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ISTITUZIONI Provincia in prospettiva

ISTITUZIONI

Esami di abilitazione: risultati non soddisfacenti

NORMATIVA

Competenze Professionali dei Geometri Sentenza TAR Veneto n째 1312/2013


Azimut

Azimut

Periodico regionale a cura del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona Corso Garibaldi 91/a - 60123 Ancona (AN) info@geometrian.it - www.geometrian.it Anno XXXVII - N. 4/2013 Spedizione in a.p. - 45% - art. 2 Comma 20/b Legge 662/96 Filiale di Ancona

PUBBLICAZIONE TRIMESTRALE Reg. Trib. Ancona 8 Luglio 1975 Comitato di Redazione PressCom-Comunicazione Integrata Piazza Ciabotti, 8 - 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 info@presscom.it DIRETTORE RESPONSABILE Fabio Bartolucci COORDINAMENTO EDITORIALE Davide Amicucci d.amicucci@presscom.it REDAZIONE PressCom srl Riccardo Collamati Diego Sbaffi Roberto Ceccarelli Tonino Ortolani HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Simone Fadalti, Manuela Palmieri, Luca Barbaresi, Stefania Falcioni, Matteo Tarabelli, Beatrice Testadiferro, Andrea Di Renzo, Alberto Pandolfi CONSULENTI PER LA COMUNICAZIONE Gianni Moreschi (g.moreschi@presscom.it) IMPAGINAZIONE Studio FLORIO - Via Aldo Moro, 38 62010 Sambucheto di Montecassiano (MC) STAMPA TIPOLUCE srl Via delle Querce - 60027 OSIMO (An) Tel. 071.717401 - Fax 071.7236307 www.tipoluce.com CREDITI FOTOGRAFICI Archivio AZIMUT PUBBLICITÁ CONCESSIONARIA AZIMUT PressCom - Piazza Ciabotti, 8 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 Emanuele Anselmi e.anselmi@presscom.it Azimut viene inviato gratuitamente agli iscritti agli Albi Professionali del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona, agli uffici decentrati del Genio Civile, agli uffici tecnici dei Comuni e delle Province, a tutti gli enti pubblici e a tutti coloro che hanno rapporti con la categoria. La collaborazione è aperta a tutti i singoli professionisti e agli organi rappresentativi di categoria. Manoscritti, dattiloscritti, elaborati, disegni, fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Ogni autore risponde direttamente delle proprie affermazioni che non impegnano nè la redazione nè il Collegio. Gli scritti possono essere pubblicati anche siglati o anonimi, per desiderio degli autori i cui nomi restano comunque reperibili presso la redazione.

Inserzionisti: a Alseo...................................... 2 di Cop. Microsoftware........................ Pag. 6 a Subissati................................ 3 di Cop. a Sicap...................................... 4 di Cop.

Sommario

2 Editoriale 3 Istituzioni

Provincia in prospettiva

7 Normativa Competenze Professionali dei Geometri Sentenza TAR Veneto n° 1312/2013

12 Aziende

Il maggiordomo elettronico nelle Marche

13 Formazione

"Un futuro tutto da costruire". Esperienza formativa da ripetere

14 Normativa

L'attestato di prestazione energetica

16 Collegio

Il ruolo dei geometri nella Protezione Civile delle Marche

19 Collegio

Esami di abilitazione: risultati non soddisfacenti

22 Istituzioni

Avviato il restauro dell'antico teatro comunale e pronta la variante del Piano Regolatore. Una centrale idroelettrica e nessun impianto fotovoltaico

24 Condominio

Cambio del fornitore delle utenze senza autorizzazione del condominio DICEMBRE 2013

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Azimut Editoriale

Editoriale (*) Apriamo questo numero di Azimut con una intervista a Patrizia Casagrande, Commissario Straordinario della Provincia di Ancona. In riferimento a detta intervista e specificatamente al passaggio che analizza la funzionalità dell’Ufficio Concessioni, nell'auspicare che quanto dal Commissario Straordinario Casagrande asserito sia propedeutico ad un più efficiente funzionamento dell'amministrazione che dirige, dissentiamo profondamente sia nei tempi che nei modi, da quanto enunciato per comprovate documentazioni in nostro possesso, che siamo in qualsiasi momento disponibili a sottoporre all'attenzione del Commissario Straordinario. Certi che comunque i rapporti fra la Pubblica Amministrazione Provinciale e la categoria dei geometri continueranno fattivamente anche in considerazione della nostra puntuale, precisa e costante presenza sul territorio. Di seguito riportiamo la sentenza del Tar Veneto sulle competenze professionali dei geometri con il commento del Geometra Pietro Calzavara, presidente del Collegio di Verona. Parliamo poi di domotica illustrando le proposte dell'azienda V3 Elettro Impianti. Manuela Palmieri ci parla di una importante esperienza formativa, mentre Luca Barbaresi e Stefania Falcioni ci illustrano i cambiamenti da Ace a Ape. Andrea Di Renzo ci spiega il ruolo dei Geometri nella Protezione Civile. Alberto Pandolfi ha scritto una puntuale riflessione sulle ultime prove di esame di abilitazione alla professione. Segue un'intervista al sindaco del Comune di Monte Roberto e a chiudere Simone Fadalti con la consueta rubrica sul condominio. Buona lettura!!! Il Consiglio direttivo dell’Ordine dei Geometri e Geometri laureati della Provincia di Ancona

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Istituzioni

Provincia in prospettiva A quasi due anni dal commissariamento, Patrizia Casagrande fa il punto sull'azzeramento dell'istituzione politica provinciale. E risponde anche ai dubbi dei geometri Matteo Tarabelli "Se il taglio delle Province non sarà solo una demagogica risposta ai mal di pancia dell’antipolitica, ma un vero processo riformatore a servizio della collettività, ne guadagnerà tutto il Paese". A sostenerlo con convinzione è Patrizia Casagrande, Patrizia Casagrande, Commissario ultimo preStraordinario della Provincia di Ancona sidente della provincia di Ancona e, ormai da quasi un biennio, a seguito dell'annullamento del voto del 2012, Commissario Straordinario della stessa. Patrizia Casagrande, qual è il ruolo attuale della Provincia di Ancona? "Il commissariamento ha interrotto la prassi amministrativa ordinaria, limitando notevolmente la capacità di assumere scelte di natura politico-programmatica, come avviene quando sono in vigore organi istituzionali democraticamente eletti – spiega la Casagrande - Il fatto è che il commissariamento è uno strumento adottato generalmente per periodi più o meno brevi e in determinate situazioni previste dalla normativa vigente. Il commissariamento delle Province che andavano al voto amministrativo nel 2012, invece, è avvenuto in virtù dell’articolo 23

del decreto “Salva Italia” del governo Monti, il quale prevedeva la soppressione degli organi elettivi, avviando il percorso di riforma delle Province, che avrebbe dovuto tradursi nella loro trasformazione in enti di secondo livello. Un percorso purtroppo pasticciato, che ha tenuto conto delle procedure previste dalla Costituzione e che, non a caso, è stato poi bocciato dalla Corte costituzionale". Ciò sta comportando ostacoli e difficoltà... "In oltre un anno, non solo non si è giunti alla tanto attesa riforma, ma si è impedito alle Province commissariate di svolgere pienamente le proprie funzioni, già limitate dai continui tagli lineari ai trasferimenti statali e dai vincoli alla spesa imposti dal patto di stabilità. Nonostante ciò, abbiamo continuato a esercitare il delicato ruolo di coordinamento dell’area vasta e siamo riusciti a garantire i servizi, saldando tutti i debiti verso i fornitori grazie a un’oculata revisione della spesa. Adesso però è tempo di certezze. Non è vero, come troppo spesso si dice, che le Province siano prive di funzioni. Le loro competenze sono cresciute nel corso degli ultimi 10-15 anni: la mission istituzionale di coordinamento dell’area vasta ha garantito uno sviluppo territoriale più ordinato e omogeneo per ciò che concerne la programmazione di settori come l’urbanistica, la viabilità, le politiche ambientali, l’edilizia scolastica e la formazione professionale". Cosa auspica, dunque? "L’augurio che mi sento di esprimere è che si inizi subito a discutere un percorso di modifica della Carta istituzionale con al centro i bisogni delle comunità locali e la loro autonoma capacità di scegliere e progettare la propria crescita. Se il taglio delle Province non sarà solo una demagogica risposta ai mal di pancia dell’antipolitica, ma un vero processo DICEMBRE 2013

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Istituzioni

Grotte di Frasassi (AN)

riformatore a servizio della collettività, ne guadagnerà tutto il Paese". Al netto dei tagli ai trasferimenti, dei pesanti vincoli del Patto di Stabilità e della scarsa chiarezza normativa, siete riusciti a tradurre in pratica qualche progetto? "Per i motivi sopracitati, la pianificazione degli interventi ha subito un rallentamento, mentre procedono comunque i progetti già avviati. È il caso della Cittadella degli studi di Fabriano, dove i lavori per realizzare le nuove sedi dei tre licei fabrianesi e del Centro per l’impiego proseguono senza particolari ritardi. Menziono la Cittadella perché oltre a essere una struttura praticamente unica nel panorama regionale per qualità, innovazione ed efficienza, credo rappresenti l’esempio di come la Provincia di Ancona si sia mossa negli ultimi anni sul terreno dell’edilizia scolastica, cioè investendo risorse per dare a docenti e studenti un sistema formativo di primissimo livello e dotato delle migliori strutture didattiche". Altro? "Da segnalare, sempre per il 2013, undici progetti per la messa in sicurezza, l’efficientamento energetico e la riqualificazione di altrettanti istituti scolastici sparsi sul territorio provinciale, che abbiamo presentato al bando regionale emanato nell’ambito del cosiddetto “decreto del fare” varato dal governo Letta. Si tratta di quasi 5 milioni di euro.

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Per il 2014, ovviamente, tutto è legato alla riforma delle Province. Non è detto, infatti, anche se io spero il contrario, che tale competenza rimarrà in capo agli enti di area vasta". Parliamo dell'Ufficio Concessioni. Alcuni professionisti segnalano attese, a volte, lunghe per il rilascio dei via libera. Quali sono le cause? "Premesso che gli uffici non registrano alcuna lamentela, va detto che la legge prevede il rilascio dell’atto entro 30 giorni dal protocollo della domanda completa (che vuol dire comprensiva di tutti gli allegati, dunque progetto, permessi, ecc.) nel caso di concessione stradale ed entro 60 giorni nel caso di cartelli pubblicitari".

Riviera del Conero (AN)


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Istituzioni

Basilica di Loreto (AN)

Dal Protocollo all'ufficio competente: quanti giorni passano, in media, fra il primo step ed il secondo? «Per quanto concerne la procedura, dopo il protocollo la richiesta passa all’ufficio amministrativo che istruisce la pratica. Segue il sopralluogo e la redazione del parere tecnico da parte del geometra incaricato e il successivo rilascio dell’atto. Questa procedura, mediamente, prevede un lasso di tempo di circa 20 giorni, che vanno riferiti, dunque, all’intera procedura e non alla trasmissione della richie-

sta dall’ufficio protocollo all’ufficio amministrativo. È vero, invece, che negli ultimi mesi alcuni ritardi hanno interessato le pratiche per la regolarizzazione dei passi carrai. Ma va considerato che sono state oltre 1800 le richieste giunte alla Provincia per sanare le irregolarità amministrative relative alla presenza di passi carrabili abusivi sulle strade di competenza dell’ente». (*)

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Normativa

Competenze Professionali dei Geometri Sentenza TAR Veneto n° 1312/2013. Qui di seguito riportiamo il commento del Presidente del Collegio provinciale Geometri e Geometri Laureati di Verona, Geom. Pietro Calzavara, alla sentenza del Tar Veneto sulle competenze professionali dei Geometri. A seguire il testo della sentenza. Con soddisfazione personale viva e sincera, mi pregio inviare a Voi tutti la Sentenza n° 1312/2013 pronunciata dal TAR Veneto (Sezione Prima), decisa in Camera di Consiglio il 10 ottobre 2013 e depositata in Segreteria il 20 novembre 2013, con la quale la Corte ha rigettato il ricorso promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona contro il Comune di Torri del Benaco e contro il contro interessato COLLEGIO DEI GEOMETRI DI VERONA per l’annullamento, previa sospensione, della Delibera della Giunta comunale di Torri del Benaco n° 96, emanata il 09 luglio 2012. Ecco la vicenda: L’Ordine degli Ingegneri locale aveva ricorso contro il deliberato “di indirizzo” dell’Amministrazione di Torri del Benaco che, in sintesi, definiva in 1500 m3 il limite quantitativo degli edifici progettati da Geometri al di sotto del quale il Dirigente dell’Ufficio Tecnico non era tenuto ad approfondire l’annoso e dibattuto tema delle nostre competenze professionali. Il ricorso al TAR Veneto veniva promosso dall’Ordine degli Ingegneri non solo nei confronti del Comune di Torri del Benaco ma, addirittura, anche nei confronti del Collegio del Geometri e Geometri Laureati di Verona, che mi onoro rappresentare, come “contro interessato”. Per consentire a Voi tutti di inquadrare correttamente il caso dibattuto, allego anche la Delibera della Giunta comunale di Torri del Benaco, per un’attenta lettura. Con ordinanza cautelare n° 24/2013 emessa dalla camera di consiglio il 18 gennaio 2013, il Collegio giudicante ha accolto l’istanza dell’Ordine degli

Ingegneri di sospensione del provvedimento impugnato, sotto il profilo del pregiudizio grave e irreparabile che avrebbe potuto eventualmente scaturire dall’applicazione della Delibera di Giunta del Comune di Torri del Benaco. Le parti costituite hanno presentato memorie difensive e all’udienza del 10 ottobre la causa è stata trattenuta in decisione dal Collegio giudicante, che ha poi emesso il positivo e favorevole pronunciamento per il Collegio di Verona, per il Comune di Torri del Benaco, per l’intera Categoria. Ritengo si tratti di un ottimo risultato, anche alla luce delle motivazioni con cui il Giudice Amministrativo da deciso nel caso di specie, evidenziando in modo chiaro e inequivocabile, da un lato che: “ … nel caso di specie, la misura di 1.500 m3, che la delibera impugnata assume quale criterio di indirizzo ai fini della determinazione della competenza professionale dei geometri in materia di progettazione edilizia, non rappresenta un limite quantitativo

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Normativa

entro il quale una costruzione in conglomerato cementizio possa essere progettata e firmata da un geometra …” e, dall’altro, che: “ … il Decreto Legislativo 13 dicembre 2010 n° 212 ha abrogato il Regio Decreto 16 novembre 1939 n° 2229”, laddove, per le opere in cemento armato richiedeva che il progetto esecutivo fosse firmato da un architetto o da un ingegnere. Riferendomi a quest’ultimo aspetto ho ragione di credere che si tratti della prima sentenza pronunciata in Italia che, finalmente, prende atto dell’intervenuto “sdoganamento” della progettazione di geometri di edifici in cemento armato: in pratica è stato considerato e applicato il vigente quadro normativo! Pur consci del fatto che la sentenza, ad oggi, non è ancora definitiva, essendo suscettibile di impugnazione al Consiglio di Stato (sul punto staremo a vedere cosa farà l’Ordine degli Ingegneri), è opportuno evidenziare la coincidenza temporale e l’analogia di contenuti con il testo della prima prova scrittografica degli esami di stato per l’abilitazione alla professione di Geometra, sessione 2013, che ha riguardato la progettazione di otto alloggi a schiera con volume di 3.200 m3, senza parlare di numero massimo di piani, di presenza, o meno, di conglomerato cementizio armato, di zona sismica. Mi sembra e mi auguro che adesso, da qui, “la storia” cambi! Una “storia” che accomuna l’intera Categoria e tutti i Presidenti di Collegio italiani, ai quali metto a disposizione due importanti “Note sulle Competenze professionali”, firmate congiuntamente dal CNG presieduto dal Dott. Geom. Fausto Savoldi, e da me per il Collegio di Verona, emanate in data 8 marzo 2013 e 25 giugno 2013, per affrontare e superare localmente il noto tema delle nostre competenze: tema trattato con profonda sofferenza personale in questi tre anni di presidenza, ripetuta ogni qual volta un Collega mi ha chiesto il parere su un proprio progetto, necessario per il ritiro del titolo abilitativo e per portare a casa “il pane quotidiano”. Un gran lavoro, costante e incisivo, attraverso il quale i Colleghi veronesi interessati hanno ritirato il titolo abilitativo richiesto e i Dirigenti degli Uffici Tecnici, avendo acquisito maggiori certezze, hanno sensibil-

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Azimut mente ridotto la richiesta di pareri al Collegio, pervenute in origine da 18 Comuni su 98, poi solo da quello di Torri del Benaco. Una criticità affrontata pazientemente, di caso in caso, rilasciando una sessantina di pareri, pensati ed espressi anche grazie alla consulenza sempre prontamente fornitami dal CNGeGL con il costante supporto, incoraggiamento, determinazione ed esperienza del già Presidente Dott. Geom. Fausto Savoldi, la fine conoscenza tecnico-giuridica del già Segretario Geom. Avv. Enrico Rispoli (particolarmente preziose, utili e autorevoli per la redazione delle due citate “Note” e prima, di numerose altre ancora), l’apporto del Consigliere nazionale Geom. Giuliano Villi, la condivisione dell’intera Commissione Competenze in seno al CNGeGL, cui sono onorato esserne parte che, complessivamente ha trattato su tutto il territorio nazionale circa 130 casi. Da questo momento anche il Dirigente dell’Ufficio Tecnico di Torri del Benaco (geometra !) dispone di un pronunciamento autorevole che semplifica la vita sua e pure la nostra. Intendo allora mettere a disposizione questo materiale nell’interesse collettivo, con spirito di “collegialità”, perché ogni Collegio possa farlo proprio e trarne spunto in caso di necessità e perché il lavoro, l’esperienza, i saperi, la conoscenza e i sacrifici forniti dal CNGeGL e dal Collegio veronese in questi ultimi anni, non vadano dispersi ma, anzi, condivisi, valorizzati e utilizzati proficuamente, per uno scopo comune, a difesa dell’intera Categoria. Questa “storica” sentenza non è solo una vittoria del Collegio veronese, difeso dagli Avv.ti Mario Zotta di Roma e Maurizio Paniz di Belluno, ma anche del Comune di Torri del Benaco, difeso dall’Avv. Natale Calipari di Verona, alla cui Amministrazione va il mio grazie per avere creduto e difeso con coraggio e non senza rischi, un tema di così vitale importanza per noi Geometri. Ai legali, per l’alta professionalità, l’assoluta dedizione, per l’efficace e fine difesa svolta, va il mio particolare ringraziamento. A Verona è nato un problema e con queste forze e importanti contributi, da Verona esce una soluzione e speranza per il futuro. Questa sentenza è una soddisfazione morale senza pari, perché porta utilità e “pane quotidiano” ai nostri Colleghi, a favore dei quali mi sono dedicato e intendo dedicarmi, in primis e per quel che posso, nel loro interesse e con spirito di servizio. Resto personalmente a disposizione per quant’altro occorrer possa, perché l’impegnativo e importante lavoro svolto e il positivo risultato raggiunto vengano offerti a tutti, unendo idealmente l’Italia dei Geometri dal Veneto alla Sicilia, due regioni fisicamente alle estremità ma, nel contempo, idealmente vicine perché principalmente “toccate” dall’importante argomento, trattato anche personalmente, con passione e orgoglio, al Congresso di Rimini.


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N. 01312/2013 REG.PROV.COLL. N. 01773/2012 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1773 del 2012, proposto da: Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Massimo Adami, Giorgio Pinello e Barbara Ferrari, con domicilio eletto presso lo studio del secondo in Venezia, San Polo, 3080/L; contro Comune di Torri del Benaco, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Natale Callipari, con domicilio eletto presso la segreteria del tribunale ai sensi dell'art. 25, comma 1, del cod. proc. amm.; nei confronti di Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Maurizio Paniz e Mario Zotta, con domicilio eletto presso Franco Stivando Gussoni in Venezia,

Dorsoduro, 3593; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia della delibera di giunta comunale del Comune di Torri del Benaco in data 9 luglio 2012, n. 96, recante indirizzi in tema di competenze professionali dei geometri; nonchĂŠ di ogni atto annesso, connesso o presupposto. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Torri del Benaco e di Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 ottobre 2013 il dott Enrico Mattei e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO Con l'odierno gravame, l'Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia ha adito l'intestato Tribunale per chiedere l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, della delibera del Comune di Torri del Benaco in data 9 luglio 2012, n. 96, con la quale la giunta comunale ha stabilito che "tra le competenze professionali dei geometri e dei geometri laureati iscritti al Collegio professionale, possa rientrare la DICEMBRE 2013

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progettazione e direzione dei lavori di modeste costruzioni almeno fino a m.c. 1500 adottando quindi il criterio tecnico-qualitativo in relazione alle caratteristiche dell'opera da realizzare che deve avere caratteristiche strutturali semplici con moduli ripetitivi sia pur con la presenza del cemento armato, che non richiedano competenze tecniche, particolari e specifiche, riservate per legge ad un diverso professionista, con esclusione di ogni ulteriore aggravio procedimentale a carico del richiedente". Nei confronti dell'impugnata delibera, parte ricorrente ha eccepito, in via principale, la carenza assoluta di potere in capo alla giunta comunale per aver esercitato de facto funzioni a carattere normativo in tema di competenze professionali, in assenza di una norma attributiva di tale potere; in subordine, è stata dedotta la violazione di legge e l'eccesso di potere nelle forme dell'illogicità, dello sviamento di potere e del difetto di motivazione. Il Comune resistente e il controinteressato Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona, si sono costituiti in giudizio per resistere al ricorso, contestando le censure ex-adverso svolte e rilevando, in via pregiudiziale, il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, nonché il difetto di legittimazione e la carenza d'interesse di parte ricorrente. Con ordinanza cautelare n. 24/2013, emessa nella camera di consiglio del giorno 18 gennaio 2013, il Collegio ha accolto l'istanza di sospensione del provvedimento impugnato, sotto il profilo del pregiudizio grave e irreparabile che avrebbe potuto eventualmente scaturire dall'applicazione di tale atto. In vista dell'udienza di merito, tutte le parti costituite hanno presentato memorie difensive. Alla pubblica udienza del giorno 10 ottobre 2013 la causa è stata trattenuta in decisione. DIRITTO In via pregiudiziale, deve anzitutto essere respinta l'eccezione concernente l'asserito difetto di giurisdizione dell'adito giudice amministrativo, posto che la posizione soggettiva di cui parte ricorrente lamenta la lesione consiste nell'interesse facente capo all'Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia alla legittimità dell'azione amministrativa nell'ambito dei procedimenti di rilascio del permesso a costruire. In via preliminare, il Collegio ritiene invece di poter prescindere dall'esaminare le ulteriori eccezioni in rito proposte avverso l'atto introduttivo del presente gravame, attesa l'infondatezza, nel merito, delle doglianze con esso dedotte. Con il primo motivo di ricorso, parte ricorrente ha

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asserito la nullità dell'impugnata deliberazione per il difetto assoluto di attribuzione, deducendo che la giunta comunale avrebbe esercitato de facto funzioni a carattere normativo in tema di competenze professionali, in assenza di una norma attributiva di tale potere. Il motivo è infondato e, pertanto, deve essere rigettato. Infatti, ad avviso del Collegio, l'impugnata deliberazione comunale deve farsi rientrare nell'ambito degli atti d'indirizzo politico-amministrativo con i quali gli organi politici degli enti comunali (sindaco, consiglio e giunta) fissano le linee generali cui gli uffici devono attenersi nell'esercizio delle loro funzioni istituzionali (cfr., ex multis, Cons. St., sez. V, 7 aprile 2011, n. 2154). Trattandosi, dunque, di atto d'indirizzo occorre altresì evidenziare che, contrariamente a quanto dedotto da parte ricorrente, la deliberazione in esame non assume carattere vincolante per gli uffici amministrativi cui essa è rivolta, atteso che questi dovranno pur sempre verificare, in base alla normativa di riferimento, se i progetti sottoposti al loro esame rientrino nella competenza professionale dei geometri, sulla scorta delle caratteristiche dell'opera da realizzare. Sotto altro profilo, deve nondimeno essere rilevato che, nel caso di specie, la misura di mc 1500, che la delibera impugnata assume quale criterio d'indirizzo ai fini della determinazione della competenza professionale dei geometri in materia di progettazione edilizia, non rappresenta un limite quantitativo entro il quale una costruzione in conglomerato cementizio possa essere progettata e firmata da un geometra, posto che a tenore della citata delibera, la progettazione dell'opera da realizzare da parte dei geometri rimane comunque subordinata all'applicazione del fondamentale parametro


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tecnico-qualitativo, in virtù del quale il progetto non deve implicare la soluzione di problemi particolari (devoluti esclusivamente ai professionisti di rango superiore) con riguardo alla struttura dell'edificio ed alle modalità costruttive (cfr., ex multis, Cass. Civ., sez. 27 gennaio 1988, n. 736; Cons. St. , sez. V, 3 ottobre 2002, n. 5208). Deve, altresì, essere respinto il secondo motivo dà ricorso con cui parte ricorrente deduce che la normativa di specie escluderebbe in toto la competenza del geometra in ordine alla progettazione di costruzioni civili in cemento armato, posto che il d.lgs. 13 dicembre 2010, n. 212, ha abrogato il r.d. 16 novembre 1939, n. 2229, ai sensi del quale "Ogni opera di conglomerato cementizio semplice od armato, la cui stabilità possa comunque interessare l'incolumità delle persone, deve essere costruita in base ad un progetto esecutivo firmato da un ingegnere, ovvero da un architetto iscritto all'albo".

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P. Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Compensa integralmente tra le parti le spese e gli onorari del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 10 ottobre 2013 con l'intervento dei magistrati: Bruno Amoroso, Presidente Silvia Coppari, Referendario Enrico Mattei, Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA 11 20/11/2013 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

Va, infine, rigettata la censura con la quale l'ordine professionale ricorrente ha rilevato il difetto di motivazione della delibera in esame, avendo invero la giunta comunale accuratamente specificato le ragioni sottese all'adozione di tale atto. Alla luce delle suesposte considerazioni, il ricorso deve essere rigettato in quanto infondato. Attesa la particolarità della fattispecie controversa, si rinvengono giustificati motivi per compensare integralmente, tra le parti in causa, le spese e gli onorari del giudizio. DICEMBRE 2013

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Aziende Cristiano Vaccarini, co-titolare dell'azienda V3 Elettro Impianti

Il maggiordomo elettronico è nato nelle Marche L'azienda si chiama V3 Elettro Impianti, è anconetana e ha appena sviluppato un'innovazione che potrebbe cambiare la vita di molti. Si tratta dell'attivazione dei sistemi elettrici tramite controllo vocale, una novità che renderà più facile la gestione degli impianti elettronici: basterà cliccare un pulsante sul proprio smartphone o tablet, pronunciare il comando e il sistema esegue l'operazione voluta. I prodotti attualmente esistenti in Italia consistono in soluzioni più semplici, limitate all'accensione luci o all'apertura cancelli. Il controllo vocale di V3 permette, invece, di interagire con tutto quello che è pilotabile elettricamente, come un maggiordomo virtuale: dall'impianto d'allarme all’illuminazione, dall’apertura di porte e finestre al controllo del riscaldamento, dai comandi del televisore o della webradio alle richieste di soccorso. “Oltre al cliente orientato alla tecnologia, l’utilizzo più indicato per questa funzionalità sono clienti con le disabilità o gli anziani – spiega infatti Cristiano Vaccarini, co-titolare dell'azienda. - Le Marche sono una regione che sta invecchiando e il nuovo strumento, adeguatamente personalizzato, potrebbe aiutare e non poco il sistema sanitario per l’assistenza domestica”. V3 Elettro Impianti è nata nel 1994 ed è specializzata in impiantistica elettrica, software e interfacce per gli impianti elettrici. Tra gli ambiti di operati-

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vità, troviamo quello industriale, quello residenziale fascia alta, la domotica avanzata, il settore ospedaliero, il settore biogas ed energie rinnovabili, la logistica e l'impiantistica elettrica per fotovoltaico. Ha clienti anche all'estero, in particolare in Spagna e Romania, e impiega 13 persone. Il sistema di controllo vocale è disponibile in tre versioni: una per dispositivi Android, una per dispositivi Apple (iPad e iPhone) e una fissa, che non necessita tablet o smartphone. Sia per la versione mobile che per quella fissa, il sistema può essere impostato per essere attivato esclusivamente con la voce, senza la pressione di nessun tasto, una funzionalità utile in molte situazioni, ad esempio nel caso di utenti affetti da disabilità, e anche molto semplice da usare, adatta quindi a persone poco orientate alla tecnologia. L'innovazione è totalmente compatibile con lo standard tecnologico Knx, è quindi implementabile facilmente in qualsiasi sistema realizzato rispettando lo stesso standard, tra cui gli impianti già realizzati in passato da V3 Elettro Impianti. “Al momento è in test finale una versione in inglese, appena conclusa questa fase inizieremo a lavorare alla versione in italiano – conclude Vaccarini. - Il rilascio definitivo sarà pronta per il 2014”.


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Formazione

Copparoni Letizia

Pasquinelli Giacomo

Palatroni Francesco

Storani Gianni

Tantucci William

Mattioni Federica

Di Renzo Andrea

Massaccesi Diego

Perugini Giacomo

Giampaoletti Luca

Polverigiani Antonio

Palmieri Manuela

Biagetti Federica

“Un futuro tutto da costruire”. Esperienza formativa da ripetere Manuela Palmieri La commissione formazione i cui componenti sono i geometri Manuela Palmieri (consigliere), Di Renzo Andrea (consigliere), Cerioni Enrico, Copparoni Letizia e Tantucci William dall’anno 2012-2013 e 20132014 hanno realizzato il progetto “Un futuro tutto da costruire”con il sussidio di un Pedagogista dott. Paolo Petrucci. Tale progetto consisteva nel realizzare degli interventi negli Istituti Comprensivi Secondari della provincia di Ancona per l’orientamento dei ragazzi verso l’istituto tecnico costruzioni - ambiente e territorio, al fine di chiarire agli stessi la professione del geometra e i suoi sbocchi professionali al termine degli studi. L’intervento della durata di 60 minuti svolto sia in maniera ludica che verbale ha permesso ai ragazzi di comprendere meglio la nostra professione. Le scuole che ci hanno ospitato in questi due anni non sono stati molti ma gli studenti hanno apprezzato la ludicità della spiegazione ed il lavoro di gruppo e i docenti la chiarezza del messaggio trasmesso. Tutto ciò è stato possibile grazie a nostri colleghi che si sono prodigati per la nostra categoria mettendosi in gioco e giocando con quei giovanissimi e raccogliendo un bagaglio di emozioni e di crescita personale che non solo hanno fatto si che gli studenti ne raccogliessero il messaggio e l’emozione ma anche la conferma di ripetere anche per il prossimo anno l’esperienza, per questo ringraziamo i geometri COPPARONI LETIZIA, PASQUINELLI GIACOMO, PALATRONI FRANCESCO, STORANI GIANNI, TANTUCCI WILLIAM, MATTIONI FEDERICA, BIAGETTI FEDERICA, DI RENZO ANDREA, MASSACCESI DIEGO, PERUGINI GIACOMO, GIAMPAOLETTI LUCA, POLVERIGIANI ANTONIO. Inoltre siamo stati ospitati dagli istituti Vanvitelli –

Angelini – Stracca di Ancona e Cuppari di Jesi, Corridoni Campana di Osimo e Corinaldesi di Sanigallia nelle giornate “Scuole Aperte”, che si svolgono di Sabato e Domenica dove hanno partecipato i geometri Cerioni Enrico e Copparoni Letizia e Palmieri Manuela e Pandolfi Marco, nelle quali intervengono non solo i ragazzi ma anche i genitori ai quali è stato chiarito in maniera più esaustiva la professione del geometra che nell’immaginario comune ricade quasi esclusivamente nella progettazione delle case limitando di gran lunga tutti gli altri sbocchi professionali. Infatti il geometra di oggi si occupa non solo dell’urbanistica in genere ma anche di: amministrazioni condominiali, perizie e stime per il Tribunale ma anche per le compagnie assicuratrici e le banche, la sicurezza nei cantieri temporanei e mobili, Catasto e topografia con sistemi di rilievo sempre più tecnologici, acustica, impiantistica, fonti rinnovabili, la bio edilizia, quindi può svolgere sia la libera professione, ma anche essere dipendenze di enti pubblici o privati che sempre più chiedono un personale che sia tecnicamente preparato. Chiaro è che comunque i ragazzi devono seguire le proprie attitudini orientati in parte dalla scuola ed in parte dalle famiglie ma resta ha loro la scelta consona che vincola una parte della loro vita a studi che se fossero inadatti pregiudicherebbero la loro produttività scolastica e la volontà nel perseguire un “sogno” sbagliato per loro. Nell’affrontare questa iniziativa abbiamo riscontrate notevoli difficoltà soprattutto dall’organismo scolastico che non ha aderito, in parte per le molteplici iniziative di orientamento dei vari istituti e in parte per la poca attenzione che viene data a questo tipo di iniziative. DICEMBRE 2013

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L’attestato di prestazione energetica Dall’ACE all’APE che cosa è cambiato Luca Barbaresi e Stefania Falcioni Dal 2005, anno in cui è stato emanato il Dlgs 192 “Attuazione della Direttiva europea 2002/91/CE” si sono succeduti una serie di decreti e leggi in tema di risparmio energetico tutti aventi lo scopo, da una parte di promuovere la realizzazione di edifici che utilizzino sempre meno risorse energetiche non rinnovabili e dall’altra di fornire un termine di paragone standardizzato per poter confrontare il fabbisogno energetico di più edifici. L’ultimo intervento da parte del legislatore è stato l’emanazione DL63 del 4 giugno 2013 inerente al recepimento della Direttiva 31/2010/UE e convertito nella Legge 90 del 3 agosto 2013. Rispetto ai decreti che lo hanno preceduto il DL63/2013 ha apportato novità a profondi cambiamenti rispetto al Dlgs 192/2005. Il più evidente di tutti è stato la sostituzione dell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) con l’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Tuttavia dietro al cambio di nome del documento si dovrebbe nascondere un profondo cambiamento nel modo di redigere e calcolare l’Indice di Prestazione Energetica di un edificio. L’utilizzo del condizionale è d’obbligo perché la legge introduce questo cambiamento e demanda ad una serie di successivi decreti attuativi le modalità di applicazione dello stesso. Allo stato attuale questi decreti non sono stati ancora pubblicati, pertanto a livello nazionale, sebbene sia cambiato il nome del documento in APE, non ci sono modifiche sulla metodologia di calcolo e di redazione dello stesso e pertanto valgono le modifiche al DL192/2005 apportate con il DPR 59/2009, che introduce il nuovo quadro di disposizioni obbligatorie in sostituzione delle indicazioni “transitorie” dell’Allegato I del DLgs311/06. L’utilizzo della denominazione ACE per i nuovi documenti è pertanto solo un errore formale. Infatti in alcune regioni, che si sono dotate di un impianto normativo in anticipo rispetto a quello nazionale, con procedure tal volta differenti, si continua ad usare la dicitura ACE. L’unica eccezione è data dalla Regione Emilia Romagna che nella deliberazione del 26 settembre 2011 n. 1366 ha equiparato i due nomi. Un ulteriore conferma deriva dal fatto che gli attestati redatti prima del 6 giugno 2013 rimangono tuttora validi. Di seguito verranno elencate le principali novità introdotte con il DL63/2013. La prestazione energetica può essere definita come la quantità annua di energia primaria (kWh/m2 anno o kWh/m3 anno) effettivamente consumata o che si

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prevede possa essere necessaria per soddisfare, con un uso standard dell'immobile, i vari bisogni energetici dell'edificio, la climatizzazione invernale e estiva, la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e, per il settore terziario, l'illuminazione, gli impianti ascensori e scale mobili. Tale quantità viene espressa da uno o più descrittori che tengono conto del livello di isolamento dell'edificio e delle caratteristiche tecniche e di installazione degli impianti tecnici. Un altro punto fondamentale è che un edificio sottoposto a verifica progettuale o diagnosi sarà confrontato con un edificio identico in termini di geometria (sagoma, volumi, superficie calpestabile, superfici degli elementi costruttivi e dei componenti), orientamento, ubicazione territoriale, destinazione d'uso e situazione al contorno, e avente caratteristiche termiche e parametri energetici predeterminati, chiamato “edificio di riferimento" o "target". Nel decreto si è cercato anche di definire quali possono essere gli interventi che richiedono il rifacimento dell’attestato, infatti in passato i requisiti da rispettare potevano essere non chiari a causa di una certa ambiguità nel riconoscere se si era davanti ad un caso di ristrutturazione, risanamento, manutenzione ordinaria e straordinaria. Il DL63/2013 definisce che “un edificio esistente è sottoposto a ristrutturazione importante quando i lavori in qualunque modo denominati (a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) insistono su oltre il 25% della superficie dell'involucro dell'intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono, nel rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto o dell'impermeabilizzazione delle coperture”. Vengono ulteriormente chiariti i casi e gli edifici per i quali non sia necessario redigere l’attestato di prestazione energetica: • gli edifici ricadenti nell'ambito della disciplina del la parte seconda e dell'articolo 136, comma 1, let tere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, fatto salvo quanto disposto al com ma 3-bis; • gli edifici industriali e artigianali quando gli am bienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del pro cesso produttivo non altrimenti utilizzabili; • edifici rurali non residenziali sprovvisti di impianti


Azimut di climatizzazione; • i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati; • gli edifici che risultano non compresi nelle catego rie di edifici classificati sulla base della destinazio ne d'uso di cui all'articolo 3 del decreto del Pre sidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l'installazione e l'impiego di sistemi tecnici di climatizzazione, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multi piano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, fatto salvo quanto disposto dal comma 3-ter; • gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose. Con riferimento al comma 3-bis si precisa che possono essere effettuati interventi di miglioramento energetico su edifici storici, infatti questi sono esclusi dall'applicazione del decreto solo nel caso in cui, “previo giudizio dell'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione, il rispetto delle prescrizioni implichi un'alterazione sostanziale del loro carattere o aspetto, con particolare riferimento ai profili storici, artistici e paesaggistici”. L’APE deve essere redatto prima del rilascio del certificato di agibilità per gli edifici di nuova costruzione ed è prodotto a cura del costruttore, sia esso committente della costruzione o società di costruzione che opera direttamente, mentre per gli edifici esistenti è prodotto a cura del proprietario dell'immobile. Nel caso di vendita, trasferimento di immobili a titolo oneroso non più gratuito (modifica apportata con DL “Destinazione Italia” 145/2013) o nuova locazione di edifici o unità immobiliari, ove l'edificio o l'unità non ne sia già dotato (anche di attestato di certificazione energetica) il proprietario è tenuto a produrre l'attestato di prestazione energetica. Questo deve essere reso disponibile al potenziale acquirente o al nuovo locatario all'avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime. Anche nel caso della vendita di un edificio non ancora realizzato, il venditore o locatario fornisce evidenza della futura prestazione energetica dell'edificio e dovrà produrre l'attestato di prestazione energetica entro quindici giorni dalla richiesta di rilascio del certificato di agibilità. Qualora la negoziazione andasse a buon fine nei contratti di vendita, negli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari dovrà essere inserita apposita clausola con la quale l'acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'attestato. Le parti non possono concordare di fare a meno dell'APE. La validità dell’attestato non è più di 10 anni, ma può avere una durata massima di 10 anni e questa è

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Normativa subordinata al rispetto delle prescrizioni di controllo degli impianti termici e alle necessità di aggiornamento in caso di interventi migliorativi o di ristrutturazione impiantistica, altrimenti decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica. L’attestato, per essere redatto, deve poter fare affidamento sul corretto funzionamento di tutti gli impianti tecnici presenti nell’edificio, la mancata manutenzione programmata può causare una riduzione del rendimento dell’impianto e quindi l’incremento dei consumi delle fonti di energia non rinnovabili. Un altro aspetto importante del DL63/2013 è stato l’apparato sanzionatorio nel quale vengono presi in esame diversi profili di responsabilità e stabilite delle sanzioni. Sono elencate azioni dolose o mere colpe di tutte le figure professionali coinvolte nella progettazione realizzazione vendita o locazione di un edificio o di un immobile (progettisti, direttori dei lavori, costruttori e certificatori). Vengono citati anche i proprietari, che non dotano l’immobile dell’APE durante la vendita. Sono riconosciuti colpevoli anche i responsabili dell'annuncio in caso di violazione dell'obbligo di riportare i parametri energetici nell'annuncio di offerta di vendita o locazione. Le sanzioni di tipo amministrativo contemplano una multa che può andare da 500 fino a 18000€. Nel caso di sanzioni a professionisti l’ente pubblico o la PA deve darne comunicazione all'ordine o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari conseguenti. Il DL “Destinazione Italia” 145/2013, entrato in vigore il 24 dicembre 2013, ha introdotto delle modifiche al testo della legge 90/2013, in particolare ha eleminato la nullità dell’atto di vendita o locazione in assenza di attestato, ma ha lasciato le sanzioni pecuniarie. Dopo una serie di ipotesi per sanzionare la mancata allegazione dell’Attestato ai contratti di compravendita, il Decreto Destinazione Italia, stabilisce che i contratti senza APE sono validi, ma vengono multati con una sanzione dai 3 mila ai 18 mila euro. Nel caso delle locazioni di singole unità immobiliari, invece, la multa è stata fissata tra i mille e i 4 mila euro. Le multe interessano ambo le parti che sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali. Non è più previsto, invece, nessun obbligo nei contratti di trasferimento a titolo gratuito anche perché questa eventualità non è contemplata dalla Direttiva 2010/31/Ue.

Fonti: Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/5cwyL ANIT “Linee guida ai contenuti degli annunci immobiliari sulla prestazione energetica degli edifici” DICEMBRE 2013

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Il ruolo dei geometri nella Protezione Civile delle Marche Andrea Di Renzo 6 aprile 2009 ore 3:32

l’Aquila – evento sismico di magnitudo 6,3 - A evento concluso bilancio: 308 vittime, oltre 1500 feriti, danni materiali per oltre 10 miliardi di euro 20 maggio 2012 ore 04:03:52 Finale Ligure (MO) – evento sismico di magnitudo 5,9 - A evento concluso bilancio: 27 vittime, danni materiali per oltre 13,2 miliardi di euro 21 giugno 2013 ore 12:33 Fivizzano, Casola, Minucciano (Toscana) – evento sismico di magnitudo 5,2 18 novembre 2013 Nuoro (Sardegna) – evento inondazione – Bilancio: 16 morti, persone evacuate 2.700 Questi, purtroppo, sono alcuni degli eventi che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni e che hanno lasciato un segno indelebile sia sul territorio che tra la gente residente. Anche nelle Marche sono accadute calamità di carattere alluvionale e sismico. Per questi disastri sono stati coinvolti figure Istituzionali come la Protezione Civile, l’Esercito Italiano, il volontariato privato, ecc. Una rilevanza importante l’hanno avuta i geometri che con la loro bravura professionale e volontà di mettersi sempre a disposizione, hanno lasciato nelle diverse situazioni un’immagine seria, professionale e altruista. Non ci hanno pensato due volte, scattata l’emergenza e organizzati in gruppi sono partiti. Gli edifici crollati o parzialmente danneggiati non hanno fermato il loro operato. Per esempio in Emilia oltre mille si sono messi a disposizione, alcuni sono tornati nelle zone terremotate più volte, altri vi si sono fermati per settimane. Se sono stati capaci di non lasciare nessuno solo è anche grazie al contributo dell'Associazione nazionale dei geometri volontari, che si è occupata prima di tutto di garantire un fondamentale supporto

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alla logistica e alla progettazione dei campi. Da evidenziare che in 3 mesi, oltre 300 geometri hanno preso parte alle verifiche speditive sulla stabilità degli edifici e in media 60 professionisti al giorno sono stati impegnati nella compilazione delle schede Aedes, accertando così i danni e verificando l'agibilità dei fabbricati per poi procedere al caricamento informatico dei dati raccolti. I geometri delle Marche, come quelli delle altre regioni, si sono adoperati in Emilia per diversi giorni incessantemente al fine di ottemperare agli incarichi a loro assegnati, lasciando momentaneamente il lavoro, la famiglia e quant’altro. Il loro impegno è stato riconosciuto con la loro premiazione a Bologna il 12.11.2012. L’esperienza acquisita in tutti questi anni, sul campo e nella formazione, ha consentito di collaborare, con altri professionisti, alla strutturazione di piani comunali di protezione civile, aprendo così nuove frontiere professionali che vedranno notevoli sviluppi nel futuro. Nel caso specifico di un alluvione, una corretta pianificazione del territorio è sicuramente fondamentale, ma per limitare l’impatto serve che le persone siano


Azimut preparate a seguire alcune semplici regole, che purtroppo in Italia sono sempre ignorate. Quando arrivano piogge intense, pochi dettami “messi in campo”, potrebbero contribuire ad attutire il colpo dei violenti “mostri” Il risultato dell’evento sismico in Abruzzo inaspettati; dal non parcheggiare l’auto in zone basse vicino a corsi d’acqua, al non sostare sui ponti, rispettare le limitazioni alla circolazione e non entrare in sottopassaggi anche se sembra che l’acqua sia bassa. In casa, non bisogna tenere oggetti di valore e documenti importanti al piano terra, oppure in cantina, e necessita conservare al sicuro una scorta di acqua potabile, cibo non deperibile, medicinali di base, stivali e una torcia elettrica con batteria di riserva. Obbiettivi strategici ed operativi di un piano di Protezione Civile Il piano d'emergenza è costituito dalla predisposizione delle attività coordinate e delle procedure che sono adottate per fronteggiare un evento calamitoso atteso sul territorio, in modo da garantire l'effettivo ed immediato impiego delle risorse necessarie al superamento dell'emergenza ed il ritorno alle normali condizioni di vita. Il Piano di Emergenza è, pertanto, il supporto operativo al quale il Sindaco si riferisce per gestire l'emergenza col massimo livello di efficacia. Il piano è predisposto attraverso l'analisi dei seguenti fattori: • conoscenza della vulnerabilità del territorio; • necessità di organizzare la gestione operativa dell'emergenza, sino al suo superamento; • necessità di formare ed istruire il personale coinvolto nella gestione dell'evento. Il piano risponde, quindi, alle domande riguardo: • gli eventi calamitosi che potrebbero, ragionevol mente, interessare il territorio comunale; • le persone, le strutture ed i servizi che potrebbero essere coinvolti o danneggiati; • l'organizzazione operativa che si reputa necessa ria per ridurre al minimo gli effetti dell'evento ca lamitoso con particolare attenzione alla salvaguar dia della vita umana;

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Collegio • le persone cui dovranno essere assegnate le diver se responsabilità ai vari livelli di direzione e con trollo per la gestione delle emergenze. Per poter soddisfare queste necessità vengono definiti gli scenari di rischio sulla base della vulnerabilità della porzione di territorio interessata. Come facilmente intuibile, la nostra professionalità per la sua consolidata polivalenza ben si inserisce nella risposta alle varie problematiche della Protezione Civile. Cosa dicono le normative a riguardo Nel 1992 con la legge n. 225, recante "Istituzione del servizio nazionale della protezione civile", vengono fissati i principi fondamentali, prevedendo la tipologia degli eventi e le attività di protezione civile. La norma in esame riconosce e disciplina il volontariato, introduce disposizioni relative allo stato di emergenza ed al potere di ordinanza, individua le componenti, gli organi centrali e le strutture operative nazionali del Servizio Nazionale di Protezione Civile, ma soprattutto delinea le competenze di Regioni, Province, Prefetto, Comune e Sindaco. La protezione civile intesa in senso tradizionale è costituita da tutte le attività relative alla gestione dell’emergenza mentre in un’accezione più moderna si riferisce anche a tutte le attività di previsione e prevenzione. A seguito della riforma del Titolo V, parte seconda, della Costituzione avvenuta con la legge costituzionale del 18 ottobre 2001 n. 3, la materia della protezione civile rientra fra le materie a competenza concorrente e per la prima volta viene “costituzionalizzata” nel nuovo elenco dell’articolo 117: pertanto la potestà legislativa per tali materie spetta alle Regioni “salvo che per le determinazioni dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”. Le Regioni quindi diventano sempre più protagoniste ed in ambito regionale le attività di pianificazione, previsione e prevenzione di rischi naturali e antropici nonché di gestione delle situazioni di emergenza fino al ritorno a condizioni di normalità, si armonizzano e integrano nel Sistema regionale di protezione civile. Nel 2001 il decreto-legge n. 343/2001, oltre a modificare la legge n. 225/1992, reca "Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile”, e viene convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401 che ha individuato nel Ministro dell’Interno l’unica autorità politica alla quale il Presidente del Consiglio può delegare le funzioni di protezione civile. Ha, inoltre, ribadito il ruolo del Prefetto relativamente alla gestione sul territorio delle emergenze di rilievo nazionale ed ha previsto la competenza del Ministero dell’Interno in materia di politiche di protezione civile. Tale D.L. 343/2001 convertito nella legDICEMBRE 2013

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Collegio ge 401/2001 conferma la vigenza dell’art. 14 della L. 225/1992 e reca un triplice riferimento, all’art. 5, comma IV, IV bis e V, alle funzioni del Prefetto in materia, ma specificate soprattutto in rapporto alla tradizionale funzione conservativa di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il potere di impiegare direttamente le componenti operative di protezione civile con particolare riferimento al Corpo nazionale dei vigili del fuoco ed alle forze dell’ordine al Capo del Dipartimento della protezione civile è stato attribuito con il decretolegge n. 245/2002, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 Dicembre 2002, n. 286 concernente gli “interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dalle calamità naturali nelle regioni Molise, Sicilia e Puglia, nonché ulteriori disposizioni in materia di protezione civile” in relazione agli eventi sismici dell’Ottobre del 2002, nonché l’esercizio del potere di ordinanza. Ambedue i poteri possono essere esercitati ancor prima della delibera dello stato di emergenza. Un vero ridimensionamento del ruolo svolto, almeno potenzialmente in caso di delega, dal Ministero dell’Interno si è avuto con il decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della legge n. 152/2005 recante “Disposizioni urgenti in materia di protezione civile” che ha ulteriormente integrato le suddette disposizioni ed in particolare ha stabilito all’art. 4 relativo alla “Disciplina e potenziamento del Dipartimento della protezione civile” l’abrogazione delle “disposizioni previste dagli articoli 1, limitatamente alle politiche di protezione civile, 3, 5, 6-bis del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, recanti riferimenti al Ministro od al Ministero dell'Interno”. Tale provvedimento ha comportato l’abrogazione, attraverso un complesso sistema di rinvii a normativa pregressa, del riferimento alla competenza del Ministero dell’Interno in materia di politiche di protezione civile e l’abrogazione dell’istituzionalizzazione della delega di protezione civile nei confronti del Ministro dell’Interno. Oggi la competenza può essere esercitata da qualsiasi Ministro su delega del Presidente del Consiglio. Mentre la Legge del 12 luglio 2012 n° 100 modifica alcuni degli articoli della Legge n. 225/1992, precisa le competenze delle varie figure istituzionali come quella del Sindaco, del Presidente della Provincia, del Prefetto, del Presidente della Regione e del Presidente del Consiglio dei Ministri. Chiarisce il ruolo dei Comuni. Che cosa oggi si sta facendo La Regione Marche con Decreto del Direttore del Dipartimento per le politiche integrate di Sicurezza e per la Protezione Civile n. 95/DPS del 05/11/2013 ha approvato i criteri per l’individuazione delle priorità

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geometri all’opera durante una delle tante ricognizioni per la verifica statica dell’immobile

di esecuzione delle indagini di microzonazione sismica individuando i Comuni nei quali sono da effettuare le indagini. Ha definito anche la contribuzione a favore dei Comuni interessati per complessivi €. 1.219.166,71. Oggi una realtà concreta sul nostro paese in questo settore è l’A.GE.PRO. Associazione di volontariato senza fini di lucro il cui scopo fondamentale è concorrere all'attività di protezione civile sul territorio nazionale, promuovere nell'ambito delle attività e degli interventi di Protezione Civile la figura dei geometri liberi professionisti iscritti agli Albi, svolgere le attività, coordinate dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ispirandosi ai principi di solidarietà e collaborazione, articolare la propria operatività anche attraverso la istituzione o il riconoscimento di organismi territoriali. In data 16.09.13, con Decreto n. 238, è stata iscritta nell’Albo/Elenco territoriale del volontariato di protezione civile, della Regione Marche. Da sottolineare che a livello nazionale la prima regione a voler accreditare l’A.GE.PRO è stata la Regione Marche. Anche altri ordini professionali stanno cercando di seguire le orme dell’A.GE.PRO, dimostrando che il percorso iniziato già da qualche anno è quello giusto e corretto. Questa sarà una nuova sfida che i geometri volontari, nei confronti delle altre categorie professionali, porteranno avanti, come fino ad oggi hanno fatto su tutti gli altri campi. Al fine organizzativo nella regione Marche si è strutturato il gruppo Regionale con la rappresentanza di ogni singolo collegio Provinciale. Ultimo grande sforzo da parte di questa struttura sono stati i seminari itineranti che hanno interessato tutti i collegi riguardante il tema “ Il Geometra nel sistema della Protezione Civile” suscitando un grande riscontro di partecipazione dei geometri e suscitando interesse. Si potrebbe fare di più ma con la crisi economica che attanaglia il nostro settore professionale, quello che oggi stiamo facendo è notevole.


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Esami di abilitazione: risultati non soddisfacenti Alberto Pandolfi Dalla fine di ottobre, per circa un mese, anche se non in maniera continuativa, si sono svolti gli annuali esami di abilitazione alla professione di Geometra. La Commissione esaminatrice era composta, dal sottoscritto, dai colleghi del Consiglio Direttivo geom. Simona Domizioli e geom. Simone Meriggiola (Segretario della Commissione); dal Prof. di Topografia Fabio Anderlini dell’Istituto Tecnico per Geometri di Fabriano e, infine, dal Prof. Daniele Sordoni, attuale Preside dell’Istituto Tecnico per Geometri di Senigallia, (Presidente della Commissione). Voglio, in proposito, ringraziare i colleghi e i docenti della Commissione per l’immediato e spontaneo feeling, venutosi a creare, nel determinare le linee guida delle griglie di valutazione e per la generale uniformità di giudizi, nei confronti degli esaminandi.

- La seconda riguardava il calcolo della superficie di un lotto irregolare, di cui venivano date le coordinate dei vertici (x e y), il dimensionamento del manufatto residenziale plurifamiliare, di cui venivano forniti i parametri delle N.T.A. ed infine di stabilire i costi di massima delle opere da eseguire al fine del completamento del manufatto. Ambedue le prove scritte, avevano un tempo massimo, per lo svolgimento, di 8 ore. Gli esaminandi, si sono trovati in generale difficoltà in ambedue le prove, nella prima si sono evidenziate vistose lacune all’approccio progettuale, non si teneva conto, ad esempio, del dimensionamento minimo dei vani abitabili e mancava uno studio logico delle scale di collegamento interno; nella seconda si sono evidenziate carenze e difficoltà nella stesura del computo metrico estimativo delle opere da quantificare.

Le prove scritte erano imperniate, rispettivamente: - La prima sulla progettazione di un edificio residenzia le a schiera di 3.200 mc., con otto unità residenziali, nel testo venivano fornite le caratteristiche morfologiche e funzionali del terreno; si chiedeva la redazione di pianta sezione e prospetti in scala 1:100 di due unità limitrofi e pianta sezione e prospetto in scala 1:50 di una unità immobiliare, oltre a una planimetria generale del lotto in scala 1:500 con riportata la viabilità interna e le aree destinate a parcheggio ed a verde;

Il risultato è stato che dei 59 esaminandi presentatisi, su 66 iscritti agli esami, alla successiva prova orale, vi approdavano in 41. La prova orale è stata improntata, più che su una interrogazione su una chiacchierata con domande che riguardanti le varie materie che interessano l’attività professionale, dal Catasto a normative urbanistiche, dal diritto civile alla rilevazione di fabbricati e aree, da metodi costrutDICEMBRE 2013

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Azimut da fare alla fine del quarto anno scolastico, tale periodo è chiaramente insufficiente anche solo per far capire cosa vuol dire svolgere la professione di Geometra. La terza è il poco tempo destinato al tirocinio, per la molteplicità delle attività inerenti la nostra professione, gli attuali diciotto mesi sono, a mio avviso insufficienti per una corretta preparazione alla vita lavorativa. Infine esiste il problema delle nuove generazioni, che non sono particolarmente curiosi, e dimostrano disinteresse per le materie professionali. Il nostro Consiglio Direttivo sta cercando di salvare il salvabile, sensibilizzando, anzitutto i nostri colleghi che hanno all’interno delle loro strutture dei tirocinanti, affinché siano più presenti e istruttivi, stiamo inoltre portando avanti un progetto, nato all’interno della nostra Commissione, e subito discusso e accettato in sede di Consiglio, affinché l’attuale corso di preparazione all’esame, della durata di circa tre mesi, diventi un corso della durata di almeno dieci mesi, in modo da affiancare, più stabilmente, il tirocinio.

tivi a

domande sulla sicurezza in cantiere, ecc..

In detta prova si è avuta conferma, tolte alcune eccezioni, della generale carenza nella formazione tecnica degli esaminandi, carenze che, in alcuni casi, riguardava anche una corretta proprietà di linguaggio nell’esporre concetti anche semplici. Pur con rammarico, siamo stati costretti ad abilitare, dopo le tre prove di esame, e una buona dose di benevolenza, ventisette tecnici alla professione. Ho riflettuto parecchio su quanto accaduto, avevo già fatto parte della Commissione di Esame tre anni fa e l’andamento degli esami e le impressioni sono state, purtroppo, le stesse, le carenze nella preparazione dei nuovi Geometri, ma ritengo sia un problema generale nella formazione anche di altre figure professionali, sono dovute a molteplici cause. La prima, è l’attuale scuola che, sin dalle elementari, non prepara più gli studenti al ragionamento e che non è più in grado di dare nemmeno quella base nozionistica necessaria per un corretto studio negli anni, lo dico perché si sono riscontrati, nelle relazioni fatte dagli esaminandi, errori ortografici da terza elementare, questo a dispetto delle molteplici materie inserite nei programmi scolastici. La seconda è lo scollamento della scuola dal mondo del lavoro, la tanto auspicata alternanza scuola-lavoro è agli albori, per ora si concretizza con stage di tre settimane

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Per finire una mia personale considerazione, diretta a quei pochi Comuni che contestano le nostre competenze, se la prima prova scritta riguardava un fabbricato di civile abitazione di 3200 mc. (circa mq. 1060), senza indicare il tipo di strutture, vorrà pur dire che almeno fino a queste dimensioni la nostra competenza è sacrosanta!


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Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Dipartimento per l'Istruzione Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e per l'Autonomia scolastica Esami di stato per l'abilitazione all'esercizio della libera professione di Geometra – Sessione 2013

Prima prova scritta o scritto-grafica Si progetti, in un lotto rettangolare di 60 X 120 ml, un edificio residenziale a schiera di 3200 mc composto di 8 unità residenziali, con le seguenti caratteristiche morfologiche e funzionali:

Terreno con pendenza del 15% lungo la direttrice est-ovest, con lato ad est a quota 0,00 e quello ad ovest con quota +9,00 ml; Lato maggiore del lato parallelo alla direttrice nord-sud; Il lotto confina a nord con una strada pubblica, invece per gli altri tre lati, con lotti privati.

Prevedere, all'interno del lotto rettangolare, una strada per la viabilità interna, con relativi parcheggi e spazi manovra per entrare ed uscire dal lotto stesso e dalla restante area a verde. Elaborati richiesti: 1 Planimetria 1:500 con sistemazione della viabilità, dei lotti edificabili, dei parcheggi e delle aree verdi; 2 Pianta, sezione e prospetti di almeno due unità abitative limitrofe 1:100; 3 Pianta, sezione e prospetto di una unità abitativa 1:50.

Seconda prova scritta o scritto-grafica Date le coordinate dei vertici: A: (Ax=-37,00; Ay=-24,00) B: (Bx=45,00; By=-33,00) C: (Cx=27,00; Cy=24,00) D: (Dx=-11,00; Dy=35,00) E: (Ex=-43,00; Ey=14,00)

di un lotto poligonale irregolare, con il lato AB di confine con la pubblica via, edificabile in zona di completamento “B” di P.R.G. Di un comune sismico:

1) Si ricavi la superficie del lotto; 2) Si definisca il dimensionamento del manufatto residenziale plurifamiliare sulla base delle seguenti N.T.A.: - indice di copertura Ic =0,06 - Indice fondiario If =0,35 mc./mq. - Altezza massima H = m.7,00 - Distanze dai confini = m.7,00 - Distanze dalla vie pubbliche = m.10,00 3) Si stabiliscano i costi di massima, sulle base delle tariffe regionali aggiornate, di tutte le opere da esegui re fino al completamento della struttura ipotizzata

Numero dei tirocinanti che hanno presentato domanda: 66; promossi: 27 DICEMBRE 2013

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Azimut

Istituzioni

Avviato il restauro dell’antico teatro comunale e pronta la variante del Piano Regolatore. Una centrale idroelettrica e nessun impianto fotovoltaico Intervista al sindaco di Monte Roberto Olivio Togni Beatrice Testadiferro

Il Sindaco di Monte Roberto, Olivio Togni

Già nei primi tempi della nostra amministrazione, nel 2009-2010, ci siamo dati da fare, facendo eco agli incentivi previsti dallo Stato, per dotare il nostro territorio di un impianto fotovoltaico. Difficoltà e intralci di ordine burocratico-amministrativo hanno di fatto impedito questo tentativo. L’intento era quello di dare all’Ente una tranquillità economica attraverso gli introiti dell’impianto stesso, una somma di diverse centinaia di migliaia di euro che avrebbe avuto una ricaduta positiva verso tutti i cittadini per continuare a mantenere se possibile, e forse lo sarebbe stato, sempre più basse le tariffe di competenza comunale. Non si sono avute le collaborazioni necessarie. L’impianto non avrebbe avuto l’impatto deturpante il territorio, come molti se ne possono vedere nella regione. Per il settore delle energie rinnovabili, nel territorio di Monte Roberto, anche se ai confini con Jesi, in località Ponte Pio, sul fiume Esino è stata realizzata una centrale idroelettrica da parte di una società privata. Per il resto l’Amministrazione cercò di diffondere, presso i privati e le aziende, le facilitazioni bancarie per quanti avessero programmato di installare pannelli solari sulle loro abitazioni oppure sui tetti dei capannoni.

La comunità di Monte Roberto è guidata dal sindaco Olivio Togni, eletto nel 2009 e già sindaco dal 1990 al 2004. Il progetto più impegnativo e coltivato da anni è il restauro del teatro storico in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche. I tecnici comunali e gli amministratori stanno predisponendo la variante al Piano Regolatore Generale per essere di stimolo e di speranza a quanti cercano di superare l’attuale crisi. Pannelli fotovoltaici ed energia rinnovabile. Quanto è stato progettato e come è la situazione nel settore nel suo comune?

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Scuola di Pianello Vallesina (AN)


Azimut

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Istituzioni per diverso tempo ne fu trasformato completamente l’utilizzo diventando una fabbrica di pantaloni. Il restauro del teatro, per Monte Roberto, non sarà solo il recupero di un’importante struttura architettonica e storica della nostra terra, ma anche l’occasione per dotare la cittadinanza di nuovi spazi per iniziative culturali che qualifichino il centro storico.

Veduta di Monte Roberto (AN)

Quale è la situazione economica e dei lavori pubblici nel suo comune? La situazione economica nel comune conosce quel ristagno o quella crisi che da anni tutti sentiamo, in particolare nella nostra zona industriale. Molte le aziende in difficoltà, poche stanno lavorando al meglio: un piccolo segnale di ripresa è dato dalla riapertura della Ditta S.E.S. di Sant’Apollinare acquista dalla ESI STAMPI di Monsano e dalla nascita della MAR-TECH Srl (Mechatronics Automation Tecnologies) che opererà nel settore dell’automazione industriale. Per i lavori pubblici, date le non cospicue risorse economiche, si è conclusa la realizzazione della nuova Scuola dell’Infanzia apportandovi quelle modifiche e miglioramenti resisi necessari negli anni. Si è riusciti a programmare e a finanziare la messa in sicurezza del plesso scolastico della Scuola primaria “G. Rodari”; sono stati resi utilizzabili gli spazi dell’ex scuola dell’infanzia adibiti a Nido d’infanzia “L’isola che non c’è”. Abbiamo riservato risorse per la manutenzione del verde pubblico e alla viabilità. L’intervento più qualificante è quello del restauro del teatro Comunale di Monte Roberto. A proposito del teatro, come procede il restauro? Può ricordarne la storia? I lavori, finanziati, programmati e seguiti dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche, iniziati da qualche mese, stanno procedendo secondo il calendario a suo tempo predisposto. Ne vorremmo vedere la fine prima del termine del nostro mandato, ma già è stato un grosso risultato aver assistito all’inizio dei lavori. Da oltre un decennio, dopo vicende alterne di finanziamenti promessi e poi revocati, si attendeva l’intervento su quello che è l’ultimo teatro storico delle Marche ad essere restaurato. Il teatro fu voluto dalle comunità di Monte Roberto e Castelbellino nel 1816 e già nel 1821 era aperto al pubblico. Situato nell’antico Palazzo Comunale, è un piccolo teatro “alla francese” con platea e palchetti scoperti, decorato con simboli e serti floreali di stile imperiale, fu in attività fino agli inizi degli anni Settanta del Novecento quando

Nel settore urbanistico sono previsti nuovi progetti? Stiamo predisponendo la variante al Piano Regolatore Generale. Speriamo quanto prima di adottarlo e di avere le necessarie autorizzazioni almeno entro la fine del mandato, il prossimo maggio. Abbiamo voluto aggiornare questo strumento, pur conoscendo le difficoltà del settore dell’edilizia. Lo si è voluto soprattutto per essere di stimolo e di speranza a quanti, nella previsione di un superamento delle attuali difficoltà, si promettono di non demordere e di trovare nuove soluzioni ed idee. Il Comune ha preso visione di nuovi progetti, li ha anche caldeggiati, ma l’attuale crisi economica non ha permesso ulteriori decisioni. Come è il rapporto tra il capoluogo e la frazione che condividete con il comune di Castelbellino? Il capoluogo-centro storico, abitato da non più di trecento persone, con la sede Comunale, vive un rapporto di tranquilla collaborazione con la frazione di Pianello Vallesina, dove è ubicata fin dal 1959 un’efficiente Delegazione Comunale. Non si sono particolari frizioni tra i due agglomerati urbani, in espansione quello di Pianello, ricercato per la tranquillità quello del centro storico e della sua campagna. Anche la divisione di Pianello tra Monte Roberto e Castelbellino non crea insormontabili difficoltà: unico è l’Istituto Comprensivo e condivise non poche associazioni. Per il resto la collaborazione tra le due Amministrazioni ha conosciuto da sempre momenti di attenzione reciproca sfociati in iniziative comuni e aggreganti.

Dati del comune: • Abitanti: 3009 al 31 dicembre 2013 (di cui 8-9% di stranieri provenienti da Cina, Romania, Nigeria, Moldavia, Macedonia, Marocco, Tunisia…) • Frazioni: Pianello Vallesina, Località Ponte Pio, S. Apollinare-Zona Industriale DICEMBRE 2013

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Azimut

Condominio

Cambio del fornitore delle utenze senza autorizzazione del condominio Simone Fadalti - Centro Studi ALAC Marche

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E’ un dato di fatto che ogni condominio abbia necessità di rice-

della Giurisprudenza sopra riportata che, invero, non riguarda

vere periodicamente taluni beni e servizi, fra i quali, di norma,

espressamente l’ipotesi della variazione del fornitore ma, ge-

la fornitura di energia elettrica e, spesso, anche di acqua e di

nericamente, quella della stipula di contratti necessari per i

gas (le cd. “utenze”). Generalmente è lo stesso costruttore

servizi comuni), il condominio potrà avanzare pretese nei con-

dell’edificio a stipulare i primi necessari contratti di fornitura.

fronti dell’Amministratore solamente in caso di danno patri-

E’ chiaro, tuttavia, che nel tempo si può rendere opportuna la

moniale derivante da tale scelta. Infatti, da un lato, come si è

variazione del fornitore, in considerazione di eventuali aumen-

visto, la Giurisprudenza ha dimostrato di ritenere consentita la

ti di costi o, di contro, della presenza di concorrenti maggior-

stipula di contratti necessari per provvedere ai servizi comuni

mente competitivi in un mercato ormai da alcuni anni “libera-

sempre se “nei limiti della spesa approvata dall'assemblea” .

lizzato”. Occorre, pertanto, comprendere chi possa decidere

Dall’altro lato, più in generale, si ricorda che il mandatario

riguardo a tali variazioni. Sicuramente in questo senso può

(quale è l’Amministratore) è tenuto ad eseguire l’incarico con

deliberare l’assemblea dei condomini. Ma, c’è da chiedersi: in

la diligenza del buon padre di famiglia (art. 1710 c.c.), ed al-

assenza di delibera assembleare, può provvedervi direttamen-

lora è evidente che se la scelta dell’amministratore dovesse

te l’amministratore? E, in caso negativo, in quali responsabilità

cadere su di un fornitore che si rivela più “costoso” di quello

incorrerebbe? Ebbene, come spesso capita in materia condo-

precedente, egli sarà tenuto a rifondere al condominio la diffe-

miniale, non esiste una norma che specificamente disponga ri-

renza fra quanto quest’ultimo ha corrisposto al nuovo fornitore

guardo tale fattispecie; bisogna quindi procedere per principi

e quanto avrebbe pagato, a parità di consumi, se fosse restato

generali. Come noto, fra i poteri che la legge conferisce diret-

con il precedente fornitore. Il tutto, evidentemente, oltre al

tamente all’amministratore c’è quello di “disciplinare l'uso

rimborso dei costi eventualmente sostenuti per la variazione

delle cose comuni e la prestazione dei servizi nell'interesse

contrattuale dal precedente al nuovo fornitore (operata auto-

comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a

nomamente dall’Amministratore) e dal nuovo al vecchio forni-

tutti i condomini” (art. 1130, n. 2, cc.). Tale potere, secondo la

tore (qualora l’assemblea compia questa scelta), ai sensi degli

Giurisprudenza, comprende anche quello di “stipulare contrat-

artt. 1218 e 1223 c.c., ed oltre all’eventuale possibilità di ri-

ti necessari per provvedere, nei limiti della spesa approvata

soluzione del contratto con l’Amministratore. Peraltro, al fine

dall'assemblea, tanto all'ordinaria manutenzione, quanto alla

di non vedersi preclusa l’azione di risarcimento nei confronti

prestazione dei servizi comuni” (così Cassazione Civile, Sez. II,

dell’Amministratore, sembrerebbe necessario non approvare il

17/03/1993 n. 3159 che, nel caso di specie, aveva ritenuto va-

bilancio (rendiconto) annuale, qualora la specifica voce di spe-

lida la stipula del contratto con un’impresa di pulizie, da parte

sa per l’utenza sia sufficientemente chiara e dettagliata da evi-

dell’amministratore, senza preventiva valida autorizzazione).

denziare l’avvenuta variazione. In tal caso, infatti, si potrebbe

Quindi, alla domanda posta poc’anzi riguardo l’autonomia de-

ritenere avvenuta una ratifica, a posteriori, del comportamen-

cisionale dell’amministratore, verrebbe da rispondere in senso

to dell’Amministratore (come ritenuto in Giurisprudenza per

affermativo, anche perché sembra evidente che la gestione

il caso della stipula di un contratto di assicurazione, da parte

delle utenze rientra nell’ambito della “prestazione dei servi-

dell’Amministratore, senza preventiva autorizzazione assemble-

zi comuni” e dell’ “ordinaria amministrazione”. Tuttavia, se è

are – in quel caso, certamente necessaria – Cfr. citata Cassazione

certamente necessaria (e, quindi possibile, per l’Amministra-

Civile, Sez. III, 6/07/2010, n. 15872). Qualora, di contro, dalla

tore, in via autonoma) la stipula di un contratto volto a fornire

variazione del fornitore il condominio dovesse trarre vantaggi

al condominio un servizio indispensabile - quale un’utenza - di

patrimoniali (in termini di riduzione di spese), è evidente che,

cui questo non fosse precedentemente dotato, altra cosa è va-

indipendentemente dall’inadempimento dell’Amministratore ai

riare il fornitore di tale servizio, peraltro ponendosi aperta-

doveri/poteri di legge, nessun danno potrebbe essergli imputa-

mente in contrasto con una precedente scelta del condominio,

to. Per la stessa ragione, l’inadempimento non sarebbe idoneo

effettuata esplicitamente (mediante delibera assembleare che

a giustificare un’azione di risoluzione contrattuale considerando

individui il fornitore), o implicitamente, mediante ratifica del

che, a tal fine, sarebbe necessaria la presenza di un inadempi-

primo contratto di fornitura (tramite l’approvazione del bilan-

mento “di non scarsa importanza” (ai sensi dell’art. 1455 c.c.)

cio e della relativa voce di spesa per fornitura – Cfr. Cassazione

che invece, in questo caso dovrebbe dirsi insussistente, atteso

Civile, Sez. III, 6/07/2010, n. 15872). Nel caso della variazio-

- anzi - il vantaggio patrimoniale conseguito dal condominio.

ne, infatti, l’utenza esiste già, per cui sembrerebbe carente il

Peraltro, analogo risultato si potrebbe invece lecitamente ot-

requisito della “necessità” cui la Cassazione sopra citata face-

tenere con la revoca dell’Amministratore tramite apposita deli-

va riferimento (“…contratti necessari per provvedere…”). Ad

bera assembleare, che l’art. 1129 c.c. consente di adottare “in

ogni modo, sia che la variazione debba intendersi esorbitante

ogni tempo”, indipendentemente dall’esistenza di un eventuale

dai poteri dell’amministratore, sia che debba intendersi rien-

inadempimento, come espressione del generale potere del man-

trante nei suoi poteri (in base ad un’interpretazione estensiva

dante di interrompere il proprio rapporto con il mandatario.

DICEMBRE 2013


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Azimut n4 2013  

Ultimo numero del 2013 per il periodico del Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati di Ancona

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