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Relazioni On Line

Copertina

IIll M Ma agga azziin nee iin nffoorrm ma attiiv voo p peerr ggllii oov veerr 6 60 0 ee ii d diissa abbiillii N° 3 Febbraio 2014

Per la rubrica "Alla ricerca delle tradizioni": Sua maestĂ il suino

Il cammino verso i diritti

sociali 2014

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Agevolazioni e bonus

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umani


Indice  Il cammino verso i diritti umani.……………………………pag. 3  Agevolazioni e bonus sociali 2014……………………………pag. 4  Sua maestà il suino………………………………………pag. 6  I nostri super-eroi… i "Silver Surfer"……………………..pag. 8

Il mese di febbraio ha 28 giorni, è il più corto di tutti ma per via del brutto tempo, del freddo e della pioggia sembra essere il più lungo e il più noioso… Sembra quasi un mese senza vita: non ci sono primizie, i fiori del mese sono solo le deboli primule e le violette, ma anche queste hanno breve durata. È un mese di passaggio, che assomiglia quasi ad una sede vacante... che presto sarà occupata dai mesi primaverili, rigogliosi, che porteranno di nuovo la vita… Per quanto riguarda le origini storiche, il nome del mese deriva dal latino “februare”, che significa "purificare" o "un rimedio agli errori" dato che nel calendario romano febbraio era il periodo dei rituali di purificazione, tenuti in onore del dio etrusco Februus e della dea romana Febris. Questo numero porta con sé una novità: una rubrica, che proseguirà anche nei prossimi numeri dedicata alle tradizioni, la storia e la cultura del territorio, arricchita dalle interviste ad alcuni anziani che ci faranno dono della loro saggezza. Vi auguriamo una buona lettura!

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Laura Gaetano Maria Cesareo Antonio Saffioti Salvatore Corapi Francesca Liparota

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Gruppo di lavoro del Progetto Rel@zioni


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La cultura dei Diritti Umani sostanziatasi nei principi espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’ONU nel 1948 in seguito agli orrori nazisti e alla seconda guerra mondiale, è diventata progressivamente il paradigma su cui ricostruire il tessuto delle relazioni tra gli esseri umani, i popoli e gli Stati. I valori di dignità, autodeterminazione, uguaglianza e solidarietà sono i pilastri del sistema di protezione della libertà contro l’abuso del potere e creano uno spazio per lo sviluppo dello spirito umano. Ogni individuo è ritenuto essere di valore inestimabile e nessuno è insignificante. Secondo questo principio gli individui non sono valutati perché economicamente utili ma perché persone intrinsecamente umane. Tutto ciò è particolarmente importante in termini generali ma lo è in modo particolare nell’ambito della disabilità poiché è un promemoria affinché le persone che vivono questa condizione siano valutate a prescindere da considerazioni di utilità sociale ed economiche. Come ogni individuo il loro valore è in se stessi e per se stessi e non in funzione a ciò che gli altri stabiliscono sia di valore. Possiamo affermare che la dignità come valore è stato il fattore cruciale che ha permesso d’inserire la disabilità nella prospettiva dei diritti umani. Ancora oggi circa 600 milioni di persone, o approssimativamente 10% della popolazione mondiale ha una disabilità. Solo il 2% dei bambini con disabilità del mondo sviluppato ricevono istruzione e riabilitazione. In tutto il mondo vi è un forte collegamento tra disabilità, povertà ed esclusione sociale. Questo è il risultato drammatico dell’approccio, che per secoli, ha considerato la persona con disabilità come un problema ed oggetto d’interventi caritatevoli e non come soggetto di diritti. I diritti umani fanno si che tutto sia concentrato sulla dignità dell’essere umano e di conseguenza, solo e se necessario, anche sulle caratteristiche mediche della persona. La disabilità secondo questo modello scaturisce da una mancanza di sensibilità della Stato e della società civile nei confronti della differenza che la disabilità rappresenta. Ne consegue che lo Stato ha la responsabilità dell’eliminazione di tutti gli ostacoli, socialmente creati, in modo da assicurare il pieno rispetto della dignità e per garantire uguali diritti a tutti. La disabilità può essere definita, quindi, come una “sovrastruttura sociale”, una creazione umana. La differenza non è innata ma costruita socialmente e applicata attraverso etichette stigmatizzanti. Così l’essere “anziano”, “donna” o “disabile” non è una condizione negativa in se ma lo diventa in relazione ad una norma sociale che attribuisce negatività a tutto ciò che non aderisce a determinati standard. Questo ha prodotto una struttura sociale che vuole tenere separati tutti gli individui che, con i loro corpi, il loro linguaggio e il loro pensiero diverso, possono in qualche modo mettere in discussione il potere della standardizzazione. Solo costruendo società includenti si può garantire a tutti la piena partecipazione ed autonomia e la possibilità di autodeterminarsi. Presupposto irrinunciabile per la realizzazione di una società inclusiva è la centralità del valore dell’uguaglianza. I sistemi di welfare devono assicurare servizi – assistenza personale, trasporti accessibili, sistemi di comunicazione adeguata ecc. Tra le persone con disabilità ci sono gruppi che sono maggiormente invisibili. I bambini con disabilità tradizionalmente non sono considerati degni di particolare investimento sociale, per esempio attraverso l’istruzione, rispetto ai loro coetanei. Le donne con disabilità sono vittime di discriminazione multipla. Le persone con disabilità intellettiva in molti contesti sociali hanno grande difficoltà a raggiungere una qualità di vita accettabile. Le persone con disabilità non hanno nessuna voce nel dibattito politico e anche dove ce l’hanno non sono necessariamente ascoltati e questa mancanza di partecipazione può dar luogo a politiche ed azioni che non rispondono ai loro bisogni concreti. Il movimento delle persone con disabilità è cresciuto notevolmente nelle ultime decadi e sta incominciando a parlare una lingua comune, quella dei diritti e dell’impegno politico. Questo fenomeno mondiale è un segnale di speranza per il futuro che è già iniziato il 13 dicembre del 2006. In quel giorno l’Assemblea delle Nazioni Unite dopo quattro anni di negoziati approva la Convenzione Internazionale dei Diritti delle Persone con disabilità. Adottata per consenso da 192 Paesi membri dell’ONU, è stata sottoscritta anche dall’Italia il 30 marzo 2007. Ratificata da diversi stati, è entrata in vigore il 3 maggio 2008, (dopo avere ricevuto il numero necessario di ratifiche, cioè 20), è stata ratificata dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18, ed entrata in vigore il 14 giugno 2009.

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Il cammino verso i diritti umani


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AGEVOLAZIONI E BONUS SOCIALI 2014 Per il 2014 anziani e persone con disabilità beneficeranno delle stesse agevolazioni e bonus del 2013. Rimangono Inalterati anche i bonus elettricità e gas. CARTA ACQUISTI (SOCIAL CARD) La Carta Acquisti è una carta di pagamento elettronico (bancomat), uguale a quelle che sono già in circolazione e ampiamente diffuse nel nostro Paese. Principale differenza è che con la Carta Acquisti le spese, invece che essere addebitate al titolare della Carta, sono addebitate e saldate direttamente dallo Stato. Sarà caricata della somma annuale di 480 euro, accreditati con rate bimestrali di 80 euro. Gli 80 euro di ciascun bimestre possono essere spesi al massimo entro i 2 bimestri successivi. Non ha scadenza, quindi quelle ottenute dal 2009 in poi possono essere utilizzate anche nel 2014. E' concessa ad anziani o famiglie che rispondono a determinati requisiti. Va richiesta presso gli uffici postali compilando un modulo che poi le Poste inoltreranno all'INPS, il quale invierà la carta inizialmente priva di fondi. Prima di accreditare il bonus, l'INPS verificherà la sussistenza dei requisiti e la correttezza della richiesta. Sarà poi caricata all'inizio di ogni bimestre, con inizio il bimestre successivo alla richiesta. Una volta avvenuto il primo accredito, le Poste inviano a casa dell'interessato il codice PIN necessario all'utilizzo della carta. L'interlocutore in caso di problemi, è e resta la Posta, che deve rilasciare, se richiesta, la stampa della posizione individuale del richiedente, contenente il riconoscimento del diritto di fruizione del bonus. Informazioni sugli accrediti e sul saldo disponibile possono essere ottenute, oltre che presso l'ufficio postale, anche chiamando il numero verde 800-666-888 o presso gli sportelli Postamat. La carta può essere utilizzata per l'acquisto di prodotti alimentari in negozi abilitati (che espongono il logo), in farmacia, per pagare bollette energetiche e spese sanitarie. In determinati negozi convenzionati è usufruibile anche uno sconto aggiuntivo del 5%. Alcuni enti locali incrementano i benefici della carta aumentando l'accreditamento bimestrale. E' concessa ai cittadini italiani residenti in Italia, anziani o genitori di bambini di età non superiore ai 3 anni. Dal 1/1/2014 è estesa anche ai cittadini di un paese dell'UE e/o loro familiari non aventi cittadinanza in uno stato membro ma titolari di diritto di soggiorno, nonché a stranieri in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Sono inclusi gli anziani che, contemporaneamente:  abbiano più di 65 anni e abbiano avuto un imposta Irpef netta pari a zero nell'anno precedente a quello della richiesta oppure nel secondo anno antecedente;  non godano di trattamenti pensionistici o assistenziali che superino, cumulati a eventuali redditi propri, i 6.781,76 € annui (9.042,34 € se di età pari o superiore a 70 anni);  abbiano un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) inferiore a 6.701,34 €;  non siano intestatari, da soli o col coniuge, di più di un'utenza elettrica domestica, di utenze elettriche non domestiche, di più di un'utenza del gas, di più di un autoveicolo, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%, di immobili ad uso non abitativo con una quota superiore o uguale al 10%, di un patrimonio mobiliare, rilevato dalla dichiarazione ISEE, superiore a € 15.000;  non fruiscano di vitto pagato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, per ricovero in istituti di cura o in istituti di pena. La carta viene intestata all'anziano, i beneficiari con impedimenti fisici possono chiedere che la carta venga intestata ad una persona di fiducia. Tale persona non può essere indicata da più beneficiari a meno che non siano tutori delegati dall'Autorità giudiziaria, soggetti che usano il beneficio per conto di ricoverati in case di cura o di assistenza, di comunità religiose etc. BONUS ELETTRICITA' L'autorità garante per l'energia ed il gas ha definito i criteri per fruire del cosiddetto bonus elettrico che va ad aggiungersi al bonus gas. Ne possono usufruire: a) utenti in condizioni di disagio economico, ovvero quei nuclei familiari che dispongono di un ISEE di valore inferiore od uguale a 7.500 €, per una sola utenza nella casa di residenza con potenza impegnata fino a 3 kw (4,5 Kw se il numero di familiari con stessa residenza supera i 4); b) utenti in condizioni di disagio fisico, intesi come tali quelli nel cui nucleo sono presenti persone che versano in gravi condizioni di salute tali da richiedere utilizzo di apparecchiature elettromedicali per il mantenimento in vita; c) utenti con quattro o più figli (famiglie numerose) a carico, con ISEE non superiore a 20.000 €, per una sola utenza nella casa di residenza con potenza impegnata fino a 4,5 Kw.

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Agevolazioni e Bonus sociali 2014


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Per i clienti in stato di disagio economico l'importo annuale varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. Per il 2014 i valori sono:  € 72 annui per nucleo familiare di 1-2 componenti;  € 92 annui per nucleo familiare di 3-4 componenti;  € 156 annui per nucleo familiare di oltre 4 componenti. L'importo annuale viene ripartito sulle bollette del periodo, in proporzione rispetto ai giorni considerati - ai fini degli addebiti di consumo di energia - da ogni bolletta. La formula utilizzata è I'importo bonus annuale diviso 365 e poi moltiplicato per il numero di giorni. Il risultato è arrotondato alla seconda cifra decimale. Per i soggetti in gravi condizioni di salute (disagio fisico) il valore del bonus, dal 2013, varia in base al numero di apparecchiature medicoterapeutiche salvavita utilizzate e al tempo giornaliero del loro utilizzo. Deve essere presentata una richiesta di ammissione presso il proprio Comune di residenza o presso altri istituti delegati (come i CAF) compilando un modulo predisposto. La modulistica da utilizzare e' presente su vari siti, tra cui quello dell'Autorità garante per l'energia ed il gas, dove si trovano tutte le informazioni dettagliate. E' stato anche approntato un numero verde per chiedere informazioni: 800.166.654 (ore 8-18 dal lunedì al venerdì). Il Comune rilascia un certificato e lo inoltra al distributore locale che, effettuate tutte le verifiche del caso, autorizza il venditore ad erogare il bonus all'utente. Per i casi di disagio economico, il bonus e' riconosciuto per un anno e può essere rinnovato per altri 12 mesi. Ciò dietro apposita richiesta da presentarsi in Comune entro il penultimo mese del periodo (annuale) di godimento. Se la richiesta di rinnovo è presentata in ritardo essa viene trattata come se fosse la prima (quella di ammissione), e si seguono i tempi e i modi della prima attivazione. Il bonus viene erogato dal venditore nella prima bolletta successiva al momento in cui si riceve, a sua volta, la fatturazione dello stesso da parte del distributore locale. L'erogazione avviene tramite accredito di una specifica "componente tariffaria compensativa" espressa in euro. BONUS GAS Dal 2009 è usufruibile un bonus nella bolletta del gas per i clienti disagiati. Ne beneficiano i clienti domestici con indicatore ISEE non superiore a 7.500 € (20.000 € se vi sono 4 o più figli a carico), solo per la fornitura di gas nell'abitazione di residenza, compresi gli utenti che utilizzano impianti di riscaldamento condominiali a gas naturale. Il valore del bonus varia a seconda della zona climatica, della tipologia di utilizzo (solo cottura e acqua calda, solo riscaldamento, oppure cottura acqua calda e riscaldamento insieme), e del numero di residenti nell'abitazione. Per l'anno 2014 il bonus può variare da 35 a 220 € (per le famiglie con meno di 4 componenti) o da 56 a 318 € (per le famiglie con più di 4 componenti). Si può presentare domanda al proprio Comune di residenza o presso altro istituto incaricato (per esempio i CAF). L'erogazione è analoga a quella del bonus elettrico. Il Comune trasmette i dati al distributore locale che a sua volta colloquia con il venditore che provvede all'accredito in bolletta. Il bonus GAS è cumulabile sia con il bonus elettrico che con la carta acquisti. La modulistica da utilizzare e' presente su vari siti, tra cui quello dell'Autorità garante per l'energia ed il gas, dove si trovano tutte le informazioni dettagliate. E' stato anche approntato un numero verde per chiedere informazioni: 800.166.654 (ore 8-18 dal lunedì al venerdì). BONUS CANONE TELEFONICO Esistono due tipi di bonus economici sul canone telefonico: 1) riduzione del 50% dell'importo mensile di abbonamento della linea telefonica; 2) esenzione totale dal pagamento dell'importo mensile di abbonamento della linea telefonica, può essere richiesta soltanto dai nuclei familiari in cui vi sia una persona sorda. I bonus consentono una riduzione dell'importo mensile di abbonamento e non sono cumulabili tra loro. Per richiedere il bonus, i soggetti interessati devono presentare la domanda direttamente alla Telecom Italia S.p.A. compilando l’apposito modulo, ed inviarlo all'indirizzo indicato nella bolletta telefonica, allegando fotocopia documento di identità, fotocopia attestato ISEE e fotocopia documentazione inerente secondo requisito. Per accedere alla riduzione del canone Telecom del 50% dell'importo mensile di abbonamento al servizio telefonico, bisogna avere un indicatore ISEE uguale o inferiore a 6.713,94 €, e di appartenere ad una delle seguenti categorie:  Nucleo familiare al cui interno è presente un percettore di pensione di invalidità civile;  Nucleo familiare al cui interno è presente un percettore di pensione sociale;  Nucleo familiare al cui interno è presente una persona al di sopra dei 75 anni di età;  Nucleo familiare in cui il capofamiglia risulti disoccupato o in cerca di prima occupazione. Il bonus è applicato soltanto ai clienti Telecom Italia (non si applica ad altri operatori telefonici).


Per secoli il maiale è stato oggetto di un rito sacro, anche se molto cruento: la sua uccisione. Questa era garanzia di sopravvivenza e nutrimento per intere famiglie. Un tempo quasi tutte le famiglie avevano e allevavano almeno un maiale. Il maiale cresceva nel “porcile”, il cibo era la cosiddetta “vrodata” fatta con gli avanzi di cibo pasturati con la “caniglia”, la crusca. Quando era “cresciuto e pasciuto”, come si suole dire, arrivava il giorno del supplizio. Generalmente i mesi nei quali si consumava questo cruento rito erano gennaiofebbraio: i mesi più freddi, ideali per la conservazione della carne e la stagionatura dei salumi. La mattina fatidica, le donne iniziavano a far bollire sul fuoco dell’acqua che sarebbe servita subito dopo l’uccisione. Gli uomini nel frattempo prelevavano il maiale dal porcile e lo trascinavano con grande forza e tra i forti grugniti del povero maiale; gli uomini che compivano questa operazione solitamente erano in 4 o in 5: il maiale veniva legato e messo su una panca. Una volta legato per bene, il cosiddetto carnefice con un coltellaccio lungo e affilato tranciava di netto la giugulare del maiale che si dimenava lanciando grugniti altissimi e spaventosi. Il sangue che ne usciva veniva prelevato dalle donne e messo in un apposito recipie nte e poi attraverso la cottura e le spezie poteva essere mangiato. Per avere maggiori informazioni su questo rito abbiamo intervistato una signora che ancora oggi partecipa attivamente. Questa signora ci racconta: “ dopo averlo sgozzato, si prendeva un po’ d'acqua calda con una <<pignata>> e si versava nell’orecchio del povero animale per constatare se era ancora in vita o se era alla fine. Se era morto, buttavano quest’acqua calda su una metà del maiale e cominciavano con dei coltelli a raschiarlo per togliere le setole (i peli), e poi in una pentola mettevano il piede, lo pulivano e toglievano le unghie; poi lo giravano e intanto si preparavano delle arance, dei limoni e del sale da strofinare sul corpo dell’animale per pulirlo ancora e per far andare via eventuale sporcizia che era rimasta.” Una volta fatta questa operazione, si lavava di nuovo e un uomo cominciava a tagliare i pezzi iniziando dalla “pancetta”che si trova sotto l’ombelico. Dopo veniva tagliata la parte superiore, quella al di sotto del collo, e fatta a pezzi veniva adagiata in delle vasche e fatta asciugare. Un’altra fase consisteva nel togliere le budella; alle donne veniva dato il

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Tradizioni

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Sua Maestà il suino

Alla ricerca delle


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compito di srotolarle e lavarle. Queste dovevano essere lavate per bene e con molta cura perché poi sarebbero servite a racchiudere il contenuto che sarebbe diventato salame o salsiccia. La signora ha spiegato che nulla del maiale veniva buttato, ma tutto era utilizzato: il fegato, i polmoni, lo strutto, le cotiche,etc. Anticamente anche i genitali venivano utilizzati dal falegname per ungere gli arnesi del mestiere. Il lavoro era molto duro, anche perché se non si faceva con precisione si rischiava di non poter utilizzare bene la carne. Quando il maiale era stato svuotato anche nelle sue parti più interne, veniva tagliato a metà in maniera verticale e si continuava a lavorare. La fatica era ricompensata da uno spuntino a metà mattina, preparato con pezzetti di carne fresca messi ad arrostire sul fuoco e poi naturalmente da un abbondante pranzo, generalmente a base di pasta con il ragù e altre prelibatezze, accompagnate da un buon vino. La carne macellata veniva fatta raffreddare fino al mattino seguente. Di buon ora il giorno seguente, veniva fatto un ulteriore lavoro delicato: sfasciare la carcassa del maiale: non era cosa semplice, perché bisognava fare attenzione per evitare di rovinare capicolli, lardi, pancetta o guanciale. Nel corso di questa operazione, oltre a selezionare le parti già citate, veniva anche selezionata e divisa la carne per le salsicce e le soppressate. Queste venivano preparate con carne, solitamente tagliata a pezzettini o macinata, salsa di peperoni rossi e sale. Il tutto impastato per ottenere il preparato. Le budella venivano lavate nuovamente con sale e acqua tiepida e utilizzate per rivestire le salsicce e i salami. Il maiale è quindi tradizione, è storia, è cultura popolare. Animale quasi sacro per i nostri antenati proprio perché non si buttava niente, ma ogni parte del suo corpo veniva adoperato affinché potesse bastare ad alimentare le famiglie per un intero anno. Purtroppo oggi, questa tradizione si è quasi persa e anche la carne, come dicono le persone più anziane, non ha lo stesso sapore di un tempo. Questo è dovuto all’alimentazione del maiale e a come si alleva ora, a differenza di come lo si faceva nei tempi passati. Prima era una esigenza, ora non lo è più.


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Mai nessuna generazione, come quella degli attuali over 60, ha dovuto adattarsi a così tanti e drastici cambiamenti della vita. Dalla rivoluzione industriale del dopoguerra, al cambiamento degli stili di vita; dall'entrata nelle case del televisore all'invenzione dei telefoni cellulari che ci hanno reso "reperibili e sotto controllo" 24 h su 24; dall'avvento dei personal computer nei luoghi di lavoro e nelle nostre abitazioni, al travolgente avvento dei social network e la possibilità di comunicare istantaneamente con una persona all'altro capo del mondo. Tutto questo nel giro di pochissimi anni, se si guarda la lunga storia dell'uomo sulla terra. A questa enorme rivoluzione gli attuali over 60 si sono dovuti man mano adeguare e, non tutti con parere favorevole hanno dovuto fare i conti con le nuove tecnologie. Solo per questo "banale" motivo si potrebbero definire degli eroi moderni! Proprio di questa opinione doveva essere chi ha definito per la prima volta “silver surfers”, riprendendo il nome di un supereroe dei fumetti, gli utenti internet che hanno dai 55 anni in su. Contrariamente agli stereotipi classici che vogliono i più anziani come incapaci di stare al passo con le moderne tecnologie, la fascia di popolazione over 55 sta gradualmente colonizzando la rete. Questo fenomeno, che a prima vista è sembrato "strano", ha portato a svolgere numerosi studi e ricerche sul campo, per verificare che il modello dell'anziano incapace e riluttante alle nuove tecnologie, in realtà è veramente una piccola percentuale della popolazione. Proprio per questo in Italia, così come nel resto d'Europa, si contano diversi progetti finalizzati all'alfabetizzazione digitale della popolazione meno giovane. L’uso più o meno frequente delle nuove tecnologie, l’apprendimento delle funzionalità, l’installazione o impostazione degli apparecchi, l’atteggiamento verso esse, non dipende solo dal livello d’istruzione, ma anche da 3 fattori: • Attività lavorative svolte in precedenza • Cultura generale posseduta • Apertura mentale e voglia di mettersi in gioco I silver surfer sono sempre più interessati a tecnologie adeguate ai loro stili di vita e alle loro necessità fisiologiche e psicologiche. E’ responsabilità di chi realizza e produce queste tecnologie eliminare quindi quelle barriere psicologiche (la paura della novità) o fisiologiche (i problemi alla vista o l’incapacità di gestire piccoli dispositivi) laddove esistano, progettando prodotti e servizi che i silver surfer vogliano e siano in grado di usare. I progettisti devono prestare particolare attenzione alla realizzazione di interfacce utente semplici ed ordinate, senza motivi grafici stravaganti o effetti speciali fuorvianti. Proprio in questa direzione si innesta lo sviluppo di un software gratuito, scaricabile da internet che semplifica le principali funzionalità del computer e consente un accesso facilitato al pc, alla rete internet, alla comunità online, ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione, di nome Eldy. Ovviamente l'utilizzo delle nuove tecnologie non permette solo il superamento del divario generazionale, ma favorisce l'autonomia e la socializzazione tra gli anziani. I dati a livello nazionale ci dicono che sebbene la presenza giovanile in rete sia un dato di fatto, con numeri in crescita, il segmento di popolazione italiana più fortemente online è quello delle persone dai 25 ai 54 anni, una fascia di adulti che costituisce il 65% del totale delle connessioni abituali alla rete. Inoltre, non può certo passare inosservata l’ondata di adulti over 55 che proprio negli ultimi anni sta costruendosi una solida presenza all’interno del web e dei suoi ambienti. Non esiste effettivamente nessuna difficoltà insormontabile, dovuta all’età, che impedisca l’uso di internet e che quasi nessuno è incapace di imparare ciò che occorre sapere per usarlo efficacemente. Il settore degli acquisti online è, infatti, un campo in espansione tra gli over 55: il 33% di loro usa regolarmente il web per fare la spesa online e per acquistare altri beni, che spesso si rivelano essere beni di lusso, data l’alta disponibilità economica che questa fascia di popolazione possiede. Gli altri interessi degli utenti “silver” riguardano sicuramente il settore della salute e la ricerca di informazioni circa le attività educative e culturali. Inoltre, essi usano il computer per usufruire del servizio della posta elettronica, per scovare notizie circa la storia della propria famiglia e per leggere le news. Ma il dato che colpisce maggiormente è quello che riguarda l’uso dei social network da parte proprio degli utenti più adulti: contrariamente alla credenza secondo la quale Facebook e Twitter siano luoghi per “ragazzini”, dove solo i più giovani si esprimono e pubblicano immagini e impressioni della loro vita, i social network sono abitati da un numero sempre più cospicuo di persone over 50. I motivi di questa grande diffusione dei siti “social” tra la fascia adulta della popolazione sono, per lo più, gli stessi per cui questo genere di siti ha successo tra i giovani: la possibilità di chattare con altre persone, partecipare a discussioni e conversazioni online, pubblicare e visionare foto e video dei propri amici e dei propri cari, mantenere più facilmente le relazioni con chi abita lontano e con chi non è possibile vedere frequentemente. In particolare, pare che gli over 55 utilizzino i social network e gli spazi di condivisione online per lo più per restare in contatto con figli e nipoti: il 66% di loro contatta regolarmente i propri figli tramite Facebook e gli altri spazi “social” della rete e il 42% di essi chatta e manda e-mail ai nipoti.

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I nostri super-eroi… i "Silver Surfer

Relazioni On Line n°3  

Il Magazine informativo per gli over 60 e i disabili

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