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Relazioni On Line IIll M Ma agga azziin nee iin nffoorrm ma attiiv voo p peerr ggllii oov veerr 6 60 0 ee ii d diissa abbiillii N° 1 Dicembre 2013

Il progetto Rel@zioni‌ chi siamo

Anziani in forma

La carta dei diritti degli anziani


Indice    

I diritti delle persone anziane…………………………………….….……pag. 3 La carta dei diritti delle persone anziane………………………….……….pag. 4 Il progetto Rel@zioni, reti e azioni con gli anziani……………………….…pag. 5 Anziani in forma…………………………………..…………….…….pag. 6

“Grande è colui che, nella saggezza di molti anni, conserva il cuore di un bambino”. Negli ultimi tempi e soprattutto nel particolare periodo storico in cui viviamo, l’invecchiamento della popolazione è in forte crescita e rappresenta una variabile economica a cui gli operatori economici dovranno adeguarsi. Questo significa che dovranno tenere conto delle necessità di questa numerosa popolazione, prendendo in considerazione sia i bisogni degli anziani fragili, poveri e non autonomi, poco esperti di tecnologia, sia di quanti stanno meglio, sono attivi ed aperti alle novità e alle possibilità che le nuove tecnologie offrono loro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce come invecchiamento “attivo” quello caratteristico di anziani che, pur essendo soggetti al decadimento funzionale e ineluttabile, proprio della senescenza, conservano, fino alla fine dei loro giorni, una capacità funzionale che consente loro una vita autonoma e priva di disabilità importanti. Le colonne portanti della longevità attiva, o come la chiamano gli inglesi della active ageing, sono: la garanzia di adeguati servizi sociali e sanitari, la partecipazione alla vita comunitaria e l’affermazione dei propri diritti e necessità. Questo significa che l’anziano non può e non deve essere escluso dall’essere un soggetto attivo, nonostante l’età. La persona deve essere sempre al centro, anche quando diventa anziana… e spesso ritorna ad essere bambino.

Gruppo di lavoro del Progetto Rel@zioni Laura Gaetano Maria Cesareo Antonio Saffioti Salvatore Corapi Francesca Liparota


I diritti delle persone anziane Permettetemi di iniziare questo articolo con le parole semplici, di un uomo altrettanto semplice che è si anziano anche lui, ma ha anche sulle spalle un carico abbastanza pesante, tipo il mondo: Papa Francesco. Quest’uomo di Dio, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi l’estate 2013 in Brasile, rivolgendosi ai giovani disse: “È importante l'incontro e il dialogo tra le generazioni, soprattutto all'interno della famiglia, perché rappresenta un tesoro da conservare e alimentare. I più giovani sono importanti perché costruiranno la storia, ma i nonni sono importanti nella vita della famiglia per comunicare quel patrimonio di umanità e di fede che è essenziale per ogni società. "Che noi si possa essere come il buon vino, che quando invecchia migliora: è più buono”. Sappiamo, attraverso le statistiche ISTAT, che la popolazione anziana rappresenta ormai un quarto della popolazione italiana e che, a differenza di alcuni decenni fa, “gli anziani del 2000” si presentano come anziani-giovani, sani e vitali, e richiedono alle forze politiche e sociali di poter continuare il loro impegno in società. In questa prospettiva gli anziani rappresenteranno non un peso per la collettività, ma una grande risorsa culturale, morale e sociale. Sulla base di questi dati bisognerebbe riformulare o rivedere in tal senso quella parte delle politiche sociali che si occupa di anziani. All’anziano di oggi non basta essere più solo nonno a tempo pieno, ma ha bisogno di stimoli anche esterni che possano continuare a mantenere viva la sua creatività e la sua personale autonomia. Un rapporto dell’Osservasalute risalente al 2009 dice che un anziano su quattro non ha né moglie, né figli e né nipoti e vive da solo il 27% di tutti gli «over 65». Il fenomeno è rilevante soprattutto al Nord e interessa in particolare le donne. La solitudine spesso, come si suole dire, può rappresentare una brutta bestia, un fattore di rischio, oltre che di emarginazione sociale, per l'insorgenza o l'aggravamento di patologie serie e invalidanti che possono a loro volta condurre alla perdita dell'autosufficienza, al confinamento e, nella maggior parte dei casi, alla necessità di assistenza ulteriore anche nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana. Ma è pur vero che, secondo gli esperti del settore, non è necessariamente da considerarsi negativa, specie se si tratta di persone inserite in reti sociali, compresi i social network, che ne supportino le capacità relazionali e lo scambio di informazioni, anche sulla salute. Anche se, com’è noto, aumenta la popolazione anziana e ancora le misure prese in tal senso anche se ci sono, spesso non vengono rese concrete, non dobbiamo dimenticare che da sei anni gli anziani, per statuto, rappresentano una categoria “salvaguardata”; ciò serve a rendere noto che dal 1995 esiste la “Carta dei diritti degli anziani”, nata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio degli Organi Istituzionali. All’iniziativa, promossa dall’E.I.S.S. (Ente Italiano di Servizio Sociale), hanno aderito numerosi enti e associazioni, con l’intento di concretizzare i punti programmatici della Carta stessa e con il proposito di dare attenzione e risposta alle esigenze della popolazione anziana del Paese.


Carta dei diritti delle persone anziane Articolo 1 Diritto degli anziani ad accedere alla “qualità totale” del vivere umano in cui consiste la sostanza del bene comune.

Articolo 2 Diritto al mantenimento delle condizioni personali dell’anziano al più alto grado possibile di auto sufficienza sul piano mentale, psichico e fisico.

Articolo 3 Diritto alle cure preventive e riabilitative di primo, secondo e terzo grado.

Articolo 4 Diritto ad ottenere gratuitamente le cure e gli strumenti necessari a restare in comunicazione con l’ambiente sociale e ad evitare il degrado fisico e psichico: protesi acustiche e dentarie, occhiali e altri sussidi atti a conservare la funzionalità e il decoro della propria persona.

Articolo 5 Diritto a vivere in un ambiente familiare ed accogliente.

Articolo 6 Diritto ad essere accolti nei luoghi di ricovero alloggiativo od ospedaliero da tutto il personale, compresi i quadri dirigenti, con atteggiamenti cortesi, premurosi, umanamente rispettosi della dignità della persona umana.

Articolo 7 Diritto degli anziani ad essere rispettati ovunque nella loro identità personale e a non essere offesi nel loro senso di pudicizia, salvaguardando la loro intimità personale.

Articolo 8 Diritto ad avere garantito un reddito che consenta non solo la mera sopravvivenza, ma la prosecuzione di una vita sociale normale, integrata nel proprio contesto ed in esso il diritto all’autodeterminazione e all’autopromozione.

Articolo 9 Diritto a che le potenzialità, le risorse e le esperienze personali degli anziani vengano valorizzate ed impiegate a vantaggio del bene comune.

Articolo 10 Diritto a che lo Stato – con il generoso apporto del volontariato e la paritaria collaborazione del settore non-profit – predisponga nuovi servizi informativi-culturali e strutture atte a favorire l’apprendimento di nuove acquisizioni mirate a mantenere gli anziani attivi e protagonisti della loro vita, nonché partecipi dello sviluppo civile della comuni.


Il progetto Rel@zioni reti e azioni con gli anziani

Il Progetto Rel@zioni è finanziato con fondi europei, attraverso il programma ministeriale "PON R&C SOCIAL INNOVATION" attuato dal MIUR (Ministero dell' Istruzione, dell' Università e della Ricerca). L'obiettivo di Rel@zioni è la valorizzazione e l’integrazione delle persone anziane nelle dinamiche del tessuto sociale del territorio di riferimento, bacino dell’ex ASL n. 6 di Lamezia Terme, rendendo possibile allo stesso tempo il loro coinvolgimento in attività e iniziative socio-culturali, l’aggregazione e l’interazione con altri soggetti della comunità (giovani e meno giovani), offrendo loro, inoltre, maggiori opportunità e supporto nell’affrontare le problematiche tipiche della terza età, incluse quelle socio-sanitarie e le incombenze quotidiane. Tutto questo sarà reso possibile attraverso il supporto di una piattaforma tecnologica. La piattaforma su cui vengono caricati i bisogni delle persone anziane e delle persone con disabilità è in grado di gestire alcuni servizi, quali: Consegne e somministrazione di Farmaci L’attività si propone di arricchire e diversificare i servizi socio-sanitari attualmente esistenti sul territorio in un ottica di miglioramento della qualità della vita rispondendo così alla soddisfazione di un bisogno di gran parte della popolazione anziana e delle persone con disabilità che risiedono soprattutto in centri minori, in cui la presenza di farmacie è meno capillare. Il servizio prevede anche il ritiro, in nome e per conto del paziente, della ricetta medica presso il medico di base e, nel caso in cui fosse necessaria, anche la somministrazione, da parte di soggetti con professionalità adeguata. Last Minute Market e Spesa Alimentare L’idea è quella di garantire e mediare, attraverso l’utilizzo della piattaforma tecnologica, l’incontro diretto tra “domanda” e “offerta” dei prodotti invenduti. Le attività si articolano intorno alle seguenti tipologie di prodotto: prodotti alimentari, eccedenze di attività commerciali e produttive, farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza, libri o beni editoriali destinati al macero. I prodotti donati dalle società di distribuzione verranno conferiti alle organizzazioni di volontariato del territorio che gestiscono mense o strutture (Caritas, associazioni di volontariato, ecc.) Condivisione e Trasferimento di Conoscenze e Competenze All’interno della piattaforma c'è la possibilità di inserire elementi, anche in forma multimediale, sui saperi e le conoscenze delle persone anziane. L’obiettivo è duplice: da un lato dare la possibilità a qualcuno di apprendere gratuitamente, dall’altro la soddisfazione della persona anziana di sentirsi ancora utile e valorizzato. Bacheca Elettronica per richieste/offerte di prestazioni relative al Welfare La piattaforma del Progetto Rel@zioni gestisce anche la mediazione tra le offerte e la domanda di prestazioni relative al welfare. E’ previsto un servizio di registrazione, ad esempio, delle COLF e delle Badanti con relativo profilo su cui potranno anche essere inseriti feedback da parte delle persone anziane. Creazione di contenuti per un Magazine on-line sulle tematiche sociali ed assistenziali Il Magazine on-line è il contenitore di tutte le informazioni che arrivano dal territorio e di tutte le altre che in qualche modo possono essere di interesse verso le persone anziane e non autosufficienti. Banca del Tempo È concepita come uno strumento di scambio di attività, servizi e saperi tra persone; offre la possibilità di scambiare prestazioni gratuite e paritarie, misurate in ore, tra persone che stabiliscono fra loro un rapporto di fiducia. Il meccanismo è semplice: mettere a disposizione ciò che si sa fare, per poter chiedere, al bisogno, un altro servizio per il quale non si possiedono le capacità o il tempo. Esempi di prestazioni che si possono scambiare vanno dal giardinaggio, all’organizzazione di feste, all’accompagnare qualcuno con l'auto, dalle faccende domestiche agli scambi culturali, dal bricolage al disbrigo di pratiche d’ufficio. Il Progetto, infine, si avvale della collaborazione dei propri Partner, eccellenze nel loro settore: Università della Calabria Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica (Cosenza) E' la struttura organizzativa e di coordinamento alla ricerca dei settori disciplinari sociologici, politologici e affini nell'ambito delle scienze storico-sociali dell'Università della Calabria. La Fondazione OIC onlus (Padova) Attiva da oltre 50 anni nel campo dell'assistenza agli anziani ed ai più deboli. La Fondazione OIC dispone di un know-how specifico che è messo a disposizione del progetto. La Scuola del Sociale della Comunità Progetto Sud (Lamezia Terme) La Scuola del Sociale promuove iniziative, progetti ed attività per: l'innovazione nei servizi sociali, la crescita e lo sviluppo organizzativo, lo sviluppo sociale e civile del territorio e la promozione di economia sociale.


Anziani in forma A differenza di ieri, oggi, la scienza ci dice che è possibile invertire il processo di invecchiamento rallentandolo o addirittura bloccandolo. Ma, bisogna fare in gioventù quello che durante la vecchiaia non sarà più possibile fare. Secondo il Premio Nobel per la Medicina 2008 Luc Montagnier: «Possediamo il modo e i mezzi per vivere molto più a lungo e in buona salute. Gli studi recenti sull'invecchiamento stanno cambiando le nostre abitudini insegnandoci che non dobbiamo più, essere ammalati per curarci. Ogni individuo ha un invecchiamento programmato e naturale, ma anche un invecchiamento accelerato e generale che dipende dal comportamento di ciascuno. La mancanza di conoscenza è uno dei più grossi freni alla conquista della salute, La scarsa conoscenza ci impedisce di andare oltre le nostre idee fermando l’azione del progresso. Ma perché il progresso possa migliorare attivamente la nostra salute si deve creare un cambiamento nella percezione della scienza da parte della gente. Noi occidentali che andiamo cosi fieri della nostra medicina e dei nostri farmaci non abbiamo ancora trasformate in abitudini le cognizioni e i comportamenti che possono salvaci la vita. Un tumore maligno, un infarto al miocardio, colpiscono spesso anche un uomo o una donna giovani, davanti a questi eventi ancora troppi medici e troppi pazienti chiamano in causa la sfortuna, il caso o la predisposizione genetica. Questa sorta di fatalismo impedisce di vedere le soluzioni che la scienza ci offre per potere stare meglio. E la più grande posta in gioco, se non il più grande progresso, é proprio quello di prevedere il sopraggiungere delle malattie croniche legale alla vecchiaia e prepararci alla difesa ». Secondo Montagnier, prevenire è già guarire, bisogna curare la salute non la malattia, rafforzare le difese immunitarie e antiossidanti, avendo cura della membrana delle cellule, riequilibrare il sistema ormonale, conoscendo e riducendo i fattori di rischio provocati dall'ambiente e dall'alimentazione, una vita attiva, una pratica sportiva senza eccessi, un'alimentazione che comprenda pesce, frutta, verdura, olio d'oliva e qualche integratore ben selezionato. La medicina del futuro deve essere interdisciplinare, preventiva e personalizzata, utilizzando le nuove tecnologie per formulare diagnosi e terapie, quali le analisi sullo stress ossidativo, le nanotecnologie, le onde elettromagnetiche e cosi via. Si crede che la scienza e la medicina stiano andando contro la natura cercando piegandola al proprio volere senza rispettarne le leggi, troppi medici la pensano cosi e lo trasmettono ai loro pazienti. Per fortuna, però, l’idea per cui la vecchiaia era un deterioramento inevitabile è ormai superata dai nuovi studi. L’allungamento della vita di questi ultimi anni non è un grande successo se non si accompagna a un miglioramento delle condizioni e dello stile della vita stessa. Infine, al di là di un programma sanitario bisogna realizzare un programma sociale. Purtroppo, fino a quando la malattia non bussa alla nostra porta non prendiamo provvedimenti. Per non ammalarsi basterebbe invece prendere provvedimenti per tempo.

Il Progetto Rel@zioni augura a tutti Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Relazioni On Line n°1  

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