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ISTITUZIONI

Incontro con Giancarlo Sagramola, il nuovo sindaco di Fabriano

ISTITUZIONI

Incontro con Massimo Bacci, il nuovo sindaco di Jesi

DESIGN

Illuminare con i LED


Azimut

PUBBLICAZIONE TRIMESTRALE Reg. Trib. Ancona 8 Luglio 1975 Comitato di Redazione PressCom-Comunicazione Integrata Piazza Ciabotti, 8 - 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 info@presscom.it DIRETTORE RESPONSABILE Fabio Bartolucci COORDINAMENTO EDITORIALE Davide Amicucci d.amicucci@presscom.it REDAZIONE PressCom srl Riccardo Collamati Diego Sbaffi Roberto Ceccarelli Tonino Ortolani HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Donatella Vici, Massimiliano Giorgi, Prof. Ing. Pietro Palladino, Ing. Piercarlo Banci CONSULENTI PER LA COMUNICAZIONE Gianni Moreschi (g.moreschi@presscom.it) IMPAGINAZIONE Studio FLORIO - Via Aldo Moro, 38 62010 Sambucheto di Montecassiano (MC) STAMPA Industria Grafica Bieffe srl Via M. Guzzini - 62019 Recanati (MC) www.bieffesrl.com - info@bieffesrl.com CREDITI FOTOGRAFICI Archivio AZIMUT PUBBLICITÁ CONCESSIONARIA AZIMUT PressCom - Piazza Ciabotti, 8 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 Emanuele Anselmi e.anselmi@presscom.it Azimut viene inviato gratuitamente agli iscritti agli Albi Professionali del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona, agli uffici decentrati del Genio Civile, agli uffici tecnici dei Comuni e delle Province, a tutti gli enti pubblici e a tutti coloro che hanno rapporti con la categoria. La collaborazione è aperta a tutti i singoli professionisti e agli organi rappresentativi di categoria. Manoscritti, dattiloscritti, elaborati, disegni, fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Ogni autore risponde direttamente delle proprie affermazioni che non impegnano nè la redazione nè il Collegio. Gli scritti possono essere pubblicati anche siglati o anonimi, per desiderio degli autori i cui nomi restano comunque reperibili presso la redazione.

Inserzionisti: a Alseo...................................... 2 di Cop. D-Motica................................ Pag. 2 Microsoftware........................ Pag. 3 MA.PA. Cannelloni................. Pag. 21 a Subissati................................ 3 di Cop. a Sicap...................................... 4 di Cop.

Azimut

Periodico regionale a cura del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona Corso Garibaldi 91/a - 60123 Ancona (AN) info@geometrian.it - www.geometrian.it Anno XXXVI - N. 2/2012 Spedizione in a.p. - 45% - art. 2 Comma 20/b Legge 662/96 Filiale di Ancona

Sommario 2 Editoriale 4 Istituzioni

Incontro con Giancarlo Sagramola, il nuovo sindaco di Fabriano

6 Istituzioni Incontro con Massimo Bacci, il nuovo sindaco di Jesi

8 Formazione

Corso Tecnico Recupero e Restauro Immobili

10 Design

Illuminare con i LED

14 Edilizia

La riqualificazione degli immobili: così l'investimento sul mattone rimane il più sicuro

16 Edilizia

Il Terremoto: realtà o fatalità

22 Edilizia

Terremoto in Emilia: comunicato ufficiale del gruppo Sicap

24 Edilizia

Salubry, il pannello che sconfigge la muffa GIUGNO 2012

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Azimut Editoriale

Editoriale Il secondo numero di Azimut del 2012 si apre con due articoli sui nuovi sindaci di Fabriano e Jesi. Massimiliano Giorgi li ha incontrati chiedendo loro delle politiche che vogliono adottare nel settore dell'edilizia, dell'urbanistica e dei lavori pubblici. Il Prof. Ing. Palladino, recentemente ad Ancona per un seminario sull'illuminotecnica, ci mette a conoscenza delle tecniche per utilizzare al meglio la tecnologia led. Di seguito ospitiamo la prima parte, di tre complessive, di un articolo dell'Ing. Banci sulle tamponature che apre una riflessione generale sugli eventi sismici, purtroppo quanto mai di attualità. Sul tema della riqualificazione in edilizia, Enfap (Ente Nazionale Formazione Addestramento Professionale) ci illustra un corso di Tecnico Recupero e Restauro Immobili che si è concluso in questi giorni. Collegati a questo tema gli articoli su Walls&Technology e Mengucci. Sicap torna sul recente terremoto in Emilia e sulla sicurezza dei prefabbricati industriali in calcestruzzo. Buona lettura! Unisciti alla nostra community su Facebook! Troverai tante informazioni su appuntamenti ed eventi, corsi, foto e video, articoli di interesse per i geometri, Azimut sfogliabile, interventi personali di membri del Collegio dei Geometri e tanto altro ancora...Clicca Mi Piace sulla nostra pagina fan Collegio dei Geometri di Ancona! Ti aspettiamo!

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Istituzioni

Azimut

Incontro con Giancarlo Sagramola, il nuovo sindaco di Fabriano Le priorità per urbanistica e edilizia Massimiliano Giorgi Anche Fabriano ha un nuovo sindaco, che si dovrà rimboccare le maniche per portare avanti le istanze più imminenti lasciate in corso d'opera dalla precedente amministrazione. Giancarlo Sagramola, che succede ai due mandati di Roberto Sorci (entrambi PD) ha una visione chiara della situazione edilizia e urbanistica della sua città: parte dei progetti in itinere, già finanziati, sono frutto del suo lavoro come vicepresidente della Provincia di Ancona. In sintesi, il programma di Sagramola punta ad accresce la vivibilità della città, ponendo lo sguardo prima sulla manutenzione delle piccole cose, visto anche il pesante taglio dei conferimenti ai Comuni. Tre sono le grandi opere in corso, spiega il neosindaco, per un costo complessivo previsto di 30 mln di euro: i lavori di rifacimento dell'alveo del fiume Giano all'interno della città (per i quali sono stati stanziati 6 mln di euro), la realizzazione della “cittadella degli Studi” (che mira a diventare il campus più grande

Nuova sede comunale

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del territorio provinciale, stanziati 19 mln di euro da fondi della Provincia) e la casa albergo e riposo, da realizzare in project-financing con il Comune di Fabriano (stanziati circa 5 mln di euro). Le strategie per l'edilizia e l'urbanistica di Fabriano, spiega Sagramola, “devono fare i conti chiaramente con un bilancio con tutti i tagli introdotti, che oggi ammontano a 2,2 mln di euro in meno. Dopo 5 mesi spesi in parsimonia, ora ci attende un lavoro delicato di razionalizzazione delle spese, senza andare ad intaccare i servizi erogati e creare disagi per la cittadinanza e gli utenti”. La Cittadella degli Studi, l'opera attualmente più importante, prevede di realizzare in un'area di circa 95 mila mq (individuata nella Zona sud-est di Fabriano, nelle vicinanze di Santa Croce, a ridosso della futura strada Collinare) che ospiterà un polo didattico composto da tre scuole superiori (Liceo Scientifico, con una superficie di 4.087 mq; Liceo Classico, circa 5 mila mq; l'Istituo d'Arte, su 2.317 mq), due

Giancarlo Sagramola, sindaco di Fabriano.


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Fontana Sturinalto e Palazzo del Podestà

palestre e una piazza d'aggregazione (in prossimità dell'Itc Morea) ed il Centro per l'Impiego e la formazione. Il progetto è ora in fase di ideazione e studio e dovrebbe esser realizzato nel giro di un anno e mezzo. L'altro progetto di alto profilo è quello della nuova biblioteca multimediale, realizzata con fondi FAS. Assimilabile all'avveniristica biblioteca di Maiolati Spontini, non sarà solo un contenitore di libri, ma anche “uno spazio aperto – dice Sagramola – di promozione di attività culturali e destinato specificamente ai giovani”. “Stiamo provvedendo per la risistemazione di alcuni plessi scolastici, come la palestra del Borgo (121mila euro di spesa, impianto inagibile dal 2011, tornerà utilizzabile a settembre 2012, NdR) – prosegue il sindaco – e parte del nuovo Palazzo Comunale. In sintesi, puntiamo al miglioramento e alla riqualificazione della città, con grande attenzione per le scuole in particolare”. La sistemazione di Palazzo del Podestà prevede una spesa di 800mila euro ai quali si aggiungono altri 200mila euro per l'ampliamento degli spazi per l'esposizione della Pinacoteca. Fabriano, sul versante del settore edile, rispecchia il dato nazionale: molto invenduto, ora si sta muovendo più che altro sulla ristrutturazione dell'abitativo, spiega Sagramola, “ma non si sta investendo molto qui a Fabriano. Serve ricostruire una politica abitativa diversa, anche se non sembra, allo stato attuale, che la situazione potrà cambiare di molto entro il 2012”. L'ultimo piano triennale 2011-13 prevedeva interventi per 66 mln di euro. Il bilancio previsionale 2012 (ancora in discussione al momento della pubblicazione) prevede invece solo 17 mln nel triennio. Facile dedurre che i pochi fondi disponibili saranno utilizzati per alcuni interventi se-

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Portale della chiesa di S. Agostino (1300)

lezionati accuratamente: il tutto si tradurrà in 12 interventi per il 2012, 8 per il 2013 e 6 nel 2014. Per finanziare il 26 interventi calendarizzati, il neoassessore alle Opere pubbliche Claudio Alianello ha spiegato che ritiene abbastanza certo di poter realizzare entro i tempi previsti la stragrande maggioranza di quanto inserito nei capitolati del bilancio: tutti i sussidi sono – a detta dell'assessore – praticamente certi, molti dei quali provenienti da altre istituzioni, Provincia e Regione Marche, oltre ai suddetti fondi FAS. Capitolo in retromarcia quello delle sei rotatorie previste, reinserite dalla precedente amministrazione Sorci. Ad oggi non figurano più nell'elenco, rimosse perché – pare – mancano di conformità urbanistica, ma soprattutto perché non ci sono i 400mila euro complessivi previsti per la loro realizzazione. Si faranno, quindi, solo se il Comune troverà gli adeguati sponsor privati, attraverso la formula del project-financing.

Assessore alle Opere pubbliche Claudio Alianello

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Istituzioni

Incontro con Massimo Bacci, il nuovo sindaco di Jesi Le priorità per urbanistica e edilizia Massimiliano Giorgi Ridare a Jesi il suo decoro. Massimo Bacci, neoeletto sindaco della capitale della Vallesina riassume con poche parole le sue linee guida per l'urbanistica e l'edilizia. E nel poco tempo trascorso tra la realizzazione di questa intervista (pochi giorni dopo la sua elezione, NdR) e la pubblicazione, per quel che era possibile avviare nell'immediato, sembra aver mantenuto fede alle intenzioni: per chi come noi è a contatto con la gente comune, in queste settimane è capitato – con frequenza inaspettata – di sentire i commenti di apprezzamento per i molti interventi di manutenzione stradale e al verde pubblico. Piccoli interventi, che possono esser messi in opera in tempi brevi, ma comunque segnale che la nuova Giunta non è stata ad aspettare i tradizionali tempi burocratici per mettersi al lavoro. Bacci (eletto con una percentuale del 51,13% al ballottaggio, nella lista civica JesiAmo, col sostegno di una coalizione delle liste civiche Patto per Jesi e Insieme civico), diversamente da Fabriano, eredita una situazione da un'amministrazione di segno diverso che durava da 37 anni. Quindi poter fare un censimento delle priorità e dei progetti in itinere non è un lavoro di immediata risoluzione. Quanto riferito da Bacci nel nostro incontro, lui stesso l'ha ribadito pubblicamente nel discorso di insediamento del Consiglio Comunale, con un passaggio che ha strappato un lungo applauso da parte dei molti cittadini presenti: “Sogno di inaugurare una nuova azienda verde che nasca all’interno di un capannone oggi dismesso piuttosto che tagliare il nastro di un nuovo centro commerciale”. Spiegando le linee guida della sua Amministrazione per l'edilizia e l'urbanistica, Bacci stila un breve elen-

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co di priorità. “Non sfruttare il territorio, utilizzando l'invenduto abitativo delle imprese”, dice il Sindaco di Jesi: “Per questo, stiamo parlando con gli imprenditori, per valutare al meglio le possibilità. Stiamo anche cercando di trovare un accordo con l'ERAP perché acquisti questi immobili, per coprire la forte richiesta di edilizia sociale e pubblica di Jesi. Un'operazione che, non lo nascondo, ha anche lo scopo di ridurre un'ulteriore cementificazione della città”.

Massimo Bacci, nuovo sindaco di Jesi.


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2 Istituzioni 2012

Teatro Pergolesi

Come già si è visto nelle prime settimane della sua amministrazione, Bacci sta studiando col suo assessorato all'Arredo urbano e al verde pubblico (delega affidata a Sergio Garofoli) una strategia per “ripensare l'arredo urbano e per il recupero del centro storico e delle periferie: in una parola sola – spiega – recuperare il Bello, per cancellare l'immagine di Jesi come di una città abbandonata a se stessa”. Alcuni progetti sembrano aver fatto il loro tempo. Un esempio per tutti, spiega Bacci, è quello della società Servizio Trasformazione Urbana (STU), un progetto di recupero della zona del Campo Boario - nuove costruzioni di appartamenti, definite residenze popolari, ma con prezzi di mercato del 2007, a 2000 euro al metro quadro - che ormai Bacci definisce “anacronistico e che va rivisto, così come certe scelte della vecchia amministrazione. Ma vorrei esser chiaro: non daremo il via ad una revisione basa su preconcetti. Prenderemo ciò che c'è di buono e scarteremo ciò che si è visto essere stato una scelta discutibile”. Bacci aveva fondato la sua campagna sul dialogo coi cittadini e a questo si affida per definire le priorità nella realizzazione dei progetti futuri: “La richiesta più pressante è quella di ridare dignità all'arredo urbano. Operazioni magari di piccola entità, come lo sfalcio dell'erba, riparare le buche delle strade e dei marciapiedi, riqualificare i giardini pubblici, in sintesi, risolvere prima le criticità più visibili. Penso sia stato questo uno dei motivi maggiori per cui la popolazione ha decretato il fallimento della vecchia amministrazione: trascurare i problemi che erano sotto gli occhi di tutti”. La domanda dalle 100 pistole, come al solito, si impone: dove trovare i finanziamenti, specie in un momento economico come questo? “Ci sono fondi – risponde il sindaco – derivanti da re-

sidui di spesa. Non molti, ma stiamo effettuando ricognizioni perchè i pochi residui vengano utilizzati al meglio. Tutti i fondi verranno utilizzati ed in questa fase siamo all'opera col lavoro ricognitivo”. Tra le voci del lavoro ricognitivo c'è anche la questione parcheggi: “Serve uno studio in tempi brevi, perché questo è un aspetto molto sentito dai cittadini e dagli operatori del centro. Questo anche perché finora si sono fatte politiche volte a favorire un certo tipo di commercio. Invece, bisogna salvaguardare anche la piccola vendita, il cuore del commercio cittadino”. Come per altre realtà, anche a Jesi c'è il paradosso di una grossa necessità di unità abitative, inevasa da anni, e di un grande quantitativo di invenduto. Per sbrogliare questa matassa, Bacci punta sull'ascolto: “Stiamo calendarizzando una serie di incontri con le categorie interessate. Non si tratterà tanto di un gesto di governo partecipato, ma piuttosto di ascolto e valutazione delle idee e delle soluzioni che vengono anche dagli altri. In queste situazioni viene sempre fuori una soluzione migliore di quella che si è pensata in partenza”.

Jesi - Via Spaldi

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Formazione

Corso Tecnico Recupero e Restauro Immobili

(Esperto nelle tecnologie dei materiali del restauro conservativo) Si è sviluppato durante 5 mesi di lezioni il corso di TECNICO RECUPERO E RESTAURO IMMOBILI, un corso FSE gestito dall’ENFAP Marche e finanziato dalla Provincia di Macerata attraverso il F.S.E. L'architetto Antonio Vitagliano ha tenuto la maggior parte delle lezioni professionalizzanti, ha collaborato nell'ideazione del corso e ha condotto la realizzazione delle lezioni laboratoriali. Le lezioni si sono svolte presso la sede della ditta Cast di Civitanova Marche e hanno visto la partecipazione di una classe di 15 alunni di diversa estrazione formativa: geometri, ingegneri, laureati in Accademia delle belle arti, di beni culturali e archeologia. Gli alunni erano all'80% ragazze. Durante le lezioni si sono affrontati diversi temi relativi al restauro e alla conservazione dei beni culturali: storia dell’architettura, tecnologia dei materiali, tecnica delle costruzioni, disegno tecnico, consolidamento edilizio, restauro dei monumenti. Gli appuntamenti in aula sono stati accompagnati da sopralluoghi in diversi siti di interesse storicoartistico: Teatro Vaccaj di Tolentino (Visita al cantiere), Quartiere Case di Terra Ficana, Macerata (documentazione grafica e rilevazioni fessurative e materiche), Casino di caccia Il Roccolo, Valcerasa di Treia (rilievo fotografico, misurazioni, riproduzione grafica ). La classe si è quindi esercitata nella redazione di un progetto di restauro, costituito da rilievo, analisi storico artistica, progetto di consolidamento, computo metrico dei lavori necessari, utilizzando i più recenti software di restituzione grafica. La fine del corso è stata contrassegnata da un’esperienza di laboratorio pratico rivolta alla conoscenza ed applicazione delle tecniche murarie di restauro con calce dolce: per diverse giornate un

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team di muratori, con la fattiva collaborazione degli alunni, ha allestito una quinta scenica in legno su cui applicare in opera intonaci e finiture classiche a base di calce bianca. Sono state eseguite raffinate tecniche di intonaci a marmorino, bugnature rinascimentali con rilievi plastici e pittorici, finti mattoni, finti marmi, colonne ed elementi in aggetto come cornici e mensole marcapiano; si sono potute sperimentare tecniche artistiche quali l’affresco, lo sgraffito, stucchi decorati in foglia d’oro. Il laboratorio pratico è stato il momento di maggior coinvolgimento della classe, diretto dagli architetti


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Antonio Vitagliano ed Antonio Pagnanelli di Macerata con la fondamentale collaborazione della ditta Nunzio Volatili di Monte San Giusto. Durante questo laboratorio gli alunni del corso gemello che Enfap Marche sta gestendo in provincia di Ancona hanno raggiunto i loro colleghi maceratesi potendo fruire di una esperienza fortemente professionalizzante. Impressioni di alcuni partecipanti al corso: “Attraverso le uscite con i professori Antonio Vitagliano e Antonio Pagnanelli abbiamo avuto conferma che con il recupero e il restauro degli immobili si restituisce valore al territorio e può essere fonte di sviluppo lavorativo” “Nonostante le varie peripezie affrontate, ringrazio i professori che sono riusciti a realizzare i laboratori e le uscite. Lezioni sono state utili per cultura personale”

Il superamento con esito positivo dell’esame permette il rilascio dell’attestato di SPECIALIZZAZIONE di II Livello SH2.3.1 – TECNICO RECUPERO E RESTAURO IMMOBILI valido ai sensi della Legge L. 845/1978 art. 14. GIUGNO 2012

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Design

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Illuminazione di una facciata liberty in via Senato a Milano. Potenza istallata nominale circa 500 W (cortesia Ferrara Palladino e Associati).

Illuminare con i LED Prof. Ing. Pietro Palladino

Nuove opportunità

A partire da dieci anni fa l’industria optoelettronica ha cominciato a produrre Led di potenza per illuminazione funzionale. I media hanno propagandato l’uso dei Led come una soluzione per consumare meno energia, ma tra i vantaggi offerti dalla tecnologia dello stato solido quello dell’alta efficienza non è certamente il più interessante. Inizialmente impiegati per la segnalazione nelle apparecchiature elettroniche civili e industriali, oggi è possibile guardare ai Led come soluzione ideale per una vasta gamma di applicazioni. Ma cos’è realmente cambiato da quando c’è il Led? Tralasciando per un momento i benefici che possono derivare da una lunga durata, il Led è innanzitutto un’opportunità che va considerata all’interno di un sistema. Con il suo impiego è possibile realizzare scenari dinamici, in quanto il Led si riaccende a caldo ed è facilmente regolabile. Non occorre necessariamente pensare ai cambi di colore, tecnica che risulta talvolta inopportuna o mal gestita: illuminazione dinamica significa poter disporre di un sistema con cui realizzare configurazioni differenti, che gestite da una centralina possono declinare molteplici scenari di luce in funzione di una specifica programmazione. I campi d’applicazione vanno dall’illuminazione monumentale in esterno a quella di ambienti interni che richiedono una certa flessibilità delle scene lu-

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minose. Con i Led si possono costruire apparecchi piccoli, facilmente occultabili, con fasci luminosi puntuali e precisi come colpi di pennello. Questa è certamente una rivoluzione nel lighting design. Configurazioni diverse e scenografie dinamiche si possono ottenere pilotando gli apparecchi con protocolli di comunicazione (es. DMX512) ovvero con trasmissione d'informazioni digitali dalla centralina a ogni singolo apparecchio o a gruppi di essi. Si pensi ad esempio ad una chiesa o ad un museo. Supponiamo di installare 400 apparecchi e di suddividerli, per semplicità, in 80 gruppi di 5 apparecchi ciascuno. Agli 80 driver che alimentano i singoli gruppi viene assegnato uno specifico indirizzo e li si collega tutti alla centralina. Ciascun driver, ovvero ciascun gruppo di 5 apparecchi, può essere acceso, spento, regolato nel tempo. Questo significa che a partire da un istante iniziale posso comunicare a ciascun gruppo l’informazione di quando e come esso si deve accendere, spegnere o regolare. In pratica è possibile combinare gli 80 gruppi come si vuole, scrivendo così infinite configurazioni, memorizzandole e richiamandole all’occorrenza con altrettanti tasti “preset”. In altre parole, un solo impianto hardware che consente di beneficiare di molteplici scene luminose. Questo è senza dubbio uno degli utilizzi più consoni per le sorgenti Led.


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Illuminazione del Campus Bovisa- Politecnico di Milano. Apparecchi custom a Led per un’illuminazione piacevole e razionale (cortesia Ferrara Palladino e Associati).

Miscelando i flussi generati da Led aventi diversa composizione spettrale si possono inoltre facilmente ottenere temperature di colore finali differenti. Ciò era fino a ieri parzialmente ottenibile con l’uso di fluorescenti ma prevalentemente per applicazioni d’illuminazione diffusa. Il Led, in quanto sorgente di dimensioni ridotte, consente - con l’ausilio di opportuni riflettori o lenti secondarie - di proiettare luce bianca miscelata anche a distanze considerevoli.

Lo stato dell'arte

Attualmente le efficienze dei LED possono raggiungere i 130 lm/W e la vita media può anche superare le 100.000 ore. La costruzione di LED di potenza con emissione nel blu o nell’ultravioletto (poi convertite dai fosfori) ha consentito di ottenere prodotti - led singoli o array - idonei per l’illuminazione d’interni. Il colore della luce emessa dai led bianchi è simile a quella emessa dalle lampade fluorescenti: tecnologie a fosfori remoti o a combinazione di led bianchi e rossi (es. tecnologie true white, prevaled, etc.) hanno consentito di raggiungere indici di resa cromatica elevati (CRI fino a 96). L’adozione di convogliatori ottici e di microriflettori permette di costruire apparecchi con un controllo ottico eccellente: i LED sono oggigiorno largamente impiegati per l’illuminazione d’accento e generale, sia in interni che in esterni. Sono inse-

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Illuminazione statica o dinamica con variabilità cromatica, Hotel ATA a Varese. (cortesia Ferrara Palladino e Associati)

riti come componenti singoli o moduli all’interno di apparecchi e disponibili anche in versioni “led lamp” con attacchi E14 e E27 o altro per la sostituzione di lampade a incandescenza o fluorescenti compatte. I vantaggi e svantaggi della luce allo stato solido (SSL, solid state lighting) possono essere così riassunti: • il LED ha un’efficienza luminosa molto più elevata delle lampade fluorescenti compatte e di quelle a filamento; • il calore prodotto dal LED è inferiore a quello delle sorgenti a filamento e a scarica ed è trasmes- so per conduzione e non per irraggiamento. Ciò significa che la luce emessa non contiene radiazio- ne infrarossa e che il calore si trasmette attraverso la base del dispositivo. L’aspetto negativo risiede nel fatto che è indispensabile l’adozione di un dissipatore posizionato alla base del LED; • l’emissione avviene solo da un lato. Per ottenere un’emissione globale nello spazio è necessario mettere insieme più dispositivi. Diversamen te dalle lampade a incandescenza o fluorescenti compatte, infatti, per realizzare una lampada “general service” è necessario mettere insieme un certo numero di Led e un diffusore che modifichi il solido fotometrico generato dai LED nudi o un’otti- ca secondaria per proiettarne il flusso in una dire- zione con un determinato angolo di apertura GIUGNO 2012

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Illuminazione della chiesa di S. Stefano a Porto Rotondo. Circa 160 apparecchi a Led da 8 Watt gestiti da un sistema DMX realizzano molteplici scenari per questa splendida opera d’arte contemporanea (cortesia Ferrara Palladino e Associati).

L’utilizzo dei LED richiede comunque quasi sempre l’impiego di un’ottica secondaria. • al contrario delle lampade tradizionali, i LED funzionano a bassissima tensione e possono pertanto essere alimentati con batterie o energie rinnovabili (fotovoltaico, microeolico). Rispetto alle lampade normali, che lavorano a tensione di rete, i LED sono elettricamente più sicuri. Nel caso di sistemi Power Led si può arrivare a tensioni nell’ordine dei 100V e più (più LED connessi in serie). Per contro, necessitano di un alimentatore per renderli compatibili con la tensione di rete. • se inseriti in sistemi ben progettati i LED possono arrivare a funzionare anche centinaia di migliaia di ore prima che il flusso emesso scenda al di sotto di una soglia stabilita (solitamente si ci riferisce al 70% del flusso iniziale, L70). I LED non soffrono di rotture improvvise, nel senso che esiste un tasso di guasto ma è molto basso: ecco perché per definirne la durata - in determinate condizioni di funzionamento - si fa riferimento al deprezzamento e non al guasto. Si tratta ovviamente di dati misurati su un congruo lotto di dispositivi, analogamente a quanto viene fatto per le lampade tradizionali. Dal punto di vista dei costi di manutenzione può essere quindi considerata una sorgente molto conveniente. Molta attenzione deve però essere posta ai sistemi di alimentazione: diversamente dalle lampade a scarica, i LED non tollerano i picchi di ten sione (spikes), anche di brevissima durata. • i LED non soffrono shock meccanici (es. urti, vi-

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brazioni). Sono pertanto particolarmente indicati per quelle applicazioni dove sono presenti sollecitazioni meccaniche continue o occasionali (es.outdoor, trasporti). • le dimensioni contenute permettono di progettare apparecchi compatti e di disporli in spazi ridottissimi (es. scaffalature, integrazione all’interno di elementi). In aggiunta, dato che i LED sono sorgenti con un’area emittente piccola, sono particolarmente adatti per pilotare lenti e riflettori. Essi realizzano infatti rendimenti ottici eccellenti e ottimi fattori di utilizzazione in quanto la ripartizione del flusso avviene in modo molto preciso. • al contrario di tutte le lampade a scarica, i LED si riaccendono a caldo e raggiungono il flusso nominale in pochissimo tempo. Non risentono delle basse temperature. Per quanto concerne la regolazione del flusso è sufficiente ridurre la corrente di pilotaggio per diminuire il flusso emesso. Per i LED a luce bianca si registra uno spostamento del punto di colore, anche se minimo. La gestione può essere operata con consolle centralizzata e driver indirizzabili (es, DMX), esattamente come avviene per le lampade a filamento ma con efficienze e affidabilità ben più elevate. La riaccensione immediata a caldo e la regolazione fino a valori bassissimi del flusso emesso ne consentono l’impiego per regìe luminose, anche dinamiche. La facilità di regolazione consente infine di costruire sistemi con più LED a luce bianca e miscelarli tra di loro per ottenere temperature di colore diverse. Queste prerogative aprono scenari completamente nuovi per il lighting design.


2 Design 2012

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Galleria stradale di Monte Veilino illuminata completamente a Led (cortesia Ruud Lighting).

• non risentono in alcun modo della posizione di funzionamento, al contrario di molte lampade a scarica e delle stesse fluorescenti lineari. • l’emissione spettrale monocromatica propria dei LED consente l’eliminazione dei filtri colorati che solitamente si applicano alle lampade tradizionali per produrre luce colorata. La miscelazione di più LED monocromatici consente di ottenere spettri di emissione e quindi colori tra i più disparati. Ciò apre nuove frontiere nel lighting design. Per con tro, allo stato attuale la produzione di luce bianca con i LED consente di ottenere prestazioni colori metriche simili a quelle delle lampade fluorescenti e non superiori (ciò è dovuto impiego dei fosfori). • l’assenza totale di emissione UV fa sì che i LED risultano particolarmente idonei per l’illuminazio ne di tutti quegli oggetti sensibili al degrado fotobiologico (opere d’arte, sostanze organiche in genere, alimenti). • queste sorgenti consentono forti risparmi energe- tici e quindi una minore produzione di anidride carbonica. Diversamente dalle tradizionali lampa- de a scarica - fluorescenti incluse - i LED se disper si nell’ambiente provocano un danno minimo per ché non contengono mercurio, elemento altamen te tossico e in grado di provocare gravi forme di inquinamento del suolo e delle acque.

Gli apparecchi a Led

La sorgente Led ha un comportamento termico diverso dalle lampade convenzionali. Ciò si traduce in un differente approccio nel design del prodotto finale, fortemente condizionato da problemi di gestione del

calore. In altri termini, disponiamo di sorgenti di piccole dimensioni che consentono forme e volumi innovativi, ma il tutto deve essere concepito in modo che il componente funzioni in condizioni di stress minimo. Allo stato attuale, non esistendo protocolli confermati e condivisi sulle misure e sulle verifiche, si progettano e realizzano apparecchi che con buona probabilità non forniranno le prestazioni attese. Questa problematica esiste anche per le sorgenti convenzionali, ma presenta una criticità inferiore e soprattutto non tocca il costruttore direttamente in quanto l’apparecchio viene nella maggioranza dei casi venduto senza sorgente. Senza dubbio uno dei vantaggi maggiori derivanti dall’uso del Led è il fatto di poter disporre di una sorgente modulare. Ciò si traduce in un dimensionamento più razionale di un impianto d’illuminazione, in quanto consente di lasciare alle spalle il vecchio concetto di “potenza di lampada” disponibile esclusivamente in taglie prefissate. Naturalmente il concetto di modularità è fortemente legato alla facilità con la quale è possibile regolare il flusso dei Led, diversamente da quanto avveniva per le sorgenti a scarica. La possibilità di usare il numero necessario di diodi fa sentire i suoi benefici nella produzione di apparecchi “custom”, ovvero per tutti quei prodotti creati su misura che richiedono un “pacchetto lumen” calibrato. I campi di applicazione che potranno beneficiare del concetto di modularità sono praticamente tutti, in considerazione anche del fatto che il Led può essere pilotato in corrente e quindi gli si può “chiedere” di emettere più luce per periodi di tempo limitati – naturalmente senza danneggiarlo irreversibilmente - evitando di impiegarne un numero maggiore. GIUGNO 2012

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La riqualificazione degli immobili: così l’investimento sul mattone rimane il più sicuro Donatella Vici Investire sulla qualità delle case per fronteggiare la crisi. Una consapevolezza che può salvaguardare il valore del patrimonio edilizio italiano e frenare la crisi del settore immobiliare, che con un peso del 15% sul PIL nazionale, è uno di quelli che incide maggiormente sullo sviluppo economico italiano. Dopo il 2007, anno che ha fatto registrare il picco di attività e di occupazione, la contrazione ha raggiunto livelli vicini al 25% tra il 2009 e il 2010 e oggi, a peggiorare lo stato di sofferenza del settore, si aggiungono rincari nelle spese energetiche e IMU. Eppure il mattone continua ad essere considerato il modo più sicuro per mettere il denaro al riparo dall’inflazione, come dimostra un’indagine commissionata da Plus 24 del Sole 24 Ore a IPR Marketing, sulle scelte finanziarie degli italiani. Nonostante la forte contrazione delle operazioni, il mercato immobiliare ha retto, fino ad ora, dal punto di vista dei prezzi, che solo nella misura di piccoli ritocchi, ha fatto registrare un andamento verso il basso. Proprio in un momento così difficile come quello attuale, in cui regna l’incertezza, infatti, la casa di qualità rafforza la sua identità di investimento sicuro se ci si orienta verso immobili che rispondano a requisiti di risparmio energetico, sostenibilità, sicurezza, ottima progettualità strutturale ed estetica, qualità delle tecnologie e dei materiali utilizzati. Tutti questi aspetti incidono sul prezzo di mercato, ma nel tempo garantiscono il valore del bene posseduto, rivalutandolo. Stesso discorso vale per il patrimonio edilizio già esistente, sul quale è importante però agire con opportuni interventi di riqualificazione. A livello nazio-

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nale la legge 192 del 2005 - che recepisce una direttiva europea di tre anni prima - prevede l’attestato di certificazione energetica all’atto della compravendita per le nuove costruzioni o per ottenere le detrazioni fiscali su eventuali migliorie apportate all’immobile. La certificazione minima da avere è la classe “C”, voto intermedio in una scala che va “G” ad “A” In Italia l’80% delle case private rientra nella classificazione tra G e F, un patrimonio quindi destinato ad impoverirsi se non si interviene. Questa consapevolezza sta spingendo molti proprietari di immobili a prendere in considerazione l’opportunità di intervenire sulle proprie abitazioni per riqualificarle, come rivela Paolo Mengucci, titolare di Mengucci Costruzioni (www.menguccicostruzioni.it), azienda di Castelfidardo (AN) che è stata la prima a costruire e certificare nel centro/sud Italia un’abitazione in "Classe Oro" secondo gli standard di CASACLIMA, organo certificatore pubblico indipendente. Con la divisione Rigenera Casa, dedicata proprio alle ristrutturazioni, Mengucci ha registrato negli ultimi mesi un sensibile aumento di richieste. “L’investimento immobiliare ha una durata media di 15 anni, quindi è sicuramente uno di quelli che riesce a mantenere nel tempo il suo valore e ad accrescerlo fino quasi al raddoppio, ma a condizione che si tratti di immobili certificati” sottolinea Mengucci. “A questo proposito il settore delle riqualificazioni si sta rivelando molto interessante, soprattutto in considerazione della contingenza attuale. Molti possessori di case capiscono che il bene che posseggono è al riparo da rischi se riesce a rispondere a precisi requisiti.


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Un esempio di ristrutturazione su un immobile: oltre al miglioramento estetico, l’intervento consente una riqualificazione secondo i parametri delle classi C, B o A, con rivalutazioni del patrimonio anche oltre il 5%. (Photo Atelier Chambre)

Riqualificare è il nuovo approccio che sostituisce il concetto di “ristrutturare”. “Un intervento di questo genere, infatti,” prosegue Mengucci “non serve solo per un restyling estetico della casa, ma anche per renderla più efficiente sia dal punto di vista delle performance energetiche, acustiche, del confort abitativo e rispondente alle norme antisismiche. Dalla qualità degli infissi, alla scelta dei materiali isolanti, della coibentazione di solai e pareti, di caldaie ultra efficienti, di pannelli solari termici e di tutto quanto la moderna tecnologia edile offre, con la riqualificazione degli edifici esistenti si possono ottenere gli stessi vantaggi che si avrebbero da una nuova abitazione A volte bastano poche modifiche e piccoli interventi per accrescere di molto il valore di una casa.” Imprese specializzate come Rigenera Casa, sono in grado di affiancare i tecnici nell’iter degli interventi di riqualificazione, che richiedono specifiche competenze in materia ed esperienza. In particolare questo tipo di intervento si divide in tre fasi: l’analisi della situazione con una squadra tecnica specializzata che rileva, con strumentazioni particolari, criticità e possibilità. Ciò consente di passare alla seconda fase con il report della situazione e le relative possibilità migliorative. Nella fase 3 si propone il tipo di intervento che può essere fatto in un’unica soluzione, oppure in fasi diverse, ma senza mai perdere l’obiettivo di riqualificare in maniera efficace l’immobile. Dal un punto di vista della tenuta del valore, il mercato sta premiando edifici efficienti in classi energetiche alte. In media gli appartamenti energivori in classe G o F hanno una svalutazione che va dal 10 al 25% rispetto ad una abitazione riqualificata in classe C. Se poi la riqualificazione tiene conto dei parametri delle classi A o B, non solo il valore della casa non si

svaluta, ma si rivaluta oltre il 5%. Quindi riqualificare non solo vuol dire minori spese energetiche future e maggior confort abitativo, ma anche rimettere il bene nella carreggiata della rivalutazione immobiliare, cosa che non succede oramai più alle abitazioni che non rispettano certi parametri. “Un altro aspetto non trascurabile è la presa in carico da parte dell’impresa della vendita dell’immobile.” spiega Paolo Mengucci “Ora che il mercato è in sofferenza e che le case non certificate non si vendono, l’impresa può provvedere prima alla sua riqualificazione per poi seguirne la vendita, che sarà molto più facile grazie agli interventi effettuati.” È il modo più sicuro per non rischiare di svendere il proprio patrimonio e per salvaguardare la rendita del capitale investito.

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Il Terremoto: realtà o fatalità Impariamo a conviverci e a prevenirlo. Spunti di riflessione Ing. Piercarlo Banci

Premessa

Sono trascorsi tre anni da quando ho iniziato la mia attività professionale a L’Aquila, dedicandomi allo studio di edifici danneggiati dal violento sisma del 6 Aprile 2009. Quando le immagini della ricostruzione sembravano oramai prevalere nei confronti di quelle, drammatiche, della città di L’Aquila ferita, un nuovo violentissimo sisma devasta parte dell’Emilia Romagna: e richiama tutti alla realtà. All’improvviso le emozioni riaffiorano e i ricordi tornano prepotenti alla mente: “…se mia moglie, terrorizzata, non avesse insistito perché, in piena notte, uscissimo da casa, ora non saremmo qui a raccontare quanto successo…” Sono le parole di chi, fino a pochi attimi prima del crollo, era disteso sul letto. Il ricordo di quel pannello di tamponatura crollato sopra il letto, evoca altre drammatiche immagini: edifici “macinati” dal sisma (edifici nella quasi totalità già fortemente degradati o costruiti con gravi carenze), palazzi in cemento armato “scarnificati” delle cortine esterne. Per non parlare poi di manufatti realizzati recentemente (alcuni ancora non terminati) che hanno retto

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bene al sisma, ma dai quali si è dissociato il paramento esterno in laterizio faccia a vista. Questa breve premessa, per riflettere insieme sull’importanza e sulla necessità di costruire gli edifici nel rispetto di regole precise e puntuali. Per troppo tempo il terremoto è stato considerato come qualcosa “che tanto non succede!” e anche quando capita vicino, il ricordo sfuma troppo presto, specie se non ci ha toccati direttamente. Allora le cattive abitudini, le disattenzioni, la superficialità tornano spesso protagoniste del nostro operato. I temi da approfondire sarebbero tantissimi. Qui mi voglio soffermare sul ruolo svolto dalle tamponature nelle strutture intelaiate e sui pericoli derivanti dal crollo delle stesse.

Tipi e funzioni delle tamponature

Le tamponature o tamponamenti sono le pareti di chiusura perimetrale di fabbricati costruiti con struttura portante generalmente in calcestruzzo armato o acciaio. La funzione è quella di separare lo spazio interno da quello esterno; hanno come unica funzione statica quella di portare il proprio peso e l’azione del vento.


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Ospedale San Salvatore a L’Aquila

Danni a partizioni

Contenuto

Danni a controsoffitti

Danneggiamenti non strutturali, compromissione della funzionalità

Possiamo distinguerle in: • tamponature interrotte: quelle che chiu dono "a filo" esterno della struttura; • tamponature passanti: quelle che passano da vanti al lato esterno delle strutture sia orizzontali che trasversali; • tamponature semipassanti: (solo nel caso di mura ture pluristrato) nelle quali uno strato esterno passa davanti alla struttura mentre uno strato in terno poggia su questa e viene quindi interrotto. Possono essere: • non collaboranti - costruite dopo la maturazione della struttura intelaiata, in contatto con questa, ma senza connessioni; la resistenza al sisma è af fidata al telaio. • collaboranti: confinate da elementi in c.a.; i cal coli comprendono verifiche delle murature come elementi portanti nei confronti delle azioni oriz zontali. • In questa breve esposizione ci occuperemo di “tamponature non collaboranti”.

Interazione struttura – tamponatura

Calcolare una struttura significa verificare che il modello geometrico-matematico che abbiamo immaginato, riproduca il comportamento atteso di quella che sarà realizzata sotto l’azione dei carichi verticali e orizzontali cui sarà soggetta durante tutta la

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sua vita, e che questo avvenga nei limiti di sicurezza imposti dalle norme. Il modello della struttura al computer è realizzato attraverso elementi finiti con cui, in generale, schematizziamo travi, pilastri, setti, ecc. Generalmente si modella solamente la struttura “nuda”, senza la presenza delle tamponature che, come già detto, sono non collaboranti. Invece esse contribuiscono in misura sostanziale all'irrigidimento, all'irrobustimento, alla capacità di dissipare energia, ma anche all'innesco dei meccanismi di crisi locali o globali della costruzione. Quindi intervengono attivamente nella risposta sismica dell’edificio. Gli scenari come quelli visti in seguito al terremoto del 6 Aprile 2009 a L’Aquila, che non hanno fatto altro che confermare quanto già osservato in terremoti precedenti e che si sono tragicamente ripresentati dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna, mostrano in tutta a loro drammaticità l’importanza della sicurezza degli elementi non strutturali, quindi anche delle tamponature, La ricognizione dei danni post sisma evidenzia infatti come l’espulsione fuori piano delle tamponature possa esser causa di danni a cose, ferimenti di persone ed intralcio alle vie di fuga. I danni rilevati sottolineano anche un altro aspetto che spesso viene trascurato. Si è potuto verificare GIUGNO 2012

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Formazione di meccanismi di piano soffice nel piano intermedio

come costruzioni prive di danni strutturali, avessero diffusi danneggiamenti agli elementi non strutturali (ricordate gli edifici appena costruiti a Fabriano, danneggiati dal sisma del 1997?!), tali da non permettere l’agibilità della costruzione e condurre ad elevati costi di riparazione. Ciò ha portato in alcuni casi a rendere vantaggiosa la demolizione e ricostruzione, piuttosto che la riparazione degli edifici. Come non pensare poi agli edifici pubblici strategici o con notevole affollamento quali ospedali, scuole, università! Anche qui un riferimento all’ospedale o alla sede della facoltà di Ingegneria di L’Aquila è d’obbligo. Dall’esame dei danni di edifici colpiti dal sisma, si sono potute osservare, in relazione con la severità dell'azione sismica, le situazioni più disparate nel senso della sopravvivenza inaspettata della costruzione all'evento o, viceversa, nel senso del danno subito in misura maggiore del previsto, fino al crollo; situazioni sicuramente determinate dall'interazione delle strutture portanti con gli elementi di tamponatura, siano essi pannelli prefabbricati o murari. Si possono riscontrare due correnti di pensiero opposte sull’influenza delle tamponature nella risposta sismica e quindi sulle loro modalità di realizzazione. Secondo una, sia per motivi di economia di costruzione sia per l'incertezza sull'impegno effettivamente richiesto dai terremoti, agli edifici conviene trarre profitto da tutti gli elementi, strutturali e non strutturali, che possono contribuire in tal senso. Ne deriva che le tamponature dovrebbero essere rese sempre collaboranti con l'ossatura portante, assegnando loro il ruolo di una seconda linea di difesa contro gli eventi sismici severi. Secondo l’altra, l'effetto negativo delle tamponature prevale, poiché esse costituiscono un fattore di grande incertezza nella risposta sismica e sono in grado d'invalidare gli accorgimenti adottati per governare il meccanismo resistente. Quindi le tamponature dovrebbero essere sconnesse del tutto dall'ossatura strutturale, in modo da non alterarne il comportamento previsto in sede di progetto. Tra gli eventi negativi osservati, vale la pena citare: • il distacco dal telaio e la caduta delle tamponature per il cedimento degli ancoraggi nel caso dei pannelli prefabbricati ed a causa della scarsa rigidezza fuori dal piano e della cattiva connessione nel caso dei pannelli di mattoni; • la formazione di meccanismi di piano soffice, so-

prattutto nei piani intermedi ed inferiori, a causa della distribuzione irregolare in altezza delle tamponature; • la plasticizzazione dei pilastri per la presenza di un notevole sforzo di trazione dovuto dalle tamponature; • la crisi delle strutture con distribuzione planimetrica regolare degli elementi portanti ma con irregolarità nella posizione delle tamponature; • la rottura localizzata e fragile di elementi portanti a causa della presenza di aperture irregolari nelle tamponature, delle finestre a nastro e dell'ancoraggio non adeguato della tamponatura, che ha portato a martellamenti; • la crisi funzionale delle strutture strategiche, quali ospedali, caserme università, che pur subendo un danno strutturale lieve hanno accusato però danni irreparabili delle tamponature, tali da impedirne l'uso. Per semplicità ed economia di costruzione, i pannelli di chiusura vengono realizzati quasi sempre a contatto con gli elementi strutturali, senza giunti di separazione ma anche senza connettori che garantiscano un collegamento affidabile con l'ossatura. Infatti le tamponature tradizionali sono sovente costituite da elementi in laterizio (mattoni forati e/o a pasta porizzata) allettati su giunti di malta orizzontali, senza la presenza di legante nei giunti verticali. Gli spazi residui tra i pannelli di tamponamento e la struttura (pilastri e travi) spesso sono sigillati solo nel momento in cui si realizzano gli intonaci.

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Crollo tamponatura in laterizio di capannone industriale

Plasticizzazione pilastro per la presenza di un notevole sforzo di trazione dovuto alle tamponature

In alcuni casi poi, pilastri e travi sono precedentemente ricoperti da materiale isolante, al fine di eliminare i ponti termici. È evidente invece come le tamponature di un edificio intelaiato (ma anche i tramezzi) siano integrate nella struttura, e raramente (praticamente mai) collegate ad essa. Allora diventa importante ed opportuno tenere a mente che le tamponature possono influenzare e influenzano il comportamento della struttura. In particolare esse: • incrementano la rigidezza dell’edificio, con riduzio ne del periodo e conseguente incremento delle sol- lecitazioni di taglio alla base dovuto all’azione sismica • modificano la distribuzione della rigidezza laterale in pianta ed in elevazione • portano parte dell’azione sismica • migliorano la capacità dissipativa della struttura • hanno meno resistenza e capacità deformative del telaio e quindi collassano prima, presentando se parazioni dalla struttura e fessurazioni a X • quando collassano, determinano una caduta di resistenza e rigidezza del telaio tamponato • se la distribuzione in pianta è fortemente irregolare si devono considerare gli effetti sulle sollecitazioni sismiche (eccentricità tra baricentro masse e rigi dezze) • se la distribuzione in alzato è fortemente irregolare si devono considerare le concentrazioni dei danni ai piani con significative riduzioni dei tamponamenti

• se non sono estese per l’intera altezza dei pilastri, si devono considerare gli sforzi di taglio elevati sugli stessi. • se la struttura in c.a. è progettata male, le tampo- nature possono creare seri danni al telaio (puntone diagonale rigido che taglia pilastro e trave) • se la struttura è progettata bene (armature a taglio) la tamponatura contribuisce a determinare il com portamento laterale globale dell’edificio. In strutture intelaiate soggette ad azione sismica, le tamponature si danneggiano prima degli elementi strutturali perché hanno minore resistenza e deformabilità di questi. Usualmente esse si lesionano lungo le diagonali del pannello e dissipano una grande quantità di energia. Pertanto, nelle strutture intelaiate, le tamponature agiscono come una prima linea di difesa dell’edificio. La fessurazione del pannello conduce ad una riduzione della resistenza e della rigidezza della tamponatura e ad un trasferimento di carico dalle tamponature al sistema strutturale; questo, non più irrigidito dalle tamponature, allunga il proprio periodo di vibrazione, facendo diminuire gli effetti del sisma. Gli effetti dovuti alla presenza di tamponature sulle strutture intelaiate devono essere valutati con molta prudenza, perché condizionati dall’alto grado di incertezza relativo al loro comportamento, dovuto a: variabilità delle proprietà meccaniche delle tamponature; condizione di vincolo al telaio circostante; potenziale modifica della loro integrità durante l’utilizzo dell’edificio; grado non uniforme di danno durante l’evento sismico. In virtù delle incertezze di comportamento delle tamponature, la sicurezza della struttura non può far fede sulle queste e solo la loro probabile influenza negativa deve essere presa in considerazione in fase di progetto. In generale, l’analisi è eseguita sulla struttura nuda (ovvero senza tamponature)

La normativa

Danneggiamento cortina esterna a vista, con tipica lesione a X

È solo a partire dalla OPCM 3274 del 2003, che la tamponatura e la sua sicurezza stanno ricevendo crescente (ma non ancora sufficiente) attenzione all’interno della Normativa Nazionale. GIUGNO 2012

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Distacco tamponatura a pannelli prefabbricati

Il D.M. Infrastrutture14/01/2008 (Norme tecniche per le costruzioni) obbliga infatti a svolgere la verifica di resistenza fuori dal piano delle tamponature: 7.2.3 – Criteri di progettazione di elementi strutturali “secondari” ed elementi non strutturali “…Con l’esclusione dei soli tamponamenti interni di spessore non superiore a 100 mm, gli elementi costruttivi senza funzione strutturale il cui danneggiamento può provocare danni a persone, devono essere verificati, insieme alle loro connessioni alla struttura, per l’azione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati”. Al punto 7.3.6.3 – Verifiche degli elementi non strutturali e degli impianti, il DM 2008 prescrive: “Per gli elementi costruttivi senza funzione strutturale debbono essere adottati magisteri atti ad evitare collassi fragili e prematuri e la possibile espulsione sotto l’azione di una forza orizzontale Fa, corrispondente allo SLV”. La Circolare Ministeriale esplicativa n.617 del 2 febbraio 2009 (Istruzioni per l’applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni) al punto C7.3.6.3 specifica: “La prestazione consistente nell’evitare collassi fragili e prematuri e la possibile espulsione sotto l’azione della Fa delle tamponature di può ritenere conseguita con l’inserimento di leggere reti da intonaco sui due lati della muratura, collegate tra loro ed alle strutture circostanti a distanza non superiore a 500 mm sia in direzione orizzontale sia in direzione verticale, ovvero con l’inserimento di elementi di armatura orizzontale nei letti di malta, a distanza non superiore a 500mm”. Si può osservare che il metodo generale proposto dalla normativa presenta delle lacune che non permettono di valutare il reale livello di sicurezza delle tamponature, in relazione alle diverse zone sismiche. La normativa infatti esplicita la procedura per il calcolo della sollecitazione, ma non quella per il calcolo della resistenza fuori piano; è tuttavia evidente che i magisteri che vengono richiesti e proposti dalle NTC2008 e dalla circolare 617, sono certamente migliorativi, anche se resta incerto come valutare l’esatto livello di sicurezza conseguito.

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La Circolare tuttavia detta una soluzione semplice, evitando di fare troppi calcoli. Quanto prescritto dalle NTC 2008 è esplicitato all’interno della Circolare Ministeriale n.617 del 2 febbraio 2009 (Istruzioni per l’applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni) che nell’appendice C8.A.9, “Indicazioni aggiuntive per gli elementi non strutturali e gli impianti soggetti ad azioni sismiche”, recita quanto segue:”I danni causati dal terremoto ai componenti e ai sistemi non strutturali sono stati una fonte di grande preoccupazione per diverse decenni. Mentre ci sono stati notevoli miglioramenti nella risposta dei sistemi strutturali resistenti alle forze laterali, i terremoti hanno continuato a rivelare la poca attenzione prestata all’ancoraggio e al controventamento dei componenti e dei sistemi non strutturali. Persino nei casi in cui i terremoti hanno causato danni di piccola entità o addirittura nulli ai sistemi strutturali degli edifici, i componenti non strutturali hanno subito danni estesi, soprattutto a causa di un ancoraggio o controventamento impropri. I danni sismici alle installazioni non strutturali non solo possono risultare costosi, ma possono anche rendere la struttura inutilizzabile per un periodo di tempo che può variare da alcune settimane a mesi.” Punto 7.3.7.2 – Verifiche degli elementi strutturali in termini di contenimento del danno agli elementi non strutturali “Per le costruzioni ricadenti in classe d’uso I e II si deve verificare che l’azione sismica di progetto non produca agli elementi costruttivi senza funzione strutturale danni tali da rendere la costruzione temporaneamente inagibile. Nel caso delle costruzioni civili e industriali, qualora la temporanea inagibilità sia dovuta a spostamenti eccessivi interpiano, questa condizione si può ritenere soddisfatta quando gli spostamenti interpiano ottenuti dall’analisi in presenza dell’azione sismica di progetto relativa allo SLD (v. § 3.2.1 e § 3.2.3.2) siano inferiori ai limiti di seguito indicati: a) Per tamponamenti collegati rigidamente alla struttura che interferiscono con la deformabilità della stessa dr < 0.005 h


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dell’aprile 2009 nella città dell’Aquila e in alcuni centri minori limitrofi - Lorenzo Fanale, Marco Lepi di, Vincenzo Gattulli, Francesco Potenza, DISAT - UOIS • La risposta sismica dei telai con tampona ture murarie - S. Biondi, F. Colangelo e C. Nuti (A cura di) - CNR-Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti - Roma, 2000, 179 pp. • Prescrizioni antisismiche e criteri di calco lo: Interazione tra strutture e tamponamen ti – Prof.Ing. Paolo Diotallevi, Ing. Luca Landi – Di partimento DISTART, sede di Tecnica delle CostruUna breve bibliografia per approfondire quanto trat- zioni, Facoltà di Ingegneria Università di Bologna • Rapporto dei danni subiti dagli edifici a seguito tato: dell’evento sismico del 6 aprile 2009 – Gerardo Mario • Manuale del mattone faccia a vista, Verderame, Iunio Iervolino, Paolo Ricci – Dipartimento Giorgio F. Brambilla. 2000 Edizioni Laterservice. Ingegneria Strutturale Università di Napoli Federico II • Modelli di analisi sismica tipo pushover per • Rilievo fotografico durante sopralluogo del 23 edifici in c.a – Tesi di laurea –Antonio di Criscio e 28 maggio 2012 (dopo la prima sequenza si• Stima della resistenza a compressione delle tam- smica del 20 maggio 2012) Marco Savoia, Lo ponature – Felice Colangelo, Costruire in laterizio renzo Bacci – Università di Bologna; Loris Vin• Linee guida per riparazione e rafforzamento cenzi – Università di Modena e Reggio Emilia di elementi strutturali, tamponature e par tizioni - Dipartimento della Protezione civile • Analisi sismica non lineare di edifi ci in c.a. con tamponamenti in muratura – Tesi di Laurea – Laura Francesca Capra • Sistemi innovativi di rivestimento in la terizio - Maria Chiara Torricelli, Luca Mar zi, Claudio Piferi, Costruire in laterizio • Ancoraggi e graffaggi nei paramenti in la terizio faccia a vista - Maria Chiara Torricelli, Luca Marzi, Claudio Piferi, Costruire in laterizio Continua nel prossimo numero... • Analisi di edifici danneggiati dall’evento sismico b) Per tamponamenti progettati in modo da non subire danni a seguito di spostamenti di interpiano drp, per effetto della loro deformabilità intrinseca ovvero dei collegamenti alla struttura dr ≤ drp ≤ 0.01 h … omissis … Dove dr è lo spostamento interpiano, ovvero la differenza tra gli spostamenti al solaio superiore ed inferiore, calcolati secondo § 7.3.3 o § 7.3.4 …. Omissis ….”

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Terremoto in Emilia: comunicato ufficiale del gruppo Sicap Il più recente terremoto verificatosi in Emilia Romagna ha colpito duramente il tessuto sociale e produttivo della zona anche a causa dei numerosi crolli di capannoni industriali. Molte delle zone interessate dal terremoto sono state classificate a rischio sismico solo nel 2003 e quindi molti edifici sono stati realizzati privi dei necessari accorgimenti antisismici previsti dalla normativa. Dopo un periodo di riflessione siamo a tornare sull’argomento poiché abbiamo assistito alla diffusione di informazioni a mezzo stampa e televisione per mezzo delle quali, tramite banali generalizzazioni, si pretendeva di dimostrare che tutti i prefabbricati industriali in calcestruzzo non sono strutture sicure. Ad esempio, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 30 maggio 2012 (www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2012/05/30/pop_prefabbricati. shtml), si afferma che non è possibile realizzare collegamenti tra travi e pilastri e che gli edifici prefabbricati in calcestruzzo non sono progettati per resistere alle azioni sismiche. La nostra azienda opera nella prefabbricazione industriale da oltre 60 anni in Toscana, Umbria, Lazio, Marche ed Abruzzo (tutte zone storicamente considerate sismiche) ed Emilia Romagna ed ha iniziato a considerare come fondamentali i collegamenti sismici già dal terremoto di Ancona del 1972.

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La Sicap ha sempre adottato tali collegamenti in tutte le sue realizzazioni, anche al di fuori delle zone sismiche. Diversamente quindi dai fabbricati crollati che sono stati mostrati e portati, per ignoranza o malafede, a modello di prefabbricati e diversamente da quanto affermato nel già citato articolo, nelle nostre strutture il collegamento sismico tra la trave ed il pilastro esiste e viene realizzato con barre in acciaio e bullonature. Non solo, nelle nostre tipologie tutti gli elementi che compongono il sistema sono strutturali e sono tutti vincolati tra di loro per mezzo di fissaggi in grado di trasmettere forze in tutte le direzioni dello spazio. Questo permette di far si che ogni elemento del sistema contribuisce alla resistenza dell’edificio ed alla corretta ed uniforme ripartizione delle forze create del terremoto in tutti i pilastri, evitando concentrazioni in punti localizzati e collassi prematuri. Abbiamo inoltre brevettato un sistema di INCASTRO trave pilastro per costruzioni multipiano che ha trovato applicazione nei fabbricati realizzati dalla protezione civile all’Aquila nell’ambito del progetto C.A.S.E (Complessi Antisismici ed Ecocompatibili). Abbiamo costruito adottando i nostri abituali standard strutturali relativi ai collegamenti pilastro/trave /copertura, anche in Emilia Romagna prima della classificazione sismica della Regione.


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Schema di collegamento antisismico tipico sulla tipologia costruttiva Sideral PRO

Durante i terremoti di Ancona (1972), Marche Umbria (1997), Abruzzo (2009), Emilia Romagna (2012), si è avuto conferma di quanto affermato poiché i fabbricati da noi realizzati non hanno subito danni. Pertanto nessuno può generalizzare ed affermare che tutti gli edifici realizzati con prefabbricati industriali in calcestruzzo non sono sicuri nei confronti dei terremoti (vedi la relazione del Prof. Giandomenico Toniolo www.reggioedili.net/tavolotecnico/documenti/ doc_1339399375.pdf). Il problema esiste invece per tutti gli edifici con qualsiasi tecnica costruttiva siano essi stati realizzati(calcestruzzo o acciaio, in opera o prefabbricati) ove non si è posta attenzione alla problematica sismica. La cura, la standardizzazione del dettaglio costruttivo, i controlli di legge sui materiali e sulle procedure, tipici dei sistemi prefabbricati, consentono di eliminare i rischi che possono essere insiti nelle operazioni effettuate in cantiere.

rischi e sicurezza dei cantieri, a garanzia quin di della tutela degli operatori e committenti. Questi edifici sono quindi un investimento solido e di sicuro rientro nel tempo. Ci teniamo a precisare che l’intento di questo articolo non è di approfittare della situazione per salire alla ribalta ma abbiamo ovviamente voluto difendere la bontà delle nostre soluzioni da banali generalizzazioni, potendo per ovvie ragioni dare voce alle nostre esperienze e non quelle di altri operatori. In questo momento storico difficile per il nostro Paese, siamo felici di continuare a costruire per il tessuto economico italiano garantendo opere solide e sicure. Auguriamo all’Emilia Romagna in particolare e a tutto il Paese di poter superare quanto prima le difficili prove che ci attendono.

Quindi anche i prefabbricati industriali, se adeguatamente progettati, concepiti e realizzati, sono una valida proposta tecnica per la realizzazione di edifici, anche a più piani, per le più varie destinazioni d’uso anche in zona ad alto grado di sismicità. Gli edifici realizzati con le nostre tipologie di prefabbricati industriali in calcestruzzo possiedono una serie ulteriore di punti di forza: - la resistenza dei materiali e le tecnologie impiegate permettono di ottenere grandi spazi liberi ed eleva ta altezza; - grazie alla massa propria offrono un migliore con- fort e vivibilità interna per via della superiore iner zia termica; - grandi valori di portata e quindi ad esempio capa cità di resistere alle forti nevicate grazie agli eleva ti margini di sicurezza offerti; - naturale ed elevata resistenza al fuoco ed agli incendi; - resistenza a forti fenomeni climatici estremi quali grandinate, trombe d’aria ecc; - sicurezza totale nella pedonabilità dei tetti; - sono la base più sicura, solida ed affidabile per l’in stallazione degli impianti fotovoltaici; - facilità e rapidità di montaggio garantiscono bassi

La Prova vibrodinamica condotta in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Perugia ha misurato gli effetti sismici sul telaio ed ha quindi certificato la efficacia dei collegamenti realizzati.

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Danno per muffa

Danno per infiltrazione

Salubry, il pannello che sconfigge la muffa La presenza di muffa e umidità in una stanza oltre a essere problema estetico, è causa di malattie e allergie; è oltremodo indice di una cattiva coibentazione con una conseguente dispersione di energia termica. Walls&Technology,www.wallsandtechnology.com, azienda leader nel settore, ha brevettato e produce nella sua sede di Fano (PU) il pannello in polipropilene Salubry. Il prodotto è particolarmente indicato per problemi di muffa e umidità. La sua struttura alveolare consente un buon isolamento termico e la sua composizione in polipropilene offre un'ottima impermeabilità. Il rivestimento, oltre che conferire rigidità e resistenza al fuoco, facilita il montaggio e l'adesione alle superfici murarie. Il pannello ha una forte resistenza agli urti, è calpestabile ma allo stesso modo è elastico riuscendo a seguire le varie deformazioni del muro. Per la sua composizione è duraturo nel tempo, non è sensibile a sbalzi di temperatura ed in caso di incendio è autoestinguente, non produce gas o vapori tossici, ed è completamente riciclabile. Avendo uno spessore di 6-10 mm, ha basso ingombro che ne facilita il montaggio sulle pareti, agevolando allo stesso tempo il ricollocamento di parti accessorie (prese di corrente, quadri).

Indagine termografica

Su una indagine termografica eseguita dal Dott. Daniele Farina, della Geoinfoservice di Pesaro si è potuta rilevare la differenza di Delta termico misurato prima e dopo il montaggio del pannello; praticamente sulla parete in questione partendo da un delta termico di 0,7misurato prima della appli-

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cazione del pannello, si è passati a un valore di 2,9 dopo l'applicazione, mantenendo le stesse situazioni climatiche; certificando che la differenza è imputabile alla installazione del pannello Salubry. Quindi, oltre a togliere la muffa e migliorare la salubrità dell'ambiente, il pannello riequilibra la differenza termica da interno a esterno.

Installazione

il montaggio del pannello non presenta particolari difficoltà, ma è necessario seguire attentamente le fasi: • ripulire e igienizzare il muro,se è necessario asportare parti distaccata o ammalorate; • rendere il più possibile complanare il fondo; • applicare il pannello con colla cementizia e fissaggi a muro; • applicare una rete tessile sulle giunture; • rasare il tutto con gesso o colla pronto per l'imbiancatura. Il pannello Salubry è stato pensato e trova la sua collocazione nell'edilizia di ristrutturazione, ma può essere utilizzato benissimo anche nella nuova edilizia, che vuole essere più attenta al risparmio energetico e alla salute delle persone. Walls&Technology, per l'ampliamento della sua rete di vendita, seleziona agenti commerciali. Se interessati inviare una e-mail all'indirizzo info@wallsandtechnology.com


capolinea.it

chi ci abita lo sa

200 case

vantaggi e qualità di una casa in legno Subissati

PROGETTO SU MISURA

ANTISISMICA E RESISTENZA AL FUOCO

Ogni costruzione è realizzata in base al progetto e ai desideri del cliente, lasciando massima flessibilità dal punto di vista architettonico. Una visualizzazione 3D permette di visionare un’anteprima della struttura.

La resistenza delle case in legno ai terremoti è stata più volte collaudata in Paesi ad elevato rischio sismico come America e Giappone, dove si costruisce abitualmente in legno. Inoltre, adottando una serie di accorgimenti, si può ottenere un’ottima resistenza al fuoco.

ECOLOGIA E SALUTE La casa in legno è rispettosa dell’ambiente e delle persone che la abitano, il legno è tra i migliori materiali da costruzione naturali.

PROPRIETÀ MECCANICHE Le case SUBISSATI sono realizzate interamente in legno lamellare, materiale con elevata resistenza a trazione/compressione/flessione, elasticità, basso peso specifico e di facile lavorazione con i nostri impianti a controllo numerico.

DURABILITÀ La casa in legno, se ben realizzata, è una costruzione che dura secoli e ne sono riprova le tantissime costruzioni in legno sparse in tutto il mondo che ancora si conservano perfettamente integre.

ELEVATO RAPPORTO QUALITÀ PREZZO La casa in legno, per il livello tecnologico offerto, i ridotti tempi di realizzazione, i costi certi ed i ridotti costi di mantenimento, si rivela decisamente superiore rispetto ad un’abitazione tradizionale.

VANTAGGI ECONOMICI E RAPIDITÀ DI MONTAGGIO Risparmio energetico non indifferente in quanto si raggiungono valori di trasmittanza pareti e coperture inferiori a 0.19 W/mq K ed elevati valori di sfasamento da cui consegue che la casa risulta fresca d’estate e calda d’inverno, evitando inutili spese di riscaldamento e raffrescamento. Fattore non secondario la rapidità di costruzione della casa in legno: la durata media di un cantiere è di circa 90 giorni.

SUBISSATI s.r.l. Via F.lli Lombardi n. 2-6 S.P. Arceviese km 16,600 - 60010 Ostra Vetere (AN), Italy Tel. 0039.071.96.42.00 – Fax 0039.071.96.50.01 www.subissati.it - download pdf

case subissati

1999/2009

ATTESTAZIONE SOA CATEGORIA OS32 CLASSE IV OS33 CLASSE II

SISTEMA QUALITà CERTIFICAZIONE ISO 9001

SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE CERTIFICAZIONE ISO 14001

SISTEMA DI GESTIONE SICUREZZA E SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO CERTIFICAZIONE OHSAS 18001


Fatti di SOStaNZa Sideral PrO | L’evoluzione della tipologia costruttiva Sideral

www.grupposicap.it

Sideral PrO è il frutto di una tecnologia produttiva di ultimissima generazione che garantisce, grazie anche all’uso di materie prime di elevata qualità, una maggiore leggerezza a fronte di un incremento di prestazioni strutturali senza precedenti con conseguente abbattimento dei costi industriali.

ImpermealIzzazIone ed Isolamento teGolo sIderal

coppella “strutturale” In c.a. precompresso assemblata In stabIlImento con barrIera al vapore e coIbentazIone.

manto In allumInIo InattaccabIle daGlI aGentI atmosferIcI preaccoppIato a coIbentazIone In polIuretano

I componenti di questa tipologia costruttiva sono tutti “strutturali” così da permettere la totale pedonabilità e la facile installazione di qualsiasi tipo di impianto. La doppia coibentazione consente la totale eliminazione dei ponti termici ed il facile raggiungimento dei valori di trasmittanza termica stabiliti dalla vigente normativa sul risparmio energetico. La tipologia SIDERAL PRO può essere dotata di lucernai zenitali oppure a shed, in grado di sfruttare e potenziare notevolmente la luce naturale proveniente dall’esterno. Resistenza al fuoco, sicurezza antintrusione, fonoassorbenza e semplicità di montaggio sono ulteriori plus della struttura. Sideral PrO è funzIonaLItà, eStetIca e deSIgn.

lucernarI a sHed con profIlI In allumInIo e speccHIature In polIcarbonato alveolare

Azimut, n.2 - 2012  

Il periodico del Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della provincia di Ancona