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Bollettino di Liber'Aria Notizie vicine e lontane, natura, pensieri, disegni di bambine e bambini

"SPATAPUMPETE!" numero 2 – dicembre 2017 gennaio 2018

copertina a cura di Lucia In redazione per questo numero :

Sara, Vittorio, ChloĂŠ, Francesco, Maya, Giacomo, Lucia,Alessandro, Emily.

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Quando sarò grande...

di Vittorio

Quando sarò grande avrò otto figli, una moglie gentile e bella e con i capelli biondi. Abiterò in una casa vicino al mare e avrò con me sette cani. Farò il pescatore e avrò una barca e farò tanti viaggi: America, Francia... Mi verranno a trovare mamma e papà quando saranno vecchi; mamma sarà magra e bella e papà con pochi capelli. E questo penso...

Disegno di Vittorio “Quando sarò grande”

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Riflessioni in ordine sparso: a parlare di... di Maya, Francesco, Lucia, Emily, Giacomo, Alessandro Io penso che le persone vadano in cielo quando muoiono. Io penso che vadano in paradiso e che è tipo le terme, dove c'è la piscina calda. Sì, ci sono i fiori, gli alberi, il sole, non piove mai, le nuvole sono al contrario, come un pavimento di nuvole e c'è l'arcobaleno. Il corpo, quando si muore, diventa subito cenere. In paradiso però vanno i buoni, quelli che aiutano le persone, non inquinano, non ammazzano, amano gli animali, curano le persone e sono gentili. I cattivi sono quelli che rubano e ammazzano.

“Così è la vita” Storia collettiva creata con un esercizio di scrittura creativa di Maya, Francesco, Lucia, Emily, Giacomo, Alessandro, Vittorio (Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale).

C'era un signore che si chiamava Pierino, aveva un piccolo problema: gli scappavano le scoregge, per questo tutti lo chiamavano Pierino Scoreggione. Tutti lo evitavano, per strada, all'ufficio postale, nei negozi; era molto solo; per fortuna aveva un nipote, un bambino di dieci anni che si chiamava Michele. Quando Michele andava a trovarlo, lo zio gli diceva di non uscire perché fuori c'erano tanti pericoli. Michele un giorno decise di uscire di nascosto e in giardino trovò un 3


cannone, sparò e colpì un drago che si trovava da quelle parti. Michele corse subito verso di lui, il drago era ferito ad un'ala, così cercò di medicarlo e diventarono grandi amici. Lo presentò allo zio e tutti e tre si divertivano a raccontarsi storie e a sentire le scoregge dello zio Pierino. Là vicino abitava una bambina che si chiamava Martina, era compagna di classe di Michele. Un giorno Martina dovette mettersi l'apparecchio ai denti e a scuola tutti la presero in giro, tranne Michele. Martina tornò a casa tutta triste e andò a dormire. Non si sa come, non si sa perché, ma il giorno dopo Martina si svegliò e aveva i denti tutti dritti e colorati come un arcobaleno. Tutti i suoi compagni si avvicinarono a lei per vedere da vicino i denti arcobaleno e da quel giorno nessuno più la prese in giro. Mentre tornava a casa, Martina trovò un cucciolo di cane che chiamò Gemma, era malata e affamata, nessuno la voleva. Decise di portarla a casa e curarla. Preparò la pasta con un po' di pane e la lavò perché era tutta sporca. Era così felice con lei. Quando andava Michele a trovarle, facevano lunghe passeggiate nel bosco vicino. E proprio in quel bosco abitava un unicorno che si era perso, ma poi ritrovò la sua mamma che aspettava un cucciolino. Durante un temporale, la mamma partorì il piccolo unicorno e lo chiamarono Arcobalino perché aveva la criniera tutta a strisce colorate e quando camminava si formavano gli arcobaleni. I bambini andavano in silenzio a cercarli e a volte gli unicorni si facevano trovare insieme ai cigni e agli altri animali. Un giorno Martina e Michele trovarono un procione in fin di vita e Michele le promise che lo avrebbe salvato, e così fu. I bambini ogni giorno cercavano gli animali da salvare, per tutta la vita. FINE

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Pezzi di storie...

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Il mio desiderio Io desidero diventare ballerina di danza aerea, perché si chiama così? Perché la danza che faccio si chiama danza aerea, è quasi come la danza classica perché si fanno quasi le stesse mosse però si sta appesi su un tessuto. Il tessuto è una stoffa un po' elastica dove ti appendi e dove leggeri come una foglia. Dopo che ho studiato abbastanza vorrei girare per il mondo. Ovviamente quando sarò grande adesso ho solo otto anni. Devo studiare e imparare una nuova lingua per girare il mondo.

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fai dei movimenti


I paesi dove voglio andare sono: Spagna, perché là c'è una mia amica che non vedo da tantissimo tempo. Dopo vorrei andare in India perché ballano delle belle danze e antiche, e anche a Cuba, anche lì ci sono danze fatte in onore delle divinità dell'acqua, del fuoco, della terra e dell'aria. Questo viaggio lo vorrei fare da sola per concentrarmi con gli spettacoli. Lì in Spagna tanto ci sarà Petra la mia amica. Questo viaggio lo vorrei fare il più presto possibile. Penso che al momento questo sia il mio più grande desiderio.

Lucia Ceresoli 16.01.2018

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LA PRIMA NEVE A LIBER'ARIA: che emozione! il 19.12.2017

di Lucia

di Emily 7


Ad ascoltare il vento che soffia...

di Sara

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Gli animaletti del bosco...di ChloĂŠ

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NATALE A CASA MIA...

di Francesco

di Lucia

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di Alessandro

************************************************* Parole ritagliate in libertĂ ...

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di Emily

di Francesco

di Lucia

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di Giacomo

di Maya ed Emily 13


di Giacomo

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Pagina delle scienze LO SQUALO BIANCO

Lo squalo bianco sembra possedere un radar che funziona tanto meglio quanto più frenetici sono i tentativi di fuga. Forse per lo stesso motivo, la Marina americana raccomanda ai piloti ai quali succeda di cadere in mare di “colpire lo squalo con forza sul suo strategico naso”: il problema, ovviamente, è quello di riuscirci ! Probabilmente, abbiamo tanta paura degli squali perché sappiamo così poco di loro. Come la definizione di tipologia che comprende sia l' uomo, sia la giraffa, sia il topo, sia l'elefante, così il termine squalo si riferisce a circa 350 specie diffuse nei mari di tutto il mondo ancor più dissimili fra loro. -Un difficile enigma. La nostra ignoranza riguardo agli squali non è impossibile sotto costante osservazione. “Gli squali sono un enigma difficile da decifrare”, ammette Samuel Gruber, esperto di oceonografia biologica dell'Università di Miami. “La maggior parte delle specie non sopravvive a lungo in cattività e l'oceano è un ambiente per così dire opaco. Per fare un esempio terrestre, sarebbe come sperare di studiare gli struzzi guardandoli attraverso la nebbia”. Di conseguenza, quasi tutto quello che la maggior parte della gente crede di sapere sugli squali è con ogni probabilità vero solo a metà, se non completamente sbagliato. 15


Prima di tutto, lo squalo non è un mostro come si crede comunemente, ma solo un pesce un po' speciale. E' dotato di branchie e pinne e vive sott'acqua, ma differisce dai pesci più evoluti soprattutto perché manca di uno scheletro osseo. Il suo corpo è costituito da una sacca di visceri e muscoli tenuti insieme da una pelle molto dura e coperta da migliaia di dentelli zigrinati. Lo rinforzano un cranio euna colonna vertebrale cartilaginei, ricoperti da uno strato superficiale simile a tessuto osseo frammentato in tanti prismi di fosfato di calcio. La parte più robusta dello scheletro sono i denti, che hanno la straordinaria caratteristica di venire sostituiti in continuazione per tutta la vita. Distribuiti parallelamente su più file, si formano in una specie di gronda nella parte interna della cartilagine mascellare e si muovono progressivamente in avanti fino a inserirsi, forando la mucosa, nella loro posizione funzionale. Con un morso tanto potente, è molto facile che lo squalo ci rimette qualche dente a ogni pasto, ma la natura, come abbiamo visto, ha trovato un sistema per risolvere il problema lasciando così poche speranze alle sue vittime. A differenza della maggior parte di pesci, inoltre, lo squalo non ha le branchie protette da un opercolo né una vescica natatoria per regolare la spinta idrostatica, e le sue pinne sono spesse e rigide invece che sottili e flessibili. Eppure, un campione di nuoto. Uno squalo tipo, carcarino, è snello, con muso e pinne pettorali allungate, pinna caudale con il loro superiore più lungo di quello inferiore, parte anteriore del corpo appiattita per ridurre la resistenza dell' acqua “in acqua”.

Fonte : Mensile Airone numero 95 Marzo 1989 Giornalista : Alessandro Berardi Parole : 473 Caratteri : 2962

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Rubrica recensioni FILM DEL MESE

“ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS” di Giacomo Ciliberti

Assassinio sull'Orient Express è un film che ha avuto un Oscar per film più bello del 2002. È un film giallo e parla di un investigatore famosissimo che viveva a Gerusalemme e aveva risolto miriadi di casi. Lui sapeva guardare nel cuore delle persone colpevoli. Era il detective più famoso al mondo. Un giorno partì con l'Orient Express in un viaggio che durava 3 giorni, ma la notte del 2° giorno un fulmine colpì la montagna innevata e “sbummete!!!!!!”, Una valanga scivolò giù per la montagna e andò a colpire il treno e si dovettero fermare. L'investigatore non si preoccupava per il ritardo e mandava rinforzi. Ma la notte del 3° giorno si sentì “boom boom boom!” Il detective si insospettì e si affacciò alla porta ma era tutto calmo. Salutò il macchinista e ritornò a dormire. (c'era una storia vera che parlava di una bambina che aveva una famiglia nucleare. Un giorno venne rapita da un uomo che si chiamava David Marckey dopo almeno un mese la ritrovarono in un bosco morta). La mattina seguente il signor David Marckey mancava alla colazione, bussarono alla sua cabina ma nessuno rispondeva. Aprirono la porta e “oooh cribbiolissima!”, 17

Trovarono il corpo senza vita di David Marckey, diedero subito


ordine

di

chiudere

quel

vagone.

Il

giorno

dopo

si

sentì

“aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhh!”; Il detective si fiondò subito nel vagone di Beatrix Smeyl, ma non c'era più niente da fare.

Subito dopo arrivarono i rinforzi che si misero subito a riparare il treno.

Intanto avevano messo dei tavoli con delle sedie all'entrata del tunnel, per ammazzare il tempo il detective fece un interrogatorio a tutte le persone presenti sul treno e all'ultima persona interrogata si scoprì che era stata lei, ma il detective si insospettì e da dietro al vagone spuntò il dottore con una pistola e disse: “No! Sono stato io ad uccidere David Marckey e così cominciò una sparatoria. Anche il detective aveva una pistola. Il detective si ferì un braccio e da tutti i lati del treno uscirono tutte le persone del treno che dissero in coro: “Siamo stati noi a uccidere David Marckey! Era tutta una messa in scena! Da quando è morta la bambina, nonostante tutto ci volevamo vendicare, siamo stati tutti noi. Scusaci!” (disponibile libro dvd bluray)

Questo bollettino in redazione non lo stampiamo per non sprecare carta. Ci vediamo al prossimo numero. Grazie per l'attenzione! La redazione

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Dicembre gennaiopatapunfete  

Giornalino

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