pang, prendere la F line con Stay 149, passeggiare nei Brooklyn Banks con Steve Rodriguez, fare la spesa da Whole Food schiena contro schiena con Mike D e dividere il mio apartamento con Aaron Susky. Lo skate di NYC ha assorbito inevitabilmente l’influenza della città stessa, plasmandosi come un pezzo di cera al sole sulla struttura architettonica di Downtown. Mi ha fatto pensare un’affermazione di Rodriguez che qualche giorno fa mi disse come non avesse senso prendere la macchina per andare a skateare, ma che allo spot ci devi andare skateando se vivi a manhattan: anche se devi spingerti per 30 minuti. Se dovessi collocare in un periodo il mio primo approccio alla fotografia, alla prima volta che cominciai a documentare le realtà dalle quali mi feci coinvolgere, lo

posizionerei nel corso dei primi anni novanta. Io, adolescente di una ridente cittadina in quell’area denominata “Il Nord-Est Produttivo”, ad un’ora da tutto, Venezia, le montagne, il mare, avevo deciso, con un’ attitudine del tutto “naif”, di immergermi in quelle che alla luce dei fatti erano le culture di strada. Il piazzale della stazione era il fulcro di quello che mi accadeva attorno.. I treni dipinti, lo spot più battuto dagli skaters che coincideva con un nuovo complesso architettonico pieno digradinate e muretti. Non saprei quantificare il tempo speso in quel posto fuori e dentro la stazione, di giorno e di notte. Le fughe dalla polizia erano motivo di svago e spezzavano le nostre domeniche. All’epoca avevo un set fotografico composto da una vechia Pentax P30t con un 28-70 e un teleobbiettivo abbastanza spinto da poter fotografare i pannelli dei treni, dipinti dalla panchina rialzata di fronte ai binari. Mi feci trascinare in maniera del tutto inconsapevole da queste realtà e il fotografare lo skate, i concerti hardcore e i treni divenne una costante che mi formò. Era più un fatto culturale che estetico.


I like to think of my NY experience as a sort of déjà vu. The characters with whom I grew up in my hometown, the stereotypes I absorbed from the TV, things like the pages of the 3 photo books by Friedman and Martha Cooper, all these resonated loudly when I left my country and set foot in Manhattan for the first time. Drinking beer on a rooftop with Harold Hunter and Jeff Pang, catching the F line with Stay 149, strolling along the Brooklyn Banks with Steve Rodriguez, buying groceries at Whole Food back to back with Mike D and sharing my apartment with Aaron Susky were among the many experiences I had there. Skateboarding in NYC reflects the character of the city itself: always morphing like a piece of wax in the sun against a backdrop of Downtown architecture. Rodriguez told some days ago that he would never use the car to go skate. He said that the experience of riding your own board to the spot is irreplaceable when you live in Manhattan, even if you have to push for 30 minutes to get there. The early nineties was the time of my first approach to photography, that is when I first started to document the reality I was involved in Before then, I was a teenager in a pleasant

Italian town in the area commonly referred to as the “productive North East”, one hour away from all destinations such as Venice, the mountains and the sea. Against that backdrop and armed only with a naive attitude, I decided to effectively immerse myself in the many facets of street culture. The station square was the spot around which everything revolved. The spray painted trains were there. When a new building complex was built, its stairs and ledges became the popular skate spot. I spent so much time at that place, being outside and inside the station, day and night. Running from the police was an exhilarating experience and made for nice breaks to our Sunday routine. At the time my photographic set was comprised of an old Pentax P30t with a 28-70 lens and my telephoto was just barely sufficient to capture the train panels across the tracks, that had been painted from the elevated bench. At first my involvement was purely unconscious. Spontaneously taking pictures of skaters, hardcore shows and trains became a constant that made me who I am today. It wasn’t driven by an aesthetic ideal as much as a cultural one.


FRANCESCO SALINI OVER K GRIND REGGIO EMILIA Pic and Txt Luca Carta

Skateare e costruire questo spot è al quanto impestato , non tanto per la difficoltà ma quanto per il fatto che si trova davanti ad una chiesa, e si sa bene quanto i preti siano gelosi della loro casa. Ma si sa ,quando si ha in testa un obbiettivo : portare a casa un super trick ed una foto , si supera qualsiasi ostacolo. In meno di un ora io e il Cecco siamo riusciti ad appoggiare il porta bici sulla scala , posizionare i flash , fare un paio di prove e chiudere il trick . Super style cecco.

Building this spot was very difficult, not to mention skating it. Not merely because of its difficulty but mostly because it’s in front of a church and sadly we all know too well how jealous a priest can get when his home is at stake. But we also know that nothing can stand in a skater or photographer’s way when he has a clear objective in his mind. He’ll face any challenge in order to bring home that super trick or that great photo.In less than one hour I and Cecco managed to place the bike rack onto the set of stairs, position the flash and after a couple of tries the trick was landed. Kudos to Cecco for the great style.


ALE BS TRE

Ale ha spezzato la tavola provando questo trick. Così ho dovuto prestargli la mia, con la quale l’ha chiuso.

Ale snapped his board while attempting this trick so I had to lend him mine, with which he finally landed

proposito, perchè la mia tavola faceva pandan con la sua maglietta arancione. Ale, sei una vecchia volpe! Ale Martoriati, fashion and profession bs ollie 360.

orange shirt. Ale you are as sly as a fox. Ale MArtoriati Fashion and profession bs 360

Pics and Txt Soltanto più tardi, osservando la sequence, ho it. Only later did I realize that he probably broke it on Giuliano Berarducci capito che con ottime probabilità l’aveva spezzata di purpose as my board was better coordinated with his


BRIAN KICKFLIP LECCE

Pic and Txt Giuiano Berarducci Vi ricordate il “Libro della giungla” della Disney? Beh, ditemi se Brian non è identico a Mowgli! Infatti Brian skatea spesso con una banana in tasca, peccato che in questo caso sia coperta dal braccio. No, a parte gli scherzi, se ci fate caso nel cartone animato tutte le scimmie parlano con voci di afroamericani, e cantano canzoni da neri. Pare che il vecchio Walt fosse un bastardo nazista, ma quanto ci ha fatto sognare? Se anche Alemanno e il Berlusca facessero dei cartoni così belli io li perdonerei. Mowgli, kickflip against racism. Remember “The Jungle Book” by Disney ? Well, I’ll be damned if Brian doesn’t look exactly like Mowgli! In fact he often skates with a banana in his pocket. Too bad in this case it’s covered by his arm so you can’t see it. Jokes aside, if you pay attention to all the monkey characters in the movie, you’ll notice they are all dubbed by African American actors singing African American songs. Apparently old Walt was a Nazi bastard but since he made us dream so much through his movies we’ll forgive him for that. We could probably forgive even Alemanno or Berlusconi if only they also would start making such beautiful cartoons. Mowgli, kickflip against racism.


PAPIK ROSSI POLLIE MAGLIANA-ROMA

Pic and Txt Mirai Pulvirenti Altra pietra miliare dello skating romano, basti pensare che skatea da 21 anni! Un po’ mi fa strano pensare al fatto che Papik possa skateare da prima che qualcuno di voi nascesse.. Here is another staple of Roman skateboarding. Suffice it to say he’s been skating for 21 years. It’s a bit weird to think that he’s been skating for more than most of you have been alive, isn’t it?

MICHELE SALINI BIG OLLIE REGGIO EMILIA Pic and Txt Luca Carta

Questo scatto lo tenevo nascoste nel cassetto , da tirare fuori per le giuste occasioni. Un pò come quella maglia che ti metti la prima volta che esci con una bella donnina, questa è una di quelle. Risale a due inverni fa , periodo in cui stavamo realizzando lo shooting per un suo ceck out , ma i trick pesi e le belle foto non hanno età. Lo spot è molto grezzo soprattutto la rincorsa che ha la larghezza giusta della tavola , sospesa a 2 metri da terra. Ma si sa che il Bigsalo è un rapper e non lo spaventa niente. I had kept this shot in the drawer for a while, waiting only for a special occastion to be unveiled, just like the nice shirt you save only for that special date. Much in the same way, this is one of my most treasured shots. Although it dates back to two winters ago (when we were shooting for his check-out profile), good tricks and good photos are always timeless to me. This spot is very coarse and the running hardly has any wheel clearance, not to mention he’s rolling at 2 meters from the ground. But this is no surprise: BigSalo is such a fearless rapper after all.


GIANANDREA IENA GIBERTINI SMITH TAV MODENA Pic and Txt Luca Carta

Quante cose ci sarebbero da scrivere su questa foto tanto contestata. Avete presente la tav la nuova linea dei treni che stanno facendo? Questo è ciò che serve per costruire i sostegni della linea , se ci fate caso sono a forma di mini peccato che dentro siano pieni di cemento, adifferenza di questo che è vuoto ma all’interno ha un mega buco.Erano giorni che lo osservavo ma durante la settimana era impossibile skatearci per via degli operai a lavoro, quindi quale miglior giorno perfarlo se non quello di ferragosto, quando tutta la gente è al mare asciabbattare! però mi serviva una persona matta che lo potesse farlo e chi se non Gian . Oltre al dropparlo la cosa difficile era anche atterrarlo e mantenerlo

perché attorno a quel mega buco c’era il minimo spazio per passare , giusto quello delle ruote. Al calar del sole quando la luce è la migliore della giornata e il tramonto rinfresca l’aria , chiudendo questo trick siamo andati a bere una birra piu felici.


I must admit that, being as controversial as it is, I am at a loss to fully describe this picture. Remember the high-speed line rail track construction site? This is a view from directly atop one the columns that support the line. One can’t help but notice the mini-ramp shaped structure with transitions. These columns are designed to be filled with concrete eventually but this one was an exception. It was still empty at the time, and had a huge hole right in the middle. I had been flirting with the idea of hitting that spot for a while but it was inaccessible during weekdays due to the ongoing construction. Finally the August Bank Holiday came around, when everyone is at the seaside strolling in flip-flops. I decided to seize this once-a-year

opportunity and planned the trip. However, I still needed a nutcase skater mad enough to go there and be the subject of my shoot. The choice was obvious: after all, who else fits this description better than crazy Gianandrea? Dropping in and landing the trick wasn’t the only trouble. The tough part was reaching the other side by dodging the huge hole rolling dangerously on the thin strip around it (with hardly any wheel clearance). Finally, the chilly sunset breeze set in and he nailed the trick right when the light was at its best. We thought we should celebrate so we merrily left the spot and went for a beer, happier than ever.


MARCO GIORDANO KICKFLIP OVER THE HUBBA MILANO BICOCCA Pic and Txt Andrè Lucat

Questo soldo di cacio ha una tale energia in corpo che nessuno riesce a controllarlo. Né la madre, né il fratello maggiore Nicola, né il suo team manager, figuriamoci il fotografo che lo accompagna. Dopo aver agevolmente ollato e fs ollato l’hubba, il kickflip sembrava ampiamente alla sua portata, ma lui era convinto che il muretto fosse troppo alto. Dopo 10 minuti di tira e molla verbale, ovviamente Marco si convince e porta a casa il trick in pochi tentativi. This midget is nothing short of a skateboarding powerhouse. Nobody seems to be able to keep him at bay. Neither his mom, nor his older brother Nicola, nor his team manager managed to curb him yet, let alone the accompanying photographer. He ollied and Fs ollied the Hubba with such confidence that the obvious next step (the kickflip) seemed to be well within his reach. Still, he was convinced that the ledge was too high and hesitated a bit. After mumbling for 10 minutes, Marco summoned the courage and finally brought the trick home after only a few attempts, just like I expected.

LUCA DONEDDU BS SMITH CAGLIARI Pic and Txt Luca Carta Apprezzo questo scatto perche , ha tutta la composizione che in parte mi rappresenta. La Sardegna terra di origine, il mare e una nave che mi hanno portato via e talvolta mi ci riportano, uno skatear Luca Doneddu , uno degli amici che più stimo non solo come skatear ma anche come persona, manca solo una cosa che voi non riuscite a sentire : il profumo , quell’ odore che solo la Sardegna riesce ad offrire, ma chissà forse fissando un pò la foto e cercando di entrarci dentro riuscirete a sentirlo anche voi . I’m very partial to this shot because it is a bit autobiographical: it has some of the elements that made me who I am. There is Sardinia (my birthplace), the sea, a ship (the same I sailed on when I moved away, and sometimes brings me back there) and Luca Doneddu whom I respect as a skater but also as a person. There is only one aspect here that cannot possibly be conveyed through a picture: the wonderful smell. That peculiar scent you cannot find anywhere else in the world. If you stare at the picture long enough though, trying to get into it, you might be able to feel it too.


CREDITS: COVER: EDITORIAL SUPERVISOR : EDITOR : SALES MANAGER : GRAPHIC : TRADUCTION: PHOTO EDITOR : PHOTOGRAPHER :

photo Zuek Elia Liquori Luca Pistono Elia Liquori Lorenzo Ravazzini Simone Barbieri Luca Carta e Mirai Pulvirenti Mirai Pulvirenti, Luca Carta, Alessandro “Zuek” Simonetti, Giuliano Berarducci, Andrè Lucat


Pic Zuek


PURE 00  

Skate Only

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